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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 35 min ago

Abusi sugli anziani: Comunità Sant’Egidio, “un mondo meno violento con gli anziani è un mondo più umano per tutti”

Fri, 2018-06-15 18:21

“A fronte di una continua crescita della popolazione anziana in tutto il mondo (809.743.000 su 7 miliardi di abitanti), dovuta all’allungamento della vita e ai progressi della medicina, le nostre società non sembrano capaci di vivere in modo positivo la presenza di tanti anziani, tanto che si è troppo diffusa una cultura che non accetta o non sa trattare la debolezza”. È quanto rileva oggi la Comunità di Sant’Egidio in occasione della Giornata contro gli abusi sugli anziani, promossa dall’Organizzazione mondiale della salute. Per contrastare una “mentalità” attraverso la quale “si radicano gli abusi di cui spesso si legge nelle cronache: truffe, mancanza di assistenza e cure adeguate, maltrattamenti, che arrivano fino all’eliminazione fisica, come avviene in Africa contro gli anziani accusati ingiustamente di stregoneria”, la Comunità di Sant’Egidio lancia un appello per “ sviluppare la rete delle relazioni sociali, oggi fortemente frammentate in società dove vivere da soli sta diventando un modello dominante” e “promuovere nuovi modelli di intervento, come il programma ‘Viva gli anziani!’, che fa della lotta all’isolamento sociale e del sostegno alla fragilità il cuore della propria azione”. Inoltre viene chiesto di “tutelare i diritti degli anziani, in particolare la libertà di come e dove vivere la propria vita” visto che “in molti Paesi del mondo, soprattutto in quelli più ricchi, l’istituzionalizzazione diventa spesso una scelta obbligata, per la carenza di servizi sul territorio e a domicilio”. Per Sant’Egidio, “occorre trasformare gli istituti in strutture aperte il più possibile al mondo esterno, favorendo le visite senza eccessive limitazioni (ad esempio negli orari) e permettendo agli anziani ospiti di uscire a loro piacimento, nel rispetto della sicurezza personale”. Infine è necessario “sviluppare forme di cohousing, una risposta umana e praticabile all’istituzionalizzazione”.

Cistercensi: a Parma si presenta la prima guida che raccoglie informazioni su oltre 500 abbazie e siti

Fri, 2018-06-15 18:10

Una lacuna da colmare sulla presenza dei monaci e delle monache cistercensi in Italia nel corso di quasi 900 anni. È per questo motivo che nasce la guida “Abbazie e Siti Cistercensi 1120-2018” che sarà presentata a Parma lunedì 18 giugno alle 11 nell’abbazia di Valserena, ora Centro studi e archivio della Comunicazione dell’ateneo parmense. Nell’occasione sarà presentata ufficialmente anche la neonata Associazione italiana dei siti e delle abbazie cistercensi. “Da diversi anni collaboro con l’abbazia di Chiaravalle che aderisce alla Carta europea delle abbazie e dei siti cistercensi e per questo ho avuto modo di conoscere le Guide Routier che documentano la presenza cistercense nelle varie nazioni europee. Per l’Italia invece non c’era nulla”, ha spiegato Silvia Testa, autrice del volume insieme a Piero Rimoldi. “Abbiamo iniziato a informarci prima per semplice curiosità poi, dal 2013, in maniera sistematica”. Il risultato è un volume di 500 pagine edito da Arti Grafiche Parma, con informazioni di oltre 500 abbazie e siti cistercensi. Il materiale è organizzato con cartine regionali dove gli insediamenti più importanti hanno una scheda, corredata da foto, con storia, architettura e informazioni turistiche.

Sono riportati anche monasteri che non sono nati cistercensi ma lo sono stati per un tempo più o meno lungo: S. Ambrogio a Milano, S. Silvestro a Nonantola, S. Croce in Gerusalemme a Roma, S. Spirito a Palermo e S. Pietro alla Canonica ad Amalfi (che ora è un hotel). “Abbiamo inserito anche gli insediamenti femminili, solitamente trascurati dagli studi, come S. Caterina a Fossano o S. Benedetto a Conversano per il passato e come il monastero di Vitorchiano che attivo oggi e ha otto filiazioni in diverse nazioni del mondo”, ha concluso Silvia Testa. La pubblicazione è promossa da associazione “Giuseppe Micheli” e Comune di Morimondo (Milano), in collaborazione con i monaci cistercensi di Chiaravalle della Colomba (Piacenza), con Confcoopertive Parma ed Emilia-Romagna e con il patrocinio di Comune di Parma, Comune di Fontevivo, Regione Emilia-Romagna e Senato della Repubblica.

Dazi: Coldiretti, dopo guerra Trump a Cina rischia Made in Italy

Fri, 2018-06-15 18:07

“Dopo la Cina la prossima vittima della politica protezionista di Trump è l’Unione europea con la decisione degli Stati Uniti di imporre dazi antidumping fino a quasi il 50% sulle importazioni di olive spagnole, un pericoloso precedente che mette a rischio la presenza negli Usa del Made in Italy e delle produzioni agroalimentari dell’intera Unione europea”. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’approvazione di dazi da parte degli Stati Uniti su una lunga lista di prodotti Made in China per un valore di 50 miliardi di dollari. “La procedura iniziata su reclamo di alcuni produttori di olive americani, che si concluderà il 24 luglio, rischia pericolosamente di estendersi all’intera produzione agroalimentare dell’Unione europea perché di fatto – continua Coldiretti – viene messo nel mirino statunitense il sistema di aiuti europei all’agricoltura, costituendo un pericoloso precedente per futuri attacchi alla politica agricola comunitaria”. A rischio “c’è una larga parte del Made in Italy agroalimentare diretto negli Stati Uniti che – sottolinea Coldiretti – sono di gran lunga il principale mercato di riferimento fuori dall’Unione europea con un importo di 4 miliardi di euro di esportazioni nel 2017, in aumento del 6%”. Gli Usa, continua Coldiretti, si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna. “Il vino – conclude Coldiretti – risulta essere il prodotto più gettonato dagli statunitensi, davanti a olio, formaggi e pasta”.

Laudato si’: Prato, il 17 e 18 giugno convegno ecumenico e interreligioso su ecologia e spiritualità ecologica

Fri, 2018-06-15 17:55

Dialogo ecumenico e interreligioso a partire dall’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco. L’appuntamento è per domenica 17 e lunedì 18 giugno a Villa del Palco a Prato. Ad organizzare il convegno – al quale sono attesi cattolici, ortodossi, protestanti, musulmani, buddisti e induisti provenienti da tutta Italia – sono I ricostruttori nella preghiera, il Centro studi cristiani vegetariani e la Rete interdiocesana nuovi stili di vita in collaborazione con la diocesi di Prato, la Federazione Chiese evangeliche in Italia e la Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta. “La riflessione partirà dall’enciclica Laudato si’, un testo che è stato accolto con attenzione e favore anche dal mondo laico e dalle altre confessioni religiose – afferma la diocesi di Prato in un comunicato – perché il rispetto del pianeta e delle biodiversità, la preoccupazione per i cambiamenti climatici e la pericolosità di un estremo antropocentrismo moderno sono considerati patrimonio comune al di là del credo e delle differenze culturali. Alla due giorni di lavori sono attesi i contributi di ben cinque vescovi: mons. Franco Agostinelli, mons. Mario Meini, vescovo di Fiesole, mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva e presidente di Pax Christi, mons. Ambrogio Sprefico, vescovo di Frosinone e presidente della commissione Cei per il dialogo interreligioso, mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne. Con loro mons. Fabiano Longoni, direttore ufficio nazionale problemi sociali e del lavoro della Cei.
Ci saranno anche l’imama Izzedin Elzir, il rabbino Joseph Levi, il presidente dell’Unione buddista italiana Giorgio Ruspa e la monaca induista Ghiri. E poi pastori protestanti e personalità come Grazia Francescato, fra’ Roberto Lanzi di Siloe e p. Adriano Sella, promotore dei Nuovi Stili di Vita. Ad aprire i lavori, domenica 17 giugno, alle 15, sarà p. Guidalberto Bormolini dei Ricostruttori nella preghiera.
In programma anche alcuni eventi paralleli al convegno, come un laboratorio per docenti su come insegnare l’ecologia profonda e visite guidate al nascente villaggio “Laudato si’” che avrà sede nell’antico borgo di Mezzana sui monti dell’Appennino vicino a Montecuccoli.

Infanzia: Save the Children consegna al presidente della Camera le oltre 35mila firme della petizione contro “L’Italia vietata ai minori”

Fri, 2018-06-15 17:50

Le oltre 35mila firme di adesione alla petizione “L’Italia vietata ai minori”, sono state consegnate questa mattina da una delegazione di Save the Children al presidente della Camera Roberto Fico. Le firme sono state raccolte durante la campagna “Illuminiamo il futuro” per portare all’attenzione del Parlamento la gravissima condizione di povertà materiale ed educativa in cui vivono milioni di bambini nel nostro Paese. La petizione chiedeva il recupero dei tanti spazi pubblici in stato di abbandono e degrado su tutto il territorio nazionale, da destinare ad attività sportive, educative e culturali gratuite per i bambini e gli adolescenti. Durante l’incontro – a cui hanno partecipato anche i ragazzi di SottoSopra, il movimento di giovani per l’organizzazione – è stata ribadita la centralità del Parlamento nel prendere iniziative proprie e nel sollecitare un’azione di governo che sia orientata al rispetto dei diritti dell’infanzia e che metta i minori al centro delle politiche. Come hanno ricordato i rappresentanti di Save the Children, in Italia sono oltre un milione e trecentomila i bambini che vivono in povertà assoluta e ancor di più sono coloro che vivono in condizioni di povertà educativa, più nascosta e meno evidente, che priva i bambini dell’opportunità di costruirsi un futuro. “Un vero cambiamento non può che partire da politiche di sostegno e protezione per l’infanzia, e di protagonismo dei giovani: i bambini e i ragazzi sono il futuro di questo Paese – afferma Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia -. Per questo ci auguriamo che i loro diritti siano al centro dell’azione di questo nuovo Parlamento e che indirizzino i provvedimenti e le politiche del governo in azioni concrete che diano risposte alla povertà economica ed educativa che colpisce un minore su dieci nel nostro Paese”.

Questa mattina è stato illustrato al presidente della Camera il contenuto dell’ultimo Atlante dei minori stranieri non accompagnati, presentato ieri da Save the Children. A questo proposito l’organizzazione ha sottolineato quanto sia fondamentale la piena attuazione della legge sui minori stranieri non accompagnati, approvata poco più di un anno fa, come principale strumento di accoglienza e integrazione dei minori stranieri non accompagnati presenti nel nostro Paese.

Giovani: Caselli (Università di Genova), “rischiano di essere la generazione del ‘tardi’”

Fri, 2018-06-15 17:47

“Ogni generazione ha bisogno dell’altra. Sia quella del 1968 ha bisogno dei giovani di oggi sia quella del futuro necessita della precedente. Serve un patto tra generazioni per arricchirsi reciprocamente”. Lo ha detto Lorenzo Caselli, docente emerito di Economia dell’Università di Genova, intervenendo oggi pomeriggio , a Roma, al convengo del Settore Giovani di Azione Cattolica sul loro impegno a 50 anni dal ’68. Mettendo a confronto l’impegno di generazioni diverse, partendo dal ’68, Caselli ha affermato che “allora il miracolo economico era giunto al capolinea e i valori di solidarietà si contrapponevano a quelli dominanti”. Il docente ha poi sottolineato come “i giovani in Italia a prima vista siano una forza debole, poco attiva nei processi di cambiamento, forse perché manca la spinta dei grandi ideali o per l’incertezza nel futuro”. “Eppure l’Italia ha bisogno di giovani come energia positiva. Non ne sembra, però, consapevole. Devono potersi mettere alla prova e impegnarsi ma mancano le condizioni. La generazione adulta ha largamente mancato alle sue possibilità”. Secondo Caselli, “i giovani corrono il rischio di non avere memoria perché non gliel’ha tramandata nessuno, hanno timore del futuro e si fermano in un presente dilatato e a volte virtualizzato”. “Quindi, rischiano di essere la generazione del ‘tardi’. Diventa adulta tardi, lascia casa tardi, si sposa tardi”. La via dell’evoluzione, secondo Caselli, ha altre traiettorie. “Per evolversi i ragazzi hanno bisogno di utopie, ma oggi hanno paura di sognare. I sogni dei giovani sono garanzia per il futuro del Paese”.

Diocesi: Perugia-Città della Pieve, tre eventi ecclesiali a conclusione dell’anno pastorale

Fri, 2018-06-15 17:44

Tre sono gli eventi ecclesiali con cui, nelle prossime due settimane, si concluderà l’anno pastorale nell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve. Si tratta della Giornata diocesana dei “Gr.Est. – Oratori estivi”, mercoledì 20 giugno (ore 9-13), presso l’area verde di Pian di Massiano e Palasport “Evangelisti” di Perugia, del 20° anniversario della morte del venerabile Vittorio Trancanelli, domenica 24 giugno (ore 17.30), presso la chiesa dell’Ospedale di Santa Maria della Misericordia di Perugia, e dell’ordinazione di sei giovani sacerdoti il prossimo 29 giugno (ore 17), nella cattedrale di San Lorenzo.
La Giornata “Gr.Est. – Oratori estivi”, a cui prenderà parte anche il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, coinvolgerà tremila bambini e adolescenti con i loro animatori dei 34 “Gruppi Estivi (Gr.Est.)” attivati dalle realtà oratoriali aderenti al Coordinamento oratori perugini.
Domenica 24 giugno, giorno della festa liturgica di san Giovanni Battista, la diocesi umbra ricorderà il 20° anniversario della morte del venerabile Vittorio Trancanelli (1944-1998), medico chirurgo che mise in pratica il Vangelo del buon samaritano in sala operatoria e nella vita, fondando l’associazione “Alle Querce di Mamre” per madri e bambini in gravi difficoltà, adottando, insieme alla moglie Rosalia Sabatini e ad altre famiglie, diversi minori anche con disabilità. Nel pomeriggio, alle 17.30, nella chiesa dell’ospedale di Santa Maria della Misericordia (dove dal 2 luglio 2017 riposano le spoglie del venerabile Trancanelli) il card. Gualtiero Bassetti presiederà una solenne concelebrazione eucaristica insieme ad altri vescovi umbri.
Venerdì 29 giugno, infine, alle 17, nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia, il card. Bassetti ordinerà sacerdoti Federico Casini, Nicolò Gaggia, Augusto Martelli, Pietro Squarta, Giovanni Le Yang e Salvatore Mauro Reitano.

Salute: Policlinico Gemelli, il 18 giugno inaugurazione del Centro di farmacologia clinica di genere e del Giardino terapeutico

Fri, 2018-06-15 17:28

Verranno inaugurati nel pomeriggio di lunedì 18 giugno il Centro di farmacologia clinica di genere e il Giardino terapeutico all’interno del Dipartimento della Salute della donna e del bambino della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs. All’evento, con inizio alle 16 presso l’aula Brasca, interverranno Franco Anelli, rettore dell’Università Cattolica, Giovanni Raimondi, presidente della Fondazione Gemelli, Marco Elefanti, direttore generale della Fondazione, Rocco Bellantone, preside della Facoltà di Medicina e chirurgia della Cattolica, Giovanni Scambia, direttore scientifico della Fondazione e direttore del Dipartimento della Salute donna e bambino, e Riccardo Masetti, direttore Unità operativa complessa di Chirurgia senologica. La descrizione tecnica del progetto sarà affidata a Romano Berluti, responsabile dell’Ufficio tecnico del Gemelli, e a Simona Totaforti, direttore del Centro studi Relab – Studies for Urban Re-Evolution. Interverranno inoltre il critico d’arte Paolo Balmas e Resi Madia, presidente dell’Associazione Oppo e le sue stanze, che ha contribuito alla nuova realizzazione.
L’inaugurazione e la visita del Centro di farmacologia clinica di genere e del Giardino terapeutico sono previste per le 17. Poi alle 17.45 concluderà l’evento inaugurale la visita alla mostra dell’artista Giovenale i cui dipinti sono collocati nella nuova struttura.
“Il Centro di farmacologia clinica di genere e il Giardino terapeutico – si legge in una nota – sono due progetti innovativi che vogliono ridefinire il concetto di umanizzazione degli spazi di cura attraverso l’incontro tra scienza medica, natura, eccellenza tecnologica e design biofilico”.

Solidarietà: Roma, il 19 giugno alla mensa della Caritas “il pasto dell’incontro”

Fri, 2018-06-15 17:09

Migranti e rifugiati incontrano figure di spicco del mondo politico, pubblico, culturale ed ecclesiastico per condividere l’esperienza migratoria. Tutti insieme intorno ad un pasto, viatico di vita e di unità, organizzato da Caritas Roma, Caritas Internationalis e Caritas Italiana il 19 giugno (ore 12.30, Mensa “San Giovanni Paolo II” della Caritas diocesana di Roma, Via Marsala 109). “Un momento di scambio tra chi ha vissuto direttamente il dover migrare e coloro che a vario titolo lavorano su questi temi. L’esperienza migratoria vista come fatto personale, comunitario e pubblico”. Così gli organizzatori, in una nota, definiscono l’iniziativa, a cui parteciperanno migranti, rifugiati e una famiglia che ha ospitato un rifugiato nella propria casa. Tra i partecipanti all’evento: migranti, rifugiati e una famiglia che ha ospitato un rifugiato nella loro casa. Al “pasto dell’incontro” interverranno, tra gli altri, mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma;  Michel Roy, segretario generale di Caritas Internationalis: Oliviero Forti, responsabile dell’area migrazione della Caritas Italiana; Laura Baldassarre, assessore alla persona, scuola e comunità solidale del Comune di Roma. “Il pasto dell’incontro” è un evento che nasce nel contesto della campagna di sensibilizzazione pubblica e politica sulla migrazione, Share the Journey, “Condividiamo il cammino”. La campagna, promossa da Caritas Internationalis, è stata lanciata da Papa Francesco il 27 settembre 2017.
Share the Journey vuole essere una risposta concreta all’appello del Papa per dar forza “alla cultura dell’incontro” facilitando un’interazione positiva tra migranti, rifugiati e comunità locali. Un primo passo per costruire società più solide e inclusive mettendo la dignità della persona umana in posizione centrale.

Migranti: Oxfam-Diaconia Valdese e Asgi, “respingimenti illegali e brutalità su minori da parte della polizia francese”

Fri, 2018-06-15 16:58

“Minori migranti non accompagnati anche di 12 anni continuano a essere vittime di abusi, detenzioni e respingimenti illegali verso l’Italia, da parte della polizia francese, una volta superata la frontiera di Ventimiglia”. È la denuncia contenuta nel nuovo rapporto “Se questa è Europa”, diffuso oggi da Oxfam, Diaconia Valdese e Asgi, che lavorano a Ventimiglia per prestare soccorso ai migranti bloccati in città. L’allarme parte dalle testimonianze dei tanti in fuga da guerra e persecuzioni, che ogni giorno cercano di attraversare la frontiera: 1 su 4 è un minore che cerca di ricongiungersi con familiari o conoscenti in Francia, Inghilterra, Svezia o Germania. “L’intervento, ormai di prassi, della polizia francese comporta, prima ancora del respingimento in Italia, in violazione delle norme europee e francesi, il fermo dei minori, spesso la loro registrazione come maggiorenni, la falsificazione delle dichiarazioni sulla loro volontà di tornare indietro, la loro detenzione senza acqua, cibo o coperte, senza la possibilità di poter parlare con un tutore legale”, si legge nel rapporto. I ragazzi raccontano anche “di essere stati vittime di riprovevoli abusi verbali o fisici: il taglio delle suole delle scarpe, il furto di carte Sim. In molti vengono costretti a tornare fino a Ventimiglia a piedi, lungo una strada priva di marciapiede, con qualunque condizione atmosferica: una giovanissima donna eritrea è stata costretta a farlo sotto il sole cocente, portando in braccio il suo bambino nato da soli 40 giorni”. Nei primi quattro mesi di quest’anno sono stati 4.231 i migranti (16.500 da agosto 2017 ad aprile di quest’anno) passati da Ventimiglia, provenienti in maggioranza da Eritrea, Afghanistan e Sudan. Un numero destinato a crescere con l’arrivo dell’estate. Al momento l’unica struttura di accoglienza è presso il Campo Roja con 444 posti. Le tre organizzazioni chiedono alle autorità locali e al governo italiano di “individuare rapidamente strutture adeguate per realizzare un centro per minori non accompagnati in transito e uno per donne sole con e senza figli, che garantisca una permanenza dignitosa e sicura”. Elisa Bacciotti, di Oxfam, chiede al Governo francese “di intervenire, per far cessare immediatamente gli abusi e i respingimenti illegali dei minori da parte della propria polizia di frontiera e al Governo italiano di attivarsi in ogni modo perché ciò avvenga, sospendendo inoltre i trasferimenti forzati verso i centri del Sud Italia”.

Diocesi: Spoleto-Norcia, mons. Boccardo “imitare sant’Antonio di Padova per essere bussola della società”

Fri, 2018-06-15 16:37

“S. Antonio è stato un valente predicatore, un appassionato annunciatore della Parola di Dio, un soccorso potente per quanti erano nella prova, un fermo difensore della dottrina cristiana dalle eresie. Nel nostro piccolo anche noi oggi, in questo mondo che corre senza un percorso chiaro né tantomeno una meta, siamo chiamati ad imitare il Santo di Padova ed essere annunciatori della Parola di luce e speranza”. Lo ha detto oggi l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, celebrando a Spoleto la festa di S. Antonio di Padova, che fu canonizzato proprio nella Cattedrale spoletina nel 1232. Quest’anno la ricorrenza, si legge in un comunicato della Diocesi, “ha assunto un significato molto particolare: i Frati Minori Conventuali della Basilica di Padova, su richiesta di mons. Boccardo, hanno inviato una reliquia del Santo da custodire nell’altare a lui dedicato nel Duomo. Un piccolo ma importante segno che suggella il gemellaggio spirituale tra Padova e Spoleto nel nome di Antonio. La reliquia è stata posta, durante la Messa presieduta dall’Arcivescovo nella chiesa di S. Filippo, accanto alla statua di S. Antonio”. “Tutti siamo chiamati ad imitare il Santo di Padova – ha aggiunto l’arcivescovo – non solo i preti, le suore e i frati, ma anche i laici. Noi cristiani, infatti, possiamo essere la bussola per questa società: e non perché siamo più bravi degli altri, ma perché depositari di quella Parola che illumina tutte le altre parole. Dobbiamo annunciare il Vangelo nella semplicità della vita quotidiana. A S. Antonio – ha concluso mons. Boccardo – chiediamo forza, coraggio e fantasia per riempire le nostre giornate di perdono e di solidarietà”. Nelle preghiere dei fedeli il pensiero dell’Arcivescovo è andato a quanti “saranno chiamati dalla volontà popolare a governare la Città di Spoleto (in chiesa c’erano esponenti di tutti gli schieramenti, ndr): chiediamo al Signore di concedere loro quello spirito di servizio, quella libertà e quel disinteresse fondamentali per la costruzione del bene comune, avendo a cuore in modo particolare le sofferenze e i bisogni delle persone”.

Italia-Francia: vertice a Parigi. Conte, hotspot Ue in Africa e regole asilo. “Chi mette i piedi in Italia li mette in Europa”

Fri, 2018-06-15 16:31

“Un profondo scambio di opinioni” con il Presidente Macron e la “volontà di lavorare insieme sulle sfide comuni che l’Europa deve affrontare”: anche Giuseppe Conte mostra toni distesi durante la conferenza stampa all’Eliseo che chiude la visita odierna a Parigi. “La posta in gioco – afferma Conte, soprattutto attorno al tema delle migrazioni e alla riforma dell’Eurozona – è un’Europa più forte e la piena soddisfazione dei nostri cittadini”. Sulla migrazione, dice, “è necessario voltare pagina”. Conte ricorda l’impegno primario a salvare vite umane, “nel rispetto dei diritti e nel quadro di legalità e sicurezza”. Quindi anch’egli annota: “Dublino deve cambiare”. L’Italia, afferma, sta lavorando a una proposta “da finalizzare sotto presidenza austriaca”, ovvero nel prossimo semestre. Il “cambio di paradigma” che il premier annuncia comprende la realizzazione di hotspot Ue “nei Paesi di origine e di transito” delle migrazioni, la lotta alla tratta e una maggiore collaborazione con i Paesi africani. “Occorre ripensare il concetto di primo ingresso”, dichiara, perché “chi mette i piedi in Italia li mette in Europa”. Quindi l’Eurozona, nel senso di un “rafforzamento della governance”, mentre bisogna “avanzare nei meccanismi di condivisione dei rischi”. Infine Conte annuncia un vertice bilaterale con Macron in autunno a Roma

Italia-Francia: vertice a Parigi. Macron, intesa con Conte. “Risposte europee su migrazioni e riforma Dublino”

Fri, 2018-06-15 16:25

“Lavorare mano nella mano con l’Italia” per “stimolare una iniziativa europea intesa a fronteggiare il problema migratorio”: è l’auspicio formulato dal Presidente francese Emmanuel Macron durante la conferenza stampa che ha chiuso il faccia a faccia con il premier italiano Giuseppe Conte all’Eliseo. Un confronto “disteso” su diversi temi europei ha segnato la pace dopo le polemiche dei giorni scorsi attorno al caso-Aquarius. “L’Ue è mancata su migranti ed Eurozona”, “temi che richiedono risposte europee, non ci possono essere risposte nazionali”. Macron ha osservato: “Speriamo di andare avanti con i partner europei nei prossimi mesi per una riforma profonda delle regole di Dublino”, al fine di “condividere” il problema delle migrazioni. “Il sistema oggi non funziona e non dà risultati soddisfacenti, dobbiamo trovare meccanismi che consentano la solidarietà e dobbiamo fare in modo che la situazione geografica non ci metta in situazioni politiche insostenibili”. Macron ha specificato: “Non dimentichiamo cosa l’Italia ha dovuto subire sul fronte dell’immigrazione nel 2015 e nel 2016”. Ora “serve la volontà di agire insieme, la risposta giusta è europea ma quella attuale è inadeguata. Il sistema di solidarietà oggi non funziona. Porteremo avanti una profonda riforma di Dublino”.

Unitalsi: mons. Fumagalli (Viterbo) e anba El Soriani (copto), “in Egitto come pellegrini di pace”

Fri, 2018-06-15 16:23

“Andremo in Egitto come pellegrini di pace. Sarà ritornare alle radici della nostra fede. Sarà bello inaugurare questo nuovo itinerario spirituale (tanto voluto anche dall’Egitto) che potrà far riscoprire a tutti i cristiani i luoghi dove secondo la tradizione la Sacra Famiglia trovò rifugio e ospitalità nei tre anni in fuga da Betlemme”. È quanto ha dichiarato il vescovo di Viterbo, mons. Lino Fumagalli, prima della partenza del pellegrinaggio dell’Unitalsi in Terra Santa ed Egitto da lui guidato insieme a mons. Anba Barnaba El Soriani, vescovo della Diocesi Copto-ortodossa di San Giorgio a Roma. Il pellegrinaggio, cui partecipano circa 50 persone tra pellegrini, ammalati, disabili e volontari, accompagnati dai delegati nazionali Preziosa Terrinoni e don Gianni Toni, responsabili dell’Unitalsi della Sezione Romana Laziale, farà tappa a Tel Aviv, Gerusalemme, Betlemme, Il Cairo, Wadi al Natrun e vedrà nel programma una serie di incontri con le massime autorità religiose locali ed istituzionali. “Sarà un’esperienza emozionante, partecipare a questo pellegrinaggio insieme al Vescovo Fumagalli – ha affermato a sua volta il vescovo copto – unire così simbolicamente le due famiglie, quella copta con quella cattolica, la Terra Santa all’Egitto. La fuga della Sacra Famiglia in Egitto è molto importante per tutto il nostro popolo egiziano”. Al Cairo, domenica 17 giugno, la prima messa in programma sarà celebrata da mons. Fumagalli e nella quale verrà ricordato Giulio Regeni, rapito e ucciso in Egitto nel 2016. Mercoledì 20 giugno, durante il tragitto che porterà il gruppo a far visita alle Chiese copte a Wadi Al Natrun, lungo la strada i pellegrini si fermeranno nel luogo dove fu ritrovato il corpo del giovane, per deporre un fiore e recitare una preghiera in suo ricordo. Il pellegrinaggio è stato organizzato in collaborazione con la Diocesi di Viterbo e la Sib (Società Italiana di Beneficenza).

Biblioteche ecclesiastiche: Zucchini (bibliotecaria) e Sverzellati (Univ. Cattolica), “formazione permanente ed europea, capacità di creare relazioni”

Fri, 2018-06-15 16:14

Quanto è cambiato il profilo professionale del bibliotecario ecclesiastico in questi 40 anni? Prende il via da questa domanda l’intervento di Elisabetta Zucchini (Biblioteche Studentato missioni e dei Frati cappuccini di Bologna) e Paola Sverzellati (Università Cattolica Milano) al convegno “Professionalità e carità intellettuale: quarant’anni di Abei (1978 – 2018)” in corso fino a domani a Roma per iniziativa dell’Abei nel 40° della sua nascita. Centrale il ruolo della formazione. “Alla luce dei cambiamenti e delle innovazioni in corso, si va sempre più delineando la richiesta di una professionalità avanzata”, osserva Zucchini ricordando che il bibliotecario è a tutti gli effetti “un animatore e comunicatore della cultura”. “Le biblioteche ecclesiastiche – sostiene – devono adeguarsi allo scenario nazionale e internazionale che punta alla formazione permanente e all’apprendimento continuo”. Si tratta di competenze “costituite dal mix conoscenza e abilità” e che richiedono “capacità di catalogazione, di biblioteconomia, di creare relazioni”. La rete e i sistemi informatici, aggiunge, “richiedono maggiori abilità in campi diversi, condivisione di esperienze, collaborazione con enti pubblici, sovrintendenze, istituti di restauro”. Importante “realizzare giornate di confronto” e “coinvolgere le giovani generazioni all’interno delle nostre biblioteche con progetti ad hoc e percorsi didattici”. E ancora: includere la disabilità. Di qui l’esperienza delle “biblioteche speciali” che tendono a inserire ragazzi disabili o con disturbi dello spettro autistico attraverso la formula dello stage. “La prospettiva della formazione dev’essere europea” afferma da parte sua Sverzellati richiamando come base il Consiglio europeo di Lisbona nel 2000 che definisce le persone “prima risorsa” del continente invitando e investire su di loro.

Pastorale: Cop, dal 25 giugno ad Assisi la 68ª Settimana nazionale di aggiornamento su “Giovani per una Chiesa in uscita”

Fri, 2018-06-15 16:08

Sarà “Giovani per una ‘Chiesa in uscita’” il tema della 68ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale che si svolgerà ad Assisi da lunedì 25 a giovedì 28 giugno per iniziativa del Centro di orientamento pastorale (Cop). L’appuntamento formativo, rivolto agli operatori pastorali delle diocesi italiane, fornirà indicazioni per “una Chiesa che sappia farsi compagna di viaggio dei giovani d’oggi ed orientarne la vita; una Chiesa che fuggendo da ogni alibi s’impegni ad attivare processi in tal senso”. Per mons. Domenico Sigalini, vescovo emerito di Palestrina e presidente del Cop, “l’esperienza dei parroci e degli operatori pastorali, nei piccoli centri, come nelle grandi città, ci mostra il desolante spettacolo di una sempre più evidente assenza dei giovani nei nostri luoghi celebrativi ed educativi”. “Il Sinodo voluto da Papa Francesco è un invito a non piangerci addosso, ma a metterci in ascolto dei giovani, delle loro domande e delle loro speranze, perché da giovani diano maturità alla loro fede: ogni lavoro con i giovani serve sostanzialmente a crescere e la fede serve a promuovere questo cammino di crescita”, aggiunge Sigalini, secondo cui “un Sinodo dei giovani è occasione per ripensare l’intera prassi pastorale, che si fa attenta all’uomo e che, come indica Papa Francesco in Evangelii Gaudium, predilige il tempo allo spazio e la realtà all’idea”.
Durante i lavori, ospitati nel centro congressi “Casa Leonori” e moderati da don Antonio Mastantuono, interverranno come relatori don Rossano Sala, don Armando Matteo e mons. Domenico Battaglia. Momenti di approfondimento saranno i tre “focus” con Pierpalo Triani, Michele Roselli e Paola Bignardi. Fortunato Ammendolia presenterà un progetto “digitale” promosso dal Cop, in sintonia con il documento del pre-Sinodo. I “dopocena culturali”, sulla figura di san Francesco, saranno affidati a Luca Marcelli e a mons. Domenico Sorrentino.

Papa Francesco a Bari: mons. Cacucci (arcivescovo), “evento ecclesiale dal respiro universale”

Fri, 2018-06-15 15:54

“Un evento ecclesiale dal respiro universale e con una valenza storica ancor più eccezionale”. Così mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, nel messaggio per l’incontro ecumenico di riflessione e preghiera con Papa Francesco, i patriarchi e i capi delle Chiese del Medio Oriente descrive l’evento, che si svolgerà nel capoluogo pugliese, sabato 7 luglio. Dal presule la richiesta ai fedeli e, in particolare, ai sacerdoti, ai diaconi, ai consacrati, alle associazioni e ai movimenti ecclesiali di “partecipare coralmente alla preghiera che si terrà sul Lungomare di Bari presso la rotonda in Largo Giannella”. “Accompagneremo con la preghiera dei consacrati e dei giovani anche l’incontro e il dialogo che seguirà a porte chiuse nella Basilica di San Nicola”. Poi, l’arcivescovo esprime la consapevolezza che “la preghiera che si eleverà al Signore per quella terra (il Medio Oriente, ndr) ci fa avvertire la responsabilità a noi affidata per la preparazione e l’accompagnamento di questo evento”. Una consapevolezza che “rafforza la vocazione ecumenica della nostra diocesi e della Puglia”.

Usa: vescovi, approvato aggiornamento del documento sull’impegno politico da integrare con i suggerimenti pastorali di Papa Francesco

Fri, 2018-06-15 15:47

(da New York) La responsabilità politica dei cattolici è stato uno dei temi più dibattuti all’assemblea dei vescovi statunitensi che è cominciata il 13 giugno a Fort Lauderdale in Florida ed è tuttora in corso. In un’ora e mezzo di dibattito i pastori della Chiesa americana si sono interrogati sull’attualità del documento “Forming Consciences for Faithful Citizenship” (“Formare le coscienze per una cittadinanza fedele”), la guida alla partecipazione democratica dei cattolici statunitensi. Il documento soggetto a revisione ogni quattro anni in vista delle elezioni presidenziali è risultato agli occhi di molti vescovi datato, lungo, non di facile consultazione e non rispondente all’attuale situazione degli Stati Uniti. L’era Trump irrompe nei lavori della Conferenza episcopale e, pur non nominandolo apertamente, i temi della sua amministrazione sono al centro del dibattito collegiale: l’uscita dal protocollo di Parigi sul cambiamento climatico, la cancellazione dell’accordo sul nucleare iraniano, la legislazione sul controllo delle armi e sull’immigrazione richiedono una risposta non contemplata in “Forming Consciences” e invece fortemente richiesta dai fedeli e soprattutto dai giovani.
“Occorre riflettere sui segni dei tempi”, ha insistito il vescovo di San Diego, Robert McElroy, esaminando il momento storico vissuto dal Paese. “Assistiamo al più grande attacco ai diritti degli immigrati degli ultimi 50 anni. Viviamo in una nazione con divisioni razziali, geografiche e regionali in cui le persone di colore si sentono vittime di pregiudizi e violenze da parte delle istituzioni e molti bianchi, uomini e donne della classe lavoratrice si sentono spossessati, viviamo in un’epoca in cui i ragazzi hanno paura di andare a scuola perché potrebbero essere uccisi – ha continuato monsignor McElroy -. Viviamo in un’epoca in cui non siamo riusciti a far comprendere ai ‘millennials’ che la strumentalizzazione della vita umana dal concepimento alla fine naturale, è inaccettabile e le leggi non dovrebbero toccarla. E in tutto questo le nostre istituzioni giuridiche e politiche sono distorte e atrofizzate. Abbiamo l’obbligo di rispondere a queste domande e di farlo come un corpo, un collegio di vescovi. Il documento sulla responsabilità politica dei cattolici è muto sul Daca; è muto su Charlottesville; è muto su Parkland: i segni del passato non possono essere la nostra risposta al momento in cui viviamo”.
Al vescovo di san Diego si è unito il cardinale di Newark, Joseph Tobin, che ha suggerito di mettere in atto un nuovo e rapido processo decisionale all’interno della Conferenza episcopale per “rispondere in maniera puntuale, accurata e pensata a quanto si vive nel dibattito pubblico. È trascorso un anno e mezzo dalle elezioni e diciamo di non aver avuto abbastanza tempo per rivedere il documento, forse dobbiamo mettere in discussione il nostro modo di fare le cose, forse possiamo migliorarlo”. Ormai “abbiamo consolidato la reputazione di impiegare troppo tempo per affrontare i problemi che affliggono il Paese e stiamo correndo il rischio di apparire disinteressati o che non prestiamo abbastanza attenzione”, ha dichiarato sulla stessa scia John Michael Botean, capo dell’Eparchia cattolico-rumena di San Giorgio a Canton, in Ohio.
“Anche se i nostri insegnamenti non cambiano, il contesto cambia e la priorità delle questioni cambia, soprattutto dopo le ultime elezioni”, ha ribadito il vescovo John Stowe di Lexington, in Kentucky, che ha chiesto di tener conto di quanto i temi scartati dall’amministrazione siano invece tra i principali interessi dei giovani. Il cardinale di Chicago, Blase Cupich, ha espresso l’idea di riscrivere completamente il documento sull’impegno politico per integrarlo con i nuovi insegnamenti di Papa Francesco su cambiamento climatico, povertà e immigrazione, “insegnamenti che sono linee guida per i vescovi”. Cupich ha insistito che la nuova stesura offra anche un modello che superi la polarizzazione del dibattito pubblico e mostri come si possano tenere discorsi ufficiali anche su questioni che sono motivo di disaccordo. “Ciò significherà anche per noi sostenere delle cause, trovarci su diverse posizioni e mostrare, nello stesso tempo, al nostro popolo e alla nostra nazione come questo dibattito possa avvenire senza rompere le relazioni o relegarci ad un unico punto di vista. Dobbiamo offrire un modello di dialogo”.
A conclusione della plenaria i vescovi con 144 favorevoli e 41 contrari si sono espressi per un aggiornamento del documento sull’impegno politico che andrà integrato anche con i nuovi suggerimenti pastorali di Papa Francesco. Il gruppo di lavoro sulla revisione, guidato dall’arcivescovo di Los Angeles, Jose Gomez, vicepresidente della Conferenza episcopale, preparerà una breve lettera su “Forming Consciences” e un video di presentazione più accattivante che dovrebbe ispirare i fedeli cattolici alla preghiera e all’azione concreta nell’agorà politica. Appuntamento alla sessione di novembre per la presentazione ufficiale.

Accademia Lincei: Roma, 22 giugno solenne chiusura dell’Anno Accademico con il presidente Mattarella

Fri, 2018-06-15 15:40

Si terrà venerdì 22 giugno a Roma (ore 12, Palazzo Corsini, via della Lungara,10), alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la Cerimonia solenne per la chiusura dell’Anno Accademico dei Lincei, il 415° dalla fondazione della più antica Accademia del mondo. Ad aprirla sarà il Presidente dell’Accademia, Alberto Quadrio Curzio, che relazionerà sull’attività svolta nell’Anno Accademico 2017 – 2018 e nel triennio 2015 – 2018. A seguire la tradizionale conferenza di chiusura dell’A.A. che quest’anno sarà tenuta dal Presidente Emerito, Prof. Lamberto Maffei su “Ambiente e cervello, un dialogo continuo”. A conclusione della cerimonia il conferimento dei premi assegnati dall’Accademia dei Lincei agli studiosi e ai ricercatori che si sono distinti nei campi delle discipline umanistiche e scientifiche e l’annuncio dei premi Feltrinelli, che verranno conferiti a novembre in occasione dell’apertura dell’Anno Accademico 2018 – 2019.

+++ Nave Aquarius: card. Cañizares (Valencia), “il Papa è commosso per la nostra generosità e accoglienza” +++

Fri, 2018-06-15 15:23

“Il Papa mi ha detto di riferirvi che è commosso per il nostro comportamento e si felicita e congratula con la diocesi di Valencia per la prontezza e la generosità con cui ha reagito, e l’esempio di carità che si sta dando nei confronti di queste povere persone”: lo ha detto il cardinale Antonio Cañizares, arcivescovo di Valencia, in un messaggio inviato oggi alla sua diocesi dopo essere stato ricevuto ieri in udienza privata in Vaticano, in merito all’accoglienza nei confronti dei migranti della nave Aquarius e di altre due navi militari italiane che sbarcheranno a Valencia domenica. “Stiamo seguendo con vero e appassionato interesse, stupore, compassione e vergogna – scrive il cardinale Cañizares nel testo ricevuto poco fa dal Sir -, durante lunghi e angosciosi giorni, le traversie di 629 persone attraverso il Mediterraneo, un mare che sta diventando una tomba anonima, insaziabile e divoratrice che si è presa tantissime vittime dell’ingiustizia, degli egoismi dei potenti, delle crudeltà disumane, di bastardi interessi di mafie inconfessabili e delle chiusura in se stesse delle nazioni, senza ascoltare come si dovrebbe i Paesi più poveri da cui provengono queste vittime”. La vicenda dell’Aquarius, afferma, “ha travolto le nostre coscienze e ci ha rialzati in piedi per accudire chi bussa alla porta del cuore e alla coscienza collettiva dei popoli e delle nazioni. È un appello alle persone di buona volontà e soprattutto alla coscienza umanitaria e cristiana”. Il cardinale ricorda che, dopo l’arrivo al porto di Valencia, sarà organizzata l’accoglienza e la distribuzione dei profughi nelle diverse zone della Spagna. “Dal primissimo momento la diocesi si è messa a disposizione” per “accogliere, aiutare, sostenere e curare coloro che arrivano”, ricorda, ed è pronta “ad accogliere, proteggere, promuovere ed integrare i migranti e rifugiati” come insegna Papa Francesco. “Lo abbiamo fatto sapere alle nostre autorità della comunità autonoma, locale e nazionale e all’opinione pubblica – precisa -. Faremo tutto il necessario che rientra nelle nostre possibilità: senza calcoli”. La Delegazione diocesana per le migrazioni, la Caritas diocesana, l’Università Cattolica con “medici, infermieri, docenti, linguisti”, gli Ordini e le Congregazioni religiose, il seminario, le parrocchie, le famiglie, i sacerdoti, i laici, i volontari, le associazioni – conclude – “tutti si sono offerti e sono disposti a collaborare per dare una risposta cristiana di amore, carità e giustizia a questa situazione di emergenza”.

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