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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 54 min ago

Minori non accompagnati: Cir e Unhcr, in Sicilia sei eventi per sensibilizzare su figura del “tutore volontario”

Fri, 2018-06-15 15:23

Il Cir (Centro italiano rifugiati), con il supporto di Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), il progetto “Tutori volontari per i minori stranieri non accompagnati: percorsi di sensibilizzazione, costruzione di una rete di organizzazioni coinvolte nella protezione dei minori e percorsi di formazione per tutori volontari” voluto dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Sicilia. Nell’ambito del progetto, saranno organizzati nel mese di giugno sei eventi di sensibilizzazione alla tematica della tutela volontaria allo scopo di promuovere tale istituto, ma soprattutto per supportare organizzazioni e tutori diffondendo la conoscenza di servizi, attività ed eventi dedicati ai Minori stranieri non accompagnati in Sicilia. “È importante che il tutore volontario – figura introdotta dalla legge 7 aprile 2017 n. 47- non sia solo chiamato ad esercitare la rappresentanza legale del minore, ma anche a definire un percorso di crescita e autonomia condiviso che includa la partecipazione ad attività ricreative, occasioni di incontro con la comunità locale, percorsi di formazione e tirocini”, precisa il Cir. “I tutori volontari sono una figura fondamentale, è grazie alla loro generosità che si riesce effettivamente a garantire che i minori in fuga da guerre e persecuzioni ricevano la protezione di cui hanno bisogno e che il loro parere venga ascoltato in tutte le decisioni che li riguardano” dice Jesus Perez Sanchez, responsabile per i minori all’Unhcr: “In questo momento abbiamo bisogno che più persone si facciano avanti, soprattutto in Sicilia, siamo pronti a sostenerli con dei corsi di formazione specifici per permettere loro di svolgere un compito così importante”. Per saperne di più riguardo al progetto e conoscere gli eventi in programma: http://www.cir-onlus.org/tutela-volontaria-msna/.

Papa Francesco: ricevuta questa mattina una delegazione della Comunità Papa Giovanni XXIII

Fri, 2018-06-15 15:10

Papa Francesco ha ricevuto questa mattina in udienza Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), in occasione dei 50 anni dell’associazione fondata da don Oreste Benzi. Secondo quanto riferisce l’Apg23, Ramonda, “successore del prete dalla tonaca lisa alla guida della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha partecipato con i membri della sua casa famiglia, formata, insieme alla moglie Tiziana, da dieci persone”. “È stato un incontro memorabile”, commenta Ramonda, raccontando che “abbiamo portato al Papa l’impegno di tanti laici che spendono la loro vita al fianco della povera gente in 42 Paesi del mondo, seguendo il carisma di don Benzi”. “Al Santo Padre – prosegue – abbiamo donato il libro-testamento di don Oreste ‘Con questa tonaca lisa’, ‘Il diario di Sandra’, la giovane riminese proclamata venerabile appena tre mesi fa e ‘Pane Quotidiano’, il messalino con i commenti al Vangelo di don Benzi”.
All’incontro hanno partecipato anche Gianpiero Cofano, segretario della Comunità, e Alberto Capannini, il quale ha portato la testimonianza dei giovani volontari della Comunità di don Benzi, che condividono la loro vita nei campi profughi siriani al confine nord del Libano. “Da questa esperienza di condivisione diretta – si legge in una nota – è nata una proposta di pace scritta insieme ai siriani scappati dalla guerra. Alcune famiglie che vivevano nel campo profughi sono giunte in Italia tramite i corridoi umanitari, accompagnate dai giovani volontari della Giovanni XXIII che si sono occupati della loro accoglienza ed integrazione”.
Papa Francesco, che questa mattina nell’omelia della messa a Casa Santa Marta ha affermato che “sfruttare le donne è peccato contro Dio”, “ancora una volta – conclude Ramonda – ci ha dimostrato di avere a cuore la sorte di tante giovani donne e ci ha spronato ad andare avanti nella battaglia iniziata da don Benzi per la liberazione di queste nostre sorelle”.

Diocesi: Caritas Vicenza, colletta straordinaria per l’“Emergenza Guatemala”

Fri, 2018-06-15 15:09

La Caritas diocesana vicentina, in concerto con Caritas Italiana, lancia una raccolta fondi straordinaria a favore delle popolazioni coinvolte dall’eruzione vulcanica in Guatemala. Il Paese dell’America centrale – viene ricordato in una nota – “sta vivendo dall’inizio del mese di giugno un’emergenza pubblica legata all’eruzione del vulcano Fuego. Le ultime notizie riportano di un fronte lavico ampio circa 25 metri e alto 2, che trasporta blocchi di roccia del diametro di 1-3 metri e che ricade su altri detriti lavici non ancora raffreddati, causando così l’emanazione di vapori e odore di zolfo”. “Dal giorno della prima eruzione, 4 giugno 2018, sono innumerevoli le perdite umane alle quali si aggiungono i danni alle strade, alle abitazioni, alle infrastrutture scolastiche, sanitarie… tanto che questa tragedia è stata paragonata a quella storica di Pompei”, prosegue la nota. Lo stesso presidente della Repubblica del Guatemala ha chiesto assistenza ed aiuto umanitario internazionale, così da poter far fronte ad alcune necessità: attrezzature per alloggi di emergenza, tende, razioni di cibo freddo, prodotti per la pulizia personale, medicinali (analgesici e antibiotici), filtri per l’acqua, servizi igienici mobili, telecomunicazioni, servizi, d’infrastruttura, attrezzature mediche, chirurgiche, ospedali mobili ed assistenza medica.
Caritas Italiana è da molti anni attiva con progetti in Guatemala di collaborazione allo sviluppo (Vicariato Apostólico de Petén), Servizio Civile (diocesi di San Marcos) e microprogetti di varia natura, seguendo ora attentamente l’evolversi della situazione.
La Caritas diocesana vicentina invita chi volesse contribuire a sostenere i progetti avviati e altri di ricostruzione sul territorio del Guatemala a farlo con un versamento (specificando nella causale “Emergenza Guatemala”) attraverso bonifico bancario sul c/c IT41A0501811800000012173258 intestato a Fondazione Caritas Vicenza Banca Popolare Etica – filiale di Vicenza o sul c/c IT40D05018118000000 11079332 intestato a Associazione Diakonia onlus (braccio operativo della Caritas diocesana vicentina) presso Banca Popolare Etica – filiale di Vicenza.

Social media: l’abbazia di San Miniato al Monte e il suo Millenario sbarcano su Facebook e Instagram

Fri, 2018-06-15 14:55

L’abbazia di San Miniato al Monte e il suo Millenario sbarcano su Facebook e Instagram “per raccontare al meglio gli eventi che fino ad aprile 2019 festeggiano una straordinaria avventura di fede, di bellezza e di speranza”. “Sono oltre 50 – si legge in una nota – gli appuntamenti distribuiti durante l’anno con cui la basilica fiorentina celebra i suoi mille anni di storia e sulla scia del seguito avuto da padre Bernardo Gianni, priore dell’abbazia di San Miniato già da tempo attivo sui social network, i nuovi profili permetteranno di connettersi agli amici di San Miniato al Monte e a quanti sono interessati a partecipare alle iniziative che toccano la storia della basilica fiorentina, ma anche le arti, i linguaggi e le intuizioni della contemporaneità”.
Dall’inaugurazione del Millenario è online anche il nuovo sito web. Un’offerta a cui ora si aggiungono le nuove pagine social su Facebook e Instagram.

Iraq: Sako (patriarca), “urge un Governo nazionale, forte e responsabile per guidare il Paese fuori dalla crisi attuale”

Fri, 2018-06-15 14:41

Un appello ai vincitori delle elezioni parlamentari del 12 maggio perché si “mettano intorno a un tavolo, dialogando coraggiosamente per preparare un programma di Governo realistico e completo che tenga conto degli obiettivi e delle priorità nazionali”: a lanciarlo oggi, giorno in cui i musulmani celebrano Eid al-Fitr, la fine del Ramadan, è il patriarca caldeo di Baghdad, Louis Raphael Sako, prossimo cardinale, preoccupato per “l’attuale crisi sociale e politica causata dal voto” sul quale pendono accuse di brogli. In un messaggio pubblicato sul sito del Patriarcato il neo porporato rivolge “sincere congratulazioni ai fratelli e sorelle musulmani, in occasione di Eid al-Fitr”, che giunge dopo un mese di digiuno, un tempo in cui si pratica “la misericordia, il perdono e la riconciliazione, cercando le benedizioni di Dio”. L’augurio del Patriarca è che “Dio possa infondere molte benedizioni sul nostro amato Iraq e fare in modo che sia sempre più prospero e pacificato”. Da qui l’invito a tutte le liste uscite vincitrici dalle urne ad accelerare “i lavori per la nascita di un esecutivo patriottico, un governo capace di rappresentare tutti gli iracheni, che trova le propria fondamenta nella legge e nel diritto, che faccia propri i valori dell’onestà e dell’agire corretto rispetto alle parole e agli slogan, un governo che sia capace di migliorare i servizi fra i quali l’elettricità, la rete idrica, le strade, e aiuti a ricostruire ciò che è stato distrutto. I cristiani, in tutte le chiese, stanno pregando in questi giorni perché possa nascere davvero un governo nazionale forte, che sia capace di traghettare l’Iraq fino al porto sicuro della pace e dell’unità.

Rifugiati: Caritas Europa, appello ai governi europei “più vie legali e sicure e programmi di resettlement”

Fri, 2018-06-15 14:27

Caritas Europa lancia oggi un appello ai governi europei “per incrementare vie legali e sicure per i rifugiati e programmi nazionali di resettlement” (reinsediamento), ossia il trasferimento da uno Stato in cui hanno presentato la richiesta d’asilo ad un altro Stato. “Desideriamo una Europa che provveda a soluzioni durature per le persone bisognose di protezione – afferma Caritas Europa alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra il 20 giugno – e mostri una responsabilità globale condividendo con i Paesi che già ospitano la maggioranza dei rifugiati nel mondo”. “I resettlement possono essere una dimostrazione molto tangibile della volontà dei Paesi di condividere la protezione dei rifugiati con i Paesi che hanno sulle spalle le maggiori responsabilità – afferma Shannon Pfohman, di Caritas Europa – e offrire anche soluzioni durature alla re-integrazione dei rifugiati le cui vite e diritti di base possono essere in pericolo nei primi Paesi di asilo. In ogni caso, il resettlement deve mantenere intatte le sue funzioni di protezione e non essere invece funzionale a obiettivi politici di controllo e deterrenza nei confronti delle migrazioni”. Inoltre, precisa, “il resettlement non dovrebbe mai rimpiazzare il diritto a fare richiesta volontaria di asilo in un Paese”. Nel mondo sono 22,5 milioni le persone forzate a fuggire dal proprio Paese, l’85% dei rifugiati sono ospitati da Paesi in via di sviluppo come l’Etiopia. La Turchia è nel mondo il Paese con il più alto numero di rifugiati (2,8 milioni), in Libano ce ne sono 1 milione, una persona su 6. Secondo l’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) almeno 1,2 milioni di persone hanno bisogno di programmi di resettlement (dati riferiti al 2017) ma solo il 5% sono stati effettivamente realizzati.

Diocesi: Caritas Modena, “nuovo centro di accoglienza è per persone fragili ma con risorse ancora da spendere”

Fri, 2018-06-15 14:12

Un’opera-segno. Un luogo di accoglienza. Una casa allargata nel cuore della città. È tutto questo il nuovo centro di accoglienza “Papa Francesco” che sarà inaugurato a Modena domenica 17 giugno alle 17 alla presenza dell’arcivescovo Erio Castellucci, realizzato dalla Caritas diocesana nell’ambito del progetto triennale “Legami che liberano” finanziato con il fondo 8xmille Italia della Cei. “Il centro vuole rispondere a una fascia di povertà che non è quella a bassa soglia, né quella cronica o di chi vive nel disagio conclamato da anni. Si rivolge invece a persone che sono scivolate in una condizione di fragilità, in un disagio temporaneo: uomini, italiani o stranieri, che hanno ancora delle risorse da spendere. Il nostro obiettivo è quello di promuovere autonomie e far emergere in loro la consapevolezza che possono essere risorsa per la società”, ha spiegato Federico Valenzano, vice direttore Caritas e direttore Centro di ascolto diocesano. Una struttura di questo genere, su un territorio che offre molte risposte alle tante povertà, mancava. La scelta dell’ex convento dei gesuiti, nel pieno centro della città, “ha un particolare importanza – ha continuato Valenzano –, sta a significare che i poveri sono il nostro bene più prezioso e non vanno relegati in periferia o in un ghetto”. Lo spazio a disposizione è circa 400 metri quadrati con otto camere singole, alcune parti comuni e una cappella.

Migranti: progetto “Cucinare per ricominciare” al terzo anno. Silvestri (Avsi), “ripartire dalle persone”

Fri, 2018-06-15 13:59

“Cucinare per ricominciare”: è il progetto di formazione e lavoro a sostegno dell’integrazione di giovani migranti, giunto quest’anno alla sua terza edizione, presentato questa mattina a Milano presso l’Accademia del panino italiano, da Elena Riva, presidente di Panino Giusto e co-fondatrice della Fondazione culturale Accademia del panino, capofila del progetto, assieme a Fondazione Avsi e alla Cooperativa Farsi Prossimo e altre imprese del settore della ristorazione “casual dining” italiana. “L’obiettivo comune – ha spiegato Riva – è dare a giovani migranti, tra i 20 e i 40 anni, che hanno trovato rifugio nel nostro Paese, una reale possibilità di integrarsi attraverso un progetto di formazione e tirocinio, cui segue l’assunzione”. In concreto si tratta di “fornire le competenze tecniche e linguistiche finalizzate a inserire stabilmente nel settore ristorazione giovani migranti. Sono ragazze e ragazzi che coltivano il sogno di integrarsi attraverso il lavoro, per realizzare il loro progetto di vita”. I dati forniti da “Panino Giusto” e “Avsi” parlano, per il 2016, di 14 giovani formati, 4 tirocini e 3 assunti. Per il 2017 i giovani formati sono stati 15, 15 tirocini e 13 assunti, per un indice di successo del 90% raggiunto anche grazie alla collaborazione di aziende partner. Per i risultati ottenuti il progetto è stato riconosciuto come “best practice italiana per l’integrazione” e, ha sottolineato Riva “a settembre 2017 il ministero degli Esteri Italiano ci ha invitato alle Nazioni Unite per illustrarlo”. Un invito che non è rimasto isolato ma che è stato seguito da quelli dell’assessorato al Welfare del Comune di Milano e da Università e ricercatori che stanno lavorando sul tema migrazione. “Tutto questo – ha detto la presidente di Panino Giusto – ci ha incoraggiato a implementare il nostro progetto, rendendolo sempre più inclusivo. Dal 2018 dedicheremo una cura particolare alle donne migranti, doppiamente fragili nel loro vissuto e poco aiutate con occasioni di integrazione nella società, attraverso il lavoro”. Per questo motivo sono stati aggiunti nuovi moduli formativi su diverse competenze del settore alimentare come pasta, gelato, pesce, pasticceria, pizza – coinvolgendo numerose aziende, tra le quali figurano “Facebook”, “Lavazza”, “Grom”, “Ca’Puccino”, “Rosso Pomodoro, “Pescaria”, “Ham Holy burger”, “Autogrill”, “Martesana” e “Galdus” – e complementari, come la gestione della comunicazione non verbale, la preparazione di un curriculum professionale, la gestione dei social media nell’ambito professionale e un potenziamento linguistico focalizzato sul tema alimentare. Nel suo intervento Giampaolo Silvestri, segretario generale Fondazione Avsi, ricordando le recenti parole di Papa Francesco sui migranti, ha ribadito che “questo progetto, per quanto piccolo, dimostra che un modo diverso e corretto per affrontare il problema delle migrazioni è possibile”. “Voi – ha detto Silvestri rivolgendosi ai giovani impegnati nel progetto – non siete numeri ma persone con desideri, bisogni e aspirazioni. Attraverso il lavoro e la formazione speriamo che possiate costruirvi un cammino e una vita dignitosa in Italia. E questo si può fare con l’aiuto di tutti. Ripartiamo dalle persone”. Al termine della conferenza stampa i 17 ragazzi e ragazze beneficiari del progetto 2018 hanno servito per la prima volta il cocktail di benvenuto. Fondazione Avsi è un’organizzazione non governativa, accreditata presso l’Onu e la Ue, nata nel 1972 e impegnata con 168 progetti di cooperazione allo sviluppo in 30 paesi del mondo, in Africa, America Latina e Caraibi, Est Europa, Medio Oriente, Asia. Lo staff di Avsi, composto da oltre 1500 persone, opera nei principali settori della cooperazione, raggiungendo 2,6 milioni di beneficiari diretti.

Baby gang: Napoli, lunedì 18 giugno un incontro per “Possibili vie d’uscita dal fenomeno” con il presidente della Camera Fico

Fri, 2018-06-15 13:47

Sarà il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, a concludere l’incontro “Miezz’a via” che si terrà lunedì 18 giugno, a Napoli, per trovare “Possibili vie d’uscita dal fenomeno delle baby gang”. A promuoverlo è la Fondazione Con il Sud prendendo spunto dal fatto che “tra novembre e gennaio si sono verificati in città almeno 7 casi di cronaca relativi al fenomeno delle baby gang. Altri anche recentemente”. In una nota la Fondazione ricorda che “il 18 dicembre 2017, nella centralissima via Foria a Napoli, un gruppo di minorenni ha aggredito un ragazzo di 17 anni, Arturo. Dopo una serie di spintoni, risate, insulti, l’hanno accoltellato al petto e alla gola”. A questo, che “purtroppo non è un episodio isolato”, come dopo altri analoghi episodi “ogni volta, seguono dichiarazioni di denuncia e di condanna e i media danno spazio a interpretazioni sociologiche più o meno condivisibili”. “Eppure – rileva la Fondazione Con il Sud – a sei mesi esatti dall’aggressione ad Arturo, non si è registrato nessun atto concreto che sappia andare oltre la retorica o la richiesta di maggiore repressione”. Ora l’iniziativa, promossa con un appello: “Costruiamo insieme un’agenda programmatica collettiva, un manifesto di pedagogia civile che stimoli, istituzioni e cittadini, ad intraprendere una road map di azioni concrete volte a contrastare, contenere e co-responsabilizzare al fenomeno della devianza minorile e delle babygang”. Il 18 giugno, alle 9.30 presso l’Orto botanico di Napoli, sarà Maria Luisa Iavarone, presidente Associazione Artur e docente dell’Università Parthenope, ad aprire la mattinata coordinata dal giornalista Ottavio Ragone e a cui interverrà l’attore Salvatore Striano. Poi spazio alla tavola rotonda con Franco Roberti, assessore alla Sicurezza urbana della Regione Campania, Annamaria Palmieri, assessore all’Istruzione e alla scuola del Comune di Napoli, Alberto Carotenuto, rettore Università Parthenope, e Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con il Sud. Conclusione affidata a Roberto Fico.

Società: Mattarella, “il nostro Paese sta crescendo nel protagonismo femminile, che per fortuna è un moto inarrestabile”

Fri, 2018-06-15 13:40

“Dove vi sono relazioni gestite da donne le intese di pace sono – questo è ampiamente verificato – mediamente più salde, più stabili e più sicure, perché evidentemente vi è una capacità e una sensibilità più profonda nell’affrontare problemi e difficoltà. E questo riguarda anche il fronte interno del nostro Paese”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale le vincitrici della XXX edizione del premio “Donne ad alta quota”, promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario. Nel complimentarsi con le premiate, Mattarella ha evidenziato che “la varietà dei campi d’impegno delle donne premiate dimostra quanto il nostro Paese stia crescendo velocemente nella dimensione femminile, nel protagonismo femminile, che ogni tanto ha qualche battuta d’arresto, ma è comunque un moto inarrestabile, per fortuna”. “Oltre cinquecento donne premiate in questi trent’anni – ha aggiunto il Capo dello Stato – sono un bel traguardo e mi rendo conto che sia sempre più difficile fare una selezione, questo è il dato più importante e significativo ed è rappresentato in tutti i campi in cui voi eccellete”. Per Mattarella, “la presenza della presidente del Senato è particolarmente significativa. Non c’è oggi perché è in missione all’estero, ma è un dato emblematico e molto forte”. Secondo il Capo dello Stato, “il percorso delle istituzioni sarà completato quando vi sarà una donna presidente del Consiglio e un’altra al Quirinale. Ma intanto si va crescendo progressivamente”. “Una donna presidente del Senato completa, nella vita parlamentare, il protagonismo femminile”, ha aggiunto Mattarella osservano che “la Fondazione in trent’anni ha accompagnato, contribuito a sollecitare e a far crescere questo movimento. Ciò è veramente prezioso”.

Wcc: il saluto della delegazione della Corea del Nord in apertura del Comitato centrale. Domenica la celebrazione del Patriarca Bartolomeo

Fri, 2018-06-15 13:38

C’è stato il saluto anche della delegazione della Corea del Nord questa mattina in apertura dell’incontro a Ginevra del Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle Chiese. La Delegazione nordcoreana – che oggi il Wcc ha ripreso in una foto – sarà pertanto presente all’incontro con Papa Francesco giovedì 21 giugno e – fa sapere al Sir Marianne Ejdersten, direttrice della comunicazione – mercoledì 20 si presenterà ai membri del Comitato centrale. La riunione del Comitato centrale del Wcc si svolge dal 15 al 21 giugno ed è un punto focale delle celebrazioni del 70° anniversario dell’organismo ecumenico. Domenica 17 giugno, sarà Sua Santità Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli, a celebrare l’anniversario nella cattedrale di San Pietro a Ginevra. Composto da 150 delegati di chiese di tutto il mondo, il Comitato si riunisce ogni due anni e si concluderà con uno statement finale.

Scuola e lavoro: Eurostat, l’Italia è il Paese con più “neet” in Europa pari al 25,7% dei giovani

Fri, 2018-06-15 13:37

Nell’Ue ci sono oltre 38 milioni di giovani (18-24 anni): il 40,4% di loro nel 2017 studiava, il 27,4% lavorava, il 17,8% faceva entrambe le cose. Quindi, dice oggi Eurostat, nel 2017 c’erano 5.5 milioni di giovani europei che non studiavano né facevano corsi di formazione di nessun genere, e neppure lavoravano, i cosiddetti “neet” (14,3%). È una percentuale alta ma che di fatto, mostra Eurostat, sta calando rispetto al 17.2% del 2012 ed è ritornata adesso alle percentuali del pre-crisi economica. Scomponendo il dato medio europeo per singoli Paese emerge che il Paese con più “neet” è l’Italia, dove sono il 25,7% dei giovani italiani, cioè uno su quattro. Dopo il Bel Paese le percentuali più alte si registrano a Cipro (22,7%), in Grecia (21,4%), in Croazia (20,2%), Romania (19,3%) e Bulgaria (18,6%). La percentuale più bassa di giovani che né lavorano né studiano si trova nei Paesi Bassi (5.3%). Pochi “neet” anche in Slovenia (8%), Austria (8,1%), Lussemburgo e Svezia (entrambe al 8,2%), Repubblica ceca (8,3%), Malta (8,5%), Germania (8,6%) e Danimarca (9,2%).

Beni confiscati: Libera, domani a San Giusto Canavese assemblea nella villa del boss Assisi oggetto di atti intimidatori nei giorni scorsi

Fri, 2018-06-15 13:33

Ci saranno anche don Luigi Ciotti, l’ex procuratore Gian Carlo Caselli, il prefetto di Torino, Renato Saccone, e il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, all’assemblea di Libera Piemonte che si svolgerà domani pomeriggio a San Giusto Canavese (To) presso la villa confiscata al re del narcotraffico Nicola Assisi, fatta oggetto nei giorni scorsi di un atto intimidatorio. Il bene confiscato, infatti, ha subito un incendio. Domani dalle 15, nel giardino di quella che è stata la villa di Assisi, uno dei più importanti narcotrafficanti mondiali condannato a 30 anni ed oggi ancora latitante, Libera Piemonte terrà la sua assemblea regionale. Esattamente nello stesso posto in cui, lo scorso 30 aprile, l’associazione ha ricordato l’assassinio di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo. “L’atto, chiaramente intimidatorio, dimostra la volontà di Assisi di provare a fermare il percorso per restituire quel bene alla cittadinanza. Non indietreggiamo di un passo – commenta Maria José Fava, referente di Libera Piemonte – e per questo domani saremo a San Giusto Canavese per l’assemblea regionale della nostra rete, alla presenza dei tanti volontari che quotidianamente lavorano per far rinascere i beni confiscati e per portare avanti percorsi di formazione e di sensibilizzazione”. “Saremo in quella villa – conclude – per continuare il percorso che porterà all’assegnazione del bene e per dimostrare che lo Stato può vincere sulle mafie, se la lotta si porta avanti uniti. E ribadire che nessuno può pensare di incendiare o intimidire il nostro impegno, le nostre speranze, la nostra voglia di libertà”.

Civiltà cattolica: padre Occhetta sul governo Lega-Cinquestelle. “Riflettori puntati verso flat tax e reddito di cittadinanza”

Fri, 2018-06-15 13:16

Il 65° governo repubblicano, presieduto da Giuseppe Conte, ha giurato nelle mani del Presidente della Repubblica il 1° giugno 2018. “La lunga crisi, durata 88 giorni, ha tenuto il Paese con il fiato sospeso, minacciato la tenuta delle istituzioni e fatto crollare le borse”, si legge nell’articolo che all’argomento dedica “La Civiltà cattolica” (quaderno 4032, 16 giugno-7 luglio), a firma di Francesco Occhetta. “Il Governo giallo-verde di Conte – che nasce senza forze popolari e socialiste di tradizione europea – è una scelta di compromesso”. “La realtà politica è più complessa delle idee e i fatti lo hanno dimostrato: l’alleanza tra M5S e Lega non è stata votata dal popolo; il presidente Conte non è stato scelto dal popolo; scegliere prima e poi decidere di non sostituire Savona non era stato deciso dal popolo. Eppure, tutte queste scelte sono state possibili e legittime per il principio democratico della rappresentanza”, si legge nel sito della rivista, che presenta un abstract dell’articolo. “Conte rappresenta una squadra, e non è un uomo solo al comando; anzi, il suo compito politico sarà quello di dirigere senza essere anche il primo violino, per rispondere ai punti del programma. In particolare, le due misure su cui sono puntati i riflettori sono la flat tax e il reddito di cittadinanza, che prevede 780 euro al mese per chi ha perso il lavoro”.
Occhetta osserva inoltre che i due leader Di Maio e Salvini “escono rafforzati dalle convulse vicende della crisi; hanno compreso che il sistema ha un’istituzione di garanzia forte, che non si può bypassare. La responsabilità di governo è la soglia per diventare politicamente adulti. Per loro vale la massima romana, simul stabunt simul cadent, ‘insieme staranno oppure insieme cadranno’”. “Qualora si passi da un contratto di governo a una vera alleanza politica stabile delle due ali del sistema, si potrebbe ridisegnare tutto lo scenario politico”. Non da ultimo, “le opposizioni hanno come compito quello di controbilanciare l’alleanza di governo”: in tal senso “si avvicinano le elezioni europee, che potrebbero favorire l’aggregazione di una nuova identità dei soggetti politici”. “Anche la Chiesa in Italia non si sottrarrà all’opera di coesione sociale, che svolge quotidianamente con le sue iniziative. Soprattutto accompagnerà con attenzione i grandi temi del pontificato di Francesco, come il lavoro degno e l’accoglienza degli immigrati, la giustizia e l’attenzione alle periferie, la cura dell’ambiente e una gestione dell’economia che includa le fasce più povere”.

Biblioteche ecclesiastiche: card. Ravasi, “renderle sempre più vive e capaci di trasmettere il respiro dell’anima”

Fri, 2018-06-15 13:04

Viva, funzionale, aperta, “capace di trasmettere quel respiro dell’anima che per secoli ha avuto il compito di comunicare”. Sono questi, secondo il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, i tratti di una biblioteca che sia realmente “sede dello spirito”. Nella sua prolusione al convegno di studio “Professionalità e carità intellettuale: quarant’anni di Abei (1978 – 2018)” che si è aperto questa mattina a Roma (fino a domani), Ravasi, in passato ai vertici direttivi dell’associazione, mette in guardia dalla bibliomania e al tempo stesso dalla biblioclastia, tentazione “analoga a quella dell’iconoclastia”, che “percorre i secoli e lascia dietro di sé una lugubre e densa scia di fumo”. Di qui il richiamo all’incendio che nel 48 a. C. mandò in cenere per la prima volta la biblioteca di Alessandria d’Egitto. “Una forma di suicidio folle” che l’umanità perpetra in varie forme annientando la sua identità, cancellando i suoi valori, distruggendo la sua eredità culturale e spirituale” e che perdura fino ai nostri giorni, “prima coi roghi nazisti e i gulag staliniani per gli scrittori condannati dal regime, più recentemente con le brutali devastazioni del cosiddetto Califfato dell’Isis che ha annientato nel 2015 la biblioteca di Mosul”. Ma per il card. Ravasi, le biblioteche corrono anche “altri rischi minori di natura socio-culturale, legati a fenomeni contemporanei” come l’avanzata di “un’onda cartacea illimitata, esaltata dalle nuove potenzialità dell’informatica, e di una indubbia caduta dell’esercizio della lettura”, una sorta di “flusso editoriale destinato a divorare se stesso, una bulimia della scrittura cui corrisponde un’anoressia della lettura”. Tuttavia “la biblioteca può essere soprattutto sede dello spirito, nella sua forma più alta e più nobile”. È per questo, conclude, “che bisogna battersi per renderla sempre più viva, funzionale, aperta, capace di trasmettere quel respiro dell’anima che per secoli ha avuto il compito di comunicare”.

Biblioteche ecclesiastiche: card. Ravasi, “Bibbia, biblioteca in miniatura”. Senza libri “si cancellerebbe la memoria degli uomini”

Fri, 2018-06-15 13:03

Un grande affresco connotato dalla declinazione della parola nei suoi diversi accenti: si articola così la prolusione del cardinale presidente del Pontificio Consiglio della cultura, Gianfranco Ravasi, al convegno di studio 2018 promosso oggi e domani a Roma dall’Abei (Associazione dei bibliotecari ecclesiastici italiani) nel 40° di fondazione sul tema “Professionalità e carità intellettuale: quarant’anni di Abei (1978 – 2018). Con i suoi 73 libri, la Bibbia, “grande codice della nostra fede e della cultura occidentale, è una biblioteca in miniatura”, esordisce Ravasi, in passato anche ai vertici direttivi dell’associazione e già prefetto della Biblioteca ambrosiana. “Per la Rivelazione ebraico-cristiana la parola è innanzitutto la radice stessa della creazione”, spiega. Si può quindi affermare che “entrambi i Testamenti si aprono con la Parola divina che squarcia il silenzio del nulla”. La Bibbia, prosegue Ravasi, “si affida alla povertà espressiva di una lingua pietrosa come il deserto, scarna e scabra”, l’ebraico classico, oppure “si basa sul greco koinè, ben più modesto della lingua della classicità ellenica”, e “all’interno della fragilità delle parole umane la Parola divina rivela la sua potenza”. Il porporato rievoca quindi la testimonianza di Benedetto XVI, autore di libri e cultore di testi antichi e moderni. Un amore di cui è emblema e sintesi il celebre discorso rivolto al mondo della cultura al Collège des Bernardins di Parigi il 12 settembre 2008. Centrale, per l’allora Pontefice, il valore della biblioteca che “indica le vie verso la Parola”. Quindi le parole del card. Bessarione, umanista bizantino del Quattrocento: “Se non ci fossero i libri, noi saremmo tutti rozzi e ignoranti e senza alcun ricordo del passato, senza alcun esempio; non avremmo conoscenza alcuna delle cose umane e divine; la stessa urna che accoglie i corpi cancellerebbe anche la memoria degli uomini”.

Fine Ramadan: mons. Spreafico (Cei) al Sir, “non dobbiamo dare ragione alla paura. La fede è una grande porta aperta”

Fri, 2018-06-15 13:02

“Esprimiamo ai nostri fratelli e sorelle musulmane la nostra vicinanza in questo momento così importante per la loro vita spirituale. In questo tempo difficile, di grande contrapposizione in cui tante volte sembra che il mondo voglia portarci allo scontro e alla divisione, credo che il Ramadan vissuto dalla comunità musulmana come uno dei pilastri fondamentali della loro fede, possa portare anche nel nostro Paese frutti di pace, di bene e di reciproca comprensione e dimostrare che è possibile una convivenza migliore, più fraterna tra di noi”. Raggiunto telefonicamente dal Sir, sono queste le prime parole che il vescovo di Frosinone, monsignor Ambrogio Spreafico, in qualità di presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo, esprime per la festa di “Eid El Fitr”. Si conclude, infatti, oggi il Ramadan, mese nel quale tutti i musulmani del mondo hanno osservato il digiuno con tutte le sue regole. Molti sono i vescovi italiani che hanno personalmente portato ai “fratelli musulmani” che vivono nelle loro città, gli auguri delle comunità cattoliche. Questi messaggi – commenta il vescovo Spreafico – sono “un segno che dice che è possibile vivere insieme in questo Paese ed esprimere nella nostra differenza una fede che accoglie il diverso, lo straniero, il profugo. Un messaggio che dobbiamo dare insieme perché ne abbiamo tutti bisogno”. “La diversità mette paura e la paura è un sentimento normale di fronte a chi non si conosce”, osserva il vescovo. “Ma noi non dobbiamo dare ragione alla paura. Nella Bibbia, quante volte leggiamo: non temere, abbi fede. Significa che la fede è una grande porta aperta verso l’incontro con l’altro, la sua conoscenza e, quindi, il dialogo”. “Sono convinto che gli italiani hanno nel cuore un profondo senso di accoglienza verso il diverso che oggi però viene oscurato da tanti fatti. È oscurato dalla paura, è oscurato da cifre che si danno sull’immigrazione che non sono reali. È oscurato da una propaganda che non aiuta la reciproca comprensione”. Il vescovo lancia quindi un invito: “Proviamo a capire meglio la realtà che abbiamo di fronte”. “Teniamo aperto il cuore. Governiamo il problema migratorio affinché tutti anche in Europa si prendano le loro responsabilità. E, soprattutto, ricordiamoci che siamo di fronte ad esseri umani che non possiamo lasciare nel deserto o in mezzo al mare.

Yemen: Iacomini (Unicef Italia), “non possiamo assistere indifferenti all’ennesima strage di bambini a Hodeida”

Fri, 2018-06-15 13:00

“Abbiamo assistito inermi agli assedi di Aleppo, Mosul e di Idlib, dove ancora oggi si combatte e muoiono bambini. Adesso è la volta di Hodeida dove si rischia l’ennesima mattanza silenziosa”.  Lo afferma oggi Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia. “Sono 300.000 i bambini che rischiano la vita nella città di portuale di Hodeida, ora sotto attacco, fanno parte degli 11 milioni di innocenti che nello Yemen dilaniato dalla guerra hanno bisogno di ogni tipo di aiuto – denuncia -. Bisogna fermare tutto questo o sarà una strage. È importante intensificare gli sforzi diplomatici a livello globale: la guerra in Yemen rischia di diventare la nuova Siria. I media ci aiutino ad illuminare questa ennesima emergenza dimenticata”.

Diocesi: Sessa Aurunca, domenica la prima tappa del cammino in preparazione al Sinodo dei giovani

Fri, 2018-06-15 12:45

I giovani della diocesi di Sessa Aurunca saranno i protagonisti, domenica prossima (17 giugno) della messa che verrà trasmessa in diretta su RaiUno alle ore 11 dalla basilica di S. Maria in Foro Claudio in Ventaroli di Carinola. Quella di domenica è la prima tappa del cammino diocesano in preparazione verso il Sinodo dei giovani. La seconda tappa, dal 22 al 29 luglio, sarà il pellegrinaggio da Sessa Aurunca a Pietrelcina, intitolato “Per mille strade…”. Un pellegrinaggio che si configura come un “cammino dell’anima” e che proseguirà, con i giovani di tutta la diocesi, l’11 e 12 agosto a Roma, dove è in programma la “notte bianca” con Papa Francesco. I giovani della diocesi di Sessa Aurunca, inoltre, saranno parte integrante del progetto “Street Boys” in collaborazione con la Caritas diocesana, che li vedrà coinvolti sul campo in azioni sociali e di aiuto al prossimo. “La messa ci porterà a respirare il senso dell’universalità della Chiesa – afferma il vescovo di Sessa Aurunca, mons. Orazio Francesco Piazza – e darà la possibilità a tanti nostri conterranei, che vivono fuori dal territorio, di unirsi spiritualmente a noi”.

Rai Due: “Sulla via di Damasco”, domani puntata dedicata alla famiglia

Fri, 2018-06-15 12:31

Sarà dedicata al tema della famiglia la puntata di “Sulla via di Damasco”, in onda domani, sabato 16 giugno, alle 8.45, su Rai Due. Si parlerà delle difficoltà e delle possibilità della vita matrimoniale di fronte a una serie di ostacoli che “disincentivano la fatica del ‘noi’ e scoraggiano qualsiasi progetto di vita”. Perché una donna che vuole avere figli è spesso costretta a lasciare il lavoro? Perché si trovano somme per affrontare tutte le emergenze sociali e finanziarie, ma non per sostenere la famiglia? Ne parleranno i coniugi Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari, e Anna Maria Gambini, nella duplice veste di genitori di cinque figli e autori di un nuovo libro sulla loro “complicata e straordinaria” avventura familiare. All’inizio del programma di mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti, le voci di alcuni padri e madri alle prese con l’arrivo di un figlio, tra precarietà e crisi che minano le fondamenta della vita coniugale. Subito dopo l’intervista al sociologo Mauro Magatti e alla moglie, Chiara Giaccardi, entrambi docenti dell’Università Cattolica di Milano, con una riflessione – testimonianza sul valore sociale e culturale della famiglia come scuola di arricchimento umano. Sara e Daniele Lorenzetti, sposi novelli con figli, racconteranno, in chiusura, il loro sì all’amore come chiave per superare difficoltà, paure e dolori.

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