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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 55 min 53 sec ago

Azione cattolica: documentario Rai Storia per i 150 anni di fondazione. Testimonianze di Dutto, don Ciotti e Romeo

Sat, 2017-11-11 16:43

Il documentario Rai intitolato “L’Azione cattolica, una storia che continua”, sui 150 anni di storia dell’Ac, che sarà presentato in anteprima a Roma il 17 novembre, presenta, fra l’altro, alcuni spunti inediti di Maria Dutto, presidente dell’Azione cattolica di Milano tra 1976 e 1983, sulla Gioventù femminile e la figura di Armida Barelli negli anni del dopoguerra: “Nel programma della Gioventù femminile c’era lo studio, c’era – dichiara Dutto – la preparazione a stare nel mondo, c’era la possibilità di fare scelte che non fossero solo matrimoniali, e magari imposte. Era un impegno, lo scrive la Barelli, per imparare a leggere, imparare a scrivere, per leggere i giornali e gli strumenti. Era una promozione delle donne”. Tra le testimonianze, quella di don Luigi Ciotti, fondatore di “Libera”: “Io devo dire che ne ho fatto il percorso, ho fatto l’aspirante, il delegato aspiranti. Ricordo i momenti di formazione a Mompellato per la diocesi di Torino, e mi ha formato, soprattutto mi ha consegnato l’importanza della relazione, della capacità di ascolto, dell’assunzione della responsabilità, di essere testimoni non nelle parole ma nei fatti”. Il vaticanista Rai Enzo Romeo afferma: “Ricordiamo che dell’Azione cattolica parla il Concilio Vaticano II, ed è l’unica associazione ecclesiale che viene citata dal Concilio”.

Azione cattolica: documentario Rai Storia per i 150 anni di fondazione. Le parole del presidente Truffelli e del card. Parolin

Sat, 2017-11-11 16:42

“In questi 150 anni di vita l’Azione cattolica ha sempre cambiato se stessa, ha sempre cambiato strutture, regole, ha cambiato priorità, ha cambiato molte cose del proprio essere, ma le ha sempre cambiate per rimanere fedele a ciò che era originariamente, un insieme di laici che vogliono condividere la responsabilità di portare la missione evangelizzatrice della Chiesa nel mondo”. Matteo Truffelli, presidente nazionale dell’Azione cattolica, anticipa uno dei temi che vengono esplicitati dal documentario realizzato dalla Rai in occasione del secolo e mezzo di vita dell’associazione laicale. “L’Azione cattolica, una storia che continua” il titolo del documentario di Antonia Pillosio, prodotto da Rai Storia, che sarà presentato in anteprima nazionale venerdì 17 novembre presso il Cinema Adriano di Roma, in piazza Cavour 22 (sala 6, inizio della proiezione alle ore 20.30).

Nel documentario anche fotografie e pellicole provenienti dall’Archivio dell’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI e da materiali delle Teche Rai. “Il Papa riconosce che l’Azione cattolica ha preso come programma della sua vita e della sua attività le indicazioni – aggiunge il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin – che lui ha dato nell’Evangelii gaudium e credo che queste indicazioni, come è ben noto, si riassumano fondamentalmente nel binomio discepoli e missionari”.
Il racconto, “accompagnato” dai due storici Giovanni Vian e Giorgio Vecchio, parte dai primi passi di vita dell’associazione che risalgono al 1867, quando due giovani credenti laici, Mario Fani, che aveva creato il Circolo di Santa Rosa a Viterbo, e Giovanni Acquaderni, attivo nella città di Bologna, “sentono la responsabilità – spiega una nota Ac – di farsi carico del difficile contesto storico che stava attraversando la Chiesa in quegli anni e fondano insieme la Società della gioventù cattolica, prima cellula dell’Ac di oggi”.

Diocesi: don Ferro da Padova a San Severino Marche in aiuto di una chiesa “fortemente provata dal terremoto”

Sat, 2017-11-11 16:09

Don Luca Ferro, classe 1975, ordinato nel 2000, fino allo scorso settembre amministratore parrocchiale di San Giacomo di Albignasego e Lion (Padova), si sta preparando per trasferirsi a San Severino Marche, nella diocesi di Camerino-San Severino Marche, guidata dal vescovo mons. Francesco Giovanni Brugnaro, che ha radici nella diocesi di Padova, per un progetto di collaborazione e aiuto tra le chiese. Un impegno di servizio pastorale “dislocato” e “temporaneo” – spiega la curia padovana – in aiuto di una chiesa “fortemente provata dal terremoto dello scorso anno, che ha distrutto e raso al suolo case e chiese e che chiede aiuto e sostegno alle chiese locali”. “La Chiesa di Padova – spiega il vicario generale della diocesi di Padova, don Giuliano Zatti, che proprio nei prossimi giorni visiterà le zone dove andrà don Luca Ferro – ha risposto ad una richiesta del vescovo di Camerino-San Severino Marche, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, che chiedeva una forma di collaborazione e di sostegno anche con la presenza di qualche sacerdote, specie dopo l’ultimo terremoto che ha colpito il Centro Italia”.
“La presenza di don Luca Ferro in quelle terre che portano segni evidenti di distruzione, rappresenta uno scambio fraterno di Chiese, è un modo concreto di sostenersi fra chiese, di prendersi in carico il disagio e le ferite di una popolazione. Da parte sua don Luca Ferro, dichiara: “Ho compreso la situazione drammatica e la sensibilità del vescovo Claudio Cipolla che ha percepito tutta forza presente nella richiesta di mons. Brugnaro. Ma solo quando sono andato a visitare la diocesi ho capito per davvero la gravità di questo terremoto”. Ferro sarà inserito in un’équipe pastorale composta dal vicario foraneo mons. Aldo Romagnoli e altri quattro sacerdoti tra cui un missionario fidei donum del Camerun e un monaco cistercense.

Immigrazione: mons. Santoro (Taranto), “non si può fare discriminazione”, “rompiamo gli stereotipi”

Sat, 2017-11-11 15:58

“Voi rappresentate il lavoro del futuro, il lavoro di cura, che è un aspetto fondamentale nel quadro dell’economia del nostro Paese. Grazie a voi si immette nella società un principio diverso, che è quello della gratuità. Il bisogno, il dolore, la gioia, sono ecumenici: non si può fare discriminazione. E dobbiamo educare i bambini e i ragazzi alla gratuità e alla condivisione del dolore dell’altro. Una società è sostenibile se insieme al mondo produttivo c’è quello della cura della persona. Rompiamo gli stereotipi e mettiamo al centro la gratuità perché la società diventi più giusta”. Lo ha detto monsignor Filippo Santoro, arcivescovo della diocesi di Taranto, intervenendo ieri sera al convegno su accoglienza e immigrazione, promosso dal Centro Servizi Volontariato ionico. L’incontro con gli operatori del terzo settore è stato anche l’occasione per presentare per la prima volta i dati di una ricerca promossa dalla sezione tarantina della Lumsa e a cura del coordinatore delle attività accademiche, don Antonio Panico. Campione di indagine sono stati 30 lavoratori extracomunitari (27 uomini e 3 donne). “È emerso – hanno spiegato il docente della Lumsa Piero Panzetta e la ricercatrice junior Maria Lacorte -come la provenienza nel capoluogo ionico sia per lo più da Gambia (25, 9%) Mali (14,8%) Senegal (11,1 %) e Nigeria (7,4%). All’arrivo, per motivi legati alla povertà e a conflitti ideologici non necessariamente bellici, nessuno sapeva una parola di italiano ed erano, nella quasi totalità, ignari del pericolo che li avrebbe attesi una volta in viaggio per l’Italia. Spesso attratti da false promesse, un lavoro come modella per le donne, una volta in città, la loro priorità è lavorare. Antepongono il lavoro agricolo (33,3%), commerciale (23,3%) nella ristorazione o nelle imprese sociali (16,6%) e nell’edilizia (10%) anche a progetti di vita affettiva, con mogli e figli talvolta lasciati in Africa”.

Summit disarmo: Don Sacco (Pax Christi), “pace diventi prassi pastorale”

Sat, 2017-11-11 15:47

“Si tratta di un incontro importante, non solo celebrativo, perché arriva da un cammino lungo, da un impegno che la Chiesa, e non solo essa, ha sviluppato e mantenuto nel tempo a favore della pace”. Don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, commenta per il Sir i lavori del Simposio internazionale dal titolo “Prospettive per un mondo libero dalle armi nucleari e per un disarmo integrale”, organizzato dal dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale (10-11 novembre). “Un impegno coerente – spiega don Sacco – da parte della Chiesa, con Papa Francesco che ribadisce in continuazione la necessità di un disarmo integrale”. “D’altra parte sono giunte al simposio tante espressioni della società civile, esperti della scena internazionale, fra cui 11 premi Nobel, concordi sul fatto che questa nuova tappa per la pace e contro gli armamenti debba portarci a proseguire il percorso ciascuno nella propria realtà e territorio”. “Tutto ciò deve diventare, per la Chiesa, una prassi pastorale, che coinvolge le nostre comunità, la catechesi, ogni forma di annuncio del vangelo. La pace non è affare per addetti ai lavori perché riguarda la vita di ciascuno, ogni giorno”, creando le precondizioni per la convivenza, il lavoro, la vita delle famiglie, il futuro dei giovani, lo sviluppo. “Aggiungo che la corsa agli armamenti, e in particolare le armi atomiche, sottrae risorse alla società e contribuisce a creare più povertà e quindi più poveri”.
Per don Sacco, “come diceva con Tonino Bello, dobbiamo annunciare la pace con il sorriso ma anche avere la forza per denunciare le folli spese militari degli Stati”. Eppure, in un clima di insicurezza generale, di terrorismo e di conflitti diffusi, la Nato e l’Ue sembrano aggiungersi ad altri attori internazionali che indicano il rafforzamento degli eserciti per creare maggiore sicurezza: cosa ne pensa? “Penso che occorre ridurre la diffusione delle armi e gli investimenti in questo campo, perché le armi sono strumenti di violenza e di morte. Facciamo nostro il sogno di Isaia, ‘forgeranno le loro spade in vomeri’, e nel frattempo riteniamo necessario operare attivamente per riscoprire l’indignazione di fronte agli armamenti e alle spese militari. Papa Giovanni ci ricordava che armi e guerra sono una follia. Siamo chiamati a operare per la pace non per la guerra”.

Lombardia-Piemonte: parte da Milano la mostra itinerante sui nove Sacri monti prealpini con foto di Beck Peccoz

Sat, 2017-11-11 15:28

“Lo sguardo sui Sacri monti: i nove Sacri monti prealpini”: è il titolo dell’esposizione fotografica, con immagini scattate da Marco Beck Peccoz, che sarà inaugurata mercoledì 15 novembre, ore 12, presso la sede di Palazzo Lombardia a Milano. Si tratta dell’esposizione fotografica itinerante nata nell’ambito del progetto finanziato da Regione Lombardia “Sacri monti del Piemonte e della Lombardia: una mostra fotografica per la valorizzazione e come strumento per un nuovo progetto di comunicazione”. La mostra prenderà il via proprio a Milano, partendo dalla sede di Regione Lombardia, dove verrà inaugurata alla presenza di mons Franco Agnesi, presidente di Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese, e mons. Erminio Villa, arciprete della parrocchia di Santa Maria del Monte in Varese, Cristina Capellini, assessore alle culture, identità e autonomie di Regione Lombardia, Antonella Parigi, assessore alla cultura e turismo di Regione Piemonte. La mostra, chiarisce una nota, nata da un progetto di Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese e parrocchia di Santa Maria del Monte in Varese e realizzata grazie al sostegno di Regione Lombardia e alla collaborazione di Regione Piemonte, “si presenta come un’esposizione fotografica composta da 57 pannelli sui quali le immagini fotografiche unite a brevi presentazioni storico-artistiche raccontano i nove Sacri monti prealpini”.

Chiese umbre: domani ad Assisi il convegno catechistico regionale “La gioia di far incontrare Gesù”

Sat, 2017-11-11 14:50

Domani, domenica 12 novembre, al teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli ad Assisi si terrà il convegno regionale umbro per la catechesi e l’evangelizzazione “La gioia di far incontrare Gesù”, promosso dall’Ufficio catechistico della Conferenza episcopale umbra e dagli Uffici catechistici delle otto diocesi dell’Umbria. Al convegno parteciperanno circa 500 catechisti delle otto diocesi umbre, impegnati nel servizio catechistico ai ragazzi e adulti. Obiettivo del convegno, si legge in una nota, “è quello di avere una percezione della grande vitalità catechistica che è presente nelle parrocchie e nei territori per iniziare una riflessione e un confronto risvegliando lo zelo nel servizio della catechesi nelle varie comunità”.
Il convegno avrà inizio alle ore 9.30 con la celebrazione dell’Ora Media presieduta dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana. Alle ore 10 seguirà la relazione di don Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico della diocesi di Romam sul tema: “La gioia del primo annuncio”. Alle ore 12 al teatro Lyrick ci sarà la concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra. I lavori riprenderanno nel pomeriggio alle ore 15.15 con la relazione di fratel Enzo Biemmi della Congregazione dei Fratelli della Sacra Famiglia e direttore dell’Istituto superiore di scienze religiose di Verona, sul tema: “La gioia del cammino di fede, l’iniziazione mistagogica della catechesi” (EG 166)”. Alle ore 17 conclusione del convegno con la sintesi dei lavori.

Povertà: mons. De Donatis (Roma), Roma è una “città più misericordiosa con una concretezza straordinaria” grazie alla Caritas

Sat, 2017-11-11 14:26

Grazie al servizio della Caritas, Roma è una “città più misericordiosa con una concretezza straordinaria”. Lo ha detto questa mattina il vicario del Papa per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, a margine della presentazione alla Pontificia Università Lateranense del rapporto della Caritas diocesana dal titolo “La povertà a Roma: un punto di vista”. “Toccare la carne di Cristo nel povero è sempre un’esperienza straordinaria”, ha aggiunto l’arcivescovo che ha ricordato l’importanza di “ritornare alla sorgente partendo dalla domanda ‘Io da chi sono amato?’. Nella scoperta di essere amato e nei gesti che il Buon Samaritano fa sulla persona distesa a terra – ha puntualizzato mons. De Donatis -, abbiamo consapevolezza che quei gesti vengono fatti su ciascuno di noi. E questa esperienza ci porta a fare altrettanto sugli altri”. Infine, uno sguardo alle “diverse priorità” a Roma. “Dall’indagine che è stata fatta emerge che il lavoro per i giovani, l’attenzione per gli anziani, per i disabili e per chi soffre di malattie mentali sono tutte quante priorità”.

Stati Uniti: dopo la strage di Sutherland Springs, dai vescovi indicazioni per limitare l’accesso alle armi. “Garantire sicurezza e vita di tutti i cittadini”

Sat, 2017-11-11 14:21

(da New York) Dopo l’eccidio di Sutherland Springs, della scorsa domenica, quando 27 persone sono state uccise mentre partecipavano a una funzione nella chiesa battista del paese, i vescovi degli Stati Uniti hanno sollecitato i leader politici di tutti gli schieramenti ad “agire con misure sostanziali per garantire la sicurezza delle comunità e la vita di tutti i cittadini” e hanno ribadito il loro sostegno al divieto di vendita delle armi d’assalto che il Congresso non ha voluto rinnovare nel 2004. In un comunicato firmato da monsignor Frank J. Dewane, presidente della commissione per la Giustizia e lo sviluppo umano, la conferenza episcopale indica alcuni punti che potrebbero riaprire il dibattito sul controllo delle armi: prevedere controlli e misure di regolamentazione per la vendita e l’uso di tutte le armi da fuoco e in particolare per le pistole; limitare all’accesso della popolazione civile a riviste specializzate in armi e munizioni professionali; approvare una legge federale che consideri il traffico di armi un crimine; consentire un migliore accesso alle cure per chi soffre di disturbi mentali e possono diventare autori di violenze; creare misure e meccanismi di sicurezza che impediscano ai bambini e a chi non è proprietario dell’arma, di poterla utilizzare senza permesso e senza una corretta supervisione. I vescovi riconoscono il secondo emendamento della Costituzione, ma mettono in guardia dai progressi tecnologi applicabili alle armi e in grado di causare facilmente eccidi di massa. “Il bene comune richiede misure ragionevoli per limitare l’accesso a tali armi da fuoco da parte di chi intende usarli per scopi violenti”, affermano.

Giornata del Ringraziamento: Cecere (Acli Terra), “l’agricoltura non è solo una pratica di sostentamento e commercio, ma un vero simbolo della cultura italiana”

Sat, 2017-11-11 13:58

È il Friuli ad ospitare quest’anno la 67ª Giornata nazionale del ringraziamento che si celebra domani, domenica 12 novembre, nella cornice di Aquileia. “Una giornata – si legge in un comunicato di Acli Terra – per celebrare l’importanza dell’ospitalità e dell’accoglienza, come indicato dal messaggio dei vescovi della Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, la custodia del creato”.
La Giornata è stata preceduta, oggi, da un seminario di studio “La terra ospitale: esperienze di sviluppo della mobilità umana” con anche una tavola rotonda con gli interventi dei rappresentanti delle organizzazioni agricole Acli Terra, Coldiretti, Fai Cisl, Feder-Agri mcl e Ugc Cisl.
“Siamo felici di partecipare, anche quest’anno, alla celebrazione della Giornata del Ringraziamento – dichiara il presidente nazionale di Acli Terra, Giuseppe Cecere – perché l’evento è la rappresentazione dell’importanza del rapporto tra il Creato e l’opera dell’uomo. Il tema della Terra ospitale si lega a tanti altri argomenti, non per ultimo quello del turismo sostenibile e dell’accoglienza”. “In quest’ottica – conclude Cecere – ci piace ribadire l’importanza dell’aspetto multifunzionale dell’agricoltura che non è soltanto una pratica di sostentamento e di commercio, ma un vero e proprio simbolo della cultura italiana”.

Diocesi: Acerra, stasera celebrazione in cattedrale per i dieci anni di episcopato di mons. Di Donna

Sat, 2017-11-11 13:01

Stasera, alle 18,30, nella cattedrale di Acerra, una solenne concelebrazione eucaristica ricorderà il decimo anniversario di episcopato del vescovo Antonio Di Donna. “Esattamente dieci anni fa, l’11 novembre del 2007 – ricorda una nota -, mons. Antonio Di Donna veniva infatti consacrato vescovo dal card. Crescenzio Sepe nella cattedrale di Napoli.
Dieci anni di episcopato, dei quali sei al servizio della Chiesa di Napoli in qualità di vescovo ausiliare e quattro come vescovo della diocesi di Acerra, alla cui guida è stato nominato il 18 settembre 2013 da Papa Francesco”.
“Se dovessi ricominciare daccapo vorrei essere più fedele a quello che Sant’Alfonso (patrono della diocesi di Acerra, ndr.) delinea come compito del vescovo: predicare, pregare e dare udienza”, dichiara mons. Di Donna, per il quale “vescovo si diventa il giorno dell’ordinazione, ma anche giorno per giorno, come per un genitore non solo quando nasce un figlio ma quando lo aiuta a crescere giorno per giorno”. Infine, citando don Tonino Bello, il presule esprime il desiderio di “essere quello che fa suonare le campane, un vescovo per la gioia e la speranza della gente”. Alla celebrazione liturgica sarà presente il card. Crescenzio Sepe, presidente della Conferenza episcopale campana, della quale mons. Di Donna è segretario da diversi anni.

Papa Francesco: nomina mons. Filippo Iannone segretario aggiunto del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi

Sat, 2017-11-11 12:36

Papa Francesco ha nominato segretario aggiunto del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi il carmelitano mons. Filippo Iannone, arcivescovo emerito di Sora-Aquino-Pontecorvo e finora vicegerente di Roma. Ne dà notizia oggi la sala stampa vaticana. Nato a Napoli il 13 dicembre 1957, mons. Iannone è entrato nell’Ordine dei carmelitani il 1° agosto 1976, dopo la licenza liceale. Ha compiuto gli studi teologici alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, conseguendo il Baccalaureato in Teologia e, in seguito, alla Pontificia Università Lateranense, ottenendo il Dottorato in utroque iure. Presso il Tribunale della Sacra Romana Rota ha ottenuto il diploma di Avvocato Rotale. Ha frequentato inoltre i corsi di specializzazione presso alcuni Dicasteri della Santa Sede. Dopo aver emesso la prima professione, come carmelitano, il 1° ottobre 1977 e quella solenne il 15 ottobre 1980, è stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1982. Ha ricoperto vari incarichi nell’Ordine carmelitano e nell’arcidiocesi di Napoli. È stato difensore del Vincolo del Tribunale regionale Campano dal 1987 al 1990 e vicario giudiziale aggiunto del Tribunale diocesano di Napoli dal 1990 al 1994. Già docente di Diritto canonico, in qualità di Professore associato, nella Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, ha tenuto corsi, come professore inviato, presso alcuni Istituti superiori di Scienze religiose e presso la Scuola di specializzazione in Diritto ecclesiastico e canonico della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Federico II di Napoli. Il 12 aprile 2001 è stato nominato vescovo ausiliare di Napoli, ricevendo l’ordinazione episcopale il 26 maggio dello stesso anno. Il 19 giugno 2009 è stato nominato Vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo mentre dal 31 gennaio 2012 era vicegerente della diocesi di Roma.

Giornata mondiale diabete: Roma, martedì 14 novembre al Gemelli iniziativa “Prevenire è meglio che curare” con particolare attenzione alle donne

Sat, 2017-11-11 12:35

In occasione della Giornata mondiale del diabete, che si celebra martedì 14 novembre, la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli e la Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di Roma promuovono la quarta edizione dell’iniziativa “Prevenire è meglio che curare” insieme all’Associazione pazienti diabetici (Adigem). Gli specialisti diabetologi del Policlinico Gemelli saranno disponibili dalle 10 alle 16.30 nella hall dell’ospedale. “Gli utenti e i visitatori del Gemelli – spiega Andrea Giaccari, responsabile del Centro per le malattie endocrine e metaboliche del Policlinico – saranno invitati dagli studenti e dall’associazione a compilare un questionario validato per la stima e la probabilità di andare incontro a diagnosi di diabete”. “La Giornata mondiale – si legge in una nota – quest’anno è dedicata in particolare alle donne: 1 su 10 nel mondo convive con il diabete, quasi 200 milioni ne sono affette e si stima che nel 2040 raggiungeranno quota 300 milioni”. “Il diabete – prosegue la nota – è la nona causa di morte nel sesso femminile e provoca più di 2 milioni di decessi l’anno”. La malattia può colpire le donne anche in gravidanza, provocando l’aborto spontaneo, la predisposizione al parto cesareo o alla nascita di un bambino “troppo grande” (macrosomia). Altri dati riguardano il fatto che “un bambino su 7 nasce da una mamma che ha il diabete gestazionale e fino al 70% dei casi di diabete di tipo 2 potrebbero essere evitati o almeno ritardati con un adeguato intervento sullo stile di vita”. Secondo Dario Pitocco, direttore responsabile dell’Uosa di diabetologia del Gemelli, “serve più consapevolezza e informazione sull’argomento. Le donne a rischio, spesso, non si sottopongono allo screening per individuare l’eventuale iperglicemia”.

Digitale: p. Benanti (Gregoriana), “siamo al centro di un fiume di dati ma non sappiamo riconoscere la verità”

Sat, 2017-11-11 12:21

“La questione digitale per i giovani è di frontiera, una questione identitaria nei confronti della società globale”. Lo ha detto questa mattina padre Paolo Benanti, docente alla Gregoriana, parlando di “digital age” alla Pontificia Università Lateranense, in occasione della presentazione del nuovo programma pastorale della Caritas di Roma dal titolo “Non lasciamoli soli – La pedagogia della carità come scelta educativa”. “Viviamo un’iper-connessione che è una sorta di sfocatura. La tecnologia amplifica i nostri sensi – ha aggiunto -. La capacità di arrivare da ogni parte del mondo ci consente di guardare bene quello che succede lontano da noi, ma non ci sentiamo più chiamati a intervenire sulle cose che accadono vicino”. Tra i problemi che emergono nella “digital age”, segnalati da padre Benanti, le “fake news” e le post-verità. “Siamo al centro di un fiume di dati ma non sappiamo riconoscere la verità. Prima era legata all’autorevolezza della fonte che diffondeva la notizia, adesso è vera perché detta tante volte”. Le realtà digitali, secondo il docente, incidono sulle capacità di apprendimento dei giovani: “In 1,82 secondi la mente di un nativo digitale decide se un messaggio gli interessa o no, un tempo più breve che in passato. Anche la soglia di attenzione dei ragazzi è cambiata. Ciò ci interroga su come trasmettere messaggi ai giovani come Chiesa. Le loro povertà virtuali sono reali e servono risposte reali”.

Focolari: Mariapoli di Castelgandolfo, apertura della causa di beatificazione di Domenico Mangano

Sat, 2017-11-11 11:50

Il vescovo di Albano mons. Marcello Semeraro ha accolto la domanda d’inizio della causa di beatificazione di Domenico Mangano (1938-2001). Oggi, alle 12, al Centro Mariapoli di Castelgandolfo, si svolge una celebrazione eucaristica e la sessione di apertura presiedute dal card. João Braz de Aviz. Domenico Mangano nasce ad Anzi, in provincia di Potenza, il 22 febbraio 1938. Nel 1949 la famiglia si trasferisce a Viterbo. Nel 1958 vince un concorso all’Inps di Pavia e vi si trasferisce, frequentando come studente lavoratore la facoltà di Economia. Ritornato a Viterbo conosce Maria Pia e si sposano nel 1966. Nascono tre figli: Paola (1968), Giuseppe (1970) e Maria Flora (1972). “Per Domenico sono anni di grande impegno in famiglia, al lavoro, con gli universitari, nel sindacato, nell’Azione cattolica, nello studio. Anni in cui inizia l’attività politica come amministratore pubblico a Viterbo”, spiega una nota dei Focolari. Nel 1974 conosce il movimento e vi aderisce assieme a Maria Pia. “Si impegna nella branca dei Volontari di Dio. Muore a Viterbo il 22 dicembre 2001. L’anno precedente gli era stato diagnosticato un tumore inguaribile. Affronta la notizia con la consapevolezza di dovere “chiudere un primo lungo capitolo della vita, ponendolo nel cuore misericordioso di Gesù, per aprire un altro, tutto nuovo”.

Amoris laetitia: card. Bassetti (Cei), “sulla condizione della donna si sta giocando una delle sfide più importanti e più rischiose della contemporaneità”

Sat, 2017-11-11 11:32

“Ho la netta impressione che sulla condizione della donna e sul suo status ontologico si stia giocando una delle sfide più importanti e più rischiose della contemporaneità. E forse, su questo punto, è venuto il momento di tornare a riflettere come Chiesa, con mitezza, serenità e soprattutto con coraggio”. Lo ha affermato questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, chiudendo il suo intervento al III simposio sull’Amoris laetitia dedicato al tema “Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma” in corso a Roma. Riferendosi all’esortazione apostolica, Bassetti ha ricordato che Francesco “ha detto che ‘i due capitoli centrali sono consacrati all’amore’”. “Il Papa – ha proseguito – ci esorta a prendere come riferimento l’inno alla carità di san Paolo e ad applicarlo a quello che definisce il ‘nostro amore quotidiano’”. Secondo Bassetti, “la ‘via caritaris’ delineata da Francesco è un altro snodo di grande importanza. Perché va letto accanto ad un concetto assolutamente centrale nell’Evangelii gaudium: la conversione pastorale”. “Che non è altro – ha spiegato – che ‘l’esercizio della maternità della Chiesa’, di una Chiesa che è incarnata nella storia, che non si ritira nelle astrattezze moralistiche o solidaristiche ma che parla i linguaggi della contemporaneità in continuo movimento”. Per il presidente della Cei, “non è più auspicabile relegare l’annuncio della Buona notizia solamente ad un insieme di norme e di regole che incasellano l’uomo e la donna in una serie di proiezioni che troppo spesso sono il risultato di una produzione intellettuale senza anima”. Si tratta di “annunciare ‘l’amore salvifico di Dio’ ad ogni uomo così come è e non come vorremmo che fosse, senza imporre fardelli pesanti sulle spalle delle persone e senza ridurre la ‘predicazione a poche dottrine, a volte più filosofiche che evangeliche’”. “Ovviamente – ha evidenziato – per i teologi questa sfida è particolarmente avvincente”. Bassetti ha poi parlato di “concretezza”, “perché la sinodalità e la carità sono un grande richiamo alla concretezza e a non scadere mai in un moralismo astratto che non ha radici nella vita reale delle persone”. “La concretezza – ha notato – non è solo il prodotto della cultura dell’incontro ma è soprattutto sinonimo di bellezza. Se noi vediamo una persona concretamente – con le sue rughe, le sue ferite e i suoi tratti reali – e non solo come un’astrazione libresca, noi possiamo scorgere veramente il volto di Gesù: il volto sofferente sulla Croce e il volto splendente della Risurrezione”.

Amoris laetitia: card. Bassetti (Cei), “prendersi cura delle situazioni e delle persone sulla base di un amore gratuito”

Sat, 2017-11-11 11:31

“L’Amoris laetitia è un documento bellissimo, a tratti poetico, denso di significati e di implicazioni pastorali. Un testo che va letto e meditato con grande serenità, senza essere guidati da giudizi aprioristici e soprattutto senza essere influenzati da alcune interpretazioni epidermiche che si sono diffuse, nel corso del tempo, in un dibattito pubblico che, a volte, mi è parso prediligere il sensazionalismo all’autentica realtà dei fatti”. Lo ha affermato questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, intervenendo a Roma, al III simposio sull’Amoris laetitia dedicato al tema “Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma”. Bassetti ha ricordato che l’esortazione apostolica “è il frutto di due Sinodi eccezionali. Due Sinodi vissuti e partecipati come mai era accaduto prima”. “Questa – ha rilevato – è una grande novità storica che va rimarcata con decisione e che vi invito a non dare per scontata”. “Una grande novità che apre la strada ad un modo nuovo, forse più autentico, di essere Chiesa: una Chiesa fondata veramente e non solo a parole sulla Koinonia. Ovvero su una comunione tra le tante anime della cattolicità”. “Questo spirito sinodale – ha aggiunto – fa sì che l’Amoris laetitia sia l’espressione di una Chiesa sempre più globale e autenticamente universale che affronta le questioni sul tappeto, in questo caso la famiglia, con uno sguardo concreto alla realtà dei fatti e non alle nostre proiezioni ideali”. Bassetti ha evidenziato che “quello che scaturisce dallo spirito sinodale è, senza dubbio, lo sguardo di Maria a Cana”: tutti – ha ammonito “siamo chiamati ad assumere tale sguardo”. “Che è – ha spiegato – la prospettiva di chi non giudica in base all’apparenza, ma di chi – rendendosi conto di quanto sta accadendo – si prende cura delle situazioni e delle persone sulla base di un amore gratuito, ovvero sulla carità”.

Amoris laetitia: don Gentili (Cei), “è tornata al popolo perché è nata dal popolo”

Sat, 2017-11-11 11:28

“L’Amoris laetitia è tornata al popolo perché è nata dal popolo”. Lo ha affermato questa mattina don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei aprendo, a Roma, al III simposio sull’Amoris laetitia dedicato al tema “Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma”. Questa è “una giornata di lavoro per contribuire a coltivare sul territorio italiano i germogli del cammino sinodale”, ha spiegato don Gentili richiamando il percorso che ha portato alla pubblicazione dell’esortazione apostolica di Papa Francesco e quanto successo dopo, in Italia, per la sua accoglienza e applicazione. Gentili ha anche ricordato che “l’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei ha avviato un’inchiesta in due tappe (ottobre 2016-maggio 2017) che ha coinvolto le varie realtà della Chiesa Italiana presenti sul territorio”. “Ne è risultato un ampio dossier – ha spiegato – un vero e proprio mosaico di come il documento è stato accolto e delle iniziative in atto per la sua divulgazione e attuazione”. A seguito dei due precedenti simposi “ci si è resi conto che questo metodo ha rilanciato sul territorio italiano una più stretta collaborazione tra gli ambiti accademici, sia per la teologia che per le scienze umane, e i vari uffici pastorali, mettendo al centro la vita coniugale e familiare”. “La famiglia – ha notato – non è più ristretta ad un ambito ma richiede un orizzonte più ampio”. Al simposio partecipano 60 tra teologi ed esperti di scienze umane, oltre ai responsabili per la pastorale familiare di Germania, Croazia, Polonia, Romania e rappresentanze di altri paesi europei. Ci sarà anche un tempo dedicato ai tavoli di confronto in cui “si rifletterà su alcuni casi di coscienza da affrontare nella vita coniugale e familiare, a partire da situazioni realmente accadute”. Riguarderanno: lavoro-famiglia, apertura alla vita, genitorialità difficile che mina l’unità della coppia, figlio/a che decide di convivere, ingerenze delle famiglie di origine.

Azzardo: mons. Feroci (Caritas Roma), “sciacallaggio sui poveri”

Sat, 2017-11-11 11:13

“Preoccupa che la città di Roma stia diventando la Capitale europea dell’azzardo, dove le famiglie, gli anziani, i poveri e chi è disperato si sta rovinando con questa realtà. C’è uno sciacallaggio sui poveri”. Lo ha detto questa mattina mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, in occasione della presentazione del rapporto “La povertà a Roma: un punto di vista”, alla Pontificia Università Lateranense. Il report indica le somme che il gioco d’azzardo ha movimentato nel Lazio nell’ultimo anno: 7,8 miliardi di euro. “Il giocatore in media è maschio, ha più di 40 anni e un titolo di studio medio-basso”. Al centro del nuovo piano pastorale della Caritas, anche l’attenzione per le famiglie. “Non lasciamo soli soprattutto i genitori che hanno bisogno di aiuto nell’educazione dei loro figli – ha sottolineato mons. Feroci – e quelle in difficoltà, che, ad esempio, arrivano in città perché hanno un bambino che deve essere operato o ricoverato in ospedale. Noi possiamo essere di supporto non solo dando una stanza o un luogo dove mangiare o dormire, ma facendo intorno una rete di solidarietà e di amicizia, perché possano essere sostenuti. Una forma di accoglienza secondo cui la famiglia accoglie un’altra famiglia perché possa esserle di supporto nelle difficoltà che possano sopravvenire”. Tra le altre emergenze segnalate dal rapporto della Caritas diocesana, quelle vissute dagli anziani. “Il dato più preoccupante è che a Roma vivono tantissimi anziani, ma la nostra non è una città a dimensione di anziani o che dà loro supporto”.

Carità: mons. De Donatis (Roma), “la compassione non è istinto ma conquista”

Sat, 2017-11-11 11:08

“Non è spontaneo fermarsi, non attendiamo che la carità sorga spontanea per farla, non attendiamo di essere attratti dai poveri per aiutarli”. Lo ha detto questa mattina il vicario del Papa per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, durante la presentazione del nuovo programma pastorale della Caritas diocesana alla Pontificia Università Lateranense. L’arcivescovo, commentando la parabola del Buon Samaritano, ha sottolineato il significato del termine “compassione”, cioè “soffrire insieme, farsi vicino”. “Quando Francesco bacia il lebbroso – ha ricordato -, lo fa perché ne ha bisogno l’altro”. Quindi, “non si può essere Samaritano per motivi che riguardano il nostro io ma l’altro, che ne ha bisogno. La compassione non è istinto ma conquista”. Una conquista che si ottiene “col lasciarsi contagiare dallo stile di Dio, col mettere al centro non il nostro sentire ma l’altro”. Poi, mons. De Donatis ha indicato i dieci verbi presenti nel brano del Vangelo di Luca: “Ci dicono quali sono le sfumature della compassione. È il nuovo decalogo perché la terra sia abitata da prossimi”. Da qui, l’invito ad “avvicinarsi” al prossimo, perché “da lontano possiamo esprimere giudizi che non corrispondono alla verità”: “Siamo chiamati da Gesù ad andare alla radice”. “La sorgente della nostra missione – ha concluso – è contemplare l’amore che Cristo ha per noi e lo amiamo accogliendo l’ultimo dei nostri fratelli”.

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