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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 45 min ago

Migranti: Kurz (ministro Esteri austriaco), “sull’accoglienza occorre cambiare sistema”. “La rotta del Mediterraneo va chiusa”

Thu, 2017-07-13 14:44

“Sul fronte dell’accoglienza degli immigrati occorre cambiare sistema. La situazione non può restare così com’è. L’Austria è pronta a difendere le proprie frontiere, se questo si dovesse rendere necessario. Ma prima di tutto è l’Europa che deve difendere le proprie frontiere esterne”. Lo ha detto il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, che quest’oggi ha incontrato a Bolzano il presidente della Provincia Arno Kompatscher. “Assistiamo quotidianamente ad una crescita degli sbarchi, dei salvataggi e anche del numero dei morti in mare”, ha sottolineato Kurz. “L’Italia, la Grecia e gli altri Stati dove approdano i richiedenti asilo non possono essere lasciati soli. L’Unione europea deve cambiare sistema e lo deve fare insieme all’Italia”. Kurz auspica che quanto prima l’Ue prenda delle decisioni concrete per fermare l’immigrazione clandestina e chiede un maggiore controllo lungo i confini esterni della stessa Unione. “Fintanto che i migranti salpati sui barconi dalla Libia vengono salvati in mare e in una decina di ore arrivano sulle coste italiane, la gente è invogliata a partire e il flusso non smetterà. Così come non smetterà l’immigrazione clandestina. I migranti devono essere fermati alle frontiere esterne e gli Stati africani devono essere incentivati a riprenderli”. “Ci sono Stati africani – ha aggiunto – che prendono grandi contributi dall’Unione europea e non vogliono accettare i migranti. Questa è una situazione che deve essere modificata radicalmente”. Kurz ha sottolineato che si tratta di “una questione di volontà politica che coinvolge tutta l’Unione europea. L’Italia va aiutata e la rotta del Mediterraneo va chiusa, così come è già avvenuto per quella balcanica. È una cosa che si può fare: lo stanno già facendo l’Australia, la Spagna e gli Stati Uniti”. Per quanto concerne i salvataggi in mare, Kurz ha affermato che “quanti vengono tratti in salvo a poche decine di chilometri dalle coste libiche non devono essere portati in Italia, ma devono essere riaccompagnati nei Paesi da cui sono salpati”.

Per Arno Kompatscher, “occorre pensare a come dare una risposta al fenomeno migratorio là dove ha origine e non concentrarsi solo su salvataggi e accoglienza, che del fenomeno migratorio rappresentano i sintomi”. Il presidente della Provincia di Bolzano ha ribadito che la situazione al Brennero al momento è tranquilla, ma esiste una reale preoccupazione, in ragione anche della crescita costante del numero di sbarchi in queste ultime settimane.

Dati Istat povertà: Alleanza, “non arretra per famiglie e individui. Necessario far avanzare il Rei rendendo universale l’intervento”

Thu, 2017-07-13 14:27

“Se l’incidenza della povertà assoluta rimane stabile, cresce la necessità di risposte immediate ed efficaci. Non esiste altra strada percorribile: occorre avanzare verso l’universalismo degli interventi di contrasto alla povertà”. Così l’Alleanza contro la povertà commenta i dati sulla povertà in Italia diffusi oggi dall’Istat. “La stabilità rispetto ad anni di difficoltà – si legge in una nota della rete di organizzazioni – non è una buona notizia e in un decennio siamo indietreggiati: raffrontando i dati sulla povertà assoluta relativi al 2016 con quelli del 2007, vediamo che oggi riguarda 4 milioni e 742mila individui rispetto a 1 milione e 800mila individui del 2007. Di fatto chi si trova in condizione di povertà non beneficia ancora della lieve ripresa economica che attraversa il Paese”. Con la recente approvazione del decreto attuativo della legge delega di contrasto alla povertà si è compiuto il primo atto concreto nella costruzione di una strategia nazionale di contrasto alla povertà. “I dati Istat evidenziano, però, che siamo ancora in mezzo al guado e che a farne le spese sono soprattutto famiglie numerose e minori”. Per l’Alleanza contro la povertà “permane la necessità che, nella nota di aggiornamento del Def e sin dalla prossima legge bilancio, venga introdotto un Piano pluriennale che permetta di andare verso l’universalità anche per chi non si trova in una famiglia con figli: tutti coloro che si trovano in povertà assoluta devono trovare risposte adeguate, ovvero un contributo economico sufficiente a raggiungere uno standard di vita dignitoso e servizi di welfare locale capaci di offrire la concreta possibilità di modificare il proprio percorso di vita”.

Usa: “La Civiltà Cattolica”, fondamentalismo evangelicale e cattolici integralisti uniti in una sorta di “ecumenismo dell’odio”

Thu, 2017-07-13 14:22

Il direttore de “La Civiltà Cattolica”, padre Antonio Spadaro, e il direttore dell’edizione argentina de “L’Osservatore Romano”, il pastore protestante Marcelo Figueroa, insieme scrivono un articolo che mette in guardia da un “sorprendente ecumenismo tra fondamentalisti evangelicali e cattolici integralisti, accomunati dalla medesima volontà di un’influenza religiosa diretta sulla dimensione politica” al tempo della presidenza Trump. Questa la tesi centrale dell’articolo d’apertura del quaderno 4010 de “La Civiltà Cattolica”, in uscita sabato 15 luglio e anticipato da oggi online sul sito della rivista. “Specialmente in alcuni governi degli Stati Uniti degli ultimi decenni – l’analisi dei due direttori – si è notato il ruolo sempre più incisivo della religione nei processi elettorali e nelle decisioni di governo” e sempre più “questa compenetrazione tra politica, morale e religione ha assunto un linguaggio manicheo che suddivide la realtà tra il Bene assoluto e il Male assoluto”. L’uso letteralistico della Sacra Scrittura offre una visione del mondo in cui tutti i potenziali nemici – un tempo gli spiriti modernisti, oggi i migranti e i musulmani – vengono stigmatizzati e “demonizzati”. Tutto ciò, secondo i due autori, “rischia di ridurre la comunità dei credenti, di fede (faith), a una comunità dei combattenti, della battaglia (fight)”. Il collante principale di questo strano ecumenismo sembra essere una visione xenofoba e islamofoba, e una lotta sul terreno di temi e questioni considerate legate ad alcuni valori tradizionali usati strumentalmente. Un “ecumenismo dell’odio” distantissimo dall’ecumenismo incoraggiato da papa Francesco, dunque. Da qui si può comprendere meglio, chiosano gli autori, “il significato storico dell’impegno del Pontefice contro i ‘muri’ e contro ogni forma di ‘guerra di religione'”, e quello contro ogni forma di strumentalizzazione vicendevole tra potere politico e religioso.

Dati Istat povertà: Banco alimentare, servono “politiche di contrasto forti, sociali e del lavoro” e alleanza “tra attori pubblici e privati”

Thu, 2017-07-13 14:10

“Purtroppo anche quest’anno i dati Istat dimostrano che non si è riusciti a fare nulla per far diminuire il numero dei poveri in Italia, che continuano ad essere troppi, soprattutto tra i minori. Si tratta di persone che non riescono a raggiungere uno standard di vita minimamente accettabile e legato ad un’alimentazione adeguata, una situazione abitativa decente e ad altre spese basilari come quelle per la salute”. È il commento di Marco Lucchini, segretario generale Fondazione Banco alimentare onlus, al report “La povertà in Italia” diffuso oggi dall’Istituto di statistica che stima siano un milione e 619mila le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, nelle quali vivono 4 milioni e 742mila individui. Per Lucchini, è necessario “accelerare i tempi d’attuazione delle misure decise dal Governo perché il contributo di Banco alimentare con oltre 80 mila tonnellate di cibo distribuite e il lavoro giornaliero delle 8 mila strutture caritative con noi convenzionate è riuscito ad arginare la crescita del fenomeno, ma solo una collaborazione concreta e politiche di contrasto forti, sociali e del lavoro, in un’alleanza fattiva tra attori pubblici e privati, potrà far diminuire il numero di indigenti permettendo a queste persone di avere una speranza per ricominciare”.

 

Delitto di Parma: mons. Solmi, “un gesto enorme che lascia basiti e che interroga tutti”

Thu, 2017-07-13 13:59

“Parma è ancora teatro di cose terribili che non avremmo mai voluto sentire. Un figlio, un fratello che uccide madre e sorellina e il fratellino che ancora non conosce, perché la mamma era in dolce attesa (così secondo quanto riportato). Un gesto enorme che lascia basiti e che interroga tutti. Porta alla pietà per queste povere vittime, uccise da chi aveva legami di amore, in una perversione di sentimenti che neanche possiamo immaginare. E così pure il colpevole che si strozza la vita in una forma tragica e assurda”. Lo scrive il vescovo di Parma, mons. Enrico Solmi, in un editoriale pubblicato sul numero in uscita del settimanale diocesano “Vita Nuova” e anticipato dal Sir. “Il male è vinto, ma ancora reagisce e uccide come un esercito braccato che cerca disperatamente la salvezza. Ne siamo certi! Ma è vero che tanto bene è nelle nostre mani per creare un clima che delimiti sempre più quelle forme infette di male che – prosegue -, lasciate a loro stesse, diventano epidemiche. La via maestra è ancora la convinzione che tocca il cuore e conferma che il bene è l’unica soluzione vincente per la persona e l’umanità intera”.

Card. Stepinac: Commissione mista cattolico-ortodossa, “ancora divergenti” le “interpretazioni” sulla sua figura

Thu, 2017-07-13 13:57

“Le prevalenti interpretazioni date rispettivamente dai croati cattolici e dai serbi ortodossi restano ancora divergenti”. A stabilirlo è la Commissione mista di esperti croati cattolici e serbi ortodossi per una rilettura in comune della figura del card. Alojzije Stepinac, arcivescovo di Zagabria, riunitasi nei giorni scorsi in Vaticano per la sesta e ultima riunione, sotto la presidenza di padre Bernard Ardura, presidente del Pontificio Comitato di Scienze storiche. “I presenti – si legge in un comunicato diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede – hanno riconosciuto la magnanimità di Papa Francesco che ha benevolmente accolto la richiesta del patriarca della Chiesa ortodossa serba, Irinej, e ha deciso la costituzione della Commissione. Tutti i membri sono grati per il clima cordiale, in cui, con piena libertà di parola, hanno potuto adempiere al mandato affidato alla Commissione, ossia procedere ad una rilettura in comune della vita del card. Stepinac. Sono stati consapevoli, fin dall’inizio dei lavori, che il processo di canonizzazione del card. Stepinac è di esclusiva competenza del Papa. Riconoscono pure che ogni Chiesa ha i propri criteri per procedere alla canonizzazione”.
I membri della Commissione hanno anche riconosciuto che il loro lavoro “ha permesso una migliore conoscenza della storia degli anni tra la Prima guerra mondiale e il 1960, anno della morte del card. Stepinac. Si è pure potuto illustrare la vita e il ministero di un importante pastore cattolico, in un periodo particolarmente travagliato della storia”. ” Si è giunti alla conclusione – prosegue il comunicato – che vari eventi, interventi, scritti, silenzi e prese di posizioni sono tuttora oggetto di interpretazioni varie. Nel caso del card. Stepinac, le prevalenti interpretazioni date rispettivamente dai croati cattolici e dai serbi ortodossi restano ancora divergenti.  Lo studio della vita del card. Stepinac ha insegnato che nella storia tutte le Chiese hanno crudelmente sofferto diverse persecuzioni e hanno i loro martiri e confessori della fede. A tale riguardo, i membri della Commissione hanno convenuto sulla eventualità di una futura collaborazione, in vista di un’opera comune, per condividere la memoria dei martiri e dei confessori delle due Chiese”.

 

Diocesi: mons. Renna (Cerignola-Ascoli Satriano) sulle polemiche per il centro immigrati, “insultati perché cerchiamo di mettere in pratica il Vangelo? Ben venga”

Thu, 2017-07-13 13:50

“Coraggio, cari cerignolani, siate degni della vostra tradizione di popolo di lavoratori, di popolo che ama e difende i diritti, di gente che sa la durezza dell’emigrazione, che ama il Vangelo di quel Bambino che la Madonna di Ripalta annuncia e incarna”. Così il vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano, monsignor Luigi Renna, placa le polemiche sorte dopo la decisione del Consiglio Comunale di Cerignola (Fg) di costruire un centro di integrazione per 300 immigrati su un terreno di proprietà della diocesi. Il centro, che sorgerà grazie anche ad un intervento straordinario della Cei, sarà intitolato a santa Giuseppina Bakhita e avrà al suo interno anche un piccolo ambulatorio. “La notizia – prosegue mons. Renna – non può che riempire di gioia non solo me e i tanti che hanno voluto questo progetto, che hanno donato le loro energie e dato il loro contributo, ma, soprattutto, le persone che abitano quella zona, lavorano, vivono nella precarietà igienica e purtroppo vengono sfruttate”. Come detto, in Consiglio Comunale si sono sollevati dubbi sul centro: “Se a Cerignola dobbiamo essere insultati perché cerchiamo di mettere in pratica il Vangelo, ben venga”, afferma Renna. “Quando vedrete il centro ‘santa Giuseppina’ capirete. Ma abbiate anche occhi – conclude – per vedere la carità e il bene che si fa quotidianamente, negli oratori che in questi giorni strappano i bambini alla strada, nei centri sociali, nelle associazioni ecclesiali e laiche che aiutano centinaia di persone”.

Santa Sede: Bambin Gesù, rinvio a giudizio per Giuseppe Profiti e Massimo Spina. Il 18 luglio la prima udienza

Thu, 2017-07-13 13:36

Il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha provveduto alla notifica della richiesta di rinvio a giudizio per Giuseppe Profiti e Massimo Spina, presentata dall’Ufficio del Promotore di Giustizia a conclusione della fase istruttoria del procedimento in corso per la distrazione di fondi della Fondazione Bambino Gesù e del conseguente Decreto di rinvio a giudizio, emesso dal Presidente del Tribunale in data 13 giugno 2017. A darne notizia è oggi la Sala Stampa della Santa Sede, con un comunicato in cui si pubblica la parte dispositiva della richiesta. Il reato contestato è quello relativo all’articolo 63, 168 del codice penale. “In concorso tra loro – si legge nel decreto di citazione a giudizio – il primo (Profiti) nella qualità di presidente della Fondazione Bambino Gesù e il secondo (Spina) nella qualità di tesoriere della stessa Fondazione, entrambi pubblici ufficiali, hanno utilizzato in modo illecito, a vantaggio dell’imprenditore Bandera, denaro appartenente alla Fondazione Bambino Gesù, denaro del quale entrambi avevano la disponibilità in ragione delle funzioni dagli stessi ricoperte”. In particolare, prosegue il comunicato, “sono stati pagati per fini completamente extraistituzionali Euro 422.005,16, utilizzandoli per effettuare lavori di ristrutturazione edilizia di un immobile di proprietà del Governatorato, destinato a residenza del Segretario di Stato emerito, per avvantaggiare l’impresa di Gianantonio Bandera. Reato commesso nella Città del Vaticano, dal novembre 2013 al 28 maggio 2014”.

“A seguito della richiesta di rinvio a giudizio presentata dal Promotore di Giustizia – si precisa ancora nella nota – il Presidente del Tribunale della Città del Vaticano, Prof. Giuseppe Dalla Torre, ha emesso il Decreto in cui ordina la citazione dei Signori Giuseppe Profiti e Massimo Spina e ha stabilito la seguente composizione del collegio giudicante: Prof. Avv. Paolo Papanti-Pelletier, Presidente; Prof. Avv. Venerando Marano, Giudice; Prof. Avv. Carlo Bonzano, Giudice. Con successivo Decreto del 16 giugno 2017, il Presidente del collegio giudicante ha ordinato la citazione dei Signori Profiti e Spina per la prima udienza, fissata per il 18 luglio 2017, alle ore 10:00, avvertendo che non comparendo saranno giudicati in contumacia. Contestualmente, ha fissato le ore 12:30 dell’11 luglio 2017 come termine ultimo per proporre le prove a difesa, riservandosi di emettere successivi provvedimenti per la citazione dei testi”.

Europa: card. Bassetti, no a “paura dello straniero”, sì a continente che guardi a “deboli e perseguitati”

Thu, 2017-07-13 13:32

“Un viaggio storico, non solo per la meta inedita, ma soprattutto per il messaggio che esso esprimeva. Francesco si faceva samaritano verso gli ultimi, i poveri e i disperati. Con un grido risuonato in tutto il mondo e che ha contribuito a gettare luce sulle migrazioni internazionali”. Così il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città delle Pieve e presidente della Cei, ricorda il viaggio compiuto dal Papa a Lampedusa l’8 luglio 2013, nel suo ultimo articolo dal titolo “Una nuova Europa” pubblicato nella rubrica “Dialoghi” de Il Settimanale de “L’Osservatore Romano” in edicola venerdì 14 luglio, già consultabile sul sito. “Grazie anche a quel viaggio – prosegue il porporato –, ci troviamo di fronte a uno scenario diverso rispetto a quattro anni fa. Uno scenario nuovo che si potrebbe riassumere così: maggiore consapevolezza, emersione di alcune paure, necessità di risposte”. A proposito della “paura nei confronti dello straniero”, che “in alcuni casi si è addirittura trasformata nella percezione di un’invasione del proprio paese o di una rottura dell’identità tradizionale di un popolo”, Bassetti afferma: “Come vescovo e come italiano, comprendo e sono vicino alle paure dei piccoli e all’angoscia di quelle famiglie che, ormai da troppi anni, stanno soffrendo per la mancanza di lavoro e per le precarie condizioni di vita. Ma non posso non richiamare l’attenzione verso il rischio di strumentalizzare queste paure. Questo è un punto delicatissimo e fondamentale. Enfatizzare e alimentare queste paure potrebbe scatenare una fratricida guerra tra poveri — tra italiani e stranieri — che va scongiurata in ogni modo”.

Di qui la necessità di “risposte e non solo chiacchiere da social network”, l’appello di Bassetti che definisce il G20 di Amburgo “un’occasione persa”. “Ci si aspettava qualcosa di più”, osserva: “Per esempio, una dura condanna dei trafficanti di carne umana attraverso la possibilità di imporre delle sanzioni Onu. E invece abbiamo assistito a un nulla di fatto che è drammatico presagio per il futuro. Futuro che passa però, inevitabilmente, attraverso la costruzione di una nuova Europa”. L’Italia, infatti, per il cardinale “non deve essere lasciata sola nella gestione degli sbarchi e della prima accoglienza”, perché “la sfida dei migranti è una questione internazionale che investe perlomeno tutta l’Europa. Da scelte condivise, da azioni concrete e dalla gioia della carità può sorgere un continente diverso: un’Europa dei popoli e ‘federata’, come ha ricordato il Papa. E viene in mente quella “nostra patria Europa” — descritta da Alcide De Gasperi nel 1954 a Parigi — in cui bisogna assicurare la pace, il progresso e la giustizia sociale. Un continente esemplare, dove ‘i popoli che si uniscono, spogliandosi delle scorie egoistiche della loro crescita, debbono elevarsi anche a un più fecondo senso di giustizia verso i deboli e i perseguitati'”.

Diocesi: mons. Delbosco (Cuneo) per il 200° di fondazione, “raccogliamo i frutti del seme che è stato gettato lungo questi anni”

Thu, 2017-07-13 13:16

“Il Vangelo continua ad essere attuale ed ha bisogno d’essere annunciato e testimoniato con forza, gioia e convinzione proprio da noi, oggi, in questo tempo di grazia”. È quanto afferma il vescovo di Cuneo, monsignor Piero Delbosco, nell’editoriale pubblicato sul settimanale diocesano “La Guida” in occasione dei 200 anni di fondazione della diocesi. “È un ‘compleanno’ importante che ci apprestiamo a celebrare in vero clima di festa”, rileva il vescovo. “Non è una semplice memoria. Non è nemmeno una specie di autocelebrazione. Non è neppure una lapide che vogliamo affiggere da qualche parte”. “Si tratta piuttosto – prosegue Delbosco – della lode e del ringraziamento che insieme vogliamo elevare a Dio per questa storia di grazia”. “È Lui che ha segnato i passi di chi ci ha preceduto, passi che hanno lasciato una traccia indelebile del suo agire”, osserva. “Noi raccogliamo i frutti del seme che è stato gettato lungo questi anni”. In occasione della celebrazione di domenica 16 luglio, in piazza Galimberti, che sarà presieduta dal cardinale Giuseppe Bertello, legato pontificio, incaricato da Papa Francesco, “sarà proclamato san Dalmazzo patrono secondario della diocesi”. “È lui – sottolinea – che ha diffuso il cristianesimo proprio nelle nostre terre del sud del Piemonte anticipando addirittura l’opera di san Eusebio di Vercelli” e “con ogni probabilità, è stato il primo ad evangelizzare l’intera regione”. La celebrazione sarà in piazza, “perché – evidenzia il vescovo – l’azione della diocesi in questi duecento anni ha coinvolto l’intera comunità civile”.

8xmille: Cei, un milione e mezzo di euro per profughi siriani e Venezuela

Thu, 2017-07-13 13:16

Un milione e mezzo di euro è l’importo totale dello stanziamento disposto dalla Presidenza della Cei per far fronte a due emergenze umanitarie: la tragedia dei profughi siriani e la crisi venezuelana. Lo stanziamento, che sarà erogato dal Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo grazie ai fondi dell’8 per mille e veicolato attraverso Caritas italiana, è così ripartito: 1 milione di euro per gli aiuti umanitari in Siria, Libano e Giordania; 500mila euro per un programma di assistenza alla popolazione venezuelana. In Siria, dopo sette anni di conflitto che ha causato oltre 400mila morti, oltre 6 milioni di sfollati interni e più di 5 milioni di rifugiati all’estero, oggi 13 milioni e mezzo di persone hanno estremo bisogno di aiuti umanitari: l’85% della popolazione vive sotto il livello di povertà. Gli aiuti della Caritas vogliono sia rispondere ai bisogni primari (assistenza sanitaria, cibo, generi di prima necessità) in Siria, Libano e Giordania, sia rafforzare i percorsi di riconciliazione ed educazione alla pace e alla convivenza civile, soprattutto tra giovani, in particolare in Siria e Libano dove è più forte la tensione tra diversi gruppi e fazioni. In Venezuela la situazione peggiora ogni giorno di più: aumentano la violenza e gli scioperi ed è sempre più difficile trovare alimenti e medicinali. Con un’inflazione già accumulata del 700% (e prevista al 1.200%), la povertà tocca ormai l’82% della popolazione. Beneficiari diretti degli aiuti (che finanzieranno sicurezza alimentare e nutrizione, distribuzione di acqua e prodotti igienico-sanitari, salute) saranno 4.800 famiglie, circa 24mila persone in 10 diocesi, con i seguenti criteri: bambini/e con meno di 5 anni di età, donne in stato di gravidanza, anziani in situazione di solitudine, persone private della libertà e famiglie di bambini denutriti.

Società: Istat, quasi 8 milioni e mezzo di persone in povertà relativa. Più diffusa tra famiglie numerose, operai e giovani

Thu, 2017-07-13 13:04

Anche la povertà relativa risulta stabile nel nostro Paese rispetto al 2015. Lo rivela il report “La povertà in Italia” diffuso oggi dall’Istat. Nel 2016 si trovano in condizioni di povertà relativa il 10,6% delle famiglie residenti (10,4% nel 2015), per un totale di 2 milioni 734mila, e 8 milioni 465mila individui, il 14,0% dei residenti (13,7% l’anno precedente). Analogamente a quanto registrato per la povertà assoluta, nel 2016 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (17,1%) o 5 componenti e più (30,9%). La povertà relativa colpisce di più le famiglie giovani: raggiunge il 14,6% se la persona di riferimento è un under 35 mentre scende al 7,9% nel caso di un ultra sessantaquattrenne. L’incidenza di povertà relativa si mantiene elevata per gli operai e assimilati (18,7%) e per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (31,0%).

Società: Istat, se capofamiglia è operario raddoppia incidenza povertà assoluta

Thu, 2017-07-13 13:01

Dai dati sulla povertà assoluta nel 2016 diffusi oggi dall’Istat, che riguardano quasi 5 milioni di persone, emerge che come negli anni precedenti la posizione professionale della persona di riferimento incide molto sulla diffusione della povertà più grave. Per le famiglie la cui persona di riferimento è un operaio, infatti, l’incidenza della povertà assoluta è doppia (12,6%) rispetto a quella delle famiglie nel complesso (6,3%), confermando quanto registrato negli anni precedenti. Rimane, invece, piuttosto contenuta tra le famiglie in cui la persona di riferimento è dirigente, quadro e impiegato (1,5%) e pensionato (3,7%). Come negli anni precedenti l’incidenza di povertà assoluta diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento: 8,2% se ha al massimo la licenza elementare; 4,0% se è almeno diplomata.

Evento all’ex Macello di Aversa: diocesi, “non è un matrimonio cattolico”

Thu, 2017-07-13 12:46

“Aldilà della somiglianza delle forme e dei riti utilizzati, quella che si tiene oggi nell’ex Macello, non è una celebrazione che annunci e condivida la dottrina cattolica del sacramento del matrimonio”. A precisarlo è la Curia di Aversa, in una nota in cui definisce il “matrimonio” in programma oggi presso gli ambienti della “Casa della cultura” del Comune di Aversa, comunemente conosciuta come “Ex macello”, tra la trans Alessia Cinquegrana e Michele Picone, “un evento teso a generare confusione e, probabilmente, mirato solo ad attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica”. Per questo, “nel rispetto della libertà di ciascun cittadino”, la Curia invita “tutti, e anzitutto i protagonisti di questo evento, a sviluppare una riflessione che vada oltre l’emotività e orienti le scelte personali con serena oggettività. Noi pensiamo, infatti, che tutti siano liberi di scegliere di aderire ad una Chiesa diversa da quella cattolica e di dichiararlo con franchezza, esprimendo liberamente il proprio vissuto di fede”. “Senza esprimere alcun giudizio sulla libertà delle persone che sono protagoniste dell’evento programmato per oggi”, la Curia vescovile di Aversa, “allo scopo di fugare ogni possibile confusione”, precisa che, “contrariamente a quanto pubblicizzato, nei locali dell’Ex Macello di Aversa non è mai esistita una ‘Cappella’ in cui siano stati celebrati riti religiosi (sarebbe stato più corretto parlare di una location che i protagonisti utilizzeranno per il loro scopo); per la particolare situazione dei protagonisti, e per le loro personali scelte di vita, il rito celebrato in quel luogo e in quella forma non è un rito della Chiesa cattolica; sicuramente il ministro presente a quella forma di celebrazione non è un ministro ordinato della Chiesa cattolica; sarebbe stato più corretto che si dicesse pubblicamente il nome della chiesa di appartenenza del ministro ed il rito che avrebbe seguito”.

Nella nota, la Curia ricorda inoltre che “la dottrina cattolica del sacramento del matrimonio consacra l’unione dell’uomo e della donna in una comunione di vita che, ad immagine di Dio, è naturalmente orientata al generare vita nuova”. “Altre forme di unione tra persone umane non possono essere equiparate al matrimonio”, prosegue la nota: “aderendo ad una dottrina diversa da quella proclamata ed insegnata dalla Chiesa cattolica e celebrandone i riti, i soggetti in questione si pongono fuori dalla comunione con essa”.

Società: Istat, quasi 5 milioni di persone in povertà assoluta, 1 milione 619mila famiglie. Giovani sempre peggio

Thu, 2017-07-13 12:36

In Italia si stima che nel 2016 siano 1 milione e 619mila le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, nelle quali vivono 4 milioni e 742mila individui. A rivelarlo è oggi l’Istat, precisando che “rispetto al 2015 si rileva una sostanziale stabilità della povertà assoluta in termini sia di famiglie sia di individui”. L’incidenza di povertà assoluta per le famiglie è pari al 6,3%, in linea con i valori stimati negli ultimi quattro anni. Per gli individui, l’incidenza di povertà assoluta si porta al 7,9% con una variazione statisticamente non significativa rispetto al 2015 (quando era 7,6%). Nel 2016 l’incidenza della povertà assoluta sale al 26,8% dal 18,3% del 2015 tra le famiglie con tre o più figli minori, coinvolgendo nell’ultimo anno 137mila 771 famiglie e 814mila 402 individui. La grave deprivazione aumenta anche fra i minori, da 10,9% a 12,5% (1 milione e 292mila nel 2016). L’incidenza della povertà assoluta aumenta al Centro in termini sia di famiglie (5,9% da 4,2% del 2015) sia di individui (7,3% da 5,6%), a causa soprattutto del peggioramento registrato nei comuni fino a 50mila abitanti al di fuori delle aree metropolitane (6,4% da 3,3% dell’anno precedente). Persiste, a partire dal 2012, la relazione inversa tra incidenza di povertà assoluta e età della persona di riferimento (aumenta la prima al diminuire della seconda). Il valore minimo, pari a 3,9%, si registra infatti tra le famiglie con persona di riferimento ultra sessantaquattrenne, quello massimo tra le famiglie con persona di riferimento sotto i 35 anni (10,4%).

Iraq: Sako (patriarca) monito ai cristiani, “stop a dispute che dividono. Riprendere il possesso delle nostre terre prima che lo facciano altri”

Thu, 2017-07-13 12:32

“Stop alle dispute interne che provocano divisioni e invece di perdere tempo nell’attesa riprendere il possesso delle proprie terre prima che lo facciano altri. Questo è il tempo di riappropriarci delle terre dei nostri genitori e dei nostri avi, della loro identità, della loro storia e del loro patrimonio”. È il duro monito del patriarca della Chiesa caldea, Louis Raphael Sako, in una nota pubblicata sul sito del patriarcato, in cui si sottolinea anche che “la strada per sradicare l’Isis dalla regione è ancora lunga e difficile da percorrere prima di ricostruire ciò che è stato distrutto e di raggiungere pace, sicurezza e stabilità”. “Questo che stiamo vivendo – scrive mar Sako – è un momento storico e un test di prova per i cristiani, chiamati a rinnovare il loro impegno etico e morale, a confermare la loro presenza, recuperare le loro proprietà, richiedere una compensazione per le loro perdite; ottenere la loro quota di aiuti, e inoltre vedersi garantita la protezione in collaborazione con il governo centrale iracheno, il governo regionale del Kurdistan e la comunità internazionale”. Tre le piste di lavoro indicate dal patriarca caldeo: “unire gli sforzi per ricostruire o ristrutturare le abitazioni e le infrastrutture così da facilitare il rientro della popolazione sfollata; creare un team di 7-10 politici saggi e fedeli, capaci di essere dei portavoce dei cristiani e di assumersi la responsabilità di parlare con le persone giuste a livello nazionale e internazionale, al di fuori di interessi personali, di cooperazione e di solidarietà e di impegnarsi in modo efficace con musulmani e altri gruppi etnici nella vita pubblica”.

Infine creare “un ufficio centrale di informazione” potrebbe, per mar Sako, “aiutare i cristiani a far sentire la loro voce e a diffondere la loro sofferenza e le loro aspirazioni. Questo li aiuterà a superare le complessità della realtà attuale e a trasformare le differenze in unità, coesione, solidarietà e partecipazione attiva al rafforzamento della loro esistenza da una parte e dall’altra a promuovere una cultura di apertura che aiuterà a raggiungere la pace, la stabilità e una vita dignitosa per loro e per i cittadini”. “La Chiesa – si legge nella nota – non è un sostituto di politici leali. Essa svolge piuttosto un ruolo vitale nella vita delle persone affermando la verità circa gli affari pubblici, specialmente quando si tratta di costruire la pace, la giustizia e la necessità di dare una vita dignitosa a tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro affiliazioni. La Chiesa continua ad amare e servire tutte le persone, seguendo l’esempio del suo fondatore, Gesù Cristo”.

Omicidio stradale Valsusa: Pallone (psicologo), “la morte della ragazza è un monito per tutti che ci abbruttiamo quando ci mettiamo al volante”

Thu, 2017-07-13 12:30

“La morte della ragazza e il dramma che sta vivendo il suo fidanzato, ancora appeso tra la vita e la morte, devono essere un monito per noi tutti che ci abbruttiamo ogni qualvolta ci mettiamo al volante delle nostre auto”. È quanto afferma Daniele Pallone, psicologo e psicoterapeuta torinese, in un’intervista pubblicata sull’ultimo numero del settimanale diocesano “La Valsusa” a commento dell’omicidio stradale che domenica ha spezzato la giovane vita di Elisa Ferrero, 27enne di Moncalieri, e nel quale è rimasto gravemente ferito il fidanzato Matteo Penna. Rispetto a quanto successo, “ritengo limitativo interpretare questi fatti attraverso chiavi di lettura diagnostiche”, prosegue lo psicologo. “Dobbiamo pensare che chiunque di noi, in determinate circostanze, può infierire contro un altro essere umano”. Secondo Pallone, “tentare di spiegare fatti come quello di domenica attraverso la ricerca dei meccanismi mentali distorti, che possono fare riferimento ai concetti di ‘raptus’ o ‘disturbo mentale’, per dare senso a una violenza e a un delitto insensato è un tentativo di tranquillizzarci, pensando che a noi non possa mai capitare”. “Invece – aggiunge – dobbiamo essere consapevoli che in ciascuno di noi esiste una quota di violenza, crudeltà, ferocia”. Per lo psicologo, di fronte a un automobilista aggressivo “penso che l’unica strategia sia quella di evitare”, cioè “assumere un comportamento passivo”. Per chi lo mette in pratica, “non ritengo che questo atteggiamento possa essere una condizione di debolezza”. Secondo Pallone, “si investe sempre meno nella prevenzione mentre servirebbe un impegno culturale e politico”. “La scuola può intervenire inserendo riflessioni e stimoli all’interno di un percorso educativo ampio di educazione alla legalità”, ma “non possiamo delegare alla scuola ciò che un genitore dovrebbe fare”.

Diocesi: mons. Mansi (Andria) ad un anno dallo scontro tra treni, “i vostri cari nel cuore di Dio trasformano le vostre lacrime in semi di grazia e vita”

Thu, 2017-07-13 12:10

“Il nostro Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande. Siatene certi, cari fratelli, che i vostri cari dal luogo in cui sono ora, cioè nel cuore di Dio Padre, seguono con infinito amore lo scorrere delle vostre vite e con la grazia di Dio Padre, trasformano ogni giorno di più le vostre lacrime in semi di grazia e di vita e perfino di gioie più certe e più grandi. Siatene certi”. Queste le parole pronunciate ieri sera dal vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi, nella celebrazione liturgica in memoria delle vittime dello scontro tra treni avvenuto il 12 luglio dello scorso anno. Nell’omelia, il vescovo ha ricordato che “è passato un anno dall’incidente, avete perso affetti cari, tante vite spezzate senza una ragione”. “Come nella storia di Giuseppe – ha proseguito – i tempi con i quali Dio governa comunque la storia sono lunghi, talvolta lunghissimi. Ma mentre scorrono, si compiono disegni di grazia e di bene che all’inizio è del tutto impossibile anche solo immaginare”. Mansi ha concluso ammettendo l’alternanza nella vita di grandi gioie e grandi dolori. Ma Dio annuncia, attraverso la lettura delle Scritture, la certezza che “il libro della vita, tutto intero, è nelle mani di Dio. Mai nessuno sulla terra può avere la pretesa o l’ambizione di rendersene padrone. E se lo fa, deve sapere che c’è il tribunale di Dio che chiama finalmente ogni cosa per il suo nome”.

Omicidio stradale Valsusa: don De Faveri (settimanale diocesano), “sulle strade possiamo in un attimo impazzire e fare cose incredibili”

Thu, 2017-07-13 11:25

L’incidente mortale di domenica scorsa, sull’ex statale 24, a Condove, in Val di Susa, è “un segno evidente di come sulle nostre strade possiamo in un attimo impazzire e fare cose incredibili”. Ad affermalo è don Ettore De Faveri, direttore de “La Valsusa”, nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero del settimanale diocesano. “Ma perché al volante cambiamo natura? E perché ci mettiamo al volante se non siamo, come dire, a posto?”, si chiede il direttore. “Gli incidenti stradali succedono”, osserva. “Ma quello di domenica a Condove – domanda – è semplicemente un incidente o è altro?”. “Tutto fa pensare che sia altro”, rileva il direttore. “In base a una ricerca dell’Università di Leeds, circa il 25% degli automobilisti mette in atto abitualmente comportamenti aggressivi: suona il clacson, lampeggia, gesticola, urla, si avvicina pericolosamente all’altra auto”. “Nel traffico – aggiunge – scatta una sorta di competizione fra guidatori: uno studio dell’Università di Stoccolma rivela che il 90% dei patentati si giudica più abile della media”. “Anche chi è pacato può diventare aggressivo alla guida, ma si arrabbia più spesso chi è impulsivo. Se poi una persona è alterata per esempio dall’alcool, allora chi guida non è più padrone di se stesso”. “Ecco perché – conclude – una domenica pomeriggio si può morire così improvvisamente a 27anni, tornando a casa, dopo una giornata in moto con il proprio ragazzo. Assurdo. Ma vero, purtroppo”.

Ucraina: card. Sandri a chiesa greco-cattolica, “vi porto vicinanza Papa Francesco”. Mons. Shevchuk, “comunità internazionale in silenzio dinanzi al dramma del nostro popolo”

Thu, 2017-07-13 11:02

“Papa Francesco mi ha personalmente esortato a portarvi la sua vicinanza, il suo abbraccio, la sua preghiera, insieme alla sua Benedizione. Egli vi rassicura che non siete soli, che avete un posto speciale nel suo cuore”. Lo ha detto il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nella Divina Liturgia per la Solennità dei Santi Pietro e Paolo Apostoli celebrata ieri a Kiev, nella cattedrale arcivescovile Maggiore della Resurrezione, una delle tappe della sua visita in Ucraina (11-17 luglio). “Il Santo Padre – ha aggiunto il prefetto rivolgendosi ai fedeli che affollavano la cattedrale – vi ringrazia anche per la preghiera che avete offerto secondo le sue intenzioni durante il grande pellegrinaggio da poco compiuto nella Basilica di san Pietro per celebrare i 150 anni dalla canonizzazione di san Giosafat: martire per amore di Dio, martire per l’unità della Chiesa, che vogliamo seguire non arrendendoci dinanzi ad ogni difficoltà o potere umano che ci vuole togliere la speranza, di una vita giusta e onesta con la collaborazione e la conversione di tutti, di una patria rispettata nella sua integrità e riconciliata al suo interno nelle sue diverse anime e componenti”. Il card. Sandri, a nome di Papa Francesco, ha consegnato la medaglia del IV anno di Pontificato a Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina che ha ringraziato il porporato ricordando che “la comunione non è una realtà che possa essere definita soltanto da un canone o da una norma, ma si riferisce al corpo vivente di Cristo che è la Chiesa. La presenza dell’inviato del Santo Padre è per la Chiesa greco-cattolica ucraina un segno profondo dell’amore che Papa Francesco continua a custodire per il nostro popolo e un balsamo che viene versato sulle ferite dei cuori. Siamo qui a pregare anche per i nostri fratelli della Chiesa ortodossa: ci nutriamo dello stesso Corpo di Cristo, ma non lo possiamo ancora fare dallo stesso altare. Vogliamo però testimoniare con gioia, ancor più in questo giorno, solennità dei Santi Pietro e Paolo, che la comunione con il Santo Padre è fonte di benedizione, come sperimentiamo noi che continuiamo a sentire la sua vicinanza e il suo affetto anche quando il resto della comunità internazionale rimane in silenzio dinanzi al dramma del nostro popolo”.

Al termine della Divina Liturgia, il prefetto ha reso omaggio alla tomba dove è sepolto cardinale Lubomyr Husar, morto poche settimane fa. Insieme al nunzio e all’arcivescovo maggiore, il cardinale Sandri si è poi trasferito in volo a Kharkiv dove, accolto dall’esarca mons. Vasil Tuchapets e dal vescovo ausiliare della diocesi latina mons. Jan Sobilo, ha visitato la struttura della Caritas diretta dalla Chiesa greco-cattolica dove si svolgono attività di accoglienza di bambini e adulti sfollati dopo l’inizio dei combattimenti del 2014, dalle zone di Donetsk, Lugansk e Sloviansk per la maggior parte. Ad essi, più di 40.500 in tre anni, grazie alla collaborazione di 72 impiegati e 53 volontari, oltre che al supporto di diverse Caritas nazionali ed altri organismi anche non ecclesiali, è stato garantito l’aiuto, per l’assistenza umanitaria, l’accompagnamento psicologico e sociale.

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