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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 9 hours 48 min ago

Dipendenze: Squillaci (Fict), “non possiamo essere i barellieri della storia”

Thu, 2017-05-25 18:58

“Non possiamo essere i barellieri della storia”: chiediamo l’avvio immediato di un processo condiviso di riforma del sistema normativo sulle dipendenze. Questo è quanto è emerso nella tavola rotonda promossa oggi dalla Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict), a Roma, sul tema “Dipendenze: Quale futuro? Quali risposte possibili?”, dove sono intervenuti: Luciano Squillaci, presidente Fict; Giuseppe Lumia, membro della Commissione antimafia; Mila Ferri, responsabile Area salute mentale e dipendenze patologiche -Regione Emilia Romagna; Umberto Paioletti, coordinatore InterCear.”Serve un nuovo umanesimo da contrapporre al cannibalismo sociale a cui stiamo assistendo nel settore delle dipendenze. Noi non possiamo limitarci ad essere erogatori di prestazioni perché non è questa la nostra mission ma siamo chiamati a fare ‘cultura’ sul territorio, ad avviare un vero e proprio processo di trasformazione a più livelli: educativo, politico, economico e spirituale, attenti al senso della condizione umana”, ha affermato Squillaci. “Il nostro sistema è fermo poiché, negli ultimi anni, lo abbiamo disgregato partecipando ad una lotta alla sopravvivenza e accettando logiche di compromesso. Il nostro compito è quello di trasformare il contesto, e dico con decisione, con le parole di Luciano Tavazza, che ‘non possiamo essere i barellieri della storia”, ha sottolineato il presidente della Fict.

“Siamo convinti – ha aggiunto Squillaci – che il processo di cambiamento possa essere attivato solo tramite l’integrazione dei servizi. Fino a questo momento abbiamo giocato di rimessa, attendendo i tempi della politica. Oggi, non possiamo più aspettare, ma dobbiamo essere noi a fare ‘politica’, quali protagonisti attivi di una reale evoluzione, perseguendo direttamente gli obiettivi che ci siamo posti”.

Pertanto, ha sostenuto, “in vista delle prossime consultazioni elettorali chiediamo: una attenzione forte al tema di tutte le dipendenze, comprese quelle comportamentali ed al gioco d’azzardo, tramite un dipartimento nazionale forte e strutturato ed una delega politica chiara; l’avvio immediato di un processo formativo e condiviso di riforma del sistema normativo sulle dipendenze, fermo ancora a 30 anni fa, al dpr 309/90. Su queste due questioni la Federazione non farà sconti ad alcuno, pretendo impegni chiari e precisi”.

 

Giornali Fisc: “Gazzetta d’Alba”, da domani al via i festeggiamenti per i 135 anni

Thu, 2017-05-25 18:57

Prenderanno il via nella serata di domani, venerdì 26 maggio, i festeggiamenti per i 135 anni della “Gazzetta d’Alba”, settimanale della diocesi albese fondato nel 1882. A partire dalle 21, la cattedrale di Alba ospiterà il concerto “Spirituality” di Juri Camisasca e Rosario Di Bella che saranno accompagnati da Gionata Colaprisca (batteria e percussioni), Giuseppe Furnari (piano e synth) e Fabio Costantino (flauto elettronico e polistrumentista). Alla serata parteciperà anche lo “Spirituality ensemble” diretto da Paolo Paglia e formato da strumentisti professionisti provenienti dal Piemonte e dall’orchestra Pressenda di Alba. Domenica 28, invece, in occasione della 51ª Giornata mondiale per le Comunicazioni sociali, il vescovo di Alba, mons. Marco Brunetti, presiederà nel Tempio san Paolo la celebrazione eucaristica che verrà trasmessa dalle 10.50 su RaiUno. Sarà l’occasione per dare inizio alle manifestazioni per i 135 anni della “Gazzetta d’Alba” e anche per ricordare i 200 anni della ricostituzione della diocesi di Alba, dopo la soppressione del periodo napoleonico. “La festa – si legge in una nota – si prolungherà con pubblicazioni di volumi, convegni, mostre e rappresentazioni teatrali”. Nata sabato 3 giugno 1882, la “Gazzetta d’Alba” è uno dei primi giornali cattolici del Piemonte. Da 80 anni proprietà della Società San Paolo, attualmente ha una diffusione di 15.500 copie (di cui 9.500 in abbonamento) sul territorio di Alba, Bra, Langhe e Roero. Il sito www.gazzettadalba.it, supportato dai canali social e da una newsletter settimanale, nel 2016 ha avuto 3 milioni di pagine viste, con oltre 650mila utenti.

G7: Coalizione contro la povertà (Gcap), “speriamo non sia una pagina nera. Serve volontà politica”

Thu, 2017-05-25 18:41

“Siamo estremamente preoccupati che il G7 di Taormina sia non solo un’opportunità mancata ma una vera e propria pagina nera nella ricerca di soluzioni collettive ai problemi dell’umanità e del pianeta”: lo afferma oggi Massimo Pallottino, uno dei portavoce della Coalizione italiana contro la povertà, presente a Taormina con un evento parallelo che si è svolto oggi a Giardini Naxos, durante il quale sono state ascoltate le storie di 7 testimoni del Sud del mondo. “La povertà non è un fenomeno naturale e ineluttabile – sottolinea Pallottino – ma è il frutto di scelte sbagliate fatte dalle nostre società e dalle nostre politiche. Può essere affrontata solo se c’è la volontà di farlo”. La Coalizione chiede perciò “risposte efficaci” per raggiungere gli obiettivi definiti dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, la realizzazione degli Accordi di Parigi sul clima, affrontare tempestivamente le carestie in Africa e superare la cronica insicurezza alimentare. E “riconoscere che la mobilità umana è un fenomeno che esiste e non può essere ignorato o bloccato con facili soluzioni che non tengono conto dei diritti e della dignità della persona”.

Diocesi: Terni, una mostra per celebrare i venti anni dell’associazione di volontariato “San Martino”

Thu, 2017-05-25 18:40

Una mostra documentaria per ricordare i venti anni dell’associazione di volontariato “San Martino”, che gestisce le opere segno della Caritas diocesana di Terni. Si intitola “Venti volte San Martino” e sarà inaugurata domani, venerdì 26 maggio, alle ore 19 presso la parrocchia San Giovanni Bosco a Terni (Campomaggiore) e rimarrà aperta fino al 30 maggio durante gli orari della festa parrocchiale. All’inaugurazione interverranno il vescovo diocesano padre Giuseppe Piemontese, Nadia Agostini vice presidente associazione di volontariato San Martino, Ideale Piantoni direttore della Caritas diocesana, mons. Paolo Carloni parroco di San Giovanni Bosco e vicario episcopale per la Carità. La mostra, che sarà ospitata da giugno a dicembre in altre 25 parrocchie della diocesi, si articola in una decina di pannelli dedicati alle opere segno della Caritas con immagini e brevi testi esplicativi dell’attività svolta nei settori di principale intervento: emergenze territoriali e mensa “San Valentino”, carcere, Cittadella della solidarietà, agenzia formativa, Cresciamo insieme, immigrazione. Inoltre sono in programma altri eventi fra cui convegni ed iniziative dedicate ai temi della carità, dell’immigrazione: il 9 giugno alle ore 16.30 la mostra “Migranti la sfida dell’incontro” presso la sede del dipartimento di Economia sede di Terni dell’Università degli studi di Perugia e il convegno “La carità nelle radici evangeliche. Solidarietà, immigrazione e accoglienza nel segno dell’economia civile”. Il 10 giugno alle ore 17.30 l’inaugurazione del centro per Minori stranieri non accompagnati, presso la Cittadella della Solidarietà in Amelia.

G7 Taormina: dossier Iai, “tanti debuttanti e la decana Merkel”. Terrorismo, immigrazione e geostrategie

Thu, 2017-05-25 17:49

“I Grandi si ritrovano a Taormina, domani e sabato, per il G7 presieduto dall’Italia. Un vertice ancora senza la Russia di Putin, convitato di pietra per la quarta volta consecutiva, ma con tanti debuttanti: Donald Trump, Emmanuel Macron, Theresa May e il padrone di casa Paolo Gentiloni sono al loro primo G7”. L’Istituto affari internazionali (Iai) di Roma ha realizzato un dossier di approfondimento sul G7 di Taormina e lo presenta con queste riflessioni. “Angela Merkel, invece, veste i panni della decana (mentre le legislative di settembre non la impensieriscono troppo): una posizione di vantaggio che la Germania sfrutterà al tavolo dell’incontro? E l’Ue, che tira un sospiro di sollievo dopo l’elezione di Macron in Francia, saprà mantenere una posizione unica per arginare Trump (che arriva in Sicilia al termine della sua prima missione all’estero) e Brexit?”. L’appuntamento siciliano “è stato preceduto e sarà seguito da riunioni tematiche ministeriali. Fra i dossier su cui la presidenza italiana pone l’accento c’è il contrasto al terrorismo, a pochi giorni dall’attentato che ha fatto 22 vittime e una sessantina di feriti a Manchester, insieme a immigrazione, stabilità in Medio Oriente e Nordafrica, ma anche ambiente e parità di genere”. Il dossier è disponibile all’indirizzo http://www.affarinternazionali.it.

Papa a Genova: Toti (presidente Liguria), “sua visita una benedizione per città e occasione di riflessione”

Thu, 2017-05-25 17:46

“Non c’è dubbio che la visita di Papa Francesco sia benedizione per la città e insieme occasione per una riflessione molto profonda sul senso della vita della nostra comunità civile e religiosa”. Così Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, nel suo messaggio di benvenuto a Papa Francesco in occasione della visita che il Pontefice farà a Genova, sabato 27 maggio. Le parole del governatore Toti sono state pubblicate dal settimanale cattolico di Genova, “Il Cittadino”, nel numero pubblicato per l’occasione “Nessuno come questo Papa – scrive ancora Toti – è capace di impersonificare la vita di Cristo tramite l’attenzione e la premura verso chi soffre, verso chi ha poco o nulla, chi è escluso, perseguitato e offeso nella sua umanità. Il Papa che ha definito la Chiesa ‘un ospedale da campo’ arriva tra noi portatore di una sensibilità che deve aiutarci a riflettere e a trovare nuove vie per realizzare un vivere più vicino alle ragioni dei poveri. Genova e la Liguria possono vivere una nuova stagione di cambiamento solo se sapranno tenere insieme le ragioni dello sviluppo con quelle della giustizia sociale”. “Questa duplice attenzione – scrive ancora il governatore – non è frutto di schieramenti politici ma trova le sue radici in un orientamento all’uomo e alla sua dignità, di cui Papa Francesco è maestro ed esempio. Solo se sapremo recuperare anche in Liguria il senso della sfida e dell’equità sociale, potremo ristabilire un ambiente favorevole alla vita dei nostri giovani. Solo su questa strada sarà possibile creare una nuova fiducia nel futuro che possa tradursi in legami più forti e insieme più aperti verso una terra meravigliosa come la nostra”.

Cei: mons. Raspanti neo vicepresidente per il Sud Italia, la gioia della diocesi di Acireale

Thu, 2017-05-25 17:37

Mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, ieri è stato eletto vicepresidente della Conferenza episcopale italiana per il Sud Italia. A darne notizia, oltre che il comunicato finale dei lavori della 70ª Assemblea generale dei vescovi italiani (Vaticano, 22 – 25 maggio) è una nota della diocesi siciliana. Mons. Raspanti subentra a mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, che ha ricoperto questo incarico negli ultimi 5 anni, e sarà in carica per il prossimo quinquennio. Insieme agli altri due vicepresidenti, mons. Meini e mons. Brambilla, condividerà il compito di primo collaboratore con il neo presidente eletto della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia–Città della Pieve. “A nome di tutta la diocesi – dichiara il vicario generale della diocesi di Acireale, don Giovanni Mammino – esprimo le più sincere congratulazioni per il nuovo e prestigioso incarico che mons. Antonino Raspanti ricoprirà all’interno della Chiesa italiana”; un incarico che “riempie di orgoglio la nostra diocesi perché mette in evidenza le qualità intellettuali ed organizzative del nostro pastore, il quale ora sarà chiamato a moltiplicare i suoi sforzi per bene operare non solo sul piano locale, ma anche sul piano nazionale, facendosi voce in particolare delle istanze del Sud Italia”. All’interno della Cei mons. Raspanti nel 2014 era stato eletto vicepresidente per il Sud del Comitato preparatorio del V Convegno ecclesiale nazionale di Firenze e nel 2015 presidente della Commissione episcopale italiana per la cultura e le comunicazioni sociali.

Gioco d’azzardo: mons. D’Urso (Consulta antiusura), “il rinvio Conferenza unificata induca a seria riflessione”

Thu, 2017-05-25 17:35

“La Consulta nazionale antiusura e il Cartello ‘Insieme contro l’azzardo’ prendono atto del nuovo rinvio della seduta della Conferenza unificata Stato-regioni ed enti locali, che oggi avrebbe discutere del piano riordino dell’offerta dell’azzardo in Italia”. Lo si legge in una nota diffusa oggi. “L’auspicio – dichiara mons. Alberto D’Urso, presidente della Consulta nazionale antiusura – è che la forte opposizione in rete condivisa dalle associazioni con alcune Regioni italiane induca la Conferenza unificata a una seria riflessione nel merito, tenendo in considerazione le proposte avanzate nei giorni scorsi, e nel metodo, favorendo le aspettative ineludibili della società civile, come il divieto di pubblicità all’azzardo, riconoscimento della potestà legislativa per gli enti locali e dei Lea, moratoria per nuovi giochi d’azzardo”.

“Al sottosegretario Pier Paolo Baretta si chiede – aggiunge Attilio Simeone, coordinatore del Cartello Insieme contro l’azzardo – di ascoltare in seno alla Conferenza unificata Stato-regioni ed enti locali i rappresentanti delle associazioni che da anni operano sul territorio per contrastare la piaga dell’azzardo che sta mettendo a repentaglio la salute pubblica e la stabilità economica e sociale del Paese”. In quella sede il Cartello “Insieme contro l’azzardo” si impegna ad “avanzare una concreta proposta di riordino che tenga conto di tutte le legittime istanze”. “Solo con l’audizione delle organizzazioni maggiormente rappresentative – conclude Simeone – si potrà realizzare il primo intento perseguito da tutti: rendere i rappresentanti dei territori consapevoli e informati. La Consulta nazionale antiusura e il Cartello Insieme contro l’azzardo rinnovano l’invito e si dichiarano disponibili sin d’ora ad ogni possibile collaborazione”.

Conflitto israelo-palestinese: Cipmo, a Milano una conferenza “A 50 anni dalla Guerra dei sei giorni: il Medio Oriente ai tempi di Trump”

Thu, 2017-05-25 17:32

“A 50 anni dalla Guerra dei sei giorni: il Medio Oriente ai tempi di Trump”: è il tema della conferenza pubblica che avrà luogo il 7 giugno (ore 17.30 – Sala Conferenze di Palazzo Reale, Piazza del Duomo, 14) a Milano, promosso dal Centro italiano per la pace in Medio Oriente (Cipmo) nell’ambito del ciclo di incontri “Cattedra del Mediterraneo 2017”. “A 50 anni dalla Guerra dei sei giorni – si legge nella nota di presentazione – tutti i tentativi di risolvere il conflitto-israelo-palestinese si sono bloccati. La comunità internazionale è apparsa sempre più orientata ad un management del conflitto piuttosto che ad una sua soluzione. Il conflitto israelo-palestinese pare oramai più marginale nel contesto mediorientale, dove sono accese altre gravi crisi, dalla Siria, all’Iraq, allo Yemen, alla Libia; divampa il conflitto tra area sunnita, a guida saudita, e quella sciita, a guida iraniana. Mentre la presenza russa si fa sempre più incisiva e determinante, la nuova Amministrazione Trump pare decisa a rilanciare il ruolo Usa nell’Area, e a costruire un asse tra Stati arabi ed Israele per contenere l’espansionismo iraniano. Per realizzare questo obbiettivo dichiara di voler trovare una soluzione definitiva al conflitto israelo-palestinese. Si tratta di propaganda o il tentativo ha fondamenti reali e presenta possibilità di riuscita? Può alimentare nuove tensioni nella Regione?”. Per dare risposte a questi interrogativi sono stati chiamati: Piero Fassino, Presidente di CeSpi – Centro Studi di Politica Internazionale; Sergio Romano, editorialista del Corriere della Sera e Ugo Tramballi, editorialista de Il Sole 24 Ore. Introduzione a cura di Bruno Masarà, direttore dell’Ufficio di Informazione a Milano del Parlamento Europeo e Janiki Cingoli, presidente del Cipmo.

Migrazioni: 16 realtà lanciano “Voci di confine”, per “una nuova narrazione delle migrazioni”

Thu, 2017-05-25 17:17

Azioni di informazione, percorsi educativi per i più giovani e scambio di buone pratiche: sono queste le iniziative per “ridiscutere la narrazione delle migrazioni” che verranno intraprese nell’ambito del progetto nazionale “Voci di confine. La migrazione è una bella storia”, lanciato da 16 Ong, enti locali, associazioni, imprese sociali ed enti di ricerca (tra le quali Amref, Idos, Csv Marche, Comune di Lampedusa, Terre des hommes) e cofinanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Un percorso che parte da esperienze di frontiera come quelle di Lampedusa e mira a far emergere le voci e le esperienze degli abitanti dei territori che accolgono, le storie dei migranti e delle loro comunità di origine. “Il progetto nasce per dire no a paura e odio”, afferma Renata Torrente, rappresentante di Amref Health Africa, Ong che coordina il progetto. Il sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini invita a “creare un nuova visione del nostro Mediterraneo e cambiare l’immagine del mare come frontiera. Siamo dalla parte giusta, quella dei diritti umani”. Coinvolgerà circa 4 milioni di cittadini, oltre 6.500 tra giovani, docenti ed educatori, 2.000 operatori della cooperazione, ricercatori, imprenditori e membri della diaspora, 300 rappresentanti di enti locali italiani ed euromediterranei. Sarà realizzata una campagna di informazione via radio, web e social; percorsi educativi nelle scuole e negli spazi di educazione informale; incontri nei territori. Il progetto durerà fino a ottobre 2018.

Terremoto in Centro Italia: Fondazione Mission bambini, inaugurata a Cittareale nuova mensa antisismica. Fornirà oltre centro pasti al giorno

Thu, 2017-05-25 17:15

È stata inaugurata oggi, giovedì 25 maggio, a Cittareale in provincia di Rieti la nuova mensa antisismica con cucina industriale realizzata da Fondazione Mission Bambini in accordo con l’amministrazione comunale, con il Miur e in collaborazione con l’Associazione Gruppo Volontari della Brianza. La struttura, un prefabbricato in legno lamellare di 144 metri quadrati, è stata costruita in meno di due mesi. Alla cerimonia di inaugurazione, svoltasi durante la mattinata in località Ricci, oltre ai bambini dell’adiacente Scuola d’infanzia e primaria e alle loro famiglie, sono intervenuti: Francesco Nelli, sindaco di Cittareale, Giuseppe Rinaldi, presidente della Provincia di Rieti, Goffredo Modena, presidente di Mission Bambini, Umberto Bonacina del Gruppo Volontari della Brianza, Piero Pisoni, direttore del personale Penny Market Italia, Serena Virgadamo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, Maria Rita Pitoni, dirigente scolastico dell’Istituto omnicomprensivo di Amatrice. La nuova mensa con cucina, si legge in una nota della Fondazione, “ha un’importanza fondamentale per i 40 bambini che frequentano la scuola di Cittareale, realizzata a seguito del terremoto di fine agosto e inaugurata lo scorso novembre. Finalmente i bambini potranno pranzare in loco e riprendere le attività scolastiche nel pomeriggio mentre fino ad ora dovevano fare rientro a casa per il pasto senza poter più rientrare a scuola, a causa delle grandi distanze che separano Cittareale dalle sue 23 frazioni”. La struttura, ha dichiarato Goffredo Modena, “rappresenta un nuovo concreto segno di vicinanza alle comunità colpite dal terremoto e un nuovo importante passo verso la normalità: i bambini potranno finalmente riprendere a frequentare la scuola a tempo pieno”. La nuova cucina, attrezzata industrialmente, sarà in grado di fornire oltre 100 pasti al giorno. Grazie alla mensa interna con 60 posti a sedere potranno usufruire dei pasti non solo i bambini che frequentano la scuola, ma anche gli insegnanti e i dipendenti di alcuni uffici comunali e di esercizi commerciali sorti nelle vicinanze sempre a seguito del sisma. È previsto inoltre un servizio di consegna pasti a domicilio per alcuni anziani residenti nella zona.

Card. Bassetti: Comunità di Sant’Egidio, “saprà rafforzare il cammino già in uscita di Chiesa italiana”

Thu, 2017-05-25 17:13

La Comunità di Sant’Egidio “si rallegra” per la nomina del cardinale Gualtiero Bassetti a presidente della Cei ed “esprime la sua vicinanza per l’importante lavoro che lo attende”. “Conoscendo la saggezza e la sapienza pastorale con le quali ha portato avanti fino ad oggi il suo ministero, saprà certamente rafforzare il cammino già in uscita della Chiesa italiana, fonte di speranza per tanti, a partire dai poveri”, si legge in una nota della Comunità di Sant’Egidio.

Egitto: Amnesty, “nuovo giro di vite contro gli attivisti politici, anche per opinioni sui social”

Thu, 2017-05-25 16:56

Amnesty international ha denunciato oggi “l’aumento della repressione nei confronti degli attivisti dell’opposizione egiziana, in vista delle elezioni presidenziali che si terranno nel 2018”. Nelle ultime settimane sono stati arrestati, in 17 diverse città, almeno 36 esponenti di cinque tra partiti di opposizione e gruppi politici giovanili, molti dei quali per aver pubblicato post sui social media a proposito delle elezioni. “Tra le persone prese di mira – spiega Amnesty – c’è anche l’ex candidato alle presidenziali del 2012 e noto attivista per i diritti umani Khaled Ali. Arrestato il 23 maggio e rilasciato il giorno dopo su cauzione, sarà processato il 29 maggio per ‘violazione della morale pubblica’. Rischia una condanna a un anno di carcere o a una multa, cosa che gli impedirebbe di candidarsi nuovamente alle elezioni”. “Le elezioni non si svolgeranno prima del 2018 eppure le autorità egiziane sono già al lavoro per stroncare ogni possibile candidatura che possa mettere in pericolo il loro attaccamento al potere – ha dichiarato Najia Bounaim, direttrice delle campagne di Amnesty international per l’Africa del Nord -. L’arresto e il processo di Khaled Ali sono chiaramente motivati da ragioni politiche. Le autorità egiziane devono ritirare l’assurda accusa mossa contro di lui e porre fine alla campagna diffamatoria nei suoi confronti”. Khaled Ali è il fondatore di Aish we Horreya (Pane e libertà), uno dei partiti colpiti dai recenti arresti. Avrebbe “violato la morale pubblica” facendo un gesto con la mano durante una manifestazione tenuta a gennaio di fronte al Consiglio di stato, che aveva appena annullato la decisione del governo di cedere all’Arabia Saudita due isole del Mar Rosso. Il 19 maggio il ministro dell’Interno ha dichiarato dalla sua pagina Facebook che erano state arrestate 40 persone per “reati online” tra cui l’uso dei social media per “incitare alla violenza”. Il parlamento egiziano sta esaminando una controversa proposta di legge per limitare l’accesso a piattaforme online come Twitter e Facebook attraverso l’obbligo di registrare gli account presso il governo. L’uso non autorizzato dei social verrebbe punito con sei mesi di carcere e una multa di circa 200 euro.

Fondazione Migrantes: don De Robertis (neodirettore generale), i migranti “gregge di Cristo afflitta da tanti pericoli”

Thu, 2017-05-25 16:51

È don Gianni De Robertis, della diocesi di Bari-Bitonto, il nuovo direttore generale della Fondazione Migrantes, nominato dal Consiglio permanente della Cei riunito ieri in sessione straordinaria nell’ambito dei lavori dell’Assemblea generale dei vescovi italiani. Don De Robertis succede a  mons. Gian Carlo Perego, nominato, lo scorso 15 febbraio, da Papa Francesco a guidare la diocesi di Ferrara-Comacchio. Il presidente della Fondazione Migrantes, mons. Guerino Di Tora, ringrazia “particolarmente” mons. Perego per il “lavoro svolto con passione e incondizionata dedizione”. Al nuovo direttore vanno “le felicitazioni di mons. Di Tora e di tutta la Migrantes con l’augurio di proseguire e sviluppare il lavoro fecondo di chi l’ha preceduto – si legge in una nota della Fondazione – e con l’assicurazione che da quanti a vario titolo sono impegnati nella Migrantes avrà la più cordiale e fedele collaborazione. A mons. Perego va l’affetto di quanti con lui hanno lavorato in questi anni nella Migrantes, condividendo fraternamente speranze, difficoltà e travagli”.

“Ringrazio i vescovi italiani e in particolare mons. Gian Carlo Perego che mi ha preceduto in questo servizio, per la fiducia accordatami – le prime parole del neo direttore -. Vivo questa chiamata come il rinnovarsi di quella domanda di Cristo che è risuonata nel Vangelo della mia ordinazione: ‘Mi ami tu più di costoro?’, e del comando conseguente: ‘Pasci le mie pecorelle’. L’affidamento di una porzione del Suo gregge, questa volta fatto da migranti”, sono le prime parole del neo direttore. La Fondazione Migrantes – conclude – “è sempre stata l’espressione di questo amore di Cristo e dei vescovi italiani verso questa porzione del gregge spesso afflitta da tanti pericoli, come pecore senza pastore”.

Ue-Usa: incontro tra vertici europei e presidente americano Trump. Tajani, “risposte comuni su terrorismo, pace e crescita”

Thu, 2017-05-25 16:18

(Bruxelles) “L’alleanza e l’amicizia tra Europa e Stati Uniti si basano su valori, radici culturali, lingua e religione comuni. I nostri cittadini sulle due sponde dell’Atlantico ci chiedono risposte concrete su terrorismo, pace e crescita”. Lo ha affermato Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, appena terminato l’incontro odierno con il presidente Usa Donald Trump. Si trattava di un incontro tra vertici Ue e amministrazione americana. All’incontro erano infatti presenti il segretario di Stato, Rex Tillerson, il segretario della Difesa, James Mattis, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. Al centro dei colloqui, riferisce una nota, i rapporti tra Unione europea e Stati Uniti, con riferimento alla cooperazione in materia di sicurezza, difesa, lotta al terrorismo, commercio internazionale, materie prime e promozione dell’occupazione. Si è anche parlato di politica estera, in particolare della situazione in Corea del Nord. Tajani ha poi aggiunto: “La creazione di posti di lavoro passa anche da una buona politica commerciale che possa garantire l’apertura effettiva di mercati con buone regole e parità di condizioni”.

Card. Bassetti: “essere improvvisatore significa essere il contrario di calcolatore”. “Più spinto dall’istinto del cuore”

Thu, 2017-05-25 16:17

“Per me essere un improvvisatore significa essere il contrario di un calcolatore”. Lo ha precisato, in apertura della sua prima conferenza stampa da presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, che ieri – nella sua prima dichiarazione pubblica, sempre di fronte ai media – si era definito, in termini pastorali, “un improvvisatore”. “Nelle cose – ha spiegato il porporato – mi sento più spinto dall’istinto del cuore che dall’intuito della ragione. Se ne vedo la necessità, sento il sogno di buttarmi, anche alla scuola del Vangelo: il Signore, infatti, raccomanda sempre di cogliere i segni dei tempi. Dio non ci parla sempre con una rivelazione diretta, parla attraverso il sole e la tempesta, il prato fiorito e la terra. Basta saperli cogliere, questi segni, e di conseguenza intervenire e agire”. “Essere un improvvisatore non vuol dire che io faccia cose senza pensare – ha puntualizzato – ma vuol dire che sono più colto dalle ragioni del cuore che da quelle dell’intelletto”. Quanto al fatto che la sua elezione a presidente della Cei sia avvenuta al “tramonto” della sua vita, Bassetti ha commentato: “Il tramonto è una cosa bellissima, è il preludio ad un nuovo giorno”. Poi ha scherzato sulla sua elezione: “Ero particolarmente confidente sulla mia giovane età e pensavo: ‘Vediamo un po’ chi sarà eletto…’. Mi era giunta qualche voce ma non gli ho dato retta. Invece, l’interesse su di me si è sempre più accentuato, tanto che sono stato eletto alla prima votazione. Mi sembra di essere un piccolo Davide dentro l’armatura di Saul, che doveva andare contro il gigante Golia, e con le cinque pietre del torrente ha fatto la sua battaglia. Da principio ero come sgomento, poi ho visto l’affetto dei vescovi, e altrettanto affetto da parte del Santo Padre, e allora mi sono sentito incoraggiato dai miei fratelli: insieme potremo ancora fare qualcosa di bello”.

Povertà: card. Bassetti, Papa ci chiede di “stare attenti” a ciò che produce “cultura dello scarto”

Thu, 2017-05-25 16:06

“Il Papa ci chiede di stare attenti a cos’è che produce gli ingranaggi che danno vita alla ‘cultura dello scarto'”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, rispondendo, durante la conferenza stampa conclusiva dell’Assemblea generale, ad una domanda su quali “cambiamenti” ci si possa aspettare, in una Chiesa che riparte dai più poveri. “Mi sembra che, nel suo magistero, Papa Francesco abbia fatto un passo in più, anche rispetto ai magisteri precedenti”, ha affermato Bassetti: “Tutti i documenti della Chiesa, anche quelli del magistero, parlavano dei poveri, che venivano chiamati ‘ultimi’, ma Papa Francesco ha coniugato una parola – scarto – che è un ternine che ci fa riflettere”. “Questa è una società che emargina e produce gli scarti, e la parola ‘scarto’ significa spazzatura”, ha ammonito Bassetti. “Dappertutto, anche nel Giro d’Italia, esiste l’ultimo – ha fatto notare – ma lo scarto non è più considerato una persona: è un’altra cosa, è spazzatura”.

Religiosi: p. Pessini (Camilliani), “è urgente saper affrontare le sfide della nostra modernità”

Thu, 2017-05-25 16:01

“Il tema dell’interculturalità è una sfida importante per la formazione religiosa oggi. Infatti il fenomeno della mondializzazione conduce paradossalmente a un certo risveglio di nazionalismi e particolarissimi culturali: è dunque urgente per noi religiosi saper affrontare le sfide della nostra modernità, preparando i nostri religiosi a vivere saldamente la loro identità di fronte a una cultura che tende a indebolire o a ‘liquefare’ la loro stessa scelta di vita radicata in Gesù Cristo”. Lo ha affermato oggi pomeriggio padre Leocir Pessini, superiore generale dell’Ordine dei ministri degli infermi (camilliani), intervenendo alla 89ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali (Usg) in corso a Roma. Rispetto al tema dell’interculturalità, Pessini, citando le risposte a un questionario sottoposto a diversi formatori camilliani, ha osservato che “gli istituti di vita consacrata non sono esonerati dal confronto con questo fenomeno mondiale: anzi ne sono particolarmente coinvolti, proprio perché la ‘missio ad gentes’ specifica della Chiesa genera intrinsecamente a questo incontro tra diverse culture”. Parlando delle sfide, il superiore generale dei camilliani ha rilevato che è necessario “reimpostare le nostre realtà formative” perché “oggi non si può più lavorare in questo ambito, in modo autonomo, autoreferenziale, da solitari”. “Dobbiamo finalizzare le nostre forze e risorse – ha aggiunto – soprattutto visto il calo del numero dei candidati alla vita consacrata”. Per Pessini, “nessun paradigma culturale può pretendere di essere unico e di poter spiegare totalmente tutta la realtà”, per cui “ci troviamo di fronte all’imperiosa necessità di un atteggiamento pluralistico nei confronti della diversità culturale”. “Nel processo di formazione – ha ricordato – è prioritario seminare la ‘cultura del Vangelo’, che è l’amore verso tutti, in quanto Gesù è venuto per salvare tutta la umanità e le sue diverse culture”.

Giovani: card. Bassetti, “la mancanza di lavoro toglie la dignità”. Oratorio è “plusvalore”

Thu, 2017-05-25 16:01

“La mancanza di lavoro, ai nostri ragazzi, toglie la dignità”. A lanciare il grido d’allarme è stato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa di chiusura della 70ª Assemblea della Cei. “Guardiamo ai giovani con un cuore di pastori”, ha detto Bassetti, a proposito del tema di quest’ultima: “La prima preoccupazione, quando guardiamo ai nostri ragazzi, è che nessuno rubi loro la speranza, perché ci sono tanti lupi rapaci che fanno di tutto per rubare la speranza dal cuore dei giovani”. “Non è vero che l’unione fa la forza, se siamo tutti deboli: l’unione fa la forza se siamo forti!”, l’appello. L’auspicio è che “si attuino le condizioni per cui i giovani possano avere un lavoro, una missione nella vita”. “Ero già preoccupato per il 35% di disoccupazione giovanile in Umbria, ma ho scoperto che in certe regioni arriva al 50%”, ha affermato il cardinale, secondo il quale “quando un ragazzo è frustrato, per tre-quattro anni cerca un lavoro e tutti gli sbattono la porta in faccia, diventa apatico, non ha più il coraggio di continuare, e questo è terribile!”. Una risorsa dei nostri territori è l’oratorio, che è “una ricchezza, un plusvalore”, ha detto Bassetti rivelando che “per ben due o tre volte, nell’incontro riservato con noi vescovi in assemblea, il Papa ha sottolineato e ha fatto un discorso molto articolato sull’importanza degli oratori”. Nella sua Umbria, ma non solo, ha testimoniato il cardinale, “oggi gli oratori sono uno strumento non solo pastorale, ma anche culturale, missionario”.

Religiosi: p. Pessini (camilliani), “se le nostre comunità non diventano interculturali, non sopravvivranno”

Thu, 2017-05-25 16:00

“Uno stile di vita interculturale è il futuro della vita consacrata. Se le nostre comunità non diventano interculturali, non sopravvivranno. Ma la questione è questa: come costruire concretamente questa nuova cultura e questo spirito e relazione interculturali?”. È la domanda posta oggi pomeriggio da padre Leocir Pessini, superiore generale dell’Ordine dei ministri degli infermi (camilliani), nel corso della 89ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali (Usg). “L’incarnazione del Verbo è stata un evento culturale”, ha osservato Pessini, aggiungendo che “l’interculturalità è l’incontro tra il messaggio salvifico di Gesù con la molteplicità delle culture”. Per questo, “un’autentica inculturazione della fede cristiana è basata sul mistero della incarnazione”. Inoltre, “l’inculturazione porta come sua esigenza il rispetto per la dignità della persona, di ogni persona e di tutta la persona”. “Essa comincia quando incontriamo il Cristo vivo nell’altro e finisce quando contempliamo il Cristo resuscitato”, ha proseguito il superiore generale dei camilliani, per il quale “interculturalità non significa la perdita o la diluizione della propria identità personale e culturale, ma porta in sé l’esigenza di una apertura verso l’altro che è ‘diverso e differente’”. Secondo Pessini, “solamente quando siamo aperti all’altro sentiremo che la diversità può arricchire la nostra vita”. Ma “questo processo esige educazione interculturale, una comunicazione chiara e l’integrazione della prospettiva dell’altro nella nostra visione (l’esercizio di camminare con le scarpe dell’altro)”. “Più che temere – ha ammonito – dobbiamo rallegrarci della bellezza del volto multi-colorato del nostro Ordine”.

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