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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 28 min 17 sec ago

Giornata del Ringraziamento: Cecere (Acli Terra), “l’agricoltura non è solo una pratica di sostentamento e commercio, ma un vero simbolo della cultura italiana”

Sat, 2017-11-11 13:58

È il Friuli ad ospitare quest’anno la 67ª Giornata nazionale del ringraziamento che si celebra domani, domenica 12 novembre, nella cornice di Aquileia. “Una giornata – si legge in un comunicato di Acli Terra – per celebrare l’importanza dell’ospitalità e dell’accoglienza, come indicato dal messaggio dei vescovi della Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, la custodia del creato”.
La Giornata è stata preceduta, oggi, da un seminario di studio “La terra ospitale: esperienze di sviluppo della mobilità umana” con anche una tavola rotonda con gli interventi dei rappresentanti delle organizzazioni agricole Acli Terra, Coldiretti, Fai Cisl, Feder-Agri mcl e Ugc Cisl.
“Siamo felici di partecipare, anche quest’anno, alla celebrazione della Giornata del Ringraziamento – dichiara il presidente nazionale di Acli Terra, Giuseppe Cecere – perché l’evento è la rappresentazione dell’importanza del rapporto tra il Creato e l’opera dell’uomo. Il tema della Terra ospitale si lega a tanti altri argomenti, non per ultimo quello del turismo sostenibile e dell’accoglienza”. “In quest’ottica – conclude Cecere – ci piace ribadire l’importanza dell’aspetto multifunzionale dell’agricoltura che non è soltanto una pratica di sostentamento e di commercio, ma un vero e proprio simbolo della cultura italiana”.

Diocesi: Acerra, stasera celebrazione in cattedrale per i dieci anni di episcopato di mons. Di Donna

Sat, 2017-11-11 13:01

Stasera, alle 18,30, nella cattedrale di Acerra, una solenne concelebrazione eucaristica ricorderà il decimo anniversario di episcopato del vescovo Antonio Di Donna. “Esattamente dieci anni fa, l’11 novembre del 2007 – ricorda una nota -, mons. Antonio Di Donna veniva infatti consacrato vescovo dal card. Crescenzio Sepe nella cattedrale di Napoli.
Dieci anni di episcopato, dei quali sei al servizio della Chiesa di Napoli in qualità di vescovo ausiliare e quattro come vescovo della diocesi di Acerra, alla cui guida è stato nominato il 18 settembre 2013 da Papa Francesco”.
“Se dovessi ricominciare daccapo vorrei essere più fedele a quello che Sant’Alfonso (patrono della diocesi di Acerra, ndr.) delinea come compito del vescovo: predicare, pregare e dare udienza”, dichiara mons. Di Donna, per il quale “vescovo si diventa il giorno dell’ordinazione, ma anche giorno per giorno, come per un genitore non solo quando nasce un figlio ma quando lo aiuta a crescere giorno per giorno”. Infine, citando don Tonino Bello, il presule esprime il desiderio di “essere quello che fa suonare le campane, un vescovo per la gioia e la speranza della gente”. Alla celebrazione liturgica sarà presente il card. Crescenzio Sepe, presidente della Conferenza episcopale campana, della quale mons. Di Donna è segretario da diversi anni.

Papa Francesco: nomina mons. Filippo Iannone segretario aggiunto del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi

Sat, 2017-11-11 12:36

Papa Francesco ha nominato segretario aggiunto del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi il carmelitano mons. Filippo Iannone, arcivescovo emerito di Sora-Aquino-Pontecorvo e finora vicegerente di Roma. Ne dà notizia oggi la sala stampa vaticana. Nato a Napoli il 13 dicembre 1957, mons. Iannone è entrato nell’Ordine dei carmelitani il 1° agosto 1976, dopo la licenza liceale. Ha compiuto gli studi teologici alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, conseguendo il Baccalaureato in Teologia e, in seguito, alla Pontificia Università Lateranense, ottenendo il Dottorato in utroque iure. Presso il Tribunale della Sacra Romana Rota ha ottenuto il diploma di Avvocato Rotale. Ha frequentato inoltre i corsi di specializzazione presso alcuni Dicasteri della Santa Sede. Dopo aver emesso la prima professione, come carmelitano, il 1° ottobre 1977 e quella solenne il 15 ottobre 1980, è stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1982. Ha ricoperto vari incarichi nell’Ordine carmelitano e nell’arcidiocesi di Napoli. È stato difensore del Vincolo del Tribunale regionale Campano dal 1987 al 1990 e vicario giudiziale aggiunto del Tribunale diocesano di Napoli dal 1990 al 1994. Già docente di Diritto canonico, in qualità di Professore associato, nella Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, ha tenuto corsi, come professore inviato, presso alcuni Istituti superiori di Scienze religiose e presso la Scuola di specializzazione in Diritto ecclesiastico e canonico della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Federico II di Napoli. Il 12 aprile 2001 è stato nominato vescovo ausiliare di Napoli, ricevendo l’ordinazione episcopale il 26 maggio dello stesso anno. Il 19 giugno 2009 è stato nominato Vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo mentre dal 31 gennaio 2012 era vicegerente della diocesi di Roma.

Giornata mondiale diabete: Roma, martedì 14 novembre al Gemelli iniziativa “Prevenire è meglio che curare” con particolare attenzione alle donne

Sat, 2017-11-11 12:35

In occasione della Giornata mondiale del diabete, che si celebra martedì 14 novembre, la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli e la Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di Roma promuovono la quarta edizione dell’iniziativa “Prevenire è meglio che curare” insieme all’Associazione pazienti diabetici (Adigem). Gli specialisti diabetologi del Policlinico Gemelli saranno disponibili dalle 10 alle 16.30 nella hall dell’ospedale. “Gli utenti e i visitatori del Gemelli – spiega Andrea Giaccari, responsabile del Centro per le malattie endocrine e metaboliche del Policlinico – saranno invitati dagli studenti e dall’associazione a compilare un questionario validato per la stima e la probabilità di andare incontro a diagnosi di diabete”. “La Giornata mondiale – si legge in una nota – quest’anno è dedicata in particolare alle donne: 1 su 10 nel mondo convive con il diabete, quasi 200 milioni ne sono affette e si stima che nel 2040 raggiungeranno quota 300 milioni”. “Il diabete – prosegue la nota – è la nona causa di morte nel sesso femminile e provoca più di 2 milioni di decessi l’anno”. La malattia può colpire le donne anche in gravidanza, provocando l’aborto spontaneo, la predisposizione al parto cesareo o alla nascita di un bambino “troppo grande” (macrosomia). Altri dati riguardano il fatto che “un bambino su 7 nasce da una mamma che ha il diabete gestazionale e fino al 70% dei casi di diabete di tipo 2 potrebbero essere evitati o almeno ritardati con un adeguato intervento sullo stile di vita”. Secondo Dario Pitocco, direttore responsabile dell’Uosa di diabetologia del Gemelli, “serve più consapevolezza e informazione sull’argomento. Le donne a rischio, spesso, non si sottopongono allo screening per individuare l’eventuale iperglicemia”.

Digitale: p. Benanti (Gregoriana), “siamo al centro di un fiume di dati ma non sappiamo riconoscere la verità”

Sat, 2017-11-11 12:21

“La questione digitale per i giovani è di frontiera, una questione identitaria nei confronti della società globale”. Lo ha detto questa mattina padre Paolo Benanti, docente alla Gregoriana, parlando di “digital age” alla Pontificia Università Lateranense, in occasione della presentazione del nuovo programma pastorale della Caritas di Roma dal titolo “Non lasciamoli soli – La pedagogia della carità come scelta educativa”. “Viviamo un’iper-connessione che è una sorta di sfocatura. La tecnologia amplifica i nostri sensi – ha aggiunto -. La capacità di arrivare da ogni parte del mondo ci consente di guardare bene quello che succede lontano da noi, ma non ci sentiamo più chiamati a intervenire sulle cose che accadono vicino”. Tra i problemi che emergono nella “digital age”, segnalati da padre Benanti, le “fake news” e le post-verità. “Siamo al centro di un fiume di dati ma non sappiamo riconoscere la verità. Prima era legata all’autorevolezza della fonte che diffondeva la notizia, adesso è vera perché detta tante volte”. Le realtà digitali, secondo il docente, incidono sulle capacità di apprendimento dei giovani: “In 1,82 secondi la mente di un nativo digitale decide se un messaggio gli interessa o no, un tempo più breve che in passato. Anche la soglia di attenzione dei ragazzi è cambiata. Ciò ci interroga su come trasmettere messaggi ai giovani come Chiesa. Le loro povertà virtuali sono reali e servono risposte reali”.

Focolari: Mariapoli di Castelgandolfo, apertura della causa di beatificazione di Domenico Mangano

Sat, 2017-11-11 11:50

Il vescovo di Albano mons. Marcello Semeraro ha accolto la domanda d’inizio della causa di beatificazione di Domenico Mangano (1938-2001). Oggi, alle 12, al Centro Mariapoli di Castelgandolfo, si svolge una celebrazione eucaristica e la sessione di apertura presiedute dal card. João Braz de Aviz. Domenico Mangano nasce ad Anzi, in provincia di Potenza, il 22 febbraio 1938. Nel 1949 la famiglia si trasferisce a Viterbo. Nel 1958 vince un concorso all’Inps di Pavia e vi si trasferisce, frequentando come studente lavoratore la facoltà di Economia. Ritornato a Viterbo conosce Maria Pia e si sposano nel 1966. Nascono tre figli: Paola (1968), Giuseppe (1970) e Maria Flora (1972). “Per Domenico sono anni di grande impegno in famiglia, al lavoro, con gli universitari, nel sindacato, nell’Azione cattolica, nello studio. Anni in cui inizia l’attività politica come amministratore pubblico a Viterbo”, spiega una nota dei Focolari. Nel 1974 conosce il movimento e vi aderisce assieme a Maria Pia. “Si impegna nella branca dei Volontari di Dio. Muore a Viterbo il 22 dicembre 2001. L’anno precedente gli era stato diagnosticato un tumore inguaribile. Affronta la notizia con la consapevolezza di dovere “chiudere un primo lungo capitolo della vita, ponendolo nel cuore misericordioso di Gesù, per aprire un altro, tutto nuovo”.

Amoris laetitia: card. Bassetti (Cei), “sulla condizione della donna si sta giocando una delle sfide più importanti e più rischiose della contemporaneità”

Sat, 2017-11-11 11:32

“Ho la netta impressione che sulla condizione della donna e sul suo status ontologico si stia giocando una delle sfide più importanti e più rischiose della contemporaneità. E forse, su questo punto, è venuto il momento di tornare a riflettere come Chiesa, con mitezza, serenità e soprattutto con coraggio”. Lo ha affermato questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, chiudendo il suo intervento al III simposio sull’Amoris laetitia dedicato al tema “Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma” in corso a Roma. Riferendosi all’esortazione apostolica, Bassetti ha ricordato che Francesco “ha detto che ‘i due capitoli centrali sono consacrati all’amore’”. “Il Papa – ha proseguito – ci esorta a prendere come riferimento l’inno alla carità di san Paolo e ad applicarlo a quello che definisce il ‘nostro amore quotidiano’”. Secondo Bassetti, “la ‘via caritaris’ delineata da Francesco è un altro snodo di grande importanza. Perché va letto accanto ad un concetto assolutamente centrale nell’Evangelii gaudium: la conversione pastorale”. “Che non è altro – ha spiegato – che ‘l’esercizio della maternità della Chiesa’, di una Chiesa che è incarnata nella storia, che non si ritira nelle astrattezze moralistiche o solidaristiche ma che parla i linguaggi della contemporaneità in continuo movimento”. Per il presidente della Cei, “non è più auspicabile relegare l’annuncio della Buona notizia solamente ad un insieme di norme e di regole che incasellano l’uomo e la donna in una serie di proiezioni che troppo spesso sono il risultato di una produzione intellettuale senza anima”. Si tratta di “annunciare ‘l’amore salvifico di Dio’ ad ogni uomo così come è e non come vorremmo che fosse, senza imporre fardelli pesanti sulle spalle delle persone e senza ridurre la ‘predicazione a poche dottrine, a volte più filosofiche che evangeliche’”. “Ovviamente – ha evidenziato – per i teologi questa sfida è particolarmente avvincente”. Bassetti ha poi parlato di “concretezza”, “perché la sinodalità e la carità sono un grande richiamo alla concretezza e a non scadere mai in un moralismo astratto che non ha radici nella vita reale delle persone”. “La concretezza – ha notato – non è solo il prodotto della cultura dell’incontro ma è soprattutto sinonimo di bellezza. Se noi vediamo una persona concretamente – con le sue rughe, le sue ferite e i suoi tratti reali – e non solo come un’astrazione libresca, noi possiamo scorgere veramente il volto di Gesù: il volto sofferente sulla Croce e il volto splendente della Risurrezione”.

Amoris laetitia: card. Bassetti (Cei), “prendersi cura delle situazioni e delle persone sulla base di un amore gratuito”

Sat, 2017-11-11 11:31

“L’Amoris laetitia è un documento bellissimo, a tratti poetico, denso di significati e di implicazioni pastorali. Un testo che va letto e meditato con grande serenità, senza essere guidati da giudizi aprioristici e soprattutto senza essere influenzati da alcune interpretazioni epidermiche che si sono diffuse, nel corso del tempo, in un dibattito pubblico che, a volte, mi è parso prediligere il sensazionalismo all’autentica realtà dei fatti”. Lo ha affermato questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, intervenendo a Roma, al III simposio sull’Amoris laetitia dedicato al tema “Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma”. Bassetti ha ricordato che l’esortazione apostolica “è il frutto di due Sinodi eccezionali. Due Sinodi vissuti e partecipati come mai era accaduto prima”. “Questa – ha rilevato – è una grande novità storica che va rimarcata con decisione e che vi invito a non dare per scontata”. “Una grande novità che apre la strada ad un modo nuovo, forse più autentico, di essere Chiesa: una Chiesa fondata veramente e non solo a parole sulla Koinonia. Ovvero su una comunione tra le tante anime della cattolicità”. “Questo spirito sinodale – ha aggiunto – fa sì che l’Amoris laetitia sia l’espressione di una Chiesa sempre più globale e autenticamente universale che affronta le questioni sul tappeto, in questo caso la famiglia, con uno sguardo concreto alla realtà dei fatti e non alle nostre proiezioni ideali”. Bassetti ha evidenziato che “quello che scaturisce dallo spirito sinodale è, senza dubbio, lo sguardo di Maria a Cana”: tutti – ha ammonito “siamo chiamati ad assumere tale sguardo”. “Che è – ha spiegato – la prospettiva di chi non giudica in base all’apparenza, ma di chi – rendendosi conto di quanto sta accadendo – si prende cura delle situazioni e delle persone sulla base di un amore gratuito, ovvero sulla carità”.

Amoris laetitia: don Gentili (Cei), “è tornata al popolo perché è nata dal popolo”

Sat, 2017-11-11 11:28

“L’Amoris laetitia è tornata al popolo perché è nata dal popolo”. Lo ha affermato questa mattina don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei aprendo, a Roma, al III simposio sull’Amoris laetitia dedicato al tema “Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma”. Questa è “una giornata di lavoro per contribuire a coltivare sul territorio italiano i germogli del cammino sinodale”, ha spiegato don Gentili richiamando il percorso che ha portato alla pubblicazione dell’esortazione apostolica di Papa Francesco e quanto successo dopo, in Italia, per la sua accoglienza e applicazione. Gentili ha anche ricordato che “l’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei ha avviato un’inchiesta in due tappe (ottobre 2016-maggio 2017) che ha coinvolto le varie realtà della Chiesa Italiana presenti sul territorio”. “Ne è risultato un ampio dossier – ha spiegato – un vero e proprio mosaico di come il documento è stato accolto e delle iniziative in atto per la sua divulgazione e attuazione”. A seguito dei due precedenti simposi “ci si è resi conto che questo metodo ha rilanciato sul territorio italiano una più stretta collaborazione tra gli ambiti accademici, sia per la teologia che per le scienze umane, e i vari uffici pastorali, mettendo al centro la vita coniugale e familiare”. “La famiglia – ha notato – non è più ristretta ad un ambito ma richiede un orizzonte più ampio”. Al simposio partecipano 60 tra teologi ed esperti di scienze umane, oltre ai responsabili per la pastorale familiare di Germania, Croazia, Polonia, Romania e rappresentanze di altri paesi europei. Ci sarà anche un tempo dedicato ai tavoli di confronto in cui “si rifletterà su alcuni casi di coscienza da affrontare nella vita coniugale e familiare, a partire da situazioni realmente accadute”. Riguarderanno: lavoro-famiglia, apertura alla vita, genitorialità difficile che mina l’unità della coppia, figlio/a che decide di convivere, ingerenze delle famiglie di origine.

Azzardo: mons. Feroci (Caritas Roma), “sciacallaggio sui poveri”

Sat, 2017-11-11 11:13

“Preoccupa che la città di Roma stia diventando la Capitale europea dell’azzardo, dove le famiglie, gli anziani, i poveri e chi è disperato si sta rovinando con questa realtà. C’è uno sciacallaggio sui poveri”. Lo ha detto questa mattina mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, in occasione della presentazione del rapporto “La povertà a Roma: un punto di vista”, alla Pontificia Università Lateranense. Il report indica le somme che il gioco d’azzardo ha movimentato nel Lazio nell’ultimo anno: 7,8 miliardi di euro. “Il giocatore in media è maschio, ha più di 40 anni e un titolo di studio medio-basso”. Al centro del nuovo piano pastorale della Caritas, anche l’attenzione per le famiglie. “Non lasciamo soli soprattutto i genitori che hanno bisogno di aiuto nell’educazione dei loro figli – ha sottolineato mons. Feroci – e quelle in difficoltà, che, ad esempio, arrivano in città perché hanno un bambino che deve essere operato o ricoverato in ospedale. Noi possiamo essere di supporto non solo dando una stanza o un luogo dove mangiare o dormire, ma facendo intorno una rete di solidarietà e di amicizia, perché possano essere sostenuti. Una forma di accoglienza secondo cui la famiglia accoglie un’altra famiglia perché possa esserle di supporto nelle difficoltà che possano sopravvenire”. Tra le altre emergenze segnalate dal rapporto della Caritas diocesana, quelle vissute dagli anziani. “Il dato più preoccupante è che a Roma vivono tantissimi anziani, ma la nostra non è una città a dimensione di anziani o che dà loro supporto”.

Carità: mons. De Donatis (Roma), “la compassione non è istinto ma conquista”

Sat, 2017-11-11 11:08

“Non è spontaneo fermarsi, non attendiamo che la carità sorga spontanea per farla, non attendiamo di essere attratti dai poveri per aiutarli”. Lo ha detto questa mattina il vicario del Papa per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, durante la presentazione del nuovo programma pastorale della Caritas diocesana alla Pontificia Università Lateranense. L’arcivescovo, commentando la parabola del Buon Samaritano, ha sottolineato il significato del termine “compassione”, cioè “soffrire insieme, farsi vicino”. “Quando Francesco bacia il lebbroso – ha ricordato -, lo fa perché ne ha bisogno l’altro”. Quindi, “non si può essere Samaritano per motivi che riguardano il nostro io ma l’altro, che ne ha bisogno. La compassione non è istinto ma conquista”. Una conquista che si ottiene “col lasciarsi contagiare dallo stile di Dio, col mettere al centro non il nostro sentire ma l’altro”. Poi, mons. De Donatis ha indicato i dieci verbi presenti nel brano del Vangelo di Luca: “Ci dicono quali sono le sfumature della compassione. È il nuovo decalogo perché la terra sia abitata da prossimi”. Da qui, l’invito ad “avvicinarsi” al prossimo, perché “da lontano possiamo esprimere giudizi che non corrispondono alla verità”: “Siamo chiamati da Gesù ad andare alla radice”. “La sorgente della nostra missione – ha concluso – è contemplare l’amore che Cristo ha per noi e lo amiamo accogliendo l’ultimo dei nostri fratelli”.

Papa Francesco: “siamo chiamati a formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle”

Sat, 2017-11-11 11:04

“Siamo chiamati a formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle”. Lo ha ricordato questa mattina Papa Francesco in un videomessaggio ai partecipanti al III simposio sull’Amoris laetitia dedicato al tema “Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma” organizzato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei. “Il mondo contemporaneo – ha ammonito il Papa – rischia di confondere il primato della coscienza, che è sempre da rispettare, con l’autonomia esclusiva dell’individuo rispetto alle relazioni che vive”. “Questa prospettiva – ha aggiunto – non è innocua: essa plasma un soggetto che si guarda continuamente allo specchio, sino a diventare incapace di rivolgere gli occhi verso gli altri e il mondo”. E “la diffusione di questo atteggiamento ha conseguenze gravissime per tutti gli affetti e i legami della vita”. Secondo il Papa, “è questo un ‘inquinamento’ che corrode gli animi e confonde le menti e i cuori, producendo false illusioni”. “Nell’intimo di ciascuno vi è un luogo dove il Mistero si rivela e illumina la persona rendendola protagonista della sua storia. La coscienza – ricorda il Concilio Vaticano II, è questo ‘nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità’”. “Al cristiano – ha evidenziato il Papa – spetta vigilare affinché in questa sorta di tabernacolo non manchi la grazia divina, che illumina e fortifica l’amore coniugale e la missione genitoriale”. Con il miracolo delle nozze di Cana, ha notato il Papa, “Gesù indica in particolare la medicina della misericordia, che guarisce la durezza del cuore, risanando i rapporti tra marito e moglie e tra genitori e figli”. Papa Francesco ha concluso auspicando che “questo simposio possa aiutare la Chiesa in Italia ad assimilare e sviluppare i contenuti e lo stile di Amoris laetitia; possa contribuire alla formazione degli animatori dei gruppi familiari nelle parrocchie, nelle associazioni, nei movimenti; possa sostenere il cammino di tante famiglie, aiutandole a vivere la gioia del Vangelo e ad essere cellule attive nella comunità”.

Papa Francesco: “il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa”

Sat, 2017-11-11 11:04

“L’amore fra uomo e donna è evidentemente tra le esperienze umane più generative, è fermento della cultura dell’incontro e porta al mondo attuale un’iniezione di socialità: davvero ‘il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa’”. Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco in un videomessaggio ai partecipanti al III simposio sull’Amoris laetitia dedicato al tema “Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma” organizzato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei. “Il tema – ha osservato il Papa – è di grande rilievo e può illuminare il percorso che le Chiese in Italia stanno compiendo, anche per rispondere al desiderio di famiglia che emerge nell’animo delle giovani generazioni”. Secondo il Papa, “proprio la famiglia nata dal matrimonio genera legami fecondi, che risultano l’antidoto più efficace all’individualismo dilagante”. “Tuttavia – ha proseguito Francesco – nel cammino dell’amore coniugale e della vita familiare ci sono situazioni che richiedono scelte ardue, da compiere con rettitudine”. Infatti, “nella realtà domestica a volte si presentano nodi concreti da affrontare con coscienza prudente da parte di ciascuno”. Per questo “è importante che gli sposi, i genitori non siano lasciati soli, ma accompagnati nell’impegno di applicare il Vangelo nella concretezza della vita”.

Diocesi: Prato, torna l’appuntamento dei “Giovani in preghiera”

Sat, 2017-11-11 10:56

Sarà in piazza del Comune l’ultimo appuntamento di “Giovani in preghiera”, ciclo di incontri promosso dalla diocesi di Prato. “Un luogo insolito, ma particolarmente significativo – spiega una nota -. Nell’anno dedicato ai giovani, in vista del Sinodo promosso da Papa Francesco proprio per guardare a loro ed alla loro condizione nel mondo di oggi, anche la Chiesa di Prato compie gesti nuovi e simbolici. Il nuovo ciclo di appuntamenti per i giovani della diocesi si è aperto, lo scorso 9 ottobre, in una fabbrica cinese nei pressi della parrocchia del Pino”.  L’intento è quello di “uscire dal tempio!”, “di recarsi in luoghi inconsueti per la preghiera, ma densi di vita e di quotidianità, per incontrare tutti, per avvicinarsi anche a chi non frequenta la parrocchia”. Lo slogan dell’edizione 2017-2018 di “Giovani in preghiera” è “A che cosa posso paragonare il regno di Dio?” e l’immagine sul volantino presenta un seminatore, quello della parabola. L’incontro conclusivo di maggio (lunedì 14) sarà in piazza del Comune. “Il luogo non è casuale – chiarisce la nota -. In quella piazza per tanti anni ha lavorato come barista Renzo Buricchi, il ‘tabaccaio di Prato’, una figura che la diocesi vuole valorizzare e far conoscere a tutti, in particolare ai giovani”.
Promossa dall’Ufficio di pastorale giovanile, guidato da don Alessio Santini, la preghiera dei giovani si tiene il secondo lunedì del mese, alle 21,15.
Il prossimo incontro, lunedì 13 novembre, sarà presso la parrocchia di Maliseti. Lunedì 11 dicembre, sarà la volta di San Giusto in Piazzanese; mentre l’8 gennaio ci si sposta a San Giorgio a Colonica; il 12 febbraio appuntamento presso la parrocchia de La Querce; lunedì 12 marzo si torna in centro città, in cattedrale; il 16 aprile, ci si sposta alla parrocchia di Galcetello. L’ultimo appuntamento, come si diceva, sarà in piazza del Comune ed è previsto per lunedì 14 maggio.

Diocesi: Milano, mons. Delpini invita i nonni alla Messa in duomo per la prima domenica di Avvento ambrosiano

Sat, 2017-11-11 10:38

Per la prima domenica di Avvento ambrosiano, l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, invita i nonni, alla Messa che presiederà domani, domenica 12 novembre, alle ore 17.30 nel duomo. “Prima della celebrazione, alle 16.45, l’arcivescovo si intratterrà con loro per un momento di dialogo”, si legge in una nota che spiega: “Per comprendere le ragioni di questo invito bisogna tornare su una pagina scritta dallo stesso Delpini nella lettera di Natale che lo stesso arcivescovo ha composto per le famiglie”. Nella lettera “Un Angelo in paese. Storie di Natale per famiglie” si racconta di “un misterioso personaggio di nome Angelo in visita tra gente sempre troppo affaccendata e scontenta”. In un passaggio del testo che sarà distribuito nelle parrocchie si legge: “Fu così che l’Angelo inventò i nonni per consolare i bambini e prepararli alla festa di Natale: per questo in certi presepi c’è anche la statuina della nonna di Gesù, vicino alla mangiatoia, pronta a raccontare una storia e a fare una carezza con la rugosa mano sinistra, nel caso il Bambino non riesca a prendere sonno”.
I nonni non saranno i soli invitati speciali dell’arcivescovo. Nella dimensione familiare con cui mons. Delpini ha voluto caratterizzare il tempo che precede e prepara al Natale, in ciascuna delle sei domeniche di Avvento, ha espresso il desiderio che a partecipare a ognuna delle celebrazioni in duomo, insieme a tutti gli altri fedeli, fosse una categoria particolare di persone. Così le prossime domeniche l’appuntamento per la Messa con l’arcivescovo nella cattedrale sarà con gli insegnanti, gli studenti e gli alunni (19 novembre), i nati nel 1951 coscritti di mons. Delpini (26 novembre), gli operatori sanitari (3 dicembre), le badanti (10 dicembre), gli sportivi (17 dicembre). La celebrazione di domenica 12 novembre sarà trasmessa in diretta su Chiesa Tv (canale 195 del digitale terrestre), Radio Marconi, www.chiesadimilano.it e Twitter @chiesadimilano; su Radio Mater andrà in onda l’omelia dell’arcivescovo in differita alle 20.30.

Cuamm Medici con l’Africa: su Tv2000 diretta del meeting di Milano “Prima le mamme e i bambini”

Sat, 2017-11-11 10:20

Va in onda questa mattina, dalle 11, su Tv2000 il Meeting annuale di Medici con l’Africa Cuamm, dal titolo “Prima le mamme e i bambini”, per affrontare il tema delle sfide per la salute di mamme e bambini in Africa. L’evento si svolge al Teatro Della Luna di Assago, Milano. Tra gli ospiti: l’arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi; il presidente Fondazione per la collaborazione tra i popoli Romano Prodi, il cantautore Niccolò Fabi, i giornalisti Paolo Rumiz, Gian Antonio Stella, Stefania Chiale e Beppe Severgnini. Nel corso dell’evento si alternano le testimonianze dei medici Federica Chiale, Giovanni Dall’Oglio, Francesco Di Gennaro, Renato La Forgia, Alberto Rigolli, Neema Lazaro, “impegnati con il Cuamm, che raccontano della loro esperienza sul campo, sia in Africa che in Italia, a fianco dei migranti o tra gli sfollati per il terremoto ad Arquata del Tronto”. Conduce Piero Badaloni. Alle ore 10 e alle 23.45 va in onda il web documentario ‘Life Is Sweet’, nato dal progetto di Nicolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè. I tre cantautori hanno documentato il loro viaggio insieme in Sud Sudan nell’ottobre del 2013, insieme all’Ong Medici con l’Africa Cuamm. Tredici clip video girate sul campo, fotografie, approfondimenti, voci e pensieri raccolti on the road, che conducono nella vita e tra la gente di questo paese dell’Africa sub-Sahariana.

Migrazioni: Caritas Roma, “in città gli stranieri sono il 13% dei residenti”

Sat, 2017-11-11 10:03

Nella provincia di Roma “l’incidenza della popolazione straniera residente è pari al 12,5%, un valore inferiore rispetto a Milano o Firenze”. Nella Capitale, invece, “gli stranieri sono 377.217 su un totale di 2.877.215 residenti, cioè il 13,1%”. Lo scrive la Caritas di Roma nel rapporto “La povertà a Roma: un punto di vista”, presentato questa mattina alla Pontificia Università Lateranense nel corso dell’assemblea annuale dei volontari. “Nel 44,3% dei casi di residenti stranieri si tratta di europei. Le nazionalità maggiormente rappresentative sono quella romena, seguita da Filippine, Bangladesh, Cina e Ucraina”. Nel report anche il numero dei richiedenti asilo ospitati nella provincia di Roma: 4.063. Il sistema di accoglienza e le sue strutture è “chiaramente in affanno”, “diminuiscono i posti nei grandi centri”, mentre “si auspica la riduzione delle loro dimensioni e la loro diversificazione”, per “evitare la crescita dell’allontanamento volontario di quanti vengono accolti, che favorisce rischi di cooptazione nella criminalità, nella prostituzione, nel traffico di organi”.

Povertà: Caritas Roma, “nella Capitale censisti 7.500 senza fissa dimora”

Sat, 2017-11-11 10:02

“A Roma le persone senza fissa dimora censite sono 7.500. Altre proiezioni su dati della Sala operativa sociale di Roma Capitale stimano che i senza dimora a Roma siano tra 14mila e 16mila persone”. Lo scrive la Caritas di Roma nel rapporto “La povertà a Roma: un punto di vista”, presentato questa mattina alla Pontificia Università Lateranense nel corso dell’assemblea annuale dei volontari. Elevato anche il numero di alloggi sfitti, stimato in oltre 130mila. L’emergenza casa “coinvolge più di 30mila famiglie, tra queste 5mila persone vivono in case occupate abusivamente”. La Caritas diocesana segnala l’assenza di “un’offerta abitativa in affitto a prezzi accessibili. La quota degli alloggi in affitto sociale è il 4,3% a fronte di una media europea del 13,7%. A Roma vi è stato uno sfratto per morosità ogni 279 abitanti, la media nazionale è di uno ogni 419 abitanti. Nel 2016 sono state sfrattate con l’intervento della forza pubblica 3.215 famiglie”.

Disoccupazione: Caritas Roma, “nei cantieri cancellati 35mila posti di lavoro”

Sat, 2017-11-11 10:01

“In 10 anni il tasso di disoccupazione a Roma è passato dal 7,2% al 9,8%, mentre la disoccupazione giovanile riguarda il 40,2% dei ragazzi di età compresa tra i 15 e i 24 anni”. Lo scrive la Caritas di Roma nel rapporto “La povertà a Roma: un punto di vista”, presentato questa mattina alla Pontificia Università Lateranense nel corso dell’assemblea annuale dei volontari. “Nei cantieri e nell’edilizia la crisi ha cancellato 35mila posti di lavoro regolari – si legge nel report -. Si stimano 308mila lavoratori irregolari nel terziario”. In una città in cui “sono calati gli investimenti” e sono “aumentate le insolvenze”, “l’Istat evidenzia che la perdita di lavoro è, insieme a non autosufficienza e numero dei figli, la prima causa di povertà delle famiglie”. I Neet, giovani che non lavorano e non studiano, a Roma, sono invece “il 22,5% dei ragazzi di età compresa tra i 15 e i 29 anni”.

Anziani: Caritas Roma, “sono il 22% della popolazione” e “un over 65 su tre è a rischio povertà”

Sat, 2017-11-11 10:00

“A Roma quasi il 22% della popolazione è composto da anziani, in alcuni municipi superano il 43%. Un terzo degli ultrasessantacinquenni è a rischio povertà”. Lo scrive la Caritas di Roma nel rapporto “La povertà a Roma: un punto di vista”, presentato questa mattina alla Pontificia Università Lateranense nel corso dell’assemblea annuale dei volontari. Nel report si segnala una crescita del numero di anziani negli ultimi 10 anni del 7,3%, ma “spesso vivono in casa in solitudine, anche a causa delle distanze e del traffico caotico, che scoraggiano i figli a far loro visita con una certa frequenza”. Crescono anche i “comportamenti della disperazione” e gli esercizi commerciali legati al gioco d’azzardo e ai Compro oro. Dallo studio emerge un “malessere della città sempre più palpabile”, si legge nel report, che indica come il “disagio dalle periferie si sia esteso anche al centro”. Si rileva, inoltre, “accanto alla povertà più tradizionale e visibile, in particolare quella dei senza dimora, una classe di nuovi poveri che pagano un affitto, che lavorano o hanno lavorato ma che non hanno di che vivere. Oltre il 45% degli utenti dei centri di ascolto Caritas sono italiani”.

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