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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 24 min ago

Povertà: Caritas di Roma e Regione Lazio, convegno sulle “solitudini” di anziani, giovani e famiglie

Thu, 2017-05-25 12:50

“Le solitudini a Roma. La nuova pandemia sociosanitaria per anziani, giovani e famiglie” è il convegno promosso dalla Caritas di Roma in collaborazione con la Regione Lazio che si svolgerà il 26 maggio, dalle ore 10 alle 17, presso la Sala Tirreno della Regione (via Rosa Raimondi Garibaldi, 7). L’incontro, fanno sapere gli organizzatori, “è anzitutto un confronto per far conoscere e individuare possibili soluzioni per la solitudine che cresce nella città di Roma e colpisce, in maniera differente, soggetti diversi: gli anziani, spesso isolati e impauriti al punto di barricarsi nelle loro case; i giovani troppo precocemente sfiduciati che si rifugiano negli schermi virtuali; le famiglie che non trovano nella società quegli aiuti di cui avrebbero bisogno”. L’incontro inizierà con la proiezione di un documentario e la testimonianza dell’attore Giulio Scarpati. Seguiranno i saluti istituzionali di monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas, e Rita Visini, assessore alle politiche sociali della Regione Lazio. I lavori della mattina proseguiranno con le relazioni del sociologo Mauro Magatti, dello psischiatra Tonino Cantelmi, di Massimo Pasquo, operatore della Caritas di Roma e di Laura Baldassarre, assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale. Dopo la pausa pranzo, alle ore 15, si riprenderà con tre focus su anziani (Raffaella Modafferi, dirigente del Comune di Roma, e Gianni Pizzuti della Caritas di Roma); giovani (Giancarlo Cursi, Università Salesiana, e Elisa Manna, Caritas di Roma); famiglie (Emma Ciccarelli, Forum Famiglie Lazio, e Fabio Vando, Caritas di Roma).

Convegno Camillianum: Genre (teologo valdese), “Papa Francesco ha intrapreso la riforma della Chiesa dal basso”

Thu, 2017-05-25 12:42

“Papa Francesco ha intrapreso la riforma della Chiesa dal basso”, e ciò lo si evince “dai suoi testi ufficiali fino ai discorsi pronunciati a braccio”.  Lo ha detto ieri Ermanno Genre, emerito di Teologia pratica presso la Facoltà Valdese di Roma, intervenendo al convegno ecumenico “Nella malattia e nella sofferenza le Chiese sono più vicine (a 500 anni dalla riforma di Lutero)” che si è svolto all’Istituto Camillianum di Roma. “Questo procedere dal basso”, ha osservato Genre, si vede anche in espressioni quali “aprire le porte” o “uscire fuori”. In questo modo, secondo il teologo valdese, “l’impronta pastorale del papato di Francesco pone in evidenza la nozione di Ecclesia mater e permette di individuare analogie e differenze con l’ecclesiologia della Riforma protestante, in particolare con Calvino”.  In Calvino “la Chiesa madre è innanzitutto Chiesa della parola, della proclamazione del Vangelo, chiamata ad istruire, formare dei cristiani adulti nella fede – ha evidenziato il teologo – mentre in Francesco è prima di tutto Chiesa dispensatrice di misericordia nella pastorale sacramentale”. “I concetti di umiltà e carità sono presenti in Calvino così come in Francesco. Le loro due grammatiche – ha concluso Genre   – per me non sono affatto inconciliabili. Francesco contrappone integrazione ad esclusione  in tutti gli ambiti della vita della Chiesa: liturgico, pastorale, educativo e istituzionale. Un ampio programma di riforma che include anche la pastorale sanitaria”.

 

Convegno Camillianum: card. Turkson, “abbiamo ricevuto la Terra come un giardino, guai a noi se la lasciamo come un deserto”

Thu, 2017-05-25 12:35

“Abbiamo ricevuto la Terra come un giardino, guai a noi se la lasciamo come un deserto”.  A lanciare il monito è il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ieri pomeriggio all’Istituto Camillianum a Roma, nell’ambito del convegno ecumenico “Nella malattia e nella sofferenza le Chiese sono più vicine (a 500 anni dalla riforma di Lutero)”. Nel suo intervento, dedicato al tema “Proteggere la Terra e dare dignità all’umanità”, il porporato ha ricordato che “il Santo Padre ha invitato tutti noi ad essere custodi dell’ambiente e dei poveri”. “La Terra deve essere protetta, l’umanità e i poveri devono avere dignità”, ha detto Turkson, ricordando che questi “non sono problemi contrattuali, ma devono essere fondati sulla morale”. “La Fao stima che ogni anno circa un terzo del cibo prodotto è perso o sprecato”, ha denunciato Turkson, parlando anche del “traffico di essere umani e delle nuove forme di schiavitù”, ricordando come Papa Francesco li condanni collegandoli a quella che lui chiama “globalizzazione dell’indifferenza”. Per questo “dobbiamo nutrire e sostenere la Terra che a sua volta nutre e sostiene la vita umana”.

“I disastri relativi al clima – ha spiegato ancora il cardinale – non riguardano solo i Paesi poveri”, eppure “c’è ancora resistenza”, e anche il Santo Padre “nel preparare l’enciclica Laudato Si’ ha avuto problemi con i dati, perché gli scienziati sono ancora divisi”. Per Turkson, “abbiamo chiaramente bisogno di un cambiamento”. Parola chiave è “giustizia ecologica” perché “i beni della Terra non sono destinati ad alcuni e non ad altri, ma a tutti noi”. “I cittadini dei Paesi più ricchi hanno l’obbligo speciale di aiutare i loro fratelli, mitigando gli effetti dei cambiamenti climatici”, ha affermato, “La Chiesa – ha concluso – non è un’esperta di scienza e tecnologia”, ma “è un’esperta di umanità ed è per questo che legge i segni dei tempi nei momenti chiave della storia”. Oggi la sfida è “lo sviluppo sostenibile”.

Parchi ecclesiali: domenica mons. Angiuli inaugura il primo tratto dei “Cammini di Leuca”. 18 sindaci firmano la lettera

Thu, 2017-05-25 12:34

Domenica 28 maggio mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento – S.Maria di Leuca, inaugurerà e benedirà presso il complesso monumentale di “Leuca Piccola”, a Barbarano del Capo, frazione di Morciano di Leuca, il primo tratto dei “Cammini di Leuca” (ore 17) , individuato come snodo centrale delle tre direttrici: la Via Sallentina, la Via Leucadense e la Via Traiana-Calabra, che interesseranno l’intero territorio. Federico Massimo Ceschin, direttore del Parco culturale ecclesiale (Pce) “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, introdurrà la firma della relativa lettera di intenti, che sarà sottoscritta dai 18 sindaci della diocesi. All’esterno della chiesa della Madonna di Vereto mons. Angiuli presiederà la Messa. Presenti tutti i partner dell’evento internazionale: “#cartadileuca.1 Mediterraneo, un porto di fraternità”, che si svolgerà dal 10 al 14 agosto prossimi, naturale continuazione di “#cartadileuca.0”.

Il Pce “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, prima esperienza a livello nazionale della Cei, è stato istituito poco più di un anno fa dalla diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca per volontà di mons. Angiuli, con la finalità di promuovere una gestione integrata di beni culturali e forme di mobilità dolce, ai fini di una maggiore fruibilità dei patrimoni paesaggistici, ambientali, archeologici, museali ed ecclesiastici del territorio. La visione del Parco è profondamente euromediterranea, per un Capo di Leuca “ponte sul mare, cerniera tra i popoli, contribuendo ad affermare l’eredità morale e spirituale del Servo di Dio, don Tonino Bello”, spiega un comunicato. Lungo le vie Sallentina, Leucadense e Traiana-Calabra, tracciati ciclabili e pedonali confluiscono verso il Santuario di Santa Maria di Leuca. Lo scorso agosto il Pce ha dato vita a “#cartadileuca.0: Mediterraneo, un mare di ponti”, con 133 giovani dai Paesi del Mediterraneo, est europeo, Asia e continente africano, che hanno redatto la “Carta di Leuca”. Il Pce ha inoltre progettato e registrato il marchio collettivo territoriale “Cammini di Leuca” e ha siglato un protocollo di intesa con la rete “Cammini d’Europa” sostenuta dall’Ue.

 

Iraq: Acs, il 1° giugno presentazione del libro su padre Ragheed Ganni a 10 anni dall’uccisione a Mosul

Thu, 2017-05-25 12:00

“Un sacerdote cattolico nello Stato Islamico. La storia di padre Ragheed Ganni”: è il titolo del libro che sarà presentato, giovedì 1° giugno (ore 11, piazza San Calisto 16), per iniziativa di Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs), in occasione del decimo anniversario della morte del sacerdote iracheno ucciso il 3 giugno 2007 a Mosul. Il volume, scritto da padre Rebwar Audish Basa, confratello amico di padre Ganni include, oltre alla vita, anche scritti e testimonianze inedite. “La splendida testimonianza di fede di padre Ragheed deve rimanere presente nella memoria della Chiesa”, scrive nella prefazione il cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, che ha incontrato il sacerdote durante il proprio mandato come nunzio apostolico in Iraq. Nato a Karemles, nella Piana di Ninive nel 1972, nel 1996 padre Ragheed si trasferì a Roma per studiare teologia ecumenica – grazie ad una borsa di studio di Acs – presso l’Università di San Tommaso d’Aquino (Angelicum). Al termine dei suoi studi, nel 2003, in Iraq era già scoppiata la guerra, ma padre Ganni decise ugualmente di ritornare nel suo Paese. Un’esperienza terrificante, racconterà lui stesso, quella di servire Dio “in un Iraq dove ogni giorno la violenza e il terrorismo privano decine di esseri umani della loro vita”.

Da segretario del vescovo di Mosul, monsignor Faraj Rahho e parroco della Chiesa dello Spirito Santo, padre Ganni si misurò più volte con la crudeltà degli islamisti e assistette alle violenze sistematiche ai danni dei cristiani in Iraq. Nel 2004 il sacerdote martire si salvò miracolosamente dall’attentato all’arcivescovado di Mosul. Poi i numerosi attacchi alla sua chiesa e le tante minacce. Fino al 3 giugno del 2007. “Ti avevo detto di chiudere la chiesa, perché non l’hai chiusa?”, disse il suo assassino. “Non posso chiudere la casa di Dio”, rispose il sacerdote prima di essere ucciso da una raffica di proiettili. Da allora purtroppo l’Iraq ha continuato ad essere una terra di persecuzione e la barbarie islamista ha raggiunto il proprio apice con l’invasione della Piana di Ninive da parte di ISIS nel 2014. Invasione che non ha risparmiato neanche la tomba del sacerdote martire, sepolto nel suo villaggio natale, Karemles. Una delegazione di Acs, in visita nei villaggi cristiani della Piana di Ninive dopo la liberazione dallo Stato Islamico, ha ritrovato la pietra tombale di padre Ragheed in pezzi.

Padre Jacques Hamel: prima udienza del processo di beatificazione. 69 i testimoni che saranno ascoltati

Thu, 2017-05-25 11:55

Saranno 69 i testimoni che verranno ascoltati nei prossimi mesi in audizione al processo di beatificazione di padre Jacques Hamel, il sacerdote della diocesi di Rouen barbaramente ucciso nella sua parrocchia di Saint-Etienne-du-Rouvray mentre celebrava una messa il 26 luglio 2016. A darne notizia è la diocesi di Rouen dove sabato scorso si è tenuta la prima udienza del processo in vista della beatificazione del sacerdote. Il postulatore, padre Paul Vigouroux, rivolgendosi all’arcivescovo Dominique Lebrun ha parlato della “reputazione di martire” di cui gode in Francia e nel mondo il Servo di Dio Jacques Hamel. In questo anno dalla sua morte, sono infatti arrivate numerose lettere scritte da anonimi, autorità civili, vescovi cattolici di Francia e del mondo intero, da responsabili di altre Chiese cristiane, ebrei e musulmani. La fama di santità di padre Hamel è stata colta anche da Papa Francesco che, in una messa celebrata a Santa Marta il 14 settembre scorso e dedicata al sacerdote, ha detto: “È martire! E i martiri sono beati, dobbiamo pregarlo”.

“Padre Jacques Hamel – ha aggiunto il postulatore – ha condotto la sua vita da prete nella più grande semplicità, sempre nelle periferie, sia le periferie dell’agglomerato urbano di Rouen sia nelle periferie esistenziali di molti dei nostri contemporanei. In un comune caratterizzato da una forte presenza di popolazione di origine straniera, ha intrattenuto buoni rapporti con la comunità musulmana”. E proprio per questa sua “reputazione di uomo di fede al servizio di tutta la popolazione, al di là delle appartenenze religiose”, il comune di Saint-Etienne-du-Rouvray ha deciso di erigere una scultura in suo onore nel cuore della città. Nel prendere la parola, l’arcivescovo Lebrun ha spiegato che la prima fase del processo si terrà a livello diocesano a Rouen. Poi la seconda fase dell’istruttoria passerà a Roma presso la Congregazione delle Cause dei Santi. La decisione finale spetterà al Papa. In questa prima fase, ha concluso l’arcivescovo, è vietato invocare il nome di padre Hamel nelle preghiere ufficiali al rango dei beati e dei santi.

 

 

 

 

Card. Bassetti: Boscia (Amci), “gioia e gratitudine al Signore e a Papa Francesco”

Thu, 2017-05-25 11:37

“L’Associazione medici cattolici italiani desidera esprimere gioia e gratitudine al Signore e a Papa Francesco per averle conferito il delicato e gravoso incarico di presiedere la Cei”. È quanto scrive Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell’associazione medici cattolici, in un messaggio di auguri indirizzato al nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Gualtiero Bassetti. “Con la sua ben nota sensibilità verso i problemi dell’uomo contemporaneo – prosegue Boscia -, ella potrà imprimere alla Cei un ulteriore impulso alla ricerca di forme di presenza sempre più incisive e valide della Chiesa nella società, nella famiglia, tra i giovani, nei confronti delle marginalità”. “Nell’augurarle un buon e proficuo lavoro – la conclusione del messaggio -, ponendoci al suo servizio, le assicuriamo il nostro costante sostegno nella preghiera”.

Religiosi: p. Weber (verbiti), “discernimento continuo per tutta la durata della formazione”

Thu, 2017-05-25 11:14

“A volte le culture che sono gerarchiche possono dare un’immagine distorta della vita religiosa, vedendola come mezzo per raggiungere uno stato elevato, potere e importanza. Oltre ai fattori precedenti, la pressione familiare a diventare un religioso può essere molto forte in alcune culture. L’influenza dei genitori sull’aspirazione vocazionale di un candidato può essere particolarmente problematica in candidati di culture tradizionali in cui la devozione e il riguardo filiale verso le aspettative dei genitori sono particolarmente forti e perfino deterministici per l’identità vocazionale di una persona. Questi candidati potrebbero cercare di entrare nella congregazione per ubbidire ai genitori, limitando la loro libertà di un vero discernimento”. Così p. Mark Weber, segretario per la formazione della Società del Verbo Divino, è intervenuto questa mattina alla 89ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali (Usg) in programma a Roma fino a domani. Perfino tra i formatori e i superiori, ha sottolineato, “a volte vi è la sensazione che una volta che uno è entrato nel processo di formazione, ‘ha una vocazione’ che deve essere ‘salvata’ o ‘protetta’, talvolta nonostante importanti informazioni riguardo al suo atteggiamento e comportamento che indicano che in effetti potrebbe non avere una vocazione per la nostra vita religiosa interculturale. In questi casi il pericolo è che il desiderio di tenere qualcuno nella congregazione possa in effetti impedire il discernimento continuo per tutta la durata della formazione”.

Religiosi: p. Weber (verbiti), vocazione richiede oggi “maggiore flessibilità, senza essere ambigui”

Thu, 2017-05-25 11:09

“Una vocazione a una vita e a una missione interculturale oggi richiede una maggiore flessibilità, senza essere ambigui; apertura, senza essere privi di radici; fedeltà, ma non intolleranza; a proprio agio con l’ambiguità, ma senza abbracciare un relativismo totale. È essenziale una profonda spiritualità per poter vivere un tale ‘tentativo di giungere a un compromesso’ in pace e con gioia”. Lo ha detto p. Mark Weber, segretario per la formazione della Società del Verbo Divino, intervenendo questa mattina alla 89ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali (Usg) in programma a Roma fino a domani. Avere comunità religiose multiculturali, ha proseguito, “può essere un laboratorio per la crescita della competenza interculturale”: “Tuttavia, il semplice fatto di essere multiculturale non garantisce automaticamente lo sviluppo di una comunità veramente interculturale, né infonde automaticamente nei suoi membri la conoscenza, gli atteggiamenti, i comportamenti e le capacità necessarie per l’interculturalità.  Occorre prestare un’esplicita attenzione a sfruttare le ricchezze di una comunità multiculturale perché essa sia una scuola di apprendimento interculturale”.  “Se pare che un candidato usi il proprio bagaglio culturale come giustificazione per ignorare o piegare le norme della comunità locale, bisogna considerare attentamente la cosa”, ha aggiunto p. Weber, “ma usare la cultura come scusa per un comportamento chiaramente inappropriato non si può tollerare”.

Festival di Cannes: mons. Viganò (SpC), “raccontare la realtà aprendo un orizzonte di speranza” nella logica della “buona notizia”

Thu, 2017-05-25 11:01

Il cinema “ha un ruolo sociale significativo, come mezzo e soprattutto come arte, ovvero è in grado di raccontare la realtà, mostrandola da vicino, addentrandosi nelle pieghe carsiche del vivere dell’uomo, senza sottrarsi a sguardi complessi o problematici. Ma il cinema non dimentica di farsi anche portatore di una visione altra, di aprire nell’orizzonte squarci di luce”. Ne è convinto mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria della Comunicazione della Santa Sede e studioso di cinema e religione, intervenuto questa mattina all’incontro “Spiritualité et Cinéma”. All’evento, promosso nell’ambito del “Festival Sacré de la Beauté” (festivalsacredelabeaute.org) all’interno della 70ª edizione del Festival di Cannes (17-28 maggio), prende parte anche il regista tedesco Wim Wenders.

Il cinema, sottolinea Viganò, “è riuscito persino a spingersi sulle tracce dell’invisibile, di Dio, a cogliere manifestazioni della Sua misericordia nella storia dell’uomo”. Di qui il richiamo a  registi come Robert Bresson, Federico Fellini, Ken Loach, Jean – Pierre e Luc Dardenne e alle loro storie di disumanità ma anche di riscatto, e quindi di speranza. “Di questa urgenza di un racconto di speranza – rimarca il prefetto del dicastero vaticano -, ne parla proprio papa Francesco nel suo Messaggio per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebrerà domenica 28 maggio” sul tema “Non temere, perché io sono con te (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. Un titolo, spiega, scelto da Francesco “per richiamare l’attenzione di tutti gli operatori dei media e dell’informazione, della comunità tutta, a farsi promotori di un racconto vero e onesto, senza omettere fiducia nell’oggi e nel domani”. “Vorrei invitare tutti a offrire agli uomini e alle donne del nostro tempo narrazioni contrassegnate dalla logica della “buona notizia”, l’esortazione del Papa. “È quello – conclude Viganò – che ci aspettiamo (sempre) dal buon cinema…”.

Aggressione a Reggio Calabria: mons. Costantino è uscito dal coma

Thu, 2017-05-25 11:00

È uscito dal coma mons. Giorgio Costantino, parroco a Reggio Calabria della Madonna del Divin Soccorso, aggredito ieri notte nel cortile della canonica. Mons. Costantino ha riconosciuto questa mattina il personale medico del reparto di Rianiamazione degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria dove è ricoverato. Dopo l’aggressione, il sacerdote era stato operato d’urgenza per un delicato intervento chirurgico.

Religiosi: p. Weber (verbiti), “i giovani sono in grado di discernere la volontà di Dio” in un mondo multiculturale?

Thu, 2017-05-25 10:51

“Viviamo in un mondo multiculturale a causa della migrazione e della globalizzazione, e i nostri giovani ne sono stati plasmati; ma sono in grado di discernere la volontà di Dio in quel mondo? Come?  Sono preparati e in grado sia di vivere sia di impegnarsi in quel mondo?”. Se lo è domandato p. Mark Weber, segretario per la formazione della Società del Verbo Divino, intervenendo questa mattina alla 89ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali (Usg)  con una relazione sul “Discernimento vocazionale in un mondo interculturale: visione globale”. “Affrontare i propri pregiudizi, il razzismo, o l’etnocentrismo può essere un’esperienza traumatica ed emotiva. La crescita dell’autoconsapevolezza di come si possa reagire negativamente nei confronti di altri valori culturali e visioni del mondo – ha proseguito – può essere un processo di cambiamento doloroso.  La capacità di un candidato di affrontare queste questioni intensamente personali è un elemento di discernimento chiave per la vita e il lavoro interculturale.  Come tratto quelli che sono ‘diversi’?”. Per p. Weber, “le nostre congregazioni hanno tutte enfatizzato l’importanza del comprendere la sessualità nella formazione, come parte essenziale di un approccio integrale alla maturità psicologica ed emotiva” ma “nel contesto dell’interculturalità, sapere in che modo la cultura plasma la visione della sessualità e del comportamento sessuale di una persona è importante”.

Austria: Innsbruck, a shelter for ex prostitutes. Run by nuns of six Orders

Thu, 2017-05-25 10:42

A secret shelter for women released from prostitution was formalised in Innsbruck yesterday, after working secretly for some time, to make sure it could be opened without risks for its guests. The shelter, which accommodates five women and their children, is run by the association “Solwodi – Solidarity with women in distress”, founded in 1985 by Lea Ackermann, a German nun who back then was on a mission in Kenya and met some ex prostitutes who had fled from human trafficking. The Austrian section of Solwodi was founded in 2012 and brings together six orders of nuns who, in mixed groups, run a number of initiatives. The Innsbruck shelter is run by Sisters of the Divine Saviour, Sisters of the Congregation of Jesus and Franciscan Missionaries of Mary. Austria is a place of transit and destination for the trade of prostitutes from East Europe and Africa: “Thousands of women – especially foreign ones – are taken to Austria to work as prostitutes and are often victims of a trade – points out sister Patricia Erber, a sister of the Divine Saviour who is president of Solwodi Austria – and unfortunately the victims cannot always be easily identified, and prosecuting the offenders can be even harder”. Sister Erber explains what role the nuns play, with the help of social workers and psychotherapists: “We are called to look at reality and not to avert our eyes from the exploitation of women and girls who are abused and enslaved”.

Austria: Innsbruck, casa protetta per ex prostitute. Gestione affidata a suore di sei Ordini

Thu, 2017-05-25 10:42

Una casa protetta e segreta per donne liberate dalla prostituzione è stata ufficializzata ieri a Innsbruck, dopo un primo periodo di attività riservata per poter avviare l’attività senza rischi per le ospiti. La casa, che ospita cinque donne coi propri figli, è gestita dall’associazione “Solwodi – Solidarietà con le donne in difficoltà”, fondata nel 1985 dalla suora tedesca Lea Ackermann, a quel tempo missionaria in Kenya ed entrata in contatto con ex prostitute sfuggite al racket del traffico di esseri umani. La sezione austriaca di Solwodi è stata fondata nel 2012 e vede la partecipazione di sei ordini religiosi femminili che si occupano, in gruppi misti, della gestione delle varie attività. La casa di Innsbruck vede l’impegno di suore salvatoriane, della Congregazione di Gesù e Francescane missionarie di Maria. L’Austria è transito e destinazione, allo stesso tempo, del traffico delle prostitute provenienti sia dall’Est europeo che dall’Africa: “Migliaia di donne – soprattutto straniere – vengono portate in Austria per lavorare come prostitute e sono spesso vittime della tratta – sottolinea suor Patricia Erber, salvatoriana presidente di Solwodi Austria – e purtroppo l’identificazione delle vittime è difficile, e ancora di più il perseguimento dei colpevoli”. Suor Erber spiega il ruolo delle religiose, affiancate da assistenti sociali e psicoterapeuti: “Siamo chiamate a guardare la realtà e non distogliere lo sguardo dalle situazioni di sfruttamento di donne e ragazze vittime di violenza e tenute in una sorta di prigionia”.

Notizie Sir del giorno: card. Bassetti nuovo presidente Cei, Papa-Trump, naufragio migranti, aggressione mons. Costantino

Wed, 2017-05-24 19:30

Cei: il card. Gualtiero Bassetti è il nuovo presidente. “Il Papa crede alla capacità dei vecchi di sognare”

“Nell’apprendere la notizia della nomina a presidente della Conferenza episcopale italiana, il mio primo pensiero riconoscente va al Santo Padre per il coraggio che ha mostrato nell’affidarmi questa responsabilità al crepuscolo della mia vita”. Lo ha dichiarato ai giornalisti il cardinale Gualtiero Bassetti, appena nominato da Francesco come nuovo presidente della Cei, dopo il cardinale Bagnasco, sulla base della terna a lui presentata dai vescovi italiani. “È davvero un segno che crede alla capacità dei vecchi di sognare”, ha commentato citando l’Apocalisse: “Anche i vecchi avranno dei sogni e delle visioni”. (clicca qui)

Papa Francesco: udienza a Trump, “serena collaborazione” per pace e assistenza a immigrati tra i contenuti del colloquio

“Serena collaborazione” per la pace del mondo e l’assistenza agli immigrati. Sono i punti salienti dell’udienza concessa oggi da Papa Francesco a Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d’America, che, successivamente, si è incontrato con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, accompagnato da monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. “Nel corso dei cordiali colloqui – si legge in un comunicato diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede – è stato espresso compiacimento per le buone relazioni bilaterali esistenti tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America, nonché il comune impegno a favore della vita e della libertà religiosa e di coscienza”. (clicca qui)

Migranti: nuovo naufragio. Perego (Migrantes), “difendere e salvare la vita al centro della politica europea”

“Ancora morti nel Mediterraneo, soprattutto bambini. Nello stesso giorno sono stati uniti nel ricordo e nella preghiera i ragazzi uccisi nell’attentato di Manchester e i bambini trafficati e morti al largo della Libia”. A dirlo è il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego, dopo l’ennesimo naufragio che ha causato diversi morti. Finora sono stati recuperati 31 cadaveri che viaggiavano su un barcone con a bordo circa 500 migranti diretto versole nostre coste. “Le vittime di entrambe le stragi sono nostri figli e fratelli. Difendere e salvare la vita – afferma il presule -, soprattutto dei ragazzi e dei giovani, deve rimanere la preoccupazione al centro della politica europea. Se la sicurezza deve interessare tutti, oggi forse dobbiamo scegliere la pace come condizione fondamentale di sicurezza, corridoi umanitari per la sicurezza dei richiedenti protezione internazionale, cooperazione e sviluppo per difendere la libertà di non partire e di vivere nella propria terra. Ogni semplice chiusura, ogni condanna senza impegno – conclude mons. Perego – rischia di aggravare la situazione”. (clicca qui)

Aggressione mons. Costantino: mons. Fiorini Morosini (Reggio Calabria), “condanna per vile gesto”. “Giovani, fatevi guardare negli occhi”

“Condanna per il vile gesto compiuto”, ma al tempo stesso desiderio di “guardare negli occhi i giovani che l’hanno compiuto” per “ascoltare i loro problemi e poter dare loro il segno cristiano del perdono e della speranza”: sono le parole dell’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, in una lettera pastorale a poche ore dall’aggressione subita questa notte da mons. Giorgio Costantino. “Si rinnova la tristezza e il rammarico per come la violenza sia così feroce anche a livello giovanile, e come la vita umana sia sempre più svalutata”, afferma il presule, che si appella “a voi genitori, a voi sacerdoti, a voi tutti educatori: qualunque sia la responsabilità educativa (scuola, sport, associazioni varie, ecc.), mettiamoci tutti in ascolto dei giovani ed interessiamoci della loro formazione”. (clicca qui)

Religiosi: p. Sosa (gesuiti), “siamo chiamati ad essere segno di comunione, più che a fare opere”

“Molte volte siamo preoccupati perché i religiosi diminuiscono, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti d’America. Ma la sfida non è questa. Credo che il punto sia come possiamo essere, nella Chiesa, uno modello di comunione. Siamo chiamati a procedere verso la montagna dell’interculturalità, abbiamo gli strumenti per farlo ma non siamo ancora arrivati in cima”. Ne è convinto p. Arturo Sosa, preposito generale della Compagnia di Gesù, intervenuto questa mattina alla 89ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali (Usg) in programma a Roma fino al 26 maggio. “In un mondo che tende all’uniformità, i religiosi devono essere esempio contrario”, ha aggiunto. “Il carisma è all’origine della vita consacrata, non le istituzioni. E oggi siamo chiamati ad essere, più che a fare. Essere segno di comunione tra gli uomini”. (clicca qui)

Fafce: 1° giugno dal Papa per i 20 anni di fondazione. Renard, “famiglia modello di costruzione sociale”

(Bruxelles) Compie vent’anni di vita la Federazione europea delle Associazioni familiari cattoliche (Fafce). L’anniversario sarà celebrato a Roma dove il 1° giugno, Giornata internazionale dei genitori, si svolgerà un incontro con Papa Francesco, si legge in una nota diffusa oggi dalla sede di Bruxelles. Nata nel 1997, la Fafce riunisce associazioni di 14 Paesi europei ed è presente e attiva presso il Consiglio d’Europa, la Conferenza delle Ong internazionali e la piattaforma dell’Ue per i diritti fondamentali. “La nostra organizzazione si è sviluppata progressivamente a partire da un piccolo incontro di alcune associazioni di famiglie dopo la fine della guerra fredda”, spiega Antoine Renard, presidente Fafce dal 2009. (clicca qui)

Germania: Kirchentag della Chiesa evangelica tedesca, cinque giorni di festa nel 500° della Riforma

Inizia oggi il 36° Kirchentag, il congresso-assemblea della Chiesa evangelica tedesca che sarà il punto centrale delle grandi celebrazioni giubilari per i 500 anni della Riforma luterana. Sarà un evento speciale questo Kirchentag: sarà celebrato sull’asse tra Berlino e Wittenberg (la città dove risiedeva come monaco agostiniano Martin Lutero, e dove, il 31 ottobre 1517, affisse sulle porte della Schlosskirche, la chiesa del castello, le sue famose 95 tesi che diedero origine alla riforma protestante). Proprio a Wittenberg, nelle giornate di sabato 27 e domenica 28 maggio, verranno celebrati i momenti assembleari liturgici e di festa, con la presenza ipotizzata di oltre centomila fedeli riformati provenienti da tutto il mondo. Le grandi celebrazioni ecumeniche si terranno invece prossimamente, a settembre e ottobre 2017. (clicca qui)

 

Avvenire: la prima pagina di domani 25 maggio. Trump in Vaticano, card. Bassetti nuovo presidente Cei, strage di Manchester, strage al largo della Libia

Wed, 2017-05-24 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale alla visita del presidente americano Trump in Vaticano, nel segno degli auspici di pace. L’editoriale è affidato a Stefania Falasca. La vaticanista di “Avvenire” parla di una “porta che si è aperta”, nello stile tipico di Papa Francesco.
A centro pagina, una grande foto del nuovo presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, nominato dal Pontefice fra i tre nomi proposti dall’Assemblea dei vescovi italiani.
Un titolo di rilievo per la strage di Manchester, con la caccia alla cellula che sarebbe dietro all’attentato compiuto al concerto di Ariana Grande. Il commento è dello scrittore Ferdinando Camon: “ll terrorismo punta ancora più apertamente sulle bambine e sui bambini – argomenta Camon – . Nel corso della storia ha puntato sullo zar, sul re, sull’imperatore, sul figlio dell’imperatore. Erano società verticali, il potere stava in alto: colpendo in alto, lo scardinavi. Tutto chiaro. Ma con l’avvento delle democrazie, tutto si complica: qual è il punto da colpire, qual è la vittima più rappresentativa, più delicata, sulla quale il popolo è più sensibile?”. Spazio anche per un’ulteriore strage del mare: il naufragio al largo della Libia ha provocato una trentina di vittime, con forse una decina i minori annegati.
Tra i temi di “Avvenire”, un’inchiesta sull’integrazione nelle periferie di Diego Motta e un commento sulla giornata dell’Africa di Giulio Albanese. Richiami per l’inserto settimanale “èVita”, che denuncia gli eccessi della medicina riproduttiva all’interno dei nuclei familiari, e “Popotus”, il giornale dei più piccoli.

Card. Bassetti: mons. Fontana (Arezzo), “la nostra Chiesa si stringe attorno a lui in un grande, affettuoso abbraccio”

Wed, 2017-05-24 19:21

“Siamo davvero felici e soddisfatti per la nomina del cardinal Bassetti, del nostro cardinal Bassetti, alla presidenza della Conferenza episcopale italiana, e tutta la Chiesa aretina-cortonese-biturgense si stringe attorno a lui in un grande, affettuoso abbraccio”: così ha commentato a caldo l’arcivescovo Riccardo Fontana questa mattina, pochi minuti dopo che il cardinal Angelo Bagnasco aveva annunciato la sua nomina da parte del Papa. Lo ricorda una nota appena diffusa dall’arcidiocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. L’arcivescovo Fontana, in questi giorni a Roma assieme ai vescovi italiani, fin da ieri – appena reso noto il risultato della terna dei tre vescovi da proporre a papa Francesco per la nomina del successore del cardinal Bagnasco alla guida dei vescovi italiani – aveva espresso il suo profondo compiacimento per il risultato e l’auspicio “che il cardinal Bassetti venisse scelto dal Papa”.

“Oggi, pochi minuti dopo le 10, al termine della S. Messa in san Pietro – ricorda la nota -, quell’auspicio è diventato realtà e il cardinale di Perugia-Città della Pieve, Gualtiero Bassetti, guiderà i vescovi italiani per i prossimi cinque anni e, assieme alla Chiesa italiana, la Chiesa di Arezzo-Cortona-Sansepolcro è in festa per la nomina di colui che è stato suo pastore per dieci anni, dal 21 novembre 1998 al 16 luglio 2009”.

Bassetti fece, difatti, il suo ingresso ufficiale in diocesi il 6 febbraio 1999, all’inizio della novena della Madonna del Conforto e il vescovo Riccardo, questa mattina ricordando il suo primo incontro con la Chiesa aretina, lo ha invitato ad Arezzo per la celebrazione della Madonna del Conforto il prossimo 15 febbraio, giorno in cui verrà ufficialmente aperto anche il Sinodo diocesano. “Il card. Bassetti ha risposto con gioia all’invito”, conclude la nota.

Ecumenismo: Padova, nasce ufficialmente domani il Consiglio delle Chiese cristiane

Wed, 2017-05-24 19:20

Nasce ufficialmente domani, giovedì 25 maggio, con la firma dello Statuto, il Consiglio delle Chiese cristiane di Padova. L’appuntamento è alle ore 19 nella cappella universitaria San Massimo di Padova, con un momento di preghiera cui seguirà la sottoscrizione dello Statuto del Consiglio delle Chiese cristiane di Padova, che sarà firmato da don Giovanni Brusegan (Chiesa cattolica romana – diocesi di Padova); pastore Bernd Prigge (Chiesa evangelica luterana, Venezia – Abano Terme); pastora Ulrike Jourdan (Chiesa evangelica metodista, Padova); archimandrita Evangelos Yfantidis (Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e di Malta); padre Liviu Verzea (Chiesa ortodossa rumena, Padova).

Questo atto dà una forma più strutturata a un cammino, una collaborazione e uno stile di dialogo e fraternità che già da decenni sono vissuti tra le diverse comunità cristiane appartenenti a chiese differenti. “Il Consiglio delle Chiese cristiane di Padova – si legge in una nota – è un organismo che consente di rappresentare tutte insieme queste diverse forme di cristiani presenti nel medesimo territorio. Lo statuto è un breve testo che chiarisce la fede comune professata, le finalità e il funzionamento del Consiglio, che ha uno scopo pastorale, finalizzato alla testimonianza comune del Vangelo e alla collaborazione, ma anche ad altre attività, per esempio: il sostegno di iniziative e attività ecumeniche, la ricerca di risposte comuni a problemi e sfide che interpellano la fede cristiana; l’attenzione alla corretta informazione sulle chiese; la promozione dei rapporti con la comunità ebraica; il dialogo interreligioso in ordine alla pace e al bene comune; la promozione dell’integrazione contro ogni forma di razzismo e discriminazione…”. Il Consiglio delle Chiese Cristiane è un organismo presente in molte città italiane, costituito come impegno ecumenico da parte di diversi cristiani.

Cina: al Simposio di AsiaNews una fotografia in chiaroscuro della rinascita religiosa

Wed, 2017-05-24 19:20

“La Cina è attraversata da una impressionante rinascita religiosa” che include non solo “un revival e una re-invenzione di molte forme tradizionali della religione cinese”, ma riguarda anche le chiese cristiane. Lo ha sottolineato Richard Madsen, docente di sociologia delle religioni alla San Diego University in California, rilevando che “negli ultimi 30 anni sono stati costruiti o ricostruiti letteralmente milioni di templi alle divinità locali; molti pellegrini corrono a restaurare templi buddisti e santuari taoisti; e diverse forme di cristianesimo crescono in modo esplosivo”. “Tutto ciò – ha evidenziato nell’intervento al Simposio di AsiaNews – è ancora più sorprendente perché durante l’era di Mao Zedong i leader cinesi hanno cercato di sopprimere tutte le forme di pratica religiosa e, durante la Rivoluzione culturale, hanno cercato di cancellare la religione dalla faccia della Cina. Ma dal 1979, quando Deng Xiaoping ha inaugurato un’era di ‘Riforma e di Porte aperte’, che ha aperto uno spazio limitato per la pratica religiosa, religioni di tutti i tipi hanno cominciato a crescere e svilupparsi in modo rapido attraverso la Cina, superando di molto i limiti imposti ad esse”. “I genitori – ha spiegato – iscrivono i loro figli alle scuole confuciane perché apprendano lezioni morali dai classici. E la domanda di integrità morale porta molta gente anche nelle Chiese cristiane”. Madsen ha tuttavia messo in luce anche il lato negativo dell’attuale situazione dal momento che contemporaneamente sembra affermarsi “un miscuglio di valori tradizionali omogenizzati e di ideologia marxista, sotto il controllo di uno Stato unitario” e il regime “vuole che il cristianesimo si ‘sinicizzi’ in questa cultura rigidamente unificata”.

Al Simposio di AsiaNews organizzato in occasione della Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina è stato presentato “Sfide passate e presenti”, un libro di padre Sergio Ticozzi che racconta, ha sottolineato il missionario Gianni Criveller, “150 anni di vicende esaltanti, dolorose e complesse vissute dai 263 missionari del Pime in terra cinese, in cui non è compresa Hong Kong”.

Card. Bassetti: Gambino (Scienza & Vita), “certi di trovare nel suo cuore di pastore incoraggiamento, sostegno e consiglio”

Wed, 2017-05-24 19:18

L’Associazione Scienza & Vita saluta “con gioia e gratitudine” la nomina, da parte di Papa Francesco, del nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana, il xardinal Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve.
“Fin da subito, Scienza & Vita desidera assicurare al nuovo presidente della Cei piena disponibilità e pronta collaborazione, in particolare sui temi e sulle questioni pertinenti alle finalità specifiche dell’Associazione – dichiara Alberto Gambino, presidente nazionale -, nella certezza di trovare nel cuore di pastore del cardinal Bassetti incoraggiamento, sostegno e consiglio”. “Al tempo stesso – prosegue Gambino – Scienza & Vita vuole esprimere la sua sincera gratitudine al card. Angelo Bagnasco, per la vicinanza e l’attenzione donate alla nostra Associazione durante i dieci anni del suo mandato, e riconfermargli fraterna amicizia e cordiale vicinanza”.

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