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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 48 min ago

Operazione “Alba pontina”: mons. Crociata (Latina), “educare le nuove generazioni alla legalità”

Wed, 2018-06-13 18:48

“Bisogna intensificare le iniziative perché le nuove generazioni crescano con un senso vivo della dignità della persona e del valore della città come la comunità di tutti”. Lo ha detto il vescovo di Latina, mons. Mariano Crociata, parlando quest’oggi con un gruppo di sacerdoti della recente operazione “Alba pontina”, che in questi giorni ha portato in carcere 25 persone a Latina. La Direzione distrettuale antimafia parla di oltre 45 capi d’accusa contestati, che vanno dal reato di associazione di tipo di mafioso, all’estorsione, al riciclaggio, con l’aggravante della modalità mafiosa. “Le notizie di questi giorni sull’operazione della Polizia, coordinata dalla Procura distrettuale, contro una organizzazione malavitosa della città – afferma mons. Crociata – colpisce perché l’ultimo di una serie di interventi repressivi compiuti nel corso degli anni. Bisogna constatare che Latina si conferma come un centro che, accanto a una larga maggioranza di cittadini onesti e operosi, ospita al proprio interno nuclei di malaffare, disonestà e corruzione. Constatarlo produce sconcerto e dispiacere”. Mons. Crociata esprime “gratitudine e l’apprezzamento per il lavoro che le forze dell’ordine e la magistratura stanno compiendo con energia e determinazione” e al tempo stesso lancia un forte richiamo all’educazione alla legalità. “La scuola e tutte le agenzie formative – sottolinea il vescovo di Latina -, sono chiamate a potenziare l’opera di orientamento di piccoli e grandi al rispetto degli altri e al senso della legalità”. In questo “compito collettivo”, prosegue mons. Crociata, “la comunità ecclesiale si sente parte attiva e si adopera con tutte le sue forze perché esso diventi effettivo nel cuore della formazione cristiana. Quella educativa è una responsabilità per tutte le stagioni, che non conosce tempi morti. Questo ci dà fiducia che alla lunga l’impegno educativo porterà i suoi frutti”.  

Frodi: Coldiretti, “al falso biologico ‘abboccano’ 6 italiani su 10”

Wed, 2018-06-13 18:41

“Il falso biologico alimentare colpisce sei italiani su dieci che, nell’ultimo anno, hanno messo nel carrello della spesa prodotti bio che fanno registrare un aumento del 15% nelle vendite”. Lo afferma la Coldiretti in relazione alla maxi operazione dei reparti speciali dei Carabinieri per la tutela agroalimentare sulla filiera del biologico in 45 aziende in tutta Italia, che ha portato al sequestro di 15 tonnellate di alimenti finti bio. “Le frodi sul bio – sottolinea l’associazione – minacciano il primato dell’Italia in Europa e il lavoro di oltre 72mila operatori con un mercato che supera i 2,5 miliardi di euro in valore. La crescita della domanda – continua la Coldiretti – ha spinto l’aumento delle produzioni su 1.796.363 ettari tra bio e in conversione”. Tra le colture con maggiore incremento – secondo i dati Coldiretti – ci sono gli ortaggi (+48,9%), cereali (+32,6%), vite (+23,8%) e olivo (+23,7%) mentre a livello territoriale la maggiore estensione delle superfici è registrata in Sicilia con 363.639 ettari, cui seguono la Puglia con 255.831 ettari e la Calabria con 204.428 ettari. Per difendere i primati della produzione Made in Italy ed evitate che vengano spacciati per nazionali prodotti importati, secondo Coldiretti, “è necessario accelerare sul marchio nazionale per le produzioni biologiche italiane in modo da consentire scelte di acquisto più consapevoli”. In attesa che questo avvenga il consiglio della Coldiretti è quello di “acquistare i prodotti biologici direttamente nelle aziende agricole e nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica che garantiscono l’origine nazionale degli alimenti in vendita”.

Diocesi: L’Aquila, un nuovo centro interparrocchiale grazie all’8xmille

Wed, 2018-06-13 18:40

Sarà inaugurato venerdì prossimo, alle ore 17, dall’arcivescovo metropolita, mons. Giuseppe Petrocchi, il Centro interparrocchiale intitolato a san Domenico Savio nel territorio del Comune di Scoppito, ad ovest della città de L’Aquila. Il nuovo complesso è stato realizzato grazie anche ai fondi dell’8×1000 della Cei. L’opera, secondo quanto si legge in un comunicato della diocesi, ha avuto un costo totale di 2 milioni di euro – dei quali circa 1,8 cofinanziati nel piano di assegnazione che la Cei distribuisce in favore della Nuova Edilizia di Culto nelle diocesi del territorio italiano a sostegno dell’attività pastorale nelle aree urbane in espansione. La struttura, progettata dall’architetto Giuseppe Tempesta, ha un’ampiezza di circa 900 mq e si colloca in una posizione territorialmente vantaggiosa: provvederà, così, a soddisfare le esigenze pastorali delle parrocchie di Scoppito (Santa Maria Lauretana in Collettara, San Giovanni Battista in Civitatomassa, San Giacomo apostolo al Capoluogo, San Bartolomeo apostolo in Ville), San Giovanni Battista in Cese di Preturo e Santa Giusta in Sassa.

Giornata mondiale rifugiato: Termoli-Larino, riaprirà la storica chiesa greca a Santa Croce di Magliano

Wed, 2018-06-13 18:31

Programma fitto di iniziative per la Giornata mondiale del rifugiato, promosse dal progetto territoriale dello Sprar “Casa d’Amico” del Comune di Santa Croce di Magliano (Campobasso). Tre differenti step prevedono laboratori musicali, realizzazioni di murales e la riapertura dell’antica chiesa greca. “Negli eventi pensati a Santa Croce di Magliano si dà impulso alla cultura come un elemento fondamentale di contrasto al razzismo e all’arte come elemento di unione di popoli, coinvolgendo le nuove generazioni”, si legge in una nota della diocesi. Si comincerà con il laboratorio musicale “Ri/Dà”, dal 14 al 16 giugno, dalle 16 alle 19, e con lo spettacolo musicale, nell’aula polivalente della scuola elementare in collaborazione con la scuola civica di musica. Dal 17 al 20 giugno, nella Villa D’Amico, invece, comincerà la realizzazione di un murales, un lavoro collettivo finalizzato alla conoscenza dell’arte africana. Infine, “UANTUAN #1”, un workshop in programma dal 21 al 23 giugno nella chiesa greca, che riaprirà per l’occasione, con performance/spettacolo, il 23 giugno, alle 21. A seguire, “UANTUAN #2”, il 24 giugno in piazza Marconi con l’istallazione-performance curata da Nicola Macolino.

Dialogo interreligioso: a Bertinoro il Festival della vita in ricerca: ospitalità ed amicizia oltre la crisi del multiculturalismo

Wed, 2018-06-13 18:18

Ospitalità e amicizia per superare la crisi del multiculturalismo. Questi i temi al centro della seconda edizione del Festival della vita in ricerca (Fvr18), in programma dal 14 al 17 giugno a Bertinoro (Forlì-Cesena). Fvr18 si pone l’obiettivo di ripensare all’ospitalità come alla pratica che, attraverso la costruzione della conoscenza e del rispetto, possa tradurre l’incontro con la diversità in un rapporto di amicizia e stima a favore della pace. Cambiare l’approccio schematico del multiculturalismo significa superare i luoghi comuni nei quali si vorrebbe rinchiusa la diversità, per riscoprire la ricchezza dell’esperienza umana ed esistenziale, a favore di una vita in ricerca che non si accontenti delle definizioni dogmatiche. Pensiero e arte saranno i due binari lungo i quali si succederanno gli appuntamenti del Fvr18. Venerdì 15 giugno, alle 18, Sergio Belardinelli terrà una conversazione dal titolo “L’ordine di Babele. Traduzione e letteratura”, nel corso della quale si cercherà di mettere a fuoco i problemi del rapporto tra identità e pluralismo, democrazia e verità. L’incontro approfondirà come la religione sia alla ricerca di un’identità aperta, non aggressiva e non remissiva. La dimensione della ricerca proseguirà sabato 16 giugno alle ore 9.30 durante l’incontro “Religioni e normatività: la dimensiona giuridica della questione femminile e dell’alimentazione tra legge divina e leggi umane”. L’incontro sarà condotto da Vincenzo Pacillo, docente di diritto canonico all’università di Modena e Reggio Emilia. Sempre sabato, alle 19, nella chiesa di San Silvestro, la testimonianza dal titolo “La grande presenza. Dialogo su educazione, terrorismo e fede”. A prendere la parola sarà Valeria Collina, madre di Youssef Zaghba, uno degli attentatori del London Bridge. Fvr18 sarà anche poesia e musica, dando spazio all’arte che va mettere a fuoco e a definire le questioni aperte della vita in ricerca. Venerdì 14 giugno, alle ore 20.45 nella concattedrale di Santa Caterina d’Alessandria, ci sarà l’incontro “E mi sovvien l’eterno”, con testi a cura di Davide Rondoni e musiche a cura del Coro di San Filippo Neri. Invece, venerdì 15 giugno, a partire dalle ore 21.15, nella corte di Dante della Rocca Vescovile, si aprirà il concerto, ad ingresso libero, della Musica della vita in ricerca. Il Festival si concluderà domenica 17 giugno, con la passeggiata dantesca dalla Rocca Vescovile di Bertinoro alla Pieve di San Donato a Polenta.

Terremoto Centro Italia: delegazione Cei al Senato sulla ricostruzione, chiesta per le diocesi una procedura che ne rispetti la natura assicurando trasparenza, regolarità e sicurezza

Wed, 2018-06-13 18:16

“Siamo qui a rappresentarvi un’esigenza decisiva per le nostre diocesi. Gli strumenti finora approntati dal Legislatore hanno fallito l’obiettivo di garantire una pronta ricostruzione: a quasi due anni dal terremoto, gli interventi di messa in sicurezza non risultano ancora integralmente attuati, mentre quelli di ricostruzione non risultano nemmeno iniziati e le diocesi riscontrano problemi quotidiani nell’interfacciarsi con gli Uffici speciali per la ricostruzione”. Non ha usato giri di parole mons. Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica e presidente del Comitato per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto, nell’audizione di mercoledì 12 giugno dinanzi all’Ufficio di Presidenza della Commissione speciale per l’esame degli atti urgenti presentati dal Governo al Senato. Accompagnato da mons. Giuseppe Baturi, sottosegretario Cei, e dal prof. Francesco Saverio Marini, Russo ha ricordato come nel sisma che ha colpito l’Italia Centrale siano andate distrutte – o comunque risultino inagibili – più di 3mila chiese: un numero talmente alto da far alzare le mani al Ministero, già investito di una mole significativa di compiti e attribuzioni in materia di ricostruzione pubblica. 

Proprio per questo, già nel 2017 il Legislatore aveva riconosciuto l’opportunità nell’ambito della ricostruzione delle chiese di un intervento diretto delle diocesi, qualificate con apposito decreto legge quali “soggetti attuatori”. Come, però, ha spiegato il vescovo nel corso dell’audizione, questo riconoscimento ha di fatto assoggettato le stesse diocesi a una disciplina della ricostruzione pubblica estremamente complessa sul piano organizzativo prima ancora che economico. Dovrebbero, infatti, dotarsi di strutture necessarie per le procedure di gara, per la progettazione, per l’affidamento dell’esecuzione dei lavori e, in definitiva, farsi carico di una serie di oneri gestionali di fatto del tutto estranei alla struttura e alla natura delle diocesi stesse. Di qui la proposta rappresentata dalla delegazione della Cei: partendo dal riconoscimento che le diocesi sono enti ecclesiastici civilmente riconosciuti – ossia enti non pubblici, ma privati con profili di specificità – arrivare a mutare la normativa vigente, sottoponendo al regime della ricostruzione privata gli interventi, almeno fino alla soglia dei 500mila euro, che abbiano per oggetto le chiese e gli edifici di culto. In tal modo, le doverose esigenze di trasparenza, regolarità e sicurezza nelle procedure di ricostruzione potrebbero coniugarsi con la celerità degli interventi, a tutto vantaggio delle popolazioni coinvolte e del loro diritto a poter esercitare la libertà religiosa e di culto.

Austria: Mariazell, conclusioni assemblea vescovi. “Cristiani sono amici della vita”. Schönborn interviene su chiusura moschee

Wed, 2018-06-13 18:02

Durante l’assemblea plenaria della Conferenza episcopale austriaca (Öbk) i vescovi hanno ribadito che “da Cristo viene il dovere cristiano di proteggere e promuovere la vita. Pertanto i cristiani sono gli amici del nato così come della vita nascente, sono amici della vita così come amici di chi vive nella disabilità, e, infine, sono amici di chi termina la vita temporale ed inizia quella eterna”. Per l’Öbk “una cultura umana della vita è misurata dal modo in cui una società riesce a proteggere le vite delle persone più vulnerabili, dal momento del concepimento alla fase terminale prima della sua fine naturale”. Per questo i vescovi sono grati a tutte le iniziative ecclesiali e sociali che offrono aiuto e consigli alle donne incinte, alle madri e ai loro congiunti nel loro “sì alla vita”. Una profonda preoccupazione è stata espressa durante i lavori per la drammatica situazione della Siria: “Bastano 7 anni di guerra!” hanno scritto i vescovi nel documento finale ricordando che “la sofferenza delle persone colpite è insopportabile e grida al cielo”. Più di 500mila persone sono state uccise finora, con 12 milioni di sfollati, in parti uguali all’estero e all’interno della Siria. I rimanenti cristiani in Siria, stimati tra 300 e 500mila soffrono ma, hanno ricordato i vescovi, “le chiese sono importanti per la Siria perché formano reti di aiuto per i bisognosi nella società civile. In molte parrocchie e comunità religiose vengono fatte grandi cose per rifugiati e poveri”.
Nel comunicato finale è evidenziata l’importanza delle antiche comunità cristiane nel tessuto sociale distrutto dai 7 anni di guerra in Siria: “In quanto minoranza, i cristiani svolgono anche un ruolo di mediazione in un Paese prevalentemente musulmano. Attraverso le diverse denominazioni, che risalgono ai primi secoli del cristianesimo, esiste una comprovata pratica di vivere insieme nella diversità. Oggi, a margine dei lavori, alla luce della recente chiusura di alcune moschee di Vienna e l’espulsione degli imam dall’Austria, il cardinale Christoph Schönborn, in un’intervista con Orf e Kathpress, ha ribadito l’importanza dello stato di diritto: la libertà di religione è un bene che in Austria è molto protetta, e deve essere rispettata – ha detto il porporato – da tutte le parti. Allo stesso tempo ha dichiarato che “le religioni devono rispettare la costituzione e le leggi del Paese”. Il cardinale, presidente della Öbk, ha sottolineato che tutti debbono sottoporsi al giudizio della legge, con la trasparenza necessaria che permetta di rafforzare la fiducia nello Stato di diritto, perché “senza uno strumento giuridico non è possibile un’azione positiva e rispettosa”.

Politica: Transparency International, al via la campagna #SoldiAiPolitici per “una maggiore trasparenza”

Wed, 2018-06-13 18:00

Transparency International Italia lancia oggi la nuova campagna “#SoldiAiPolitici” per una “maggiore trasparenza sui finanziamenti elettorali”. Tre gli aspetti sui quali vengono chieste informazioni da rendere pubbliche agli oltre 900 parlamentari appena eletti: quanti soldi hanno ricevuto nel corso della campagna elettorale che ha preceduto le elezioni del 4 marzo, quanti soldi hanno speso e chi li ha finanziati. “Ci auguriamo che tanti, tra deputati e senatori, vogliano aderire a questa campagna e rendere pubbliche le informazioni che chiediamo, perché i cittadini hanno il diritto di sapere chi finanzia i decisori politici e con quale peso”, ha sottolineato Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia. Le informazioni richieste non sono al momento pubbliche, e dovranno essere comunicate da ciascun parlamentare nelle prossime dichiarazioni patrimoniali, ovvero nel 2019. Fino ad allora i cittadini non potranno sapere quanti soldi sono stati impiegati per l’ultima campagna elettorale. Per questo motivo, Transparency International Italia ha deciso sensibilizzare sul tema tutti i parlamentari con una lettera in cui si richiedono queste informazioni. Le risposte di deputati e senatori che aderiranno alla campagna, entro 100 giorni, saranno pubblicate sul sito www.soldiaipolitici.it.

Maltempo: Protezione civile, “piogge in arrivo anche al centro-sud. Domani allerta gialla su gran parte del Paese”

Wed, 2018-06-13 17:53

“Una depressione già attiva sull’Italia continua a determinare condizioni di maltempo, apportando piogge e temporali che, nelle prossime ore, tenderanno a spostarsi dalle regioni settentrionali al centro-sud”. Ad annunciarlo è il Dipartimento di Protezione civile in una nota nella quale spiega che “sulla base delle previsioni disponibili” e “d’intesa con le Regioni coinvolte” è stato emesso “un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende quelli diffusi nei giorni scorsi”. “L’avviso – prosegue la nota – prevede dal pomeriggio di oggi, mercoledì 13 giugno, precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sull’Emilia-Romagna e sulle Marche che, dal primo mattino di domani, giovedì 14 giugno, interesseranno anche Abruzzo, Campania, Molise, Basilicata e Puglia, in particolare le zone settentrionali di quest’ultime due Regioni”. Secondo la Protezione civile, “i fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento”.
Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani, giovedì 14 giugno, allerta gialla su gran parte del territorio nazionale.

Terra Santa: mons. Pizzaballa annuncia nuove nomine dei sacerdoti nel Patriarcato latino

Wed, 2018-06-13 17:05

Nuove nomine di sacerdoti in seno al Patriarcato Latino di Gerusalemme. In una nota indirizzata ai vescovi e al clero patriarcale, l’Amministratore apostolico, mons. Pierbattista Pizzaballa, ha reso noto i cambiamenti degli incarichi, i più importanti dei quali riguardano le scuole, insieme ad alcune modifiche nelle parrocchie e al seminario. Nel testo, diffuso dal Patriarcato, mons. Pizzaballa ricorda che “il primo cambiamento è l’unificazione del sistema finanziario delle scuole e la sua integrazione nel sistema dell’Amministrazione generale del Patriarcato latino di Gerusalemme. Questo accorpamento, annunciato pochi mesi fa e divenuto realtà, consentirà all’amministrazione generale di avere il pieno controllo di tutti i nostri conti”. Altro cambiamento riguarda la struttura del consiglio scolastico, che, scrive l’amministratore, “nel prossimo futuro sarà composto da un presidente (un prete) e da un direttore esecutivo. Il sacerdote supervisionerà la politica dell’ufficio a nome del Patriarcato e si prenderà cura delle attività pastorali. Il direttore esecutivo gestirà tutte le questioni amministrative. Lo Statuto, che è in preparazione, descriverà il lavoro da svolgere e sarà pubblicato a breve”. Da mons. Pizzaballa sono arrivate parole di apprezzamento per padre Ashraf Al-Nimri che ha servito nelle scuole di Amman per molti anni e sostituito nel ruolo da padre Wissam Mansour. Novità anche per la Palestina: chiude l’ufficio di Beit Jala e resta operativo solo quello a Ramallah. “Prima dell’inizio del nuovo anno accademico, per ogni ufficio sarà nominato un Consiglio per le scuole. È chiaro – annota mons. Pizzaballa – che ci vorrà del tempo per cambiare il nostro sistema scolastico, ma adesso è il momento di cominciare, anche se siamo chiamati rapidamente a prendere decisioni dolorose per questa importante missione. Nel passato, si sono verificati periodicamente dei cambiamenti in alcune parrocchie. Anche quando ho voluto evitare altre modifiche – si legge nella nota – determinate situazioni hanno imposto di doverne apportare di nuove. Spero e sono fiducioso che ciò possa essere evitato in futuro”. Novità anche nel Dipartimento Gestione dei Beni dove padre Firas Aridah lascia il suo incarico. “Devo dire – conclude mons. Pizzaballa – che quest’anno ho riconosciuto in tutti voi un atteggiamento libero, onesto, rispettoso e aperto, anche quando la mia richiesta è stata inaspettata e forse difficile da accettare”. Tutti i cambiamenti entreranno in vigore il 15 agosto 2018 mentre sono attese altre ulteriori modifiche , in primis la nomina del responsabile per i giovani in Giordania.

Papa in Sicilia: appello dei bambini del quartiere Librino (Catania), “fai una deviazione, ti vogliamo abbracciare”

Wed, 2018-06-13 17:03

“Caro Papa i bambini di Librino ti aspettano e ti vogliono abbracciare, non puoi dire di ‘no’: lo vuole Gesù e anche San Francesco”. La voce del piccolo Paolo è quella dei 10mila bambini del quartiere periferico di Catania, protagonisti del progetto “Il Cantico di Librino”, che il presidente di Fiumara D’Arte Antonio Presti inaugurerà il 15 settembre, giorno in cui è previsto l’arrivo di Papa Francesco a Catania. Una coincidenza che ha spinto il mecenate siciliano a rivolgere un appello al Papa: “Abbracciare, dobbiamo tutti imparare ad abbracciare chi è nel bisogno, come ha fatto San Francesco”. Viene chiesta una “piccola deviazione di 500 metri” rispetto al percorso ufficiale annunciato dalla Santa Sede tra l’arrivo nello scalo aeroportuale etneo e lo spostamento in elicottero a Piazza Armerina, per una benedizione collettiva: è il desiderio di tutto il quartiere di Librino, supportato da una petizione popolare lanciata dal promotore Antonio Presti, che ha già raccolto migliaia di firme nelle scuole, negli esercizi commerciali e in tutti i luoghi di aggregazione del popoloso quartiere di oltre 70.000 abitanti. “Stiamo portando avanti quest’istanza dal basso, dalla società civile – continua Presti – dimostrando a Bergoglio quanto forte e autentica è la nostra devozione. Quella ricucitura spirituale ed etica che affonda le radici nel rispetto dell’altro, nella cura verso i meno fortunati, nella trasmissione dei princìpi del Vangelo”. Il progetto “Il cantico di Librino” è un’installazione fotografica monumentale su migliaia di pali della luce del quartiere, dell’Asse dei servizi e della strada che conduce all’aeroporto, dove i protagonisti saranno gli stessi abitanti, immortalati da nove fotografi siciliani. I ritratti saranno stampati su giganteschi banner dove verranno impresse le parole d’amore ispirate alla preghiera universale di San Francesco. In questi mesi oltre 1000 fedeli hanno partecipato al progetto in numerose parrocchie catanesi.

Parlamento Ue: caso-Aquarius, dibattito in emiciclo. Tajani, “Stati continuano a perdere tempo”. Scontri verbali tra deputati italiani

Wed, 2018-06-13 17:00

(Strasburgo) Nuovo dibattito a Strasburgo sul tema delle migrazioni e la riforma di Dublino a partire dal caso-Aquarius e dai porti chiusi in Italia. Numerosi gli interventi degli eurodeputati, preceduto da quelli dei rappresentanti di Consiglio e Commissione Ue. Ma l’avvio alla discussione viene da un intervento del presidente Antonio Tajani che afferma: “Gli Stati membri continuano a perdere tempo” senza creare alcuni politica migratoria comune e lasciando soli i Paesi più esposti ai flussi. “Il parlamento – dice – ha assunto una posizione che coniuga fermezza e solidarietà. Il prossimo Consiglio europeo” di fine giugno “deve prendere delle decisioni, perché non c’è solo la questione delle migrazioni, qui è in ballo la sopravvivenza stessa dell’Unione”. Tajani chiede interventi a breve, medio e lungo termine: frenare i flussi, stabilizzare la Libia, accrescere gli investimenti in Africa. Il commissario Dimitris Avramopoulos ripete e articola le posizioni già espresse nei giorni scorsi. “Non si tratta – dice – di puntare il dito contro questo o quello Stato, ma di agire coniugando responsabilità e solidarietà”. “Di certo non possiamo restare con le mani in mano mentre in mare le persone rischiano la vita”.
Avramopoulos segnala quindi una convergenza di intenti tra Commissione e Parlamento a fronte della divisione, che produce inazione, dei governi degli Stati aderenti. Ricorda che gli arrivi in Italia sono calati del 76% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si sofferma sulla protezione delle frontiere. “Servono regole chiare – aggiunge – perché soccorso e accoglienza non ricadano solo sui Paesi mediterranei, perché la migrazione è una sfida per tutti gli Stati membri”. Durante il dibattito consuete divisioni “politiche” tra i deputati italiani con vivaci scontri verbali. La leghista Mara Bizzotto attacca i governi precedenti e dichiara: “Chiuderemo i porti e difenderemo gli interessi degli italiani”. Poi attacca anche il Parlamento europeo (“ipocrita”) e l’Ue nel suo insieme. Quindi il presidente Tajani la riprende.

Politica: Uici, congratulazioni per Vicenzo Zoccano nominato viceministro alla famiglia e disabilità

Wed, 2018-06-13 16:44

L’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici) si congratula e augura buon lavoro a Vicenzo Zoccano, componente della direzione nazionale dell’Unione, nominato viceministro alla famiglia e disabilità. “Vincenzo – si legge in un comunicato – ha saputo raggiungere l’alto risultato con tenacia e impegno, rappresentando quelle potenzialità e capacità immense di una categoria di persone abituate a lottare da quasi cento anni tramite la propria associazione, per conquistare uguaglianza, parità, diritto di cittadinanza al pari di tutti”. “A Vincenzo – promettono i vertici dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti – saremo vicini con il cuore di tutti noi, assicurandogli ogni supporto e ogni sostegno per lo svolgimento di questo suo nuovo lavoro al servizio dei cittadini e dello Stato, ben sapendo, altresì, che il cuore di Vincenzo batte un po’ più forte davanti all’Unione italiana ciechi e ipovedenti”.

Politica: p. Costa (Aggiornamenti sociali), “contratto di governo nasce da composizione di interessi”. Necessario “ri-animare la politica”

Wed, 2018-06-13 16:31

“Più che un progetto comune, l’accordo sembra riguardare la spartizione delle sfere di influenza, in modo che ciascuno possa portarsi a casa un risultato che gli permette di gratificare i propri elettori”: lo scrive padre Giacomo Costa, direttore della rivista “Aggiornamenti sociali”, nell’editoriale del nuovo numero (giugno-luglio 2018) dal titolo “Il vero ‘cambio epocale’? Ri-animare la nostra politica”. Al centro dell’attenzione compare il “Contratto per il governo di cambiamento” elaborato da Movimento 5 Stelle e Lega che, secondo l’autore, “rappresenta un condensato della cultura politica oggi prevalente”. Per Costa l’accordo gialloverde comprende sette “snodi” della politica nazionale emersi a partire dall’avvento di Silvio Berlusconi e portati al successo anche da Matteo Renzi: la politica spettacolo, il riduzionismo anti-intellettualistico, la fine delle ideologie, l’efficacia senza etica, l’insofferenza per il dissenso e i corpi intermedi, la politica “senza verità”, la tentazione dell’autoreferenzialità. Costa annota: “il cambiamento a cui è intitolato il contratto è la versione ‘ministeriale’ del ‘vaffa’ grillino (e per nulla alieno alla tradizione leghista), ma ha molto da spartire anche con il giovanilismo della rottamazione di Renzi, a cui i due attuali leader sono accomunati anche dal punto di vista generazionale”.
L’editoriale parla di “svalorizzazione” della politica. Aggiunge: “L’impressione è che proprio la composizione degli interessi sia il criterio che ha guidato la stesura del Contratto. Non c’è una reale mediazione e quindi nessuna autentica integrazione dei punti di vista dei due contraenti, per cui resta irrisolta la questione di come si concilia la drastica riduzione del carico fiscale (la flat tax leghista) con una serie di misure, anche di welfare, che non possono che far lievitare la spesa pubblica (a partire dal reddito di cittadinanza a 5 stelle)”. La parte finale del testo rimanda all’urgenza di “ri-animare” la politica, senza rimpianti per il passato, sostenendo semmai “la capacità della coscienza delle persone di riconoscere il bene e di esserne attratta”, capacità che “non si è spenta definitivamente”. Il che richiede “il lavoro culturale di narrare il bene” e un secondo “filone”, quello “dell’impegno diretto, della mobilitazione concreta e attiva per la tutela della dignità e dei diritti di tutti, su cui occorrerà probabilmente fare un passo in più”.

Cile: mons. Scicluna all’Università Cattolica di Santiago per seminario su prevenzione abusi

Wed, 2018-06-13 16:19

Mons. Charles Scicluna, arcivescovo di Malta inviato dal Papa in Cile insieme a mons. Jordi Bertomeu per la missione pastorale nella diocesi Osorno, dopo la rimozione del vescovo Juan Barros, ha partecipato oggi a Santiago del Cile ad un seminario all’Università Cattolica per parlare dei principi alla base delle indagini sugli abusi sessuali nella Chiesa. La giornata formativa, destinata principalmente ai canonisti delle diocesi cilene, è stata organizzata dal Consiglio nazionale Cech per la prevenzione degli abusi e l’accompagnamento alle vittime, l’Associazione cilena di diritto canonico e il centro dell’Università Cattolica – Diritto e religione della Facoltà di Diritto.

#CrisisDeLaIglesia Monseñor Charles Scicluna y Jordi Bertomeu, representantes de los enviados especiales de @Pontifex_es a Chile, se reunieron con el #RectorUC, Ignacio Sánchez, antes de participar en un seminario sobre prevención de abusos sexuales, organizado por @derechouc. pic.twitter.com/1RHT9amo1O

— Universidad Católica (@ucatolica) June 13, 2018

Morte Luciana Alpi: Libera, “procedimento giudiziario non venga archiviato”

Wed, 2018-06-13 16:11

“Ciao Luciana, madre e donna coraggiosa”. Con queste parole Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti, saluta Luciana Alpi, mamma di Ilaria, morta ieri sera a Roma all’età di 85 anni. Un saluto, quello di Libera, a cui si aggiunge una promessa: “Continueremo la tua battaglia e di tuo marito Giorgio perché riteniamo che Ilaria e Miran, il suo operatore, siano stati uccisi perché cercavano la verità, la verità e la giustizia che le mafie e i poteri illegali calpestano e che la giustizia ha il dovere di portare alla luce”. Libera si impegna fin da ora a fare il possibile “perché il procedimento giudiziario non venga archiviato e, nel caso lo fosse, per tenerlo vivo con le nostre parole, scelte e azioni”. “A chiedercelo è Ilaria – scrivono i responsabili di Libera in un comunicato -, è la passione che ha saputo trasmettere in tanti, ma è anche la coscienza – di cui è stata testimone – che la democrazia è un cammino arduo ma appassionante se lo percorriamo unendo le forze, portando ciascuno il suo impegno e la sua sete di verità. Non abbiamo mai smesso di ricordare Ilaria e Miran, e abbiamo fatto in modo che la loro memoria si trasformasse in impegno, in desiderio di costruire un mondo più giusto e più umano”.

Diocesi: Modena, domenica l’inaugurazione del centro di accoglienza “Papa Francesco”

Wed, 2018-06-13 15:50

Sarà inaugurato domenica 17 giugno, alle ore 17, dall’arcivescovo Erio Castellucci, il nuovo Centro di accoglienza “Papa Francesco” di Modena. La struttura è l’opera-segno realizzata dalla Caritas diocesana nell’ambito del progetto triennale “Legami che liberano”, finanziato con il fondo 8xmille della Cei. Il nuovo centro di accoglienza, che nasce come un laboratorio di inclusione sociale per prendersi cura delle povertà meno visibili e che ha sede nel cuore del centro storico – all’interno dell’edificio che è stata l’ultima residenza dei Gesuiti a Modena – sarà presentato in anteprima alla stampa venerdì prossimo, 15 giugno (alle ore 12), dal vicario generale dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola don Giuliano Gazzetti, dal vicedirettore della Caritas diocesana Federico Valenzano e dal responsabile del centro di accoglienza “Papa Francesco” Massimiliano Ferrarini.

+++ Nave Aquarius: arcidiocesi di Valencia disposta ad accogliere 200 profughi +++

Wed, 2018-06-13 15:40

L’arcidiocesi di Valencia, in Spagna, è disposta ad accogliere fino a 200 persone della nave Aquarius in abitazioni, centri, collegi, parrocchie o famiglie. Il cardinale Antonio Cañizares Llovera ha costituito per l’occasione un gruppo di coordinamento per mobilitare tutte le risorse disponibili nella diocesi per assistere i migranti nei bisogni di base, educazione e promozione umana. In attesa dello sbarco previsto tra sabato e domenica si stanno svolgendo in questi giorni riunioni tra le istituzioni locali e le organizzazioni della società civile per organizzare l’accoglienza della nave della Ong Sos Méditerranée che aveva salvato sabato 629 uomini, donne e bambini (123) ma alla quale il Viminale aveva negato l’accesso nei porti italiani. Molti migranti sono stati trasferiti su due navi militari italiane per permettere alla nave Aquarius di navigare in sicurezza, scortandola fino al porto di Valencia. Appena arriveranno a Valencia le persone riceveranno una prima accoglienza medica di cui si occuperà la Croce Rossa e seguiranno le procedure di identificazione da parte delle istituzioni locali e le pratiche burocratiche per il riconoscimento dello status di rifugiati. “La settimana prossima ci sarà una nuova riunione, poi inizieremo l’accoglienza ma non sappiamo ancora se ci manderanno adulti, bambini, donne incinte o con neonati, persone malate – spiegano al Sir dall’arcidiocesi di Valencia -.  Non si sa nemmeno se rimarranno tutti a Valencia oppure andranno in altre comunità autonome. Ciò che è chiaro è la nostra disponibilità a mettere a disposizione fino a 200 posti. I luoghi dell’accoglienza dipenderanno dal profilo delle persone”. Dopo l’appello dell’arcivescovo di Valencia, cardinale Antonio Cañizares, “abbiamo avuto una risposta impressionante da parte della gente: ci hanno chiamato singoli, famiglie, sacerdoti – precisano -. Abbiamo già molta esperienza in quest’ambito perché accogliamo in un collegio persone di 24 nazionalità diverse e moltissimi bambini musulmani. L’università cattolica diocesana ci potrà aiutare con i problemi di lingua”. Non è la prima volta che a Valencia arrivano imbarcazioni con migranti: “L’anno scorso, nel 2017, sono stati accolti 25.000 migranti. C’è già una organizzazione che funziona e noi, come Chiesa, diamo il nostro contributo negli aiuti”.

Diocesi: Nocera Inferiore-Sarno, ad Angri due serate per approfondire la visita pastorale di mons. Giudice

Wed, 2018-06-13 15:32

La visita pastorale, che mons. Giuseppe Giudice sta compiendo in questi mesi nella diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, sarà al centro della “Sosta ecclesiale” in programma venerdì 15 e lunedì 18 giugno. “Cercate di vedere chi era Gesù” è il titolo della lectio che mons. Pasquale Cascio, arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, terrà nella prima delle due serate, in programma venerdì alle ore 20.30 nella Collegiata di san Giovanni Battista. Lunedì sera, invece, nella chiesa della Santissima Annunziata (ore 20.30) sarà dato spazio al racconto-testimonianza delle sei parrocchie della forania di Sarno, che mons. Giudice ha già visitato in queste settimane.

Festa di sant’Antonio: mons. Cipolla (Padova), “sogno una città dove è possibile trovare pubblica misericordia”

Wed, 2018-06-13 15:09

“Mi piacerebbe pensare a una città e a una comunità dove – per chi ha sbagliato, ha pagato e si è sottoposto a un rigoroso percorso di ravvedimento che rispetti fino in fondo il dolore delle eventuali vittime – sia possibile trovare oltre che pubblica accusa anche pubblica misericordia e il riconoscimento del cammino svolto attraverso reali, seri, rigorosi e veritieri percorsi”. Lo ha detto, questa mattina, il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla in occasione della solenne celebrazione per la festa di sant’Antonio, patrono della città. Mons. Cipolla ha ricordato che sant’Antonio “è stato ‘voce’ della carità di Dio, del suo desiderio di salvezza per ogni figlio e figlia, di guarigione di ogni male dell’anima e del corpo”. “Se per intervento del Signore, per miracolo, guarisce il corpo fisico – ha sottolineato il vescovo di Padova nell’omelia pronunciata nella basilica del Santo – per intervento del Signore e dei santi possono guarire i nostri mali spirituali e così anche le dimensioni più culturali e sociali di cui siamo parte ed espressione e dalle quali sempre più dipende il nostro star bene”. E in questa prospettiva, mons. Cipolla ha auspicato una particolare “guarigione sociale”, che riguarda “la possibilità di ricominciare a vivere per le persone che hanno sbagliato”.

“Mettiamoci nei panni di quelle persone che spesso hanno maturato la consapevolezza del loro errore. Nei panni delle loro mogli o dei loro mariti, dei loro figli, dei loro amici e conoscenti e chiediamoci: come stanno nella nostra società coloro che hanno sbagliato e che hanno riconosciuto il loro errore e pagato il loro eventuale debito con la giustizia?”, ha proseguito. Precisando di non voler alimentare in alcun modo “un malinteso spirito lassista, omertoso e amorale”, il vescovo di Padova ha richiamato ad un atteggiamento “che nasce dalla fedeltà all’annuncio di misericordia che viene dal Vangelo”, “un modo per tradurre nelle nostre storie e nella nostra cultura il grande dettato evangelico del perdono”. Mons. Cipolla ha invitato “a favorire processi di autentica riparazione e riconciliazione, dando la possibilità di ricominciare a chi ha sbagliato”. E poi ha espresso un desiderio: “Questo è il miracolo che vorrei invocare per intercessione di sant’Antonio: nella nostra città trovi spazio il miracolo divino che tiene insieme, e quasi fa coincidere, giustizia e misericordia, affinché tutti abbiano dignità e giusto riconoscimento, e la speranza non muoia mai nel cuore di chi ha sbagliato e vorrebbe riparare e ricominciare”.

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