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Papa in Colombia: “vicinanza” alle vittime del terremoto in Messico e dell’uragano Irma

Fri, 2017-09-08 19:14

“Vicinanza spirituale a tutti coloro che soffrono per le conseguenze del terremoto che ieri sera ha colpito il Messico, provocando tanti danni materiali e morali, e a coloro che hanno perso la vita e alle loro famiglie”. Ad esprimerla è stato il Papa, ringraziando il vescovo di Villavicencio, Oscar Urbina Ortega, per le sue parole di saluto al termine della Messa celebrata al Terreno di Catama. “Seguo da vicino l’uragano Irma – ha proseguito Francesco – che sta lasciando dietro di sé ingenti vittime e danni materiali, così come sfollati”. “Lo seguo col mio cuore e prego per loro”, ha concluso il Papa chiedendo ai presenti di fare altrettanto.

Papa in Colombia: mons. Urbina Ortega, “le sue parole ci aiutino ad essere lievito di riconciliazione”

Fri, 2017-09-08 19:13

“È bello vedere scendere dalla montagna i piedi del messaggero della pace”. È iniziato così il saluto di monsignor Oscar Urbina Ortega, arcivescovo di Villavicencio e presidente della Conferenza episcopale colombiana, al Papa, al termine della Messa celebrata al Terreno di Catama. “Ci ha aiutato ad aprire le porte dei nostri cuori per comunicare con i nostri fratelli – ha proseguito il vescovo – in questo immenso mare verde, ed essere custodi della cura della creazione”. “La sua visita, la sua presenza, le sue parole – l’omaggio di Ortega – ci aiutino ad essere lievito di riconciliazione, in questa terra dove per molti anni abbiamo vissuto conflitti armati e dove abbiamo la responsabilità speciale di essere custodi del tesoro dell’Amazzonia”. “Grazie per essere pedagogo dell’incontro, in una società che per le discordie e le inimicizie vive nel freddo e nella sfiducia”, ha proseguito il presule citando i due nuovi beati colombiani: “Due discepoli missionari che, come Gesù, hanno perseverato fino alla fine donandosi ai fratelli”. Ortega ha infine definito la visita di Papa Francesco “una benedizione, per i giovani che attendono un futuro di pace; per i nonni, per gli indigeni, abitanti ancestrali di queste terre; per i coloni, per i contadini e per gli agricoltori colombiani”.

Cristiani perseguitati: p. Wehbe (Notre Dame University Beirut), “non dobbiamo tirarci indietro dalla testimonianza”

Fri, 2017-09-08 19:09

(da Bose) – “Abbiamo una testimonianza da rendere. Quella dei cristiani in Siria, in Libano, quelli che restano in Iraq e in Libia. Non dobbiamo certo tirarci indietro da questa testimonianza. Se i nostri Paesi vengono liberati dalle sofferenze, possono diventare un esempio che può avere un impatto sul punto di vista di altri nei confronti dei cristiani del mondo arabo”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il padre ortodosso Boulos Wehbe, docente presso la Facoltà di scienze umane della Notre Dame University di Beirut, intervenendo al XXV Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa in svolgimento fino a domani al monastero di Bose. Rispetto alla situazione dei cristiani in Medio Oriente, Wehbe si è detto “speranzoso, non ottimista”. Circa le diversità tra cristianesimo e islam, per esempio rispetto al fatto che il Corano nega la crocefissione di Cristo, secondo il padre ortodosso “il dialogo teologico deve andare avanti ma bisogna che tutto poggi su questa premessa: ‘Io ho una fede diversa dalla tua. Tu mi rispetti per questo e io farò lo stesso nei tuoi confronti’”. “Quello che si può fare in più è stare insieme – ha proseguito tra gli applausi – vivere insieme, accettare le nostre differenze e approfittare dell’esperienza altrui”. Precedentemente Wehbe aveva raccontato la sua esperienza personale: “Vivo in un edificio di 22 appartamenti e sono l’unico cristiano con la mia famiglia. I miei vicini affluiscono numerosi in occasione del Natale e della Pasqua per farci gli auguri. Alcuni ci salutano perfino con la frase ‘Cristo è risorto’, che è negata nel Corano”. “Se la ‘cultura’ è definita come lo stile di vita di una certa società o l’amalgama di valori, norme, abitudini, modi di pensare e comportamenti, nonché gli oggetti usati da una certa società – ha aggiunto – posso dire con certezza che cristiani e musulmani nell’ambito antiocheno e nelle zone geografiche adiacenti, condividono valori, norme, abitudini, modi di pensare e comportamenti molto simili”. “Questo ‘Dialogo della vita’ – ha rilevato Wehbe – è avvenuto perché ben radicato in una direzione continua storica, culturale e sociale che è ancora in corso. È veramente un tesoro che deve essere protetto, fortificato e alimentato”. “Ho cercato di abbellire il quadro della situazione?”, si è chiesto. “No”, ha continuato, “sono perfettamente consapevole dell’altro lato della medaglia, ma ho cercato di offrire un punto di vista che molti non sentono” perché sembra prevalere “l’approccio fanatico” che, secondo il padre ortodosso, non è “puramente religioso, ma è correlato con fattori sociali ed economici, gravato da ignoranza. Ha un impatto enorme e anche molte risorse a disposizione”. “Spero che la mia voce trovi eco nelle orecchie e nelle menti di molti e prego che il Signore mantenga viva e diffusa la luce della testimonianza in noi”, ha concluso, perché “è un esempio che dobbiamo cercare di cementare e diffondere”.

Giovani: don Falabretti (Snpg) a incontro pastorale Rieti, “gli adulti evitino ubriacatura da rete”

Fri, 2017-09-08 19:02

(dall’inviato a Rieti) – “Per comunicare con i giovani gli adulti evitino l’ubriacatura da rete”: il monito è di don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei (Snpg), intervenuto a Contigliano all’incontro pastorale della diocesi di Rieti (da oggi fino al 10) sul tema “In cammino al passo dei giovani”. Parlando di mondo giovanile ed educazione, don Falabretti ha ribadito l’importanza dei social network, “strumenti da conoscere e usare con accortezza da parte degli adulti. Se comunichiamo con i giovani non possiamo farlo al loro livello perché diventeremmo patetici. Dobbiamo capire che esistono registri comunicativi diversi”. Uno di questi è la testimonianza. “Proviamo a tenere la porta aperta – ha detto il responsabile del Servizio Cei – nella Chiesa ci sono tanti testimoni da cui trarre insegnamenti da seguire”. Ma, ha aggiunto, “occorre garantire tempo ai giovani perché ripensino gli insegnamenti che sono stati dati loro. Essi devono verificare ciò che noi adulti diciamo. Non accettano più nulla come dato ma vogliono verificare i concetti attraverso la rete e quelle cose poi le vogliono sentire e toccare in chi gliele dice. In gioco – ha detto don Falabretti senza mezzi termini – è la credibilità dell’adulto”. Prima dell’intervento di don Falabretti a salire sul palco è stato Michele La Ginestra, che nei panni del “don Michele” sperimentato sul palcoscenico televisivo della trasmissione “Colorado”, ha parlato del rapporto tra i giovani e la Chiesa. Domani, secondo giorno dell’incontro pastorale, vedrà protagonisti direttamente i giovani. Con alcuni di loro si parlerà di come vedono il mondo e la Chiesa, di come guardano al lavoro, alla scuola, alla società, di quali sono le loro proposte e le loro aspettative. A concludere il programma sarà il paroliere Mogol che ricorderà la figura di Lucio Battisti, nativo di queste zone.

Cina: Coldiretti, stop a gorgonzola, 15mila kg nel 2016

Fri, 2017-09-08 19:00

Sono circa 15mila i chili di gorgonzola consumati nel 2016 dai cittadini della Cina dove sembra essere in atto un ingiustificato stop ai formaggi erborinati dall’Unione europea. È quanto afferma Coldiretti nel commentare la stretta delle autorità sanitarie cinesi sui formaggi erborinati europei, cioè quelli contenenti muffe, come il gorgonzola, il taleggio, il camembert e il roquefort che vengono bloccati alle frontiere. Sono numerose le misure di carattere fitosanitario che impediscono ai prodotti Made in Italy di raggiungere il gigante cinese con il quale – sottolinea Coldiretti – sono in corso numerose trattative, dalle mele alle pere, dalla farina di frumento al riso da risotto. Una anomalia se si considera che la Cina ha fatto scattare in Europa ben 256 allarmi per prodotti alimentari pericolosi nel 2016 secondo il rapporto del sistema di allerta rapido dell’Ue e si colloca – spiega Coldiretti – tra i Paesi più insicuri dal punto di vista alimentare. Il Made in Italy a tavola in Cina ha registrato un balzo del 17% del valore delle esportazioni agroalimentari nazionali nel primo bimestre del 2017. Il prodotto Made in Italy più richiesto dal gigante asiatico – continua Coldiretti – è il vino per un importo di 101 milioni di euro nel 2016 mentre il prodotto alimentare cinese più importato in Italia è il concentrato di pomodoro per un valore di 63 milioni di euro nel 2016 che viene poi spacciato come italiano per la mancanza di un sistema di etichettatura di origine obbligatorio.

Diocesi: mons. Nolè (Cosenza-Bisignano), “aprirsi alla vita nuova alla luce della speranza”

Fri, 2017-09-08 18:57

“Dio, potente creatore, ha scelto la periferia per nascere, e Maria ci porta a Gesù. Dio non sceglie luoghi importanti, persone potenti e facoltose, intelligenti, anche, ma non per merito, quanto per scelte d’amore, sempre per una missione. È il messaggio della figliolanza, dell’amicizia, della fede, della speranza, dell’amore”. Lo ha detto quest’oggi in cattedrale monsignor Francesco Nolè, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, durante la celebrazione eucaristica nella festa liturgica della Madonna del Pilerio, patrona della città bruzia. “Dio mantiene sempre le sue promesse, è fedele”, ha detto il presule in riferimento alle profezie sulla nascita del Signore. Infatti, “se il Signore sceglie qualcuno è perché sia missionario, testimone di questo bene”. Per mons. Nolè, “la fede la si merita vivendola e la speranza fa tradurre la fede in amore”. Il presule cosentino ha evidenziato come “Dio tesse una trama d’amore che non ha limiti e non ha confini, è una sorpresa continua, va oltre ogni nostro desiderio, e Maria ha amato tutti, anche chi stava uccidendo il figlio. Ha capito che l’unico modo per sconfiggere il peccato, il terrore, la malavita anche organizzata è il perdono, è l’amore”. L’invito di mons. Nolè è quello di “aprirsi alla vita nuova, alla luce della speranza di Dio”. Richiamando “l’eroismo di tanti che nel mondo a costo della vita difendono la propria fede”, ha richiamato ad un “eroismo quotidiano nel Vangelo di Cristo”. “Dio ci dà una donna nuova per una grande novità, la Vergine Maria, segno della nuova alleanza, della Chiesa”, ha concluso mons. Nolè.

Giovani: don Falabretti (Snpg) a incontro pastorale a Rieti, “adulti abbiano passione educativa”

Fri, 2017-09-08 18:39

(dall’inviato a Rieti) – “Come educatori faremo un buon cammino se consegniamo ai giovani tutto ciò che siamo, restando aperti alle novità che essi sapranno donarci e che ci sorprenderanno”: lo ha detto don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei (Snpg), intervenendo a Contigliano all’incontro pastorale della diocesi di Rieti (da oggi fino al 10) sul tema “In cammino al passo dei giovani”. Intervistato dalla giornalista Monica Mondo, don Falabretti ha ribadito l’impegno della Chiesa a stare al fianco dei giovani ben sapendo che “le logiche di oggi sono lontane, diverse dal Vangelo. La Chiesa è riuscita ad educare quando ha creato contesti di relazione a partire dalle situazioni del momento”, ha spiegato il responsabile del Servizio Cei, citando l’esempio di Don Bosco e del suo impegno a favore dei giovani nel campo della scuola e del lavoro “proposti anche attraverso la vita comunitaria condotta in oratorio”. “Oggi – ha aggiunto – facciamo fatica a tenere in piedi una vita di comunità, a condividere del tempo, mentre è necessario creare dei luoghi di verità, dove vivere gli uni accanto gli altri, come la parrocchia”. Si tratta, per Falabretti, di “ridare una forma al Vangelo e al nostro essere comunità. Dobbiamo essere consapevoli che i giovani vogliono avvicinare gli adulti quando lo vogliono. Sono loro a deciderlo e non scandalizziamoci se abbiamo la percezione di non intercettare le nuove generazioni. Accettare cambiamenti non è facile per nessuno. Gli adulti devono avere passione educativa così da rendersi avvicinabili dai giovani, essere capaci di volere il loro bene. Non serve fare belle prediche. Un buon educatore è liberante, sostiene il giovane e lo getta nella vita. Ma se lo marca stretto, questo sente bisogno di aria e si smarca”. Da qui le necessità di “un confronto e di un dialogo utili per comprendere la loro sensibilità, guardare la loro fede, ascoltare i loro dubbi e le loro critiche”. Ed è anche per tutti questi motivi, ha concluso don Falabretti, che il prossimo Sinodo (ottobre 2018) dedicato ai giovani con tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, “non riguarderà solo i giovani ma anche gli adulti. Siamo, infatti, tutti legati perché nel cuore abbiamo qualcosa di grande”.

Dire: i titoli e il tg politico

Fri, 2017-09-08 18:35

(DIRE-SIR) – Ecco titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia Dire (anche su www.dire.it e www.agensir.it).

http://89.97.250.171/News/2017/09/08/2017090801929402322.MP4

8 settembre, Mattarella e Pinotti alle celebrazioni a Roma

Nel 74° anniversario della Difesa di Roma, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona d’alloro a Porta San Paolo, presso le lapidi che ricordano i caduti militari e civili. Successivamente al Parco della Resistenza, il capo dello Stato ha deposto una seconda corona al Monumento ai caduti. Per il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, l’8 settembre è stato “l’inizio di un orgoglioso riscatto verso un Paese nuovo e diverso”. Presenti alla cerimonia il sindaco della Capitale Virginia Raggi, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, oltre a numerose autorità civili e delle Forze Armate.

Parlamenti G7: Corea fermi test nucleari o sanzioni

La Corea del Nord cessi immediatamente i test nucleari o l’Europa valuterà “sanzioni mirate”. È il messaggio che i presidenti dei Parlamenti dei Paesi del G7, riuniti a Roma, inviano al regime di Kim Jong-un. Il comportamento di Pyongyang, dice il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, “è inaccettabile. Useremo la forza della democrazia” per chiudere la crisi. “È una minaccia che interessa tutti noi – osserva il premier Paolo Gentiloni – l’instabilità in quell’area del mondo ha delle conseguenze dal punto di vista geopolitico”.

Firenze, due studentesse usa: stuprate dai Carabinieri

Indagati due carabinieri di Firenze accusati di stupro da due studentesse americane. Le ragazze hanno raccontato agli inquirenti di essere state riaccompagnate a casa dai militari nella notte tra mercoledì e giovedì dopo una serata in discoteca. E qui, in un’abitazione del Centro storico non lontana da via Tornabuoni, sarebbe avvenuta la violenza. I militari, poi identificati grazie a telecamere che hanno ripreso il passaggio della pattuglia, si sarebbero trovati in zona per sedare una rissa in un locale vicino piazzale Michelangelo e qui avrebbero conosciuto le due americane.

Colombia, Alvarez (Cec): Papa Francesco ci ha illuminato

“Le sue parole ci hanno illuminato, ci hanno dato entusiasmo, animo, abbiamo sentito la sua vicinanza”. È molto contento mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, segretario generale della Conferenza episcopale colombiana (Cec), intervistato dall’agenzia Sir poco dopo il discorso rivolto ai vescovi colombiani da Papa Francesco. “Ci ha invitato a portare e testimoniare Cristo in modo coraggioso, stando bene attenti a conservare la nostra identità di Chiesa, non compromessa rispetto ad altri poteri, ma libera e coraggiosa”.

Diocesi: mons. Fiorini Morosini (Reggio Calabria), “amiamo e difendiamo la nostra città”

Fri, 2017-09-08 18:28

“Amiamo Reggio e Reggio sarà grande. Amministriamola con rettitudine ed essa crescerà sempre più. Rispettiamola osservando la legge ed essa sarà vivibile. Facciamone la somma di tutti quei beni che noi vogliamo e desideriamo per vivere in pace e felici. E Reggio sarà un bene comune alla portata di tutti: sarà possibile realizzarlo a costo di sacrifici personali”. Questo l’appello lanciato oggi dall’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, alla vigilia delle festività della Madonna della Consolazione, patrona della diocesi, che si celebrerà il 12 settembre. “Ci impegneremo a difendere Reggio – prosegue l’arcivescovo -, consapevoli che difendendo la nostra città difenderemo il nostro presente e il nostro futuro”. Sottolineando la “valenza religiosa e civile di questa festa”, il presule invita a celebrarla “sapendo che non possiamo scindere Maria da Gesù” né dire di onorare la Madonna e rimanere indifferenti rispetto al “grave e progressivo depauperamento dei valori che accade attorno a noi”. “Non possiamo riunirci, con fede, nel nome della Madre consolatrice e continuare ad organizzare, pervicacemente, la vita personale, familiare e sociale come se il Vangelo non esistesse più”, né possiamo accettare come irreversibile la “deriva morale resa” della città. Di qui il grido: “Interrompiamo la separazione tra fede e vita in tutti gli aspetti della nostra esistenza”. Dal presule la richiesta di “amare di più la nostra città, ciascuno secondo le responsabilità e i doveri che ha verso di essa”.

Società: Taccolini (Università Cattolica), no ad “atrofia della memoria”. “Confrontarsi con la dimensione comunitaria e sociale”

Fri, 2017-09-08 18:25

Per “rispondere coi fatti agli interrogativi sempre più pressanti che incombono sul nostro tempo” dobbiamo insieme, “adulti e giovani”, tentare di dare risposte “convincenti e plausibili” assumendo “un segmento personale di responsabilità per tenere aperto un dialogo che non si deve spezzare”. Lo ha detto Mario Taccolini, prorettore, ordinario di storia economica e membro del Centro di Ateneo per la dottrina sociale della Chiesa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, intervenuto questo pomeriggio al Seminario nazionale di studi e formazione organizzato dal Movimento cristiano lavoratori (Mcl) a Senigallia. Per Taccolini è essenziale la riscoperta delle nostre radici per contrastare quella che ha definito “atrofia della memoria, che spesso non è solo indice di trascuratezza ma – quel che è più grave – nasconde una dimenticanza intenzionale. È importante quindi che specie i giovani ricerchino il significato di questa nuova responsabilità nella consapevolezza di un passato che ci consente di essere presenti oggi: presenti e attivi, operosi, lungimiranti in ragione di chi ci ha preceduto, di queste nostre radici che si rinnovano nel tempo”. Secondo il professore “la tecnologia sta creando opportunità un tempo inimmaginabili” ma le innovazioni stanno determinando una drammatica riduzione dei posti di lavoro”. Bisogna “confrontarsi con la dimensione comunitaria e sociale, rappresentata in pieno dal mondo dell’associazionismo, il cui ruolo è tanto più indispensabile oggi, in una società liquida come la nostra”.

150° Azione cattolica: Venturi (storico), dal fondatore Acquaderni spiritualità e protagonismo del laicato italiano

Fri, 2017-09-08 18:17

(dall’inviato a Bologna) Un’associazione “fondata da giovani e giovanissimi credenti che si rendono protagonisti” nella storia del Paese e nella vicenda ecclesiale e civile nazionale, “un gruppo di amici che credono negli stessi valori”, accomunati da “una fede forte”, testimoniata “laicamente” nella quotidianità. Giampaolo venturi, storico, porta al convegno sul 150° dell’Ac in corso a Bologna, una relazione sul fondatore, Giovanni Acquaderni, “e i suoi ‘amici’ alle origini dell’Azione cattolica italiana”. Venturi traccia dapprima il profilo di Acquaderni, motore di numerose iniziative sociali, economiche, culturali (fondatore, fra l’altro, di giornali e banche), un “cristiano convinto che per salvarsi occorre salvarsi insieme”. Da qui l’idea – assolutamente nuova – dell’associazionismo laicale cattolico, che si misura con le trasformazioni dell’Italia post-unitaria e dei primi decenni del ‘900. La “Società della gioventù cattolica italiana”, fondata nel 1867, mostra “una struttura solida eppure elastica”, con forti connotazioni spirituali senza “rinunciare all’impegno sociale” a favore delle classi meno fortunate della nascente nazione italiana. “Famiglia e lavoro” sono due degli ambiti di maggiore impegno di Acquaderni e di un’associazione all’inizio elitaria, capace poi di radicarsi nei territori del Paese e nella Chiesa, cui offre una sponda sul versante educativo e sociale, generando poi l’Opera dei Congressi fino alla fondazione delle Settimane sociali dei cattolici italiani.

Diocesi: Udine, lettera pastorale di mons. Mazzocato, “rinnovato slancio missionario” e “rafforzamento comunione”

Fri, 2017-09-08 18:15

“Perseveranti e concordi nella preghiera con Maria. La Chiesa di Udine in missione accompagnata dalla Madre” è il titolo della nuova Lettera pastorale consegnata questa sera da mons. Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, ai fedeli giunti a Castelmonte in occasione del 42° pellegrinaggio diocesano. Il documento disegna il nuovo anno pastorale caratterizzato da un particolare affidamento a Maria della Chiesa diocesana che si appresta ad avviare ufficialmente il progetto delle collaborazioni pastorali i cui obiettivi sono un rinnovato slancio missionario e il rafforzamento della comunione. Forti i riferimenti alle famiglie e ai giovani. “Come per gli undici apostoli e le donne riuniti nel cenacolo, anche per noi cristiani di Udine è tempo di missione”, scrive il presule. E aggiunge: “Con le collaborazioni pastorali non miriamo, prima di tutto, a razionalizzare le forze ed essere più efficienti. Desideriamo, invece, far crescere la comunione e la collaborazione tra parrocchie perché sia più vivo tra di noi l’amore di Cristo”. Centrale in questo itinerario la figura di Maria. Forte il riferimento alle famiglie che, sottolinea il presule, sono “la lampada accesa che diffonde una luce di speranza in una società che sta perdendo la speranza che sia possibile tra una donna e un uomo amarsi per sempre e in questo amore fedele creare lo spazio vitale per generare figli”. Mazzoccato richiama quindi il prossimo Sinodo dei vescovi che il Papa ha deciso di dedicare ai giovani, offre alcune indicazioni pastorali e chiude la lettera con la preghiera di affidamento a Maria.

Papa in Colombia: Messa a Villavicencio, la riconciliazione deve comprendere “anche la nostra natura”

Fri, 2017-09-08 18:06

“Monsignor Jesús Emilio Jaramillo Monsalve, vescovo di Arauca, e il sacerdote Pedro María Ramírez Ramos, martire di Armero, sono segno di questo, espressione di un popolo che vuole uscire dal pantano della violenza e del rancore”. È l’omaggio del Papa ai due nuovi beati, nella Messa a loro dedicata a Villavicencio, incentrata sul tema della riconciliazione. “In questo ambiente meraviglioso, tocca a noi dire ‘sì’ alla riconciliazione; che il ‘sì’ comprenda anche la nostra natura”, l’imperativo di Francesco, secondo il quale “non è casuale che anche su di essa abbiamo scatenato le nostre passioni possessive, la nostra ansia di dominio”. Poi la citazione dei versi di Juanes, “un vostro compatriota”: “Gli alberi stanno piangendo, sono testimoni di tanti anni di violenza. Il mare è marrone, mescola sangue con la terra”. “La violenza che c’è nel cuore umano, ferito dal peccato, si manifesta anche nei sintomi di malattia che riscontriamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi”, ha ammonito Francesco sulla scorta della Laudato si’: “Tocca a noi dire ‘sì’ come Maria e cantare con lei le meraviglie del Signore, perché, come ha promesso ai nostri padri, aiuta tutti i popoli e ogni popolo, aiuta la Colombia che oggi vuole riconciliarsi e la sua discendenza per sempre”.

Papa in Colombia: Messa a Villavicencio, “la riconciliazione non è una parola astratta”

Fri, 2017-09-08 18:05

“La riconciliazione non è una parola astratta; se fosse così, porterebbe solo sterilità, anzi, distanza. Riconciliarsi è aprire una porta a tutte e ciascuna delle persone che hanno vissuto la drammatica realtà del conflitto”. È il passo centrale dell’omelia della Messa celebrata oggi dal Papa a Villavicencio, quasi un preludio a quanto succederà nel pomeriggio, nel grande incontro di preghiera per la riconciliazione nazionale in programma nel Parque Las Malocas. “Quando le vittime vincono la comprensibile tentazione della vendetta, diventano i protagonisti più credibili dei processi di costruzione della pace”, ha assicurato Francesco: “Bisogna che alcuni abbiano il coraggio di fare il primo passo in questa direzione, senza aspettare che lo facciano gli altri. Basta una persona buona perché ci sia speranza! E ognuno di noi può essere questa persona!”. “Ciò non significa disconoscere o dissimulare le differenze e i conflitti”, ha precisato il Papa: “Non è legittimare le ingiustizie personali o strutturali. Il ricorso alla riconciliazione non può servire per adattarsi a situazioni di ingiustizia. Piuttosto, come ha insegnato san Giovanni Paolo II, è un incontro tra fratelli disposti a superare la tentazione dell’egoismo e a rinunciare ai tentativi di pseudo-giustizia; è frutto di sentimenti forti, nobili e generosi, che conducono a instaurare una convivenza fondata sul rispetto di ogni individuo e dei valori propri di ogni società civile”. “La riconciliazione si concretizza e si consolida con il contributo di tutti, permette di costruire il futuro e fa crescere la speranza”, ha ribadito Francesco: “Ogni sforzo di pace senza un impegno sincero di riconciliazione sarà sempre un fallimento”. Il Papa ha citato le “esperienze di esilio e di desolazione” sperimentate dal popolo colombiano in oltre 50 anni di guerra: storie di scontri, di offese, anche di morte. “Quante donne, in silenzio, sono andate avanti da sole, e quanti uomini per bene hanno cercato di mettere da parte astio e rancore volendo coniugare giustizia e bontà!”, ha esclamato. Come fare, allora, per intraprendere “vie di riconciliazione”? “Come Maria dire ‘sì’ alla storia completa, non a una parte; come Giuseppe, mettere da parte passioni e orgoglio; come Gesù Cristo, farci carico, assumere, abbracciare questa storia, perché qui ci siete voi, tutti i colombiani, qui c’è quello che siamo… e quello che Dio può fare con noi se diciamo ‘sì’ alla verità, alla bontà, alla riconciliazione. E questo è possibile solo se riempiamo della luce del Vangelo le nostre storie di peccato, violenza e scontro”.

Diocesi: mons. Mazzocato (Udine), “nella nostra Chiesa abbiamo bisogno” di “comunione e missione”

Fri, 2017-09-08 18:00

“Abbiamo bisogno che lo Spirito Santo di Gesù riempia il cuore di ciascuno e rinnovi tra di noi il duplice miracolo che fece negli apostoli e nelle donne: il miracolo della comunione e il miracolo della missione”. È un passaggio dell’omelia pronunciata questa sera da mons. Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, in occasione del 42° pellegrinaggio diocesano a Castelmonte. “Quanto abbiamo ancora bisogno nella nostra Chiesa di Udine e in tutta la Chiesa di Cristo del miracolo della comunione e della missione! –  ha proseguito -. Quanto abbiamo bisogno di volerci più bene con il Cuore di Gesù tra le persone, nelle famiglie, tra parrocchie e paese vicini. In questo modo saremo ancora una Chiesa missionaria perché tanti fratelli, tormentati dalla solitudine, si avvicineranno e scopriranno il nostro segreto che si chiama Gesù e il suo amore che ha riempito i nostri cuori grazie all’azione dello Spirito Santo”. “Anche il progetto diocesano delle collaborazioni pastorali che ci stiamo impegnando a realizzare – ha detto il presule – è un coraggioso cammino lungo il quale speriamo e desideriamo che lo Spirito Santo faccia crescere la comunione tra le persone e tra le parrocchie” per parlare “al cuore dei piccoli, dei giovani, di chi ha smarrito la fede e l’orientamento della vita, alle famiglie, a chi è nella sofferenza e cerca una speranza”. “Castelmonte ci ricorda che non siamo soli con le nostre deboli forze. Abbiamo una grande compagna di viaggio: è Maria, la Madre che Gesù ci ha donato dalla croce”, ha concluso il vescovo.

Papa in Colombia: Messa a Villavicencio, nella storia della salvezza “le donne hanno tracciato una tendenza e hanno fatto storia”. No a “atteggiamenti patriarcali e maschilisti”

Fri, 2017-09-08 17:59

Nessuna delle donne menzionate nella genealogia di Gesù “appartiene alla gerarchia delle grandi donne dell’Antico Testamento”: eppure sono loro, nella genealogia, “ad annunciare che nelle vene di Gesù scorre sangue pagano, e a ricordare storie di emarginazione e sottomissione”. A farlo notare è stato il Papa, che nell’omelia della Messa celebrata oggi sul Terreno di Catama, a Villavicencio, ha indicato una direzione di marcia precisa: “In comunità dove tuttora trasciniamo atteggiamenti patriarcali e maschilisti, è bene annunciare che il Vangelo comincia evidenziando donne che hanno tracciato una tendenza e hanno fatto storia”. L’esempio citato da Francesco è quello di Maria, che “con un suo generoso ‘sì’ ha permesso che Dio si facesse carico di questa storia”, e di Giuseppe, “uomo giusto”, che “non ha lasciato che l’orgoglio, le passioni e lo zelo lo gettassero fuori da questa luce”. “Noi sappiamo prima di Giuseppe quello che è successo a Maria – ha fatto notare il Papa sulla scorta delle narrazione evangelica – e lui prende decisioni dimostrando la sua qualità umana prima ancora di essere aiutato dall’angelo e arrivare a comprendere tutto ciò che accadeva intorno. La nobiltà del suo cuore gli fa subordinare alla carità quanto ha imparato per legge”. “Oggi, in questo mondo nel quale la violenza psicologica, verbale e fisica sulla donna è evidente – ha detto Francesco sottolineando l’attualità della figura dello sposo di Maria – Giuseppe si presenta come figura di uomo rispettoso, delicato che, pur non possedendo tutte le informazioni, si decide per la reputazione, la dignità e la vita di Maria. E nel suo dubbio su come agire nel modo migliore, Dio l’ha aiutato a scegliere illuminando il suo giudizio”.

Mostra del Cinema: Premio cattolico Signis al film “La villa”, menzione per “Foxtrot”

Fri, 2017-09-08 17:30

74a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia, il verdetto della Giuria cattolica Signis. È il film francese “La villa” di Robert Guédiguian a vincere il premio cattolico internazionale, mentre il regista israeliano Samuel Maoz con “Foxtrot” ottiene la menzione speciale.

La giuria Signis – Organizzazione mondiale cattolica per le comunicazioni, Signis.net –, presieduta a Venezia 74 da Douglas Fahleson (Irlanda) e composta dal segretario Massimo Giraldi (Italia), Iván Giroud (Cuba), Marianela Pinto (Ecuador) e Callum Ryan (Australia), ha deciso di assegnare il riconoscimento al film francese “La villa” con la seguente motivazione: “Una rappresentazione contemporanea del mondo in cui viviamo oggi. ‘La villa’ ha molto da dire sui legami familiari, il significato della casa, il rapporto con i vicini (migranti), e il confronto con la popolazione che invecchia. In un tranquillo villaggio di pescatori minacciato dall’urbanizzazione, tre fratelli tornano a vedersi per prendersi cura dei genitori malati. Questo cambiamento diventa catalizzatore di speranza che coinvolge tutti. Un’onesta e commovente celebrazione della vita”.

I membri della giuria Signis, inoltre, hanno ritenuto opportuno conferire una menzione speciale a un altro film del Concorso, “Foxtrot”. “Ci porta in un viaggio inaspettato di dolore – si legge nella nota della Giuria – seguendo la perdita del figlio adulto di una famiglia. Quanto della nostra sofferenza è da attribuire alla nostra pura volontà e quanto invece è già prestabilito? Un onesto film di natura psicologica che parla anche della guerra e delle ferite della famiglia”.

I componenti della Giuria Signis alla Mostra del Cinema di Venezia: Douglas Fahleson (Irlanda) è un regista, scrittore e produttore, membro del board di Signis Europa con incarichi alla comunicazione; Massimo Giraldi (Italia) è un giornalista e critico cinematografico, Segretario della Commissione Nazionale Valutazione Film presso l’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Cei; Iván Giroud (Cuba) è uno studioso di cinema, Presidente del Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano a Cuba; Marianela Pinto (Ecuador) è esperta di comunicazione, film producer e membro di ASOCINE – Asociación de Cineastas del Ecuador; Callum Ryan (Australia) è un giovane critico cinematografico che lavora presso l’Australian Catholic Office for Film & Broadcasting a Sydney.

Teologia: Pontificia Facoltà della Sardegna, il 2 ottobre a Cagliari inaugurazione dell’anno accademico 2017/2018

Fri, 2017-09-08 17:21

Lunedì 2 ottobre, a Cagliari, si terrà l’inaugurazione dell’anno accademico 2017/2018 della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna. Alle ore 18 ci sarà la concelebrazione eucaristica nella chiesa “Cristo Re”, presieduta dall’arcivescovo di Cagliari e gran cancelliere della Facoltà Teologica, mons. Arrigo Miglio. A seguire nell’aula magna della Facoltà, in via Enrico Sanjust 13, si terrà la cerimonia inaugurale, con i saluti e la prolusione del preside, padre Francesco Maceri, la consegna dei diplomi accademici e infine la proclamazione ufficiale dell’apertura dell’anno accademico da parte di mons. Miglio. Info: www.pfts.it

Azione cattolica: Bologna, “Una storia lunga centocinquant’anni. L’Ac nella vita del Paese”. Il saluto di mons. Zuppi

Fri, 2017-09-08 17:13

(dall’inviato a Bologna) Mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha portato i saluti della chiesa diocesana ai presidenti diocesani e assistenti ecclesiastici dell’Azione cattolica italiana convenuti a Bologna per tre giorni di riflessione e dibattito orientati a programmare l’attività annuale dell’associazione. L’appuntamento nel capoluogo emiliano ha preso avvio nel pomeriggio con un momento pubblico, nell’auditorium Enzo Biagi della Biblioteca cittadina, sul tema “Una storia lunga centocinquant’anni. L’Azione cattolica nella vita del Paese”, nell’ambito delle celebrazioni per il secolo e mezzo di fondazione della più antica associazione laicale cattolica del Paese. Raffaele Cananzi, presidente dell’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI (Isacem) che ha organizzato il convegno storico, ha ricordato le origini bolognesi dell’Ac, città di Giovanni Acquaderni (1839-1922), fondatore, assieme al viterbese Mario Fani, della prima Società della gioventù cattolica, nucleo originario dell’Ac. Cananzi ha sottolineato “il contributo, originale e fondamentale, dell’Ac alla vita ecclesiale e civile del Paese”, puntando in particolare sulla “formazione cristiana, non offuscata da integrismo”, capace di sollecitare “una cittadinanza attiva”, in grado di incidere sulla vicenda nazionale, anche “creando un dialogo fecondo tra credenti e non credenti”. Per Cananzi l’Ac è “un’associazione popolare, diffusa, umile”, che “ha influito e influisce sulla spiritualità e sulla passione civile” di numerose generazioni di italiani.

Diocesi: Jesi, domenica incontro con la giornalista Laura Tangherlini alla Biblioteca cardinal Petrucci

Fri, 2017-09-08 17:08

“Matrimonio siriano”, un diario di viaggio in parole e video con le storie di tanti profughi in fuga dalla Siria, domenica pomeriggio 10 settembre, dalle 16, alla Biblioteca diocesana di Jesi: l’autrice e giornalista Laura Tangherlini presenterà il suo nuovo libro+dvd nel quale racconta in parole, immagini e musica il suo viaggio da neo-sposa tra centocinquanta piccoli profughi siriani che ha deciso di aiutare. L’incontro con la giornalista di RaiNews24 e con suo marito, il cantautore romano Marco Rò, spiega Matteo Sorana, studente di giurisprudenza, “è una proposta aperta a tutta la città per conoscere, con lo sguardo di chi si è lasciato coinvolgere, la sofferenza del popolo siriano, soprattutto dei più piccoli e per rendersi conto di quanto la solidarietà sia capace di offrire speranza per la rinascita e per una nuova vita”. La Biblioteca diocesana è stata fondata dal vescovo padre Oscar Serfilippi, predecessore dell’attuale mons. Gerardo Rocconi, e da mons. Attilio Pastori per custodire i fondi antichi della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo, dei minori conventuali e del Seminario, “dispone di 37mila volumi catalogati ma il numero è sempre in crescita per le frequenti donazioni”, sottolinea il vicedirettore don Cristiano Marasca. Sulla scia delle indicazioni di papa Francesco, dopo la Gmg di Cracovia è sbocciata nella Biblioteca “un’esperienza che integra pastorale giovanile, pastorale universitaria e della scuola con la pastorale della cultura”. Grazie all’ingresso di alcuni volontari che hanno vissuto l’esperienza della Gmg e hanno saputo coinvolgere altri loro coetanei, ha ampliato i suoi orari, ed è diventata luogo di studio e di incontro per molti giovani”. Cineforum, dibattiti, serate a tema, letture ad alta voce per “poter svolgere quell’azione evangelizzatrice” che “passa attraverso le relazioni personali”.

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