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Updated: 11 hours 25 min ago

Notizie Sir del giorno: migranti, Nicaragua, Sindone, crisi Grecia, consumo di suolo, arresti Casamonica, Russia 2018

Tue, 2018-07-17 19:30

Migranti: Oim, arrivi in Spagna (18.016) superano quelli in Italia (17.827). Frontex, a giugno -56% attraversamenti del Mediterraneo rispetto al 2017

La Spagna ha superato l’Italia per numero di arrivi di migranti dall’inizio dell’anno al 15 luglio: 18.016 quelli sbarcati sulle coste spagnole, lungo la rotta del Mediterraneo occidentale, rispetto ai 17.827 arrivati attraverso la rotta centrale dalla Libia all’Italia. Sono i dati diffusi oggi dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim). Secondo i dati dell’Oim, dall’inizio dell’anno 14.678 migranti hanno raggiunto la frontiera sud dell’Europa attraverso la rotta del Mediterraneo orientale, fra Grecia e Turchia. (clicca qui)
Secondo i dati pubblicati oggi da Frontex relativamente al mese di giugno, sono stati circa 13.100 gli attraversamenti irregolari rilevati sulle principali rotte migratorie verso l’Ue a giugno, il 56% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Cala la pressione migratoria sull’Ue attraverso il Mediterraneo, dove sono stati registrati, dall’inizio dell’anno 60.430 attraversamenti. In controtendenza la rotta del Mediterraneo occidentale, dove il numero di migranti, provenienti soprattutto da Marocco, Guinea e Mali, in arrivo in Spagna è cresciuto del 166% (circa 6.400 persone arrivate a giugno, 14.700 attraversamenti dall’inizio dell’anno, il doppio del 2017). Hanno percorso la rotta orientale del Mediterraneo circa 3.600 persone, provenienti da Siria e Iraq, un terzo in meno rispetto a maggio. Ma, dice Frontex, poiché sono aumentati in modo significativo gli attraversamenti irregolari via terra ai confini con la Turchia, il numero totale di migranti via mare (soprattutto tunisini ed eritrei) si è fermato a circa 24.300 dall’inizio 2018. Quanto agli arrivi in Italia, a giugno sono stati circa 3.000, l’87% in meno rispetto allo stesso mese del 2017, 16.100 dall’inizio dell’anno, l’81% in meno del 2017. (clicca qui)

Nicaragua: card. Rosa Chávez (Salvador), “Oscar Romero interceda per il popolo”. Attaccate una chiesa e una sede Caritas

“Il Salvador ha elevato preghiere per chiedere al beato Romero di intercedere per il popolo e per i religiosi del Nicaragua”. Così si è espresso ieri il cardinale salvadoregno Gregorio Rosa Chávez, vescovo ausiliare di San Salvador e stretto collaboratore di Oscar Arnulfo Romero, in un videomessaggio. Si tratta di un sostegno particolarmente gradito, tra i tanti attestati di solidarietà e pronunciamenti internazionali sulla situazione in Nicaragua. Il card. Rosa Chávez afferma che il Salvador “sa cosa significa avere dei martiri” e proprio per questo condivide “il dolore e il calvario” del popolo nicaraguense. “Speriamo che questo popolo, che desidera pace, giustizia e riconciliazione, abbia un giorno la sua resurrezione”. Anche ieri sono proseguiti gli attacchi alla chiesa: le forze speciali hanno danneggiato la chiesa di san Giovanni Battista, a Masaya (le cui porte sono state chiuse in seguito all’accaduto fino a data da destinarsi) e hanno distrutto la sede della Caritas a Sébaco, nella diocesi di Matagalpa, come ha denunciato il vescovo, mons. Rolando José Alvarez. Nel frattempo, la Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) ha pubblicato una prima informativa ufficiale sul Nicaragua. Nel rapporto si parla di “gravi violazioni dei diritti umani” e di “uso eccessivo e arbitrario della forza, inclusa la volontà di uccidere”. Il documento, già ampiamente superato dai fatti (le vittime accertate sono ormai ben oltre le 350), parla di 212 morti, 1.337 feriti, 507 persone incarcerate. (clicca qui)

Sindone: mons. Nosiglia (custode pontificio), “contemplarla è come leggere Vangelo”. A guidare valutazione scientifica “sia sempre principio di neutralità”

“È toccato e toccherà anche questa volta ad altri scienziati e studiosi promuovere un dibattito ed eventualmente contestare sul piano scientifico o sperimentale la validità e solidità della ricerca compiuta. È comunque un dibattito che riguarda gli studiosi e scienziati che vogliono cimentarsi in questa impresa”. Mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e custode pontificio della Sindone, interviene sul clamore sollevato in questi giorni dalla ricerca dell’antropologo Matteo Borini e dal chimico Luigi Garlaschelli, secondo la quale almeno la metà delle macchie di sangue sarebbe falsa e solo alcune sarebbero compatibili con la posizione di un uomo crocifisso. Ricordando che, secondo San Giovanni Paolo II, “la Sindone è una costante provocazione per la scienza e l’intelligenza”, mons. Nosiglia ribadisce “un principio fondamentale che deve guidare chi desidera affrontare con metodo rigorosamente scientifico questioni complesse come questa: è il principio della neutralità, perché se si parte da un preconcetto e si orienta la ricerca per dimostrarlo, facilmente si giungerà a confermarlo”. Tutto ciò, precisa, “non inficia minimamente il significato spirituale e religioso della Sindone quale icona della passione e morte del Signore”. Contemplarla “è come leggere le pagine di Vangelo”; quindi, pur non essendo “oggetto di fede, aiuta però la fede stessa perché apre il cuore di chi l’avvicina e la contempla a rendersi consapevole di ciò che è stata la passione di Gesù in croce”. (clicca qui)

Grecia: Alverti (Caritas), “la qualità della vita è peggiorata. Tanti sacrifici ma non vediamo luce in fondo al tunnel”

(da Atene) “La situazione resta difficile. Ancora non riusciamo a camminare da soli. I numeri indicano un’uscita dalla crisi ma la qualità della vita dei greci oggi è peggiorata. Abbiamo fatto e continuiamo a fare tanti sacrifici ma non vediamo luce in fondo al tunnel”. Così Maria Alverti, direttrice generale di Caritas Grecia, parla al Sir della prossima uscita, il 20 agosto, del suo Paese dal programma di aiuti della Troika, avviato a maggio del 2010 per evitare la bancarotta. Ue, Fmi e Bce hanno erogato alla Grecia, in otto anni, 288,7 miliardi di euro, prestiti che il Paese ellenico è chiamato a ripagare mettendo in campo una serie di dure riforme e tagli alla spesa pubblica. Ma dopo otto anni di cure drastiche, la Grecia non è guarita dalla sua crisi. “Non è una questione di cibo che non manca – spiega la direttrice generale della Caritas – ma la gente è stressata e angosciata perché non sa come pagare le bollette. La vita di tutti i giorni presenta ostacoli enormi per la mancanza di lavoro, per un sistema sanitario che non offre più cure sanitarie adeguate se non a pagamento, gli stipendi sono stati decurtati, le tasse sono oltre il 60%, abbiamo subito tagli alle pensioni e allo stato sociale”. (clicca qui)

Consumo di suolo: Ispra/Snpa, in un anno -52kmq. Ogni due ore si costruisce un’intera piazza Navona

È un consumo di suolo ad oltranza quello che in Italia continua ad aumentare anche nel 2017, nonostante la crisi economica. Tra nuove infrastrutture e cantieri (che da soli coprono più di tremila ettari), si invadono aree protette e a pericolosità idrogeologica sconfinando anche all’interno di aree vincolate per la tutela del paesaggio – coste, fiumi, laghi, vulcani e montagne – soprattutto lungo la fascia costiera e i corpi idrici, dove il cemento ricopre ormai più di 350mila ettari, circa l’8% della loro estensione totale (dato superiore a quello nazionale di 7,65%). È quanto afferma il Rapporto Ispra-Snpa sul “Consumo di suolo in Italia 2018” presentato questa mattina alla Camera dei deputati. La superficie naturale, si legge nel rapporto, “si assottiglia di altri 52 km2 negli ultimi 365 giorni. In altre parole, costruiamo ogni due ore un’intera piazza Navona”. Anche se la velocità si stabilizza ad una media di 2 metri quadrati al secondo, quella registrata, prosegue il rapporto, “è solo una calma apparente: i valori, oltre a non tener contro di alcune tipologie di consumo considerate nel passato, sono già in aumento nelle regioni in ripresa economica come accade nel Nord-Est del Paese. Tutto questo ha un prezzo, la cifra stimata supera i 2 miliardi di euro all’anno”. (clicca qui)

Arresti Casamonica: Prestipino (procuratore aggiunto Roma), “nella Capitale scenario criminale complesso”

“Roma è una città di 4 milioni di abitanti e ha uno scenario criminale particolarmente complesso”. Lo ha detto il procuratore aggiunto della Dda di Roma, Michele Prestipino, durante la conferenza stampa seguita al blitz di questa mattina che ha portato agli arresti 37 persone affiliate al clan Casamonica, tra la Capitale e le provincie di Reggio Calabria e Cosenza. “Le indagini svolte sono durate anni e le condotte accertate sono gravissime – ha aggiunto Prestipino –. Il materiale probatorio raccolto è estremamente ricco e variegato. Importanti sono le attività svolte dai carabinieri di Frascati sul territorio di Porta Furba (sede del clan). Il gruppo dei Casamonica è particolare perché non è solamente molto organizzato, ma unito da vincoli di sangue”. Il procuratore aggiunto della Dda di Roma ha segnalato come “le forze di polizia sono impegnate nell’azione di contrasto alle varie forme di criminalità che si registrano su questo territorio”. (clicca qui)

Russia 2018: Tommasi (Aic), “quando c’è equilibrio aumenta lo spettacolo, anche la Serie A dovrebbe essere così”

“Il Mondiale è una competizione in cui la storia pesa e l’esperienza conta più del resto. Questo lo si avverte in campo. Dovrebbero riflettere anche i dirigenti dei vari campionati nazionali. Quando c’è equilibrio aumenta lo spettacolo, mentre i tanti campionati europei stanno vivendo una crisi di competitività allargata”. Così Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione italiana calciatori e campione d’Italia nel 2001 con la Roma, in un’intervista con il Sir all’indomani della finale del Mondiale in Russia. E sulla questione dei calciatori di origine straniera in nazionale, aggiunge: “Perché in Francia ci si preoccupa di chi sono i genitori di Mbappé e non quelli di Lloris o Pavard? Conta dove si nasce, è questo il futuro del calcio e del mondo”. Tommasi parla anche della prossima stagione di Serie A: “Nonostante la capacità della Juventus di creare sempre una squadra competitiva e un ambiente che tende ad alzare l’asticella, mi auguro che lo zoccolo duro di squadre che l’anno scorso ha fatto bene – Roma, Napoli e Inter – possa essere ancora più competitivo”. (clicca qui)

Dire: i titoli e il tg politico

Tue, 2018-07-17 19:10

(DIRE-SIR) – I titoli e il tg politico dell’agenzia Dire. Anche su www.dire.it e www.agensir.it

https://agensir.it/wp-content/uploads/2018/07/20180717_Tg_Politico_tosca.mp4

Migranti morti in mare, Open Arms accusa i libici

La guardia costiera libica ha fatto morire in mare una madre e un bambino, dopo aver affondato la barca sulla quale erano stipati insieme ad altre decine di migranti. la denuncia di Open Arms, la Ong spagnola che ospita a bordo il deputato di sinistra italiana Erasmo Palazzotto. “Almeno oggi Salvini apra i porti”, chiede il parlamentare. Secca la replica del ministro: “Gli insulti non ci fermeranno. Diminuiscono gli sbarchi, diminuiscono i morti”, dice.

I terremotati a Montecitorio: ora il reddito di cratere

Chiedono il rispetto degli impegni presi prima delle elezioni i cittadini che a piazza Montecitorio hanno portato oggi la protesta delle zone colpite dal terremoto del 2016. Tra le richieste il reddito di cratere, una misura di sostegno più calata sui bisogni dei diversi nuclei familiari. In piazza anche Francesco Amici. Una storia di malaburocrazia la sua, costretto a pagare multe per aver chiesto i contributi alla ricostruzione.

La protesta della Cna: basta tasse sulle Pmi

La pressione fiscale sulla piccola e media impresa italiana è destinata a salire nel 2018, servono correttivi. È l’allarme lanciato dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa. È Reggio Calabria la provincia in cui le aziende vengono più tartassate. A seguire Bologna, Roma e Firenze. La Cna, che non rifiuta a priori la flat tax, propone l’introduzione della totale deducibilità dell’Imu sui beni strumentali delle imprese.

Caritas: finiti gli aiuti Ue, Grecia scoraggiata

Il 20 agosto la Grecia uscirà dal programma di aiuti della Troika. In 8 anni Ue, Fmi e Bce hanno prestato al Paese ellenico oltre 288 miliardi in cambio di riforme e tagli che hanno colpito tutti i settori della vita sociale ed economica, dalla sanità alle pensioni, dal lavoro all’istruzione. La direttrice di Caritas Grecia, Maria Alverti, come riporta il Sir, osserva che “i greci sono stressati e angosciati. Si sentono traditi e abbandonati dall’Europa anche davanti alle ondate migratorie”.

Migranti: don Ciotti, “donna e bimbo lasciati morire è segno di barbarie. Opporre azioni concrete”

Tue, 2018-07-17 19:04

“Non ci sono parole, ma soprattutto non bastano più le parole. Come non basta la rabbia, l’indignazione, il disgusto. La notizia di due donne – una salva per miracolo – e di un bambino lasciati morire per il rifiuto di essere riportati nei lager libici, luoghi di umiliazione e di violenza, è il segno ulteriore di una barbarie alla quale bisogna opporre azioni concrete”. Lo afferma oggi don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, commentando le foto diffuse dall’Ong spagnola Proactiva Open Arms, che è riuscita a salvare una donna dopo 48 ore in acqua. “Chi si astiene oggi diventa complice – dichiara don Ciotti -. La storia ci insegna che il male vince anche grazie al contributo degli indifferenti e delle nazioni che per bassi interessi di bottega hanno stretto patti con dittature o Paesi senza governi stabili e riconosciuti. Impediamo che quella storia si ripeta. Mobilitiamoci e organizziamo il nostro ‘no’ alla perdita di umanità, alla svendita della democrazia, al naufragio delle coscienze”.

 

Venezuela: vescovi, ogni settimana un videomessaggio di speranza a tutto il popolo

Tue, 2018-07-17 18:58

Ogni settimana un videomessaggio di speranza di un vescovo a tutto il popolo del Venezuela. E’ l’iniziativa avviata oggi sul canale Youtube della Conferenza episcopale venezuelana. Questa settimana, nella rubrica intitolata “Voci di speranza”, interviene mons. Jonny Reyes, vescovo di Puerto Ayacucho. “In una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo nel nostro Paese – dice – la speranza siamo noi, con l’allegria, con l’entusiasmo, con i talenti che Cristo ci ha dato”. “Insieme possiamo fare molto di più per il nostro Paese – conclude -, insieme possiamo resuscitare il Venezuela. Il Dio della speranza ci benedica e ci accompagni”.

Salute: Acli Roma, da domani due giornate gratuite dedicate a cuore e prevenzione malattie cardiovascolari

Tue, 2018-07-17 18:39

Si chiama “Acli con il cuore” l’iniziativa delle Acli di Roma dedicata al contrasto della povertà sanitaria e per la prevenzione cardiologica che si terrà domani e giovedì 19 luglio dalle 9 alle 13 in via Prospero Alpino, 20. Una vera e propria “due giorni” totalmente gratuita e dedicata al cuore e alla prevenzione delle malattie cardiovascolari grazie alla presenza in sede del team guidato dal dott. Massimo Lucchetti, consulente di cardiologia del Campus Bio-Medico. Sarà possibile – solo su appuntamento – effettuare un’accurata visita cardiologica e ci si potrà sottoporre all’esame dell’elettrocardiogramma. L’iniziativa è aperta a tutti cittadini e in particolare ai nonni e alle nonne di Roma nell’ambito di “Estate con noi, aperti per ferie” l’iniziativa delle Acli di Roma e provincia – realizzata in collaborazione con Unione sportiva Acli Roma e provincia e Fap (Federazione anziani pensionati) delle Acli di Roma – e dedicata all’estate non solo dei più piccoli, ma anche degli anziani della Capitale. Nella suddetta sede Acli è infatti attivo uno speciale servizio di accoglienza e socializzazione dal lunedì al venerdì (ore 9.30 – 13) che include misurazione della pressione, centro di ascolto, momenti di condivisione, corso gratuito di alfabetizzazione informatica, angolo della lettura e per chi è impossibilitato a muoversi autonomamente la possibilità di usufruire del taxi sociale. Info sul sito http://acliroma.it/.

Sindone: Di Lazzaro su studio Borini/Garlaschelli, “colature di sangue in laboratorio” non considerano “condizioni realistiche” del “corpo di un crocifisso”

Tue, 2018-07-17 18:25

Non è possibile pensare di riprodurre in laboratorio “le condizioni realistiche delle colature di sangue sul corpo di un crocifisso”. Lo sostiene Paolo Di Lazzaro, direttore di ricerca dell’Enea e vicedirettore del Centro internazionale di sindonologia di Torino, in una dichiarazione rilasciata in merito alle informazioni diffuse ieri da quotidiani e televisioni sui risultati di un nuovo studio sulla Sindone curato dall’antropologo Matteo Borrini e dal chimico Luigi Garlaschelli, secondo il quale almeno la metà delle macchie di sangue sarebbe falsa e solo alcune sarebbero compatibili con la posizione di un uomo crocifisso. “L’articolo pubblicato sul Journal of forensic sciences – afferma Di Lazzaro – fa riferimento agli esperimenti condotti dai proff. Borini e Garlaschelli nel 2014, di cui si era già discusso a suo tempo, con l’integrazione di nuovi tentativi sperimentali. Pur contenendo vari elementi di interesse, credo le modalità con cui tali sperimentazioni sono state condotte avrebbero bisogno di integrazioni e specifiche attenzioni, per essere considerate scientificamente valide e autorevoli”. “Le misure delle colature di sangue in laboratorio – spiega il vicedirettore del Centro internazionale di sindonologia di Torino – sono effettuate usando un volontario in buone condizioni di salute sulla cui pelle pulita si è versato sangue fluido contenente un anticoagulante. Queste condizioni a contorno sono molto diverse da quelle presenti sulla Sindone: non tengono infatti conto della presenza sulla pelle dell’uomo della Sindone di terriccio, sporcizia, sudore, ematomi da flagellazione e nemmeno della accentuata viscosità del sangue dovuta alla forte disidratazione”. “Non è possibile – conclude Di Lazzaro – pensare di riprodurre condizioni realistiche delle colature di sangue sul corpo di un crocifisso senza considerare tutti questi fattori che vanno a influenzare in modo importante il percorso delle colature di sangue”.

Nelson Mandela: Obama ai giovani, “credete nella democrazia, respingete la paura”

Tue, 2018-07-17 18:21

(DIRE-SIR) – Un appello a far sentire la propria voce e a credere nella democrazia, a dispetto dell’avanzata della “politica della paura e del risentimento”, è stato rivolto oggi dall’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. L’occasione è stata un discorso pronunciato a Johannesburg, alla vigilia del centesimo anniversario della nascita di Nelson Mandela. “La politica della paura e del risentimento ha cominciato ad attirare” ha detto Obama, fissando come riferimento temporale la crisi finanziaria del 2008. L’ex presidente ha continuato, citando più volte l’impegno di Mandela contro il regime di apartheid in Sudafrica. Secondo Obama, “proprio come negli anni ’90 si parlava del trionfo della democrazia ora si parla della fine della democrazia”. Oggi, allora, bisognerebbe “resistere al cinismo”, ricordando i decenni di prigionia e tutte le difficoltà incontrate da Mandela nella sua battaglia di libertà. “Il mio messaggio per i giovani è semplice” ha detto Obama: “Continuate a credere, continuate a manifestare e ad alzare la voce”. (www.dire.it)

Turismo: Uecoop, boom +21,3% piste ciclabili città in 5 anni e +48,4% attività di noleggio

Tue, 2018-07-17 18:20

Boom delle piste ciclabili nei capoluoghi di provincia cresciute del 21,3% in cinque anni creando una rete ecologica utile ai pendolari urbani che vanno al lavoro sulle due ruote ma anche a quei turisti che scelgono la bicicletta per scoprire monumenti e bellezze architettoniche. E’ quanto emerge da un’elaborazione dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Istat in relazione allo stanziamento di oltre 361 milioni di euro da parte del ministero delle Infrastrutture e trasporti per il Sistema nazionale delle ciclovie turistiche con centinaia di percorsi dentro e fuori le città. “La bicicletta – spiega Uecoop – si trova al centro di un sistema economico che vede oltre 2.300 realtà di riparazione e noleggio comprese numerose cooperative sociali e di lavoro”. Un successo “confermato anche dalla crescita del 48,4% negli ultimi cinque anni delle attività di noleggio”. “Per girare nei parchi cittadini o per scoprire l’ambiente e la natura – sottolinea Uecoop – la bicicletta resta uno dei mezzi preferiti dai turisti con una rete di percorsi fra strade, sentieri e piste che, globalmente in Italia, supera i 93.500 chilometri secondo il sito specializzato pisteciclabili.com che raccoglie le segnalazioni degli appassionati del settore”.

Russia: Amnesty, “su vittime in Siria raggiunto nuovo picco di ipocrisia”

Tue, 2018-07-17 18:17

In un’intervista rilasciata a Fox News al termine del vertice di Helsinki del 16 luglio, il presidente russo Vladimir Putin ha posto l’accento sull’elevato numero di vittime civili provocato dagli attacchi aerei della coalizione a guida Usa contro la città siriana di Raqqa. “La condotta della coalizione a guida Usa nei quattro mesi di offensiva su Raqqa deve essere assolutamente indagata. Le nostre ricerche sul campo hanno rivelato che i bombardamenti impiegati per strappare la città allo Stato islamico hanno causato centinaia di morti e migliaia di feriti. La coalizione deve aggiornare il suo elenco di vittime civili e preparare la strada per indagini degne di questo nome e risarcimenti: se non rimedierà ai suoi errori, tenderà a ripeterli”, ha dichiarato Lynn Maalouf, direttrice delle ricerche sul Medio Oriente di Amnesty International. “Ma le parole del presidente Putin – ha precisato -, che ha usato i morti di Raqqa per deviare l’attenzione dal ruolo avuto dalla Russia nelle orribili violazioni che in Siria hanno causato decine di migliaia di vittime e milioni di profughi, vanno oltre il cinismo”. Amnesty ha ripetutamente documentato violazioni del diritto internazionale umanitario, equivalenti a crimini di guerra, “da parte delle forze russe e siriane, come i bombardamenti degli ospedali e l’uso di munizioni bandite a livello internazionale come le bombe a grappolo. La Russia ha avuto un ruolo importante nell’ostacolare l’accertamento delle responsabilità e lo svolgimento di indagini indipendenti sugli attacchi con le armi chimiche”, ha proseguito Maalouf. “Le parole elusive del presidente Putin – ha concluso – non serviranno in alcun modo a salvare vite umane. Per prevenire ulteriori bagni di sangue tra la popolazione civile siriana, le forze armate russe e le loro autorità di governo dovrebbero attenersi alle leggi di guerra, assicurare che gli aiuti umanitari raggiungano i civili in difficoltà e cessare di intralciare gli sforzi internazionali per indagare e processare i responsabili di crimini di diritto internazionale”.

Vacanze: Uecoop, +13% “spread” benzina con Germania. Italia nella topo ten dei prezzi più alti

Tue, 2018-07-17 18:16

Supera il 13% lo “spread” del pieno di benzina fra Italia e Germania. E’ quanto emerge da un’analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) sui prezzi medi dei carburanti alla pompa, in relazione all’ultima rilevazione Istat sull’inflazione a giugno che continua a crescere nelle componenti più legate agli acquisti quotidiani delle famiglie, fra cui proprio i carburanti, e in vista dei prossimi esodi estivi con milioni di turisti in viaggio da nord a sud della Penisola. Se si prende in considerazione il diesel – spiega l’analisi Uecoop – il differenziale con le stazioni di servizio in Germania sfiora il 18%. Su un pieno medio di 55 litri un automobilista italiano paga dai 10 ai 13 euro in più rispetto a un tedesco. I prezzi del pieno al dettaglio – sottolinea Uecoop – possono variare anche di diversi centesimi al litro a seconda che si vada in una pompa servita o self service, che ci si trovi dentro la rete autostradale oppure che si faccia rifornimento in una cosiddetta pompa bianca, ossia fuori dal network delle grandi aziende petrolifere. Nell’Unione europea il record del caro prezzi per la benzina – rileva Uecoop – è dei Paesi Bassi con un valore medio di 1,67 al litro, seguita da Grecia con 1,66 e appena sopra l’Italia che segue a ruota con 1,63 euro al litro. L’Italia – conclude Uecoop – “è nella top ten della benzina più cara del mondo con pesanti ripercussioni sia sui bilanci delle famiglie che sui costi che le imprese, comprese quelle cooperative, devono affrontare ogni giorno”.

Turismo religioso: don De Marco (Cei), “avere il coraggio profetico di andare oltre l’arte”

Tue, 2018-07-17 18:00

“Bisogna avere il coraggio profetico di andare… oltre l’arte! Per vincere con lo stupore ogni forma di chiusura mentale. Per fare dello stupore il motore che mette in moto i desideri autentici. Per poter, con il linguaggio dello stupore, imparare sulla propria pelle la preziosità e unicità della vita. Per sincronizzare gli orologi dell’esperienza con l’apertura alle attese, tenendo sgranati gli occhi sul reale e vedere le cose come per la prima volta, nel miracolo del loro esserci”. È l’esortazione rivolta oggi pomeriggio don Gionatan De Marco, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, nel corso del convegno “Matera tra storia, fede e bellezza” in occasione del X anniversario della costituzione della cooperativa sociale “Oltre l’Arte”, gesto concreto del Progetto Policoro e dell’arcidiocesi di Matera-Irsina. Un’esperienza che, ha spiegato don De Marco, “si può vivere nel turismo ‘No.Bel.’”, il turismo “della Notizia Bella” che “ha bisogno di ministri che accompagnino, guidino all’esperienza dei luoghi, rendendo partecipi del senso, della verità, della bellezza, della bontà dentro il quotidiano, vivendo lo stupore”. “Ha bisogno di pietre di scarto – ha proseguito citando don Tonino Bello – il cui anelito di vita muta in serbatoio di speranze questa allucinante vallata di tombe che è la terra. Ha bisogno di pietre che camminano… rotolando e liberando le bocche dell’anima di ciascuno da ogni macigno di solitudine, di miseria, di malattia, di odio, di disperazione del peccato…”. “Ha bisogno di pietre che camminano beate… sapendo – cioè – porsi domande e mettere in moto la buona curiosità”, ha sottolineato don De Marco. “Oltre l’arte”, ha concluso, è un’esperienza nella quale ci sono “sassi che camminano e che non si stancano di farsi punti di luce, sfavillio, fuoco, fonte zampillante di riflessi in cui l’infinitamente Bello viene incontro e si mostra nell’oggi di ciascuno”.

Migranti: preti e laici scrivono ai vescovi italiani, “fermare cultura intollerante e razzista”

Tue, 2018-07-17 17:57

Un gruppo di presbiteri e laici ha scritto una lettera ai vescovi italiani perché intervengano sul dilagare della cultura intollerante e razzista. “Vi scriviamo per riflettere con voi su quanto sta attraversando, dal punto di vista culturale, il nostro Paese e l’intera Europa – scrivono i firmatari, ad oggi oltre 600, in una raccolta firme sul sito dell’associazione Cercasiunfine – . Cresce sempre più una cultura con marcati elementi di rifiuto, paura degli stranieri, razzismo, xenofobia; cultura avallata e diffusa persino da rappresentanti di istituzioni. In questo contesto sono diversi a pensare che è possibile essere cristiani e, al tempo stesso, rifiutare o maltrattare gli immigrati, denigrare chi ha meno o chi viene da lontano, sfruttare il loro lavoro ed emarginarli in contesti degradati e degradanti. Non mancano, inoltre, le strumentalizzazioni della fede cristiana con l’uso di simboli religiosi come il crocifisso o il rosario o versetti della Scrittura, a volte blasfemo o offensivo”. Apprezzando i recenti richiami dei cardinali Parolin e Bassetti sul tema dell’accoglienza, i firmatari chiedono “un vostro intervento, in materia, chiaro e in sintonia con il magistero di papa Francesco”, per “dissipare i dubbi e chiarire da che parte il cristiano deve essere, sempre e comunque, come il Vangelo ricorda”. “Come ci insegnate – sottolineano – nulla ci può fermare in questo impegno profetico: né la paura di essere fraintesi o collocati politicamente, né la paura di perdere privilegi economici o subire forme di rifiuto o esclusione ecclesiale e civile”. “Oggi riteniamo – concludono – che l’urgenza non sia solo quella degli interventi concreti ma anche l’annunciare, con i mezzi di cui disponiamo, che la dignità degli immigrati, dei poveri e degli ultimi per noi è sacrosanta perché con essi il Cristo si identifica e, al tempo stesso, essa è cardine della nostra comunità civile che deve crescere in tutte le forme di “solidarietà politica, economica e sociale” (Art. 2 della Costituzione)”.

Anziani: il 19 luglio a Roma seminario su nuovi modelli abitativi e servizi di prossimità

Tue, 2018-07-17 17:54

Un seminario nazionale sui nuovi modelli abitativi e welfare di prossimità per gli anziani si svolgerà il 19 luglio a Roma (ore 9.30-13.30, sala delle Regioni Spi-CGIL Nazionale Via dei Frentani 4/a). Il titolo è “Il diritto di invecchiare a casa propria, si ma come?”. “Il diritto di invecchiare a casa propria – spiega l’associazione Abitare e Anziani promotrice dell’incontro – si fonda sulla qualità tanto della condizione abitativa in cui vivono gli anziani, quanto sulla qualità del welfare di prossimità in cui si svolge la loro vita quotidiana. Tali condizioni presentano non pochi problemi. La loro soluzione comporta il ripensare profondamente le relazioni degli anziani con la casa e il contesto di quartiere. Si tratta di adeguare ai nuovi bisogni degli anziani le tipologie e i modelli abitativi creando le condizioni per una residenzialità leggera; di mettere a punto un sistema continuo di assistenza sociosanitaria nel quadro di Piani di zona integrati con la dimensione urbanistica; di ridurre drasticamente le infinite barriere architettoniche che ostacolano la vita quotidiana di tante persone; di rendere sempre più disponibili i servizi di tecno-assistenza intelligente”. Il seminario sarà l’occasione per una riflessione sulle condizioni di vita della popolazione anziana nelle città grandi e piccole. L’obiettivo è di produrre orientamenti e proposte di iniziative territoriali del sindacato e del volontariato con particolare riferimento al rapporto con le istituzioni.

Rodolfo Focherini: mons. Bottecchi (già parroco cattedrale Carpi), ha sempre contemplato l’immagine del padre Odoardo

Tue, 2018-07-17 17:49

(da Carpi) “Anche nei momenti di difficoltà, legati alla mancanza del papà, ha saputo trarre la forza dalle sue radici di fede, sempre contemplando l’immagine del padre”. Così monsignor Rino Bottecchi, già parroco della cattedrale di Carpi, ha ricordato Rodolfo Focherini, uno dei figli del Beato Odoardo, durante il rito funebre che si è svolto oggi in Duomo. Rodolfo, 81 anni, si è spento domenica scorsa nella residenza per anziani intitolata ai suoi genitori “Maria Marchesi e Odoardo Focherini” a Soliera. Lascia la moglie Angela, i tre figli Giovanni, Alessandra e Cristina e sei nipoti. Durante il funerale, per volontà stessa della famiglia, è stata posta sull’altare la reliquia del Beato Odoardo, la sua fede nuziale. Impegnato nel mondo dell’economia, Rodolfo si è distinto per il suo impegno e per le passioni extraprofessionali. È stato donatore Avis con oltre 170 donazioni. Appassionato di toponomastica e della lingua ladina si era cimentato nella stesura di un vocabolario italiano/ladino. Come il padre Odoardo ha avuto un grande amore per la montagna. Con il carico di emozioni e personale sofferenza che ha provocato in lui e in tutta la famiglia la vicenda del martirio del padre Odoardo, ha sempre seguito le iniziative civili ed ecclesiali per la valorizzazione della figura paterna. Ha ritirato la medaglia di Giusto fra le Nazioni nel 1971, dalle mani del presidente della Repubblica Giovanni Leone. Nel 1995 si è recato a Gerusalemme per scoprire una lapide intitolata al padre presso il museo Yad Vashem. Fu uno dei promotori della richiesta per l’assegnazione della Medaglia d’oro al Valor Civile per Odoardo Focherini, conferita il 25 aprile 2007. Dei sette figli di Odoardo e Maria Focherini, ora restano in vita quattro figlie.

Sindone: mons. Nosiglia (custode pontificio), “contemplarla è come leggere Vangelo”. A guidare valutazione scientifica “sia sempre principio di neutralità”

Tue, 2018-07-17 17:44

“È toccato e toccherà anche questa volta ad altri scienziati e studiosi promuovere un dibattito ed eventualmente contestare sul piano scientifico o sperimentale la validità e solidità della ricerca compiuta. È comunque un dibattito che riguarda gli studiosi e scienziati che vogliono cimentarsi in questa impresa”. Mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e custode pontificio della Sindone, interviene sul clamore sollevato in questi giorni dalla ricerca dell’antropologo Matteo Borini e dal chimico Luigi Garlaschelli, secondo la quale almeno la metà delle macchie di sangue sarebbe falsa e solo alcune sarebbero compatibili con la posizione di un uomo crocifisso. “Nel corso dei secoli, e con maggiore frequenza negli ultimi anni, ci sono stati molti tentativi di affrontare l’autenticità della Sindone”, osserva il presule ricordando che secondo San Giovanni Paolo II, “la Sindone è una costante provocazione per la scienza e l’intelligenza”.
Mons. Nosiglia tuttavia ribadisce “un principio fondamentale che deve guidare chi desidera affrontare con metodo rigorosamente scientifico questioni complesse come questa: è il principio della neutralità, perché se si parte da un preconcetto e si orienta la ricerca per dimostrarlo, facilmente si giungerà a confermarlo… In questo caso non sono più i fatti che contano, ma le idee precostituite vanificando così quella neutralità propria della scienza rispetto alle convinzioni personali”. Tutto ciò, precisa, “non inficia minimamente il significato spirituale e religioso della Sindone quale icona della passione e morte del Signore”. Contemplarla “è come leggere le pagine di Vangelo”; quindi, pur non essendo “oggetto di fede, aiuta però la fede stessa perché apre il cuore di chi l’avvicina e la contempla a rendersi consapevole di ciò che è stata la passione di Gesù in croce”. Questa “è sempre stata ed è tutt’oggi la ragione per cui milioni e milioni di fedeli in tutto il mondo venerano, pregano e contemplano la Sindone e ne traggono speranza per la loro vita di ogni giorno”.

 

Giovani e Chiesa: indagine #TiDicoLaMia, aperti al dialogo, desiderosi di far sentire la propria voce e di essere più valorizzati

Tue, 2018-07-17 17:38

Il quadro articolato di un mondo aperto al dialogo, desideroso di far sentire la propria voce e disponibile a mettersi in gioco. E’ quanto emerge da un’indagine commissionata, in vista del Sinodo di ottobre, dal Servizio di pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Milano e realizzata da sociologi dell’Università Cattolica con la collaborazione degli stessi giovani. Titolo della ricerca, che coinvolge ragazzi tra i 16 e i 29 anni, #TiDicoLaMia.
Dopo aver ascoltato la voce dei giovani nelle sette Zone pastorali con alcuni di loro è stata realizzata una peer research, incaricandoli di intervistare i coetanei, pescando persone non vicine alla Chiesa. Guardando alle relazioni, si legge in un resoconto pubblicato sul portale della diocesi, “i giovani confermano l’importanza e la centralità dei genitori e degli amici, ma soprattutto del coltivare rapporti offline prima ancora che online”. Quella con i genitori è la relazione più significativa per il 55,7%. Le relazioni in rete sono per lo più abbastanza/poco significative (55,1%) o per niente significative (36,6%). Dio è sentito come vicino nel silenzio interiore (41%), nei momenti forti di gioia o dolore (36,3%), nelle proposte della Chiesa (13,5%). Una Chiesa che può servirsi dei social network per raggiungerli. Tra le piste interpretative generali: i giovani non sono chiusi, manifestano il desiderio di essere raggiunti nei luoghi “virtuali” e “reali” dove sono ogni giorno; la Chiesa “in uscita” può farlo. Hanno cose da dire, anche alla Chiesa; “per il 67,7% far sentire la propria voce è molto importante” ma “non è semplicissimo esprimersi nella Chiesa, che li ascolta poco/abbastanza per il 63,8%”. Il 42,3% ha il desiderio di dare il proprio contributo. I giovani più vicini alla Chiesa chiedono di “essere più valorizzati”. Che Chiesa vorrebbero i giovani? Le metafore emerse fanno pensare a una Chiesa “multiservizi”:talk show / circolo culturale, agenzia per il lavoro, laboratorio protetto, counseling (non solo religioso), casa e famiglia accoglienti. “Una Chiesa presente nei territori”, fatta di persone “in carne e ossa”, “autorevoli e al contempo umili, che si spendono e ci mettono la faccia, persone che ascoltano, dialogano, accolgono, accompagnano e sostengono le loro scelte”.

 

Bartolomeo I: lettera al sindaco di Bari, “gioia e apprezzamento per l’esperienza” vissuta il 7 luglio

Tue, 2018-07-17 17:28

Il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I ringrazia  la città di Bari per l’ospitalità riservata ai Patriarchi lo scorso 7 luglio. In una lettera inviata al sindaco Antonio Decaro esprime gioia e apprezzamento per l’esperienza del soggiorno nel capoluogo pugliese, in occasione dell’incontro di preghiera per la pace in Medio Oriente, con la partecipazione di Papa Francesco e dei capi delle Chiese e delle Comunità cristiane mediorientali. Nella lettera Bartolomeo I esprime “gioia sincera e apprezzamento per la meravigliosa esperienza concessa durante il piacevolissimo soggiorno a Bari. La vostra città meravigliosa, la sua cittadinanza e tutti i presenti hanno vissuto un giorno storico in qualità di membri vitali nel ministero per la pace in tutto il mondo”. Il patriarca sottolinea “l’organizzazione impeccabile dell’evento, come pure il calore e la generosa ospitalità della città”. “Siamo sinceramente grati per l’opportunità che ci è stata data nel visitare Bari, per stringere nuovi legami di amicizia, attraverso il dialogo e la reciproca collaborazione, e rinsaldare i rapporti già esistenti”. Bartolomeo sottolinea inoltre che l’incontro è stato segnato “dallo spirito comune della preghiera, dell’amore e della compassione cristiana”. Il Patriarca si rivolge al Sindaco infine con l’auspicio che “l’Onnipotente conceda la Sua infinita grazia e misericordia a te e a tutti i cittadini del tuo amato comune”.

Consumo di suolo: Coldiretti, “scomparso un quarto delle campagne in 25 anni”. Italia difenda “proprio patrimonio agricolo”

Tue, 2018-07-17 17:20

L’ultima generazione è responsabile della perdita in Italia di oltre ¼ della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari. È quanto afferma Coldiretti nel commentare il “Rapporto sul consumo di suolo in Italia dell’Ispra”, presentato oggi alla Camera dei deputati, dal quale emerge che nel 2017 la superficie naturale si e’ ridotta di ulteriori 52 km2. “La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico. Su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo si abbattono – sottolinea Coldiretti – i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire”. Il risultato è che secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra “sono saliti a 7145 i comuni italiani, ovvero l’88,3% del totale, a rischio frane e/o alluvioni” . Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, “l’Italia – conclude Coldiretti – deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola”.

Unione europea: Mattarella, “ragazzi Erasmus rappresentano la speranza di un’Europa senza confini né mentali né materiali”

Tue, 2018-07-17 17:15

È necessario “perseguire ogni giorno, nonostante le difficoltà, il grande disegno che ha reso l’Unione un successo unico nella storia, polo di attrazione imperniato sui principi della democrazia liberale; spazio di pace e prosperità. Un successo che si misura anche al di fuori dei suoi confini, ove l’Europa mantiene il fascino di un progetto unico per slancio ideale e per concretezza, per chi voglia un sistema internazionale basato su regole condivise, che conducano alla convivenza, all’impegno comune e non alla contrapposizione”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all’Università Statale di Tbilisi. Quello europeo, ha aggiunto, dev’essere “un sistema che porti a maggiore stabilità, a integrazioni a cerchi concentrici, differenziate e aperte, sintesi, e non mortificazione, delle tante identità che rappresentano la ricchezza del nostro continente”. Il Capo dello Stato ha proseguito rilevando che “i giovani e la cultura rivestono, in questo contesto, un ruolo cruciale. Sono i ragazzi dell’Erasmus a rappresentare la speranza di un’Europa ‘2.0’, senza confini né mentali né materiali”. Per Mattarella, “è attraverso la cultura che è possibile apprezzare le rispettive specificità e comprendere quelle altrui. Soltanto la conoscenza e il rispetto della storia – ha ammonito – consentono di non ripercorrere strade che portano a semplificazioni pericolose”. Nel suo intervento, il presidente della Repubblica ha parlato anche di cultura e ambiente, sottolineando come “la tutela dell’ambiente e delle sue risorse è, prima di tutto, un dovere nei confronti delle future generazioni. Ma rappresenta anche un efficace vettore di sviluppo, un investimento strategico, specialmente per Paesi come Georgia e Italia, che fanno delle bellezze naturali e paesaggistiche, oltre che di quelle artistiche, un fattore primario di attrazione turistica e di crescita economica”.

Chiesa in Germania: nel 2017 donati 602 milioni di euro per progetti sociali e pastorali nel mondo

Tue, 2018-07-17 17:00

La Chiesa cattolica tedesca, fatta di 27 diocesi insieme a organizzazioni, associazioni e ordini missionari, nel 2017 ha distribuito 602 milioni di euro nel mondo, attraverso progetti sociali e pastorali, due milioni in più rispetto all’anno precedente. Da questa cifra sono esclusi i costi amministrativi delle associazioni coinvolte. A renderlo noto oggi è il rapporto annuale di “Chiesa universale”, la rete degli enti che lavorano con un respiro internazionale. I soldi provengono principalmente da “offerte e raccolte, tasse ecclesiastiche e sovvenzioni statali”. Non sono calcolabili invece i soldi che molte parrocchie, associazioni e scuole cattoliche investono in iniziative a favore di partner locali in tutto il mondo. Fanno parte di questa “rete” associazioni come la Caritas, Renovabis, Missio o Misereor, Bonifatiuswerk o l’iniziativa del periodo natalizio “Sternsinger”. Una attenzione che “Chiesa universale” sta ponendo, nella assemblea annuale di giugno a Wurzburg, così come nel rapporto stesso, è alla “situazione della libertà religiosa”: nel Rapporto si trovano esempi di casi di violazione o strumentalizzazione dei diritti individuali, nella consapevolezza che “dove la libertà di religione è limitata, lo sono anche altri diritti umani, come la libertà di pensiero e di associazione”.

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