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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 9 hours 47 min ago

Liturgia e catechesi: don Palazzi (Modena-Nonantola), “rimettere mano con fiducia e coraggio alle nostre prassi per un dialogo fecondo”

Thu, 2017-06-22 10:51

“Rimettere mano con fiducia e coraggio alle nostre prassi rappresenta il primo passo per far convergere in un dialogo fecondo liturgia e catechesi”. Lo ha affermato questa mattina don Luca Palazzi, direttore dell’Ufficio catechistico dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola, nel suo intervento al Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici e liturgici diocesani in corso a Salerno. Nella sua relazione don Palazzi ha rilevato “la fatica del dialogo tra catechesi e liturgia”, che in realtà sono “esperienze complementari ed entrambe decisive per introdurre alla fede”. Definendo “imbarazzato” il rapporto tra catechesi e liturgia, il sacerdote ha rilevato le rispettive attese di una realtà nei confronti dell’altra: la “povertà delle liturgie” o i “linguaggi non verbali poco valorizzati” da una parte, e dall’altra “una catechesi troppo didascalica, preoccupata a trasmettere contenuti o finalizzata per preparare i sacramenti prevalentemente spiegandoli, con il rischio di voler spiegare tutto”. E se “il solo processo di adattamento reciproco tra liturgia e catechesi non funziona più”, don Palazzi ha evidenziato che “in alcune situazioni c’è un dialogo profondo”. Si tratta di “riscoprire un terreno comune soprattutto nei linguaggi, come quello narrativo-simbolico e quello estetico, accanto a quello verbale”. “Il vero dialogo tra catechesi e liturgia avviene nella prassi, perché è nel tentativo di modificare le pratiche che c’è la possibilità di rimettere in dialogo, di confrontarsi”. “Dobbiamo osare delle prassi nuove”, ha concluso, osservando che “catechesi e liturgia devono rimanere aperte alle conversione, non pensando di bastare a se stesse”.

Evangelizzazione: mons. Moretti (Salerno), “rimetterci in sintonia con le persone perché comprendano”

Thu, 2017-06-22 10:37

(Salerno) – “Siamo chiamati a rimetterci in sintonia con le persone perché comprendano. Il magistero di Papa Francesco ci ha dimostrato che non è vero che la gente è disinteressata al momento religioso”. Lo ha affermato questa mattina monsignor Luigi Moretti, arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, portando il suo saluto al Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici e liturgici diocesani che si chiude oggi a Salerno. “Il vostro ruolo – ha spiegato – è quello di aiutare le nostre Chiese a mettersi dentro il cammino di conversione pastorale a cui ci ha invitato Papa Francesco” perché “voi create i presupposti perché bambini, ragazzi, adolescenti e tutte le persone possano scoprire questo modo ‘nuovo’ di essere Chiesa”. Cioè – ha spiegato l’arcivescovo – “non più una Chiesa che è davanti al mondo ma una Chiesa che cammina sulle vie del mondo condividendo la vita, le gioie e le sofferenze dell’umanità per essere lì annunciatori della gioia del Vangelo”. Moretti si è augurato che “la Chiesa italiana possa essere veramente coraggiosa nel percorrere questa strada” superando la logica del “s’è sempre fatto così”. “C’è un mondo intero che di fronte al modo di essere, di fare e di comunicare di Papa Francesco ha riacceso le antenne. Questo ci deve dare fiducia”, ha concluso.

Omicidio Sant’Omero: mons. Seccia (Teramo-Atri), “stiamo perdendo il controllo del senso dell’umanità”

Thu, 2017-06-22 10:33

“Non conoscevo personalmente la dottoressa uccisa ma tutte le persone che ho sentito mi dicono essere stata una persona completamente dedita al suo lavoro”. Mons. Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri, commenta al Sir l’uccisione dell’oncologa Ester Pasqualoni, avvenuta ieri davanti all’ospedale di Sant’Omero. La dottoressa aveva finito il suo turno e stava andando a prendere la sua auto quando, verso le 16, un uomo che l’aspettava nel parcheggio l’ha colpita alla gola ed al petto con un coltello. “Un omicidio efferato – afferma il vescovo – che evidenzia come ci sia un’emulazione del male. C’è un senso di sconforto e restiamo allibiti davanti a questi episodi che descrivono un clima di violenza nel quale si tende ad agire d’istinto, piuttosto che usare la ragione”, prosegue Seccia che sottolinea come alcune volte i segnali di pericolo che anticipano questi eventi non vengano considerati come si dovrebbe, “fatti come questi non possono essere generalizzati né sottaciuti”.
“Stiamo perdendo il controllo del senso dell’umanità e assistiamo alla svalutazione del senso della vita”, le parole del vescovo che si domanda da dove nascano questi fatti, “dall’arroganza?”, aggiungendo poi che “c’è da ripensare tutta l’educazione e le proposte di svago e divertimento, non solo per i giovani ma per tutta l’umanità”. Un omicidio, quello della dottoressa Pasqualoni, che fa il paio con altri fatti di cronaca nera che si sono registrati negli ultimi periodi nel teramano, ultimo solo in ordine di tempo l’omicidio per accoltellamento in strada ad Alba Adriatica, “tutto questo è motivo di sconforto per la nostra comunità ma, soprattutto, di preghiera”, la conclusione del vescovo.

Volontariato: Focsiv, entro il 25 agosto le candidature per le tre categorie del Premio internazionale

Thu, 2017-06-22 10:26

Entro il 25 agosto sarà possibile candidarsi per le tre diverse categorie del XXIV Premio del volontariato internazionale Focsiv 2017: Volontario Internazionale, Giovane Volontario Europeo e Volontario del Sud, un riconoscimento che, in questo caso, può anche premiare gli immigrati che si sono distinti per le attività di co-sviluppo nel proprio Paese d’origine oppure persone impegnate nel volontariato nella propria terra. I premi – informano gli organizzatori – saranno consegnati il prossimo 2 dicembre, in prossimità della Giornata mondiale del volontariato indetta dalle Nazioni Unite per il 5 dicembre. Il Premio ha ricevuto, al momento, il patrocinio dell’Agenzia nazionale giovani, mentre sono partner Fondazione Missio, Forum nazionale Terzo Settore, Cei 8×1000, Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) – Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo e John Cabot University, accanto ai media partner storici, Famiglia Cristiana, Tv2000, Avvenire, Radio Vaticana, Redattore Sociale e Rete Sicomoro. Oltre alla storica categoria del volontario internazionale il Premio prevede la categoria del giovane volontario europeo, che valorizza la dimensione giovanile del volontariato proposta dai vari programmi europei – Servizio volontario europeo, Programma Erasmus+, Servizio civile nazionale italiano all’estero, Service civique francese, Eu Aid volonteers, etc. – con impegni diversi in contesti di cittadinanza attiva, impegno sociale, inclusione, in Europa e nel mondo. Volontario del Sud, la categoria inserita nella rosa dei premi lo scorso anno, che grazie alla candidatura proposta dalle associazioni rappresentanti si rivolge all’impegno dei tanti immigrati che dall’Italia, con progetti di co-sviluppo, si adoperano alla crescita del proprio Paese di origine oppure a quello reso alla propria terra dai cittadini di altri Paesi. Per tutte le categorie, il criterio preferenziale di selezione sarà l’impegno nell’ambito di interventi tesi a promuovere lo sviluppo umano integrale, secondo lo spirito tracciato 50 anni orsono dall’Enciclica di Paolo VI “Popolorum Progressio”, riconfermata e ampliata dalla “Laudato Si’”.

“Come già nella scorsa edizione – sottolinea Gianfranco Cattai, presidente Focsiv – il premio volge il suo sguardo all’importanza del contributo che i cittadini immigrati a favore dei processi di crescita della società civile e del proprio Paese, grazie soprattutto alla dedizione personale, a volte anche con molti rischi che li portano, in alcuni casi, ad operare in clandestinità”. Per candidarsi in una delle categorie si potrà scaricare il Regolamento dal sito e inviare la domanda entro il 25 agosto, allegando brevi video di presentazione, realizzati con la propria organizzazione di appartenenza. Nella seconda fase del concorso questi video potranno essere votati online.

Papa Francesco: p. Fares (“La Civiltà Cattolica”), “l’unione tra cattolici e pentecostali si farà camminando insieme”

Thu, 2017-06-22 10:09

Per Papa Francesco, “l’unione tra cattolici e pentecostali si farà camminando insieme”. Lo afferma padre Diego Fares in un intervento pubblicato sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”. Per il gesuita, “non si tratta una formula qualsiasi”. “Il Papa – spiega Fares – la esprime dopo che lui stesso è andato a visitare la comunità di Caserta e la casa del pastore Traettino e di sua moglie Franca”. “Sono stati incontri ‘in cammino’, nel senso che non c’è stato nessun protocollo, e il dialogo è proceduto man mano che la giornata andava avanti, in modo familiare”. Secondo Fares, per il Papa “è altrettanto importante evitare l’altra tentazione, quella di ‘girare attorno’”. “Il discernimento di Francesco – osserva – è chiaro: divisione e discussioni contraddistinguono una Chiesa che è statica o che gira attorno a se stessa. E questo vale sia per le grandi divisioni, come sono stati tutti i grandi scismi, sia per le divisioni interne a tutti i livelli”. Per il gesuita, “un altro tema su cui il Papa insiste è l’importanza della diversità”. Richiamando l’“unità del poliedro che lo Spirito costruisce”, Fares sottolinea “come Francesco abbia enunciato chiaramente che il problema non è il pluralismo, ma l’uniformità della sfera, del pensiero unico”.

Papa Francesco: p. Fares (“La Civiltà Cattolica”), con i pentecostali “l’ecumenismo del poliedro”

Thu, 2017-06-22 10:06

“La dinamica degli incontri tra Francesco e i pentecostali è stata quella dell’‘ecumenismo del poliedro’”. Lo afferma padre Diego Fares in un intervento pubblicato sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”. Per il gesuita, “lo spirito di questi incontri – quello avvenuto al Circo Massimo e quello avvenuto nella piccola comunità di Caserta – ha fatto brillare l’unità in una diversità che lo Spirito crea e nello stesso tempo armonizza”. Il gesuita ricorda come “il rapporto tra Jorge Mario Bergoglio e il movimento pentecostale ha una storia lontana”. Si tratta di una relazione che – secondo Fares – “è stata caratterizzata fin dall’inizio da tre aspetti fondamentali: quello dell’amicizia personale; quello della preghiera comune, in cui Bergoglio ‘si faceva tutto a tutti’, per dirla paolinamente, e non frapponeva distanze rispetto al modo di pregare pentecostale; e quello dell’impegno in opere di misericordia, punto su cui il cardinale Bergoglio stimolava i pentecostali, così come lo faceva con i cattolici”. Infatti, “in tutti gli incontri, tutto ciò che si raccoglieva veniva destinato a opere di misericordia”. Diventato Papa, le relazioni tra Bergoglio e il movimento pentecostale non sono venute meno fino alla recente partecipazione al “Giubileo d’oro” del Rinnovamento carismatico cattolico. Rispetto alla relazione tra pentecostali e cattolici, secondo Fares “i tre grandi temi attorno ai quali il Papa e i pentecostali dialogano in un ambito di amicizia nel Signore – camminare insieme, l’unità come diversità riconciliata e toccare e servire la carne del Signore – sono temi essenziali, nei quali il dinamismo supera la paralisi secolare, l’unità si mostra più grande di tutte le differenze e la carità prevale sulle dispute intellettuali”.

‘Ndrangheta: mons. Oliva (Locri-Gerace) ai giovani, “non mischiate la fede con scelte che vanno contro il Vangelo”

Thu, 2017-06-22 09:56

“Noto una grave dissonanza tra la fede che si dice di professare e la vita che si conduce”. È quanto scrive il vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, in una lettera ai giovani di San Luca che ieri avrebbero dovuto ricevere il sacramento della Cresima, sospesa per gravi fatti di cronaca. Nella lettera il vescovo ricorda la visita di papa Francesco in Calabria, il 21 giugno 2014. In quella occasione, a Sibari, “dichiarò scomunicati i mafiosi. Quella ormai nota omelia rimane una grande pagina di riflessione spirituale, un programma d’impegno morale e civile per tutti”. Mons. Oliva è “certo” che le sorti di San Luca “sono nelle mani dei suoi cittadini. È possibile riprendere la via del bene e della rinascita civile e sociale. Dipende da ciascuno di voi. Nessuno può attribuirvi colpe che non avete. Ma ognuno deve fare la propria parte scegliendo di seguire la via del bene e lottando contro ogni forma di illegalità e di male. Ci sono tanti segni che manifestano il bel volto di San Luca nel mondo: i tanti giovani che si affermano nel mondo della cultura, del commercio e delle attività artigianale e sportive”. Da qui la richiesta ai cresimandi: “Preparatevi ad essere cristiani coraggiosi, forti e coerenti. Non mischiate la vostra fede con le scelte che vanno contro il Vangelo. Pensate un po’: che senso avrebbe la cresima se poi non continuate il cammino di fede, che senso ha rispettare antiche tradizioni popolari e pie pratiche se poi non si vive bene e si fa il male. Siate cristiani liberi. Non lasciatevi contaminare dal fascino della ricchezza e dal facile guadagno, dalla ricerca di un benessere solamente materiale. Non cadete nelle mani di quanti vogliono sfruttarvi e vi propongono l’illegalità ed il malaffare. Oggi c’è bisogno di cristiani adulti nella fede che siano anche buoni cittadini, partecipi nell’edificazione della città terrena”.

‘Ndrangheta: mons. Oliva (Locri-Gerace), “rattristato per il danno” fatto al Santuario di Polsi

Thu, 2017-06-22 09:54

“Anch’io come voi, giovani di San Luca, sono devoto alla Madonna della Montagna di Polsi. Ma sono molto rattristato per il danno che hanno fatto molti, che, pur dicendosi cristiani, non hanno rispettato quel luogo sacro, lo hanno profanato con i loro progetti criminali. C’è in me tanta sofferenza al pensiero che la vostra e la nostra fede nella Madonna della Montagna di Polsi possa essere stata macchiata da alcuni che hanno scelto la via del malaffare”. È quanto scrive il vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, in una lettera ai giovani di San Luca che ieri avrebbero dovuto ricevere il sacramento della Cresima. Il 6 giugno scorso il presule, infatti, aveva chiesto alla comunità cristiana di San Luca di dedicare una Giornata di penitenza e di digiuno con momenti di riflessione e preghiera mercoledì 21 giugno sospendendo “la prevista amministrazione delle Cresime agli adulti”. La decisione del presule avveniva dopo alcuni fatti. Tra questi l’arresto di “un noto pregiudicato”, dopo anni di latitanza e le immagini del saluto “riverente” con “baciamano” a lui riservato. “Abbiamo rimandato, solo perché volevo iniziare a condividere con voi una riflessione che presto proporrò a tutti i cresimandi adulti della diocesi”, scrive il vescovo che si dice “preoccupato” di un fenomeno “sempre più in crescita: molti dopo aver ricevuto la cresima si allontanano dalla Chiesa e abbandonano definitivamente la pratica religiosa. Tanti cresimati, ma poco cambia nella loro vita personale. Tutto va avanti come sempre e poco appare la forza rinnovatrice dei Sacramenti nella vita di coloro che li ricevono. Come vorrei – auspica mons. Oliva – che tutti coloro che ricevono la cresima diventassero lievito nel mondo, capaci di dare un apporto decisivo al rinnovamento sociale e civile dei nostri piccoli paesi!”.

Esorcisti: p. Bamonte (Aie), “la loro mancanza in una diocesi può indurre a rivolgersi a ‘operatori dell’occulto’ o a ‘sette’”

Thu, 2017-06-22 09:28

“La mancanza di esorcisti in una diocesi può indurre la gente a rivolgersi agli ‘operatori dell’occulto’, o a ‘sette’ di vario genere”. Ne è convinto padre Francesco Bamonte, presidente dell’Associazione internazionale esorcisti (Aie), che nei giorni scorsi è intervenuto all’Assemblea plenaria della Congregazione per il Clero a Roma. Inoltre, “gli esorcisti non sono soltanto gli strumenti di cui Dio si avvale per sostenere i fedeli nella lotta contro il maligno, ma sono anche i testimoni, la voce e gli ambasciatori della loro drammatica sofferenza “. L’Aie, ha spiegato p. Bamonte, “promuove e incoraggia la collaborazione con esperti in medicina e in psichiatria, di vita cristiana esemplare, e competenti nelle realtà spirituali cristiane”.

Esorcisti: p. Bamonte (Aie), “favorire i contatti e garantirne la formazione permanente”

Thu, 2017-06-22 09:27

“Ai nostri tempi la portata del fenomeno ‘occultismo’, vasta, articolata e multiforme, esige che” l’esorcista “non sia isolato rispetto agli altri confratelli impegnati in questo campo: gli stessi sacerdoti esorcisti, al fine di aiutare in maniera sempre più efficace i fratelli e le sorelle tribolati dal maligno, avvertono il bisogno di una sempre più stretta unione fra di loro e la necessità di incontrarsi periodicamente, per approfondire la formazione personale, per condividere le proprie esperienze, per scambiarsi notizie, per stringere una più stretta fraternità sacerdotale e per condividere momenti di preghiera comune”. Lo ha detto padre Francesco Bamonte, presidente dell’Associazione internazionale esorcisti (Aie), intervenendo all’Assemblea plenaria della Congregazione per il Clero che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma. Per “favorire i contatti e l’unità tra gli esorcisti, e garantirne la formazione permanente” è possibile rivolgersi all’Aie, che da qualche anno ha avviato uno studio su “Linee guida per una corretta prassi del ministero degli esorcismi”. Un’altra “esigenza fondamentale” dei sacerdoti esorcisti è quella di essere “circondati da un presbiterio solidale e comprensivo nei loro confronti”, e la cura del “rapporto personale” con il proprio vescovo ordinario che possa “vigilare paternamente, verificando le condizioni fisiche, psicologiche e spirituali del sacerdote e perché l’esorcista senta il sostegno e l’incoraggiamento paterno”.

Esorcisti: p. Bamonte (Aie), “non si può improvvisare l’esercizio di questo ministero”

Thu, 2017-06-22 09:26

“È auspicabile che ogni vescovo, al fine di colmare l’iter formativo sacerdotale, promuova incontri di aggiornamento pastorale nella formazione permanente dei sacerdoti, affidati a un esorcista di provata esperienza, il quale istruisca accuratamente i confratelli circa i criteri utili per un primo discernimento”. Così padre Francesco Bamonte, presidente dell’Associazione internazionale esorcisti (Aie), intervenendo all’Assemblea plenaria della Congregazione per il Clero che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma. P. Bamonte, che ha relazionato sulla figura e il ministero dell’esorcista, ha spiegato che “questo ‘primo discernimento’ può e deve essere fatto da ogni sacerdote, in modo che all’esorcista siano indirizzate solo le persone che sembrano avere realmente bisogno del suo specifico ministero”. Il vescovo, ha ricordato, “è il primo esorcista della diocesi a lui affidata” ma “non necessariamente l’unico della diocesi”: per individuare i sacerdoti idonei a svolgere il ministero dell’esorcista, però, p. Bamonte ha suggerito che “i candidati prescelti siano sacerdoti equilibrati e prudenti; di costante, scrupolosa e personale cura spirituale, fedeli al Vangelo, dediti alla preghiera e all’esercizio delle virtù”. “Prima di iniziare ad esercitare il ministero – ha aggiunto -, i candidati dovrebbero essere disponibili per un tempo di formazione esperienziale pratica, affiancandosi a un esorcista che svolga con zelo tale specifica missione. Non si può improvvisare l’esercizio di questo ministero, così delicato”.

Esorcisti: p. Bamonte (Aie), “scarsa attenzione nei seminari e nelle facoltà teologiche” alla formazione sul mondo demoniaco

Thu, 2017-06-22 09:25

“Coloro che sono preposti alla formazione dei seminaristi, alla luce del Vangelo e dell’insegnamento della Chiesa, li istruiscano sulla reale esistenza, consistenza e natura del mondo demoniaco”. È l’appello rivolto da padre Francesco Bamonte, presidente dell’Associazione internazionale esorcisti (Aie), durante l’intervento all’Assemblea plenaria della Congregazione per il Clero che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma. “La scarsa attenzione che nei seminari e nelle facoltà teologiche oggi si rivolge alla realtà del mondo demoniaco e addirittura la sua negazione da parte di alcuni insegnanti, pur preposti alla formazione integrale – spirituale, pastorale e teologica – dei seminaristi, costituiscono una realtà decisamente preoccupante”. Inoltre, ha rilevato, “la diffusa ‘ignoranza’ di tali fenomeni, oltre a provocare un grande impoverimento nella formazione dei seminaristi e dei candidati alla vita religiosa, ha fatto sì che – una volta ordinati sacerdoti e introdotti ‘nel vivo’ del loro impegno pastorale – essi non siano in grado di garantire una profonda direzione spirituale; di offrire un’opportuna catechesi ai fedeli sull’esistenza e sull’attività del demonio; di affrontare le serie problematiche legate all’incremento delle pratiche occulte, che si è registrato negli ultimi decenni, e che ha spalancato la strada a un’azione straordinaria del demonio nella società, sempre più virulenta”. L’auspicio è che “almeno una volta nell’iter di formazione dei seminaristi, sia possibile incontrare un sacerdote esorcista che dia testimonianza, ovviamente in modo adeguato, del ministero da lui svolto”. In tal modo, “la figura del sacerdote esorcista diventerebbe più familiare per i futuri sacerdoti, predisponendo una futura e più fruttuosa collaborazione tra i sacerdoti non esorcisti e quelli esorcisti, a beneficio dei nostri fratelli e sorelle afflitti dal maligno”.

Unitalsi: Roma, a Loreto la 44ma edizione del Pellegrinaggio della gioia promosso dalla sezione romana-laziale

Thu, 2017-06-22 09:10

Dal 22 al 26 giugno a Loreto parte la 44ma edizione del Pellegrinaggio della Gioia promosso dalla Sezione Romana-Laziale dell’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e Santuari internazionali) che interessa oltre 350 persone con 150 bambini disabili provenienti dalle province del Lazio, da alcuni istituti religiosi della Capitale e dal reparto pediatrico dell’ospedale Policlinico Gemelli di Roma. Tante le famiglie che con loro figli raggiungono Loreto canticchiando il celebre ritornello “Quarantaquattro gatti, in fila per sei col resto di due”, scelto proprio per celebrare la 44ma edizione del pellegrinaggio. Il refrain sarà interpretato per l’occasione da Massimo Idà, musicista di lunga esperienza che ha fatto parte della band di Pino Daniele. Per raggiungere il Santuario della Santa Casa di Loreto, l’Unitalsi utilizzerà 6 pullman e altri 3 mezzi attrezzati al trasporto delle persone disabili. Il tema scelto per i piccoli partecipanti al Pellegrinaggio della Gioia è “Volti di bimbi, cuore di mamma”, in cui gli unici protagonisti saranno proprio i bambini. “I bambini sono entusiasti e non vedono l’ora di partire per vivere questa esperienza – ha dichiarato Preziosa Terrinoni, presidente della Sezione Romana-Laziale – ad accoglierci ci sarà monsignor Tonucci che per tanti anni ha partecipato insieme ai bambini a questo grande evento. Quest’anno il pellegrinaggio sarà accompagnato spiritualmente anche da monsignor Fabio Dal Cin, nominato nuovo arcivescovo e prelato e delegato pontificio per il Santuario Lauretano, che telefonicamente mi ha espresso il suo affetto e la sua gratitudine per il servizio che svolgiamo verso i più bisognosi, ricordando i pellegrinaggi che ha vissuto con l’Unitalsi”. All’appuntamento sarà presente anche il sindaco di Loreto, Paolo Niccoletti.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Isis, distrutta storica moschea di Mosul. Lavoro, in mezzo milione via da Italia. Al Consiglio Ue “la sfida” di Gentiloni sui migranti

Thu, 2017-06-22 09:00

Isis: distrutta storica moschea dove al-Baghdadi tenne primo discorso

È stata bombardata e distrutta una delle più importanti moschee di Mosul, Al Nouri, dove nel 2014 il leader dello Stato Islamico, Abu bakr al-Baghdadi, aveva annunciato la creazione del Califfato. In un primo momento la Bbc ha riferito che i jihadisti dell’Isis avevano fatto saltare per aria la moschea ma poco dopo Amaq, l’organo di propaganda dell’Isis, ha sostenuto che sarebbe stato un raid militare americano a distruggere la moschea. Il testo pubblicato da Amaq è stato in particolare twittato da Rukmini Callimachi, la specialista dell’Isis del “New York Times”. Successivamente la coalizione a guida Usa in Iraq ha negato di avere bombardato la moschea. Un portavoce della coalizione, il colonnello dell’esercito Ryan Dillon ha confermato che la moschea è stata distrutta, precisando però che non sono stati gli americani ad abbatterla. Il ministero della Difesa iracheno ha accusato lo Stato islamico di averla fatto saltare in aria.

Usa: Michigan, assalitore di origini tunisine ha accoltella un agente al grido di “Allah Akbar”

“Avete ucciso persone in Siria, Iraq, Afghanistan e stiamo tutti per morire”: è quanto avrebbe detto al momento dell’aggressione Amor Ftouhi, l’uomo di 50 anni che al Bishop International Airport di Flint, in Michigan, ha accoltellato un agente di polizia al grido di “Allah Akbar”. Una volta bloccato – raccontano gli investigatori – Ftouhi avrebbe chiesto agli agenti perché non lo uccidessero. L’assalitore – è stato confermato – è un cittadino canadese di origine tunisina e residente a Montreal, in Quebec. È entrato in Usa il 16 giugno.

Italia: dottoressa uccisa a coltellate, è caccia allo stalker nel Teramano

Una dottoressa dell’ospedale di Sant’Omero (Teramo) è stata accoltellata davanti all’ospedale. Ricoverata in gravi condizioni, si è appreso, è morta poco dopo. La vittima si chiamava Ester Pasqualoni, 53 anni, ed era la responsabile del day hospital oncologico dell’ospedale. Sarebbe stata accoltellata alla gola ed è morta poco dopo. Aveva presentato due denunce contro il suo stalker, ma erano state entrambe archiviate. Gli inquirenti hanno dunque idea di chi possa essere l’omicida e lo stanno cercando.

Lavoro: in mezzo milione via da Italia in anni di crisi. Prima meta la Germania. Poi Inghilterra e Francia

Un esercito di 509.000 connazionali si è cancellato dall’anagrafe per trasferirsi all’estero per motivi di lavoro nel periodo 2008-2016. È quanto risulta dal rapporto “Il lavoro dove c’è” dell’Osservatorio statistico dei Consulenti del lavoro, presentato ieri, a Roma. La prima meta degli italiani è stata la Germania, dove nel solo 2015 in 20.000 hanno trasferito la residenza; al secondo posto, “in forte crescita”, la Gran Bretagna (19.000) e, in terza posizione, la Francia (oltre 12.000). Dal 2008 al 2015 la disoccupazione nel Mezzogiorno “ha prodotto un aumento di 273.000 residenti al Nord e di 110.000 al Centro”, con un totale di 383.000 persone andate via dalle regioni del Sud. I flussi migratori più intensi da Campania (-160.000 iscritti all’anagrafe dei comuni), Puglia e Sicilia (-73.000).

Consiglio Ue: Gentiloni sui migranti, la Ue ci dica se dobbiamo cavarcela da soli

Il premier Paolo Gentiloni ha riferito ieri in aula al Senato (e poi alla Camera) sul Consiglio Ue che si terrà oggi e dopodomani a Bruxelles. E ha lanciato un avvertimento all’Europa soprattutto sul nodo migranti. “La Ue ci dica se dobbiamo cavarcela da soli”. “Sull’immigrazione dobbiamo dirci onestamente che, nonostante qualche passo in avanti, la velocità con cui l’Ue si muove sul terreno delle politiche comuni resta drammaticamente al di sotto delle esigenze di governo e gestione di questo fenomeno – ha detto Gentiloni -. Lo diremo apertamente anche a Bruxelles”. Altra priorità è la crescita che – secondo Gentiloni – “non può essere soffocata da regole concepite in un periodo diverso, quando sarebbe stato difficile pensare a una crescita dell’Europa del 2 per cento. Non bastano i numeri, non bastano i decimali”. Servono “lavoro, inclusione, crescita”.

Maturità: al via la seconda prova scritta. Seneca al classico e prova di matematica allo scientifico

Seconda prova della Maturità 2017 stamani per circa mezzo milione di studenti impegnati con gli esami in tutta Italia. È Seneca l’autore proposto al liceo classico per la versione di latino. Di Seneca è stato proposto un brano tratto da “Il valore della filosofia”. Allo scientifico, come di consueto, la prova è di matematica. Diritto ed economia politica al liceo delle scienze umane, tecniche della danza al liceo coreutico, economia aziendale per l’indirizzo amministrazione, finanza e marketing degli Istituti tecnici, tecniche professionali dei servizi commerciali per l’indirizzo servizi commerciali degli Istituti professionali sono alcune delle altre materie selezionate per il secondo scritto nelle altre scuole.

Rifugiati: p. Lombardi, cittadinanza non sia esclusiva o escludente

Wed, 2017-06-21 20:11

“Un futuro degno è un futuro in cui la cittadinanza non è esclusiva o escludente, ma fattore per la costruzione di una comunità civile in cui anche i rifugiati entrano a farne parte”. Lo ha sottolineato padre Federico Lombardi, presidente della Fondazione Ratzinger, che questa sera ha moderato il colloquio “Rifugiati, l’umanità non si arresta”, promosso dal Centro Astalli in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, al quale hanno partecipato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, e il giornalista Ferruccio De Bortoli, presidente della casa editrice Longanesi. Non bisogna “parlare di flussi migratori in astratto, ma considerare, come ci chiede papa Francesco, i volti, le storie, le sofferenze, le esperienze e le ricchezze di questi nostri fratelli e sorelle”, ha detto padre Lombardi.
Occorre inoltre “combattere l’indifferenza e non lasciare che sia l’illegalità a gestire il fenomeno come se accettassimo la costruzione di una società parallela, invisibile, che non vogliamo vedere”, ha osservato da parte sua De Bortoli per il quale è necessario “incoraggiare un’accoglienza regolamentata dei lavoratori di cui abbiamo bisogno”. “Se non c’è questa politica, si finisce per favorire il sommerso e il nero”, ha evidenziato il giornalista che si è chiesto se in futuro non si porrà l’esigenza di “mettere un limite all’accoglienza per garantirne una migliore qualità”. “Credo – ha concluso – che questa sarà una via ineludibile anche per rispondere alle paure dei residenti che non vanno criminalizzate”.

Rifugiati: card. Parolin, guardare al futuro tornando al passato. Possibile visita in Russia

Wed, 2017-06-21 20:00

“La prospettiva per l’Europa e per l’Italia è quella di guardare al futuro tornando al passato, recuperando cioè la dimensione fondamentale dell’Europa la cui identità è sempre stata dinamica e multiculturale”. Ne è convinto il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, per il quale “tutto ciò non va dimenticato se si vogliono affrontare con consapevolezza le sfide e le difficoltà che queste comportano”. Nel corso del colloquio sulle migrazioni e i rifugiati, promosso dal Centro Astalli in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, il card. Parolin ha evidenziato che “la prospettiva di fondo è quella che ci offre il Papa”.
“Papa Francesco – ha ricordato – ci dice che, in un mondo diversificato, la sfida è quella di trasformare la differenza in fonte di arricchimento reciproco”. La differenza, infatti, ha ribadito, “non è un rischio né una minaccia, ma un’occasione per arricchirci reciprocamente”.
A margine dell’incontro, poi, il segretario di Stato vaticano ha confermato che sembra ci siano le condizioni perché in agosto possa realizzarsi una sua visita a Mosca, nel corso della quale potrebbe incontrare il patriarca russo Kirill e il presidente Vladimir Putin.

Rifugiati: card. Parolin, Santa Sede lavora per assicurare la pace

Wed, 2017-06-21 19:48

“La prima preoccupazione è la pace”. Taglia corto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, per il quale “per ridurre il fenomeno delle migrazioni, dobbiamo assicurare la pace laddove c’è la guerra”.
“La Santa Sede lavora per assicurare la pace e per ridurre i conflitti, anche attraverso le mediazioni in corso in varie regioni del mondo con risultati più o meno efficaci”, ha sottolineato Parolin che ha preso parte all’incontro “Rifugiati, l’umanità non si arresta”, promosso all’Università Gregoriana dal Centro Astalli in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. Nel conflitto della Siria, ha aggiunto, “la Santa Sede ha cercato di insistere sulla questione dei diritti umanitari”. “Si attaccano indiscriminatamente – ha spiegato – i civili, gli ospedali, le scuole: questo distrugge il tessuto sociale e mette in pericolo le persone, facendo aumentare anche il numero dei rifugiati”.
Un altro tema legato al fenomeno delle migrazioni è quello della povertà che, ha ricordato il segretario di Stato vaticano, “costringe moltissime persone a lasciare il proprio Paese”. “I migranti economici non sono riconosciuti come rifugiati, ma sono migranti forzati che scappano da situazioni in cui non è possibile vivere”, ha scandito il card. Parolin evidenziando che “la comunità internazionale deve interrogarsi su come assicurare loro la protezione di cui hanno bisogno”. Secondo il porporato, nel contesto attuale, dove non manca “un clima di rifiuto, di paura e di diffidenza”, esistono tuttavia anche dei “segnali di speranza”, quali ad esempio, “la crescente consapevolezza dell’interdipendenza tra gli Stati” e “il grande impegno da parte di varie organizzazioni per dare risposte umane a rifugiati”.

Notizie Sir del giorno: rapporto Caritas-Migrantes, migranti a Ventimiglia, Terra dei fuochi, Consiglio europeo, jihadisti in Occidente

Wed, 2017-06-21 19:30

Immigrati: Caritas/Migrantes, sono 5 milioni (8,3%) e compensano declino demografico. Il 58,7% alunni è nato in Italia

Al 1° gennaio 2016 le persone di cittadinanza straniera risultavano essere 5.026.153 (di cui il 52,6% donne), pari all’8,3% della popolazione complessiva (60.665.551), che è in calo di 130.061 unità (-0,2%) rispetto all’anno precedente. Al 1° gennaio 2017 si registra un calo ulteriore di 89.000 italiani, solo in parte compensato (+2.500) dagli stranieri. Il saldo totale di 60.579.000 registra una ulteriore diminuzione di 86.000 unità. Su 814.851 alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole nell’anno scolastico 2015/2016 (il 9,7% del totale), più della metà – il 58,7% – sono nati in Italia. È quanto emerge dalla XVI edizione del Rapporto immigrazione 2016 di Caritas italiana e Fondazione Migrantes presentato oggi a Roma, intitolato “Nuove generazioni a confronto”. Secondo il Rapporto le acquisizioni di cittadinanza (al 31 dicembre 2015) con la legge attualmente in vigore sono state 178.035, con un aumento del 37,1%. (clicca qui – con dichiarazioni di mons. Di Tora e del card. Montenegro sullo ius soli)

Migranti Ventimiglia: mons. Suetta, “la città e i fedeli hanno fatto molto ma bisogna fare di più”. Appello alla Francia

(Ventimiglia) – “Di fronte a questa ennesima morte la reazione è quella del dolore, della compassione per i familiari, ma anche di sofferenza per la nostra impotenza. Un dolore che nasce dallo stridore enorme che c’è tra le possibilità che abbiamo per prevenire questi episodi e le situazioni che accadono”. Monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-Sanremo, torna a parlare al Sir della tragica morte del migrante – appena diciassettenne – annegato il 13 giugno scorso alla foce del fiume Roya a Ventimiglia. Si chiamava Alfatehe Ahmed Bachire ed era uno dei circa 250 migranti che vivono nel campo informale sorto lungo il letto del fiume. A questi vanno aggiunti i circa 300 migranti accolti nel campo gestito dalla Croce Rossa al parco Roya e le circa 100 persone – tra minorenni, donne e famiglie – accolte nella chiesa di sant’Antonio nel quartiere delle Gianchette. (clicca qui)

Terra dei fuochi: mons. Di Donna (Acerra), “ormai dobbiamo parlare di vittime innocenti dell’inquinamento”

“Mantenere alta l’attenzione sulla questione ambientale, riproporre una riflessione sul tema, verificare i passi fatti negli ultimi dodici mesi, pochi, e quelli da compiere in futuro, ancora tanti, e ricordare i nostri morti per tumore, molti dei quali in giovanissima età”. Mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, spiega così al Sir gli obiettivi della quarta Assemblea annuale sull’ambiente, organizzata stasera nella cattedrale di Acerra. All’appuntamento interverrà mons. Filippo Santoro, “nella sua doppia veste – precisa mons. Di Donna – di arcivescovo di Taranto, città che ospita l’Ilva, con i conseguenti problemi legati alla salute, all’ambiente e al lavoro, e presidente della Commissione per i problemi sociali, il lavoro e la salvaguardia del creato della Cei. Ci offrirà la sua esperienza nell’affrontare questi problemi”. Problemi, che per mons. Di Donna, ad Acerra hanno conseguenze gravissime. (clicca qui)

Consiglio europeo: Tusk, “populismo perde peso” elettorale. “Ritorno dell’Ue come soluzione e non come problema”

(Bruxelles) Valutazioni politiche ad ampio raggio in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani, 22 e 23 giugno. Donald Tusk ha inviato la consueta lettera di invito ai capi di Stato e di governo che parteciperanno al summit su migrazioni, sicurezza e Brexit. “È legittimo affermare – vi si legge – che il nostro incontro avverrà in un contesto politico diverso da quello di alcuni mesi fa, quando le forze anti-Ue erano in ascesa. Gli attuali sviluppi nel continente sembrano indicare che ci stiamo lentamente avviando a una svolta. In gran parte dei nostri Paesi i partiti politici che hanno basato la propria forza sui sentimenti anti-Ue cominciano a perdere peso”. Tusk pensa soprattutto a Francia e Paesi Bassi. (clicca qui)

Rapporto Ispi: più dell’Isis gli italiani temono la crisi economica

Per il 48% degli italiani la crisi economica rimane di gran lunga la minaccia più rilevante. Le preoccupazioni dell’opinione pubblica rimangono sostanzialmente le stesse rispetto a sei mesi fa, con la questione dell’immigrazione al secondo posto (23%), la diffusione di ideologie e movimenti di stampo populista al terzo (9%) e solo al quarto la minaccia terroristica (8%). È quanto emerge dal sondaggio – commissionato da Ispi e Rainews24 e realizzato da Ipsos – per rilevare l’opinione degli italiani in merito alla loro percezione della minaccia terroristica e alla sua gestione da parte del governo. La rilevazione, l’undicesima di una serie iniziata a fine 2014 e proseguita con cadenza trimestrale, è stata promossa in concomitanza con l’uscita del Rapporto Ispi “Jihadista della porta accanto. Radicalizzazione e attacchi jihadisti in Occidente” curato da Lorenzo Vidino e Francesco Marone e presentato oggi a Roma. (clicca qui)

Vita: Gigli (Mpv), 8.301 bambini salvati dall’aborto nel 2016. Blangiardo (demografo), il 20% utenti giovani

“8.301 bambini salvati, 13mila gestanti assistite durante la gravidanza, quasi 18mila donne aiutate anche se non gestanti. Possibilità di rifugio e di accoglienza per donne vittime di pressioni per abortire o, comunque, oggetto di violenza. Una rete di ascolto per chiamate di emergenza attiva h24 per 365 giorni all’anno”. Sono i principali dati che fotografano l’attività dei 349 Centri di aiuto alla vita, del servizio di emergenza “SosVita” e delle 41 case di accoglienza operanti sul territorio nazionale nel 2016. Lo ha detto il deputato Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita Italiano, durante la conferenza stampa svoltasi oggi alla Camera per la presentazione dei dati sulle attività dei Centri di aiuto alla vita (Cav) svolte nel 2016, illustrate insieme al collega Mario Sberna e a Giancarlo Blangiardo, ordinario di demografia all’Università di Milano Bicocca. (clicca qui)

Lituania: Giornata della gioventù e beatificazione vescovo Matulionis, “martire dell’era sovietica”. Attesi 20mila fedeli

Ultimi preparativi per la storica celebrazione che si terrà a Vilnius domenica 25 giugno in cui verrà beatificato Teofilo Matulionis (1873-1962), l’arcivescovo che nella sua vita per tre volte fu incarcerato e morì martire a causa della sua fede. Si tratta della prima canonizzazione che avviene in terra lituana, del “primo martire lituano dell’era sovietica”, che oggi è “esempio ispiratore di persona che ha combattuto per la libertà di coscienza”. Alle 14 sulla piazza antistante la cattedrale di Vilnius sarà il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei santi, a presiedere la cerimonia, concelebrata da tutti i vescovi lituani. Nel pomeriggio precedente, il sabato, le spoglie del venerabile Matulionis saranno trasferite da Liepaja, dove riposano, alla cattedrale di Vilnius per essere esposte alla venerazione dei fedeli durante tutta la notte. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 22 giugno. Banche, maternità surrogata, rapporto Caritas-Migrantes, maturità

Wed, 2017-06-21 19:29

“Avvenire” sceglie di aprire la sua prima pagina con il tema delle banche, unendo il via libera definitivo alla commissione d’inchiesta parlamentare alla disponibilità di Intesa San Paolo a rilevare i due istituti veneti in crisi. L’articolo di fondo è a firma del filosofo Francesco D’Agostino ed è dedicato alla questione della maternità surrogata. “Dobbiamo rinunciare a contestare alcunché alla maternità surrogata? – si chiede D’Agostino -. Al contrario. Questa pratica solleva un problema del tutto insolubile, non però di carattere socio-psicologico, ma di carattere antropologico. Il modo più corretto per combattere la maternità surrogata non è quello di ipotizzare sventure e nevrosi per i bambini procreati attraverso un affitto di utero. Bisogna piuttosto concentrare l’attenzione e puntare il dito sull’irrimediabile incrinatura dell’identità della donna, che si realizza attraverso la surrogazione di maternità”. Una grande fotocronaca illustra il rapporto Caritas-Migrantes, dal quale emerge il dato che non vi è alcuna “invasione” degli stranieri in Italia. Un titolo va poi alla prima prova dell’esame di maturità (all’interno del giornale lo svolgimento delle sette tracce proposte dal Ministero). Tra i “temi di Avvenire”, un intervento del sociologo Mauro Magatti in vista delle Settimane sociali dei cattolici in ottobre a Cagliari e un commento di Giuseppe Anzani sulla sentenza della Cassazione in merito alla strage di piazza della Loggia a Brescia. Richiami anche per l’inserto per ragazzi “Popotus” e per l’inserto “èvita”, dedicato ai temi della difesa della vita, della bioetica e della ricerca.

Giovani: card. Bassetti, “l’Italia non dà più opportunità, non riconosce i talenti”. Prioritario “ridare dignità al lavoro”

Wed, 2017-06-21 19:28

“L’Italia non è più un Paese che dà delle opportunità ai nostri giovani e che soprattutto non riesce a riconoscere i tanti, tantissimi talenti che sono presenti in tutta la Penisola. Le opportunità mancano soprattutto al Sud, che appare dimenticato e abbandonato al suo destino. Non è possibile e non è accettabile che il futuro di questi giovani sia relegato alla rassegnazione o all’emigrazione”. Con queste parole il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha aperto oggi presso la Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo il 29° Convegno nazionale dei Gruppi di preghiera di Padre Pio. “Penso che il lavoro sia veramente un fondamento di promozione sociale e umana, anzi penso che sia la prima vera grande priorità per l’Italia e per i suoi giovani”, ha osservato il cardinale, secondo cui bisogna “ridare dignità al lavoro perché il lavoro non è un tema qualsiasi, ma è ‘il’ tema per eccellenza che occupa la vita di centinaia di migliaia di giovani”. La riflessione di Bassetti è partita dal ricordo di Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i due giovani italiani morti nel drammatico incendio del grattacielo in cui vivevano a Londra. “Questi due ragazzi sono a tutti gli effetti dei migranti”, ha rilevato il presidente della Cei, sottolineando che sono “persone che non lasciano il proprio Paese a causa di una guerra su un barcone, ma che se ne vanno per trovare un lavoro a bordo di un aereo e drammaticamente trovano la morte in un Paese che li aveva accolti e che aveva dato un’opportunità”. Citando Giorgio La Pira, Bassetti ha ribadito la centralità del lavoro nella vita delle persone: “Tutta la vera politica sta qui, difendere il pane e la casa della più gran parte del popolo italiano”. “Il pane, e quindi il lavoro, è sacro, la casa è sacra. Non si tocca impunemente né l’uno né l’altro. Questo non è marxismo, è Vangelo”, ha ammonito il cardinale.

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