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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 25 min 59 sec ago

Focolari: domani all’Istituto Universitario Sophia (Loppiano) prende il via la Cattedra ecumenica internazionale intitolata al Patriarca Athenagoras e a Chiara Lubich

Wed, 2017-12-13 15:19

Domani, presso l’Auditorium della cittadella del Movimento dei Focolari a Loppiano (Firenze), prenderà avvio, con la speciale benedizione del Patriarca ecumenico Bartolomeo I, la Cattedra ecumenica internazionale Patriarca Athenagoras – Chiara Lubich istituita presso l’Istituto Universitario Sophia . L’idea di una “Cattedra ecumenica” nasce il 26 ottobre 2015, quando l’Istituto Universitario Sophia, con il plauso di Papa Francesco espresso in un messaggio, ha conferito il primo Dottorato honoris causa in Cultura dell’unità al patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I. “In quell’occasione – spiega in un comunicato l’Istituto Sophia – è scaturito il desiderio, espresso da Sua Eminenza Gennadios Zervos, metropolita d’Italia e Malta, di istituire una specifica Cattedra Ecumenica intitolata al Patriarca Athenagoras e a Chiara Lubich, che ne rivisiti e attualizzi l’eredità spirituale”. La Cattedra, di cui sono co-titolari il professore Piero Coda e Sua Eminenza Maximos Vgenopoulos, metropolita di Selyvria, sarà inaugurata alla presenza del metropolita d’Italia e Malta, Gennadios Zervos, che terrà la prolusione dal titolo: “Il Patriarca Athenagoras e Chiara Lubich, protagonisti dell’unità”. All’evento non manca il sostegno del card. Giuseppe Betori, arcivescovo metropolita di Firenze e gran cancelliere dello Ius, e di Maria Voce, presidente dell’Opera di Maria e vice gran cancelliere.
I rapporti di amicizia e di cooperazione con il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli risalgono al giugno 1967, quando Chiara Lubich incontrò per la prima volta il Patriarca Athenagoras, che le confidò: “È una gran cosa conoscersi; siamo vissuti isolati, senza avere fratelli, senza avere sorelle, per molto secoli, come orfani! I primi dieci secoli del cristianesimo sono stati per i dogmi e per l’organizzazione della Chiesa. Nei dieci secoli seguenti abbiamo avuto gli scismi, la divisione. La terza epoca, questa, è quella dell’amore”.
L’intero ciclo delle lezioni dell’anno accademico 2017/2018, che si svolgerà nel mese di marzo presso l’Istituto Universitario Sophia, ha come tema “L’ecclesiologia della Chiesa Ortodossa e il cammino del dialogo ecumenico con la Chiesa Cattolica” e offrirà un percorso di formazione qualificato a quanti vogliano prepararsi per offrire il proprio contributo alla promozione della piena unità, a servizio dell’incontro tra i popoli e le culture.

Magdeleine Hutin: Bonaccorti (conduttrice), “ascoltare l’audiolibro in auto per ricevere dei messaggi buoni”

Wed, 2017-12-13 15:05

Una delle voci che ha dato il suo contributo per realizzare l’audiolibro, “Coi piedi nudi”, dedicato alla piccola sorella di Gesù Magdeleine Hutin è quella di Enrica Bonaccorti, volto noto della televisione. “Credo che con Magdeleine saremmo state delle amiche focose – ha raccontato -. L’importanza della parola per me è fondamentale, le parole sono pietre con cui si possono costruire una casa o fare danni. Nel testo, spesso si parla di ‘razza’, una parola che a volte si divulga in maniera scorretta. Anche nella nostra Costituzione se ne parla. Quando è stata scritta aveva senso parlarne. Ma oggi? Sappiamo che scientificamente la razza non esiste ma in quanti usano la parola scorrettamente? Per questo ho partecipato con grande slancio al progetto perché le parole e il loro significato sono importanti”. La conduttrice ha auspicato che chi comprerà l’audiolibro lo ascolti mentre si è in macchina: “Benedetto chi lo farà. Dentro quell’abitacolo abbiamo la possibilità di creare un piccolo tempio di conoscenza per ricevere dei messaggi buoni. Nel mio mondo, quello della televisione e della radio, non ci si rende conto di quale sia responsabilità di parlare al pubblico perché ogni parola è assorbita da chi ci sente o ci guarda, soprattutto dai giovani. Automaticamente, la parola ci ispira. Stiamo quindi attenti, la prima parola è responsabilità. Divulgare messaggi come questo dell’audiolibro – ha concluso – tramite uno strumento moderno è importante e significativo per le giovani generazioni”.

Diocesi: Roma, presepe vivente nella parrocchia di S. Giulio a piazza di Porta San Giovanni

Wed, 2017-12-13 14:23

È un viaggio nella Betlemme di duemila anni fa il presepe vivente allestito a Porta Asinaria (piazza di Porta San Giovanni) dalla parrocchia di San Giulio con il patrocinio del Vicariato di Roma, dell’Opera romana pellegrinaggi, di Roma Capitale e dell’assessorato alla Crescita culturale. A inaugurarlo, lunedì prossimo, 18 dicembre, alle 9.30, sarà il sindaco Virginia Raggi con il vescovo Giuseppe Marciante, ausiliare per il settore Est della diocesi di Roma, che presiederà un breve momento di preghiera. Alla cerimonia, che sarà animata dalla Banda musicale di Roma Capitale, parteciperanno anche una decina di scuole dell’Urbe con più di seicento studenti. L’iniziativa dell’allestimento – informa il Vicariato – è finalizzata alla raccolta di offerte per ricostruire il tetto della chiesa parrocchiale di San Giulio, in via Francesco Maidalchini, a Monteverde. Attualmente le Messe si tengono nella tensostruttura attigua, montata in oratorio e acquistata grazie al contributo di tanti fedeli. “La nostra chiesa è in ricostruzione dal maggio 2016 perché il tetto stava per cedere”, racconta il parroco, padre Dario Frattini: “Nei due anni e mezzo che hanno preceduto l’inizio dei lavori, per poter continuare a usare la chiesa in sicurezza, erano state posizionate 12 colonne di acciaio a puntellare il solaio in modo da alleggerire il carico sui pilastri e sulle travi lesionate. All’inizio dei lavori, non avendo a disposizione altri spazi al chiuso idonei per celebrare l’Eucaristia, abbiamo acquistato una tensostruttura”. Per far fronte alle tante spese richieste dall’opera la comunità ha pensato all’allestimento di un presepe vivente che facesse perno sulla collaborazione e sulla solidarietà di tutti i parrocchiani: “Lo scorso anno – spiega padre Dario – ne abbiamo realizzato uno più piccolo, nei locali della nostra parrocchia”. Ma adesso è necessario uno sforzo ulteriore: “I lavori sono molto onerosi”, confida. Anche perché è necessario “il consolidamento e l’adeguamento sismico di tutta la struttura”. Nasce così il “Presepe vivente di Roma Venite Adoremus”, con i suoi giochi di luce e i suoni dei canti natalizi intonati dai tanti cori partecipanti, con decine di figuranti in costumi d’epoca realizzati da tre sarte della parrocchia che – spiegano gli organizzatori – “stanno lavorando senza sosta al loro confezionamento dall’estate scorsa, con l’aiuto di altre volontarie della comunità”. In più, anche quest’anno, per aiutare la parrocchia di San Giulio in questa iniziativa “alcuni membri della comunità di Piubega (Mantova) sono venuti a Roma per l’allestimento del presepe fornendo manodopera ed esperienza trentennali nella costruzione delle varie strutture presenti”. Sarà possibile visitare il “Presepe vivente di Roma Venite Adoremus” (l’ingresso è libero ma si conta sulla generosità dei visitatori) ogni pomeriggio (dalle 16 alle 20) dal 25 dicembre al 6 gennaio – escluso il 31 dicembre -, mentre dal 18 al 22 dicembre sarà aperto la mattina dalle 9 alle 13 per le visite delle scuole. Durante l’apertura al pubblico ci saranno diversi cori che accompagneranno la visita con l’esecuzione di canti tipici della tradizione natalizia: il “Coro AltreNote” il 26 dicembre; il “Mount Green People Gospel” il 27; Michele Paulicelli il 28; il “Gruppo canoro della Chiesa melchita libanese” il 29; gli “All Over Gospel Choir” il 30 dicembre; il 2 gennaio parteciperanno l’associazione “Amici per la danza di Annna Buonocore” insieme ai Missionari della Consolata, che saranno protagonisti anche mercoledì 3; il 4 gennaio sarà la volta dei “Pueri Cantores” di Torrespaccata; il 5 dei “Settantavoltesette” e il 6 gennaio, solennità dell’Epifania del Signore, si chiuderà con il Coro della diocesi di Roma diretto da mons. Marco Frisina.

Segreteria per la Comunicazione: i tre nuovi loghi, “Vatican news”, “Vatican media” e “Radio Vaticana Italia”

Wed, 2017-12-13 14:07

“Il sistema dei media vaticani adotta un nuovo modello produttivo fondato sull’integrazione e la gestione unitaria, in piena sintonia con la riforma voluta da Papa Francesco”. Ad annunciarlo è la Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede all’indomani dell’illustrazione del progetto avvenuta nel corso della ventiduesima riunione del Consiglio dei Cardinali, che si conclude oggi, da parte del prefetto, mons. Dario Edoardo Viganò. “In nome di un maggiore ‘gioco di squadra’ per rispondere alle esigenze della missione della Chiesa a fronte delle sfide dell’ambiente digitale contemporaneo, il ripensamento sfocia in un’organizzazione del lavoro ex novo resa possibile anche grazie al vasto programma di formazione del personale attuato fin dall’istituzione del Dicastero”, si legge in un comunicato diffuso oggi dalla Sala Stampa vaticana: “Una soluzione per valorizzare le professionalità interne che trae ispirazione dalle parole del Papa pronunciate nel discorso alla prima plenaria della Segreteria per la Comunicazione”. “Riforma – disse nell’occasione – non è ‘imbiancare’ un po’ le cose: riforma è dare un’altra forma alle cose, organizzarle in un altro modo”.
Il fulcro del sistema, frutto di un processo di consolidamento sul piano economico e tecnico, è rappresentato dal Centro editoriale multimediale, spiega la SpC: “Una struttura unificata per la produzione quotidiana di qualsiasi tipologia di contenuto (audio, testi, video, grafica) in modalità multilingua e multicanale, che opera sotto la guida della Direzione Editoriale”, che è tenuta da mons. mons. Viganò, e in coordinamento con altri gruppi di supporto”.
Al suo interno confluiranno progressivamente circa 350 unità tra redattori e tecnici provenienti da tutte le 40 redazioni linguistiche e dalle 9 istituzioni che compongono la Segreteria per la Comunicazione: come ha riferito Greg Burke, il direttore della Sala stampa della Santa Sede, a partire dal primo gennaio il percorso si completerà con l’accorpamento dell’Osservatore Romano, del Servizio Fotografico e della Tipografia Vaticana. Si parte con un team di 70 persone ripartite in 6 divisioni linguistiche – italiano, inglese, francese, tedesco,  spagnolo e portoghese – e in 4 aree tematiche: Papa; Vaticano; Chiesa; Mondo. “La diffusione dei contenuti – si legge ancora nel comunicato – avviene secondo un approccio complementare ai media, definito nel suo complesso assieme ad Accenture Interactive, come ‘global experience agency’ che ha supportato la Segreteria per la Comunicazione nella definizione e nella realizzazione del nuovo ecosistema unificato. Tale approccio, tipico di ogni moderna media company, prevede l’impiego di ciascuna piattaforma tecnologica a disposizione”.  Tra queste figura anche il nuovo portale web che sarà on line a partire dai prossimi giorni all’indirizzo www.vaticannews.va nella sua versione beta in sostituzione dei siti internet a carattere informativo utilizzati in precedenza. “Vatican News” diventa anche il nuovo logo che rappresenta gran parte del sistema comunicativo, “nell’intento di semplificare l’immagine e di superare la polverizzazione dei marchi del passato”. In particolare, sempre a partire dai prossimi giorni, il brand identificherà anche i canali social: Twitter, Facebook e YouTube per ciascuna delle redazioni linguistiche ed Instagram, con un profilo comune a tutte le lingue. La nuova immagine comprende anche il marchio “Vatican Media” che coincide con tutto ciò che riguarda la produzione multimediale, indipendentemente dal mezzo di trasmissione: dai documentari fino alle dirette radiofoniche e televisive delle cerimonie papali. A completare il quadro, c’è “Radio Vaticana Italia”: logo riferito ad una radio di flusso a livello nazionale disponibile in DAB +, digitale terrestre e FM nell’area romana che copre l’informazione vaticana e commenta l’attualità con gli occhi della Chiesa.

Dialogo interreligioso: celebrata ieri la festa ebraica di Channukkà presso la Biblioteca del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani

Wed, 2017-12-13 14:05

L’Ambasciata di Israele presso la Santa Sede e la Pontificia Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo hanno celebrato ieri, presso la Biblioteca del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, la festa ebraica di Channukkà con l’accensione della prima candela. Lo ricorda un comunicato stampa dell’Ambasciata di Israele presso la Santa Sede, diffuso oggi. Erano presenti Oren David, ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e Pontificia Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo, il rabbino Daniel Polish, presidente dell’ Ijcic (International Jewish Committee for Interreligious Consultations) con una delegazione di rabbini impegnati nel dialogo interreligioso, e Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma. Questa festa celebra la vittoria dei pochi Maccabei contro gli occupanti greco-siriani e la vittoria della luce sulle tenebre. Questa festività si concluderà con l’accensione dell’ottava candela il 19 dicembre.

C9: Burke, “tra pochi giorni la presentazione del nuovo portale della SpC”

Wed, 2017-12-13 13:59

“Sarà presentata nei prossimi giorni, in versione Beta, la nuova produzione multimediale della Segreteria per la Comunicazione”, attraverso il relativo portale. Ad annunciarlo ai giornalisti, durante il briefing sull’ultima riunione del C9, è stato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke. Ad illustrare ai cardinali “l’ultimo tratto di strada” della riforma e dell’adeguamento della Segreteria per la Comunicazione – “che non è un ufficio, ma un Dicastero della Santa Sede” – è stato mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Spc, durante il C9 che si chiude oggi. “È stata presentata l’organizzazione del Dicastero e delle differenti Direzioni, da cui verrà elaborata la tabella organica del nuovo Dicastero e sarà sottoposta all’approvazione della Segretaria di Stato”, ha specificato il portavoce vaticano: “Sono state anche affrontate le questioni legate agli aspetti economico-amministrativi”. Riprendendo, inoltre, il progetto presentato all’inizio della riforma dei media vaticani, Viganò, nelle parole di Burke, ha mostrato “come i lavori siano stati finora rispettati: la timeline, la riduzione del personale, per quanto possibile e la riduzione dei costi”. È stato poi illustrato il nuovo procedimento di produzione multimediale e il nuovo portale, che sarà presentato nei prossimi giorni. “Il portale non è la riforma, ma certamente una prima espressione visibile e concreta” di essa, ha precisato Burke durante il briefing a proposito del riassetto del sistema della comunicazione vaticana, specificando che nei prossimi giorni verranno presentati anche “i tre nuovi loghi che la caratterizzeranno, nel segno dell’unità nella differenza”. Si è confermato infine che dal 1° gennaio 2018 entrerà a far parte della SpC il gruppo della Tipografia Vaticana, di cui fanno parte L’Osservatore Romano e il Servizio Fotografico Vaticano.

Diocesi: Ragusa, il 19 dicembre il “Natale degli sportivi” con mons. Cuttitta

Wed, 2017-12-13 13:48

La Pastorale dello sport della diocesi di Ragusa promuove, il 19 dicembre, l’evento “Natale degli sportivi”. “In occasione del Santo Natale – spiega il nuovo direttore dell’Ufficio di Pastorale dello sport, don Giovanni Piccione – vogliamo ritrovarci con tutti gli sportivi della provincia a celebrare e condividere un momento significativo. Siamo accomunati sia dallo sport – che aiuta gli ambiti della vita umana e spirituale – sia dalla fede, che dà senso al nostro vivere. Fede e sport sono un binomio per la crescita integrale della persona”.Il programma dell’evento prevede alle ore 18, l’accoglienza nella cattedrale S. Giovanni Battista a Ragusa; alle 18.30 l’incontro del vescovo Carmelo Cuttitta con gli sportivi. Seguirà la celebrazione della Messa in preparazione al Santo Natale. Alle ore 19.30 la camminata sportiva per i tre ponti di Ragusa. Al termine scambio degli auguri e brindisi in piazza San Giovanni. All’evento possono partecipare tutti gli amanti di qualsiasi categoria di sport. Per motivi logistici, di organizzazione, e di sicurezza si consiglia di dare conferma della partecipazione – sia come associazione sia come singoli – entro il 16 dicembre ai numeri 3342880784 – 3383297439 o alla mail piccionegiovanni@live.it.

Diocesi: mons. Nosiglia (Torino), “in ospedale l’amore per ogni ammalato viene prima di aspetti economici e finanziari o di funzionalità gestionale”

Wed, 2017-12-13 13:30

“La motivazione che dovrebbe orientare sempre il fine di ogni ospedale” è “l’amore per ogni ammalato e bisognoso sia di cure di qualità, sia anche di sentirsi preso a cuore. Ogni altro criterio di valutazione, che riguarda gli aspetti economici e finanziari o di funzionalità gestionale, pure importanti, deve passare in secondo piano e mai prevalere”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, presiedendo all’ospedale Oftalmico la celebrazione eucaristica per la festa patronale di santa Lucia. “Mi auguro che il patrimonio di qualità, professionalità ed esperienza acquisita dall’Oftalmico – ha rilevato l’arcivescovo – sia adeguatamente valorizzato, perché merita la più ampia considerazione”. “Questo giudizio – ha proseguito – è del resto riconosciuto da tanti pazienti, che hanno usufruito di questo ospedale, trovando qui le cure specialistiche e il personale qualificato per affrontare e risolvere i loro problemi, in un clima di umanità e di accoglienza personalizzata di cui ogni malato ha sempre bisogno”. Commentando il brano evangelico e rifacendosi alla testimonianza di santa Lucia, Nosiglia ha osservato che “niente e nessuno deve farci paura, quando sappiamo di agire secondo Dio e secondo la nostra coscienza retta, in questo mondo nel quale spesso siamo provocati da una cultura e da una mentalità dominante che tende a stemperare e a soffocare la verità e la testimonianza, riducendola a opinione personale e a un fatto privato, senza alcuna rilevanza pubblica e sociale”. “Un mondo – ha aggiunto – dove contano di più i bilanci o il profitto che le persone, le quali invece sono il tesoro più prezioso da servire e amare” “Oggi – ha ammonito – la frontiera della testimonianza passa attraverso il vissuto concreto delle persone, della famiglia e della società, in particolare su precisi ambiti etici e morali che investono l’esistenza e richiedono una coerenza sicura e ferma, senza cedimenti di sorta”. Secondo l’arcivescovo, “i credenti e gli uomini e donne di buona volontà che operano nella politica, come nell’economia e nella cultura, nella sanità e in ogni ambito del vissuto, sono chiamati a mostrare la coerenza della loro coscienza, che si fa scelta di vita, ricercando sempre il vero bene dell’uomo e offrendo, attraverso il dialogo e il confronto, un messaggio positivo e liberante di quella speranza, di cui ogni cuore – soprattutto di chi soffre ed è scoraggiato – ha bisogno”.

Musica contro le mafie: don Ciotti (Libera), “Serve l’impegno del ‘noi’. Dobbiamo cambiare la storia, non subirla”

Wed, 2017-12-13 13:12

“Il problema della corruzione, della mafia, dell’illegalità è trasversale a tutto il Paese, e questo richiede l’impegno del noi”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, intervenuto alla seconda edizione di “5 giorni di musica contro le mafie”, evento nato in seno a Libera in corso a Cosenza. Davanti a oltre 400 studenti, don Ciotti, ha proposito del “cambiamento che sogniamo e desideriamo”, ha detto che “dobbiamo cambiare la storia, non subirla”. Per questo anzitutto “essere consapevoli è essere responsabili”. Infatti, “solo unendo le forze degli onesti si diventa una forza importante. Il primo dovere che abbiamo è di leggere le cose positive che ci sono, che sono un segno di cambiamento e di speranza. Esistono percorsi di dignità e valore”. Per don Ciotti, “oggi la malattia mortale nel nostro Paese è la delega, il continuare a credere che tocca sempre agli altri, è la rassegnazione e la sfiducia. Se ‘ndrangheta e corruzione trovano spazio è perché noi non ci siamo”. Cinque le parole chiave analizzate da don Ciotti, per il quale “la situazione non è semplice, la strada è in salita, non possiamo nascondere la realtà”.
Come risposta, il sacerdote invoca “continuità dei nostri impegni, corresponsabilità e coraggio di chiedere conto” e “la cittadinanza nell’impegno per il bene comune”. “Non dimentichiamo che l’esistenza di ognuno di noi trova senso nella condivisione e nella corresponsabilità”, ha detto. Un passaggio sulla politica, che “deve partire dalla vita concreta della gente. Abbiamo bisogno di una politica non condizionata dalle cricche e dagli interessi, perché politica significa etica della comunità e servizio. Al di là delle belle persone che ci sono, degli ottimi esempi, oggi c’è un divorzio tra politica e persone. La politica deve parlare con le persone, non alle persone”. Infine, una chiosa sulla “musica contro le mafie”: “l’arte può portare il suo contributo per riflettere e interrogarsi, per guardare intorno”.

Diocesi: Latina, oggi pomeriggio l’incontro “Protestantesimo e cultura italiana a 500 anni dalla Riforma”

Wed, 2017-12-13 12:56

“Protestantesimo e cultura italiana a 500 anni dalla Riforma”: è il tema scelto dall’Ufficio per il dialogo ecumenico e interreligioso della diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno per stilare un bilancio sul quinto centenario della Riforma di Lutero, chiuso nell’ottobre scorso. Per discutere di questo argomento, oggi pomeriggio, alle 17, presso la curia vescovile di Latina, terrà una conferenza pubblica il teologo e pastore luterano Martin Wallraff, docente di Storia della Chiesa presso l’Università di Monaco e di Basilea. Il desiderio, spiega una nota della diocesi pontina, “è quello di condividere insieme i frutti spirituali e teologici a conclusione di un anno di particolare intensità, sia per la portata simbolica dell’evento celebrato sia per gli effetti benefici sulle comunità cristiane”. “Questa conferenza vuol essere un passo concreto che segue la recente dichiarazione comune ‘Riconciliarsi per annunciare il Vangelo’, a firma della Conferenza episcopale italiana e della Chiesa luterana in Italia. Documenti che non vogliono rimanere sulla carta, ma desiderano legittimare e promuovere un movimento di rinnovamento ecclesiale orientato a modificare lo sguardo degli uni verso gli altri”, sottolinea Mariangela Petricola, direttrice dell’Ufficio diocesano per il dialogo ecumenico e interreligioso.

Bangladesh: Unicef, saranno vaccinati circa 255.000 bambini rohingya per proteggerli da difterite e altre malattie

Wed, 2017-12-13 12:38

Il governo del Bangladesh, supportato dall’Unicef, dall’Oms e dalla Gavi (l’Alleanza globale per le vaccinazioni), ha lanciato una campagna di vaccinazione contro la difterite e altre malattie prevenibili per tutti i bambini rohingya di età compresa fra le 6 settimane e i 6 anni che vivono in 12 campi per rifugiati e insediamenti temporanei vicino al confine col Myanmar. La vaccinazione rapida coprirà circa 255.000 bambini nei sotto-distretti di Ukhiya e Teknaf a Cox’s Bazar, mentre il governo e i partner nel settore sanitario continueranno ad aumentare il supporto per la cura e la prevenzione della difterite. “La difterite si presenta generalmente fra popolazioni vulnerabili che non hanno ricevuto le vaccinazioni di routine, come i rohingya. Si è registrato un forte aumento dei casi, un indicatore dell’estrema vulnerabilità dei bambini nei campi e negli insediamenti rohingya. È necessaria un’azione immediata per proteggerli da questa malattia mortale. La vaccinazione fornisce una prevenzione efficace”, ha dichiarato Edouard Beigbeder, rappresentante dell’Unicef in Bangladesh. Gli ultimi dati forniti dall’Oms grazie all’Ewars (Early Warning Alert and Response System) e da Medici Senza Frontiere indicano che fra il 12 novembre e l’11 dicembre si sono registrati 721 casi di probabile difterite, con 9 morti, nei campi e negli insediamenti di fortuna che ospitano i rifugiati.
La prossima settimana tre cicli di vaccino per il tetano e la difterite saranno forniti ai bambini rohingya fra i 7 e i 15 anni e saranno disponibili 10.000 operatori per la salute e lo sviluppo negli insediamenti rohingya. Per questo motivo, in queste ore saranno disponibili nel Paese 900.000 dosi di questo tipo di vaccino. Info: www.unicef.it

Comece: mgr. Kockerols on Europeinfos, “The EU, a teenager looking for identity”. The role of the Church in today’s Europe

Wed, 2017-12-13 12:19

 

(Brussels) “The EU is not mainly a huge structure of institutions. It was meant to be a community”, a “community of nations, of course, but mainly a community of human beings, called to work for the common good”. This was specified by mgr. Jean Kockerols, auxiliary bishop of Mechelen-Brussels and deputy president of the Commission of the EU Bishops Conferences (Comece). On the December issue of Europeinfos, Comece’s monthly magazine, the bishop says he is annoyed that, “in many countries and even in the local Church, there’s no sense of history and memory”, so the reasons that drove the European countries to join together 60 years ago, reasons that are perfectly shared by Christianity, “a religion of peace and reconciliation”, are forgotten. The dimension of hope that is typical of Christianity is what Europeans, often “lifeless”, need nowadays. If Europe is a “grandmother”, as Pope Francis defined it, it is somehow also a “teenager that discovers freedom”, that must learn “responsibility” and must learn to overcome its “fears and cares”. “The search for identity and a community to belong to is a key challenge for a teenager, as it is for today’s Europeans”, mgr. Kockerols writes. “Are we Catalans or Spanish or European? We have multiple identities”, and this has “consequences that can be understood in very different ways”, but the Church can “help us find it out as a chance” “to welcome a shared fate without neglecting our other identities”.

 

Comece: mons. Kockerols su Europeinfos, “Ue adolescente in cerca di identità”. Il ruolo della Chiesa nell’Europa di oggi

Wed, 2017-12-13 12:19

(Bruxelles) “L’Ue non è principalmente un’enorme struttura di istituzioni. Era intesa come comunità”, una “comunità di nazioni, naturalmente, ma principalmente di esseri umani, chiamati a lavorare per il bene comune”. La puntualizzazione arriva da mons. Jean Kockerols, vescovo ausiliare di Mechelen-Bruxelles e vicepresidente della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). Sul numero di dicembre di Europeinfos, il mensile della Comece, il vescovo si dice dispiaciuto del fatto che “in molti Paesi e anche nella Chiesa locale, manchi il senso della storia e della memoria” per cui si dimenticano i motivi che hanno spinto i Paesi europei a unirsi 60 anni or sono, motivi pienamente condivisi dal cristianesimo “religione di pace e di riconciliazione”. La dimensione della speranza, propria del cristianesimo, è ciò di cui hanno bisogno oggi gli europei, spesso “svogliati”. Se l’Europa è una “nonna”, come Papa Francesco l’ha definita, per altri aspetti è anche un’“adolescente che scopre la libertà”, che deve imparare “la responsabilità” e a superare le proprie “paure e affanni”. “La ricerca dell’identità e a quale comunità appartenere è una sfida-chiave per un’adolescente come per gli europei di oggi”, scrive mons. Kockerols. “Siamo catalani o spagnoli o europei? Abbiamo identità multiple” e ciò ha “conseguenze che possono essere comprese in modi molto diversi”, ma la Chiesa può “aiutarci a scoprirlo come una chance”, “ad accogliere un destino comune, senza ignorare le nostre altre identità”.

Parlamento Ue: Premio Sacharov all’opposizione democratica in Venezuela. Tajani, “riconoscimento a tutto il popolo venezuelano”

Wed, 2017-12-13 12:14

(Strasburgo) “Quest’anno il Premio Sacharov è stato assegnato all’opposizione democratica del Venezuela, in particolare all’Assemblea nazionale (presieduta da Julio Borges) e a tutti i prigionieri politici che figurano nell’elenco del Foro Penal Venezolano, rappresentati da Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea González”. Lo ha appena affermato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, nella cerimonia di assegnazione del riconoscimento, che si svolge nell’emiciclo del Parlamento Ue a Strasburgo. “Al di là dell’opposizione democratica, il premio va a tutti i cittadini venezuelani nel mondo. Porgo il mio saluto a una parte della diaspora del Paese, qui presente. È la prima volta che un’istituzione, la Asamblea Nacional Venezolana (Assemblea nazionale venezuelana), viene insignita di questo premio. Come tutti i parlamenti del mondo – incluso il nostro – rappresenta il simbolo della democrazia e del pluralismo”. Tajani ha affermato: “Presidente Borges, il Parlamento europeo riconoscerà sempre l’Assemblea nazionale, democraticamente eletta dal popolo del Venezuela. Nel conferire tale premio, difendiamo le costituzioni, le istituzioni e la separazione dei poteri. È questa la base della democrazia.
Così come la libertà di espressione”.

Testamento biologico: l’appello del Centro studi Livatino ai Senatori, “ascoltate la coscienza, votate contro”

Wed, 2017-12-13 12:06

“La legge sulle c.d. dat conclude con distruttiva coerenza un percorso demolitorio: le norme in essa contenute hanno la sostanza dell’eutanasia, dell’abbandono del soggetto debole, della compromissione della professione medica, dell’introduzione del principio della disponibilità della vita”, così inizia la lettera che il Centro studi Livatino ha indirizzato a ogni membro del Senato, invitando i senatori a non votare la legge sul testamento biologico attualmente in discussione.
“Ci sono momenti nella Storia nei quali un coraggio non dimostrato prima diventa occasione di riscatto – scrivono dal centro studi -. Ancora oggi si ricordano con ammirazione coloro che, vivendo in regimi totalitari, hanno preferito il rispetto della propria coscienza all’ossequio a tirannie antiumane”.
All’appello è allegata una nota riassuntiva e aggiornata che mette in fila le criticità della legge e i punti inemendabili cui i magistrati e i docenti del Livatino rimandano per chiedere ai senatori “di votare contro la ‘morte di Stato’ “. “Non è sufficiente – spiegano -, grazie anche alle leggi approvate e alla sentenze pronunciate negli ultimi cinque anni, ritrovarsi in una Nazione che registra un drastico calo delle nascite, e un parallelo e altrettanto significativo aumento dei morti? Perché non rendersi conto che l’eutanasia a cui ella si appresta a dare il suo voto costituisce il sigillo funesto a un Paese avviato sulla strada della sua scomparsa demografica e culturale?”.
Per questo, conclude il Centro studi Livatino, “faccia prevalere la sua coscienza sulle indicazioni di partito. Non lasci il suo nome iscritto fra i sostenitori del nuovo totalitarismo”.

Sanità: Censis, i vantaggi dell’autocura per i malati, per il Servizio nazionale e per l’economia

Wed, 2017-12-13 12:02

“Sono molteplici i benefici del ricorso ai farmaci senza obbligo di ricetta per guarire dai piccoli disturbi”. Lo spiega la ricerca del Censis “Il valore socio-economico dell’automedicazione”, realizzata in collaborazione con Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione, che fa parte di Federchimica), che è stata presentata oggi a Roma. Ci sono, infatti, “benefici per i malati, perché 17,6 milioni di italiani sono guariti dai piccoli disturbi grazie a un farmaco da automedicazione almeno in una occasione durante l’anno e così hanno potuto svolgere normalmente le loro attività”. E benefici “per il Servizio sanitario nazionale, perché 17 milioni di italiani hanno evitato di scaricare l’onere delle cure sul sistema pubblico grazie ai farmaci da banco”. Infine, benefici “per l’economia, perché 15,4 milioni di lavoratori sono rimasti sul posto di lavoro proprio grazie all’effetto di un farmaco da automedicazione”.

Sanità: Censis, “aumenta la tendenza all’automedicazione, ma nel rispetto dei consigli di medici e farmacisti”

Wed, 2017-12-13 11:52

“Il 73,4% degli italiani è convinto che in caso di piccoli disturbi ci si possa curare da soli. La percentuale è aumentata nel tempo, visto che nel 2007 era pari al 64,1%. Per il 56,5% ci si può curare da sé perché ognuno conosce i propri piccoli disturbi e le risposte adeguate, per il 16,9% perché è il modo più rapido”. Lo rivela la ricerca del Censis “Il valore socio-economico dell’automedicazione”, realizzata in collaborazione con Assosalute e presentata oggi a Roma. “Si curano da soli con farmaci da banco, senza bisogno della ricetta medica, 46 milioni di italiani. Di questi, 15 milioni lo fanno spesso. Il ricorso al farmaco è informato, consapevole e maturo”, spiega la ricerca. La prima volta che si assume un farmaco senza obbligo di ricetta per curare un piccolo disturbo, “il 70,4% degli italiani chiede consiglio al medico o al farmacista, l’83,1% legge sempre il foglietto illustrativo e il 68,4% afferma di comprenderlo appieno”. Trascorsi alcuni giorni dall’assunzione del farmaco, se il disturbo persiste “l’88,5% si rivolge al medico e il 36,2% al farmacista”. Dunque, “l’automedicazione con i farmaci da banco non è mai uno sregolato libero arbitrio soggettivo, si fonda sempre su indicazioni mediche”. E “gli italiani non usano i farmaci come semplici beni di consumo: la spesa pro-capite per farmaci senza obbligo di prescrizione in Italia è pari in media a 40,2 euro all’anno, nel Regno Unito sale a 69,6 euro, in Germania a 80,1 euro, in Francia a 83,1 euro e il valore pro-capite medio tra i grandi Paesi europei è di 65,7 euro. Gli italiani spendono per i farmaci senza obbligo di ricetta il 39% in meno della media degli altri grandi Paesi europei”.

Sanità: Censis, aumentano “i piccoli disturbi della salute che peggiorano la vita degli italiani”

Wed, 2017-12-13 11:48

“Complessivamente, sono 49 milioni gli italiani che soffrono di piccoli disturbi che ne compromettono la piena funzionalità quotidiana nelle relazioni sociali e sul lavoro”. È quanto emerge dalla ricerca del Censis “Il valore socio-economico dell’automedicazione”, realizzata in collaborazione con Assosalute e presentata oggi a Roma. Di questi, “17 milioni soffrono con grande frequenza di piccoli disturbi che incidono pesantemente sulla loro vita. Quelli più diffusi sono il mal di schiena (40,2%), raffreddore, tosse, mal di gola e problemi respiratori (36,5%), il mal di testa (25,9%), mal di stomaco, gastrite, problemi digestivi (15,7%), l’influenza (13,9%), i problemi intestinali (13,2%)”. Rispetto a dieci anni fa, “sono aumentate le persone alle prese con il mal di schiena e i dolori muscolari (dal 32,4% al 40,2% degli italiani), raffreddore, tosse, mal di gola (dal 34,7% al 36,5%), mal di stomaco e gastrite (dal 12,4% al 15,7%), problemi intestinali (dal 5,1% al 13,2%) e congiuntiviti (dall’1,5% al 3%)”. Sono numeri che descrivono “un enorme fabbisogno sanitario che, senza il ricorso ai farmaci da banco, finirebbe per scaricarsi su un Servizio sanitario nazionale già in difficoltà”.

Ue: Barnier (negoziatore), “cerchiamo un accordo equo, ma dopo il Brexit il Regno Unito sarà un Paese terzo”

Wed, 2017-12-13 11:45

(Strasburgo) “Sul Brexit cerchiamo soluzioni razionali” e “ragionevoli” e l’accordo raggiunto nei giorni scorsi con Londra “è una buona base sui tre temi principali” – diritti dei cittadini, impegni finanziari del Regno Unito verso l’Ue, rapporti tra le due Irlanda – che “ora deve essere tradotta in un testo giuridicamente vincolante”. Michel Barnier è il capo negoziatore della Commissione europea per il Brexit. Alla vigilia del Consiglio europeo che dovrà formalizzare la prima parte dell’accordo con Londra per passare ai negoziati sui rapporti futuri tra le due sponde della Manica, mostra di non aver gradito le dichiarazioni del ministro britannico David Davis, che ha definito l’accordo May-Juncker “una dichiarazione d’intenti”. “Abbiamo il dovere di garantire i diritti dei 4 milioni di cittadini Ue che abitano e lavorano nel Regno Unito”, dice Barnier, “e quelli dei cittadini britannici che vivono” sul continente. “Ma – aggiunge – ci sono dei punti non negoziabili: le 4 libertà fondamentali dell’Ue” (libera circolazione delle persone, delle merci, dei capitali e dei servizi), “il mercato unico, la legislazione Ue” in vigore nei Paesi membri. Infine aggiunge: “Cercheremo un accordo equo, ma è chiaro che il Regno Unito” dopo il Brexit “sarà un Paese terzo”.

Sanità: Censis, “allarme fake news. 8,8 milioni di italiani hanno trovato sul web informazioni mediche sbagliate”

Wed, 2017-12-13 11:43

Allarme fake news in sanità. “Sono 15 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi (dal mal di testa al raffreddore), cercano informazioni sul web. Ma 8,8 milioni sono stati vittime di fake news nel corso dell’anno. In particolare, sono 3,5 milioni i genitori che si sono imbattuti in indicazioni mediche sbagliate. Dati allarmanti per la salute: se il medico di medicina generale (53,5%) e il farmacista (32,2%) restano le principali fonti di informazione, decolla il ricorso ai diversi canali web (28,4%)”. È quanto emerge dalla ricerca del Censis “Il valore socio-economico dell’automedicazione”, realizzata in collaborazione con Assosalute e presentata oggi a Roma. Il 17% degli italiani consulta siti web generici sulla salute, il 6% i siti istituzionali, il 2,4% i social network. In particolare, “tra i millennials sale al 36,9% la quota di chi usa autonomamente il web per trovare informazioni su come curare i piccoli disturbi. Il pericolo è fortemente percepito dagli italiani: il 69% vorrebbe trovare sui siti web e sui social network informazioni certificate sulle piccole patologie e sui farmaci per curarle da assumere senza obbligo della ricetta medica”, evidenzia la ricerca del Censis, secondo cui “una comunicazione corretta e l’educazione alle scelte di salute emergono come elementi fondamentali per un pieno riconoscimento dei benefici individuali e collettivi dei medicinali di automedicazione”.

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