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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 30 min ago

Amoris Laetitia: in molte diocesi avviato il “ponte giuridico-pastorale”

Thu, 2017-08-17 11:00

Un “mezzo a disposizione di coloro che desiderano verificare la validità del loro matrimonio ormai ferito da separazioni, divorzi, abbandoni” e che si pone in un’area di confine tra pastorale e diritto. Mons. Roberto Malpelo, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico regionale etrusco (Tere), definisce in questi termini il “ponte giuridico-pastorale” auspicato da Papa Francesco. L’orizzonte, spiega, è quello “di un’alleanza non solo tra teologia e pastorale ma anche tra diritto e pastorale”. Dal dossier sull’accoglienza e i frutti nelle diocesi italiane di “Amoris Laetitia”, stilato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei, emergono diverse modalità di “risposta”. Per citarne solo alcune, Biella, Casale Monferrato, Novara, Vercelli hanno costituito un “Centro interdiocesano di accompagnamento dei fedeli separati”. A Cefalù il vescovo ha istituito il “Servizio diocesano per l’accoglienza e l’accompagnamento dei fedeli nelle loro fragilità matrimoniali” analogo al “Sostegno alle fragilità familiari” messo in campo a Livorno, mentre a Concordia-Pordenone il vescovo ha nominato un responsabile del Servizio di consulenza giuridico-pastorale per la famiglia ed è stato celebrato il primo processo brevior con sentenza in data 15 settembre 2016. Padova ha curato un piccolo dépliant informativo sullo svolgimento del processo di nullità matrimoniale, oltre a promuovere percorsi di spiritualità per persone che vivono un legame spezzato o una nuova unione. A Frosinone-Veroli-Ferentino, grazie alla disponibilità a titolo gratuito di due avvocatesse rotali sono stati istituiti un Centro d’ascolto e un numero dedicato. Nella diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia sono oltre dieci i casi di procedura normale introdotti negli ultimi nove mesi, sei già risolti positivamente, due in itinere. L’auspicio, si legge nel dossier, è che “i processi di accompagnamento non si concludano con l’emanazione del decreto di dichiarazione di nullità, ma proseguano anche nel ‘dopo’ per poter operare sempre nella logica della misericordia”.

Amoris Laetitia: don Gentili (Cei), “recezione e attuazione richiede tempo” ma “in molte diocesi è stata oggetto di vivace attenzione”

Thu, 2017-08-17 10:59

Non solo incontri e percorsi di formazione. Anche progetti di studio e l’avvio del “ponte giuridico – pastorale” auspicato dal Papa per accogliere e accompagnare nel discernimento le persone ferite dal fallimento del proprio matrimonio e desiderose di verificarne la validità. Sono alcuni frutti dell’esortazione apostolica “Amoris Laetitia” di Francesco a oltre un anno dalla sua pubblicazione. Ad illustrarli è un dossier stilato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei. Rispondendo ad una richiesta pervenuta dalla Segreteria del Sinodo sulla recezione del documento, l’Ufficio Cei ha avviato un’inchiesta sull’accoglienza di Amoris Laetitia e sulle iniziative in corso per la sua diffusione e attuazione. Due le tappe dell’indagine (da ottobre 2016 a maggio 2017) che ha coinvolto le diverse realtà della Chiesa italiana presenti sul territorio. “Il processo di recezione e attuazione delle indicazioni di Amoris Laetitia richiederà molto tempo”, spiega don Paolo Gentili, ma “in gran parte delle diocesi il documento è stato oggetto di una vivace attenzione” e “molti vescovi hanno deciso di impostare il loro piano pastorale annuale” sull’esortazione del Pontefice “sottolineando la dimensione della famiglia come ‘soggetto’ nell’azione pastorale delle Chiese locali”. Secondo il direttore dell’Ufficio Cei, a suscitare maggior interesse “e anche qualche timore, soprattutto fra i sacerdoti che ne vivono in primis la responsabilità”, è il tema del discernimento pastorale.

Cile: il vicario apostolico di Aysén ricorda mons. Cazzaro, “portò il Concilio in questa terra lontana”

Thu, 2017-08-17 10:34

“Mons. Bernardo Cazzaro partecipò al Concilio Vaticano II e come tale l’allora giovanissimo vicario apostolico di Aysén portò in questa terra lontana del sud del Cile lo slancio e i frutti di quel grande evento di Chiesa”. Lo afferma, al Sir, mons. Luis Infanti della Mora, attuale vicario apostolico di Aysén, nel ricordare l’azione pastorale di mons. Cazzaro, vicario apostolico per 24 anni dal 1944 al 1988, morto domenica 13 agosto a Vicenza all’età di 92 anni. La messa funebre di mons. Cazzaro si tiene oggi nella basilica di Monte Berico, mentre il vescovo è stato ricordato con una messa di suffragio il 15 agosto nella cattedrale di Coyhaique.
“Si trattava di una messa già programmata per rendere grazie ai nostri religiosi e religiose – spiega il vicario apostolico – e, per singolare coincidenza, festeggiavamo gli 80 anni di presenza qui dei Servi di Maria, la congregazione alla quale apparteneva mons. Cazzaro. Prima della messa ho tenuto una conferenza per far conoscere questa figura di pastore”.
Mons. Infanti mette in evidenza alcune doti pastorali e alcune scelte prioritarie compiute da mons. Cazzaro: “Ha portato un grande slancio missionario, in questa che ancora oggi non è una diocesi, ma una terra di missione. Quando è arrivato i sacerdoti erano tutti stranieri, in gran parte italiani o spagnoli. Si è speso per far nascere una Chiesa locale, puntando soprattutto sull’educazione, creando soprattutto scuole per i poveri. Ha dato vita nel 1975 ad una giornata vicariale pastorale annuale, esperienza che prosegue ancora adesso, con l’obiettivo di creare comunione e di progettare insieme le scelte pastorali. Ha puntato sulla formazione dei consacrati locali, creando una sorta di pre-seminario che indirizzasse i giovani alla scelta di entrare poi in Seminario; due nostri sacerdoti vengono da quell’esperienza. Ha puntato sui diaconi permanenti. Ha molto creduto nei mass media e in particolare nella radio, strumento molto importante in un territorio vasto e senza vie di comunicazione. Ha organizzato una bella esperienza di catechesi familiare e gruppi missionari, coordinati da religiose, che andavano di paese in paese creando comunità cristiane di base”.

Cile: messa di suffragio per il vescovo Bernardo Cazzaro, “pastore saggio e prudente”

Thu, 2017-08-17 10:20

Si è tenuta ieri nella cattedrale di Puerto Montt (Cile) alla vigilia delle esequie che si terranno oggi a Vicenza nella basilica di Monte Berico, una messa di suffragio per mons. Bernardo Cazzaro, Servo di Maria e arcivescovo emerito di Puerto Montt, morto domenica 13 agosto all’età di 92 anni. La celebrazione è stata presieduta dall’arcivescovo della diocesi cilena, mons. Cristián Caro Cordero, immediato successore di mons. Cazzaro, e concelebrata da mons. Juan María Agurto, vescovo di Ancud, da mons. Juan Barros, vescovo di Osorno, e da numerosi sacerdoti.

L’omelia è stata affidata dall’arcivescovo a don Daniel Acuña Burgos, attuale vicario per l’educazione e vicario generale dell’arcidiocesi durante l’episcopato di mons. Cazzaro. Il sacerdote ha ripercorso alcuni tratti centrali dell’azione pastorale di mons. Cazzaro a Puerto Montt, tra il 1988 e il 2001. “Questa porzione di popolo di Dio – ha spiegato il sacerdote – si è affidato alla cura pastorale di don Bernardo e lui, nelle vicissitudini di ogni giorno, in ogni necessità pastorale, ha ascoltato la voce del Maestro ed ha cercato senza dubbio che ciascuna necessità fosse affrontata e soddisfatta in modo saggio e prudente”. Ed ha proseguito: “Credo che tutti siamo d’accordo che era un uomo di Dio, che cercava con sincerità il Signore ed ha operato mosso dallo zelo dei santi pastori di servire il suo popolo, partendo dal suo rapporto personale con Dio”. Don Acuña ha indicato come testimoni delle sue parole i sacerdoti, i religiosi, i diaconi, i tantissimi laici operatori pastorali da lui formati. Ed ha messo in risalto la pietà eucaristica di mons. Cazzaro, la sua cura per la liturgia, la sua capacità di incontro personale.

Fondazione Kolbe: concluso ad Auschwitz il workshop per promuovere riconciliazione e pace. Presenti 30 giovani da Europa, Russia e Stati Uniti

Thu, 2017-08-17 09:51

Si è concluso ieri ad Auschwitz l’ottavo workshop internazionale organizzato dalla Fondazione Maximilian Kolbe. All’appuntamento, promosso dalle Conferenze episcopali tedesca e polacca, hanno partecipato trenta giovani provenienti da Europa, Russia e Stati Uniti, che hanno riflettuto insieme su temi quali memoria, pace e perdono. Il primate polacco, l’arcivescovo Wojciech Polak (Gnensen), nel suo intervento, tenuto il 13 agosto, ha sottolineato che i gesti di perdono e di misericordia non sono degli optional per la Chiesa, ma sono parte fondante della sua identità. A sostengono del suo pensiero ha portato un esempio tratto dal processo di pace tedesco-polacco, polacco-russo, così come polacco-ucraino: “Una delle sfide fondamentali consiste nell’essere pazienti, senza lasciarsi prendere dalle difficoltà nei rapporti”. L’arcivescovo Ludwig Schick (Bamberga), presidente della Commissione Chiesa nel mondo della Conferenza episcopale tedesca, ha rimarcato l’importanza della testimonianza concreta e pratica della Chiesa: “Incontro e dialogo, soprattutto nelle situazioni più complesse, così come la disponibilità a riflettere criticamente sulla propria realtà sono premesse fondamentali per dominare i conflitti. Non c’è alcun dubbio che saremo parte della soluzione ai problemi nel momento in cui comprenderemo che siamo parte del problema”.

Terremoto: mons. Boccardo (Spoleto-Norcia), “tenacia, fede e condivisione”

Thu, 2017-08-17 09:23

Tenacia, fede e condivisione. Con queste tre parole mons. Renato Boccardo, vescovo di Spoleto-Norcia, sintetizza quanto vissuto in questi mesi profondamente segnati dal terremoto. Lo fa in un’intervista che sarà pubblicata su un numero speciale dei settimanali diocesani del Nordest voluto dalle Caritas Nordest ad un anno dal terremoto del 24 agosto 2016. “Tenacia – spiega mons. Boccardo – perché c’è gente che ha visto crollare la sua casa (terremoto del 1978, poi del 1997 e ora) e, dopo un primo tempo di scoraggiamento, non si è persa d’animo ma si è rimboccata nuovamente le maniche. Condivisione: fin dalla prima scossa, i parroci hanno condiviso in pieno la vita dei loro parrocchiani, dormendo in macchina e poi nelle tende con loro; la presenza dei volontari ha aiutato e aiuta tuttora la gente a guardare avanti con fiducia, ogni aiuto è uno stimolo per ricominciare. La vicinanza e la condivisione sono stati i doni più belli che abbiamo ricevuto”. “E poi c’è la fede – aggiunge -: in momenti come questi, più che mai, ci si appella a chi sappiamo non ci lascia mai soli, all’unica certezza che non può mai crollare”. E a proposito della fede di cui è intessuto il territorio di Norcia e della Valnerina, mons. Boccardo fa notare che “in tanti si sono preoccupati più delle chiese che delle proprie case, patrimonio culturale ma anche testimonianza della fede dei padri”.

Terremoto: Caritas Nordest, un anno di aiuti in un numero speciale dei settimanali diocesani

Thu, 2017-08-17 09:11

Oltre tre milioni di euro. È quanto finora le Caritas Nordest hanno raccolto in questi dodici mesi per le popolazioni terremotate del Centro Italia. In particolare, in occasione della colletta straordinaria effettuata in tutte le comunità, domenica 18 settembre 2016, sono arrivati 2 milioni e 100mila euro; le altre offerte giunte alle Caritas attraverso altri canali ammontano a oltre un milione di euro. Per raccontare quanto è stato fatto con le offerte Caritas Nordest ha promosso un numero speciale dei settimanali diocesani del Triveneto che uscirà in concomitanza con il primo anniversario del terremoto del 24 agosto 2016. “Questo numero monografico – spiegano i direttori dei settimanali diocesani del Triveneto – è stato progettato e realizzato in collaborazione con la delegazione Caritas del Nordest con l’intento di richiamare l’attenzione sulle popolazioni colpite dal sisma in Centro Italia nell’autunno dello scorso anno. Risponde anche al desiderio di rendere trasparente e soprattutto condiviso l’intervento di solidarietà, reso possibile anche dalle offerte delle comunità cristiane”. Per i settimanali diocesani questo numero speciale è una conferma dell’impegno assunto dopo il terremoto dell’Aquila e del convegno Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) sulla ricostruzione (aprile 2015). “Non dobbiamo fermarci al racconto dell’emergenza – si era detto – ma continuare a tenere i riflettori accesi anche dopo le calamità naturali, per accompagnare l’opera di ricostruzione”. “Questo – annunciano i direttori dei settimanali Fisc del Nordest – è quanto continueremo a fare anche nello spirito della comunione ecclesiale”.

Avvenire: la prima pagina di domani 17 agosto. Crescita Pil, migrazioni, Trump e i gruppi razzisti, caso Regeni

Wed, 2017-08-16 19:30

“Avvenire” dedica il suo titolo principale ai segnali di ripresa dell’economia, con la nuova stima del Pil annuale data a 1,5% di crescita. L’editoriale è di Leonardo Becchetti, che si concentra sul tema della tassazione delle operazioni finanziarie e sugli strumenti più efficaci per una ripartenza del Paese. “Sul fronte sociale, non può non allarmarci il fatto che la ripresa avvenga tra luci e ombre, con indicatori come la qualità del lavoro che stentano a migliorare e che spiegano buona parte di proteste e disagi – scrive Becchetti -. La ripresa sta debolmente facendosi strada ma permangono difetti strutturali molto importanti e da emendare urgentemente. Il Sistema Italia continua a essere indietro quanto a lacci e lacciuoli. Paghiamo inoltre un divario fondamentale, verso Paesi come gli Stati Uniti ad esempio, quanto ad attenzione a ciò che serve per la crescita delle piccole e medie imprese e delle imprese artigiane che sono l’ossatura del nostro sistema produttivo e la parte che sta soffrendo oggi di più perché ancora non abbastanza internazionalizzata”, conclude l’editorialista. A centro pagina una grande fotocronaca sui temi delle migrazioni, con il messaggio che il Papa ha fatto pervenire lunedì ai 250 giovani che hanno dato vita, dal 10 al 14 agosto, a Capo Santa Maria di Leuca all’incontro internazionale “Mediterraneo, un porto di fraternità”: “Serve un impegno sempre più generoso nel favorire la cultura dell’accoglienza e della solidarietà – ha scritto Francesco – , promuovendo così la pace e la fraternità tra i popoli”. Il titolo di taglio è per l’ennesima retromarcia di Trump: il presidente americano ha di nuovo parzialmente “giustificato” i gruppi razzisti che hanno dato vita a violenze nei giorni scorsi. Infine, la vicenda dell’omicidio Regeni, con le nuove polemiche dopo rivelazioni dagli Usa. Il commento è affidato a Riccardo Redaelli: “È quindi il ritorno del nostro ambasciatore in Egitto semplice ‘realpolitik’? Sì, se questo significa accettare una resa vergognosa sul caso Regeni. No, se la nostra magistratura continuerà invece a lavorare, come sta facendo con una (apparente?) crescente collaborazione delle autorità giudiziarie locali”.

Sierra Leone: Wfp distribuisce aiuti alimentari a 7.500 persone colpite da frane e alluvioni

Wed, 2017-08-16 19:03

L’agenzia Onu World food programme (Wfp) sta distribuendo assistenza alimentare a 7.500 persone colpite dalle ingenti frane e alluvioni che, in Sierra Leone, hanno causato molte vittime e lasciato un numero ancora maggiore di persone senza un tetto e con un disperato bisogno di assistenza. A poche ore dalle frane che, lunedì, hanno colpito alcune zone nei pressi di Freetown, il Wfp ha iniziato a distribuire razioni iniziali di riso, legumi, olio vegetale e sale, sufficienti per due settimane, alle comunità maggiormente colpite di Regent, Sugar Load e Mortomeh, nei dintorni della capitale. L’assistenza sarà fornita sia a chi è sopravvissuto alle frane che alle famiglie ospitanti, oltre che agli addetti ai soccorsi e a chi lavora negli obitori. “Le frane hanno lasciato una scia di morte e devastazione” ha detto Housainou Taal, rappresentante e direttore Wfp nel Paese. “I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alle vittime e alle loro famiglie. Ci stiamo ora concentrando sui sopravvissuti, in modo che possano ristabilirsi e riprendere le proprie vite”. L’esperienza dell’epidemia di Ebola in Sierra Leone ha preparato la comunità umanitaria ad offrire una risposta rapida e congiunta a questa emergenza. Oltre a consegnare assistenza alimentare, il Wfp sta lavorando a stretto contatto con il governo e gli altri partner negli sforzi di ricerca e recupero, specialmente nella fornitura di servizi logistici, mappature geospaziali delle aree del disastro e altro supporto. “Possiamo solo sperare che smettano le piogge e le alluvioni improvvise, così che l’attuale emergenza non si trasformi in una catastrofe più grande”, ha aggiunto Taal.

Filippine: Amnesty, 32 morti in un giorno “guerra alla droga di Duterte a nuovi livelli di barbarie”

Wed, 2017-08-16 18:20

Il 15 agosto la polizia delle Filippine ha ucciso 32 persone, probabilmente il più alto numero di vittime in un solo giorno da quando il presidente Duterte ha dichiarato la cosiddetta “guerra alla droga”. “Queste morti scioccanti ci ricordano che l’illegale ‘guerra alla droga’ del presidente Duterte va avanti senza sosta, anzi pare raggiungere nuovi livelli di barbarie: uccidere i sospetti, violare il loro diritto alla vita e ignorare le regole del giusto processo sono ormai la routine”, ha dichiarato James Gomez, direttore di Amnesty International per l’Asia sud-orientale e il Pacifico. “A pagare il prezzo di questa brutalità sono soprattutto le comunità più povere di aree come la provincia di Bulacan, dove è avvenuta buona parte delle esecuzioni extragiudiziali da quando il presidente è al potere, comprese 21 delle 32 del 15 agosto”, ha aggiunto Gomez. Secondo Amnesty le recenti parole di Duterte, secondo il quale egli potrebbe non riuscire a risolvere i problemi legati alla droga durante il suo mandato, “sono molto preoccupanti. Con l’estensione a tempo indeterminato di questa fallace strategia, rischiamo di non vedere la fine di queste uccisioni”, ha commentato Gomez. “Considerato che un mese fa Duterte ha minacciato di abolire la Commissione per i diritti umani, l’unica istituzione che svolge indagini approfondite sulle esecuzioni extragiudiziali, pare che mai come oggi dall’inizio del mandato presidenziale i diritti umani siano a rischio”, ha sottolineato Gomez, che chiede di istituire, “senza ulteriori ritardi, una commissione d’inchiesta internazionale sulla ‘guerra alla droga’ e sulla carneficina in corso ogni giorno nelle Filippine”. Dal giugno 2016 Rodrigo Duterte e la sua amministrazione si sono resi responsabili di diffuse violazioni dei diritti umani nel contesto della cosiddetta ‘guerra alla droga’, hanno minacciato e imprigionato persone che esprimono critiche e creato un clima di assenza di legge. In un rapporto del gennaio 2017 intitolato “Se sei povero vieni ucciso”, Amnesty aveva denunciato come la polizia filippina avesse ucciso, o avesse pagato per uccidere, migliaia di presunti autori di crimini di droga in un’ondata di esecuzioni extragiudiziali equiparabili a crimini contro l’umanità.

Meeting Rimini: tanti percorsi di gusto dalle specialità regionali agli street food

Wed, 2017-08-16 17:32

Gustose novità anche gastronomiche al Meeting di Rimini (20-26 agosto) con ristoranti, bar e fast food per tutti i palati, specialità regionali a prezzi esclusivi. Per chi arriva al #meeting17 e vuole assaggiare le specialità locali, nel padiglione C5 trova Azdora, ristorante romagnolo che propone i piatti tipici: lasagne, strozzapreti, cannelloni e la leggendaria piadina. Sempre nel padiglione C5, il ristorante “Corte San Nicola” offre il meglio della cucina pugliese: orecchiette con cime di rapa, cavatelli con le cicerchie, bombette di capocollo di Martina Franca, parmigiana, focacce, polpo fritto. Nel padiglione A2 arriva al Meeting Napizz, che porta in Fiera i sapori e i colori della migliore friggitoria e pizzeria partenopea. Pizza, crocchette, saltimbocca, focaccelle e insalate. Dedicato alle famiglie che cercano un pranzo veloce senza rinunciare al gusto, nel padiglione A3 ecco pronto il Family’s Fast Food, il meglio del fast food sano e genuino. Come ormai tradizione, torna poi il Bar Alcamo nel padiglione B1 con le sue tipicità siciliane. Spazio anche ai vegetariani con il ristorante Benessere Orogel e le sue specialità di verdure e cereali cucinate in maniera classica o rivisitate. In C1 torna il cibo americano: hamburger e hot dog all’interno degli stand, caratterizzati dall’allestimento che riprende il tema della Route 66. Grande novità, infine, nell’area Fast Food: per i fanatici dei salumi regionali una gustosissima spianata con mortadella affettata direttamente da una mortadella di sei quintali esposta in modo scenografico. Non mancheranno gelaterie e punti ristorativi con crepes, waffel croccanti e altri dolci sfiziosi. Nella Piscina Est, il Bar Meeting offre birra, bibite e succhi di frutta, accompagnati da gustosi bocconcini salati.

Festival Giornalisti Mediterraneo: dal 6 all’8 settembre a Otranto anche una mostra sul “Graphic journalism”

Wed, 2017-08-16 16:54

Inizierà con il Festival Giornalisti del Mediterraneo, dal 6 all’8 settembre a Otranto (Le), il tour italiano con cui Round Robin presenterà 10 anni di inchieste e racconti a fumetto. Per tutta la durata del Festival, sarà possibile incontrare i giornalisti e visitare una mostra allestita tra i vicoli di Otranto. “In questi anni – si legge in una nota – la Round Robin si è imposta nel mondo dell’editoria italiana per aver voluto mettere assieme firme del giornalismo italiano e fumettisti”. Ad Otranto nelle sere del 6, 7 e 8 settembre saranno proposti, alla presenza degli autori, “Trattate Male”, di Laura Bastianetto e disegnato da Valerio Chiola, “L’Alleato Azero”, scritto da Luca Manes per ReCommon con i disegni di Claudia Giuliani, e “Pippo Fava, lo spirito di un giornale”, scritto da Luigi Politano e disegnato da Luca Ferrara. Si tratta – prosegue la nota – di “tre lavori molto diversi tra loro. Tre inchieste giornalistiche raccontate come in un film. Tre storie che mescolano il mondo dell’informazione assieme al graphic novel, diventando dei veri e propri casi letterari”. “Trattate Male” è “la storia di 17 ragazze nigeriane costrette a prostituirsi. Una storia vera, che parte da un naufragio del 2009 avvenuto nel canale di Sicilia, in cui alcuni uomini si disperano per aver perso un ‘carico’ di donne destinato al mercato della prostituzione”. In “L’Alleato Azero” è descritta invece “una vicenda attualissima e drammatica in cui attivisti e avvocati vengono messi a tacere”. Infine “Pippo Fava, lo spirito di un giornale” ripercorre “la vicenda che portò all’assassinio del giornalista Giusepe Fava, a Catania”. Con gli autori, ogni sera, interverrà un altro ospite: si inizierà con Mimmo Lombezzi (Il Fatto Quotidiano), poi Maurizio Paglilunga (Ordine nazionale dei giornalisti) per chiudere con Stefano Natoli (Il Sole 24 Ore).

Terremoto: Unitalsi, il 19 agosto in marcia silenziosa e in preghiera ad Amatrice

Wed, 2017-08-16 16:31

L’Unitalsi in marcia silenziosa e in preghiera sui luoghi del terremoto con lo slogan Ama-Amatrice, con il cuore vicino alle comunità di Amatrice, Norcia e Cascia dove i volontari dell’Associazione hanno prestato il loro servizio. A quasi un anno dal terribile terremoto che ha distrutto interi paesi del Centro Italia, il vescovo di Rieti mons. Domenico Pompili ha accolto la proposta dell’Unitalsi di realizzare una marcia silenziosa nel comune di Amatrice. Sabato 19 agosto, alle 10, più di 150 volontari Unitalsi che hanno prestato servizio ad Amatrice, Norcia e Cascia, il presidente nazionale Antonio Diella e il consiglio direttivo si troveranno ad Amatrice per una marcia silenziosa. “Un momento di cordoglio – spiega Diella – innanzitutto per le famiglie che, con la perdita dei propri cari, hanno pagato il tributo più alto e per tutte quelle che hanno perso la casa, nonché il lavoro per le innumerevoli attività ridotte in macerie”. L’iniziativa sarà occasione per stringersi nuovamente attorno alla popolazione colpita dal sisma nell’accorato appello alle istituzioni affinché non pesino sui terremotati i tempi della ricostruzione.
La giornata inizierà al Centro don Minozzi, dove i volontari hanno svolto il proprio servizio in supporto al Punto di primo soccorso dell’Usl i Rieti. La marcia avrà inizio con don Savino D’Amelio, parroco di Amatrice, che guiderà i presenti davanti al cimitero. Alle 12 mons. Pompili celebrerà la Messa nella nuova chiesa che sarà animata dalla sottosezione dell’Unitalsi di Rieti. Non mancherà un gesto di devozione alla Vergine ed un pensiero anche per i bambini delle scuole di Amatrice.

Assunta: mons. Pompili (Rieti), “imparare da Maria la fiducia nella vita. Ciascuno di noi può fare la differenza”

Wed, 2017-08-16 16:25

Il coraggio di mettercela tutta per far trionfare il bene, imparando da Maria e chiedendole aiuto. La capacità di non perdere mai la fiducia in colui che abbatte i potenti e compie cose grandi in quanti lo temono. Questo il senso della riflessione proposta ieri, solennità dell’Assunta, da mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti, nelle celebrazioni eucaristiche presiedute al mattino al cimitero di Rieti, la sera al Terminillo. “Credo – ha detto il vescovo – che Maria ci aiuti a scuoterci da due questioni che spesso ci fanno del male”: la prima è dissimulare lo “scontro tra il bene e il male, cioè non prenderlo sul serio, perché ritenendoci incapaci di affrontarlo cerchiamo di metterlo sempre un po’ di lato, mentre invece dobbiamo a occhi aperti guardare a questa realtà, perché la vita è ogni giorno minacciata dal suo contrario, e ogni giorno ciascuno di noi nelle sue scelte decide se alimentare o meno la vita”. L’altro insegnamento della Vergine è “non limitarci a imprecare contro i tempi che ci sono toccati” perché, “come Maria, ciascuno di noi può fare la differenza. Ma non a partire da chissà quali eroismi, ma a partire proprio dalla vita quotidiana, dove essa è ispirata dalla luce della fede”. Di qui la provocazione conclusiva: “Pensando ai nostri figli, la domanda che ci dobbiamo porre non è tanto quella che spesso circola, e cioè che mondo lasceremo ai nostri figli, ma piuttosto un’altra: che figli lasceremo al mondo? E cioè se dotati di questa fiducia elementare nella vita o se già rassegnati e fatalisticamente in attesa del peggio…”.

Media vaticani: mons. Viganò al 10° Muticom, “la riforma si sviluppa in un nuovo Rinascimento”

Wed, 2017-08-16 16:01

“Le caratteristiche della comunicazione di papa Francesco sono importanti per comprendere bene la riforma dei media della Santa Sede, per tracciare le ascisse e le ordinate entro cui si muove la riforma voluta dal Papa”. Così ha dichiarato in anteprima al Sir mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria della Comunicazione della Santa Sede, ospite speciale giovedì 16 agosto del 10° Mutirão Brasileiro de Comunicação (Muticom, www.muticom.com.br) promosso dalla Conferenza episcopale in Brasile.
Davanti a una numerosa platea di giornalisti e operatori dei media, nella diocesi di Joinville nello Stato di Santa Catarina in Brasile, mons. Viganò terrà la relazione di apertura del Congresso, dedicando un’attenzione speciale a spiegare genesi e sviluppi della riforma dei media vaticani. “Una Riforma che si radica, come necessità e come urgenza, già a partire dal grande Giubileo dell’anno 2000. Una Riforma che si sviluppa in ‘nuovo Rinascimento’, facendo parte oggi di un contesto digitale che modifica le pratiche e le dinamiche di ogni ambito della nostra vita, da quella sociale a quella politica, sino a quella religiosa”.
La riforma, prosegue mons. Viganò, “non è semplicemente una ‘tinteggiatura’. Ricordo infatti quanto ha detto papa Francesco in occasione della I assemblea plenaria della Segreteria per la Comunicazione: ‘Riforma non è imbiancare un po’ le cose: riforma è dare un’altra forma alle cose, organizzarle in un altro modo’. Ciò significa che non si tratta di un semplice coordinamento, ma di un vero e proprio ripensamento progettuale e produttivo della comunicazione della Santa sede”.

Media vaticani: mons. Viganò al 10° Muticom, “da Papa Francesco una comunicazione unconventional”

Wed, 2017-08-16 16:00

“La comunicazione nella Chiesa secondo la prospettiva di papa Francesco”, è questo il titolo della relazione di mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione (SpC) della Santa Sede, che proporrà il discorso inaugurale del Congresso biennale sulla comunicazione promosso dalla Conferenza episcopale in Brasile, 10° Mutirão Brasileiro de Comunicação (Muticom | www.muticom.com.br).
Mons. Dario E. Viganò ha anticipato al Sir la linea della sua relazione. Il primo momento dell’intervento sarà dedicato alla comunicazione di papa Francesco; il secondo invece sarà incentrato sulla spiegazione e condivisione del processo di riforma dei media della Santa Sede. “Ritengo che prima di comprendere il senso profondo della riforma sia necessario capire alcuni degli aspetti propri della comunicazione di papa Bergoglio, una comunicazione che potremmo dire ‘unconventional’, fortemente pragmatica. In più di un’occasione mi è capitato di sottolineare come Francesco abbia la capacità di ridefinire codici e forme della comunicazione, utilizzando con creatività, per nulla convenzionale, aneddoti, parabole e metafore. Un modo per mettersi in comunicazione con l’altro, per accorciare le distanze e favorire il dialogo”.
Ancora: “Razionalità narrativa e compassione” sono il “fondamento delle sue azioni comunicative non convenzionali. Una comunicazione, quella del Papa, che non è mai solo una ‘comunicazione in uscita’, piuttosto presuppone sempre la valorizzazione della presenza e delle istanze dei propri interlocutori”.
“Il linguaggio di Francesco – ha indicato mons. Viganò – non si ferma mai all’atto poco impegnativo del ‘sentire’, la voce del destinatario, ma implica sempre la capacità di ‘ascoltare’: l’ascolto è un’attività molto più impegnativa, che consiste nell’approfondire la relazione con l’altro”.

Assunta: mons. Cavina (Carpi), Maria è grande “per la sua fede fiduciosa ed operosa”

Wed, 2017-08-16 15:37

“Una cattedrale non esiste per caso. Essa ha un valore simbolico che richiama la Chiesa sacramento di salvezza istituito dal Signore e ci ricorda la necessità di Gesù Cristo, che è inseparabile dalla Chiesa. L’esperienza indimenticabile della riapertura della cattedrale ci aiuta a comprendere e a vivere meglio la solennità dell’Assunzione”. Ha esordito così monsignor Francesco Cavina, vescovo di Carpi, nell’omelia della Messa dell’Assunta celebrata ieri, dopo sei anni di nuovo in cattedrale, a seguito del sisma del 2012. “Maria – ha spiegato – è grande e benedetta fra tutte le donne per la sua fede fiduciosa ed operosa”. Dal momento dell’incarnazione” la vita della Vergine è stata vissuta in piena comunione con il Figlio. Con amore lo ha accolto, con amore lo ha protetto nel grembo, con amore lo ha educato, con amore lo ha accompagnato nei primi passi del suo ministero. La sua intimità con Cristo è stata così profonda che questa esperienza ha trasformato totalmente e sorprendentemente la sua vita, fino ad essere associata alla redenzione del Figlio, nel sacrificio della croce”. Per questo “è stata liberata dal contagio della corruzione della morte”. Nella Vergine abbiamo la possibilità di contemplare il “successo” della Grazia divina “in una creatura”, ha proseguito Cavina. “Successo” che “non è riservato solo alla Madre del Figlio di Dio, ma anche a tutti noi che con il battesimo siamo divenuti discepoli di Cristo ed elevati alla dignità di figli di Dio e, dunque, destinati alla gloria del Paradiso con il nostro corpo e la nostra anima”.

 

Assunta: mons. Gardin (Treviso), anche oggi “superbi, ricchi e potenti” producono “scarti dell’umanità”

Wed, 2017-08-16 15:10

“Quei superbi, quei ricchi e quei potenti che non incontrano il favore di Dio, di cui parla il canto di Maria, ci sono anche oggi, e producono poveri e affamati, perseguitati, offesi nei diritti fondamentali, o come ama dire papa Francesco ‘scarti dell’umanità’”. Lo ha detto ieri mons. Gianfranco Agostino Gardin, vescovo di Treviso, nell’omelia della Messa dell’Assunta celebrata nel santuario di Santa Maria Maggiore (Madonna Granda). Per il cristiano che crede nel Figlio di Dio incarnato, ha spiegato, la storia non è “inerte attesa del cielo”. La salvezza “non ci strappa dalla storia, come non ci strappa dal corpo, ma ci immette ancora più profondamente dentro le vicende del mondo, da assumere e interpretare secondo lo spirito del Vangelo e secondo il magistero di Cristo”. Perciò “lo sguardo al cielo che questa festa ci invita a rivolgere, non ci distoglie dallo sguardo alla terra. Cogliendone con verità le luci e le ombre, le conquiste positive, il bene perseguito da molti con tenacia e convinzione, ma anche le lacerazioni, le ingiustizie immani, le sofferenze assurde, le prevaricazioni egoistiche”. Per questo, secondo il presule, “quanti lavorano per una maggior equità nel mondo; non chiudono gli occhi e il cuore di fronte ai disgraziati dell’umanità”; costruiscono “società solidali e fraterne; si impegnano, anche pagando di persona, perché si attenui il divario immane tra chi ha molto o moltissimo e chi ha poco o nulla: ebbene costoro sono quei servi che il Signore ama e avvolge di misericordia”.

Ecumenismo: Monastero di Bose, a settembre XXV convegno di spiritualità ortodossa sull’ospitalità

Wed, 2017-08-16 14:43

“Il dono dell’ospitalità” è il tema del XXV Convegno ecumenico di spiritualità ortodossa, promosso e ospitato dal 6 al 9 settembre dalla Comunità di Bose in collaborazione con le Chiese ortodosse. Obiettivo dell’incontro, spiegano gli organizzatori, “approfondire una dimensione essenziale della vita cristiana: la xenitéia, la coscienza di essere stranieri e residenti di passaggio sulla terra, che apre all’accoglienza dell’altro come dono di Dio, alla philoxenía”. “I cristiani – si legge in una nota – sono chiamati a essere stranieri capaci di ospitalità”. Il convegno si sforzerà di illustrare alcuni aspetti e momenti di questa tensione di “chiesa in cammino”, attingendo soprattutto all’Antico Testamento (Abramo e Sara), a Gesù – straniero che non ha una pietra su cui posare il capo -, alla ricca tradizione dell’oriente cristiano e all’insegnamento dei padri, all’esempio del monachesimo, ma anche mettendosi in ascolto dell’esperienza delle chiese ortodosse oggi. La prolusione è affidata al patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I. Tra i relatori Enzo Bianchi (fondatore di Bose); Theodoros II, patriarca di Alessandria e di tutta l’Africa; igumeno Iosif (Krjukovv) Podvor´del monastero di Valaam (Mosca); igumeno Elisseos (monastero di Simonopetra, Monte Athos); frère Alois, priore di Taizé. A tracciare le conclusioni Michel Van Parys (Chevetogne). Il convegno è aperto a tutti. Info sul sito

Migranti a Ventimiglia: i volontari della chiesa di Sant’Antonio, “aiutare chi è in viaggio è dovere umano, anche per la città”

Wed, 2017-08-16 14:14

Con la chiusura del servizio di accoglienza della chiesa di Sant’Antonio a Ventimiglia verrà a mancare “un supporto importante” per i migranti in viaggio nel tentativo di raggiungere il Nord Europa,  e “sarà negativo se non verrà attivato il centro di accoglienza per i minori soli”:  “Siamo convinti che attivarsi per aiutare chi è in viaggio sia innanzitutto un dovere umano ma serva anche per far vivere meglio alla città questo fenomeno”. La richiesta che sia offerta ai migranti “un’accoglienza dignitosa gestita dalle autorità” viene dai volontari della chiesa di Sant’Antonio – Gianchette Ventimiglia “CONfine solidale”, che in una lettera condividono la loro esperienza, iniziata il 31 maggio 2016 per “puro spirito umanitario perché ci siamo trovati davanti a persone in emergenza”. “Non abbiamo mai ricevuto soldi, riconoscimenti o premi, ma amicizia, amore e sorrisi sì, tanti – scrivono -. Abbiamo ascoltato molte persone che ci hanno raccontato la loro vita e hanno cambiato nel profondo la nostra”.  La situazione al di fuori della chiesa, precisano, “non l’abbiamo creata e voluta noi, anzi, comprendiamo i disagi che ci sono nel quartiere. Abbiamo avanzato proposte per migliorare le cose ma sono state ignorate”. Ora i volontari chiedono che “sia garantito un servizio di trasporto per poter arrivare e lasciare in sicurezza il campo gestito dalla Croce Rossa. Bisogna cercare di coniugare sicurezza, dignità, responsabilità e umanità”. “Anche se è terminata l’accoglienza presso la chiesa di Sant’Antonio – precisano – continueremo a dare una mano e ci auguriamo che le istituzioni, i cittadini, i volontari, le associazioni, le Organizzazioni non governative e la Croce Rossa possano lavorare insieme in modo efficiente ed armonioso per offrire sia ai cittadini che ai migranti una convivenza dignitosa e confortevole”. “Saremo tutti contenti se questa situazione si risolverà – precisano -, certo sarebbe meglio fosse per l’apertura della frontiera da parte della Francia piuttosto che per l’azione della guardia costiera libica”.

 

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