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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 37 min ago

Detenute con figli piccoli: Roma, oggi l’inaugurazione di “Casa Leda”

Tue, 2017-07-11 14:28

Questo pomeriggio sarà inaugurata a Roma “Casa di Leda”, la struttura protetta per mamme detenute con figli da zero a tre anni aperta a fine marzo. Interverranno il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasia, la sindaca Virginia Raggi. Il centro, che sorge nel quartiere romano dell’Eur all’interno di un edificio confiscato alla criminalità organizzata, ospita attualmente quattro mamme – di cui tre straniere – e quattro bambini. Si tratta di detenute provenienti dal reparto femminile del carcere di Rebibbia, unico istituto penitenziario del Lazio a essere dotato di un nido. Per ciascuna delle detenute che risiedono all’interno del centro viene elaborato un progetto educativo individuale, sotto il coordinamento tecnico di uno psicoterapeuta, mentre per i bambini è prevista l’iscrizione al nido o alla scuola materna e l’assegnazione del pediatra. La struttura – primo progetto in Italia a dare concreta attuazione alla legge 62 del 2011 in materia di valorizzazione del rapporto tra detenuti madri e figli minori – è dedicata alla memoria di Leda Colombini e delle sue battaglie in difesa dei diritti dei bambini costretti dalla nascita a vivere in carcere.
“L’apertura della ‘Casa di Leda’ – commenta il garante Stefano Anastasia – è una notizia che ho accolto con grande soddisfazione. Si tratta certamente di una prima risposta al problema della impropria detenzione di bambini e bambine all’interno delle istituzioni penitenziarie, una soluzione che assicura loro condizioni di vita più adeguate ad un sano e naturale sviluppo psico-fisico. Poi, per le madri, la struttura romana rappresenta uno strumento importante per sostenerne il percorso di reinserimento, grazie alla possibilità di esercitare a pieno la funzione genitoriale”. Anastasia sottolinea che il progetto legato all’apertura di Casa di Leda “merita di essere ulteriormente valorizzato proprio nell’ottica di garantire un vero e completo rapporto genitoriale e di permettere ai bambini di crescere in spazi senza sbarre. È necessario quindi sostenere l’azione della magistratura e degli operatori penitenziari affinché si scelga con fiducia e giusto coraggio questa strada alternativa al carcere per le madri di figli piccoli o piccolissimi. Alla Regione e agli enti locali la responsabilità di individuare ulteriori strutture che, sull’esempio di Casa di Leda, possano effettivamente svuotare il nido di Rebibbia”.

Anniversario Srebrenica: don Sacco (Pax Christi), “doveroso ricordare e non dimenticare” perché “le scelte di guerra continuano a essere le più vincenti”

Tue, 2017-07-11 14:10

“11 luglio 1995, massacro di Srebrenica. Oltre 8mila persone uccise e sepolte nelle fosse comuni. È doveroso ricordare e non dimenticare. Soprattutto non dimenticare le vittime”. Così don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, nel 22° anniversario del massacro di Srebrenica, perpetrato durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina. “Ho avuto modo di incontrare in questi anni alcuni familiari delle vittime di Srebrenica”, aggiunge don Sacco. “Sempre quando si guarda a una guerra bisogna partire dalle vittime”. Per il sacerdote, bisogna “ricordare però che simili tragedie non avvengono ‘per caso’. Ci sono delle responsabilità, e ormai dopo 22 anni, volendo, si sanno”. Inoltre, è necessario “ricordare e guardare anche alle guerre di oggi, partendo dalle vittime”. “Perché – osserva – se le guerre le fanno gli altri, è più facile condannarle. Se siamo coinvolti in qualche modo anche noi è più difficile averne notizia ed è più difficile condannarle: Afghanistan, Iraq, Yemen”. “Migliaia di vittime civili in questi ultimi due anni”, ricorda don Sacco. “Bombardamenti da parte dell’Arabia Saudita anche con bombe made in Italy. Da tanto tempo lo denunciamo: bombe della Rwm di Domusnovas, in Sardegna, continuano a partire per Riyad”. “Molti oggi faranno memoria del massacro di Srebrenica e avranno parole di condanna e impegno perché certe cose non succedano più. Poi però – ammonisce – le scelte di guerra continuano a essere quelle più vincenti”. “La politica non ha messo in agenda il ripudio della guerra. Anzi, l’export di armi aumenta. Le spese militari per il 2017 in Italia – denuncia don Sacco – sono di 23 miliardi, 40mila euro al minuto”.

Aggressione a Reggio Calabria: don Costantino, “ho perdonato tutti” affinché “si convertano”

Tue, 2017-07-11 14:01

“Mi sono comportato da prete e da cristiano e ho perdonato tutti. Però perdonare non significa scusare tutto e volersi bene, sorpassando ogni cosa. Perdonare significa anche dire a questa gente che si deve convertire, perché altrimenti non andiamo avanti, anche come Chiesa”. Lo afferma don Giorgio Costantino, il parroco di Reggio Calabria, aggredito nella notte tra il 24 e il 25 maggio, e tornato alcuni giorni fa in parrocchia. In un’intervista al Sir, il sacerdote racconta la notte dell’aggressione. In piazza del Soccorso, “c’è sempre stato un caos, fastidioso per tutti, ma nessuno reagiva. Non era la prima volta che scendevo per tentare di dialogare con i giovani che stazionavano in piazza”. Ma il dialogo non ha funzionato. “Questa gente non è della parrocchia, ma viene da fuori”, spiega il sacerdote. “Occupavano la piazza e hanno addirittura cancellato il nome di ‘piazza Santa Maria del Soccorso’ e hanno scritto ‘piazza Gebbione’. Noi non possiamo andare avanti avendo paura di questa gente che prevarica, né chiudendo un po’ l’occhio per non avere fastidi”. Ripercorrendo il suo impegno, don Costantino aggiunge che “si cerca di lavorare dando sempre il massimo, chiarendo sempre che la Chiesa sta dalla parte della legalità, ed esercitando il perdono nei confronti di chi sbaglia”. Oltre alla comunità parrocchiale, anche le istituzioni gli hanno dimostrato vicinanza: “Li ringrazio veramente perché sono sicuro che l’hanno fatto col cuore, spero che adesso si provveda a presidiare questa zona” perché “molti confratelli vivono la stessa situazione mia: a chi bruciano qualcosa, a chi rubano”.

Diocesi: Andria, domani mons. Mansi presiede la Messa in cattedrale a un anno dal disastro ferroviario

Tue, 2017-07-11 13:48

Ad un anno dal tragico incidente ferroviario che il 12 luglio 2016 ha visto lo scontro di due convogli – uno partito da Corato e diretto ad Andria e l’altro proveniente da Andria che viaggiava in direzione Corato – con un bilancio di 23 vittime e oltre 50  feriti, domani sera il vescovo di Andria, mons. Luigi Mansi, presiederà una celebrazione eucaristica nella chiesa cattedrale (ore 20).  Con la Messa, si legge in un comunicato della diocesi, “ci lasceremo abbracciare ancora una volta dall’amore di Dio e innalzeremo a Lui la nostra preghiera per le vittime del tragico incidente. L’occasione sarà propizia per far sentire alle famiglie colpite dal dolore la vicinanza dei cittadini di Andria, delle città limitrofe e dell’intera comunità ecclesiale. Vogliamo condividere un dolore perché questo dolore appartiene a tutti, perché il dolore condiviso fa meno male, perché questo dolore ci ha colpiti ‘in casa’ e perché siamo tutti una stessa famiglia. Desideriamo ancora una volta che i parenti delle vittime non si sentano soli in questo terribile lutto”. La diocesi ricorda che per espressa volontà delle famiglie, in rispetto del dolore che le ha coinvolte e per garantire un clima di raccoglimento e di preghiera, alla celebrazione eucaristica non è ammesso nessun mezzo di ripresa.

Disabilità: Falabella (Fish), “finalmente riprende l’iter di approvazione del Programma di azione”. “Non poteva rimanere ancora in un cassetto”

Tue, 2017-07-11 13:29

“Finalmente riprende l’iter di approvazione del ‘Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità’, licenziato dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità nel lontano ottobre scorso e già trasmesso da mesi dal Ministero del lavoro alla Presidenza del Consiglio dei ministri”. Così Vincenzo Falabella, presidente della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap), commenta l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del “Programma di azione biennale”. Il testo passa ora alla valutazione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, per poi tornare in Consiglio dei ministri prima della firma del presidente della Repubblica. “Il ‘Programma di azione’ – osserva Falabella – è il risultato di due anni di lavoro, condiviso e dettagliato, su aspetti di particolare rilievo e delicatezza, dal riconoscimento della disabilità alla vita indipendente, dalla mobilità al diritto allo studio, dall’inclusione lavorativa alla tutela della salute”. “Non poteva rimanere ancora in un cassetto”, evidenzia il presidente della Fish. “Ci auguriamo che dopo questo dovuto passaggio, i successivi atti siano molto celeri per restituire alle amministrazioni, alle Regioni, ai Ministeri, uno strumento essenziale nell’orientamento di politiche e servizi per la disabilità. Su questi passaggi – conclude Falabella – ovviamente Fish manterrà la consueta elevata attenzione”.

Motu Proprio su “offerta della vita”: L’Osservatore Romano, “quarta via” per introdurre cause beatificazione e canonizzazione

Tue, 2017-07-11 13:16

L’offerta della vita è “una quarta via” per introdurre le cause di beatificazione e di santificazione, oltre alla via del martirio, alla via delle virtù eroiche e alle beatificazioni equipollenti. È quanto si legge in un articolo de “L’Osservatore Romano”, a corredo della novità introdotta oggi dal Papa con il Motu Proprio “Maiorem hac dilectionem”. “Pur avendo alcuni elementi che la fanno assomigliare sia alla via del martirio che a quella delle virtù eroiche, è una via nuova che intende valorizzare una eroica testimonianza cristiana, finora senza una procedura specifica, proprio perché non rientra del tutto nella fattispecie del martirio e neppure in quella delle virtù eroiche”, si legge nel testo, in cui si precisa che la via dell’offerta della vita “assomiglia parzialmente a quella del martirio perché c’è l’eroico dono di sé, fino alla morte inclusa, ma se ne differenzia perché non c’è un persecutore che vorrebbe imporre la scelta contro Cristo”. Nello stesso tempo, la via dell’offerta della vita “assomiglia a quella delle virtù eroiche perché c’è un atto eroico di carità (dono di sé), ispirato dall’esempio di Cristo, ma se ne differenzia perché non è l’espressione di un prolungato esercizio delle virtù e, in particolare, di una carità eroica. Si richiede, comunque, un esercizio ordinario di vita cristiana, che renda possibile e comprensibile la decisione libera e volontaria di donare la propria vita in un atto supremo di amore cristiano, che superi il naturale istinto di conservazione, imitando Cristo, che si è offerto al Padre per il mondo, sulla croce”. Anche l’offerta della vita, quindi, “non può prescindere dalla perfezione della carità, che in questo caso, però, non è il risultato di una prolungata, pronta e gioiosa ripetizione di atti virtuosi, ma è un unico atto eroico che per la sua radicalità, irrevocabilità e persistenza usque ad mortem esprime pienamente l’opzione cristiana”. Per quanto riguarda il fattore tempo, il Motu Proprio parla di “morte a breve termine”, il che “non vuol dire immediata ma neppure così lontana da trasformare l’atto eroico in virtù eroica”, altrimenti muterebbe la fattispecie, si legge sul quotidiano vaticano. “Se fosse possibile tracciare una graduatoria dei percorsi giuridici per l’accertamento della santità canonizzabile, potremmo concludere che al primo posto sta il martirio, al secondo le virtù eroiche, al terzo l’atto eroico dell’offerta della vita fino alla morte inclusa”, la conclusione dell’articolo.

Salute rifugiati e migranti: Faraone (sottosegretario), “il nostro Ssn ha affrontato l’emergenza in un contesto internazionale ostile. Ci aspettiamo da Europa più solidarietà”

Tue, 2017-07-11 13:15

“Il nostro sistema sanitario ha retto benissimo”. Lo ha affermato il sottosegretario alla salute, Davide Faraone, nl suo intervento ieri sera a Siracusa, in occasione della conferenza stampa che ha aperto la prima Summer School sulla salute dei rifugiati e dei migranti promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità. “Il Governo – ha osservato Faraone – non si è tirato indietro nella gestione del fenomeno migratorio. Il nostro Sistema sanitario nazionale (Ssn) ha affrontato l’emergenza in un contesto internazionale ostile. E noi continuiamo a tenere aperti i porti, mentre gli altri li chiudono. La Sicilia in particolare ha sperimentato sulla sua pelle tutto questo. Ci aspettiamo dall’Europa quella solidarietà che fino ad ora non c’è stata”.
Il direttore dell’Asp di Siracusa, Salvatore Brugaletta, ha ricordato la non facile gestione, coordinata dalla Prefettura di Siracusa: “Numeri impressionanti ai quali non eravamo certamente abituati, ma gestiti sempre con la massima qualità del servizio sanitario”.

Salute rifugiati e migranti: Severoni (Oms), “la Sicilia gestisce silenziosamente migliaia di persone al giorno. Il suo piano è servito da esempio”

Tue, 2017-07-11 13:12

“La Summer School è uno sforzo pionieristico per promuovere la condivisione di conoscenze e know-how, per migliorare la ricerca esistente e incoraggiare il dialogo politico tra i paesi che affrontano sfide simili”: lo ha affermato ieri sera, a Siracusa, Santino Severoni, coordinatore del programma Oms Europa sulla migrazione e la salute, intervenendo alla conferenza stampa che ha aperto la prima Summer School sulla salute dei rifugiati e dei migranti promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità. “La Sicilia gestisce silenziosamente migliaia di persone al giorno e i loro problemi sanitari. Un primo tentativo di piano è stato realizzato nel 2014, che ha fatto da battistrada. Il piano ora è servito da esempio per insegnare agli altri come organizzarsi. Lo ha fatto la Sicilia e noi lo abbiamo portato in giro per l’Europa ed è servito da esempio per insegnare agli altri Paesi su come organizzarsi”, ha aggiunto.

Salute rifugiati e migranti: Guerra (ministero), “la Regione Sicilia ha dato grande prova di capacità gestionale, logistica e tecnico-scientifica”

Tue, 2017-07-11 13:11

Un centinaio di esperti sul fenomeno immigrazione provenienti da 28 Paesi del mondo sono riuniti a Siracusa, da ieri e per quattro giorni, per prendere parte alla prima Summer School sulla salute dei rifugiati e dei migranti promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L’appuntamento si è aperto ieri sera con una conferenza stampa sulla salute dei rifugiati e dei migranti. Dal 2015 oltre 1,3 milioni di persone sono arrivate in Europa dal Mar Mediterraneo e quasi 3 milioni di profughi siriani vivono in Turchia: il corso affronta la risposta di sanità pubblica a questo fenomeno. Presenti rappresentanti del ministeri di Armenia, Giordania, Turchia, il viceministro della Serbia, ma anche Danimarca e Tagikistan nell’Asia centrale.
Nell’ultima settimana sono arrivate in Italia quasi ventimila persone. Praticamente tutte in Sicilia, una terra che, dall’inizio dell’ondata migratoria del 2014, ha accolto mezzo milione di migranti, offrendo a tutti assistenza e supporto, senza dimenticare nessuno. “La Regione Sicilia ha dato prova di grande capacità gestionale e di organizzazione logistica, ma anche tecnico-scientifica, visti, ad esempio, i notevoli progressi nell’uso della diagnostica molecolare adottata a Catania, dove abbiamo di recente inaugurato il nuovo canale sanitario aeroportuale, che ci ha permesso di completare l’assetto nazionale per l’emergenza e il bio-contenimento, con il terzo aeroporto sanitario del Paese, dopo Fiumicino e Malpensa, che mette ora l’intero sistema in sicurezza”, ha detto ieri sera Raniero Guerra, della Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute, intervenendo alla conferenza stampa.

Papa Francesco: Motu proprio “Maiorem hac dilectionem”, “offerta della vita” nuova fattispecie dell’iter di beatificazione e canonizzazione

Tue, 2017-07-11 12:57

“L’offerta della vita è una nuova fattispecie dell’iter di beatificazione e canonizzazione, distinta dalle fattispecie sul martirio e sull’eroicità delle virtù”. A stabilirlo è il Papa, con un apposito Motu proprio sull’offerta della vita, dal titolo “Maiorem hac dilectionem”, diffuso oggi. “Sono degni di speciale considerazione ed onore quei cristiani che, seguendo più da vicino le orme e gli insegnamenti del Signore Gesù, hanno offerto volontariamente e liberamente la vita per gli altri ed hanno perseverato fino alla morte in questo proposito”, spiega Francesco a proposito della nuova modalità di beatificazione e canonizzazione da lui introdotta. “È certo che l’eroica offerta della vita, suggerita e sostenuta dalla carità – prosegue – esprime una vera, piena ed esemplare imitazione di Cristo e, pertanto, è meritevole di quella ammirazione che la comunità dei fedeli è solita riservare a coloro che volontariamente hanno accettato il martirio di sangue o hanno esercitato in grado eroico le virtù cristiane”. Con il Motu Proprio di oggi, a cui la Congregazione delle Cause dei Santi ha dato parere favorevole nella plenaria del 27 settembre 2016, si chiede ai vescovi diocesani di “investigare circa la vita, le virtù, l’offerta della vita o il martirio e la fama di santità, di offerta della vita o di martirio, sui presunti miracoli” del Servo di Dio di chi si chiede la canonizzazione.

Diocesi: Reggio Calabria-Bova, mons. Morosini istituisce una Commissione pastorale per la lotta alla ‘ndrangheta

Tue, 2017-07-11 12:53

Una Commissione pastorale per la lotta alla ‘ndrangheta. È stata messa in piedi dall’arcivescovo di Reggio Calabria–Bova, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, e vedrà la luce nel prossimo anno pastorale. “Ho avviato da tempo contatti con diverse personalità, è un percorso che abbiamo già iniziato a tracciare e adesso siamo davvero alla battute conclusive – ha detto l’arcivescovo -. La tematica è talmente importante, la necessità di fornire supporto concreto a chi quotidianamente opera con i ragazzi così avvertita che ho ritenuto utile istituire una Commissione specifica consentendo a quella ‘Giustizia e pace’, già esistente, di poter lavorare in altri campi senza essere ulteriormente gravata da questo problema enorme per il nostro territorio”. Mons. Morosini ha specificato che “le diverse problematiche saranno affrontate esclusivamente dal punto di vista ecclesiale”. Infatti, l’intento del presule è quello di “lavorare come Chiesa per la formazione delle coscienze, che è lo specifico della nostra missione”. Per riuscire meglio a dialogare con i ragazzi, la Commissione utilizzerà anche il linguaggio delle immagini, per cui l’Ufficio delle comunicazioni sociali dell’arcidiocesi di Reggio–Bova ha in cantiere la realizzazione di alcuni video da utilizzare nelle scuole e nelle altre occasioni di incontro che verranno programmate sui diversi temi, dal superamento dell’omertà al pizzo. La Commissione verrà guidata da un laico.

Consumi: Coldiretti, “per il caldo balzo record del 9,6% negli acquisti di frutta e verdura”

Tue, 2017-07-11 12:35

“Il caldo del 2017 spinge i consumi di frutta e verdura al massimo del nuovo millennio con un balzo record del 9,6% nel 2017”. È quanto afferma la Coldiretti, in una nota nella quale sottolinea che “gli acquisti non sono mai stati così rilevanti da almeno 17 anni sulla base dei dati Nielsen relativi ai primi quattro mesi”. “Ad aumentare – sottolinea la Coldiretti – sono nel dettaglio i consumi di frutta secca (+11,9%), quelli di verdura (+11,9%) e quelli di frutta (+7,1%) per la tendenza a stili di vita più salutari ma anche per il clima bollente che fa aumentare la domanda di cibi dissetanti”. Secondo la Coldiretti, si sta registrando anche “un vero boom con l’affermarsi di smoothies (bevande a base di frutta o verdura, ndr), frullati e centrifugati consumati al bar, in spiaggia o anche a casa di frutta e verdura che soddisfa molteplici esigenze del corpo: nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore, riforniscono di vitamine, mantengono in efficienza l’apparato intestinale con il loro apporto di fibre e si oppongono all’azione dei radicali liberi prodotti nell’organismo dall’esposizione al sole, nel modo più naturale ed appetitoso possibile”. “Con il caldo – osserva la Coldiretti – tuttavia si verificano anche maggiori problemi nella conservazione con perdite di prodotto fino al 25%, tra produzione, commercio e consumo, dovute all’eccessiva maturazione”. Per l’acquisto di frutta e verdura, Coldiretti consiglia di “effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo”, “scegliere i frutti con il giusto grado di maturazione”, “verificare l’etichettatura e preferire le produzioni, le varietà locali e di stagione”.

Diocesi: Monreale, a Corleone oggi pomeriggio un’iniziativa con i ragazzi dei gruppi Grest “per costituire un segno di speranza”

Tue, 2017-07-11 12:17

Oggi, martedì 11 luglio, la comunità ecclesiale di Corleone si ritroverà presso il quartiere delle case popolari di contrada San Marco per vivere insieme ai ragazzi dei gruppi Grest delle varie parrocchie una giornata all’insegna della comunione. Si aspettano circa 400 bambini che staranno insieme dalle 17 “per costituire un vero segno di speranza per il futuro del quartiere”. L’appuntamento è “un atto di comunione per dire a tutta la comunità che il cambiamento è possibile. Le attività con i ragazzi caratterizzano spesso la vita pastorale delle comunità parrocchiali, ma quella di domani si caratterizza per il luogo: un quartiere popolare in cui il disagio sociale spesso si connota in devianze precise di spaccio, prostituzione e microcriminalità – si legge in una nota della diocesi -. La presenza dei ragazzi vuole essere una risposta a questo malessere sociale, così una città come Corleone, spesso additata per il suo protagonismo mediatico sui temi della mafia e della criminalità, domani vuole essere un segno di speranza per lo stesso territorio: ‘insieme si può!'”. La manifestazione, che vede protagoniste le comunità parrocchiali, è promossa anche dalla Pastorale giovanile della diocesi di Monreale e dall’Associazione RelAttiva – Relazione Educa(t)tiva ed è patrocinata dal comune di Corleone. Gli educatori  guideranno i ragazzi nei giochi a squadre, i genitori prepareranno la merenda e l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, con i sacerdoti della città guiderà la preghiera.
“Tali attenzioni sono una prerogativa del nostro territorio diocesano – continua la nota – che proprio nei giorni scorsi ha visto un’attività simile a Capaci nell’ambito del ‘Tempo estate eccezionale’ con l’Azione cattolica della chiesa madre: circa 50 bambini del quartiere antico ‘Terra vecchia’ con diverse emergenze economiche e sociali hanno interagito per una settimana con il territorio coinvolgendo anche uno stabilimento balneare”. “In una società spesso distratta e che non si accorge del degrado morale in cui crescono i propri figli – conclude il comunicato -, queste sono esperienze di una ‘Chiesa in uscita’ che guarda al territorio in cui vive la sua storia di fede e pone le fondamenta del cambiamento e della conversione a partire dai bambini”.

Diritti: Strasburgo, Corte europea dà ragione al Belgio. Vietato indossare il niqab nei luoghi pubblici

Tue, 2017-07-11 11:56

(Strasburgo) “Non viola la Convenzione il divieto di portare abbigliamento che nasconda il volto nello spazio pubblico”: così dicono due sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo pubblicate stamane riguardo due diversi ricorsi provenienti dal Belgio. Si tratta in un caso di due donne, Samia Belcacemi (cittadina belga) e Yamina Oussar (cittadina marocchina), nate rispettivamente nel 1981 e 1973. Il loro ricorso è indirizzato contro la legge del 2011 che ha introdotto il divieto del niqab, velo che copre il volto ad eccezione degli occhi, in tutti gli spazi pubblici. Il secondo caso, simile, è stato presentato da Fouzia Dakir, anche lei cittadina belga, nata nel 1977 e residente a Dison: anche lei per libera scelta indossava il niqab, fino a quando nel 2008 un regolamento comunale a Pepinsterl, Veriviers e Dison ne ha vietato l’uso nei luoghi pubblici. Per entrambe i casi, la Corte ha ritenuto che “la restrizione controversa mira a garantire le condizioni del vivere insieme come elementi della protezione dei diritti e delle libertà altrui e che può quindi essere considerata necessaria, in un società democratica”. Secondo la Corte, che fa riferimento anche al precedente francese, “la preoccupazione di rispondere alle esigenze minime della vita in società può essere considerato come un elemento della protezione dei diritti e delle libertà altrui”. La legge belga considera quindi il niqab “incompatibile” e quindi vietato per le “modalità di comunicazione sociale” esistenti in Belgio.

Rights: Strasbourg, European Court grants Belgium’s claim. No wearing niqab in public places

Tue, 2017-07-11 11:56

(Strasbourg) “A ban on wearing clothes that hide the face in public places is not in breach of the Convention”: this has been stated by two rulings of the European Court for Human Rights, issued this morning, about two different appeals from Belgium. One such case is about two women, Samia Belcacemi (a Belgian citizen) and Yamina Oussar (a Moroccan citizen), born in 1981 and 1973, respectively. They appealed against a 2011 act that placed a ban on niqab, the veil that covers the face except for the eyes, in all public places. The second case is a similar one and was brought by Fouzia Dakir, also a Belgian citizen, born in 1977 and living in Dison: she too used to wear a niqab, of her own free will, until in 2008 a municipal ruling in Pepinsterl, Veriviers and Dison banned it, in public places. In both cases, the Court believed that “the controversial ban aims at providing the conditions of living together as a protection of other people’s rights and freedoms, that can be considered essential, therefore, in a democratic society”. According to the Court, which also invoked the French precedent, “a concern for meeting the minimal requirements of social life can be considered to be a protection of other people’s rights and freedoms”. Therefore, the Belgian law considers niqab “incompatible” and therefore forbidden, due to the “methods of social communication” that apply in Belgium.

Mons. Zimowski: Roma, domani il card. Sardi presiede la messa nel primo anniversario della morte

Tue, 2017-07-11 11:31

In occasione del primo anniversario dalla morte di monsignor Zygmunt Zimowski, ultimo presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, domani, mercoledì 12 luglio, il cardinale Paolo Sardi, prefetto emerito del Sovrano militare ordine di Malta, presiederà alle 17 nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia, a Roma, la celebrazione eucaristica di suffragio. L’arcivescovo Zimowski è stato ricordato anche lo scorso 6 luglio, a Czestochowa, nell’ambito del 52° Pellegrinaggio nazionale di malati, disabili e anziani polacchi. In quell’occasione monsignor Jean-Marie Mupendawatu, già segretario del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari e stretto collaboratore di Zimowski, ricordò che “nei suoi molteplici interventi rivolti alle persone impegnate nel mondo della salute, additava come principio fondamentale nello svolgimento del loro impegno lavorativo verso chi soffre, lo spirito di servizio e di amore”. In un’intervista al rientro dal viaggio in Polonia, mons. Mupendawatu ricorda che alcune iniziative promosse dall’ultimo presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari “sono proseguite oltre la sua morte, sono state approvate dal Papa e fanno parte dell’agenda del nuovo Dicastero e quindi della Chiesa. Una fra tutte è la XXXII Conferenza internazionale del mondo degli operatori sanitari cattolici che si terrà in Vaticano dal 16 al 18 novembre prossimi”. Inoltre “la sua eredità investe anche la ‘Nuova Carta degli operatori sanitari’, della cui revisione e aggiornamento Zimowski è stato ideatore e promotore, e che si presenta oggi – conclude – come un vademecum quanto mai pertinente, attuale e urgente per la pastorale della salute”.

Crollo Torre Annunziata: il parroco, “domani fiaccolata in ricordo della vittime”. “Un segno di speranza di fronte a un dolore così profondo”

Tue, 2017-07-11 11:12

“Le associazioni sportive, il comune di Torre Annunziata e la parrocchia della SS. Trinità di via Gino Alfani organizzano domani, mercoledì 12 luglio, una fiaccolata silenziosa per ricordare le otto vittime del crollo della palazzina sulla Rampa Nunziante: le famiglie Cuccurullo (Giacomo, Eddy e il loro figlio Marco) e Guida (Pasquale, Anna e i figli Francesca e Salvatore) e Giuseppina Aprea”. Ad annunciarlo è il parroco della SS. Trinità, don Ciro Cozzolino. L’iniziativa, alla quale è invitata a partecipare tutta la cittadinanza, prenderà il via con il raduno nel piazzale dello stadio Giraud previsto alle ore 21; alle 21.30 la partenza. Il corteo attraverserà corso Umberto I, via Fusco e giungerà in via Gino Alfani, dove il parroco della SS. Trinità reciterà la preghiera per i defunti. “Di fronte a un dolore che ogni ora diventa più profondo la comunità cittadina in tutte le sue componenti a partire dal primo cittadino passeranno per le vie di Torre nel ricordo delle otto vittime nel segno della speranza. La nostra bella città troverà la forza per ricostruire da queste macerie”, dice al Sir don Cozzolino. “Le parrocchie pregano, sostengono e accompagnano lo sforzo di tutta la gente”, aggiunge il sacerdote.

Giovani: Acec, da fine luglio a San Giacomo d’Entraque la settimana biblica “Passione e passioni nei Vangeli e nel cinema”

Tue, 2017-07-11 10:50

“Un dialogo tra linguaggi diversi, biblico e cinematografico, per scendere in profondità nel mistero del dolore e della vita, cercando vie di senso e salvezza”. È l’obiettivo della settimana biblica dedicata a “Passione e passioni nei Vangeli e nel cinema” che si svolgerà dal 29 luglio al 5 agosto presso la Casa di caccia di San Giacomo d’Entraque (Cn) per iniziativa dall’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema) in collaborazione con i Padri Gesuiti. Immersi fra le montagne del Parco delle Alpi Marittime, i giovani partecipanti avranno la possibilità – si legge in una nota – “di gustare la bellezza della Parola liberi da schemi precostituiti: lettura, confronto, lavori di gruppo e dinamiche interattive, condivisione della preghiera comunitaria, momenti di svago, passeggiate in montagna, gestione della casa”. Sarà, assicurano i promotori, una “esperienza particolarmente ricca” e “preziosa per la formazione di animatori, operatori di Sale di Comunità, appassionati di cinema”. “Il cinema – prosegue la nota – può rivelarsi un’esperienza profonda di conoscenza di sé, di preghiera e di meditazione, diventare linfa per una migliore creatività progettuale dell’animatore e, ancor prima, convinzione esperita che il cinema può ancora essere una risorsa autorevole per le sale e per le comunità cristiane”. È possibile iscriversi fino al 15 luglio, inviando la scheda (disponibile su www.saledellacomunita.it) debitamente compilata alla Segreteria Generale dell’Acec (fax: 06.4402280, e-mail: acec@acec.it) insieme alla ricevuta di pagamento della quota di iscrizione.

Pastorale familiare: don Gentili (Cei), “maggiori sinergie” e “sguardo nuovo” per “accompagnare la vita reale delle persone”

Tue, 2017-07-11 10:16

“Al di là delle diverse iniziative in atto nelle diocesi – molti vescovi hanno impostato il proprio piano pastorale sul documento -, come un fiore ricco di petali l’esortazione di Francesco ha ‘aperto’ la pastorale familiare avviando un processo di maggiore sinergia e collaborazione con altre pastorali: vocazionale, giovanile, sociale e del lavoro, ecumenismo e dialogo interreligioso, salute”. Lo dice in un’intervista al Sir don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale familiare della Cei, tracciando un bilancio a 15 mesi dalla pubblicazione, l’8 aprile 2016, di Amoris Laetitia. Per il responsabile dell’Ufficio Cei, “la pastorale sta rinascendo” sulla scorta di “un documento, al tempo stesso voce di popolo e voce di Chiesa, che chiede uno ‘sguardo’ nuovo”. Tra gli aspetti al centro dell’attenzione di diverse Chiese locali anche il “ponte giuridico pastorale” in vista di “un eventuale processo di nullità matrimoniale”. Don Gentili è a La Thuile dove si stanno svolgendo fino al 22 luglio due percorsi formativi – un master postuniversitario e un corso di diploma – per sacerdoti, religiosi/e, seminaristi e coppie di sposi. Per il cambio di passo “auspicato” dal Papa, avverte, “occorre investire sulla formazione del clero. Di qui il progetto nato in collaborazione con l’Ufficio nazionale vocazioni che partirà nel prossimo ottobre. Un webinar ad alto livello sull’Amoris Laetitia dedicato a seminaristi e sacerdoti, che prevede un incontro al mese e coinvolgerà i seminari d’Italia e i presbitèri delle Chiese locali. Di  fronte alla “velocità vertiginosa dei cambiamenti – riconosce – ci sentiamo balbuzienti nelle risposte; per questo la formazione del presbiterio è una sfida da cogliere e da affrontare al meglio”. L’invito, infine, “a guardare meno ai numeri” e a preoccuparsi di più di “accompagnare la vita reale delle persone”.

Pastorale familiare: don Gentili (Cei), “i quattro verbi – chiave dell’esortazione del Papa pilastri di nuovo dinamismo”

Tue, 2017-07-11 10:15

Uno scenario in movimento nel quale è in corso un cambio di stile e di passo. È la fotografia della pastorale familiare in Italia a poco più di un anno dalla pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia di Papa Francesco. A scattarla in un’intervista al Sir è il direttore dell’Ufficio nazionale Cei, don Paolo Gentili. Diverse, spiega le sfide con le quali la pastorale familiare si trova a confrontarsi: l’innalzamento dell’età media degli sposi, il crollo delle nozze, la mancanza di “un annuncio gioioso del Vangelo del matrimonio” cui è necessario porre rimedio; l’accompagnamento delle tappe della vita familiare: dalla nascita dei primi figli all’esperienza della non fertilità; dai figli adolescenti alla sindrome “del nido vuoto” o alla presenza in casa di disabili e anziani; la mancanza di politiche familiari e lo scarso riconoscimento del valore sociale dell’impegno educativo dei genitori. Ma “la più strategica”, spiega è “quella della dimensione familiare della comunità cristiana, di un nuovo volto di comunità più capace di accogliere, accompagnare, discernere e integrare: i quattro verbi – chiave dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia di Papa Francesco non sono esclusivi dell’ottavo capitolo ma sono i pilastri di un nuovo dinamismo pastorale per tutte le stagioni della famiglia”. Di qui, secondo don Gentili, la necessità di porsi alcuni interrogativi: “Le nostre comunità sono realmente familiari? Al loro interno c’è comunione? Per essere ‘famiglia di famiglie’ l’attenzione alle periferie, alle famiglie economicamente disagiate e ferite sul piano relazionale diventa prioritaria. In quale misura questa attenzione ci appartiene?”.

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