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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 2 min 33 sec ago

Papa in Romagna: a Faenza un concerto domenica 1° ottobre in occasione della visita del Pontefice

Fri, 2017-09-08 17:05

Un concerto per Papa Francesco in piazza del Popolo, a Faenza, domenica 1° ottobre, in occasione della sua visita in Romagna. Inizierà alle 15, l’ingresso è gratuito. L’iniziativa sarà l’ultimo atto del Meeting delle etichette indipendenti 2017, dedicato alla pace, l’uguaglianza, i diritti e la solidarietà. Aprirà il concerto Alexian Santino Spinelli Group e l’Orchestra Europea per la Pace con artisti rom e sinti, diretta dal maestro Antonio Cericola, e gli artisti del Coro del Niger e del Coro dei rifugiati del territorio romagnolo. Sul palco anche Tuto Marcondes, artista italo-brasiliano, con la sua “Cittadino del Mondo”, tema della giornata. Ospite del concerto sarà inoltre il cantautore Diodato col suo ultimo album dal titolo “Cosa siamo diventati”. “Il Mei ha sempre dedicato ogni sua edizione a temi sensibili legati alla società civile – dice Giordano Sangiorgi, ideatore e programmatore del Mei 2017 al Piccolo -. Quest’anno ci è parso che la visita del Papa in Romagna nello stesso giorno in cui si chiude il Mei, con tutti i suoi messaggi di pace e solidarietà, fosse un’occasione da cogliere. Il nostro è un concerto per la pace che vuole salutare il Papa e i suoi messaggi e fare da ponte musicale nella giornata di domenica 1 ottobre, in Romagna, tra Cesena e Bologna”.

Diocesi: Milano, domani la presa di possesso da parte di mons. Delpini

Fri, 2017-09-08 16:49

Si svolgerà domani mattina alle 9 nel duomo di Milano la cerimonia con cui avverrà la presa di possesso della diocesi da parte di mons. Mario Delpini. Come previsto dal diritto canonico, l’atto si svolgerà per procura, perciò avverrà alla presenza di mons. Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare emerito, nominato procuratore. “La scelta della presa di possesso per procura consente di differire l’ingresso solenne, con il concorso del clero e del popolo”, alla data del 24 settembre, per predisporre al meglio le cose e per valorizzare la celebrazione della vigilia di Sant’Anatalo e tutti i santi vescovi milanesi, solennità nella chiesa cattedrale”, ha spiegato in una nota il cancelliere arcivescovile, mons. Marino Mosconi. Da quel momento mons. Delpini sarà a tutti gli effetti il nuovo arcivescovo e terminerà di conseguenza anche il mandato di amministratore apostolico del cardinale Angelo Scola. In ogni celebrazione eucaristica sarà citato il suo nome, con la modalità da lui stesso indicata: “il nostro vescovo Mario”. I fedeli ricorderanno il suo nome nelle intenzioni di preghiera. Mons. Mario Delpini compirà il suo primo atto da arcivescovo di Milano alle ore 10.30, nella basilica di sant’Ambrogio, celebrando la messa durante la quale due giovani donne prenderanno i voti perpetui: suor Anna Casati e suora Giusi Valentini.

Terremoto in Messico: 33 vittime ufficiali. Padre Narváez (Cem), “siamo tra due fuochi. Chiesa già attiva”

Fri, 2017-09-08 16:47

Sale a 33 il numero delle vittime ufficiali del terremoto in Messico. Il Sir ha raggiunto telefonicamente padre Rogelio Narváez, segretario esecutivo della pastorale sociale – Caritas della Chiesa messicana: “È stata una scossa fortissima, forse la più forte della storia, si è sentita benissimo a Città del Messico, a 750 chilometri di distanza, ed ha fatto danni in molti Stati e in zone popolose. Sicuramente il bilancio delle vittime è destinato a crescere”.
Padre Rogelio afferma che “è ancora presto per avere un attendibile bilancio dei danni, abbiamo pochissime informazioni, ma ci siamo già messi in contatto con la Caritas internazionale. E sicuramente sul territorio la Chiesa messicana è già attiva per soccorrere le popolazioni colpite”. Il segretario della pastorale sociale è preoccupatissimo per la situazione di tutto il Paese: “Siamo presi tra due fuochi! Nella costa pacifica il terremoto, che colpisce gli Stati del Chiapas, Oaxaca, Guerrero… Ad Est il ciclone che sta arrivando e coinvolge gli Stati del Golfo del Messico, come Veracruz, Campeche, Tabasco…”.
Tornando alla situazione sul territorio, padre Rogelio informa che “è al momento venuta meno l’allerta tsunami, come ha detto Carlos Gutierrez Martinez, direttore del Centro nazionale di prevenzione disastri. Possibili altre scosse di assestamento fino a 7 gradi Richter. Nello Stato di Oaxaca i principali danni riguardano l’istmo di Tehuantepec, dove si concentra il maggior numero di vittime (23). In particolare è coinvolto il municipio di Juchitán de Zaragoza (17 vittime), dove molti edifici sono crollati, tra cui un albergo. È anche esplosa dopo il terremoto una vicina raffineria. Nel Chiapas la situazione di emergenza riguarda 122 municipi e le vittime sono 7. In particolare, a San Cristobal de las Casas tre persone sono morte e ci sono danni a ospedali e scuole. Due bambini sono morti nello Stato di Tabasco”.
Proprio il Tabasco è uno degli Stati colpiti anche dall’uragano Katia: “Fin dalle 3 del mattino è iniziato a piovere intensamente. Nello Stato di Veracruz manca l’energia elettrica”.

Diocesi: Firenze, lunedì 11 settembre si ricorderà il vescovo ausiliare Antonio Ravagli, nel 35° della morte

Fri, 2017-09-08 16:32

L’arcidiocesi di Firenze, assieme all’associazione Firenze Promuove, alla Misericordia di Firenze, Unitalsi Toscana, lunedì 11 settembre alle ore 16 presso la Sala del Corpo generale della Misericordia di Firenze, nel 35° della morte e nel 110° anniversario della nascita, ricorderà il vescovo ausiliare di Firenze, mons. Antonio Ravagli. All’evento, il primo in assoluto per ricordare il presule, da quando è morto, interverranno, tra gli altri, il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e Presidente della Conferenza episcopale della Toscana, e il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, il vescovo di Faenza-Modigliana, mons. Mario Toso, (Ravagli fu vescovo di Modigliana prima di venire a Firenze), il provveditore della Misericordia di Firenze, Andrea Ceccherini, il presidente Unitalsi Toscana, Roberto Torelli.
Nato a Portico nel 1907, Antonio Ravagli fu ordinato sacerdote nel 1929. Per 18 anni fu vicerettore e poi rettore del Seminario di Modigliana e per 8 arciprete di Castrocaro Terme, dove nel 1955 fu consacrato vescovo della diocesi di Larino. Dopo aver svolto il suo ministero per quattro anni a Larino (Molise), Ravagli rientrò a Modigliana come coadiutore dell’anziano vescovo Massimiliano Massimiliani, cui succedette alla morte il 30 agosto 1960. Nei dieci anni di ministero nella diocesi di Modigliana (diocesi posta sotto la giurisdizione dell’arcivescovo metropolita di Firenze, all’epoca il card. Ermenegildo Florit, comprendeva 83 parrocchie nelle valli del Lamone, Tramazzo, Rabbi e tutta la valle del Montone, compresa Terra del Sole) affrontò i grandi problemi della trasformazione del secondo Novecento, fra cui lo spopolamento della montagna, il passaggio dal mondo agricolo a quello industriale, la secolarizzazione, la contestazione del 1968 e l’applicazione del Concilio Vaticano II in diocesi. Dal 1968 al 1970 fu anche ausiliare e vicario generale di Faenza, alla cui diocesi rinunciò. Alle proposte della Santa Sede di accettare la diocesi di Bertinoro e Forlì e poi di Faenza, Ravagli preferì andare a Firenze come ausiliare del card. Ermenegildo Florit, diventando poi anche vicario generale (1977-1981) del successivo cardinale arcivescovo Giovanni Benelli. È stato segretario della Conferenza episcopale toscana e assistente ecclesiastico regionale dell’Unitalsi. Ancora oggi mons. Ravagli viene ricordato per le sue capacità di comunicazione,per la semplicità d’animo e per la cordialità romagnola.

Papa in Colombia: a Villavicencio c’è anche il “Cristo mutilato”. Mons. Henao (pastorale sociale), “giorno storico”

Fri, 2017-09-08 16:21

C’è anche il “Cristo mutilato” di Bojayá ad attendere papa Francesco, che sta per iniziare a Villavicencio la celebrazione per la beatificazione di Jesús Jaramillo Monsalve, vescovo di Arauca, dell’Istituto per le Missioni Estere di Yarumal, e il sacerdote Pedro María Ramírez Ramos, chiamato “el cura de Armero”.
Il “Cristo mutilato” è quello che resta di una statua che era presente nella chiesa di Bojayá, villaggio dello stato pacifico del Chocó. “Qui15 anni fa, nel 2002 – spiega al Sir il direttore del segretariato Caritas-Pastorale sociale della Chiesa colombiana, mons. Héctor Fabio Henao Gaviria, mentre attende l’inizio della celebrazione – scoppiò una bomba lanciata dalle Farc. La chiesa era piena, morirono in tutto 72 persone, i superstiti fuggirono nella foresta. È un massacro rimasto nella storia della Colombia, uno dei punti più feroci cui giunse il contrasto tra guerriglia, paramilitari ed esercito”. La statua del Cristo mutilato è un simbolo di conflitto colombiano ed è giunta in peregrinatio fino ad un’altra città emblema del conflitto, Villavicencio appunto. Qui l’intera giornata di papa Francesco sarà scandita da gesti di riconciliazione: la beatificazione di un vescovo e di un sacerdote vittime della violenza al mattino, la grande preghiera di riconciliazione, assieme alle vittime, nel pomeriggio. Sarà forse il momento più solenne e toccante dell’intera visita.
Ieri mons. Henao ha presieduto la celebrazione che ha accolto in chiesa la statua. E della giornata di oggi dice: “È una giornata di riconciliazione, un giorno storico, ci dà tanta speranza. Saremo impegnati a ricostruire il tessuto sociale, una nuova convivenza”. Per il direttore della pastorale sociale colombiana la giornata di ieri “è stata un inizio molto importante per tutto il Paese. L’accordo di pace è irreversibile, ma ora bisogna dare speranza ai colombiani, come sta facendo il Papa. E la presenza numerosissima della gente alla messa di ieri è stata una grande dimostrazione di affetto”.

Cultura: Assisi, domani il “Cortile di Francesco” a Tg1 Dialogo su Rai Uno

Fri, 2017-09-08 16:16
“Il Cortile di Francesco, dal 14 al 17 settembre, ad Assisi radunerà migliaia di persone in decine di eventi ed incontri  tra credenti e non credenti. Tra i temi principali: l’integrazione dei migranti in Europa, l’educazione alla pace, l’impegno contro il razzismo, la difesa della terra, il futuro dei giovani, la sicurezza anche del proprio territorio, la comunicazione, il movimento  alla ricerca di risposte sulla propria vita e sul saper viver insieme, la riscoperta della spiritualità”. Di tutto questo, con  testimonianze che anticipano il confronto, si occuperà sabato prossimo, 9 settembre, su Rai Uno, a partire dalle ore 8.20, Tg1 Dialogo, la rubrica a cura di Piero Damosso (edizione Angela Bomarsi), con il commento di padre Enzo Fortunato, direttore della rivista San Francesco, del Sacro Convento di Assisi, che ha promosso il “Cortile” con il Pontificio Consiglio della Cultura, i vescovi umbri, e l’associazione Oicos. Interviste al card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, e al filosofo Umberto Galimberti sul rapporto tra credenti e non credenti nell’era del primo Papa con il nome di Francesco. E verrà mostrato anche il Codice 338, che contiene il famoso “Cantico delle creature” di San Francesco.

Papa in Colombia: arrivato a Villavicencio, messa con due beatificazioni e grande incontro per la riconciliazione nazionale

Fri, 2017-09-08 16:07

Questa mattina, lasciata la nunziatura apostolica, il Papa si è trasferito in auto all’aeroporto militare Catam di Bogotá. Al suo arrivo ha salutato e benedetto un gruppo di circa 400 reduci, militari e agenti di polizia, accompagnati dall’Ordinario militare della Colombia, monsignor Fabio Suescún Mutis, quindi è salito a bordo di un A321 dell’Avianca alla volta di Villavicencio, meta della terza giornata del suo viaggio in Colombia. Al suo arrivo alla Base Aerea “Luis Gómez Niño-Apiay” di Villavicencio Francesco è stato accolto dall’arcivescovo della città e presidente della Conferenza episcopale della Colombia, monsignor Óscar Urbina Ortega. Alla presenza, inoltre, del governatore e del sindaco, che ha consegnato al Papa le chiavi della città, dei comandanti dell’Esercito, della Polizia e della Base Aerea Apiay. A fare da sfondo all’accoglienza del Papa, canti e danze del folklore del Paese con alcune centinaia di fedeli e famiglie residenti nella Base. Poi Francesco si è diretto in auto alla volta del Terreno di Catama, luogo della Messa: dopo aver girato in papamobile tra i fedeli, il Papa si è recato in sagrestia accompagnato da un gruppo di abitanti della regione degli Llanos Orientali. Alle 9.30 locali (circa le 16.30 italiane), è iniziata la Messa nel corso della quale Francesco beatificherà i Servi di Dio Jesús Emilio Jaramillo Monsalve, vescovo di Arauca, e Pedro María Ramírez Ramos, sacerdote diocesano, entrambi vittime della guerriglia che, per oltre 50 anni, ha insanguinato la Colombia. Sono presenti numerosi fedeli provenienti dalle regioni degli Llanos e dai villaggi indigeni, oltre a vittime della violenza. A conclusione della Messa, monsignor Urbina saluterà il Papa, che a sua volta in sagrestia saluterà una piccola delegazione di vittime della disastrosa alluvione che ha colpito la città di Mocoa, offrendo al loro vescovo un contributo economico. Nel pomeriggio (ore 16.40 colombiane, le 22.40 in Italia) è in programma uno dei momenti salienti del 20° viaggio internazionale di Francesco: il grande incontro di preghiera per la riconciliazione nazionale, nl Parque Las Malocas.

Migranti: Milano, il 13 settembre conferenza stampa sulle alternative alla politica dei respingimenti

Fri, 2017-09-08 15:59

Dopo un’estate che ha visto rafforzarsi politiche dell’immigrazione basate sul contenimento degli sbarchi attraverso il respingimento e la sostanziale detenzione dei migranti nei paesi africani, i promotori della campagna “Ero Straniero – L’umanità che fa bene” organizzano una conferenza per “riaffermare che è invece possibile governare i flussi migratori nel rispetto dei diritti e che esiste una concreta alternativa alla politica dei respingimenti: il superamento della Bossi-Fini”. L’incontro si terrà mercoledì 13 settembre alle 11 a Milano nell’auditorium della Casa della carità (via Francesco Brambilla 10) e vedrà la partecipazione di don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità, della leader dei radicali ed ex ministro degli Esteri, Emma Bonino, e del sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. Saranno presentate inoltre le iniziative e i banchetti in programma per i mesi di settembre e ottobre, decisivi per raggiungere le 50mila firme necessarie a presentare la proposta di legge in Parlamento. “Ero straniero – L’umanità che fa bene” è una campagna promossa dalla fondazione milanese Casa della carità “Angelo Abriani”, Radicali Italiani con Emma Bonino, Acli, Arci, Centro Astalli, Cnca, A buon Diritto e Cild.

Carlo Caffarra: Aigoc, “testimone trasparente della verità sulla persona umana”

Fri, 2017-09-08 15:43

Il card. Carlo Caffarra è stato “testimone trasparente della verità sulla persona umana” e “pastore sempre umile e autentico dei valori della vita e della famiglia”. Lo scrive in una nota l’Associazione italiana ginecologi ostetrici cattolici italiani (Aigoc), che ricorda così l’arcivescovo emerito di Bologna scomparso mercoledì scorso. “La perdita umana del card. Carlo Caffarra ci colpisce profondamente, perché è stato uno dei propugnatori e sostenitori dall’Aigoc. Il 25 marzo 2009, prima ancora di andare dal notaio per la costituzione dell’associazione, lui voleva già impegnarsi a diffonderla definendola ‘profetica e attuale’ – si legge nella nota -. Il patrimonio esistenziale della sua persona, delle sue intuizioni antropologiche e pastorali rimangono una perla preziosa per tutto il mondo della vita nascente e terminale”.

Giornata prevenzione suicidio: Caritas Bolzano-Bressanone, “aiutiamo i familiari a superare lutto pesante”

Fri, 2017-09-08 15:27

Il 10 settembre si celebra la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio. La Caritas Bolzano-Bressanone coglie l’occasione per porre l’attenzione sulla difficile situazione che devono affrontare i familiari di chi si è tolto la vita. “Perdere una persona in questo modo genera un lutto particolarmente difficoltoso da superare”, spiega Günther Rederlechner, responsabile da tempo del servizio Hospice della Caritas, “Sensi di colpa, auto-recriminazioni, vergogna e a volte anche l’incomprensione dell’ambiente esterno rendono quasi impossibile un naturale processo di elaborazione del lutto”. Anche il servizio di sostegno telefonico della Caritas conosce il problema e lo affronta dando ascolto 24 ore su 24 a persone che hanno dovuto affrontare questo lutto e a uomini e donne con pensieri suicidi. “La domanda sul perché di un gesto così estremo è, per i familiari di chi si è tolto la vita, particolarmente difficile da sostenere. Vorrebbero cercare di comprendere perché la persona amata si è tolta la vita e per quale motivo non sono riusciti a fermarla. Si interrogano, a volte anche rimproverandosi e provando rabbia, sul perché il proprio caro li abbia lasciati soli in una così terribile situazione”, spiega Günther Rederlechner. Parlare dell’accaduto, in questo caso, è particolarmente difficile, anche perché il comportamento dell’ambiente in cui si vive, ogni tanto, suggerisce implicitamente colpevolezza . “Spesso ci si dimentica che prima del suicidio c’è una lunga e complessa storia, una forte depressione, che la vittima nasconde per anni”, dice Rederlechner. Per i familiari è fondamentale trovare comprensione e parlare in maniera schietta di ciò che è accaduto. Il servizio Hospice della Caritas offre accompagnamento a familiari di persone che si sono suicidate. “Noi del sostegno telefonico siamo a disposizione 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno, al numero verde 840 000 481. Parlare aiuta e allevia la sofferenza”, dice Silva Moser, responsabile del servizio di sostegno telefonico della Caritas, tirando le fila dei numerosi colloqui fatti dagli oltre 80 volontari appositamente formati che prestano servizio alla consulenza.

Mostra del Cinema di Venezia: Tv2000, ha presentato cineteca 150 film, programmi Laudadio e Affinati

Fri, 2017-09-08 15:10

Tv2000, in occasione della 74° Mostra internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia, ha presentato stamane presso lo Spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo-FEdS in anteprima 2 nuovi programmi: “Missione possibile” condotto dall’inviato di “Striscia la Notizia”, Max Laudadio e “Italiani anche noi” condotto e ideato da Eraldo Affinati. Le due produzioni sono state illustrate al Lido dall’emittente della Conferenza episcopale italiana rappresentata da Paolo Ruffini (direttore di rete) e Lorenzo Serra (direttore generale). È stata inoltre presentata la grande cineteca di Tv2000 con oltre 150 film e documentari. “Appena terminata la stagione di Striscia la Notizia 2017 – ha sottolineato Max Laudadio – ho trascorso l’estate partecipando a tre docufilm sulle missioni di pace nel mondo per Tv2000, un lavoro che si è subito trasformato in una grande esperienza di vita. Ho incontrato tanta sofferenza ma anche una grande speranza, un’inaspettata bellezza, un’energia indistruttibile. Ho scoperto che la visione di qualcuno può cambiare la storia di tante persone, e l’ho visto negli occhi e nel fare di missionari che hanno detto ‘si può fare’. Ho cercato di affrontare i temi delle puntate – l’abbandono, la malattia, il razzismo sociale e religioso – vivendo le missioni da volontario e con un’ unica regola: l’allegria”. “Credo che un programma come ‘Italiani anche noi’ – ha spiegato Eraldo Affinati – abbia un valore etico. Abbiamo cercato di accendere le luci su un Paese che vuole cambiare nel confronto attivo con gli immigrati. In questo senso le scuole ‘Penny Wirton’ sono un laboratorio antropologico della nuova Europa”.

Policlinico Gemelli: diabete giovanile, sviluppato un metodo diagnostico per predire rischio di complicanze con un prelievo

Fri, 2017-09-08 14:53

Ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma in collaborazione con i colleghi della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria dell’Università Campus Bio-Medico di Roma hanno sviluppato un metodo diagnostico basato su un software intelligente in grado di misurare con elevata semplicità e accuratezza il livello di gravità dei pazienti con diabete giovanile (diabete di tipo 1 o insulino-dipendente) e quindi il rischio di complicanze (retinopatia, nefropatia, ipertensione), anche per capire quanto bene il paziente gestisca la sua malattia (ovvero tiene sotto controllo la glicemia nel lungo periodo, evitando rapide variazioni della concentrazione di zucchero nel sangue). Messo a punto nell’ambito di una ricerca pubblicata sulla rivista “Plos One”, il metodo diagnostico si basa su un software che riconosce automaticamente informazioni dalle immagini microscopiche di alcune cellule del sangue del paziente (globuli rossi): è sufficiente, quindi, un semplice prelievo per eseguire il test. Il suo fondamento è nel fatto che se il paziente va incontro a molti episodi di aumento di glicemia, quindi non controlla bene la malattia, la membrana dei globuli rossi ne viene danneggiata e il software è in grado di captare con elevata sensibilità questi danni. La ricerca è stata condotta dal dottor Maulucci e dal professor Marco De Spirito dell’Istituto di fisica dell’Università Cattolica. Lo studio si e svolto nel laboratorio centralizzato di microscopia ottica ed Elettronica (Labcemi) della stessa università. Allo studio hanno partecipato l’Istituto di patologia generale della Cattolica, l’Unità operativa di diabetologia del Gemelli e l’Unità di sistemi di elaborazione e bioinformatica dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

Società: Acli, martedì 12 settembre presentazione dell’Incontro di studi di Napoli sul tema “Valore lavoro”

Fri, 2017-09-08 14:52

“Il lavoro cambia. E il lavoratore, soprattutto se è giovane, si adegua. Ma i cambiamenti per i lavoratori non sono neutri, soprattutto per quelle figure facilmente sostituibili con i processi di automazione che allargheranno ulteriormente la forbice tra le mansioni di basso livello e i lavori che richiedono professionalità elevate. Uno scenario che senza correttivi rischierà di innescare, aumentandole, le disuguaglianze”.
Ne discuteranno durante la conferenza stampa, promossa dalle Acli il 12 settembre, presso la Camera dei deputati a Roma, Tiziano Treu, presidente del Cnel, Paola Vacchina, responsabile Ufficio studi e ricerche Acli, e Roberto Rossini, presidente nazionale Acli, in occasione della presentazione del programma dell’annuale incontro nazionale di studi delle Acli, che si svolgerà a Napoli dal 14 al 16 settembre che quest’anno, per la 50ª edizione, ha come titolo “Valore Lavoro. L’umanità del lavoro nell’economia dei robot”.
Nel corso dell’incontro verrà presentata la ricerca “Il Ri(s)catto del presente. Giovani italiani, expat e seconde generazioni (G2) di fronte al lavoro e al cambiamento delle prospettive generazionali”. Inoltre, verranno anticipati i contenuti del “Pacchetto formazione”, una serie di proposte di legge su lavoro e formazione che le Acli presenteranno nelle prossime settimane.

Malaria: Palma (Ospedale Bambino Gesù), “non c’è allarme, ma si aprono scenari nuovi”

Fri, 2017-09-08 14:48

In Italia non c’è al momento alcun allarme malaria, ma occorre capire il prima possibile la modalità di trasmissione del parassita alla piccola Sofia Zago “perché questo caso apre uno scenario nuovo”. Ad affermarlo in un’intervista al Sir è Paolo Palma, immuno-infettivologo dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, che solo in questo 2017 ha diagnosticato e curato nove casi di malaria: bimbi perfettamente guariti perché diagnosticati e trattati tempestivamente. “A queste condizioni – sostiene – la risposta è quasi sempre presente, mentre più tempo passa senza diagnosi e terapia, più aumenta la carica parassitaria nel sangue e il rischio di gravi forme cerebrali”. La piccola Sofia Zago, deceduta a Brescia dopo il ricovero a Trento, è stata colpita dal Plasmodium falciparum, lo stesso che aveva infettato i due bambini di ritorno dal Burkina Faso, ricoverati nei giorni scorsi nello stesso reparto della bimba. Ma di questo tipo di Plasmodium esistono diverse varianti, precisa Palma. Perciò, premettendo di non essere in possesso di dati obiettivi, ma solo di informazioni giornalistiche, sostiene: “È necessario eseguire uno studio di genotipizzazione di questo ceppo, un’indagine molecolare per identificare a quale famiglia appartenga questo parassita e capire se si tratta della stessa variante che ha provocato l’infezione negli altri due piccoli”. Sì dunque a indagini e controlli perché il rischio zero non esiste, “ma niente allarmismi. Il caso della bimba di Brescia è eccezionale. Non c’è evidenza che la malaria rappresenti un problema pediatrico per l’Italia”, chiosa l’esperto tranquillizzando i genitori e invitandoli ad evitare la corsa in Pronto soccorso, come sta accadendo in questi giorni al Bambino Gesù, ai primi segnali di febbre o mal di testa dei propri figli. E sull’equazione immigrati-malaria taglia corto: “Non sta in piedi: è infondata e strumentale”.

Corea: una mostra in Vaticano sui 230 anni della Chiesa cattolica. Don Young-yup Hur (Seul), “vi chiediamo di pregare per la pace”

Fri, 2017-09-08 14:48

“Attraverso questa esposizione vogliamo mostrare la particolare storia della Chiesa coreana e offrire un segno per la riconciliazione e la pace tra le due Coree”. Su questo duplice binario che unisce passato e presente, si presenta la mostra coreana nel Braccio di Carlo Magno in Vaticano dal titolo “Come in cielo così in terra. Seul e i 230 anni della Chiesa cattolica in Corea” che sarà inaugurata domani, sabato 9 settembre. A presentarla così questa mattina ai giornalisti è don Mattia Young-yup Hur, portavoce dell’arcidiocesi di Seul che ha curato l’esposizione con il Museo della Storia di Seul e con il patrocinio del governo metropolitano di Seul, l’ambasciata della Repubblica di Corea presso la Sana Sede e dei Musei Vaticani. “Il Santo Padre, Papa Francesco – ha aggiunto Hur – è un simbolo di pace e tutti i pellegrini che giungono qui a Roma da tutto il mondo, vengono qui per chiedere la pace. Noi vi chiediamo di pregare per la unificazione e per la riconciliazione delle due Coree. È proprio questo l’obiettivo di questa mostra: la pace in Corea, in questo momento. Siamo qui per la pace”.

La mostra espone 181 preziose opere ripercorrendo i secoli in cui il Vangelo si è diffuso nella penisola coreana. Tele, pitture, documenti, oggettistica “narrano – ha detto la direttrice dei Musei vaticani, Barbara Jatta – i felici momenti della evangelizzazione in Corea ma anche la terribile storia delle persecuzioni”.

La direttrice Jatta ha spiegato che “il taglio del nastro” avverrà domani, 9 settembre, che per la Chiesa cattolica in Corea è una data “simbolica”: il 9 settembre del 1831, Papa Gregorio XVI ha annunciato l’istituzione del vicariato apostolico di Jaseon, distaccando così la chiesa cattolica di Corea da quella di Pechino. Le cerimonie di commemorazione inizieranno con una Santa Messa inaugurale presieduta dal card. Andrew Yeom-Soo-jung nella Basilica di San Pietro in vaticano. Si prevede la partecipazione di circa 600 persone tra cui i vescovi della Conferenza episcopale coreana, autorità vaticane e 83 ambasciatori della Santa Sede nonché 48 giovani delegati da 15 paesi asiatici. Nella brochure data questa mattina ai giornalisti si ricorda che l’arcivescovo Andrew Yeom-Soo-jung è anche amministratore apostolico di Pyongyang e che da 20 anni, l’arcidiocesi di Seul non ha mai cessato di portare al nord aiuti umanitari, medicine, cibi e beni di prima necessità. Dal 1995 una “Messa per la pace e la riconciliazione” viene celebrata ogni martedì alle 19 nella cattedrale Myeongdon e fino ad oggi sono state dedicate 1.000 Messe per questa intenzione. E sempre dal 1995 tramite un accordo non ufficiale, si prega per la pace sia a Seul che nella chiesa Changchun a Pyongyang. Nel 2015, l’anno dopo la visita apostolica di Papa Francesco in Corea, l’arcidiocesi di Seul ha anche lanciato un movimento di preghiera chiamato “North Korean Church in my heart” per ricordare in modo speciale le 57 parrocchie e i 52mila cattolici del Nord. Per quanto l’arcidiocesi è al corrente, non c’è alcun prete o religioso rimasto in Corea del Nord.

Lotta allo spreco alimentare: Como, stasera si festeggiano i 10 anni di Siticibo

Fri, 2017-09-08 14:35

Sessanta tonnellate di alimenti freschi (di cui 9 di pane e prodotti da forno) e circa 20mila porzioni di piatti pronti da servire in tavola recuperati nel 2016. Sono questi i numeri dell’associazione Siticibo Como che questa sera festeggerà i dieci anni di attività con una festa all’Hangar dell’Aero Club di Como a partire dalle 18. “L’idea di Siticibo – spiega Monica Molteni, una delle volontarie, in un’intervista pubblicata su Il Settimanale della Diocesi di Como – nacque attorno ai primi anni 2000. L’intuizione fu di Cecilia Canepa, comasca d’origine, trasferitasi a Milano dopo il matrimonio, che, come membro della commissione mensa presso la scuola dei suoi figli, ne rimase colpita dall’eccessivo spreco di cibo. In Italia all’epoca ancora non esisteva una legge specifica sul fresco e sul cotto, anzi chi produceva questo tipo di alimenti aveva l’obbligo di buttarli quando il loro termine di vita era scaduto. La prima sfida su cui Cecilia decise di giocarsi fu dunque proprio quella di cercare di colmare questo vuoto legislativo, e in ciò trovò sponda nel Banco Alimentare che già da 15 anni si occupava del ritiro di alimenti ‘secchi’, cioè confezionati e di lunga durata. Le energie messe in campo riuscirono a far promuovere una legge – la legge del Buon samaritano – che introdusse l’autorizzazione al recupero di alimenti cotti e freschi ancora integri. Era il 2003”. Quattro anni dopo l’approdo a Como dove, ogni giorno, i due furgoncini in dotazione all’associazione fanno la spola tra i maggiori supermercati della città (che donano verdura, latticini, carni e altri generi freschi), mense aziendali, negozi e raccolgono tutto ciò che non può più essere venduto – ma è ancora perfettamente consumabile – per consegnarlo immediatamente alle 19 strutture che preparano pasti per i bisognosi o che accolgono persone in situazioni di difficoltà.

Diocesi: mons. Piazza (Sessa Aurunca), “dobbiamo dare con generosità, con cuore e passione”

Fri, 2017-09-08 14:17

Circa mille fedeli hanno raggiunto oggi il santuario della Civita per l’annuale pellegrinaggio di Cellole, che dista 55 chilometri dal luogo di culto mariano, che si trova nel comune di Itri, in provincia di Latina. Quattrocento di loro hanno percorso il tragitto a piedi. Ad accogliere i pellegrini è stato l’arcivescovo di Gaeta, mons. Luigi Vari, insieme ai padri passionisti che curano il santuario spiritualmente. I pellegrini sono stati accompagnati da don Lorenzo Langella, che ha guidato l’intero pellegrinaggio, percorrendo con i tanti giovani il tragitto che da Cellole porta alla Civita. A presiedere la celebrazione eucaristica all’aperto è stato il vescovo di Sessa Aurunca, mons. Orazio Francesco Piazza. Nell’omelia ha rivolto il suo pensiero a Maria. “La Madonna è generosa verso di noi – ha detto -, mentre noi siamo stretti di maniche nel dare agli altri e nel metterci a servizio del fratelli. Dobbiamo dare con generosità, con cuore e passione”. Al termine della Messa, i fedeli sono saliti nella chiesa e hanno pregato davanti all’immagine miracolosa della Madonna della Civita.

Carlo Caffarra: Amci, “resterà sempre punto di riferimento per tutta l’associazione per il suo carisma”

Fri, 2017-09-08 14:00

“Davvero grande è la commozione dei Medici cattolici italiani per la scomparsa del card. Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna. Il card. Edoardo Menichelli, assistente ecclesiastico nazionale Amci, con Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell’Associazione, ricordano con stima e ammirazione la nobile figura del card. Caffarra, con il quale è sempre esistita proficua collaborazione dapprima nel Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi su matrimonio e famiglia e successivamente nella diocesi di Bologna”. Lo si legge in una nota dell’Associazione medici cattolici italiani. “Addolorati per la grande perdita, tutti i medici cattolici si inchinano alla memoria di don Carlo, maestro di teologia, di morale coniugale, di pastorale familiare, guida sollecita dedita alla formazione e alle necessità dei presbiteri e dei fedeli laici. Esprimono a lui riconoscenza per averli indotti a riflettere sui temi più cogenti della bioetica, con particolare riguardo alla famiglia, al matrimonio, alla sessualità e alla riproduzione umana. Il card. Caffarra resterà sempre punto di riferimento per tutta l’associazione per il suo carisma, sempre ispirato alla ricchezza inesauribile del Vangelo e sempre profondamente rispettoso del progetto di Dio sull’uomo”, conclude la nota.

Unione europea: Mogherini, “soddisfatta per livello unità e impegno che gli Stati membri stanno dedicando per politica estera e di sicurezza”

Fri, 2017-09-08 13:41

“Molto soddisfatta per il livello di unità e d’impegno che gli Stati membri stanno dedicando all’Ue per la politica estera e di sicurezza” si è definita l’Alto rappresentante Federica Mogherini, sintetizzando in conferenza stampa i punti di consenso raggiunti nella due giorni di incontro informale tra i ministri degli esteri, appena concluso a Tallin. L’Ue sosterrà il Consiglio di sicurezza Onu nel prendere “ulteriori misure di restrizioni economiche” verso la Corea del Nord, farà “il possibile per verificare che i Paesi terzi le rispettino” ed eventualmente “complementerà con sanzioni autonome per aprire canali diplomatici assenti al momento”, in vista della “piena denuclearizzazione della penisola”. Ribadite “unità e impegno” perché Israele e Palestina “raggiungano la creazione di due Stati, unica soluzione realistica” per la pace nella regione: l’Ue rivedrà “le proprie modalità di impegno sul terreno” per garantire che “l’uso delle ingenti risorse in campo sia il più efficace possibile per raggiungere l’obiettivo politico”. Insieme ai ministri degli esteri dei Paesi candidati Ue si è discusso stamane di prevenzione alla radicalizzazione e lotta al terrorismo: scambio di opinioni sulle misure “da sviluppare insieme”, dalle “più tecniche” a quelle che “riguardano integrazione, opportunità socio-economiche per tutti, identità”. “Scambio d’informazioni” anche sul Venezuela in preparazione dei contatti che avverranno nel corso dell’assemblea generale Onu, tra dieci giorni.

Mostra del Cinema: 8 settembre, la Commissione Nazionale valutazione film della Cei fa il punto sulle proiezioni del decimo giorno

Fri, 2017-09-08 13:33

Venerdì 8 settembre, ultimi due titoli in gara per il Leone d’oro: “Hannah” di Andrea Pallaoro e “Jusqu’à la garde” di Xavier Legrand. L’Agenzia SIR ha visto i film del Concorso nelle anteprime stampa con la Commissione Nazionale valutazione film della Cei, insieme al Segretario Massimo Giraldi, giurato a Venezia per il premio cattolico internazionale “Signis”.
Trentino di nascita ma da anni stabile negli Stati Uniti, Andrea Pallaoro porta in competizione “Hannah” con Charlotte Rampling, dopo l’esordio con “Medeas” a Venezia nel 2013. “Hannah” è la storia di una donna matura, che rimane sola il giorno in cui il marito si costituisce alla polizia ed entra in prigione. La donna piomba in una totale solitudine, che la spingerà a confrontarsi con se stessa, con le scelte operate lungo la sua vita. “Non c’è dubbio – dichiara dal Lido Massimo Giraldi – che il film sia tanto coraggioso quando enigmatico e difficilmente spiegabile. La protagonista attraversa le vicende affidandosi a pochissime parole, con un silenzio interrotto solo da sporadici avvenimenti, che lasciano comprendere come lei stia scontando le colpe del marito. Charlotte Rampling affronta con grande maestria il personaggio di Hannah, una donna rassegnata a vivere da sola e incapace di ribellarsi. La narrazione si muove lungo questa direttrice di tristezza e abbandono, senza sussulti sino alla fine. Pallaoro si cimenta con una vicenda ispida e complicata da gestire, lavorando sempre per sottrazione. Una sottrazione che rischia però di diventare eccessiva, ai limite dell’impoverimento narrativo. Nell’insieme il film è complesso e problematico”.
“Jusqu’à la garde” del francese Xavier Legrand è l’ultimo film in gara. In passato attore e ora regista, Legrand mette in scena uno dei tanti drammi capaci di sconvolgere la vita di una coppia oggigiorno, l’implosione di una famiglia. “La vicenda parla di situazioni molto frequenti nella società contemporanea – spiega Giraldi – riuscendo ad affrontarle con grande nitidezza di esposizione. La materia del film è delicata e non facile da dipanare, perché si concentra sul percorso di divorzio della coppia, sulle pesanti accuse di abusi verso il figlioletto che ricadono sull’uomo. In questa torbida situazione, il regista si muove con grande padronanza, riuscendo a individuare colpevoli e innocenti in maniera nitida. Il bambino occupa il centro della contesa, ma il film non approfondisce del tutto il suo disagio, indugiando invece con la macchina da presa più sul comportamento dei genitori. ‘Jusqu’à la garde’ si presenta come complesso e problematico, offrendo spunti per dibattiti rispetto a un argomento di grande attualità”.
Ora la parola ai giurati, guidati dalla presidente Annette Bening. Il verdetto si conoscerà solamente domani, 9 settembre, durante la cerimonia di premiazione alle ore 19.00, che Rai Movie (canale 24) trasmetterà in diretta.

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