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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 36 min ago

Fisco: Tria (ministro), “pace fiscale non è nuovo condono ma fisco amico”

Tue, 2018-07-17 16:13

(DIRE-SIR) – “Parlare di ‘pace fiscale’ non significa varare nuovi condoni ma pensare ad un fisco amico del contribuente che favorisca l’estinzione dei debiti. Un fisco vicino alle esigenze del contribuente è un fisco che ha a cuore accanto all’obiettivo della riscossione anche il suo presupposto: la produzione del reddito, la ricchezza e i consumi, in ultima analisi il benessere e la crescita del Paese”. Lo dice il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, durante le comunicazioni sulle linee programmatiche del suo dicastero in commissione Finanze al Senato. (www.dire.it)

Diocesi: Taranto, prete muore annegato. L’arcivescovo, “colpiti dal dolore e sconvolti dalle circostanze”

Tue, 2018-07-17 16:12

È annegato, forse per un malore improvviso. Sarà l’autopsia a stabilire le cause della prematura scomparsa di don Luigi Angelini, 60 anni, dal 2001 parroco della Madonna della Sanità, a Martina Franca. Uomo di cultura, laureato in lingue straniere, pittore per passione, alcune sue opere erano state anche esposte, era soprattutto un appassionato studioso degli scritti di sant’Agostino, a cui aveva dedicato anche l’apertura di un Centro Studi. La notizia della sua morte in pochi minuti si è diffusa in tutta la Valle d’Itria, lasciando l’intera comunità nello sgomento. Il sacerdote era andato al mare in compagnia di un altro prete, nella marina di Ostuni, in zona Monticelli. Il suo amico era a riva mentre lui aveva deciso di fare il bagno. Non vedendolo tornare, l’amico ha cominciato a cercarlo invano. A ritrovarlo invece sono stati alcuni addetti alla pulizia della spiaggia, che hanno visto galleggiare il suo corpo già privo di sensi. Inutili i tentativi del 118 di rianimarlo. “Il presbiterio della nostra diocesi si trova colpito dal dolore di questa perdita – ha detto l’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro – e sconvolto dalle circostanze. Desidero che i familiari, la comunità martinese ed in particolar modo la porzione del popolo di Dio affidata da molti anni alle cure di don Luigi, senta l’abbraccio del vescovo, dei confratelli sacerdoti e di tutti i credenti. Invoco su questo bravo figlio della Chiesa di Taranto, l’intercessione della Madonna della Sanità e di sant’Agostino, per il quale don Luigi nutriva una speciale devozione e per i cui scritti ha speso la sua vita, i suoi studi e la sua azione pastorale, divulgandone instancabilmente il pensiero e la spiritualità”.

Giovani: card. Petrocchi, educazione richiede “sana asimmetria”. “L’adulto faccia l’adulto e il giovane faccia il giovane”

Tue, 2018-07-17 16:03

L’educazione dei giovani presuppone una sana “asimmetria”, cioè che “l’adulto faccia l’adulto e il giovane faccia il giovane: non bisogna alterare le relazioni, altrimenti si creano degli scompensi gravi”. Ne è convinto il card. Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, che in un’intervista sul numero di luglio della rivista ufficiale dell’Opera Don Orione,  afferma: “Povero il giovane che non trova un adulto che sappia fare l’adulto, che lo affianchi e lo accompagni: capace di assumere – dove è necessario – atteggiamenti saggi e fermi”. Il porporato racconta che da sacerdote, ad Ascoli Piceno, ogni settimana dedicava circa 12 ore all’incontro personale e al dialogo, ascoltando i giovani “con un amore intelligente”. “Il fenomeno del nomadismo – assicura – si verifica quando l’adulto rinuncia a fare l’adulto e sta accanto al giovane senza avere un orientamento, un progetto. È il grande guaio di molte pedagogie moderne, che per paura di essere autoritarie e impositive non propongono una ‘mappa esistenziale'”. Tre, aggiunge, le dimensioni dell’educazione “con” e “per” i giovani: la formazione, “cioè offrire loro dei modelli teorici e pratici”; la corresponsabilità, “espressa dal fatto che l’adulto e il giovane sono entrambi invitati ad impegnarsi fino in fondo”; infine gli “strumenti”. Strumenti “che l’adulto spesso non ha e sa di non avere, ma che è contento di vedere messi in campo dal giovane, reso protagonista nell’ “avventura educativa”.

Arresti Casamonica: Prestipino (procuratore aggiunto Roma), “nella Capitale scenario criminale complesso”

Tue, 2018-07-17 16:02

“Roma è una città di 4 milioni di abitanti e ha uno scenario criminale particolarmente complesso”. Lo ha detto il procuratore aggiunto della Dda di Roma, Michele Prestipino, durante la conferenza stampa seguita al blitz di questa mattina che ha portato agli arresti 37 persone affiliate al clan Casamonica, tra la Capitale e le provincie di Reggio Calabria e Cosenza. “Le indagini svolte sono durate anni e le condotte accertate sono gravissime – ha aggiunto Prestipino -. Il materiale probatorio raccolto è estremamente ricco e variegato. Importanti sono le attività svolte dai carabinieri di Frascati sul territorio di Porta Furba (sede del clan). Il gruppo dei Casamonica è particolare perché non è solamente molto organizzato, ma unito da vincoli di sangue”. Il procuratore aggiunto della Dda di Roma ha segnalato come “le forze di polizia sono impegnate nell’azione di contrasto alle varie forme di criminalità che si registrano su questo territorio”. “In questo momento registriamo un momento di passaggio importante nell’accertamento dei fatti e delle responsabilità”.

Austria: appello di sei organizzazioni umanitarie, “inaccettabile” rifiutare persone in cerca di protezione

Tue, 2018-07-17 16:00

Appello congiunto di Caritas, Diakonie, Amnesty International, Medici senza Frontiere, Croce Rossa Austriaca e Volkshilfe (Aiuto del popolo) al Governo federale austriaco per rivedere la nuova politica restrittiva contro migranti e richiedenti asilo, in un periodo, tra l’altro, nel quale sono in netta diminuzione i flussi verso l’Austria. Grande preoccupazione è espressa nel comunicato congiunto pubblicato oggi, per il fatto che l’attuale politica di asilo austriaca ed europea “non sia più rivolta principalmente alla protezione dei rifugiati, ma alla protezione delle frontiere”. I rifugiati dovrebbero avere accesso a una procedura equa e costituzionale in Europa: “Chiediamo un apporto di solidarietà verso i richiedenti asilo nell’Unione europea, invece della preclusione su base nazionale”, dichiarano le sei organizzazioni. E sebbene il numero di rifugiati sia in aumento in tutto il mondo, il numero di coloro che arrivano in Europa e in Austria sta diminuendo in modo significativo e costante, sottolineano i sei firmatari. Tenendo conto della presidenza austriaca del Consiglio Ue, le organizzazioni chiedono al governo federale di assumersi la responsabilità della protezione dei rifugiati in Austria e in Europa. Ciò significa concretamente che “il rifiuto di persone in cerca di protezione all’interno delle frontiere europee è inaccettabile”. Una riforma del sistema di Dublino, considerano le organizzazioni umanitarie, “è urgentemente necessaria” e, quindi, si deve attuare un approccio basato sulla solidarietà nella quale gli Stati che si trovano nelle frontiere esterne meridionali non debbano sopportare da soli tutta la responsabilità dell’accoglienza.

Libano: Latif Darian (mufti), “nostro futuro o sarà insieme ai cristiani o non sarà”

Tue, 2018-07-17 15:52

Non ci sarà più il Medio Oriente, se l’esodo dei cristiani d’Oriente continuerà a ridurre nei Paesi mediorientali la presenza di quelli che portano il nome di Cristo. L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dallo Sheikh Abdel Latif Darian, Mufti della Repubblica libanese, durante la cerimonia di consegna dei diplomi di fine corso scolastico a più di 350 studenti delle classi superiori degli istituti Makased, le scuole private islamiche libanesi. Lo riferisce l’agenzia Fides. Con i cristiani – ha riconosciuto il rappresentante ufficiale della comunità sunnita libanese – “viviamo nello stesso Paese, condividiamo l’aria e il pane quotidiano. Abbiamo lo stesso destino: il nostro futuro o sarà insieme o non sarà”. Il Mufti della Repubblica libanese ha anche invitato i giovani a radicarsi nel proprio Paese. Riguardo ai cristiani, ha definito il terrorismo degli attacchi mirati ai cristiani come un crimine rivolto contro l’intera popolazione, ma ha definito criminale anche ogni scelta volta a semplificare i processi e le procedure per l’emigrazione dei cristiani. Durante la cerimonia, svoltasi alla presenza di rappresentanti del governo, lo Sheikh Abdel Latif Darian ha anche invitato gli studenti a vivere la giornata di gioia senza sciuparla ascoltando parole tristi e meschine. Poi, riferendosi al momento difficile attraversato dagli istituti scolastici non statali libanesi, ha speso parole rassicuranti sul futuro delle scuole islamiche, che a suo giudizio continueranno a “portare alta la bandiera dell’islam non fanatico”, educando le nuove generazioni ai principi sani della cittadinanza, all’amore per l’identità araba e al senso di fratellanza verso tutta la famiglia umana. Eletto Mufti della Repubblica libanese nell’agosto del 2014, il 65enne Abdel Latif Darian è conosciuto come uomo di dialogo e di sguardo lungimirante. Nei suoi primi discorsi dopo l’elezione, il Mufti stigmatizzò lo scontro tra sciiti e sunniti che contribuisce pesantemente a insanguinare e destabilizzare tutta l’area mediorientale, usando già allora parole di condanna per lo sradicamento delle comunità cristiane locali.

Migranti: Proactiva Open Arms, “guardia costiera libica ha lasciato morire in mare donna e bimbo”

Tue, 2018-07-17 15:51

Il portavoce della Ong spagnola “Proactive Open Arms”, Oscar Camps, denuncia sul suo account Twitter, “flagrante omissione di soccorso” da parte della guardia costiera libica, per aver lasciato “una donna e un bambino morti, e una donna ancora in vita, abbandonati su una imbarcazione distrutta a 80 miglia dalla Libia”.

Migranti: Frontex, a giugno -56% attraversamenti del Mediterraneo rispetto al 2017. Cresce la pressione sulla Spagna

Tue, 2018-07-17 15:22

Sono stati circa 13.100 gli attraversamenti irregolari rilevati sulle principali rotte migratorie verso l’Ue a giugno, il 56% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. È Frontex a pubblicare oggi i dati relativi al mese scorso. Cala la pressione migratoria sull’Ue attraverso il Mediterraneo, dove sono stati registrati, dall’inizio dell’anno 60.430 attraversamenti. In controtendenza la rotta del Mediterraneo occidentale, dove il numero di migranti, provenienti soprattutto da Marocco, Guinea e Mali, in arrivo in Spagna è cresciuto del 166% (circa 6.400 persone arrivate a giugno, 14.700 attraversamenti dall’inizio dell’anno, il doppio del 2017). Hanno percorso la rotta orientale del Mediterraneo circa 3.600 persone, provenienti da Siria e Iraq, un terzo in meno rispetto a maggio. Ma, dice Frontex, poiché sono aumentati in modo significativo gli attraversamenti irregolari via terra ai confini con la Turchia, il numero totale di migranti via mare (soprattutto tunisini ed eritrei) si è fermato a circa 24.300 dall’inizio 2018. Quanto agli arrivi in Italia, a giugno sono stati circa 3.000, l’87% in meno rispetto allo stesso mese del 2017, 16.100 dall’inizio dell’anno, l’81% in meno del 2017. Pochi sono quelli che tentano la via dell’Europa attraverso Serbia, Ungheria e Croazia. Tuttavia, Frontex segnala un aumento (non quantificato) della pressione migratoria lungo una rotta parallela, attraverso Albania, Montenegro e Bosnia Erzegovina, nonché dalla Serbia alla Bosnia Erzegovina.

Migrants: Frontex, in June 56% less people crossed the Mediterranean Sea than in 2017. More pressure on Spain

Tue, 2018-07-17 15:22

About 13,100 people illegally crossed the main migratory routes to the EU in June, 56% less than in the same month last year. It was Frontex that today published the last month’s figures. Migratory pressure on the EU through the Mediterranean Sea is decreasing, with 60,430 people crossing that route since the start of the year. The Western Mediterranean route goes against the trend, instead, since the number of migrants going to Spain, most of them from Morocco, Guinea and Mali, has increased by 166% (about 6,400 people arrived in June, 14,700 people crossing that route since the start of the year, twice as many as in 2017). About 3,600 people went the eastern Mediterranean route from Syria and Iraq, one third less than in May. But, Frontex says, since illegal crossings by land on the border with Turkey have remarkably increased, the total number of migrants by sea (mainly from Tunisia and Eritrea) has stopped at about 24,300 since the start of 2018. As to Italy, about 3,000 migrants arrived in June, 87% less than in the same month in 2017, 16,100 since the start of the year, 81% less than in 2017. Few of them try to reach Europe via Serbia, Hungary and Croatia. However, Frontex speaks of an indefinite rise in migratory pressure along a parallel route, through Albania, Montenegro and Bosnia Herzegovina, as well as from Serbia to Bosnia Herzegovina.

EU and Japan sign partnership agreement. “A powerful message to promote free, fair and rule-based trade”

Tue, 2018-07-17 15:14

(Brussels) “An epoch-marking step” has been made in Japan today by officially signing the EU-Japan Economic Partnership Agreement (EPA) and the EU-Japan Strategic Partnership Agreement (SPA) at the end of the twenty-fifth EU-Japan summit in Tokyo. The agreements have been signed by Donald Tusk, president of the European Council, Jean-Claude Juncker, president of the European Commission, and Shinzō Abe, Prime Minister of Japan. “Extremely ambitious” is the programme of relationships between “two of the greatest economies in the world”, which is also “a powerful message to promote free, fair and rule-based trade” instead of protectionism and to “show to the world that the EU and Japan have a firm political will to keep the banner of free trade flying high”, a joint statement published after the signature states. The agreements will produce “sustainable, inclusive economic growth”, while boosting employment. The statement also insists on the “key role of the rule-based multilateral trade system that revolves around WTO and its fight against protectionism”: EU and Japan “undertake to update it” to “improve its efficiency and its role”. They are also firmly determined to join forces to implement the Paris agreement, as they “share” the same interests and concerns for foreign policy: Iran, North Korea, Ukraine.

Migranti: Oim, arrivi in Spagna (18.016) superano quelli in Italia (17.827)

Tue, 2018-07-17 14:49

La Spagna ha superato l’Italia per numero di arrivi di migranti dall’inizio dell’anno al 15 luglio: 18.016 quelli sbarcati sulle coste spagnole, lungo la rotta del Mediterraneo occidentale, rispetto ai 17.827 arrivati attraverso la rotta centrale dalla Libia all’Italia. Sono i dati diffusi oggi dall’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (Oim). In Spagna non si ferma intanto l’emergenza, con oltre 892 persone tratte in salvo nel solo fine settimana al largo delle coste andaluse. La maggior parte dei migranti sbarcati in Spagna nel fine settimana, circa 700 persone, è stata intercettata su imbarcazioni nelle acque dello Stretto di Gibilterra ed è stata fatta sbarcare a Tarifa e Algesiras. Secondo i dati dell’Oim, dall’inizio dell’anno 14.678 migranti hanno raggiunto la frontiera sud dell’Europa attraverso la rotta del Mediterraneo orientale, fra Grecia e Turchia.

Consumo di suolo: Ispra/Snpa, trasformazioni costano circa due miliardi di euro tra danni ad ambiente ed ecosistema

Tue, 2018-07-17 14:48

Secondo il Rapporto Ispra-Snpa “Consumo di suolo in Italia 2018” presentato questa mattina alla Camera dei deputati, nell’ultimo anno la gran parte dei mutamenti del suolo (81,7%) è avvenuta in zone al di sotto dei 300 metri (il 46,3% del territorio nazionale). Tutto questo ha un prezzo e ammonta a circa 1 miliardo di euro se si prendono in considerazione solo i danni provocati, nell’immediato, dalla perdita della capacità di stoccaggio del carbonio e di produzione agricola e legnose degli ultimi 5 anni. La cifra aumenta, se si considerano i costi di circa 2 miliardi all’anno, provocati dalla carenza dei flussi annuali dei servizi ecosistemi che il suolo naturale non potrà più garantire in futuro. Tre gli scenari ipotizzati nel 2050 (data stabilita per l’azzeramento del consumo di suolo): il primo, in caso di approvazione della legge rimasta ferma in Senato nella scorsa legislatura, vede associarsi ad una progressiva riduzione della velocità di trasformazione una perdita di terreno pari a poco più di 800 km2 tra il 2017 e il 2050. Il secondo stima un ulteriore consumo di suolo superiore ai 1600 km2 nel caso in cui si mantenesse la velocità registrata nell’ultimo anno. Nel terzo scenario si arriverebbe a superare gli 8mila km2 ( superficie pari a quella dei 500 comuni più grandi in Italia partendo da Roma in giù fino a Policoro) nel caso in cui la ripresa economica portasse di nuovo la velocità a valori medi o massimi registrati negli ultimi decenni. “Sarebbe come costruire 15 nuove città ogni anno fino al 2050”.

Consumo di suolo: Ispra/Snpa, quasi un quarto in aree protette. 6% nuove infrastrutture su aree a rischio frana, 12% a rischio idraulico medio

Tue, 2018-07-17 14:31

In Italia, quasi un quarto (il 24,61%) del nuovo consumo di suolo netto tra il 2016 e il 2017, avviene all’interno di aree soggette a vincoli paesaggistici. Lo rivela il Rapporto Ispra-Snpa sul “Consumo di suolo in Italia 2018” presentato questa mattina alla Camera dei deputati. Di questo, il 64% si deve alla presenza di cantieri e ad altre aree in terra battuta destinate, in gran parte, alla realizzazione di nuove infrastrutture, fabbricati – non necessariamente abusivi – o altre coperture permanenti nel corso dei prossimi anni. I nuovi edifici, già evidenti nel 2017, soprattutto nel Nord Italia, rappresentano il 13,2% del territorio vincolato perso nell’ultimo anno. Spostandosi sul fronte del dissesto idrogeologico, il 6% delle trasformazioni del 2017 si trova in aree a pericolosità da frana – dove si concentra il 12% del totale del suolo artificiale nazionale – ed oltre il 15% in quelle a pericolosità idraulica media. Il consumo di suolo, prosegue il rapporto, “non tralascia neanche le aree protette: quasi 75 mila ettari sono ormai totalmente impermeabili, anche se la crescita in queste zone è ovviamente inferiore a quella nazionale (0,11% contro lo 0,23%)”. Maglia nera nel 2017 al Parco nazionale dei Monti Sibillini, con oltre 24 ettari di territorio consumato, seguito da quello del Gran Sasso e Monti della Laga, con altri 24 ettari di territorio impermeabilizzati, in gran parte dovuti a costruzioni ed opere successive ai recenti fenomeni sismici del Centro Italia. I Parchi nazionali di Vesuvio, arcipelago di La Maddalena e Circeo sono invece le aree tutelate con le maggiori percentuali di suolo divorato.

Consumo di suolo: Ispra/Snpa, in un anno -52kmq. Ogni due ore si costruisce un’intera piazza Navona

Tue, 2018-07-17 14:30

E’ un consumo di suolo ad oltranza quello che in Italia continua ad aumentare anche nel 2017, nonostante la crisi economica. Tra nuove infrastrutture e cantieri (che da soli coprono più di tremila ettari), si invadono aree protette e a pericolosità idrogeologica sconfinando anche all’interno di aree vincolate per la tutela del paesaggio – coste, fiumi, laghi, vulcani e montagne – soprattutto lungo la fascia costiera e i corpi idrici, dove il cemento ricopre ormai più di 350 mila ettari, circa l’8% della loro estensione totale (dato superiore a quello nazionale di 7,65%). E’ quanto afferma il Rapporto Ispra-Snpa sul “Consumo di suolo in Italia 2018” presentato questa mattina alla Camera dei deputati. In questa edizione, l’Istituto aggiorna i dati e approfondisce gli studi analizzando anche il territorio compromesso dai cantieri all’interno delle aree vincolate. La superficie naturale, si legge nel rapporto, “si assottiglia di altri 52 km2 negli ultimi 365 giorni. In altre parole, costruiamo ogni due ore un’intera piazza Navona”. Anche se la velocità si stabilizza ad una media di 2 metri quadrati al secondo, quella registrata, prosegue il rapporto, “è solo una calma apparente: i valori, oltre a non tener contro di alcune tipologie di consumo considerate nel passato, sono già in aumento nelle regioni in ripresa economica come accade nel Nord-Est del Paese. Tutto questo ha un prezzo, la cifra stimata supera i 2 miliardi di euro all’anno”.

Immigrazione: lettera di don Albanesi (Capodarco) a Salvini, “gestire politiche in maniera propositiva anziché difensiva”

Tue, 2018-07-17 14:29

“L’Europa è un continente che sta invecchiando, circondato da popoli giovani e affamati. Se il fenomeno immigratorio non sarà gestito saremo davvero invasi”. La via maestra è quindi “invertire la politica dell’immigrazione da difensiva a propositiva. Corridoi umanitari per le popolazioni in guerra; progetti di aiuto alle nazioni interessate dell’Africa”: lo scrive don Vinicio Albanesi, presidente della Fondazione “Caritas in veritate” e della Comunità di Capodarco, in una lettera aperta che consegnerà al ministro dell’Interno Matteo Salvini, oggi in visita a Fermo per l’inaugurazione della Questura, del Comando provinciale dei Carabinieri e del Comando provinciale della Guardia di Finanza. Don Albanesi è anche responsabile del Cas (Centro di accoglienza straordinaria) di Fermo, che ospita presso il seminario arcivescovile di Fermo oltre 100 immigrati dall’aprile del 2014. Il presidente della Comunità di Capodarco ricorda che l’immigrazione è iniziata nel 2000 quindi va compresa come “fenomeno strutturale” anziché attivare, come è stato finora, solo politiche “difensive” per “fermare l’invasione”: “Una politica non risolutiva. Si è costretti a ricorrere a lavori sporchi da affidare a terzi: Turchia, Grecia, Libia con la costruzione di piccoli grandi agglomerati di sbarramento che assomigliano a lager, nella speranza di ridurre l’immigrazione”. Riguardo alla proposta italiana di chiedere alla Ue la copertura economica di tutto il lavoro di accoglienza fatto dall’Italia, don Albanesi invita a creare “il fondo per l’immigrazione come spesa di bilancio Ue. Si attutisce almeno la guerra tra poveri italiani e poveri stranieri”. E mette in evidenza il problema “della sacca di immigrati che sopravvivono in Italia senza permesso di soggiorno. Nessuno sa quanti sono: di fatto, ad oggi, i permessi di soggiorno non superano il 10% delle richieste. I restanti ‘apolidi’ sono spesso causa di fenomeni di aggressività e di disagio sociale. Dimenticare questo ‘serio’ problema creerà maggiori problemi che non possono essere risolti solo con le forze dell’ordine”. Don Albanesi conclude con l’invito a “guardare al futuro per un Paese che non perde la propria identità, ma riesce a integrare i nuovi cittadini, che hanno uguali diritti e doveri di ogni abitante del Paese”.

 

Fisco: Tria (ministro), “da gennaio 2019 obbligo fatturazione elettronica, via lo spesometro”

Tue, 2018-07-17 14:26

(DIRE-SIR) – “A partire dal primo gennaio 2019 la fatturazione elettronica costituirà un obbligo generalizzato anche nelle cessioni tra privati. Conseguentemente verrà abrogato lo Spesometro. L’acquisizione in tempo reale dei dati delle fatture sara’ un potente strumento di controllo e allo stesso tempo un alleggerimento dei controlli invasivi sui contribuenti. Deve essere chiaro che la data di introduzione della fatturazione elettronica non subirà modifiche”. Lo dice il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, durante le comunicazioni sulle linee programmatiche del suo dicastero in commissione Finanze al Senato. (www.dire.it)

Decreto dignità: Cottarelli ad Avvenire, “non credo ci sarà un effetto enorme” sulle assunzioni. “Quando si pongono vincoli è normale aspettarsi una contrazione”

Tue, 2018-07-17 14:24

“Non credo che ci sarà un effetto enorme né in positivo né in negativo” sulle assunzioni. “Quando si pongono dei vincoli però è normale aspettarsi una contrazione, detto questo non vedo questo decreto come un disastro nazionale”. Lo afferma Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui Conti pubblici dell’Università Cattolica, in un’intervista pubblicata oggi da Avvenire nella quale commenta il “Decreto dignità” approvato dal governo Conte. Ricordando che “l’occupazione non si crea per decreto”, l’economista sottolinea che “bisogna far crescere l’economia del Paese con un mix di misure. Vale a dire la riduzione della burocrazia, la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, la riduzione dei tempi della giustizia civile”. “Ma anche una scuola pubblica più efficiente e soprattutto una riduzione del debito pubblico”, aggiunge. Sulla questione degli 8mila contratti in meno stimati dall’Istat con l’entrata in vigore del decreto, Cottarelli parla di “una stima che non è stata fatta in modo scientifico”. “Il presidente dell’Inps Tito Boeri – spiega – ha parlato di 80mila contratti a termine con durata superiore ai 24 mesi. Di questi un 10% potrebbe non essere rinnovato con le nuove regole. Il punto è che questo numero non è stato inserito all’ultimo momento come sostiene il M5S, ma evidentemente qualcuno non aveva letto la relazione tecnica”. E sulla polemica che ne è seguita, l’economista si sofferma su “un problema più generale”, quello dell’“indipendenza dei tecnici”. “Il loro parere sull’effetto e sul costo di ogni provvedimento – ammonisce – va accettato anche se non va nella direzione che ci si aspettava. Va tutelata la loro indipendenza, bisogna stare molto attenti a non superare il limite, altrimenti si perde credibilità”.
Secondo Cottarelli, poi, “il nostro Paese deve crescere di più e in maniera più stabile. Solo così si creano le condizioni per creare più occupazione”. E poiché “la nostra economia è basata sulle esportazioni”, per l’economista “dobbiamo riuscire a sottrarre una quota di mercato ai nostri principali concorrenti, a partire dalla Germania”. Infine, “una riforma delle pensioni – afferma Cottarelli – renderebbe ancora più precario lo stato dell’economia italiana. Aumentare il deficit pubblico per pagare più pensioni è una strategia pericolosa”.

Economia: Tria (ministro), “nel 2018 crescita non lontana da quella programmata”

Tue, 2018-07-17 14:22

(DIRE-SIR) – “Nel 2018 l’economia italiana mostra ancora tassi di crescita positivi seppure a ritmo leggermente inferiore al ritmo del 2017”. Lo dice il ministro all’Economia, Giovanni Tria, durante le comunicazioni sulle linee programmatiche del suo dicastero in commissione Finanze al Senato. “Nell’anno in corso appare ancore possibile – aggiunge il ministro – conseguire una crescita non lontana da quella programmata anche se il quadro economico internazionale fa preveder un rallentamento. In particolare un rallentamento della produzione e dell’export”. Anche per il 2019, continua Tria, “ci sarà un rallentamento dell’economia dei principali paesi europei pur mantenendo tassi di crescita ampiamente positivi. Evidentemente questo avrà un impatto anche sull’economia italiana. Il governo pubblicherà le nuove previsioni ufficiali entro il 27 settembre in occasione della nota di aggiornamento del Def”. (www.dire.it)

Special Olympics: Chicago, al via la Unified Cup. Il 20 luglio arriva la fiamma olimpica benedetta dal Papa

Tue, 2018-07-17 14:15

Era il 20 luglio 1968 quando presso il “Soldier Field” di Chicago un centinaio di atleti con disabilità intellettive, provenienti da Canada e Usa e circa mille spettatori, si riunirono per i primi Giochi internazionali di Special Olympics, fondati da Eunice Kennedy Shriver. Oggi sono oltre 5 milioni gli atleti in 172 Paesi, ed è cresciuta la consapevolezza di come lo sport possa realmente alimentare la speranza di un futuro fecondo in termini di inclusione. A distanza di 50 anni Chicago torna ad ospitare la  Unified Cup (17-20 luglio) per la quale atleti con e senza disabilità intellettive giocano insieme, nella stessa squadra. Ventuno i Paesi nel mondo coinvolti. L’Italia partecipa al torneo maschile di calcio a 11 unificato con una delegazione composta da 16 calciatori, selezionati su tutto il territorio nazionale, di cui 9 atleti e 7 partner (atleti senza disabilità intellettive). Previsto oggi l’esordio azzurro contro i nipponici. Il 18 e 19 luglio gli incontri con Nigeria e Giamaica. Parallelamente a quello maschile si tiene, inoltre, un torneo di calcio a 7 unificato femminile. La Unified Cup farà da cornice alla celebrazione dei 50 anni di Special Olympics: la fiamma olimpica, benedetta dal Santo Padre in Vaticano il 27 giugno scorso, concluderà il suo percorso, il 20 luglio, al “Soldier Field” di Chicago. Per l’occasione, l’iniziativa “Light Up for Inclusion” vedrà riflettere la luce rossa del Movimento, simbolo di lotta alla discriminazione ed all’emarginazione, su monumenti, stadi ed edifici storici presenti in ogni parte del globo: dalle cascate del Niagara al London Eye, dall’Empire State Building al Sydney Opera House. In Italia, tra i diversi, saranno illuminati il Maschio Angioino di Napoli, i Sassi e la chiesa di San Pietro Caveoso di Matera, la Fontana luminosa dell’Aquila ed i palazzi di Cà Farsetti e Cà Loredan a Venezia.

Nomine cda Rai: Giulietti (Fnsi), “va creato un osservatorio che sollevi incostituzionalità legge Renzi”

Tue, 2018-07-17 13:53

“È l’elezione del cda della Rai più riservata e oscura che si ricordi”. È quanto sottolineato da Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi, in occasione della conferenza stampa riguardo al rinnovo dei vertici dell’azienda. “La legge Renzi – ha notato Giulietti – ha preso il peggio della Gasparri. Chi l’ha contrastata ora la applica. Non si fa neanche finta di aprire una discussione. Domani si cadrà nella trappola delle biografie dei singoli consiglieri che lascia il tempo che trova. Non ci possono essere felici sorprese in virtù di questo metodo”. In un altro passaggio, il rappresentante della Federazione ha ricordato come due piani di revisione della Rai, definiti da due amministratori delegati, siano stati in passato accostati. “Perché – ha chiesto – il piano di Gubitosi e di Campo Dall’Orto sono stati affondati? Chiedo a loro e ai collaboratori di fare i nomi e i cognomi. Quali sono i poteri che sono intervenuti per mettere i bastoni fra le ruote? I piani non sono mai arrivati all’Usigrai o alla Fnsi. Se ora c’è un governo del cambiamento, allora, non vediamo l’ora di essere chiamati per una trattativa. Sottopongano finalmente degli atti, nessuno li manderà a casa”. Oltre alle critiche, Giulietti ha lanciato la proposta di creare un osservatorio, composto dagli organismi di categoria, dall’associazione costituzionalisti e dalle principali associazioni per la legalità, “che metta sotto tutela e che sollevi in sede di Corte Costituzionale la distanza fra le sentenze della stessa Corte e la legge Renzi. L’osservatorio deve analizzare il bilancio sociale della Rai e segnalare eventuali allontanamenti dai principi del servizio pubblico”. Anche il segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani, ha lanciato una proposta: “Perché non aprire una procedura trasparente per la nomina dell’amministratore delegato che racconti davanti al Parlamento che idea ha della Rai e qual è il suo programma? Non è una questione di nomi – ha ribadito -, abbiamo la convinzione che da una pessima legge non potranno derivare buoni frutti. La posizione che esprimiamo in maniera collettiva è la stessa che abbiamo avuto durante la discussione della legge. Ora ci troviamo nel grande paradosso per cui il governo Renzi criticò la legge Gaspari e prima dell’estate nominò i vertici in base a quella norma. Oggi – ha concluso – il cosiddetto governo del cambiamento fa lo stesso con la legge Renzi”.

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