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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 16 min 11 sec ago

Meeting di Rimini: Affinati (scrittore) “l’Italia guidi l’Europa a prendere sul serio l’immigrazione”

Thu, 2017-06-22 20:26

“Ho sempre sentito in me la responsabilità della parola e per questo ho scritto un libro su don Milani”. Così ha sostenuto Eraldo Affinati, scrittore e insegnante, alla presentazione, staser a Roma, del Meeting di Rimini. Affinati ha recentemente pubblicato un libro “L’uomo del futuro. Sulle strade di don Lorenzo Milani”. “I ragazzi di Barbiana – ha detto – oggi sono gli immigrati. Gli immigrati di prima generazione sono protagonisti della loro azione. Per loro la lingua è ortopedica: salda le fratture della loro vita. Ma i loro figli sono in qualche modo ragazzi senza una lingua iniziale. Nella nostra scuola (la ‘Penny Wirton’ di Roma, ndr), chiamiamo gli studenti italiani ad insegnare ai ragazzi stranieri e, vedete – ha evidenziato -, c’è bisogno di luoghi simili dove scambiare le diverse realtà”. Lo scrittore ha infine ricordato un altro suo titolo “Vita di Vita” in cui ha raccontato la storia di un ragazzo fuggito dalla Sierra Leone a cui ha fatto da insegnante alla Città dei ragazzi, il centro di formazione di Roma: “Oggi insegno a suo figlio”, ha aggiunto. Sul fenomeno dell’immigrazione, invece, Affinati ha invocato il ruolo di guida del nostro Paese. “Abbiamo una doppia responsabilità come italiani: geografica, perché siamo al centro del Mediterraneo, e storica perché qui è nato l’umanesimo. Dobbiamo quindi guidare gli altri Paesi europei a prendere sul serio questo tema. C’è un lavoro umano da compiere. Bisogna iniziare la politica dell’immigrazione ‘sortendo insieme’ come voleva don Milani”.

Meeting di Rimini: Alfano (ministro Esteri), “difendere l’Europa per riguadagnare l’eredità”. Oggi “il vento contrario sono razzismo e paura”

Thu, 2017-06-22 19:53

“Il messaggio di Papa Francesco al mondo è per me molto duro e forte. È stato conforto, di fronte alle mille aggressioni che ho ricevuto da ministro e una bussola. Da uomo di governo mi è stato utilissimo”. Lo ha detto Angelino Alfano, ministro degli Affari Esteri, alla presentazione del Meeting di Rimini. “Nelle parole di Goethe – ha continuato il ministro, riferendosi al titolo dell’edizione di quest’anno – eredità non diventa mai possesso interiore se non c’è stato un esercizio per riguaguadagnarsela. Penso che per un uomo delle istituzioni c’è una fatica supplementare rispetto al compito che si deve svolgere. Ho capito – ha aggiunto Alfano parlando della sua esperienza – di avere un debito perché nella mia famiglia sono stato il primo ad aver conosciuto solo la pace. Mio padre e mio nonno hanno conosciuto le guerre infatti. Il mio modo per riguadagnare la pace è agganciare l’eredità a un progetto più grande che si chiama Europa. Il mio modo è difendere l’Europa – ha sottolineato -. È il mio modo civile per riconoscere le generazioni passate. Questa libertà e democrazia non sono scontate e mi hanno impegnato per tenere duro. Vengo da un posto di mare e una delle prime cose che ti insegnano quando fai vela è indovinare l’andatura del vento e di andare avanti anche se il vento è contrario. Il vento contrario oggi è il vento del razzismo e della paura”. “Nell’ottobre del 2013, a Lampedusa quando ci sono andato da ministro di fronte ai 300 morti del naufragio, ho cambiato la mia consapevolezza. Da li è partita l’operazione Mare nostrum, quella esperienza mi ha cambiato”. “Al Meeting parleremo di pace ma per farlo dovremo parlare necessariamente di Africa. L’Italia è un paese sicuro in un contesto della storia in cui è stato dimostrato che il rischio zero non esiste. Ma è anche solidale perché ha salvato mezzo milione di vite. L’Italia deve però migliorare l’autostima. Il lavoro che stiamo compiendo – ha concluso – è positivo per riguadagnare l’eredità che è difendere l’Europa”.

Meeting di Rimini: padre Spadaro (La Civiltà Cattolica), “ereditiamo dai nostri padri la saggezza dell’inquietudine”

Thu, 2017-06-22 19:42

“Il modo per riguadagnare l’eredità ricevuta dei padri è la libertà”. Così padre Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”, stasera alla presentazione, a Roma, del Meeting di Rimini, in programma alla fine di agosto. “Niente – ha proseguito – è scontato nel passaggio tra le generazioni. Ciò che ricevo è mio se attraversa la mia libertà. E dove c’è libertà, c’è inquietudine. Nulla è mio se non attraversa la mia personale inquietudine. Se questo non avviene la mia vita diventa una ‘bottega di restauro’ o un ‘laboratorio di utopie’”. “Ciò che mi appartiene – ha spiegato – mi appartiene perché si è avvicinato alla mia inquietudine e l’ha attraversata impastandosi con me e lanciandomi verso il desiderio di un futuro da costruire”. “Sorprendentemente – ha continuando riportando vari esempi dalla vita di Bergoglio quando era arcivescovo di Buenos Aires – per Papa Francesco i padri, gli ‘anziani’ sono coloro che sognano. I giovani invece sono coloro che hanno visioni. Per Bergoglio, in questa catena di sogni e visioni, se i padri sono incapaci di narrare i loro sogni non permettono alle giovani generazioni di avere visioni, di fare progetti, dal momento che il futuro genera insicurezza, sfiducia, paura”.

Di qui l’invito: “Questo ci serve oggi: riappropriarci della ‘pace dell’inquietudine’, di cui parla Papa Francesco, quella che non ci inabissa nel vortice delle paure, ma ci fa respirare la statura della nostra umanità. Ereditiamo dai nostri padri soprattutto questo: la saggezza dell’inquietudine. Qualcosa che si deve impastare con ciò che siamo. Da arcivescovo Bergoglio disse che Gesù era un disadattato perché non assoggettava la sua libertà. Un ragazzo inquieto è sensibile agli stimoli del mondo, si apre alle crisi e si ribella contro i limiti ma d’altra parte li accetta se sono giusti. È questa la chiave di volta: l’eredità che riceviamo non ci inquieta. Fra passato e futuro c’è un contatto che crea un brivido, una scossa”. In una omelia del 2010, “Bergoglio diceva che ciò che i giovani ricevono non va conservato in una scatola ma vissuto. Secondo me, nulla è mio se non attraversa le mie inquietudini. Anche Cristo non è interessante se non tocca il mio cuore. Quindi – ha concluso – ciò che eredito passa per le mie inquietudini; se non lo fa diventa un museo di ricordi”.

Notizie Sir del giorno: appello del Papa ad accogliere i cristiani che soffrono, giovani al voto, Consiglio europeo, siccità, fine Ramadan

Thu, 2017-06-22 19:30

Papa Francesco: alla Roaco (Chiese orientali), “accogliere i cristiani che soffrono”. No “alla tentazione dello status sociale” tra i preti

Le Chiese orientali “in Siria, Iraq ed Egitto vedono i loro figli soffrire a causa del perdurare della guerra e le insensate violenze perpetrate dal terrorismo fondamentalista”, una esperienza di “turbamento e sofferenza”, ma al tempo stesso “fonte di salvezza”: sono le parole che Papa Francesco ha riservato ai partecipanti all’Assemblea della “Riunione delle opere per l’aiuto alle Chiese orientali” (Roaco), ricevendoli oggi in udienza in occasione della 90ma sessione plenaria. La Roaco è attiva dal 1968 per sostenere le attività pastorali, educative ed assistenziali e i bisogni delle Chiese, orientali e latina. Il Papa ha esortato anche le comunità ad accogliere “nei luoghi dove giungono” i cristiani orientali “costretti ad emigrare”: “non importa se cattolici, ortodossi e protestanti”. (clicca qui)

Istituto Toniolo: per i giovani destra e sinistra quasi indifferenti, in politica vince il partito della sfiducia

Disillusione verso le istituzioni, sfiducia nei confronti dei partiti, scarso rilievo alla distinzione destra-sinistra. È questo il quadro che scaturisce da una rilevazione di approfondimento condotta dall’Istituto Giuseppe Toniolo, nell’ambito del “Rapporto Giovani”, su un campione di 2000 giovani dai 20 ai 34 anni. La rilevazione, effettuata nello scorso febbraio, chiedeva di attribuire nelle risposte un voto da 1 a 10. Ebbene, oltre un giovane su tre (il 34,6%), ha dato l’insufficienza a tutti i partiti. Un voto pari o superiore al 6 è stato assegnato – nell’ordine – al Movimento 5 Stelle (35,1%), al Pd (25,7%) e alla Lega (23,1%). Tutti gli altri partiti sono sotto il 20%. (clicca qui)

Consiglio europeo: Tajani, subito la riforma dell’asilo. “Contro il populismo servono soluzioni per sicurezza e lavoro”

(Bruxelles) “I recenti risultati elettorali e molti sondaggi segnano una chiara inversione di tendenza nel giudizio dei nostri cittadini sull’Unione europea. Certamente, questo è legato in parte alla ripresa economica, ma non solo. Brexit, le crisi fuori e dentro i nostri confini e i timori dei cittadini per la globalizzazione alimentano la ricerca di protezione attraverso l’unità europea. Non possiamo voltarci dall’altra parte davanti a questa richiesta”. Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, è intervenuto oggi in apertura del Consiglio europeo, convocato fino a domani per trattare di migrazioni, difesa e divorzio Ue-Regno Unito. Tajani ha avvertito: “Senza soluzioni su sicurezza, immigrazione, disoccupazione o cambiamento climatico, saranno le sirene populiste a colmare il vuoto”. (clicca qui)

Chiesa greco-melkita: Youssef Absi è il nuovo patriarca

Il Sinodo dei vescovi della Chiesa greco-melkita, riunitosi ad Ain Traz (Libano) ha eletto nuovo patriarca di Antiochia dei greco-melkiti mons. Joseph Absi, della Società dei Missionari di S. Paolo, finora arcivescovo titolare di Tarso dei greco-melkiti presso la Curia patriarcale di Damasco. Sua Beatitudine ha assunto il nome di Youssef Absi. (clicca qui)

Siccità: Cdm, stato di emergenza per province Parma e Piacenza

Il Consiglio dei ministri (Cdm), su proposta del presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio delle Province di Parma e Piacenza, in conseguenza della crisi idrica in atto, dovuta a un lungo periodo di siccità a partire dall’autunno 2016, aggravato dalle elevate temperature estive e dai rilevanti afflussi turistici che hanno determinato un considerevole aumento delle esigenze idropotabili. (clicca qui)

Riforma media vaticani: mons. Viganò (SpC), “un approccio più antropologico che tecnocentrico”

“Un approccio più antropologico che tecnocentrico”. Così la Santa Sede sta affrontando la riforma dei media. Lo ha ribadito oggi mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione (SpC), intervenendo al 4° Meeting nazionale dei giornalisti cattolici e non (Grottammare, 22-25 giugno). L’incontro, promosso da Ufficio comunicazioni sociali della Cei, Avvenire, Fisc, Sir, Ucsi, Tv2000 e Radio in Blu, “L’Ancora” e “La Vita Picena”, ha come tema una frase di Papa Francesco: “Tutto nel mondo è intimamente connesso”. (clicca qui)

Ramadan: mons. Zuppi (Bologna) e mons. Lorefice (Palermo), lavorare insieme per migliorare la vita della città

“L’impegno a isolare quanti sono deformati dal virus della violenza ne trarrà beneficio ed eviterà che le religioni possano essere usate per giustificare azioni che non hanno niente a che vedere con esse”. Lo scrive mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, in un messaggio ai musulmani della sua città in occasione dell’Aid el Fitr (festa di fine Ramadan) che si celebra quest’anno il 24 giugno. Anche mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, ha indirizzato un messaggio ai musulmani: “Carissimi fratelli e sorelle, in occasione del sacro mese di Ramadan, caratterizzato da digiuni e da intense preghiere a Dio, il Compassionevole e il Misericordioso porgo a nome della Comunità cristiana della diocesi di Palermo, un sincero e fraterno augurio di gioia e di pace, che abbondi grandemente nel cuore di tutti voi e di ogni persona di buona volontà”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 23 giugno. Vertice Ue, battaglia di Mosul, violenza sulle donne, Amoris laetitia

Thu, 2017-06-22 19:29

È sull’intesa raggiunta al vertice Ue contro il terrorismo e sulla difesa comune il titolo principale con il quale “Avvenire” si propone ai suoi lettori nell’edizione di venerdì 23 giugno. Un’intesa che lascia tuttavia aperta la questione dei pesi gravanti su alcuni Paesi nella prima accoglienza dei migranti, tema sul quale – come ricorda lo stesso titolo di apertura del quotidiano – il premier Gentiloni ha chiesto “più impegno” dagli altri Paesi dell’Unione. Il nesso con il dibattito sulla legge che potrebbe introdurre in Italia lo “ius culturae” per l’ottenimento della cittadinanza è evidente. Così come è chiaro che la Ue che “alza la guardia” contro il terrore ha una relazione diretta con l’altro titolo della prima pagina di Avvenire, dedicato alla battaglia di Mosul e al crollo dell’antica moschea simbolo del cosiddetto “califfato”, autoproclamato dal Daesh, tema illustrato da una drammatica fotonotizia a centro pagina.
La scelte dell’argomento dell’editoriale, firmato da Antonella Mariani, è invece su un tema sviluppato nelle pagine interne come la violenza sulle donne, tornato d’attualità dopo la tragica fine dell’oncologa abruzzese Ester Pasqualoni. “È questo che inquieta di più – scrive Mariani, a capo del sito Web del quotidiano –: che le donne molestate scelgano il silenzio, che la paura l’abbia vinta. Che non si fidino di coloro che hanno il dovere di proteggerle e assicurano di volerlo e di saperlo fare. Che non denuncino perché pensano che non serva a nulla, che nessuno le proteggerà”. Il dossier Cei sull’impatto dell’Amoris laetitia sulla pastorale familiare e l’iniziativa per ottenere una tutela di legge dei minori che hanno assistito a episodi di violenza domestica completano la copertina del giornale, che dedica l’analisi di pagina 3, richiamata in prima, a un reportage da Sesto San Giovanni, l’importante centro ormai ex-industriale alle porte di Milano atteso domenica da un incerto ballottaggio tra candidati di centro-destra e centro-sinistra.

Esami di maturità: Milanese (Università Cattolica), “per nulla facile capire sul serio il testo di Seneca”. Sostituire “la traduzione come prova finale si scontra con la paura di cambiare”

Thu, 2017-06-22 19:24

“La scelta di Seneca per la seconda prova al liceo classico compensa quella di Caproni – e non certo il miglior Caproni – per la prima prova”. Ad affermarlo è Guido Milanese, docente di Lingua e letteratura latina presso la Facoltà di Scienze linguistiche nelle sedi di Brescia e Milano dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Seneca è un autore molto letto a scuola, frequentemente assegnato alla Maturità negli ultimi anni”, rileva Milanese, aggiungendo che “in particolare l’argomento trattato – il valore della filosofia per la vita – è essenziale non solo per il filosofo romano, ma per tutta la filosofia ellenistica”. Secondo il docente, “il testo non presenta periodi ‘muscolari’ dal punto di vista sintattico” e “la difficoltà è sempre di tipo semantico, e una traduzione vera in italiano presupporrebbe una conoscenza delle tematiche della filosofia ellenistica superiore a quella di un pur serio studente liceale”. Alcuni esempi a riguardo sono la parola “artificium” all’inizio del brano o quando “Seneca scrive che la filosofia actiones regit” o ancora che senza la filosofia “nemo intrepide potest vivere, nemo secure”. “Facile, questo testo?”, chiede Milanese. “Facile, certo, far finta di capire; ma capire sul serio, per nulla facile”, commenta il docente. E così “risorge, come tutti gli anni, il solito problema: perché una traduzione come prova finale?”. Secondo Milanese, “il discorso è stancamente presente da troppo tempo, e si scontra con la paura di cambiare, con le comprensibili preoccupazioni di perdere una prova che ha certamente le sue qualità, con le difficoltà del liceo classico”.

Poveri: Cesena, sabato 24 il vescovo inaugura la casa famiglia della della Comunità Papa Giovanni XXIII, collocata all’interno dei locali della curia

Thu, 2017-06-22 19:12

A Cesena, sabato 24 giugno , il vescovo Douglas Regattieri inaugurerà la casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23) , che sarà collocata all’interno dei locali della curia. La cerimonia si terrà alle ore 11,30, dopo la S. Messa in cattedrale. “Siamo onorati di mettere il nostro carisma e la condivisione della vita con gli ultimi a servizio della Chiesa”, spiega Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità fondata da don Benzi. “Questa è la prima casa famiglia, fra le circa 600 realtà sparse nel mondo, che va direttamente ad abitare al fianco di un vescovo – continua Ramonda -. Aiuteremo il vescovo ad aprire le porte della sua casa ai poveri, come richiesto da Papa Francesco”. Nella casa andranno a vivere i coniugi Ezio e Simona Nobili con i loro 4 figli. Lombardo lui, romagnola lei. La famiglia è di recente rientrata dopo 10 anni di missione in Spagna, a Guadalajara, dove ha vissuto al fianco dei senza fissa dimora. “Siamo davvero tanto grati dell’accoglienza che stiamo ricevendo. Per noi è una nuova missione – spiega Simona -. Non capita tutti i giorni di andare ad abitare con un vescovo”.La Comunità Papa Giovanni XXIII , fondata da don Oreste Benzi , opera al fianco degli ultimi dal 1968. Oggi conta 573 strutture in Italia ed in 40 Paesi nei 5 continenti. Ogni giorno 41.000 persone mangiano alla nostra tavola.

Diocesi: Cagliari, “intensificare preghiera e cammino di conversione”, dopo condanna in primo grado don Manca

Thu, 2017-06-22 19:00

La diocesi di Cagliari apprende che in data odierna è stata emessa la sentenza che condanna in primo grado don Pascal Manca. “Nel pieno rispetto per l’operato della magistratura, la diocesi – si legge in una nota – innanzitutto rinnova la propria vicinanza alle vittime e alle loro famiglie, come già espresso agli inizi di questa vicenda nell’aprile del 2015 e in occasione dei successivi sviluppi”.
“Nella consapevolezza della grande generosità con cui i sacerdoti si dedicano in tanti modi all’educazione dei ragazzi e dei giovani, in questo momento la Chiesa cagliaritana si fa interprete della sofferenza di tutta la comunità cristiana e invita a intensificare, da parte di tutti, la preghiera e il cammino di conversione – prosegue la nota -. Ancora una volta si sente la grande responsabilità di essere sempre più fedeli alle direttive di Papa Francesco che incessantemente chiede a tutti vigilanza e rigore nel rispettare e difendere la dignità e l’integrità dei più piccoli e dei più giovani”.

Diocesi: San Marino-Montefeltro, stasera al santuario della Madonna della Consolazione il Giubileo dei politici

Thu, 2017-06-22 18:58

In occasione della festa di san Tommaso Moro, patrono dei politici e governanti, questa sera il santuario della Madonna della Consolazione di Borgo Maggiore ospiterà dalle 21 il Giubileo dei politici. Si tratta di una veglia di preghiera, rivolta in particolare alle persone impegnate in politica, promossa dalla Commissione per la pastorale sociale e del lavoro della diocesi di San Marino-Montefeltro nell’ambito delle “iniziative – si legge in una nota – per riaffermare la considerazione che la Chiesa ha della politica, vocazione altissima e forma preziosa di carità a servizio alla vita sociale per il bene comune”. “Quest’anno – spiegano i promotori – al centro della riflessione vi sarà il rapporto tra economia ed etica, per superare le cause dell’esclusione e dell’inequità alla base di tutti i mali sociali”. “L’attività economica non deve essere finalizzata esclusivamente al profitto ma va finalizzata al perseguimento del bene comune”, proseguono, evidenziando che “di questo deve farsi carico soprattutto la comunità politica in quanto è causa di gravi scompensi separare l’agire economico, a cui spetterebbe solo produrre ricchezza, da quello politico, a cui spetterebbe di perseguire la giustizia mediante una equa ridistribuzione”.

Migranti: mons. Gnavi (diocesi Roma), “la vita di chi viene da lontano ci interpella”

Thu, 2017-06-22 18:54

Mons. Marco Gnavi, parroco della basilica di Santa Maria in Trastevere, a Roma, e incaricato per il dialogo interreligioso della diocesi di Roma, durante la veglia di preghiera “Morire di Speranza”, ha parlato della necessità della perseveranza, la “perseveranza del nostro essere assieme, del nostro lottare per aprire varchi di accoglienza, della nostra invocazione comune, perché nella famiglia dei popoli, la vita di chi viene da lontano è nostra! Cioè ci interpella, è parte delle nostre speranze e delle nostre preoccupazioni”. La salvezza, ha aggiunto, “è un orizzonte che ci trova connessi, interdipendenti, nell’amore. La disconnessione, nella diffidenza e nella paura, è una grande fragilità, ma anche una bugia irrealistica – siamo irrimediabilmente legati gli uni agli altri – che si nasconde dietro ad apparente autosufficienza di confini, lingua, etnia, cultura, economia, esercito, ricchezza…L’autosufficienza è sempre misera”. Noi – ha continuato – ” cerchiamo parola e sapienza, a partire dal Vangelo, dalla memoria delle vite perdute e delle speranze incompiute che dobbiamo raccogliere, per chi è sopravvissuto, per chi è oggi fra noi. Cerchiamo questa parola e questa sapienza, nella nostra sinergia, nella comune preghiera. Vogliamo un futuro e un destino per tutti, nella speranza: per noi, per i profughi, per i nuovi italiani e per i nuovi europei. Papa Francesco, ci esorta a porre al cuore del nostro impegno l’integrazione; e in questo senso ci chiede di essere coraggiosi, intelligenti, tenaci”.

“Il Papa – ha sottolineato mons. Gnavi – più volte ha sottolineato il valore ecumenico e umano di ogni sforzo teso all’accoglienza e all’integrazione. Ha parlato recentemente del suicidio di quei Paesi del nostro continente che non accolgono la vita giovane dei migranti, mentre loro stessi invecchiano sempre più. La Chiesa, le Chiese qui rappresentate, noi tutti, saggiamente, sosteniamo il diritto dei piccoli nati in Italia, a riconoscere loro questa identità, fatta di cultura, di nuovi legami, di patria acquisita, di opportunità, di futuro”. E di fronte alla “sconfitta della morte tragica di migliaia di nostri fratelli e sorelle in umanità, cristiani, musulmani e di ogni credo, di ogni provenienza, sentiamo il paradosso: nell’amore di Dio, nemmeno un capello del loro capo va perduto. Lui raccoglie nella misericordia le loro vite spezzate. Lui combatte per noi la battaglia per la vita e per la resurrezione dell’umanità”. A noi, la responsabilità – ha concluso – di credere, la gioia e la fatica di amare, l’obbedienza al suo comando di costruire un tempo e un mondo, dove la speranza abbia cittadinanza piena”.

Abusi: padre Zollner (Ccp), “per la Chiesa la protezione dei minori deve essere una priorità”

Thu, 2017-06-22 18:52

Il tema della tutela dei minori “deve entrare nella pianificazione pastorale e raggiungere il livello di priorità tra priorità della Chiesa”. Ne è convinto padre Hans Zollner, presidente del Centre for Child Protection (Ccp), per il quale esso “fa parte del ministero alle persone più vulnerabili, ovvero i bambini e gli adolescenti in una fase della loro vita decisiva e in un ambito, quello della sessualità, che è connesso con lo sviluppo della personalità e delle relazioni, con la parte valoriale e spirituale della persona”. Tirando le conclusioni dei lavori della “Anglophone Safeguarding Conference”, organizzata all’Università Gregoriana dallo Scottish Catholic Safeguarding Service, dalla Safeguarding Commission di Malta e dal Ccp, padre Zollner ha ricordato che “la Chiesa deve e può imparare tanto dalle istituzioni che da decenni lavorano in questo ambito”. “La Chiesa deve arricchirsi di conoscenza non solo per la formazione dei sacerdoti, ma anche degli insegnanti, dei catechisti e di coloro che lavorano con i giovani”, ha aggiunto il gesuita sottolineando che “ci sono esperienze, conoscenze acquisite e consolidate che devono passare da un Paese all’altro”. Proprio questo, ha spiegato, è uno degli obiettivi della piattaforma dell’Anglophone Conference, “in cui persone impegnate in questo campo si confrontano, dialogano e si scambiano esperienze”.
Ascolto, speranza e buone prassi sono stati infatti al centro del Convegno, ospitato dall’Università Gregoriana, nel corso del quale anche cinque persone che hanno subito abusi intrafamiliari hanno offerto la loro testimonianza.

Consiglio europeo: cooperazione più stretta per difesa e sicurezza. Nodo Brexit. Macron all’esordio: “Ue non è un supermarket”

Thu, 2017-06-22 18:52

(Bruxelles) Il Consiglio europeo parte con il piede giusto. Dopo l’intervento del presidente dell’Europarlamento Tajani, i capi di Stato e di governo hanno approvato all’unanimità il capitolo delle “Conclusioni” su sicurezza e difesa. In dieci punti i leader Ue definiscono la strada per una cooperazione più intensa e integrata per sicurezza, lotta al terrorismo, estremismo on line. “Il terrorismo rimane una grave minaccia”, ha affermato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, e i recenti avvenimenti, soprattutto nel Regno Unito, lo confermano. Nell’azione concreta in questa direzione è incluso il contrasto ai contenuti su internet orientati all’estremismo, al jihadismo, al proselitismo per trovare nuovi foreign fighters. Per la difesa militare la Commissione aveva proposto l’istituzione di un fondo di bilancio apposito che è stato a sua volta approvato. Nella prima fase delle discussioni in Consiglio – che prosegue i lavori in serata e nella prima metà della giornata di domani – non sono mancati i problemi politici. La presenza della premier britannica Theresa May ha evocato il Brexit e il difficile negoziato per la separazione tra Regno Unito e Ue. Dal canto suo il neo presidente francese Emmanuel Macron, al suo esordio al summit, si è lamentato di quei Paesi che hanno ampio accesso ai fondi comunitari ma poi si rifiutano di collaborare per accogliere rifugiati da Italia e Grecia: “L’Unione europea non è un supermarket”, ha detto Macron, suscitando irritazione nei rappresentanti di Polonia, Ungheria e altri Paesi dell’Europa centro-orientale.

Migranti: mons. Gnavi (diocesi Roma), “abbiamo il dovere di perseverare nella speranza”

Thu, 2017-06-22 18:51

“Noi abbiamo il dovere di perseverare nella speranza, di offrire motivi di speranza. Non si può infatti assistere agli eventi tragici che feriscono l’umanità e di cui Gesù stesso parla con franchezza, senza un sussulto di coscienza, senza ribellarsi alla morte, senza l’intelligenza dell’amore. Senza tessere una rete di resistenza alla morte. Difendere, soccorrere, salvare la vita è un obbligo, morale, umano, religioso, civile! A terra e in mare, nel nostro Mediterraneo”. A dirlo questa sera mons. Marco Gnavi, parroco della basilica di Santa Maria in Trastevere, a Roma, e incaricato per il dialogo interreligioso della diocesi di Roma, durante la veglia di preghiera “Morire di Speranza” promossa da Caritas Italiana, Centro Astalli, Fondazione Migrantes, Comunità di Sant’Egidio, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Acli, Casa Scalabrini 634, Associazione Papa Giovanni XXIII. Mons. Gnavi ha ricordato che proprio ieri mattina i media hanno trasmesso l’urlo di un soccorritore italiano della Guardia costiera, che, di fronte alle coste libiche, non è riuscito ad afferrare un piccolo che annegava: “Il bambino, il bambino…”. Questa preghiera – ha spiegato il sacerdote – “è un urlo che dà nome a quel piccolo, a ogni uomo, a ogni donna che disperato sta per soccombere e chiede le nostre mani. Oggi sembra realizzarsi dolorosamente la visione di cui parla Gesù: ‘nazione, contro nazione, regno contro regno, e in diversi luoghi, terremoti, carestie, pestilenza, fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo’. Fratelli e sorelle in fuga dal Medio Oriente, dall’Africa, dall’Asia sono testimoni di questi dolori e di queste ferite. Non li hanno scelti, non li hanno provocati. ll Vangelo parla anche delle persecuzioni che colpiranno i suoi amici, a causa del suo nome”.

Per mons. Gnavi molti, innanzi ai “terremoti” della storia “invocano salvezza solo per sé, invitano a chiudere le porte, iniziando a chiudere gli occhi davanti ai volti, agli sguardi, alle mani che si tendono. Ma sono quelle mani e quei volti che hanno risvegliato la parte migliore e il desiderio di bene, in tante città italiane e di Europa; che hanno resuscitato capacità di accoglienza in tante comunità cristiane, che hanno svegliato energie e risorse nuove, fra gente intorpidita e stordita dal flusso delle notizie. Che hanno posto nuovamente al centro della ricerca di unità dei cristiani l’incontro con Gesù, nei suoi fratelli più piccoli e poveri”.

Meeting di Rimini: Guarnieri (presidente), “riguadagnare la speranza che abbiamo ereditato”

Thu, 2017-06-22 18:46

Punto di partenza del XXXVIII Meeting per l’amicizia fra i popoli è il titolo scelto per l’edizione 2017: “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo” . La frase, tratta dal Faust di Goethe, pone due interrogativi secondo Emilia Guarnieri, presidente dello storico evento di Rimini, presentato in una conferenza stampa oggi a Roma: “Ma noi – ha chiesto – cosa abbiamo ereditato? E che cosa dunque dovremmo riguadagnare? In questo crollo generale delle evidenze, delle certezze, riguadagnare significa tornare a qualcosa di passato? L’immagine del manifesto – ha continuato la presidente -, dell’albero, radicato a terra nelle solide radici e slanciato nella fantasia variopinta dei suoi rami, è l’immagine plastica che riguadagnare ha a che fare col nuovo, con la creatività, con la libertà di un nuovo inizio. Che ogni uomo sia consapevole di ciò che ha ereditato, della ricchezza di cui è portatore, è fondamentale perché ci si possa lanciare verso un nuovo inizio. Perché le foglie del vivere si possano riguadagnare”. Per la presidente del Meeting da riguadagnare c’è “la speranza, il desiderio del bene, la solidarietà, c’è da riguadagnare un’esperienza reale di Europa, un’idea certa di costruzione comune, di politica, un interesse reale ai giovani e al loro futuro… tutte cose che abbiamo ereditato! Riguadagnare significa che qualcosa è esistito ma dobbiamo riprendere con lo sguardo verso il futuro”.
Il Meeting si terrà dal 20 al 26 agosto nella consueta cornice della Fiera di Rimini. Sono previsti circa 120 incontri, a cui parteciperanno ospiti di rilievo nazionale e internazionale fra cui il segretario generale Nato Stoltenberg, l’ex magistrato Gherardo Colombo, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, Enrico Letta, gli economisti Erik Jones, Dennis J. Snower, Jeromin Zettelmeyer e Domenico Lombardi, l’inviato dell’Unione europea per la libertà religiosa Ján Figel’ e l’intellettuale francese Olivier Roy. Spazio anche quest’anno al dialogo tra religioni e paesi con il rabbino David Rosen dell’American Jewish Committee, il libanese musulmano Mohammad Sammak e Nassir Abdulaziz Al-Nasser, in rappresentanza del segretario generale delle Nazioni Unite.

Ecumenismo: Roma, domani alla Pul convegno nell’ambito del Simposio internazionale dei professori universitari

Thu, 2017-06-22 18:42

Sarà “Ecumenismo: protagonisti e contesti storici” il tema del convegno che si terrà domani, venerdì 23 giugno, dalle 9 alle 18 presso la Pontificia Università Lateranense (Pul). L’iniziativa è promosso dall’Università Europea di Roma nell’ambito del XIV Simposio internazionale dei professori universitari. “L’incontro – si legge in una nota – ha l’obiettivo di ricostruire il ruolo di storici e studiosi nello sviluppo di istanze, sensibilità, movimenti ed eventi di carattere ecumenico e interreligioso”. “Sono considerati – prosegue la nota – anche gli apporti storiografici, le letture e ri-letture dei testi biblici, patristici, liturgici cristiani, nonché analisi su temi critici di carattere generale che stanno alla base del confronto fra gruppi religiosi diversi (questioni antropologiche, dottrina della grazia, sacramenti, aspetti liturgici)”. La giornata sarà aperta dai saluti di mons. Enrico dal Covolo, rettore della Pul. Quattro le sessioni in programma dedicate a “Scoprire le differenze”, “Esempi e modelli”, “Scrittura e riscrittura del sacro” e “Tra ricerca e confronto ecclesiologico”. Tra gli interventi previsti, anche quello di Lucina Vattuone su “Attività dei Musei Vaticani e implicazioni ecumeniche, pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI”. Concluderà l’incontro Maria Lupi, dell’Università Roma 3.

Migranti: Impagliazzo (Com. Sant’Egidio), la veglia di preghiera a Roma “occasione per riflettere sulle morti nel Mediterraneo”

Thu, 2017-06-22 18:40

“Fare memoria delle tragedie che ogni anno aumentano tra i migranti, che cercano di arrivare in Europa. Quest’anno un migrante su 35, che ha tentato di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel Vecchio Continente, è morto. Tra questi, molte donne e bambini”. Lo ha detto il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, a margine della veglia di preghiera “Morire di speranza”, in corso di svolgimento nella basilica di Santa Maria in Trastevere, a Roma, su iniziativa di varie organizzazioni: Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Migrantes, Centro Astalli, Federazione Chiese evangeliche in Italia, Acli, Casa Scalabrini 634, Associazione Papa Giovanni XXIII. Presenti numerosi immigrati, tra i quali alcuni che hanno vissuto terribili viaggi per giungere in Europa. La preghiera “è l’occasione, ma anche un invito, a fermarsi per riflettere su queste morti affinchè si intervenga, a livello europeo, per fermarle e per assicurare un futuro a tante persone costrette a fuggire dai loro Paesi”. Ad aprire la preghiera l’ingresso della Croce accompagnata da una corale africana.

Abusi: padre Zollner (Ccp), “l’atteggiamento generale è cambiato, ci sono segni di speranza”

Thu, 2017-06-22 18:35

Sul tema degli abusi sui minori, “l’atteggiamento generale è cambiato, grazie all’insistenza di Papa Benedetto e a Francesco che ha continuato il cammino da lui tracciato”. A sottolinearlo è stato padre Hans Zollner, presidente del Centre for Child Protection (Ccp) della Pontificia Università Gregoriana, al termine della “Anglophone Safeguarding Conference” che dal 19 giugno ad oggi ha riunito a Roma 111 delegati da 14 Paesi di lingua inglese per riflettere sulla speranza nell’ambito della tutela dei minori. “Il tema non sparisce, ma viene discusso pubblicamente in zone che fino a uno o due anni fa non avrebbero mai messo al centro del dibattito tale questione, sia nella Chiesa sia nella società”, ha osservato padre Zollner per il quale esiste oggi “una maggiore sensibilizzazione per i diritti dei bambini che è cresciuta anche grazie ad internet”. Inoltre, ha aggiunto, “ci sono più vescovi e provinciali di congregazioni religiose consapevoli, informati e formati su queste vicende, mentre fino a poco tempo fa non se ne parlava di questo nemmeno all’interno del diritto canonico”.
Per padre Zollner, “è confortante vedere che in molti Paesi c’è una persona impegnata in questo campo, sia essa il vescovo, il segretario della conferenza episcopale o un laico, che ha un influsso, conosce bene la gradualità dei processi, sa impostare il prossimo passo da fare”. “Bisogna trovare la misura giusta per fare passi possibili: in molti Paesi lo stiamo facendo e questi – ha concluso – sono segni speranza”.

Papa a Bozzolo: mons. Napolioni (Cremona), i ringraziamenti “per questa esperienza di Chiesa, popolo e pastori uniti nella memoria di un prete significativo come don Primo Mazzolari”

Thu, 2017-06-22 18:27

“All’indomani della visita di Papa Francesco a Bozzolo, i sentimenti di gratitudine si moltiplicano. Da credente, ringrazio Dio per questa esperienza di Chiesa, popolo e pastori uniti nella memoria di un prete significativo come don Primo Mazzolari”. Sono le parole che il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, rivolge a tutti coloro che, a vario titolo, hanno collaborato per la visita a Bozzolo di Papa Francesco il 20 giugno scorso. “Grati al Papa per avere avuto attenzione a questa terra e ad uno dei suoi figli, devo quindi dilatare la gratitudine mia personale e quella della diocesi di Cremona a tutti coloro che hanno concretamente reso possibile questo evento, la cui fecondità si sprigionerà ancora a lungo”, dice il presule, citando, tra gli altri, “la parrocchia, il comune, la Fondazione “Don Primo Mazzolari”, i carabinieri, gli Scout, la Protezione civile e la Polizia locale di Bozzolo”. “Sapendo che posso aver dimenticato qualcuno – prosegue il vescovo -, ringrazio tutti coloro che a vario titolo hanno collaborato per assicurare l’ordinato svolgimento del programma, a beneficio dei fedeli convenuti e dello stesso Santo Padre, che si è detto soddisfatto e commosso dall’accoglienza”. Infine, l’augurio “alle comunità, alle istituzioni e a ogni persona di custodire il ricordo di un giorno così bello, traendone ispirazioni di impegni futuri”.

Terremoto: Coldiretti, alle aziende agricole ben 565.260 litri di gasolio per consentire i lavori estivi

Thu, 2017-06-22 17:38

“Per consentire la normale esecuzione dei lavori estivi nelle campagne terremotate è partita la più capillare iniziativa di solidarietà mai realizzata fino ad ora con la consegna gratuita del gasolio necessario alle aziende agricole gravemente danneggiate per effettuare le operazioni di raccolta, di lavorazione dei terreni e di trasporto di mangimi per gli animali e di prodotti agricoli e alimentari”. Lo si legge in un comunicato della Coldiretti, che spiega: “L’operazione è realizzata senza alcun contributo pubblico grazie all’impegno di Coldiretti, Consorzi agrari d’Italia, Eurocap Petroli e del Consorzio cooperativo finanziario per lo sviluppo che hanno messo a disposizione un fondo a sostegno di un’iniziativa che consente di consegnare agli imprenditori agricoli danneggiati delle regioni colpite dai sismi del 24 agosto, 26 e 30 ottobre 2016, un quantitativo consistente di carburante agricolo, che concorrerà all’esecuzione delle principali pratiche colturali estive”.
Sono circa 800 gli agricoltori danneggiati che usufruiranno del “buono gasolio” in tutte regioni terremotate Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo con una attribuzione personale effettuata sulla base della richiesta dell’anno precedente le scosse. Le assegnazioni andranno, in base alle necessità delle imprese, da un minimo di 100 a un massimo di 2000 litri, al fine di riuscire a dare un contributo il più possibile omogeneo. “Complessivamente – spiega la Coldiretti – saranno consegnati gratuitamente dai Consorzi agrari alle aziende agricole ben 565.260 litri di gasolio”.
Si tratta solo dell’ultimo progetto di solidarietà sostenuto dalla Coldiretti che sotto il coordinamento di una apposita task force ha realizzato numerose iniziative assieme all’Associazione italiana allevatori e ai Consorzi agrari che hanno consentito anche la consegna di mangiatoie, mangimi, fieno, carrelli per la mungitura, refrigeratori e generatori di corrente oltre a roulotte, camper e moduli abitativi, le operazioni “adotta una mucca” e “dona un ballone” di fieno o la riscoperta dell’antica tradizione sarda agropastorale sarda della “paradura” con la quale vengono offerte in dono una o più pecore a chi cade in disgrazia per risollevarne le sorti che, grazie alla Coldiretti della Sardegna, ha portato in dono ai pastori terremotati di Cascia un maxigregge di quasi mille pecore.

Iraq: Unicef, “oltre 5 milioni di bambini hanno bisogno di aiuto umanitario immediato”

Thu, 2017-06-22 17:23

In Iraq, “oltre 3 milioni di bambini non frequentano regolarmente la scuola, 1,2 milioni sono completamente esclusi dal sistema scolastico e oltre 5 milioni hanno bisogno di assistenza umanitaria immediata”. Sono questi i principali dati contenuti in “Nowhere to go”, il nuovo studio dell’Unicef a tre anni dall’intensificarsi delle violenze in Iraq, dove i bambini sono intrappolati in cicli di violenze senza fine – 138 attacchi su scuole e 58 attacchi su ospedali – e di povertà sempre più diffusa. Secondo l’Unicef, “dal 2014, in Iraq sono stati uccisi 1.075 bambini, 152 nei primi sei mesi del 2017”. Inoltre, “1.130 bambini sono stati mutilati e feriti, 255 nei primi sei mesi del 2017, e oltre 4.650 bambini sono stati separati dalle loro famiglie o rimasti soli”. Per Peter Hawkins, rappresentante dell’Unicef in Iraq, nel Paese, “i bambini continuano ad essere testimoni di orrori assoluti e violenze inimmaginabili” visto che “sono stati uccisi, feriti, rapiti e costretti a sparare e uccidere in una delle guerre più brutali nella storia recente”. “A Mosul ovest – prosegue si legge in una nota – i bambini sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi per punire le famiglie e dissuaderle dalla fuga dalle violenze. In meno di due mesi, soltanto in quella parte della città, sono stati uccisi almeno 23 bambini e ne sono stati feriti 123”. Considerata la situazione, l’Unicef chiede “la fine immediata del conflitto” perché “tutte le parti in conflitto lo devono ai bambini iracheni”. Inoltre, “tutti i bambini colpiti dalla crisi, ovunque essi siano, devono avere accesso ad assistenza umanitaria e a servizi di base senza ostacoli e prolungati nel tempo”. “L’Unicef – conclude la nota – ha bisogno di 100 milioni di dollari per le operazioni di emergenza salvavita in Iraq e per supportare i bambini a ritornare nelle loro case e far ripartire le loro vite”.

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