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Giornata mondiale vista: Cbm Italia, con la campagna “Fermiamo la cecità” l’obiettivo è salvare “dal buio” 2,5 milioni di persone

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 11:57

“I dati di Lancet sottolineano la necessità di continuare il nostro impegno contro la cecità. La cecità infatti si può fermare – l’80% delle cause che portano alla cecità sono prevenibili- e per farlo è necessario continuare il nostro lavoro insieme ai partner locali e ai Governi”. È il commento di Massimo Maggio, direttore di Cbm Italia onlus, in occasione della Giornata mondiale della vista che si celebra oggi, allo studio pubblicato dalla Rivista Lancet, che però mette in guardia da un rischio: pur se in calo, il numero di persone cieche potrebbe triplicare entro il 2050, arrivando a 115 milioni. La previsione si basa sul tasso di invecchiamento della popolazione mondiale, in quanto la cecità aumenta con l’età. Cbm è impegnata in prima linea nella cura e prevenzione della cecità nel Sud del mondo attraverso la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi: “Fermiamo la cecità. Insieme è possibile”. L’obiettivo, spiega la onlus, “è salvare dalla cecità 2,5 milioni di persone attraverso 37 progetti in Africa, Asia e America Latina: uomini, donne e bambini che rischiano di diventare ciechi. Nei Paesi poveri del mondo, un bambino cieco rischia la vita in ogni momento perché è vittima di incidenti domestici, maltrattamenti, viene abbandonato dalla famiglia e dalla comunità”. Fino al 16 ottobre sarà possibile sostenere la campagna inviando un sms solidale o con una chiamata da rete fissa al numero 45545. Tra le iniziative a sostegno della campagna, il libro “Blind. Dal buio alla luce”, il primo di una nuova collana editoriale ideata e realizzata da Cbm Italia e #logosedizioni, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sul tema della disabilità e della cecità. Il libro sarà presentato ufficialmente a Milano oggi pomeriggio alle ore 18, presso lo Spazio Bigli (via Bigli 11 A). Inoltre, quest’anno per la prima volta Cbm scende in piazza con i suoi volontari per l’iniziativa 100% solidale “Bontà in vista”. Nei week end del 14-15, 21-22, 28-29 ottobre nelle principali piazze d’Italia i nostri volontari distribuiranno confezioni di croccanti artigianali al cioccolato, prodotti dall’azienda AutoreChocolate di San Marco Dei Cavoti. Le donazioni raccolte andranno a sostegno dei progetti di lotta alla cecità della campagna “Fermiamo la cecità. Insieme è possibile”. Infine, a ottobre Cbm porta nei principali teatri d’Italia il “Blind Date- Concerto al buio”, ideato nel 2009 dal pianista e compositore Cesare Picco.

A Sua Immagine: p. Epifani, “nel programma un Vangelo più incarnato nella storia dell’uomo di oggi”

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 11:57

“Volevamo nel programma un Vangelo più incarnato nella storia dell’uomo di oggi, meno legato a un commento televisivo classico. L’obiettivo è trasmettere l’idea che il Vangelo non sia qualcosa di lontano dalla realtà, bensì prossimo alla vita di tutti i giorni, alle persone”. Così padre Gianni Epifani, che con Laura Misiti firma la trasmissione tv “A Sua Immagine”, spiega la scelta di affidare all’interno del programma il commento al Vangelo a sacerdoti che animano le periferie. Una decisione data dall’“esigenza di rispondere all’invito di Papa Francesco ad avere una Chiesa in uscita, in mezzo alla gente per annunciare il Vangelo”, precisa Epifani. “I sacerdoti scelti – osserva – sono tutti testimoni della Chiesa che quotidianamente abitano le periferie, toccano la carne dei poveri e degli ultimi, come direbbe il Papa”. Epifani annuncia poi che “in autunno, con il nuovo anno liturgico, lo spazio dedicato al commento del Vangelo, ‘Le ragioni della speranza’, sarà guidato da don Luigi Ciotti, che torna ad ‘A Sua Immagine’ dopo una parentesi avuta negli anni precedenti”. “Con lui – aggiunge – avremo una serie di incontri speciali, con personaggi anche del panorama artistico e culturale italiano”, il primo dei quali sarà con “il cantante Vasco Rossi, nella puntata in onda sabato 14 ottobre”. Epifani è anche responsabile della messa domenicale trasmessa su Rai Uno, “uno degli appuntamenti più seguiti della domenica mattina insieme all’Angelus di Papa Francesco”. “Possono richiedere la messa in tv su Rai Uno tutte le parrocchie italiane – ricorda padre Epfani – facendo semplicemente una domanda attraverso il portale dell’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali”.

A Sua Immagine: Bianchetti (conduttrice), “trasmissione tv che vede nel pubblico persone da amare”

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 11:56

“‘A Sua Immagine’ non è una trasmissione televisiva che si limita a ‘fare televisione’, a raccogliere numeri in termini di ascolto, ma è servizio e strumento che vede nel pubblico non consumatori da raggirare bensì persone da amare”. Così la giornalista Lorena Bianchetti descrive il programma tv che dal 2014 è tornata a condurre, dopo l’esperienza nel periodo 1999-2005. “A Sua Immagine”, storica rubrica religiosa in onda su Rai Uno, realizzata dalla Rai in collaborazione con la Conferenza episcopale italiana, compie 20 anni. In un’intervista al Sir, Bianchetti rivela che questa trasmissione “per me non è semplicemente lavoro ma una passione, un dono che vivo con responsabilità e dedizione”. Nella nuova edizione, spiega la conduttrice, “la domenica continueremo a raccontare i grandi temi della fede” ma anche “le difficoltà della vita nella verità, senza edulcorazioni o spettacolarizzazioni, unendo a queste però sempre la speranza e cercando, nel nostro piccolo, di individuare e proporre soluzioni”. “Fonte di ispirazione per l’approfondimento – aggiunge – il Vangelo e il pontificato di Papa Francesco del quale seguiremo, con degli speciali, i viaggi che farà in Italia e all’estero”. “Il sabato – prosegue Bianchetti – invece avrà un linguaggio diverso finalizzato cioè al racconto di testimonianze di vita o di città nelle quali scorgeremo l’arte, la storia e, soprattutto la spiritualità”.

Papa Francesco: messaggio al card. Sandri, “missione ecumenica” verso “piena comunione”. “Far conoscere i tesori delle Chiese orientali al mondo occidentale””

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 11:53

“Esorto i docenti a mantenersi aperti a tutte le Chiese orientali, considerate non solo nella loro configurazione antica, ma anche nell’attuale diffusione e talvolta tormentata dispersione geografica”. È uno degli inviti contenuti nel messaggio del Papa per il centenario del Pontificio Istituto Orientale e della Congregazione per le Chiese orientali. “In rapporto alle venerande Chiese orientali, con le quali siamo tuttora in cammino verso la piena comunione e che proseguono autonomamente il loro cammino – ricorda Francesco – il Pontificio Istituto Orientale ha una missione ecumenica da portare avanti, attraverso la cura delle relazioni fraterne, lo studio approfondito delle questioni che ancora sembrano dividerci e la fattiva collaborazione su temi di primaria importanza, nell’attesa che, quando il Signore vorrà e nella maniera che Egli solo conosce, tutti siano una cosa sola. A questo riguardo, la crescente presenza di studenti appartenenti alle Chiese orientali non cattoliche conferma la fiducia che esse ripongono nell’Istituto Orientale”. Compito dell’Istituto, inoltre, è “far conoscere i tesori delle ricche tradizioni delle Chiese orientali al mondo occidentale, in modo che esse risultino comprensibili e possano essere assimilate”. “Constatando che molti studenti dei vari collegi orientali di Roma frequentano Atenei nei quali ricevono una formazione non sempre pienamente consona alle loro tradizioni, invito a riflettere su ciò che si potrebbe fare per colmare tale lacuna”, il consiglio del Papa.

Papa Francesco: messaggio al card. Sandri, “aiutare i nostri fratelli e sorelle orientali davanti alle tremende sfide che si trovano ad affrontare”

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 11:52

“I tempi in cui viviamo e le sfide che la guerra e l’odio portano alle radici stesse della pacifica convivenza nelle martoriate terre d’Oriente, vedono l’Istituto ancora una volta, proprio come cento anni fa, al centro di un crocevia provvidenziale”. Lo scrive il Papa, nel Messaggio per i 100 anni del Pontificio Istituto Orientale e della Congregazione per le Chiese orientali. “Mantenendo intatta l’attenzione e l’applicazione alla ricerca tradizionale, invito tutti a offrire a quelle Chiese e all’intera comunità ecclesiale la capacità di ascolto della vita e di riflessione teologica per aiutare a sostenerne l’esistenza e il cammino”, la missione affidata da Francesco per il futuro. “Molti degli studenti e dei professori avvertono questo momento importante della storia”, ha proseguito Francesco riferendosi alla tragica attualità. “Codesto Istituto, grazie alla ricerca, all’insegnamento e alla testimonianza, ha il compito di aiutare questi nostri fratelli e sorelle a rafforzare e consolidare la propria fede davanti alle tremende sfide che si trovano ad affrontare”, l’invito del Papa: “È chiamato ad essere il luogo propizio per favorire la formazione di uomini e donne, seminaristi, sacerdoti e laici, in grado di rendere ragione della speranza che li anima e li sostiene e capace di collaborare con la missione riconciliatrice di Cristo”. “Se ai suoi inizi fu avvertita una certa conflittualità tra studio e pastorale, oggi dobbiamo riconoscere che tale antinomia non esiste”, ha affermato Francesco, secondo il quale “non si tratta di dire ‘aut…aut’, bensì ‘et…et'”. Di qui l’invito ai docenti “a porre al primo posto dei loro impegni la ricerca scientifica, sull’esempio dei predecessori che si sono distinti nella produzione di contributi prestigiosi, di monografie erudite, di accurate edizioni delle fonti liturgiche, spirituali, archeologiche e canoniche, persino di audaci opere collettive, quali la pubblicazione degli Atti del Concilium Florentinum e l’edizione critica delle Anaphorae Syriacae”. Senza contare il contributo che i docenti dell’Istituto hanno apportato prima alla redazione dei Documenti conciliari Orientalium Ecclesiarum e Unitatis redintegratio (1964), e successivamente alla preparazione del Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium (1990).

Messico: 13 morti per rivolta carceraria nei pressi di Monterrey. La preghiera dell’arcivescovo

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 10:19

Una violenta rivolta ha provocato martedì la morte di almeno 13 detenuti nel carcere messicano di Cedereyta, nei pressi di Monterrey (stato del Nuevo León).
Un gruppo di prigionieri, secondo le prime ricostruzioni, ha sequestrato tre guardie e dato inizio ad una rivolta che ha provocato un inizio di incendio ed ha coinvolto duecentocinquanta detenuti, causando la forte reazione delle forze di polizia. Il violento scontro ha causato la morte di tredici persone e il ferimento di altre ventisei.
Quello delle rivolte carcerarie cruente è un fenomeno purtroppo non nuovo in Messico. Lo scorso anno un fatto di proporzioni ancora maggiori causò a Monterrey la morte di quarantanove persone, mentre lo scorso luglio ad Acapulco le vittime di un’altra rivolta carceraria furono ventotto.

Me uno a la pena de las familias de quienes murieron en el penal de Cadereyta. Oremos por la paz y la tranquilidad en nuestros penales.

— Mons. Rogelio (@arzobispomty) October 11, 2017

In merito all’accaduto l’arcivescovo di Monterrey, mons. Rogelio Cabrera López, ha scritto sul suo profilo twitter: “Mi unisco al dolore delle famiglie di coloro che hanno perso la vita nel carcere di Cadereyeta. Preghiamo per la pace e la tranquillità nelle nostre carceri”.

Diocesi: Milano, la Fabbrica del duomo compie 630 anni. Convegno e catalogo del museo

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 10:13

“Centro della città, monumento alla laboriosa grandezza meneghina degli umili, congiunzione di armonie architettoniche e di spericolate verticalità, grande sentiero lastricato di marmo teso verso l’infinito, oltre ogni tempo e ogni barriera. È il Duomo di Milano. Il 16 ottobre 1387 prendeva avvio l’infinita sfida di popolo della Veneranda fabbrica del Duomo allo scorrere del tempo”. Lo si legge in una nota della Veneranda fabbrica a 630 anni dall’approvazione del suo primo regolamento. Per tale occasione la Fabbrica promuove un “pomeriggio di incontro, dialogo e approfondimento” interamente dedicato al monumento: “La Fabbrica infinita. 630 anni di sfide per il duomo di Milano”. L’appuntamento è in programma lunedì 16 ottobre a partire dalle ore 14.00. “Un’occasione nella quale condividere con la città obiettivi e prospettive, per sottolineare le necessità del monumento e quanto è stato possibile realizzare attraverso i ‘grandi cantieri’, il sostegno delle istituzioni e di tutti quei soggetti, pubblici e privati, che continuano a credere nell’impegno della Fabbrica per rendere sempre più accessibile il patrimonio storico-artistico racchiuso tra le possenti mura della cattedrale, simbolo di Milano nel mondo”. Il convegno avrà inizio alle ore 14.00 presso la Cappella feriale del duomo, approfondendo il rapporto tra Milano ed il monumento. Seguirà alle ore 18.00 la presentazione ufficiale del catalogo del museo del duomo e degli atti del convegno “La Croce di Chiaravalle. Approfondimenti storico-scientifici in occasione del restauro”.

Perù: mancano cento giorni all’arrivo di Papa Francesco. Procedono i preparativi

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 10:12

A cento giorni esatti dall’arrivo di papa Francesco, la Conferenza episcopale peruviana (Cep) ha fatto ieri il punto, in una nota, sull’andamento dei preparativi, che a livello centrale sono coordinati da mons. Norberto Strotmann Hoppe, segretario generale della Cep. Francesco visiterà Lima, la cpaitale e altre due località: Trujillo e Puerto Maldonado.
A Trujillo il Papa sarà accolto all’aeroporto da sessanta coppie di ballerini che si esibiranno nelle danze tipiche del Paese e celebrerà la messa nella spianata di Huanchaco, dove è atteso un milione di fedeli. Nella località amazzonica di Puerto Maldonado il vicariato apostolico, guidato da mons. David Martínez Aguirre de Guinea, sta coinvolgendo tutta la società civile per quello che sarà uno dei momenti più attesi del viaggio: l’incontro con l’Amazzonia e con gli indigeni. A Puerto Maldonado il Papa visiterà anche un centro di accoglienza per minori.
La Cep ha anche dato vita ad un sito internet, www.papafranciscoenperu.org e a profili su Facebook, Twitter e Instragram.

Papa Francesco: arrivato a Santa Maria Maggiore per il centenario del Pontificio Istituto Orientale

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 10:04

Il Papa è arrivato poco dopo le 10 nella basilica romana di Santa Maria Maggiore, dove sta presiedendo la Messa per il centenario della Congregazione per le Chiese orientali e del Pontificio Istituto orientale. Alla processione eucaristica, nella navata centrale della basilica, hanno partecipato i concelebranti: i superiori, i membri e gli officiali del dicastero, il preposito generale della Compagnia di Gesù, il padre delegato, il rettore, i docenti e alcuni ospiti della Compagnia di Gesù, tra i quali i rettori delle Università del Consorzio Gregoriana (Gregoriana, Biblico e Orientale), alcuni rappresentanti della Gregorian Foundation e alcuni membri della Curia generalizia di Roma. L’animazione liturgica e i canti sono a cura dei Collegi orientali, sotto il coordinamento dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Papa e della Cappella Musicale Pontificia. La messa di oggi conclude la sessione plenaria della Congregazione per le Chiese orientali: i patriarchi e gli arcivescovi maggiori sono stati ricevuti riservatamente dal Papa lunedì scorso, 9 ottobre, mentre mercoledì 11 ottobre i membri della plenaria e gli officiali sacerdoti e laici del dicastero hanno preso parte all’udienza generale in piazza San Pietro. La solenne commemorazione congiunta del Centenario della Congregazione per le Chiese orientali e del Pontifico Istituto orientale è cominciata stamattina con un primo momento riservato di visita del Papa al Pontificio Istituto, dove è stato accolto dai superiori del dicastero, dai patriarchi, dagli arcivescovo maggiori e metropoliti “sui iuris”, dal preposito generale della Compagnia di Gesù, dal padre delegato per le Case in Roma, dal rettore, dai docenti, dal personale e dai benefattori dell’Istituto.

Colombia: Carrillo (procuratore generale) a congresso di riconciliazione, “la pace è lontana senza giustizia e dialogo sociale”

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 10:02

Nel corso della prima giornata del settimo congresso nazionale di riconciliazione, promosso dalla Chiesa colombiana attraverso il segretariato sociale di pastorale sociale e in corso a Bogotá fino a domani, è intervenuto tra gli altri il procuratore generale della nazione, Fernando Carrillo, che ha rivolto un appello alla giustizia e al dialogo sociale, per superare la stigmatizzazione di coloro che difendono i diritti umani, reclamano la verità, la riparazione, l’accesso alla salute, all’educazione e alla terra. In Colombia “le cifre della disuguaglianza sono scandalose – ha detto -. La mancanza di solidarietà e la marginalità continuano ad essere segni che marcano il destino di milioni di colombiani, senza giustizia sociale la pace è un’affermazione lontana. Questo congresso è un invito della Chiesa ad avviare la riconciliazione con fede profonda, ma anche con realismo politico”. Carrillo ha invitato tutta la società a mettere da parte l’attuale polarizzazione politica: “I valori della democrazia e la riconciliazione non possono entrare in gioco”, mentre “otto milioni di vittime reclamano una nuova realtà che permetta di sanare le ferite”. La pace, ha concluso, “non si costruisce dalle scrivanie, ma dai territori”.

In una successiva tavola rotonda, mons. Juan Carlos Cárdenas Toro, vescovo ausiliare di Cali e presidente del Centro di evangelizzazione del sociale della Chiesa colombiana, Higinio Obispo, segretario generale dell’Organizzazione indigena della Colombia, e Roberto Vidal, magistrato del Tribunale di giustizia speciale, hanno parlato di spiritualità della non violenza e della cultura dell’incontro, sottolineando l’importanza dell’educazione per la pace e per la ricostruzione del tessuto sociale.
La giornata si è conclusa con la messa presieduta dal cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá e presidente del Celam. Nell’omelia il porporato, prendendo spunto dal Padre Nostro, ha invitato a considerare la preghiera come lo strumento principale per consentire un’autentica e reale riconciliazione, ed ha concluso: “Dobbiamo pregare per la riconciliazione, per costruire la pace e perché non ci sia un solo colombiano che non voglia la riconciliazione”.

Colombia: mons. Urbina (presidente Cec) apre il congresso della riconciliazione, accogliere “novità liberatrice del perdono”

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 09:59

L’attuale sfida per la società colombiana è accogliere “la novità liberatrice del perdono e della riconciliazione”, partendo da “un lavoro serio con le vittime del conflitto”. Lo ha detto ieri, aprendo a Bogotá il settimo congresso nazionale di riconciliazione, promosso dalla Chiesa colombiana, mons. Oscar Urbina Ortega, presidente della Conferenza episcopale (Cec) e arcivescovo di Villavicencio. “Non possiamo rimanere prigionieri del passato, il perdono ci aiuta a purificare la memoria, non si tratta di rimuovere il passato, ma di rileggerlo con occhi nuovi”, ha insistito mons. Urbina, che ha poi aggiunto: “È urgente promuovere la verità come forza che porta alla pace e compagna inseparabile della giustizia, e promuovere la misericordia, che si esprime nel perdono, nella riconciliazione, che ci fa camminare nella costruzione di consenso attorno ad un progetto comune di Paese”.
Il presidente della Cec ha poi parlato dell’urgenza e della necessità di alcuni cambiamenti strutturali nella società colombiana: “Questo processo deve proseguire contemporaneamente dal centro fino alle periferie e dalle periferie fino al centro. L’impegno dei leader nazionali in campo politico, economico, educativo e sociale deve andare verso la riconciliazione, avendo come orizzonte il bene di tutti. Arrivare ad una Colombia rinnovata dipende dalla maniera nella quale riusciremo ad articolare tutti i livelli della società per provocare quei cambiamenti che aiutino a superare la violenza che abbiamo vissuto”. Mons. Urbina ha concluso che la Colombia sta vivendo “un momento chiave” in questa fase di riconciliazione, nel quale viene chiesto di “superare le divisioni” e la stigmatizzazione di quanti operano per la pace e la difesa della dignità umana.
Il Congresso, al quale partecipano più di 500 persone, si concluderà domani, venerdì 13 ottobre.

Università: Milano, in Cattolica giornata di studio per i 70 anni della facoltà di Economia

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 09:55

Si svolge oggi a Milano una giornata di studio dedicata ai 70 anni della facoltà di Economia dell’Università Cattolica. A partire dalle 9.00, e fino al pomeriggio, sono riuniti nell’aula Pio XI di largo Gemelli, studiosi, docenti, esperti attorno al tema “1947-2017 Facoltà di Economia 70 anni di storia e di progetti”. I saluti istituzionali sono stati portati dal rettore Franco Anelli, Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e trasporti, Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Domenico Bodega, preside della facoltà di Economia. A seguire sessioni di studio intitolate “1947 – Un Paese con un progetto: i principi del tessuto economico italiano”; “1947 – Un progetto per il Paese: investire sul capitale umano”; “Il lavoro: competenze alla prova delle innovazioni”; “Le traiettorie di sviluppo tra politiche industriali e imprenditorialità sociale”.

Don Oreste Benzi: Apg23, a Rimini il 31 ottobre il convegno “Una vita per amare” per il decennale dalla morte

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 09:55

Il 31 ottobre il Palacongressi di Rimini ospiterà il convegno “Una vita per amare”, in occasione degli eventi per decennale dalla morte di don Oreste Benzi (2 novembre 2007). I presidenti di Agesci, Azione cattolica, Comunità di Sant’Egidio, Rinnovamento nello Spirito, Forum Famiglie, chiamati dalla Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), dialogheranno sull’eredità spirituale lasciata da don Benzi alla società italiana e sulle sfide future.
La sessione della mattina sarà dedicata ai giovani. “Don Oreste – ricorda una nota della Comunità Papa Giovanni XXIII – iniziò la sua avventura con i giovani e a loro dedicò il suo ultimo intervento pubblico, alle ‘Settimane sociali dei cattolici’ il 19 ottobre 2007”. Saranno presenti in sala centinaia di studenti delle scuole superiori del riminese. Si alterneranno video e testimonianze di persone impegnate sul campo, in alcuni ambiti dove don Benzi ha portato la sua lotta contro l’ingiustizia: immigrazione, prostituzione e tratta di esseri umani, conflitti e pace, tossicodipendenza, difesa della vita, disabilità e integrazione. A presentare la mattinata Marco Federici, con interventi del comico Paolo Cevoli, dell’attrice Beatrice Fazi, del giornalista Enzo Romeo e di Tonio dell’Olio di Libera.
Si riapre nel pomeriggio alle 15,30. In assemblea, voci e testimonianze per conoscere il “ prete dalla tonaca lisa”. Un confronto per capire meglio chi era don Benzi, condotto da Paola Saluzzi e con la partecipazione di Giovanni Paolo Ramonda, il viceministro degli esteri Mario Giro , Matteo Truffelli (Azione Cattolica) , Salvatore Martinez (Rinnovamento dello Spirito), Gigi de Palo (Forum delle famiglie), Matteo Spanò (Agesci), Lucia Bellaspiga (Avvenire), Anna Maria Furlan (Cisl) , Marco Impagliazzo (Comunità di sant’Egidio). Dalle 16,25 l’evento verrà trasmesso in diretta su TV2000. Alle 18,15 verrà celebrata la Messa, presieduta dal card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. Alle 21 Lorena Bianchetti, giornalista Rai, introduce la proiezione del film “Borderlife”, uno spaccato di vita della Comunità Papa Giovanni XXIII nel mondo. Nell’atrio del Palacongressi dalle ore 14 alle 15,30 verrà allestito il “Villaggio don Oreste”, uno spazio di animazione e incontro gestito dai Gruppi Giovani della Comunità Papa Giovanni XXIII, con mostre fotografiche, performance artistiche e teatrali, presentazioni di libri.

Ilva: mons. Molinari (Genova), “tutto sia compiuto nell’interesse dei lavoratori e del tessuto industriale del nostro Paese”

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 09:37

“La solidarietà ai lavoratori dell’Ilva ci tocca profondamente, è lontana da ogni ombra di retorica ed è segnata da vicinanza e condivisione”. A scriverlo è mons. Luigi Molinari, vicario episcopale per il mondo del lavoro della diocesi di Genova e “decano” dei cappellani del lavoro. In un editoriale pubblicato sul settimanale cattolico diocesano, “Il Cittadino”, mons. Molinari parla della vertenza dell’Ilva come di “una realtà che coinvolge e tocca profondamente il nostro cuore” e che “tocca le radici del tessuto umano della nostra città, duramente provato dalla crisi del lavoro e dalle inevitabili tensioni sociali che ne derivano”. Ha quindi sottolineato che “la recente accoglienza riservata al Santo Padre ha dimostrato quanto sia profondo il legame della Chiesa genovese con lo stabilimento Ilva di Cornigliano”. Il vicario episcopale ha parlato delle “organizzazioni sindacali che si trovano davanti a un compito assai impegnativo: salvaguardare i diritti dei lavoratori, cercare di capire quali prospettive attuali e future il piano industriale della Arcelor Mittal prevede per lo stabilimento, quali investimenti sono previsti”. Ha sottolineato che “la vertenza Ilva è posta in buona parte nelle mani del Governo” che “è chiamato in causa per ciò che è stato fatto, per ciò che è stato omesso e per ciò che oggi va fatto in tema di ‘politica industriale'”. L’auspicio è che “tutto sia compiuto nell’interesse dei lavoratori e del tessuto industriale del nostro Paese, fonte di lavoro per moltissime persone”. Da parte sua, ha concluso, “la Chiesa genovese, nell’assoluto rispetto dei compiti delle pubbliche istituzioni, delle proprietà e delle organizzazioni sindacali ha cercato di aprire un dialogo nell’interesse dei lavoratori e della città. E con questo stile è ben lieta di poter contribuire alla giusta soluzione della vertenza Ilva”.

Missionari: Brescia, sabato 14 la XXVII edizione del “Premio Cuore Amico”

Agensir.it - Thu, 2017-10-12 09:18

Sabato 14 ottobre, alle ore 9.30, si svolgerà a Brescia, nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia, la ventisettesima edizione del “Premio Cuore Amico” presentata da Licia Colò, sostenitrice e amica dell’Associazione. L’appuntamento annuale con il “Nobel dei missionari” avviene quest’anno all’interno del primo Festival della Missione promosso dalla Conferenza episcopale italiana, dal Cimi (Conferenza degli istituti missionari italiani) e dal Centro missionario diocesano di Brescia. “Come ogni anno – si legge in una nota – l’Associazione Cuore Amico Fraternità onlus ha scelto di premiare tre figure esemplari di missionari guardando alla loro speciale testimonianza di fede e vita: uomini e donne impegnati nei territori dove si sono trovati a vivere in Africa e Asia. Tramite la loro opera la fede si fa promozione umana rispondendo ai più svariati bisogni e rendendo possibili progetti significativi e urgenti”. Il riconoscimento verrà assegnato a suor Giannantonia Comencini, delle Pie Madri della Nigrizia (Missionarie Comboniane) per i 70 anni di missione in Eritrea, 50 dei quali passati nell’insegnamento, e a 97 anni compiuti è testimone dell’impegno a favore degli emarginati, dei dimenticati, degli esclusi in terra eritrea; a don Tarcisio Moreschi, fidei donum della diocesi di Brescia in missione in Tanzania per aprire le vie della Fede e promuovere lo sviluppo della popolazione; a Cristina Togni, laica della Comunità missionarie laiche (Cml), missionaria in Cambogia dove si spende perché disabili fisici e mentali abbiano una vita degna di essere definita umana. Ognuno di loro riceverà 50.000 euro che contribuiranno a sostenere il loro impegno missionario.

Notizie Sir del giorno: 40 milioni di follower per @Pontifex, Catalogna, terremoto Norcia, Mattarella in collegamento con Nespoli, politiche migratorie Usa

Agensir.it - Wed, 2017-10-11 19:30

Account Twitter Papa: raggiunti 40 milioni di follower. Il profilo Instagram @Franciscus sfiora i 5 milioni

L’account Twitter di Papa Francesco in 9 lingue @Pontifex ha superato in queste ore i 40 milioni di follower. Ne dà notizia oggi la Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, ricordando che “il risultato viene raggiunto a poche settimane dal quinto anniversario dell’apertura dell’account papale, avvenuta il 12 dicembre del 2012 per volere di Benedetto XVI”. Ogni giorno, attraverso i suoi tweet, sottolinea la Segreteria, “Papa Francesco si fa prossimo all’uomo anche nei Social Media, a volte offrendo un pensiero spirituale, ricordando la figura del Santo del giorno, altre volte ancora condividendo con i suoi follower una riflessione su eventi di grande significato per la comunità internazionale. L’interesse nei confronti della parola del Papa su Twitter non ha conosciuto flessioni in questi anni. Anzi, negli ultimi 12 mesi, i follower sono cresciuti di più di 9 milioni, dimostrando la costante attenzione della gente – persone comuni, cristiane e non, leader politici, ancora altri esponenti della cultura – per i tweet del Santo Padre”. (clicca qui)

Catalogna: Rajoy chiede a Puigdemont di spiegare se ha “effettivamente dichiarato l’indipendenza o meno”

Il presidente catalano Carles Puigdemont deve spiegare se ha “effettivamente dichiarato l’indipendenza o meno”. Questo per decidere, a Madrid, se occorrerà ricorrere all’articolo 155 della Costituzione che sospende l’autonomia della regione. Lo ha spiegato il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy nel corso di una conferenza stampa che ha accompagnato oggi una riunione straordinaria del governo per prendere atto del discorso tenuto ieri da Puigdemont e preparare una risposta politica. “La situazione in Catalogna ha necessitato una riunione d’urgenza e ne dibatteremo questo pomeriggio, ma mi sembra opportuno anticiparvi la posizione del Governo spagnolo”, ha detto Rajoy, facendo poi riferimento alla “confusione” generata ieri alle Generalitat. (clicca qui)

Terremoto Norcia: mons. Boccardo, per la ricostruzione “dare risposte veloci e trasparenti”. Il punto sui luoghi di culto

(dall’inviato a Spoleto) Dopo le scosse del 24 agosto 2016, l’arcidiocesi di Spoleto-Norcia ha segnalato 327 edifici di culto danneggiati. Dopo quelle del 26 e 30 ottobre 2016, ne sono stati segnalati altri 108, per un totale di 435. Sono alcuni dei dati relativi agli edifici di culto colpiti dai terremoti del 2016 presentati questa mattina dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, durante la conferenza stampa indetta a Spoleto per illustrare le celebrazioni dell’arcidiocesi ad un anno dal terremoto. Per l’arcivescovo, tutta la ricostruzione (case, chiese e infrastrutture) “deve evitare la lentezza delle procedure. Urge dare ai terremotati risposte veloci, trasparenti e rispettose della legalità, saltando tutti quei passaggi burocratici possibili ed evitando così inutili lungaggini”. Di questi 435 edifici, ha spiegato mons. Boccardo, “21 sono agibili parzialmente, 93 agibili con provvedimenti, 228 inagibili e 4 inagibili per cause esterne”. (clicca qui)

Mattarella in collegamento con Nespoli: “State realizzando per tutto il mondo una finestra sul futuro”

“Voi state realizzando per tutto il mondo una finestra sul futuro”. Lo ha detto questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante il collegamento dal Quirinale con l’astronauta Paolo Nespoli, in missione sulla Stazione spaziale internazionale. Il Capo dello Stato ha chiesto notizie sui compiti dell’astronauta, sulla sua vita quotidiana nello spazio e sulle ricerche che conduce, infine anche un “regalo”, in una videoconferenza che si è rivelata quasi un’intervista. “Vorrei che lei scattasse una foto dell’Italia dallo spazio e me la mandasse, perché vorrei collocarla al Quirinale”. “Lo farò con piacere”, ha risposto Nespoli, partito il 28 luglio scorso per la missione vita (Vitality, Innovation, Technology, Ability). Per l’astronauta italiano, che condivide la stazione con astronauti americani e russi, è la terza volta nello spazio e nel corso dei sei mesi a bordo seguirà oltre 200 esperimenti in campo biomedico e tecnologico. (clicca qui)

Ucraina: Shevchuk, “Santa Sede è a livello internazionale l’unica voce in difesa del popolo ucraino”

“La Santa Sede è a livello internazionale quasi l’unica voce che difende il popolo ucraino e denuncia che è in corso una guerra. Purtroppo di questa guerra non si parla più nei media tanto che il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, quando venne lo scorso anno in Ucraina ha parlato di una guerra dimenticata”. Lo ha detto Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco cattolica ucraina, rispondendo ad una domanda sul ruolo della Santa Sede nella questione ucraina, a margine della conferenza stampa di presentazione del premio di riconciliazione polacco-ucraina che si è svolta questa mattina presso la Radio Vaticana. Shevchuk è a Roma per partecipare alla Sessione plenaria delle Chiese orientali, in questi giorni in Vaticano, ed ha potuto salutare papa Francesco al quale ha di nuovo rivolto l’invito a visitare l’Ucraina. Sulla possibilità di questo viaggio Shevchuk ha detto: “Noi aspettiamo il Santo Padre ma non abbiamo ricevuto né la conferma né un annuncio”. (clicca qui)

Stati Uniti: i vescovi sulle politiche migratorie, “i principi e le politiche di questa amministrazione attaccano i più vulnerabili”

(da New York) “I principi e le politiche dell’immigrazione di questa amministrazione non offrono una via alla riforma globale dell’immigrazione: attaccano i più vulnerabili, in particolare i bambini non accompagnati e chi fugge dalla persecuzione”. Le parole del vescovo Joe S. Vásquez, presidente della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale statunitense, non danno adito a fraintendimenti, soprattutto dopo che domenica sera la Casa Bianca ha pubblicato una lista di priorità sulle politiche migratorie che dovranno essere prese in considerazione quando si lavorerà alla protezione dei cosiddetti Dreamers – i Sognatori. Il provvedimento che consentiva ai Dreamers, (i giovani arrivati bambini negli Usa, senza documenti legali), di studiare e lavorare, è stato sospeso dal presidente Trump in attesa di una legge del Senato, che se non arriva entro marzo farà scattare la deportazione per circa 800mila persone, che verranno separate dalle loro famiglie o che, invece, potrebbero vedersi seguiti dalle famiglie di origine, giunte illegalmente negli Usa. (clicca qui)

Festival della migrazione: a Modena dal 20 al 22 ottobre per “restituire al migrante l’onore di essere umano”

“Restituire al migrante il suo onore di essere umano, senza il quale nessuna delle sfide che ci attendono potrà trovare una giusta soluzione”. È questo, secondo le parole di don Giovanni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes, lo scopo della seconda edizione del Festival della migrazione che si svolgerà a Modena dal 20 al 22 ottobre, presentato oggi alla Camera dei deputati. Il Festival è promosso da Migrantes, Associazione Porta Aperta e IntegriaMo, con diversi patrocini istituzionali e 34 soggetti aderenti, tra enti locali, mondo accademico, realtà ecclesiali e religiose, associazioni. Il direttore di Migrantes ha citato il sociologo Baumann e la sua analisi sulla stigmatizzazione nei confronti dello straniero, che “diventa tout court il terrorista, il delinquente, l’invasore, il clandestino”. “Bisogna allora che gli sia restituito il suo volto umano: sono fratelli e sorelle nostre”, ha sottolineato De Robertis. Il festival, che intende coinvolgere tutto il territorio modenese, è articolato in conferenze, mostre, presentazioni di libri e spettacoli. Il tema di fondo è “Diritto al viaggio: partire, arrivare e restare”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 12 ottobre. Appello Papa su pena morte, crisi catalana, caso Lidl

Agensir.it - Wed, 2017-10-11 19:29

“Pena di morte mai. Pure nel Catechismo” è il titolo di apertura di “Avvenire” di domani sull’appello del Papa a rivedere la dottrina sul punto, chiarendo che in nessun caso può essere accettata la pena capitale, perché “contraria al Vangelo”.
Di taglio la vicenda catalana con l’ultimatum di Madrid a Barcellona a chiarire se l’indipendenza sia stata proclamata ufficialmente e in tal caso è pronto il commissariamento della regione autonoma.
Ancora, oltre alle notizie sulla fiducia alla legge elettorale, il caso della Lidl che ha arredato un suo supermercato con la foto di un paese ligure, nel quale però sono state eliminate le croci dalla chiesa e dal campanile. La società si è scusata, ma la logica del mercato sembra ora voler escludere anche i simboli religiosi e della nostra tradizione cattolica.
L’editoriale, a firma di Francesco Riccardi, è dedicato al peso e ai danni, diretti e indiretti, dell’economia sommersa e del lavoro nero.

Settimana sociale: Notarstefano (Università Palermo), “la sharing economy esprime il bisogno di organizzare il lavoro in maniera più partecipata”

Agensir.it - Wed, 2017-10-11 19:28

“La sharing economy esprime il grande bisogno di un modo di organizzare la vita economica, il valore e il senso del lavoro in maniera più partecipata. Servono nuovi modelli organizzativi sindacali. E una grossa sfida parte dalla capacità dei lavoratori di mettersi insieme: nella disponibilità e capacità di apertura delle imprese c’è lo spiraglio di introdurre delle nuove forme partecipative”. Lo ha affermato oggi pomeriggio Giuseppe Notarstefano, docente all’Università di Palermo e vicepresidente dell’Azione cattolica italiana, nel corso della seconda diretta streaming in preparazione alla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani in programma a Cagliari da 26 al 29 ottobre. Rispondendo alle sollecitazioni di Fabio Bolzetta, giornalista di Tv2000, Notarstefano ha parlato delle buone pratiche individuate dai “Cercatori di lavOro” in tutta Italia e che verranno presentate a Cagliari. In questo modo “ci siamo messi alla scuola della vita, della realtà. Nella convinzione di attivare quello che Papa Francesco, nella Laudato si’, definisce lo sguardo nuovo”. Quello della ricerca delle “best practices” è stato “un percorso che ha richiesto molta umiltà e che ci ha sorpreso”, ha aggiunto il docente, spiegando che “ai fini del lavoro preparatorio abbiamo ritenuto utili 400 casi di storie imprenditoriali piccole e grandi, nell’ambito della manifattura, dell’agricoltura di qualità e dei servizi oltre ad imprese cooperative che si occupano di servizi alla persona”. “Una prima lettura e analisi delle buone pratiche – ha spiegato – ci ha aiutato a capire quali possono essere le proposte per continuare a fare bene, a fare meglio”. “A Cagliari – ha proseguito – sulla base di questa prima lettura, i delegati lavoreranno per formulare e precisare una serie di interventi molto concreti che saranno rilanciati nel documento finale”. Notarstefano a poi insistito, anche rispetto all’esperienza associativa di cui è protagonista, sull’importanza di “ricostruire il tessuto sociale”. E rispetto al ritorno all’agricoltura di numerosi giovani, ha osservato che si tratta del “recupero di un mestiere antico ma fatto in maniera moderna”. Il docente ha concluso invitando la comunità credente a “riprendere in mano le responsabilità che ci competono”, a “mettersi all’opera e a farlo insieme”.

Settimana sociale: sr. Smerilli (Auxilium), rispetto all’evoluzione del lavoro “dobbiamo accompagnare il cambiamento, non negarlo e neanche enfatizzarlo”

Agensir.it - Wed, 2017-10-11 19:25

Rispetto all’evoluzione del lavoro “non dobbiamo essere vittime di facili entusiasmi e neanche di eccessive preoccupazioni. Dobbiamo accompagnare il cambiamento, non negarlo e neanche enfatizzarlo”. Lo ha affermato oggi pomeriggio suor Alessandra Smerilli, docente alla Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione “Auxilium” di Roma, nel corso della seconda diretta streaming in preparazione alla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani in programma a Cagliari da 26 al 29 ottobre. Rispondendo alle sollecitazioni di Fabio Bolzetta, giornalista di Tv2000, suor Smerilli ha ricordato come “l’Ocse stima che il 35% dei lavori saranno trasformati dall’automazione”. Secondo la docente, “per accompagnare questo processo bisogna lavorare su più fronti: capire cosa comporta la coesistenza tra essere umani e robot, accompagnare lo sviluppo delle competenze che servono per poter lavorare in questo modo e ripensare le tutele di un lavoro che va cambiando con l’industria 4.0 e i servizi 4.0”. Smerilli ha raccontato poi la “bellissima esperienza vissuta negli Stati Uniti a luglio” con un gruppo di giovani. “Dopo uno studio teorico – ha spiegato – i giovani hanno lavorato insieme, con le proprie competenze, per realizzare un gioco virtuale in 3d per educare alla sostenibilità ambientale”. “Ho imparato – ha proseguito – l’enorme potenzialità dei giovani, quanto lavoro umano c’è dietro un videogioco e quanti possono essere i campi di applicazione di progetti analoghi”. Secondo Smerilli, “questo genera lavoro nuovo e bello, per il quale i giovani devono prepararsi”. La docente ha poi sottolineato la necessità che “l’Università prenda sul serio la sfida dell’insegnare a lavorare formando competenze, ristrutturando i nostri corsi in questo senso. Così possiamo fare dei passi avanti”. Rispetto al fatto che l’automazione eliminerà molti posti, è stata poi rilanciata la proposta della filosofa canadese Jennifer Nedelsky secondo cui – ha precisato la docente – “la nuova norma sociale dev’essere che lavoriamo meno, 6 ore al giorno, per poi dedicare 2 ore al giorno alla cura degli altri”. Smerilli ha concluso rilevando che, riguardo “ai giovani che rischiano la dignità” per la situazione lavorativa in cui si trovano, “possiamo fare di più come Chiesa”. L’esempio citato è quello della comunità parrocchiale di Grignano che si è autotassata per finanziare la startup di un pastificio permettendo a sei giovani di iniziare a lavorare. Ora i giovani si stanno impegnando a restituire alla comunità il prestito”.

Diocesi: Caserta, domani s’inaugura “Casa Emmaus” per senza fissa dimora alla presenza di mons. Galantino

Agensir.it - Wed, 2017-10-11 19:17

Il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, domani, alle 12, a Caserta, insieme al vescovo del capoluogo di Terra di Lavoro, mons. Giovanni D’Alise, inaugurerà la “Casa Emmaus” per senza fissa dimora, in via Sud Piazza D’Armi. Lo rende noto un comunicato della diocesi di Caserta. Il progetto, partito un anno fa e fortemente voluto dal vescovo, metterà quotidianamente a disposizione venticinque posti letto e prime colazioni per chiunque ne abbia bisogno. In mattinata mons. Galantino, poco prima dell’inaugurazione di “Casa Emmaus”, accompagnato da mons. D’Alise, parteciperà, nella Cappella Palatina della Reggia, all’assemblea di Confindustria Caserta, presieduta da Gianluigi Traettino e dal presidente nazionale degli industriali Enzo Boccia, dove porgerà un indirizzo di saluto ai presenti. Nel pomeriggio, dalle 15, invece, mons. Galantino interverrà all’ottavo convegno ecclesiale diocesano al Golden Tulip Hotel, nella zona ex Saint Gobain di Caserta. Durante il convegno ecclesiale il segretario generale della Cei risponderà anche alle domande dei circa 400 delegati diocesani sul tema della famiglia. Insieme con mons. Galantino interverranno al convegno ecclesiale diocesano, sul tema “Morir d’amore”, il card. Edoardo Menichelli; la coppia Pierluigi e Gabriella Proietti, che raccontano le esperienze di una famiglia divisa e riunita; e don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio per la pastorale della famiglia della Cei. Il convegno durerà quattro giorni, da giovedì 12 a domenica 15. L’appuntamento conclusivo sarà nella cattedrale diocesana, dove domenica pomeriggio si terrà anche una Santa Messa di ringraziamento e ci sarà l’intervento del card. Menichelli.

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