Feed aggregator

Iraq: Acs, arcivescovo Warda riconsacra la prima chiesa cattolica profanata dall’Isis nella Piana di Ninive

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 14:40

“Un messaggio di speranza e di vittoria. Isis voleva cancellare la presenza cristiana e invece i jihadisti se sono andati, mentre noi siamo tornati”. Con queste parole mons. Bashar Matti Warda, arcivescovo di Erbil, ha festeggiato la riconsacrazione della chiesa di San Giorgio a Tellskuf, gravemente danneggiata e profanata dall’Isis e ricostruita grazie ad un contributo di 100mila euro da parte di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs). “La riapertura della chiesa rappresenterà un potente incentivo per il ritorno dei cristiani in questa cittadina e in tutta la regione – ha dichiarato il presule ad Acs al margine della funzione che ha avuto luogo lo scorso 8 dicembre -. La chiesa di San Giorgio è più bella e gloriosa di prima”. La restaurazione dell’edificio religioso rientra nel piano Acs per la ricostruzione dei villaggi cristiani della Piana di Ninive, grazie al quale il 33% della popolazione cristiana, ovvero 6.330 famiglie, ha potuto finora fare ritorno alle proprie case. A Tellskuf, villaggio iracheno a soli 32 chilometri da Mosul, è già rientrato il 67% delle 1500 famiglie che vi abitavano fino all’agosto 2014: la più alta percentuale di ritorno dell’intera Piana di Ninive. Un traguardo impensabile poco più di un anno fa, quando il villaggio era deserto, semidistrutto e in completo abbandono, mentre la chiesa di San Giorgio portava ancora i segni della profanazione, in primis una statua della Madonna decapitata. “Ora che i due terzi degli abitanti vivono nuovamente a Tellskuf – spiega mons. Warda – era importante dare un segnale forte e positivo: il restauro di San Giorgio e quindi la ripresa delle attività della Chiesa. Grazie ad Acs per aver reso possibile questa vittoria del ritorno! La riapertura della nostra chiesa è un potente simbolo e rafforza la nostra determinazione a ricostruire i nostri villaggi. Grazie a voi possiamo lodare Dio che ha preservato la presenza cristiana in questa terra”.

Spagna: Sinodo, questionario dei giovani. “Manca una cultura della vocazione”. Europa e “memoria cristiana”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 14:23

La Chiesa che i giovani spagnoli vorrebbero, secondo le risposte al questionario verso il Sinodo presentate oggi a Madrid, propone “il Vangelo di Gesù più chiaramente, accetta le differenze, vive la tolleranza, il dialogo e la chiarezza evangelica”; è “inclusiva, misericordiosa e samaritana”, sa comunicare “con il linguaggio di oggi”, “non è troppo moralistica” e propone “una liturgia più vivace e vicina”. Chiedono anche “più formazione” e pastori “più vicini ai giovani”. Lo sguardo sulla pastorale vocazionale, nella seconda parte della sintesi delle risposte, indica come fondamentale “il ruolo della famiglia” e segna la mancanza di una “cultura vocazionale che guidi comunità, famiglie e giovani” in un maggiore impegno nel “discernimento e accompagnamento adeguato ai giovani”. A fronte di un contesto che “non aiuta l’apertura alla trascendenza”, le Gmg, così come altri eventi nazionali o internazionali vengono identificati come “elemento cruciale per risvegliare la fede”, “offrono un intenso incontro con Gesù Cristo”, “danno un’immagine migliore, più giovane, allegra, dinamica e aperta della Chiesa”. Se sono un “contributo” importante a molti livelli, gli “eventi non possono essere la ragione della pastorale giovanile, ma un mezzo per rafforzare il lavoro ordinario della pastorale giovanile”. Le “speranze dei giovani verso l’Europa”, nella terza parte, guardano alla “ricchezza della memoria cristiana dell’Europa, così presente in Spagna”, attraverso la cultura e l’arte, il gran numero di santi che hanno segnato la storia del Paese e di tutta l’Europa.

Spagna: Sinodo, questionario dei giovani. Chiedono “una Chiesa più vicina, samaritana e in ascolto”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 14:20

È stata pubblicata e presentata in conferenza stampa oggi a Madrid, la sintesi dei contributi spagnoli in vista del Sinodo sui giovani del 2018. Le risposte sono arrivate da 47 diocesi (su 70), 12 movimenti nazionali e 2 istituti secolari che si occupano di pastorale giovanile. In totale, hanno partecipato 5.253 giovani, si precisa. Il 60% dei giovani si sentono ascoltati dalla Chiesa e “apprezzano” questo sforzo, si legge nel documento, “ma la percentuale scende quando si tratta di essere capiti e quando si tratta di accogliere i loro contributi”. Si richiedono “tempo e persone” che ascoltino, anche “al di fuori dalle strutture ecclesiali” e si propongono “nuovi spazi, più apertura e accoglienza scevra da giudizi”. Di fatto però il non sentirsi ascoltati e considerati dei giovani si estende anche “alle diverse realtà della società”. Da parte loro sono “autocritici” nel “riconoscere i loro pregiudizi contro la Chiesa o la società” che li “alienano e impediscono loro di essere ricettivi alle proposte” o del loro “decidere facile, evitando di impegnarsi”. La sfida che sentono più grande è “raggiungere i giovani lontano dalla Chiesa” e “avere garanzie per il futuro”. Per cercare i lontani, indicano come ambienti “la strada”, e poi “centri di studio; attività sportive; attività culturali, in particolare musica; le attività d’impegno associativo, Ong, volontariato; il mondo del lavoro; e i social network”.

Migranti: Di Capua (Sprar), “urgente rendere comunicante ciò che è strutturale e finanziato ordinariamente e ciò che è spontaneistico”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 14:10

“Per ciò che riguarda il tema dell’integrazione si sta creando un binario parallelo fra ciò che è strutturale e finanziato ordinariamente, perché previsto da linee guida e regolamenti, e ciò che è spontaneistico, che nasce non solo dal volontariato. Il punto critico è che sono due binari paralleli che rischiano di incontrarsi mai. C’è la necessità, l’urgenza di renderli comunicanti poggiandosi su una base che è responsabilità dello Stato, dei governi, delle Istituzioni”. Lo ha affermato questa mattina Daniela Di Capua, direttrice del Servizio centrale dello Sprar, al termine della presentazione a Roma di “I get you”, la ricerca realizzata in 9 Paesi europei. Capofila del progetto è il Jrs (Jesuit refugee service) Europa e tra i partner c’è anche l’associazione Centro Astalli. “Negli ultimi anni – ha osservato Di Capua – il tema dell’integrazione è diventato centrale rispetto al fatto che per lungo tempo tutta la questione dei richiedenti asilo e dei rifugiati era centrata sulla necessità dell’accoglienza”. “Lo Sprar – ha aggiunto la direttrice del Servizio centrale – quando viene nominato come modello positivo di accoglienza diffusa e integrata è valutato come un punto di arrivo, ma dev’essere ed è il punto di partenza per un processo di accoglienza e inclusione sociale”. Di Capua ha sottolineato la necessità di avere la “capacità di stare al passo con un processo di cambiamento. Se non riusciremo a stare al passo di questo processo di inclusione reciproca non riusciremo mai a fare un salto che ha a che fare con un processo culturale e quindi politico, istituzionale, sociale ed economico”. In virtù della sua “esperienza personale e non professionale”, Di Capua sente “una retrocessione molto frustrante rispetto ad una mancanza di visione”. “Forse – ha concluso – dobbiamo stare attenti a mantenere sempre l’attenzione da una parte sull’azione concreta, sull’esperienza locale e dall’altra su un processo molto più ampio, che deve mettere tutto in collegamento e mantenere la rotta a medio e lungo termine”.

Gerusalemme: capi delle Chiese Giordania, “marcia silenziosa” contro la decisione Usa

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 14:02

Vescovi e capi delle Chiese presenti nel Regno Hascemita di Giordania hanno invitato i propri fedeli a prendere parte ad una marcia silenziosa con le candele per esprimere pubblicamente la comune disapprovazione rispetto alla decisione presa dall’Amministrazione degli Stati Uniti d’America di trasferire la propria ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme. La marcia, riferisce Fides, prenderà il via mercoledì 13 dicembre, alle ore 18, dalla cattedrale greco-ortodossa, poi si snoderà nel quartiere di As-Sweifiyeh, nella parte occidentale di Amman, per terminare presso la chiesa cattolica dedicata a Maria di Nazareth. Durante la processione, tutte le campane delle chiese disseminate sul territorio del Regno suoneranno contemporaneamente. Nei giorni scorsi, i vescovi e i capi delle Chiese e delle comunità cristiane presenti nel Regno Hascemita avevano già sottoscritto una lettera per deplorare la decisione Usa su Gerusalemme. Questa, per i capi delle comunità cristiane presenti in Giordania, “rivela la faziosità degli Usa, e la loro inadeguatezza a essere onesti sponsor del processo di pace”. I vescovi del Regno Hascemita avevano anche richiamato le posizioni sostenute nei forum internazionali da Re Abdallah II di Giordania, che continua a rivendicare il ruolo di “custode” dei Luoghi Santi musulmani e cristiani di Gerusalemme.

Teologia: card. Versaldi (Congregazione educazione cattolica), “solo se si fa in ginocchio” comunica che “Dio è amore”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 13:44

Una teologia non “da tavolino” ma piuttosto “che si fa in ginocchio”. Questa, in estrema sintesi, è secondo il card. Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, l’indicazione di Papa Francesco affinché la teologia si sviluppi offrendo “il suo specifico ed insostituibile apporto alla missione evangelizzatrice della Chiesa”. Nella sua prolusione al Dies academicus della Facoltà teologica del Triveneto, oggi a Padova, il porporato mette in guardia dalla “teologia da tavolino”, preoccupata esclusivamente “del significato in sé da proporre nella sua oggettività immutabile e meno attenta al modo di cercarlo e comunicarlo”, e sottolinea invece come la “teologia in ginocchio” sia “attenta sia al significato da cercare con senso autocritico, sia alla modalità di comunicazione con cura della capacità di comprensione dei destinatari”. Del resto, chiosa, “la conoscenza di Dio porta a scoprire che Egli è Amore (Deus caritas est) e, di conseguenza, non si può comunicare questa verità senza l’amore che la definisce”. “Una enunciazione fredda e chiusa di verità di fede, anche se di contenuto ortodosso, non è adeguata a trasmettere il fuoco dell’amore di Dio agli uomini e facilmente si traduce in norme la cui osservanza è vincolante a prescindere dalle diverse situazioni concrete (morale casuistica). Mentre, quando la teologia diventa adeguata all’oggetto che studio (Dio-amore) allora da scienza si trasforma in sapienza”. E una “teologia in ginocchio” che “sa integrarsi con la Chiesa locale in uno scambio di carismi preziosi a beneficio degli uomini del nostro tempo per costruire il Regno di Dio a salvezza di quel mondo che Gesù è venuto non a condannare, ma a salvare” è ciò di cui oggi c’è bisogno.

Ue: Fondo investimenti strategici esteso fino al 2020 per 500 miliardi. Katainen, “creati 300mila posti di lavoro”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 13:10

(Strasburgo) Via liberadel Parlamento europeo, oggi a Strasburgo, all’adozione del regolamento che estende il Fondo europeo per gli investimenti strategici. Jyrki Katainen, commissario Ue responsabile per occupazione, crescita e investimenti, dichiara: “Il Piano di investimenti ha portato benefici concreti alle imprese di tutta Europa, ma vogliamo fare ancora di più. Abbiamo dato seguito alle osservazioni ricevute sul funzionamento del Fondo e introdotto alcune migliorie. Intendiamo rendere le decisioni di investimento del Fondo ancora più trasparenti e fornire ulteriore sostegno tecnico a livello locale”. La durata del Fondo sarà estesa sino alla fine del 2020 e il suo obiettivo di investimento “raggiungerà i 500 miliardi di euro”. Secondo Katainen, presente a Strasburgo, il fondo “ha già contribuito a creare 300mila posti di lavoro”. Interviene anche il presidente della Banca europea per gli investimenti Werner Hoyer: “La prima volta che lo abbiamo presentato, il Fondo è stato accolto con un certo scetticismo. Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo dimostrato che ha dato i suoi frutti: quest’iniziativa ha sostenuto migliaia di imprese e creato centinaia di migliaia di posti di lavoro”. Oltre a essere stato prolungato dalla metà del 2018 alla fine del 2020 e ad essere passato da un obiettivo di investimento di 315 miliardi di euro ad almeno 500 miliardi, il nuovo Fondo ha, secondo la Commissione, le seguenti caratteristiche: maggiore trasparenza, ampliamento della proporzione di progetti sostenibili, maggiore attenzione ai piccoli progetti, più sostegno tecnico a livello locale.

Migranti: Peri (Centro Astalli), “nell’accoglienza c’è una responsabilità ineludibile delle istituzioni che non si può sostituire con il volontariato”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 13:07

“C’è una responsabilità ineludibile delle istituzioni nell’assicurare ai migranti quello che è diritto soggettivo all’accoglienza e all’accesso ai servizi. Questo non si può sostituire con il volontariato, che deve andare di pari passo con l’impegno istituzionale. Questo può servire anche per ripensare il welfare e il nostro modo di vivere insieme rivendicando una cittadinanza inclusiva”. Lo ha affermato questa mattina Chiara Peri, che per contro del Centro Astalli ha coordinato la ricerca “I get you”, realizzata in 9 Paesi europei e presentata questa mattina a Roma. “Davvero – ha raccontato – abbiamo scoperto un’Europa diversissima circa il ruolo dei cittadini e delle istituzioni” nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti. “Le iniziative dal basso – ha aggiunto – in alcuni contesti sono certamente state una risposta più immediata e flessibile alle necessità nelle emergenze. In altri casi, come in Belgio, un sistema statale molto presente sembra paradossalmente non funzionare granché rispetto ad un quadro in evoluzione e, forse, ad un passo indietro nella volontà politica”. La ricerca ha messo in luce come “in Italia c’è una correlazione tra la nascita di iniziative dal basso e un’accoglienza diffusa, fatta in piccoli centri accessibili”. “Ma – ha riconosciuto Peri – si è anche sentito l’impatto di un racconto altalenante negli ultimi tre anni, fatto a volte di grandi slanci di solidarietà e a volte di grandi allarmismi”. “Questo comunque ha avuto un impatto nel crescere dell’interesse dei cittadini”, ha notato Peri. Il progetto che è culminato nella ricerca è stato finalizzato a “capire meglio cosa stesse succedendo spontaneamente e dal basso in Europa circa l’integrazione”. Sono state mappate 315 iniziative di “community building”, 62 delle quali in Italia. “Quello del nostro Paese – ha rilevato – è il numero più alto nei nove Paesi mappati”. Dopo la prima fase, si è proceduto ad un’analisi qualitativa realizzata solo su un campione. “Tra quelle italiane sono state individuate 20 iniziative che sono state coinvolte per un’intervista ad un migrante, ad un volontario e ad un organizzatore”. Alla luce delle interviste, ha spiegato Peri, “la ricerca si conclude con un prontuario, una bozza di linee guida per chi ha intenzione di realizzare un’iniziativa di questo tipo e alcune raccomandazioni per le istituzioni europee e nazionali”.

Santa Sede: on line “Good News”, il notiziario del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 13:04

Si chiama “Good News”, ed è un notiziario di voci e immagini che il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita ha confezionato in versione “on line”. Eventi straordinari come la visita di Papa Francesco al Dicastero, gli impegni del prefetto Kevin Farrell, le attività del segretario p. Alexandre Awi Mello, la nomina delle sottosegretarie, le missioni degli officiali, i contenuti del primo numero speciale, che raccoglie il meglio dello scorso bimestre. Nel primo numero del notiziario – disponibile in cinque lingue sul canale YouTube del Dicastero – trovano spazio inoltre “buone notizie” come le visite ad limina da parte dei vescovi provenienti da tutto il mondo, le novità dalla galassia delle associazioni e dei movimenti, il punto sul work in progress dell’Incontro mondiale delle famiglie di Dublino e della Giornata mondiale della gioventù di Panama. “È un piccolo strumento di comunicazione”, dichiara il prefetto nel suo videomessaggio di benvenuto: “Se troverà accoglienza e simpatia, potrà mettere in movimento un circuito virtuoso di scambio informativo e formativo sulle buone pratiche del popolo di Dio, con una attenzione privilegiata alle famiglie e al complesso tema della vita, dal suo concepimento fino alla morte naturale”.

Messaggio Giornata malato: don Angelelli (Cei), “richiami molto forti a chi si occupa di salute e sanità e invito a Chiesa ad essere sempre più comunità sanante”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 12:54

“Contiene richiami molto, molto forti” a quanti si occupano di salute e sanità. A commentare in un videoeditoriale per il Sir il Messaggio del Papa, diffuso ieri, per la Giornata mondiale del malato che ricorre l’11 febbraio 2018, è don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute. Tema della Giornata “Ecco tuo figlio … Ecco tua madre’”. Nel Messaggio, osserva il direttore dell’Ufficio Cei, “tutto il mondo della salute e della sanità e tutti coloro che si occupano di malati” sono invitati a mettere “la persona umana al centro del processo terapeutico”. Francesco, inoltre, “invita tutti a svolgere la ricerca scientifica nel rispetto della vita e dei valori morali e cristiani”. Il Papa, fa notare ancora don Angelelli, richiama l’impegno plurisecolare della Chiesa a servizio dei malati e “la generosità di molti fondatori, ma suggerisce una nuova creatività che parta dalla carità” e “ci chiede di preservare gli ospedali cattolici dal rischio dell’aziendalismo”. “Ci ricorda inoltre che la cura passa attraverso una visione integrale della persona. L’intelligenza organizzativa e la carità – le parole di Francesco – esigono che la persona del malato venga rispettata nella sua dignità e mantenuta sempre al centro del processo di cura”. “Un richiamo fortissimo – prosegue don Angelelli – è che a partire dalla parrocchia la pastorale della salute resta e resterà sempre un compito necessario ed essenziale”. Soffermandosi sulla “tenerezza e la perseveranza con cui molte famiglie seguono i propri figli, genitori e parenti, malati cronici o gravemente disabili – prosegue – il Papa ricorda che le cure che sono prestate in famiglia sono una testimonianza straordinaria di amore” e chiede siano “sostenute con adeguato riconoscimento e con politiche adeguate”. “Un invito a tutta la Chiesa – conclude Angelelli – a prendersi carico delle più grandi fragilità e ad essere sempre più una comunità sanante”.

Natale: Coldiretti, oltre mezzo milione di bambini anticipa i regali delle feste a Santa Lucia

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 12:50

Oltre mezzo milione di bambini in Italia scarta in anticipo i regali delle feste portati da Santa Lucia prima dell’arrivo di Babbo Natale. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare come si tratta di una tradizione fortemente radicata in alcune zone d’Italia come Verona, Brescia, Bergamo, Cremona, Lodi, Mantova, Piacenza, Reggio Emilia e Vicenza. L’appuntamento con Santa Lucia – spiega la Coldiretti – è festeggiato con l’acquisto di regali e dolci per i più piccoli, mentre in molte città si svolgono tradizionali mercati con banchi di ogni tipo per tutta la settimana che precede il 13 dicembre che presso i popoli del nord viene indicata come la data dalla quale si attende il ritorno della luce nel periodo più buio dell’anno, nonostante sia stato scientificamente provato che – sottolinea la Coldiretti – il 13 dicembre non coincida con il solstizio d’inverno e quindi “Santa Lucia non è il giorno più corto che ci sia”. In Svezia, all’alba del 13 dicembre, migliaia di bambine con una veste bianca, una candela accesa in mano e una coroncina di candele in testa, illuminano il buio inverno svedese. In Italia, secondo una tradizione molto radicata, nella notte del 12 dicembre arriva nelle case la santa protettrice della vista a bordo di un asinello volante carico di doni che – continua la Coldiretti – i bambini attendono la mattina, dopo essere andati a dormire presto in attesa dei regali del giorno dopo. L’usanza vuole che si lasci un piatto sul tavolo con del cibo (fieno, latte, carote) sia per la Santa che per l’asinello prima di andare a dormire ed in cambio lei fa trovare giocattoli e dolci della tradizione locale. La leggenda racconta che la Santa di Siracusa aveva solo 22 anni quando scelse il martirio piuttosto che rinnegare la religione cristiana a cui apparteneva. Era la figlia di un ricco signore che decise di darla in sposa a un mercante, Lucia, però, aveva altri progetti per la sua vita. Al rifiuto del matrimonio, lo sposo decise di denunciarla come cristiana. Subì un processo e secondo la tradizione, prima di essere decapitata, le vennero strappati gli occhi. Da qui il suo legame forte con tutti coloro che hanno problemi con la vista, dai ciechi ai miopi. Si racconta che in seguito al suo arrivo in paradiso lei stessa chiese di scendere almeno una volta sulla terra per rivedere la sua amata terra. Permesso che le venne accordato da San Pietro. Al suo ritorno le venne proposto di tornare ogni anno sulla terra per consolare le sofferenze dei bambini con dolci e regali. Così da quel giorno nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, Santa Lucia con il suo asinello si reca nelle case dei bambini e lascia loro doni, se sono stati bravi durante l’anno, o carbone se non hanno sempre obbedito ai loro genitori.

Migranti: p. Ripamonti (Centro Astalli), “forze oscure che si alimentano del disprezzo della diversità tornano ad alzare la testa”. Ma “costruire insieme comunità plurali è più che mai vitale”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 12:43

“Viviamo un tempo in cui tornano ad alzare la testa quelle forze oscure che si alimentano del disprezzo della diversità e dell’oltraggio alla vita della persona. Credo sia importante dircelo perché queste forze non alzino la testa ma rimangano dove le avevamo relegate come Paese”. Lo ha affermato questa mattina padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, nel corso della presentazione di “I get you”, la ricerca realizzata nell’ambito del progetto “Best” (Promoting best practices to prevent racism and xenophobia toward forced migrants through community building) in 9 Paesi europei. Capofila del progetto è il Jrs (Jesuit refugee service) Europa e tra i partner c’è anche l’associazione Centro Astalli. Ripamonti ha rilevato come “finalmente diciamo delle cose positive sui migranti”. “Credo che mai come in questo momento – ha evidenziato – sia importante raccontare e presentare delle buone pratiche di integrazione dei migranti forzati in un tempo in cui la paura rischia di condizionare la nostra visione del mondo orientandola in senso negativo e condizionando le scelte politiche”. Secondo il presidente del Centro Astalli, “l’integrazione è stata un po’ la cenerentola in tema di migranti in particolare in Italia; ci siamo concentrati sull’accoglienza ma meno sui processi d’integrazione forse dimenticando che una buona integrazione si radica in un’accoglienza programmata che però lì non si ferma, ma occorre fare dei passi in avanti”. Infatti, “i processi d’integrazione non sono la necessaria evoluzione dei processi del convivere ma vanno costruiti con creatività e visione”. “La ricerca – ha spiegato – racconta di chi si sforza di vedere nel vivere insieme, in modo partecipativo, la chiave del futuro cercando cammini nuovi e rivitalizzando quelli già percorsi”. Ripamonti ha concluso ringraziando “quelli che nonostante tutto continuano ad avere un sogno: quello di costruire insieme comunità plurali che non solo è possibile ma oggi è più che mai vitale”.

Strage piazza Fontana: Mattarella, “perseguire la verità”. “L’unità dimostrata allora sia da esempio per salvaguardare valori della nostra società”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 12:31

“La atroce strage di piazza Fontana, a Milano, fece irruzione nella storia repubblicana il 12 dicembre di quarantotto anni fa, provocando morti innocenti e sofferenze, sconvolgendo la coscienza civile del Paese, e proiettando sulla nostra democrazia l’ombra di una grave minaccia eversiva”. Lo ricorda oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 48° anniversario della strage. Nel giorno della ricorrenza il capo dello Stato esprime solidarietà e vicinanza ai parenti delle vittime, ai loro discendenti, agli amici e ai tanti che negli anni ne hanno onorato la memoria con l’impegno civile, con la tenace ricerca della verità, con la testimonianza offerta ai più giovani”. Infatti, “il tempo trascorso non può ridimensionare la profondità delle ferite e la portata dell’attacco rivolto alle istituzioni”.
L’attentato di piazza Fontana, aggiunge Mattarella, “segnò l’inizio di una terribile catena di sangue e di terrore, condizionando la stessa vita democratica e costringendo il Paese a piangere per altre, assai numerose, vite spezzate”. Da Milano tuttavia “partì anche una risposta unitaria, di popolo, delle forze politiche e sociali, che si propagò in ogni parte d’Italia e contribuì a rendere più forte la lotta al terrorismo. I valori della Costituzione, frutto della Resistenza e della lotta di Liberazione, si sono radicati ulteriormente nelle nostre comunità e sono prevalse, sconfiggendo la strategia della tensione”.
“Le tormentate vicende giudiziarie, seguite alla strage del ’69, non hanno condotto a una verità esaustiva. La domanda di giustizia non ha condotto a una definitiva risposta sugli autori materiali e i loro mandanti, ma ciò non può indurci a rassegnazione – avverte il presidente della Repubblica -: il percorso della verità va perseguito per giungere a un traguardo atteso dai familiari e da tutti gli italiani. Il valore del tenace e coraggioso lavoro di tanti servitori dello Stato è riuscito a disvelare sia la matrice neofascista, sia le gravi complicità nella vicenda di taluni apparati deviati”. Per Mattarella, “l’unità dimostrata dal Paese nel saper fronteggiare e vincere quella sfida alla Repubblica ci sia di esempio nella perenne opera di salvaguardia dei valori della nostra società”.

Papa Francesco: il calendario delle celebrazioni del tempo di Natale

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 12:29

Cominceranno con la Messa della notte di Natale e termineranno con la Messa dell’Epifania le celebrazioni del Papa per questo tempo liturgico, di cui la Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso oggi il calendario. La Messa del 24 dicembre nella basilica di San Pietro sarà celebrata da Francesco il 24 dicembre, alle ore 21.30. Lunedì 25 dicembre, alle 12, il tradizionale messaggio natalizio al mondo con la benedizione “Urbi et orbi” dalla loggia centrale della basilica vaticana. Domenica 31 dicembre, nella basilica di San Pietro, alle ore 17 il Papa celebrerà i primi vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, cui faranno seguito l’esposizione del Santissimo Sacramento, il tradizionale canto dell’inno “Te Deum”, a conclusione dell’anno civile, e la benedizione eucaristica. Sabato 6 gennaio, infine, alle ore 10, la Messa dell’Epifania nella basilica di San Pietro.

 

Corruzione in sanità: Transparency International Italia, la formazione del personale come antidoto

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 12:22

La corruzione mette a rischio anche un diritto basilare come la salute. Come antidoto, la formazione del personale si è dimostrato molto efficace. A dirlo sono i risultati presentati questa mattina a Roma del progetto “Curiamo la corruzione”, coordinato da Transparency International Italia, in partnership con Censis, Ispe Sanità e Rissc, e finanziato nell’ambito della Siemens Integrity Initiative. Il progetto triennale ha rivelato che nell’ultimo anno il 25,7% delle Aziende sanitarie ha vissuto al proprio interno almeno un episodio di corruzione, che in genere è stato affrontato in maniera appropriata. In particolare, in base al monitoraggio effettuato da Transparency International, risulta che nel 2017 sono comparse sui media nazionali 97 notizie su casi di corruzione in sanità. “Da tre anni a questa parte – ha spiegato il presidente di Transparency International Italia, Virginio Carnevali – sono state realizzate diverse attività che mirano ad aumentare la consapevolezza sul fenomeno della corruzione, a formare il personale delle aziende sanitarie e ospedaliere, a implementare e testare strumenti innovativi e modelli organizzativi specifici”. Proprio la formazione del personale nelle aziende sanitarie ha dimostrato esiti positivi perché, fra l’altro, gli operatori sono venuti a conoscenza della possibilità di rivolgersi al responsabile anticorruzione, nominato in tutte le amministrazioni pubbliche in base alla legge 190/2012, per segnalare abusi. Inoltre, per incentivare la pratica della denuncia spontanea di comportamenti illeciti (il cosiddetto whistleblowing), lo scorso 15 novembre è stata approvata la Legge “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”.

Diocesi: Terni, al Museo la mostra d’arte e solidarietà “Incontri natalizi 2017”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 11:57

In preparazione al Natale, l’Istess e la Proloco, in collaborazione con il Museo diocesano di Terni-Narni-Amelia e il patrocinio dell’assessorato alla cultura del Comune di Terni, promuovono fino al 19 dicembre, presso il Museo diocesano di Terni, la rassegna d’arte “Incontri natalizi 2017”, collettiva di pittura, scultura, grafica, fotografia, poesia, presepi e una sezione di filatelica e cartoline natalizie, con eventi culturali dedicati alla solidarietà e pace nel mondo. “L’iniziativa, che vede la partecipazione di oltre 60 artisti umbri, unisce arte, cultura e mondialità nel segno del dialogo, delle tradizioni popolari locali, dall’arte visiva, originale e creativa. A questo si aggiunge la solidarietà con l’incontro tra le associazioni che si occupano a vario livello di volontariato”, spiega una nota della diocesi. All’inaugurazione è intervenuto il vescovo Giuseppe Piemontese che ha visitato la mostra, esprimendo il proprio “apprezzamento per le opere esposte e per il messaggio di solidarietà e fraternità degli artisti che da oltre trenta anni partecipano e si ritrovano per il tradizionale incontro artistico del Natale”.
Tra le iniziative da segnalare “Signore dacci oggi il nostro pane”, raccolta di ricette popolari a base di pane e non solo, realizzata dai volontari del Centro missionario diocesano con l’intento di sensibilizzare sul grande problema della fame nel mondo. Tra gli eventi culturali domani, alle ore 16.30, è in programma la conferenza: “Con la nascita di Gesù la rivoluzione sociale e culturale nel mondo dell’impero romano” a cura di Armando Rossini, e alle 17.30 “Il significato del Natale nel mondo di oggi” a cura di mons. Gianni Colasanti. Il 14 dicembre alle ore 16.30 la conferenza “L’economia della solidarietà” a cura di Cristina Montesi, docente di Economia all’Università degli studi di Perugia sede di Terni. Il 15 dicembre il recital di poesie in mostra, di quelle partecipanti al “Logo d’oro città di Terni” e di quelle natalizie di ieri e di oggi. Come ogni anno, sarà possibile scegliere l’opera preferita da parte del pubblico con il voto del “Premio Simpatia” del pubblico da assegnare all’opera più originale e simpatica delle diverse categorie. La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle 16.30 alle 19.30.

Emergenza Neet: Rosina (Ist. Toniolo), servono “alleanze pubblico–privato e “misure di prossimità”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 10:06

Per superare la sua fragilità, il sistema formativo italiano “deve mettersi in dialogo con i servizi per l’orientamento e l’impiego e naturalmente con il mercato del lavoro”, sostiene in un’intervista al Sir il demografo Alessandro Rosina. “In tempi di quarta rivoluzione industriale e di scenari e figure professionali in rapido cambiamento – avverte -, una buona formazione significa anche grande flessibilità e volontà e capacità di aggiornamento continuo. I giovani devono diventare soggetti attivi di un mondo in continuo cambiamento”. A tre anni dall’avvio di Garanzia giovani, Rosina definisce “insoddisfacente” la riduzione dei Neet dai 2,5 milioni di fine 2013 ai 2,2 di fine 2016. “Avviata in modo improvvisato” l’alternanza scuola-lavoro, che “se venisse utilizzata bene avrebbe un immenso potenziale”. Secondo il demografo, per “scovare e “riaccendere” i Neet servono piuttosto, “misure di prossimità” e “alleanze pubblico–privato, istituzioni-famiglie, scuola-aziende” maggiormente in grado di intercettarli. Sul modello del programma Neetwork avviato nel 2015 in Lombardia che grazie al contributo di oltre 240 organizzazioni non profit è andato a cercare sul territorio i ragazzi più vulnerabili utilizzando anche i social network e offrendo loro tirocini remunerati di 4-6 mesi. Buone le risposte: “un percorso personalizzato di vero accompagnamento verso l’autoconsapevolezza e la ripresa in mano del proprio progetto di vita. Un modello – conclude Rosina – potenzialmente esportabile, naturalmente da calibrare di volta in volta in base ai ragazzi che ci si trova di fronte”.

Emergenza Neet: Rosina (Ist. Toniolo), “sistema formativo debole, scarso incontro domanda-offerta, alta dispersione scolastica”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 10:04

In Italia i Neet (Not in Education, Employment or Training) sono 2,2 milioni, il 24% dei coetanei, contro il 14% della media Ue. In un’intervista al Sir Alessandro Rosina, docente di demografia all’Università Cattolica di Milano e coordinatore scientifico del Rapporto Giovani promosso dall’Istituto Toniolo, parla di capitale umano sprecato, tra debolezze della formazione scolastica e scarse opportunità offerte dal sistema produttivo, e sottolinea l’importanza di “alleanze sul territorio in grado di scovarli e riattivarli”. Analizzando le cause di questa anomalia italiana, Rosina richiama “l’inefficienza dell’intero percorso di transizione scuola-lavoro, momento chiave all’interno della più generale transizione allo stato adulto”, “la fragilità e l’inadeguatezza della formazione, degli strumenti di incontro domanda-offerta di lavoro”, “i limiti del sistema produttivo” e l’alto tasso di dispersione scolastica. Per il demografo, la debolezza del nostro sistema formativo consiste nell’essere basato “più sulle nozioni che sulle competenze spendibili nel mondo del lavoro, non insegna a saper fare, non consente ai ragazzi di mettersi fattivamente alla prova”, dovrebbe invece “coniugare imparare con saper fare”. È inoltre carente sulle competenze trasversali: life-skills quali “capacità di prendere un impegno, di mettersi in gioco, di essere intraprendente, di lavorare in squadra, di risolvere i problemi, di progettare il futuro”.

Austria: diocesi di St. Pölten, distribuiti 60mila opuscoli per celebrare la vigilia di Natale

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 09:55

Con un opuscolo gratuito distribuito in tutte le parrocchie della diocesi St. Pölten e presso 300 punti vendita di alberi di Natale della Bassa Austria, l’Azione cattolica diocesana vuole offrire suggerimenti per la celebrazione “creativa e contemplativa” della vigilia di Natale: l’opuscolo dal titolo “Vigilia di Natale… festeggiamo” è rivolto non solo agli operatori ecclesiali e ai gruppi parrocchiali, ma a tutti i fedeli. “Molte famiglie si stanno impegnando per rendere la vigilia di Natale soddisfacente per tutti. Le alte aspettative spesso non possono essere soddisfatte”, ha scritto in un comunicato stampa il presidente dell’Azione cattolica, Armin Haiderer. L’offerta riguarda soprattutto la possibilità, con varie alternative, di approfondire sia la dimensione spirituale che quella liturgica e familiare, e per raggiungere più fedeli possibile la tiratura dell’opuscolo è stata di 60mila copie: molte persone sono disposte a fare la vigilia di Natale religiosa, “ma mancano spesso del know-how spirituale”, ha detto Haiderer. La brochure offre testi contemplativi, il Vangelo di Natale così come i canti tradizionali. La pubblicazione dell’opuscolo non è una novità a St. Pölten e appare già da diversi anni. Ogni anno viene cercato un tema specifico sul quale far centrare la riflessione dei fedeli e per quest’anno sono stati scelti gli animali umili presso la mangiatoia della Natività: “il bue e l’asino non sono gli animali più nobili, ma hanno permesso a Gesù di venire per tutti”, ha detto il segretario generale dell’Azione cattolica della diocesi, Axel Isenbart.

Germania: Bibbia sullo smartphone, App con la nuova versione cattolica delle Sacre scritture

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 09:41

Mentre è in corso sia in Germania che in Austria un dibattito ecclesiale circa la qualità della nuova Traduzione aggiornata standard della Bibbia cattolica in tedesco, la nuova edizione è ora disponibile come applicazione gratuita per gli smartphone sia con sistema operativo iOS sia Android. Il testo completo di oltre un milione di parole è strutturato sulla base dei vari libri dell’Antico e del Nuovo Testamento ed è anche accessibile mediante la ricerca full-text. La App è messa a disposizione dalla Katolisches Biblewerk con sede a Stoccarda, ed offre vari piani di lettura per avvicinarsi al Libro dei Libri giorno dopo giorno. Vengono inoltre indicate le referenze bibliche giornaliere della messa e della liturgia delle ore. L’offerta è completata da una comoda funzione di ricerca, che opera anche tramite controllo vocale, da un piano di lettura comparata ecumenica e da una funzione per salvare, gestire e condividere le citazioni bibliche che interessano con i propri commenti e preghiere. La App giunge dopo il grande successo editoriale della nuova traduzione standard della Bibbia cattolica in tedesco, che è stata presentata alla fine del 2016, dopo oltre 10 anni di lavoro di molti teologi, biblisti e linguisti che hanno tenuto conto delle più recenti scoperte scientifiche, con un più vicino orientamento al testo di base e alla lingua contemporanea. Dall’estate del 2017 sono state vendute circa 250mila copie della nuova traduzione della Bibbia che è disponibile anche come e-book.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie