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Simposio docenti università: Gianotti, il Cern come modello europeo della ricerca

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 16:37

Il Cern di Ginevra non è soltanto il più grande laboratorio al mondo per lo studio della fisica delle particelle ma è anche “un modello organizzativo che è oggetto di studio per i sociologi, le business schools, i manager e gli amministratori delle aziende”. Lo ha detto Fabiola Gianotti, l’italiana che del Cern è direttrice generale, nella Lectio Magistralis tenuta nel corso del XIV Simposio internazionale dei docenti universitari, in svolgimento a Roma. La Gianotti, dunque, ha presentato lo straordinario “caso” organizzativo del Cern, la cui eccellenza non si manifesta soltanto sul piano dei risultati scientifici. I suoi esperimenti coinvolgono 3mila scienziati provenienti da oltre 40 Paesi. La struttura in tutte le sue componenti e dimensioni è stata progettata da centinaia di fisici ed ingegneri provenienti da centinaia di istituzioni e costruita da centinaia di aziende. Com’è possibile far funzionare questo insieme così complesso “al costo di un cappuccino all’anno per ogni cittadino europeo”?
In estrema sintesi, la direttrice del Cern ha indicato in quattro pilastri il segreto del successo del Cern: l’autorità proviene dal contributo intellettuale e non dalle gerarchie aziendali, così che anche i più giovani possono essere protagonisti di decisioni strategiche; struttura organizzativa leggera e burocrazia ridotta al minimo, con il pieno sfruttamento di tutti gli strumenti disponibili senza che vengano represse le idee e le iniziative individuali; decisioni costruite sul consenso dopo discussioni aperte a tutti; comune passione per la conoscenza, un valore che trascende ogni provenienza, cultura, lingua, popolo.

Synod on youth: Card. Woelki (Cologne), “we need to listen to young people”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 16:33

The questionnaire by which the Vatican intends to consult young people across the world on their faith and lives in preparation for the Synod in 2018 has been accessible online for a few days now. The Archdiocese of Cologne has now translated the online survey, thus becoming the first German diocese to give its young people the chance to have their say, since the official website of the Synod has not yet published a translation into German. At www.jugend-macht-kirche.de, the Archdiocese of Cologne has also included some additional questions. In the meanwhile, the German Bishops’ Conference (DBK), in cooperation with the Federation of German Catholic Youth (BDKJ), is working on the German version of the questionnaire that shall be uploaded to the Vatican’s official website. According to the Archbishop of Cologne, Cardinal Rainer Maria Woelki, “we need to listen to what young people think about certain matters” because “we need to learn to rely on our youth, to trust our young people”. Card. Woelki stressed the importance of the consultation initiated by Pope Francis which will end on 30 November 2017; it is for this reason that the Archdiocese of Cologne has acted ahead of the official schedule by making its own translation into German so as to allow greater discernment on the proposed topics of life, the family, work, religion, and on specific topics such as confidence in Church institutions or parenthood.

 

Sinodo giovani: card. Woelki (Colonia), “abbiamo bisogno di ascoltare i giovani”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 16:33

Da pochi giorni è on-line il questionario con il quale, in vista del Sinodo del 2018, il Vaticano ha chiesto ai giovani del mondo di parlare della fede e della loro vita. Ora, l’arcidiocesi di Colonia ha tradotto il sondaggio on-line ed è la prima diocesi tedesca a dare ai propri giovani la possibilità di rispondere alle domande, in quanto ancora sul sito ufficiale del Sinodo non è presente la traduzione tedesca. Sotto www.jugend-macht-kirche.de sono state inserite anche delle domande supplementari dell’arcidiocesi di Colonia. Nel frattempo la Conferenza episcopale tedesca (Dbk), in collaborazione con la Federazione dei giovani cattolici tedeschi (Bdkj), sta realizzando una versione tedesca del questionario che dovrebbe quindi essere inserita nel sito ufficiale del Vaticano. Per l’arcivescovo di Colonia, il cardinale Rainer Maria Woelki, “c’è bisogno di sentire cosa pensano i giovani su alcune questioni” perché “dobbiamo imparare a fare affidamento sui nostri giovani, ad avere fiducia nei nostri giovani”. Woelki ribadisce l’importanza della consultazione avviata da Papa Francesco e che scadrà il 30 novembre prossimo, e per questo l’arcidiocesi di Colonia si è mossa in anticipo sui tempi ufficiali, realizzando una propria traduzione per permettere un più profondo discernimento sui temi proposti: vita, famiglia, lavoro, religione, e su argomenti peculiari come la fiducia nelle istituzioni ecclesiali o la genitorialità.

Siccità: stato emergenza, in arrivo 8,6 mln per Parma-Piacenza

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 16:22

(DIRE-SIR) – Otto milioni e 650.000 euro per affrontare l’emergenza siccità nei territori di Parma e Piacenza, ulteriori deroghe alle norme nazionali per assicurare la fornitura di acqua potabile alla popolazione (anche mediante autobotti) e per potenziare l’approvvigionamento di acqua con interventi strutturali. Lo ha stabilito questa mattina il Consiglio dei ministri, accogliendo così la richiesta di stato di emergenza nazionale presentata dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, avanzata lo scorso 13 giugno.
“Abbiamo ottenuto dal Governo quanto chiesto dall’Emilia-Romagna per far fronte ad una situazione eccezionale”, sottolinea il presidente Bonaccini in una nota. “È stato giusto procedere autonomamente alla richiesta di stato di emergenza nazionale perché ci ha consentito di accelerare al massimo i tempi e dare risposte a un territorio dove la siccità ha colpito più che altrove. Stiamo seguendo giorno per giorno la situazione e lavorando per rispondere al meglio alle necessità imposte da una crisi idrica importante”.
Per rispondere all’emergenza siccità nei campi e alle necessità di garantire acqua potabile in tutta la regione, sempre oggi, a Bologna, c’è stata la riunione con i rappresentanti dei Consorzi di bonifica, le associazioni degli agricoltori, i gestori del servizio idrico integrato, Atersir e Arpae per illustrare nel dettaglio le procedure semplificate per le deroghe ai prelievi di acqua, superando i limiti del cosiddetto “deflusso minimo vitale” dei fiumi, in base alla delibera della giunta regionale. Già da ora, i titolari di concessioni possono presentare la domanda di deroga ad Arpae.
“La dichiarazione di stato di emergenza nazionale e le importanti risorse in arrivo sono frutto dell’impegno dalla Regione in stretta collaborazione con il dipartimento nazionale di Protezione civile e i territori”, chiosa l’assessore all’Ambiente, Paola Gazzolo. “Ora continueremo ad essere al fianco della popolazione e degli operatori agricoli, anche mettendo a disposizione le nostre conoscenze e i nostri uffici per supportare le richieste di deroga ai limiti di prelievo di acqua”.
Il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli sottolinea in una nota come il Governo abbia agito “con grande tempestività per dare risposte straordinarie, a fronte della situazione di grave carenza idrica che sta riguardando i consumi domestici e quelli irrigui per l’agricoltura”. Tutte le misure straordinarie che seguiranno lo stato di emergenza- afferma ancora il sottosegretario- verranno stabilite in stretto raccordo con la Regione Emilia Romagna”.

(www.dire.it)

Liturgia e catechesi: mons. Maniago, “lavorare insieme è un dovere”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 16:12

“Tra catecheti e liturgisti, lavorare insieme è un dovere. Non c’è soltanto una Chiesa che ce lo chiede, c’è una realtà che chiede l’annuncio del Vangelo e la possibilità di incontrare il Signore, che è l’unica cosa decisiva. È un grido che ci raggiunge e non possiamo con le nostre dispute di bassa lega fare sì che questo grido vada smorzato”. Lo ha affermato questa mattina mons. Claudio Maniago, vescovo di Castellaneta e presidente della Commissione per la liturgia della Cei, chiudendo il Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici e liturgici diocesani che si è svolto a Salerno. Per Maniago, “è stato interessante vedere la passione con cui un’assemblea come questa ha partecipato. Si è percepita un’intensità grande sia nei piccoli gruppi sia nei momenti insieme”. Rivolgendosi ai sacerdoti, ai catechisti e agli operatori pastorali presenti, il vescovo ha rilavato come questi giorni sono stati il riflesso “di quella passione e di quella intensità con cui quotidianamente vi impegnate e lavorate per una causa che è evidentemente comune”. Maniago ha ribadito che “non si parte da zero” e “sia il percorso che ha fatto la catechesi in questi decenni, sia il percorso che ha fatto la liturgia sono stati lunghi, intensi e molto fruttosi”. “Non c’è paragone – ha evidenziato – tra quello che possiamo offrire adesso, tra le riflessioni che facciamo ora e quelle che si potevano fare qualche anno fa”. Ricordando il tema del convegno – “Bambini e ragazzi nell’azione simbolico-rituale della Chiesa: liturgia e catechesi” – mons. Maniago ha osservato che “pensare ai bambini e a come introdurli in una realtà così importante e per noi decisiva, è un impegno che prende tutti. Su questo argomento dobbiamo mettere le nostre energie migliori che non possono essere in competizione”.

Simposio docenti università: Dionigi, essere oltre le mode ma saper cogliere le sfide dei tempi

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 16:09

“L’università è se stessa se è altra dalla società, dalla politica, dalle istituzioni: in una parola se è contraltare dell’attualità e resistenza alle mode e al presente. Ma è altresì se stessa se coglie le sfide e i segni dei tempi, se è in sintonia con la storia e non solo col presente, se interpreta il destino dei singoli e della società”. È quanto ha affermato Ivano Dionigi, già magnifico rettore dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, nella Lectio Magistralis tenuta al XIV Simposio internazionale dei docenti universitari, in corso a Roma.
Dionigi ha individuato “nelle due direzioni e tensioni della tradizione e della traduzione” i compiti “permanenti e insostituibili” dell’università, chiamata a confrontarsi con “due rivoluzioni”: quella tecnologica del digitale e quella sociale dell’immigrazione. La prima rivoluzione sfida il pensiero umanistico a “non adagiarsi pigramente su concetti acquisiti”, poiché “questo mondo nuovo va letto con parole originali e con pensieri lunghi, soprattutto nel momento in cui l’uomo per la prima volta rischia di sentirsi inferiore e antiquato rispetto agli effetti che ha causato”. La seconda rivoluzione impone di confrontarsi con “l’arrivo di nuovi popoli” che “spinti da guerra, fame, persecuzione migrano verso il nostro Occidente in cerca di quella giustizia che abbiamo rimosso dal nostro lessico”. “Al pensiero lungo, interrogante e dialogante – ha sottolineato Dionigi – è affidato il compito di dismettere definitivamente il nostro eurocentrismo e di riconoscerci parte”.

G8 di Genova: Amnesty, “nuova condanna Corte europea è buona notizia. Ora introdurre reato di tortura”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 16:09

“La nuova condanna da parte della Corte europea dei diritti umani nella sentenza Bartesaghi Gallo e altri contro l’Italia è una buona notizia perché aiuta a fissare nella memoria collettiva una pagina tragica della storia italiana recente che non deve mai più ripetersi”: lo ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia. “È importante anche perché sottolinea la necessità di rafforzare la cultura dei diritti umani tra le forze di polizia ed è un ulteriore sollecito, semmai ce ne fosse bisogno, al nostro Paese affinché si doti di una legislazione che permetta di punire adeguatamente il reato di tortura, che tuttora manca”, ha concluso Marchesi.

Consiglio d’Europa: “nazionalismi e populismi strumentalizzano paure e incertezze”. Jagland, “profonda preoccupazione”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 16:04

(Strasburgo) “La forte spinta del populismo nazionalista, gli sforzi continui in materia di integrazione dei migranti e la risposta degli Stati europei ai nuovi attacchi terroristici che hanno colpito l’Europa nel 2016” sono le “maggiori evoluzioni” identificate dalla Commissione contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa (Ecri) nel suo rapporto annuale pubblicato oggi a Strasburgo. “L’impennata del populismo nazionalista – vi si legge – ha contraddistinto il 2016. I movimenti nazionalisti e xenofobi hanno strumentalizzato le paure e le incertezze; gli insulti razzisti e il discorso dell’odio xenofobo hanno raggiunto livelli senza precedenti e sono entrati in molti casi nella tendenza politica dominante”. Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa, commenta: “La crescita di politiche populiste in Europa è profondamente preoccupante, in particolare quando è rivolta alle minoranze, inclusi migranti e rifugiati. Invito tutti i responsabili politici a fare tutto ciò che è in loro potere per impedire questa pericolosa tendenza e impegnarsi a costruire società inclusive”.
Il presidente dell’Ecri, Christian Ahlund, ha sottolineato che il discorso dell’odio si sviluppa nella sfera politica e mediatica: “non è sufficiente perseguire penalmente e tenere sotto controllo il discorso dell’odio, dobbiamo contrastarlo attivamente. I codici deontologici interni dei media e dei parlamentari dovrebbero prevedere delle sanzioni. Le élite politiche, religiose e culturali, gli artisti e le celebrità sportive devono partecipare in maniera attiva alla diffusione di un contro-discorso”.

Agricoltura: Acli Terra, “solidarietà a proteste produttori italiani contro grano contaminato dal Canada”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 15:51

Acli Terra, che ha come obiettivo primario la tutela delle tipicità locali, esprime oggi solidarietà “ai produttori italiani che in questi giorni stanno protestando contro i continui sbarchi di grano, potenzialmente contaminato, proveniente dal Canada”. Lo afferma Giuseppe Cecere, presidente nazionale dell’associazione professionale agricola delle Acli, a commento dello sbarco nel porto di Bari di circa 600mila quintali di grano probabilmente arricchito con sostanze come micotossina Don, Glifosate e Cadmio. La nave è stata sottoposta a sequestro dalla Procura della Repubblica ma le proteste degli agricoltori riguardano principalmente la mancanza di chiarezza e trasparenza sui controlli. Cecere sottolinea anche la concomitanza dello sbarco con il periodo di trebbiatura del grano e chiede alle autorità che venga fatta luce sull’accaduto: “Ci chiediamo perché le analisi non vengano fatte in loco al momento della partenza, e perché non venga preso in considerazione il rischio elevatissimo di nocività per i consumatori. Più che di una leggerezza nei controlli – conclude – si tratta di una vera e propria spregiudicatezza che tende a favorire le produzioni industriali, a scapito della qualità, della sicurezza alimentare e della tipicità di un prodotto, quale il grano, che è alla base del made in Italy.”

Iniziazione cristiana: mons. Sartor, “armonizzare il vissuto familiare con il vissuto catechetico e liturgico”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 15:41

“Solo se la narrazione della Scrittura, l’attenzione costante all’umano e la soggettività della comunità cristiana saranno nostri ambiti di lavoro quotidiano potremo essere fedeli alla felice prospettiva che ci appassiona, a quel destino che ci vede oggi raccolti a condividere come viva armonia la stupenda sinfonia della fede cristiana”. Lo ha affermato questa mattina mons. Paolo Sartor, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale (Ucn), nella relazione conclusiva del Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici e liturgici diocesani che si è svolto a Salerno. “Non abbiamo più tempo per dispute sul primato della liturgia o della catechesi”, ha osservato Sartor, aggiungendo che questo è ancor più vero “dopo Evangelii Gaudium e due Sinodi sulla famiglie” e a maggior ragione “in vista dell’appuntamento sinodale sulla vita e la fede dei giovani e sulla loro vocazione, rispetto al quale se ci sono due settori che sono ampiamente ignorati sono quelli della liturgia e della catechesi”. Sartor ha inoltre rilevato che “se ripartiremo dall’ascolto delle persone, cominciando proprio dai bambini e dai ragazzi con le loro famiglie, avremo il miglior cammino da fare insieme”. Per il direttore dell’Ucn, “un lavoro comune sull’iniziazione offrirebbe la possibilità di ripartire dalla centralità delle relazioni nella comunità, tra le famiglie della comunità, tra preti e laici, per essere comunità emotivamente mature nell’accogliere e accompagnare le famiglie”. “Solo la partecipazione dei bambini ai riti – ha aggiunto – permette a tutti i cristiani di cogliere la multiformità delle espressioni e il diritto di ciascuno a parteciparvi coi propri tempi e i propri riti”. Per Sartor, inoltre, è necessario “armonizzare il vissuto familiare con il vissuto catechetico e liturgico, sapendo che avvengono in tempi e spazi differenti e sono espressi e compresi con linguaggi differenti”. Anche per questo “è necessario fare di più per la formazione liturgica dei catechisti” così com’è necessario “interrogarsi sulla formazione catechetica dei liturgisti”.

Simposio docenti università: mons. Leuzzi, nel cambiamento d’epoca il mondo ha bisogno della carità intellettuale

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 15:35

“Nel cambiamento d’epoca non è possibile scindere il popolo dalla società, come non è possibile scindere la carità samaritana e politica dalla carità intellettuale. La terza missione dell’università deve svolgere questo ruolo di animazione culturale capace di riannodare i legami della convivenza umana, rendendola funzionale per la crescita di tutto l’uomo e di tutti gli uomini”. Lo ha affermato mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma e delegato per la pastorale universitaria, nell’intervento introduttivo al XIV Simposio internazionale dei docenti universitari, presso l’aula magna della Pontificia Università Lateranense. Il titolo del simposio, che si tiene in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma, è “La terza missione delle università, dei centri di ricerca e delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica in Europa. Per uno sviluppo umano integrale”.
“Senza l’università – ha sottolineato mons. Leuzzi, richiamando anche l’esperienza del Giubileo – non sarà possibile, o quanto meno sarà più complesso, l’avvio di una nuova elaborazione culturale per costruire la società nel cambiamento d’epoca, come più volte indicato da papa Francesco”. “Il binomio conoscenza-misericordia – ha osservato ancora il vescovo – non solo ha rimesso al centro della vita dell’università la ricerca e la didattica, ma le ha rilanciate in una nuova sintesi che è quella delle progettualità sociale, ossia la terza missione nel cambiamento d’epoca”. In questa prospettiva, “una grande responsabilità è affidata ai docenti e all’intera comunità accademica: il mondo ha bisogno della carità intellettuale”.

Riforma media vaticani: mons. Viganò (SpC), “un approccio più antropologico che tecnocentrico”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 15:16

“Un approccio più antropologico che tecnocentrico”. Così la Santa Sede sta affrontando la riforma dei media. Lo ha ribadito oggi mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione (SpC), intervenendo al 4° Meeting nazionale dei giornalisti cattolici e non (Grottammare, 22-25 giugno). L’incontro, promosso da Ufficio comunicazioni sociali della Cei, Avvenire, Fisc, Sir, Ucsi, Tv2000 e Radio in Blu, “L’Ancora” e “La Vita Picena”, ha come tema una frase di Papa Francesco: “Tutto nel mondo è intimamente connesso”. Analizzando “la connessione dei media”, mons. Viganò ha ricordato che “oggi lo sviluppo del digitale rende possibile ampliare le opportunità non solo di scambio di informazioni ma anche di relazioni, collaborazione e socialità”. In questo contesto, ha sottolineato, “si comprende come abbia un senso parlare di nuovo umanesimo: infatti come l’intervento rinascimentale di Brunelleschi con Santa Maria del Fiore modellava il paesaggio di Firenze, oggi siamo tutti alle prese non solo con la trasformazione di un paesaggio visibile ma anche di uno spazio relazionale e collaborato. Se lo sguardo prospettivo del Quattrocento aveva un punto di fuga attorno al quale comporre lo sguardo, oggi il punto di fuga è moltiplicato tante quante sono le dorsali che connettono meridiani e paralleli digitali ridisegnando nuove geografie. E, oggi come nel Rinascimento, al centro c’è l’uomo, la sua forza e responsabilità nel governare la realtà”. Per questo, ha concluso, anche “nella connessione dei media si può parlare di nuovo umanesimo”.

Rapporto Caritas-Migrantes: Bernasconi (Lombardia), immigrazione è “fenomeno strutturale, non più emergenza”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 15:04

“Questo rapporto deve diventare uno strumento di tutte le realtà lombarde, che si trovano in questo momento storico a doversi confrontare con il tema dell’immigrazione. Il punto è proprio questo: per recuperare il patrimonio di civiltà che abbiamo ereditato dai nostri padri, dobbiamo affrontare questo tema con la massima serenità, dal momento che continuiamo a chiamare ‘emergenza’ un fenomeno che è invece strutturale ormai da anni”. Lo ha detto Roberto Bernasconi, direttore della Caritas di Como e referente per il coordinamento regionale “immigrazione” delle Caritas lombarde, nel suo intervento di questa mattina a Milano durante la conferenza di presentazione del XXVI Rapporto Immigrazione di Caritas/Migrantes. Nel corso dell’incontro di stamane, ha preso la parola anche Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali del comune di Milano. “Il rancore fomentato in questi giorni dimostra che non siamo tutti pronti a ragionare sull’immigrazione allo stesso modo – ha ammonito Majorino -. C’è una parte della politica e della società che intende cavalcare le paure della gente verso gli immigrati. In questo modo, però, si mette in moto un gioco strumentale pericoloso che aumenta la distanza con gli stranieri e crea nuovi timori”. Secondo l’assessore, è necessario evitare di “rimanere inchiodati alla logica dell’emergenza, ma occorre fare un passo in avanti puntando a percorsi di dialogo che mettano al centro la diversità. Il tema delle nuove generazioni – ha sottolineato – è una sfida per il nostro futuro che merita politiche e interventi più adeguati”.

Rapporto Caritas/Migrantes: Gualzetti, “in Lombardia sta avvenendo una progressiva integrazione della popolazione straniera”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 14:51

“Oltre 181mila persone hanno chiesto di essere accolte in Lombardia tramite la richiesta di asilo e, in un anno, oltre 54mila sono diventati italiani. Il rischio, però, è di focalizzarsi soltanto sui numeri, quando in realtà bisognerebbe allargare lo sguardo sui motivi che spingono queste persone a venire in Italia: non bisogna dimenticare che i conflitti che caratterizzano il Corno d’Africa ci riguardano da vicino, dato che nel prossimo futuro è previsto che oltre 30 milioni di persone lasceranno il proprio Paese per venire in Europa”. È il monito del direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, lanciato questa mattina nel corso della presentazione del XXVI Rapporto Immigrazione di Caritas/Migrantes. Gualzetti, che ha aperto il convegno intitolato “Nuova generazione di italiani”, ha messo l’accento sull’importanza di approvare lo “ius soli”, legge in corso di discussione in Parlamento: “I dati mostrano che in Lombardia sta avvenendo una progressiva integrazione della popolazione straniera – ha detto il direttore della Caritas -. Oltre la metà degli alunni stranieri sui banchi di scuola nella nostra regione potrebbe avere le carte in regola per diventare italiana se fosse approvata la legge sullo ius soli. È venuto il tempo di prendere atto di questa realtà”. Secondo Gualzetti, inoltre, per favorire l’inclusione “occorrono politiche di accoglienza serie, con uno sguardo rivolto ai processi di integrazione che vanno gestiti al meglio. L’obiettivo – ha concluso – è favorire un dialogo costante sia con chi è appena arrivato sia con chi vive in Italia da anni”.

Papa Francesco: domani riceve il luogotenente di gran maestro del Sovrano Ordine di Malta

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 14:46

Il Luogotenente di Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta, fra’ Giacomo Dalla Torre, verrà ricevuto domani mattina da Papa Francesco in occasione della ricorrenza di San Giovanni Battista, Santo protettore del Sovrano Ordine di Malta, che si celebra il 24 giugno. Si tratta della prima udienza con il Pontefice da quando Fra’ Giacomo Dalla Torre è stato eletto Luogotenente di Gran Maestro, lo scorso 29 aprile. Nel corso dell’udienza si farà il punto sul processo di riforma della Carta Costituzionale avviato per rendere l’Ordine di Malta più in linea con le esigenze di una istituzione che negli ultimi anni è cresciuta e ha ampliato in maniera significativa la sua presenza sul territorio. “Il Luogotenente – si legge in una nota dell’Ordine di Malta – illustrerà i principali progetti dell’Ordine di Malta volti a portare aiuto e sostegno ai tanti rifugiati, sfollati e migranti in tutto il mondo”. Nel corso dell’incontro Fra’ Giacomo Dalla Torre presenterà anche le attività in ambito diplomatico per la promozione del rispetto delle leggi umanitarie internazionali con la partecipazione a numerosi summit come il Forum Globale sulla migrazione e lo sviluppo, che si apre a Berlino la prossima settimana. Il contributo per la formazione della Guardia Costiera libica nell’ambito della missione navale Sophia- Eunavfor Med- da parte del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e l’incessante lavoro di assistenza medica ai migranti nel Mar Mediterraneo a bordo delle Navi della Marina Militare italiana saranno altri temi al centro dell’incontro tra il Luogotenente e il Papa. L’Ordine di Malta 120.000 volontari e operatori e circa 2.000 progetti in 120 Paesi del mondo: assicura assistenza medica, sociale e psicologica ai più fragili e vulnerabili.  Al termine dell’udienza la delegazione guidata da fra’ Giacomo Dalla Torre sarà ricevuta dal Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin.

Stranieri: Rapporto Caritas/Migrantes, nel 2016 lieve calo in Lombardia, che resta però la regione più attrattiva d’Italia

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 14:46

Sono 1.149.011 gli stranieri residenti in Lombardia, pari all’11,5% della popolazione lombarda. Per la prima volta, seppure di poco, diminuiscono. Il calo, pari allo 0,3%, è dovuto soprattutto, come sottolineato dall’Istat, al progressivo aumento di cittadini stranieri che diventano italiani: 54mila, il 27% delle nuove cittadinanze registrate in Italia. È quanto emerge dal XXVI Rapporto Immigrazione di Caritas Migrantes dal titolo “Nuove generazioni a confront0”, basato sui dati relativi al 2016. Il rapporto è stato presentato questa mattina a Milano, nel corso del convegno “Nuova generazione di italiani”. Come emerge dal dossier, la Lombardia rimane la regione più attrattiva dell’Italia: quasi un cittadino straniero su quattro, il 22,9% dei 5.026.153 che vivono regolarmente sul territorio italiano, risiede nel territorio lombardo. Una percentuale superiore di ben 10 punti a quella che si registra nella seconda regione italiana più multietnica, il Lazio, dove gli immigrati che scelgono di stabilirvisi sono il 12,8%. La Lombardia, inoltre, è la prima regione italiana anche per numero di matrimoni con almeno un coniuge straniero (17,4%), per occupati stranieri (22,8%), per presenza di imprese il cui titolare è extra-comunitario (18,9%). Secondo il Rapporto, inoltre, le province di Milano, Brescia e Bergamo nel loro insieme ospitano il 64,0% della popolazione straniera regionale. Le comunità maggiormente presenti sono quella romena, quella marocchina e quella albanese, le quali nel loro insieme totalizzano quasi un terzo degli stranieri residenti in regione. Se gli stranieri occupati si concentrano maggiormente nei servizi (62,8%) e nell’industria (19,4%), sul territorio lombardo sono 66.766 i titolari di imprese nati in un paese extra-Ue.

Liturgia: don Magnani (Cei), “senza famiglie e comunità ci sarebbe l’inutilità della nostra azione”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 14:41

(Salerno) – “La nostra azione dev’essere sempre più sinergica e convergente. Come catechisti e liturgisti veniamo da lunghi anni di condivisione nel campo dell’iniziazione cristiana. Dobbiamo continuare in questa prospettiva coinvolgendo sempre più famiglie e comunità, altrimenti l’alternativa è l’inutilità della nostra azione iniziatica”. Lo ha affermato questa mattina don Franco Magnani, direttore dell’Ufficio liturgico nazionale (Uln), nella relazione conclusiva del Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici e liturgici diocesani che si è svolto a Salerno. Don Magnani ha utilizzato la “metafora dell’ecosistema” per parlare dell’iniziazione cristiana, un “ecosistema – di cui l’iniziazione cristiana fa parte – complesso e delicato che coinvolge famiglie, comunità cristiane, bambini, ragazzi”. “Spesso – ha osservato – avvertiamo che manca l’acqua vitale per la crescita; un altro problema è quello dell’inquinamento di elementi esterni che condizionano lo sviluppo; e poi c’è il disboscamento”. “I germogli dell’iniziazione cristiana sono esposti ad agenti aggressivi e seppur fioriscono non sempre sembrano portare frutti”, ha proseguito don Magnani, rilevando come “catechesi e liturgia sono azioni sinergiche e positive che dovrebbero influire su questo ecosistema”. Rilevando come “tra i catecheti va crescendo la consapevolezza delle potenzialità antropologiche, spirituali e catechistiche del rito e, più in generale, simbolica”, il direttore dell’Uln ha ribadito come “sul versante catechistico e liturgico sia promettente l’approccio mistagogico, che può fornire un fecondo ambito di convergenza e diventare una risorsa comune che aiuta a superare il prima e il dopo, non separando catechesi e liturgia”. Don Magnani ha concluso osservando che le “intuizioni del Convegno di Verona circa la pastorale unitaria centrata sulla persona coinvolgono fino in fondo tutti noi” e come le “cinque vie prospettate a Firenze siano piste per vivere il nostro impegno al servizio della Chiesa”.

Papa Francesco: al nuovo Patriarca greco-melkita, “in tempi difficili per il Medio Oriente, i pastori chiamati a comunione e prossimità”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 14:39

“In questo tempo particolarmente difficile i pastori sono chiamati a manifestare comunione, unità, prossimità, solidarietà e trasparenza davanti al popolo di Dio che soffre”. Lo scrive Papa Francesco a Sua Beatitudine Youssef Absi, eletto patriarca di Antiochia dei greco-melkiti, in un messaggio in cui concede la “Ecclesiastica Communio” a norme del Codice dei canoni delle Chiese orientali. “L’elezione di Vostra Beatitudine – scrive il Papa – avviene in una situazione delicata per la vostra venerabile Chiesa greco-melkita e in un momento in cui molte comunità cristiane del Medio Oriente sono chiamate a testimoniare in maniera speciale la loro fede in Cristo morto e resuscitato”. Papa Francesco si dice poi certo che il nuovo Patriarca saprà “in fraterna armonia con tutti i Padri del Sinodo” e “con saggezza evangelica” essere “al servizio dei fedeli della Chiesa greco-melkita” e “testimone fedele e autentico del Risorto”.

Carceri: Napoli, oggi pomeriggio si presenta il libro di Antonio Mattone, “E adesso la palla passa a me”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 14:36

“Passione civile e umana solidarietà”: sono stati i due motori che hanno spinto Antonio Mattone a riflettere su malavita, solitudine e riscatto nel carcere. Ne è nato il volume “E adesso la palla passa a me. Malavita, solitudine e riscatto nel carcere”, di cui si parlerà oggi pomeriggio, alle ore 17.45, a Napoli, presso l’Istituto di cultura meridionale Palazzo Arlotta, in via Chiatamone 63. Con l’autore, Alessandro Barbano, direttore del quotidiano “Il Mattino”, il magistrato Francesco Cascini, già presidente dell’Associazione nazionale magistrati, e don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane. Interviene il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Modera Massimo Milone, direttore di Rai Vaticano. Saluti di apertura di Gennaro Famiglietti e dell’editore Diego Guida.
“E adesso la palla passa a me” è la frase scritta da un detenuto in una lettera inviata all’autore. “Quando uscirò dal carcere la palla passa a me, come mi hai detto tante volte tu”. Antonio Mattone, che ha partecipato come esperto agli Stati generali dell’esecuzione penale voluti dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha raccontato nel volume 10 anni di esperienza vissuti come volontario all’interno del carcere di Poggioreale e di altri penitenziari italiani, attraverso gli editoriali pubblicati su “Il Mattino”. Gli articoli trattano dei problemi e delle vicende di cui tanto si è parlato in questi anni: sovraffollamento, sicurezza della società, violenza, salute, Opg, diritti negati, volontariato. “Un viaggio dove alla fine un dato sembra inconfutabile: umanizzare il carcere farà bene a chi è detenuto come a chi non lo è”, sottolinea l’autore.
Antonio Mattone è nato e vive a Napoli. Fin da giovane è impegnato nella Comunità di Sant’Egidio dove ha incontrato i bambini e gli anziani dei quartieri di Scampia, della Sanità e del Centro storico. Dal 2006, visita ogni settimana i detenuti del carcere di Poggioreale, oggi intitolato a Giuseppe Salvia, e di altri penitenziari italiani. È direttore dell’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Napoli.

Chiesa greco-melkita: il nuovo Patriarca al Papa, “mi spenderò per il patrimonio orientale e per l’unità con Roma”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 14:22

“Ho preso il nome di Youssef. Mi spenderò interamente per preservare il patrimonio orientale e per mantenere l’unità indefettibile con la Santa Sede di Roma”. Con queste parole il vescovo Joseph Absi, fino ad oggi vicario patriarcale dell’arcieparchia di Damasco (Siria), annuncia in una lettera a Papa Francesco di essere stato eletto nuovo patriarca della Chiesa greco-melkita cattolica al termine del Sinodo straordinario che si è svolto, dal 19 al 23 giugno, in seguito alla rinuncia di Gregorio III Lahham. “È con grande gioia – si legge nella lettera – che mi rivolgo a Lei, Santità, per comunicarle questa elezione sinodale e domandare la comunione ecclesiale che è il segno visibile della mia comunione e della comunione della nostra Chiesa greco-melkita con la Santa Sede dell’apostolo Pietro di cui voi siete il venerato Successore come Capo supremo della Chiesa di Cristo”. “La nostra Chiesa – assicura il nuovo patriarca – è rimasta fedele a questa comunione ecclesiale, storica, piena, ferma e sinodale” e “apprezza” il ministero “pastorale ecumenico e mondiale” svolto dal Santo Padre.

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