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Regno Unito: don Frosio (Missione di Bradford), “col terrorismo la convivenza è a rischio. Il Brexit aggrava la situazione”

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 12:24

La popolazione della città di Bradford, la sesta per importanza del Regno Unito, dove opera don Lorenzo Frosio nella Missione cattolica italiana, comprende minoranze musulmane di diversa origine asiatica – oltre il 30% –, e anche comunità di origine africana ed è un esempio di quel modello multiculturale di integrazione messo a dura prova dagli ultimi attentati di Londra. “L’ultimo omicidio, a Finsbury Park, dove un inglese ha attaccato i musulmani, è un segnale molto pericoloso che questa convivenza pacifica potrebbe essere messa a rischio”, dice don Frosio. “Qui, a Bradford, gli inglesi più ricchi si sono spostati fuori dal centro, che è stato occupato da pakistani di seconda o terza generazione, oggi piuttosto benestanti. Queste comunità vivono le uno accanto alle altre, in modo pacifico, per ora senza un vero dialogo costruttivo e un programma per il futuro. Chi ha compiuto gli ultimi attentati ha scelto città famose, come Londra e Manchester, ma anche a Bradford una spirale di violenza è sempre possibile, se una persona con problemi mentali lancia un attacco, dandogli una matrice religiosa o razzista, e innescando, così, una spirale di violenza”. “Il modello tollerante e pacifico di convivenza della Gran Bretagna postcoloniale è in grave crisi”, secondo don Lorenzo. “E la decisione di lasciare l’Unione europea aggrava questa situazione perché favorisce la xenofobia e il razzismo”.

Regno Unito: blog per raccontare la Missione cattolica italiana a Bradford. Don Frosio, “dialogare con i giovani”

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 12:23

Un blog pensato dalla Missione cattolica italiana di Bradford, collegato a tutte le altre missioni europee, dalla Svizzera alla Francia, dal Belgio alla Germania al Liechtenstein. L’idea è di don Lorenzo Frosio, sacerdote della diocesi di Bergamo, “prestato” alla Chiesa di Inghilterra e Galles cinque anni fa, così che potesse seguire i nostri connazionali del nord, i cattolici italiani emigrati a Manchester, Leeds, Newcastle, Sheffield. “Il blog è nato un anno fa, grazie anche alla passione per l’online di un giovane, Edoardo Fiorani, che cura l’aspetto tecnico, ma per la prima volta siamo riusciti a collegarci alle altre missioni europee”, spiega don Frosio. “Un reportage fotografico dall’Africa, dove sono stato qualche settimana fa, ha attirato l’attenzione di 250 utenti ma, in media, ci leggono 50-100 persone. È il 10% di tutti gli italiani cattolici del nord, circa 500, molti dei quali sono anziani. Per questo dobbiamo semplificare il materiale che mettiamo. La sfida che ci troviamo ad affrontare è trovare argomenti che interessino e, soprattutto, attirare i giovani, le nuove generazioni di italiani, che sono meno interessati alla religione rispetto agli anziani”, aggiunge il sacerdote. Info: https://mcibradford.wixsite.com/mysite

Liturgia: don Della Pietra (Udine), “se pressata da scadenze e obiettivi rischia di non essere lo spazio sorprendente del dono”

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 12:15

“La liturgia se non trascura la sua indole gratuita e la bellezza che la caratterizza può essere luogo dell’esperienza del senso per molti cercatori spesso un po’ disorientati e a volte anche un po’ preoccupati per i troppi attestati da esibire”. Lo ha affermato don Loris Della Pietra, rettore del Seminario interdiocesano di Udine, Gorizia e Trieste, intervenendo questa mattina al Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici e liturgici diocesani in corso a Salerno. Ricordando che “l’azione simbolica inizia alla vita ecclesiale nella misura in cui abilita allo stare dentro la comunità dei credenti e consegna a ciascuno un posto nella logica della piena gratuità”, don Della Pietra ha sottolineato che “una vita liturgica troppo pressata da scadenze e obiettivi rischia di non essere lo spazio sorprendente del dono dunque luogo iniziale, sorgivo e non semplicemente culminante di un cammino di fede”. “Chi più dei piccoli può desiderare accoglienza e soprattutto gesti di accoglienza!”, ha aggiunto, rilevando che “per chi ha appena cominciato il grande viaggio della vita, per chi non riesce ad afferrare esattamente ogni concetto, per chi è debole e non ha tutte le carte in regola occorre un’azione simbolica che faccia da ponte”. “L’obiettivo dell’iniziazione – ha proseguito – è quella di vivere un’esperienza ampia e complessa che permetta l’incontro della persona con Cristo e non soltanto i contenuti che lo riguardano”. Della Pietra si è poi soffermato nell’esaminare alcuni aspetti del “Direttorio della messa dei fanciulli”. “La liturgia – ha rilevato – chiede di essere compresa attraverso la liturgia”. Per Della Pietra, “occorre una competenza ampia perché la liturgia possa garantire l’efficacia formativa ‘tutta sua’. La catechesi avrà il compito di approfondire, integrare, continuare il cammino liturgico per una via più conoscitiva”.

“Il Papa per il Sudan”: card. Turkson, “Francesco spera di potersi recare al più presto in visita ufficiale” nel Paese

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 12:11

“Lontano dai riflettori, c’è una guerra che continua a mietere vittime. Morte e disperazione affliggono la popolazione”. Così il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, ha tratteggiato la drammatica situazione del Sud Sudan, presentando oggi in Sala Stampa vaticana l’intervento di sostegno di Francesco a favore della popolazione locale denominato “Il Papa per il Sudan”. “Il conflitto – ha ricordato il porporato –  è in atto dal 2013 e ha provocato una gravissima crisi umanitaria che vede più della metà della popolazione, circa 7,3 milioni di persone, soffrire quotidianamente la fame. La vita di migliaia di persone è messa a rischio da un’epidemia di colera senza precedenti; un milione e mezzo di abitanti è stato costretto a fuggire dai loro villaggi e città a causa della guerra; in questo Paese avvengono massacri e atrocità, sistematici e generalizzati, perpetrati contro civili per motivi etnici; donne e bambini sono quotidianamente vittime di violenze e abusi”.
“Il Papa in più occasioni ha ribadito il suo desiderio di recarsi di persona in Sud Sudan, nonostante questo scenario doloroso, per dare impulso, con la sua presenza, ad una chiave di volta nel processo di pace”, ha ricordato il presidente del dicastero pontificio a proposito del viaggio, previsto per il mese di ottobre e poi rimandato. “Il Papa spera vivamente di potersi recare al più presto in visita ufficiale in Sud Sudan – ha detto il cardinale – ma non potendo per ora recarsi in Sud Sudan di persona, ha voluto rendere tangibile la presenza e la vicinanza della Chiesa con la popolazione afflitta attraverso questa iniziativa”. “La Chiesa – ha proseguito – non chiude alla speranza in un territorio tanto travagliato: invita invece a scelte audaci e a credere che la Divina Provvidenza è capace di realizzare ciò che agli occhi del mondo sembra irreale, impossibile”.

Il progetto “Il Papa per il Sud Sudan”, quindi, va “ad affiancare, sostenere ed incoraggiare l’opera delle diverse congregazioni religiose e organismi di aiuto internazionale che sono presenti sul territorio e che si prodigano instancabilmente a soccorrere la popolazione e a promuovere il processo di sviluppo e di pace”, tramite il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. Due – ha reso noto Turkson – i progetti nel campo della salute, a favore di due ospedali gestiti dalle Suore Missionarie Comboniane che operano in Sud Sudan: l’ospedale di Wau, e l’Ospedale di Nzara. Un progetto riguarda l’ambito dell’educazione: attraverso l’associazione Solidarity with South Sudan, si intende provvedere alle borse di studio della durata di due anni per degli studenti, al fine di ottenere il diploma di insegnamento per la scuola primaria presso il Solidarity Teacher Training Center a Yambio.  Nel campo dell’agricoltura, un progetto gestito da Caritas Internationalis che vede coinvolte circa 2.500 famiglie nelle Diocesi di Yei, Tombura-Yambio e Torit, attraverso strumenti che favoriscano le coltivazioni e l’allevamento del bestiame, verso la capacità delle comunità locali di auto-sostenersi.

Giornalismo: Sorrento, dal 23 al 25 giugno la IX edizione del premio internazionale “Biagio Agnes”

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 12:06

Ritorna a Sorrento, in provincia di Napoli, dal 23 al 25 giugno, la IX edizione del “Premio internazionale del giornalismo Biagio Agnes 2017”. Esponenti del giornalismo nazionale e internazionale interverranno a dibattiti su temi di stretta attualità come femminicidio e fake news durante la manifestazione, alla quale è stata assegnata la targa del presidente della Repubblica. La cerimonia di premiazione di sabato 24 giugno, condotta dai giornalisti Alberto Matano e Francesca Fialdini, sarà ripresa dalle telecamere di Rai Uno e trasmessa venerdi 30 giugno in seconda serata. Sono 16 i vincitori. Sul palco a ritirare il riconoscimento: John Micklethwait, direttore di Bloomberg News (Premio Internazionale); Gianni Clerici (Premio alla Carriera); Maurizio Molinari, direttore de La Stampa (Premio per la Carta Stampata); Alberto Angela (Premio per la Televisione); Carmela Giglio, inviata Giornale Radio Rai (Premio per la Radio); Mario Ajello,  firma de Il Messaggero (Premio Cronaca e Attualità); Massimo Gramellini, editorialista de Il Corriere della Sera (Premio Giornalista Scrittore); Giorgio Mulè, direttore del settimanale Panorama (Premio per la Stampa Periodica); Carla Massi, responsabile sezione Salute de Il Messaggero (Premio Medicina e Informazione Scientifica); Caterina Dall’Olio, videomaker e inviata di Tv2000 (Premio Giovani Under 35); Fiorello, showman, conduttore radiofonico e televisivo per la sua trasmissione Edicola Fiore (Premio Nuove Frontiere del Giornalismo). Cinque i Premi speciali conferiti in questa edizione: Uno Mattina (per i 30 anni di messa in onda); Scarp de’ tenis, mensile di impegno sociale dedicato alle persone senza dimora; Carlo Conti, conduttore e autore televisivo, per la qualità dell’ultimo Festival di Sanremo; El Correo de Andalucia, secondo giornale più antico di Spagna per la capacità di coniugare edizione cartacea e formato digitale. Un riconoscimento alla memoria a Ettore Bernabei, storico direttore generale della Rai scomparso meno di un anno fa.

Mediterraneo: Roma, domani all’Università Cattolica convegno sulla “trasformazione degli scenari geopolitici”

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 11:50

Si terrà domani, giovedì 22 giugno, presso la Sala Italia del Centro congressi Europa dell’Università Cattolica a Roma (L. go F. Vito, 1), il convegno “Med2035 – La trasformazione degli scenari geopolitici”, organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, con la direzione scientifica del Centro di ricerche sul sistema Sud e il Mediterraneo allargato (Crissma), e in collaborazione con il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) della Presidenza del Consiglio. Obiettivo del convegno è “offrire una riflessione strutturata sui temi dell’evoluzione geopolitica, geostrategica e geoeconomica del bacino mediterraneo e delle aree prospicienti, evidenziando i possibili ruoli dei diversi attori regionali e internazionali (sia statuali sia sub-statuali), così come i principali driver di consolidamento, mutamento e frammentazione. Quale che sia l’assetto del Mediterraneo nel 2035, è indubbio che il nostro Paese continuerà a esserne uno dei pilastri
geopolitici, la cui sicurezza e i cui interessi nazionali saranno ancora profondamente interrelati alle dinamiche e ai mutevoli scenari di questo mare”, si legge nella presentazione dell’appuntamento.
I lavori saranno aperti alle ore 9.30 con gli interventi di Franco Anelli, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del prefetto Alessandro Pansa, direttore generale del Dis. Modererà i lavori Riccardo Redaelli, direttore del Crissma dell’Università Cattolica. La collaborazione tra mondo dell’accademia e intelligence, di cui il convegno è espressione, appare “sempre più rilevante e fondamentale per poter coniugare conoscenze e strategia: l’elaborazione di scenari complessi e l’approfondimento di linee di tendenza appare infatti presupposto indispensabile per garantire sicurezza e protezione a tutti livelli”.

Ue: Bruxelles, conferenza sulla gestione della migrazione. Intervengono politici, operatori “sul campo” e un rifugiato di Aleppo

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 11:40

(Bruxelles) Alla vigilia del Consiglio europeo, che il 22 e 23 giugno a Bruxelles discuterà di migrazioni (oltre che di sicurezza, difesa e Brexit), il Parlamento europeo organizza per oggi una conferenza internazionale su “migrazione, stabilità e prosperità nei Paesi terzi e rafforzamento della sicurezza interna dell’Ue”. L’appuntamento è per le 14.30 (fino alle 19.30) nella sede di Bruxelles del Parlamento Ue. “Saranno presenti – spiega una nota per la stampa – più di 700 partecipanti, tutti con esperienze a vari livelli nel campo della gestione delle migrazioni”. Fra i partecipanti il primo ministro libico al-Sarraj, il ministro della giustizia e integrazione svedese Johansson, il ministro dell’immigrazione greco Mouzalas. Per l’Ue saranno presenti il presidente dell’Euroassemblea Antonio Tajani, quello della Commissione europea Juncker, l’Alto rappresentante Mogherini, i commissari King e Avramopoulos. Inoltre, i sindaci di Catania, Atene, Samo (dove si trova uno degli hot spot dell’Ue), un rappresentante della provincia di Csongrad in Ungheria (situata a 10 chilometri dal confine serbo). Prenderanno inoltre la parola il comandante generale della Guardia costiera italiana, il comandante di “Operazione Sophia” nel Mediterraneo, un giovane rifugiato da Aleppo.

Immigrati: Caritas/Migrantes, sono 5 milioni (8,3%) e compensano declino demografico. Il 58,7% alunni è nato in Italia

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 11:36

Al 1° gennaio 2016 le persone di cittadinanza straniera risultavano essere 5.026.153 (di cui il 52,6% donne), pari all’8,3% della popolazione complessiva (60.665.551), che è in calo di 130.061 unità (-0,2%) rispetto all’anno precedente. Al 1° gennaio 2017 si registra un calo ulteriore di 89.000 italiani, solo in parte compensato (+2.500) dagli stranieri. Il saldo totale di 60.579.000 registra una ulteriore diminuzione di 86.000 unità. Su 814.851 alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole nell’anno scolastico 2015/2016 (il 9,7% del totale), più della metà – il 58,7% – sono nati in Italia. È quanto emerge dalla XVI edizione del Rapporto immigrazione 2016 di Caritas italiana e Fondazione Migrantes presentato oggi a Roma, intitolato “Nuove generazioni a confronto”. Secondo il Rapporto le acquisizioni di cittadinanza (al 31 dicembre 2015) con la legge attualmente in vigore sono state 178.035, con un aumento del 37,1%. I diciottenni che hanno fatto richiesta erano 10.000 nel 2011, sono diventati 66.000 nel 2015. L’Italia sta diventando un Paese sempre più multiculturale, con 198 nazionalità diverse e famiglie residenti: ai primi posti la Romania (1.151.395), a seguire l’Albania (467.687), il Marocco (437.485) e la Cina (271.330). Tra le acquisizioni di cittadinanza del 2015 (il 42% sono donne) si registrano fenomeni nuovi: diminuiscono dal 25% al 16% le donne straniere che la chiedono a seguito di matrimoni con italiani; aumentano i matrimoni di uno sposo straniero con una sposa italiana (+5,9%) e calano i matrimoni tra stranieri (-5,9%), in totale 6.000. I matrimoni in cui almeno uno dei due sposi era di cittadinanza straniera erano 24.018, pari al 14,1% delle nozze celebrate nel 2015. Gli uomini italiani sposano in prevalenza romene (20%), ucraine (12%) e russe (6%). Le donne italiane preferiscono i marocchini (13%), gli albanesi (11%) e i romeni (6%).

Nelle scuole secondarie di II grado si conferma la propensione dei ragazzi stranieri a scegliere istituti tecnici e professionali ma aumentano nelle università. Negli atenei italiani (a.a. 2015/2016) su 271.000 studenti, gli immatricolati di cittadinanza non italiana sono il 5%. Nel mondo del lavoro grande è la differenza di retribuzione media mensile: per gli italiani è di 1.356 euro, per gli stranieri scende a 965 euro (-30%). Sempre in crescita è l’imprenditoria straniera: 354.117 imprese a fine 2015 (+5,6%), soprattutto nel commercio, nella riparazioni di autoveicoli e nel settore delle costruzioni. Gli stranieri sono il 34,07% della popolazione carceraria (fine 2016), pari a 18.621 detenuti, in maggioranza per reati contro il patrimonio (8.607), violazione delle norme in materia di stupefacenti (6.922) o condanne per reati contro la persona (6.751). I minori stranieri sono circa un terzo (3.930) dei soggetti presi in carico (14.920) al 15 marzo 2017.

Russia: Stupino, campo estivo “Non sei solo” per un centinaio di senzatetto promosso da Casa della misericordia e Caritas

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 11:32

In un bosco nella zona di Stupino, a circa 100 chilometri a sud di Mosca, sta per cominciare il secondo campo “Non sei solo” per un centinaio di senzatetto di Mosca, organizzato dall’associazione Casa della misericordia e dalla Caritas, in collaborazione con altre associazioni caritative. Lo scopo del campo (22-28 giugno) è “aiutare le persone che si trovano in strada a cambiare lo stile di vita, a rinsaldare i valori spirituali e morali e reintegrarsi nella società”, spiega Lilit Gorelova, una delle organizzatrici. Il campo è diviso in piccole unità, ognuna con la sua cucina e una sorta di autogestione, sotto la cura di alcuni volontari. Nel campo è anche presente un servizio medico che offre visite e controlli gratuiti. Al centro del campeggio una grande tenda per la festa e per la preghiera, dove si riuniscono i partecipanti, appartenenti a confessioni diverse, per pregare insieme. Tutti i partecipanti sottoscrivono la loro adesione a una serie di regole, tra cui quella di non fare uso di alcool durante la settimana. Nel corso del campo sono previsti colloqui con sacerdoti, psicologi e assistenti sociali per avviare un percorso d’integrazione, a partire dalla regolarizzazione dei documenti. Nel programma anche atelier creativi e momenti di festa. Sono circa 12mila le persone senza fissa dimora a Mosca; circa il 60% sono cittadini russi; 20% stranieri e 20% ex-residenti di Mosca o della regione.

Siccità: Coldiretti, “in Italia terza primavera più asciutta dal 1800. A rischio coltivazioni e produzione di latte”

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 11:15

Nella primavera appena conclusa, rispetto alle temperature, “in Italia si è registrata un’anomalia di +1,9 gradi e si è trattato della terza primavera più asciutta con un deficit di quasi il 50% rispetto al periodo 1971-2000”. Inoltre, “le precipitazioni sono state inferiori alla media con la primavera meteorologica che si classifica in Italia come la terza più asciutta dal 1800 e un deficit idrico di quasi il 50% dopo che anche l’inverno si era classificato al terzo posto tra i più asciutti con il 48% di precipitazioni in meno”. È quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati climatologici del Noaa, il National Climatic Data Centre, dai quali emerge che “a livello planetario la temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani è stata la seconda più elevata mai registrata nel periodo, addirittura superiore di 0,29 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo”. “Gli agricoltori – continua la Coldiretti – devono ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni”. “Sono a rischio dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro, ma anche girasoli, i vigneti e il fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte per i grandi formaggi tipici”. “Lo stress da caldo – ha aggiunto – ha colpito anche gli animali nelle fattorie dove le mucche che con le alte temperature stanno producendo fino al 20% circa di latte in meno rispetto ai periodi normali”. La siccità che ha colpito l’intera Penisola. Temperatura primaverili superiori alla media si sono registrate in tutta Europa, in Africa e buona parte del Nord America. “L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli”, afferma il presidente della Coldiretti e vicepresidente degli agricoltori europei (Copa), Roberto Moncalvo, sottolineando che “servono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico”.

Migranti Ventimiglia: mons. Suetta, “la città e i fedeli hanno fatto molto ma bisogna fare di più”. Appello alla Francia

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 11:03

(Ventimiglia) – “Di fronte a questa ennesima morte la reazione è quella del dolore, della compassione per i familiari, ma anche di sofferenza per la nostra impotenza. Un dolore che nasce dallo stridore enorme che c’è tra le possibilità che abbiamo per prevenire questi episodi e le situazioni che accadono”. Monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-Sanremo, torna a parlare al Sir della tragica morte del migrante – appena diciassettenne – annegato il 13 giugno scorso alla foce del fiume Roya a Ventimiglia. Si chiamava Alfatehe Ahmed Bachire ed era uno dei circa 250 migranti che vivono nel campo informale sorto lungo il letto del fiume. A questi vanno aggiunti i circa 300 migranti accolti nel campo gestito dalla Croce Rossa al parco Roya e le circa 100 persone – tra minorenni, donne e famiglie – accolte nella chiesa di sant’Antonio nel quartiere delle Gianchette. “Il fatto che vi siano persone che dormono sul greto di un fiume, in condizioni di assoluta precarietà – continua mons. Suetta – sembra ancor più assurdo nel mondo iper-tecnologico in cui viviamo”. Le loro condizioni di vita sono particolarmente critiche perché prive di ogni forma di servizi – non ci sono bagni, né acqua corrente -, mentre cibo e assistenza medica vengono garantiti da associazioni, come Caritas e Ong. “Ventimiglia in questi anni – prosegue il vescovo – ha dato esempio non comune di accoglienza e ospitalità, ma di fronte al disagio di queste persone che non hanno nulla, mi chiedo se noi non possiamo sopportare qualcosa di più”. Il vescovo invita però anche a guardare oltre Ventimiglia e lancia un appello alla Francia, “perché riveda la sua politica di gestione delle frontiere”, e alle Istituzioni internazionali, “perché garantiscano a ciascuno il diritto di non dover lasciare la propria casa o di poter migrare in sicurezza”. Infine, un riferimento al dialogo con le istituzioni locali: “Ci siamo recentemente incontrati – conclude mons. Suetta – con il prefetto e il sindaco e dal confronto è emersa la prospettiva di arrivare, in tempi rapidi, a un’estensione dei posti al campo della Croce Rossa che possa permettere l’accoglienza di quanti oggi si trovano sul letto del fiume e nella chiesa di sant’Antonio”.

Migranti Ventimiglia: Marmo (Caritas), “non stiamo imparando dai nostri errori”

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 11:00

(Ventimiglia) – “Non è che se chiudi gli ombrelli smette di piovere”. È con questa battuta, accompagnata da un sorriso amaro, che salutiamo Maurizio Marmo, direttore della Caritas di Ventimiglia-Sanremo. “La nostra è sempre stata una diocesi di frontiera – racconta al Sir –, ma la situazione è cambiata drasticamente a partire dall’11 giugno 2015 quando le autorità francesi hanno deciso di ripristinare i controlli alle frontiere. Siamo arrivati alla terza estate e rispetto allo stesso periodo dello scorso anno i numeri sono raddoppiati. Questo significa che non stiamo imparando dai nostri errori”. Particolarmente critiche sono le condizioni di vita dei migranti, circa 250, accampati lungo il fiume Roya. Tra loro viveva anche Alfatehe, il giovane sudanese morto annegato lo scorso 13 giugno “Manca tutto – continua Marmo – dall’acqua corrente, ai servizi igienico sanitari. Sono settimane che lo ripetiamo, ma la situazione peggiora invece che migliorare”. Ad occuparsi di queste persone sono soprattutto i volontari e le Ong: la Caritas di Ventimiglia si occupa dei pranzi, distribuendo circa 250 pasti al giorno, mentre alla sera sono le associazioni francesi che vengono da oltre confine per distribuire viveri. Sul fronte sanitario è attiva invece Intersos con un ambulatorio mobile. “La situazione – continua Marmo – si è aggravata a partire da gennaio con la parziale chiusura del campo della Croce Rossa al parco Roya. Attualmente sono in corso lavori di ampliamento, ma non sappiamo quando verranno conclusi”. Tra le realtà maggiormente attive nell’accoglienza c’è la chiesa di sant’Antonio alle Gianchette dove vengono accolte un centinaio di persone tra donne, bambini e minori. Qui dal 31 maggio 2016, giorno dell’apertura, sono transitate circa 20mila persone. “Il problema più grande – conclude Marmo – è quello dei minori stranieri non accompagnati perché in città non esiste un centro per loro eppure il loro numero continua ad aumentare”.

Ius soli: p. Zerai (Habeshia), “negare la cittadinanza significa voltare le spalle al futuro”

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 10:54

“Negare la realtà e negare uno dei diritti umani fondamentali: questo significa, innanzitutto, dire no allo ius soli”.  Lo afferma padre Mussie Zerai, presidente dell’Agenzia Habeshia: “È preoccupante la piega che ha assunto tra i partiti politici la polemica sullo ius soli a proposito della nuova legge sulla cittadinanza in discussione al Senato dopo essere stata approvata alla Camera alla fine del 2015 – sottolinea -. È un tema importante: si tratta della vita di migliaia di bambini e ragazzi e si tratta di allineare l’Italia a gran parte dei Paesi europei, senza contare l’intero continente americano, a cominciare dagli Stati Uniti e dal Canada. Eppure – nonostante il ritardo sia già enorme, visto che l’ultima legge italiana sulla cittadinanza risale al 1992 – nella maggior parte dei casi si va avanti per slogan e per barricate. Con tutta una serie di no. E il peggio è che si ha come l’impressione che non ci si renda conto di cosa significhino, in concreto, tutti questi no”.
La realtà, prosegue, è “che il mondo intero va verso una società multietnica e multiculturale” ed è quindi contro la storia  “rimanere ancorati a un ‘diritto del sangue’ anacronistico, di sapore razzista e non a caso difeso con forza dal fascismo, che su questa base è arrivato a ipotizzare delitti contro la stirpe ‘ariano-romana’”. A suo avviso “è risibile l’obiezione che si tratta di ‘difendere l’italianità’ e ‘l’integrità della cultura italiana’” perché “i ragazzi a cui è indirizzato lo ius soli parlano italiano, pensano italiano, sono di cultura italiana, si sentono italiani ed europei”. “Chiudere la porta in faccia a questi ragazzi, negando lo ius soli – conclude -, significa voltare le spalle al futuro. Significa condannare l’Italia a una gretta, miope mentalità localistica, chiusa, egoista, sospettosa. A farne un Paese sempre più fermo, spento, avvitato su se stesso. Un Paese senza domani. Vecchio”.

Diocesi: mons. Fragnelli (Trapani), “sostenere la ricerca del bene comune”

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 10:37

“La nostra società può rinascere se non mancheranno trasparenza e spirito di servizio in tutti coloro che desiderano occuparsi della cosa pubblica”. Lo ha detto mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani, al termine della celebrazione cittadina del Corpus Domini, domenica scorsa, come informa oggi una nota della diocesi. “Non è mio compito offrire indicazioni tecniche, politiche o giuridiche ma in questo momento di grande tensione nella vita cittadina – ha sottolineato il presule – è fondamentale che ciascuno di noi s’interroghi con onestà intellettuale e cuore aperto: le radici antiche dei problemi di oggi, comunque le si chiamino, impongono, per il bene della città, che si chiarisca la diagnosi e s’intervenga con profonda e coraggiosa coscienza democratica”. Per il vescovo, “c’è un motivo di speranza soprattutto se abbiamo il coraggio d’investire molto sulle nuove generazioni desiderose di voltare pagina, nella consapevolezza realistica che non sarà facile mettere in discussione il potere economico, più o meno occulto che condiziona la nostra storia, limitare le mistificazioni alimentate dalle contrapposizioni, arginare tentazioni di indifferenza sociale e politica a cui molti sembrano rassegnarsi”.

Poi un appello agli uomini e alle donne del mondo cattolico: “In questi giorni da più parti ho avvertito il tentativo di tirare il vescovo e la comunità ecclesiale, come se fosse un blocco monolitico, da una parte o dall’altra – ha ricordato mons. Fragnelli -. Da parte mia come rappresentante di un’istituzione del territorio è mio dovere manifestare e sostenere la comune fiducia sia nella rappresentanza degli organi di governo sia nella magistratura. Ai fedeli laici ricordo le parole del Concilio Vaticano II sul dovere dei laici di sviluppare perizia e competenza ed esercitare la specifica ‘autorità’ nel campo sociale e politico”. In questi “giorni cruciali per la vita della nostra città” il presule si è augurato che “dalle donne e dagli uomini del mondo cattolico sorga ancora più ardente la passione per partecipare pienamente e lealmente al dibattito pubblico offrendo contributi e proposte non solo emotive ma serie, che sostengano la ricerca del bene comune, aiutino a ridurre le distanze e ad alimentare la fiducia, a superare sterili contrapposizioni e arroganti posizioni predefinite. Con tutti coloro che desiderano il bene della nostra città domandiamoci come possiamo servire l’umanità e scegliamo responsabilmente e con coscienza”.

Solidarietà: la Francia sigla accordo con Caritas Giordania per aiutare rifugiati iracheni

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 10:20

È stato siglato lo scorso 13 giugno, ad Amman, un accordo di finanziamento per un importo di 250mila euro a sostegno di un ulteriore anno di programma di aiuti alla formazione e all’inserimento professionale dei rifugiati iracheni che vivono a Madaba, dopo la loro fuga dall’Iraq nel 2014. La firma congiunta tra l’ambasciatore di Francia, David Bertolotti, e il direttore di Caritas Giordania, Waël Suleiman, di fatto permette di sostenere la creazione di piccole attività economiche, in particolare in relazione alla vocazione turistica di Madaba, per esempio la realizzazione di mosaici. Quest’anno, oltre a Madaba, il progetto sarà esteso a una piccola comunità di rifugiati iracheni che vivono a Karak. “La Francia rimane molto impegnata nel rispetto della libertà di opinione e di convinzione, tra cui quella religiosa e, in quanto tale, rispetta la diversità religiosa presente in Medio Oriente. Essa continuerà a farlo”, ha detto l’ambasciatore di Francia, le cui parole sono riportate dal sito del Patriarcato latino di Gerusalemme. A tal proposito ha anche ricordato le conclusioni della Conferenza, che si tenne a Parigi nel settembre 2015, sulle vittime della violenza religiosa ed etnica in Medio Oriente, co-presieduta dalla Francia e dalla Giordania, in cui i partecipanti espressero la loro volontà di agire per proteggere questo inestimabile patrimonio culturale e religioso, importante per la regione e per l’umanità. Il progetto della Caritas, la cui creazione fu appunto annunciata alla Conferenza di Parigi, rientra in questo obiettivo ed è finanziato dai fondi del Ministero degli Affari esteri francese a sostegno delle vittime della violenza etnica e religiosa in Medio Oriente. Il direttore di Caritas Giordania ha accolto con grande favore il sostegno della Francia alle iniziative dell’organizzazione umanitaria cattolica, impegnata ogni giorno per migliorare la vita degli iracheni a Karak e Madaba. Al momento della firma erano presenti mons. Roberto Cona, consigliere del nunzio apostolico in Amman, e padre Boulos Baqa’in, parroco della parrocchia melchita di Karak.

Papa Francesco: udienza, i santi “sono sempre qui, nascosti in mezzo a noi”. “Siamo polvere che aspira al cielo”

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 09:51

I santi sono “angeli con un volto e un cuore umano, perché i santi di Dio sono sempre qui, nascosti in mezzo a noi”. Lo ha spiegato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi. “Questo è difficile da capire – ha ammesso a braccio – anche da immaginare, ma i santi sono presenti nella nostra vita, e quando qualcuno invoca un santo o una santa è perché è vicino a noi”. “Anche i sacerdoti custodiscono il ricordo di una invocazione dei santi pronunciata su di loro”, ha ricordato Francesco: “È uno dei momenti più toccanti della liturgia di ordinazione. I candidati si mettono distesi per terra, con la faccia verso il pavimento. E tutta l’assemblea, guidata dal vescovo, invoca l’intercessione dei santi”. “Un uomo rimarrebbe schiacciato sotto il peso della missione che gli viene affidata, ma sentendo che tutto il paradiso è alle sue spalle, che la grazia di Dio non mancherà perché Gesù rimane sempre fedele, allora si può partire sereni e rinfrancati”, il commento del Papa: “Non siamo soli. Siamo polvere che aspira al cielo. Deboli le nostre forze, ma potente il mistero della grazia che è presente nella vita dei cristiani. Siamo fedeli a questa terra, che Gesù ha amato in ogni istante della sua vita, ma sappiamo e vogliamo sperare nella trasfigurazione del mondo, nel suo compimento definitivo dove finalmente non ci saranno più le lacrime, la cattiveria e la sofferenza”.

Papa Francesco: il matrimonio è “per sempre, o niente”. Non “finché dura l’amore”

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 09:47

Il matrimonio è “per sempre, o niente”: “Non, come alcuni dicono, finché l’amore dura”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi ha fatto notare come “quando due fidanzati consacrano il loro amore nel sacramento del matrimonio, viene invocata di nuovo per loro – questa volta come coppia – l’intercessione dei santi. E questa invocazione è fonte di fiducia per i due giovani che partono per il viaggio della vita coniugale”. “Chi ama veramente ha il desiderio e il coraggio di dire ‘per sempre’, per poter vivere la vita matrimoniale per sempre, non come alcuni dicono: finché l’amore dura”, ha affermato Francesco: “Al contrario, è meglio che non ti sposi: o per sempre o niente”, ha aggiunto ancora a braccio. Per questo c’è bisogno “della grazia di Cristo e dell’aiuto dei santi”, invocati oltre che nel nostro battesimo anche nella liturgia nuziale. “E nei momenti difficili bisogna avere il coraggio di alzare gli occhi al cielo, pensando a tanti cristiani che sono passati attraverso la tribolazione e hanno custodito bianche le loro vesti battesimali, lavandole nel sangue dell’Agnello”, il consiglio del Papa sulla scorta dell’Apocalisse: “Dio non ci abbandona mai: ogni volta che ne avremo bisogno verrà un suo angelo a risollevarci e a infonderci consolazione”.

Papa Francesco: udienza, “non siamo soli”, i santi ci ricordano che “l’ultima parola sulla storia dell’uomo non è l’odio, non è la morte, non è la guerra”

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 09:44

“Non siamo soli, la Chiesa è fatta di innumerevoli fratelli, spesso anonimi, che ci hanno preceduto e che per l’azione dello Spirito Santo sono coinvolti nelle vicende di chi ancora vive quaggiù”. Ad assicurarlo è stato il Papa, che nell’udienza di oggi – infarcita di aggiunte a braccio – si è soffermato sulla figura dei santi, la cui presenza è risuonata per la prima volta nelle invocazioni del nostro battesimo. “Molti di noi in quel momento erano bambini, portati in braccio dai genitori”, ha ricordato Francesco: “Poco prima di compiere l’unzione con l’Olio dei catecumeni, simbolo della forza di Dio nella lotta contro il male, il sacerdote ha invitato l’intera assemblea a pregare per coloro che stavano per ricevere il Battesimo, invocando l’intercessione dei santi”. “Quella era la prima volta in cui, nel corso della nostra vita, ci veniva regalata questa compagnia di fratelli e sorelle maggiori, che sono passati per la nostra stessa strada, che hanno conosciuto le nostre stesse fatiche e vivono per sempre nell’abbraccio di Dio”, ha spiegato il Papa citando la lettera agli Ebrei. “I cristiani, nel combattimento contro il male, non disperano”, ha affermato Francesco: “Il cristianesimo coltiva una inguaribile fiducia: non crede che le forze negative e disgreganti possano prevalere. L’ultima parola sulla storia dell’uomo non è l’odio, non è la morte, non è la guerra”. In ogni momento della vita, infatti, “ci assiste la mano di Dio, e anche la discreta presenza di tutti i credenti che ci hanno preceduto con il segno della fede. La loro esistenza ci dice anzitutto che la vita cristiana non è un ideale irraggiungibile”.

Volontariato: Cesvot, il 25 giugno a Firenze festa per i 20 anni di attività

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 09:43

Domenica 25 giugno, al Teatro Verdi di Firenze, circa 1000 persone si incontreranno per festeggiare i vent’anni di Cesvot. Un pomeriggio di spettacolo, musica e talk show per i volontari delle 3.400 associazioni di volontariato della Toscana e per i cittadini impegnati a rendere migliori e più solidali le nostre comunità. Numerosi gli ospiti e gli artisti che parteciperanno a “Buon compleanno Cesvot!” che si aprirà alle ore 16.30 e sarà ad ingresso gratuito. Tra questi Baro Drom Orkestar, Circo sociale Il tappeto di Iqbal, Ladri di Carrozzelle, Nujeen Mustafa, Daniela Morozzi. Cesvot compie vent’anni “nell’anno dell’approvazione della legge delega per la riforma del Terzo settore”, afferma il presidente appena rieletto, Federico Gelli, secondo il quale “le norme in essa contenute porteranno a significative novità, alcune delle quali dovranno essere attentamente gestite e monitorate”. In questi vent’anni sono stati 30mila i servizi di consulenza erogati, 753 i progetti di intervento sociale, e 40mila i volontari formati grazie ai corsi di Cesvot. Ospite d’onore Nujeen Mustafa che arriverà da Colonia, dove vive da circa due anni, e racconterà il suo incredibile viaggio dalla Siria alla Germania. Ad appena 16 anni, affetta da paralisi cerebrale fin dalla nascita, è fuggita da Kobane ed ha percorso 6000 km attraverso 8 Paesi, con l’aiuto della sorella che ha spinto per mezza Europa la sua sedia a rotelle. Il suo viaggio, emblema della condizione di 5 milioni di siriani in fuga dalla guerra, è diventato con l’aiuto di Christina Lamb un libro tradotto anche in italiano con il titolo “Lo straordinario viaggio di Nujeen Mustafa”. In occasione della Festa sarà disponibile la pubblicazione “Vent’anni al servizio del volontariato toscano. Dati e numeri dal 1997 ad oggi”.

Papa Francesco: a delegazione National Football League, “sono appassionato di football come voi”, testimoniare valori “anche fuori del campo”

Agensir.it - Wed, 2017-06-21 09:22

“Come molti di voi sono un appassionato del football, ma nel Paese da cui provengo si gioca in modo molto diverso!”. È il saluto del Papa ai membri della National Football League (Nfi), rcevuti oggi in udienza nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, prima dell’udienza generale in piazza San Pietro, Francesco ha citato “i tradizionali valori di lealtà e sportività che cercate di impersonare, sia sul campo di gioco che nella vostra stessa vita, nelle vostre famiglie e nelle vostre comunità”. “Il mondo in cui viviamo, e specialmente i giovani – ha proseguito – hanno bisogno di modelli, di persone che ci mostrino come far emergere il meglio di noi stessi, per mettere a frutto i doni e i talenti donatici da Dio e, nel fare questo, indicare la via per un futuro migliore per le nostre società”. “Il lavoro di squadra, il gioco leale e il tendere al meglio sono valori – nel senso anche religioso del termine – che guidano il vostro impegno sul campo di gioco”, il tributo del Papa, secondo il quale “di questi valori c’è urgente bisogno anche fuori dal campo, in tutte le dimensioni della vita comunitaria”. “Sono i valori che aiutano a costruire una cultura dell’incontro, nella quale preveniamo e soccorriamo le necessità dei nostri fratelli e sorelle, e combattiamo l’esagerato individualismo, l’indifferenza e l’ingiustizia che ci impediscono di vivere come una sola famiglia umana”, ha assicurato Francesco: “Quanto ha bisogno il mondo di questa cultura dell’incontro!”.

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