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Comuni: Anci, da domani la 34ª assemblea nazionale “#cittàpuntozero. Immagina il domani, governa l’oggi”

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 16:05

Quasi 1.200 amministratori prenotati a partecipare ai lavori, più di cento giornalisti accreditati, 106 relatori, otto ministri, 5 sottosegretari, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premier Paolo Gentiloni: sono i numeri della 34ª assemblea nazionale dell’Anci. La tre giorni dell’Associazione, presentata oggi a Vicenza e intitolata “#cittàpuntozero. Immagina il domani, governa l’oggi”, si svolgerà alla Fiera di Vicenza dall’11 al 13 ottobre, ospitando, parallelamente ai lavori istituzionali, anche AnciExpo, l’incontro di grandi nomi del mondo dell’imprenditoria, con oltre 150 stand in una superficie espositiva di circa diecimila metri quadrati, con 15 sale collaterali per ospitare oltre 60 convegni a latere. “Le sessioni di confronto tra sindaci, amministratori, parti sociali, mondo politico e imprenditoriale ruoteranno intorno a tre concetti chiave – si legge in una nota dell’Anci -: la natura, l’economia, le persone: da questi temi si sviluppano, infatti, le maggiori sfide a cui i Comuni sono chiamati a dare risposta, e rispetto alle quali sindaci e amministratori hanno già intrapreso un percorso di soluzioni efficaci e condivisione di buone pratiche. L’assemblea di Vicenza sarà il momento per ricordare, dati alla mano, i processi già avviati nei Comuni e proporre soluzioni nuove per il loro rilancio e il loro perfezionamento”.
“Con ‘Cittapuntozero’ l’associazione dei Comuni evoca un cambiamento in cui è la città la variabile di moltiplicazione per guardare al futuro – afferma il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro -. I Comuni continuano a dare prova di impegno per un rinnovamento reale che si concretizzi in uno sviluppo economico attento all’ambiente e alle persone. Ascoltare i cittadini è, infatti, attività naturale e quotidiana di tutti gli ottomila sindaci italiani e, per questo motivo, a Vicenza tracceremo la rotta di quella agenda urbana per la quale l’Anci è costantemente al lavoro. Un programma che, partendo dai bisogni dei cittadini di cui gli amministratori sono le prime antenne, istruisca possibili soluzioni collaborando con le altre istituzioni e con tutti i portatori di interesse”.
“Sviluppo sostenibile, benessere, qualità della vita, partecipazione, autonomia, coesione sociale, fare comunità per una democrazia rinnovata, viva e vitale. Parleremo di questo – aggiunge il segretario generale dell’Anci, Veronica Nicotra – con lo sguardo rivolto a un presente che oggi deve immaginare e costruire il domani. Parleremo di ciò che di buono e bello fanno i nostri Comuni, della loro condivisione e affermazione a livello nazionale. Temi sui quali i Comuni si sono ritagliati un ruolo da protagonisti e che ci proponiamo di imporre come Agenda urbana nazionale”. La cerimonia di apertura, mercoledì 11 ottobre, vedrà alle 16 la relazione del presidente dell’Anci Antonio Decaro, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Info: http://www.xxxivassemblea.anci.it/

A sua immagine: sabato 14 ottobre don Ciotti incontra Vasco Rossi. “Penso che Vita spericolata sia una delle canzoni più fraintese”

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 16:01

“Penso che Vita spericolata sia una delle canzoni più fraintese. È un inno alla vita, alla vita vissuta intensamente”. “Nelle canzoni racconto le mie debolezze”. “Da piccolo mi consideravano come un extracomunitario perché venivo dalla montagna”. “La fede non può essere imposta. Io l’ho persa a 15 anni”.
Sono solo alcune delle verità che la rockstar Vasco Rossi, protagonista del concerto dei record Modena Park del 1° luglio 2017, “confessa” al prete antimafia don Luigi Ciotti nello speciale di A Sua Immagine – Le ragioni della speranza, in onda sabato 14 ottobre alle ore 17.30, firmato da Laura Misiti e Gianni Epifani, con la collaborazione di Carmela Radatti e la regia di Maria Amata Calò.
Un dialogo tra un credente e un non credente sui piccoli e grandi temi della vita, in esclusiva per Rai Uno.

Rohingya: Unicef, nei campi per rifugiati in Bangladesh la campagna di vaccinazione contro il colera

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 15:47

È iniziata oggi una campagna di vaccinazione su larga scala contro il colera vicino a Cox’s Bazar, in Bangladesh, per proteggere i rohingya recentemente arrivati e le comunità ospitanti da questa malattia diarroica potenzialmente letale. Oltre 200 team mobili per le vaccinazioni stanno consegnando 900.000 dosi di vaccini, rendendola la seconda campagna di vaccinazione orale per il colera più grande di sempre. La campagna, guidata dal Ministero della Salute e supportata dall’Oms e dall’Unicef, si svolge a Ukhiya e Teknaf, dove oltre 500.000 persone sono arrivate da agosto attraversando il confine, unendosi al grande numero che stava già alloggiando in diversi insediamenti e campi per rifugiati. Il primo ciclo della campagna coprirà 650.000 persone di un anno di età e maggiori di un anno. Il secondo ciclo partirà il 31 ottobre e avrà come obiettivo quello di raggiungere 250.000 bambini fra uno e cinque anni con una dose di vaccino aggiuntiva per una protezione maggiore. “Questa è la seconda campagna di vaccinazione orale più grande al mondo, dopo quella di Haiti nel 2016″, ha dichiarato Edouard Beigbeder, rappresentante dell’Unicef in Bangladesh. “Il colera è una malattia pericolosa, soprattutto per quei bambini che vivono in condizioni poco igieniche e in spazi angusti. La prevenzione è fondamentale”. Nell’ultima settimana sono stati registrati e curati almeno 10.292 casi di diarrea negli insediamenti e nei campi. L’Oms ha messo in guardia sui potenziali rischi di un’epidemia di colera. L’Unicef e l’Oms stanno supportando il Ministero della Salute attraverso la pianificazione, la distribuzione, l’orientamento dei volontari, la copertura dei costi operativi e le attività di monitoraggio.

Foggia: lavoratori migranti in cattedrale. L’arcivescovo Pelvi, “ho ribadito il sostegno della Chiesa. Riconoscere la dignità di lavoratori”

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 15:39

“Si tratta di seicento migranti, in questi minuti stanno uscendo dalla cattedrale. Il loro rappresentante, Aboubakar Soumahoro, mi ha appena riferito che sono stati ricevuti dal Prefetto che li ha rassicurati sulle loro richieste, in primis quella del ripristino dell’acqua potabile nelle zone dove sono attualmente allocati”. Così mons. Vincenzo Pelvi, arcivescovo di Foggia-Bovino, racconta al Sir gli ultimi sviluppi della protesta pacifica di alcune centinaia di lavoratori migranti che questa mattina sono entrati in cattedrale a Foggia issando dei cartelli dove si leggeva: “Siamo lavoratori, non carne da macello”, “Noi vogliamo legalità e giustizia sociale”. Si tratta di uomini e donne, impegnati nella raccolta del pomodoro e di altri prodotti agricoli che si trovano a ridosso dell’ex gran ghetto nelle campagne tra Rignano Garganico e San Severo, sgomberato qualche mese fa. Chiaro il riferimento alle condizioni di lavoro che si sperava migliorassero dopo che il 31 luglio era stato sottoscritto con la Regione Puglia un accordo che stabiliva, tra le varie cose il superamento della ghettizzazione, l’inserimento lavorativo, il rispetto dei contratti di lavoro e, infine, l’istituzione di un tavolo permanente sull’agricoltura. L’arcivescovo Pelvi li ha incontrati in cattedrale per oltre due ore: “Ho ribadito loro tutto il sostegno e la vicinanza della Chiesa. Mi sono interfacciato con le Istituzioni preposte, con gli assessori regionali competenti e con il Prefetto che, come dicevo, dopo il mio incontro li ha ricevuti. Le loro richieste principali sono: il ripristino dell’acqua potabile che manca dal 13 settembre nelle zone dove sono allocati dopo l’incendio del ghetto di Rignano e avere delle unità abitative dove poter alloggiare dignitosamente. Vogliono il riconoscimento della loro dignità di lavoratori. Vivono e lavorano in condizioni disumane e, per questo, chiedono di essere ascoltati da papa Francesco. Alle Istituzioni ho sottolineato che l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale che non si può disattendere. Esso determina la sopravvivenza delle persone”.

“Come Chiesa – dichiara l’arcivescovo – continueremo a sostenere questi fratelli che vivono e lavorano qui. Dopo l’incendio del ghetto di Rignano ci siamo adoperati perché venisse data loro ospitalità facendo presente alle Istituzioni la necessità di assistere questi nostri fratelli che portano benedizione e ricchezza al nostro territorio. Abbiamo anche attivato con la Caritas il progetto ‘Presidio’ che ci ha visto sempre al fianco dei lavoratori della terra. Abbiamo  chiesto ai proprietari terrieri maggiore generosità nell’aiutare a dare vitto e alloggio a questi lavoratori. Abbiamo messo a disposizione un ambulatorio medico che grazie a medici volontari offre la possibilità di visite gratuite ma anche di disporre di farmaci e offerto delle biciclette perché potessero raggiungere centri, come la Caritas diocesana, per reperire abiti e ciò di cui hanno bisogno”. Questi lavoratori, spiega mons. Pelvi, “ci donano la consapevolezza di dover custodire la terra, coltivandola per il bene di tutti, soprattutto dei più deboli. Sono persone che si sentono un tutt’uno con la terra. La terra può diventare un paradigma di un nuovo modello di sviluppo”. “Sono rimasto ammirato – conclude il presule – dalla loro sensibilità religiosa e dal senso di rispetto mostrato verso la cattedrale durante questa manifestazione. Soumahoro – rivela Pelvi – mi ha detto che sono venuti in cattedrale perché la Chiesa ci è vicina e convinti che il Dio della creazione li ascolta”. Prima dell’arrivo in cattedrale di mons. Pelvi i migranti hanno accolto la richiesta del parroco, don Daniele D’Ecclesia, di recitare il Rosario.

Rapporto Transparency: Orlando (ministro giustizia), urgente disciplinare l’attività di lobbying

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 15:34

“Senza una disciplina dell’attività delle lobbies si lascia uno spazio interpretativo enorme” a livello giudiziario e questo “nel pieno di una competizione elettorale può avere un impatto molto forte sul processo democratico”. È quanto ha sostenuto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, intervenendo alla presentazione dell’Agenda anticorruzione 2017 di Trasparency International Italia. Orlando ha ripreso un tema già sollevato nella stessa occasione dal presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, sottolineando come certe funzioni svolte dai partiti “si siano trasferite, esercitate peggio, su fondazioni e associazioni”. In particolare le fondazioni, nate con altri obiettivi (“gestire una biblioteca”, ha esemplificato il ministro), ora “vengono utilizzate per raccogliere fondi per le campagne elettorali” ed è quindi fondamentale che sia garantita la “trasparenza” nei rapporti tra di esse e i partiti. “L’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti – ha affermato Orlando – non ha risolto il problema del finanziamento della politica, lo ha creato”. Il Guardasigilli ha anche indicato un rischio specifico per la prossima campagna elettorale: se si dovesse andare alle urne con le norme vigenti, “in un collegio grande come la Lombardia e con la preferenza unica, un candidato potrebbe impegnare una cifra intorno al milione di euro”, con tutti i pericoli che ciò implicherebbe.

Albania: prima assemblea diocesana per Tirana-Durazzo. Nel 2018 il Sinodo sulla nuova evangelizzazione

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 15:30

Prima assemblea diocesana per Tirana-Durazzo, convocata in preparazione al Sinodo che la Chiesa locale albanese vivrà nell’ottobre 2018. L’assise, in corso in questi giorni, è stata fortemente voluta dall’arcivescovo George Anthony Frendo come prima tappa verso l’appuntamento del prossimo anno, che avrà per tema “La nuova evangelizzazione nella nostra arcidiocesi”. All’incontro di questi giorni, riferisce al Sir don Arjan Dodaj, vicario generale dell’arcidiocesi, “c’è una grande partecipazione di popolo. Sono convenuti, infatti, diversi fedeli dai luoghi anche più periferici. Sono presenti anche molti giovani, che portano l’entusiasmo, la bellezza e la freschezza della loro età. È davvero un’esperienza pentecostale, che sta suscitando grande speranza”. Circa il tema del prossimo Sinodo, don Dodaj vede chiaro il riferimento alla testimonianza dei martiri albanesi. La nuova evangelizzazione, spiega, “è custodita nel cuore dei giovani, come desiderio d’incontro con Cristo e come esperienza del suo annuncio, attraverso la testimonianza viva dei nostri martiri. La luce del Risorto, custodita per sempre nella loro storia, e l’esperienza del Cristo, incarnato nel nostro prossimo, sono la bussola del nostro cammino ecclesiale”.

Diocesi: mons. Cantoni (Como), “la conversione pastorale sia plasmata dalla misericordia”. Affidato a Maria il cammino verso il Sinodo

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 15:29

Ricorrono oggi, 10 ottobre, i 525 anni dall’apparizione della Beata Vergine Maria a Gallivaggio in Valle Spluga, provincia di Sondrio. In questa occasione, durante la S. Messa celebrata questa mattina al santuario, il vescovo di Como, mons. Oscar Cantoni, ha affidato alla Madonna il cammino della diocesi di Como verso il Sinodo diocesano annunciato alla fine di agosto. “Affidiamo a Maria – ha detto – l’esperienza ecclesiale alla quale ho chiamato tutti i fedeli della nostra Chiesa, attraverso la celebrazione di un prossimo Sinodo. Mi è parso che quest’impegno potesse offrire la possibilità di estendere i benefici dell’Anno santo della misericordia, attualizzati nei nostri contesti di vita al di là della chiusura del Giubileo”. Proprio sul tema della misericordia si è concentrata la riflessione del vescovo nell’omelia: “Qui Maria, apparendo a due povere fanciulle nel 1492, si è presentata quale madre della misericordia. Maria ha il compito di attestare, come ci ha ripetuto Papa Francesco, che ‘la misericordia del Figlio di Dio non conosce confini e raggiunge tutti senza escludere nessuno’. In lei e nella dolcezza del suo sguardo, possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio. Questo è il grande compito che ci è offerto ogni qualvolta ci rivolgiamo a lei”. “Le nostre comunità – ha concluso mons. Cantoni – potranno rimanere vive e dinamiche nell’opera di nuova evangelizzazione nella misura in cui la conversione pastorale sarà plasmata quotidianamente dalla forza rinnovatrice della misericordia”.

Rapporto Transparency: l’appello di Cantone (Anac) per la trasparenza nei finanziamenti della prossima campagna elettorale

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 15:11

“La politica non può fare a meno dei fondi per finanziarsi, ma deve garantire la trasparenza”. Lo ha affermato il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, intervenendo oggi alla presentazione del rapporto di Transparency International Italia. Con lo sguardo alle elezioni ormai all’orizzonte, Cantone ha auspicato con forza che, anche in assenza di norme specifiche, sia assicurato dai soggetti coinvolti “il massimo di trasparenza” nei finanziamenti per la campagna elettorale. Per quanto riguarda il tema dei controlli finanziari sui partiti, il presidente dell’Anac ha osservato che bisogna tener conto della nuova situazione che si è creata, con l’attività di ricerca dei fondi che “si è spostata dai partiti ad altri enti, come le fondazioni”.
Sulle legge in discussione per la tutela di chi denuncia casi di corruzione (il cosiddetto “whistleblowing”) Cantone è stato prudente. “Speriamo che la legge si riesca a fare già in questa legislatura, ma purché si faccia bene. Il testo approvato dalla Camera presenta delle criticità”. Sarebbe importantissima anche una legge che disciplini l’attività delle lobbies, ma secondo Cantone è un tema di cui “si fa fatica persino a parlare, per la connotazione negativa che assunto questo termine”.
Quanto ai 566 casi di corruzione riportati dai media nazionali nei primi nove mesi dell’anno e censiti dal rapporto, il presidente dell’Anac ha invitato a leggere correttamente questo dato: “Non è soltanto l’emersione della corruzione, ma anche dell’anti-corruzione. Le indagini sono la prova della capacità di reagire delle istituzioni”.

Terra Santa: Cingoli (Cipmo), “i negoziati Hamas-Autorità palestinese al Cairo cominciano in salita”

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 13:46

Comincia in salita il nuovo tentativo di riconciliazione tra Hamas e l’Autorità nazionale palestinese, patrocinato dall’Egitto e anticipato nei giorni scorsi dalla visita a Gaza del orimo ministro Rami Hamdallah, la prima dopo il colpo militare del 2007 che assicurò ad Hamas il potere sulla Striscia. È quanto sostiene Janiki Cingoli, presidente del Cipmo, il Centro italiano per la pace in Medio Oriente. I negoziati, che cominceranno in questi giorni al Cairo, “partono in salita e risulteranno comunque fragili e temporanei, anche se hanno ricevuto l’importante se pur condizionato avallo del segretario di Stato Usa Rex Tillerson e dell’alto rappresentante della Ue Federica Mogherini”. “Abu Mazen – scrive Cingoli – sa che la sua presidenza decennale volge ormai al termine e vuole lasciare il legato di aver ricostruito l’unità palestinese e ripreso il controllo su Gaza: una carta su cui intende peraltro far leva per favorire e gestire future trattative con Israele. D’altra parte, non può permettersi di respingere frontalmente l’iniziativa negoziale dell’Egitto, contrapponendosi così al presidente Al-Sisi. Hamas a sua volta vuole liberarsi del peso e della responsabilità di farsi carico della popolazione di Gaza, conservando la sua branca militare, le Brigate Ezzedin-al Qassam, forti di oltre 25.000 uomini, e vuole candidarsi alla guida complessiva della Autorità palestinese: una ipotesi non impossibile, dato che l’indice di impopolarità di Abbas, secondo gli ultimi sondaggi, ha oramai raggiunto il 67%”. A complicare lo scacchiere palestinese è Mohammed Dahlan, sostenuto dall’Egitto, dagli Emirati e dai maggiori Stati sunniti e acerrimo rivale del presidente Abu Mazen dentro Al Fatah. “Dahlan – afferma Cingoli – può contare su antichi e consolidati rapporti con gli apparati di sicurezza israeliani ed è stato molto attivo nel mediare i rapporti tra Hamas e egiziani. In questi giorni è tornato a far sentire la sua voce sostenendo che la soluzione a due Stati è oramai impossibile”. Un’idea che prospetta “una soluzione a tre Stati, Israele, Cisgiordania e Gaza”, probabilmente “preferita da Israele”. A cogliere il frutto dello scontro tra Abu Mazen e Dahlan potrebbe essere il terzo incomodo, vale a dire quel Jibril Rajoub, già capo della sicurezza palestinese in Cisgiordania, e oggi alla guida della Lega calcio palestinese, un ruolo che, spiega Cingoli, “gli assicura popolarità e seguito. È stato lui d’altronde il vero vincitore dell’ultimo Congresso di Fatah, ne controlla il Comitato esecutivo di cui è segretario generale. Un uomo che sa aspettare”.

Ue: Lambertz (CdR), la politica e le sfide europee, il punto di vista delle regioni e delle città

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 13:41

(Bruxelles) Nel corso della Settimana europea delle regioni e delle città, che si sta svolgendo, fino al 12 ottobre, a Bruxelles, oggi pomeriggio (ore 15) il presidente del Comitato europeo delle regioni (CdR), Karl-Heinz Lambertz, pronuncerà il primo discorso sul tema “Lo stato dell’Unione europea: il punto di vista delle regioni e delle città”. L’intervento è inserito nella sessione plenaria del CdR. Il discorso sarà seguito da un dibattito sul futuro dell’Europa a cui parteciperanno il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e i leader locali dell’Unione. Interverrà anche il commissario Ue per l’azione per il clima Miguel Arias Cañete, che delineerà le priorità dell’Unione per i negoziati dell’Onu sul clima in programma a Bonn, mentre le regioni e le città dell’Ue ridaranno slancio a una coalizione per il clima (www.cohesionalliance.eu) assieme a loro omologhe di Stati Uniti e Canada. Lambertz, spiega una nota, “esaminerà le sfide che si profilano per gli enti locali e regionali nei prossimi anni in settori quali la migrazione, l’occupazione e la crescita, i cambiamenti climatici e la coesione sociale e territoriale”. Alla Settimana delle regioni e delle città partecipano oltre 5mila rappresentanti di enti locali, esperti di politica regionale dell’Ue, giornalisti, docenti universitari, rappresentanti di ong e associazioni legate ai territori dei Paesi dell’Unione.

Famiglia Vincenziana: alleanza per i senzatetto, festival e concorso per “globalizzare la carità”

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 13:37

L’alleanza globale per i senza fissa dimora e il “Vincentian Film festival”: sono due delle iniziative scelte dalla Famiglia Vincenziana per celebrare i 400 anni della nascita di “un grande albero, composto da oltre 200 rami (associazioni laiche e Congregazioni di vita consacrata) con circa due milioni di membri in 156 Paesi”, come l’ha definita il superiore generale, padre Tomaz Mavric, nel “meeting point” svoltosi oggi in sala stampa vaticana. “Vogliamo far uscire la Famiglia Vincenziana anche verso le periferie”, ha detto Mavric, ricordando che questo speciale anno giubilare è cominciato con il pellegrinaggio del cuore di san Vincenzo de’ Paoli, che dalla cappella della carità a Rue de Bac ha viaggiato da Parigi a Roma, dove in questi giorni, in occasione del Simposio in programma da domani al 15 ottobre verrà esposto alla venerazione dei fedeli, per poi proseguire il suo pellegrinaggio in tutti i Paesi d’Europa. L’Alleanza della Famiglia Vincenziana globale per i senza fissa dimora è invece un progetto triennale e di livello mondiale, che lo scorso 28 giugno è stato presentato al Parlamento europeo di Bruxelles per rispondere ad un’emergenza: secondo i dati Onu, più di un miliardo di persone sul nostro pianeta non ha fissa dimora, tra persone che vivono per strada, quelle che vivono in campi per rifugiati e profughi e quelle che vivono in baraccopoli e favelas. Attualmente, sono circa 65 milioni i profughi a livello globale, il numero più alto mai registrato, e 863 milioni gli uomini, le donne e i bambini che vivono in baracche e favelas in tutto il mondo, numeri tutti destinati purtroppo a crescere. “Finding Vince 400”, infine, è un vero e proprio Festival del Film internazionale dove il protagonista principale è la figura di san Vincenzo de’ Paoli e il suo amore verso i poveri. Coordinatore della manifestazione, che si svolgerà a Castel Gandolfo dal 18 al 21 ottobre 2018, sarà l’attore statunitense Clarence Gilyard, conosciuto al rande pubblico per aver lavorato in molti film e serie tv di successo. Obiettivo del Festival: “Stimolare sul tema della globalizzazione della carità”, anche tramite la partecipazione al concorso per la realizzazione di copioni e cortometraggi.

Europa: Pontificia Università Santa Croce, conferenza internazionale sui valori comuni. Kotanski, definire nuovi punti fermi?

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 13:29

“Oggi, quali sono i valori europei?” si è chiesto l’ambasciatore di Polonia presso la Santa Sede, Jan Kotanski, e per trovare le risposte alla domanda organizza giovedì prossimo, 12 ottobre, presso la Pontificia Università della Santa Croce una conferenza internazionale volta a definire le fondamenta assiologiche comuni del nostro continente. “Non possiamo nasconderci dietro a un dito”, sottolinea al Sir l’ambasciatore, osservando che nonostante politici, europarlamentari e giornalisti parlino spesso di “valori europei”, essi non vengono mai compiutamente declinati e solo di rado li considerino “radicati nella cultura giudeocristiana” dell’Europa. “Oggi vale sempre la triade di Platone oppure dobbiamo definire dei valori nuovi, forse provenienti da altre culture?”, si chiede. A dare risposte a quel quesito ci saranno tra gli altri mons. Paul Richard Gallagher, Segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, card. Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio dello sviluppo umano integrale, Rocco Buttiglione, e giornalisti come Marcello Veneziani e Andrea Tornielli. A trarre le conclusioni al termine del dibattito sarà l’ambasciatore dell’Ue presso la Santa Sede, Jan Tombinski.

Famiglia Vincenziana: oltre 10mila a Roma per partecipare al Simposio per i 400 anni

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 13:17

Saranno oltre 10mila i partecipanti al Simposio della Famiglia Vincenziana, in occasione dei 400 anni di celebrazione del carisma fondato da san Vincenzo de’ Paoli nel 1617 in Francia. Ad annunciarlo ai giornalisti, nel “meeting point” svoltosi oggi presso la Sala Stampa della Santa Sede, è stato padre Tomaz Mavric, superiore generale della Congregazione della Missione e delle Figlie della Carità, 24° successore di San Vincenzo de’ Paoli. Il Simposio si aprirà domani – giornata dedicata agli arrivi – a Roma, nel Collegio apostolico leoniano, e culminerà il 14 ottobre con l’incontro in piazza San Pietro con il Papa. Il 12 ottobre, alle 18, nella basilica di San Giovanni in Laterano ci sarà il primo incontro di preghiera che inizierà sotto il segno della Vergine Maria, Nostra Signora della medaglia Miracolosa, venerata a Parigi nella cappellina di Rue du Bac, oggi luogo di pellegrinaggio da tutto il mondo la cui storia è legata a doppio filo a san Vincenzo de’ Paoli. Il 13 ottobre il Simposio continuerà in diverse sedi, secondo i diversi gruppi linguistici e si snoderà tra le 9 e le 15 con tre conferenze e dialogo – ognuna tenuta da relatori diversi per ogni gruppo linguistico – di cui la prima incentrata sul tema “La spiritualità vincenziana e la sua sfida profetica”, la seconda su “Formazione vincenziana e comunicazione nell’era dell’informazione” e la terza su “Il carisma vincenziano: verso quali orizzonti”. Il pomeriggio del 13 ottobre sarà dedicato all’incontro dei giovani e dei giovani consacrati di tutti i gruppi linguistici, al Palacavicchi. Il giorno seguente l’incontro in piazza San Pietro con il Papa, di fronte al quale padre Mavric ufficializzerà l’Alleanza globale per i senzatetto e il “Vincentian film festival”, due delle iniziative per i 400 anni. Dopo l’incontro con il Papa la giornata proseguirà per tutti alle 19 nella basilica di San Paolo fuori le mura per la Veglia di preghiera organizzata dalla Gioventù mariana vincenziana e durante la quale sarà possibile venerare la reliquia del cuore di San Vincenzo de’ Paoli. Il Simposio si concluderà il 15 ottobre con le Messa alle 10.30 nella basilica di san Paolo fuori le mura, alla presenza di cica 560 preti e sfileranno in processione le bandiere di oltre 150 Paesi, gli stessi dove la Famiglia Vincenziana opera in tutto il mondo.

Incendio in California: Coldiretti, “da Napa Valley quasi il 10% della produzione mondiale di vino”

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 13:12

“Dai vigneti della Napa Valley in California si è sviluppata la produzione di vino degli Stati Uniti che ha raggiunto quasi il 10% del totale mondiale grazie a una crescita vorticosa delle coltivazioni che hanno consentito agli Usa di diventare il quarto produttore di vino a livello globale dopo Italia, Francia e Spagna con una quantità di 24 milioni di ettolitri”. Lo afferma la Coldiretti in riferimento al devastante incendio che ha colpito la California con vittime, evacuazioni e danni economici e ambientali incalcolabili. “I primi vigneti nella Napa Valley sono stati piantati negli anni 60 e da allora si è verificata una crescita ininterrotta nella produzione e nella domanda tanto che Gli Stati Uniti sono diventati il primo consumatore mondiale di vino con 31,8 milioni di ettolitri che solo in parte vengono soddisfatti dalle importazioni”, prosegue la Coldiretti. La Napa Valley –conclude la Coldiretti – è la zona vitivinicola della California più famosa e certamente anche di tutti gli Stati Uniti d’America, tanto da essere considerata come sinonimo di vino americano con una produzione basata soprattutto su vitigni ‘internazionali’ e tecnologie avanzate.”

Giornata mondiale bambine: Terre des Hommes, “ogni anno almeno 15 milioni di spose minorenni”. Altre violazioni legate a “conflitti e trafficking”

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 13:01

Il dossier della “Campagna Indifesa” di Terre des Hommes, presentato oggi a Roma, alla vigilia della Giornata mondiale delle bambine (11 ottobre), quest’anno punta i riflettori anche sul “deprecabile fenomeno dei matrimoni precoci”, che in tutto il mondo “coinvolge ogni anno almeno 15 milioni di bambine e adolescenti”. “Ogni due secondi – rivela il dossier – una bambina o ragazza con meno di 18 anni diventa una baby sposa, vedendo così finire i suoi sogni e le sue speranze, costrette a sposare uomini più grandi di loro, con gravi conseguenze per la loro salute e il loro sviluppo”. Oltre a portare enormi sofferenze alle vittime, sottolinea Terre des Hommes, “questa pratica nuoce all’intera comunità in cui vivono. Secondo un recente studio della World Bank, la scomparsa dei matrimoni precoci si potrebbe tradurre in un risparmio pari a 566 miliardi di dollari (nel 2030) dovuto alla riduzione delle spese per il welfare dei singoli Stati”. Da baby spose a baby mamme, poi, il passo è breve: “Nel 2016 sono state registrate 21 milioni di gravidanze tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni che vivono nei Paesi in via di sviluppo e nel 49% dei casi si tratta di gravidanze non cercate”. E ancora, ogni anno, “circa 70mila ragazze muoiono a causa del parto e delle complicanze legate alla gravidanza”.
Tra le violazioni dei diritti delle bambine “ci sono anche quelle legate a conflitti e trafficking: sono circa 100.000 le bambine soldato, mentre delle 2,4 milioni di persone vittime di tratta le bambine rappresentano ben il 20%”. Terre des Hommes è entrata a far parte di “Girls Not Brides”, una coalizione internazionale che raccoglie più di 700 organizzazioni della società civile impegnate nel contrasto della pratica dei matrimoni precoci e nell’assistenza delle spose bambine. In tutti i suoi progetti Terre des Hommes “pone particolare attenzione alle esigenze delle bambine, cercando di prevenire e contrastare l’abbandono della scuola da parte loro, e di conseguenza posticipare i matrimoni fino alla maggiore età, anche attraverso la sensibilizzazione delle famiglie e delle istituzioni locali”. Terre des Hommes è membro anche dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis) per chiedere al Governo italiano “di investire nell’educazione delle nuove generazione per apportare quel cambio culturale indispensabile al raggiungimento dell’Obiettivo 5, la parità di genere, e perché si favorisca la creazione di partnership concrete e operative necessarie a tale scopo”. Domani in occasione della Giornata Onu delle bambine, Terre des Hommes lancia inoltre la #Orange Revolution che tingerà di arancio le principali città italiane.

Papa Francesco: lettera ai vescovi dell’India, no a “isolamento e separazione”, sì a “rispetto e collaborazione”

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 12:58

“La via della Chiesa cattolica in India non può essere quella dell’isolamento e della separazione, ma piuttosto del rispetto e della collaborazione”. Con queste parole il Papa, in una lettera inviata ai vescovi dell’India, spiega di aver autorizzato la Congregazione per le Chiese Orientali “a provvedere alla cura pastorale dei fedeli siro-malabaresi in tutta l’India, attraverso l’erezione di due Eparchie e l’estensione dei confini di due già esistenti”. Francesco, inoltre, ha stabilito che “le nuove come le esistenti circoscrizioni risultino affidate all’arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly e al Sinodo dei vescovi della Chiesa siro-malabarese”. “La presenza di diversi vescovi delle varie Chiese sui iuris nello stesso territorio potrà essere motivo sicuramente di bellissima e vivificante comunione e testimonianza”, sostiene il Papa, ricordando che “questa è la visione del Concilio Vaticano II”. “Mi auguro che questa mia decisione sia accolta con spirito generoso e sereno, anche se potrà essere motivo di apprensione per alcuni, perché molti siro-malabaresi, per anni privi della cura pastorale nel rito proprio, sono completamente immersi nella vita della Chiesa latina”, l’auspicio di Francesco, che si dice “convinto che tutti gli interessati dimostreranno che non c’è bisogno di preoccupazione: la vita della Chiesa non va sconvolta dai provvedimenti in questione”. “Tale nostro provvedimento – precisa, infatti, il Papa – non deve essere interpretato negativamente come una imposizione ai fedeli di lasciare le comunità in cui hanno trovato accoglienza, a volte per diverse generazioni, e alle quali hanno contribuito in modi diversi, ma piuttosto come un invito ed insieme una opportunità di realizzare la crescita nella fede e nella comunione con la propria Chiesa sui iuris, conservando quel prezioso patrimonio rituale del quale sono portatori, trasmettendolo anche alle future generazioni”. In questo spirito, Francesco esorta “tutte le amatissime Chiese che vivono in India alla generosità e al coraggio per la testimonianza del Vangelo in spirito di fraternità e mutuo amore”. Per la Chiesa siro-malabarese, ciò consiste “nella continuazione del prezioso lavoro dei loro sacerdoti e religiosi nei contesti latini e nella disponibilità verso quei fedeli siro-malabaresi che, pur scegliendo di frequentare le parrocchie latine, chiedono qualche assistenza alla loro Chiesa di origine”. Da parte dei Latini, “questa generosità può assumere la forma di accoglienza nei loro edifici delle comunità siro-malabaresi che non hanno ancora provveduto ai propri”. Per il Papa deve, inoltre, “continuare la cooperazione tra tutte le Chiese sui iuris, come ritiri e seminari per il clero, i convegni sulla Bibbia, la celebrazione delle feste comuni, gli sforzi ecumenici”. “Con la crescita di amicizie spirituali e di reciproca assistenza, ogni tensione o apprensione dovrebbe essere rapidamente superata”, la ricetta di Francesco, che avverte: “Questa estensione degli spazi pastorali della Chiesa siro-malabarese non sia in alcun modo percepita come una crescita di spazi di potere e di dominio, ma come una chiamata a vivere una comunione più profonda, che non può mai essere intesa come uniformità”.

Giornata mondiale bambine: Salinari (Terre des Hommes), “costituire alleanze ampie tra vari attori per prevenzione violenza di genere”

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 12:50

“L’Osservatorio Indifesa conferma come nel nostro Paese ci sia bisogno di un cambio radicale nella prevenzione della violenza contro le bambine”: lo dichiara Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes, in occasione della presentazione del nuovo dossier della “Campagna Indifesa” di Terre des Hommes sui diritti negati a milioni di bambine in Italia e nel mondo, avvenuta oggi a Roma, alla vigilia della Giornata mondiale delle bambine (11 ottobre). “Serve un impegno sempre maggiore del Governo per trovare fondi per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere che orienti gli interventi sia in Italia sia nei Paesi in via di sviluppo – prosegue Salinari -, ma diventa sempre più importante anche costituire alleanze ampie, che includano attori fra loro differenti, capaci di intervenire a tutti i livelli coinvolgendo non solo i governi, le organizzazioni già impegnate in prima linea su questi temi, i professionisti, ma anche i ragazzi e le ragazze stesse”. Solo così, per il presidente di Terre des Hommes, “si potrà dare reale attuazione al piano di contrasto della violenza e delle discriminazioni di genere varato dalle Nazioni Unite e fatto proprio, in particolare, dall’obiettivo 5 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile 2015-2030. È quello che stiamo facendo con il programma Radio Indifesa, mirato alla conoscenza e alla riflessione su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere con la partecipazione degli studenti degli istituti di grado secondario superiore e diverse web radio scolastiche”.

Giornata mondiale bambine: Terre des Hommes, “in Italia nel 2016 oltre 950 minori vittime di violenza sessuale. In prevalenza sono femmine”

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 12:45

“Più di 2 bambini ogni giorno, in Italia, sono vittime di violenza sessuale. Oltre 950 minori in un anno nel nostro Paese sono costretti a subire questo orribile abuso. E nell’ultimo anno il numero totale dei minori vittime di reato – mai stato così alto da un decennio a questa parte, toccando la cifra di 5.383 minori – ha registrato un +6% rispetto al 2015”. Sono questi i nuovi e allarmanti dati Interforze sui minori vittime di reato nel 2016 elaborati per il nuovo dossier della “Campagna Indifesa” di Terre des Hommes, presentato oggi a Roma, alla presenza del presidente del Senato, Pietro Grasso, alla vigilia della Giornata mondiale delle bambine (11 ottobre). “Piccole vittime che in prevalenza sono femmine – rivela il dossier, il sesto della serie -: nel 2016 erano in media il 58%, ma questa percentuale aumenta in tutti i reati a sfondo sessuale. Le bambine sono l’83% delle vittime di violenze sessuali aggravate, l’82% dei minori entrati nel giro della produzione di materiale pornografico, il 78% delle vittime di corruzione di minorenne, ovvero bambine al di sotto dei 14 anni forzate ad assistere ad atti sessuali”. Colpisce, poi, il dato degli omicidi volontari consumati: “Più che raddoppiati in un anno (da 13 a 21 minori vittime), il 62% era una bambina o adolescente. Avvenimenti tragici che il più delle volte si inseriscono nella drammatica sequela dei femminicidi”. Secondo il dossier, “la violenza domestica è causa della maggioranza dei reati contro i minori: nel 2016 sono state ben 1.618 le vittime di maltrattamento in famiglia, per il 51% femmine, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Cresciuto del 23% il numero di vittime minori di abuso di mezzi di correzione o disciplina (266 nel 2016), ovvero di botte fino ad andare in ospedale e arrivare a denuncia”. Pochi i segni meno nell’elenco dei reati: “Le due fattispecie più in calo rispetto al 2015 sono gli atti sessuali con minori di 14 anni (-11%), dove però le vittime sono ancora 366, per l’80% bambine, e la detenzione di materiale pornografico, che segna -12%, con 58 vittime, il 76% femmine”.

Colombia: massacro contadini a Tumaco mette in dubbio processo di pace. La Chiesa chiede criteri chiari nella sostituzione delle coltivazioni di coca

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 12:37

Divampa in Colombia la polemica su quanto accaduto la scorsa settimana a Tumaco, città che si trova sulla costa pacifica, nel dipartimento di Nariño (sudest del paese). Qui, giovedì scorso, in circostanze ancora da chiarire pienamente, le forze dell’ordine, probabilmente per errore, hanno aperto il fuoco contro un gruppo di contadini che stavano formando una catena umana di fronte ai loro terreni, nei quali era prevista l’eradicazione della coca. La zona di Tumaco è, infatti, quella a più alta coltivazione di coca di tutto il Paese. Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha comunicato che sono sei i contadini uccisi e ha annunciato di aver aperto delle indagini sull’operato delle forze di polizia e in particolare su chi ha dato l’ordine di sparare. Le organizzazioni contadine parlano invece di nove vittime. Nella giornata di ieri le Farc (l’ex guerriglia marxista ora costituitasi in partito) e l’Eln (organizzazione della guerriglia ancora attiva) hanno solidarizzato con i contadini attraverso dei duri comunicati. I fatti di Tumaco, che, da giorni stanno provocando nel Paese un forte dibattito, rischiano di mettere in discussione sia l’applicazione degli accordi di pace con le Farc sia il cessate il fuoco bilaterale che Governo ed Eln hanno concordato a partire dallo scorso 1° ottobre. In ogni caso, la questione agraria si conferma un punto chiave per la riuscita del processo di pace.
Sull’episodio è intervenuta anche la diocesi di Tumaco attraverso il vicario generale, padre Arnulfo Mina, il quale ha dichiarato alla stampa locale: “Non vogliamo che si colpisca la gente, chiediamo allo Stato di definire politiche chiare stabilendo fino a quanti ettari le coltivazioni saranno sostituite e in quanti si procederà con l’eradicazione”. E ha aggiunto: “Nella misura in cui lo Stato ha politiche chiare, i contadini sono responsabili della sostituzione con culture legali e lo Stato garantisce che i prodotti coltivati possano essere commercializzati, allora si può arrivare realmente alla pace “. Infine, il vicario generale ha dichiarato che ciò di cui Tumaco ha bisogno è l’investimento sociale, le infrastrutture, le strade in buone condizioni e non più forza pubblica.

Ior: Burke, “azione” a Malta “dimostra la volontà di accettare le responsabilità di abusi del passato”

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 12:36

“Un’azione che dimostra la volontà dello Ior di accettare le responsabilità di abusi del passato”. Così il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, in una dichiarazione resa ai giornalisti ha definito la decisione presa nei giorni scorsi dall’Istituto per le Opere di Religione di “avviare davanti alle autorità giudiziarie competenti di Malta un’azione civile nei confronti di più soggetti terzi, ritenuti responsabili di averlo danneggiato significativamente nell’ambito di alcune attività di investimento cui l’Istituto ha partecipato”. “Si tratta di un’operazione risalente all’inizio del 2013 – ha riferito Burke ai giornalisti – il cui investimento iniziale ammonta a 17 milioni, anche se i danni effettivamente subiti dovranno essere quantificati dalla Corte di Malta”. “Tale iniziativa – si legge in una nota diffusa dalla sala stampa vaticana – conferma l’impegno a favore della trasparenza assunto dallo Ior di denunciare, nelle sedi competenti, possibili irregolarità commesse ai suoi danni e adottare, come in questo caso, ogni utile misura necessaria a tutelare i propri interessi economici e reputazionali, anche al di fuori dei confini della Città del Vaticano”.

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