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Diocesi: Verona, a San Silvestro la festa “Ultimo di Noi” per condividere il cenone con chi è in difficoltà

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 14:49

Una festa nel segno dell’inclusione. La diocesi di Verona continua a seguire chi vive le periferie esistenziali anche attraverso una festa dedicata per San Silvestro. Si tratta di “Ultimo con Noi”, il tradizionale un evento diocesano con le persone e le famiglie che si trovano in una fase della loro vita in disagio e fragilità, alle quali è dedicato il cenone in Fiera con una grande festa che richiama moltissimi cittadini veronesi che vogliono condividere il pasto dell’ultimo giorno dell’anno con chi è in difficoltà. “Noi cristiani – afferma il direttore della Caritas diocesana, mons. Giuliano Ceschi – abbiamo il dovere di rispondere ai nostri fratelli in bisogno nello stesso modo in cui abbiamo il dovere di rispondere a Cristo che si è fatto povero. L’occasione dell’Ultimo chiama tutti i cittadini di Verona a partecipare per condividere il pane con chi non lo ha”. Don Giampaolo Melchiori, neo direttore del Centro di pastorale adolescenti e giovani, aggiunge: “Ai nostri giovani proponiamo un’esperienza importante anche nella giornata del 31 dicembre dalle 14.15 e fino alle 18: divenire animatori e portatori di gioia e allegria nelle case di riposo, un’occasione di scoperta dell’altro che soffre”. La festa 2017 si svolgerà nei locali della Fiera di Verona, nell’ampio Salone Margherita, che può accogliere comodamente oltre 700 persone. E come la scorsa edizione, anche questa avrà una speciale attenzione al bisogno alimentare, tanto che si ripeterà l’evento “Regalando Viveri”, organizzata dal 26 al 31 dicembre dall’Operazione Mato Grosso che sta distribuendo in questi giorni 65.000 volantini nei quartieri della città per raccogliere generi alimentari a lunga conservazione e a lunga scadenza. Saranno circa 250 giovani a bussare ai campanelli per raccogliere scatolette di tonno o di carne, olio di oliva e di semi, legumi, semolino, fette biscottate, pasta, riso, pomodoro. La raccolta di viveri sarà poi distribuita agli Empori della Solidarietà di Verona e a una mensa della baraccopoli di Chimbote, in Perù. “Lo scorso anno abbiamo raccolto 340 quintali di viveri – spiega Marco Quintarelli, referente di Regalando i Viveri –; quest’anno speriamo di arrivare a 500 quintali. In più il 31 dicembre il gruppo Operazione Mato Grosso si occuperà anche di cucinare per tutti i partecipanti al cenone in Fiera”.

Emergenza alloggi a Roma: Impagliazzo (Comunità S. Egidio), “serve un’agenzia pubblica dell’abitare”

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 14:40

Una “agenzia pubblica dell’abitare” per rispondere alla grave emergenza alloggi di Roma. È la proposta della Comunità di Sant’Egidio, illustrata oggi nella capitale dal presidente Marco Impagliazzo durante la presentazione della 28ª edizione della Guida “Roma. Dove mangiare, dormire, lavarsi”. A Roma, spiega Impagliazzo, sono circa 7.500 le persone senza dimora. Di queste, 3mila dormono per la strada, 2mila in alloggi di fortuna come edifici abbandonati e insediamenti abusivi, 2500 vengono ospitate in parrocchie, centri convenzionati di Roma capitale e associazioni di volontariato o religiose. Per l’edilizia popolare sono 10mila le persone in lista d’attesa mentre 25mila è il numero stimato di chi occupa abusivamente un edificio pubblico abbandonato come scuole o caserme. A fronte di questo scenario “le 25mila abitazioni sfitte in tutta la città, di privati o di costruttori”, e “un enorme patrimonio pubblico abbandonato o quantomeno vuoto”. Di qui la proposta alle istituzioni di creare una sorta di cabina di regia, “che chiamiamo – spiega Impagliazzo – agenzia pubblica dell’abitare che metta insieme costruttori, privati che vogliano affittare ma senza garanzie non si fidano, istituzioni, volontari e famiglie bisognose per creare una sinergia positiva” e “rispondere rapidamente a questa grave emergenza”.

Diocesi: Milano, l’invito della Caritas, condividere un pranzo con chi ha bisogno. “Il pane spezzato è più buono dell’aragosta”

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 14:31

“Il ‘buon vicinato’ può partire anche da un invito a cena? Nel Discorso alla città, pronunciato per la festa di Sant’Ambrogio, l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha invitato a ritessere i legami sociali a partire da gesti concreti di incontro e condivisione. Spronata da quelle parole, Caritas Ambrosiana – si legge in una nota diffusa oggi – per le feste natalizie ha deciso” di lanciare l’iniziativa “Il pane spezzato è più buono dell’aragosta 2017”. L’appello dell’organismo diocesano è rivolto ai milanesi e agli abitanti della diocesi ambrosiana “affinché nei giorni di festa aprano le porte di casa e condividano pranzi e cene, più o meno ricche e raffinate, con chi si trova in difficoltà”. Sono graditi inviti a tavola per Natale, Capodanno e l’Epifania, “ma sono ben accetti anche per i giorni che coprono l’intero periodo di festa”. Saranno gli operatori di Caritas Ambrosiana a girare l’offerta alle persone che usufruiscono dei servizi di assistenza e a comunicare il nome dell’invitato a chi avrà aderito all’iniziativa. I cittadini che intendono partecipare a “Il pane spezzato 2017” devono dare la propria disponibilità, inviando una mail allo Sportello volontariato di Caritas Ambrosiana entro lunedì 18 dicembre: volontariato@caritasambrosiana.it. Gli operatori faranno giungere gli inviti ai propri utenti e richiameranno le famiglie per concordare i dettagli.

Siria: sr. Demerjian ad Acs, “i bambini dopo anni di giochi scanditi dalle bombe hanno più che mai bisogno di tranquillità”

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 14:13

“Aiutate i bambini siriani a scoprire cosa significa avere un’infanzia. Dopo anni di giochi scanditi dalle bombe, hanno più che mai bisogno di tranquillità”. È l’appello lanciato da suor Annie Demerjian, religiosa dell’Ordine delle Sorelle di Gesù e Maria. Ad Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), la suora descrive l’attuale situazione ad Aleppo: “I combattimenti sono finiti, ma ora è in atto una nuova battaglia. Quella per sopravvivere, per tornare alla vita”. La religiosa, sostenuta nella sua opera da Acs, ha vissuto questi tragici anni di conflitto al fianco della popolazione cercando di far fronte a qualsiasi necessità. Oggi, pur tra le drammatiche condizioni economiche e sociali, Aleppo sembra aver finalmente ritrovato un po’ di pace e serenità. Soprattutto i piccoli aleppini: “Alcuni di loro – racconta suor Demerjian – passavano il tempo dilettandosi con il macabro gioco di identificare un missile, una bomba o una raffica di proiettili, semplicemente ascoltando i suoni dell’orrore in atto a pochi metri da loro. Ora conosceranno la gioia di giocare spensierati all’aperto”. Ai bambini in modo particolare è dedicata la campagna di Natale 2017 di Acs. “Oltre al supporto al progetto ‘Goccia di latte’, che offre ogni mese latte in polvere a 2850 bambini, la Fondazione – si legge in una nota – propone ai propri benefattori di contribuire alla ricostruzione dell’asilo gestito dalle suore di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, che nel quartiere di Azizieh di Aleppo offrirà nuovamente un luogo dove giocare a 50 piccoli alunni”. “Ogni casa della Siria ha una sua storia ed una sua ferita. Ma durante la guerra il vostro aiuto e le vostra vicinanza – conclude la religiosa rivolgendosi ai benefattori – ci hanno dimostrato che voi siete veramente nostri fratelli e sorelle. Grazie di cuore per quanto avete fatto e quanto continuerete a fare per noi”.

Povertà: Comunità Sant’Egidio, “Roma. Dove mangiare, dormire, lavarsi” 2018. A scuola d’italiano anche profughi siriani e dal Corno d’Africa

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 14:01

235 pagine, 14 sezioni, 564 indirizzi, 8mila copie distribuite gratuitamente ai senza dimora e agli operatori dei servizi. È la 28ª edizione della Guida “Roma. Dove mangiare, dormire, lavarsi”, realizzata dalla Comunità di Sant’Egidio e presentata questa mattina nella capitale. Oltre all’edizione romana, la guida è pubblicata anche in altre città italiane. Il vademecum contiene le indicazioni di 41 mense (una in più rispetto al 2017), delle cene per la strada offerte da 40 gruppi di cui 14 parrocchiali (2 in più rispetto all’anno precedente), di 47 centri stabili dove dormire (7 in più rispetto all’anno scorso) tra cui il nuovo centro di accoglienza notturno Villetta della misericordia presso il Policlinico Gemelli. Per lavarsi ci sono 27 servizi docce (5 in più rispetto al 2017) e sono 39 i centri in cui è possibile ricevere cure mediche; 166 i centri d’ascolto contro i 145 dell’anno scorso; 10 i telefoni per aiuto. Nel vademecum sono inoltre indicati 32 centri e comunità per alcolisti e tossicodipendenti, 7 asili e scuole private per bambini stranieri, 13 centri di assistenza per detenuti e 11 per donne vittime di tratta. Sono 19 i servizi contro il gioco d’azzardo; 24 le scuole di italiano per stranieri (11 sedi di Sant’Egidio) e 5 i corsi di formazione per mediatori culturali. “Tra gli alunni delle scuole di italiano – spiega il presidente di Sant’Egidio Marco Impagliazzo – anche i siriani arrivati attraverso i corridoi umanitari, per ora mille; i mille arrivati dal Libano e i 25 profughi del Corno d’Africa arrivati a fine novembre nell’ambito del protocollo di intesa con lo Stato italiano, siglato da Cei e Comunità di Sant’Egidio”. E c’è anche una novità: la “Lavanderia del Papa” voluta dall’Elemosineria apostolica dove i clochard possono lavare e asciugare gratuitamente vestiti e coperte, gestita da Sant’Egidio presso l’antico complesso ospedaliero del San Gallicano. “Un gesto per promuovere la dignità di queste persone”, chiosa Impagliazzo.

Santa Sede: domani a Roma conferenza per i 25 anni della Fondazione Populorum Progressio

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 13:55

In occasione del 25° anniversario dalla sua istituzione, la Fondazione Populorum Progressio per l’America Latina, domani, 12 dicembre, organizza a Roma, presso l’Albergo “Il Cantico”, una conferenza intitolata “25 anni di servizio per lo sviluppo umano integrale guardando al futuro”. A darne notizia è la Sala Stampa della Santa Sede. Affidata, fin dalla sua nascita per volontà di San Giovanni Paolo II il 13 febbraio 1992, al Pontificio Consiglio Cor Unum, la Fondazione fa ora parte della missione pastorale del nuovo Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. Nella sessione inaugurale del convegno, dopo i saluti introduttivi del card. Peter K. A. Turkson, prefetto del dicastero e presidente della Fondazione, il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, introdurrà alcuni elementi del Sinodo dedicato all’Amazzonia e ai popoli indigeni, in programma per il 2019, anche in ascolto delle riflessioni da parte dei vescovi dell’America Latina presenti. Prenderà la parola, tra gli altri, anche Guzmán Carriquiry, che presenterà lineamenti della realtà latinoamericana oggi. Il 13 dicembre si svolgerà, poi, l’annuale riunione del Consiglio di amministrazione della Fondazione, nel corso della quale i membri delibereranno il finanziamento di progetti in favore delle comunità indigene, meticce, afroamericane e contadine dell’America Latina e dei Caraibi per l’anno 2018. “La riunione sarà anche l’occasione per riflettere sulle migliori modalità per realizzare il mandato della Fondazione”, si legge nel comunicato. Il giorno successivo è prevista l’udienza con il Papa.  Durante questi 25 anni i progetti realizzati dalla Fondazione sono stati più di 4.300 per un totale di oltre 41 milioni di dollari di fondi stanziati. I progetti coinvolgono le comunità locali e sono destinati a vari settori, tra i quali, l’agricoltura e l’allevamento, l’artigianato e le microimprese, le infrastrutture per l’acqua potabile, la formazione e le attrezzature scolastiche, la sanità e l’edilizia. Tra i maggiori sostenitori della Fondazione Populorum Progressio, oltre a singole partecipazioni, si annovera in particolare la Conferenza episcopale italiana.

Mons. Antonio Riboldi: domani l’arrivo della salma ad Acerra. Mercoledì i funerali e la sepoltura in cattedrale

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 13:48

“La salma di mons. Antonio Riboldi arriverà domani ad Acerra in cattedrale, dove dalle ore 16 alle ore 21 sarà esposta” per l’ultimo saluto da parte dei fedeli. Lo comunica la diocesi di Acerra, a seguito della morte del suo vescovo emerito, avvenuta ieri a Stresa. Sempre domani, alle ore 19, il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli e presidente della Conferenza episcopale campana, presiederà un momento di preghiera nella cattedrale di Acerra. La salma sarà esposta in cattedrale anche mercoledì 13 dicembre in cattedrale dalle ore 8.30 alle ore 12.30, per consentire l’ultimo saluto da parte dei fedeli. Mercoledì, alle ore 15, il vescovo di Acerra, mons. Antonio Di Donna, presiederà i funerali di mons. Riboldi in cattedrale, dove, al termine della celebrazione, sarà sepolto il vescovo emerito, che più volte aveva manifestato pubblicamente la volontà di essere seppellito in cattedrale ad Acerra.

Migranti: Terre des Hommes, “sempre più drammatiche le condizioni dei minori che arrivano in Sicilia dalla Libia”

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 13:38

“Crisi ipoglicemiche, ipotermia, stati di incoscienza, grave denutrizione, ferite da armi da fuoco, segni di violenze fisiche e di tortura, fra le quali anche bruciature prodotte da plastica sciolta: innumerevoli sono le prove evidenti sul corpo sofferente dei migranti – anche i più piccoli – dell’aggravamento delle condizioni di detenzione in Libia”. Lo denuncia Terre des Hommes. “Le condizioni fisiche e psicologiche dei migranti arrivati con gli ultimi sbarchi a Pozzallo sono davvero allarmanti e di gran lunga peggiori di quelle cui abbiamo assistito nel corso di questi anni”, afferma Marianna Cento, psicologa e responsabile del team di Terre des Hommes a Ragusa. “Le ferite dell’anima che conseguono alle reiterate violenze traumatiche e alle torture subite nei viaggi attraverso il Niger e la Libia, che spesso si sommano a quelle già vissute al Paese d’origine, gridano attraverso i corpi dei migranti e chiedono di essere curate. Reiterati gli abusi sessuali da parte dei trafficanti e i rapimenti e le violenze sessuali da parte di gruppi criminali quali Asma Boys, in particolar modo sulle donne e sulle minori non accompagnate”, continua Marianna Cento. A questo si aggiunge “l’insicurezza in cui ormai le operazioni di salvataggio vengono svolte, molto spesso ostacolate dalla Guardia Costiera libica”. Terre des Hommes è presente dal 2011 in Sicilia con il Progetto Faro di supporto psicologico e psicosociale in favore dei minori stranieri non accompagnati e delle famiglie con bambini, nonché a Ventimiglia con un intervento di assistenza legale ed orientamento per quelli che transitano verso la Francia.
“Inaccettabile è anche l’estrema lentezza dei trasferimenti dei minori non accompagnati dai centri di prima accoglienza a quelli di seconda accoglienza e integrazione – dichiara Federica Giannotta, responsabile progetti Italia di Terre des Hommes -. Se prima dell’accordo con la Libia le ragioni del mancato trasferimento erano dovute all’ingestibile numero degli arrivi e alla carenza di posti disponibili nelle comunità di secondo livello, oggi la situazione è diversa, perché la disponibilità inizia a esserci, eppure la macchina dei trasferimenti continua a non funzionare in modo adeguato. Terre des Hommes registra ancora punte di 13 mesi di permanenza in questi centri a conferma della mancata rispondenza dell’attuale sistema ai dettami della Legge di Riforma n. 47/2017 (legge Zampa) per i minori non accompagnati”. A ciò si aggiungano “le condizioni di estrema variabilità dei servizi offerti dai centri di prima accoglienza (centri Fami, Cas e Cpa), che non assicurano standard minimi uguali per tutti i minori appena sbarcati”.

Terremoto: dalla diocesi di Ascoli Piceno il grazie alle comunità cattoliche italiane in Germania e Scandinavia per il sostegno

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 13:19

La diocesi di Ascoli Piceno ringrazia le comunità cattoliche italiane in Germania e Scandinavia per il contributo raccolto nei mesi successivi al terremoto dello scorso anno. Don Alberto Fossati, dell’Ufficio ricostruzione post-sisma della diocesi di Ascoli Piceno, nell’augurare “buon Avvento” – dice il delegato nazionale delle Missioni cattoliche italiane (Mci) in Germania e Scandinavia, padre Tobia Bassanelli -“ci invia una lettera di ringraziamento del vescovo mons. Giovanni D’Ercole e ci segnala un altro importante progetto, la costruzione di un Centro di formazione”. Alla diocesi di Ascoli Piceno le Mci avevano mandato 60mila euro, frutto delle collette fatte nelle Missioni cattoliche e raccolte sul Fondo di solidarietà della delegazione ed inviate per sostenere la ricostruzione del Centro comunitario plurifunzionale di Acquasanta Terme. Oggi “purtroppo i riflettori si sono abbassati – scrive mons. D’Ercole – ma le difficoltà ed i problemi continuano e le situazioni di bisogno sono sempre tante. Approfittiamo di questo Avvento per riscoprire Dio che viene a consolarci, che viene a condividere i nostri momenti di fatica. Perché il nostro Dio ha scelto di stare con gli ultimi, e noi siamo tutti un po’ ultimi. Togliamo la polvere che si è depositata sulla nostra relazione con Lui e riscopriremo il suo volto”.

Mons. Antonio Riboldi: don Cerutti (Novara), “coraggioso pastore, rimasto sempre discepolo fedele del beato Antonio Rosmini”

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 13:00

“Ricordiamo tutti questo coraggioso pastore, rimasto sempre discepolo fedele del beato Antonio Rosmini nell’Istituto della carità”. Così don Gianluigi Cerutti, vicario episcopale per il clero e la vita consacrata, esprime il cordoglio e la vicinanza di tutta la diocesi di Novara alla famiglia rosminiana in lutto per la morte di mons. Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra, mancato all’alba di ieri mattina a Stresa, nella casa dei rosminiani dove era ospite dalla scorsa estate. Il vescovo di Novara, mons. Franco Giulio Brambilla, presiederà la celebrazione esequiale nella chiesa parrocchiale di Stresa oggi pomeriggio, alle ore 15.30. Un’altra celebrazione si terrà poi nella cattedrale di Acerra, dove mons. Riboldi è stato vescovo dal ’78 al ’99. “Affidiamo all’incontro con Cristo risorto questo fedele e generoso ministro di Cristo e della Chiesa, che ha concluso la sua lunga esistenza terrena all’età di 94 anni, colmo di giorni, di intensa esperienza cristiana, religiosa e pastorale, con la ricchezza di un fecondo ministero apostolico”, aggiunge don Cerutti.
Il legame di mons. Riboldi (nato a Tregasio, piccolo centro della Brianza il 16 gennaio 1923) con la Chiesa novarese è molto forte e affonda le radici sin dall’inizio del suo ministero sacerdotale: dopo la professione religiosa nel ’46 fu ordinato prete da mons. Gilla Gremigni, vescovo di Novara, il 29 giugno 1951.

Papa Francesco: messaggio Giornata malato, “sostenere le cure” delle famiglie con malati gravi in casa

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 12:58

“Sostenere le cure” che nelle famiglie vengono prestate agli ammalati. È l’appello finale del messaggio per la Giornata mondiale del malato, in cui il Papa afferma che “la pastorale della salute resta e resterà sempre un compito necessario ed essenziale, da vivere con rinnovato slancio a partire dalle comunità parrocchiali fino ai più eccellenti centri di cura”. “Non possiamo qui dimenticare la tenerezza e la perseveranza con cui molte famiglie seguono i propri figli, genitori e parenti, malati cronici o gravemente disabili”, il monito di Francesco, secondo il quale “le cure che sono prestate in famiglia sono una testimonianza straordinaria di amore per la persona umana e vanno sostenute con adeguato riconoscimento e con politiche adeguate”. “Medici e infermieri, sacerdoti, consacrati e volontari, familiari e tutti coloro che si impegnano nella cura dei malati, partecipano a questa missione ecclesiale”, ricorda il Papa: “È una responsabilità condivisa che arricchisce il valore del servizio quotidiano di ciascuno”.

Papa Francesco: messaggio Giornata malato, “preservare ospedali cattolici da aziendalismo”. Malato al centro anche per “cristiani che operano nelle strutture pubbliche”

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 12:56

“Preservare gli ospedali cattolici dal rischio dell’aziendalismo, che in tutto il mondo cerca di far entrare la cura della salute nell’ambito del mercato, finendo per scartare i poveri”. È l’appello del Papa, nella parte centrale del messaggio per la Giornata mondiale del malato, che si celebra l’11 febbraio. L’eredità del passato “aiuta a progettare bene il futuro”, spiega il Papa, facendo “memoria” della “lunga storia di servizio agli ammalati” ed esortando a “guardare al passato soprattutto per lasciarsene arricchire”. “La generosità fino al sacrificio totale di molti fondatori di istituti a servizio degli infermi; la creatività, suggerita dalla carità, di molte iniziative intraprese nel corso dei secoli; l’impegno nella ricerca scientifica, per offrire ai malati cure innovative e affidabili”: Francesco sintetizza così l’eredità del passato da recuperare. “L’intelligenza organizzativa e la carità – il monito per l’oggi – esigono piuttosto che la persona del malato venga rispettata nella sua dignità e mantenuta sempre al centro del processo di cura”. “Questi orientamenti devono essere propri anche dei cristiani che operano nelle strutture pubbliche e che con il loro servizio sono chiamati a dare buona testimonianza del Vangelo”, puntualizza Francesco.

Papa Francesco: messaggio Giornata malato, Chiesa come “ospedale da campo” è “realtà molto concreta”

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 12:41

Quella della Chiesa a fianco dei malati è una “storia di dedizione” che “non va dimenticata”. Ne è convinto il Papa, che nel messaggio per la prossima Giornata mondiale del malato cita la “ricchissima serie di iniziative a favore dei malati” che ha caratterizzato la comunità ecclesiale, come frutto concreto della sua “vocazione materna”. Questa “storia di dedizione”, fa notare Francesco, “continua ancora oggi, in tutto il mondo”: “Nei Paesi dove esistono sistemi di sanità pubblica sufficienti, il lavoro delle congregazioni cattoliche, delle diocesi e dei loro ospedali, oltre a fornire cure mediche di qualità, cerca di mettere la persona umana al centro del processo terapeutico e svolge ricerca scientifica nel rispetto della vita e dei valori morali cristiani. Nei Paesi dove i sistemi sanitari sono insufficienti o inesistenti, la Chiesa lavora per offrire alla gente quanto più è possibile per la cura della salute, per eliminare la mortalità infantile e debellare alcune malattie a larga diffusione”. “Ovunque essa cerca di curare, anche quando non è in grado di guarire”, sottolinea il Papa, secondo il quale “l’immagine della Chiesa come ‘ospedale da campo’, accogliente per tutti quanti sono feriti dalla vita, è una realtà molto concreta, perché in alcune parti del mondo sono solo gli ospedali dei missionari e delle diocesi a fornire le cure necessarie alla popolazione”.

Papa Francesco: messaggio Giornata malato, “prendersi cura gli uni degli altri, senza esclusioni”

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 12:35

“Come Maria, i discepoli sono chiamati a prendersi cura gli uni degli altri, ma non solo. Essi sanno che il cuore di Gesù è aperto a tutti, senza esclusioni. A tutti dev’essere annunciato il Vangelo del Regno, e a tutti coloro che sono nel bisogno deve indirizzarsi la carità dei cristiani, semplicemente perché sono persone, figli di Dio”. È l’appello del Papa, contenuto nel messaggio per la prossima Giornata mondiale del malato, in programma l’11 febbraio. Accogliendo Maria ai piedi della croce, spiega Francesco a proposito del tema della giornata, Giovanni, che “raffigura la chiesa, popolo messianico”, riconosce Maria “come propria madre” ma anche come “modello del discepolato”: perciò “la vocazione materna di Maria, la vocazione di cura per i suoi figli, passa a Giovanni e a tutta la Chiesa. La comunità tutta dei discepoli è coinvolta nella vocazione materna di Maria”. “Giovanni, come discepolo che ha condiviso tutto con Gesù – si legge ancora nel messaggio – sa che il Maestro vuole condurre tutti gli uomini all’incontro con il Padre. Egli può testimoniare che Gesù ha incontrato molte persone malate nello spirito, perché piene di orgoglio e malate nel corpo. A tutti Egli ha donato misericordia e perdono, e ai malati anche guarigione fisica, segno della vita abbondante del Regno, dove ogni lacrima viene asciugata”.

Internet: Unicef, “un utente su tre è un bambino ma è stato fatto troppo poco per proteggerli dai pericoli”

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 12:32

“Nonostante la massiccia presenza di bambini online – 1 utente di Internet su 3 nel mondo è un bambino – è stato fatto troppo poco per proteggerli dai pericoli del mondo digitale e per aumentare il loro accesso a contenuti sicuri online”. È quanto emerge dal rapporto annuale dell’Unicef “La condizione dell’infanzia nel mondo 2017: Figli dell’era digitale” pubblicato oggi. “Nel 2016 – si legge in una nota – 57.335 url contenevano materiale pedopornografico. Di questi, il 60% era ospitato su server in Europa e il 37% in Nord America”. Inoltre, “il 53% dei bambini abusati e sfruttati per produrre questi contenuti hanno 10 anni o meno. Il numero di immagini di bambini dagli 11 ai 15 anni è in aumento: dal 30% nel 2015 al 45% nel 2016”. “In un mondo digitale, la nostra sfida è duplice: ridurre i danni, massimizzando allo stesso tempo i benefici del web per ogni bambino”, dichiara il direttore generale dell’Unicef, Anthony Lake. Il rapporto contiene anche l’elaborazione delle 63mila risposte ad un sondaggio realizzato tra i giovani (13-24 anni) di 26 Paesi. Alla domanda “cosa non ti piace di Internet?” il 23% ha risposto “la violenza”; le ragazze tendono a essere più turbate dagli episodi di violenza (27% contro il 20% dei ragazzi). Il 33% ha invece risposto “i contenuti pornografici indesiderati”. Segnalato in ugual modo dalle ragazze (32%) e dai ragazzi (33%). Alla domanda “cosa ti piace di Internet?” il 40% ha risposto “imparare nuove cose per la scuola o la salute” e il 24% “acquisire competenze che non posso imparare a scuola”. Il 42% dichiara poi di aver imparato da solo ad utilizzare Internet mentre il 39% da amici o fratelli, “prevalentemente tra i giovani che vivono in Paesi a basso reddito”. Altri dati del rapporto evidenziano come i giovani rappresentano il gruppo di età più connesso (il 71% di loro a fronte del 48% della popolazione totale). I giovani africani sono i meno connessi, con circa 3 giovani su 5 offline, comparati a solo 1 su 25 in Europa. A livello globale, nel 2017 ha usato Internet il 12% in più degli uomini rispetto alle donne. Alcuni adolescenti, inviano 4mila messaggi al mese, o uno ogni sei minuti. “Internet è stato progettato per gli adulti, ma è sempre più utilizzato da bambini e giovani e le tecnologie digitali coinvolgono sempre più le loro vite e il loro futuro. Dunque le politiche, le pratiche e i prodotti digitali dovrebbero riflettere meglio i bisogni dei bambini, le loro prospettive e le loro voci”, ha concluso Lake.

Rohingya: Save the Children ai leader Ue, “intraprendere passi coraggiosi e decisivi per porre fine alla crisi umanitaria”. Proposto piano in sei punti

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 11:33

“Intraprendere passi coraggiosi e decisivi per contribuire a porre fine alla crisi umanitaria dei Rohingya, che sta divenendo la maggiore emergenza dei nostri tempi in tema di diritti umani”. È la richiesta rivolta da Save the Children ai leader dell’Unione europea in occasione della riunione dei ministri dei Paesi membri a Bruxelles per il Consiglio degli Affari esteri. “L’organizzazione – si legge in una nota – è preoccupata per gli oltre 378mila bambini Rohingya che sono stati allontanati forzatamente dalle loro case dal mese di agosto, molti dei quali hanno assistito a crimini indicibili”. Save the Children propone all’Unione europea l’adozione immediata di un piano in sei punti “per prevenire ogni ulteriore sofferenza dei bambini Rohingya e delle loro famiglie”. Prevede di “insistere sull’immediato, pieno e illimitato accesso umanitario per raggiungere tutte le persone in condizione di bisogno nello stato del Rakhine”, “supportare il rimpatrio dei rifugiati Rohingya in Myanmar solo se condizioni e garanzie minime sono realizzate e richiedere il coinvolgimento sostanziale dell’Unhcr nella supervisione di ogni processo di rimpatrio”, “supportare lo sviluppo di un piano per assistere gli sfollati interni Rohingya, confinati dal 2012 in luoghi assimilabili ai campi di detenzione nel Rakhine”, “imporre immediatamente il divieto di ingresso nell’Ue e sanzioni finanziarie ai comandanti militari e ai superiori responsabili di aver ordinato atti criminali”, “sospendere i programmi di assistenza ai militari e supportare la fondazione, sotto il mandato delle Nazioni Unite, di un embargo globale sulle armi”, “supportare l’accesso al Myanmar della Missione Onu di Fact-Findind e esplorare tutte le strade per la giustizia e il riconoscimento delle responsabilità, incluse le corti internazionali”. “Save the Children – conclude la nota – chiede ai leader Ue di prendere posizione in modo forte sulla situazione nel nord dello stato del Rakhine e di fare tutto ciò che è in loro potere per evitare ulteriori violenze contro i bambini Rohingya e assicurare che i responsabili siano obbligati a risponderne”.

Venezuela: Maduro stravince le elezioni boicottate dall’opposizione e annuncia che chi non ha partecipato al voto non potrà partecipare alle presidenziali del 2018

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 11:26

È stato come segnare un gol a porta vuota. Il Partito socialista di Nicolás Maduro ha stravinto le elezioni comunali di ieri, prevalendo in oltre 300 dei circa 350 Comuni chiamati alle urne, tra cui 23 capitali degli Stati federali su 24. Ma la notizia del giorno è un’altra. Il presidente venezuelano, accusato da molte parti di aver ormai trasformato il Paese in una dittatura, ha annunciato che i partiti che non si sono presentati alle elezioni comunali saranno a causa di questa scelta esclusi anche dalle presidenziali del prossimo anno. Ben tre dei quattro maggiori partiti di opposizione, appartenenti alla Mesa de Unidad democratica, avevano infatti deciso di non partecipare alle Comunali, dopo aver criticato le modalità in cui erano avvenute le recenti elezioni regionali. La scelta di astenersi era stata apertamente criticata, alla vigilia, dall’arcivescovo di Caracas, card. Jorge Urosa Savino, il quale aveva dichiarato che “il voto è la miglior protesta”, ed aveva spiegato: “L’astensione è un errore. Senza partecipare la gente si arrende senza lottare per i propri diritti”.

Consumi: Coldiretti, “battuta di arresto in attesa del Natale con spesa stimata di 528 euro a famiglia (+4,4%)”

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 11:16

“Una battuta di arresto in attesa del Natale con offerte e promozioni che favoriscono gli acquisti, con una stima per quest’anno di 528 euro a famiglia in aumento del 4,4%”. È quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Deloitte nel commentare l’andamento del commercio al dettaglio dell’Istat che è negativo ad ottobre per tutte le tipologie distributive dagli ipermercati alle botteghe fino ai discount. Secondo Coldiretti si tratta di “un sintomo delle difficoltà ma anche il risultato di una tendenza per quanto possibile a rimandare gli acquisti per avvantaggiarsi delle condizioni più favorevoli delle feste ma anche dell’arrivo delle tredicesime”. “Lo dimostra il fatto che – precisa l’associazione – i cali più rilevanti si registrano per giocattoli (-5%), calzature (-4,1%) e abbigliamento (-3,6%)”. “L’Italia – continua la Coldiretti – quest’anno si classifica al terzo posto tra i Paesi europei dove si spende di più per il Natale, preceduta solo da Spagna con 632 euro e Gran Bretagna con 614 euro”. “La spesa media per le festività di fine anno in Italia risulta superiore del 19% rispetto 445 euro della media in Europa. Il 39% del budget di Natale degli italiani – precisa la Coldiretti – è destinato ai regali, il 25% al cibo, per il 24% ai viaggi e il 12% ai divertimenti al cinema, al teatro, nei concerti o nelle discoteche”. Da segnalare anche “la tendenza alla ricerca di canali di acquisto alternativi al dettaglio tradizionale con la crescita dell’online e della vendita diretta con aumento record dell’11% del numero di consumatori che fa la spesa dal contadino che per 30 milioni di italiani è diventato nel 2017 un appuntamento fisso almeno una volta al mese”. “In Italia la spesa di Natale online – conclude la Coldiretti – cresce del 16% rispetto allo scorso anno, più del doppio della media europea, e raggiunge in valore circa un terzo della spesa familiare totale per le feste di fine anno”.

Santa Sede: 20 punti d’azione per il Global Compact su migranti e rifugiati

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 11:14

(da New York) Il Vaticano offre 20 punti d’azione per la stesura del Global Compact, l’accordo sui migranti e sui rifugiati che verrà adottato dalle Nazioni Unite nel 2018. Raggruppati sotto quattro verbi – accogliere, proteggere, promuovere e integrare – i suggerimenti della Santa Sede si propongono come una guida teorico-pratica ai responsabili politici e a tutti coloro che sono interessati a migliorare la situazione dei migranti, dei rifugiati, dei richiedenti asilo e degli sfollati più vulnerabili. Il piano è stato preparato dalla Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale che, prima di stendere il documento ha consultato varie Conferenze episcopali e diverse Ong cattoliche che operano nel campo. Approvati da papa Francesco, i 20 punti condensano le migliori best practices adottate dalla Chiesa cattolica in risposta ai bisogni di migranti e rifugiati in tutto il mondo e, pur non esaurendo l’insegnamento della Chiesa a riguardo forniscono considerazioni e prospettive che possono essere utilizzate per sviluppare il dialogo dei cattolici con i propri governi per orientare la loro posizione nei confronti del Global Compact. Alcuni dei punti del documento vaticano riguardano ad esempio l’istituzione di canali sicuri, legali e organizzati per migranti e rifugiati al fine di proteggere le loro vite e si suggerisce ai governi di evitare espulsioni arbitrarie e di massa che non tengano conto delle situazioni personali, come ad esempio i ricongiungimenti familiari o le situazioni di guerra dei Paesi di provenienza. Particolare attenzione viene chiesta per i rimpatri anche volontari, perché siano adeguatamente supportati e non aggravino situazioni già critiche. C’è poi tutta una sessione dedicata ai diritti e alla dignità dei rifugiati e dei migranti dove viene evidenziato il loro apporto sociale positivo se incanalato secondo leggi giuste che ne impediscano lo sfruttamento ma al contrario valorizzino le loro capacità e le loro conoscenze. Un’attenzione particolare poi è riservata ai minori, i più vulnerabili per i quali il Vaticano richiama la Convenzione dei diritti del bambino e suggerisce politiche che ne garantiscano l’effettiva tutela. Un’ampia panoramica è quella sull’integrazione e la solidarietà, dove in vari punti si illustrano soluzioni che possano facilitare i rapporti con le comunità ospitanti, ma anche l’accesso all’istruzione e al mercato del lavoro. Il documento completo si trova sul sito della Missione permanente della Santa Sede presso l’Onu.

Migranti: un video di Papa Francesco alla conferenza preparatoria per il Global Compact

Agensir.it - Mon, 2017-12-11 11:09

(da New York) La Conferenza intergovernativa che, dal 4 al 6 dicembre, si è tenuta a Puerto Vallarta, in Messico per preparare l’adozione del Global Compact, l’accordo sui migranti firmato all’Onu nel settembre 2016, si è aperta con un videomessaggio di papa Francesco. Il Santo Padre ha invitato tutti i presenti “ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare” i migranti e i rifugiati con una risposta comune e globale che tenga conto della complessità dei fenomeni migratori. E riferendosi in particolare al Global Compact ha chiesto a chi vi lavora di essere ispirato nella sua approvazione da “compassione, lungimiranza e coraggio”. Il messaggio video sarà reso pubblico tra qualche giorno ed è il contributo parallelo che Francesco vuole dare al lavoro sui migranti portato avanti dalle Nazioni Unite. L’appuntamento messicano puntava infatti a raccogliere i risultati delle consultazioni avvenute in tutti gli Stati che avevano aderito alla cosiddetta “Dichiarazione di New York”. Il Rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per la migrazione internazionale, Louise Arbor, ha voluto sottolineare che “una cooperazione globale aiuterebbe a capitalizzare i benefici della migrazione internazionale” perché accanto alle sfide dei cambiamenti demografici e ambientali, alla povertà e ai conflitti, “la mobilità umana può offrire immensi benefici, come la promessa di uno sviluppo più sostenibile, più in sintonia con le esigenze del mercato del lavoro internazionale e un miglioramento degli standard lavorativi”. Scopo del Global Compact infatti è una migrazione sicura, ordinata e regolare che tenga conto anche dei flussi misti “dove ci sono migranti non idonei alla protezione umanitaria e che richiedono comunque strategie di assistenza a lungo termine”. I negoziati per l’adozione di una politica comune sui migranti non sono facili e lo ha ribadito anche il presidente dell’assemblea generale, Miroslav Lajčák, che sta puntando alle “posizioni comuni forti”, tra cui il riconoscimento che l’attuale risposta alla migrazione internazionale non è sostenibile e che “l’Onu è l’unico forum in cui questa nuova risposta può essere formulata senza che questo comporti una diminuzione della sovranità dello Stato, che determinerà comunque le proprie politiche migratorie “. Nel gennaio 2018 il segretario generale sulle migrazioni presenterà un primo rapporto, a cui seguiranno mesi di negoziati, prima dell’adozione definitiva dell’accordo che dovrebbe avvenire in Marocco alla fine del prossimo anno.

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