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Tratta: don Buonaiuto (Comunità Papa Giovanni XIII) “le istituzioni non elevano la propria voce per contrastare i mercenari”

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 15:50

“Mi appello al Santo Padre affinché possa continuare a elevare con forza la sua voce per salvare le tante ‘Maddalene’ condannate alla schiavitù e magari possa costituire un osservatorio permanente specifico sulla prostituzione schiavizzata, che sia soprattutto operativo e interagisca con tutte le istituzioni preposte per intervenire e liberare le schiave della prostituzione”. Lo ha scritto don Aldo Buonaiuto, animatore spirituale ed esponente del servizio Antitratta della Comunità Papa Giovanni XIII, su Interris.it, un anno dopo l’incontro di Papa Francesco con venti donne, liberate dalla schiavitù della prostituzione, ospiti della struttura romana della Comunità fondata da don Oreste Benzi. “Quella visita inaspettata è entrata nella storia di questa umanità così tanto bisognosa di gesti d’amore che lasciano traccia per sempre. Infatti, nel cuore di quelle venti ragazze è rimasto impresso il segno della tenerezza, degli abbracci, della commozione e delle parole di richiesta di perdono rivolte loro da Papa Francesco”. Don Buonaiuto chiede anche più attenzione sul traffico delle donne costrette a prostituirsi: “Non si sentono parole di condanna sul reale mercato della Tratta. Stranamente, sulla prostituzione coatta, le istituzioni non elevano la propria voce per contrastare i mercenari che, ogni giorno, popolano indisturbati le strade italiane, i night e i bordelli vari mettendo in vendita migliaia di queste ragazze di cui il 40% minorenne. Ecco perché ricordo la visita di Papa Francesco, non per una semplice commemorazione, bensì per supplicare i responsabili delle istituzioni a interessarsi a questo dramma umano”.

Meeting Rimini: al lavoro i primi 400 volontari

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 15:36

Sono arrivati a Rimini, tra ieri e oggi, i primi volontari che lavoreranno al pre-Meeting. Sono 400 e si occuperanno di allestire i padiglioni della fiera per la manifestazione quest’anno dedicata al tema “Quello che erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. Hanno dai 19 agli 80 anni e provengono da diverse parti d’Italia e dall’estero. In maggioranza sono studenti universitari. I più numerosi sono giunti da università milanesi, ma anche da Lugano e dalla Lituania. Tanti altri dalle facoltà emiliano-romagnole. “I turni di lavoro sono intensi”, spiega l’ingegner Stefano La Motta, che coordina i volontari. “Come negli anni scorsi si parte alle 8.45 con un momento di preghiera insieme e poi si lavora dalle 9 alle 13. Dopo la pausa pranzo si ricomincia alle 14.15 per concludere alle 18.45. La cena è per tutti nella parrocchia di San Giuseppe al Porto, una bella occasione di condivisione”, aggiunge. Molti ragazzi sono impegnati nei laboratori grafici per la creazione dei pannelli, ma c’è anche chi si occupa della lavorazione del legno. Ci sono imbianchini ed elettricisti professionisti, a cui i volontari fanno da supporto. Ci sono poi i cantieri delle mostre, che prevedono anche lavori artistici degli studenti dell’Accademia di Brera, c’è chi si occupa della gestione del magazzino, chi supporta l’organizzazione degli spettacoli, dei convegni e chi fa le foto per l’ufficio stampa. In occasione dei giorni del Meeting, è previsto il cambio della guardia, con l’arrivo di altri 2259 volontari da ogni parte d’Italia e da vari Paesi, tra cui Brasile, Stati Uniti, Paraguay, Lituania, Inghilterra, Francia, Spagna, Olanda e Russia.

Vacanze: Coldiretti/Iké, “a Ferragosto partenze per il 47% degli italiani”

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 15:21

“Quasi la metà degli italiani (47%) ha scelto di muoversi per trascorrere il Ferragosto a casa di parenti/amici, in vacanza, al mare, in campagna o in montagna”. È quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Ixé sulle mete scelte dagli italiani per trascorrere il Ferragosto. “Per poco meno di un italiano su cinque (17%) – sottolinea la Coldiretti – si tratta di un giorno come gli altri e non si intende fare nulla di particolare, mentre la stessa percentuale coglie l’occasione per stare in casa a riposare”. “Tra le mete più gettonate nell’occasione – precisa la Coldiretti – con il 13% c’è la casa di parenti e amici per trascorrere la giornata in un clima di relax e convivialità, ma in molti (9%) scelgono la campagna, i parchi o le aree naturali come alternativa al mare e alla montagna”. Secondo Coldiretti, “il weekend di Ferragosto resta il momento clou delle vacanze degli italiani che quest’anno evidenziano una sorprendente ripresa sia nelle presenze che nella spesa, anche per il mutato quadro internazionale”. “Per gli oltre 38 milioni di italiani in vacanza estiva (+9% in più dello scorso anno) la spesa stanziata è di 803 euro a testa”. “La convivialità a tavola, l’ingrediente principale della giornata di Ferragosto, diventa – conclude la Coldiretti – uno dei principali motivi di svago tanto che per quasi 2 italiani su tre (63%) è rilevante la spesa prodotti tipici, per pranzi e cene che rappresentano un momento importante della giornata di Ferragosto”.

Diocesi: Oria, domani sera nel santuario di san Cosimo alla Macchia dedicazione della nuova chiesa a san Giovanni Paolo II

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 14:44

Nella serata di domani, domenica 13 agosto, dalle 20 presso il santuario di san Cosimo alla Macchia in Oria (Br), il vescovo diocesano, mons. Vincenzo Pisanello, dedicherà la nuova chiesa a san Giovanni Paolo II e ne consacrerà l’altare. “La realizzazione di una nuova chiesa – si legge in una nota – si è resa necessaria dopo aver rilevato nello scorso dicembre l’imminente pericolo di crollo della copertura della chiesa esterna”. “Innanzi a tale necessità, il vescovo Pisanello ha ritenuto utile che fosse restituito uno spazio architettonico più confacente al santuario vero e proprio, riqualificando il braccio destro del porticato e realizzando una chiesa che potesse essere utilizzata durante l’intero arco dell’anno, non solo per le celebrazioni liturgiche ma anche per altre attività – ad esempio culturali – consone alla sacralità dello spazio”. “La struttura della chiesa, innestata sul braccio destro del porticato del santuario, è in acciaio zincato e – spiega la diocesi – è stata progettata per resistere a ogni tipo di sollecitazione”. “Nella mensa – continua la nota – è incastonata la reliquia di san Giovanni Paolo II visibile dai fedeli, che richiama la necessaria fedeltà della Chiesa al successore di san Pietro per rimanere nell’ortodossia della fede”. Nella nuova chiesa sarà celebrata regolarmente la messa a partire dalla imminente solennità dell’Assunzione di Maria in cielo e il prossimo 2 settembre tre giovani diaconi vi riceveranno l’ordinazione presbiterale.

Incendi: mons. Savino (Cassano all’Jonio), “bruciare i boschi è terrorismo, è un delitto cosmico”

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 14:17

“Rompiamo l’atteggiamento di ignavia e fatalismo che blocca ogni reazione e diciamo “basta!”. Non più incendi dolosi. Non più logiche finanziarie che deturpano le risorse naturali. Custodiamo la terra”. Lo ha scritto nel suo appello ai calabresi mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, dopo i recenti incendi che stanno devastando gran parte della Calabria. Il presule si rivolge “come fratello” a “voi tutti”, giovani e anziani, consapevole che “bruciamo per il caldo torrido di questa estate arida e bruciamo per i vari fuochi appiccati che hanno già sacrificato la vegetazione spontanea e alcune vite umane”. “Bruciare i boschi è terrorismo, è un delitto cosmico: gli alberi sono una risorsa da tutelare e rispettare per difendere l’ecosistema di cui siamo parte, senza esserne i padroni”, ha scritto Mons. Savino. Il vescovo è severo con “gli incendiari prezzolati”, che “assecondano, forse anche senza consapevolezza, i progetti definiti a tavolino da chi ne trarrà il massimo profitto, incurante della sfigurazione della terra”. Quindi chiede a tutti un impegno: “Gridiamo insieme che non accettiamo le logiche speculative subite da chi crede che, per una manciata di euro che entreranno nelle sue tasche, riassestando le sue precarie condizioni economiche, la distruzione delle piante e delle coltivazioni sia la scelta più efficace. Con il fuoco bruciano anche gli ultimi sprazzi di indignazione, di reazione, di speranza di cambiamento: su questo non posso tacere”.

Bolivia: i vescovi difendono la salvaguardia dell’area protetta indigena Tipnis

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 13:48

Anche la Conferenza episcopale boliviana, attraverso la propria Segreteria generale, in seguito all’intervento fatto nei giorni scorsi da mons. Sergio Gualberti, arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra, esprime preoccupazione sull’iniziativa legislativa che intende annullare la salvaguardia del Tipnis (Territorio Indígena y Parque Nacional Isiboro-Secure), un’area protetta di 12mila Kmq a nord di Cochabamba, istituita dal 1990 come territorio indigeno. Il progetto di legge, finalizzato al passaggio di una grande strada attraverso il territorio, sta suscitando manifestazioni e proteste soprattutto tra la popolazione indigena. Secondo la Chiesa colombiana – che fa riferimento a suoi precedenti documenti, come la lettera pastorale “L’Universo dono di Dio per la vita” – “una strada che attraversi questo territorio rappresenta una seria minaccia all’ambiente naturale più che un progresso per i popoli indigeni”.
Al tempo stesso, “stigmatizziamo le dichiarazioni di alcune autorità di Governo che associano la Chiesa cattolica a grandi proprietà terriere e oscuri interessi”. Nella nota si precisa infatti che all’interno del Tipnis la Chiesa cattolica ha un’unica proprietà, l’Istituto tecnologico agricolo “Kateri Tekakwitha”, di 1.664 Kmq, che attualmente accoglie 80 studenti provenienti dalle comunità del Tipnis.
Secondo l’episcopato “un dibattito serio e responsabile sulla tutela e il progresso delle comunità indigene del Tipnis deve realizzarsi in modo libero da qualsiasi tipo di pressione e interessi ideologici e politici, mettendo al primo posto l’interesse delle comunità coinvolte, il bene comune di tutta la società e il rispetto del creato”.

Migranti: Asgi, “rischio di riaprire la stagione buia dei respingimenti già condannati dalla Cedu”

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 13:15

“C’è il rischio di gravissime violazioni del diritto internazionale che riportino la stagione buia dei respingimenti per i quali l’Italia era stata già condannata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo”. È l’allarme lanciato dall’Associazione per gli Studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) riguardo le nuove iniziative del Governo italiano per contrastare l’arrivo dei rifugiati dalla Libia. In un documento di sei punti, l’Asgi – si legge in una nota – “evidenzia le criticità derivanti dall’attuale linea politica nell’area del Mediterraneo intrapresa dall’Italia con il Governo libico guidato da Al-Serraj, un’autorità di dubbia legittimità e priva di effettività sul territorio, nonostante abbia ottenuto legittimazione internazionale”. Secondo l’associazione, “appare paradossale destinare ingenti risorse dello Stato italiano per il sostegno di formazioni libiche in un territorio che non controllano completamente e dove non è possibile operare alcuna reale distinzione tra i diversi agenti delle violenze che vengono perpetrate tanto dalle diverse milizie armate che dalle sedicenti autorità governative”. “In Libia – prosegue la nota – non sussiste alcun sistema giuridico in grado di garantire un’azione penale indipendente verso i presunti trafficanti di esseri umani e tutelare i fondamentali diritti umani”. Per l’Asgi, “il rinvio in Libia dei migranti viola le convenzioni internazionali sul soccorso in mare in quanto nessun porto libico può attualmente essere considerato ‘luogo sicuro’, perché la sicurezza dei sopravvissuti o la loro vita risultano minacciate, mancando le condizioni minime di accesso ai diritti fondamentali necessari”. “Tale insicurezza e il livello di violenze riscontrato – continua – ha portato il ministro della Giustizia italiano a scegliere di far celebrare in Italia i procedimenti a carico degli autori delle gravissime violenze perpetrate nei campi libici, testimoniate da innumerevoli rapporti autorevoli e indipendenti”.

Papa Francesco: “Cari giovani, voi siete la speranza della Chiesa”

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 12:38

“Cari giovani, voi siete la speranza della Chiesa. Come sognate il vostro futuro? Partecipate al #sinodo18!”. È il tweet di Papa Francesco pubblicato sull’account @Pontifex nella Giornata internazionale Onu della gioventù.

Cari giovani, voi siete la speranza della Chiesa. Come sognate il vostro futuro? Partecipate al #sinodo18! https://t.co/OepaOOkfeF

— Papa Francesco (@Pontifex_it) August 12, 2017

Nel tweet, il Papa richiama con un link il questionario on line rivolto ai giovani di tutto il mondo fra i 16 e i 29 anni, affinché possano far sentire la propria voce in vista del Sinodo che, nell’ottobre del 2018, vedrà i padri sinodali di tutto il mondo riunirsi sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

 

Alimentazione: Coldiretti/Iké, “il 66% degli italiani preoccupati dell’impatto di quello che mangiano sulla salute”

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 12:36

“Due italiani su tre (66%) sono preoccupati dell’impatto di quello che mangiano sulla salute, anche per effetto del ripetersi di emergenze sanitarie che hanno caratterizzato l’ultimo secolo, dalla mucca pazza fino allo scandalo delle uova contaminate”. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Ixé divulgata dopo i primi sequestri anche in Italia, che figura tra i 15 Paesi ad aver ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo delle uova contaminate in Olanda con l’insetticida Fipronil. Prima l’emergenza mucca pazza (Bse) del 2001, poi nel 2005 l’allarme aviaria e nel 2008 la carne alla diossina dall’Irlanda che hanno causato morti, drastici cali nei consumi e perdite miliardarie. Nel 2011 “a rovinare l’estate è stato il batterio killer, che fece salire ingiustamente i cetrioli sul banco degli imputati per poi scoprire che erano i germogli coltivati in Germania i responsabili dell’epidemia da ‘E-Coli’ che ha messo in allarme l’intera Europa”. Nel 2013 è toccato alle polpette di carne di cavallo “spacciata per manzo che ha coinvolto primari gruppi industriali europei con un giro di frodi milionario”. “L’esperienza di questi anni – sottolinea la Coldiretti – dimostra che con la globalizzazione dei mercati le emergenze alimentari si diffondono rapidamente nei diversi continenti e che quindi le norme per favorire gli scambi commerciali soprattutto nell’agroalimentare vanno accompagnate da un impegno per il rispetto del principio della precauzione e nel rafforzamento dei controlli a garanzia della sicurezza alimentare dei cittadini, ma purtroppo non viene fatto, a partire dal Trattato di libero scambio con il Canada (Ceta) in corso di ratifica in Italia”. Secondo il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, “l’Italia che è leader europeo nella qualità e nella sicurezza alimentare ha il compito di svolgere un ruolo di apripista nelle politiche comunitarie alimentari comunitarie che troppo spesso spingono all’omologazione ed ad un livellamento verso il basso”. “Una misura che si è dimostrata efficace in questi anni, dalla mucca pazza all’aviaria, è stata l’introduzione dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti senza attendere che si verifichino le emergenze, ma – precisa Moncalvo – va anche tolto il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero per consentire interventi mirati”.

Caporalato: mons. Galantino, “non riesco a capire come si possa parlare di ‘ghetto’ senza stupirsi, ribellarsi, indignarsi”

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 12:11

“Non riesco ancora a capire come, nel 2017, si possa parlare di ‘ghetto’, addirittura di gran ghetto e di caporalato senza stupirsi, senza ribellarsi, senza indignarsi”. È quanto scrive il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, in un editoriale pubblicato oggi su “Il Sole 24 Ore” ricordando quanto successo, alcuni mesi fa, quando il “ghetto di Rignano” andò in fiamme. “In quei giorni – osserva Galantino – la cronaca dell’incendio ha ‘bruciato’ l’essenza della notizia ovvero i due ragazzi immigrati morti”. Secondo il segretario generale della Cei, “al di là degli aspetti giudiziari che non conosco, al di là della decisione di effettuare lo sgombero da parte delle Istituzioni per dare un’alternativa più dignitosa alle condizioni di vita degli abitanti, al di là delle tante realtà territoriali che hanno offerto e stanno offrendo assistenza, da cittadino italiano e da pugliese, l’idea che il nostro Paese permetta l’esistenza di luoghi dove si viva come bestie, in baracche costruite con cartoni e plastica e se va bene un po’ di legno, tra rifiuti, sporcizie, senza acqua e senza corrente elettrica, non è e non può essere ammissibile. Mai. Figuriamoci nel 2017”. “Dovremmo chiedere scusa ai due ragazzi malesi che in Italia hanno trovato la morte invece che la speranza – prosegue Galantino – ma dovremmo chiedere scusa in modo molto più pressante e convinto a tutte le persone che abitavano nel ghetto, che avevano riposto nel ghetto la tranquillità del vivere quotidiano, fra lavoro e fatica. E che sono ancora vivi”. “Finché non riusciremo a liberarci dall’arte di girare alla larga dalla sofferenza – qualsiasi sofferenza – non faremo passi in avanti verso la civiltà”, rileva. “Che lavoro è trascorrere un’intera giornata nei campi per un raccolto e guadagnare meno di 10 euro? Che dignità dà quel lavoro se, nonostante i pochi euro guadagnati, si ha anche l’obbligo di dare una quota del “ricavo” ai datori di lavoro?”. “Sarò pure un ingenuo, ma – sottolinea Galantino – quanto sarebbe incoraggiante per tutti sapere quanti caporali vengono arrestati nelle tante ‘Rignano’. Quanti i soldi recuperati? Quante le vittime risarcite? Quali le aziende virtuose?”. “Solo pubblicando e pubblicizzando in maniera puntuale eventuali risposte a queste domande si può pensare che qualcosa cambi. Solo dando notizia dell’esperienza di integrazione che si sta vivendo in tanti piccoli e grandi Comuni italiani – conclude – sarà possibile ‘bonificare’ l’aria dalla disinformazione e dalla diffusione di notizie montate ad arte a beneficio dei rancorosi di professione”.

Diocesi: Agrigento, arrivata in kayak a Lampedusa la Madonna di Loreto proveniente dal Vaticano

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 12:02

Dopo circa un mese dalla partenza, nel pomeriggio di giovedì 10 agosto è arrivata a Lampedusa – a bordo di un kayak – la statua della Madonna di Loreto proveniente dal Vaticano. Ne dà notizia il sito web del settimanale diocesano agrigentino “L’Amico del Popolo” che pubblica anche alcune foto e un video. “Ad accogliere sull’isola l’immagine della Madonna e il team che ha accompagnato il lungo viaggio di Roberto Rabboni c’era – scrive Carmelo Petrone – la comunità ecclesiale con il viceparroco, don Gianluca Arcuri, in rappresentanza del parroco di S. Gerlando, don Carmelo La Magra, sulla terra ferma per impegni pastorali”. Per don Arcuri, “aver potuto accogliere l’immagine della Madonna di Loreto è stato, per tutta la comunità, un momento di grazia e gioia”. La statua “su una canoa, ha fatto il suo ingresso nella spiaggia di Cala Guitja nel primo pomeriggio accolta dall’Aereonautica Militare, di cui è patrona, dalla Capitaneria di Porto e dai bagnanti che in quel momento di trovavano in spiaggia”. Nel pomeriggio è stata trasferita nella Chiesa parrocchiale, accolta dai fedeli al canto delle litanie lauretane. “Il viaggio – ricorda Petrone – è partito dalla Lega Navale di Ostia da dove ha preso il via l’impresa di Roberto Rabboni, organizzata dalla sezione Lido di Enea di Terracina”. L’immagine della Madonna di Loreto è stata benedetta in Vaticano dal card. Angelo Comastri.

A Sua Immagine: sabato 12 agosto, alla scoperta di Pistoia, “la piccola Santiago”. Domenica 13 agosto, “pellegrini del silenzio”

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 11:11

È Pistoia la meta scelta da “A Sua Immagine” per la puntata di sabato 12 agosto, alle 17.10 su Rai Uno. La storica rubrica di approfondimento religioso della Rai, in collaborazione con la Chiesa cattolica italiana, un programma firmato da Laura Misiti e Gianni Epifani, questa settimana ci condurrà alla scoperta della città toscana definita la “piccola Santiago”, legata appunto al culto di san Giacomo apostolo. Famosa per i pulpiti delle sue chiese e conosciuta nel mondo come “Città verde” d’Europa, Pistoia nel 2017 è anche Capitale italiana della cultura. La conduttrice del programma Lorena Bianchetti sarà nella cittadina toscana insieme agli studiosi Lorenzo Cipriani e Maria Cristina Masdea. Alle 17.30 spazio a “Le ragioni della speranza” con don Maurizio Patriciello che sarà a Riccione con i ragazzi di “Nuovi Orizzonti”.
Domenica 13 agosto, ore 10.30 sempre su Rai Uno, “A Sua Immagine” si occuperà dei “pellegrini del silenzio”, di coloro che si recano nei monasteri e nelle abbazie in Italia per trascorrere dei giorni di riposo e meditazione. Lorena Bianchetti in studio da Roma si confronterà con il cappellano delle carceri di Padova don Marco Pozza e la psicoterapeuta Maria Rita Parsi; collegamenti in diretta inoltre con Camaldoli, l’eremo di sant’Ilarione e Farfa, e con il monastero agostiniano dei santi Quattro Coronati a Roma.

Tensione in Corea: vescovi, no ad “atteggiamento d’indifferenza o di silenzio irresponsabile”

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 11:09

 

“La pace nella Penisola Coreana concerne non solo al Nord-Est Asia, ma al mondo intero perché detta Penisola, attesa la presenza dei Paesi potentissimi limitrofi, funge il ruolo di ‘bilanciamento del peso’ della pace del mondo. La situazione attuale, pertanto, esige uno sforzo di collaborazione che coinvolge strettamente la coscienza, l’intelligenza, la solidarietà, la pietà e il mutuo rispetto”. Così i vescovi della Conferenza episcopale coreana in un messaggio in occasione del 72° anniversario del Giorno commemorativo dell’Indipendenza della Corea (15 agosto 2017). “Non restiamo nell’atteggiamento d’indifferenza o di silenzio irresponsabile, ma proviamo a cercare insieme” una “saggezza che paleserebbe la radice del problema e che ci porrebbe la soluzione adeguata. Si rivolge l’esortazione, innanzitutto, a tutti i Cristiani che sono chiamati collaboratori dell’opera creatrice e redentrice di Dio: la realizzazione della denuclearizzazione e stabilizzazione della pace nella Penisola Coreana contribuirà, come ‘turning-point’, alla generazione dell’avvenire dell’umanità proponendole una visione del mondo in cui il valore delle creature si realizza pienamente con l’amore e la giustizia reali e concreti”. I vescovi, inoltre, invitano “i fedeli coreani a chiedere alla Madonna la sua intercessione per la pace nella Penisola Coreana in occasione della Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Siamo noi, chiamati, ad essere come collaboratori della pace. Infine, si esortano tutti i fratelli e sorelle del mondo a un attento interessamento, una preghiera, una risposta di buon discernimento e una cordiale collaborazione per risolvere la crisi della nostra Penisola. La Chiesa in Corea non mancherà mai di coinvolgersi nella problematica in parola, più di tutto, nella continua preghiera”.

Tensione in Corea: vescovi, “guerra lascerà al popolo solamente le piaghe profonde e la devastazione irreparabile”

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 11:06

“Parlare della guerra senza dovuta considerazione è già un’azione di violenza contro l’umanità. Le azioni precipitose senza freni, che dimostrano la barbarie e la follia, non ci lasceranno che la morte di innumerevoli persone, la fatale devastazione di entrambi le parti, la regressione della storia umana e le piaghe profonde all’intera umanità”. La Conferenza episcopale coreana esorta, in un messaggio, “tutti i Paesi limitrofi a non prendere decisioni imprudenti che minaccerebbero l’amore e lo sviluppo morale e spirituale dell’umanità. Si auspica che i leader politici dei Paesi limitrofi risolvano l’attuale situazione in modo maturo e armonioso affinché contribuiscano alla pace e alla coesistenza dell’umanità, che è, infatti, il principale scopo della diplomazia e della politica”. I vescovi spiegano che “la diffusione delle armi nucleari è ‘l’azione cattiva’ che minaccia fondamentalmente la pace della Penisola Coreana, nonché quella del mondo intero. La guerra, che non permette mai la ritrattazione alla situazione, lascerà al Popolo Coreano solamente le piaghe profonde e la devastazione irreparabile. L’armamento nucleare e il rafforzamento militare non possono garantire la pace della nostra cara Penisola; invece, si può raggiungere la pace vera solo per mezzo dello sforzo che mira alla realizzazione della giustizia attraverso il dialogo che favorisce la riconciliazione e lo sviluppo cooperativo del Popolo Coreano”. “Noi, il Popolo Coreano, siamo chiamati a resistere al potere diabolico che tenta di aggravare l’attuale crisi. Perché non si pensa a ridurre il budget della spesa astronomica militare della Corea del Sud e quella del Nord al fine di utilizzarlo invece per lo sviluppo umano e culturale? Si assicurano, dunque, i nostri connazionali che noi promuoviamo le varie iniziative per la pace e la giustizia sia della nostra Penisola sia dell’umanità”.

Tensione in Corea: vescovi, “i leader politici favoriscano il dialogo per la pace”. Test armi nucleari è “violazione della risoluzione” Onu

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 11:03

“Dopo il lancio del missile Hwasong-14, la Penisola Coreana si trova in una situazione tesa e potenzialmente di grande rischio. Il test delle armi nucleari della Corea del Nord è evidentemente una violazione della risoluzione presa dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e un’azione che tenta di nuocere seriamente la pace dell’Asia del Nord-Est, incitando all’armamento nucleare dei Paesi limitrofi”. Lo scrivono i vescovi della Conferenza episcopale coreana in un messaggio pervenuto al Sir in occasione del 72° anniversario del Giorno commemorativo dell’Indipendenza della Corea (15 agosto 2017). La Chiesa in Corea, prosegue il documento, “denuncia decisamente tutte le provocazioni imprudenti della Corea del Nord e si oppone a tutte le azioni che alzano la tensione della Penisola Coreana facendo indietreggiare, in effetti, la promozione della pace. Si afferma che non è realizzabile, in assoluto, la pace vera e definitiva attraverso l’armamento nucleare. Si esortano, dunque, i leader politici della Corea del Sud e del Nord affinché favoriscano il dialogo per la pace e facciano del loro meglio per stabilire un sistema istituzionale per garantire la pace nella Penisola Coreana tramite la cooperazione con le Nazioni limitrofe”. Mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon e presidente della Commissione della Giustizia e Pace della Conferenza episcopale coreana, parla al Sir di una “situazione molto particolare e delicatissima”, esprimendo l’auspicio che “non scoppi la guerra in Corea”.

‘Ndrangheta: Di Bari (prefetto Reggio Calabria), a Polsi “Stato e Chiesa hanno scritto una bella pagina per cambiare il destino della gente”

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 10:54

“Lo Stato e la Chiesa hanno scritto una bella pagina in cui le parole hanno la forza di cambiare il destino della popolazione”. Michele Di Bari, prefetto di Reggio Calabria, commenta al Sir in questi termini l’incontro svoltosi nei giorni scorsi in Aspromonte al Santuario della Madonna di Polsi tra lo Stato con il ministro Minniti, i vertici del distretto giudiziario reggino e delle forze di polizia con il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Del Sette, e la Chiesa con mons. Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace, e mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace e presidente della Conferenza episcopale calabra. “Un’iniziativa – osserva Di Bari – capace di scuotere le coscienze e di raddrizzare i tortuosi percorsi di un luogo simbolo che la ‘Ndrangheta aveva cercato di fare proprio”. “Polsi ormai anche per la vasta risonanza sui ‘media’ era diventato l’emblema della presenza criminale in cui il linguaggio e i gesti dei capibastone adombravano irrimediabilmente la secolare storia di fede del santuario”, ed “il linguaggio evangelico veniva invocato per stabilire regole e per imprimere il suggello alle alleanze tra le cosche. Nulla di evangelico , ma pura idolatria per consolidare il malaffare; un antiStato che negli anni è stato economicamente sostenuto dalla lunga scia dei riscatti dei sequestri di persona e poi dal lucroso traffico di droga”.

Sull’intera Locride, fa notare il prefetto, lo Stato, “oltre alle frequenti ed efficaci operazioni di polizia giudiziaria che stanno disarticolando ed indebolendo le cricche criminali, sta agendo anche con un rinnovato processo culturale per stroncare una pratica criminale, ammantata e corroborata da falsi comportamenti religiosi”. Spinte al cambiamento sono, tra l’altro, la recente partecipazione del presidente della Repubblica Mattarella alla giornata dell’impegno e della memoria organizzata da Libera a Locri e l’attenzione del sottosegretario Maria Elena Boschi e del vicepresidente del Csm Legnini alla cittadina di San Luca. L’incontro di Polsi, secondo Di Trani, ha testimoniato che “lo Stato non consente l’esistenza di zone franche”. Ma anche la Chiesa, sottolinea, “ha avuto la capacità di farsi coinvolgere per affermare con il coraggio delle scelte inequivocabili che la ‘Ndrangheta è antitesi ed antinomica al Vangelo al pari dello Stato che con convinzione sta riscuotendo la fiducia dei cittadini con i tanti uomini e donne in divisa dislocati nel territorio, il vasto programma di realizzazione dei presidi dei carabinieri in zona aspromontana, l’azione incisiva dei magistrati, l’attività di prevenzione della prefettura”.

Migranti: Tarquinio (“Avvenire”), “incontro tra umanità e legalità è ben possibile”

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 10:41

“L’incontro tra umanità e legalità è ben possibile anche sulla non facile frontiera politica e morale del ‘governo’ delle migrazioni forzate attraverso il Mediterraneo”. Lo afferma Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, nell’editoriale pubblicato oggi sul quotidiano. Il riferimento è all’“autorevole e caldo auspicio del presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, a realizzare quel necessario incontro tra vera umanità e giusta legalità” e ai “segnali arrivati dal dicastero retto da Marco Minniti, il ministro dell’Interno che qualcuno avrebbe voluto rivestire della maschera di ferro del ‘legalista senza umanità’”. Alla richiesta “di lavorare per rinsaldare un civile patto di fiducia tra Istituzioni politiche e di sicurezza italiane, Ong e realtà ecclesiali e civili”, secondo il direttore, “le risposte di Minniti, e del governo di cui fa parte, sono giunte e sono intelligenti e opportune”. “La prima prova della volontà di far incontrare umanità e legalità – rileva Tarquinio – è stata la decisione di sospendere le norme del decreto Minniti che, come alla Caritas ambrosiana avevano capito subito, rischiavano di trasformare del tutto impropriamente parroci e altri responsabili dei centri di accoglienza di richiedenti asilo in ‘ufficiali giudiziari’”. “La seconda, e corposa, prova – aggiunge – è arrivata ieri con l’accoglimento delle ragionevoli e ben motivate richieste di correzioni al Codice di condotta” per le Ong impegnate nel soccorso di naufraghi nel Mediterraneo. “Quattro ‘emendamenti’ – spiega – formalizzati e ratificati durante la firma del Codice da parte della Ong Sos Méditerranée”. Il chiarimento che non è previsto “portare armi” e che “non ci saranno ‘interferenze’ di alcun tipo nella ‘missione umanitaria di salvare e proteggere vite’”, secondo il direttore, “è un passo avanti probabilmente utile alle valutazioni di altre benemerite organizzazioni umanitarie”. “Altrettanto utile – prosegue – è il chiarimento sulla non limitazione del ‘trasbordo dei sopravvissuti’ su navi più grandi per agevolare ulteriori operazioni di soccorso da parte delle agili imbarcazioni delle Ong”. “Insomma – commenta – una pagina di cronaca che, da cittadini italiani, si può scrivere con soddisfazione e anche sollievo”.

Giovani: Giornata mondiale Onu, Commissione Ue ricorda Erasmus e Corpo europeo di solidarietà

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 10:31

(Bruxelles) La Commissione europea si unisce alla celebrazione odierna della Giornata internazionale della gioventù di quest’anno, il cui tema è “I giovani costruiscono la pace”. La Commissione sottolinea in particolare “il contributo che i giovani possono portare alla prevenzione e trasformazione dei conflitti, all’inclusione, alla giustizia sociale e alla pace sostenibile”. Il commissario Tibor Navracsics, responsabile per l’istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport, ha dichiarato: “Possiamo raggiungere una pace sostenibile e costruire società coese e resilienti se tutti lavorano insieme. I giovani hanno dimostrato di operare nel senso della solidarietà, contribuendo a costruire le loro comunità. Dobbiamo mettere a frutto questa energia”. Il commissario alla cooperazione internazionale Neven Mimica ha aggiunto: “I giovani sono al centro dello sviluppo” e grazie all’Ue negli ultimi 10 anni “quasi 14 milioni milioni di ragazzi e ragazze hanno beneficiato dell’istruzione primaria e continueremo a sostenere i giovani come campioni di costruzione della pace”. La Giornata internazionale della gioventù è anche “un momento importante per ricordare i diversi modi in cui la Commissione agisce per sostenere i nostri giovani”. Ad esempio, con il Corpo europeo della solidarietà, la Commissione “ha istituito un’opportunità unica per i giovani tra i 18 ei 30 anni di partecipare a un’ampia gamma di attività di solidarietà in tutta l’Ue. Fin dal suo lancio nel dicembre scorso, oltre 34mila giovani si sono registrati e centinaia hanno già iniziato i loro progetti”.
Quest’anno, inoltre, “celebriamo il 30° anniversario di Erasmus, una delle più grandi storie di successo. Ad oggi, l’attuale programma Erasmus+ e i suoi predecessori hanno dato a 9 milioni di persone in tutta Europa, la possibilità di studiare, formarsi, fare volontariato, acquisire un’esperienza professionale all’estero, creando una generazione aperta alla conoscenza delle sfide europee e globali”.

Mussie Zerai e Cédric Herrou: dichirazione di tre eurodeputati, “la solidarietà non è un crimine, ma un obbligo umanitario”

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 09:53

“La solidarietà non deve essere considerata un’infrazione alla legge. Non è un crimine, ma un obbligo umanitario”. Lo si legge in una dichiarazione diffusa ieri da tre eurodeputati (Barbara Spinelli e Marie-Christine Vergiat, Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica e Pascal Durand, Verdi /Alleanza libera europea) che si definiscono “preoccupati per due persone attive per salvare migranti e richiedenti asilo in Italia e in Francia”. I casi sono quelli di don Mussie Zerai, sacerdote eritreo “candidato per il Nobel per la pace per aver aiutato a salvare migliaia di persone nel Mediterraneo” ora invece indagato dalla procura di Trapani con l’accusa di traffico illegale di immigrati. Il secondo caso è quello del francese Cédric Herrou, contadino della Valle Roya, condannato l’8 agosto a quattro mesi di reclusione per aver aiutato circa 200 rifugiati ad attraversare il confine tra Italia e Francia. “Chiediamo all’Unione europea e ai suoi Stati membri di fermare la campagna diffamatoria condotta contro le Ong e i cittadini che assumono iniziative umanitarie di emergenza a favore dei rifugiati e dei migranti”, scrivono i tre eurodeputati, secondo cui si sta assistendo a una “proliferazione di procedimenti giudiziari in Italia e Francia nei confronti di persone che hanno dimostrato solidarietà con i rifugiati”, nel “tentativo inquietante di creare divisioni tra le Ong attive nelle operazioni di ricerca e salvataggio e di isolare cittadini europei comuni che si occupano della sicurezza degli esuli forzati che si sono imbarcati in viaggi pericolosi”. Spinelli, Vergiat e Durand accusano l’Unione europea “di chiudere sempre più le sue porte ed esternalizzare le sue politiche di asilo” e affermano: “L’attività straordinaria delle Ong nel Mediterraneo è dovuta all’evidente insufficienza delle operazioni di ricerca e salvataggio pubbliche svolte dall’Unione e dai suoi Stati membri”. Nella dichiarazione anche la richiesta “alla Commissione e agli Stati membri di rispettare pienamente il diritto internazionale” in materia di “non-respingimento, protezione dei minori e minori non accompagnati e l’obbligo di ricerca e salvataggio di persone in difficoltà o pericolo imminente in mare”.

Migranti: Codice condotta Ong, Sos Mediterranee sottoscrive versione aggiornata

Agensir.it - Sat, 2017-08-12 09:44

A seguito dell’accoglimento dell’Addendum al Codice di condotta delle Ong impegnate nel Mediterraneo in attività di soccorso in favore dei migranti, nella giornata di ieri anche Sos Mediterranee ha sottoscritto il documento nell’incontro con Mario Morcone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione presso il Ministero dell’Interno. “Riconoscendo l’importante lavoro di salvataggio delle Ong e l’apertura al dialogo di Sos Mediterranee – si legge in una nota dell’organizzazione umanitaria – il Ministero dell’Interno ha acconsentito ad includere i punti sollevati da Sophie Beau, co-fondatrice e vice presidente di Sos Mediterranee International, aggiungendoli all’attuale Codice di condotta in forma di addendum”. Secondo l’Ong, il Codice di condotta “non è legalmente vincolante e prevalgono le regolamentazioni e le leggi nazionali ed internazionali” oltre al fatto che “non menziona il portare armi”. Per Sos Mediterranee, inoltre, “non limita i trasbordi dei sopravvissuti ad altre navi, quando coordinati dal Mrcc di Roma”. Durante l’incontro, Sophie Beau ha condiviso “le preoccupazioni dell’Italia, che è lasciata da sola a rispondere alla tragedia umanitaria che si dispiega alle porte dell’Europa”. “Abbiamo apprezzato molto l’impegno del ministro dell’Interno italiano nel discutere ed accettare i nostri emendamenti in modo da poter superare le nostre principali preoccupazioni sul Codice di condotta per le Ong”, ha affermato Beau al termine dell’incontro, assicurando che “chiuso questo capitolo adesso ci possiamo concentrare su questioni molto importanti quali i preoccupanti sviluppi nella zona di ricerca e soccorso”.

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