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Diocesi: Asti, il 28 aprile un convegno e una messa per ricordare mons. Ferro

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 16:36

Una giornata di studio, di preghiera e di memoria, organizzata dal Comune di Costigliole d’Asti in cui è nato, per ricordare mons. Giovanni Ferro, arcivescovo di Reggio Calabria, dal 1950 al 1977. Si svolgerà sabato 28 aprile, con il patrocinio della diocesi di Asti. L’appuntamento è per le 9.30 nel salone d’onore del castello per “comprendere meglio l’attualità di un ‘uomo di Chiesa’ che ha saputo vivere con fedeltà e generosità il suo compito, non facile, di annunciare e testimoniare Cristo nella storia”. A descrivere l’opera di mons. Ferro saranno mons. Francesco Ravinale, vescovo di Asti, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria, padre Franco Moscone, padre generale dei Somaschi, padre Giuseppe Oddone, che ne è vicario generale, e don Paolo Prunotto, storico e parroco di Montechiaro d’Asti. Al termine del convegno, la benedizione di una lapide commemorativa nella parrocchia “Nostra Donna di Loreto”, dove mons. Ferro fu battezzato, cui seguirà la messa concelebrata dai vescovi di Reggio Calabria, Casale Monferrato, Acqui Terme e Asti.

Siria: diocesi Palermo, domani una veglia di preghiera per la pace con l’arcivescovo Lorefice

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 16:05

Un momento di preghiera per la pace in Siria e negli altri luoghi del mondo dove sono in corso guerre sarà presieduto dall’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice. Si svolgerà domani, mercoledì 18 aprile, alle 20.30, sul sagrato della cattedrale. A organizzarlo, un gruppo di associazioni cittadine e organismi diocesani, tra cui la Consulta per la pace, la Consulta diocesana per le aggregazioni laicali, l’Ufficio per i problemi sociali, del lavoro e della salvaguardia del creato, giustizia e pace e il Centro diaconale Valdese “La Noce”. “Non possiamo far vincere la rassegnazione di fronte alle logiche di guerra – si legge in una nota –. Di fronte alla guerra in Siria, a sette anni di guerra genocida, alle aggressioni continue a civili inermi, di cui tantissimi bambini donne ed anziani, vogliamo animare un nuovo movimento per la pace”.

Agroalimentare: Mipaaf, export ancora in salita. In due mesi +11,4%, vendite all’estero per 6,3 miliardi

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 16:01

Il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) ha reso noto oggi che, sulla base dei dati Istat sul commercio estero appena diffusi, le esportazioni agroalimentare nel mese di febbraio hanno raggiunto il valore di 3,2 miliardi di euro con un incremento del 3% rispetto al febbraio dell’anno scorso. In questo modo, nei primi due mesi del 2018 si è registrato un incremento dell’11,4% rispetto al periodo gennaio-febbraio del 2017 ed è stata quindi raggiunta quota 6,3 miliardi. In particolare sono aumentate le vendite di prodotti agroalimentari verso la Francia (+5,6%) e gli Stati Uniti (+6%).
Nel 2017, le esportazioni agroalimentari italiane avevano raggiunto l’importo di 41,03 miliardi di euro (il +7% rispetto al 2016). Un traguardo che, nelle intenzioni del Governo, potrebbe preludere a vendite agroalimentari all’estero per un valore pari a 50 miliardi entro il 2020. In particolare solo nel mese di dicembre erano stati venduti all’estero prodotti agroalimentari per un valore pari a 3,4 miliardi di euro (+2% rispetto a dicembre 2016). A crescere più di tutte, sono state le vendite in Russia (+24%), la Cina (+14,8%) e Francia (+8%). Le tensioni internazionali e la “guerra dei dazi” scatenata dagli Usa gettano però ombre importanti sul proseguimento di questa tendenza positiva.

Siria: Consiglio mondiale Chiese (Wcc), “non può esserci alcuna soluzione militare”

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 15:57

“Non può esserci alcuna soluzione militare al conflitto in Siria. Una pace giusta e sostenibile per tutti i siriani può essere determinata solo con una soluzione politica”. È la posizione del Consiglio mondiale delle Chiese, espressa in una dichiarazione firmata dal suo segretario generale Olav Fykse Tveit, in cui si deplora che “atrocità siano ancora perpetrate contro i civili”. “Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha ripetutamente omesso di adottare misure sufficientemente forti e coerenti per porre fine a queste atrocità, per attuare un cessate-il-fuoco duraturo, per garantire il rispetto del diritto internazionale e identificare le responsabilità di tutti coloro che hanno commesso crimini di guerra e crimini contro l’umanità, tra cui l’uso di armi chimiche”, denuncia Tveit. La richiesta delle Chiese è per “un cessate-il-fuoco immediato, un accesso incondizionato per gli aiuti umanitari in tutte le regioni della Siria, l’impegno di tutte le parti in conflitto a rispettare il diritto internazionale e a cercare la pace attraverso il dialogo e un processo politico”. In particolare si sostiene la ripresa del processo di pace di Ginevra guidato dall’Onu. Nella dichiarazione si attribuisce anche un ruolo importante alle Chiese che sono in Siria e nella regione per “la guarigione delle memorie ferite e per riunire tutti i siriani in una narrazione comune, per preservare la ricca diversità della Siria e il ripristino della coesione sociale”.

European Court of Justice: Dbk, “the ruling that explains why the Churches are entitled to make differences” between prospective staff “based on religious belief” is helpful

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 15:54

According to the German Bishops Conference (DBK), “the explanation of the Court, that state courts are not generally entitled to judge the ethos of a religious community” is helpful. This morning, in a notice, the general secretary of the DBK, father Hans Langendörfer, commented the European Court’s ruling, posted this morning, about the controversy between Vera Egenberger and the Evangelisches Werk für Diakonie und Entwicklung. “The Court decided that the Churches are still entitled” when hiring staff “to make differences based on religious belief”, the note explains. “It is the Church that defines its own identity, and such decision cannot be left to the state or to a state Court”, father Langendörfer comments. “In the past, the Catholic Church in Germany explained, in its regulations, if and for what jobs its employees’ religious belief would be a decisive factor for employment, and so far it has always made sure it never puts any undue pressure on its staff”. On its part, the Catholic Church “will thoroughly investigate the reasons behind the ruling and will find out if and to what extent its hiring procedure should be adapted, and what legal steps must be considered”, the note goes on. It will be up to civil courts to review each single case in the light of this EU ruling.

Corte giustizia Ue: Dbk, “utile la sentenza che chiarisce diritto delle Chiese a differenziare” possibili collaboratori “sulla base dell’appartenenza religiosa”

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 15:54

Per la Conferenza episcopale tedesca (Dbk) è utile “il chiarimento della Corte secondo cui i tribunali statali non hanno in linea generale diritto di giudicare in merito all’ethos di una comunità religiosa”. Commenta in una nota il segretario generale della Dbk, padre Hans Langendörfer, la sentenza della Corte europea pubblicata stamane riguardo la controversia tra Vera Egenberger e l’Evangelisches Werk für Diakonie und Entwicklung. “La Corte ha deciso che le Chiese continuano ad avere il diritto” nel contesto dell’assunzione di collaboratori “a differenziare i candidati sulla base dell’appartenenza religiosa”, spiega la nota. “È la Chiesa che definisce la propria identità e questa determinazione non può essere affidata allo Stato o al tribunale statale”, commenta padre Langendörfer. “In passato, la Chiesa cattolica in Germania ha chiarito nei propri regolamenti se e per quali attività in particolare l’appartenenza religiosa dei suoi dipendenti è criterio determinante per l’impiego e, finora, ha sempre assicurato di non imporre richieste sproporzionate ai propri collaboratori”. Da parte sua, la Chiesa cattolica “analizzerà approfonditamente le ragioni della sentenza ed esaminerà se e in quale misura la prassi per il reclutamento sia da adattare e quali passi giuridici siano da prendere in considerazione”, si legge ancora nella nota. Saranno i tribunali civili a dover verificare i singoli casi concreti, alla luce di questa sentenza europea.

Terremoto Centro Italia: a Monte Cavallo (Mc) inaugurata nuova struttura parrocchiale realizzata con il contributo della diocesi di Parma

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 15:52

Un minuscolo segno tra mastodontiche difficoltà, un edificio sobrio per gente dalla tenacia ammirevole. Da oggi la comunità Monte Cavallo, piccolo Comune del Maceratese che rientra nel cratere sismico, ha di nuovo una chiesa. Quella dedicata a Santa Maria Assunta, infatti, è stata gravemente lesionata dal sisma del 2016 che con il suo sciame continua ad infierire nell’entroterra marchigiano, e nei giorni scorsi è stata inaugurata una nuova struttura parrocchiale, realizzata grazie al contributo raccolto dalla diocesi di Parma attraverso l’interessamento della Caritas. Presente per l’occasione il vescovo Enrico Solmi che ha concelebrato l’Eucaristia assieme all’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, e al parroco di Monte Cavallo, don Nello Tranzocchi. Mons. Solmi non è voluto mancare per testimoniare prossimità ai terremotati, alla luce dell’esperienza vissuta in prima persona in Emilia dopo le scosse del 2012: “Credo nella forza delle piccole parrocchie – ha sottolineato il presule – e oggi sono qui, in questo spazio, simbolo concreto di rinascita religiosa, per condividere con voi sentimenti di vicinanza e speranza”. Comprensibile, inoltre, la soddisfazione espressa dal sindaco, Pietro Cecoli, che ha sottolineato il valore di questo gesto di “solidarietà” nei confronti della sua realtà cittadina “che non è mai stata dimenticata”. Il Comune – che, in attesa della ricostruzione, ha fornito alle famiglie abitazioni provvisorie – ha provveduto al montaggio e al rivestimento in legno della nuova chiesa pronta per accogliere i fedeli del suggestivo paese incastonato tra le montagne.

Ecuador: altre due persone sequestrate al confine con la Colombia

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 15:43

Il ministro dell’Interno dell’Ecuador, César Navas, ha annunciato poco fa che altre due persone sono state sequestrate al confine con la Colombia. Si tratta di una coppia, le cui generalità non sono ancora note. Diversamente dal caso dei tre giornalisti rapiti a fine marzo e uccisi la scorsa settimana, sono stati gli stessi rapitori, e in particolare un uomo che si è auto-qualificato come “Guacho”, ad annunciare l’avvenuto sequestro, attraverso un video nel quale i narcotrafficanti pongono condizioni per la loro liberazione e danno la prova che le due persone sono attualmente in vita.
Ieri, intanto, un comunicato della banda dissidente delle Farc “Oliver Sinisterra” ha annunciato che non consegnerà i corpi dei tre giornalisti uccisi, come rappresaglia per le azioni militari realizzate alla frontiera dagli eserciti di Ecuador e Colombia.

Settimana liturgica nazionale: Roma, domani al Cal proiezione del dvd “Matera, il film più bello” sulla città che ospiterà la 69ª edizione dal 27 al 30 agosto

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 15:37

In vista della 69ª Settimana liturgica nazionale, che ha per tema “La liturgia risorsa di umanità” e che quest’anno si terrà a Matera dal 27 al 30 agosto, grazie alla disponibilità di Rvm Broadcast, domani, mercoledì 18 aprile sarà proiettato a Roma, presso il Centro azione liturgica (Cal), il dvd “Matera, il film più bello”, documentario di Sergio Palomba e Mario Raele, realizzato con la regia di Vito Cea. Le riprese sono state effettuate da Uccio Pisciotta e da Francesco Giase, la voce narrante è di Daniele Sassi, le riprese aeree sono di Vincenzo Sidonio e Aldo Amati.
“Matera, il film più bello” racconta la storia della città dalle origini fino ad oggi, in modo semplice ma appassionato, estendendo la narrazione anche ad aspetti minori che qualificano Matera come un luogo unico nel mondo. Questo prodotto audiovisivo è stato definito dagli autori come “il ritratto contemporaneo di una delle città più antiche al mondo”. Il documentario viene messo in circolazione in tempo utile per la fruizione da parte dei tantissimi congressisti che affluiranno nella città dei Sassi ad agosto in occasione della 69ª Settimana liturgica nazionale, che sarà aperta, alla casa di spiritualità Sant’Anna, dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei.

Diocesi: Como, sabato 21 aprile pellegrinaggio dei giovani con il vescovo Cantoni alla vigilia della Giornata mondiale per le vocazioni

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 15:19

Alla vigilia della 55ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, dedicata quest’anno al tema “Dammi un cuore che ascolta”, la diocesi di Como organizza per sabato 21 aprile il tradizionale momento di preghiera e riflessione presso il santuario della Madonna del Soccorso a Ossuccio (Co), con il vescovo Oscar Cantoni. L’iniziativa, promossa dal Centro per la pastorale dei giovani della diocesi di Como e dal Centro diocesano vocazioni, si inserisce nel cammino di preparazione al Sinodo dei vescovi sui giovani. L’appuntamento di sabato prenderà il via alle 16.15 dalla prima Cappella del percorso verso il santuario, per un breve pellegrinaggio. Recitando il Rosario meditato, i partecipanti raggiungeranno il santuario, dove, alle 17, mons. Cantoni proporrà la Lectio. A seguire, tempo per il silenzio e la meditazione personale, poi la condivisione a gruppi. Sarà offerta anche la possibilità di confessarsi con “Giovani e Riconciliazione”. Il momento di preghiera proseguirà con l’adorazione eucaristica guidata e l’affidamento a Maria. Al termine, cena a buffet per tutti i partecipanti.

Corea: p. Sale (La Civiltà Cattolica), “c’è il rischio che il conflitto nucleare tra Usa e Kim sia innescato da un errore o da un incidente”

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 15:05

“La grande paura è che, dalla cosiddetta ‘guerra delle parole’ tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader della Corea del Nord Kim Jong-un, poco alla volta, si passi alla guerra nucleare”. Lo scrive padre Giovanni Sale nel primo numero degli “Accènti” de “La Civiltà Cattolica”, riflettendo su “Corea del Nord e crisi del nucleare”. “Ambedue i contendenti negli ultimi tempi hanno fatto mostra della loro forza: da un lato, la Corea del Nord ha aumentato il numero dei lanci missilistici e dei test nucleari, sempre più potenti; dall’altro, gli Stati Uniti hanno inviato nel Pacifico diverse unità aeronavali – aggiunge il gesuita –. Ciò ha fatto aumentare ulteriormente la tensione”. Il rischio indicato è che “un conflitto nucleare potrebbe essere innescato sia da un’errata valutazione dei fatti sia da un incidente dovuto a un errore umano”. Un ruolo fondamentale nella crisi in atto, secondo padre Sale, è quello della Cina. “Da parte statunitense ci si aspetta che sia la Cina, alleata storica della Corea del Nord, a risolverla e, in un modo o nell’altro, a costringere Kim a interrompere gli esperimenti nucleari”, spiega lo scrittore de La Civiltà Cattolica. Ma “la Cina sa bene che mantenere un’ambiguità strategica su tale questione spingerà gli Stati Uniti a non attivare alcun attacco preventivo nei confronti del nemico e a privilegiare così la via dei negoziati”. Una sola la via per “uscire dalla grave situazione che tiene in mondo con il fato sospeso per la paura di una possibile, seppure limitata, guerra nucleare”: è necessario che “le due potenze si siedano al tavolo delle trattative, come Pyongyang chiede dagli anni Settanta, in modo da cercare una soluzione diplomatica accettabile per entrambe le parti”.

Diocesi: Ancona-Osimo, giovedì 19 aprile il filosofo Possenti apre “Le Giornate dell’anima”

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 13:54

Sarà il filosofo Vittorio Possenti ad inaugurare, giovedì 19 aprile ad Ancona, la sesta edizione del “Le Giornate dell’anima” dedicata ai “luoghi dell’anima”. Organizzate nell’ambito del Progetto culturale dall’arcidiocesi di Ancona-Osimo, le Giornate quest’anno (da aprile a giugno) vogliono essere un invito a “riflettere sull’anima da diversi punti di vista: esistenziale, ambientale, mediale, generazionale e sociale”. Il primo incontro, ospitato dalle 17.30 al Ridotto del Teatro delle Muse, sarà presieduto dall’arcivescovo di Ancona-Osimo, mons. Angelo Spina, e introdotto da Giancarlo Galeazzi, coordinatore del Festival che, spiegano i promotori, “intende coniugare cultura e spiritualità nella convinzione che di tale binomio ci sia un grande bisogno oggi, per evitare una cultura asettica e una spiritualità disincarnata”. “Da qui – prosegue la nota – la necessità dell’educazione, che rappresenta dunque un luogo da animare fuoriuscendo dalle secche di una formazione che si riduce a istruzione nozionistica o informazione mediatica. L’imperativo pertanto è quello di contribuire a umanizzare, cioè coltivare e alimentare l’umano nell’uomo”. Possenti, che all’anima ha dedicato l’annuario di filosofia “Seconda navigazione” (Mondadori), è docente emerito di Filosofia politica all’Università di Venezia, dove dirige il Centro interdipartimentale di ricerca sui diritti umani. È inoltre membro del Comitato nazionale di bioetica, della Pontificia Accademia delle scienze sociali, della Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino e dell’Istituto internazionale Jacques Maritain.

Vino: satelliti per migliorare la coltivazione e risparmiare. Le opportunità presentate al Vinitaly dal Consorzio Hypatia

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 13:37

Anche in viticoltura è già possibile usare le tecniche di coltivazione di precisione per programmare gli interventi e le irrigazioni. Il messaggio è arrivato dall’edizione 2018 di Vinitaly che si sta svolgendo a Verona. Non si tratta di una cosa da poco: l’uso delle nuove tecnologie satellitari e dei droni può far risparmiare soldi e risorse ambientali.
Se ne è parlato in un incontro organizzato dal Consorzio di ricerca Hypatia che – in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana – gestisce il programma Esa Artes Business Applications. “Il satellite – è stato spiegato –, dice quando irrigare i campi, consentendo il risparmio di un terzo dell’acqua normalmente utilizzata”. Questo strumento trova già numerose applicazioni in alcuni comparti agricoli e anche in vitivinicoltura. “È un balzo in avanti dell’agricoltura di precisione – dicono gli esperti di Hypatia –, non solo più droni e tecnologie di base, ma osservazione della terra e immagini dallo spazio”.
“Come risposta alle emergenze ambientali, che sono anche e soprattutto emergenze agricole, le tecnologie satellitari possono migliorare la resa e la sostenibilità delle coltivazioni ma anche la qualità produttiva e di trasformazione, oltre che le condizioni di lavoro”, ha spiegato Lorenzo Scatena, direttore del Consorzio Hypatia. “Attraverso l’integrazione o il singolo utilizzo dei dati di osservazione della terra, navigazione satellitare e telecomunicazione satellitare è possibile effettuare interventi mirati, risparmiando risorse materiali e temporali, che permettono di incidere positivamente sulla qualità del prodotto finale”.
Attenzione particolare, poi, all’irrigazione. Secondo Hypatia, “i satelliti di osservazione della terra possono intervenire mostrando dove è possibile prevenire l’eccesso di irrigazione e così risparmiare dal 18% al 30% del rifornimento idrico dell’azienda agricola”.
Dal punto di vista economico, è emerso sempre a Vinitaly, “ci sono quindi 19 milioni di euro nel biennio 2016-18 stanziati dall’Italia per permettere alle aziende, tramite il programma Esa Artes Business Applications, di ricevere supporto tecnico e commerciale per migliorare la redditività attraverso l’uso di tecnologie spaziali. La partecipazione al programma è aperta a tutte le aziende e organizzazioni, pubbliche e private, Pmi, autorità pubbliche, università e centri di ricerca”.
Hypatia è un consorzio di ricerca nato dalla collaborazione tra Università, Istituti di ricerca e imprese per avviare e promuovere progetti di ricerca volti alla sostenibilità ambientale e la conservazione della qualità della vita nei settori dei materiali innovativi e delle tecnologie per l’energia da fonti rinnovabili. Le istituzioni scientifiche più importanti associate al consorzio sono l’Università di Roma La Sapienza, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, il Cnr – Consiglio nazionale delle ricerche e l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).

Corea: Oh (La Civiltà Cattolica), “la Rivoluzione delle candele ha cambiato il Paese”

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 13:32

“Con la ‘Rivoluzione delle candele’ del 2017 la Corea del Sud ha vissuto un drastico cambiamento”. Lo scrive padre Seil Oh, gesuita coreano, nel primo numero degli “Accènti” de “La Civiltà Cattolica”, ricordando le mobilitazioni e il movimento popolare, caratterizzato da “un simbolo di speranza e di nonviolenza”, che hanno portato alla destituzione della presidente Park Geun-hye. Per sei settimane i sudcoreani sono scesi in piazza al calar della sera, ogni sabato, al lume di candela. Si sono radunati fino a 2 milioni di persone. “Tutto questo processo ha fortemente incrementato l’aspirazione alla democrazia e il livello di coscienza politica dei cittadini della Repubblica di Corea”, spiega padre Oh. A suo avviso, “nei luoghi delle manifestazioni, attraverso la coscienza collettiva della propria cittadinanza, si è andata formando quella ‘democrazia partecipativa dal basso’ che ha man mano acquisito una forte influenza sulla politica istituzionale”. Una rivoluzione che “si è rivelata un’espressione di sovranità popolare sulla nazione”. Il gesuita indica dunque le conseguenze che ha generato: “Ha ridestato il potere del popolo come attore politico – aggiunge – e ha realizzato una democrazia dal basso, fondata sulla solidarietà dei cittadini e sul forte desiderio di una nazione giusta”.

Cuba: Amnesty International, “il cambio di leadership segni l’inizio di una nuova epoca per i diritti umani”

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 13:20

“Il termine della presidenza di Raúl Castro, previsto il 19 aprile, offre un’opportunità storica per invertire la situazione dei diritti umani a Cuba”. Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, che ha pubblicato una roadmap su come la nuova amministrazione potrà favorire un positivo cambiamento, intitolata “Trasformare il confronto in dialogo”. “Questo è il momento opportuno per avviare un dialogo importante e costruttivo sul futuro di Cuba. Il nuovo presidente dovrà cogliere l’occasione, a partire dai progressi nel campo dell’istruzione e dell’accesso alle cure mediche, per affrontare tutte le sfide storiche del Paese, soprattutto le limitazioni, tuttora in corso, ai diritti alla libertà d’espressione e di manifestazione pacifica”, ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe. “Il governo non deve perdere l’opportunità per dare inizio a una nuova epoca di rispetto dei diritti umani. Attraverso il dialogo con tutti i settori della società cubana – comprese le organizzazioni per i diritti umani, i sindacati e i giornalisti indipendenti e altri attori della società civile – le autorità cubane dovranno garantire i diritti di tutti i cubani, compresi quelli che esprimono critiche nei confronti del governo, attraverso provvedimenti come la fine della censura, l’adeguamento del sistema giudiziario agli standard internazionali e il contrasto a ogni forma di discriminazione”, ha aggiunto Guevara-Rosas.
Amnesty International, pur non potendo visitare Cuba da quasi tre decenni, ha potuto documentare gli arresti, le intimidazioni e le minacce nei confronti di attivisti e giornalisti indipendenti nei mesi precedenti la prevista fine del mandato di Raúl Castro. L’agenda di Amnesty International per i diritti umani a Cuba evidenzia i problemi, urgenti e duraturi, che la nuova amministrazione dovrebbe affrontare in via prioritaria e propone 15 misure concrete da adottare in cinque aree-chiave: “La roadmap di Amnesty International menziona la necessità che il governo cubano dialoghi in modo costruttivo con gli osservatori internazionali sui diritti umani e, a livello nazionale, s’impegni in favore di riforme che, tra l’altro, garantiscano la libertà d’informazione, l’adozione di leggi anti-discriminazione, la fine della censura e delle limitazioni indebite all’accesso a Internet, l’indipendenza del potere giudiziario e la possibilità di registrarsi per tutte le associazioni della società civile”. Nell’occasione, Amnesty International ha rinnovato ancora una volta la sua richiesta agli Usa “di annullare l’embargo nei confronti di Cuba, che continua a compromettere l’accesso ai diritti economici e sociali dei cubani più vulnerabili”.

Papa Francesco: domenica 22 aprile ordina 16 sacerdoti, 11 sono per la diocesi di Roma

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 13:02

Sono 16 i diaconi che domenica 22 aprile saranno ordinati sacerdoti nella Messa solenne presieduta da Papa Francesco, con inizio alle 9.15, nella basilica di San Pietro. I nuovi presbiteri – undici per la diocesi di Roma – pronunceranno il loro “sì” nella IV domenica di Pasqua, detta del Buon Pastore, in cui la Chiesa celebra la 55ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Lo ricorda una nota diffusa oggi dal Vicariato di Roma. Proprio in occasione della Giornata, venerdì 20, alle 19.30 nel Pontificio Seminario Romano Maggiore, il vicario del Papa per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis presiederà la veglia di preghiera per le vocazioni.
Sei dei futuri sacerdoti si sono formati al Collegio diocesano Redemptoris Mater, cinque hanno studiato presso il Seminario Romano Maggiore, quattro appartengono alla Famiglia dei Discepoli e uno alla Piccola Opera della Divina Provvidenza (Don Orione) e ha compiuto il suo percorso presso la parrocchia di Ognissanti a via Appia. Thierry Randrianantenaina, 27 anni, originario del Madagascar e studente del Redemptoris Mater, ha raccontato al settimanale diocesano Roma Sette le difficoltà del matrimonio dei genitori “salvato per pura grazia”per i problemi di alcolismo del padre ma “l’accompagnamento della Chiesa, in particolare con l’esperienza del Cammino neocatecumenale – spiega – ci ha fatto sperimentare la misericordia di Dio”. Anche la vocazione di Juraj BaÅ¡ković, 37 anni, croato, è maturata in seno al Cammino neocatecumenale insieme a quella di altri quattro ordinandi: il trentasettenne Phaolo Do Van Tan, originario del Vietnam, il coetaneo Thein Lwin, del Myanmar, il colombiano Fabio Alejandro Perdomo Lizcano, del 1982, e Moises Pineda Zacarias, nato a San Salvador nel 1990. Renato Tarantelli Baccari, della parrocchia San Giuseppe al Trionfale, 41 anni, è il più grande dei cinque ordinandi del Seminario Romano Maggiore: “La mia vocazione tardiva è giunta dopo che già avevo improntato la mia vita affettiva e professionale come docente di Diritto tributario”; nove anni fa il cammino da Lourdes a Santiago “mi sono sentito amato di una dolcezza e una tenerezza mai sperimentate: il Signore mi ha sorpreso e io ho sorpreso me stesso trovando il coraggio, senza riserve, di dire ‘sì’ alla Sua chiamata”. Anche Gabriele Nasca, della parrocchia Santa Maria Addolorata, 29 anni, ha sentito “cadere le difese e crollare le paure di fronte alla chiamata del Signore”; così come Emilio Cenani, 32 anni, e i diaconi Massimo Cunsolo, 28 anni, e Michele Ferrari, 26 anni. Don Gabriele Faraghini, rettore del Seminario Romano Maggiore da settembre, auspica che i nuovi sacerdoti “non perdano mai l’entusiasmo dell’evangelizzazione, continuando ad amare il Pastore e le sue pecore”.

Terremoto Centro Italia: con crowdfunding Anci finanziati 18 progetti su 21. Decaro, “abbiamo scommesso sul futuro dei borghi colpiti e abbiamo vinto”

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 12:45

“Restituire alle comunità ferite dal sisma, anche quelle più piccole e meno illuminate dall’attenzione dai media, una piazza, un cinema, una piscina. Realizzare percorsi che facciano sentire al sicuro gli alunni delle scuole. Acquistare veicoli che trasportino gli utenti più deboli, come i bambini e i disabili, evitando così che a quello del terremoto si sommi il dramma dello spopolamento. Anci Crowd è stato questo: una scommessa, un investimento sulla solidarietà per far tornare a sperare i borghi preziosi del centro Italia. Una scommessa che abbiamo vinto”. Lo annuncia il presidente dell’Anci, Antonio Decaro al termine della procedura di crowdfunding avviata dall’Associazione nazionale dei Comuni con l’obiettivo, raggiunto, di raddoppiare le risorse raccolte. “Grazie alla generosità incredibile di tanti piccoli donatori che hanno portato il loro contributo sommandolo a quello di Comuni, associazioni, fondazioni bancarie ma perfino piccole attività commerciali, come un ristorante o un bar – continua Decaro – i 700mila euro che avevamo raccolto si sono raddoppiati. Diciotto progetti su ventuno saranno realizzati. E io voglio dire grazie. Grazie a tutti quelli, e sono tantissimi, che ancora investono nella speranza”.
Delle 21 proposte di progetto avanzate da altrettanti Comuni con il coinvolgimento delle comunità locali che erano state selezionate, 18 hanno raggiunto l’obiettivo di raccogliere autonomamente almeno la metà del budget necessario per l’opera o l’intervento che volevano realizzare o per l’acquisto di beni che si erano prefissi. “Per effetto di Anci crowd – conclude la nota – ora i cittadini di Amandola riavranno lo storico Cineteatro Europa; quelli di Montedinove una piscina pubblica attrezzata anche per le persone con disabilità; quelli di Montelparo un pullman per il trasporto di anziani e bambini; quelli di Appignano del Tronto una piazza, luogo sicuro in territorio sismico ma anche di commemorazione e ricordo del terremoto del 2016 e delle sue vittime”.

Corea: mons. Kim Hee-Joong (presidente vescovi), “cerchiamo la collaborazione con religioni e governi per avviare il dialogo con Pyongyang”

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 12:42

“Noi vogliamo cercare la collaborazione con le religioni, i gruppi sociali e i governi dei Paesi occidentali per aprire la porta al dialogo con la Corea del Nord”. Lo afferma mons. Hyginus Kim Hee-Joong, arcivescovo di Gwangju, diocesi della Corea del Sud, e presidente della Conferenza episcopale coreana nell’intervista rilasciata agli “Accènti” de “La Civiltà Cattolica”. “Penso che la riconciliazione tra i nostri due Paesi non si possa realizzare in un attimo, come innalzando un obelisco, ma attraverso un processo, mettendo un mattone sopra l’altro – aggiunge il presule –. Ci vogliono tanta pazienza e prudenza”. L’arcivescovo è consapevole che “le religioni non possano rivendicare nessuna forza presso le autorità della Corea del Nord, perché il governo locale tiene sotto stretto controllo i gruppi religiosi”. E ritiene che “sarebbe meglio appoggiare e favorire il dialogo diretto tra Corea del Sud e Corea del Nord, senza l’intervento di nessun altro Paese estero”. Approfondendo la realtà della Chiesa nel Paese, mons. Kim Hee-Joong racconta di “un’attività pastorale viva e dinamica”. “I laici partecipano e collaborano intensamente nelle attività pastorali dei sacerdoti, nelle opere di volontariato e nelle associazioni laicali”. Dopo la crescita di fedeli e vocazioni sacerdotali e religiose fatta registrare negli ultimi 15 anni nel Paese, le vocazioni “hanno cominciato a diminuire in modo consistente”. “Certamente la tendenza al consumismo di tipo occidentale influisce, contribuendo alla loro diminuzione – spiega –. Dobbiamo stare molto attenti alla secolarizzazione della Chiesa in Corea”. Ricordando la visita di Papa Francesco, l’arcivescovo coreano ricorda che “il Papa ha parlato del rischio del trionfalismo”. E ammette: “È vero che la comunità ecclesiale coreana deve affrontare questo rischio come una sfida seria”.

Dialogo: incontro Cei e Pisai a Roma del “Women of Faith for Peace”. La cultura dell’incontro è la specificità del genio femminile

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 12:34

La cultura dell’incontro è la specificità del genio femminile. La donna favorisce il dialogo, crea ponti, è attenta ai bisogni primari delle persone. Per questo è seme di pace anche nei contesti più difficili del pianeta, attraversati da violenza e conflitto. Di questo si è parlato oggi a Roma ad una tavola rotonda promossa dal Pisai, il Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica, e dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, dal titolo, “Donne di fede per la pace”. Hanno preso la parola ed hanno raccontato la loro storia alcune donne che fanno parte del network internazionale “Women of Faith for Peace”, ebree, musulmane, cristiane. “La donna trasmette la vita per la vita e non per dare la morte”, ha esordito Lia Beltrami, portavoce del gruppo. “E la nostra responsabilità oggi è quella di promuovere nei contesti in cui viviamo parole di vita. Quello che ci accomuna, pur nella diversità delle nostre appartenenze, è un forte senso religioso vissuto nel profondo, che non ci divide, ma ci unisce perché non si può fare una scelta di fede che non sia anche una scelta di amore”. Ciascuna delle donne presenti all’incontro è promotrice di iniziative che sostengono percorsi di incontro e dialogo. Adina Bar Shalom (Israele, ebrea) è la fondatrice della prima università charedì di Gerusalemme ed è impegnata da anni per il superamento delle discriminazioni di genere. “Non possiamo cambiare i nostri governi, né i nostri politici”, dice, “ma possiamo cambiare il nostro cuore e cambiare il nostro futuro attraverso i nostri figli, educandoli a non uccidere, a rispettare la vita, a scegliere sempre la via della pace e non quella dell’odio”. Le fa eco Nuha Farran (Israele, cristiana). “I cristiani che seguono Gesù, non giudicano nessuno. Vogliamo cambiare il mondo? Cominciamo a cambiare noi stessi”. Avvocato, Nuha si occupa di diritti umani. Per il suo lavoro ha ricevuto minacce che l’hanno costretta a lasciare Gerusalemme per andare a vivere ad Haifa. La sua storia – sottolinea Beltrami – è la dimostrazione del fatto che “queste donne pagano a un prezzo anche molto alto la loro scelta e il loro impegno per il dialogo e la pace”.

“Queste donne – commenta don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio Cei – provengono prevalentemente dal Medio Oriente dove ebraismo, cristianesimo e islam sono particolarmente diffusi e radicati in terra attraversata da guerre. E sono donne che nella nostra società portano con fatti e iniziative concrete un contributo di pace, testimoniando che le diversità culturali e religiose non impediscono l’incontro, anzi lo favoriscono”. “Se c’è una specificità del genio femminile per la pace e il dialogo è l’attenzione alla vita”, aggiunge don Valentino Cottini, preside del Pisai. “Cioè, il modo con cui una donna affronta la vita nella sua quotidianità e come riesce a trovare sui bisogni primari strade di comunicazione, anche con il nemico. Papa Francesco ha più volte indicato come via di dialogo la via dell’incontro. Questa attenzione all’incontro e al rapporto è tipica del genio femminile”.

Ue: Macron a Strasburgo, azione militare in corso “è contro il Daesh”. “Assad ha dichiarato guerra al suo popolo”

Agensir.it - Tue, 2018-04-17 12:29

(Strasburgo) “L’unica guerra che stiamo combattendo è quella contro il Daesh” e il terrorismo, “che ha fatto centinaia di morti”, anche con attentati in Europa. “Questa è l’unica guerra che stiamo combattendo” in Medio Oriente. “Ma non trascuriamo il fatto che Assad sta combattendo una guerra contro il suo stesso popolo”. Durante il dibattito con gli eurodeputati, i toni si alzano. Accusato di aver dichiarato, assieme a Usa e Regno Unito, una guerra, il presidente francese Emmanuel Macron controbatte. “Se crediamo al multilateralismo – dice – non possiamo cedere al cinismo di coloro che lo vorrebbero affossare”. Spiega dunque l’origine dell’azione militare in corso in Siria entro, sostiene, il quadro Onu. Parla poi di opera “politica e diplomatica” in corso, accompagnata dal ricorso agli attacchi “per contrastare l’uso di armi chimiche” di cui si sarebbe avvalso il regime siriano. “Chi fino a ieri si indignava per i bambini straziati dalle armi chimiche dovrebbe comprendere le ragioni” dell’iniziativa intrapresa da Stati Uniti, Regno Unito e Francia. “Abbiamo colpito tre siti con armi chimiche senza causare alcuna vittime”, prosegue Macron. Infine: “Vogliamo vedere nascere la Siria di domani, ma questo non succederà se lasciamo che Assad faccia il suo sporco lavoro”.

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