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Papa Francesco: accolte dimissioni presentate da Libero Milone, presto la nomina del nuovo revisione generale

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 14:57

Il Papa ha accolto oggi le dimissioni presentate ieri da Libero Milone dall’incarico di revisore generale. A darne notizia è oggi la Sala Stampa della Santa Sede. “Si conclude così, di comune accordo, il rapporto di collaborazione con la Santa Sede”, si legge nel comunicato: “Mentre augura al dott. Milone ogni bene per la sua futura attività, la Santa Sede informa che sarà avviato quanto prima il processo di nomina del nuovo responsabile dell’Ufficio del revisore generale”. L’Ufficio del revisore generale (Urg) è stato istituito da Papa Francesco il 24 febbraio 2014, con la Lettera apostolica in forma di Motu Proprio “Fidelis dispensator et prudens”, quale nuovo ente della Santa Sede incaricato di compiere la revisione (audit) dei dicasteri della Curia Romana, delle istituzioni collegate alla Santa Sede o che fanno riferimento ad essa e delle amministrazioni del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Con l’approvazione dello Statuto il 22 febbraio 2015, Papa Francesco ha indicato le funzioni e le competenze dell’Ufficio del revisore generale.

Media education: Med, Premio “Cesare Scurati” 2017 per insegnanti ed educatori

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 14:50

Il Med (Associazione italiana per l’educazione ai media e alla comunicazione) promuove il Premio “Cesare Scurati” 2017 per insegnanti ed educatori. “L’obiettivo – spiega una nota – è stimolare la produzione di buone pratiche di media education nei vari ambiti educativi: scuola, territorio, adulti…”. La partecipazione è gratuita. La domanda per concorrere deve essere inviata entro il 7 luglio a med@unisal.it, con la scheda descrittiva del progetto. La cerimonia di premiazione si terrà il 15 luglio a Lucca, nell’ambito della Summer School del Med. Al vincitore del Premio la partecipazione senza spese all’edizione 2018 della Scuola estiva di media education. Il riconoscimento, aggiunge il Med, “serve anche a non dimenticare un grande pedagogista, che, tra le altre cose, è stato  socio fondatore dell’associazione voluta da don Roberto Giannatelli”. Info: www.mediaeducationmed.it.

Santa Sede: Obolo di San Pietro, il 25 e (a Roma) il 29 giugno la “colletta”

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 14:29

“Non amiamo a parole ma con i fatti”. “La carità è seminare speranza”. “È misericordioso quello che sa condividere e anche compatire i problemi delle altre persone”. “Le opere di misericordia sono quelle che ci tolgono dall’egoismo e ci fanno imitare Gesù più da vicino”. “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”. Sono alcune delle frasi pronunciate da Papa Francesco per spiegare ai fedeli la misericordia, la carità, la solidarietà, la speranza, la condivisione. Valori legati anche alla Giornata per la Carità del Papa, la tradizionale colletta dell’Obolo di San Pietro. Due – informa il competente ufficio della Santa Sede – gli appuntamenti dedicati alla raccolta delle offerte da parte dei fedeli per sostenere i più bisognosi in tutto il mondo. Il 25 giugno, la domenica più vicina alla solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, ci sarà la colletta in tutte le chiese. A Roma, come da tradizione, si svolgerà il 29 giugno,  in concomitanza con la festività dei Santi Patroni Pietro e Paolo.

 

Alcolismo: mons. Galantino (Cei), “dietro i numeri della dipendenza ci sono volti e storie da salvare”

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 14:25

Ha parlato a braccio, ricordando la vocazione della accoglienza di ciascun ospedale a ispirazione cattolica, mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, in occasione della presentazione, oggi, del percorso clinico per i pazienti con problemi di alcolismo, attivato al Policlinico Gemelli. “Dietro i numeri della dipendenza – ha affermato il segretario generale della Cei – ci sono volti e storie. Il più delle volte, sono volti sfigurati e storie di cui non si salverebbe nulla. Eppure realtà ospedaliere come la nostra si prendono cura di quei volti, perché credono che possano tornare a trasmettere messaggi”. “Voi – ha detto rivolto agli esperti del Policlinico – lavorate per restituire emozioni a un volto, a delle persone. Il messaggio forte che trasmettete va nella direzione contraria della società che produce scarti e se ne disfa se non corrispondono a canoni condivisi”. Riflettendo sul servizio, ha aggiunto, “ho capito che ha la particolarità di vedere uomini e donne di riconosciuto valore professionale che si mettono in gioco per l’accoglienza di pazienti con patologie alcol correlate”. In particolare, mons. Galantino ha sottolineato come il servizio rappresenti un valore aggiunto “perché – ha spiegato – esalta l’aspetto della gratuità, una scienza poco quotata nella borsa dei valori correnti, che non dovrebbe mai mancare in una struttura come il Gemelli. Abbiamo il senso della realtà, sappiamo cosa facciamo e soprattutto non abbiamo interessi fuori sacco. Il valore aggiunto può rendere migliore questa nobile struttura per imprimere una virata nelle nostre relazioni esterne. Quello che voi farete o state già facendo sicuramente rimetterà in piedi delle storie. Un impegno di questo genere aiuta a migliorare e a dare virate positive anche al Gemelli. Perché quando personale e struttura si trainano insieme per piegarsi sulle fragilità tanto complesse, allora relazioni a volte compromesse possono trovare soluzioni positive, a partire dal fatto che ci si è piegati insieme. Il piegarsi sulla carne di Cristo sicuramente asfalta le controversie pretenziose. Il paziente col volto sfigurato e con storie devastate ha bisogno di trovarsi in una struttura efficiente e ha bisogno di poter puntare su persone riconciliate fra loro”. “I pazienti e chi sta con loro – ha concluso – lo desiderano e lo raccontano all’esterno”.

Diocesi: Terni, quarta tappa della mostra itinerante “Venti volte San Martino” e convegno sul fenomeno migratorio a Terni

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 14:12

In occasione dell’inaugurazione, presso la parrocchia del Sacro Cuore Immacolato di Maria in Campomicciolo a Terni, della quarta tappa della mostra itinerante “Venti volte San Martino”, mostra documentaria delle opere segno della Caritas diocesana, stasera alle 18 si svolgerà il convegno sul tema: “Il fenomeno migratorio nella città di Terni. Una lunga storia di accoglienza”. Interverranno: Francesca Malafoglia, vice sindaco di Terni, Emanuele D’Amico, capo gabinetto della Prefettura di Terni, Sabrina Borghi, responsabile del servizio edilizia scolastica della Provincia di Terni, don Angelo D’Andrea, parroco del Cuore Immacolato di Maria. Modera Ideale Piantoni, direttore della Caritas diocesana di Terni. La mostra resterà aperta dal 20 al 26 giugno negli orari di apertura della chiesa e da giugno a dicembre sarà ospitata in altre 25 parrocchie della diocesi. Essa si articola in una decina di pannelli dedicati alle opere segno della Caritas con immagini e brevi testi esplicativi dell’attività svolta nei settori di principale intervento: emergenze territoriali e mensa “San Valentino”, carcere, Cittadella della solidarietà, agenzia formativa, Cresciamo insieme, immigrazione.

Alcolismo: mons. Galantino (Cei), “più che dire, il servizio attivato al Gemelli fa vedere che la comunità non emargina”

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 14:11

“Più che dire, dobbiamo far veder che c’è una comunità che non emargina ma investe nelle persone che hanno un problema di alcolismo. E penso che questo progetto del Gemelli si inserisca in questa direzione”. Lo ha detto mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, a margine della conferenza stampa di presentazione del percorso clinico assistenziale dedicato dal Policlinico Gemelli al paziente con patologia alcol correlata. “Non possiamo – ha continuato mons. Galantino – lasciare queste persone come scarti della società. C’è invece la necessità di rivederle con noi, rivederle commosse, attive. Tutto questo richiede grande impegno e professionalità”. “C’è bisogno – ha insistito – di aiutare queste persone per far loro ritrovare fiducia”. “Mi auguro – ha proseguito – che su queste patologie non si arrivi sempre in ritardo”. In particolare, il segretario generale della Cei ha toccato il fenomeno che riguarda i giovani: “Le alternative per loro ci sono, ma spesso non sono presentabili le persone che le propongono. Prima di dire che occorre offrire alternative ai giovani bisogna offrire un modello, mostrare che una vita migliore è possibile, una vita non necessariamente conflittuale è possibile. Una vita che non viaggia solo sul piano dell’arroganza è possibile. Prima impariamo noi adulti a fare questo”. Poi “i ragazzi – ha concluso – vedendoci sapranno che si può vivere senza ricorrere all’alcol e alla droga”.

Faci: mons. Caputo, “associazione che ha un carisma e una luce. Il centenario è occasione per sostenerla e rinnovarla”

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 14:01

“Un’associazione che ha un carisma e una luce”. Con queste parole l’arcivescovo Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei e delegato pontificio per il santuario mariano, ha definito la Faci, la Federazione tra le associazioni del clero in Italia che conta circa 10mila tesserati tra vescovi, preti e diaconi ai quali offre assistenza in campo giuridico, tributario e previdenziale, tecnico e architettonico. “Il centenario che oggi celebriamo è un’occasione per sostenere e rinnovare la Faci perché sia strumento che serva a creare maggiore comunione tra i sacerdoti così che possano vivere la loro missione, sostenuti anche nelle cose concrete di cui la Faci si occupa”, ha scandito mons. Caputo nel saluto rivolto ai partecipanti al Convegno organizzato al santuario mariano di Pompei, “luogo simbolo delle fede cristiana, a cui guardano milioni di fedeli che arrivano da tutto il mondo”, in occasione dell’anniversario di fondazione della Federazione.
“Oggi più che mai è importante camminare insieme per vivere l’essere accanto ad ogni sacerdote a livello morale, pastorale, giuridico, amministrativo, legale”, ha osservato don Francesco Scalmati, presidente della Faci, ricordando che “solo se siamo insieme riusciamo a camminare e ad essere propositivi all’interno della chiese particolari e dell’intera chiesa”. Non solo: “L’essere insieme ci aiuta a comprendere le varie problematiche e difficoltà che incontriamo e affrontarle meglio”, ha aggiunto il presidente della Federazione per il quale l’unità diventa anche sinonimo di rappresentatività. “Se siamo un buon numero – ha concluso – possiamo essere un punto di riferimento”.

Carceri: Milano, domani a San Vittore concerto il coro gospel della sezione femminile

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 13:55

La musica che salva, che rieduca, che va “oltre le mura”: domani, mercoledì 21 giugno presso la casa circondariale di San Vittore (Mi), si terrà un concerto molto speciale, che avrà come protagonista il coro gospel della sezione femminile del carcere milanese accompagnato dalla cantautrice Ylenia Lucisano e dal chitarrista Renato Caruso (ingresso ore 14.30 – inizio concerto ore 15.30). Il progetto del coro è stato avviato nel mese di marzo 2016, promosso da Auser regionale Lombardia in collaborazione con la Camera del Lavoro metropolitana di Milano e con il supporto di Yamaha Music Europe Branch Italy – che ha concesso una tastiera elettronica professionale – e di Auser Bergamo – la rete delle associazioni bergamasche di Auser, che ha effettuato una donazione a copertura delle spese vive dell’iniziativa.
Una decina le detenute attualmente nel gruppo vocale. “Le ragazze sono eccezionali – spiega Matteo Magistrali, uno dei responsabili artistici del progetto – studiano anche durante la settimana e hanno una velocità d’apprendimento impressionante. L’unico problema è il turn over, nel senso che il trasferimento da San Vittore ad altri istituti è frequente e dunque è nostro compito, oltre a regalare un po’ di serenità alle detenute, è mantenere sempre la stessa buona qualità di esecuzione dei brani nonostante la formazione corale non sia fissa. L’idea è sempre stata quella dell’educazione alla bellezza, alla cooperazione, al buonumore: sono tutti elementi che la piccola comunità del coro garantisce, ma soprattutto dissemina”.

Faci: mons. Marangoni, “c’è ancora da fare”, specialmente nel campo della “solidarietà tra preti”

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 13:50

A cento anni dalla sua istituzione, è importante e necessario “rilanciare la Faci come libera associazione che promuove la solidarietà tra sacerdoti”. Lo ha affermato mons. Antonio Marangoni, presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero di Vicenza, che ha ricordato come “nessuna organizzazione in Italia è così capillarmente presente sul territorio”. Intervenendo al Convegno organizzato a Pompei per celebrare il centenario della Federazione tra le associazioni del clero in Italia, mons. Marangoni ne ha ripercorso la storia evidenziando i traguardi raggiunti e le difficoltà a cui si è dovuto fare fronte negli anni, per poi individuare le prospettive per il futuro. “La Faci – ha rilevato – ha fatto da pioniere in tanti campi che poi la Chiesa ha fatto suoi e istituzionalizzato, ma c’è ancora da fare”. Anche oggi, in un contesto in cui “provvidenzialmente è stato creato l’Istituto centrale per il sostentamento del clero, un organismo della Cei nato per garantire un’assistenza dignitosa al clero, con un’attenzione per tutti i preti e non solo per quelli che hanno un beneficio”. Poiché infatti alcune delle funzioni assolte inizialmente dalla Faci sono ora appannaggio dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero, “ci si potrebbe chiedere se la Faci può servire ancora”, ha osservato mons. Marangoni per il quale invece la Federazione, “sempre in accordo con la Cei”, può continuare a dare il suo contributo. Resta, ha concluso, “largo spazio per la solidarietà tra i preti”.

Centri aiuto alla vita: Mpv, domani alla Camera presentazione dei dati ufficiali attività 2016

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 13:38

Domani, mercoledì 21 giugno, conferenza stampa a Roma, alla Camera, per la presentazione dei dati ufficiali delle attività 2016 svolte dai 349 Centri aiuto alla vita. Ad illustrare il dossier Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita italiano, Mario Sberna (gruppo ‘DeS-Cd’) e Giancarlo Blangiardo, ordinario di Demografia all’Università di Milano Bicocca. L’appuntamento è alle ore 13, nella Sala stampa della Camera, in via della Missione 4.
“Migliaia di bambini nati grazie al servizio offerto dai volontari in tutta Italia, ancor di più – sottolinea Gigli in una nota – le donne gestanti assistite durante il periodo della gravidanza attraverso un’opera di supporto economico, psicologico e morale. Nel compito di avvicinare le madri in difficoltà si affianca all’opera dei Cav il servizio di assistenza H24 di Sos Vita (800.813.000, www.sosvita.it), che nella sua articolazione telefonica e di web-chat, ascoltando le chiamate disorientate di giovani donne in difficoltà, riesce a indirizzarle nel Centro più vicino. Da non dimenticare, infine, le attività dei Cav per il sostegno alle donne devastate dal dramma esistenziale dell’aborto”.

Giornata mondiale rifugiato: don D’Andrea (Salesiani per il sociale), “in Italia manca la cultura della migrazione”

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 13:37

“In Italia manca la cultura della migrazione”. Ad esserne certo è don Giovanni D’Andrea, presidente della Federazione Salesiani per il sociale, a margine della conferenza stampa organizzata dal Cnos Centro nazionale opere salesiana in occasione della Giornata del rifugiato che si celebra oggi. “Nel dialogo con l’altro – ha aggiunto – metto in campo l’ascolto, rivedo la mia identità e la rafforzo”. Riguardo al dibattito in corso sulla cittadinanza da concedere ai figli di immigrati nati nel nostro Paese, don D’Andrea è ancora una volta sicuro: “È necessario costruire assieme una società multietnica e multireligiosa che ha secondo me più aspetti positivi che negativi. L’Italia è stata fatta da diverse migrazioni, non dimentichiamolo. È necessario poi riconoscere lo status di cittadino a chi compie un percorso regolare. Neghiamo la cittadinanza ai figli di genitori stranieri ma che in Italia lavorano e pagano le tasse”. La Federazione Salesiani per il sociale gestisce su tutto il territorio nazionale 31 case famiglia, suddivise in strutture di prima e seconda accoglienza di minori italiani e stranieri. “In quelle di prima accoglienza – ha spiegato don Giovanni D’Andrea – diamo ospitalità a rifugiati sbarcati nei porti. Per legge dovrebbero rimanere 90 giorni ma restano mesi. Nella seconda accoglienza i 200 ragazzi compiono un percorso di accompagnamento verso l’inclusione nella società. La maggior parte non vuole rimanere in Italia ma dirigersi nel Nord Europa”. Nella conferenza di oggi, il Centro dei Salesiani ha presentato alcune storie di ragazzi che hanno trovato un riscatto grazie ai percorsi attivati nelle strutture sia sul piano della formazione professionale sia di inclusione nella società tramite istruzione e conoscenza della lingua. “Non è un caso – ha concluso don D’Andrea – che il titolo della conferenza sia ‘Ero forestiero…’ ricalchi il versetto del Vangelo di Matteo ‘Ero forestiero e mi avete accolto'”.

Papa Francesco a Bozzolo: Vecchio (Fondazione Mazzolari), “emerge una sintonia di fondo tra don Primo e Bergoglio”

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 13:34

(Bozzolo) “Le tre immagini utilizzate dal Papa nel suo discorso di oggi – il fiume, la cascina, la pianura – rimandano alla vita quotidiana, al mondo che don Primo evocava di continuo”. Giorgio Vecchio, docente di Storia contemporanea all’Università di Parma, è presidente del Comitato scientifico della Fondazione Mazzolari. A proposito del discorso tenuto oggi da Papa Francesco durante la sua visita a Bozzolo, paese di cui Mazzolari fu a lungo parroco, afferma: “Vi sono diversi passaggi dai quali emerge una sintonia di fondo tra Mazzolari e Papa Francesco. Non a caso il discorso è ricco di citazioni mazzolariane, attraverso le quali il Papa imbastisce il suo intervento”. Un discorso che più volte si sofferma sulla figura sacerdotale… “Il passaggio in cui il Papa afferma che non si devono ‘massacrare’ le persone mi pare significativo”, dice Vecchio al Sir: sta a ricordare il rapporto tra fede e vita e il ruolo del laicato che emergerà soprattutto nel Concilio vaticano II, di cui Mazzolari è ritenuto un anticipatore. “E poi mi sembra importante quella idea, proposta di nuovo da Papa Francesco, di Chiesa in uscita, non autoreferenziale, come alcuni la vorrebbero”.
Durante la visita del Papa a Bozzolo si è avuto uno scambio di doni: il Pontefice ha portato alla parrocchia di San Pietro un calice; a Francesco è stata invece affidata una donazione per i poveri e alcuni libri di e su Mazzolari. Giorgio Vecchio e don Bruno Bignami hanno poi mostrato a Bergoglio materiali dell’Archivio Mazzolari: anzitutto uno scritto, tratto dal diario del giovane Primo, del 1907, in cui, a soli 17 anni, delinea come “dovrebbe essere il profilo di un prete moderno, non baciapile”, segnala Bignami. Inoltre sono stati mostrati al Papa un biglietto dell’allora patriarca di Venezia Roncalli, inviato a Mazzolari con un giudizio positivo su un suo scritto; una pagina del diario in cui Mazzolari racconta l’udienza del 5 febbraio 1959, con Giovanni XXIII; infine un discorso rivolto da Mazzolari ai neo parlamentari della Democrazia cristiana, del 1948, in cui li invita a servire la gente e a essere “grandi come la povertà che rappresentate”.

Disabili in ospedale: Pessina (bioeticista), “ragionare sulla domanda del ‘chi è l’uomo’”

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 13:20

Le persone con disabilità “non hanno bisogni speciali, ma hanno le esigenze di tutti: poter accedere ai servizi sanitari, potersi muovere e orientare nelle stanze, poter comprendere quello che si fa su di loro e con loro: ciò che è speciale è soltanto il modo con cui rispondere a queste esigenze”, ossia adeguare i nostri mezzi di comunicazione, i nostri edifici, le nostre prassi quotidiane. Ne è convinto Adriano Pessina, docente di filosofia morale all’Università cattolica del Sacro cuore e direttore del Centro di Ateneo bioetica. “Quello che siamo è un dono – sostiene in un’intervista al Sir – ma anche un debito sociale e culturale”, e la questione, prima che di natura medica e di organizzazione sanitaria è di natura antropologica. “Occorre discutere e ragionare sulla domanda del ‘chi è l’uomo’ – ammonisce Pessina – e non possiamo ignorare che anche in sanità aleggia il fantasma delle ‘vite non degne di essere vissute’, espressione che sta diventando criterio di discriminazioni di non poco conto nei confronti di chi si trovi a vivere malattie o disabilità e che può aprire scenari di abbandono terapeutico”. Nessuno può arrogarsi il diritto di decidere se una vita sia degna o meno e “tutti i processi di cura e di assistenza devono essere governati non soltanto dalla competenza scientifica e dall’abilità terapeutica, ma dalla precomprensione del valore della persona umana in tutte le sue concrete e transitorie condizioni di vita e salute”. Sul terreno di “questo umanesimo della fragilità e della giustizia si costruisce il significato stesso della medicina”.

Disabili in ospedale: Pessina (bioeticista), “barriere mentali” prima causa di quelle “ambientali”

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 13:16

“La disabilità appartiene alla condizione umana e può riguardare in ogni momento ognuno di noi, eppure noi costruiamo la nostra società, i nostri sistemi sanitari, le nostre pratiche politiche e culturali sulla base di quel modello individualista che abbiamo assimilato e succhiato dalla potenza ideologica del liberalismo radicale”. Ad affermarlo in un’intervista al Sir è Adriano Pessina, docente di filosofia morale all’Università cattolica del Sacro cuore e direttore del Centro di Ateneo bioetica. In Italia quasi due strutture sanitarie su tre non hanno un percorso prioritario per i pazienti con disabilità che devono fruire di prestazioni ospedaliere. Oltre il 78% degli ospedali non prevede spazi adatti di assistenza per le persone con disabilità intellettiva, motoria e sensoriale. Per loro, l’attesa al pronto soccorso, un esame invasivo, la degenza in reparto, si trasformano in un vero e proprio ostacolo se non addirittura in un incubo. Non usa mezzi termini Pessina: in base al pregiudizio legato al modello individualista, “le persone che non godono di autonomia, le cui capacità mentali possono essere più o meno adeguate rispetto agli standard della ‘società della prestazione'”, di fatto “non esistono”: i loro diritti “possono essere riconosciuti solo quando i diritti dell’ipotetico cittadino ‘fantasma’ sono stati pienamente realizzati”. Persone di “serie B”, considerate un costo e un peso “mentre per fare operazioni intelligenti basterebbero poche risorse”. A condizione che cadano “le nostre barriere mentali” prima causa delle “barriere ambientali”.

 

Giornata mondiale rifugiato: Ue, urgenti “un accordo sulla riforma del sistema comune europeo di asilo” e definizione di “percorsi legali e sicuri” di ingresso

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 13:10

“Poche generazioni fa, molti di noi europei erano rifugiati con lo stesso desiderio umano di fuggire dal conflitto e dalla violenza, ma anche di ricostruire le nostre vite e cercare un futuro più sicuro nella libertà”. Lo ricordano Frans Timmermans, primo vicepresidente dell’Ue, Federica Mogherini, alto rappresentante per gli affari esteri, il commissario per le migrazioni Dimitris Avramopoulos e altri commissari europei, in una dichiarazione per la giornata mondiale del rifugiato che ricorda oggi “65 milioni di vite” e “storie di verse” nel mondo, di fronte alle quali l’Ue è molto presente. L’Ue è il principale donatore mondiale di aiuti in numerosi progetti e paesi diversi. Costanti anche gli sforzi dell’Ue per “salvare migliaia di vite ogni mese” lungo le rotte migratorie e poi l’accoglienza dei più di 700mila richiedenti asilo arrivati nell’Ue nel 2016. Resta però urgente “un accordo sulla riforma del sistema comune europeo di asilo” e la definizione di “percorsi legali e sicuri” di ingresso. Se 16.400 persone bisognose di protezione internazionale sono già state accolte, l’impegno è di accoglierne 22.504 entro il settembre 2017: l’auspicio è che gli stati membri portino avanti “in modo ambizioso” e solidale il quadro Ue per i reinsediamenti per “dare non solo un riparo, ma soprattutto una possibilità di futuro a chi ne ha più bisogno”, consapevoli che “è un dovere morale ed è anche il miglior investimento che possiamo fare nella nostra sicurezza e stabilità”.

Charlie Gard: Corte europea diritti uomo, “garantire terapie” fino a pronunciamento definitivo

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 13:02

Ancora una volta la Corte europea dei diritti dell’uomo ha prorogato la “misura provvisoria” invitando il governo del Regno Unito “a garantire che a Charlie Gard, il bimbo che soffre di una malattia genetica rara, siano somministrati i trattamenti e l’assistenza medica opportuni per assicurare che soffra il meno possibile e conservi tutta la dignità possibile nel mantenerlo in vita”. È la terza volta che la Corte adotta questa misura nell’attesa di arrivare a un pronunciamento sul caso che vede i genitori del piccolo di dieci mesi contestare la decisione dei medici del Grand Ormond Hospital di Londra di sospendere le terapie a Charlie, cosa che lo porterebbe alla morte. La Corte, nella serata di ieri, ha anche reso noto che, “alla luce delle eccezionali circostanze”, a questo caso è stata riconosciuta la “priorità” e quindi verrà affrontata “con la massima urgenza”, anche se non è ancora stato reso noto il calendario delle sedute in cui verrà discusso il ricorso. La Corte suprema del Regno Unito, che in nome dell’”interesse superiore del bambino” e alla luce dei gravi e irreversibili danni cerebrali subiti da Charlie aveva dato ragione ai medici che volevano interrompere la respirazione artificiale, ieri si è di nuovo riunita per una breve udienza e “con grande esitazione” ha accolto le indicazioni dei giudici della Corte di Strasburgo limitandole però a “per un periodo di tre settimane”, cioè fino alla mezzanotte del 10 luglio prossimo. I giudici di Londra invitano “rispettosamente i colleghi della Corte europea a fare tutto il possibile per affrontare il ricorso entro tale data” e aggiungono: “Saremmo in grave difficoltà se si chiedesse di agire ancora più a lungo contro l’interesse superiore di Charlie, ordinando un prolungamento ulteriore della sua sopravvivenza”.

Papa a Barbiana: gli ex allievi di don Milani, “quello che lui diceva cinquant’anni fa oggi è condiviso” dal Pontefice

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 12:43

“Don Lorenzo oggi è contento di vedere che la Chiesa lo accoglie: quello che lui diceva cinquant’anni fa oggi è condiviso dal Papa”. Agostino Burberi è uno degli ex allievi che frequentavano la scuola di Barbiana creata da don Milani. “Siamo qui in 71, tra gli ex allievi di Barbiana e quelli di Calenzano, la prima parrocchia di don Lorenzo. Per noi oggi è una grande festa”, dice al Sir. Anche Nevio Santini, che ha frequentato la scuola dal 1961 al 1966, esprime la sua gioia: “Don Lorenzo avrebbe fatto i salti mortali per accogliere il Papa quassù, ci teneva all’approvazione della Chiesa e ogni volta che veniva un prete o una persona di Chiesa era accolta con grandi festeggiamenti. La giornata di oggi dimostra che la Chiesa ha i suoi tempi, ma arriva. Forse ci voleva un Papa come Francesco. Quando ho sentito le sue parole, nel videomessaggio su don Lorenzo, ho capito che i tempi erano maturi”. Qualcuno gli chiede se questa visita è un miracolo: “Il vero miracolo – risponde – lo ha fatto il Signore quando ha fatto in modo che don Lorenzo arrivasse quassù, per fare quello che ha fatto”.

Papa a Barbiana: i sacerdoti compagni di don Milani, “non ha mai distinto l’essere cristiano, prete ed educatore”

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 12:29

“È una cosa meravigliosa, il Papa oggi valorizza il lavoro dei preti, di due preti che sono stati tra la gente come don Mazzolari e don Milani”. Don Aroldo Carotti, 92 anni, è uno dei preti che hanno frequentato il seminario con don Milani. A Barbiana era già salito diverse volte, anche a piedi con i ragazzi della sua parrocchia durante un campo estivo. Ma oggi è un giorno speciale, rivela al Sir: “Non avrei mai immaginato, in quegli anni difficili, che quassù sarebbe venuto il Papa”. Don Silvano Nistri, 91 anni, oltre a condividere il seminario con don Milani è stato viceparroco in un paese vicino a Calenzano, nei primi anni di sacerdozio di don Lorenzo; e su don Milani ha scritto articoli e saggi. “Aveva un livello culturale altissimo, forse troppo alto per la Chiesa fiorentina di allora. La sua convinzione circa il valore della parola era un aspetto importante, un’idea che ci ha lasciato”. Don Silvano era quassù nel giorno del funerale di don Milani: “C’era il vescovo ausiliare di Firenze, ma fu deciso che a presiedere la celebrazione fosse don Cesare Mazzoni, che aveva condiviso con lui tante scelte. Non era ancora entrata in vigore la riforma liturgica, ma anticipammo i tempi e celebrammo la Messa in italiano. Che il Papa venisse a Barbiana allora era impensabile”. “Non ha mai distinto l’essere cristiano, l’essere prete, l’essere educatore: per lui erano una cosa sola” aggiunge mons. Corso Guicciardini, presidente dell’Opera Madonnina del Grappa. “Quando gli mandavo su i ragazzi dell’Opera – ricorda – mi diceva: bene, ma stai attento perché quassù si divertono, c’è il rischio che non vogliano più tornare in città”.

Papa Francesco a Bozzolo: don Bignami (postulatore), “la Chiesa guarda a don Primo come a un modello di prete”

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 12:27

(Bozzolo) “Sono stato colpito dallo stretto legame tra gesti e parole del Papa. E poi il lungo silenzio sulla tomba di don Primo. Infine il discorso, complesso, che ha colto diverse dinamiche del ministero di don Primo”. Don Bruno Bignami è presidente della Fondazione Don Primo Mazzolari di Bozzolo e postulatore della causa di beatificazione. Commentando la visita del Papa di questa mattina, dice: “Mi pare centrale, nelle parole pronunciate dal Papa, il lungo passaggio sulla Chiesa in uscita, quindi la sottolineatura sui poveri”, soggetto centrale nella vita e nella testimonianza cristiana di don Mazzolari. Bignami aggiunge: “Papa Francesco ha fatto emergere la gradualità” con la quale occorre vivere nella comunità cristiana, a partire “da quel richiamo ai preti a non ‘massacrare’ i laici, la propria gente”. Una ulteriore sottolineatura riguarda l’immagine, già utilizzata in passato, del “pastore che sa stare, all’occorrenza, davanti, in mezzo o dietro al popolo. Questo a dirci che il ministero sacerdotale non è nulla di preconfezionato”; prevede semmai di “calarsi nella realtà della Chiesa e della propria comunità; occorre capire come posizionarsi nella realtà del mondo per poter evangelizzare”. Lei è postulatore della causa e per il 18 settembre è annunciata l’apertura del processo diocesano: un commento? “Si tratta di un momento importante” per la memoria e la diffusione del messaggio di Mazzolari. “Il fatto stesso che il Papa sia venuto a Bozzolo è segno che la Chiesa tutta guarda a don Primo come a un modello di prete”.

Papa a Barbiana: il nipote di don Milani, “ha sempre obbedito alla Chiesa, con creatività e ironia”

Agensir.it - Tue, 2017-06-20 12:14

“La giornata di oggi fa molto piacere a noi familiari. Le cose della Chiesa non ci competono, ma ci dispiacque vedere don Lorenzo trattato male dalla Chiesa che lui amava, e ci fa piacere vedere che Papa Francesco ha su di lui una posizione chiara”. Andrea Milani Comparetti è il nipote di don Milani (figlio del fratello Adriano), ed è a Barbiana con gli altri parenti. Questa visita è stata una bella sorpresa: “Don Lorenzo ha sempre obbedito alla Chiesa, anche se lo ha fatto con creatività e ironia, come era nel suo carattere”. Andrea Milani racconta al Sir anche un aneddoto: “Quando scendeva a Firenze veniva a trovarci e ci diceva: avete ancora il riscaldamento in casa? Noi a Barbiana abbiamo un bel fuoco. Era il suo modo per insegnarci, con ironia, che eravamo privilegiati”.

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