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Mons. Romero: card. Chávez (ausiliare San Salvador), “seppe rispondere alla storia”. “Popolo chiede dono della pace”

Agensir.it - Fri, 2017-08-11 10:58

“La Chiesa deve sempre dialogare con il mondo e ascoltare prima, per poter rispondere. È questo che caratterizzava mons. Romero come mons. Rivera: seppero rispondere nel loro momento alla storia”. Lo afferma il card. Gregorio Rosa Chávez, vescovo ausiliare di San Salvador, in un articolo pubblicato da “L’Osservatore Romano” che verrà inserito anche sul numero monografico speciale dell’edizione in spagnolo del quotidiano dedicato a Óscar Arnulfo Romero. “L’occasione – scrive Chávez – è propizia per affermare che siamo in debito con Rivera. Non è giusto che dimentichiamo la sua testimonianza e non soltanto per la sua instancabile lotta per portare il Paese alla pace, ma per essere il fedele continuatore dell’eredità di Romero”. “Un altro debito aperto – aggiunge – lo abbiamo nei confronti di mons. Luis Chávez y González. Egli fu l’architetto della Chiesa che stiamo vivendo. Annunciò che questa Chiesa si dichiarava ‘in stato di concilio’, vale a dire che assumeva in anticipo ciò che questa assemblea avrebbe dato alla Chiesa”. Per il cardinale, “Chávez, Romero e Rivera sono tre colonne sulle quali poggia la nostra Chiesa arcidiocesana”. Richiamando le parole che Papa Francesco disse ai giovani a Rio de Janeiro, il cardinale osserva che “oggi ci sono molti giovani impegnati con la Chiesa, con molto entusiasmo, con grande creatività. Però manca una cosa: non li stiamo preparando a cambiare la storia”. Per Chávez, “noi che siamo alla guida e abbiamo più esperienza in questa Chiesa” dobbiamo “preparare la generazione che viene a cambiare la storia che tanto ci sta facendo soffrire”. “Le celebrazioni di quest’anno – aggiunge – hanno avuto come tema il centenario della nascita di mons. Romero e la natura martiriale della nostra Chiesa”.
“Siamo una Chiesa di martiri”, rileva, riconoscendo che “ci risulta facile applicare questo qualificativo quando parliamo di Romero, dei sacerdoti assassinati e delle quattro donne statunitensi ai quali fu tolta la vita nel dicembre 1980”. “Tuttavia – prosegue il cardinale – abbiamo un debito che dobbiamo cominciare a saldare quanto prima: siamo obbligati per gratitudine a Dio e per amore della verità a riscattare la memoria di cento martiri anonimi, la maggior parte dei quali sono umili contadini e contadine”. In un Paese in cui “si continua a chiamare martiri coloro che impugnarono le armi e morirono seguendo un ideale” e “il termine continua a essere scomodo per buona parte della popolazione salvadoregna”, Chávez ribadisce che “per noi martire significa testimone”. Il cardinale ricorda poi che “migliaia di uomini e donne di ogni età e condizione sociale venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 di questo mese” si metteranno in marcia per ricordare “per la prima volta nella nostra storia il cammino di Romero”. Secondo Chávez, “un popolo che si mette in cammino, con fede, in profonda preghiera, chiedendo l’intercessione del beato Romero per ottenere il dono tanto ambito della pace, è un popolo che non sarà vinto. È invincibile”.

Mons. Romero: Vian (“L’Osservatore Romano”), “venne scelto da Paolo VI come arcivescovo di San Salvador per la sua posizione moderata”

Agensir.it - Fri, 2017-08-11 10:41

“Nel giorno dell’Assunta ricorre il centenario della nascita di uno dei cristiani più conosciuti del nostro tempo, Óscar Romero. L’arcivescovo di San Salvador venne assassinato nel 1980 a 63 anni mentre diceva messa, per aver denunciato l’ingiustizia e la violenza che flagellavano il piccolo Paese centroamericano: prese di posizione chiare in nome del Vangelo”. È quanto ricorda il direttore de “L’Osservatore Romano”, Giovanni Maria Vian, in un editoriale pubblicato sull’ultimo numero del quotidiano parlando del rapporto del vescovo salvadoregno con i Papi. In particolare con Paolo VI. Romero da “giovane chierico era stato a Roma, dove aveva studiato alla Gregoriana”. “Sarà proprio questa formazione romana a permettergli di seguire un ventennio più tardi – osserva Vian – la stagione conciliare con fiducia nel magistero. E appunto la visione aperta di Papa Montini, che guida con coraggio e sapienza il Vaticano II, è quella che il prete salvadoregno inizia ad accogliere”. Nel 1965 Romero scriveva che “meglio è vivere oggi più che mai quel classico assioma ‘sentire con la Chiesa’ che concretamente significa attaccamento alla gerarchia”. “Proprio l’espressione ‘Sentir con la Iglesia’, di matrice ignaziana – commenta il direttore – sarà scelta 5 anni più tardi dal nuovo ausiliare di San Salvador come suo motto episcopale”. “Vescovo in un Paese crudelmente oppresso dalle oligarchie e dai militari, preoccupato per le tendenze politiche che si manifestano nella teologia della liberazione, progressivamente arriva a condividerne il concetto della centralità dei poveri, che nel 1968 era stato ribadito dalla conferenza di Medellín a cui aveva preso parte Paolo VI”, ricorda.
“Proprio un documento di Montini, l’Evangelii nuntiandi, più volte ricordato con ammirazione dal suo attuale successore, incoraggia mons. Romero – prosegue – che per la sua posizione moderata viene scelto come arcivescovo di San Salvador, mentre la situazione si fa sempre più difficile e la violenza repressiva aumenta”. “La prima omelia dell’arcivescovo è per un amico fraterno, il gesuita Rutilio Grande, assassinato dagli squadroni della morte con Manuel Solórzano e Nelson Rutilio Lemus mentre andava a celebrare per la novena di san Giuseppe”, aggiunge Vian. “Pochi giorni dopo Romero viaggia a Roma per cercare il sostegno che non ha più dal nunzio, e il Papa lo riceve subito”. In quell’incontro, scrisse Romero nel suo diario, Paolo VI gli disse: “so bene che non tutti la pensano come lei; è difficile, nelle circostanze del suo Paese, avere tale unanimità di pensiero; ma vada avanti con coraggio, pazienza, forza, speranza”. “Un mese e mezzo più tardi Montini si spegneva. Meno di due anni dopo Romero veniva ucciso”, conclude Vian.

Diritto d’asilo: decreto Minniti, dietrofront del Ministero su notifiche atti tramite operatori centri

Agensir.it - Fri, 2017-08-11 10:27

Agli operatori dei centri d’accoglienza per migranti – tra cui molti parroci e Caritas diocesane – non verrà più trasferito il ruolo di “pubblici ufficiali” nella notifica degli atti e provvedimenti relativi alle richieste d’asilo, una novità prevista dal decreto Minniti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale. Dopo le proteste delle associazioni coinvolte, è arrivata in questi giorni a tutti gli enti interessati una circolare della Commissione nazionale per diritto d’asilo-ministero dell’Interno riguardante la “notificazione degli atti e dei provvedimenti delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e della Commissione nazionale per il diritto di asilo” da attuarsi a decorrere dal 17 agosto 2017, secondo le disposizioni del decreto legge n. 13/2017, convertito in legge n. 46/2017. “L’esigenza di effettuare ulteriori approfondimenti, anche di carattere tecnico-organizzativo – si legge nella nota -, ha indotto il Sig. Ministro a  disporre la sospensione – sino a nuovo avviso – dell’attuazione delle cennate nuove  procedure “. “Nelle more, gli  atti ed i provvedimenti adottati dalle Commissioni territoriali e da codesta Commissione nazionale – precisa il ministero dell’Interno – continueranno ad essere notificati secondo le previgenti disposizioni”.

 

Immigrazione: mons. Pennisi (Monreale), “salvare vite umane” e “contrastare i mercanti di morte”

Agensir.it - Fri, 2017-08-11 10:15

“Salvare vite umane” e “contrastare i mercanti di morte”. Concorda con il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, nella sua riflessione sulle parole pronunciate ieri dal presidente Cei a Perugia durante l’omelia per la festa di san Lorenzo. Un’omelia, osserva Pennisi, che “ha coniugato accoglienza e responsabilità, solidarietà e rispetto delle giuste leggi”. “Sulla stessa linea osserva – si muovono il magistero di Papa Francesco e la Santa Sede”. Per l’arcivescovo di Monreale, “non si può alimentare una guerra fra poveri, ma impegnarsi per il rispetto della dignità di ogni essere umano. La tragedia delle migrazioni nel Mediterraneo scaturisce dalla violazione di un diritto primario dell’uomo di vivere in pace nella propria patria”. Pertanto “chiudere le porte all’immigrazione senza impegnarsi per la rimozione delle cause è una grossa ingiustizia”. “Spetta alle autorità politiche e militari – scandisce Pennisi – contrastare i mercanti di morte, che impunemente solcano il ‘mare nostrum'”; spetta “alle organizzazioni umanitarie non governative salvare il maggior numero di vite umane senza rendersi complici dei trafficanti di carne umana”.
Il Mediterraneo “deve essere presidiato per tutelare le persone che non hanno altre vie di fuga in attesa di soluzioni nuove come l’organizzazione di corridori umanitari e di accordi migliori con la Libia nelle cui prigioni, come mi hanno confermato alcuni migranti che ho incontrato, sono presenti violenze di ogni genere e soprusi terribili”. I migranti devono essere salvati “anche dallo sfruttamento”, ma il peso dell’immigrazione non può “gravare esclusivamente sull’Italia”. Per Pennisi, Ue e Onu “devono farsi carico del problema delle migrazioni, che non si esaurirà nel breve periodo”.

Salvador: centenario della nascita di mons. Romero. Inizia oggi un pellegrinaggio a piedi di tre giorni

Agensir.it - Fri, 2017-08-11 09:59

Giungono al momento culminante nel Salvador le iniziative promosse per celebrare il centenario della nascita del beato vescovo martire Oscar Arnulfo Romero, che sarà festeggiato il 15 agosto. Inizia oggi, venerdì 11 agosto, di buon’ora (alle 5 del mattino), l’iniziativa “In cammino con Romero”, un pellegrinaggio a piedi che si protrarrà fino a domenica, portando i partecipanti dal luogo del martirio (la cattedrale di San Salvador) al luogo natale di mons. Romero (Ciudad Barrios). Il primo atto del pellegrinaggio, che avrà come slogan “Camminando fino alla culla del profeta”, sarà una celebrazione eucaristica in cattedrale presieduta dall’arcivescovo di San Salvador, mons. José Luis Escobar Alas. Le soste serali del pellegrinaggio saranno a San Vicente e Chapeltique.
In tutto, il pellegrinaggio sarà di 157 chilometri: 98 saranno percorsi a piedi dai partecipanti, gli altri in bus. Tra gli iscritti anche il neocardinale José Gregorio Rosa Chávez, vescovo ausiliare di San Salvador e già segretario di mons. Romero. Durante le pause del pellegrinaggio saranno organizzati nelle varie località dei brevi momenti di preghiera.
Dopo il pellegrinaggio, tre messe solenni saranno celebrate il 12 agosto alle ore 10 a Santa Ana, il 13 agosto alle 10 a Ciudad Barrios e, infine, il 15 agosto nella cattedrale di San Salvador. La celebrazione per li centenario della nascita di mons. Romero sarà presieduta dall’inviato del Papa, il cardinale Ricardo Ezzati, arcivescovo di Santiago del Cile.

Raidue: “Sulla via di Damasco”, sabato 12 agosto puntata sull’Assunzione di Maria

Agensir.it - Fri, 2017-08-11 09:41

Sarà dedicata alla Vergine Maria Assunta in cielo, la puntata di “Sulla via di Damasco”, in onda sabato 12 agosto, alle 9.25 su Rai Due. Il programma, firmato da mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti, alla vigilia della solennità dell’Assunzione si aprirà con la riflessione del card. Angelo Comastri “sul significato – si legge in una nota – di uno dei dogmi di fede più recenti della Chiesa cattolica, un’esortazione a inseguire la vera bellezza dello spirito ed uscire dalla prigione dell’egoismo e della materialità”. “Maria testimone delle potenzialità del nostro corpo – prosegue – capace di trasformare il mondo e di annunciare Dio, ‘assunta alla gloria celeste – così Papa Pio XII, nella bolla pontificia del 1° novembre 1950 – in anima e corpo’, per avere incarnato nella sua vita il Verbo”. Il programma con un viaggio fra i luoghi della devozione e della spiritualità mariana: prima a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore per contemplare la Madonna Salus Populi Romani, icona bizantina tra le più amate dal popolo romano, molto cara anche a Papa Francesco; poi a Randazzo, in provincia di Catania, nella Basilica di Santa Maria Assunta, dove è custodita un’icona antichissima della Vergine, “legata alla leggenda – continua la nota – di un pastorello che la ritrovò con una fiammella lasciata accesa dai fedeli in fuga al tempo delle persecuzioni”. Da Catania al Santuario della Madonna dello Scoglio (Rc), “un faro di spiritualità e meta per migliaia di fedeli, la cui storia s’intreccia profondamente con l’apparizione della Madonna a fratel Cosimo”. In chiusura, verranno ricordati i 100 anni dalla prima apparizione a Fatima, “da quel 1917, in piena guerra, alle profezie della pace nel pieno di una ‘terza guerra mondiale a pezzi’”.

Diocesi: Cuneo, da domenica 25 giovani in Sicilia per conoscere le realtà di prima accoglienza dei migranti

Agensir.it - Fri, 2017-08-11 09:20

Grazie al progetto “Con i miei occhi”, nato dalla sinergia tra l’area giovani della Caritas e la pastorale giovanile della diocesi di Cuneo, da domenica 13 agosto 25 giovani partiranno per la Sicilia per conoscere le realtà di prima accoglienza dei migranti che operano sul territorio. Ne dà notizia il settimanale diocesano cuneese “La Guida” nell’ultimo numero. “Per 10 giorni – si legge sul giornale – i giovani saranno ospiti delle Caritas di Ragusa e di Noto dove avranno l’opportunità di conoscere le realtà di prima e seconda accoglienza: da come avviene uno sbarco all’identificazione negli hotspot e ai servizi di integrazione. In particolare a Pozzallo, potranno assistere alle operazioni”. I giovani visiteranno anche il Cara (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Mineo. “Vedere con i nostri occhi – dice don Carlo Occelli, direttore del Servizio diocesano di pastorale giovanile – quello che accade. Un conto è parlare di migranti, altro è incrociare degli occhi che raccontano delle storie”. “Un’opportunità – per Michele Ottenga, responsabile dell’area giovani della Caritas diocesana – per conoscere storie, incontrare persone in cammino, capire meglio il fenomeno migratorio e le dinamiche dell’accoglienza. Lo scopo del progetto è di tornare per cercare di sensibilizzare il territorio su questo importante tema”. Sarà possibile seguire il diario del viaggio sulla pagina Facebook “Caritas Cuneo area giovani”.

Diocesi: Mazara del Vallo, al via il 23 agosto il Festino di San Vito con l’omaggio a chi è morto in mare

Agensir.it - Fri, 2017-08-11 09:00

Al via nel pomeriggio di mercoledì 23 agosto il Festino di San Vito, patrono di Mazara del Vallo, che prevede il tradizionale omaggio a chi è morto in mare. La festa in città comincerà alle 18.30 con l’annuncio da piazza della Repubblica. Nella notte tra mercoledì e giovedì, alle 3.30, sarà il momento della processione col trasporto del simulacro del Santo dalla chiesa di San Vito in Urbe alla chiesa di San Vito a Mare. Al termine, il vescovo, mons. Domenico Mogavero, benedirà le reliquie e pronuncerà il suo discorso. Alle 9, presiederà una celebrazione eucaristica proprio nella chiesa di San Vito a Mare. In serata, alle 19.30, per le vie della città si snoderà il corteo storico con la partecipazione de “I Santoni” de “A Giunta” di Barrafranca, della Corte del Granconte Ruggero, di una rappresentanza scenica della Compagnia di Gesù, dell’associazione Marinai d’Italia, dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. Parteciperanno anche i Tamburi di Aspra, il Senato sei-settecento di Mazara del Vallo, i rappresentanti dei quattro Quartieri Storici della Città e del gruppo della “Taranta”. Sabato, alle 19, la Messa solenne sarà celebrata dal vescovo in cattedrale. Domenica, alle 17,30, comincerà dalla cattedrale la processione che prevede l’imbarco del simulacro di San Vito. Nel corso della traversata, sarà deposta in mare una corona di fiori per chi ha perso la vita in acqua. Al rientro, i giochi pirotecnici concluderanno i festeggiamenti.

Avvenire: la prima pagina di domani 11 agosto. Bassetti con i profughi e contro l’illegalità, minaccia Corea del Nord, morte di suor Pfau

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 19:30

“Bassetti: coi profughi e contro l’illeaglità” è il titolo di apertura di “Avvenire” di domani dedicato al messaggio del cardinale presidente della Cei sul tema del salvataggio e dell’accoglienza dei migranti via mare. Collegate anche le notizie della chiusura dello spazio alle navi delle Ong annunciato dalla Marina libica e, in Italia, la sospensione decisa dal Viminale della norma del decreto Minniti che di fatto “trasformava” i sacerdoti e responsabili dell’accoglienza in pubblici ufficiali che dovevano comunicare l’accoglimento o meno. Di taglio le notizie sulle minacce della Nordcorea e il reportage da Gaza “piegata” dopo 10 anni di potere politico di Hamas. Un titolo richiama poi la morte di suor Pfau, la “Madre Teresa” del Pakistan che ha contribuito a eradicare la lebbra dal Paese asiatico. L’editoriale, a firma di Giuseppe Savagnone, è dedicato invece al dibattito sulla scuola superiore a 4 anni.

Alluvione Rossano e Corigliano: Molinaro (Coldiretti Calabria), dopo due anni “niente risarcimenti agli agricoltori e lavori in netto ritardo”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 19:00

A due anni dal violento nubifragio che si abbatté sulla costa ionica cosentina nei Comuni di Rossano e Corigliano , “purtroppo il bilancio è comunque negativo: risarcimenti agli agricoltori non ci sono stati e i lavori sono in netto ritardo e proseguono con tempi da lumaca. A subirne le conseguenze sono i cittadini e le attività economiche con danni a centinaia e centinaia di aziende agricole”. È quanto denuncia il presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, nell’imminenza del secondo anniversario dell’evento calamitoso che il 12 agosto 2015 “nel cuore della stagione turistica, inflisse una dura prova all’economia e alla vivibilità di un intero territorio”. “L’esondazione, come un missile, del torrente maggiormente incriminato, il Citrea, causò molti danni e purtroppo amaramente”, ricorda Molinaro. Per il presidente della Coldiretti Calabria, oggi “gli agricoltori soffrono e aspettano nonostante siano stati svolti i sopralluoghi, accertati i danni e gli uffici agricoli di zona abbiano effettuato le relazioni e gli adempimenti conseguenti trasmessi alla Regione”. “È evidente – accusa Molinaro – che il baricentro delle decisioni fa acqua e tra l’altro non premia chi con abnegazione, fin dalla prima ora, mise a disposizione uomini e mezzi come il Consorzio di bonifica di Trebisacce che ha speso ben 150mila euro dei consorziati”. “Oggi è la notte di san Lorenzo e, com’è prassi, si esprime un desiderio affinchè esso si possa realizzare. Ci saranno questa notte – conclude Molinaro – molti calabresi che visti gli innumerevoli ritardi in ambiti e settori differenti, esprimeranno un desiderio sulla Giunta regionale”.

Nigeria: Wfp, “governo dona 5.000 tonnellate di riso per sfamare mezzo milione di sfollati”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 18:53

L’agenzia Onu World food programme (Wfp o Pam) ha accolto con favore una donazione di 5.000 tonnellate di riso dal governo della Nigeria. La donazione aiuterà a sfamare circa mezzo milione di sfollati nel nord-est del Paese colpito dal conflitto, dove perdura la minaccia della carestia.  Il Wfp ha già iniziato ad usare nelle proprie operazioni una prima parte del riso donato mentre si aspettano ulteriori 2.000 tonnellate di miglio promesse dalle autorità nigeriane. Dal lancio delle sue operazioni, lo scorso anno, il Wfp ha ampliato l’offerta di cibo, nutrizione e contante per raggiungere oltre un milione di persone al mese. Superate le difficoltà di finanziamento, il Wfp prevede di assistere 1,36 milioni di persone nel corso dell’attuale stagione di magra prima del raccolto, il periodo in cui si soffre maggiormente la fame. Gli Stati Uniti, nell’ambito della loro donazione di 100 milioni di dollari alla risposta d’emergenza del Wfp, copriranno i costi associati per far arrivare il riso donato agli sfollati negli stati maggiormente colpiti di Adamawa, Borno e Yobe. La crisi della Nigeria si è estesa oltre i suoi confini, con milioni di persone nell’ampia zona del Bacino del Lago Chad che non sanno se domani mangeranno. Gli esperti mettono in guardia che, senza una sufficiente e tempestiva assistenza umanitaria, il nord-est della Nigeria rischia di precipitare nella carestia.

Migranti: Cosenza, ospiti della comunità san Martino lunedì si sono mobilitati per aiutare i cittadini in difficoltà a causa di un incendio

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 18:31

Una quindicina di migranti ospiti della comunità di accoglienza san Martino, nel centro storico cosentino, lunedì scorso si sono mobilitati per aiutare i cittadini di Cosenza in difficoltà a causa di un incendio che ha messo a rischio persone e abitazioni. “I migranti – fa sapere il Centro di servizio per il volontariato di Cosenza – si sono mobilitati, insieme agli operatori presenti, con mezzi di fortuna e sfidando le fiamme”. Sono giovani migranti – provenienti da Nigeria, Afghanistan e da altri Paesi – giunti in Calabria a bordo di barconi, rischiando la vita per attraversare il mare. “Sono i giovani migranti che abitano i nostri quartieri e le nostre periferie, per molti invisibili e temuti, da altri accolti”, scrive il Csv cosentino. “I ragazzi accolti in comunità – scrive Gianni Romeo, presidente della cooperativa sociale ‘La Terra’ che gestisce la struttura, attiva in città dal 1979 – hanno dato una bella prova di solidarietà e operosità, contribuendo a spegnere l’incendio. Molti i residenti che hanno avuto espressioni di apprezzamento e di elogio, nonché testimonianze di affetto e di ringraziamento anche sui social. È segno che siamo tutti sulla stessa barca e che, superando i pregiudizi e rispettandoci a vicenda, possiamo costruire una società più umana, integrata e solidale e soprattutto darci una mano nei momenti di bisogno”.
“Credo che quando si lavora in un’ottica di buona accoglienza e integrazione – evidenzia Pino Fabiano, direttore Migrantes della diocesi di Cosenza-Bisignano -, certi atteggiamenti di reciprocità e disponibilità da parte dei migranti siano il segno evidente della costruzione di una comunità fondata sul dialogo e sull’inclusione sociale. Una bella pagina e un bel segnale a quanti ancora oggi continuano a percepire l’immigrazione come un pericolo e non come un’opportunità di crescita per le nostre comunità”.
La comunità di san Martino si trova ai piedi del Castello Svevo di Cosenza e, in collaborazione con la Prefettura, ospita 15 giovani migranti coinvolgendoli in diverse attività, artigianali e agricole, e facendo loro seguire un corso di lingua italiana.

Stati vegetativi: “Gli amici di Luca”, il 7 ottobre la IX Giornata dei risvegli per la ricerca sul coma

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 18:30

Sensibilizzare l’opinione pubblica sui bisogni delle persone uscite dal coma e fare rete con altri Paesi europei. È l’obiettivo della diciannovesima edizione della “Giornata nazionale dei risvegli per la ricerca sul coma – Vale la pena” promossa il prossimo 7 ottobre  dall’associazione “Gli amici di Luca” con molti patrocini istituzionali. Alessandro Bergonzoni, storico testimonial dell’associazione, sarà sugli schermi delle tv con la nuova campagna di comunicazione patrocinata da Fondazione Pubblicità Progresso. Tema di questa edizione 2017, “Essere o essere”. Quest’anno si celebra anche la terza Giornata europea dei risvegli che, come già nel 2016, si svolgerà attraverso azioni congiunte tra i Paesi aderenti (Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Portogallo e Spagna) grazie al coinvolgimento di associazioni, enti, università e centri di ricerca impegnati in “Lucas – Links united for coma awakenings through sport”, un progetto di riabilitazione e integrazione attraverso lo sport co-finanziato dall’Ue, di cui è capofila la società Futura con partner il Csi (Centro sportivo italiano). “Le persone con esiti di coma e stato vegetativo hanno percorsi di cura complessi, non ancora standardizzati, e per questo ancora a rischio di forte emarginazione”, dice Fulvio De Nigris, direttore del Centro studi per la ricerca sul coma e fondatore dell’associazione insieme con Maria Vaccari, presidente della onlus e mamma di Luca. “La prospettiva è creare un’alleanza internazionale intorno a queste persone, a partire da un modello tutto italiano che vede insieme professionisti della sanità, operatori non sanitari, familiari e volontari”. Info sul sito .

Ong e migranti: Rossini (Acli), “salvare una vita umana è sempre una priorità”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 18:03

“Salvare una vita umana è sempre una priorità”. Così il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini interviene nel dibattito su migranti e salvaguardia delle vite umane che nell’ultimo periodo occupa le prime pagine dei giornali. “Su questo tema non ci debbono essere divisioni”, afferma Rossini. “La cultura dell’accoglienza e dell’incontro si contrappone a quella dell’indifferenza e dello scarto”. Il presidente delle Acli invita a non “dimenticare che quello che stiamo vivendo è un evento storico di portata enorme che implica collaborazioni tra i Paesi coinvolti, il rispetto dei necessari accordi tra gli Stati e negli Stati, ispirati ad un’etica della responsabilità”. “Non vorremmo – aggiunge Antonio Russo, responsabile welfare delle Acli – che nella polemica su Ong e migranti si aggiungesse altra confusione”. “Penso, per esempio, alla storia relativa all’indagine che ha coinvolto padre Mosè Zerai”, spiega. “Siamo al fianco dal punto di vista umano al sacerdote eritreo, tra i candidati al Nobel per la pace nel 2015. Allo stesso modo – prosegue – abbiamo fiducia nell’operato della magistratura trapanese”. “Sulla questione migranti – continua Russo – siamo al fianco di chi salva vite umane. Sono ormai anni che le Acli sostengono l’apertura di corridoi umanitari in mare”. “Condanniamo, allo stesso momento, le modalità di rinvio dei richiedenti asilo in Libia. Significa rispedirli verso la morte o, se sono fortunati, nelle mani dei trafficanti di uomini”, conclude Russo.

Argentina: Conferenza episcopale, prossima assemblea plenaria 6-11 novembre con rinnovo cariche

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 18:00

Si sono conclusi ieri a Buenos Aires i lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale argentina (Cea), in preparazione alla prossima assemblea plenaria che si terrà dal 6 all’11 novembre ed eleggerà le nuove cariche per il periodo 2017-2020. I vescovi hanno infatti ringraziato il presidente della Cea, monsignor José Maria Arancedo, per il suo ruolo svolto negli ultimi sei anni, “in spirito di apertura e dialogo all’interno della Chiesa e verso il resto della società”. Durante il Consiglio permanente è stato approvato il “Documento di Aparecida” che indica le priorità pastorali per i prossimi 10 anni. I vescovi hanno deciso di unirsi alla celebrazione della Giornata mondiale dei poveri indetta per la prima volta da Papa Francesco il prossimo 19 novembre. Saranno preparati dei materiali per accompagnare la Giornata. Il vescovo di Catamarca, mons. Luis Urbanc, ha proposto di dichiarare un Anno nazionale mariano e organizzare un congresso mariano nel 2020, in occasione del 400° anniversario delle apparizioni della Vergine del Valle a Catamarca. Il vescovo di Rio Gallegos, mons. Miguel Ángel D’Annibale, ha parlato delle celebrazioni per commemorare il 500° anniversario della prima messa in Argentina, avvenuta a Puerto San Julian (Santa Cruz) il 1 Aprile 1520.

Cristiani perseguitati: mons. Tardelli (Pistoia), “sono i nostri fratelli migliori”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 17:49

Ancora oggi “c’è chi paga un duro prezzo per il fatto di essere semplicemente cristiano, seguace di un Dio che si è definito amore. Sono tantissimi, questi fratelli perseguitati per la fede: non dimentichiamoli, sono i nostri fratelli migliori”. Lo ha affermato questa mattina il vescovo di Pistoia, mons. Fausto Tardelli, presiedendo nella cattedrale di Grosseto il pontificale per il patrono san Lorenzo concelebrato con il vescovo locale, mons. Rodolfo Cetoloni, e numerosi sacerdoti diocesani. “Lasciamoci scomodare dalla testimonianza di san Lorenzo. Ognuno può fare già molto, diventando sempre più sensibile alle necessità degli altri e facendo bene il proprio dovere nella società”. Questa la consegna di mons. Tardelli nell’omelia incentrata sul martirio del giovane diacono Lorenzo. La testimonianza fino all’effusione del sangue è, per i cristiani, “una storia antica ma tremendamente attuale – ha osservato Tardelli – perché anche oggi si è uccisi per Cristo”. “Allora come oggi – ha proseguito – i cristiani sono perseguitati perché il cristiano autentico invita ad un modo diverso di vivere, è necessariamente alternativo ai criteri di vita che vanno per la maggiore”. Mons. Cetoloni, che oggi ricordava anche i quattro anni dal suo insediamento come vescovo di Grosseto, al termine della messa ha voluto esprimere la sua gratitudine a tutti, sottolineando il valore della fede come “motore di ogni scelta di bene”.

Migranti: Naso (Fcei), “il problema non sono le Ong ma la forza dei ‘push factor'”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 17:46

“Il problema non sono le Ong né la loro prossimità alle acque territoriali libiche: la tragedia di oggi è la forza dei ‘push factors’ che spingono centinaia di migliaia di persone a rischiare la vita pur di sfuggire alla disperazione della guerra, delle violenze e della fame”. Lo ricorda in un editoriale sull’agenzia Nev, Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope, il programma rifugiati e migranti della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. “Se qualcuno di questo mondo che è espressione di una società civile che non si accontenta dei dibattiti impegnati ha avuto un qualche rapporto con i trafficanti è giusto che venga isolato e giudicato, anche con severità – afferma Naso -: non si può collaborare con chi programma lo sfruttamento brutale di centinaia di milioni di persone ogni anno, ricorrendo a violenze, stupri e ricatti”. Ma la realtà complessiva delle Ong, sottolinea, “è un’altra cosa e il semplice dato dei salvataggi in mare, per altro sempre coordinati dalla Guardia costiera, racconta una storia del tutto diversa da quella contrabbandata in questi giorni: secondo fonti della Guardia Costiera nel 2016 le Ong hanno recuperato complessivamente 46.796 migranti, più del doppio di quanti ne avevano soccorsi l’anno precedente (20.063). E nei primi 4 mesi del 2017 hanno salvato 12.646 persone, il 35% del totale”. “Oscurare questo dato è politicamente strumentale ma soprattutto moralmente ingiusto”, afferma. “È giusto porsi il problema di fermare o ridurre i flussi migratori ‘a monte’ – dice Naso, dopo una analisi sulla situazione libica e sugli accordi con l’Italia – ma la strada non può essere quella di chi oggi vuole respingere i migranti in Libia e magari domani vorrà creare un muro lungo la riva sud del Mediterraneo”. “Un’enorme area geografica che va dalla Siria alla Guinea – ricorda – ha bisogno di stabilizzazione politica e di aiuti economici per la ricostruzione o lo sviluppo. Ed è questo che l’Europa potrà e dovrà fare con quel famoso ‘piano Marshall per l’Africa’ di cui si parla da troppo tempo in sede Ue, senza che però nulla accada”. A suo avviso “Aiutiamoli anche a casa loro” ha un senso: “Ma alla scorciatoia facilona e irrealistica invocata da qualcuno, dobbiamo aggiungere un ‘anche’ essenziale e irrinunciabile, perché le migrazioni globali non si fermano con la facilità con cui si rilascia una dichiarazione ai giornali. Ma soprattutto mettiamoci in testa che ‘aiutarli anche a casa loro’ non può significare scaricare il barile sulla sponda sud del Mediterraneo ma, al contrario, implica nuovi, onerosi impegni”.

 

Migranti: Sant’Egidio, a Catania kermesse sociale e sportiva con migliaia di giovani italiani e stranieri. Domani veglia di preghiera

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 17:27

Si sta svolgendo in questi giorni al lido Azzurro di Catania la “Tre giorni senza frontiere”, kermesse sociale e sportiva che coinvolge mille migranti e giovani italiani da tutta Italia. Giunta alla quarta edizione, la manifestazione è promossa dalla Comunità di Sant’Egidio in Sicilia per favorire l’integrazione tra italiani e migranti “nuovi europei”, a partire dalla memoria del naufragio del 10 agosto 2013, quando sulla spiaggia di Catania vennero rinvenuti i corpi di sei egiziani. Africani, asiatici ed europei, cristiani e musulmani si sfideranno in squadre, rigorosamente miste, con giochi sulla spiaggia e in acqua, e daranno vita a una grande caccia al tesoro tra le vie di Catania. Domani alle 19, prima della chiusura della manifestazione, presso la Cattedrale, si terrà “Morire di speranza”, una veglia di preghiera in cui verranno ricordati i nomi e le storie dei migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo.

+++Venezuela: i vescovi, “trattamento crudele e disumano nelle carceri, si fermi la persecuzione”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 17:00

“Si fermi la caccia alle streghe contro i cittadini che la pensano diversamente dal regime”: lo chiede oggi con forza la Commissione Giustizia e pace della Conferenza episcopale venezuelana in una nota firmata dal presidente mons. Roberto Luckert León e da padre Saúl Ron Braasch, vicario generale della stessa Commissione. I vescovi del Venezuela denunciano “i tanti oltraggi” soprattutto in merito alla situazione dei prigionieri politici e dei criminali comuni. Ascoltando le denunce delle famiglie e dell’Osservatorio sulle carceri venezuelane, i vescovi puntano il dito contro il “trattamento crudele e disumano durante le detenzioni”, la “mancanza di igiene”, “di medicinali e cure mediche”, “di assistenza legale” e “l’alimentazione precaria”. I vescovi denunciano “il mancato rispetto del giusto processo”, “il divieto di visita ai familiari”, tutti “diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela in vigore”. Chiedono perciò al governo e al potere legislativo di “rispettare questi diritti”. La Commissione episcopale implora “la fine delle persecuzioni e delle torture fisiche e psicologiche” contro questi cittadini. Invita inoltre “tutti i cattolici e gli uomini e le donne di buona volontà, a pregare non solo per coloro che soffrono ma anche per chi viola questi diritti umani”. I vescovi chiedono ai cittadini di “denunciare pubblicamente i funzionari che violano i diritti umani” e di ristabilire lo Stato di diritto. “Chiediamo la giustizia”, concludono. 

Commercio estero: Coldiretti, con +10,9% record storico italian food. “Stop a pirateria alimentare”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 16:58

È record storico per il Made in Italy alimentare all’estero con una crescita del 10,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio estero nei primi sei mesi del 2017 dopo che nel 2016 l’agroalimentare aveva raggiunto il massimo storico di 38,4 miliardi. Quasi due terzi delle esportazioni agroalimentari interessano i Paesi dell’Ue ma gli Stati Uniti – sottolinea Coldiretti – sono di gran lunga il principale mercato dell’italian food fuori dai confini dall’Unione, e il terzo in termini generali dopo Germania e Francia e prima della Gran Bretagna. Il prodotto agroalimentare italiano più esportato all’estero è il vino seguito dall’ortofrutta fresca. L’andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare – secondo Coldiretti – con la realtà nazionale. “All’estero – avverte Coldiretti – sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre”. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati i formaggi a denominazione di origine Dop a partire dal parmigiano reggiano e grana padano, i salumi più prestigiosi dal Parma al San Daniele, gli extravergini di oliva e le conserve.
A preoccupare Coldiretti sono gli effetti del Trattato di libero scambio con il Canada (Ceta) in corso di ratifica in Italia in cui “per la prima volta nella storia l’Ue – spiega l’associazione – si legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy”, accordando esplicitamente “il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali”. Un accordo che colpisce anche il formaggio italiano piu’ esportato nel mondo, il parmigiano reggiano, che potrà essere liberamente prodotto e commercializzato dal Canada con la traduzione di Parmesan.

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