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Seconda Guerra mondiale: Mattarella consegna a mons. De Donatis medaglia alla memoria per don Rey che sostenne i perseguitati durante il conflitto

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 10:00

“Con eroico coraggio e incurante dei gravissimi rischi personali, aiutò la lotta clandestina e, con generoso slancio pastorale, sostenne coloro che cercavano scampo dalle violenze e dalle crudeltà delle forze occupanti”. Con queste motivazioni il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito la medaglia d’oro al merito civile alla memoria di don Gioacchino Rey, parroco di Santa Maria del Buon Consiglio, nel quartiere Quadraro di Roma, e figura storica durante l’occupazione tedesca della Seconda Guerra mondiale. L’onorificenza sarà consegnata dal capo dello Stato al vicario del Papa per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, nel corso di una cerimonia che avrà luogo al Quirinale giovedì 12 ottobre alle 12. Don Gioacchino Rey diventa così il terzo sacerdote della diocesi di Roma a ricevere il riconoscimento e gli onori della Repubblica per le azioni di resistenza e di soccorso ai perseguitati, dopo don Giuseppe Morosini e don Pietro Pappagallo. Il presidente Mattarella ha inoltre ricordato che don Gioacchino Rey “durante il feroce rastrellamento di centinaia di uomini del quartiere effettuato dalle truppe naziste, dopo essersi offerto al nemico come ostaggio al posto dei suoi parrocchiani, con la propria encomiabile e instancabile opera riuscì a far liberare ostaggi e a fornire sostegno e conforto ai perseguitati e alle loro famiglie, consentendo anche di ricostruire l’identità dei deportati e di preservare la memoria delle persone coinvolte”. La proposta di conferire l’onorificenza al sacerdote originario di Lenola, in provincia di Latina, era stata formalizzata da Francesco Paolo Tronca quando era commissario straordinario di Roma Capitale, su richiesta dell’Associazione nazionale reduci dalla prigionia (Anrp). Don Rey aveva ricevuto in vita una medaglia di bronzo al valor militare per le azioni compiute in soccorso dei feriti durante la prima guerra mondiale, ma non riuscì mai a veder tornare i deportati perché morì in un incidente stradale a Roma, il 13 dicembre del 1944.

Special Olympics: Roma, Luca Lotti e Giovanni Malagò in campo il 13 ottobre per promuovere lo sport unificato

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 09:40

Si terrà venerdì 13 ottobre a Roma (Pio XI Sport Center, via Santa Maria Mediatrice 22, ore 16.30) un’amichevole di calcio a 5 per promuovere lo sport unificato di Special Olympics, attraverso il quale atleti con e senza disabilità intellettive giocano insieme nella stessa squadra, in favore dell’inclusione sociale. L’iniziativa è promossa dal ministro dello Sport, Luca Lotti, e dal presidente del Coni, Giovanni Malagò capitani delle due squadre dell’Unified Match, che segnerà idealmente il calcio d’inizio dello Unified Football Tournament, torneo di calcio a 5 unificato che, dal 13 al 15 ottobre, grazie al supporto dei Knights of Columbus, vedrà la partecipazione di Team Special Olympics provenienti da 9 Paesi europei: Francia, Lituania, Polonia, Ungheria, Spagna, Portogallo, Belgio e Romania. L’Italia sarà rappresentata da 4 team, provenienti da Lazio, Piemonte, Sardegna e Lombardia; gli atleti Special Olympics in totale saranno 120, ogni squadra sarà composta da 9 giocatori, 5 atleti e 4 partner, atleti senza disabilità intellettive, per un’età compresa tra i 18 ed i 30 anni. La cerimonia di apertura, prevista per lo stesso giorno, si svolgerà seguendo il protocollo olimpico, con l’accensione del tripode, la sfilata di tutti i partecipanti, la lettura del giuramento e la proclamazione dell’apertura ufficiale del torneo, con le finali in programma per domenica 15 ottobre a partire dalle 10.

Terrorismo: mons. Antoniazzi (Tunisia), “timori per rischio indottrinamento nelle carceri”

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 09:34

“I foreign fighters non escono dalle carceri con la stessa facilità degli altri però la domanda è: si esce migliori dalla prigione o più indottrinati di prima? Basta vedere in Europa come molti si siano radicalizzati in carcere”. A parlare in una intervista al Sir, commentando l’arresto in Italia del fratello dell’attentatore di Marsiglia, di nazionalità tunisina, è mons. Ilario Antoniazzi, arcivescovo di Tunisi, che racconta di un recente “condono” da parte del presidente della Tunisia “che ha aperto le porte delle carceri” a chi aveva scontato la pena per furto o spaccio. “Ci si domanda se queste persone siano rimaste qui o siano partite verso l’Italia – dice -. È gente che ha già scontato la pena. Ma ci si chiede in che condizioni queste persone siano uscite dal carcere”. Dopo la chiusura della frontiera libica in seguito agli accordi tra Italia e Libia la Chiesa tunisina sta monitorando la situazione, riscontrando un aumento di migranti dalla Libia e la riapertura della “rotta tunisina”: “Guardiamo con un po’ di tremore a cosa sta succedendo. Certo ne arrivano di più. Non sappiamo se sia un inizio oppure un fenomeno provvisorio, però stiamo in allerta”. In Tunisia la piccola comunità cattolica è composta soprattutto da africani sub-sahariani. “Tuttora ci sono persone che vengono a chiedere la benedizione per partire “, racconta l’arcivescovo. Ma “piuttosto che fare campi per i migranti in Libia” a suo avviso servirebbe “una grande campagna per dire che l’Europa non è più un paradiso terrestre e che tentare il viaggio è un grande rischio”. “In molti Paesi africani – conclude mons. Antoniazzi – c’è moltissima ignoranza in materia, non sanno cosa succede una volta arrivati in Europa. Pensano che ci sia lavoro invece la realtà è molto differente. Tanti per partire vendono terreni e case e una volta partiti non tornano più perché è un disonore. Preferiscono rischiare la vita piuttosto che rientrare da persone sconfitte e umiliate”.

Migranti: mons. Antoniazzi (Tunisi), “scappano dalla Libia, riaperta la rotta tunisina”

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 09:32

“Stiamo tornando al tempo di Lampedusa e delle prime carrette del mare: una volta arrivavano in Tunisia per andare in Libia ora ricominciano a partire da qui”. È preoccupato mons. Ilario Antoniazzi, arcivescovo di Tunisi, dopo aver appreso la notizia della nave della marina militare tunisina che ha speronato un barcone con 70 migranti, provocando un naufragio con decine di morti. “È vero, si sta riaprendo la rotta tunisina verso l’Italia – dice in un’intervista al Sir -. E ultimamente ne arrivano sempre di più. Questo per noi è un campanello d’allarme”. “Gli accordi con la Libia sono forse una bella cosa per l’Italia ma non per i migranti che sono lì – precisa l’arcivescovo -. Sono diminuiti gli sbarchi in Italia ma i migranti in Libia sono aumentati: lì hanno scoperto anche campi profughi clandestini, dove i migranti non vengono trattati come persone umane. È naturale, allora, che il posto più sicuro da cui provare a partire sia la Tunisia. E ultimamente ne arrivano sempre di più”. “Una volta – prosegue -, arrivavano in Tunisia nel sud Sahara per andare in Libia, poi tramite i trafficanti cercavano di imbarcarsi verso l’Europa. Adesso è il contrario: scappano dalla Libia e vengono in Tunisia perché sanno che con gli accordi attuali è molto difficile andare in Italia. Ma io dubito che questi trafficanti con cui l’Italia ha fatto accordi siano persone molto affidabili”. Mons. Antoniazzi, che sta monitorando la situazione, spiega che “non c’è un posto fisso per le partenze, può essere nella zona di Sfax o in tanti altri piccoli porti. Stanno lì un po’ di tempo per lavorare poi si mettono d’accordo con i pescatori, che si fanno pagare, e partono. È difficile distinguere tra un pescatore e chi vuol venire in Italia”.

Sport e integrazione: Università europea di Roma, giovedì 19 ottobre proiezione del film “Crazy for football” con un gruppo di pazienti psichiatrici

Agensir.it - Tue, 2017-10-10 09:21

Giovedì 19 ottobre, alle 19, all’Università europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190), si terrà la proiezione del film “Crazy for football”, vincitore del David di Donatello 2017 come migliore docu-film. L’ingresso è libero. Il film, diretto da Volfango De Biasi, è sul tema del calcio. “È la storia di un gruppo di pazienti psichiatrici di diversi dipartimenti di salute mentale d’Italia. Il loro sogno è quello di partecipare ai Mondiali in Giappone, a Osaka – si legge in una nota -. I pazienti affronteranno diverse sfide sul campo. Nel loro percorso saranno accompagnati dallo psichiatra Santo Rullo, coordinati da Enrico Zanchini (allenatore) e dall’ex pugile Vincenzo Cantatore (preparatore atletico). L’obiettivo, per ognuno, sarà quello di riuscire ad entrare nella rosa dei 12 giocatori che parteciperanno al ritiro e, poi, al Campionato mondiale di calcio per pazienti psichiatrici”. Alla proiezione del film nell’Università europea di Roma saranno presenti lo psichiatra Santo Rullo, Francesco Trento, coautore del libro “Crazy for football”, Giovanni De Cesare e la calciatrice Debora Novellino in rappresentanza del Programma “Allenarsi per il futuro” promosso da Bosch Spa e Randstad.

Notizie Sir del giorno: Papa Francesco in collegamento con stazione spaziale, sciopero Ilva, migranti, processo Fondazione Bambino Gesù, pena di morte

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 19:30

Papa Francesco: il 16 ottobre alla Fao, il 17 collegamento con l’equipaggio della stazione navale internazionale

Lunedì 16 ottobre, alle 9, il Papa si recherà presso la sede della Fao di Roma, in occasione della Celebrazione ufficiale della Giornata Mondiale dell’Alimentazione. A darne notizia è la Sala Stampa della Santa Sede, con un comunicato in cui si informa inoltre che giovedì 26 ottobre, alle ore 17, dall’Auletta dell’Aula Paolo VI, Francesco si collegherà con l’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale. (clicca qui)

Sciopero Ilva: arcivescovo di Taranto, “vicinanza ai lavoratori”. “La città, per troppo tempo divisa, faccia sentire la propria voce”

“Vicino ai lavoratori”. L’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, ribadisce al Sir di essere accanto ai lavoratori di Ilva, oggi in sciopero dopo l’annuncio di migliaia di esuberi, più di 3000 solo a Taranto, da parte di Am InvestCo. “Sono preoccupanti le notizie che mi giungono in merito al passaggio di proprietà di Ilva, faccio mie le ansie dei lavoratori e della città tutta”, afferma. “Il momento richiede fermezza nel perseguire innanzitutto la salvaguardia del lavoro, della salute e dell’ambiente, così come abbiamo ripetuto ogni qual volta ne abbiamo avuto occasione – sottolinea Santoro -. Se da un lato le dichiarazioni dei ministri ci invitano alla fiducia, faccio mia la voce dei tarantini che non possono accontentarsi di rassicurazioni generiche: al Governo chiediamo impegni sottoscritti con le parti che garantiscano la piena occupazione e il rispetto dei diritti acquisiti degli operai. Attendiamo, pertanto, rassicurazioni ufficiali. Lo stesso dicasi per il calendario delle prescrizioni ambientali”. (clicca qui)

Siria: p. Girgis (Damasco), “esortate i siriani a tornare a casa. Sono il futuro del loro Paese”

“Damasco è abbastanza tranquilla: soltanto a Jobar, un distretto nel centro della città, l’Esercito sta ancora combattendo un gruppo dell’Isis. Qui ci sono due conventi con due frati che rischiano la vita ogni giorno. Anche la zona di Aleppo sta rinascendo dalle macerie. Ringraziamo il Signore perché stiamo uscendo dal tunnel e la luce è vicina. Camminiamo per strada senza paura che cadano i razzi, abbiamo elettricità e acqua tutto il giorno, il prezzo del gasolio è destinato a diminuire e il Governo dice che aiuterà la popolazione: sono alcuni dei motivi che ci spronano a guardare al futuro con ottimismo. In più, tante persone che hanno lasciato il Paese vogliono rientrare e anche questo ci dà coraggio e gioia. Certo, non sarà facile per loro: quando sono partiti, hanno venduto tutto, però la speranza di vivere come prima della guerra abbatte ogni ostacolo”. Padre Raimondo Girgis, francescano, superiore del Memoriale di San Paolo e vicario generale a Damasco, spiega così, al Sir, la situazione nella capitale della Siria durante la sua visita a Crema, in occasione della mostra allestita nella chiesa di san Bernardino e dedicata agli 800 anni della presenza francescana in Terra Santa. (clicca qui)

Minori stranieri: padre Baggio (Santa Sede), “assicurarsi che i ragazzi siano sempre protetti da ogni forma di abuso”

“La linea tra la migrazione e il traffico di esseri umani a volte può farsi molto sottile. È necessario avviare azioni comuni e coordinate nei Paesi di origine, di transito e di destinazione per assicurare che i minori migranti siano sempre protetti da ogni forma di abuso. Oltre allo scambio di informazioni, la cooperazione tra le organizzazioni e le istituzioni, sia religiose sia civili, deve declinarsi nella costruzione di reti transnazionali di protezione e assistenza”. Lo ha detto questa mattina padre Fabio Baggio, sottosegretario della sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, in occasione della presentazione nella sede romana dell’Università Cattolica del progetto “Resilienza assistita. Buone pratiche nazionali e internazionali d’accoglienza di minori non accompagnati”. (clicca qui)

Processo in Vaticano: chiesti tre anni per Giuseppe Profiti, sabato la sentenza

L’interrogatorio di Mariella Enoc, ultima teste, e la requisitoria del Promotore di Giustizia, Roberto Zannotti, sono stati al centro dell’ottava udienza del processo in Vaticano per la distrazione di fondi della Fondazione Bambino Gesù. La prossima udienza – ha riferito il “pool” di giornalisti ammessi al processo, durante il briefing svoltosi oggi in sala stampa vaticana – si svolgerà sabato prossimo, 14 ottobre, e sarà destinata alle arringhe, alle eventuali repliche e alle dichiarazioni spontanee: poi la Camera di consiglio e la lettura del dispositivo della sentenza. La richiesta del Promotore di Giustizia, per Giuseppe Profiti, ex presidente della Fondazione Bambino Gesù, sulla base dell’articolo 168 del Codice penale modificato dalla legge 9/2013, è di tre anni di reclusione, più l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e 5mila euro multa. Il reato contestato è peculato “per distrazione e non per appropriazione”, e quindi di uso illecito di denaro pubblico. (clicca qui)

Pena di morte: Ue e Consiglio d’Europa, “incompatibile con la dignità umana”. Moratoria mondiale

“Ferma e inequivocabile” è l’“opposizione alla pena capitale, sempre e comunque” espressa da Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa, in una dichiarazione congiunta in occasione della Giornata internazionale contro la pena di morte. “Incompatibile con la dignità umana”, è un “atto disumano e degradante”, senza “alcun effetto deterrente accertato e rende irreversibili e fatali gli errori giudiziari”, si legge nel testo. Questa pratica è stata “messa al bando in tutti gli Stati membri dell’Ue e del Consiglio”, ad eccezione della Bielorussia, che nella dichiarazione è esortata a “introdurre una moratoria quale passo decisivo per l’avvicinamento del Paese alle norme giuridiche paneuropee”. (clicca qui)

Jean Rochefort: Giraldi (Cnvf), “attore di grande classe”. “Ha reso importanti i film a cui ha preso parte”

Si è spento a Parigi oggi, lunedì 9 ottobre, all’età di 87 anni l’attore francese Jean Rochefort, nato nella capitale il 29 aprile 1930. Interprete versatile, che ha saputo muoversi con professionalità e disinvoltura tra cinema, film tv e fiction in generale, Jean Rochefort inizia a girare i primi film sul finire degli anni Cinquanta, ma si impone con autorevolezza a partire dagli anni Sessanta. Ha lavorato con i più importanti registi d’oltralpe. “Una grande sensibilità – sottolinea Massimo Giraldi, presidente della Commissione nazionale valutazione film della Cei – ha sempre contraddistinto la sua carriera. Rochefort, con il suo modo di abitare lo schermo, lascia una firma chiara nella storia del cinema francese ed europeo”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 10 ottobre. Il futuro dell’Ilva, equiparazione scuole paritarie per bandi europei, tragedia migranti

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 19:29

È il nodo del lavoro nella trattativa sul futuro dell’Ilva a guadagnarsi il titolo che apre la prima pagina di “Avvenire” nell’edizione di martedì 10 ottobre. Nella questione che coinvolge il futuro di migliaia di dipendenti del polo siderurgico c’è infatti assai più del confronto tra la nuova proprietà e sindacati, con il governo a tentare una complicata mediazione: il modello per lo sviluppo del Paese trova nella vicenda che si è improvvisamente riaccesa un banco di prova che merita di essere monitorato e seguito con la massima attenzione. Singolare l’intreccio di questi fatti con l’assegnazione del Nobel per l’economia a Richard Thaler, teorico dei “limiti” dell’agire e del decidere economico, governati anche da criteri sui quali l’economista Vittorio Pelligra invita a riflettere nel suo editoriale. Una lezione per ricordare che l’economia non deve far perdere di vista il “fattore umano”, che torna prepotentemente sulla scena con la nuova tragedia della migrazione nel Mediterraneo nel misterioso speronamento di un barcone di profughi da parte di una nave militare tunisina al largo di Malta, notizia cui va il titolo a metà pagina accanto a un altro tema sociale di cruciale importanza come quello della scuola: la fotonotizia della prima pagina di Avvenire informa sulla sospirata equiparazione delle scuole paritarie italiane a quelle statali per la partecipazione ai bandi europei, sanando un’iniquità che fu denunciata proprio da Avvenire. Di rilievo, infine, anche l’approfondimento sulla grande preghiera di un milione di polacchi sabato scorso per invocare la pace (straordinaria iniziativa nella quale sono entrate peraltro anche rivendicazioni meno consone a una mobilitazione spirituale) e la riflessione di Luciano Moia su ciò che il Papa ha detto nei giorni scorsi alla Pontificia Accademia per la Vita in relazione alla pretesa “neutralista” dell’ideologia gender.

Cristiani perseguitati: Acs, 13 ottobre a Milano presentazione “Perseguitati e dimenticati”, rapporto sui cristiani oppressi

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 19:22

“Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui Cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017”: è il titolo del rapporto sulla persecuzione anticristiana presentato da Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) il 13 ottobre a Milano (ore 11), presso il Palazzo della Regione Lombardia. Lo studio, si legge in un comunicato diffuso oggi da Acs, prende in esame 13 Paesi in cui le negazioni alla libertà di fede dei cristiani sono più efferate e sottolinea come la situazione dei cristiani sia peggiorata dal 2015 a causa di violenze e oppressione. Il dato è particolarmente significativo considerato il peggioramento già registrato nella precedente edizione del rapporto. Dall’indagine, basata sulle ricerche sul campo effettuate da Acs nelle aree maggiormente interessate dalla persecuzione, emerge come anche tra il 2015 e il 2017 i cristiani siano stati vittime del fondamentalismo, del nazionalismo religioso, di regimi totalitari e non ultimo di violenze direttamente o indirettamente finanziate dall’Occidente, nonché dell’incapacità dei governi occidentali di porre un freno al genocidio in atto in Medio Oriente e non solo. “Oggi – scrivono nella prefazione Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro, rispettivamente presidente e direttore di Acs-Italia – vaste aree del mondo subiscono l’azione di due aggressivi ceppi virali, l’ideologia di alcuni Stati e gli estremismi di matrice politico-religiosa, entrambi contrari all’autentica libertà religiosa. Con il nuovo Rapporto Acs intende informare e coinvolgere chi vorrà pacificamente schierarsi contro il dilagare del virus della persecuzione anticristiana”. Alla presentazione interverranno, oltre a Mantovano e a Monteduro, Ibrahim Isaac Sidrak, Patriarca della Chiesa copto-cattolica in Egitto, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e l’assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Giunta regionale della Lombardia, Cristina Cappellini.

Pastorale della salute: don Angelelli (Cei), “la malattia sconvolge e ci impone una nuova percezione di noi stessi nonché delle modalità relazionali”

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 19:07

(da Assisi) Nella nostra società la malattia viene percepita come un errore di sistema: “Quando si manifesta una malattia scopriamo la fragilità del nostro corpo, ma anche la fragilità della nostra mente, nel nostro ecosistema, della nostra morale. È un evento imprevisto: un errore di sistema. Entra nella mia vita un fattore non programmato, un bug che limita la mia piena capacità relazionale, a volte in maniera temporanea o, peggio, permanente. A volte è progressiva”: è l’analisi che fa del rapporto tra giovani e sofferenza don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della Salute che ha aperto oggi il convegno “#Giovani, #Fede, Malattia” dell’Aipas. Secondo il sacerdote, “la malattia sconvolge e interroga e ci impone una nuova percezione di noi stessi nonché delle modalità relazionali. La sofferenza non si può spiegare, in quanto per capire la mia malattia tu dovresti essere me stesso, ma la malattia può essere raccontata, condivisa”. Il direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute ha puntato il riflettore a questo punto su “una nuova tendenza che, basata sui social media, ha visto nascere un nuovo modo di vivere la malattia: raccontarla sul web. La condivisione, il racconto della propria esperienza attraverso i social media ha un effetto dopaminico, direbbe Simon Sinek, cioè ci aiuta a sopportare il dolore. D’altronde, l’amico/a del cuore a cui confidare i propri segreti è sempre esistito. Se questi amici diventano centinaia o migliaia siamo più sostenuti, oltre ad avere la possibilità di incontrare nuovi soggetti che hanno avuto esperienze simili”, ha detto, riprendendo il caso di Caterina Falciola, la blogger che ha raccontato sui social e sul suo sito lifelovelife.com la battaglia contro il cancro, persa ad agosto del 2017.
Questa nuova dimensione del vissuto del malato ha dato luogo ad un settore di ricerca estremamente interessante chiamato “Medicina narrativa”, ma la malattia mette in crisi la rete relazionale. “Il grande bisogno di relazionalità dei giovani – ha osservato don Angelelli – passa attraverso la connessione internet. L’essere connessi è una necessità del giovane e la malattia crea limiti a queste connessioni, anzi, un po’ arditamente, possiamo considerare la malattia come diversi livelli di disconnessione, perché impone di prendere coscienza della propria fragilità, interrompe la rete relazionale, impone un nuovo modo di percepire il corpo, indebolisce oralità e gestualità e con esse la stessa capacità di esprimere la propria identità relazionale, porta a non esprimere più la propria capacità cognitiva e infine disconnette dalla vita”. Disconnessioni che non hanno solo conseguenze negative, perchè conducono il giovane a sperimentare nuove modalità di relazioni e di esistenza, come ha testimoniato Caterina Falciola nel suo blog.

Solidarietà: Caritas Roma, al via corsi di formazione al volontariato

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 19:06

La Caritas di Roma promuove un percorso di formazione per quanti desiderano impegnarsi come volontari a favore dei senza dimora, dell’integrazione dei cittadini immigrati, nella promozione della solidarietà al fianco dei giovani in difficoltà, delle famiglie e dei malati. Il programma, dieci incontri strutturati in moduli base e in approfondimenti, inizierà il 16 ottobre per concludersi il 28 novembre. La formazione è indirizzata non solo a quanti desiderano impegnarsi nei centri Caritas, ma anche a coloro interessati ad approfondire le tematiche e gli aspetti del volontariato. Gli incontri, che comprendono sia aspetti teorici – teologia e pastorale della carità, dinamiche di lavoro di rete, conoscenza dei servizi sociali – che esperienze di tirocinio, saranno tenuti da operatori Caritas insieme ad esperti del mondo del volontariato e dei servizi sociali pubblici e privati, e si svolgeranno in orari diversi e sedi dislocate in tutta la città per favorire il più possibile la partecipazione. Chi lo desidera, al termine del corso, potrà operare come volontario nei 51 centri della Caritas a livello diocesano in attività a favore dei senza dimora, dell’integrazione dei cittadini immigrati, nella promozione della solidarietà al fianco dei giovani in difficoltà, delle famiglie, dei malati di Aids. Per iscrizioni – fino al 13 ottobre – rivolgersi all’Area Educazione al Volontariato della Caritas diocesana di Roma, telefono 06.88815150, dal lunedì al venerdì ore 9-16, e-mail: volontariato@caritasroma.it Il programma completo del corso è disponibile nel sito www.caritasroma.it

Pastorale della salute: don Angelelli (Cei), “le giovani generazioni sono preziose e devono essere protette, salvaguardate, difese”

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 19:02

(da Assisi) “Le giovani generazioni sono fragili”. È partito da questa constatazione la riflessione di don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della salute che ha aperto oggi il convegno Aipas su “#Giovani, #Fede, #Malattia”. “Fragili non significa ‘difettosi’: sono generazioni preziose che devono essere protette, salvaguardate, difese” ha spiegato, nell’inquadrare il rapporto tra i giovani e la sofferenza. Citando Eugenio Borgna – la fragilità è una “virtù dimenticata” – e il rischio di derive come gli Hikikomori, gli adolescenti giapponesi che decidono di vivere nelle loro stanze ipertecnologiche e non si relazionano più con l’esterno, ma anche il rischio che i genitori, invece di accompagnare questa fase di sviluppo, cerchino loro stessi di regredire alla fase giovanilistica, il sacerdote ha disegnato un quadro in cui “tutti pensano di essere sufficientemente adulti per affrontare la vita, nessuno ne ha gli strumenti necessari” e ha illustrato il “Percorso Build my Life” realizzato a Tor Vergata, dove si insegna ai giovani a “mettere un mattoncino ogni giorno, avendo uno schema generale in testa, ma sopportando la fatica del costruire, ogni giorno, una parte del progetto”. Il segreto consiste nel non dare obiettivi ma un metodo “quello del costruire. Con tutto ciò che questo comporta”, ha detto don Angelelli, spiegando che oggi ci sono circa 15 giovani in cammino e con il nuovo anno accademico altri si stanno affacciando. “La dimensione comunitaria è fondamentale – ha commentato – per insegnare loro a costruire delle relazioni solide”.

Diocesi: Albano, veglia missionaria il 14 ottobre per andare “al cuore della fede”

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 18:49

Sarà celebrata sabato 14 ottobre, presso il Collegio missionario “Mater Ecclesiae” (piazzale della Pace 1 a Castel Gandolfo), la veglia missionaria della diocesi di Albano (ore 19.30). L’appuntamento, promosso in occasione della Giornata mondiale missionaria dal Centro missionario diocesano, sarà un’opportunità per pregare e sentirsi ancora di più in comunione con le missionarie e i missionari impegnati in tutto il mondo e, in particolare, nella diocesi sorella di Makeni, in Sierra Leone, a partire dalle parole che Papa Francesco ha rivolto alla Chiesa universale nel suo messaggio per la Giornata, “La missione al cuore della fede cristiana”. “Il Santo Padre –  dice padre Natale Paganelli, amministratore apostolico di Makeni – vuole scuotere le comunità cristiane a riprendere entusiasmo per l’apostolato missionario, in modo particolare per l’annuncio del Vangelo ai non cristiani” di fronte al rischio, soprattutto nelle Chiese europee e dell’America del Nord, di “considerare il lavoro del missionario alla stregua del lavoro dei funzionari delle Organizzazioni non governative”, mentre ha l’obiettivo di “promuovere e condividere con tutti il messaggio di Gesù, il progetto di società e di vita che ci ha lasciato nel Vangelo”. Un servizio che da oltre venti anni vede unite le due Chiese di Albano e Makeni, al fianco della popolazione della Sierra Leone. “L’annuncio del Vangelo – aggiunge padre Natale – è la nostra priorità,  attraverso la realizzazione di opere sociali, soprattutto nel campo sanitario ed educativo, con l’azione pastorale delle Piccole Discepole di Gesù, la condivisione di vita di vari giovani della diocesi di Albano con i giovani di Makeni, la straordinaria visita, lo scorso mese di aprile, dei giovani sacerdoti di Albano”, una “risposta fraterna” alla presenza di vari sacerdoti  di Makeni nella diocesi laziale.

Cooperazione: WFP ITalia, l’11 ottobre presentazione a Roma del Rapporto su sicurezza alimentare, conflitti e migrazioni

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 18:30

Il World Food Programme Italia, con la collaborazione dell’Asvis, presenta l’11 ottobre a Roma il Rapporto “At the roots of Exodus: Food Security, conflict and International Migration” che mostra con chiarezza come alti livelli di insicurezza alimentare causino un numero maggiore di migrazioni transfrontaliere. La presentazione del Rapporto si terrà alle ore 9.45 presso la Sala Aldo Moro del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale alla presenza del ministro Angelino Alfano; di David Beasley, direttore esecutivo del World Food Programme; di Enrico Giovannini, portavoce dell’Aavis; di Vincenzo Sanasi d’Arpe, presidente del World Food Programme Italia.

Fondazione Lanza: nasce la Scuola di bioetica. Mercoledì 11 la presentazione in conferenza stampa

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 18:12

Per una bioetica rinnovata è il titolo della Scuola di bioetica che la Fondazione Lanza insieme alla rivista Etica per le professioni lancia quest’anno, all’interno di percorsi “Ehtos – Alta Formazione”. Un percorso qualificato rivolto a un pubblico eterogeneo, vista la complessità e globalità del tema: operatori in ambito sanitario, membri di comitati etici, insegnanti, formatori, educatori, funzionari e dirigenti pubblici, operatori della comunicazione. La Scuola di bioetica verrà presentata durante la conferenza stampa in programma mercoledì 11 ottobre, alle ore 11.30, in Fondazione Lanza, via Dante 55 a Padova. Interverrà Lorenzo Biagi, segretario generale della Fondazione Lanza.
“È il tempo – commenta Lorenzo Biagi, segretario generale della Fondazione Lanza – di parlare bioetica globale e di uscire dallo schema tradizionale del bioeticismo, che si sofferma in particolare sull’inizio e fine vita. Oggi, considerando i grandi cambiamenti culturali, sociali, ambientali, la bioetica si interroga sulla vita nella sua globalità, in tutte le sue diramazioni e connessioni”. “Sul tavolo delle questioni bioetiche ci sono – si legge in una nota – l’espansione delle disuguaglianze, l’aumento della popolazione e il suo concentramento in grandi metropoli, i movimenti migratori, la riduzione delle risorse per la sanità, il cambiamento climatico e ambientale, i processi di inquinamento, lo sgretolamento dei sistemi sociali e sanitari, gli interrogativi ancora aperti di fronte ai temi del nascere, del morire, del soffrire”.

Diocesi: Gaeta, l’11 e 12 ottobre l’assemblea pastorale con l’arcivescovo Vari nel ricordo di mons. Luigi Di Liegro

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 17:55

Si svolgerà l’11 e il 12 ottobre a Gaeta, presso la chiesa di San Paolo apostolo, dalle 19 alle 21, l’assemblea pastorale diocesana nel corso della quale l’arcivescovo Luigi Vari consegnerà i nuovi orientamenti pastorali. L’annuale appuntamento si svolge sotto il segno di mons. Luigi Di Liegro a 20 anni dalla sua scomparsa. La figura carismatica di don Di Liegro, nativo di Gaeta e fondatore della Caritas diocesana di Roma, diventa, per tutti i fedeli della diocesi, memoria e impegno ad incarnare lo stile di “ascolto della strada” e “impegno nella strada”. La prima serata sarà dedicata alla restituzione di quanto l’arcivescovo Vari ha elaborato ascoltando la sua Chiesa. Poi don Carlo Lembo, vicario episcopale per la pastorale, presenterà il calendario diocesano 2017–2018, un vademecum per orientarsi nei tanti appuntamenti pastorali fino all’agosto 2018 (il calendario è su arcidiocesigaeta.it, sezione Agenda). L’ultima parte della serata vedrà un confronto in gruppi per fare verifica sul metodo di lavoro utilizzato nell’ultimo anno, idealmente strutturato in “ascolto”, “giudizio” e “azione”. Tale lavoro riguarderà in particolare i membri dei consigli pastorali parrocchiali che sono i destinatari privilegiati dell’assemblea. La serata di giovedì sarà dedicata alla commemorazione di mons. Di Liegro alla presenza dell’attuale direttore della Caritas romana, mons. Enrico Feroci.

Immigrati: a Modena dal 20 al 22 ottobre il “Festival della migrazione”

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 17:38

Si svolgerà a Modena dal 20 al 22 ottobre la seconda edizione del “Festival della Migrazione” promosso da Fondazione Migrantes, Associazione Porta Aperta e IntegriaMo, con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e di aziende del territorio. Sono 34 i soggetti aderenti, tra enti locali, mondo accademico, realtà ecclesiali e religiose, associazioni. Una conferenza stampa di presentazione si terrà l’11 ottobre, alle ore 13, presso la sala stampa della Camera dei Deputati. Interverranno: don Gianni De Robertis, direttore generale Fondazione Migrantes; Luca Barbari, presidente di Porta Aperta; Edoardo Patriarca, parlamentare; Linda Laura Sabbadini, statistica sociale; Giovanni Sarani dell’ Osservatorio di Pavia.

Spiritualità: Ass. “La Nostra Famiglia”, morta Giancarla Ronco, responsabile Istituto secolare Piccole Apostole Carità dal 1989 al 2006

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 17:21

L’Associazione “La Nostra Famiglia” e l’Istituto secolare delle Piccole Apostole della Carità piangono Giancarla Ronco, deceduta ieri, 8 ottobre, a Bosisio Parini. Ronco è stata responsabile generale dell’Istituto dal 1989 al 2006, subentrando a Zaira Spreafico nella guida spirituale delle Piccole Apostole e dei Piccoli Apostoli della Carità. Nata a Brugherio nel gennaio 1939, aveva frequentato l’Istituto magistrale a Monza, aveva poi conosciuto La Nostra Famiglia, avendo ottenuto l’incarico di insegnante nella sede di Ponte Lambro. Questa esperienza l’aveva convinta del valore di una vita totalmente spesa per la testimonianza della carità nella fraternità e nel servizio ai piccoli. Era entrata a far parte delle Piccole Apostole della Carità il 29 giugno 1960. Nel 1977 a Ponte Lambro è stata chiamata a collaborare con Zaira nella responsabilità dell’Istituto e subentrando a lei nel 1989.
“Gli anni del suo governo – si legge in una nota – si caratterizzano per il riconoscimento che la Chiesa ha dato al carisma di don Luigi Monza con la beatificazione del fondatore avvenuta il 30 aprile 2006. Instancabile è stata la sua dedizione perché la spiritualità del beato Luigi Monza fosse sempre viva nell’Opera de la Nostra Famiglia e nelle realtà che la affiancano”. Alla conclusione del suo mandato di responsabile generale nel 2006, “Giancarla, dopo un breve periodo trascorso a Vedano Olona, si è trasferita in Veneto adoperandosi per l’inizio delle gestione della casa Madre della Vita della diocesi di Pordenone, finché è sopraggiunta la malattia. Nella sofferenza e nella prova, che ha accolto con fiducia e abbandono alla volontà di Dio, non ha mai cessato di pregare per il bene della Chiesa e dell’Istituto”. I funerali saranno celebrati domani, alle 15, nella cappella della Nostra Famiglia di Ponte Lambro.

Jean Rochefort: Giraldi (Cnvf), “attore di grande classe”. “Ha reso importanti i film a cui ha preso parte”

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 17:04

Si è spento a Parigi oggi, lunedì 9 ottobre, all’età di 87 anni l’attore francese Jean Rochefort, nato nella capitale il 29 aprile 1930. Interprete versatile, che ha saputo muoversi con professionalità e disinvoltura tra cinema, film tv e fiction in generale, Jean Rochefort inizia a girare i primi film sul finire degli anni Cinquanta, ma si impone con autorevolezza a partire dagli anni Sessanta. Ha lavorato con i più importanti registi d’oltralpe e della sua filmografia si ricordano: il giallo “Sinfonia per un massacro” (1963) di Jacques Deray, la commedia brillante “L’uomo di Hong Kong” (1965) di Philippe de Broca, il dramma “L’orologiaio di Saint-Paul” (1974) di Bertrand Tavernier, sino al giallo dai contorni metafisici “Gli innocenti dalle mani sporche” (1975) di Claude Chabrol.
Vincitore di due premi Cesar, gli Oscar del cinema francese – nel 1976 con “Che la festa cominci…” di Bertrand Tavernier e nel 1977 con “L’uomo del fiume” di Pierre Schoendoerffer –, di Rochefort si ricordano anche le collaborazioni internazionali con Luis Buñuel (“Il fantasma della libertà”, 1974), Robert Altman (“Pret-à-Porter”, 1994) e Luigi Comencini, che lo ha diretto nel film satirico “Mio Dio, come sono caduta in basso” (1974). Negli ultimi anni, sono da menzionare i numerosi lavori con Patrice Leconte: “Tandem”, “Il marito della parrucchiera”, “Tango”, “Ridicule” e “L’uomo del treno”.
“Un pensiero poi va al suo ultimo ruolo nel film ‘Florida’” – sottolinea Massimo Giraldi, presidente della Commissione nazionale valutazione film della Cei –dove Jean Rochefort “veste i panni di un anziano capitano d’industria costretto a ritirarsi per un forte Alzheimer. In quella cornice l’attore conferma la grande sensibilità che ha sempre contraddistinto la sua carriera, la capacità di calarsi con adesione e rispetto nelle vite degli altri. Rochefort, con il suo modo di abitare lo schermo, lascia una firma chiara nella storia del cinema francese ed europeo”.

Diocesi: mons. Marrucci (Civitavecchia), “ciò che è comune a tutti è più prezioso dell’interesse particolare”

Agensir.it - Mon, 2017-10-09 17:03

“Lo strumento che ritma i tempi liturgici e scandisce incontri, celebrazioni, attività varie dei presbiteri, delle consacrate e dei fedeli associati”. Così il vescovo di Civitavecchia-Tarquinia, mons. Luigi Marrucci, ha presentato l’agenda pastorale 2017–2018. Il volume, giunto alla quinta edizione, è composto da 60 pagine nel tradizionale formato degli anni precedenti e nella parte finale ha una sezione dedicata all’annuario delle parrocchie, del clero e degli istituti religiosi.  Nell’introduzione al libretto, il vescovo Marrucci ricorda la visita di Papa Francesco sulla tomba di don Lorenzo Milani, lo scorso 20 giugno a Barbiana, nel Mugello. “Nel suo libro ‘L’obbedienza non è più una virtù’ don Milani scrive ai suoi “ragazzi: ‘Non posso dire che l’unico modo di amare la legge è d’obbedirla. Posso solo dire che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste. Quando invece vedranno che non sono giuste essi dovranno battersi perché siano cambiate'”. Dice mons. Marrucci: “Ciò che propongo ai miei confratelli e agli amici responsabili di movimenti, associazioni e gruppi ecclesiali non è una legge, bensì un’attenzione pastorale per crescere insieme come Chiesa diocesana nella comunione e nella fraternità, perché ciò che è comune a tutti è più prezioso dell’interesse particolare e quindi a tutto va anteposto”.

 

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