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Onu: Alison Smale è la nuova responsabile dell’informazione

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 14:55

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha nominato Alison Smale (Regno Unito) alla guida del Dipartimento di informazione del segretariato Onu (Dpi) con il titolo di Segretario generale aggiunto alla comunicazione globale. Alison Smale succede alla spagnola Cristina Gallach, alla quale il Segretario generale ha espresso la propria riconoscenza per l’impegno e la dedizione prestati al servizio dell’Organizzazione. Guterres ha inoltre ringraziato Maher Nasser, che ha fin qui esercitato la funzione di supplenza. A capo dell’ufficio di corrispondenza di Berlino del New York Times dal 2013, Smale giunge all’Onu con un bagaglio di 40 anni di esperienza acquisita durante una carriera internazionale di giornalista, corrispondente e capo servizio. Nominata nel 2008 direttrice della redazione del quotidiano International Herald Tribune – dove lavorava da quattro anni – a Parigi, Smale è stata la prima e finora unica donna a occupare quel posto. In precedenza, dal 2002, Alison Smale è stata vice capo redattore del servizio esteri del New York Times, dove aveva iniziato nel 1998 come capo redattrice esteri per l’edizione del week-end. Ancora prima, Smale ha lavorato con United press international e Associated press come capo dell’ufficio Europa centrale e orientale e a Vienna (1986-1998), oltre che come corrispondente a Mosca (1983-1986) e Bonn (1978-1983). La nuova responsabile dell’informazione Onu ha studiato a Bristol, Monaco di Baviera e Stanford (Usa) diplomandosi in tedesco e scienze politiche.

Migranti: Arci, “noi stiamo con padre Zerai e contro tutte le ingiustizie”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 14:41

“Noi stiamo con padre Zerai e con tutti coloro che si adoperano per sanare ingiustizie, salvare vite umane, costruire ponti e non barriere”. Lo dichiara oggi Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci in merito alla notizia che la procura di Trapani, nell’ambito dell’inchiesta sulla ong Jungend Rettet, avrebbe messo sotto inchiesta anche padre Mussie Zerai, fondatore dell’agenzia Habeshia, prete eritreo diventato punto di riferimento soprattutto per i migranti che si spostano dal Corno d’Africa. “In tanti, quando si sono trovati in difficoltà durante una traversata, hanno composto il suo numero di telefono, certi che si sarebbe attivato immediatamente presso la Guardia costiera e le unità di salvataggio per far arrivare i soccorsi – ricorda Chiavacci -. E infatti migliaia di persone si sono salvate nel Mediterraneo grazie a lui”.  L’Arci collabora con padre Zerai da molti anni e ne apprezza “la grande umanità e generosità”. “Insieme abbiamo anche contribuito a salvare vite in mare e lottato, sempre, per i diritti e la dignità dei migranti – afferma -, diritti che certamente non vengono rispettati nelle carceri libiche in cui l’Europa e il governo italiano vorrebbero rispedirli dopo averli intercettati nel Mediterraneo”.
“Proprio per il suo impegno nel salvare vite umane e per l’opera di controinformazione che conduce – sottolinea l’Arci -, padre Mussie si è fatto molti nemici, dal governo eritreo  alle tante formazioni della destra nostrana che lo accusano di ‘favorire l’invasione’”. “Questa criminalizzazione di chi opera con principi umanitari, assumendosi responsabilità che toccherebbero a istituzioni che nel migliore dei casi sono latitanti – dichiara Chiavacci -, è diventata una vera e propria campagna di ‘distrazione’ di massa, che capovolge la realtà e l’ordine dei valori”.

 

 

Iran: Amnesty, “condannato a morte 16enne che si dichiara innocente”. 89 minori nel braccio della morte

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 14:19

Per la terza volta dal maggio 2016, le autorità iraniane hanno programmato l’esecuzione di Alireza Tajiki, arrestato nel 2012 e condannato a morte nel 2013, quando aveva rispettivamente 15 e 16 anni, con l’accusa di aver violentato e poi ucciso un suo amico. Lo denuncia Amnesty international, sottolineando che “il processo nei suoi confronti è risultato gravemente irregolare, basato prevalentemente su ‘confessioni’ che Tajiki ha denunciato di essere stato costretto a fare sotto tortura e che ha successivamente ritrattato, dichiarandosi innocente dalla prima udienza in avanti”. La mattina del 9 agosto Tajiki è stato trasferito in isolamento e alla famiglia è stato chiesto di recarsi alla prigione Adel Abad di Shiraz per l’ultimo saluto. Nessuna comunicazione ufficiale è invece arrivata all’avvocato, che secondo la legge dev’essere informato di un’imminente esecuzione con 48 ore di anticipo. “L’applicazione della pena di morte nei confronti di persone che all’epoca del reato avevano meno di 18 anni è contraria al diritto internazionale”, ricorda Amnesty. A più riprese le autorità giudiziarie iraniane hanno dichiarato che Tajiki era “maturo” e pienamente consapevole “dell’illegalità dell’atto commesso e della conseguente punizione”. L’Iran è uno dei pochi Paesi al mondo che continua a mettere a morte rei minorenni. Amnesty ha i nomi di almeno 89 condannati a morte in attesa dell’esecuzione per reati commessi quando avevano meno di 18 anni.

 

Germania: dossier su fatti e cifre della Chiesa cattolica. Card. Marx, “vivere la fede in modo convincente”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 14:11

La Conferenza episcopale tedesca (Dbk) ha pubblicato oggi il rapporto ufficiale completo dello stato di salute della Chiesa cattolica in Germania. Nel dossier “La Chiesa cattolica in Germania – Fatti e cifre 2016/17” oltre ai dati statistici ecclesiastici, pastorali e finanziari già presentati lo scorso 21 luglio, si trovano spunti di riflessione e analisi dettagliate, con diagrammi e percentuali aggiornate, relativi alla vita concreta della Chiesa cattolica in Germania. “I temi principali sono integrati da testimonianze e messaggi da parte dei cristiani che servono nella Chiesa e nella società”, ha spiegato il xardinale Reinhard Marx, presidente della Dbk. In questo senso il rapporto (di 61 pagine) fornisce ampie informazioni sulla variegata vita della Chiesa cattolica tedesca. Nella prefazione Marx ha ringraziato i volontari e i dipendenti della Chiesa cattolica in Germania: “Vorrei cogliere l’occasione sinceramente per dire grazie. Grazie per tutto l’impegno. Grazie per l’annuncio del Vangelo. Grazie per il servizio agli altri. Grazie a tutti voi che aiutate a costruire la Chiesa di Gesù Cristo”. Per il cardinale è importante vivere la fede “in modo convincente. Ci occuperemo risolutamente, partendo dai numeri e le realtà di questo anno, per costruire una Chiesa che sia rilevante e che non faccia dimenticare alle persone la loro missione fondamentale”. Nel rapporto le questioni socio-politiche sono approfondite, con aree tematiche come “L’aiuto ai rifugiati”. Una nuova indagine, rispetto agli anni scorsi, è inserita in questo studio: quella sul fenomeno dei 360mila giovani ministranti e accoliti che svolgono servizio volontario liturgico nelle parrocchie, e che sono un dato in crescita costante nella Chiesa tedesca.

Cattedrale di Luxor: Acs Italia, raccolti in pochi giorni 100mila euro per il restauro. Monteduro, “speranza per i cristiani in Egitto”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 14:02

“Una risposta che ha superato le più rosee aspettative”. Così il direttore di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), Alessandro Monteduro, commenta la generosità dei benefattori italiani che in soli 20 giorni hanno donato quanto necessario a ricostruire la cattedrale di Luxor. Appena il 20 luglio scorso, Acs ha lanciato una campagna di raccolta fondi per ricostruire la cattedrale di San Giorgio, distrutta da un incendio il 21 aprile 2016. Il rogo, le cui cause sono tuttora sconosciute, ha irrimediabilmente danneggiato la struttura rendendola inagibile e diversi periti locali hanno stabilito che fosse necessario edificarne una nuova. Il vescovo della diocesi egiziana, monsignor Emmanuel Bishay, si è quindi rivolto ad Acs sottolineando la cruciale importanza del luogo di culto, che rappresentava il fulcro della comunità dove si svolgevano riunioni diocesane, incontri con le famiglie, pastorale giovanile, formazione dei catechisti e ovviamente celebrazioni liturgiche. La cattedrale di San Giorgio è l’unica con una capienza di 4500 fedeli, mentre ora le funzioni sono celebrate in una sala che può accogliere soltanto un terzo dei fedeli. In pochi giorni i benefattori di Acs-Italia hanno raggiunto la cifra richiesta: 100mila euro, grazie ai quali, prosegue Monteduro, “restituiremo al più presto un luogo di culto ai fedeli di Luxor e ai 27 sacerdoti e alle 67 religiose che animano la comunità”. Dopo i recenti attentati, la minoranza cristiana egiziana è ormai sotto attacco. “Ma a chi cerca di distruggere l’avvenire dei cristiani in Egitto – conclude il direttore di Acs – noi vogliamo in modo concreto contrapporre la speranza nel futuro”.

Caldo: Coldiretti, in spiaggia addio cocco. Sì a gelati e frutta fresca che disseta, disintossica e favorisce l’abbronzatura

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 13:46

Con il clima cambiano le abitudini alimentari in spiaggia. Appena il 10% degli italiani continua a chiedere il cocco agli ambulanti che invece fanno i maggiori affari con i gelati richiesti dal 19% , cocomero (14%) e macedonia smoothies o frutta fresca (12%). E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ che conferma la svolta salutista degli italiani favorita dal grande caldo dell’estate 2017. Piu’ di un italiano su quattro (28%) – sottolinea Coldiretti – non acquista niente anche per diffidenza nel rispetto delle norme sanitarie, ma la maggioranza non resiste. La frutta è la vera protagonista: centrifugati, frullati, smoothies, pezzettoni, insieme alla classica fetta d’anguria. I consumi di frutta e verdura quest’anno sono al massimo da 17 anni con un balzo record vicino al 10% ma purtroppo i prezzi riconosciuti agli agricoltori italiani sono ben al di sotto dei costi di produzione per le distorsioni nella filiera e le importazioni dall’estero spacciate come nazionali. Frutta e verdura, precisa Coldiretti, nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore, riforniscono di vitamine, mantengono in efficienza l’apparato intestinale con il loro apporto di fibre e si oppongono all’azione dei radicali liberi. Antiossidanti “naturali” sono infatti le vitamine A, C ed E contenute in abbondanza in frutta e verdura fresca che aiutano a difendersi dal caldo, ma anche a raggiungere la tintarella. La dieta adeguata per una abbronzatura sana e naturale si fonda infatti sul consumo di cibi ricchi in vitamina A che favorisce la produzione del pigmento melanina e si trova soprattutto in carote albicocche, meloni, pesche, cocomeri.

Cardinale Betori: festa di san Lorenzo, “abbiamo ereditato un patrimonio di civiltà che non possiamo tradire”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 13:27

In “Evangelii gaudium”, il Papa, nella prospettiva della dimensione sociale dell’evangelizzazione, “ha focalizzato l’attenzione su due questioni prioritarie: l’inclusione sociale dei poveri e la promozione della pace e del dialogo sociale”. A ricordarlo è il cardinale arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, nell’omelia pronunciata oggi nella Basilica di S. Lorenzo nella memoria liturgica del diacono martire. “Non si tratta ovviamente – ha precisato Betori – di un programma sociale in senso proprio, che spetta piuttosto a quanti hanno compiti politici e amministrativi nella comunità”, si tratta però di principî “che possono illuminarne l’azione e che si propongono come un riferimento ideale e al tempo stesso come una riserva di motivazioni e di rispettosa collaborazione da parte della comunità ecclesiale”. “Riferimenti ultimi” che possono illuminare e sostenere “l’impegno di tutti”, chiosa con riferimento alla città di Firenze e, nello specifici, al quartiere di San Lorenzo. “C’è un patrimonio di civiltà – afferma il cardinale – che abbiamo ereditato che non possiamo tradire o dimenticare. Animato dalle più alte virtù cristiane ci ha insegnato nei secoli accoglienza e rispetto, capacità di farsi carico delle sofferenze dell’altro e cura della dignità della persona, generosa condivisione e responsabilizzazione di ciascuno nel contribuire al bene di tutti, apertura al dono e partecipazione onesta e operosa alla costruzione della giustizia nella legalità”. “Questa immagine di positivo futuro – conclude – auspichiamo, nella speranza, per questo quartiere e per la nostra città”.

Agguato nel foggiano: mons. Castoro (Manfredonia), “criminalità colpisce il Gargano. Occorre una risposta forte”. Chiesa in prima linea

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 13:25

“Come comunità cristiana ci sentiamo fortemente interpellati da quanto accade attorno a noi. Del resto diocesi, parrocchie, associazioni rappresentano realtà vivaci, impegnate nella formazione dei giovani e nel sociale… Al contempo sappiamo che non possiamo più accontentarci di una pastorale di conservazione: occorre semmai una pastorale missionaria, con i tratti di una Chiesa in uscita”. Mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, riflette a partire dalla cronaca. La strage di ieri, a San Marco in Lamis, conferma che la criminalità organizzata non dà pace al Gargano. “L’episodio di ieri dimostra, ancora una volta, che la violenza non riguarda solo poche famiglie impegnate in una faida atavica, una vera e propria guerra attorno a interessi economici illeciti, droga, malaffare”, afferma mons. Castoro. “Dev’essere chiaro che questa criminalità” attraversa “la nostra società, colpisce tutto il territorio, producendo solo male e ulteriore odio”. Molti osservatori sostengono che lo Stato e le istituzioni siano assenti. Cosa ne pensa? “Lo Stato, le istituzioni, le forze dell’ordine sono presenti e attivi. Magari lo potrebbero essere anche in forme più visibili ed efficaci, in modo da rassicurare la realtà locale. Ma di certo qui ognuno cerca di fare responsabilmente la propria parte. C’è una realtà viva, fatta di lavoro, di volontariato, di fede, che va sostenuta e affiancata”.
E la Chiesa locale? “Dobbiamo farci avanti – risponde al Sir –, intercettare quella parte di popolazione che si dimostra indifferente alla fede, che sembra aver chiuso ogni rapporto con la Chiesa. Si tratta di instaurare un dialogo basato su incontro e fratellanza. Di questo hanno bisogno le nostre terre: che le forze vive e buone della società procedano insieme”.

Migranti: Barbera (Cipsi), “i veri barbari siamo noi”. Invito a boicottare media che fomentano odio e conflitto

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 12:50

“I veri barbari, oggi, non sono le persone che vivono nullatenenti per le strade del mondo, non sono i disperati che cercano nella traversata del Mediterraneo di recuperare un minimo di dignità umana che gli è stata rubata: sono piuttosto i ricchi e i potenti che li hanno portati a questo. Siamo noi stessi, ogni qualvolta non difendiamo un debole dall’ingiustizia di una società che cambia la sua natura, fondando la civiltà non più sui diritti ma sugli interessi”. Con questa affermazione Guido Barbera, presidente di Solidarietà e cooperazione Cipsi– coordinamento di 32 associazioni di solidarietà e cooperazione è intervenuto al “Tonale Estate 2017” a Ponte di Legno, dove si sono riuniti in questi giorni circa 300 giovani e rappresentanti di associazioni provenienti da tanti Paesi del mondo dei vari continenti. “I veri barbari – ha continuato Barbera – siamo noi quando abbandoniamo i nostri figli davanti al televisore o ad un video gioco, rubando loro anche il tempo di un sorriso o di un abbraccio; quando allontaniamo da noi i genitori o i nonni per rinchiuderli in una ‘casa’ o quando non troviamo più il tempo di parlare con il nostro coniuge. L’indebolimento, peggio ancora la distruzione della relazione umana, è l’inizio dell’inciviltà e della disgregazione sociale”. Per questo Barbera ha incitato i partecipanti al Tonale Estate, ad “alzarsi in piedi, come persone, come cittadini, come associazioni” e “boicottare la stampa e le televisioni che hanno barbarizzato la comunicazione, trasformandola in strumento di divisione e conflitto”. L’invito a tutti i giornalisti è “ad avere il coraggio di non scrivere per vendere o per servire gli editori, ma per costruire umanità, raccontando la realtà e i fatti senza manipolazioni e strumentalizzazioni”. “Basta polemiche – ha concluso Barbera -. Dobbiamo ricostruire un volto umano alla nostra società ed una nuova convivenza internazionale. Ripartendo dal dialogo: politico e sociale. Qualsiasi governo incapace di dialogare con i cittadini è destinato a vita breve, così come qualsiasi politico che costruisce la sua azione alla semplice ricerca di un voto in più. Non si impongono leggi, regole o codici con la forza dell’autorità, del potere. La politica, quella autentica, sta nella capacità di costruire la convivenza sociale e civile tra tutti i cittadini”.

 

Cardinale Bassetti: festa di san Lorenzo, “sfida migranti richiede coraggio, carità, responsabilità e rispetto della legge”. No a “schiavitù moderna”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 12:31

Oltre alla diffusa precarietà che coinvolge lavoratori e famiglie, a preoccupare il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, è la condizione di migranti e rifugiati. Questa mattina, nell’omelia per il pontificale di San Lorenzo, patrono della città e della diocesi, presieduto in cattedrale, il cardinale presidente ha richiamato quanto disse alcuni mesi fa, presentando a Perugia una mostra dedicata proprio a “I Migranti. La sfida dell’incontro”: “Questa sfida va affrontata con una profonda consapevolezza, grande coraggio e immensa carità”, senza mai disgiungerle – ha aggiunto – “dalla dimensione della responsabilità: verso chi soffre e chi fugge” come “verso chi accoglie e porge la mano”. Bassetti ha concluso facendo proprio il pensiero di Papa Francesco: “Ribadisco ancora oggi, di fronte alla “piaga aberrante” della tratta di esseri umani, il più netto rifiuto ad ogni “forma di schiavitù moderna”. Ma rivendico, con altrettanto vigore, la necessità di un’etica della responsabilità e del rispetto della legge. Proprio per difendere l’interesse del più debole, non possiamo correre il rischio – neanche per una pura idealità che si trasforma drammaticamente in ingenuità – di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana”. E ha concluso: “Dobbiamo promuovere, come ci insegna il Papa quotidianamente, la cultura dell’accoglienza e dell’incontro che si contrappone a quella dell’indifferenza e dello scarto. Ma dobbiamo farlo con grande senso di responsabilità verso tutti”.

Agguato nel foggiano: Libera, “sottovalutata la guerra criminale in atto da tempo”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 12:22

L’agguato di ieri nel foggiano dimostra che “è in atto da tempo una guerra criminale, feroce e violenta ma sottovalutata. C’è bisogno di una nuova Resistenza”. Lo afferma Libera, commentando l’omicidio di quattro persone in un agguato avvenuto sulla strada provinciale 272 nei pressi della stazione ferroviaria di San Marco in Lamis (Foggia). “Foggia, la Capitanata, il Gargano – ricorda – sono teatro di una lunga scia di sangue che confermano ulteriormente una presenza mafiosa violenta e ben radicata nel territorio”. Secondo l’associazione contro le mafie fondata da don Luigi Ciotti “siamo davanti ad un emergenza nazionale che richiede un impegno da parte delle istituzioni e della politica. Nel sottolineare il grande lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura , la violenza mafiosa in atto richiama tutti alla corresponsabilità, all’essere cittadini più attivi, più consapevoli, più attenti”. “Ci vuole un’altra liberazione dalla presenza criminale- chiede Libera -. C’e’ bisogno di una nuova Resistenza etica, sociale e politica”. Per dare un segnale forte il prossimo 21 marzo la Giornata della Memoria e della Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie si svolgerà a Foggia.

Cardinale Bassetti: festa di san Lorenzo, “lavoro è snodo centrale. Occorre fare di tutto perché non manchi mai”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 12:04

“Il rapporto tra famiglia e lavoro è la questione in gran parte insoluta della nostra società. Occorre fare di tutto perché non manchi mai il lavoro e il pane sulle mense di tante famiglie”. Lo ha detto oggi il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, nell’omelia del pontificale di san Lorenzo, patrono della città e della diocesi, presieduto in cattedrale. “Accanto ai motivi di ringraziamento per tutte quelle opere di bene che, silenziosamente e quotidianamente, si sviluppano tra la nostra gente”, ha affermato il cardinale che ha appena concluso la visita pastorale nelle parrocchie, “non posso però nascondere la mia profonda preoccupazione per la situazione di precarietà lavorativa nella quale si sono venuti a trovare, in queste settimane, molti operai di alcune grandi aziende perugine e umbre”. Una preoccupazione “che si trasforma immediatamente in angoscia quando penso che accanto a ogni lavoratore precario si cela l’esistenza di una famiglia”. Questo, il monito di Bassetti, “è uno snodo centrale. Il rapporto tra famiglia e lavoro è la questione in gran parte insoluta della nostra società. Occorre fare di tutto perché non manchi mai il lavoro e il pane sulle mense di tante famiglie”. Perché “una persona senza lavoro perde la dignità; mentre una famiglia senza un lavoro perde, a poco a poco, la speranza. Come pastore, e nel nome di san Lorenzo, rivendico con forza la necessità del pane e della grazia: di questo ha bisogno l’uomo”.

Scholas Occurrentes: conclusa l’esperienza in Mozambico, la prima in Africa

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 12:00

È appena terminata la prima esperienza di Scholas Cittadinanza – promossa dall’organizzazione internazionale di diritto pontificio Scholas Occurrentes –  a Missao Mangunze (Mozambico). Per una settimana 180 giovani provenienti da varie scuole delle comunità di Mangunze, Manjacaze, Chongoene e Xai Xai si sono riuniti per riflettere insieme sulle questioni che li preoccupano maggiormente: uso di droga, mancanza di mezzi pubblici per raggiungere le scuole, molestie sessuali, assenteismo dei docenti. Sono stati accompagnati dal team internazionale di Scholas e da 30 volontari locali formati negli scorsi mesi in Argentina. Gli studenti hanno presentato proposte e conclusioni alle autorità locali presenti. Fra gli altri il governatore, Alberto Zeca; l’amministratore del distretto di Chongoene, Carlos Buchili; l’ispettore all’educazione della provincia, Francisco Machava, e il parroco, padre Juan Gabriel Arias. Hanno chiesto di avere un trasporto scolastico per tutti, una maggiore qualità dell’insegnamento e della formazione degli insegnanti, di non essere discriminati da parte di questi ultimi e un miglioramento delle infrastrutture e delle attrezzature. Hanno inoltre rivelato la presenza vicino alle scuole di tende illegali che vendono alcol e droghe, chiedendo di vietarle.

Durante una settimana intensa di lavoro, i giovani hanno consultato esperti e referenti delle loro comunità. L’intervento di questi docenti e professionisti si è rivelato molto importante. Obiettivo di questi programmi è promuovere l’incontro tra i ragazzi, ma anche dare loro voce. “Una delle cose che più ci interessa è il nostro sistema educativo”, racconta Rami, uno studente di 16 anni della scuola Samora Machel di Majacaze. Ancora una volta, affermano i promotori, “è apparso chiaro il messaggio del Papa Francesco in base al quale se vogliamo cambiare la realtà, si deve iniziare dall’educazione”.

 

Migranti: p. Ripamonti (C.Astalli) ad Avvenire, “affermazioni demagogiche e scontri tra comizianti. Lasciar morire le persone non risolve i problemi”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 11:36
“Lasciar morire persone innocenti in mare, nel deserto o in un carcere libico non risolve i nostri problemi”: “In questa estate in cui fermentano divisioni, mistificazioni e persino odi, forse quello che ci serve e ripartire dall’ovvio: se la vita umana va salvata e tutelata, lo si deve fare sempre, in ogni circostanza e non può essere merce di scambio o banco per muscolari prove del consenso”. Lo afferma con forza padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, il Servizio dei gesuiti per i rifugiati in una lettera pubblicata dal quotidiano “Avvenire”.  “Da sempre i diritti umani sono universali – ribadisce – e in quanto tali il loro riconoscimento spetta all’umanità intera e non solo a un sempre più esiguo manipolo di cittadini per nascita”. Padre Ripamonti critica il dibattito politico e mediatico di questi giorni che si occupa dei migranti e dei rifugiati “senza quasi mai mettere a fuoco chi sono, quali storie hanno, che sogni e aspirazioni li spingono a rischiare la vita verso un ‘dove’ dove troppi li considerano peso e li rifiutano come pietre di scarto”. “Cosificati da politiche di interesse – sottolinea -, è giusto e necessario restituire loro la dignità di persone”. “Ogni giorno che passa di questa calda estate insieme alle migliaia di ettari di bosco del nostro Paese, sembrano andare in fumo anche i più banali princìpi di umanità e civiltà che ne costituiscono le fondamenta – osserva -. Affermazioni demagogiche e scontri tra comizianti, in un Paese che è sempre in campagna elettorale, rischiano di distogliere anche le coscienze più attente dal cuore della questione: la vita di migranti e i rifugiati, donne e uomini come noi; migranti come lo siamo stati e continuiamo a esserlo noi, persone il cui anonimato, la cui non conoscenza della storia personale fatta di gioie e speranze, dolori e angosce ha reso solo un oggetto del contendere”. “Vederli ogni giorno sui barconi – prosegue – ci fa credere di sapere chi sono, di conoscerli e invece non conosciamo quasi per nulla i loro racconti di vita da cui emerge il dramma reale di chi scappa dalla miseria o dalla violenza, la loro dignità pur nell’umiliazione, le sofferenze vissute, gli affetti familiari spezzati, lo strappo dalla propria terra, i sogni e le speranze”. “Il fenomeno delle persone che migrano, data la sua complessità – conclude -, non si risolve ‘rimandando indietro i profughi’, ma accogliendoli, e lavorando per orientare e condividere la gestione dei flussi migratori a livello nazionale e internazionale, aiutando i Paesi poveri a svilupparsi, prevenendo la vergognosa tratta degli esseri umani, e punendo severamente i moderni mercanti di schiavi”.

Tensioni Usa-Corea Nord: vescovi coreani, “abbandonare armi nucleari e dialogare”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 11:32

I vescovi della Corea del Sud sono preoccupati per il clima di tensione tra Usa e Corea del nord e le minacce di iniziative nucleari. Il cardinale Andrew Yeom Soo-jung, arcivescovo di Seoul, nel messaggio in occasione della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria che ricorre il 15 agosto chiede ai cattolici di pregare il rosario “per la conversione dei peccatori e la pace nel mondo”. “Il rosario è la nostra arma spirituale per sconfiggere efficacemente il male – scrive – e ci aiuterà a superare le sfide e diventare operatori per la pace nel mondo”.
“Per la sicurezza e il futuro di tutti i coreani – afferma il cardinale Yeom, come riferito da Ucanews  -, la Corea del Nord dovrebbe sedersi intorno ad un tavolo e abbandonare le armi nucleari”. Anche mons. Lazzaro Tu Heung-sik, vescovo di Daejeon, nel suo messaggio invita a “promuovere la cultura della pace e della vita contro la cultura della morte che sta aumentando nella penisola coreana”. Mons. Peter Lee Ki-heon, vescovo di Uijeongbu, chiede un accordo di pace tra le due Coree e invita i leader mondiali a lavorare insieme per risolvere le tensioni nella penisola. Mons. John Chrysostom Kwon Hyeok-ju, vescovo di Andong esorta i cattolici coreani a diventare costruttori di pace.

Cardinale Bagnasco: festa di san Lorenzo, “il mondo resta smarrito di fronte a una Chiesa che parla di vita eterna”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 11:26

“Il mondo resta smarrito da una Chiesa che parla agli uomini di grazia, di redenzione, di vita eterna. Resta spiazzato perché sono parole non sue, estranee, che non riesce a controllare. Preferisce una Chiesa che parla di organizzazione, di risorse e programmi, di cose da fare, perché queste categorie permettono al mondo di giudicare la Chiesa con parametri noti di efficienza e di successo. Parlare di ‘al di là’, di anima immortale, relativizza i poteri terreni e libera lo spirito, lo rende capace di cose incomprensibili al mondo”. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee, celebrando la messa nella cattedrale di San Lorenzo. “Ogni gesto di verità che compiamo – ha aggiunto – infrange il mondo della menzogna e dell’apparenza, così come ha fatto Lorenzo. Con il suo gesto ha compiuto qualcosa di estremamente pericoloso, ha interpellato il mondo, ha dato a ognuno la possibilità di guardare dietro il sipario, ha dimostrato che ad ognuno è possibile vivere nella verità e nella libertà di cui Dio solo è misura e garante”. La fede nella vita futura, ha detto ancora il cardinale, “dona al credente la forza della libertà di fronte alle prove e alle ingiustizie del mondo, e alla violenza dei forti. Ci rende capaci di dire ai potenti: quello che fai, anche se è secondo il diritto, è ingiusto; ciò che dici è falso, non ti è lecito; il potere non è dominare ma servire il popolo a cominciare dai deboli e piccoli; puoi uccidere il mio corpo, ma non la mia anima; puoi mettermi in schiavitù ma non potrai mai possedermi”.

Germania: anziani ministranti nella tradizione della parrocchia di Stöckach

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 11:19

I chierichetti nella Chiesa cattolica sono, generalmente, bambini o adolescenti. Ma in una città della Baviera del Nord non è così, e non perché manchino giovani disposti a servire la messa: a Stöckach, vicino Norimberga, a servire intorno all’altare sono donne e uomini dai 56 agli 80 anni. E se è possibile che degli adulti aiutino il sacerdote durante le celebrazioni, di certo non è la norma, come a Stöckach. Le statistiche della Chiesa tedesca a livello nazionale dicono che il 98 percento dei chierichetti ha meno di 18 anni. Ma nella cittadina bavarese bisogna tornare indietro al 1967, quando il parroco del tempo invitò degli anziani ad aiutarlo per carenza di bambini e ragazzi. “Ora è una tradizione”, dice il 77enne Wolfgang Riegler. Per il più giovane dei ministranti, il 56enne Harald Jobst, “ciò che facciamo nasce dalla nostra convinzione interiore”. Il più anziano, è l’80enne Richard Ruppenstein. Il gruppo ha un nome: “Sms – Seniorenministranten Stöckach” (anziani ministranti di Stöckach). La loro attività non esclude la collaborazione anche di bambini e giovani, quindi non è una carenza di giovani che li porta a svolgere il loro servizio.
Il più contento è il parroco, don Andreas Hornung, che può contare su decenni di esperienza sull’altare: e quando a servire ci sono sia anziani che giovani “questa miscela simboleggia la famiglia parrocchiale, ed è molto bello”, conferma il parroco, che però confida che “all’inizio era qualcosa di insolito che i chierichetti fossero più vecchi di me”.

Spiritualità: Manicardi (Bose), “interpellati dal Vangelo sul quotidiano e sul coraggio di vivere”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 10:25

“Il quotidiano è il luogo del culto esistenziale, la realtà di ciò che si celebra nel rito. Interessarsi del quotidiano è necessario”, spiega Luciano Manicardi, priore di Bose, in un’intervista al Sir. Per questo “occorre chiedersi come sia cambiato il nostro quotidiano oggi e da cosa sia costituito” e vedere “come il Vangelo ci interpella su questa che è la dimensione esistenziale odierna. Si tratta di valorizzare la dimensione sapienziale della persona e della figura di Gesù” e di vedere come “Gesù si rapporta al quotidiano e ci insegna a vivere la nostra umanità nel quotidiano: dalla capacità di ‘dire di no’ al mettersi nei panni degli altri, dalla non ipocrisia alla fatica della solitudine, dallo sguardo altro e radicale sulla realtà al coraggio di osare la propria originalità”. In agosto il monastero offre ai giovani un corso di spiritualità su “Il coraggio di vivere. Dalla Bibbia ai giorni nostri”.  “Fanno parte di una generazione penalizzata dagli adulti”, afferma il priore, ma “hanno bisogno di incontrare chi sappia infondere in loro fiducia” e “aiutarli a riconoscere le risorse e le potenzialità che hanno in se stessi e che sono anche risorse di futuro”. Si tratta di “sviluppare immaginazione, creatività, desiderio e anche coraggio”, ossia quella “virtù del ‘cor'” che serve “per stare al mondo” e che significa “agire ‘malgrado’, vivere ‘nonostante’”. Di qui la proposta di figure bibliche “del coraggio che possono – se adeguatamente accostate con penetrazione psicologica e lucidità antropologica – parlare al giovane di oggi”. Tra queste “Abramo, o il coraggio di partire per l’ignoto; Mosè, o il coraggio della solidarietà; Rut, o il coraggio dell’amore fedele; Giobbe, o il coraggio nel dolore; Gesù, o il coraggio della libertà …”.

Spiritualità: Manicardi (Bose), “igiene dell’anima” per “dare “tempo, ascolto, presenza ai poveri di oggi”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 10:23

Cercano risposte di senso e una declinazione della fede capace di parlare all’umano e di incrociarne drammi e sofferenze; trovano un’accoglienza incondizionata che non giudica e non chiede nulla. Un luogo in cui preghiera e silenzio diventano azione. Per questo le persone vanno nel monastero di Bose. E il Vangelo, afferma in un’intervista al Sir il priore Luciano Manicardi, è “scuola di umanità”, esigenza radicale “che intende raggiungere le profondità della persona – corpo, mente, spirito –, dunque la sua integralità”. Le persone che arrivano al monastero, racconta il priore, “normalmente sono molto colpite dalla qualità fraterna, sobria, dell’accoglienza, che sperimentano tanto nei modi dell’ospitalità (discrezione e attenzione alla persona, possibilità di colloqui personali e di incontri fraterni, quindi alloggio, vitto, paesaggio, cura delle case e degli ambienti) quanto nella liturgia”. Un’accoglienza incondizionata: “Senza chiedere, senza porre condizioni previe, senza nulla pretendere di sapere di loro, ma solo accogliendo ciò che di sé intendono comunicare. E, ovviamente, senza mai giudicare”. Vita comunitaria ma anche solitudine e silenzio, “necessari per un’igiene dell’anima, un’ecologia dello spirito, per nutrire una relazione feconda con se stessi. E per ritrovare i tratti essenziali della relazione con gli altri”. E oggi, osserva Manicardi, arriva anche chi ha perso il lavoro o vive in povertà  economica o di relazioni e “ci sollecita a sviluppare l’arte dell’ascolto e della compassione, cioè del porsi di fronte all’altro sentendone l’unicità e cogliendone la radicale preziosità e precarietà”.

Diocesi: mons. Ghirelli (Imola), festa di san Cassiano “occasione per riflettere sul rapporto tra comunità ecclesiale e civica”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 10:21

“La ricorrenza del patrono è occasione per mettere sotto i riflettori il rapporto tra comunità ecclesiale e comunità civica, oggi sempre più ‘mista’”. È quanto scrive il vescovo di Imola, mons. Tommaso Ghirelli nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero del settimanale diocesano “Il Nuovo Diario Messaggero” in occasione della festa di san Cassiano, patrono di Imola, che verrà celebrata domenica 13 agosto. “Che cosa hanno a che fare con san Cassiano le famiglie provenienti da altri Paesi e appartenenti magari ad altre religioni? Come può influire sulla vita di Imola la conoscenza del patrono e la partecipazione alla sua festa?”, chiede il vescovo. “Già il fatto di porre questo problema implica il superamento dell’istintiva diffidenza, se non ripulsa, nei confronti dei nostri nuovi concittadini”, osserva Ghirelli. “Come far conoscere loro il patrono, se non invitandoli a partecipare almeno in parte alla sua festa, visitando la sua tomba nella cripta della cattedrale?”, prosegue il vescovo, secondo cui “dovranno essere informati sulle modalità del suo martirio, sulla diffusione della devozione, sul valore che i cristiani attribuiscono al versamento del sangue per la fede in Cristo”. “Anche questa – nota – è cultura civica”. Di fronte ad “un evento religioso che rivela una non comune capacità di attrazione sul piano sociale”, Ghirelli rileva che “gli imolesi rischiano di essere gli ultimi ad accorgersi del dono che custodiscono e dell’importanza di ciò che fanno”. Ricordando che il prossimo anno si terranno le elezioni amministrative, il vescovo sottolinea che il “progetto di città” che verrà presentato “si misura anche, in profondità, con il rapporto che gli imolesi intendono coltivare con san Cassiano”. “Dipende – spiega – da quanto si identificano con lui e da come raccolgono l’eredità delle generazioni che li hanno preceduti, confermandolo come rappresentante, assistente, protettore della città davanti alla giustizia e misericordia divina”. “Per meritare un sindaco – conclude – occorre amare la città; averle dato un patrono è stata una grande espressione di affetto”.

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