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Migranti: p. Ripamonti (C.Astalli) ad Avvenire, “affermazioni demagogiche e scontri tra comizianti. Lasciar morire le persone non risolve i problemi”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 11:36
“Lasciar morire persone innocenti in mare, nel deserto o in un carcere libico non risolve i nostri problemi”: “In questa estate in cui fermentano divisioni, mistificazioni e persino odi, forse quello che ci serve e ripartire dall’ovvio: se la vita umana va salvata e tutelata, lo si deve fare sempre, in ogni circostanza e non può essere merce di scambio o banco per muscolari prove del consenso”. Lo afferma con forza padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, il Servizio dei gesuiti per i rifugiati in una lettera pubblicata dal quotidiano “Avvenire”.  “Da sempre i diritti umani sono universali – ribadisce – e in quanto tali il loro riconoscimento spetta all’umanità intera e non solo a un sempre più esiguo manipolo di cittadini per nascita”. Padre Ripamonti critica il dibattito politico e mediatico di questi giorni che si occupa dei migranti e dei rifugiati “senza quasi mai mettere a fuoco chi sono, quali storie hanno, che sogni e aspirazioni li spingono a rischiare la vita verso un ‘dove’ dove troppi li considerano peso e li rifiutano come pietre di scarto”. “Cosificati da politiche di interesse – sottolinea -, è giusto e necessario restituire loro la dignità di persone”. “Ogni giorno che passa di questa calda estate insieme alle migliaia di ettari di bosco del nostro Paese, sembrano andare in fumo anche i più banali princìpi di umanità e civiltà che ne costituiscono le fondamenta – osserva -. Affermazioni demagogiche e scontri tra comizianti, in un Paese che è sempre in campagna elettorale, rischiano di distogliere anche le coscienze più attente dal cuore della questione: la vita di migranti e i rifugiati, donne e uomini come noi; migranti come lo siamo stati e continuiamo a esserlo noi, persone il cui anonimato, la cui non conoscenza della storia personale fatta di gioie e speranze, dolori e angosce ha reso solo un oggetto del contendere”. “Vederli ogni giorno sui barconi – prosegue – ci fa credere di sapere chi sono, di conoscerli e invece non conosciamo quasi per nulla i loro racconti di vita da cui emerge il dramma reale di chi scappa dalla miseria o dalla violenza, la loro dignità pur nell’umiliazione, le sofferenze vissute, gli affetti familiari spezzati, lo strappo dalla propria terra, i sogni e le speranze”. “Il fenomeno delle persone che migrano, data la sua complessità – conclude -, non si risolve ‘rimandando indietro i profughi’, ma accogliendoli, e lavorando per orientare e condividere la gestione dei flussi migratori a livello nazionale e internazionale, aiutando i Paesi poveri a svilupparsi, prevenendo la vergognosa tratta degli esseri umani, e punendo severamente i moderni mercanti di schiavi”.

Tensioni Usa-Corea Nord: vescovi coreani, “abbandonare armi nucleari e dialogare”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 11:32

I vescovi della Corea del Sud sono preoccupati per il clima di tensione tra Usa e Corea del nord e le minacce di iniziative nucleari. Il cardinale Andrew Yeom Soo-jung, arcivescovo di Seoul, nel messaggio in occasione della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria che ricorre il 15 agosto chiede ai cattolici di pregare il rosario “per la conversione dei peccatori e la pace nel mondo”. “Il rosario è la nostra arma spirituale per sconfiggere efficacemente il male – scrive – e ci aiuterà a superare le sfide e diventare operatori per la pace nel mondo”.
“Per la sicurezza e il futuro di tutti i coreani – afferma il cardinale Yeom, come riferito da Ucanews  -, la Corea del Nord dovrebbe sedersi intorno ad un tavolo e abbandonare le armi nucleari”. Anche mons. Lazzaro Tu Heung-sik, vescovo di Daejeon, nel suo messaggio invita a “promuovere la cultura della pace e della vita contro la cultura della morte che sta aumentando nella penisola coreana”. Mons. Peter Lee Ki-heon, vescovo di Uijeongbu, chiede un accordo di pace tra le due Coree e invita i leader mondiali a lavorare insieme per risolvere le tensioni nella penisola. Mons. John Chrysostom Kwon Hyeok-ju, vescovo di Andong esorta i cattolici coreani a diventare costruttori di pace.

Cardinale Bagnasco: festa di san Lorenzo, “il mondo resta smarrito di fronte a una Chiesa che parla di vita eterna”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 11:26

“Il mondo resta smarrito da una Chiesa che parla agli uomini di grazia, di redenzione, di vita eterna. Resta spiazzato perché sono parole non sue, estranee, che non riesce a controllare. Preferisce una Chiesa che parla di organizzazione, di risorse e programmi, di cose da fare, perché queste categorie permettono al mondo di giudicare la Chiesa con parametri noti di efficienza e di successo. Parlare di ‘al di là’, di anima immortale, relativizza i poteri terreni e libera lo spirito, lo rende capace di cose incomprensibili al mondo”. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee, celebrando la messa nella cattedrale di San Lorenzo. “Ogni gesto di verità che compiamo – ha aggiunto – infrange il mondo della menzogna e dell’apparenza, così come ha fatto Lorenzo. Con il suo gesto ha compiuto qualcosa di estremamente pericoloso, ha interpellato il mondo, ha dato a ognuno la possibilità di guardare dietro il sipario, ha dimostrato che ad ognuno è possibile vivere nella verità e nella libertà di cui Dio solo è misura e garante”. La fede nella vita futura, ha detto ancora il cardinale, “dona al credente la forza della libertà di fronte alle prove e alle ingiustizie del mondo, e alla violenza dei forti. Ci rende capaci di dire ai potenti: quello che fai, anche se è secondo il diritto, è ingiusto; ciò che dici è falso, non ti è lecito; il potere non è dominare ma servire il popolo a cominciare dai deboli e piccoli; puoi uccidere il mio corpo, ma non la mia anima; puoi mettermi in schiavitù ma non potrai mai possedermi”.

Germania: anziani ministranti nella tradizione della parrocchia di Stöckach

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 11:19

I chierichetti nella Chiesa cattolica sono, generalmente, bambini o adolescenti. Ma in una città della Baviera del Nord non è così, e non perché manchino giovani disposti a servire la messa: a Stöckach, vicino Norimberga, a servire intorno all’altare sono donne e uomini dai 56 agli 80 anni. E se è possibile che degli adulti aiutino il sacerdote durante le celebrazioni, di certo non è la norma, come a Stöckach. Le statistiche della Chiesa tedesca a livello nazionale dicono che il 98 percento dei chierichetti ha meno di 18 anni. Ma nella cittadina bavarese bisogna tornare indietro al 1967, quando il parroco del tempo invitò degli anziani ad aiutarlo per carenza di bambini e ragazzi. “Ora è una tradizione”, dice il 77enne Wolfgang Riegler. Per il più giovane dei ministranti, il 56enne Harald Jobst, “ciò che facciamo nasce dalla nostra convinzione interiore”. Il più anziano, è l’80enne Richard Ruppenstein. Il gruppo ha un nome: “Sms – Seniorenministranten Stöckach” (anziani ministranti di Stöckach). La loro attività non esclude la collaborazione anche di bambini e giovani, quindi non è una carenza di giovani che li porta a svolgere il loro servizio.
Il più contento è il parroco, don Andreas Hornung, che può contare su decenni di esperienza sull’altare: e quando a servire ci sono sia anziani che giovani “questa miscela simboleggia la famiglia parrocchiale, ed è molto bello”, conferma il parroco, che però confida che “all’inizio era qualcosa di insolito che i chierichetti fossero più vecchi di me”.

Spiritualità: Manicardi (Bose), “interpellati dal Vangelo sul quotidiano e sul coraggio di vivere”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 10:25

“Il quotidiano è il luogo del culto esistenziale, la realtà di ciò che si celebra nel rito. Interessarsi del quotidiano è necessario”, spiega Luciano Manicardi, priore di Bose, in un’intervista al Sir. Per questo “occorre chiedersi come sia cambiato il nostro quotidiano oggi e da cosa sia costituito” e vedere “come il Vangelo ci interpella su questa che è la dimensione esistenziale odierna. Si tratta di valorizzare la dimensione sapienziale della persona e della figura di Gesù” e di vedere come “Gesù si rapporta al quotidiano e ci insegna a vivere la nostra umanità nel quotidiano: dalla capacità di ‘dire di no’ al mettersi nei panni degli altri, dalla non ipocrisia alla fatica della solitudine, dallo sguardo altro e radicale sulla realtà al coraggio di osare la propria originalità”. In agosto il monastero offre ai giovani un corso di spiritualità su “Il coraggio di vivere. Dalla Bibbia ai giorni nostri”.  “Fanno parte di una generazione penalizzata dagli adulti”, afferma il priore, ma “hanno bisogno di incontrare chi sappia infondere in loro fiducia” e “aiutarli a riconoscere le risorse e le potenzialità che hanno in se stessi e che sono anche risorse di futuro”. Si tratta di “sviluppare immaginazione, creatività, desiderio e anche coraggio”, ossia quella “virtù del ‘cor'” che serve “per stare al mondo” e che significa “agire ‘malgrado’, vivere ‘nonostante’”. Di qui la proposta di figure bibliche “del coraggio che possono – se adeguatamente accostate con penetrazione psicologica e lucidità antropologica – parlare al giovane di oggi”. Tra queste “Abramo, o il coraggio di partire per l’ignoto; Mosè, o il coraggio della solidarietà; Rut, o il coraggio dell’amore fedele; Giobbe, o il coraggio nel dolore; Gesù, o il coraggio della libertà …”.

Spiritualità: Manicardi (Bose), “igiene dell’anima” per “dare “tempo, ascolto, presenza ai poveri di oggi”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 10:23

Cercano risposte di senso e una declinazione della fede capace di parlare all’umano e di incrociarne drammi e sofferenze; trovano un’accoglienza incondizionata che non giudica e non chiede nulla. Un luogo in cui preghiera e silenzio diventano azione. Per questo le persone vanno nel monastero di Bose. E il Vangelo, afferma in un’intervista al Sir il priore Luciano Manicardi, è “scuola di umanità”, esigenza radicale “che intende raggiungere le profondità della persona – corpo, mente, spirito –, dunque la sua integralità”. Le persone che arrivano al monastero, racconta il priore, “normalmente sono molto colpite dalla qualità fraterna, sobria, dell’accoglienza, che sperimentano tanto nei modi dell’ospitalità (discrezione e attenzione alla persona, possibilità di colloqui personali e di incontri fraterni, quindi alloggio, vitto, paesaggio, cura delle case e degli ambienti) quanto nella liturgia”. Un’accoglienza incondizionata: “Senza chiedere, senza porre condizioni previe, senza nulla pretendere di sapere di loro, ma solo accogliendo ciò che di sé intendono comunicare. E, ovviamente, senza mai giudicare”. Vita comunitaria ma anche solitudine e silenzio, “necessari per un’igiene dell’anima, un’ecologia dello spirito, per nutrire una relazione feconda con se stessi. E per ritrovare i tratti essenziali della relazione con gli altri”. E oggi, osserva Manicardi, arriva anche chi ha perso il lavoro o vive in povertà  economica o di relazioni e “ci sollecita a sviluppare l’arte dell’ascolto e della compassione, cioè del porsi di fronte all’altro sentendone l’unicità e cogliendone la radicale preziosità e precarietà”.

Diocesi: mons. Ghirelli (Imola), festa di san Cassiano “occasione per riflettere sul rapporto tra comunità ecclesiale e civica”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 10:21

“La ricorrenza del patrono è occasione per mettere sotto i riflettori il rapporto tra comunità ecclesiale e comunità civica, oggi sempre più ‘mista’”. È quanto scrive il vescovo di Imola, mons. Tommaso Ghirelli nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero del settimanale diocesano “Il Nuovo Diario Messaggero” in occasione della festa di san Cassiano, patrono di Imola, che verrà celebrata domenica 13 agosto. “Che cosa hanno a che fare con san Cassiano le famiglie provenienti da altri Paesi e appartenenti magari ad altre religioni? Come può influire sulla vita di Imola la conoscenza del patrono e la partecipazione alla sua festa?”, chiede il vescovo. “Già il fatto di porre questo problema implica il superamento dell’istintiva diffidenza, se non ripulsa, nei confronti dei nostri nuovi concittadini”, osserva Ghirelli. “Come far conoscere loro il patrono, se non invitandoli a partecipare almeno in parte alla sua festa, visitando la sua tomba nella cripta della cattedrale?”, prosegue il vescovo, secondo cui “dovranno essere informati sulle modalità del suo martirio, sulla diffusione della devozione, sul valore che i cristiani attribuiscono al versamento del sangue per la fede in Cristo”. “Anche questa – nota – è cultura civica”. Di fronte ad “un evento religioso che rivela una non comune capacità di attrazione sul piano sociale”, Ghirelli rileva che “gli imolesi rischiano di essere gli ultimi ad accorgersi del dono che custodiscono e dell’importanza di ciò che fanno”. Ricordando che il prossimo anno si terranno le elezioni amministrative, il vescovo sottolinea che il “progetto di città” che verrà presentato “si misura anche, in profondità, con il rapporto che gli imolesi intendono coltivare con san Cassiano”. “Dipende – spiega – da quanto si identificano con lui e da come raccolgono l’eredità delle generazioni che li hanno preceduti, confermandolo come rappresentante, assistente, protettore della città davanti alla giustizia e misericordia divina”. “Per meritare un sindaco – conclude – occorre amare la città; averle dato un patrono è stata una grande espressione di affetto”.

Colombia: visto umanitario per i profughi venezuelani. Flor Ávila (Università Cattolica Colombia), “veri e propri migranti forzati”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 09:57

Dei circa 300mila venezuelani fuggiti in Colombia negli ultimi mesi, già 150mila hanno potuto usufruire in pochi giorni del visto umanitario che li regolarizza per un anno e consente loro di risiedere e di lavorare nel Paese. Il provvedimento è stato preso per decreto dal Governo del presidente Juan Manuel Santos alla fine di luglio, indirettamente grazie anche all’azione di Flor Maria Ávila Hernandez, docente di sociologia giuridica, diritti umani e teoria dello Stato all’Università Cattolica di Colombia, con sede a Bogotá. La giurista, intervistata dal Sir, spiega l’importanza del provvedimento: “Personalmente mi sono impegnata come consulente del partito di opposizione Centro democratico, che ha presentato in Parlamento un progetto di legge. I tempi di discussione in Parlamento potrebbero essere di qualche mese ma nel frattempo, grazie anche a questa azione politica, il Governo ha preso comunque la decisione di regolarizzare i profughi venezuelani, che sono a tutti gli effetti migranti forzati, vista la situazione che c’è nel mio Paese. Il decreto, però, vale solo per coloro che sono entrati in Colombia prima del 28 luglio”.

Venezuela: Flor Ávila (Università Cattolica Colombia), “le organizzazioni internazionali possono fare di più”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 09:53

La condanna delle Nazioni Unite al regime venezuelano di Maduro per le continue violazioni sui diritti umani è l’ultima di una serie di prese di posizione assunte dalle organizzazioni internazionali. La scorsa settimana il Venezuela è stato escluso dal Mercosur, lo spazio comune dei Paesi sudamericani. Ma a livello di diritto internazionale si deve fare di più per porre fine alla dittatura che si è creata in Venezuela. È il parere, reso al Sir da Flor Maria Ávila Hernandez, docente di sociologia giuridica, diritti umani e teoria dello Stato all’Università Cattolica di Colombia, con sede a Bogotá.
Secondo la docente, una volta falliti tutti i tentativi di dialogo, da quello del Marcosur guidato dall’ex premier spagnolo Zapatero a quello del Vaticano, è giunto il momento che le organizzazioni internazionali, dall’Oas (l’Organizzazione degli Stati americani) all’Onu, facciano la propria parte: “Maduro e le forze militari dovrebbero essere perseguite per lesa maestà, dopo che hanno gettato un intero popolo nella fame. Pensiamo solo che oggi un pacco di riso costa 15mila bolívar, un pollo 30mila bolívar, quando uno stipendio arriva a fatica a 200mila bolívar. Va applicata la carta democratica interamericana dell’Oas, che prevede sanzioni in caso di violazioni. L’Onu dovrebbe emettere un risoluzione per far arrivare nel Paese aiuti umanitari, finora sempre rifiutati da Maduro. Eventualmente, come ultima, possibilità, l’Onu potrebbe anche pensare all’invio di forze di pace. Un tipo di sanzioni incisive sono state quelle unilateralmente decise dagli Usa, che hanno bloccato i conti in Usa di Maduro e di importanti funzionari. Purtroppo, invece, le decisioni prese dal Mercosur ammoniscono il Governo, ma fanno sentire i loro effetti sulle persone, che perdono la possibilità di studiare in altri Paesi, di circolare solo con la carta d’identità, di risiedere e di lavorare nell’area del Mercosur”.

Venezuela: Flor Ávila (Università Cattolica Colombia), “Costituente illegittima. Opposizione debole e frammentata”

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 09:50

L’Assemblea Costituente convocata da Maduro è “illegittima non solo se si considerano la storia costituzionale venezuelana e le comuni regole del diritto costituzionale, ma anche alla luce della stessa Costituzione chavista”. Il giudizio è della professoressa Flor Maria Ávila Hernandez, docente di sociologia giuridica, diritti umani e teoria dello Stato all’Università Cattolica di Colombia, con sede a Bogotá. Il tutto mentre l’Esercito impedisce ai deputati eletti nel dicembre 2015 di entrare nel Parlamento.
La costituzionalista, reduce da alcune conferenze in Messico dedicate alla situazione del suo Paese d’origine, spiega al Sir: “Nella Costituzione venezuelana ci sono tre articoli che parlano dell’eventualità di un’Assemblea Costituente, ed è scritto chiaramente che solo al popolo spetta di convocare una Costituente, attraverso un referendum. Tale metodo è stato seguito anche dal presidente Hugo Chávez nel 1999”.
Prosegue Ávila: “In questo momento il Tribunale supremo di giustizia (Tsj) non è indipendente e legittima qualsiasi frode di Maduro. Lo scorso 21 luglio l’Assemblea nazionale esautorata da Maduro e in mano alle forze di opposizione, ha nominato 33 magistrati per sostituire gli attuali giudici. Questi magistrati sono sati in parte incarcerati, altri si sono rifugiati nell’ambasciata cilena a Caracas, altri sono fuggiti a Panamá o in Colombia. L’opposizione, poi, non è riuscita a impedire nulla. Bisogna anzi ammettere che coloro che criticano l’opposizione per le sue divisioni e debolezze hanno ragione. La Mesa di Unidad Democratica (Mud) è composta da 35 partiti. Dei quattro maggiori almeno due sono condizionate dal Governo. In realtà è stata la gente scesa in piazza a rianimare l’opposizione”.
In tal modo, nonostante la forte opposizione popolare e la drammatica situazione economica, Maduro pare sempre saldo al potere: “È protetto dai militari, che ha sistemato nei vari posti di comando e in quelli più redditizi per il business del petrolio. Ora faranno le elezioni comunali e regionali, sospese da due anni. L’opposizione esulta perché pensa di vincere, ma di sicuro dalla Costituente emergerà qualche nuova proposta, che vanificherà l’eventuale risultato elettorale. I poteri saranno accentrati, magari decideranno la nomina statale dei governatori”.

Diocesi: Andria, pronto intervento sociale per anziani e persone in difficoltà

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 09:29

Ad Andria è stato attivato un servizio speciale per  dare sostegno e aiuto alle persone particolarmente vulnerabili, soprattutto anziane, in questi giorni di caldo eccessivo. E’ il Pronto intervento sociale, operativo tutto l’anno, da parte del settore socio sanitario del Comune di Andria, in collaborazione con la comunità “Migrantesliberi”, la casa di Accoglienza “S. Maria Goretti” della diocesi di Andria e l’Ass. Salah. “Un servizio – spiega l’assessore alle politiche sociali  Francesca Magliano – di estrema importanza in questo periodo e che vede al fianco del Comune di Andria diverse realtà andriesi impegnate nel tendere la mano a questi cittadini”. Obiettivi dell’intervento sono: la risposta tempestiva in favore di persone in situazioni di emergenza sociale; il contenimento del rischio sociale; la prevenzione del rischio sociale; il rafforzamento della funzione del servizio di Pronto intervento sociale ed il rafforzamento della rete degli attori pubblici e privati operanti nello specifico segmento di intervento. Il progetto prevede attività di prevenzione, pronto soccorso sociale, accoglienza temporanea e cura della persona, interventi di carattere materiale indifferibili ed urgenti, azioni di raccordo con i servizi territoriali e costruzione di interventi mirati in sostegno della popolazione anziana. “Questo servizio si presenta alla città di Andria –sottolinea don Geremia Acri, responsabile di Casa Accoglienza – come occasione per l’esercizio umano della solidarietà, nei confronti della collettività, fragile, esclusa e marginale. Un bene, che spetta a ciascun cittadino promuovere e tutelare, per lo sviluppo di una cultura inclusiva e una comunità a misura d’uomo”.

Diocesi: Oria, al via oggi la missione in spiaggia 2017

Agensir.it - Thu, 2017-08-10 09:00

Si svolgerà da oggi a sabato 12 agosto nella località balneare di Campomarino di Maruggio (Taranto) la Missione in spiaggia 2017 sul tema “Risplendete come astri nel mondo”. A promuoverla è come di consueto il Servizio di pastorale giovanile della diocesi di Oria, in collaborazione con la Caritas diocesana e la parrocchia “Maria Assunta” in Campomarino. Coinvolti numerosi giovani provenienti da tutti i comuni della diocesi. I giovani saranno protagonisti delle attività di animazione, evangelizzazione e – assieme alla Caritas diocesana – si dedicheranno allo “Spazio carità” effettuando la raccolta alimentare “Porta a porta”; nella serata di sabato 12 agosto tutti i partecipanti alla Missione in spiaggia incontreranno il vescovo Vincenzo Pisanello nella chiesa parrocchiale di Campomarino. Ad aprire la Missione, la Messa domani sera alle 20 nella chiesa parrocchiale dell’Assunta alla quale seguirà la preghiera della notte. Venerdì 11 agosto alle 16 un momento di animazione presso “Fuori Rotta”: alle 21.30 il  concerto testimonianza degli Akusimba (in piazzetta). Alle 24 ancora preghiera della notte nella chiesa parrocchiale dell’Assunta. Sabato 12 agosto appuntamento alle 9.30 per un momento di animazione presso il Lido dei Cavalieri; alle 21.30 veglia e mandato con il vescovo, mons. Vincenzo Pisanello, nella chiesa dell’Assunta. A seguire, sempre in chiesa, “Una luce nella Notte”.

Avvenire: la prima pagina di domani 10 agosto. Strage dei Cristiani in Centrafrica, ripresa produzione industriale, questione fiscale

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 19:30

“La strage silenziosa dei cristiani”. È dedicato al dramma delle 50 persone sgozzate in Centrafrica il titolo di apertura di “Avvenire” che riporta, oltre al dolore del Papa, l’appello del vescovo locale che da tempo sta cercando di mediare tra le bande in conflitto e che ha offerto protezione anche ai musulmani. Collegato un titolo dà conto dell’avviso di garanzia arrivato a don Mosè Zerai dalla Procura di Trapani per il presunto favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la sua difesa: ho solo segnalato alle autorità la posizione dei naufraghi. Due fotocronache, invece, danno conto l’una della forte ripresa della produzione industriale, l’altra del pressing dei partiti sul governo in vista della Conferenza nazionale sulla famiglia in programma a settembre. L’editoriale, a firma di Marco Olivetti, affronta invece il tema dell’equilibrio tra libertà e solidarietà nella Costituzione a proposito della questione fiscale e della proposta di flat tax.

Migranti: Taranto, la diocesi prende le distanze dalle parole di don Luigi Larizza

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 19:14

La posizione di don Luigi Larizza, parroco tarantino, in tema di accoglienza dei migranti, non è quella della Curia di Taranto. L’arcivescovo della diocesi ionica, monsignor Filippo Santoro, prende nuovamente le distanze dal sacerdote che sulla sua pagina Facebook qualche giorno fa aveva ipotizzato l’utilizzo delle armi da parte delle forze dell’ordine, contro i migranti che a Napoli li avevano accerchiati nel tentativo di evitare un fermo. “La diocesi va da tutt’altra parte. L’accoglienza, l’ho ribadito in più occasioni, non conosce distinguo di etnia, di razza, di colore. Ho invitato più volte don Luigi ad essere più equilibrato nell’esprimere giudizi e prendere posizioni. Lo farò ancora. La sua idea non è quella della diocesi. Come Curia – prosegue Santoro – abbiamo destinato l’ex convento delle suore carmelitane di Poggio Galeso proprio agli immigrati. È una delle opere di misericordia che Papa Francesco aveva chiesto in occasione del Giubileo e, sempre in quest’ottica, è quasi pronto Palazzo Santa Croce, accanto all’episcopio, in Città Vecchia. Un centro che accoglierà senza fissa dimora con 60 posti letto, una mensa e appartamenti per minori e ragazze madri. E se saranno bianchi o neri, tarantini o no, non ci interesserà. I poveri, gli emarginati, vanno aiutati tutti. E non lo dico io, lo dice il Vangelo”.

Padre Pio: domani all’alba pellegrinaggio da Pietrelcina a Benevento per i 107 anni dall’ordinazione sacerdotale

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 18:49

In occasione del 107° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di padre Pio, domani, alle 5 di mattina, partirà da Pietrelcina il pellegrinaggio verso la cattedrale di Benevento dove, il 10 agosto 1910, nella cappella dei canonici, il futuro santo ricevette la consacrazione presbiterale per l’imposizione delle mani di mons. Paolo Schinosi, arcivescovo di Marcianopoli, in sostituzione del vescovo della città, mons. Benedetto Bonazzi, che in quel periodo si trovava fuori diocesi. L’arrivo del pellegrinaggio è previsto, alle 9.30. I partecipanti percorreranno il cammino lungo oltre 12 chilometri che 107 anni fa il frate, insieme alla mamma, Maria Giuseppa De Nunzio, e al parroco di Pietrelcina, don Salvatore Pannullo affrontarono con il calesse di Alessandro Mandato. In quell’occasione, era assente il padre del futuro santo, Grazio Forgione, emigrato in America per far fronte alle necessità economiche della famiglia. Domani mattina, alle 10, sarà l’arcivescovo di Benevento, mons. Felice Accrocca, a presiedere le celebrazione eucaristica al termine della quale i fedeli ritorneranno a Pietrelcina in pullman e, accolti dalla banda musicale della cittadina, si recheranno nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, tanto cara a padre Pio, per ringraziare la patrona, la Madonna della Libera, alla quale il santo era particolarmente devoto.

Funerali Nadia Orlando: mons. Mazzocato (Udine), “si senta finalmente al sicuro per l’eternità”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 18:30

“Affidiamo Nadia a Gesù che fin da piccola aveva imparato a conoscere, ad amare e a servire nelle celebrazioni liturgiche e nei fratelli. Chiedo a Gesù risorto che la metta sulle sue spalle come una delle pecorelle del suo gregge e Nadia si senta finalmente al sicuro per l’eternità. La consoli e le doni la gioia piena che qui sulla terra ella ha avuto appena il tempo di assaggiare”. È quanto ha scritto l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, in un messaggio che è stato letto durante i funerali di Nadia Orlando, la ragazza di Vidulis uccisa dal fidanzato alcuni giorni fa. Unendosi “con tutto il cuore alla messa di suffragio che state celebrando per la carissima Nadia che una morte crudele ha strappato ai nostri affetti”, l’arcivescovo osserva che “in questo momento le uniche parole che possono arrivare fino a lei, cariche di dolore e amore, sono le nostre parole di preghiera”. “Preghiamo per lei tutti assieme e ognuno nel segreto dell’animo”, ha suggerito Mazzocato. “Metto sotto il manto della Madonna addolorata la mamma, il papà e il fratello di Nadia”, ha aggiunto. Secondo l’arcivescovo, “la straordinaria solidarietà di tanti cuori amici li sta sostenendo nel loro straziante dolore”. “Una preghiera dolorosa e sincera – ha proseguito – non può non arrivare anche a colui che, con la coscienza annebbiata, si è fatto collaboratore del maligno. Il Signore gli doni la forza del pentimento e il coraggio di impegnare la vita per una riparazione, almeno parziale, del grave male che ha fatto”. L’arcivescovo ha invitato anche a pregare “per tutti noi, per la comunità di Vidulis, per il nostro Friuli”. “L’ultima invocazione che Gesù ci ha insegnato nella sua preghiera è: ‘Liberaci dal male’. Sia la nostra supplica, perché il male ci ha toccati tanto da vicino”. “Rispondiamo al maligno – ha concluso Mazzocato – rinnovando la nostra fede cristiana così profondamente radicata nel cuore di Nadia e stringendo i legami di comunione tra noi per i quali Nadia si è sempre spesa. Sarà una gioia anche per lei”.

Malta: bilancio diocesi in attivo. Aumentano le offerte. Fra le spese, attenzioni particolari per cultura e ambiente

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 18:00

Secondo quanto emerge dal rapporto finanziario per il 2016 che l’arcidiocesi di Malta ha appena presentato, l’attivo di circa 752mila euro registrato dalla Curia è stato “distribuito attraverso sovvenzioni a enti ecclesiali che compiono attività sociali e caritative”. È quanto ha messo in evidenza il segretario per gli affari economici Michael Pace Ross, che ha sottolineato anche il fatto che il 2016 ha registrato un incremento nelle donazioni di 1,8 milioni di euro rispetto al 2015. I diversi capitoli delle uscite ammontano a 36milioni di spesa per l’arcidiocesi. Una delle voci più consistenti di spesa sono gli stipendi per 269 sacerdoti dell’arcidiocesi e i 1150 laici impiegati, soprattutto nelle case di cura per anziani e per i disabili dell’arcidiocesi. Il rapporto mette in evidenza anche due attenzioni particolari della Chiesa maltese in questi anni: da un lato gli investimenti in varie iniziative “ambientaliste”, tra cui l’installazione di pannelli fotovoltaici in circa 30 parrocchie che sta portando benefici economici oltre che “ridurre l’impronta ecologica”. Dall’altra la cura del patrimonio storico e culturale che ha portato alla creazione di una Fondazione per il patrimonio culturale che ora sta lavorando per raccogliere finanziamenti per 17 diversi progetti di conservazione e ristrutturazione.

Uova contaminate: Prandini (Coldiretti), necessario “rendere riconoscibile ogni possibile informazione ai consumatori”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 17:55

“Con circa i 2/3 delle uova consumate dagli italiani attraverso pasta, dolci ed altre preparazioni alimentari, dopo lo scandalo della contaminazione con l’insetticida Fipronil e commercializzate in Europa, occorre togliere il segreto sulla destinazione finale dell’import di tutti i prodotti alimentari”. È quanto chiede la Coldiretti in una nota nella quale sottolinea che “a rischio non ci sono solo le uova e gli ovoprodotti ma anche gli alimenti realizzati con le uova contaminate”. Secondo Coldiretti, “l’Italia ha importato nei primi quattro mesi dell’anno 578mila chili di uova in guscio di gallina dai Paesi Bassi” a cui vanno aggiunti “anche i derivati delle uova usati a livello industriale e gli alimenti realizzati con le uova a rischio”. “Non possiamo più aspettare”, afferma Ettore Prandini, vice presidente nazionale di Coldiretti e presidente di Coldiretti Lombardia. “Delle 215 uova consumate in media pro capite ogni anno in Italia, ben 140 sono mangiate attraverso pasta, dolci e altre preparazioni alimentari derivate per le quali non c’è ancora una chiara indicazione di origine”. “Inoltre – aggiunge – non si può trascurare il ruolo delle triangolazioni di prodotti di Paesi extra Ue che vengono importati nell’Unione, diventano europei e poi vengono spediti da noi, tanto nessuno può sapere da dove arrivano le uova utilizzate”. “Dopo l’ultimo scandalo in Olanda e Belgio – denuncia – l’Italia non può certo chiudere gli occhi e fare finta di nulla. Il consumatore deve poter scegliere anche in base alla sicurezza che un prodotto davvero italiano gli garantisce”. Sulle uova in guscio l’indicazione di origine è presente, “ma è necessario – spiega Prandini – migliorarne la visibilità. Non sono più sufficienti quattro codici e una data sul guscio, bisogna scrivere chiaramente, anche sulle confezioni e sui cartoni, da dove arrivano e rendere riconoscibile ogni possibile informazione ai consumatori”. Secondo la Coldiretti, “grazie alla produzione nazionale di 12,9 miliardi di pezzi, l’Italia è praticamente autosufficiente per il consumo di uova”.

Agricoltura: Coldiretti, “maltempo causa danni pari a più di 14 miliardi di euro in un decennio”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 17:51

Ammontano ad “un totale pari a più di 14 miliardi di euro in un decennio” i danni che il maltempo in Italia ha inferto “alla produzione agricola nazionale, alle strutture e alle infrastrutture”. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’ondata di violenti nubifragi e grandine che – si legge in una nota – “hanno interessato a macchia di leopardo il nord Italia a partire dal Varesotto con campi imbiancati, foglie crivellate, rami spezzati, verdure, ortaggi e frutti segnati da vere e proprie ‘biglie di ghiaccio’”. “La grandine – sottolinea Coldiretti – è la calamità più temuta dagli agricoltori in questa stagione perché provoca danni irreparabili alle coltivazioni vanificando il lavoro di un intero anno”. “Le precipitazioni – aggiunge Coldiretti – non hanno peraltro scalfito lo stato di grave siccità dei campi perché l’acqua per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento mentre gli acquazzoni aggravano i danni e pericolo di frane e smottamenti”. Quest’anno – conclude Coldiretti – “siamo di fronte al moltiplicarsi di eventi estremi con l’alternarsi di caldo anomalo, siccità, bombe d’acqua, grandinate violente e con il divampare di incendi che hanno colpito non solo boschi ma anche animali allevati, pascoli, vigneti e uliveti con un impatto devastante sull’ambiente, l’economia, il lavoro e il turismo”.

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