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Giornali Fisc: “Il Nuovo Amico”, card. Bassetti a Pesaro il 21 ottobre per convegno “Giornalismo di prossimità”

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 18:29

Sarà il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, a tenere a battesimo il rilancio de “Il Nuovo Amico”, settimanale delle diocesi di Pesaro, Fano e Urbino. Fondato nel 1903, il giornale distribuisce oggi oltre 6mila copie settimanali su un territorio di circa 350mila abitanti. L’appuntamento è fissato per sabato 21 ottobre, alle 9 presso l’auditorium Pedrotti del Conservatorio “Rossini” di Pesaro, con il convegno dal titolo “Giornalismo di prossimità: gli ‘occhiali’ giusti per leggere le periferie”. All’iniziativa, alla quale sono attese oltre 600 persone provenienti da tutta la provincia, parteciperanno anche Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, e don Adriano Bianchi, presidente della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc). Nel corso della mattinata, moderata da Ernesto Preziosi, verrà presentata la nuova veste grafica del settimanale, studiata insieme alla redazione de “La Voce del Popolo”, settimanale diocesano di Brescia, e a “La Voce Misena” della diocesi di Senigallia. L’appuntamento fornirà anche l’occasione per la presentazione del nuovo direttore editoriale. I vescovi della tre diocesi hanno deciso di affidare per la prima volta l’incarico ad un laico, Roberto Mazzoli, già caporedattore centrale de “Il Nuovo Amico”. Al termine del convegno i presenti potranno assistere a un concerto degli studenti del Conservatorio “Rossini” dedicato in particolare al direttore emerito mons. Raffaele Mazzoli, decano dei giornalisti Fisc.

Formazione: Milano, domani convegno sulla scuola all’istituto Marcelline Tommaseo

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 18:21

“Quale scuola oggi per l’uomo di domani?” sarà il tema dell’incontro che si svolgerà domani, sabato 14 ottobre, dalle 9, nell’istituto Marcelline Tommaseo, a Milano. Genitori, dirigenti scolastici, insegnanti e studenti di tutte le scuole della città saranno invitati all’iniziativa promossa dal collegio San Carlo, dall’istituto Leone XIII e dall’istituto Marcelline Tommaseo. “In un tempo di incertezze e di rapidi cambiamenti, di riforme annunciate e di ricette educative discutibili, le tre scuole, in nome della loro forte tradizione di servizio all’educazione milanese e per la prima volta insieme, desiderano aprire un confronto libero e di ricerca sul presente e sul futuro della formazione dei nostri giovani a beneficio di tutta la società”, si legge in una nota. Tra i temi al centro del dibattito, il rapporto scuola-lavoro, tecnologie e internazionalità. Interverranno padre Giacomo Costa, gesuita, direttore di Aggiornamenti Sociali e formatore, Andrea Granelli, fondatore e presidente di Kanso, società di consulenza che si occupa di innovazione, e Ger Rombouts, preside dell’International School of Breda. Gli spunti forniti dai relatori saranno poi al centro del dibattito.

Migranti: card. Bagnasco (Genova), né problemi né risorse ma “una grazia”

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 18:21

I migranti “sono persone” e sono “una grazia”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi europei, a margine del convegno “Ero straniero e mi avete accolto”, organizzato dalla Conferenza episcopale ligure sul tema dell’accoglienza dei migranti in corso oggi pomeriggio a Genova presso il Museo Galata. I migranti, ha precisato il porporato, non sono né problemi, né risorse. Queste, ha spiegato, “sono categorie che non condivido in pieno perché mi sanno di categorie funzionali e strumentali” ma noi “non possiamo essere strumentali e funzionali rispetto alle persone”. Infatti, “risorse, problemi, vantaggi, svantaggi, sono logica del calcolo” ma “le persone non sono numeri e non sono cose”. “Certamente – ha aggiunto – sono una grazia che il Signore ci fa in questo momento e che ci interpella nella nostra responsabilità con intelligenza e con realismo”. L’arcivescovo ha quindi ricordato che quello dei migranti è un fenomeno che “riguarda l’Europa intera” e che, attraverso questo fenomeno, “il Signore ci invita a vivere il vangelo, che vuol dire accogliere chi ha bisogno, nei modi migliori possibili, nella legalità, nell’ordine e nella sicurezza, e di cercare di integrare il più possibile persone che fuggono disperati, da carestia, guerre, persecuzioni e che ricordano, in qualche modo, anche l’esperienza di tanti italiani all’estero”. “Sì – ha concluso – non dobbiamo dimenticare questa esperienza dei nostri padri”.

Spiritualità: comunità peruviane in Italia, l’11 e 12 novembre si festeggia a Roma il Senor de los Milagros. A Bergamo il patrono si celebra domenica 15 ottobre

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 18:03

Le comunità peruviane in Italia si preparano a festeggiare il loro patrono, il Senor de los Milagros. A Roma la festa si svolgerà l’11 e il 12 novembre mentre a Bergamo si celebrerà domenica con una processione per le vie del centro cittadino. La Missione “Santa Rosa da Lima” per tutti i migranti cattolici della città lombarda fino a domani promuove tutte le sere la novena per il Senor de los Milagros presso la chiesa di San Lazzaro della città mentre l’immagine del Senor de los Milagros sarà portata, questa sera, presso la chiesa di Sant’Alessandro in Colonna dove domenica è prevista la Santa Messa celebrata dal parroco e dai sacerdoti che seguono le diverse comunità di altra madrelingua presenti in diocesi. Seguirà la processione per alcune vie della città con momenti di sosta e preghiera a cura delle altre comunità cattoliche latinoamericane (boliviani, ecuadoriani, brasiliani, dominicani).

Salute: Acli Roma, domani un’iniziativa dedicata alla prevenzione dei tumori al seno

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 17:45

Un punto informativo di sensibilizzazione alla prevenzione dei tumori al seno nel Giardino Incantato di piazza Merolli, a Roma. Sarà attivo domani, sabato 14 ottobre, dalle 10, durante l’iniziativa “eVento di Donna”. Si tratta di una mattinata interamente dedicata alle donne, promossa dalle Acli di Roma e provincia in collaborazione con l’associazione Susan G. Komen Italia, nel mese della promozione della salute femminile. Inoltre, l’Asd Sasori Kenpo terrà un corso di autoprotezione e autodifesa attraverso discipline orientali. Sarà presente anche uno sportello di ascolto, assistenza e tutela per le vittime di violenza grazie al progetto “Fiore di Loto”, già attivo nella parrocchia di Santa Maria ai Monti. “Le donne – dichiara Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia – sono protagoniste di questa nuova iniziativa legata all’Ottobrata solidale. Riteniamo che uno dei primi problemi da affrontare sia rappresentato dalla povertà sanitaria: sempre più persone, infatti, sono costrette a tagliare le proprie spese mediche e spesso la prima scelta ricade proprio sulla prevenzione, che, come ci mostrano i dati, rappresenta l’arma più efficace per contrastare malattie come il cancro e salvare quindi numerose vite”. “Attraverso la Carovana della prevenzione – afferma Ivana Appolloni, direttore generale Susan G. Komen Italia – offriamo visite gratuite di diagnosi del tumore del seno, del collo dell’utero e altre patologie femminili. Insieme renderemo più forte il messaggio comune sull’importanza vitale della prevenzione”.

Ilva: card. Bagnasco, “grande preoccupazione per Genova”

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 17:40

La vertenza dell’Ilva “è una grande preoccupazione per Genova”. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee, parlando con i giornalisti al suo arrivo al convegno “Ero straniero e mi avete accolto”, organizzato dalla Conferenza episcopale ligure sul tema dell’accoglienza dei migranti in programma oggi pomeriggio a Genova presso il Museo Galata. “Si conferma, purtroppo – ha detto ancora il porporato – un ulteriore sviluppo di una politica che nasce da molto lontano e che ha visto Genova progressivamente spogliata dei suoi gioielli industriali”. In merito ai possibili licenziamenti, ha poi aggiunto: “Spero che questi 600 esuberi programmati siano ripensati dalle parti” e che “governo, proprietà, sindacati e tutte le forze in campo” possano “trovare una soluzione rispettosa di loro e delle loro famiglie tenendo anche conto che la sede di Genova è una sede produttiva di alta qualità, perché, com’è noto, fa la banda stagnata che è una lavorazione a freddo, che è in piena attività, e che è in crescita”.

Festival della missione: padre Lombardi, “Papa Francesco sostiene causa beatificazione Matteo Ricci”

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 17:34

“Papa Francesco ammira la Cina come la ammirava Matteo Ricci. Perciò ne parla spesso come un modello da attuare: un maestro di santità nella ricerca di Dio in tutte le cose, di coraggio nell’inculturazione, nella costruzione di ponti, nella capacità di ascolto e di uscire dagli schemi e dall’autoreferenzialità”: così padre Federico Lombardi, già portavoce della Santa Sede, ha spiegato ai partecipanti al Festival della Missione in corso in questi giorni a Brescia, i motivi per cui Papa Francesco cita spesso nei suoi discorsi Matteo Ricci, cattolico vissuto tra il 1552 e il 1610 che è riuscito ad entrare alla corte degli imperatori cinesi e ad evangelizzare in Cina. Se ne è parlato oggi pomeriggio in una tavola rotonda all’Università Cattolica su “Matteo Ricci: l’amicizia via per la missione”. Papa Francesco, ha detto padre Lombardi, “sostiene e sente valida l’idea di riprendere la causa di beatificazione di Matteo Ricci, perché lo considera un grande testimone della missione”.  Come tutti i gesuiti, ha spiegato, “Bergoglio ha sentito parlare di Ricci fin dalla gioventù, è stata una figura di riferimento insieme a sant’Ignazio e a san Francesco Saverio, che ha girato l’Asia orientale ma è morto senza riuscire ad entrare in Cina”.
“Per noi gesuiti la Cina è qualcosa verso cui guardiamo e che desideriamo – ha precisato padre Lombardi -. Matteo Ricci, a differenza di altri 25 gesuiti che sono morti alle porte della Cina, è riuscito ad arrivare a Pechino e a stabilire un rapporto con la cultura cinese. Rimane un riferimento per la Chiesa e fra cultura occidentale e orientale. Parlare di Ricci per Bergoglio è spontaneo da decenni, per dire che nella Chiesa c’è capacità e attenzione al dialogo tra culture”. Tra i relatori all’incontro, moderato da mons. Claudio Giuliodori, assistente generale dell’Università Cattolica, due esperti di Matteo Ricci e della cultura cinese. Padre Gianni Criveller, missionario del Pime, ha descritto Ricci come “missionario dell’amicizia, che diventa uno stile di missione e lo rende ancora attuale”. Elisa Giunipero, docente di storia della Cina all’Università Cattolica e direttrice dell’Istituto Confucio, ha invece descritto nei dettagli la figura di un cinese amico di Ricci convertito al cristianesimo con il nome di Paolo. L’Istituto Confucio, promosso dal governo cinese e con un direttore cinese e uno italiano, “è oggi impegnato in un progetto per la traduzione delle sue opere dal cinese all’italiano”.

Diocesi: Nola-Acerra, lunedì 16 ottobre inaugurazione dell’anno accademico dell’Issr “Duns Scoto” con mons. Galantino

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 17:28

Il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, parteciperà a Nola, il 16 ottobre, all’incontro pubblico “Chiesa e Territorio. Una proposta per la nostra gente”, promosso dall’Istituto superiore interdiocesano di scienze religiose “Giovanni Duns Scoto” di Nola-Acerra, in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico, lunedì alle 18,30, nella chiesa dei Santi Apostoli. La serata darà anche l’occasione per illustrare la proposta accademica dell’Istituto superiore di scienze religiose interdiocesano “G. Duns Scoto”, centro di studi teologici e polo culturale del territorio, giunto quest’anno al cinquantesimo anniversario della sua fondazione (1967-2017). L’Istituto, inoltre, su proposta dei vescovi campani e a seguito della rivisitazione della mappa degli Istituti in Italia, è da quest’anno uno dei cinque centri universitari per le scienze religiose della Campania. L’evento sarà presieduto dal vescovo di Nola, mons. Francesco Marino, e vedrà la partecipazione del vescovo di Acerra, mons. Antonio Di Donna, del sindaco di Nola, Geremia Biancardi, e dell’assessore alla cultura, Cinzia Trinchese. A moderare l’appuntamento sarà il direttore dell’Istituto superiore interdiocesano di scienze religiose di Nola-Acerra, don Francesco Iannone. “Proprio mentre si prepara ad assumere la sua definitiva fisionomia accademica prevista dal progetto di riordino predisposto dalla Cei – spiega don Iannone ― il nostro Istituto è chiamato a coinvolgersi sempre più con passione e intelligenza, nel tempo e nella missione della Chiesa”. L’obiettivo è quello di “formare uomini e donne dalla fede convinta e intelligente, quella fede che matura in generoso e competente servizio al mondo, capaci di discernimento e dialogo nell’attuale contesto culturale”.

Scuole paritarie: Toccafondi (sottosegretario Miur), “abbattere i muri ideologici, la scuola è tutta pubblica”

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 17:20

“Sul tema delle scuole paritarie occorre abbattere i muri ideologici e per farlo bisogno conoscere le realtà educative del nostro Paese, guardando in faccia le situazioni, valorizzando le esperienze. Nel 2017 è un paradosso continuare a dividersi tra chi pensa che la scuola in Italia sia pubblica e privata; la scuola è tutta pubblica”. Lo ha affermato questa mattina Gabriele Toccafondi, sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (Miur), intervenendo alle iniziative per i 20 anni dei licei paritari “Chelli” di Grosseto dopo aver visitato, a Nomadelfia, la scuola familiare che il prossimo anno compirà cinquant’anni.


Riconoscendo che “una scuola come i licei ‘Chelli’ sta dentro il sistema di regole delle scuole pubbliche”, Toccafondi ha rilevato la differenziazione tra scuola pubblica e privata “è un aspetto culturale su cui è l’ora di crescere”. Nel dare il benvenuto al sottosegretario, la preside Paola Biondo ha sottolineato che “vent’anni non sono pochi. È stata ed è una sfida continua, anche contro qualche pregiudizio che resiste, ma noi siamo una scuola orgogliosamente pubblica, che sta contribuendo alla crescita del territorio”. Toccafondi ha parlato delle misure in favore delle scuole paritarie e per il sostegno alla disabilità. “Si tratta di una inversione di rotta culturale”, ha evidenziato Toccafondi, precisando che si sono intensificati anche i controlli “perché la parità si difende anche facendo vedere nei fatti che lo Stato controlla”. Il vescovo di Grosseto, mons. Rodolfo Cetoloni, ha posto l’accento sulla ricchezza rappresentata per il territorio dell’esperienza dei licei “Chelli” e dalla scuola familiare di Nomadelfia. “La semina è stata lunga e a tratti faticosa – ha concluso – ma oggi vedere i frutti dà coraggio e ci dice quanto ne è valsa la pena”.

Cardinale Bassetti: convegno su La Pira, “uno sperimentale” capace di “concretezza, bellezza, cultura e unità”

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 17:12

Giorgio La Pira fu uno “sperimentale” che fece di Firenze “il laboratorio” dove sperimentare alcuni “principi operativi”: “quelli fondamentali della Costituzione repubblicana, quelli economici che si trovano in ‘L’attesa della povera gente’ e, infine, i principi della sua inedita e in fieri civiltà cristiana”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, intervenendo, a Palermo, al IV convegno nazionale “Spes contra Spem”, in occasione del quarantesimo anniversario della morte di Giorgio La Pira. Nella sua relazione “Giorgio La Pira e la città”, Bassetti ha sottolineato come “nella sua azione politica e amministrativa ha saputo e voluto interpretare alcune aspirazioni profonde della città”. “La grandezza del La Pira politico – ha aggiunto – sta nell’essere riuscito a dare valenza politica alle culture solidali, aldilà delle divisioni ideologiche, che pure erano feroci”. “Questo – ha spiegato il presidente della Cei – gli diede la forza, genuinamente politica, per requisire le case e per occupare le fabbriche. Altrimenti questa forza non l’avrebbe avuta”. Per parlare di La Pira, Bassetti ha individuato quattro “passaggi” attraverso i quali il sindaco fiorentino ha “tradotto nel governo della città di Firenze, il binomio del pane e della grazia”: “la concretezza, la bellezza, la cultura e l’unità”.
“La concretezza di La Pira si espresse su tutti i campi del sociale”, ha rilevato il cardinale, aggiungendo che “proprio in virtù di questa concretezza, rifiuto di applicare a La Pira la categoria del ‘sognatore’. Se tutti i sognatori fossero come La Pira, oggi le nostre città avrebbero ben altri strumenti per aggredire le povertà”. E poi la “bellezza” che “dice che il valore dell’esistenza umana trascende la pura materialità”. “La cultura – ha proseguito – per La Pira è essenzialmente ricezione creativa della tradizione”. Infine “l’unità” perché “tutte le città, piccole e grandi, costituiscono una sola articolazione di strutture che permettono la trasmissione e la crescita delle culture”. Secondo Bassetti, “concretezza, bellezza, cultura e unità” sono stati per La Pira i “passaggi attraverso i quali costruire la civiltà del pane e della grazia, la civiltà della liberazione e della solidarietà”.

Cardinale Bassetti: convegno su La Pira, “solo se la politica ha a cuore dignità della persona e bene comune può trovare soluzioni alle sfide del mondo moderno”

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 17:10

“Solo con una politica che abbia veramente a cuore la dignità della persona umana e che utilizzi il bene comune come unico criterio di scelta, si possono trovare delle soluzioni responsabili e realiste alle grandi sfide del mondo moderno: ai temi dello sviluppo, del disarmo, della mobilità umana, della bioetica, della convivenza di culture e religioni diverse, degli equilibri ecologici”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, intervenendo, a Palermo, al IV convegno nazionale “Spes contra Spem”, in occasione del quarantesimo anniversario della morte di Giorgio La Pira. “Credo che noi, uomini e donne del terzo millennio, dobbiamo risvegliarci da un certo torpore in cui siamo sprofondati negli ultimi decenni”, ha osservato Bassetti, secondo il quale sono stati “anni in cui ci siamo voluti illudere che assieme al tramonto delle ideologie fossero finite anche le ‘emergenze storiche’. Ma non è così”. Il grande “cambiamento d’epoca”, secondo il presidente della Cei, “ci obbliga a stare svegli, a guardare lontano e ad assumere una prospettiva globale, pur restando ben ancorati alla nostra storia, alle nostre tradizioni e ai nostri luoghi”.
“Da questo punto di vista – ha rilevato – la visione profetica di La Pira è di fondamentale importanza: per la Chiesa e l’Italia”. Per il cardinale, “non sarà il realismo dei materialisti a consegnare un ‘mondo migliore’ alle generazioni future; non sarà certo il ‘realismo’ di chi crede che tutto abbia un prezzo e che l’uomo vive solo di ciò che riesce a vendere e comprare; e non sarà, infine, il realismo dei fondamentalisti che, negando la bellezza di Dio, operano la più radicale ed atea negazione di Dio”. “L’unico realismo che apre le prospettive alle generazioni future – ha concluso – è quello del Vangelo delle Beatitudini e di chi non si stanca di avere un inesauribile fame e sete di giustizia”.

Shoah: Comunità Ebraica Roma e Sant’Egidio, domenica marcia silenziosa per ricordare deportazione del 16 ottobre 1943

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 16:54

Il 16 ottobre 1943, durante l’occupazione nazista di Roma, oltre 1.000 ebrei romani furono presi e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Solo un esiguo numero, 16 persone, tra cui una sola donna, tornarono alle loro case. A 74 anni dalla deportazione degli ebrei romani, la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica di Roma, come ogni anno dal 1994, ricordano questo tragico momento della vita della città con un “pellegrinaggio della memoria”. Domenica 15 ottobre, alle ore 18.30, una marcia silenziosa si snoderà a ritroso da Piazza S. Maria in Trastevere lungo il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943, che dal quartiere ebraico furono condotti al Collegio militare a Trastevere prima di essere imprigionati nei treni con destinazione Auschwitz-Birkenau fino al Portico di Ottavia. Interverranno Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma, Pietro Grasso, presidente del Senato, mons. Ambrogio Spreafico, vescovo presidente Commissione CEI per il dialogo interreligioso, Riccardo Di Segni, rabbino Capo di Roma, Virginia Raggi, Sindaca di Roma, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio.
“Il ricordo del 16 ottobre 1943 – si legge in una nota della Comunità di Sant’Egidio – è un fatto decisivo per rafforzare la coesione sociale di Roma, in un momento segnato da risorgenti episodi di razzismo, ed è significativa la presenza, crescente lungo gli anni, di giovani – studenti delle scuole e università romane – e di immigrati ‘nuovi italiani’, insieme a cittadini di ogni età”. La marcia silenziosa per le vie di Trastevere e del quartiere ebraico sarà accompagnata da alcuni cartelli con i nomi dei campi di concentramento nazisti e si concluderà presso il Tempio maggiore di Roma con gli interventi di alcune personalità.

Scuola: Diaco (Unesu), “qualificare l’orientamento”. “Il mondo cattolico può contribuire al bene del Paese”

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 16:49

“Occorre qualificare maggiormente le iniziative di orientamento: su questa realtà incentrerei tutta la pastorale scolastica”, ha detto Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università (Unesu) della Cei introducendo oggi a Roma la seconda parte dell’incontro della Consulta nazionale Unesu organizzato in vista della 48ma Settimana sociale dei cattolici italiani (Cagliari, 26 – 29 ottobre). “Su questi aspetti – ha aggiunto – il mondo cattolico è molto attivo. Se c’è una realtà viva che può contribuire al bene del Paese sono le comunità cristiane, ci sentiamo gratificati ma anche responsabilizzati”. A prendere la parola, dopo gli interventi di Claudio Gentili e Paola Vacchina, alcuni membri della Consulta. Per Giuseppe Vecchio, docente di diritto privato all’Università di Catania, “spesso sottovalutiamo l’importanza dell’educazione alla manualità nel processo di formazione della personalità”. Occorre “tenere il doppio canale e dare dignità al sistema della formazione professionale. Gli Its non devono essere considerati ‘secondari’ rispetto all’università”. Secondo Gianmarco Mancini, presidente nazionale maschile Fuci, “tre pilastri” devono accompagnare i giovani in un percorso di discernimento per arrivare ad “una scelta vocazionale: in primis la famiglia, poi la Chiesa e la scuola. Occorre lavorare sinergicamente su questi tre aspetti”.
“La questione culturale è il modo nel quale viene visto il lavoro nel contesto della scuola – avverte Roberto Pellegatta, rappresentante Dirigenti scuole autonome libere (Disal) -. Manca la consapevolezza del suo ruolo formativo, e la manifestazione di oggi (degli studenti contro l’alternanza, ndr) lo dimostra. Cruciale il nostro ruolo di cattolici”. Su due punti si sofferma, in particolare, Sandra Chistolini, vicepresidente nazionale vicario Aidu. Anzitutto i minori non accompagnati: “Arrivano a 16-17 anni e devono essere inseriti tempestivamente in percorsi professionalizzanti” anche se, avverte, negli ultimi mesi l’età si è abbassata fino a zero anni. Necessaria, inoltre, “una ricognizione di quanto esiste di buono sul territorio in materia di formazione professionale”.

Diocesi: Venezia, il patriarca Moraglia apre domenica 15 a Mestre la sua prima visita pastorale

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 16:37

Sarà una concelebrazione eucaristica aperta a tutti nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Mestre (in via Aleardi) domenica 15 ottobre (inizio ore 15) l’atto ufficiale di apertura della visita pastorale del patriarca Francesco Moraglia alle collaborazioni e alle parrocchie della diocesi veneziana. Le singole tappe “locali” avranno poi inizio nel gennaio 2018, a partire dal Lido di Jesolo. Oltre ai fini canonici, la prossima visita pastorale – la prima a Venezia del patriarca Moraglia – vuole incentivare e sostenere il processo attivato in questi anni nella diocesi con l’individuazione e l’avvio delle collaborazioni pastorali ed esattamente per tale motivo si concretizzerà, appunto, come incontro con le collaborazioni e le parrocchie. Perciò, spiega don Pierpaolo Dal Corso, segretario della visita, si  concorderà  con i sacerdoti interessati (vicario foraneo, coordinatori delle collaborazione e parroci) la preparazione, il tipo di incontri e le celebrazioni che si terranno”. Il patriarca desidera che l’attenzione si concentri in particolare sulla trasmissione della fede ai giovani, le famiglie e l’esortazione apostolica post-sinodale “Amoris laetitia”, la catechesi degli adulti, le vocazioni sacerdotali e religiose. Si suggerisce, inoltre, “di incoraggiare la  missionarietà delle parrocchie, soprattutto di quelle ‘forti’ nei confronti delle più ‘deboli’ – sia in termini di risorse umane (sacerdoti,  consacrati, ministri,  fedeli laici impegnati nel servizio, sia quanto alle risorse  materiali  (beni,  strutture) – incentivando  meccanismi di perequazione”. “Mi aspetto che questa visita pastorale, prima ben preparata e poi ben vissuta – afferma Moraglia in un’intervista pubblicata sul numero di Gente Veneta in uscita oggi  – conduca ogni soggetto ecclesiale interessato e coinvolto” ad “un mandato specifico che sia il frutto del confronto e del dialogo. E che aiuti a far crescere la vita ecclesiale e la trasmissione della fede in quella comunità e in quel territorio”.

Diocesi: Novara, mostra “Avori rari” nel Palazzo dei Vescovi. Percorso artistico nella storia della Chiesa locale

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 16:19

“Avori rari. I dittici episcopali della Chiesa novarese”: è il titolo della mostra che sarà inaugurata venerdì 20 ottobre, alle 17.30, presso la sala della Maddalena del Palazzo dei Vescovi di Novara in via Puccini 11. L’esposizione, organizzata dall’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici della diocesi di Novara e curata da Simona Gavinelli, docente all’Università Cattolica di Milano, sarà visitabile dal 21 ottobre al 20 dicembre il sabato e la domenica dalle 14.30 alle 18 (con possibilità di visite fuori orario prenotando allo 0321-661654). “Saranno esposti – si legge in una nota della curia – per la prima volta insieme, entrambi i dittici eburnei recanti la cronotassi degli antichi vescovi novaresi: quello della cattedrale e quello di San Gaudenzio”. Saranno inoltre esposti alcuni codici antichi con le vite dei primi pastori novaresi. “I dittici sono preziose tavolette in avorio lavorato – spiega Gavinelli –. In epoca romana erano doni celebrativi di unioni matrimoniali e di nomine consolari. Con il cristianesimo gli originali dittici imperiali vennero riadattati come legature di evangeliari, o come contenitori dove i testi preesistenti venivano sostituiti con preghiere, immagini devozionali o liste episcopali che legittimassero la continuità della Chiesa locale. È quello che accadde a Novara per i due dittici della cattedrale e della basilica di San Gaudenzio”.
La mostra che si inaugura il 20 ottobre è inserita nel progetto annuale di “Città e cattedrali”, promosso dalla Consulta regionale per i beni culturali delle diocesi piemontesi, dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione Crt. Il filo conduttore di tutte le iniziative culturali di quest’anno è stato sintetizzato nel titolo “Dal conflitto all’inclusione” e prende le mosse dai 500 anni della Riforma protestante e della Controriforma. Paolo Mira, direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici, in proposito afferma: “Proprio al tempo della Riforma cattolica il vescovo Bascapè aveva scelto di valorizzare i dittici, come testimonianza della storia di evangelizzazione della Chiesa novarese, direttamente collegata alla Chiesa delle origini. La sua opera ‘Novaria Sacra’ sarà tra i volumi esposti nella mostra”. L’inaugurazione della mostra rientra anche nel quadro del programma del ciclo di conferenze “I venerdì dell’arte” organizzata in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Novara e con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli.
“La mostra – aggiunge Mira – è il frutto della collaborazione di diversi soggetti, ecclesiali e civili, attivi nel mondo della cultura e dell’arte. Crediamo molto in questo progetto e ci siamo impegnati per costruire una rete che ci ha visto lavorare fianco a fianco con l’Archivio storico diocesano, la Biblioteca capitolare di Santa Maria, i Musei della cattedrale, il Capitolo di San Gaudenzio, la Soprintendenza e il Comune di Novara. Oltre che con il mondo dell’università e della scuola, con un progetto di alternanza scuola/lavoro che ci ha permesso di realizzare indagini scientifiche non invasive sulle opere che verranno esposte in mostra”.

Scuola: Vacchina (Forma), “200mila posti non occupati per mancanza di profili adatti. Serve filiera professionalizzante”

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 16:12

“Una filiera professionalizzante forte è una risorsa strategica per l’occupazione giovanile e il reinserimento degli adulti espulsi dal mercato del lavoro”. Ne è convinta Paola Vacchina, presidente nazionale di Forma (Associazione nazionale enti di formazione professionale), intervenuta all’incontro della Consulta dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università (Unesu) della Cei in corso a Roma. Secondo il rapporto dell’Ocse OECD Skills Strategy Diagnostic Report: Italy 2017  (Strategia per le competenze per l’Italia), diffuso il 5 ottobre dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il nostro è un Paese “a bassa competenza”, intrappolato in un “low-skillequilibrium”. Secondo l’indagine, 13 milioni di italiani adulti (il 40% della popolazione) possiedono basse competenze. Solo il 20% dei giovani tra i 25 e i 34 anni è laureato (contro la media Ocse del 30%), e anche chi è in possesso di un titolo universitario ha, in media, “un più basso tasso di competenze” in lettura e matematica (26° posto su 29 Paesi Ocse). Tenendo conto di questo, dell’altissimo numero di Neet (giovani Not in education, employment or training) e del grande mismatch tra i contenuti dello studio e le competenze richieste dal mercato di lavoro, per Vacchina “occorre rafforzare la filiera professionalizzante.
Alla base – spiega – c’è un problema di orientamento e conoscenza del mercato del lavoro. Servono politiche pubbliche tese e intravvedere e intercettare i bisogni di questo mercato e ad orientare gli studi in questo senso”. Oggi, fa sapere, in Italia “200mila posizioni lavorative rimangono non occupate per mancanza di giovani non formati”. Per quanto riguarda la disoccupazione, in Germania quella generale è pari al 3,8% della popolazione; in Italia arriva all’11,1% (dati aggiornati a giugno 2017); quella giovanile raddoppia in Germania (6,7%) ma è più che triplicata nel nostro Paese: 36,5%. Per Vacchina “una filiera professionalizzante solida e sviluppata costituisce una risorsa strategica non solo per l’occupazione dei giovani ma anche per il reinserimento degli adulti espulsi dal mercato del lavoro”.

Scuola: Vacchina (Forma), “in regioni prive di formazione professionale, tassi di dispersione più alti”

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 16:10

“La questione giovanile è la questione per eccellenza del nostro Paese”. Lo sostiene Paola Vacchina, presidente nazionale di Forma (Associazione nazionale enti di formazione professionale), intervenuta all’incontro della Consulta dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università (Unesu) della Cei in corso a Roma. Richiamando la legge 107/2015, più nota come “Buona scuola”, che ha introdotto nella scuola superiore l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria (almeno 400 ore nell’ultimo triennio dell’istruzione tecnica e professionale, almeno 200 ore nei licei), Vacchina osserva: “In Italia si passa da un eccesso all’altro. Prima non si poteva parlare di lavoro a scuola; ora il lavoro vi entra in modo massiccio mentre richiederebbe un po’ di gradualità e accompagnamento”. Per quanto riguarda gli abbandoni scolastici (con  numeri record in Italia rispetto all’Europa), tra gli obiettivi della strategia Europa 2020, c’era il loro contenimento al di sotto del 10%. “In Italia – spiega l’esperta – la situazione sta gradualmente migliorando ma rimangono ancora serie difficoltà.  Il dato odierno del 13,8% contro il 14,7% del 2015 è un piccolo passo avanti ma rimane lontano dagli obiettivi”.
Soprattutto perché si tratta di un fenomeno distribuito in modo disomogeneo sul territorio: “a Nordest pari all’8,9%; al 12% al Nordovest per toccare il 18,1 in Sardegna dove è schizzato in alto con l’eliminazione della formazione professionale”. Per Vacchina, “la mancanza di sistemi di formazione professionale, ossia di enti accreditati dalle regioni, corrisponde a un tasso più alto di dispersione scolastica”.

 

 

Nuovi santi: mons. Bertolone (Cec), “Angelo d’Acri” era “uno che spendeva tutte le proprie forze, fin quasi a perdersi, pur di venire incontro al prossimo”

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 16:02

“Una festa di fede e di popolo per ricordare l’amore di cui il frate calabrese, presbitero dell’Ordine dei Cappuccini, era sì ricco da indurre il biografo fra Giocondo Leone ad affermare: ‘Padre Angelo d’Acri è morto consumato dall’amore verso Dio e verso il prossimo’”. A scriverlo oggi, in un messaggio, il presidente della Conferenza episcopale calabra (Cec), mons. Vincenzo Bertolone, in vista della canonizzazione del beato Angelo d’Acri che avverrà domenica 15 ottobre. “Stella di carità”, “uno che spendeva tutte le proprie forze, fin quasi a perdersi, pur di venire incontro al prossimo, specialmente il più abbandonato e derelitto, come – ad esempio – i detenuti, che andava spesso a visitare ed istruiva e soccorreva, adoperandosi – scrive il presule – affinché venissero mitigate le pene loro inflitte se non addirittura graziati e rimessi in libertà quanti erano stati incarcerati per debiti non pagati a causa della povertà”. “Carità inestinguibile animata dal fuoco dello Spirito che in lui si trasforma – scrive mons. Bertolone – in fuoco di carità verso Dio e il prossimo, anche dopo la rovinosa caduta che lo renderà zoppo sulla strada, per i territori meridionali. Andava a piedi o con mezzi di fortuna a predicare qua e là nel Regno di Napoli, vero mosaico di contraddizioni socioculturali, economiche, tipiche di una società feudale. Con tutti i suoi contrasti tra ricchi feudatari (per esempio i Sanseverino) e la povera gente. Padre Angelo dà a Cesare quel che è di Cesare e, pur avendo compiuto la scelta preferenziale per i poveri, non disdegna di frequentare i potenti (come i citati Sanseverino) con l’unico scopo di cercare di porsi come mediatore tra la nobiltà e i miserabili, sempre al centro delle sue cure e in cima ai suoi pensieri”. Padre Angelo, conclude, “ci guiderà da santo, facendosi banditore per nostro tramite della gioia del Vangelo, in una Chiesa in uscita verso tutte le situazioni socioculturali ed economiche, dove poveri e scartati aspettano da noi la semplicità della Parola del Vangelo e il fuoco divino della carità”.

Società: Meter, domani l’inaugurazione del Polo formativo e educativo a Pachino

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 15:46

Domani 14 ottobre s’inaugura il Polo formativo ed educativo di Meter a Pachino (Sr). Per l’occasione i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, e l’ambasciatore di Polonia presso la Santa Sede, Janusz Kotański, hanno espresso al presidente di Meter don Fortunato Di Noto il loro ringraziamento e augurio per l’inaugurazione. La benedizione sarà presieduta da mons. Antonio Staglianò , vescovo di Noto; anche l’arcivescovo di Siracusa, mons. Salvatore Pappalardo, ha espresso parole di stima per l’opera che sarà a servizio dell’infanzia e delle famiglie. Il Polo per la formazione ed educazione, si legge in una nota, “è uno spazio armonico multidisciplinare dotato di sale attrezzate ed equiparate ad alti standard tecnici e funzionali. Una superficie interna di oltre 1.500 mq ed un’area esterna di 10.500 mq con una chiara attività di servizi correlati e strutturati tra di loro per dare risposte di aiuto a tutte le esigenze sociali ed ecclesiali. Le attività formative del Polo sono seguite dalle figure professionali di Meter e si avvalgono anche di collaboratori di enti statali e privati di notevole importanza. Il Polo si erge per formare risorse umane di alto profilo, per arginare e rispondere alle problematiche sociali nell’ambito dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia. Le attività sono studiate ed elaborate per tutti gli interessi sociali”. Per Meter onlus il Polo “è un ulteriore incoraggiamento ad andare avanti con vigore e forza sulla strada intrapresa. Grazie alla generosità della Congregazione religiosa Suore Adoratrici del Beato Francesco Spinelli, Meter prosegue l’importante impegno intrapreso a beneficio del territorio siciliano, nazionale e internazionale, per l’infanzia, l’adolescenza, le famiglie, le comunità ecclesiali, civili e sociali”.

Gioco d’azzardo: D’Urso e Simeone, lettera aperta a Lino Banfi, “vittima di una manipolazione pubblicitaria”. “Sia di esempio ad altri personaggi che speculano sul dolore”

Agensir.it - Fri, 2017-10-13 15:28

Il presidente della Consulta nazionale Antiusura, Mons. Alberto D’Urso, e il Coordinatore del Cartello “Insieme contro l’Azzardo”, Attilio Simeone, esprimono “solidarietà” a “Lino Banfi che nei giorni scorsi, vittima di una manipolazione pubblicitaria, ha visto la sua immagine associata a una campagna di comunicazione a favore dell’azzardo”. In una lettera aperta all’attore, D’Urso e Simeone sottolineano che “il mondo dei mass media è alterato e sottomesso al sistema del marketing e della pubblicità, in cui i lettori sono considerati consumatori e non persone con una dignità. L’obiettivo è fare colpo ad ogni costo. Disposto a tutto pur di conquistare fette di mercato. Il sorpruso, la violenza, la manipolazione della realtà sono alcune delle tecniche del marketing. Catturano più lettori o telespettatori sull’onda di una comunicazione sensazionalistica. Un tritacarne mediatico in cui ci passa di tutto pur di arrivare alla pancia del pubblico. E questa volta nel tritacarne ci è finito lei caro Lino Banfi, per i nipoti d’Italia ‘Nonno Libero'”.
“La nostra società della comunicazione – prosegue la lettera aperta – ha bisogno di tornare a riflettere sull’etica che significa andare oltre la correttezza deontologica. Comporta interrogare la propria coscienza in quanto persone e non soggetti al servizio delle regole del mercato”. Di qui l’appello: “La società della comunicazione deve smettere i panni del venditore e deve tornare a generare verità e relazioni tra le persone. Per esempio il sistema mass mediale per quanto riguarda l’usura riesce solo in modo sensazionalistico a sbattere in prima pagina gli usurai-carnefici arrestati, che subiscono il sequestro dei beni, ma non va oltre. I giornalisti non si interrogano sulle cause dell’usura, le dinamiche delle relazioni umane tra l’ usurato e il coniuge o il figlio o il genitore. Cosa c’è nell’animo di una vittima di usura. Per quanto riguarda l’azzardo, stesso discorso, spingono in prima pagina i pochi vincitori milionari, ma tacciono sui milioni di persone che si suicidano a causa dei debiti di gioco”. La lettera si conclude con un attestato di stima a Banfi “per aver preso subito le distanze dal mondo dell’azzardo” e l'”auspicio è che sia da esempio per tanti personaggi del mondo dello spettacolo che ne hanno fatto una ragione di guadagno facile speculando sul dolore e la disperazione delle persone più povere e indifese”.

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