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Inchiesta 12 apostoli: il vescovo di Acireale istituisce una Commissione per “contribuire alla verità dei fatti”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 17:42

“Una Commissione interna per contribuire alla verità dei fatti”. Ad istituirla il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, a seguito dei “nuovi, raccapriccianti dettagli appresi dai media” in merito all’inchiesta sull’“Associazione Cattolica Cultura ed Ambiente” di Lavina in Aci Bonaccorsi. In una nota, diffusa pochi minuti fa, la diocesi “ribadisce che la natura dell’Associazione in questione è civile; condanna ogni forma di ambiguità tesa a disorientare i fedeli su ciò che può essere definito religioso e ciò che invece appartiene alla sfera della perversione; esprime ancora una volta dolore e solidarietà verso tutte le vittime, sia in quanto abusate, sia in quanto gravemente ingannate e offese”. Nel testo si ricorda che, “come previsto dal Codice di diritto canonico al can. 1399, quanti si macchiano di gravi crimini e danno occasione di scandalo incorrono in pesanti pene canoniche, quali l’esclusione dai sacramenti”. E si dà notizia dell’istituzione della Commissione: questa, si informa, “sarà presieduta dal vicario generale, mons. Giovanni Mammino, e avrà, tra l’altro, il compito di raccogliere elementi utili a fare chiarezza sulla eventuale violazione del sigillo sacramentale e su tutto ciò che concerne la materia ecclesiale, morale e dottrinale dei fatti occorsi attorno all’Associazione, così da tutelare tutti quei fedeli che hanno subìto un torto o sono stati lesi nei propri diritti. Quanti ritengono di essere a conoscenza di elementi utili, potranno rilasciare alla Commissione la propria dichiarazione o testimonianza concordandone le modalità scrivendo ad una delle seguenti e-mail: vicariogenerale@diocesiacireale.it – cancelliere@diocesiacireale.it”. Ribadendo “piena fiducia nel lavoro della Magistratura”, l’auspicio della diocesi è che “si possa giungere nel minor tempo possibile all’accertamento di ogni responsabilità”.

Austria: Vienna, Salesiani di don Bosco costruiscono nuova casa per minori rifugiati non accompagnati

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 17:39

Fino a 30 minori rifugiati richiedenti asilo e non accompagnati avranno una nuova casa nel quartiere di Inzersdorf a Vienna. Si è tenuta ieri la cerimonia di benedizione della prima pietra della nuova casa di accoglienza “Abramo” voluta dai Salesiani di don Bosco e che si affiancherà alla casa esistente nella Don Bosco Gasse, in zona più centrale e che necessita di interventi, dopo 15 anni di attività. L’edificio a due piani sarà realizzato in comune dai Salesiani di Don Bosco, dalle Figlie di Maria Ausiliatrice e dalla associazione “Jugend Eine Welt”, attraverso il servizio comune “Refugee”, con un costo previsto di 1,5 milioni di euro. Le sei unità abitative previste sono progettate come appartamenti condivisi con camere doppie e triple, cucina in comune e servizi igienici per le cinque persone che la occuperanno, e l’inaugurazione è prevista per aprile 2018. I futuri residenti avranno una età compresa tra i 14 e i 18 anni, con una provenienza prevalentemente da Somalia, Afghanistan e Siria. Il servizio “Refugee” cerca di ricostruire, per i minori, una routine quotidiana: “Essi partecipano a un programma di formazione”, ha detto all’agenzia cattolica austriaca Kathpress l’amministratrice delegata di Refugee, Eva Kern, che ha ricordato come i percorsi educativi e di aiuto si svolgeranno presso i centri giovanili salesiani anche per permettere ai giovani rifugiati di incontrare loro coetanei austriaci: “L’idea è quella di non porre sui ragazzi il timbro del rifugiato”.

Iran: Amnesty International, arrestato a 15 anni e a 16 anni condannato a morte, rischia l’impiccagione

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 17:30

Per la terza volta dal maggio 2016, le autorità iraniane hanno programmato l’esecuzione di Alireza Tajiki, arrestato nel 2012 e condannato a morte nel 2013, quando aveva rispettivamente 15 e 16 anni, con l’accusa di aver violentato e poi ucciso un suo amico. Lo riferisce Amnesty International. Secondo l’organizzazione, il processo nei suoi confronti “è risultato gravemente irregolare, basato prevalentemente su ‘confessioni’ che Tajiki ha denunciato di essere stato costretto a fare sotto tortura e che ha successivamente ritrattato, dichiarandosi innocente dalla prima udienza in avanti”. Questa mattina Tajiki è stato trasferito in isolamento e alla famiglia è stato chiesto di recarsi alla prigione Adel Abad di Shiraz per l’ultimo saluto. Nessuna comunicazione ufficiale è invece arrivata all’avvocato, che secondo la legge dev’essere informato di un’imminente esecuzione con 48 ore di anticipo. L’applicazione della pena di morte nei confronti di persone che all’epoca del reato avevano meno di 18 anni, afferma Amnesty, è contraria al diritto internazionale. A più riprese le autorità giudiziarie iraniane hanno dichiarato che Tajiki era “maturo” e pienamente consapevole “dell’illegalità dell’atto commesso e della conseguente punizione”. L’Iran è uno dei pochi paesi al mondo che continua a mettere a morte rei minorenni. Amnesty International ha i nomi di almeno 89 condannati a morte in attesa dell’esecuzione per reati commessi quando avevano meno di 18 anni.

Cinema: Terni, dall’11 al 19 novembre il Festival “Popoli e religioni”. Mille film in concorso

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 17:20

Sarà “Metamorfosi” il tema dell’edizione 2017 del festival cinematografico “Popoli e religioni” di Terni organizzato dall’Istituto di studi teologici e storico-sociali con il contributo della Fondazione Carit e il patrocinio della Regione Umbria e del Pontificio Consiglio per la cultura e la collaborazione del Polo universitario di Terni, in programma dall’11 al 19 novembre. Le novità della tredicesima edizione sono state illustrate dal direttore artistico Arnaldo Casali insieme al vescovo di Terni mons. Giuseppe Piemontese e il direttore dell’Istess Stefania Parisi. “Viviamo in un mondo che ha perso i cardini, in cui rischiamo una perdita di identità – ha detto padre Piemontese – in una realtà in cui uno scienziato è un semi-Dio in grado di procreare senza che, necessariamente, un uomo e una donna abbiano un rapporto”. Il tema della metamorfosi sarà declinato nelle sue mille sfaccettature: dall’anoressia alla post-verità (con un incontro che vedrà protagonista il creatore di bufale Ermes Maiolica, e in cui verrà affrontato il tema delle fake news e della percezione distorta dalla realtà), dai mutamenti climatici alle riletture teatrali e cinematografiche dei grandi classici sul tema, da Ovidio a Kafka. Presidente della giuria sarà David Riondino, umorista, attore e cantautore. Tra gli eventi in programma, una serata dedicata a Michael Jackson, una celebrazione dei 500 anni della Riforma protestante e un evento dedicato ai corridoi umanitari.
Il focus – hanno spiegato nei giorni scorsi gli organizzatori – sarà dedicato invece all’India e vedrà il gemellaggio con il Lake Side festival di New Delhi oltre che il coinvolgimento della comunità indiana di Terni con musiche, folklore, degustazioni di piatti tipici e ovviamente film. Come ogni anno sono previste anteprime nazionali e internazionali, retrospettive, spettacoli e concerti, matinée per gli studenti e proiezioni in carcere per i detenuti. In programma nove giornate di eventi con tre concorsi (film, lungometraggi e cortometraggi) e tre giurie internazionali: ad affiancare la giuria del festival ci saranno una giuria Signis (l’agenzia cattolica internazionale per le comunicazioni) e una giuria della rivista protestante “Confronti”. Saranno inoltre assegnati premi per la regia, attore, attrice, sceneggiatura, fotografia, colonna sonora, effetti, e uno premio speciale per il cinema umbro. Quest’anno si sono iscritti al concorso oltre mille film provenienti da tutto il mondo.

Siria: Msf, “civili assediati a Raqqa senza assistenza medica salva-vita”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 17:19

In Siria i civili malati e feriti che si trovano nella città di Raqqa hanno gravi difficoltà di accesso all’assistenza medica salva-vita e nonostante i combattimenti estremamente violenti, non è stato preso alcun provvedimento per far evacuare i civili. Lo denuncia oggi Medici Senza Frontiere, che fornisce supporto alle strutture sanitarie di Kobane e Tal Abyad, a due ore e mezza dal fronte, dove però solo pochi feriti sono riusciti ad arrivare. “I pazienti ci segnalano che un gran numero di malati e feriti è intrappolato nella città di Raqqa, con limitato se non inesistente accesso alle cure mediche e con scarse possibilità di fuga dalla città”, afferma Vanessa Cramond, coordinatore medico di Msf per la Turchia e la Siria settentrionale. I pochi pazienti riusciti a fuggire da Raqqa, che Msf ha curato, confermano che l’unico modo per lasciare la città è clandestinamente, il che comporta pericolosi ritardi nell’accesso all’assistenza medica urgente. “Alcuni dei nostri pazienti sono rimasti intrappolati dietro le prime linee per giorni o anche settimane”, dice Cramond: “Quando sono fortunati, avevano già ricevuto assistenza medica di base all’interno della città, ma quando finalmente arrivano nei nostri ospedali, le loro ferite sono spesso gravemente infette e raramente è possibile salvare gli arti. Al contrario, i pazienti con emergenze mediche acute o lesioni traumatiche in arrivo dai villaggi intorno alla città di Raqqa attraversano le prime linee in maniera relativamente rapida”. “Nella città di Raqqa –  racconta un paziente di 41 anni con ferite da schegge al torace, fuggito da Raqqa dopo aver perso sette familiari -, se non si muore per gli attacchi aerei, si muore per un colpo di mortaio; se non si muore per un colpo di mortaio, si muore colpiti dai cecchini; se non sono i cecchini, allora è un esplosivo. Se si sopravvive, sopraggiunge la fame e la sete per mancanza di cibo, acqua, elettricità”. Dal mese di giugno, le equipe mediche di Msf in Siria nordorientale hanno trattato oltre 415 pazienti provenienti da Raqqa e villaggi circostanti. Msf invita tutte le parti in guerra e i loro alleati “a garantire la protezione dei civili e a consentire l’accesso all’assistenza medica e l’evacuazione dei feriti”. Ribadiscono l’importanza di facilitare l’accesso delle organizzazioni internazionali in Siria nordorientale per lo sminamento, per permettere ai residenti di tornare in sicurezza alle loro case.

Giornali Fisc: attacco all’“Avvenire di Calabria”. Gratteri, “giornalismo serio, determinato e coraggioso crea sovraesposizione”. Sede monitorata da forze di polizia

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 17:15

“Il giornalismo serio, determinato e coraggioso crea necessariamente una sovraesposizione di chi scrive, soprattutto quando la denuncia è un fatto consolidato come nel caso dell’Avvenire di Calabria che non è una testata ‘timida’. Anzi, in modo diretto, sottolinea quelli che sono i mali della Calabria”. È quanto dice Nicola Gratteri, capo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, dopo gli attacchi ricevuti dal settimanale della diocesi di Reggio Calabria-Bova, “L’Avvenire di Calabria”. Per il magistrato “la ‘ndrangheta si muove sulle macerie del decadimento morale della società. Quando l’informazione parla di etica e lo fa con coerenza – aggiunge – questo intimorisce chi pensa che tutto si può comprare con il denaro”. Per Gratteri, impegnato in Calabria contro la ‘ndrangheta l’avvertimento al giornale si può interpretare come il risentimento della criminalità davanti a una Chiesa indisponibile a venire a patti, una Chiesa che “registra maggiore coraggio nel contrastare tutti quei faccendieri corrotti nelle mani delle ‘ndrine”. Ieri, intanto, in prefettura a Reggio Calabria si è svolto un vertice al quale hanno partecipato gli organismi delle forze di polizia e il direttore del giornale, don Davide Imeneo, con il prefetto, Michele Di Bari, e il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Gaetano Paci. “Ho voluto fortemente trattare questo episodio con la massima urgenza – ha detto il prefetto – perché ci rendiamo conto dell’importanza del settimanale sul territorio. Alla fine del confronto è emersa la necessità di rendere la sede dell’Avvenire di Calabria come luogo sensibile che sarà monitorato con un controllo mirato da parte delle forze di polizia”. Per il prefetto è “chiaro a tutti” che la Chiesa in Calabria fa “sul serio” nel contrasto alla criminalità organizzata e per farlo “ha chiesto e ottenuto il massimo supporto delle istituzioni che si sono poste accanto alle diocesi, e il vertice in prefettura ne è testimonianza, per evitare anche il minimo equivoco agli occhi dell’opinione pubblica”.

Rifugiati: Amnesty, il 20 settembre mille artisti suoneranno in case e location “segrete” per promuovere l’accoglienza

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 16:58

Il 20 settembre, con l’iniziativa “Give a home” promossa da Amnesty international e Sofar Sounds, mille artisti suoneranno nelle case di tutto il mondo e in altre location “segrete” per dimostrare solidarietà con i rifugiati. Tra gli aderenti il compositore italiano di fama mondiale Ludovico Einaudi, il cantautore britannico Ed Sheeran, l’irlandese Hozier, il duo statunitense-messicano Jesse & Joy, la band indie-libanese Mashrou’Leila, Fossils, Freshly Ground, Daughter e Kate Tempest. Lanciato il 20 giugno in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, l’evento “Give a home” chiede alle persone di “unirsi solidalmente a coloro che sono costretti a lasciare le loro case e far conoscere le soluzioni per affrontare la crisi dei rifugiati”. Sono previsti oltre 300 eventi in oltre 200 città dei cinque continenti. Compositori e band di rifugiati saranno coinvolti nei concerti. Tra loro, il rifugiato siriano di origine palestinese Basel Zaraa, l’Orchestra dei musicisti siriani e il duo Faarrow, composto dalle sorelle Iman e Siham Hashi, nate in Somalia e rifugiate politiche in Canada. I concerti sostengono la campagna “IWelcome”, lanciata da Amnesty nel 2015 per mobilitare l’opinione pubblica e chiedere ai governi di promuovere l’accoglienza dei rifugiati. Le ricerche di Amnesty mostrano che “l’80 per cento delle persone è pronta a dare il benvenuto ai rifugiati mentre sono i governi a non fare la loro parte”.
I concerti nascono dalla collaborazione tra Amnesty International e Sofar Sounds, un’agenzia londinese specializzata nell’organizzazione di concerti a sorpresa all’interno delle case in ogni parte del mondo. Fino al 10 settembre, i fan possono registrarsi per vincere due biglietti per la città e l’evento di loro scelta. Avranno la possibilità di fare una donazione che andrà in favore della campagna “IWelcome”. La crisi globale dei rifugiati colpisce attualmente 22 milioni di persone, quasi tutte ospitate in Paesi diversi da quelli più ricchi. Oltre la metà dei rifugiati si trova in appena 10 dei 193 Paesi della comunità internazionale.

 

Economia: Dombrovskis (Commissione), dieci anni di crisi, “ora Ue si sta riprendendo. Ma necessario proseguire con riforme”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 15:44

(Bruxelles) “Grazie alla determinata politica di risposta alla crisi, l’economia dell’Ue si sta riprendendo saldamente e l’Unione economica e monetaria è più forte di prima”. Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue, commenta con queste parole i dieci anni di crisi che l’Unione si sta faticosamente lasciando alle spalle. Gli sconvolgimenti finanziari e i fallimenti societari registratisi negli Stati Uniti ebbero pesantissime ripercussioni in Europa, con gli Stati membri incapaci di rispondere immediatamente alla crisi del debito sovrano e di rilanciare l’economia reale con piani di investimenti pubblici-privati. Da allora l’Ue ha lentamente e progressivamente avviato una serie di riforme che ora sembrano finalmente dare risposte sul piano della stabilità dei bilanci pubblici, degli investimenti societari, dei consumi privati, benché resti in alcuni Paesi, soprattutto mediterranei e dell’est Europa (a partire da Grecia, Spagna e Italia), il nodo della disoccupazione. Dombrovskis parla del “completamento dell’unione economica e monetaria”, della urgenza di “riformare le nostre economie per favorire la convergenza, l’inclusività e la resilienza”, mantenendo “finanze pubbliche sostenibili”. In tal modo “dobbiamo perseguire un approccio equilibrato” per la “riduzione dei rischi” e la costruzione di un mercato unico forte, in grado di reggere la concorrenza internazionale.

Pakistan: Commissione nazionale Giustizia e pace, cristiani temono violenze e invitano a “maturità politica”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 15:19

In seguito alla rimozione del primo ministro pakistano Nawaz Sharif per uno scandalo legato alla corruzione, la Commissione nazionale Giustizia e pace dei vescovi pakistani teme l’inasprirsi della violenza contro i cristiani e invita i leader e i partiti a “mostrare maturità politica” ed evitare atteggiamenti provocatori. La Corte suprema ha infatti rimosso Sharif il 28 luglio perché non ha dichiarato alcuni beni nei suoi documenti di nomina. Ne dà notizia l’agenzia cattolica Ucanews, ricordando che in seguito alle vicende politiche crescono le tensioni in Pakistan: oltre due dozzine di persone sono rimaste ferite in seguito a una bomba collocata in un camion di frutta lo scorso 7 agosto a Lahore. Il mese scorso, 26 persone, tra cui tre cristiani, sono rimaste uccise in un attacco suicida a Lahore. Anche il gruppo interreligioso per la pace “Rawadari Tehreek” ha espresso preoccupazione per le crescenti tensioni politiche: “La cultura dell’abuso aggiungerà solo altro fuoco a una società già intollerante. Temiamo che sarà versato altro sangue in vista delle elezioni generali previste il prossimo anno”, ha dichiarato Samson Salamat, presidente cristiano di Tehreek, invitando a osservare il divieto di usare “hate speech” (discorsi d’odio).
Sharif è il 15° primo ministro del Pakistan che non ha portato a termine il mandato costituzionale di cinque anni. L’esercito ha governato la nazione per più della metà degli ultimi 70 anni. L’assassinio del 2007 di Benazir Bhutto, due volte primo ministro del Pakistan, ha portato la nazione in un baratro di instabilità e violenza. Più di 100 persone sono morte, soprattutto in scontri con la polizia. Sono stati incendiati treni, autobus, banche.

Papa Francesco: “Nella testimonianza della fede, non contano i successi, ma la fedeltà a Cristo”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 15:10

“Nella testimonianza della fede, non contano i successi, ma la fedeltà a Cristo”. Questo il tweet che Papa Francesco oggi, giorno della memoria liturgica, dedica a Santa Teresa Benedetta della Croce, nome che la filosofa e mistica tedesca Edith Stein assunse entrando nell’Ordine delle Carmelitane Scalze.

Nella testimonianza della fede non contano i successi, ma la fedeltà a Cristo.

— Papa Francesco (@Pontifex_it) August 9, 2017

Agguato nel foggiano: mons. Checchinato (San Severo), “legalità e regole condivise” per affrontare i problemi del territorio

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 14:58

“La violenza, in ogni sua forma, va sempre aborrita. È un male in sé ed essa crea solo ulteriori problemi” al territorio. Mons. Giovanni Checchinato, vescovo della diocesi di San Severo, commenta per il Sir la strage avvenuta oggi a San Marco in Lamis, piccolo comune in provincia di Foggia, in una zona, comprendente anche San Severo e Apricena, interessata a una serie di omicidi di stampo mafioso. Sul terreno sono rimasti Mario Luciano Romito, 50 anni, di Manfredonia, e suo cognato, Matteo De Palma, 44 anni, i probabili obiettivi dell’agguato. Ma sono stati assassinati anche due contadini, Luigi e Aurelio Luciani, di 47 e 43 anni, testimoni del regolamento di conti. Mons. Checchinato ricorda che “la violenza non fa certo parte dello stile dei cristiani” e “rischia invece di portarci alla giungla”. In un una realtà già “più volte preda di episodi simili”, il vescovo richiama “alla legalità e alla condivisione di regole che tutti rispettino”. “Pacta sunt servanda”, ricorda mons. Checchinato; “servono regole e impegni – dice – per costruire comunione e una vera comunità”. Il vescovo ricorda poi “l’impegno delle Chiese locali e delle Caritas per affrontare” i problemi della zona, “anche andando alla radice” dei fenomeni – quali povertà, disoccupazione, criminalità – che “colpiscono le nostre terre e la nostra gente”.

Caldo: Coldiretti, ulivo migra a Nord e vino è più alcolico. A rischio prodotti made in Italy e varie coltivazioni in Europa

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 14:50

Per effetto dei cambiamenti climatici la coltivazione dell’ulivo in Italia è arrivata a ridosso delle Alpi; nella Pianura Padana si coltiva oggi circa la metà della produzione nazionale di pomodoro destinato a conserve e di grano duro per la pasta, colture tipicamente mediterranee; in Sicilia, si coltivano banane, avocado e altri frutti esotici made in Italy. Negli ultimi anni il vino italiano  è aumentato di un grado. Lo sostiene Coldiretti nel sottolineare che il caldo estivo record che ha sconvolto le coltivazioni e allevamenti provocando danni all’agricoltura di oltre 2 miliardi è in realtà la punta di un iceberg della tendenza al surriscaldamento che ormai da anni interessa anche l’Italia. Luglio 2017 si è classificato nella top ten dei più caldi mai registrati in Italia dal 1800 con una temperatura superiore di ben 1,2 gradi la media di riferimento e la caduta del 42% di precipitazioni in meno mentre il mese di giugno è stato addirittura il secondo più caldo con ben il 53% di pioggia in meno secondo elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr. Dai quali emerge anche che il 2015 è stato l’anno più bollente della storia da 217 anni ma nella classifica degli anni più caldi in Italia ci sono nell’ordine il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2012, 2001, poi il 1994, 2009, 2011 e il 2000.
Il riscaldamento provoca anche – precisa Coldiretti – il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, l’affinamento dei formaggi o l’invecchiamento dei vini. Una situazione che di fatto – continua la Coldiretti – mette a rischio il patrimonio di prodotti tipici Made in Italy. Ma a rischio sono anche le colture di orzo e luppolo per la birra in Belgio e Repubblica ceca e la produzione di champagne francesi. “L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli”, afferma il presidente Coldiretti, Roberto Moncalvo. Le imprese agricole, conclude, “devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio”.

Migranti: Ricchiuti (Pax Christi), “non respingerli nell’inferno libico”. No a F35, “follia inaccettabile”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 14:50

Le decisioni “di militarizzare le navi di soccorso e la possibilità di respingere di nuovo in Libia queste persone che fuggono in cerca di vita sarebbe davvero come respingerle all’inferno. Non possiamo tacere”: con queste parole monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e presidente di Pax Christi Italia, interviene oggi su quella che definisce la “tragedia dei migranti”. Lo fa in una lettera inviata ai membri di Pax Christi e al Sir prima della partenza per San Salvador, dove il 15 agosto parteciperà alle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita del beato martire Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, ucciso mentre celebrava l’Eucarestia il 24 marzo 1980. “Questo nostro viaggio si inserisce nel solco della solidarietà e vicinanza che Pax Christi, da anni, ha coltivato, con le comunità e le persone di quella terra salvadoregna bagnata dal sangue di molti martiri”, spiega mons. Ricchiuti, che approfitta per condividere “alcune gravi preoccupazioni che ci toccano da vicino e ci chiedono un continuo e rafforzato impegno di denuncia e proposta per scelte di pace”.
Oltre al tema dei migranti il presidente di Pax Christi contesta “l’invio di armi made in Italy a molti Paesi in guerra, in particolare dalla Sardegna le bombe all’Arabia Saudita” in “violazione della legge 185/90”. Ma soprattutto critica quei “costosissimi F35 di cui si è tornati a parlare in questi giorni”. La Corte dei Conti ha parlato di “ritardi, costi raddoppiati ma non possiamo ritirarci dal progetto”. “Sappiamo invece che è possibile ritirarci da questo impegno miliardario – afferma Ricchiuti –, utilizzando i soldi ancora non spesi per la vita, non per distruggere e uccidere”. Pax Christi da anni – insieme a tanti altri – denuncia “la follia di questo progetto dei nuovi caccia F35, moralmente ed economicamente inaccettabile”. Oggi ricorre poi l’anniversario della bomba atomica sganciata su Nagasaki, 9 agosto 1945, e pochi giorni prima su Hiroshima. “Anniversari di morte che ci impegnano ancora di più oggi per dire no alle bombe nucleari e chiedere all’Italia che ci ripensi e aderisca al trattato firmato lo scorso 7 luglio all’Onu per la messa al bando delle armi nucleari”, sottolinea.

Diritti: Giornata dei popoli indigeni. Mogherini (Ue), “combattere la povertà e agire per inclusione sociale e civile”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 14:23

(Bruxelles) “Dieci anni fa l’Assemblea generale Onu ha adottato la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, che ha istituito un quadro giuridico per i diritti, la dignità e il benessere dei popoli indigeni. Da allora sono stati fatti grandi passi avanti nel riconoscimento e nella comprensione delle difficoltà affrontate dai popoli indigeni. Tale evoluzione positiva è dovuta all’intensificarsi della cooperazione e dei partenariati tra gli Stati, la società civile nel suo insieme e i popoli indigeni. Tali partenariati sono stati possibili poiché i popoli indigeni hanno iniziato a mobilitarsi per far valere i propri diritti, far cessare qualsiasi tipo di discriminazione e denunciare le violazioni dei diritti umani e gli abusi di cui sono vittime”. Lo dichiara l’Alto rappresentante Federica Mogherini, a nome dell’Unione europea, in occasione della Giornata internazionale dei popoli indigeni del mondo che si celebra oggi. “Sebbene rappresentino soltanto il 5% della popolazione mondiale, questi popoli – spiega Mogherini – costituiscono il 15% delle persone più povere del pianeta. Inoltre, i popoli indigeni sono spesso le prime vittime quando la situazione dei diritti umani si degrada”. Con “le sue politiche in materia di diritti umani, la sua politica di sviluppo e i relativi strumenti finanziari, l’Ue ha contribuito alla promozione e al riconoscimento a livello internazionale dei diritti delle popolazioni indigene”.
La cooperazione bilaterale tra Unione “e numerosi Paesi pone un’enfasi particolare sulla partecipazione dei popoli indigeni alla società del Paese in cui vivono, sia a livello locale che nazionale”. L’Ue “ha inoltre intrapreso azioni per combattere la violenza nei confronti dei popoli indigeni e dei difensori dei diritti umani, in particolar modo quando si battono per la difesa della terra e delle risorse naturali”. “L’Ue continuerà ad affiancare i popoli indigeni nella lotta alla discriminazione e alla disuguaglianza. Per questo motivo si adopera fattivamente perché i popoli indigeni siano inclusi nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, nel cui ambito adotterà un approccio allo sviluppo basato sui diritti che comprenderà tutti i diritti umani, così che nessuno sia escluso”.

Venezuela: Onu denuncia “eccessivo e sistematico uso della forza”. Aperte indagini su 124 decessi

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 14:04

L’Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Raad al Hussein ha denunciato ieri un “diffuso, eccessivo e sistematico uso della forza” in Venezuela. “Chiedo a tutte la parti in causa – ha detto – di trovare insieme una soluzione all’escalation di tensioni nel Paese, di rinunciare all’uso della violenza e di fare dei passi verso un significativo dialogo politico”. Secondo l’ufficio Diritti umani delle Nazioni Unite sono 5.052 le persone detenute illegalmente dall’aprile scorso. Di questi, almeno mille sarebbero ancora sotto custodia. L’Onu ha inoltre aperto indagini su 124 decessi: 47 sarebbero attribuibili alle forze governative mentre altri 27 a gruppi armati autonomi a sostegno di Maduro. Per i restanti omicidi non è stato possibile attribuire alcuna responsabilità. “Siamo molto preoccupati per l’escalation di violenza in Venezuela – ha dichiarato il portavoce per i diritti umani dell’Onu, Ravina Shamdasani -; le violazioni dei diritti umani non sembrano diminuire e temiamo che la situazione possa peggiorare”. I dati sono stati forniti sulla base di interviste condotte a distanza da un team Onu. A fine agosto sarà reso noto un report completo.

Settimanali cattolici: la Fisc ricorda don Giovanni Carta, già direttore de “L’Ortobene”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 13:49

Anche i dirigenti nazionali della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc) rendono omaggio a don Giovanni Carta, l’ex direttore del settimanale diocesano “L’Ortobene” (Nuoro) scomparso due giorni fa. “A nome del presidente don Adriano e di tutto l’esecutivo Fisc – si legge in un messaggio del segretario Mauro Ungaro – vogliamo assicurarvi la vicinanza nella preghiera nel ricordo del caro don Giovanni Carta. Ricordiamo la sua partecipazione alla vita della nostra Federazione anche come consigliere nazionale e la sua passione nel raccontarci della sua Chiesa e della sua terra”. Commosso anche Francesco Zanotti, presidente nazionale della Fisc fino allo scorso novembre. “Carissimo direttore, carissimo Michele e carissimi amici de L’Ortobene – scrive Zanotti – per quel che posso e come posso vi sono vicino nel momento del distacco dal nostro caro don Giovanni Carta. Lo ricordo per tanti anni presente in Consiglio nazionale alla Fisc. Lo ricordo con affetto. Mai una parola sopra le righe, mai uno screzio. Sempre positivo, con tanta passione per la Chiesa, la sua e la nostra famiglia. E naturalmente per il giornale a cui ha dedicato tante energie. Il suo esempio e la sua dedizione guidino il nostro cammino quotidiano nel mondo delle comunicazioni sociali. I contesti sono mutati, ma il desiderio di farsi prossimi, anche con i mass media, all’uomo nel suo cammino terreno rimane per noi immutato”. “Da parte mia – conclude Zanotti – vi sono vicino con il ricordo, l’affetto e la preghiera”.

Fondazione Kolbe: workshop ad Auschwitz per promuovere il dialogo, la riconciliazione e la pace. Presenti giovani da 14 Paesi

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 13:18

Ad Auschwitz per promuovere il dialogo, la riconciliazione e la pace. Protagonisti del workshop organizzato dall’11 al 16 agosto dalla Fondazione Maximilian Kolbe saranno giovani provenienti da 14 Paesi, tra cui Russia, Ucraina, Usa, Paesi baltici, Germania e Polonia. Quattro i partecipanti inviati dal Consiglio interreligioso della Bosnia-Erzegovina in rappresentanza delle comunità serbo-ortodossa, cattolica, musulmana ed ebraica. L’arcivescovo Ludwig Schick (Bamberga), presidente della Commissione Chiesa nel mondo della Conferenza episcopale tedesca, ricorda quanto sia importante conoscere il passato per promuovere la riconciliazione. “C’è ancora molto da fare in Europa a questo riguardo – commenta mons. Schick -. Non c’è pace e la pace non si mantiene senza un impegno costante. La riconciliazione e la pace sono un impegno permanente e non hanno data di scadenza. Chi tralascia questo impegno, perde la pace”. E per costruire un futuro di pace la Fondazione Kolbe si rivolge in particolare alle nuove generazioni. “Giovani di tutta Europa devono diventare dei promotori della pace – prosegue l’arcivescovo Schick -. E questo anche al di là dei confini europei: in Africa, in Asia e nell’America del Sud”.
“Auschwitz – aggiunge l’arcivescovo – è un luogo in cui si sono potute vendere le terribili conseguenze della discordia tra persone, razze e nazioni. Auschwitz mostra più di qualsiasi altro luogo al mondo fino a che punto gli uomini possano fare del male agli altri. L’orrore di Auschwitz non deve ripetersi in nessun altro luogo del mondo! S. Massimiliano Kolbe è il nostro patrono e il nostro esempio”.
Al workshop parteciperà il primate polacco, l’arcivescovo Wojciech Polak (Gnesen), che il 13 agosto terrà una relazione sulla situazione in Polonia oggi e sul ruolo della Chiesa nell’elaborare un passato così segnato dalla violenza. Anche mons. Schick prenderà parte al workshop: lunedì 14 agosto, memoria liturgica di s. Massimiliano Kolbe, guiderà la processione che, con un percorso che richiederà diverse ore di cammino, dal centro di Oświęcim porterà al campo di concentramento di Auschwitz e al piazzale dove il santo offrì la sua vita in cambio di quella di un altro prigioniero condannato a morte.

Economia: Commissione Ue, a dieci anni dalla crisi la situazione migliora ma resta molto da fare

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 12:44

(Bruxelles) “La crisi finanziaria globale è iniziata 10 anni fa e ha portato alla peggiore recessione dell’Unione europea nella sua storia di sei decenni”. Lo si legge in una lunga nota della Commissione europea, che ripercorre la profonda recessione giunta nel Vecchio continente dagli Stati Uniti, causando un decennio di sofferenze all’economia reale, ai bilanci pubblici, ai lavoratori e alle famiglie. “La crisi non è iniziata in Europa, ma le istituzioni dell’Ue e gli Stati membri hanno agito con decisione per contrastare il suo impatto e affrontare le carenze strutturali dell’Unione economica e monetaria”. L’azione decisa, afferma l’Esecutivo, “è stata ripagata: oggi l’economia Ue si sta espandendo per il quinto anno consecutivo. La disoccupazione è al livello più basso dal 2008, le banche sono più forti, gli investimenti stanno aumentando e le finanze pubbliche sono in una situazione migliore”. Sul campo restano danni ingenti, ma “i recenti sviluppi economici sono incoraggianti”, e “resta ancora molto da fare per superare l’eredità degli anni della crisi”. La Commissione europea “è pienamente mobilitata per attuare la sua agenda per il lavoro, la crescita e la correttezza sociale”.

Politica: Costalli (Mcl), “per il bene del Paese ripartire dalla famiglia”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 12:29

“Se davvero il governo e il premier Gentiloni hanno a cuore il bene e il futuro di questo Paese non c’è dubbio che è la famiglia la vera chiave di volta”: così il presidente nazionale del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), Carlo Costalli, commenta la notizia della conferma della Conferenza nazionale della famiglia di fine settembre. ”Troppi decenni di colpevoli silenzi da parte della politica sono passati sulla pelle delle famiglie italiane, vero motore dell’economia e del welfare del nostro Paese – afferma -. È ora di recuperare il terreno perso e bisogna anche farlo in fretta, per rispondere alle tante urgenze e ingiustizie sul piano sociale e fiscale che finiscono inevitabilmente col pesare sul tenore di vita delle famiglie italiane, ormai ridotte allo stremo”. Per Costalli, “è ora di finirla con i proclami e gli interventi spot che servono solo a gettare fumo negli occhi: ci aspettiamo già dalla prossima legge di stabilità e, prima ancora, dalla Conferenza sulla famiglia di settembre, provvedimenti seri e finalmente concreti sul piano fiscale e delle politiche sociali e assistenziali”. Perché, conclude, “ripartire dalla famiglia significa sostanzialmente avere a cuore il bene del Paese ed evitare l’acuirsi di una spaccatura fra politica e cittadini che in questo momento davvero non gioverebbe a nessuno”.

Lourdes: Unitalsi, da oggi diretta web della messa dalla Cappella Salus Infirmorum

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 11:56

A partire da oggi si potrà seguire in diretta la funzione eucaristica celebrata a Lourdes nella cappella del Salus Infirmorum. Direttamente dal sesto piano della sede dell’Unitalsi a Lourdes, tramite webcam all’interno della piccola chiesa, si potranno seguire e vivere i momenti di preghiera previsti dalla celebrazione, direttamente dalle homepage dei siti web www.unitalsi.it e www.unitalsilourdes.it, unendosi spiritualmente ai fratelli e sorelle in pellegrinaggio a Lourdes. Le funzioni liturgiche celebrate nella cappella del Salus saranno trasmesse nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì alle ore 18.30 di ogni settimana. “Si tratta di un’iniziativa – spiega il presidente Antonio Diella – che vuole continuare il percorso di rafforzamento della nostra fraternità associativa e che ci consentirà di sentirci tutti insieme a Lourdes durante la stagione dei pellegrinaggi e durante l’inverno”. La messa del martedì e del venerdì sarà celebrata dal vescovo o dall’assistente responsabile del pellegrinaggio sezionale presenti quel giorno a Lourdes, secondo le intenzioni dei soci della sezione. Il mercoledì la messa sarà invece celebrata per le intenzioni di tutti i soci unitalsiani. Chi vorrà far porre un’intenzione di suffragio per i defunti – o per una persona in situazione di sofferenza – potrà comunicarne i nomi a mons. Giovanni Frigerio, assistente spirituale dell’associazione a Lourdes, attraverso l’indirizzo mail preghiere@unitalsilourdes.it. Durante la celebrazione del mercoledì saranno pronunciati i nomi pervenuti perché tutti possano pregare per loro.

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