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Diocesi: Caritas Bolzano-Bressanone porta ogni anno 1300 bambini in vacanza a Caorle

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 11:26

Circa 1.300 bambini e giovani ogni anno, da 48 anni, trascorrono tra coetanei le loro vacanze presso il villaggio per ferie Josef Ferrari di Caorle, una iniziativa promossa dalla Caritas di Bolzano-Bressanone. Nel corso degli anni il pubblico di ragazzi è cambiato, ma ancora oggi uno degli obiettivi è quello di poter consentire a bambini provenienti da famiglie socialmente svantaggiate un periodo di vacanza spensierato tra coetanei in un ambiente piacevole. I diversi capi turno e i team di accompagnatori danno libero sfogo – spiegano gli organizzatori – a fantasia e professionalità per un programma che spazia dalla musica allo sport, passando per il gioco e la creatività. Oltre alle attività, a Caorle, vengono sempre invitati ospiti speciali. Ieri sera, al villaggio per ferie, “si è esibito in concerto l’astro nascente della musica Jonas Monar che ha elettrizzato la platea dei ragazzi”. Ad aprire lo show la cantante altoatesina Theresa Gutweniger, alias Tracy Merano.

 

Crisi: Becchetti (economista), “per non fare il bis”. Analisi e risposte alla recessione 10 anni dopo

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 11:14

“A dieci anni di distanza sappiamo che dietro la crisi finanziaria globale ci sono stati una causa latente e un fattore scatenante. E che la sua cura è stata rapida ed efficace negli Stati Uniti d’America, più lenta e meno risolutiva nell’Unione europea”. Lo scrive l’economista Leonardo Becchetti nell’editoriale pubblicato oggi su “Avvenire”, intitolato “Per non fare il bis. La grande crisi 10 anni dopo”. “La causa latente – secondo Becchetti – è la crescita della diseguaglianza che, proprio prima della crisi, aveva raggiunto negli Usa lo stesso picco dell’altra grande crisi del 1929, con la quota di reddito del ‘top 1%’ di percettori di guadagni che in quel Paese aveva superato la soglia critica del 23% (quasi un quarto del totale). La diseguaglianza diventa un problema quando un sistema economico si regge sui consumi di massa rendendo assai difficile rispondere all’imperativo di consumare di più quando i redditi si riducono o non crescono”. L’articolo prosegue con quanto accaduto negli States in questo ambito. Una “risposta”, scrive l’economista, “in tre parti, immediata e piuttosto efficace”. Invece “la risposta europea fu molto più incerta e lenta. Il quantitative easing è arrivato solo 7 anni dopo, sulla spinta di pressioni dell’opinione pubblica nei diversi Paesi (tra cui il manifesto degli oltre 350 economisti pubblicato da ‘Avvenire’), la politica di bilancio è rimasta restrittiva, producendo una risposta in ordine sparso che ha messo in crisi soprattutto i Paesi del sud dell’Eurozona”.
“Questo ha trasformato la crisi finanziaria globale nella crisi dell’euro, con la febbre dello spread che ha indicato in anni per noi difficili un insostenibile divario tra il costo del debito pubblico e del credito bancario tra Stati del Sud e del Nord dell’Eurozona”. L’autore prosegue: “In Italia, continuiamo lentamente a far rimarginare le ferite di quel terribile periodo, con il terzo anno di debole ripresa dopo sette anni di vacche magre. Mentre alcune delle conseguenze di quei momenti terribili sono ancora tra di noi”. Ma è possibile – si chiede Becchetti – evitare che un evento del genere accada di nuovo “e quali sono le crisi che ci minacciano nel futuro? La stessa tempesta perfetta non può tornare due volte, tuttavia la causa latente che l’ha scatenata, non ancora risolta, può produrre nuove crisi in futuro se le diseguaglianze estreme perdureranno. E i fattori di fondo che generano le diseguaglianze sono ancora presenti, perché la fase attuale della globalizzazione e la rivoluzione tecnologica delle macchine e dei robot continueranno ad assottigliare la classe media”.
Per questo, “per vincere la sfida, l’Ue deve agire in modo molto più coeso e coraggioso, aumentando gli strumenti cooperativi di cui dispone nelle politiche di bilancio e di gestione del debito pubblico, varando una rivoluzione fiscale che sia in grado di favorire una creazione di valore economico diffusa ed ambientalmente sostenibile”. L’analisi della situazione italiana prosegue con ulteriori argomentazioni. Per l’articolo integrale: www.avvenire.it.

Papa Francesco: udienza generale, “giovani imitate l’esempio di san Lorenzo”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 10:49

“Desidero rivolgere una parola di benvenuto alle religiose di Maria Immacolata-Missionarie Clarettiane, riunite nel Capitolo generale, come pure alle Suore della Carità di santa Giovanna Antida, che si stanno preparando a celebrare i voti perpetui”, ha detto Papa Francesco al termine dell’udienza generale in Aula Paolo VI, nei saluti ai pellegrini di lingua italiana. “Care sorelle – l’esortazione di Francesco -, siate sempre gioiose, e anche rumorose, e testimoniate dappertutto la bellezza della vostra consacrazione a Dio e al Vangelo”. Un saluto anche ai fedeli della parrocchia di Santa Maria del Carmine in Sant’Elia Fiumerapido, e il consueto pensiero a giovani, malati e sposi novelli, venuti a Roma in questo periodo. “Auspico, cari giovani, che l’incontro con tanti luoghi carichi di cultura, di arte e di fede sia occasione propizia per conoscere e imitare l’esempio lasciatoci da tanti testimoni del Vangelo qui vissuti, come san Lorenzo, di cui domani ricorre la festa. Incoraggio voi, cari malati, a unirvi costantemente a Gesù sofferente nel portare con fede la croce per la redenzione del mondo”. Agli sposi novelli, infine, l’augurio di “costruire la vostra nuova famiglia sul solido fondamento della fedeltà al Vangelo dell’amore”. Tra i primi a salutare il Pontefice al termine dell’udienza, monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei.

Papa Francesco: in Nigeria e Repubblica centroafricana “cessino odio e violenza”. “Mai più crimini nei luoghi di culto”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 10:40

“Sono rimasto molto addolorato dalla strage avvenuta domenica scorsa in Nigeria, all’interno di una chiesa, dove sono state uccise persone innocenti. E purtroppo stamattina è giunta notizia di violenze omicide anche nella Repubblica centroafricana contro le comunità cristiane. Auspico che cessi ogni forma di odio e di violenza e non si ripetano più crimini così vergognosi, perpetrati in luoghi di culto, dove i fedeli si radunano per pregare”. Questo l’accorato appello lanciato da Papa Francesco a conclusione dell’udienza generale in Aula Paolo VI, con riferimento al tragico attacco che nella mattina di domenica 6 agosto, nella chiesa di San Filippo ad Ozubulu, in Nigeria, ha causato 13 morti e 26 feriti tra i fedeli in preghiera. Il 7 agosto, in un telegramma – a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin – il Pontefice aveva espresso profondo cordoglio a mons. Hilary Paul Odili Okeke, vescovo di Nnewi, e “a tutti i fedeli della diocesi, in particolare alle famiglie delle vittime e a quanti sono stati colpiti da questa tragedia”. Oggi la notizia di violenze nella Repubblica centroafricana: “Pensiamo ai nostri fratelli e sorelle della Nigeria e della Repubblica centroafricana, preghiamo per loro tutti insieme”, ha esortato Francesco invitando i presenti a recitare con lui l’Ave Maria.

Papa Francesco: udienza generale, “Gesù offre speranza di vita nuova”. Chiesa è “popolo di peccatori”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 10:31

“I peccatori sono perdonati. Non solamente vengono rasserenati a livello psicologico, il perdono ci rasserena tanto, perché siamo liberati dal senso di colpa. Gesù fa molto di più: offre alle persone che hanno sbagliato la speranza di una vita nuova”, ha detto il Papa nell’udienza generale. “Ma Signore, io sono uno straccio: guarda avanti, ti faccio un cuore nuovo, questa è la speranza che ci dà Gesù, una vita segnata dall’amore”. “Matteo il pubblicano diventa apostolo di Cristo. Zaccheo, ricco corrotto di Gerico, sicuramente aveva una laurea in tangenti, si trasforma in un benefattore dei poveri – prosegue il Santo Padre –. La donna di Samaria, che ha avuto cinque mariti e ora convive con un altro, si sente promettere un’acqua viva che potrà sgorgare per sempre dentro di lei”. “Cambia il cuore Gesù, fa così con tutti noi”, afferma Bergoglio. “Ci fa bene pensare che Dio non ha scelto come primo impasto per formare la sua Chiesa le persone che non sbagliavano mai. La Chiesa è un popolo di peccatori che sperimentano la misericordia e il perdono di Dio. Pietro ha capito più verità di se stesso al canto del gallo, piuttosto che dai suoi slanci di generosità”.
Per il Papa, “siamo tutti poveri peccatori, bisognosi della misericordia di Dio che ha la forza di trasformarci e ridarci speranza, ogni giorno. E lo fa. E alla gente che ha capito questa verità basilare, Dio regala la missione più bella del mondo, vale a dire l’amore per i fratelli e le sorelle, e l’annuncio di una misericordia che Lui non nega a nessuno”. “E questa è la nostra speranza. Andiamo avanti con questa fiducia nel perdono, nell’amore misericordioso di Gesù”.

Papa Francesco: udienza generale, “tanti cattolici si sentono perfetti e disprezzano gli altri” ma “Gesù spalanca le braccia ai peccatori”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 10:22

“Gesù spalanca le braccia ai peccatori. Quanta gente perdura anche oggi in una vita sbagliata perché non trova nessuno disponibile a guardarlo o guardarla in modo diverso, con gli occhi, meglio, con il cuore di Dio, cioè con speranza. Gesù invece vede una possibilità di risurrezione anche in chi ha accumulato tante scelte sbagliate”. Così Papa Francesco, nella catechesi dell’udienza generale del mercoledì in Aula Paolo VI. “Sempre lì con il cuore aperto – spiega Francesco fuori testo –, spalanca quella misericordia che ha nel cuore, perdona, abbraccia, si avvicina. Così è Gesù”. “A volte – avverte il Papa – dimentichiamo che per Gesù non si è trattato di un amore facile, a poco prezzo. I vangeli registrano le prime reazioni negative nei confronti di Gesù proprio quando lui perdonò i peccati di un uomo”. È allora che “alcuni scribi, quelli che si credono perfetti”, e “tanti cattolici – aggiunge di nuovo a braccio – si credono perfetti e disprezzano gli altri; è triste questo, sono scandalizzati da quelle parole di Gesù, che suonano come una bestemmia, perché solo Dio può perdonare i peccati”. “Noi che siamo abituati a sperimentare il perdono dei peccati, forse troppo ‘a buon mercato”, dovremmo qualche volta ricordarci di quanto siamo costati all’amore di Dio”.
“Ognuno di noi è costato abbastanza, la vita di Gesù: Lui l’avrebbe data per ognuno di noi”. “Gesù non va in croce perché sana i malati, perché predica la carità, perché proclama le beatitudini”, “perdona i peccati, perché vuole la liberazione totale, definitiva del cuore dell’uomo. Perché non accetta che l’essere umano consumi tutta la sua esistenza con questo ‘tatuaggio’ incancellabile, con il pensiero di non poter essere accolto dal cuore misericordioso di Dio”. “E con questi sentimenti Gesù va incontro ai peccatori dei quali tutti noi siamo i primi”.

Papa Francesco: udienza generale, “Gesù si fa carico di chi soffre, il suo cuore è misericordioso”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 10:19

Dove “c’è una persona che soffre, Gesù se ne fa carico, e quella sofferenza diventa sua”, Gesù “condivide il dolore umano” perché “il suo cuore è misericordioso”. Lo ha detto questa mattina Papa Francesco ai pellegrini e ai fedeli riuniti nell’Aula Paolo VI per l’udienza generale del mercoledì, la seconda dopo l’interruzione di luglio, commentando la pagina evangelica della peccatrice perdonata. “Quelle donne poverette – aggiunge a braccio – che servivano solo per essere ‘visitate’ di nascosto anche dai capi o per essere lapidate”. “Abbiamo sentito la reazione dei commensali di Simone il fariseo”, prosegue Francesco, perché “Gesù ha appena compiuto un gesto scandaloso”. “Tutti mormorano: se Gesù è un profeta, non dovrebbe accettare gesti del genere da una donna come quella. Secondo la mentalità del tempo, tra il santo e il peccatore, tra il puro e l’impuro, la separazione doveva essere netta”. “Ma l’atteggiamento di Gesù – fa notare il Pontefice – è diverso. Fin dagli inizi del suo ministero di Galilea, Egli avvicina i lebbrosi, gli indemoniati, tutti i malati e gli emarginati. Un comportamento del genere non era per nulla abituale, tant’è vero che questa simpatia di Gesù per gli esclusi, gli ‘intoccabili’, sarà una delle cose che più sconcerteranno i suoi contemporanei”.
“Laddove c’è una persona che soffre, Gesù se ne fa carico, e quella sofferenza diventa sua”; Gesù “condivide il dolore umano, e quando lo incrocia, dal suo intimo prorompe quell’atteggiamento che caratterizza il cristianesimo: la misericordia”. “Il suo cuore è misericordioso” aggiunge fuori testo Francesco, e “prova compassione”, ossia “sente fremere le sue viscere”. Il cuore di Cristo “incarna e rivela il cuore di Dio, che laddove c’è un uomo o una donna che soffre, vuole la sua guarigione, la sua liberazione, la sua vita piena”.

Libia: l’inviato Onu Salamé a Sant’Egidio, “pacificazione e unità per gestire i flussi”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 10:01

L’inviato speciale delle nazioni Unite per la Libia, Ghassan Salamé, ha incontrato la Comunità di Sant’Egidio al termine della sua visita in Italia, la prima dalla sua nomina. Durante il colloquio, a cui ha partecipato il responsabile relazioni internazionali della Comunità, Mauro Garofalo, sono stati analizzati i recenti sviluppi del complicato scenario libico, così come le iniziative di dialogo e stabilità intraprese da Sant’Egidio fin dall’inizio della crisi. In particolare ci si è soffermati sui risultati dei recenti incontri promossi dalla Comunità tra i rappresentanti di alcune delle zone in cui sono più forti le tensioni, come gli esponenti delle due città di Misurata e Zintan, in Tripolitania, e quelli della regione del Fezzan, nel Sud del Paese. Durante la visita le due delegazioni hanno affrontato anche il tema dei migranti e le preoccupazioni sorte negli ultimi mesi sottolineando che “la pacificazione e l’unità della Libia sono un fattore essenziale per combattere i trafficanti di vite umane e gestire il fenomeno in accordo con i Paesi interessati”. Ghassan Salamé, che conosce da molti anni Sant’Egidio, ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto e ha auspicato una  collaborazione attiva per giungere ad una soluzione definitiva della crisi libica.

Lavoro e festa: mons. Muser (Bolzano-Bressanone), “ridiamo sapore alla domenica”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 09:37

Ridare sapore alla domenica. Rispettandola come giorno di festa. È quanto chiede il vescovo Ivo Muser in una lettera pastorale pubblicata oggi alla vigilia della festa dell’Assunzione. “La domenica e i giorni festivi sono un grande patrimonio umano e non possono essere ridotti ad un affare in nome dell’ideologia del consumismo”, sottolinea mons. Muser. Dire “no” alla domenica come giorno lavorativo significa “dire un ‘sì’ all’uomo, alla famiglia, alla società, al creato, alla nostra cultura e alla nostra fede”. Il vescovo altoatesino sottolinea che le domeniche, così come le festività, “rappresentano un inestimabile valore, che deve essere riscoperto e difeso – anche contro resistenze e interessi privati –, un valore che va a beneficio dell’intera società. Abbiamo bisogno della domenica e delle nostre festività con le loro opportunità sociali, familiari, culturali e religiose!”. “Noi uomini abbiamo bisogno di più e valiamo di più del consumo, del suono di un registratore di cassa e di un’attività frenetica e senza sosta – sottolinea Muser -. L’uomo non può ridursi al fare, al produrre, al consumare e al possedere. Non abbiamo bisogno soltanto di più tempo libero per noi come singoli individui. Abbiamo bisogno di tempo libero comunitario! Difendendo pubblicamente le nostre domeniche e i nostri giorni festivi alla fine ci guadagniamo tutti quanti”. Il vescovo altoatesino ritiene che “sia oggi una priorità per la Chiesa lo spendersi per ciò che non porta alcun profitto immediato: per il tempo sacro, per le nostre festività e soprattutto per le domeniche”. Mons. Muser ricorda, inoltre, che ci sono attività che, per la loro natura, devono essere portate avanti anche di domenica e nelle festività. “Chiedo però di tornare a distinguere, nelle nostre domeniche e festività, tra quelle che sono le attività necessarie e quelle che non lo sono – aggiunge -. Si può fare piena esperienza del valore della domenica solo se la si rispetta. Il suo gusto lo assaporano solo quanti la vivono”.

Ong e migranti: p. Zerai (Habeshia), “calunnie e campagna denigratoria. Controbatterò per vie legali”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 09:26
Si tratta di “vere e proprie calunnie e, per la sistematicità con cui vengono rappresentati e diffusi, potrebbero configurare una vera e propria campagna denigratoria nei miei confronti e di quanti collaborano con me nel programma umanitario in favore di profughi e migranti, che abbiamo costruito nel corso di anni di lavoro”. Così padre Mussie Zerai, fondatore dell’agenzia Habeshia risponde a chi l’ha chiamato in causa a mezzo stampa in merito all’inchiesta aperta dalla Procura di Trapani su alcuni episodi di cui si sarebbero resi protagonisti membri della Ong tedesca Jugend Rettet. “Mi riservo di controbattere nelle sedi legali opportune a questa serie di calunnie che mi sono state indirizzate – dichiara -. Per il momento posso dire di aver ricevuto solo la mattina di lunedì 7 agosto, mentre rientravo da un viaggio di lavoro, la notizia che la Questura di Trapani dovrebbe notificarmi l’avviso di un procedimento per conto della locale Procura. Immagino che sia un provvedimento ricollegabile all’inchiesta aperta sulla Ong Jugend Rettet. Se di questo si tratta, posso affermare in tutta coscienza di non aver nulla da nascondere e di aver agito sempre alla luce del sole e in piena legalità. A parte l’iniziativa di Trapani, di cui ho già informato i miei legali in modo da prenderne visione ed eventualmente controbattere in merito, non sono stato chiamato in alcuna altra sede per giustificare o comunque rispondere del mio operato in favore dei profughi e dei migranti”.

Padre Zerai conferma di aver inviato segnalazioni di soccorso all’Unhcr e a Ong come Medici Senza Frontiere, Sea Watch, Moas e Watch the Med. “Prima ancora di interessare le Ong, ogni volta ho informato la centrale operativa della Guardia Costiera italiana e il comando di quella maltese – precisa -. Non ho invece mai avuto contatti diretti con la nave della Jugend Rettet, chiamata in causa nell’inchiesta della Procura di Trapani, né ho mai fatto parte della presunta ‘chat segreta’ di cui hanno parlato alcuni giornali: le mie comunicazioni sono state sempre inoltrate tramite un normalissimo telefono cellulare”. Tutte le segnalazioni, prosegue, “sono il frutto di richieste di aiuto che mi sono state indirizzate non da battelli in partenza dalla Libia, ovvero al momento di salpare, ma da natanti in difficoltà al largo delle coste africane, al di fuori delle acque territoriali libiche e comunque dopo ore di navigazione precaria e pericolosa”. E’ vero, prosegue, “che di volta in volta ripeto la segnalazione anche via mail, ma anche questo è dovuto a una indicazione che ho ricevuto nel 2011 dal comando centrale della Guardia Costiera, che mi chiese di confermare i miei messaggi via mail, cioè in forma scritta, dopo la tragedia avvenuta nel Mediterraneo tra i mesi di marzo e aprile (63 morti), in merito alla quale diversi soggetti negarono di aver ricevuto richieste di soccorso”. Padre Zerai ritiene “molte notizie pubblicate sul mio conto assolutamente diffamatorie e denigratorie”:  “Ho dato incarico ai miei legali di tutelare in tutte le sedi opportune la mia onorabilità personale, quella del mio ruolo di sacerdote e quella di Habeshia, l’agenzia che ho fondato e con la quale collaborano persone assolutamente disinteressate e a titolo totalmente volontario”.

 

 

Papa Francesco: sta per iniziare l’udienza generale in Aula Paolo VI

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 09:15

Papa Francesco sta percorrendo l’Aula Paolo VI salutando pellegrini e fedeli riuniti per l’udienza generale del mercoledì, la seconda dopo l’interruzione di luglio. Molte le strette di mano, le benedizioni, le carezze e i baci ai bambini, le battute con i presenti – alcuni dei quali cercano di trattenerlo -, le foto al Pontefice e i selfie da smartphone e tablet. Tra i doni offerti al Papa anche alcuni libri e uno zucchetto che Bergoglio indossa dando in cambio il proprio.

Diocesi: Nuoro, don Luciano Monni nuovo rettore del Seminario. La Caritas diocesana sarà diretta da suor Pietrina Careddu

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 09:00

Don Luciano Monni è il nuovo rettore del seminario di Nuoro. Lo ha nominato il vescovo diocesano, mons. Mosè Marcia, in sostituzione di don Antonello Tuvono che ricopriva l’incarico dal 2011. Contestualmente il vescovo ha designato come vice rettore don Piergavino Piras e ha confermato nell’incarico di padre spirituale don Totoni Cossu, che verrà coadiuvato da don Giovanni Salvatore Patteri e don Francesco Mario Mariani. Nella nota che annuncia le nomine, mons. Marcia si dice “grato al Signore che continuamente chiama e a don Antonello Tuvone, già rettore del Seminario, per la libera adesione missionaria in Argentina”. Nei giorni scorsi, mons. Marcia ha provveduto anche alla nomina del nuovo direttore della Caritas diocesana di Nuoro. Si tratta di suor Pietrina Careddu, nota come suor Pierina, che – si legge in una nota – “lavora nella Caritas diocesana, al fianco di don Francesco Carmelo Mariani, dal 1° gennaio 2014, dimostrando competenza e riportando stima presso i parroci che hanno gradito e accolto la sua collaborazione”. “Sono trascorsi più di tre anni da quell’11 settembre 2013, quando trepidanti e fidandoci ciecamente della Provvidenza, abbiamo iniziato il cammino di servizio verso i nostri fratelli più poveri, verso i ‘nostri padroni’”, ha scritto il vescovo nel decreto di nomina. “Tanto si è fatto e tantissimo resta da fare, per promuovere in diocesi, nelle parrocchie, lo spirito della carità che – ha aggiunto – deve albergare nel cuore di ognuno di noi attraverso la sensibilizzazione e la formazione delle persone”.

Avvenire: la prima pagina di domani 9 agosto. Forum per Conferenza nazionale famiglia, condanna Onu a Venezuela, cambiamento climatico

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 19:30

Le richieste delle associazioni per la Conferenza nazionale della famiglia sono l’argomento del titolo di apertura di “Avvenire” di domani. Dopo la conferma che la Conferenza nazionale si terrà, come programmato, a fine settembre a Roma, infatti, il mondo associativo riunito nel Forum dlle famiglie sta affinando le proposte da portare al tavolo con il governo. In attesa della sempre auspicata riforma generale del fisco, viene indicata la priorità di intervenire subito sulle famiglie povere e più numerose. Di taglio le notizie dal Venezuela, con la grande manifestazione dell’opposizione e la condanna dell’Onu per la violazione dei diritti umani. Ancora, una fotocronaca illustra il rapporto delle agenzie americane che denuncia il cambiamento climatico innescato dalle attività dell’uomo. L’editoriale, a firma di Leonardo Becchetti, è invece dedicato ai 10 anni della crisi finanziaria scoppiata nel 2007 e le lezioni che ancora dobbiamo trarne.

Diocesi: mons. Cetoloni (Grosseto), “onorare san Lorenzo può creare un senso di giovinezza in ciascuno di noi e nella nostra Chiesa”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 19:12

“Onorare san Lorenzo come patrono può suscitare carità, voglia di donarsi, può creare impegno, testimonianza. Può creare un senso di giovinezza in ciascuno di noi e nella nostra Chiesa”. È quanto afferma il vescovo di Grosseto, monsignor Rodolfo Cetoloni, in un videomessaggio registrato in occasione della festa di san Lorenzo ormai prossima e pubblicato sul canale Youtube di “Toscana Oggi”.

Ricordando che Papa Francesco “ha indetto il Sinodo dei giovani” con il quale “in tutta la Chiesa ci sarà da mettersi in ascolto di quello che essi hanno nel cuore e come con loro possiamo rispondere alle esigenze del tempo attuale”, il vescovo osserva che “Lorenzo è un esempio, è un modo di essere giovani vivo e vivace, partecipe e attivo all’interno di una comunità”. Parlando del santo patrono, il vescovo sottolinea di Lorenzo tre aspetti: l’essere “giovane”, “diacono, cioè servo” e “martire cristiano”. “Queste tre parole le ha tenute unite un grande cuore, una grande personalità che ha amato fino a dare la sua vita per quello che aveva scelto e che gli era prezioso: quel Signore Gesù, morto e risorto per amore dell’uomo”. Il vescovo ricorda poi alcune iniziative di carattere diocesano come “La raccolta di san Lorenzo”, a favore della bottega della solidarietà della Caritas diocesana, e “Una luce per Aleppo”, a sostegno dei cristiani in Siria. “Che lo spirito di Lorenzo – conclude Cetoloni – possa essere anche quest’anno contagioso per tutti noi: patrono, amico, ispiratore, modello, testimone di uno stile di vita vissuta in pienezza, al modo di Cristo, dei cristiani e delle persone che la vita la giocano tutta”.

Dionigi Tettamanzi: card. Sgreccia, “riconoscenza per illuminazione e lungimiranza sui temi della tutela della vita che ci interrogano ancora oggi”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 19:00

“Con il card. Dionigi Tettamanzi ho intessuto un doppio legame durante l’arco della nostra vita, un legame di amicizia e un legame di riconoscenza. Da quando giunse a Roma come docente di teologia morale e fu nominato direttore del seminario lombardo, quando fu poi vescovo di Ancona-Osimo, e successivamente segretario generale della Cei, posso dire di essere stato un suo alunno perché per occuparsi di bioetica era necessario confrontarsi con la teologia morale e quindi con lui”. Così il card. Elio Sgreccia, presidente della fondazione “Ut Vitam habeant” e membro ad honorem dell’Accademia per la vita, ricorda il card. Tettamanzi, di cui questa mattina si sono celebrati, a Milano, i funerali. “Gli devo riconoscenza – continua Sgreccia – per aver guidato e sostenuto concretamente negli anni, come segretario della Cei, il reperimento di fondi per mandare avanti l’Istituto di bioetica, che richiedeva cospicui ingressi sia per i docenti che per le ricerche”. “In quegli anni – continua – eravamo sempre in contatto perché prima di rilasciare interviste ufficiali ero solito parlare con lui, per essere sicuro di saper ben esprimere e ben interpretare il pensiero della Chiesa su quei temi così controversi”. “Abbiamo viaggiato insieme spesse volte in giro per il mondo, ed eravamo insieme anche quando, durante uno di questi viaggi, abbiamo rischiato la vita quando d’improvviso ci siamo trovati assaliti dai un branco di cani a Rio de Janeiro”. “Verso di lui – conclude Sgreccia – ho una comunanza di sentimenti e di obbligazione e mi piace esprimere in questa circostanza il mio affetto e il mio accompagnamento nella preghiera, ringraziandolo anche per la sua illuminazione e lungimiranza su molti temi che continuano ad interrogarci ancora oggi”.

Terremoto in Centro Italia: Norcia, 50mila euro dagli Ordini dinastici di Casa Savoia per restaurare il centro pastorale “Madonna delle Grazie”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 18:48

Ammonta a 50mila euro la donazione con cui gli Ordini dinastici di Casa Savoia sosterranno il restauro del centro pastorale “Madonna delle Grazie” di Norcia. La somma verrà consegnata da Emanuele Filiberto di Savoia, principe di Piemonte e di Venezia, all’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, sabato 12 agosto, alle 12, presso il complesso oggetto del restauro. “Il progetto – si legge in una nota – prevede la riedificazione dell’unico luogo di aggregazione sociale e di svolgimento delle attività pastorali, che avrà i requisiti strutturali di ‘ricostruzione sicura’”. Previsto il riutilizzo dell’intera superficie ripartita nei tre livelli originari. “Sono molto, molto felice di poter tornare a Norcia – dichiara Emanuele Filiberto – e soprattutto di poter visitare la città portando un segno concreto del nostro amore per questa bellissima terra e per uno dei gioielli d’Italia”. Rilevando che “mons. Boccardo ha subito accolto con profonda sensibilità ed attenzione il nostro gesto”, Emanuele Filiberto sottolinea che il centro pastorale “Madonna delle Grazie” è “un centro di preghiera ma anche luogo civico di aggregazione sociale, dove persone anziane e più giovani possono trovarsi attorno ai segni dell’Amore più grande. E questo è bellissimo”. Dopo la consegna – conclude la nota – Emanuele Filiberto e l’arcivescovo “pranzeranno con i volontari della Caritas presenti a Norcia, incontrando le famiglie di coloro che hanno perso le loro dimore durante il sisma”.

Giornali Fisc: attacco all’“Avvenire di Calabria”. Solidarietà da “Lamezia Nuova”, “quando si ricerca la verità non si è immuni da attacchi”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 18:21

“Il lavoro del giornalista in Calabria, spesso, è difficile ed il fatto che un giornale cattolico sia entrato nel mirino di chi probabilmente non ama la stampa libera, dimostra che quando si ricerca la verità non si è immuni dagli attacchi e dalle attenzioni di chi vorrebbe che, invece, tutto continui a rimanere nascosto”. È quanto scrivono in una nota don Roberto Tomaino e Saveria Maria Gigliotti, rispettivamente direttore editoriale e responsabile di “Lamezia Nuova”, esprimendo alla redazione de “L’Avvenire di Calabria” solidarietà dopo che “in questi giorni sono stati fatti oggetto di alcune ‘attenzioni’ che lasciano sgomenti perché indicativi di segnali chiari che tendono ad intimidire chi sta operando al servizio della comunità”. Tali situazioni, specie in chi vive la professione del giornalista come una “missione” al servizio dei lettori e non dei “potenti di turno” – conclude la nota dei responsabili della testata edita dalla diocesi di Lamezia Terme e aderente alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) – “non fanno altro che confermare che si è nel giusto e che, soprattutto, si è realmente strumento per il raggiungimento del bene comune”.

61° tragedia Marcinelle: Amendola (sottosegretario Esteri), “la memoria serva da guida per noi e i nostri figli”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 17:55

“La memoria di questo tragico evento, che nel nostro Paese celebriamo come Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, deve servire da guida per noi e per i nostri figli”. Lo ha affermato questa mattina il sottosegretario agli Affari Esteri, Vincenzo Amendola, intervenendo a Bois Cazier, nei pressi di Marcinelle in Belgio, alla commemorazione per il 61° anniversario della tragedia che l’8 agiosto del 1956 causò la morte di 262 minatori di dodici diverse nazionalità, di cui 136 italiani. “Le nostre comunità all’estero – ha aggiunto Amendola – non sono solo viste come destinatarie di servizi, ma anche e soprattutto come una componente essenziale della politica estera dell’Italia”. “Nel vostro sforzo per affermarvi e stabilirvi all’estero, in questo cammino di crescita e miglioramento delle condizioni di vita, il ministero degli Affar Esteri – ha assicurato – è fortemente impegnato per rispondere sempre di più e sempre meglio alle vostre esigenze, per aumentare gli strumenti a disposizione delle comunità italiane all’estero”. Rivolgendosi poi ai nostri connazionali residenti in Belgio, una comunità composta da circa 280mila persone, il sottosegretario ha rivolto loro i “più sinceri ringraziamenti per essere qui e per invitarvi a continuare ad essere orgogliosi della vostra storia e di quello che avete fatto, perché l’Italia lo è di voi”. Alla cerimonia, oltre alle autorità belghe, erano presenti una delegazione dell’Associazione delle famiglie delle vittime di Manoppello (Regione Abruzzo) e dell’associazione “Marcinelle per non dimenticare”. A Bois du Cazier, dopo il rintocco della campana in ricordo delle vittime, la cerimonia è proseguita con i discorsi ufficiali e la deposizione di corone di fiori all’ingresso principale del sito minerario. La cerimonia è proseguita al Cimitero di Marcinelle, dove Amendola ha depositato una corona di fiori al monumento “Sacrificio dei minatori italiani”. Conclusione a Bois du Cazier, con il saluto dell’ambasciatrice Elena Basile e la lettura del messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Israele-Palestina: Oxfam, “a Gaza 2 milioni di persone senza luce e acqua”. Pezzati, “popolazione minacciata dalle malattie”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 17:49

Due milioni di persone nella Striscia di Gaza non hanno quasi nessun accesso a servizi essenziali, come acqua corrente e servizi igienici e moltissimi hanno a disposizione solo 2 ore di luce elettrica al giorno. L’allarme è lanciato oggi da Oxfam, a tre anni dalla fine della guerra che in 50 giorni devastò Gaza. Una crisi – iniziata quattro mesi fa – a causa delle tensioni che hanno portato al taglio da parte di Israele del 40% dell’erogazione di elettricità sulla Striscia, su richiesta della stessa Autorità nazionale palestinese. “La crisi energetica a Gaza costringe centinaia di migliaia di persone al limite della sopravvivenza, dovute alle tensioni tra le autorità israeliane e palestinesi – dichiara Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia –. Questa emergenza deve essere risolta al più presto, perché a farne le spese è la popolazione ‘intrappolata’ all’interno della Striscia, che adesso è seriamente minacciata dalla diffusione di malattie causate dalla quasi totale carenza di servizi igienici e sanitari. Dopo la guerra nel 2014, il 50% dei centri di trattamento delle acque reflue non funzionava più. Oggi non funziona più nessun impianto. Ad agosto del 2014, 900mila persone necessitavano di acqua e servizi igienici, oggi questo numero è salito a 2 milioni. Dopo l’ultima guerra, l’80% della popolazione viveva solo con 4 ore di elettricità al giorno, oggi la maggioranza della popolazione solo con 2”.
“Non c’è un nostro progetto che non sia stato condizionato dalla mancanza di energia elettrica – continua Pezzati –. Senza elettricità è impossibile qualunque tentativo di ripresa: non si possono riattivare le centrali di desalinizzazione, i pescatori non possono conservare la propria merce e gli agricoltori non possono irrigare. Chi è impegnato in progetti informatici non può lavorare e le aziende sono costrette a operare tagli del personale. I costi economici e umanitari di questa crisi sono altissimi”. “Anche senza la guerra, i palestinesi a Gaza subiscono un’emergenza umanitaria che non dà tregua – conclude Pezzati –. È vergognoso non aver agito e aver consentito che si arrivasse a questo punto, mettendo ancora di più alla prova 2 milioni di persone”. Il taglio dell’elettricità a Gaza rappresenta una “misura illegale e punitiva contro un’intera popolazione”, per questo motivo Oxfam chiede che cessi immediatamente e che tutte le parti coinvolte in questa crisi, garantiscano agli abitanti il ripristino del normale approvvigionamento di elettricità e carburante. Oxfam ha lanciato oggi – in partnership con le agenzie digitali palestinesi – la campagna #LightsOnGaza, chiedendo di garantire energia elettrica alla popolazione della Striscia.

Terremoto in Centro Italia: Caritas, un video con le testimonianze di Camilleri e Bonaccorti

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 17:18

In un video realizzato da Tv2000 per Caritas italiana, le testimonianze e le voci di Enrica Bonaccorti e Andrea Camilleri raccontano l’esperienza di chi ha vissuto il terribile sisma che ha colpito il Centro Italia a partire dalla notte del 24 agosto 2016, causando 299 vittime e sconvolgendo intere aree dell’Appennino e dell’Italia centrale. I testi sono tratti da “Voci dal terremoto. Storie fra rinascita e macerie per non dimenticare” di Fabio Bolzetta. Alcune immagini sono fornite dalla Caritas delle Marche, che ha realizzato il video “Un passo in più”. A un anno dai primi eventi sismici l’impegno Caritas continua accanto alle comunità locali. Sono state realizzate o progettate in tutte le diocesi terremotate diverse tipologie di centri di comunità: container assemblati, prefabbricati metallici, strutture con fondamenta, in muratura, acciaio o legno. Nella sola diocesi di Rieti, sono stati consegnati moduli abitativi a 45 famiglie di cui 12 allevatori. Grazie alla colletta nazionale del 18 settembre 2016 e a numerose altre donazioni, sono finora pervenuti a Caritas Italiana oltre 26 milioni di euro, incluso 1 milione messo subito a disposizione dalla Cei. Oltre due terzi sono stati già spesi o impegnati per aiuti d’urgenza, costruzioni, progettazione sociale e sostegno alle delegazioni gemellate.  Sono stati promossi gemellaggi tra località terremotate e delegazioni regionali Caritas. Per gli allevatori e le piccole attività economiche si stanno delineando interventi di supporto anche finanziario (prestiti, microcrediti) a progetti imprenditoriali condivisi. Grande rilievo hanno anche gli interventi educativi e animativi, a cominciare dai campi di solidarietà, con particolare attenzione alla condizione di ragazzi e anziani.

https://www.youtube.com/watch?v=aUGOfffV2Tc&feature=youtu.be

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