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Suicidio Maria Rita Logiudice: mons. Morosini (Reggio Calabria), “rispetto” e “prudenza”, “fermarci per riflettere”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 10:37

“Questa è una tragedia che non solo getta nella disperazione la famiglia della ragazza – alla quale dobbiamo avvicinarci con un eguale atteggiamento di profondo rispetto per il proprio dolore – ma evidenzia anche come alcune volte diventi difficile riuscire a decifrare il cuore dei giovani che spesso cadono in questa incomunicabilità anche con le persone a loro più care”. A parlare è l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, dopo la morte di Maria Rita Logiudice, figlia venticinquenne di un detenuto per reati di ‘ndrangheta. “Ho letto quel che è stato detto e scritto sul caso e per questo dico che prima è necessario attendere l’esito delle indagini che sono state avviate”, dice il presule oggi al quotidiano “Gazzetta del Sud”: “Formulare qualsiasi giudizio senza che prima chi è deputato a far luce su tutti gli aspetti della vicenda abbia concluso il proprio compito non mi sembra utile. Rispettiamo il lavoro di chi sta indagando anche perché potrebbe essere grave anticipare giudizi che magari possano coinvolgere terze persone. Ecco perché prudenza e rispetto mi sembrano necessari nell’accostarsi a questa vicenda così dolorosa”. Mons. Morosini parte da una riflessione “chiara e incontrovertibile”: Maria Rita “per arrivare a tanto dentro di sé avrà covato solitudine, amarezza, disperazione… Tutto ciò ci interpella come società nel suo complesso e interpella le istituzioni in primo luogo. Tutti dovremmo fermarci per trovare una strada comune, per seguire un percorso condiviso, che penso debba partire per forza dall’ascolto dei giovani”.

“Dopo una tragedia simile abbiamo la necessità di fermarci per riflettere”, l’invito del presule: “Ma deve essere una riflessione pacata, senza puntare il dito uno contro l’altro, senza recriminazioni di sorta o colpevolizzazioni dell’uno o dell’altro qualcuno”. Occorre “sederci per ragionare, per pensare assieme un cammino fuori dalla pressione della tragedia, lontano dalla contingenza e dall’emotività che provoca il dolore davanti allo strazio di una ragazza che si è tolta la vita”. “Se le istituzioni riuscissero a fare periodicamente quanto fatto nei giorni scorsi sotto la spinta della tragedia di Maria Rita penso che potrebbe essere un grande servizio alla comunità”, la proposta del vescovo, assicurando “ampia disponibilità”, da parte della Chiesa reggina, ad “un simile percorso condiviso: se saremo invitati non faremo certamente mancare il nostro appoggio e il nostro contributo”.

Paraguay: oggi la Giornata di digiuno e preghiera per la pace nel Paese

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 10:16

Mentre faticosamente le forze politiche e sociali del Paese stanno cercando di dialogare dopo gli scontri in Parlamento e nelle piazze della scorsa settimana, i vescovi del Paraguay – che sono parte attiva nel dialogo – hanno indetto per oggi, venerdì 7 aprile, una “Giornata di digiuno e preghiera per la pace e la fraternità nella nostra patria”, “provocati dalla tensione sociale e politica in seguito agli scontri e agli episodi di violenza a cui tutti abbiamo assistito”. L’invito, rivolto a tutte le diocesi e a tutte le parrocchie, è “a pregare in famiglia in tutte le case e a offrire il digiuno come gesto di rinuncia a ogni violenza. Suggeriamo che si preghi con la Via crucis nelle famiglie, nei quartieri, nelle cappelle, nelle parrocche e che si mediti sul cammino di dolore del nostro redentore e come gesto di conversione”.

Europa: padre Spadaro (La Civiltà Cattolica), “consapevolezza di un’appartenenza e di un destino comune”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 10:05

“L’Europa merita di essere costruita”: è il titolo dell’articolo di padre Antonio Spadaro che apre il nuovo numero de “La Civiltà Cattolica” (8-22 aprile 2017). “Il 25 marzo si sono ritrovati in Campidoglio i 27 leader dei Paesi dell’Unione europea, più i 3 rappresentanti delle istituzioni di Bruxelles, per firmare una Dichiarazione comune in occasione del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma”, sintetizza la rivista presentando l’ampio contributo. “Frutto di lunghe discussioni e mediazioni, la cui efficacia sarà possibile verificare solo nei prossimi anni, la Dichiarazione comune apre un cammino, una road map per l’Europa del futuro, che ha come primo orizzonte le elezioni europee del 2019. In questa occasione, come in altre precedenti, papa Francesco ha dato alcune precise indicazioni sul tema dell’Europa”. Spadaro entra nel dettaglio del discorso pronunciato dal Papa ricevendo in udienza i leader europei il 24 marzo. Poi, analizzando il contenuto della Dichiarazione di Roma, l’autore osserva: “Questo è forse ciò che colpisce maggiormente nella Dichiarazione, nonostante tutte le turbolenze e le resistenze che l’hanno preceduta: i 27 Stati – abitati da popolazioni abituate per secoli al sospetto, alla chiusura e alla paura – si sono espressi considerando fondamentale la crescita civile e culturale, l’apertura mentale, la capacità di ascolto e di comprensione reciproca”.
Padre Spadaro prosegue: “Vi è la consapevolezza di un’appartenenza, e quindi di un destino comune, che è un’eredità preziosa e da custodire con cura. Su questo il Papa aveva insistito nel suo discorso ai 27 leader europei, provando a scuotere un continente alla ricerca della propria anima. Nei prossimi due anni, dopo alcune elezioni nazionali e le nuove elezioni europee, si capirà meglio se questa volontà di cammino sarà sostenuta dalla volontà degli europei, e se davvero sarà confermata la certezza – espressa dal presidente Mattarella in occasione della colazione offerta al Quirinale – che ‘la sostanza della scelta dell’Unione consiste nel realizzare un processo di integrazione basato sulla decisione di porre in comune talenti, risorse e capacità per il maggior benessere delle nostre società e per lo sviluppo costante delle istituzioni democratiche’”.

Primo Mazzolari: don Patriciello su “Impegno” racconta l’“incontro” con il parroco-scrittore. “Lo consideravo il mio maestro”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 09:49

“Fu amore a prima vista. ‘Incontrai’ per la prima volta don Primo Mazzolari nella facoltà teologica di Capodimonte, a Napoli. Ero entrato in seminario a 29 anni, dopo essere stato lontano dalla Chiesa cattolica per molto tempo. L’incontro con fra Riccardo, giovane francescano, mi riportò alla fede e mi fece scoprire la vocazione al sacerdozio”. È don Maurizio Patriciello, parroco a Caivano (Napoli), noto per le sue battaglie di giustizia sociale e difesa ambientale, che racconta a “Impegno” (aprile 2017), rivista della Fondazione Mazzolari di Bozzolo, come conobbe gli scritti del parroco-scrittore che, afferma, gli fu da guida nell’età della formazione seminariale, e tuttora resta nel suo “olimpo” spirituale. “Lavoravo allora in ospedale, ero paramedico con funzioni direttive. Avevo abbandonato la Chiesa – confida Patriciello – circa dieci anni, prima convinto che non avesse più niente da dirmi. La sentivo lontana dalle problematiche dei giovani, dalle loro speranze, dai loro dubbi, dalle loro paure”. “Mi accostai agli studi teologici come a una fonte di acqua fresca. Avevo sete di conoscere, sapere, indagare… Fu allora che, dall’attuale arcivescovo di Chieti-Vasto, il teologo Bruno Forte, per la prima volta, sentii il nome di don Primo Mazzolari. Perché quel prete veniva citato nelle aule universitarie? Che cosa aveva detto o fatto di eccezionale da farlo ricordare a 30 anni dalla morte?”.
“Sentivo la necessità di entrare in contatto con il suo pensiero, i suoi scritti. Personalmente, senza mediazioni”. Patriciello osserva: “Lo sguardo di don Primo superava sempre gli orizzonti stabiliti dalla pochezza umana. Lui guardava lontano. Il suo pensiero spaziava dentro e fuori la Chiesa. Ricordo che mi addoloravo non poco nel constatare l’incapacità di alcuni esponenti della gerarchia ecclesiastica nello sforzarsi di comprendere le motivazioni profonde del suo operare. Non capivo – a dire il vero ancora oggi faccio fatica a comprendere – perché la Chiesa tenesse sotto controllo la sua predicazione, i suoi articoli, i suoi libri. Non capivo che cosa avesse da temere da questo prete intelligente, umile, povero, obbediente”. E dopo essersi addentrato in alcuni elementi del pensiero e della figura mazzolariana, don Patriciello dice di Mazzolari: “Lo consideravo il mio maestro. Presi a invocare la sua intercessione. Per la mia ordinazione sacerdotale, dagli amici ebbi in dono anche i suoi diari i quali mi aprivano un ulteriore spiraglio anche sul suo animo di pastore”. Più avanti conclude: “Abbassiamo il capo e ringraziamo Dio. Signore Gesù, dona alla tua Chiesa uomini veri che sappiano essere severi con se stessi e misericordiosi con i fratelli. Uomini e donne che sappiano riconoscere il soffio dello Spirito tra le mille piaghe della storia. Manda ancora oggi profeti come don Primo Mazzolari”.

Rai Due: “Sulla via di Damasco”, sabato puntata dedicata a chi è “In cerca di te”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 09:32

Sarà dedicata a chi è “In cerca di te” la puntata di “Sulla via di Damasco”, in onda sabato 8 aprile, alle 7.45 su Rai Due. Il programma, firmato da mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti, proporrà “interviste e testimonianze – si legge in una nota – di chi ha incontrato e riconosciuto nella propria vita l’azione diretta di Dio, una sorta di illuminazione, una folgorazione pari a quella di san Paolo sulla via per Damasco”. Si inizierà con la storia di Roberto e dalla sua “adolescenza spericolata e tormentata” con “il primo spinello a 13 anni, poi l’alcool, fino all’inferno dell’eroina”. “Decisivo nella sua vita l’incontro con la Comunità di don Gelmini – prosegue la nota – che segnerà la grande svolta nella sua esistenza, con la riscoperta del valore delle cose semplici, ma soprattutto la rivelazione di quanto Dio avesse compiuto nella sua coscienza”. Seguirà l’intervista al cantante Filippo Neviani, in arte Nek, che racconterà “senza censure, la sua scoperta personale della fede dopo la morte del papà, maturando la consapevolezza che l’unica ragione per vivere è amare”. Sarà poi la volta di Sergio, con un trascorso di alcolismo, solitudine, vergogna e traguardi falliti. “Ne è uscito grazie all’incontro con la Casa di Gastone dell’Opera don Guanella (Mi), la sua via di Damasco”. Del suo risveglio spirituale parlerà Can, giovane turco, approdato alla fede cristiana in una terra da sempre crocevia di religioni, culture e società. La puntata si chiuderà con la testimonianza di nonna Gina, di Cittareale (Ri), “la cui fede ha resistito anche alla prova della violenza del terremoto, dopo una vita che porta i segni della fatica e del lavoro”.

Diocesi: Savona, sabato 8 aprile s’inaugura la mostra “La Processione del Venerdì Santo”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 09:19

Verrà inaugurata domani, 8 aprile, a Savona, la mostra “La Processione del Venerdì Santo vista da Mario Occorsio”. Presso l’oratorio di Nostra Signora di Castello, verranno esposti venti quadri di Occorsio – pittore di origine piemontese ma valleggino di adozione, scomparso nel 2014 – che rappresentano le casse del Venerdì santo, gruppi scultorei in legno utilizzati nella processione del Venerdì santo che si svolge a Savona con cadenza biennale. All’inaugurazione, in programma alle 18, interverranno Sonia Pedalino, priore della confraternita N. S. di Castello e curatrice della mostra, Daniele Panucci, laureato in storia dell’arte nonché nipote di Mario Occorsio, e Marco Gervino, direttore del mensile diocesano “Il Letimbro”, che “nel 2011 – si legge in una nota – concepì per la prima volta questa mostra portando le tele dell’amico pittore, allora vivente, nei locali del costituendo museo diocesano”. “Dopo sei anni e dopo la scomparsa di Occorsio – prosegue la nota – l’iniziativa viene dunque riproposta in quella che sembra la sua sede naturale, ovvero uno degli oratori che custodiscono le ‘casse’ del Venerdì santo, un autentico scrigno d’arte dove spicca il polittico Della Rovere”. La mostra sarà visitabile fino al 22 aprile dalle 17 alle 19, ad esclusione dei giorni festivi.

Sir: le principali notizie dall’Italia e dal mondo. Attacco Usa in Siria. Russia, amplia conflitto in Medio Oriente. Oggi incontro Trump e Xi Jinping

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 09:00

Siria: Trump sferra l’attacco, lanciati 59 missili da navi Usa su base aerea attacco chimico

Gli Stati Uniti hanno lanciato 59 missili cruise verso la base aerea siriana da cui si presume sia partito l’attacco con armi chimiche nella provincia di Idlib. Si tratta di missili ‘Tomahawk’, lanciati da due navi americane di stanza nel Mediterraneo. E’ il primo attacco diretto Usa alla Siria dall’insediamento del presidente Donald Trump. “Nessun bambino dovrebbe soffrire” come hanno sofferto quelli siriani, ha affermato Trump. E ha aggiunto: il bombardamento americano in Siria è nel “vitale interesse della sicurezza” degli Stati Uniti, ha sottolineato Trump. E ha chiesto al mondo di unirsi agli Usa “per mettere fine al flagello del terrorismo”.

Russia: contro l’attacco missilistico Usa, porta ampliamento dei conflitti armati in Medio Oriente

Il Comitato di Difesa della Duma di Stato (la Camera bassa) russa afferma che l’attacco missilistico degli Stati Uniti contro la Siria potrebbe peggiorare i rapporti tra Mosca e Washington, nonché portare a un ampliamento dei conflitti armati in Medio Oriente. Lo riportano i media russi. Il presidente russo Vladimir Putin, citato dal portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, ha detto che l’attacco americano sulla base militare siriana “viola la legge internazionale”. “La cosa più importante secondo Putin – ha aggiunto Peskov – è che questo passo non ci avvicina all’obiettivo finale della lotta contro il terrorismo internazionale e crea invece un ostacolo serio alla creazione di una coalizione internazionale per lottare contro di esso in modo efficace”. Viktor Ozerov, presidente del comitato di Difesa e sicurezza del Consiglio federale (Parlamento) russo, ha annunciato che la Russia “chiederà una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.

Attacco in Siria: Mogherini, “l’Ue era stata informata su probabilità operazione”

L’Ue “era stata informata della probabilità di un’imminente svolta degli Stati Uniti”. Lo dice una portavoce dell’alto rappresentante per la politica Estera Ue spiegando che Federica Mogherini ha seguito durante la notte gli eventi con i servizi diplomatici dell’Ue al lavoro. “L’Ue sta coordinando gli Stati membri” prosegue la fonte ed “è in contatto con Stati Uniti e Nazioni Unite”.

Florida: l’incontro tra il presidente Usa Donald Trump e quello cinese Xi Jinping

Il presidente americano Donald Trump e quello cinese Xi Jinping si sono incontrati per il loro primo faccia a faccia a Mar-a-Lago, in Florida. Tra i principali temi della discussione, Corea del Nord e commercio. I due presidenti, dopo una prima stretta di mano, hanno preso un tè con le rispettive mogli – Melania Trump e Peng Liyuan – per conoscere le rispettive delegazioni e poi hanno cenato insieme. Oggi, come ha spiegato il direttore per l’Asia del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca Matt Pottinger, si terrà la parte formale della visita, con “una serie di riunioni che si concluderanno con un pranzo di lavoro”.

G8 di Genova: Italia patteggia a Strasburgo con vittime Bolzaneto

Il governo italiano ha riconosciuto i propri torti nei confronti di sei cittadini per quanto subito nella caserma di Bolzaneto il 21 e 22 luglio 2001, ai margini del G8 di Genova, e gli verserà 45mila euro ciascuno per danni morali e materiali e spese processuali. Lo rende noto la Corte europea dei diritti umani in due decisioni in cui “prende atto della risoluzione amichevole tra le parti” e stabilisce di chiudere questi casi.

Notizie Sir del giorno: Giovedì Santo il Papa nel Carcere di Paliano, Caritas e Pax Christi su strage Idlib, gasdotto Tap, cattolici nel mondo

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 19:30

Papa Francesco: Messa in Cæna Domini e lavanda dei piedi ai detenuti del carcere di Paliano

Papa Francesco si recherà nella Casa di Reclusione di Paliano (in Provincia di Frosinone e diocesi di Palestrina) per celebrare la Messa in Cæna Domini nel pomeriggio di giovedì 13 aprile, con il rito della lavanda dei piedi ad alcuni detenuti. La visita avrà un carattere strettamente privato.
La Messa “in Coena Domini” nella Casa di Reclusione di Paliano fa seguito a quelle presiedute da Francesco nel Carcere minorile Casal del Marmo (2013), nel Centro Santa Maria della Provvidenza – Fondazione Don Gnocchi (2014), nel Carcere di Rebibbia (2015), nel C.A.R.A. Castel Novo di Porto (2016). (clicca qui)

Siria: Caritas e Pax Christi, il 12 aprile Giornata di digiuno e preghiera. “Verità su strage Idlib”

Una giornata di digiuno e preghiera per la Siria da celebrare in tutte le Caritas diocesane e i gruppi locali di Pax Christi mercoledì 12 aprile: a dare notizia al Sir sono Caritas italiana e Pax Christi Italia, che condannano oggi la strage a Idlib in Siria, mentre “istituzioni internazionali e governi continuano in sterili negoziati, discussioni inutili e rimpalli di responsabilità”. “Ogni guerra è crimine, follia, suicidio dell’umanità, avventura senza ritorno – affermano in una nota congiunta -. Stiamo e restiamo dalla parte delle vittime non solo per aiutarle a sopravvivere alla guerra, ma anche a costruire un futuro durevole di pace basato sulla cultura della nonviolenza”. (clicca qui)

Annuario statistico della Chiesa: aumenta il numero dei cattolici nel mondo, è l’Africa il continente con la crescita maggiore

Dal 2014 al 2015 il numero dei cattolici battezzati nel mondo è passato da 1.272 milioni a 1.285 milioni, che rappresentano il 17,7% della popolazione totale. Il dato emerge dall’“Annuarium Statisticum Ecclesiae 2015”, curato dall’Ufficio centrale di statistica della Chiesa e in distribuzione in questi giorni nelle librerie. Oltre a confrontare i dati del 2015 con quelli dell’anno precedente, l’Annuario propone anche un raffronto su base quinquennale. Così, per quanto riguarda il numero dei cattolici, l’incremento annuale è stato dell’1%, mentre se si confronta il dato del 2015 con quello del 2010 la crescita globale risulta del 7,4%. La dinamica è però diversa da continente a continente. (clicca qui)

Gasdotto Tap: mons. Macculi (pastorale sociale Lecce) su sospensiva Tar Lazio, “tutelare il nostro territorio”

“Dopo la sospensiva del Tar del Lazio, attendiamo con fiducia sviluppi migliori”. È quanto dichiara al Sir monsignor Nicola Macculi, direttore dell’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Lecce. Il Tribunale amministrativo del Lazio ha infatti accolto la richiesta di sospensiva avanzata dalla Regione Puglia rispetto alla nota con cui il ministero dell’Ambiente aveva di fatto dato il via libera all’espianto degli ulivi dal cantiere di San Basilio. “Placati gli animi dopo le tensioni e i disordini delle ultime settimane – prosegue Macculi -, si può pensare con più fiducia e serenità a strategie diverse che tutelino il nostro territorio tenuto conto anche del fatto, emerso con nuovo clamore in questi giorni, che a venti chilometri a sud di San Foca dovrebbe approdare un altro gasdotto”. (clicca qui)

Ecuador: i vescovi chiedono chiarezza sui risultati delle elezioni e invocano l’unità della nazione

La Conferenza episcopale dell’Ecuador, in seguito alla proclamazione della vittoria elettorale di Lenín Moreno nel ballottaggio di domenica scorsa, alle contestazioni della piazza e alla richiesta del candidato sconfitto Guillermo Lasso di ricontare i voti, prende posizione con un comunicato della Segreteria generale. Quanto sta accadendo, secondo i vescovi, “mette in pericolo l’unità del nostro Paese. La pace è realmente in pericolo!”. Perciò, “di fronte ai controversi risultati espressi attraverso le urne”, la Conferenza episcopale riconosce “il pieno diritto del popolo ecuadoriano a sapere la verità”. (clicca qui)

Aborto: Vicariato di Roma su pillola Ru486 nei consultori, “sconcerto e preoccupazione, decisione che lascia sola la donna”

“Suscita profondo sconcerto e forte preoccupazione la notizia della prossima distribuzione della pillola abortiva Ru486 nei consultori familiari della Regione Lazio e delle motivazioni che si adducono per giustificarla”. Lo afferma il Vicariato di Roma con una nota emessa oggi. “Tale decisione veicola il messaggio dell’aborto facile in un contesto di finta umanizzazione e rappresenta un passo ulteriore nella diffusione di una cultura della chiusura all’accoglienza della vita umana e della deresponsabilizzazione etica”. (clicca qui)

‘ndrangheta: Di Bella (Trib. minori Reggio Calabria), liberare i figli dei detenuti “dal peso dell’oppressione psicologica”

I figli dei detenuti “avrebbero bisogno di un riferimento paterno concreto: come si può fare il padre ogni quattro mesi durante il colloquio in un carcere di massima sicurezza? Come si può costruire un rapporto vero solo in modo epistolare?”. È la domanda del presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, che in un’intervista al settimanale “L’Avvenire di Calabria” in uscita domenica nelle edicole calabresi, ricorda che i ragazzi, sin da piccoli, sono “costretti a convivere con lutti, carcerazioni, attività di controllo”. Questo li “educa” ad “uniformarsi a quelle che sono le rigidità dei principi mafiosi. Spesso queste famiglie comprimono le esigenze di espressività dei giovani”. (clicca qui)

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 7 aprile. Diseguaglianze in Italia, studio Oxfam su profitti nei paradisi fiscali, politica, gasdotto Tap

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 19:29

Aumentano in Italia le diseguaglianze nell’80% delle province, secondo i dati elaborati da Caf Acli, e si possono distinguere 5 Italie diverse per sviluppo e soprattutto dinamicità. È dedicato al tema della diseguaglianza nel nostro Paese il titolo di apertura di “Avvenire” che sulla questione riprende anche uno studio dell’Oxfam sui profitti generati dalle banche nei diversi Paesi e, in particolare, nei paradisi fiscali.
Sulla diseguaglianza pure l’editoriale di Leonardo Becchetti: “Non esisterà nessun tema più importante di quello dell’elusione fiscale nell’era delle macchine intelligenti nell’economia globale – scrive l’economista -. Solo un sistema fiscale equo ed efficiente a livello nazionale ed internazionale potrà infatti evitare che l’enorme concentrazione di ricchezza in capo ai proprietari delle nuove tecnologie dominanti si trasformi in enormi diseguaglianze sociali, debolezza della domanda globale, disoccupazione di massa e conflitti sociali”.
In prima pagina anche le fibrillazioni politiche all’interno della maggioranza e la sentenza del Tar che ha bloccato i lavori per il gasdotto Tap. In evidenza anche i dati dell’annuario pontificio sulla crescita del numero dei battezzati nel mondo.

Via Crucis donne crocifisse: Unitalsi, domani ci sarà anche “una nostra nutrita rappresentanza di soci e volontari”

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 19:15

L’Unitalsi parteciperà alla “Via Crucis per le donne crocifisse” promossa dalla Comunità Giovanni XXIII in collaborazione con la diocesi di Roma, che si svolgerà nella serata di domani, venerdì 7 aprile, nel quartiere Garbatella di Roma. “Si partirà alle 19.30 percorrendo alcune vie del quartiere fino alla chiesa di Santa Francesca Romana”, spiega Preziosa Terrinoni, presidente della sezione Unitalsi Romana Laziale, per la quale “sarà una Via Crucis molto intensa e coinvolgente, a cui parteciperà una nutrita rappresentanza di soci e volontari, di cui ben 12, raffiguranti centurioni romani provenienti dalla città di Sezze (Lt), saranno coinvolti nella VI Stazione della Via Crucis, dove interverrà anche il Presidente Nazionale Unitalsi Antonio Diella per leggere un passo del Vangelo di Matteo”. Tra i testimonial dell’iniziativa anche monsignor Giovanni Angelo Becciu, sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, Angelino Alfano, ministro degli Esteri, Rezan Kader, ambasciatrice del Kurdistan in Italia, Sally Jane Axworthy, ambasciatrice della Gran Bretagna presso la Santa Sede. “Scendiamo in piazza per le donne che subiscono ogni giorno violenza da parte di sfruttatori e clienti”, ha commentato don Aldo Bonaiuto, coordinatore dell’iniziativa. La “Via Crucis per le donne crocifisse”, prosegue, è un’occasione “per elevare con loro un grido di liberazione rivolto a Dio, ma anche alle coscienze di tutti, in particolare di chi ha incarichi istituzionali, perché questo mercato di esseri umani venga fermato”.

Festival giornalismo: card. Bassetti, responsabilità “fa differenza”. Per cristiani “testimonianza su web” è “missione evangelica”

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 19:12

“Non possiamo correre il rischio” di “separare, per paura, il mondo della comunicazione – in particolare quella su internet – dalla vita reale. C’è infatti una forte continuità sociale e culturale tra questi due mondi che non può, e non deve, tradursi in un rifiuto insensato della modernità solo per paura dei nuovi mezzi di comunicazione”. Così il cardinale arcivescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, sulle colonne del settimanale “La Voce” in edicola questo fine settimana interviene sul Festival internazionale del giornalismo in svolgimento nel capoluogo umbro (5-9 aprile). “Quello che rimane dirimente – avverte – è l’uso che si fa di questi mezzi. Volendo sintetizzare in poche parole: è la responsabilità del comunicare che fa la differenza. Ed essere responsabili non significa fuggire, ma all’opposto significa esserci. La Chiesa in uscita è anche questo. È la Chiesa che cerca di essere missionaria pure sui nuovi mezzi di comunicazione. E lo fa con profondo senso di responsabilità e di autorità”. Quello che fa Papa Francesco sui nuovi media non è altro che “la continuazione della missione evangelica: andare verso l’uomo per annunciare la Buona Notizia. Il cuore di ogni ragionamento riguarda, dunque, il modo di come si sta sulla rete, come la si vive e come ci si relaziona con l’altro. In altre parole: come si dà testimonianza sul web” che “non è – e non deve essere – un luogo in cui sfogare le proprie frustrazioni e in cui far saltare i propri freni inibitori”. “Per il cristiano – la conclusione di Bassetti – la testimonianza sul web non è più solo una norma di comportamento ma è qualcosa di molto più importante: è una missione evangelica”.

Lavoro: Acli Roma, domani consegna di 22 attestati di formazione per assistenza anziani e bambini

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 19:04

Ventidue persone, provenienti da Italia, Marocco, Congo, Costa D’Avorio, Nigeria, Ghana, Mali e Perù, hanno partecipato al corso di formazione per lavoratori del settore domestico, promosso dalle Acli di Roma e Provincia e dall’associazione Promos in collaborazione con Nuova collaborazione, Fap Acli Roma (Federazione anziani e pensionati) e Mondo Colf, servizio nato dalla collaborazione tra Patronato Acli e Acli Colf. Domani alle 10.30 presso la sede delle Acli provinciali di Roma si terrà la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione. Il corso, gratuito, ha previsto 64 ore di lezione e ha trattato temi come i servizi alla persona (relazione con l’anziano e la famiglia, igiene e alimentazione, patologie e prescrizioni mediche, rete di servizi), servizi domestici (pulizia, sicurezza, igiene della casa, gestione della spesa) e le normative e contratto di lavoro domestico (contratto collettivo nazionale, privacy).
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’assistenza dei bambini con un focus specifico sul baby sitting, grazie alla collaborazione con Croce rossa che ha illustrato e spiegato la manovra di disostruzione pediatrica delle vie respiratorie e alcune manovre di primo soccorso. La cura dell’anziano è stata studiata in aula con Giovanni Capobianco, direttore Uoc Geriatria dell’ospedale Sant’Eugenio e presidente della Giano Onlus. Previsto anche un corso base di cucina mediterranea.
“Questo corso – dichiara Lidia Borzì, presidente Acli Roma e provincia – fornisce a molte persone l’opportunità di professionalizzarsi nell’ambito del lavoro di cura e poter quindi trovare un impiego. Il lavoro dignitoso, infatti, è il primo vero strumento di inclusione attiva, porta di accesso alla comunità”.

Solidarietà: “I4Children”, aziende e privati sostengono progetti per la crescita dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 19:00

Ha preso il nome di “I4Children” la comunità di aziende e sostenitori privati impegnati nel sostegno all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, il più grande policlinico pediatrico in Europa. Come si legge in una nota, si tratta di “un progetto sociale che mira a sostenere in modalità innovative i diversi obiettivi di crescita dell’Ospedale pediatrico”. I primi due progetti sono lo sviluppo della “Biobanca”, finalizzata alla ricerca clinica, e il potenziamento dei servizi di accoglienza destinati alle famiglie che vengono da fuori città per lunghe degenze. Dopo una campagna di comunicazione che ha coinvolto diverse personalità del mondo dello spettacolo e dello sport, “I4Children” viene presentato questa sera, a Roma, in un evento a cui parteciperanno anche Gigi Proietti e Sebastiano Somma. “La campagna di comunicazione integrata – prosegue la nota – è stata realizzata pro bono dal Gruppo Hdrà, che collabora già da tempo con la Fondazione Bambino Gesù Onlus”. “Siamo convinti – spiega il presidente di Hdrà, Mauro Luchetti – che la comunicazione possa avere un ruolo decisivo nella creazione di una grande rete di sostenitori di questo grande ospedale pediatrico e quindi nello sviluppo degli importanti progetti di ricerca e di accoglienza”. Per Francesco Avallone, segretario generale della Fondazione Bambino Gesù, “è importante poter contare sul sostegno di una comunità di aziende che ci aiutino a realizzare progetti concreti per la salute dei bambini e l’accoglienza delle famiglie”. “Vogliamo costruire una rete di solidarietà che veda ciascuno di noi coinvolto in prima persona. Tutti insieme – conclude – dalla parte dei bambini”.

Dipendenze: Cnca, “ottime le due Delibere del Consiglio regionale della Lombardia”

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 18:59

Il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) esprime oggi soddisfazione per le due delibere in materia di dipendenze adottate, all’unanimità, dal Consiglio regionale della Lombardia.  “Il Consiglio regionale della Lombardia”, dichiara Riccardo De Facci, responsabile dipendenze del Cnca, intervenuto ad un convegno a Milano, “ha fatto davvero un ottimo lavoro, arrivando ad approvare, all’unanimità, maggioranza e opposizione unite, due delibere che permetteranno di rendere ancora più efficace il sistema regionale di contrasto alle dipendenze, il più importante in Italia per numero di strutture e operatori attivi”. In primo luogo, precisa De Facci, “si è compreso che – dinanzi a domande e modalità di consumo nuove – occorre una ridefinizione del sistema di intervento, che prevede anche una stabilizzazione dei servizi di prossimità e a bassa soglia”. Inoltre, “si è preso atto che, dopo 15 anni, era venuto il momento di adeguare le rette per le comunità al livello di professionalizzazione e coinvolgimento di competenze che il fenomeno richiede”. Questo “risultato rilevante – conclude – costituisce un richiamo e un punto di riferimento sia per la politica nazionale sia per le altre Regioni. Per questo auspichiamo che la Giunta regionale renda attuabile al più presto quanto previsto nelle delibere approvate dal Consiglio”.

Diritti umani: Amnesty, per 1 italiano su 2 la tortura in Italia “non esiste”

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 18:56

Per un italiano su 2 la tortura nel nostro Paese non esiste, una realtà riconosciuta solo dal 33% degli intervistati (un restante 17% non sa).  Eppure, la mancanza di rispetto per i più elementari diritti umani viene vissuta dei nostri connazionali come una materia importante su cui intervenire: 6 italiani su 10 sono infatti favorevoli all’introduzione nel nostro ordinamento di uno specifico reato di tortura. È la fotografia scattata da una indagine realizzata da Doxa per Amnesty international che interroga gli italiani sui diritti umani. Secondo l’indagine i casi di violazione grave dei diritti umani più presenti nella mente degli italiani sono “i fatti di Bolzaneto al G8 di Genova, le torture inflitte a Stefano Cucchi e l’assassinio di Giulio Regeni”. Per 8 italiani su 10, Amnesty dovrebbe continuare a presidiare i casi di violazioni internazionali, senza dimenticare i fatti di casa nostra. “Da questa indagine emerge con chiarezza che dobbiamo continuare a lavorare con tutte le nostre forze per portare all’attenzione delle istituzioni, dell’opinione pubblica e dei media il tema della tortura, far crescere la consapevolezza su quello che avviene nel nostro Paese e fuori dai nostri confini, dare voce a chi non ce l’ha”, dichiara Riccardo Noury, portavoce Amnesty international Italia. Per continuare a farlo, l’organizzazione lancia oggi la campagna di raccolta fondi con il 5×1000 (codice fiscale 03 03 11 10 582 e firma nella dichiarazione dei redditi).

G7 Taormina: Coalizione italiana contro la povertà (Gcap) lancia campagna #ApriLeOrecchie

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 18:51

In occasione del prossimo G7 che si svolgerà il 26 e 27 maggio a Taormina la coalizione italiana contro la povertà Gcap Italia lancia oggi sui social network la campagna “G7 Apri le orecchie!” per chiedere ai leader di governo e dell’Ue di “aprire le orecchie” ai problemi che affliggono l’umanità e il pianeta e di adottare politiche concrete per risolverli. La Coalizione italiana contro la povertà, alla quale aderiscono anche molte associazioni e Ong cattoliche, è impegnata dal 2005 a contrastare i meccanismi che generano povertà e disuguaglianza nel mondo. Ricorda che “quasi 800 milioni di persone al mondo soffrono ancora la fame, 400 milioni non hanno accesso alle cure mediche di base, 263 milioni di bambini, giovani e adolescenti non possono andare a scuola” e che 65 milioni di persone sono in fuga da guerre, violenza, fame e povertà, cambiamenti climatici. La campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare, coinvolgere e mobilitare l’opinione pubblica italiana su 7 temi prioritari: fame, salute, educazione, clima, donne, migrazioni, sviluppo. I contenuti sono stati approfonditi nel documento di posizionamento comune di Gcap Italia intitolato “Stop gambling with our future!”, per spronare i Paesi più ricchi a rispettare gli impegni presi a livello internazionale per il raggiungimento degli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDGs).
Chiunque è invitato a condividere i messaggi sui propri profili social: si gioca con il valore figurativo dell’espressione “aprire le orecchie”: un video introduttivo; gli hashtag #G7 e #aprileorecchie; i visual tematici che associano le orecchie dei leader del G7 agli slogan tematici. Gcap Italia invita inoltre a registrare un video in cui l’attivista “urla” lo slogan che gli sta più a cuore: tutti i video saranno contemporaneamente pubblicati a maggio in un flashmob online. Un’altra azione, nella settimana che precede il Summit, consiste nel postare sui propri profili social una foto buffa nella quale si indossano un paio di orecchie. La campagna avrà i suoi momenti di maggiore visibilità in occasione degli appuntamenti ufficiali della presidenza italiana del G7. È possibile seguire la campagna online tramite gli hashtag #G7 e #aprileorecchie.

Corte Strasburgo: Francia viola vita privata transgender, sì a cambio sesso anagrafe senza operazione

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 18:42

I transgender che vogliono cambiare sesso all’anagrafe devono poterlo fare senza essere prima obbligati dai rispettivi Stati a subire un’operazione o un trattamento che con ogni probabilità li renderà sterili. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani in una sentenza contro la Francia che diverrà definitiva tra tre mesi se le parti non faranno ricorso. I giudici di Strasburgo hanno condannato la Francia per aver violato il diritto al rispetto della vita privata di tre cittadini transgender che volevano cambiare genere – da maschile a femminile – all’anagrafe senza doversi sottoporre a un’operazione che li avrebbe resi quasi sicuramente sterili. Premettendo che gli Stati hanno “un margine di manovra limitato quando sono in causa l’integrità fisica e l’identità sessuale dei cittadini”, la Corte osserva: “Il fatto di subordinare il riconoscimento dell’identità sessuale delle persone transgender alla realizzazione di un’operazione o un trattamento sterilizzante che non vogliono subire equivale a subordinare il pieno esercizio del diritto al rispetto della vita privata alla rinuncia al pieno esercizio del diritto al rispetto dell’integrità fisica”. Per i giudici di Strasburgo, in questo caso si configura “una rottura del giusto equilibrio tra l’interesse generale e gli interessi delle persone coinvolte che gli Stati sono tenuti a rispettare”. Inoltre “la condizione d’irreversibilità della trasformazione dell’aspetto fisico deve essere considerata come un mancato adempimento da parte dello Stato del suo obbligo positivo di garantire il diritto al rispetto della vita privata”, conclude la Corte ravvisando al riguardo la violazione dell’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Fisco: la proposta delle Acli, “scegliere nel 730 la destinazione del prelievo fiscale”

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 17:21

“Esiste un patto fiscale tra cittadino e Stato, tra cittadino e Repubblica che oggi va riscritto. Lo deduciamo dai livelli di evasione ed elusione fiscale molto alti”. Lo ha affermato il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini, nel corso del convegno “Votare con il 730” che si è tenuto oggi a Roma nella sede dell’associazione. “Se il cittadino non comprende le motivazioni di un carico fiscale così forte – ha proseguito Rossini – può diventare difficile da parte sua il rispetto di questo patto”. Rossini ha lanciato la proposta di riqualificare la spesa pubblica attraverso la compilazione del modello 730: “Lo Stato – ha affermato Rossini – potrebbe concederci l’opportunità di scegliere dove destinare il prelievo fiscale. Basterebbe che nel modello 730 ci fosse – tra i tanti riquadri – uno dove poter scegliere tra una serie di macro-categorie. Ad esempio: contrasto alla povertà, istruzione, sanità, difesa dell’ambiente, difesa militare, pari opportunità, miglioramento anti-sismico, infrastrutture, ricerca scientifica e quant’altro”. In questo modo, “potremmo dare effettiva rappresentanza ai cittadini, con una scelta diretta” e “testare ogni anno le priorità avvertite, facilitando il raccordo tra la politica e la base della politica”.
Nel corso del convegno è stato inoltre presentato il report “Le Cinque Italie”, uno studio condotto dall’Iref (Istituto di ricerche educative e formative) su open data. “Con questo studio – ha dichiarato Paola Vacchina, consigliere di presidenza con delega all’Ufficio Studi – abbiamo indagato in ogni provincia due dinamiche principali: una di carattere economico e una di carattere sociale. Nel primo caso abbiamo analizzato la dinamica stasi-sviluppo, nel secondo quella relativa a inclusione/esclusione”. Quello che emerge è il quadro di un Paese diviso in cinque aree: quella dei poli dinamici; quella delle comunità prospere; quella dei territori industriosi e una doppia area che comprende due Meridioni.

Immigrazione: Habeshia, no “migration compact” e accordi conseguenti

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 17:03

“No ai migration compact e agli accordi conseguenti”: lo chiede l’agenzia Habeshia guidata da padre Mussie Zerai, commentando la risoluzione dell’Europarlamento con cui condanna l’uso dei cosiddetti “migration compact”, gli accordi attraverso i quali, per bloccare i flussi migratori, l’Unione europea e numerosi Stati membri (compresa l’Italia), esternalizzano il più a Sud possibile i confini dell’Europa, dandone “in gestione” la vigilanza ai governi africani o mediorientali contraenti, in cambio di finanziamenti descritti come aiuti o contributi allo sviluppo e alla cooperazione. L’Agenzia Habeshia chiede perciò al governo e al parlamento italiano di “revocare il recente accordo sottoscritto con il governo di Tripoli guidato da Fayez Serraj e il conseguente patto con circa 60 tribù del sud della Libia, rivolti a bloccare o a rimandare in Africa i migranti, a prescindere dalla loro volontà e dalla sorte stessa che li attende. Perché questo è violazione dei diritti fondamentali dell’uomo”. Analoghi “provvedimenti di annullamento” sono richiesti per “tutte le intese sottoscritte negli ultimi mesi o in via di completamento: ad esempio, Sudan, Mali, Gambia, Niger”. Habeshia chiede inoltre di “ritirare prima dell’approvazione definitiva alla Camera il decreto Minniti-Orlando sull’immigrazione, che è palesemente in linea e anzi completa i ‘migration compact’, riesumando i Cie (più volte condannati a livello europeo) per moltiplicare le espulsioni e introducendo una palese violazione della Costituzione, istituendo una ‘giustizia speciale’ ed eliminando uno dei gradi di giudizio per i ricorsi presentati contro l’eventuale rigetto delle domande di asilo o contro i decreti di respingimento forzato, con l’unico obiettivo di accelerare al massimo le procedure”.

Siria: Caritas e Pax Christi, il 12 aprile Giornata di digiuno e preghiera. “Verità su strage Idlib”

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 16:51

Una giornata di digiuno e preghiera per la Siria da celebrare in tutte le Caritas diocesane e i gruppi locali di Pax Christi mercoledì 12 aprile: a dare notizia al Sir sono Caritas italiana e Pax Christi Italia, che condannano oggi la strage a Idlib in Siria, mentre “istituzioni internazionali e governi continuano in sterili negoziati, discussioni inutili e rimpalli di responsabilità”. “Ogni guerra è crimine, follia, suicidio dell’umanità, avventura senza ritorno – affermano in una nota congiunta -. Stiamo e restiamo dalla parte delle vittime non solo per aiutarle a sopravvivere alla guerra, ma anche a costruire un futuro durevole di pace basato sulla cultura della nonviolenza. Solo grazie ai giovani, la nonviolenza potrà finalmente tornare a sbocciare nella sofferente nazione siriana” così come “stiamo e restiamo dalla parte delle vittime in Congo, in Sud Sudan, in Yemen dove i bombardamenti avvengono anche con armi italiane”.
A Idlib in Siria si è parlato di uso di armi chimiche, di gas. “Sappiamo che in guerra la verità è la prima vittima, ma chiediamo a gran voce che sia appurata”, con un “deciso impegno a porre fine a questa follia, evitando il rischio reale dell’assuefazione e rassegnazione di fronte ad una terza guerra mondiale combattuta ‘a pezzi’”. Pax Christi e Caritas invitano perciò alla preghiera per le vittime, “ma anche all’indignazione contro la guerra e le armi, comprese quelle nucleari di cui si parla all’Onu in questi mesi”. Per superare l’indifferenza e raccogliere le ripetute sollecitazioni del Papa propongono perciò alle Caritas diocesane, ai gruppi di Pax Christi e a quanti vogliano aderire una giornata di digiuno che accompagni la preghiera per la Siria, mercoledì 12 aprile, alla vigilia del Triduo Pasquale.

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