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Beato Luigi Novarese: il 15 luglio a Brescia un momento di preghiera e di festa nella memoria liturgica

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 15:10

I Silenziosi operai della Croce e il Centro volontari della sofferenza della regione Lombardia hanno organizzato un pomeriggio di preghiera e festa per celebrare la memoria liturgica del loro Padre fondatore, il beato Luigi Novarese, che cade il 20 luglio. Appuntamento sabato 15 luglio, intorno alle 15.30, presso la casa dell’Associazione, in via Matteotti 6 a Montichiari, Brescia, dove, dalle 16.30, Angela Petitti, presidente della confederazione internazionale dei Centri volontari della sofferenza, terrà un incontro sulla figura e l’insegnamento del sacerdote scomparso il 20 luglio 1984 e beatificato l’11 maggio 2013 a Roma, ricordando inoltre i settant’anni (1947-2017) dalla fondazione del Centro volontari della sofferenza. Alle 18, mons. Gabriele Filippini, rettore del Seminario di Brescia, presiederà la celebrazione eucaristica durante la quale saranno ricordati i 75 anni di sacerdozio di don Pietro Bonfadini e i 30 anni di sacerdozio di don Marco Castellazzi. Celebrazioni eucaristiche, incontri e commemorazioni si svolgeranno in quella settimana in numerose diocesi italiane e nei centri delle comunità dei Silenziosi operai della croce in Polonia, Portogallo, Israele, Colombia e Camerun. Definito da San Giovanni Paolo II “L’apostolo degli ammalati”, mons. Novarese fin dalla seconda metà degli anni Quaranta si prese cura dell’emarginazione dei disabili, fondò centri di assistenza, corsi professionali per i portatori di handicap, diede vita ad associazioni come il Centro volontari della sofferenza e i Silenziosi operai della croce. Dal 1942 al 1970 lavorò presso la Segreteria di Stato Vaticana al servizio di cinque pontefici, che lasciò nel 1970 per passare alle dipendenze della Cei dove si occupò di pastorale sanitaria. Dal 1977 si dedicò interamente alla sua opera. La sua salma riposa in una cappella della chiesa di Santa Maria del Suffragio, in via Giulia 59 a Roma.

Europa: marcia di 60 imam nei luoghi degli attentati. Oggi tappa a Bruxelles. “Dio dell’umanità tu sei pace e amore”

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 14:49

(Bruxelles) La marcia dei musulmani contro il terrorismo è arrivata oggi a Bruxelles. Un percorso, partito da Parigi l’8 luglio, e organizzato dallo scrittore ebreo Marek Halter e dall’ex-imam di Drancy Hassan Chalghoumi, sta portando una sessantina di imam attraverso i luoghi degli attentati terroristici di matrice islamica che in questi ultimi anni hanno insanguinato l’Europa per dire no a questa barbarie. Sono rappresentanti dell’Islam di Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Paesi Bassi, Tunisia e Germania. Ieri sono stati a Berlino, dove è avvenuto il 19 dicembre scorso l’attentato al mercatino di Natale. Domani saranno a Saint-Etienne du Rouvray dove il 26 luglio 2016 è stato assassinato padre Jacques Hamel. Tra le tappe anche Montauban, dove nel 2012 erano stati uccisi tre militari, Toulouse, Parigi davanti al supermercato Casher di Porte de Vincennes e poi davanti al Bataclan, per arrivare a Nizza, il 14 luglio, anniversario della strage che ha ucciso 86 persone. In ogni tappa, celebrazioni e manifestazioni di pace insieme alle comunità locali musulmane e non solo. “Dio dell’umanità tu sei pace e amore. Tu ci hai creati da un’unica essenza. Ti chiediamo pace e misericordia per le persone innocenti che sono state uccise. Ti chiediamo che la pace e la sicurezza possano tornare perché noi in pace e fratellanza possiamo continuare a vivere insieme”, ha recitato l’Imam Taha Sabri in un momento di preghiera a cui ha partecipato anche il vescovo luterano di Berlino Markus Dröge.

Europe: march of 60 imams to the places of the attacks. Stopover in Brussels today. “God of humanity You are peace and love”

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 14:49

(Brussels) The march of Muslims against terrorism reached Brussels today. The start was in Paris on 8 July; the route was set up by Jewish writer Marek Halter and former Imam of Drancy Hassan Chalghoumi. About sixty imams are visiting the places of terror attacks with Islamic nature, striking Europe in the last few years, to oppose such barbaric practice. They are the Islam representatives of France, Spain, Portugal, Belgium, Netherlands, Tunisia, and Germany. Yesterday they were in Berlin, the place of the Christmas market attack last 19 December. Tomorrow they are in Saint-Etienne du Rouvray, where Father Jacques Hamel was murdered on 26 July 2016. Montauban is one of the stopovers, where three soldiers were killed in 2012; and then Toulouse, Paris, in front of the Casher supermarket of Porte de Vincennes; and in front of Bataclan; they will reach Nice on 14 July, the anniversary of the massacre during which 86 people were killed. Celebrations and peace demonstrations together with local Muslim communities will take place during each stopover; and not just that. “God of humanity, You are peace and love. You created us from one essence. We ask You peace and mercy for the innocent people that were killed. We ask You that peace and security may come back, for us to be able to go on living together in peace and brotherhood”, said Imam Taha Sabri in a moment of prayer, shared also by Lutheran Bishop of Berlin Markus Dröge.

Diocesi: Cagliari, anche mons. Galantino alla Summer school di dottrina sociale della Chiesa

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 14:31

Parteciperà anche mons. Nunzio Galantino, segretario della Conferenza episcopale italiana, all’annuale “Summer school” di dottrina sociale della Chiesa che si terrà a Cagliari dal 22 al 24 luglio. Il tema di questa edizione è “Una speranza per l’Europa. Un bene possibile per la città”. I lavori del 22 e del 24 si terranno presso il seminario diocesano di Cagliari, in via monsignor Cogoni. Domenica 23, giorno che vedrà protagonista Galantino per la Messa e per una relazione in fine mattinata, sede delle attività sarà la chiesa di sant’Agostino in via Bajlle. Particolarmente ricco il programma che vede coinvolti altri tre vescovi. Mons. Arrigo Miglio, infatti, aprirà i lavori con la presentazione della prossima Settimana sociale dei cattolici italiani che sarà celebrata in città a fine ottobre. Il vescovo di Faenza-Modigliana, già rettore dell’Università pontificia salesiana, mons. Mario Toso, introdurrà il tema “Il lavoro fondamento della pace”, mentre mons. Mauro Maria Morfino, vescovo di Alghero-Bosa, presiederà la santa messa nel pomeriggio del primo giorno. Previsti interventi di padre Francesco Occhetta, scrittore de “La Civiltà Cattolica”; padre Paolo Benanti (Università Gregoriana); Gigi De Palo, presidente del Forum delle famiglie; Maurizio Gentile (Univeristà di Verona); Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito, e Savino Pezzotta, già segretario generale Cisl. Come le precedenti edizioni, l’evento è promosso dall’Opera salesiana “Teresa Gerini” e dalle diocesi di Cagliari e di Faenza-Modigliana.

Collegi universitari: mons. Celli (Villa Nazareth), “ai giovani anche una proposta formativa di ispirazione cristiana”

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 14:12

“Non siamo una casa dello studente. Quello che ci caratterizza, oltre all’offerta di vitto e alloggio, è l’offerta di una proposta formativa di ispirazione cristiana”, spiega al Sir l’arcivescovo Claudio Maria Celli, vicepresidente della Fondazione Comunità Domenico Tardini onlus e del Collegio universitario “Villa Nazareth”, membro della Conferenza dei collegi universitari di merito riconosciuti dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca e che ha al suo attivo convenzioni di collaborazione e di scambio di docenti e studenti con diverse università estere. “I valori che trasmettiamo ai giovani a Villa Nazareth – prosegue Celli – sono una visione cristiana della vita, il rispetto della persona e della sua libertà, il valore della cultura offerta come servizio agli altri per il miglioramento della società e per il bene comune”. Ai nostri ragazzi, che “registrano risultati migliori della media nazionale”, chiediamo “impegno nel percorso formativo personale, svolgimento regolare del corso universitario, partecipazione alle iniziative culturali della Fondazione e ai servizi della vita comunitaria”. Quest’anno, annuncia ancora il vicepresidente, Villa Nazareth offrirà ai giovani la possibilità di conseguire il Fist Certificate per la conoscenza della lingua inglese grazie a un corso tenuto dal British Institute. Dal 28 luglio si svolgerà inoltre una summer school di una settimana a Dobbiaco “tra momenti di studio e passeggiate”. Gli idonei al concorso dovranno presentarsi il 26 luglio alle 8.30 nella sede di Villa Nazareth (via Domenico Tardini 35) per sostenere le prove scritte di cultura generale e i colloqui psicoattitudinali.

Collegi universitari: mons. Celli (Villa Nazareth), 26 borse di studio per “giovani di talento”. Domande entro il 20 luglio

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 14:09

“Sulla scorta della celebre parabola evangelica che ha ispirato il nostro fondatore, il card. Domenico Tardini, il Collegio universitario ‘Villa Nazareth’ ha come vocazione la scoperta, la valorizzazione e la cura del talento di giovani dotati intellettualmente e desiderosi di impegnarsi, ma provenienti da famiglie economicamente disagiate”. A delineare al Sir la mission dell’istituto della Fondazione Comunità Domenico Tardini onlus, presieduta dal card. Achille Silvestrini, con sede a Roma, è mons. Claudio Maria Celli, vicepresidente esecutivo della Fondazione e del Collegio che ospita studenti, dottorandi e specializzandi, e “sostiene” dieci studenti non residenti coinvolti nel suo percorso. Come nel 2016, spiega Celli, “la Fondazione stanzia 26 borse di studio per giovani che abbiano conseguito o conseguiranno il diploma di scuola superiore o la laurea triennale di primo livello nella sessione estiva-autunnale del 2017 con un eccellente curriculum di studi, le cui famiglie, per condizione socioeconomica e culturale, non siano in grado di sostenerli negli studi”. Il bando di concorso (termine per la presentazione delle domande il 20 luglio) prevede 16 borse di studio per neodiplomati/e, neolaureati/e in lauree di primo livello e laureandi/e nella sessione autunnale per l’ammissione a titolo gratuito nella residenza maschile (9 posti di cui 3 riservati ai partecipanti al bando Inps per collegi universitari) e nella residenza femminile (7 posti di cui 3 riservati ai partecipanti al bando Inps per collegi universitari) site in Roma al collegio universitario “Villa Nazareth”. I destinatari del bando Inps sono i figli e gli orfani dei dipendenti e dei pensionati della pubblica amministrazione. Altre 10 borse di studio in contributi finanziari e servizi sono previste per studenti e studentesse che frequentano corsi universitari su tutto il territorio nazionale. Per concorrere occorre un Isee non superiore a 23mila euro e un Ispe non superiore a 50mila euro.

“Lab.Ora Mille giovani”: don Buonaiuto (Apg23), “speriamo possa essere un’avventura rivoluzionaria”

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 14:01

“È già un anno che abbiamo iniziato questa avventura con cui volevamo rispondere al grido dei giovani che si sentono spesso abbandonati”. Così don Aldo Buonaiuto, animatore spirituale della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), alla presentazione, oggi a Roma, del progetto “Lab.Ora Mille giovani. Servitori del bene comune”. “Di solito – ha proseguito – si annuncia e poi si parte. In questo caso si è prima innescato il processo che speriamo possa essere un’avventura rivoluzionaria, perché non è un progetto di un’unica persona. Ma è l’esperienza di un insieme di testimoni che amano i giovani e hanno ascoltato l’appello di Papa Francesco. Il progetto sarà rivoluzionario se riusciremo ad essere fedeli a questa iniziativa. L’appello è ai giovani che si sentono disillusi. Lab.Ora può essere un modo per ricominciare insieme”. “Vogliamo – ha osservato – fare dei progetti non solo fra cattolici ma fra tutti coloro che hanno buona volontà, come ci ha chiesto il Papa. Se vogliamo costruire la società insieme, vogliamo che ci sia lo spirito di Gesù che possa illuminare le menti per promuovere il bene comune di cui tanto si parla ma che poi si fa fatica a rendere. Abbiamo imparato dai due incontri già realizzati come si vive in comune: i giovani in poche ore sono diventati veramente amici”. Questo, per Buonaiuto, “fa capire la mancanza di occasioni di incontro. Non vogliamo escludere nessuno ma vogliamo che lo spirito di Gesù diventi la linfa per costruire dei ponti. Vediamo -come anche nel mondo cattolico ci siano isole: vogliamo invece mettere insieme perché è l’unica chiave per cambiare la storia, così come ci chiede il Papa”.
Molto ottimista si è detto anche Raffaele Bonanni, docente straordinario presso l’Universitas Mercatorum e Pegaso, uno dei docenti testimoni del progetto. “Continuamo questa opera – ha commentato -, diamo ai ragazzi una palestra dove allenarsi per costruire soprattutto la sussidiarietà che significa valutare un problema, si dà una soluzione considerando il contesto. La sussidiarietà è un camminare insieme e dare frutti. È un lavoro faticoso e lunghissimo. Dopo il prossimo incontro in Sicilia andremo in altri posti. La via è questa e nel cammino vedremo quali esiti avremo”.

Diocesi: Taranto, i giovani della parrocchia Santa Famiglia lanciano oggi pomeriggio l'”Operazione Super Santos” nel quartiere Salinella

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 13:50

L’hanno chiamata “Operazione Super Santos”, come uno dei palloni più utilizzati dai ragazzi di tutto il mondo per giocare in strada. Questo pomeriggio, muniti di guanti, sacchi della spazzatura, zappe e tanta buona volontà, a Taranto, nel quartiere Salinella, i giovani della parrocchia “Santa Famiglia”, che hanno costituito un Osservatorio permanente per monitorare e segnalare le brutture del rione, puliranno una delle piazzette abbandonate della zona, restituendola alla collettività. “È da un sentimento ‘nostalgico’ che nasce l’Operazione Super Santos – spiegano i promotori – e l’idea principale è quella di pulire il parco per riportare i bambini in piazza, a ‘giocare a pallone’, come facevamo noi ragazzi 10-15 anni fa. Restituire quindi gli spazi comuni ai cittadini del quartiere Salinella, protagonisti e primi attori della vita del territorio”. Un rione in parte degradato, in cui la criminalità organizzata si fa ancora sentire a suon di pistolettate, anche in pieno giorno, ha bisogno di una bonifica anche e soprattutto culturale. Una riqualificazione sposata pure dallo scrittore Roberto Saviano che, venuto a conoscenza dell’iniziativa, sulla sua pagina profilo Facebook ha invitato i suoi contatti a raggiungere questo pomeriggio volontari e aggregarsi. “Una volta ho scritto che il Super Santos è un modo di concepire la vita. Oggi Taranto – ha scritto Savianao – ha usato le mie parole come spunto per un’iniziativa dell’Osservatorio permanente Salinella che coinvolge i cittadini nella riqualifica di una piazza. È bello ricordarsi che le piazze possono essere quel luogo sacro in cui i bambini giocano a pallone. L’appuntamento è per lunedì 10 luglio alle ore 18.30 presso la piazzetta sita tra via Mar Grande e via Salina Piccola”.

Liberazione Mosul: padre Benoka (Erbil) “vittoria di tutti”. Tra i cristiani sfollati “molta prudenza”

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 13:38

“Mosul è stata liberata ed è una vittoria di tutti gli iracheni. Tuttavia, permangono delle piccole sacche di resistenza jihadista. Gli sfollati cristiani che sono ad Erbil hanno accolto con favore la notizia ma il sentimento che prevale tra loro è quello della prudenza mista a preoccupazione”. Da Erbil a parlare al Sir è padre Behnam Benoka, sacerdote siro-cattolico molto attivo tra le famiglie cristiane di Mosul e della Piana di Ninive sfollate nel campo Ashti 2 di Erbil. “Il problema – spiega – nasce intorno a quelle famiglie e quelle persone che hanno aiutato l’Isis durante questi tre anni di occupazione. Si tratta di musulmani con i quali molti erano amici e dei quali oggi si fa fatica a fidarsi. Molti cristiani attendono di sapere quale sarà la sorte decisa dal Governo dei musulmani amici dello Stato islamico. Ai cristiani non bastano le rassicurazioni che arrivano da queste persone. Servirà tempo per ricostruire fiducia e sicurezza, per questo occorrono delle garanzie che tutelino le minoranze dall’eventuale ripetersi di fatti come questi. I cristiani non vogliono essere traditi un’altra volta”. Se per Mosul ci vorrà tempo perché i cristiani facciano rientro, nei villaggi cristiani della Piana di Ninive si conferma una certa tendenza al ritorno anche in questo caso “improntato alla massima prudenza anche perché nessuno, né esercito né Governo, ci ha dato semaforo verde per tornare a vivere lì”. Per favorire il rientro si sta lavorando “per ricostruire o rimettere a posto le case distrutte grazie anche all’aiuto di organizzazioni umanitarie internazionali come Acs. La maggior parte delle famiglie è ancora qui a Erbil. Le stime parlano di 1200 famiglie nel campo ufficiale ‘Ashti 2’. Ce ne sono altre che vivono in affitto o nei compound ma non se ne conosce il numero”.

“Lab.Ora Mille giovani”: Mirabelli (costituzionalista), “suscitare non solo un rapporto tra generazioni, ma anche un servizio alla società”

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 13:14

“Vale la pena di impegnarsi e dare energie per trasmettere le conoscenze e suscitare nei giovani un rapporto non solo fra generazioni ma un servizio alla società”. Lo ha detto Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, durante la conferenza di presentazione del progetto “Lab.Ora Mille giovani. Servitori del bene comune”. Degli incontri, vere esperienze residenziali in cui i partecipanti sono venuti a contatto con esperti di varie discipline, Mirabelli ha sottolineato il metodo: “È particolare anche nelle modalità di formazione. Non sono corsi di formazione politica ma modi per individuare quali sono gli snodi su cui riflettere, come questi si calano nella realtà del Paese e cosa suscitano. La dottrina sociale della Chiesa non è un elemento da studiare ma deve vivificare la società. Le settimane – ha proseguito – sono un momento di discussione e di conoscenza reciproca. Si tratta di suscitare nella libertà un collegamento fra giovani per creare comunità. Chi vi è impegnato risponde a una vocazione personale”. Vale la pena per chi ha già altri impegni impegnarsi anche in questo? “Sì – ha risposto Mirabelli -, se si suscita attenzione, se si aprono orizzonti e se si orienta l’azione e la formazione personale. Vale la pena impegnarsi non con la vena intellettuale ma per condividere l’esperienza. L’impegno è quello di creare collegamenti personali e rapporto con luoghi e temi”. Il progetto “non è autoreferenziale perché non si rivolge solo al mondo cattolico”. È “un’azione – ha concluso – che spinge ad essere operoso non operativi”. L’iniziativa è una risposta allo stimolo costantemente lanciato da Papa Francesco alla conversione: è il parere di Francesco Bonini, rettore dell’Università Lumsa. “Questi – ha affermato – sono i famosi processi che spesso lancia. Sono processi che dobbiamo mettere in campo in assoluta libertà, aperti a tutti. Questo significa riposizionare il servizio ecclesiale verso la sintesi e l’esempio”.

“Lab.Ora Mille giovani”: Martinez (RnS), “vogliamo selezionare una nuova classe dirigente al servizio del bene comune”

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 13:10

Una nuova generazione di leader, “costruttori d’Italia”, giovani servitori del bene comune. Con questo spirito ha preso il via un anno fa “Lab.Ora Mille giovani. Servitori del bene comune”, il progetto promosso dalla Associazione Laudato si’. L’iniziativa prende spunto dal discorso che Papa Francesco ha fatto al V Convegno ecclesiale nazionale di Firenze, il 10 novembre 2015. Per i promotori, che questa mattina a Roma hanno presentato le linee del progetto, lo scopo è far incontrare i giovani con eminenti testimoni nel panorama socio-culturale del Paese, prepararli al dialogo sociale e politico e renderli”capaci”, come ha detto lo stesso Pontefice, “di vivere i problemi come sfide e non come ostacoli”. Chiara l’intenzione di non voler costituire una nuova formazione politica, secondo Salvatore Martinez, presidente nazionale di Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) e della Fondazione Vaticana “Centro internazionale Famiglia di Nazareth”. “Non vogliamo – ha affermato – generare nei giovani l’appartenenza a un nuovo partito. Siamo però mossi dal tema della conversione che Papa Francesco nomina spesso. Il primo modo di convertirsi parte dal desiderio di dare risposta alla visione del mondo contenuta nella enciclica Laudato si’ attraverso la creazione di opportunità per i giovani”. Il presidente Martinez ha insistito sul punto di voler “selezionare una nuova classe dirigente, che possa – ha aggiunto – portare avanti le sorti del Paese con intelligenza. Non guardiamo quindi alle elezioni ma alla creazione dei servitori di bene comune”. Per ora il progetto è stato attivato in Campania e a Sestri Levante, i prossimi incontri saranno a Caltagirone dal 19 al 23 luglio. Molte le Università cattoliche coinvolte per la preparazione dei materiali e le schede tecniche sulle parole chiave individuate da docenti ed esperti. Per ciascuna diocesi, i vescovi hanno indicato quattro giovani fra i 25 e i 35 anni inseriti in un contesto associativo.

Liberazione di Mosul: mons. Mouche (arcivescovo), “grande valore per il futuro del nostro Paese”. Difficile il rientro della popolazione

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 12:38

“Una bella notizia che assume un grande valore per il futuro del nostro Paese”. Così mons. Petros Mouche, arcivescovo siro-cattolico di Mosul, Kirkuk e del Kurdistan commenta al Sir la liberazione di Mosul, seconda città irachena, strappata allo Stato Islamico (Isis) dall’esercito regolare dopo nove mesi di battaglia che lasciano sul terreno macerie e migliaia di persone senza casa. “Sto rientrando da Mosul – dice al telefono il presule – dove ho incontrato il primo ministro iracheno, Haidar al Abadi. Nel nostro colloquio abbiamo affrontato diversi punti tra cui come favorire il rientro dei cristiani, come garantire la sicurezza e offrire il necessario supporto per i bisogni della popolazione, a cominciare dall’acqua per finire alle scuole. Per il momento, purtroppo, il rientro della popolazione, non solo cristiana, è difficile e ci vorrà del tempo”. Situazione diversa, invece, nei villaggi cristiani della piana di Ninive dove i rientri sono già cominciati. “L’altro ieri a Qaraqosh sono tornate 320 famiglie – dice mons. Mouche -; ce ne sono delle altre in attesa perché hanno i bambini che aspettano la fine delle lezioni a Erbil dove sono riparate dopo l’invasione dello Stato islamico nel 2014”.

Portugal: José Edoardo Franco (historian), “Fatima, manifesto against society with no God”. “Miracle of the Sun” exhibition

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 12:32

Invited to manage the third thematic visit to the temporary exhibition “The Colours of the Sun – Fatima in Contemporary World”, taking place at the lower floor of the Basilica of the Holy Trinity, University Professor José Edoardo Franco stated that “The sanctuary of Fatima is a manifesto against society with no God”. Taking into consideration the prophetic dimension of the message announced to the shepherd boys, the specialist in history of culture added: “What happened in Fatima was the change of an obsequious crowd living with their own faith, but needing historical change under a collective point of view”. In this respect, Fatima was both a point of arrival and a starting point: “A point of arrival for a suffocating humanity, trying to resist societies dominated by reason and science on one side, and on the other side a starting point for change in the course of history”. “The Miracle of the Sun is a decisive prophetic episode meant to confirm the conception of a close, but suffering God; a God whose heart has to be cured through sacrifices and conversion of humanity”, concluded José Edoardo Franco. By using either direct or indirect stories on the “Miracle of the Sun”, the new temporary exhibition – already visited by 125 thousand pilgrims – is meant to reproduce the historical scenario of the apparition of Virgin Mary on 13 October 1917, through several, and different, sensorial procedures.

Diocesi: Caritas Grosseto, tra fine luglio e inizio agosto la Raccolta di san Lorenzo a sostegno dell’Emporio. Si cercano volontari

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 12:19

La “Raccolta di san Lorenzo”, il gesto di solidarietà per sostenere il quotidiano impegno dell’Emporio della Caritas di Grosseto, quest’anno raddoppia. Oltre che nel sabato precedente la festa di san Lorenzo, che nel 2017 cade il 5 agosto, sarà possibile donare anche sabato 29 luglio. Ma non è l’unica novità di questa edizione: ai supermercati di Grosseto, quest’anno, se ne aggiunge uno di Castiglione della Pescaia. Così sabato 29 luglio, la raccolta si svolgerà in 4 supermercati di Unicoop Tirreno: a Grosseto, in quelli di via Ximenes, via Emilia e all’Ipercoop del centro commerciale Maremà; a Castiglione della Pescaia, al supermercato Coop nella galleria commerciale nella zona delle Paduline. Il 5 agosto, invece, sarà possibile donare in sei supermercati di Grosseto: i punti Conad di via Clodia, via Senegal e del centro commerciale Aurelia Antica; i punti Simply di via Scansanese e via Einaudi e il supermercato Todis in via Repubblica Domenicana. In entrambi i sabati, la raccolta si terrà dalle 8.30 fino alle 20. Tutto ciò che verrà donato andrà all’Emporio della Caritas “dove – si legge in una nota – un centinaio di famiglie in stato di bisogno fanno la spesa gratuitamente esercitando la possibilità di scelta”. Per svolgere al meglio la raccolta, la Caritas grossetana è alla ricerca di volontari, che anche quest’anno indosseranno una pettorina verde. “Abbiamo già ricevuto diverse disponibilità da chi negli anni scorsi ha svolto questo servizio”, spiega il vicedirettore di Caritas, Luca Grandi. “A loro – prosegue – si aggiungeranno gli 8 giovani del servizio civile, giovani delle parrocchie, ma più persone si rendono disponibili e meglio è, non solo per l’organizzazione dei turni, ma per dare il senso di una comunità che partecipa”.

Incendi: Coldiretti, “danni incalcolabili per le migliaia di ettari di boschi e campi coltivati già distrutti”

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 12:02

Gli incendi, favoriti dal calo delle precipitazioni e da temperature sopra la media, “hanno già distrutto migliaia di ettari di boschi e campi coltivati, ma anche provocato la morte di animali e costretto all’abbandono stalle e abitazioni, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Toscana al Lazio, dalla Campania alla Sardegna”. Lo afferma la Coldiretti, in una nota nella quale ricorda che “gli incendi provocano danni incalcolabili dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono i polmoni verdi del Paese e concorrono ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici”. “Ogni ettaro di macchia mediterranea – precisa la Coldiretti – è popolato in media da 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili, ma anche da una grande varietà di vegetali che a seguito degli incendi sono andate perse”. “Nelle foreste andate a fuoco – prosegue la nota – sono impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati”. Per prevenire e combattere gli incendi, la Coldiretti ha elaborato un decalogo. “Dal momento che – conclude la Coldiretti – un elevato numero di incendi è opera di piromani o criminali interessati alla distruzione dei boschi, occorre collaborare con le autorità responsabili per fermare comportamenti sospetti o dolosi favoriti dallo stato di abbandono dei boschi nazionali”.

Russia: Mosca, oltre un milione e mezzo di pellegrini alle reliquie di San Nicola. Dal 13 luglio a San Pietroburgo

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 11:34

Il sito ufficiale dell’esposizione delle reliquie di San Nicola a Mosca indica per oggi un tempo in coda di 9,5 ore. Il numero totale di pellegrini che fino a ieri sera hanno reso omaggio alle reliquie è di 1.687.500. Ieri sono stati oltre 53mila; l’alto numero di pellegrini di questi ultimi giorni ha costretto gli organizzatori a chiudere la fila alle 16.30 in modo che gli ultimi pellegrini in coda potessero chinarsi davanti all’urna in tempo utile per usare l’ultima corsa serale della metropolitana e rientrare a casa. Si potranno venerare le reliquie a Mosca fino alla sera del 12 luglio. Il giorno dopo saranno trasferite a San Pietroburgo e saranno accessibili nella basilica della Santa Trinità del monastero Aleksander Nevskij dalle 16 del 13 luglio fino al 28, tutti i giorni dalle 7 alle 22. Una solenne celebrazione di saluto segnerà il rientro a Bari dell’urna. Anche a San Pietroburgo 500 volontari garantiranno ogni giorno l’assistenza ai pellegrini e distribuiranno acqua e cibo. Gli unici ad avere diritto a un passaggio preferenziale saranno gli invalidi o disabili, che dovranno presentarsi con certificato di invalidità, e “i bambini sotto i due anni accompagnati da un genitore”. Ai pellegrini si consiglia di dedicare l’attesa a prepararsi nella preghiera in modo che la venerazione di fronte all’urna avvenga in modo rapido: “Se ogni pellegrino di tratterrà a lungo, la fila per gli altri durerà il doppio del tempo”, spiegano gli organizzatori sul sito nikola2017.ru.

Russia: Moscow, over one million and a half pilgrims at the relics of Saint Nicholas. From 13 July in Saint Petersburg

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 11:34

The official site of the exhibition of the relics of Saint Nicholas, in Moscow, says there is a 9.5-hour queue today. The total number of pilgrims paying homage to the relics has been 1,687,500 until yesterday evening. Over 53 thousand yesterday. The high number of pilgrims in the last few days forced organisers to close the queue at 4,30 pm, in such a way that the last pilgrims in the queue could bend over in front of the urn in time to get the last metro to go back home. It will be possible to venerate the relics in Moscow until the evening of 12 July. On the following day, they will be moved to Saint Petersburg, and it will be possible to see them at the Basilica of the Holy Trinity, in the Alexander Nevskij Monastery, from 4:00 pm of 13 July until 28 July, every day from 7 am to 10 pm. A solemn celebration will salute the urn returning to Bari. In Saint Petersburg, too, 500 volunteers will grant assistance to pilgrims every day, distributing water and food. The only ones with a right to preferential entry will be the invalid or disabled, who will have to show a disability certificate, and “children under 2 accompanied by one parent”. Pilgrims are advised to dedicate the time they spend waiting to prayer, in such a way that veneration before the urn will be quick: “If every pilgrim stays for long, the queue for the others will last twice as much”, say the organisers at the site: nikola2017.ru.

Sbarchi: don Pangallo (Caritas Reggio Calabria), “finito il tempo dello scaricabarile, è l’ora di un ulteriore senso di responsabilità”

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 11:22

“E’ finito il tempo dello scaricabarile, è arrivata l’ora di un ulteriore senso di responsabilità”. Lo afferma, nell’editoriale di questa settimana de “L’Avvenire di Calabria” il direttore della Caritas diocesana di Reggio Calabria-Bova, don Antonino Pangallo. “Mentre l’Europa continua a discutere, a costruire muri reali e di chiusura – scrive il sacerdote -, il Mediterraneo continua a essere strada dolente per migliaia di poveri migranti in fuga. Le coste italiane, quelle del sud in particolare, brulicano di poveri disperati e il porto di Reggio è scenario di continui sbarchi”.  Di fronte a quella che definisce “non più un’emergenza ma una realtà costante”, secondo Pangallo alcuni Comuni sono stati “capaci di costruire percorsi di accoglienza e di inserimento che stanno rivitalizzando piccoli centri destinati allo spopolamento”, il capoluogo, invece, “vive un momento di crisi”. Sulla banchina del porto stazionano per giorni decine di minori non accompagnati, “vera e propria emergenza nell’emergenza”, denuncia don Pangallo: i servizi sociali comunali sono in “tilt dinanzi ai numeri di questa fragile presenza”. Da qui l’appello del direttore della Caritas reggina: “è finito il tempo dello scaricabarile, è arrivata l’ora di un ulteriore senso di responsabilità”. Per don Pangallo “al di là dell’immaginario collettivo, acuito a livello mediatico” i numeri delle persone sbarcate, “pur rilevanti, non sono così esorbitanti da non poter essere inseriti in percorsi di accoglienza, magari attraverso un maggiore coinvolgimento del Terzo Settore e di tutti i comuni della Città metropolitana”. La Chiesa di Reggio Calabria-Bova “rimane sempre in frontiera. La presenza degli operatori diocesani al porto sarà mantenuta non in sostituzione al lavoro serio di altri, ma per offrire il clima di umanità che il Vangelo ispira e suggerisce”, scrive il direttore Caritas evidenziando che da un anno la comunità ecclesiale sta accompagnando circa ottanta minori in piccole strutture di tipo familiare.

Portogallo: José Edoardo Franco (storico), “Fatima, manifesto contro una società senza Dio”. Mostra sul “Miracolo del sole”

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 11:01

Invitato a dirigere la terza visita tematica all’esposizione temporanea: “I colori del sole – Fatima nel mondo contemporaneo”, tenutasi nel piano infe-riore della basilica della Santissima Trinità, il professore universitario José Edoardo Franco ha affermato che “il santuario di Fatima costituisce un manifesto contro una società senza Dio”. Rilevando infatti la dimensione profetica del messaggio annunciato ai pastorelli, lo specialista in storia della cultura ha aggiunto: “Ciò che è accaduto in Fatima è stata la trasformazione di una moltitudine che pur vivendo ossequiosamente la propria fede individuale, dal punto di vista collettivo sentiva la necessità di un cambiamento storico”. In tal senso, Fatima ha rappresentato un punto d’arrivo e un punto di partenza: “Un punto d’arrivo per un’umanità soffocata, decisa a resistere all’affermarsi di società caratterizzate dalla ragione e dalla scienza, e, d’altra parte, un punto di partenza verso un cambiamento del corso della storia”. “Il miracolo del sole è un momento profetico decisivo volto a confermare l’idea di un Dio vicino, ma sofferente, bisognoso che il suo cuore sia guarito dai sacrifici e dalla conversione dell’umanità”, ha concluso José Edoardo Franco. Utilizzando racconti diretti e indiretti sul “Miracolo del sole”, la nuova esposizione temporanea, già visitata da 125mila pellegrini, si propone esattamente di ricreare, mediante numerosi e diversi procedimenti sensoriali, lo scenario storico dell’apparizione della Vergine Maria del 13 ottobre 1917.

Migranti: Forti (Caritas Italiana), “da G20 e Tallinn nessuna proposta utile e credibile”

Agensir.it - Mon, 2017-07-10 10:42

“Dal G20 di Amburgo e ancor prima dal vertice di Tallinn non sono emerse proposte utili e credibili per affrontare con serietà la questione migranti”. Anzi, verso l’Italia “il messaggio è chiaro: meno solidarietà verso chi mette a rischio la nostra sicurezza”. È quanto scrive Oliviero Forti, responsabile dell’Ufficio immigrazione di Caritas Italiana, in una nota pubblicata oggi dal Sir. “La provocazione italiana di chiudere i porti, per convincere il resto dell’Europa a mostrare maggiore solidarietà, non è stata nemmeno presa in considerazione”, osserva. “Non solo è stato ribadito che i migranti non potranno essere sbarcati da alcun’altra parte se non in Italia – prosegue – ma siamo stati richiamati perché non abbiamo ancora svolto tutti i compiti a casa, a partire dall’aumento dei centri di detenzione sul territorio e dal rafforzamento del sistema dei rimpatri”. Per Forti, “il fatto che si continui a puntare il dito contro le ong che stanno effettuando i salvataggi in mare, svela quale sia la strategia adottata: individuare il soggetto più debole, il capro espiatorio da colpire, per distrarre l’opinione pubblica dalle vere questioni che non si vogliono affrontare”. “Anche nei due vertici della scorsa settimana – rileva – è tornato puntuale il refrain ‘aiutiamoli a casa loro’, magari investendo in sviluppo”. “Peccato che – sottolinea – un eventuale piano Marshall per l’Africa avrebbe degli effetti sui flussi migratori nel lungo periodo e non nell’immediato”. “L’unica certezza è che l’Italia dovrà continuare a cavarsela da sola”, sottolinea Forti, evidenziando che “l’esternalizzazione delle frontiere europee in Libiava contro i diritti umani perché l’operazione avverrebbe in un Paese fuori controllo dove gli abusi contro i migranti sono all’ordine del giorno”.

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