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Solidarietà: Unicef Italia, il 13 settembre Giornata internazionale dei lasciti

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 17:33

Mercoledì 13 settembre l’Unicef Italia celebrerà la Giornata internazionale dei lasciti con iniziative di sensibilizzazione in tutta la Penisola. “Con l’aiuto dei suoi volontari – si legge in una nota – presso le sedi dei comitati provinciali Unicef e presso le biblioteche e le librerie che aderiscono alla Giornata, sarà possibile ricevere informazioni e un piccolo gadget per ricordare che con un semplice gesto è possibile salvare le vite di tanti bambini nel mondo”. “Un lascito all’Unicef – spiega Giacomo Guerrera, presidente di Unicef Italia – può concretamente fare la differenza fra la morte e la vita per milioni di bambini costretti a lottare per la propria sopravvivenza sin dalla nascita”. “I lasciti testamentari in favore dell’Unicef – prosegue – si trasformano in aiuti concreti in favore dell’infanzia nel mondo attraverso vaccini, acqua sicura, cibi ad alto contenuto proteico, accesso all’istruzione, alla protezione e sostegno psicosociale”. L’Unicef ogni giorno con i propri interventi, da oltre 70 anni, raggiunge milioni di bambini nel mondo, anche nelle circostanze più difficili, lavorando con governi e comunità locali, per realizzare programmi in favore dei bambini, durevoli e sostenibili. Nella mattinata di domani, martedì 12 settembre, Unicef Italia – che fa parte del Gruppo testamento solidale – sarà tra i protagonisti del convegno “Italiani dal dono al lascito. Dna solidale” “un’esperienza fra doni e storie” che si terrà a Roma, dalle 11.30, presso il Teatro Quirinetta.

Chiese locali: Cuneo-Fossano, questa sera a Centallo l’assemblea interdiocesana

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 17:30

Sarà come di consueto il cinema parrocchiale di Centallo (Cn) ad ospitare questa sera l’assemblea interdiocesana di Cuneo e Fossano, presieduta dal vescovo Piero Delbosco. A partire dalle 19, mons. Delbosco proporrà una riflessione sul tema dell’“Uscire” che ha scelto per il nuovo anno pastorale. Nella lettera di convocazione il vescovo di Cuneo e Fossano spiega che “ci vogliamo porre in continuità con l’anno appena trascorso, segnato da vari eventi particolari, specie la celebrazione dei 200 anni di fondazione della diocesi di Cuneo”. “È la Chiesa italiana – ricorda Delbosco – che, nel Convegno di Firenze celebrato nel novembre 2015, ha voluto sottolineare la dimensione missionaria permanente di ogni comunità cristiana che deve ‘uscire’ e lavorare al fianco di ogni uomo o donna di buona volontà”. “Infatti – prosegue – siamo chiamati ad essere testimoni e portatori della lieta notizia del Signore Gesù”. Questa sera il vescovo esporrà “lo spirito che mi ha guidato nello scrivere la nuova lettera”. Secondo l’intenzione di mons. Delbosco, “il programma pastorale ci vedrà impegnati per due anni. Dopo il primo anno, la prossima assemblea interdiocesana servirà a fare un po’ di verifica sul cammino intrapreso e rilanciarlo per una maggiore incisività”.

Paesi Bassi: successo dell’iniziativa ecumenica “Assaggia la Chiesa”. Coinvolte 450 comunità e parrocchie. Possibile una seconda edizione

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 17:16

“Grazie a @rebeccaond @Tjanneke oggi ho osato per la prima volta nella mia vita entrare in una Chiesa”: è una delle reazioni postate sui social durante le due giornate che 22 Chiese cristiane in Olanda hanno dedicato all’iniziativa “Assaggia la Chiesa”, il 9 e il 10 settembre. Sono state 450, tra comunità e parrocchie, le realtà che hanno deciso di coinvolgere tempo e risorse a invitare persone che da tempo non andavano più in Chiesa o che non vi erano mai andate, per far vivere loro l’esperienza di una celebrazione domenicale. Sul sito del Consiglio sono state ospitate già alcune prime esperienze. A Bolsward, il pastore Arjen Bultsma, ha accolto 40 ospiti e dopo la liturgia ha offerto un piccolo rinfresco con dolci della tradizione biblica, pane siriano, uva e olive. Nella chiesa protestante di Doorn, sono stati circa 75 gli ospiti, coinvolti attivamente nello svolgimento della celebrazione. Nelle prossime settimane il Consiglio nazionale delle Chiese, che ha coordinato l’evento, cercherà di fare una rassegna delle esperienze di tutte le comunità e sulla base degli echi che saranno raccolti si deciderà se organizzare una seconda edizione il prossimo anno.

Giovanni XXIII: don Bolis (teologo), “proclamarlo patrono occasione per riflettere su significato e opportunità della presenza dei cappellani militari nell’Esercito”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 17:02

Proclamare san Giovanni XXIII patrono dell’esercito italiano significa “ribadire il compito precipuo di questa istituzione in uno stato democratico: difendere il bene prezioso della pace imponendo la forza della legge”. Così scrive il teologo don Ezio Bolis sulle colonne de L’Osservatore Romano di oggi, commentando la decisione della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti di dichiarare san Giovanni XXIII “patrono presso Dio dell’Esercito italiano” (decreto del 17 giugno 2017). A motivazione, scrive il teologo, “si cita il suo zelo, come cappellano militare, nel promuovere le virtù cristiane tra i soldati, il luminoso esempio di tutta la sua vita e il suo costante impegno in favore della pace”. Domani, 12 settembre a Roma, nel Palazzo dell’esercito, l’ordinario militare per l’Italia, l’arcivescovo Santo Marcianò, consegnerà la Bolla al capo di Stato maggiore, generale Danilo Errico. Nell’occasione verrà benedetto un busto di Papa Roncalli e inaugurata una mostra intitolata: “’Io amo l’Italia’. San Giovanni XXIII, uomo di pace”, curata dalla fondazione Papa Giovanni XXIII di Bergamo e dall’Ordinariato militare per l’Italia. Per Roncalli, afferma don Bolis, citando parole del Pontefice, “‘l’amor di patria non è altro che l’amore del prossimo, e questo si confonde con l’amore di Dio’. A una condizione però: bandire dall’amor patrio quella retorica ipocrita con la quale spesso si farciscono i discorsi ufficiali, e tradurre le parole in generosa e fattiva disponibilità al sacrificio per il bene comune”. Il patronato di san Giovanni XXIII, continua il teologo, “costituisce anche una provvidenziale occasione per riflettere in modo ponderato sul significato e l’opportunità di una presenza, quella dei cappellani militari, all’interno di un’istituzione qual è l’esercito”. Per Papa Giovanni XXIII “i cappellani militari sono ‘gli uomini della pace, che con la loro sola presenza portano serenità negli animi’. Non si tratta di benedire armi, né di fomentare sentimenti bellicosi, al contrario. Con la sua presenza, il cappellano è chiamato a raccogliere i gemiti di chi soffre, a promuovere una forte volontà di pace, a far crescere persone che, animate da fede solida e carità sincera, combattano ogni forma di prepotenza e di ingiustizia”.

Lotta all’usura: alla Consulta nazionale il “Premio Monti Frumentari 2017”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 16:58

“È un premio che ci lusinga e riempie di responsabilità a proseguire nel percorso di lotta all’usura iniziato oltre vent’anni fa. Un’attività sempre più difficile e complessa in questi anni di perseverante crisi economica che vede quotidianamente accrescere il numero delle famiglie indebitate e in stato povertà che finiscono nelle mani degli usurai”. Lo ha dichiarato mons. Alberto D’Urso, presidente della Consulta nazionale antiusura, nei giorni scorsi ringraziando le istituzioni della città di Leonessa che in occasione della festa patronale di San Giuseppe Leonessa ha conferito alla Consulta nazionale antiusura il “Premio Monti Frumentari 2017”. Il premio viene consegnato ogni anno a persone o associazioni che combattono l’usura. “L’usura ovunque si presenta come un fenomeno dilagante quanto sommerso, strettamente legato all’azzardo, anch’esso molto diffuso a causa della crisi economica, la più grave del dopoguerra – ha affermato mons. D’Urso -. È presente in ogni ambito della nostra società, tra le sue stesse istituzioni, all’intero del sistema economico, caratterizzato da una ambiguità tipica di molte attività illegali. Le dimensioni, l’ampiezza della domanda e dell’offerta delle usure, sono indefinibili. Il numero delle denunce presentate dalle vittime rappresenta solo la punta di un iceberg”.
“Secondo dati estremamente prudenti ed approssimativi per difetto, è stato calcolato che le famiglie che in Italia si sono indebitate a usura per 30 miliardi di euro ne hanno restituito 66; le imprese del settore del commercio e dei servizi che si sono indebitate per 5 miliardi di euro ne hanno restituiti 11; le imprese agricole a fronte di 2,25 miliardi richiesti ne hanno restituiti 4,95. È finito nelle mani degli usurai un totale complessivo di 81 miliardi pari a 5,5 punti di Pil”, ha ricordato il presidente della Consulta nazionale antiusura, per il quale “sono dati che dovrebbero dare l’idea di quanto lavoro ci sia da fare e di quanto sia importante rendere più incisiva e perseverante la lotta all’usura e all’azzardo”. Il Premio Monte Frumentari, istituito da San Giuseppe di Leonessa intorno all’anno 1600 per salvare i contadini dall’usura, “ha offerto un momento di riflessione che ha permesso di sottolineare la necessità del contributo e sostegno di tutti sul piano della prevenzione, della solidarietà e della legalità della lotta all’usura – ha concluso mons. D’Urso -. Certamente la lotta è impari, gli usurai si sono insinuati nel tessuto economico e sociale del Paese, ma non dobbiamo abbandonarla”.

Parlamento Ue: Strasburgo, minuto di silenzio per vittime catastrofi naturali. Ricordati i morti di Livorno. Fondi per terremoto in Italia

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 16:40

(Strasburgo) La sessione plenaria dell’Europarlamento ha preso avvio nel tardo pomeriggio a Strasburgo con un minuto di silenzio per ricordare le vittime del terrorismo e delle catastrofi naturali, comprese le vittime del nubifragio su Livorno, quelle dell’uragano Irma e il terremoto in Messico. I lavori dell’Assemblea questa settimana prevedono diversi punti importanti, a partire dal Discorso sullo Stato dell’Unione che il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker pronuncerà mercoledì in emiciclo. Il Parlamento discuterà con Juncker i risultati conseguiti dalla Commissione a metà del suo mandato e i temi principali da affrontare nei prossimi mesi, fra migrazioni, sicurezza, economia e crescita. Sempre mercoledì sarà approvato in via definitiva lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro di aiuti Ue “per riparare i danni causati dai terremoti nel centro Italia nel 2016 e nel 2017”. Fra gli altri argomenti nell’agenda dei lavori: flussi migratori nel Mediterraneo; WiFi4Eu (accesso gratuito a internet nelle aree pubbliche); prodotti e servizi adattati alle esigenze dei disabili; scandalo uova e salute pubblica; minaccia nucleare dalla Corea del Nord; approvvigionamento di gas in tutta Europa; fondi per la lotta alla disoccupazione giovanile; rapporti tra Ue e Turchia.

Colombia: Pontificia Accademia delle Scienze sociali, un seminario sul diritto all’acqua e alla pace in concomitanza con la visita del Papa

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 16:21

La Pontificia Università Javeriana ha ospitato, in concomitanza con la visita del Papa, il seminario internazionale “Dal diritto all’acqua al diritto alla pace”, promosso dall’Accademia Pontificia delle Scienze Sociali a Bogotá tra 7 e 8 settembre. Obiettivo del seminario è stato creare uno spazio interdisciplinare di analisi, dibattito e proposte per “realizzare politiche pubbliche nella gestione dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari che assicurino l’effettivo contributo della scienza, della cultura, della politica e dei progressi tecnologici per realizzare una società più giusta, solidale e qualitativamente sviluppata”. Si è trattato del seguito di un precedente seminario che si è tenuto in Vaticano in febbraio, come ha segnalato l’antropologo argentino Luis Liberman, direttore generale della Cattedra del Dialogo e della Cultura dell’incontro. Il cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, mons. Marcelo Sanchez Sorondo, ha sottolineato: “La prima cosa che gli scienziati chiedono quando si scopre un pianeta è se c’è acqua”, un bene dunque fondamentale. E ha aggiunto: “Il Papa nella Laudato Si’ parla del grido della terra, del grido dei popoli, però non si tratta solo del pianeta, ma di un’enciclica integrale sulla dottrina sociale e il bene comune”.
Secondo Liberman, “Papa Francesco, nell’enciclica Laudato Si’, ha detto chiaramente che la difesa delle nostre risorse naturali non è solo un problema ambientale: dobbiamo andare verso un’ecologia integrale, perché non possiamo pensare all’uomo e alla soggettività umana fuori dall’ambiente che la contiene, costruisce e condiziona”. L’antropologo è intervenuto in occasione della presentazione della pubblicazione delle conclusioni del “Dialogo Latinoamericano per il rinnovamento delle relazioni tra società, Stato e mercato nel rispetto della nostra Casa Comune”, redatto da Franco Vincenti, presidente della Fondazione Millenia, e da Cristiano Morsolin con la collaborazione della Pontificia Università Javeriana e del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam). “Una grave forma di povertà di una civiltà è non riuscire a vedere più i suoi poveri, che prima vengono scartati e poi nascosti”; questa necessità di regolare l’economia ha forti ripercussioni in America Latina e in Colombia e bisogna seguire l’importante orientamento di Papa Francesco”, commenta il curatore del volume Cristiano Morsolin. Relativamente alla pubblicazione del Dialogo Latinoamericano, dichiara al Sir mons. Sanchez Sorondo: “Si deve approfondire il tema della corruzione. La rivoluzione che propone Papa Francesco si basa su valori etici. Spesso le multinazionali che non hanno la finalità del bene comune, cercano solo profitto che genera esclusione”.

Migranti: position paper delle Ong aderenti a “Link 2007” su politiche Ue e scelte italiane

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 16:05

Le responsabilità politiche delle istituzioni italiane ed europee e i diritti umani, i principi di umanità e solidarietà “non dovrebbero contrapporsi, dato che il vertice di Parigi e le dichiarazioni politiche che ne sono seguite affermano di ispirarsi ad essi, ma c’è una cinica e rischiosa scelta dei ‘due tempi’ che crea non pochi problemi”: lo afferma Paolo Dieci, presidente di Link 2007 nella giornata in cui le Ong della rete Link 2007 – Ccm, Cesvi, Ciai, Cisp, Coopi, Cosv, Elis, Medici con l’Africa Cuamm, Gvc, Icu, Intersos, Lvia, World friends – diffondono un lungo documento che analizza i recenti orientamenti politici sull’immigrazione a partire dal Vertice di Parigi del 28 agosto con i quattro Paesi promotori (Francia, Italia, Germania, Spagna). In uno dei paragrafi le Ong cercano di comprendere le ragioni delle scelte italiane, delegate principalmente al ministro dell’Interno, “marcando così quel carattere prettamente securitario che crea indubbi squilibri nella politica governativa italiana e nel governo dei flussi migratori con la visione più complessiva e lungimirante richiesta”. Link 2007 elenca i principali punti problematici suscitati dalle decisioni del ministro: “Dai salvataggi in mare alla delega della gestione dei flussi alla Libia, allo sfregio ai diritti umani, agli attacchi alle Ong, al codice di condotta, all’indipendenza dell’azione umanitaria rispetto a fini politici o strumentali, alle azioni necessarie, accompagnate da proposte concrete”. Link 2007 sottolinea anche “l’indispensabile dialogo con le istituzioni, da tenere comunque aperto, attraverso il quale possono essere più facilmente manifestate, con forza e risolutezza, le contrarietà alle politiche adottate e più facilmente recepiti i suggerimenti migliorativi, le istanze e le proposte operative”. Una parte del documento si sofferma invece sulla politica africana e “i rapporti economici di squilibrio e di rapina tra Ue e Paesi africani, la cooperazione allo sviluppo, ecc.”.

Sinodo giovani: mons. Giuliodori, “necessario riposizionare al centro il cuore, che dà categorie importanti all’intelligenza e produce il bene”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 16:00

“Nell’Università Cattolica è vivo il dialogo tra teologia e altri saperi”. Lo ha detto mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, durante il seminario di studi dal titolo “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”, iniziato oggi nella sede di Roma dell’Università. Il presule nel suo intervento ha sottolineato la volontà di confrontare “la visione dei giovani con la visione dell’Università cattolica” su formazione e spiritualità, ma anche l’esigenza di “domandarsi come possiamo accompagnare i giovani nel loro percorso di fede”. Il tema di quest’anno del convegno è tratto dal libro dei Proverbi e mette a fuoco il rapporto tra cuore e intelligenza. “L’intelligenza, se non parte dal cuore, rischia di far deragliare l’esperienza umana – ha spiegato mons. Giuliodori -. Per questo motivo, reputiamo necessario riposizionare al centro il cuore, che dà categorie importanti all’intelligenza ed è in grado di produrre il bene. Come altri atenei l’Università Cattolica persegue alti obiettivi scientifici, ma lo fa partendo dal cuore”. Infine, un riferimento al contributo di Papa Francesco nell’ascolto dei giovani, ai quali ha voluto rivolgere attenzione con l’indizione del Sinodo dedicato a loro. “Il Sinodo in questo percorso è un grande riferimento, e in particolare lo è il documento preparatorio”, ha concluso mons. Giuliodori.

Austria: card. Schönborn (Vienna), “chiedo a ciascuno di noi di conoscere il destino di una persona migrante”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 15:49

La Chiesa austriaca prosegue nella sua analisi critica delle restrizioni in materia di migranti e richiedenti asilo in Austria: tema tra i più controversi in vista delle elezioni del prossimo 15 ottobre. Ieri, nel corso del rosario serale nella cattedrale viennese di Santo Stefano, il cardinale Christoph Schönborn ha rilanciato la necessità di agire con rispetto e tolleranza: “So che questo problema è stato fortemente ridimensionato in Austria, ma il bisogno non viene rimosso dal mondo”, ha osservato il cardinale che ha riconosciuto che “non possiamo prenderli tutti”, ma, “chiedo a ciascuno di noi di conoscere il destino di una persona migrante”, ha detto rivolgendosi ai fedeli, perché se è vero che non si possano risolvere tutti i problemi del mondo “è necessario che noi sappiamo cosa vuole dire dover lasciare la propria casa”. Schönborn ha chiesto accoglienza e aiuto anche per i migranti economici, ricordando i molti europei emigrati negli Stati Uniti, dopo la guerra, per mancanza di prospettive: “Anche queste erano persone che non avevano nulla da mangiare ed erano senza futuro”.
Interviene nel dibattito anche il direttore della Caritas della Stiria, Herbert Beiglböck, che sottolinea come l’Austria abbia ancora una certa capacità di accoglienza di richiedenti asilo: “Credo che non abbiamo ancora raggiunto il limite di stabilità, per ciò che è ragionevole, con tutte le competenze e la ricchezza nel nostro Paese”, ha detto Beiglböck al settimanale stiriano “Kleine Zeitung” sottolineando che l’Austria “farebbe bene a prendere parte alla ridistribuzione europea dei richiedenti asilo”.

Sinodo giovani: Mirabelli (Istituto Toniolo), “la teologia è alimento per le altre culture”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 15:34

“L’Università Cattolica ha una funzione alta non solo nella Chiesa, ma anche nella società italiana”. Lo ha detto Cesare Mirabelli, vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo, ente garante dell’Università, durante il seminario di studi dal titolo “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”, iniziato oggi nell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Roma. Ad aprirlo è stato il prorettore Mario Taccolini, che ha letto alcuni passaggi di un intervento dell’allora arcivescovo di Milano, card. Giovanni Battista Montini, a un convegno della Fuci nel ’59. In quell’occasione, il futuro Paolo VI approfondì il tema del coinvolgimento spirituale dei giovani nel periodo dei primi anni di università. A seguire, Mirabelli ha spiegato l’importanza del fondamento religioso nella cultura laica. “La teologia è alimento per le altre culture – ha affermato -. La teologia si innerva con altre conoscenze e ha una funzione culturale oltre che di fede”. Mirabelli ha ricordato, poi, che “uno degli ultimi atti del card. Dionigi Tettamanzi fu un documento sulle finalità dell’Università Cattolica”. L’arcivescovo di Milano infatti è alla guida dell’Istituto Toniolo. “Come allora anche oggi vogliamo essere garanti dell’esercizio della missione propria dell’università”.

Papa in Colombia: conferenza stampa aereo, “le Nazioni Unite devono farsi sentire” per la crisi in Venezuela

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 15:31

“Credo che la Santa Sede abbia parlato forte e chiaramente. Quello che dice il presidente Maduro, che lo spieghi lui: io non so cosa ha nella sua mente”. Il Papa ha risposto così ad una domanda sulla situazione del Venezuala, alla quale ha fatto riferimento anche durante il viaggio in Colombia. “La Santa Sede – ha ricordato Francesco ai giornalisti sul volo di ritorno dalla Colombia – ha fatto tanto, inviato lì, in quel gruppo di lavoro dei quattro ex-presidenti, ha inviato un nunzio di primo livello, poi ha parlato; ha parlato con persone, ha parlato pubblicamente. Io, tante volte, all’Angelus ho parlato della situazione cercando sempre un’uscita e aiutando, offrendo aiuto per uscire”. “Ma sembra che la cosa sia molto difficile e quello che è più doloroso è il problema umanitario, lì”, ha fatto notare il Papa: “Tanta gente che scappa o soffre, anche c’è … un problema umanitario che dobbiamo aiutare a risolvere in ogni modo”. “Io credo che le Nazioni Unite debbano farsi sentire anche lì, per aiutare”, l’appello finale di Francesco.

Papa in Colombia: conferenza stampa aereo, per i migranti “cuore sempre aperto, prudenza, integrazione e vicinanza umanitaria”. “Gratitudine” all’Italia

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 15:23

“Io sento il dovere di gratitudine verso l’Italia e la Grecia, perché hanno aperto il cuore ai migranti”. Il Papa ha risposto così ad una domanda dei giornalisti italiani sulle migrazioni, a bordo del volo papale da Cartagena, in Colombia, a Roma. “Ma non basta aprire il cuore”, ha proseguito ribadendo la sua ricetta sui flussi migratori: “Il problema dei migranti è, primo, cuore aperto, sempre. Anche è un comandamento di Dio, di riceverli, ‘perché tu sei stato schiavo, migrante in Egitto’: questo dice la Bibbia. Ma un governo deve gestire questo problema con la virtù propria del governante, cioè la prudenza”. Francesco è entrato poi nel dettaglio delle politiche migratorie: “Primo: quanti posti ho? Secondo: non solo riceverli; integrarli. Integrarli. Io ho visto esempi – qui, in Italia – di integrazione bellissimi; quando sono andato all’Università Roma III, mi hanno fatto domande quattro studenti; una, l’ultima, che ha fatto la domanda, io la guardavo: ma questa faccia la conosco … Eh … era una che meno di un anno prima è venuta da Lesbo con me nell’aereo, ha imparato la lingua, e siccome studiava biologia nella sua patria ha fatto l’equiparazione e ha continuato. Ha imparato la lingua … questo si chiama integrare. In un altro volo – quando tornavamo dalla Svezia, credo – ho parlato della politica di integrazione della Svezia come un modello, ma anche la Svezia ha detto, con prudenza: ‘Il numero è questo; di più, non posso’, perché c’è il pericolo della non-integrazione”. Terzo, ha proseguito il Papa: “C’è un problema umanitario. L’umanità prende coscienza di questi lager… Primo, gli sfruttatori …”. Poi il giudizio sul governo italiano: “Mi dà l’impressione che stia facendo di tutto per lavori umanitari di risolvere anche il problema che non può assumere. Ma cuore sempre aperto, prudenza, integrazione e vicinanza umanitaria”. Secondo il Papa, infine, “c’è nell’incosciente collettivo nostro un motto, un principio: ‘L’Africa va sfruttata’. Oggi a Cartagena abbiamo visto un esempio dello sfruttamento, umana, in quel caso. E un capo di governo ha fatto, su questo ha detto una bella verità. ‘Quelli che fuggono dalla guerra, è un altro problema; ma tanti che fuggono dalla fame: facciamo investimenti lì, perché crescano’. Ma nell’incosciente collettivo c’è che ogni volta che tanti Paesi sviluppati vanno in Africa, è per sfruttare. E dobbiamo capovolgere questo: l’Africa è amica è va aiutata a crescere”.

Papa in Colombia: conferenza stampa aereo, “se Trump è un bravo pro-life deve difendere l’unità della famiglia”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 15:19

“Staccare i giovani dalla famiglia non è una cosa che dà un buon frutto: né per i giovani, né per la famiglia”. È il commento del Papa sulla decisione del presidente americano, Donald Trump, di abolire la legge sui “dreamers”. “Io penso che questa legge che credo che venga non dal Parlamento ma dall’esecutivo, se è così, ma non sono sicuro, c’è speranza che la si ripensi un po’”, l’auspicio di Francesco, in risposta alle domande dei giornalisti sull’aereo papale di ritorno dalla Colombia. “Perché io ho sentito parlare il presidente degli Stati Uniti”, ha affermato Francesco: “Si presenta come un uomo pro-life, e se è un bravo pro-life capisce che la famiglia è la culla della vita e che se ne deve difendere l’unità”. “Quando i giovani si sentono – in generale, sia questo caso o in altri casi – sfruttati, come in tanti casi, alla fine si sentono senza speranza”, l’analisi del Papa: “E chi la ruba? La droga, le altre dipendenze, il suicidio … Il suicidio giovanile è molto forte, e viene quando vengono staccati dalle radici. È molto importante il rapporto di un giovane con le sue radici. I giovani sradicati, oggi, chiedono aiuto: vogliono ritrovare le radici. Per questo io insisto tanto sul dialogo tra giovani e anziani, un po’ scavalcando i genitori. Che dialoghino con i genitori, ma gli anziani … perché lì ci sono le radici, e sono un po’ più lontane, per evitare i conflitti che possono avere con le radici più prossime, no?, come quelle dei genitori. Ma i giovani, oggi, hanno bisogno di ritrovare le radici. Qualsiasi cosa che vada contro le radici, ruba loro la speranza”.

Regno Unito: Westminster cathedral, l’omaggio al card. Murphy-O’Connor. Mons. O’Toole, “era, fino in fondo, un vero prete”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 15:16

“Lo scorso ottobre il cardinale Cormac aveva festeggiato sessant’anni come sacerdote e in dicembre ne avrebbe celebrati quaranta come vescovo”, ha detto ancora il vescovo O’Toole durante la sua predica. “Non vedeva l’ora di organizzare un’altra festa ma, in queste ultime settimane, si è reso conto che i festeggiamenti sarebbero stati di un’altra natura. Era, fino in fondo, un vero prete. In uno dei nostri ultimi incontri, all’improvviso, ha smesso di parlare e mi ha chiesto di celebrare con lui la Messa perché gli dava un profondo conforto”. L’ex segretario privato dell’arcivescovo di Westminster ha parlato del piacere di lavorare per Murphy-O’Connor perché “era sempre di buon umore” e “abilissimo nelle sue battute per le quali l’ha anche ringraziato Papa Francesco, suo amico, durante la loro ultima conversazione telefonica”. Il cardinale, ha detto ancora il vescovo O’Toole, “era completamente concentrato sul fatto di rendere la sua morte il culmine di come aveva vissuto la sua vita, con grande apertura di cuore, con umiltà e con una fede profonda e solida come una roccia”. Il vescovo di Plymouth ha concluso l’omelia ricordando come, in uno dei loro ultimi incontri, in ospedale, prima di morire l’ex arcivescovo di Westminster gli abbia chiesto di concentrarsi, durante questa predica, anziché nel citare quello che di positivo aveva fatto, sulla fede della Chiesa nel Signore risorto e sulla misericordia di Dio.

Papa in Colombia: conferenza stampa aereo, i politici hanno “una responsabilità morale” verso i cambiamenti climatici

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 15:16

Il riscaldamento dell’atmosfera ha un effetto sui cambiamenti climatici? “Chi nega questo deve andare dagli scienziati e domandare loro. Loro parlano chiarissimo. Gli scienziati sono precisi”. È una delle risposte date dal Papa nella conferenza stampa svoltasi oggi sul volo di ritorno da Cartagena, in Colombia, a Roma. “L’altro giorno – le parole di Francesco a braccio, conversando con i giornalisti –  quando è uscita la notizia di quella nave russa  che è passata dalla Norvegia al Giappone o a Taipei passando dal Polo Nord, senza il rompighiaccio, e le fotografie facevano vedere pezzi di ghiaccio … ma, per il Polo Nord, adesso, si può passare. È molto chiaro. È molto chiaro. Quando è uscita quella notizia, da una università – non ricordo dove – ne è uscita un’altra che diceva: ‘Abbiamo soltanto tre anni per tornare indietro. Al contrario, le conseguenze saranno terribili'”. “Io non so se è vero ‘tre anni’ o no; ma che se non torniamo indietro, andiamo giù, quello è vero”, il commento del Papa: “Il cambiamento climatico, si vedono gli effetti e gli scienziati dicono chiaramente la strada da seguire. E tutti noi abbiamo una responsabilità: tutti. Ognuno una piccolina, più grande, una responsabilità morale: nell’accettare, dare l’opinione o prendere decisioni … E dobbiamo prenderlo sul serio. Credo che sia una cosa su cui non scherzare: è molto seria. E lei mi chiede: ma qual è la responsabilità morale? Ognuno ha la sua. Anche i politici hanno la loro. Ognuno ha la propria. Secondo la risposta che dà”.

UK: Westminster Cathedral, a tribute to card. Murphy-O’Connor. Funeral service on Wednesday

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 15:13

“Escorted by his guardian angel, cardinal Murphy-O’Connor will cross the Purgatory, but he won’t forget to poke him and tell him: ‘You job is to get me out of here as soon as possible’”. It is with this peaceful image that the bishop of Plymouth, Mark O’Toole, ended the sermon he preached in front of the body of the former Catholic primate of England and Wales, who died on September 1st, aged 85, after a long fight with cancer. Now, the body of the shepherd who led the Church of these islands from 2000 to 2009 will be taken to London’s Westminster Cathedral, the mother church of English Catholicity, where the funeral service will be celebrated on Wednesday. Since last Sunday, parishioners and visitors have been paying tribute to the cardinal’s body, displayed in the Church of Our Lady of Grace and St. Edward’s in Chiswick, where it will stay until Tuesday morning. It is actually in this neighbourhood of the British capital that Murphy-O’Connor had been living since he had retired. “The Mass officiated today was wanted by the cardinal himself”, pointed out bishop O’Toole, who had been Murphy-O’Connor’s personal secretary from 2002 to 2008, mentioning that “the cardinal wanted to personally plan every single detail of his funeral service and jokingly told him that he would also have written today’s sermon if he could have”.

Uragano Irma: Stylianides (Commissione Ue), “assistenza ai Paesi colpiti. Dovere morale aiutare le persone nel bisogno”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 15:00

(Bruxelles) “È nostro dovere morale aiutare le persone nel bisogno, coloro la cui vita e le case sono state distrutte o gravemente danneggiate. Siamo vicini, in piena solidarietà, alle persone nei Caraibi e negli Stati Uniti durante e dopo l’uragano, per tutto il tempo che sarà necessario”. Lo ha reso noto oggi il commissario Ue per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianides. La scorsa settimana l’Ue ha mobilitato i suoi strumenti di risposta alle emergenze e il Centro di coordinamento per le risposte alle emergenza è costantemente in collegamento con gli Stati membri dell’Ue per l’assistenza richiesta in relazione all’uragano Irma; il servizio satellitare Copernicus dell’Ue, attivo già dalla scorsa settimana, ha fornito servizi di mappatura in relazione al passaggio di Irma. Oggi l’Ue ha stanziato anche 2 milioni di euro per l’assistenza umanitaria alle isole più colpite nei Caraibi, destinate ai primi aiuti su acqua, sanità, salute, gestione dei rifiuti e logistica. L’Ue, attraverso il commissario Stylianides, ha dato disponibilità a ulteriori finanziamenti per l’“assistenza a lungo termine e la ricostruzione”. “Qualsiasi Paese della regione può richiedere il nostro aiuto attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Ue. Siamo disponibili a fornire ulteriori assistenza ai Paesi colpiti”, ha ancora precisato il commissario.

Diocesi: Lamezia Terme, ieri un centinaio di pellegrini “Sulle orme dei padri” al santuario di Conflenti

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 14:55

Sono stati un centinaio le persone che hanno partecipato al pellegrinaggio “Sulle orme dei padri”, che si è svolto nella giornata di ieri percorrendo a piedi l’itinerario dalla cattedrale di Lamezia Terme fino al santuario diocesano di Conflenti. Giunta alla seconda edizione, rilanciata dopo tanti anni dal vicario generale della diocesi, don Adamo Castagnaro, insieme a un gruppo di volontari e incoraggiata dal vescovo, mons. Luigi Cantafora, l’iniziativa ha voluto essere un’occasione per vivere una giornata di preghiera e amicizia fraterna, percorrendo a piedi i luoghi e le strade che “i nostri antenati attraversavano per raggiungere il santuario di Conflenti e rendere omaggio alla Madonna della Quercia di Visora”, si legge in una nota. Tra le tappe del cammino, la sosta per la preghiera personale nella chiesetta della Querciuola – costruita sul luogo dove la Madonna apparve per la prima volta a Conflenti nel 1578 al pastorello Lorenzo Folino – e quella al monastero delle clarisse, dove nella cappella del monastero suor Clara, parlando attraverso la grata, ha rivolto un saluto ai pellegrini. Al termine, don Castagnaro ha sottolineato che “per noi non è una semplice camminata, ma un’occasione per rinnovare la nostra fede, stare insieme e venire qui a rendere omaggio a Maria che sempre ci protegge e ci accompagna nel nostro cammino. Il mio sogno è che nei prossimi anni – come già quest’anno il numero di partecipanti è quasi raddoppiato rispetto a quelli dell’anno scorso – questa esperienza possa coinvolgere sempre più persone, magari partendo da punti diversi della diocesi”.

Nubifragio Livorno: mons. Giusti, “perché nessuno è stato avvertito del rischio esondazione? La gente aspetta risposte”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 14:40

“Perché si è tombato, ossia coperto, un torrente senza rispettare il suo corso idrologico? Perché nelle aree di golena si è permesso di costruire? Perché le autorità preposte non hanno avvertito le popolazioni che potevano essere a rischio?”. Mons. Simone Giusti, vescovo di Livorno, in un’intervista al Sir fa sue le domande che in queste ore si stanno sollevando dalla popolazione colpita dal violento nubifragio che nella notte tra sabato e domenica ha flagellato il capoluogo toscano causando sei vittime e due dispersi. “Il problema di fondo – sottolinea – è che la zona colpita era vicino ad un torrente. Le persone sono arrabbiate e fanno molte domande alle quali occorrerà dare risposta”. Anzitutto “perché ‘Fiumi e Fossi’, l’organismo provinciale che ha il compito di monitorare fiumi e fossi e controllare gli argini, sempre solerte nell’inviarci le cartelle dei pagamenti, non ci ha avvertito del rischio esondazione? Nessuno è stato messo in guardia o invitato a lasciare la propria casa per mettersi in salvo”. Secondo le ricostruzioni, la pressione dell’acqua del torrente Ardenza ha distrutto l’argine confinante con la villetta del primo Novecento nella quale sono stati travolti da un’ondata di acqua e fango un bambino, i suoi genitori e il nonno. “E’ assurdo – osserva il presule – che sia stato ‘tombato’ un corso d’acqua senza procedere al rafforzamento dell’argine. Quando venne costruita la villetta ai primi del Novecento, il torrente non era tombato (incanalato sotto costruzioni, strade e piazze, ndr)”. La procura di Livorno ha aperto un’inchiesta per disastro colposo. “Nessuno è stato messo in guardia o invitato a lasciare la propria casa per mettersi in salvo – ribadisce il presule -. La magistratura dovrà indagare e la gente aspetta risposte”.

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