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Vita consacrata: Comboniani, dal 25 maggio a Roma un simposio per i 150 anni di missione in Africa

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 16:49

I missionari Comboniani festeggiano 150 anni di attività e missione in Africa organizzando un simposio dal 25 maggio al primo giugno, presso la Curia generalizia di Roma. L’evento s’inquadra in un programma di celebrazioni che coinvolgono tutte le circoscrizioni dei Comboniani nel mondo. Obiettivo finale, spiegano, “riqualificarne il servizio missionario in risposta alle sfide del mondo di oggi e per rinnovare la vocazione ‘in uscita’”. La missione ha bisogno di essere “ripensata” per attualizzare l’intuizione di Daniele Comboni che nel 1867 a Verona fondò l’Istituto per le Missioni della Nigrizia. Ad aprire i lavori, il 26 maggio la relazione di padre Fidel Gonzalez sulla storia dell’Istituto; a seguire padre Diego Farés parlerà della visione missionaria di Papa Francesco, mentre il 28 maggio i partecipanti visiteranno i luoghi comboniani a Roma e parteciperanno all’Angelus in piazza San Pietro. Il 29 padre Teresino Serra parlerà dell’istituto e del nuovo messaggio di Dio alla Chiesa missionaria, mentre il giorno successivo sarà la volta di padre Enrique Sanchez che terrà una relazione sulle sfide future dell’istituto. Il 10 giugno 1867 a Verona, sotto la pressione di Propaganda Fide che esigeva garanzie per il futuro della missione dell’Africa centrale, Daniele Comboni fonda l’Istituto per le missioni della Nigrizia. La sua finalità era l’evangelizzazione dell’Africa. Nel 1872 Comboni fonda a Verona anche l’Istituto delle Pie Madri della Nigrizia e muore a Khartoum il 10 ottobre 1881, a 50 anni, senza aver potuto consolidare le istituzioni che aveva concepito su scala internazionale.

Diocesi: Casale Monferrato, ricordato il beato Luigi Novarese. Per il card. Poletto “ha insegnato a testimoniare il valore salvifico della sofferenza”

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 16:30

Il beato don Luigi Novarese ha “insegnato a comprendere e a testimoniare il valore salvifico della sofferenza”. È quanto ha affermato il cardinale Severino Poletto, arcivescovo emerito di Torino, presiedendo la celebrazione eucaristica che lo scorso sabato ha concluso un pomeriggio dedicato al sacerdote di origine monferrina che 70 anni fa ha fondato il Centro volontari della sofferenza (Cvs). La messa è stata celebrata nella basilica salesiana del Sacro Cuore, a Casale Monferrato. “A sinistra dell’altare – si legge in una nota diffusa oggi – il quadro con l’immagine del beato Luigi Novarese che sarà affisso nella Chiesa accanto a quello del beato salesiano don Filippo Rinaldi. A destra la statua di Maria Ausiliatrice davanti alla quale venivano a pregare il giovane Luigi e la madre Teresa Sassone”. Nella stessa Chiesa, fino a 50 anni fa, erano conservate le stampelle utilizzate dal giovane Novarese con le quali egli si reggeva durante la malattia prima che fossero donate dai salesiani ai Silenziosi operai della croce. “È giusto che questa immagine di Novarese, fotografato a Lourdes mentre guida la preghiera degli ammalati, sia posta accanto a quella del beato Rinaldi”, ha osservato il card. Poletto nell’omelia, perché “a lui infatti, in una lettera, il giovane Luigi aveva chiesto di dare inizio a una novena a Maria Ausiliatrice e a don Bosco perché intercedessero per la sua guarigione. Le preghiere vennero esaudite e Novarese guarì per grazia divina”. Nella prima parte del pomeriggio, all’auditorium San Filippo, si è svolto il convegno “Luigi Novarese, Fatima e il Centro Volontari della Sofferenza” con a presenza del moderatore generale dei Silenziosi operai della croce, don Janusz Malski, di don Luigino Garosio, primo successore del beato Novarese alla guida dei Silenziosi operai della croce, e il biografo di Novarese, il giornalista Mauro Anselmo.

Prolusione card. Bagnasco: Martinez (Rns), “ha delineato un quadrilatero missionario”

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 16:18

“Della sua ultima prolusione apprezziamo i richiami diretti, attenti e pungenti alla situazione dei giovani e delle famiglie, dei poveri e sofferenti e dei sacerdoti”. È il commento di Salvatore Martinez, presidente di Rinnovamento nello Spirito (Rns), all’ultima prolusione del cardinale Angelo Bagnasco da presidente della Cei, in cui  “si delinea un ‘quadrilatero missionario’, di nuova evangelizzazione, e si riafferma la loro soggettività ecclesiale e sociale per un’adeguata promozione umana, per una ‘ecologia integrale’ in un contesto europeo e italiano che vivono un progressivo, procurato e colpevole oblio dell’idealismo cristiano”. “Riteniamo decisivo il coinvolgimento e il protagonismo dei giovani in occasione della prossima Settimana sociale dei cattolici”, prosegue Martinez: “La loro orfananza spirituale e morale deve spingerci con più decisione e collaborazione a mettere al loro servizio le esperienze, le conoscenze, le risorse di cui le nostre associazioni e i nostri corpi intermedi dispongono, perché siano i giovani, dal basso, nei territori dove vivono, a fare progetti, a costruire insieme, come già caldeggiato da Papa Francesco al Convegno ecclesiale di Firenze”. Il Rns è un Movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità.

Settimana sociale: Ucsi, nel sito uno spazio di riflessione sulle buone pratiche nel lavoro giornalistico

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 16:09

Raccontare il lavoro. Libero, creativo, partecipato e solidale. L’Ucsi ha aperto uno spazio di riflessione sul sito in vista della Settimana sociale dei cattolici italiani dedicata al lavoro (Cagliari, 26-29 ottobre). “Anche noi dell’Ucsi, con il nostro specifico di giornalisti e comunicatori – spiega la presidente Vania De Luca –, vogliamo offrire il nostro contributo, convinti che lavoro vuol dire futuro e dignità, e che quello che si va a delineare non è solo un grande evento ecclesiale ma anche un grande evento sociale, di servizio ai giovani, al Paese e alla democrazia, che riconosce nel lavoro il suo principale fondamento”. I principali obiettivi dell’evento, prosegue De Luca, “sono tre (ma altri se ne potrebbero aggiungere strada facendo): denunciare le situazioni di sfruttamento, illegalità, insicurezza, disoccupazione – specie al Sud e tra i giovani – e le problematiche legate al mondo dei migranti, dando voce alle storie dei lavoratori e delle lavoratrici; far conoscere le buone pratiche che, a livello aziendale, territoriale e istituzionale, stanno già offrendo nuove soluzioni ai problemi del lavoro e dell’occupazione; costruire alcune proposte da presentare sul piano istituzionale, per superare le difficoltà di accesso al lavoro e assicurarne condizioni dignitose”. Come Ucsi, sottolinea la vaticanista di RaiNews24, “ci sentiamo in prima linea soprattutto sui primi due obiettivi, perché la denuncia e la conoscenza, l’informazione sulle buone idee e sulle buone pratiche, sono proprio uno specifico del nostro lavoro giornalistico e della nostra sensibilità associativa”.

Chiesa greco-cattolica ucraina: mons. Shevchuk, grazie a Cei per preghiere per la pace e sostegno economico

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 15:50

Gratitudine per le “preghiere per la pace in Ucraina”, dilaniata da tre anni dalla guerra, “tragedia umanitaria che diventa un dramma taciuto ma presente” con “milioni di vittime”, e 1,7 milioni di sfollati. Ad esprimerla è Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica di Ucraina, in un messaggio augurale ai partecipanti alla 70ª Assemblea generale della Cei, che si è aperta ieri in Vaticano. Preghiera e carità: mons. Shevchuk ricorda la colletta per l’Ucraina lanciata da Papa Francesco – a cui egli aveva partecipato personalmente – con la quale sono stati raccolti 18 milioni di euro. “Ringrazio di cuore la Chiesa italiana per aver generosamente partecipato a questa raccolta”, prosegue sottolineando che “come conseguenza della guerra, l’immigrazione ucraina in Italia è ancora in crescita, specialmente tra i giovani”. Grazie al “sostegno della Chiesa italiana” è possibile provvedere “alla cura pastorale di questi migranti”. 56 i sacerdoti che servono 146 comunità. La presenza degli ucraini in Italia – circa 20mila i bambini iscritti nelle scuole –  richiede “strutture più stabili per curare i loro bisogni spirituali”. Il “grazie” di mons. Shevchuk va anche alla Fondazione Migrantes “con la quale abbiamo una lunga e fruttuosa collaborazione”. Quest’anno ricorre il 150° anniversario della canonizzazione di san Giosafat, vescovo ucraino e martire per unità delle Chiese. Di qui l’invito ai vescovi italiani a partecipare il  prossimo 25 giugno, alle 13, nella basilica di S. Pietro in Vaticano, alla solenne Divina Liturgia.

Papa Francesco ai vescovi italiani: p. Fares, “un passo di collegialità” e una meditazione con “respiro sinodale”

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 15:31

Incontrando i vescovi italiani in apertura della 70ª Assemblea generale della Cei, Papa Francesco “ha introdotto una dinamica in cui ‘respiro e passo sinodale rivelano ciò che siamo e il dinamismo di comunione che anima le nostre decisioni’” compiendo “un passo di collegialità ponendosi all’ascolto dei suoi fratelli nell’episcopato, anche ‘disposto a sentire opinioni non piacevoli’”. È quanto scrive padre Diego Fares in una nota pubblicata oggi dal Sir nella quale rilegge il testo della “meditazione” che il Papa non ha letto ma ha consegnato ai vescovi. “Il discorso o meditazione – rileva Fares – si articola ritmato in cinque invocazioni allo Spirito Santo”. Il Papa chiede il dono del “convenire in unum, disponibili a condividere tempo, ascolto, creatività e consolazione” ed esorta la “Chiesa italiana a lasciarsi ‘scuotere, purificare e consolare’”. C’è poi l’indicazione delle “tentazioni della ‘stanchezza’, della ‘mondanità spirituale’, della mancanza di ‘concretezza’ e dell’‘apparenza’”. “Le ultime due grazie che il Papa chiede e fa chiedere ai pastori – prosegue – sono la grazia del discernimento e la grazia della carità pastorale”. Per padre Fares, si tratta di “un discorso che si è convertito in una meditazione intima, al termine di un incontro ravvicinato e ‘coinvolgente’, in cui l’elezione del nuovo presidente della Cei va vissuta come ‘un segno d’amore alla Santa Madre Chiesa, amore vissuto con discernimento spirituale e pastorale, secondo una sintesi che è anch’essa dono dello Spirito’”.

Diocesi: Pozzuoli, domani l’evento conclusivo del progetto “La bellezza della vita”

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 15:12

Si svolgerà domani nell’auditorium del Seminario maggiore di Pozzuoli (via Campi Flegrei 12 – ore 10) l’evento conclusivo del primo anno del progetto “La bellezza della vita”, cui parteciperanno studenti, dirigenti scolastici e docenti delle oltre trenta scuole flegree impegnate nell’iniziativa. Dopo il saluti di don Vitale Luongo, direttore dell’Ufficio per la pastorale scolastica, interverranno gli studenti con la presentazione dei lavori multimediali che riassumono le attività svolte durante l’anno scolastico. Successivamente interverranno i dirigenti scolastici per la valutazione e il monitoraggio della ricaduta didattica della prima annualità, in conformità agli obiettivi dei singoli Piani triennali dell’offerta formativa e sulle proposte per l’avvio della seconda annualità, che avrà come tema generale “La famiglia e la genitorialità”. L’iniziativa, spiega don Luongo, è “pienamente corrispondente alle necessità attuali delle scuole che hanno bisogno di aprirsi al territorio e amplificare l’offerta formativa. In questo un ruolo importante può averlo la diocesi”. “La bellezza della vita” è promossa dall’Ufficio scolastico diocesano con l’obiettivo, spiega una nota, di “riconoscere la preziosità e l’inviolabilità della vita in ogni sua forma e manifestazione”, ma anche, tra le altre cose, “educare al rispetto dell’ambiente, affermare la legalità come principio fondante delle relazioni sociali, individuare nella famiglia il nucleo fondante della società”  e lottare contro dipendenze e cyber bullismo. Destinatari alunni e famiglie. Per l’Anno scolastico 2016- 2017 hanno firmato il protocollo oltre 30 scuole dell’area flegrea e circa 15 associazioni e aziende del territorio.

Ambiente: siti di balneazione in Europa. Promossi Cipro, Malta, Grecia, Croazia. Problemi per Italia, Francia e Spagna

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 14:54

(Bruxelles) Cipro, Malta, Grecia, Croazia: sono tra le mete turistiche europee estive che mostrano le migliori qualità delle acque di balneazione. Lo conferma una relazione della Commissione Ue, resa nota oggi, con dati relativi al 2016. “Oltre l’85% dei siti di balneazione monitorati in tutta Europa nel 2016 soddisfa i requisiti più rigorosi per fregiarsi della qualifica di ‘eccellente’, il che significa – vi si legge – che sono per lo più esenti da inquinanti pericolosi per la salute umana e l’ambiente”. Secondo la relazione annuale sulla qualità delle acque di balneazione, “oltre il 96% dei siti di balneazione soddisfa i requisiti di qualità minimi stabiliti dalla normativa europea”. La relazione, stesa dall’Agenzia europea dell’ambiente in collaborazione con la Commissione, conferma che “da quarant’anni le spiagge e i siti di balneazione in tutta Europa seguono una tendenza positiva con acque sempre più pulite”. Sono stati monitorati oltre 21mila siti costieri e interni. “Nel 2016 il 96,3% dei siti soddisfaceva il requisito di qualità minimo (sufficiente) stabilito dalla direttiva dell’Ue sulle acque di balneazione, con un lieve aumento rispetto al 96,1% registrato nel 2015. Oltre l’85% dei siti di balneazione soddisfaceva i requisiti più rigorosi della menzione “eccellente” della qualità dell’acqua, dall’84,4% registrato nel 2015”.
Nel 2016 tutti i siti di balneazione analizzati in Austria, Croazia, Cipro, Estonia, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Malta, Romania, e Slovenia hanno conseguito almeno la menzione di qualità “sufficiente”. In cinque Paesi il 95% o più dei siti di balneazione sono stati valutati di qualità “eccellente”: Lussemburgo, Cipro, Malta, Grecia e Austria. “Il numero più elevato di siti di balneazione con una qualità delle acque scarsa è stato registrato in Italia (100 siti, pari all’1,8%), Francia (82 siti, pari al 2,4%) e Spagna (39 siti, pari all’1,8%)”: occorre in questo caso considerare che questi Paesi hanno un’estensione di coste e di siti interni molto più elevato di atri Paesi. Karmenu Vella, commissario per l’ambiente, commenta: “L’eccellente qualità delle acque di balneazione europee non è casuale. È il risultato di un duro lavoro di professionisti competenti e impegnati, che mostra l’importanza di promuovere le politiche dell’Ue che creano un’occupazione verde. Quest’anno la nostra Settimana verde europea (29 maggio – 2 giugno) sarà dedicata a questo investimento”.

Attentato a Manchester: Comunità di Sant’Egidio, “colpire bambini e adolescenti vuol dire uccidere il futuro”

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 14:35

“Colpire bambini e adolescenti vuol dire uccidere il futuro”. Lo sottolinea la Comunità di Sant’Egidio in una nota, nella quale esprime “il suo cordoglio ai familiari e agli amici delle vittime della crudele strage di Manchester, un terribile attentato compiuto da chi ha perso la pietà: colpire bambini e adolescenti vuol dire uccidere il futuro”. “Manifestiamo tutta la nostra solidarietà nei confronti del popolo britannico – prosegue la Comunità di Sant’Egidio – auspicando la fine di ogni violenza. Invitiamo inoltre tutti a lavorare per costruire la pace, convinti che le religioni possano e debbano svolgere un ruolo fondamentale nella dissociazione da ogni atto di violenza e di terrorismo”.

Media: Sacro Convento Assisi, venerdì 26 una tavola rotonda su “Comunicare il nostro tempo” nel web, nei giornali e nel servizio pubblico

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 14:18

“Comunicare il nostro tempo” è il titolo della tavola rotonda che si terrà venerdì 26 maggio, dalle 9.30, presso la Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi. Un appuntamento in preparazione dell’evento di settembre “Il Cortile di Francesco”. Presenti tra gli altri, dopo il saluto del custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, lo scrittore della Civiltà Cattolica, Francesco Occhetta, e il presidente della Federazione nazionale stampa italiana, Giuseppe Giulietti. La comunità francescana del Sacro Convento ha organizzato un incontro sull’importanza della comunicazione nel web, nei giornali e nel servizio pubblico alla luce del messaggio di Papa Francesco per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali “’Non temere, perché io sono con te’ (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. “Con spirito di fraternità attendiamo – ha dichiarato il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, – il direttore generale della Rai per confrontarci sul ruolo del servizio pubblico e per illuminare le periferie del mondo”. Info: www.sanfrancesco.org

Papa Francesco: telegramma di cordoglio per vittime attentato Manchester

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 14:10

“Profondamente rattristato per i feriti e la tragica perdita di vite causate dal barbaro attentato a Manchester”, Papa Francesco esprime la sua “profonda solidarietà con tutti coloro che sono stati colpiti da questo insensato atto di violenza”. È quanto si legge in un telegramma di cordoglio per le vittime dell’attentato terroristico avvenuto nella serata di ieri a Manchester, inviato dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, a nome del Papa. Nel telegramma, il Papa loda “gli sforzi generosi del personale di emergenza e di sicurezza” e assicura la sua preghiera “per i feriti e per tutti coloro che sono morti”, in particolare “per i bambini e i giovani che hanno perso la loro vita, e per le loro famiglie che sono nel lutto”.

Diocesi: Catania, il 30 maggio pellegrinaggio annuale con l’arcivescovo Gristina al santuario “Madonna della Sciara”

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 13:57

Il prossimo 30 maggio la diocesi di Catania giungerà al santuario “Madonna della Sciara” per il tradizionale pellegrinaggio annuale. “Sarà mons. Salvatore Gristina, arcivescovo metropolita di Catania, a guidare la chiesa catanese a Mompileri, per rinnovare il particolare e unico legame che da secoli unisce la diocesi al suo santuario e per affidare alla protezione della Vergine il cammino pastorale della Chiesa di Catania. Quest’ultima si riunirà, insieme ai rispettivi parroci, attorno al suo pastore sulla spianata del santuario per la celebrazione eucaristica, giungendovi a piedi da tre diverse zone del territorio diocesano. La Messa avrà inizio alle 18 e sarà presieduta da mons. Gristina, concelebrata da tutto il clero diocesano e partecipata dai religiosi e dalle religiose della diocesi, dagli alunni del Seminario arcivescovile dei chierici di Catania, dalla scuola per i ministeri e il diaconato permanente, dall’associazionismo cattolico diocesano e da tutto il popolo di Dio della chiesa catanese. Presenzieranno inoltre le autorità civili e militari, e volontari di Croce rossa italiana, Misericordia, Protezione civile.

America Latina: Celam, “totale e incondizionata adesione” al Papa

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 13:38

“Vogliamo rinnovarle la nostra totale e incondizionata adesione alla sua persona e al suo ministero petrino e imploriamo che il Padre Misericordioso le conceda sempre la pace, la gioia, la libertà e la determinazione che lei ha promesso”. È un passo della lettera inviata a Papa Francesco dai vescovi latinoamericani riuniti in occasione dell’Assemblea generale del Celam, il Consiglio episcopale latinoamericano. La lettera, datata 10 maggio, è stata mandata dall’Assemblea che si è tenuta a San Salvador, ma il testo è stato diffuso ieri sul sito del Celam. Nella lettera i vescovi ringraziano il Papa per il messaggio che ha inviato all’Assemblea di San Salvador, definito “apprezzato e stimolante”. Prosegue il testo: “Le sue parole ispiratrici di pongono nell’attitudine di essere pellegrini alla casa di Nostra Signora di Aparecida, che ci accolse con il suo abbraccio materno per celebrare la V Conferenza generale dell’Episcopato dell’America Latina e del Caribe, dieci anni fa”.
Concludono i vescovi: “Il nostro saluto vuole interpretare il saluto di tutto il santo popolo fedele di Dio pellegrino in queste terre, che sempre si è caratterizzato per il profondo amore al Successore di Pietro, e specialmente a Sua Santità, frutto maturo della Chiesa delle terre latinoamericane”.

Attentato a Manchester: card. Vincent Nichols (Westminster), “rimaniamo uniti di fronte al male”

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 13:30

“Possa Dio nella sua Misericordia, rafforzarci, sostenerci e mantenerci fermamente uniti di fronte al male”. Si conclude con questa preghiera e questo auspicio il comunicato del cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster e presidente della Conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles, pubblicato a seguito dell’attentato kamikaze a Manchester che ha provocato la morte di 22 persone e 60 feriti. Tra le vittime anche bambini e adolescenti. “Il mio shock – scrive Nichols – e il mio sgomento per l’orribile uccisione di giovani e innocenti nell’Arena di Manchester, ieri sera, è, lo so, condiviso da tutte le persone di buona volontà. So anche che cattolici e molti altri pregheranno per coloro che sono stati uccisi, per coloro che hanno perso i propri cari e stanno soffrendo. Preghiamo anche per  tutti coloro che stanno  lavorando così duramente in questa tragedia; la polizia e le forze di sicurezza, il personale ospedaliero, gli amici e per tutte le persone di Manchester”.

Colombia: i vescovi prendono le distanze dai progetti legislativi su aborto, eutanasia, adozioni gay

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 13:19

La Conferenza episcopale colombiana (Cec), attraverso un comunicato firmato dal suo presidente, mons. Luis Augusto Castro Quiroga, arcivescovo di Tunja, prende con forza le distanze dai progetti legislativi attualmente in corso di discussione in Parlamento, riguardanti, tra l’altro, l’aborto, l’eutanasia, l’adozione da parte di coppie omosessuali, e denuncia il fatto che si vuole imporre nel Paese “una cultura politica e giuridica che disconosce il valore della vita umana e della famiglia”.
Di fronte al tale situazione, si legge nel comunicato, “la Chiesa si mantiene ferma in ciò che ha sempre insegnato: il rispetto della vita umana dal concepimento alla fine naturale; la famiglia fondata nel matrimonio tra uomo e donna; la libertà d’educazione dei figli e la promozione del bene comune in tutte le sue forme, tutti aspetti non negoziabili”. In particolare il testo sottolinea che l’aborto “è sempre l’eliminazione violenta e ingiusta della vita nascente”, l’eutanasia “un crimine”, l’adozione “non un diritto degli adulti, “ma dei bambini ad avere una famiglia formata dall’unione di un uomo e di una donna”.
Alle istituzioni statali mons. Castro rivolge un appello affinché assicurino ai cittadini “il diritto all’obiezione di coscienza e alla manifestazione pubblica delle proprie convinzioni”. Ai fedeli cattolici si chiede invece di “esprimere pubblicamente e di difendere i valori della fede cristiana in relazione alla vita e alla famiglia”.

Diocesi: Milano, serata al Refettorio Ambrosiano per promuovere l’8 per mille

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 13:13

“Anche nella diocesi di Milano sono stati diversi, in questi mesi, i momenti formativi volti a far conoscere meglio i valori del Sovvenire”. È stato soprattutto il concorso “tuttixtutti” che “ha acceso un interesse finora un po’ nascosto”, spiega l’ufficio stampa della curia di Milano. “Sono una dozzina le parrocchie ambrosiane coinvolte nel bando”. Questa sera presso il Refettorio Ambrosiano – mensa della Caritas sostenuta in parte con i fondi dell’8 per mille – si terrà, sulla stessa scia, un evento diocesano. “I commensali, un centinaio, hanno diversa titolarità: rappresentanti delle parrocchie che hanno partecipato al concorso “tuttixtutti”; incaricati locali del Sovvenire; responsabili di Fondazioni; affezionati donors”. La serata sarà introdotta dalla visione degli spot della campagna nazionale 8×1000, uno dei quali girato proprio a Milano al Rifugio notturno Caritas. Prenderanno la parola mons. Bruno Marinoni, vicario episcopale per l’economia; Attilio Marazzi, incaricato regionale Sovvenire; Luciano Gualzetti, direttore Caritas Ambrosiana; don Massimo Pavanello, incaricato diocesano Sovvenire.
Questo momento ufficiale ha avuto un anticipo domenica scorsa al “Rifugio Caritas” della Stazione centrale. Presenti circa 50 persone, tra ospiti e volontari. Sono intervenuti Vincenzo Gravina responsabile del Rifugio Caritas; don Massimiliano Sabbadini, vice-direttore Caritas Ambrosiana; don Massimo Pavanello, incaricato diocesano Sovvenire; Ettore, un testimone dello spot pubblicitario ora “ex ospite” del Rifugio poiché ha trovato lavoro e casa. “Fra qualche giorno mostreremo questi video durante un evento più ufficiale”, ha detto loro don Pavanello. “Abbiamo deciso però che doveste essere voi a vederli in anteprima, per rispetto e per giustizia. Voi infatti non siete attori, la vostra partecipazione al progetto comunicativo non è stata meramente funzionale. Vi siete esposti con coraggio caricandovi di una responsabilità testimoniale non indifferente. Voi non siete oggetti muti della carità, bensì interlocutori degni di conoscere la fonte del vostro aiuto; fatti capaci così di ringraziare coscientemente o di eccepire con altrettanta libertà”.

Gioco d’azzardo: associazioni e movimenti, “non limitiamo poteri di Comuni e Regioni, aboliamo la pubblicità, riduciamo offerta e consumo”

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 12:56

“Per fermare l’azzardo di massa in Italia non limitiamo i poteri di Comuni e Regioni e aboliamo la pubblicità”. Sono tra le richieste, avanzate oggi in un appello, firmato da mons. Alberto D’Urso (Consulta nazionale antiusura), Attilio Simeone (Cartello “Insieme contro l’azzardo”), Francesco Marsico (Caritas Italiana), don Armando Zappolini (Campagna Mettiamoci in gioco), Gianluigi De Palo (Forum associazioni familiari), Marco Dotti (Movimento No Slot), Carlo Cefaloni (Movimento Slot Mob), Maurizio Fiasco (Alea – Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio), Daniela Capitanucci (And – Azzardo e nuove dipendenze), Roberto Gontero (Agesc – Associazioni genitori scuole cattoliche), sul testo del governo in merito al “riordino” del gioco d’azzardo. “La diffusione incentivata dell’azzardo in Italia ha fatto crescere un fenomeno sfuggito di mano a chi doveva gestirlo (96 miliardi di euro di raccolta all’anno, dati ufficiali 2016), come ha riconosciuto il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta – sottolineano i firmatari dell’appello -. Questa contraddizione con l’interesse pubblico e il bene comune non ha permesso di combattere le mafie ma ha provocato gravi danni alla fascia della popolazione più fragile, già colpita dalla peggiore crisi economica dal dopoguerra. Forti segnali di resistenza sono arrivati dall’attivismo della cittadinanza responsabile e da quegli enti locali che hanno dovuto affrontare diversi gradi della giustizia amministrativa per difendere le ragioni del territorio contro numerosi ricorsi avanzati dalle aziende dell’azzardo”.
In vista della conferenza unificata Stato Regioni fissata per giovedì 25 maggio, durante la quale dovrebbe passare al vaglio la proposta del governo per una nuova regolazione del gioco d’azzardo in concessione statale, le associazioni e movimenti firmatari dell’appello indicano alcuni punti inderogabili: innanzitutto, “ogni intervento nel settore dell’azzardo deve mirare a ridurre non solo l’offerta ma anche il consumo di gioco d’azzardo” e “la pubblicità al gioco d’azzardo va, quindi, rapidamente estinta in maniera assoluta”. Inoltre, “la giurisprudenza favorevole a Comuni e Regioni deve tradursi in un concreto, esplicito e incondizionato riconoscimento agli enti locali di totale autonomia potestà regolamentare e legislativa in materia”. Le Aziende sanitarie “devono dispiegare l’offerta di presa in carico terapeutico e predisporre la sorveglianza sanitaria su tutti i locali dove si esercita gioco d’azzardo, con divieto ovunque di consumo di alcolici e di fumo. Ancora, “l’articolo 14 della legge antiusura va esteso anche alle persone fisiche, a cominciare dalle vittime di usura connessa alla dipendenza da gioco d’azzardo” e “va stabilita una moratoria integrale di ogni tipo e struttura di nuovi giochi d’azzardo”. Infine, “vanno messi a disposizione di Comuni, Asl, cittadini, ricercatori, i dati – scorporati per tipologia, provincia e città – dei flussi di denaro a oggi movimentati dall’azzardo”.

 

Papa Francesco: a Santa Marta, “il cattivo spirito entra sempre dalle tasche”, no a Chiesa “mondana”, “tiepida” e “senza rischi”

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 12:53

“Tante persone consacrate sono state perseguitate per aver denunciato atteggiamenti di mondanità: lo spirito cattivo preferisce una Chiesa senza rischi e tiepida”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, in cui, a due anni dalla beatificazione, ha ricordato mons. Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, ucciso dagli squadroni della morte legati al regime militare per aver denunciato le violenze contro i poveri. Quando il popolo di Dio era tranquillo, non rischiava o serviva “la mondanità”, ha spiegato Francesco, il Signore mandava i profeti che venivano perseguitati “perché scomodavano”, come lo fu Paolo. “Nella Chiesa – ha affermato il Papa – quando qualcuno denuncia tanti modi di mondanità è guardato con occhi storti, questo non va, meglio che si allontani”: “Io ricordo nella mia terra, tanti, tanti uomini e donne, consacrati buoni, non ideologi, ma che dicevano: ‘No, la Chiesa di Gesù è così…’ – ‘Questo è comunista, fuori!’, e li cacciavano via, li perseguitavano. Pensiamo al beato Romero, cosa è successo per dire la verità. E tanti, tanti nella storia della Chiesa, anche qui in Europa. Perché? Perché il cattivo spirito preferisce una Chiesa tranquilla senza rischi, una Chiesa degli affari, una Chiesa comoda, nella comodità del tepore, tiepida”. “Il cattivo spirito entra sempre dalle tasche, il monito di Francesco: “Quando la Chiesa è tiepida, tranquilla, tutta organizzata, non ci sono problemi, guardate dove ci sono gli affari”. “Passare da uno stato di vita mondano, tranquillo senza rischi, cattolico, sì, sì, ma così, tiepido, a uno stato di vita del vero annuncio di Gesù Cristo, alla gioia dell’annuncio di Cristo”, l’invito del Papa: “Passare da una religiosità che guarda troppo ai guadagni, alla fede e alla proclamazione: ‘Gesù è il Signore’”. “Una Chiesa senza martiri dà sfiducia; una Chiesa che non rischia dà sfiducia; una Chiesa che ha paura di annunciare Gesù Cristo e cacciare via i demoni, gli idoli, l’altro signore, che è il denaro, non è la Chiesa di Gesù”, ha concluso Francesco: “Che tutti noi abbiamo questo: una rinnovata giovinezza, una conversione del modo di vivere tiepido all’annuncio gioioso che Gesù è il Signore”.

Belgio: eutanasia malati psichici. Vescovi, “se oltrepassiamo il limite, miniamo le basi stesse della nostra civiltà”

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 12:41

“Vogliamo come vescovi ripetere quanto già abbiamo detto a proposito dell’eutanasia”. “Non possiamo essere d’accordo sul fatto che essa sia praticata nei pazienti psichiatrici che non sono in fase terminale”. “C’è un limite e un divieto che sono applicati da molto tempo, sin dalle origini del vivere insieme degli uomini. Se noi tocchiamo questo limite, miniamo le basi stesse della nostra civiltà. Questo è il motivo per cui chiediamo la massima moderazione e un dialogo costante su questi temi”. Prendono la parola i vescovi del Belgio dopo la bufera che si è scatenata nei giorni scorsi a seguito di una dichiarazione pubblicata il 25 aprile scorso dalla branca fiamminga della Congregazione religiosa dei Fratelli della carità, nella quale si annunciava di prendere “seriamente in considerazione la sofferenza insopportabile e disperata dei nostri pazienti, così come le loro richieste di eutanasia”.

La dichiarazione è stata letta da più parti come una apertura della Chiesa cattolica alla eutanasia. In una nota pubblicata ieri sera i vescovi scrivono: “Il dibattito sociale sul tema dell’eutanasia per i pazienti psichiatrici che non sono in fase terminali è aperto da molto tempo e i fratelli della Carità del Belgio hanno recentemente pubblicato un testo di orientamento che che ha suscitato reazioni in direzioni diverse”.

In Belgio la Congregazione gestisce 15 ospedali, per un totale di oltre 5.000 posti letto e i vescovi nella nota esprimono il loro “profondo apprezzamento per la competenza e la cura attenta che tante persone prestano nell’assistere pazienti con gravi disturbi psichiatrici e lungo termine”. Ed aggiungono: “Ci rendiamo conto di quanto questo accompagnamento di persone che si trovano in tali situazioni disperate può essere difficile e delicato”. Ma ciò non significa che la Chiesa cattolica possa giustificare il ricorso alla eutanasia. “Il nostro punto di vista – spiegano i vescovi nella nota – non significa che vogliamo abbandonare la persona nella sofferenza. Siamo coscienti che la sofferenza psichica può essere immensa e che una persona può trovarsi totalmente disperata e senza prospettive. Ma è proprio in questa situazione che dobbiamo rimanerle vicino e non abbandonarla”. Nella nota viene auspicato un più accurato ricorso alle cure palliative.

I vescovi si fanno infine portavoce di una serie di “domande fondamentali” sulla questione eutanasia che – sottolineano – attraversano non solo le Chiese cristiane ma “sono oggetto di un dibattito pubblico”: “Che cosa ci rende umani? Che cosa costituisce una società umana? Cosa serve veramente il progresso?”. E concludono invitando tutti alla moderazione e a proseguire un dialogo serio su temi delicati come l’eutanasia.

 

+++ Cei: Bassetti, Brambilla, Montenegro. Eletta la terna presentata al Papa per la scelta del nuovo presidente +++

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 12:31

L’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, in corso a Roma da lunedì 22 a giovedì 25 maggio, ha oggi eletto a maggioranza assoluta, a norma dell’art. 26 § 1 dello Statuto, la terna di vescovi diocesani proposta a Papa Francesco per la nomina del Presidente. Lo riferisce un comunicato dell’Ufficio nazionale Cei per le comunicazioni sociali. Primo eletto: cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve (ballottaggio); secondo eletto: monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara (115 preferenze alla seconda votazione); terzo eletto: cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento (126 preferenze alla prima votazione). La terna è stata consegnata al Santo Padre, al quale da Statuto Cei spetta la nomina del Presidente della Conferenza.

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