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Stoccolma: tir sulla folla. Jackelén (vescovo luterano), “attacco a una vita di libertà, di valori e di diritti fondamentali”

Agensir.it - Sat, 2017-04-08 09:49

Anche il vescovo luterano di Stoccolma Antje Jackelén ha scritto un messaggio in relazione all’attentato di ieri nel centro di Stoccolma: “Sgomento, paura, rabbia, disperazione, tristezza, inquietudine: possiamo reagire in molti modi diversi, ma sicuramente tutti noi vogliamo cercare prossimità, alzarci in piedi per il bene e resistere al male”. Lo scrive il vescovo luterano di Stoccolma, Antje Jackelén, in un messaggio rilanciato dal Sir all’indomani dell’attentato nel centro di Stoccolma. “L’attacco ci riguarda tutti, perché è un attacco a una vita di libertà, di valori e di diritti fondamentali”, pertanto “tutti dobbiamo rispondere, non affermando una cultura di odio e di polarizzazione, ma coltivando vigorosamente coraggio, compassione, misericordia e gioia per la comunità umana. Il bene genera il bene”. Le Chiese cattoliche e luterane del centro ieri sono rimaste aperte fino alla sera per accogliere chi aveva bisogno di parlare, pregare o di un luogo dove andare. Oggi riapriranno con un orario più lungo del solito e alcuni sacerdoti saranno a disposizione. Parole di cordoglio e di vicinanza sono state espresse anche dal vescovo di Copenaghen Czeslaw Kozon, presidente della Conferenza episcopale dei Paesi nordici, che stava concludendo i lavori dell’assemblea plenaria ad Amburgo, in Germania, quando si è verificato l’attentato. “Le nostre condoglianze e la nostra vicinanza sono in questo momento di dolore e incertezza per le famiglie dei morti e dei feriti, così come per l’intera popolazione. Ci sentiamo profondamente legati ai nostri fratelli e sorelle svedesi in questa difficile situazione e li accompagniamo con la preghiera”.

Stoccolma: tir sulla folla. Mons. Arborelius (vescovo), “atto orribile di terrorismo, viviamo in un mondo di male”

Agensir.it - Sat, 2017-04-08 09:33

Oggi i negozi saranno aperti normalmente, tuttavia la polizia chiede di non recarsi nel centro storico di Stoccolma, se non è indispensabile. La stazione centrale resta chiusa, ma la metropolitana funziona e ancora non si hanno notizie precise sull’attentatore che ieri, poco prima delle 15, si è lanciato con un camion rubato contro le persone in strada nel centro storico della capitale svedese. Il bilancio delle vittime, reso noto nella serata di ieri dalla polizia, è di 4 morti e 15 feriti, alcuni di loro molto gravi. “Stoccolma ha subito un atto orribile di terrorismo e siamo tutti scioccati e costernati che la violenza insensata e spietata sia arrivata così vicino a noi”, scrive il vescovo cattolico di Stoccolma, Anders Arborelius, ai suoi fedeli in un messaggio rilanciato dal Sir. “Sempre più ci rendiamo conto che viviamo in un mondo di male e di quanto noi esseri umani siamo vulnerabili”, afferma il vescovo che chiede di pregare per le vittime e le loro famiglie. “Dopo ciò che è successo, la croce di Gesù ci sarà ancora più vicina” e “dovremo unire la nostra sofferenza qui nel nostro Paese con la sofferenza del crocifisso per la salvezza del mondo”. Solo Gesù, conclude mons. Arborelius, “ci può dare speranza e fiducia nella difficoltà e nella fatica”, perché “con la sua risurrezione ha sconfitto il peccato e la potenza della morte. La croce porta sempre alla vittoria pasquale”.

Tratta: mons. Lojudice (vescovo Roma Sud), al lavoro “per far partire i volontari nelle strade”

Agensir.it - Sat, 2017-04-08 09:26

“La Chiesa contro lo sfruttamento della prostituzione è come Davide contro Golia, però la Bibbia stessa ci insegna che con il Signore, anche se con poche armi, si possono fare grandi cose”. Lo ha detto monsignor Paolo Lojudice, vescovo del Settore Sud di Roma, ieri sera a margine della Via Crucis “Per le donne crocifisse 2017”, organizzata dalla diocesi e dall’Associazione Comunità Giovanni XXIII per le strade dei quartieri a ridosso della via Cristoforo Colombo. “Non è un caso – ha continuato – che mi sia rivolto prima di tutto all’Associazione per far partire questa iniziativa, perché stiamo muovendo un gruppo di volontari e parroci anche noi sulla strada qui, nella zona dell’Eur, con delle unità di strada e di prossimità. Stiamo cercando di conoscere la rete dove possiamo portare le ragazze. Senz’altro – ha ribadito – le comunità di Don Benzi sono ramificate in tutta Italia, hanno una grande esperienza. Per questo ho ritenuto di avvalermi della loro collaborazione e del lavoro che già fanno a Roma da tempo”. “Al di là dell’evento di questa sera, quello che conta è la concretezza del quotidiano, cioè il domani e il dopodomani. Un evento è bello e ha senso – ha concluso – se è un simbolo e spinge verso al concretezza di un’attività che deve essere fatta quotidianamente”.

Tratta: Tajani (Parlamento europeo), “stroncare il mercato di carne umana da dove nasce”

Agensir.it - Sat, 2017-04-08 09:24

Sono molte le autorità che ieri sera hanno partecipato alla Via Crucis “Per le donne crocifisse 2017”, organizzata dall’ Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e dalla diocesi di Roma. Oltre al cardinale Agostino Vallini, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, a monsignor Paolo Lojudice, vescovo del settore Sud, hanno presenziato anche i ministri degli Affari esteri, Angelino Alfano, della Salute, Beatrice Lorenzin, e il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. Proprio quest’ultimo si è soffermato sulla necessità di stroncare il “mercato di carne umana da dove parte”, riferendosi ai Paesi dell’Africa. “L’Europa – ha detto Tajani – deve intervenire a monte, e impedire che queste persone fuggano da casa. Bisogna costruire centri di accoglienza dove sia garantita la sicurezza perché i mercanti di carne umana non arrivino”. Di donne invisibili, riferendosi alle vittime, ha parlato invece il ministro Lorenzin a margine della Via Crucis. “Hanno tutte lo stesso sguardo di morte – ha detto -. C’è una rimozione da parte della società nonostante sia per le donne una sofferenza atroce. La prostituzione rappresenta il terzo business al mondo, dopo quello delle droga e delle armi, compiuto sulla pelle delle donne. Lo Stato – ha concluso il ministro – può combattere la criminalità e salvare le vittime”.

Tratta: Ramonda (Comunità Giovanni XXIII), “vogliamo una legislazione che preveda la punibilità del cliente”

Agensir.it - Sat, 2017-04-08 09:21

“Trenta anni fa, quando don Oreste Benzi ha iniziato a girare per le strade, alle ragazze chiedeva non ‘quanto vuoi?’ ma ‘quanto soffri?’”. Così ha parlato Giovanni Ramonda, responsabile della Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ricordando il fondatore dell’opera durante la Via Crucis “Per le donne crocifisse 2017″ che si è svolta ieri sera a Roma. “Lo scorso 12 agosto – ha continuato – Papa Francesco ci ha incitato a camminare, continuare a camminare per incontrare le vittime della prostituzione”. “Vogliamo chiedere una legislazione che preveda la punibilità del cliente – ha affermato Ramonda -. Nessuna donna nasce prostituta ma viene costretta, umiliando la sua dignità. Questa Via Crucis – ha concluso con un augurio – porti a tutte le donne costrette alla schiavitù un segno di speranza che giunga presto la loro Pasqua di resurrezione”. Lungo le sette stazioni che hanno composto la Via Crucis, la Croce di Cristo è stata trasportata da rappresentanti della magistratura e delle forze dell’ordine e, oltre ai brani del Vangelo di Marco, sono state lette alcune testimonianze di ragazze salvate dallo sfruttamento in strada. “Per trenta denari sono stata comprata. Mi hanno tradito. Ormai più nessuno mi verrà a salvare”, ha detto una di loro attraverso la voce di alcuni volontari. E poi un’altra: “Sono caduta nella trappola dei potenti manipolatori, maltrattata ogni notte dai protettori e soprattutto dai clienti. Per tanti anni percossa senza potermi difendere. Io sono rimasta la prostituta da colpire da giudicare e poi da condannare”.

Tratta: don Bonaiuto (Comunità Giovanni XXIII), “non possiamo tacere di fronte la vergogna di cui nessuno parla”

Agensir.it - Sat, 2017-04-08 09:17

Una folla di fedeli ha seguito la Via Crucis “Per le donne crocifisse 2017”, ieri sera a Roma lungo le strade dei quartieri Garbatella e Tor Marancia. Su quelle stesse strade, la notte, moltissime straniere sono costrette a prostituirsi. Contro la piaga della schiavitù e dello sfruttamento opera da quarant’anni l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che ha organizzato la Via Crucis in collaborazione con la diocesi di Roma. Lo stesso Papa Francesco domenica, al termine dell’Angelus, aveva esortato i cittadini romani a partecipare alla Via Crucis, giunta quest’anno alla terza edizione. “Per abbattere la schiavitù – ha detto a margine don Aldo Bonaiuto, del Servizio antitratta dell’Associazione – bisogna parlare dei fabbricanti di queste croci insopportabili che vengono imposte sulle spalle di ragazze fragilissime. Troppe persone o sono indifferenti o accertano che c’è la schiavitù in un silenzio assordante, pensando che ci debbano essere delle donne messe in vendita per soddisfare i bisogni perversi di maschi italiani senza scrupoli che ogni notte violentano ragazze di cui quasi il 40% è minorenne”. “Non possiamo tacere – ha ribadito – di fronte la vergogna di cui nessuno parla ed è con questi gesti che cerchiamo di sensibilizzare l’opinione pubblica e risvegliare la società civile”.

Televisione: Rai Vaticano, il 14 aprile speciale “Venerdì santo” dopo la Via Crucis del Papa

Agensir.it - Sat, 2017-04-08 09:00

Parte dalle “croci” del Mediterraneo, con l’esodo dei migranti che rischia di trasformarlo nel cimitero più grande d’ogni tempo, con la storia di padre Mosè Zerai, il sacerdote eritreo che da anni salva vite ed anime, (già candidato al Nobel per la pace), lo Speciale Venerdì Santo, del “Viaggio nella Chiesa di Francesco”, a cura di Massimo Milone, che Rai Vaticano propone su Raiuno alle 22.30, venerdì 14 aprile, dopo la diretta della Via Crucis di Papa Francesco dal Colosseo. Nello speciale in primo piano, tra l’altro, l’esperienza delle carceri “aperte” in Brasile, dove un gruppo di cattolici ha animato le “Apac”, esperimento sociale che vede i detenuti scontare la pena e riprendersi la vita con l’aiuto delle famiglie e di associazioni di volontariato, come Avsi. Ma la croce è anche dietro l’angolo: Chiara Amirante, fondatrice della Comunità “Nuovi Orizzonti” (che ha presentato il messaggio del Papa per la Quaresima), ascolta, accoglie, aiuta, e racconta a tutti la buona notizia: Cristo è risorto.
Sempre con Rai Vaticano e Raiuno riflettori su Palermo, dove il nuovo arcivescovo Corrado Lorefice offre ogni giorno alla comunità la “croce“ della legalità, con esempi civili e cristiani di speranza.
E ancora: una riflessione all’interno dei Musei vaticani con la direttrice Barbara Jatta sull’arte come strumento di evangelizzazione. Lo speciale andrà in replica sabato 15 aprile alle 12 su Rai Storia e per l’estero su Rai Italia.

Nuova Pentecoste, lutto per Remo Cristallo

Evangelici.net - Sat, 2017-04-08 01:44
AVERSA (CE) - La Chiesa evangelica di Aversa comunica la scomparsa di Remo Cristallo, pastore e fondatore del movimento Nuova Pentecoste, mancato per un attacco cardiaco nella serata di lunedì 9 gennaio. Aveva 76 anni.

Il Dio-lavapiedi e la città drogata

Marco Pozza - Sat, 2017-04-08 00:09

Lavapiedi

Di traverso: è andato giusto di traverso all'intera città di Gerusalemme. Lui si è messo contro tutto, ha messo tutti contro Lui: il passato al presente, il fuoco alla cenere, il Vangelo alla Torah. Il Tempio, con tutti i suoi chierichetti in pompa magna, lo spia da lontano. Che la casa di Dio fosse diventata un bazar orientale alla mercé di Mammona, questo non l'ha mai sopportato: salterà per aria, come è vero che esiste Dio. L'ha giurato: è parola di Dio. Dalla quale discende quella degli uomini: "Salterai

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Notizie Sir del giorno: Stoccolma, attacco Usa alla Siria, Giornata rom, Ru486 in consultori Lazio

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 19:30

Stoccolma: padre Emanuelson (vicario diocesano), “città sotto choc. Chiese aperte per incontrarsi e pregare”

“È una città sotto choc”: così racconta al telefono padre Fredrik Emanuelson, uno dei vicari della diocesi di Stoccolma, raggiunto dal Sir mentre è chiuso in macchina, nella zona ovest della capitale svedese. Il vicario abita nel centro storico, vicino alla cattedrale, a 15 minuti a piedi dal luogo dell’attentato di questo pomeriggio. La polizia “vuole che il centro storico sia evacuato”, ma tutti i mezzi di trasporto sono bloccati e “le persone non sanno come muoversi e dove andare”; e così “le persone che si trovano al lavoro restano nei luoghi di lavoro e aspettano che cambi la situazione”. (clicca qui)

Siria: Attacco Usa. mons. Jeanbart (Aleppo), “uno sbaglio strategico”

La vicenda del “gravissimo attacco chimico a Idlib deve essere approfondita per accertarne le responsabilità” e il bombardamento successivo voluto dal presidente Usa Trump “credo sia stato uno sbaglio strategico”. A dichiararlo al Sir è monsignor Jean-Clement Jeanbart, arcivescovo greco-melkita di Aleppo. “Non credo – afferma al telefono dalla città martire siriana – che il presidente Assad avesse bisogno di lanciare un attacco chimico dal momento che gode di una posizione di vantaggio sul campo di battaglia. In ogni caso dovranno essere condotte delle indagini serie per accertare le responsabilità. Chi è responsabile, dovrà renderne conto”. La scelta di Trump di bombardare postazioni aeree siriane, aggiunge, “non la capisco e ritengo sia uno sbaglio strategico. Perché agire così velocemente, senza consultare nessuno?”. (clicca qui; con dichiarazioni di don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi: clicca qui)

Giornata internazionale rom: Commissione Ue, “continuare la lotta all’antiziganismo. Ogni Stato faccia la sua parte”

(Bruxelles) “La parità di trattamento e i diritti fondamentali sono le pietre angolari dell’Unione europea. I rom hanno una lunga storia di esclusione sociale e di pregiudizi. La minoranza più numerosa d’Europa, con 6 milioni di persone che vivono nell’Ue, continua a essere discriminata ed emarginata”. Lo affermano in una nota congiunta il primo vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, e le commissarie Marianne Thyssen, Vĕra Jourová e Corina Crețu, in vista della Giornata internazionale dei rom di domani, sabato 8 aprile. “Siamo fermamente decisi a continuare la lotta all’antiziganismo e a sollecitare la piena integrazione dei rom in tutti i Paesi e in tutte le società dell’Ue”. (clicca qui)

Ru486 in consultori Lazio: Scienza & Vita, “siano anche luoghi di prevenzione secondo legge 194”

Consentire ai consultori di svolgere il ruolo di prevenzione dell’aborto “che la legge 194 attribuisce loro”. È la proposta dell’associazione Scienza & Vita, che esprime “profondo rammarico e disappunto” di fronte all’iniziativa della Regione Lazio concernente l’utilizzo della pillola Ru486 al di fuori del contesto normativo fissato dalla legge 194/78. “Secondo la sperimentazione prevista nel Lazio – spiega Emanuela Lulli, ginecologa e consigliere nazionale di Scienza & Vita -, infatti, la somministrazione della pillola abortiva non avverrebbe più in ospedale, o in strutture ad esso assimilate, come previsto dall’art. 8 della legge stessa, ma addirittura nei consultori familiari”. Così, anziché offrire assistenza alle donne, “si rischia di lasciarle sole due volte: sole nella scelta”, e sole nella “esecuzione” della interruzione, “che avverrebbe fuori dal contesto ospedaliero, al domicilio della donna stessa”. (clicca qui)

Paraguay: oggi la Giornata di digiuno e preghiera per la pace nel Paese

Mentre faticosamente le forze politiche e sociali del Paese stanno cercando di dialogare dopo gli scontri in Parlamento e nelle piazze della scorsa settimana, i vescovi del Paraguay – che sono parte attiva nel dialogo – hanno indetto per oggi, venerdì 7 aprile, una “Giornata di digiuno e preghiera per la pace e la fraternità nella nostra patria”, “provocati dalla tensione sociale e politica in seguito agli scontri e agli episodi di violenza a cui tutti abbiamo assistito”. (clicca qui)

Primo Mazzolari: don Patriciello su “Impegno” racconta l’“incontro” con il parroco-scrittore. “Lo consideravo il mio maestro”

“Fu amore a prima vista. ‘Incontrai’ per la prima volta don Primo Mazzolari nella facoltà teologica di Capodimonte, a Napoli. Ero entrato in seminario a 29 anni, dopo essere stato lontano dalla Chiesa cattolica per molto tempo. L’incontro con fra Riccardo, giovane francescano, mi riportò alla fede e mi fece scoprire la vocazione al sacerdozio”. È don Maurizio Patriciello, parroco a Caivano (Napoli), noto per le sue battaglie di giustizia sociale e difesa ambientale, che racconta a “Impegno” (aprile 2017), rivista della Fondazione Mazzolari di Bozzolo, come conobbe gli scritti del parroco-scrittore che, afferma, gli fu da guida nell’età della formazione seminariale, e tuttora resta nel suo “olimpo” spirituale. (clicca qui)

Paesi nordici: Conferenza episcopale, “attuazione” dell’Amoris laetitia, formazione preti, minaccia populista

(Bruxelles) Si sono conclusi oggi ad Amburgo i quattro giorni di lavoro dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale dei Paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia). All’esortazione post-sinodale Amoris lætitia è stata dedicata una giornata di studio con l’aiuto di due esperti teologi in ambito morale e pastorale (Eberhard Schockenhoff di Friburgo e Andreas Wollbold di Monaco) per approfondire le “questioni dell’attuazione pastorale”, spiega un comunicato. Gli otto vescovi hanno inoltre lavorato alle “linee guida per la formazione al sacerdozio” e alla preparazione del pellegrinaggio delle reliquie di S. Teresa e dei suoi genitori Zèlie e Louis Martin nel 2018. (clicca qui)

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 8 aprile. Stoccolma, attacco Usa alla Siria, Via Crucis donne crocifisse, buona scuola

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 19:29

“Avvenire” apre la sua prima pagina con il doppio fronte bellico-terroristico che ha visto da una parte la risposta americana alla presunta responsabilità di Assad per l’attacco chimico di martedì in Siria e, dall’altra, la strage a Stoccolma provocata da un camion lanciato sulla folla nel centro della capitale svedese. Il commento è affidato al politologo e analista Vittorio E. Parsi. “Il terrorismo ha colpito ancora, questa volta a Stoccolma – scrive l’editorialista – ricordandoci che, nonostante tutte le divisioni e gli interessi confliggenti che pure rappresentano la normalità della politica internazionale, la necessità di una straordinaria unità di intenti nella lotta contro la minaccia jiahdista rimane forte come prima. La settimana è stata infatti aperta e chiusa da due gravi attentati terroristici, a Mosca e a Stoccolma: la spaccatura russo-americana si colloca temporalmente e simbolicamente in questi due terribili eventi. E ci ricorda che la guerra al terrore è un debolissimo collante, che le coalizioni per la lotta contro il Daesh o al-Qaeda reggono (e a fatica) a livello tattico per liberare Mosul o Raqqa, ma non sono estendibili ad altri obiettivi, neppure a livello regionale. Perché gli interessi degli attori (a cominciare da Mosca e Washington) su tutto il resto divergono”.
A centro pagina una grande foto per la Via Crucis romana organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII contro la tratta e la violenza sulle donne. Richiami anche a un’inchiesta in Gran Bretagna sui cattolici, una comunità piccola ma che dà segni di forte vitalità, grazie a una serie di iniziative di nuova evangelizzazione, e a un’intervista al responsabile dei consultori cattolici dopo la decisione della Regione Lazio di distribuire nei consultori la pillola abortiva.
Spazio infine per l’approvazione dell’ultima parte della riforma della scuola. Il passaggio è commentato da Enrico Lenzi: “Riforma della buona scuola completata? A dire il vero il suo cammino inizia proprio adesso. E non si preannunciata affatto in discesa. L’approvazione dei decreti attuativi da parte del governo è sicuramente un punto fermo sul percorso riformatore del sistema scolastico. Ai dirigenti, ai docenti, agli studenti e alle famiglie ora il compito di volerne essere davvero protagonisti”.

Stoccolma: Consiglio interreligioso, dolore e preghiere. “Restare uniti nella ricerca del bene”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 19:13

“L’attacco di oggi a Stoccolma, che si presume di matrice terroristica, ha mostrato il volto codardo e disperato del male. Questi atti terribili vanno contro tutto ciò che noi difendiamo, i nostri valori e le nostre tradizioni”. Così si legge in una dichiarazione appena pubblicata dal Consiglio interreligioso di Svezia. “Attacchi di questo genere sono stati progettati per distruggere la nostra società, polarizzando e minando la diversità di etnie, culture, religioni che appartiene alla società svedese”, scrivono insieme i rappresentanti della comunità buddista, del consiglio islamico, di quello ebraico e del Consiglio delle Chiese. “Le nostre preghiere vanno ai morti e ai feriti. Preghiamo anche per il personale e tutti coloro che lavorano” sul luogo dell’attentato e nei dintorni. “Nelle nostre religioni vi è un’etica che parla di onestà, giustizia, dell’importanza di prendersi cura degli altri e di adoperarsi per il bene comune. Le persone con diversa appartenenza religiosa pensano in modi diversi, ma sono unite nella ricerca del bene”, si legge ancora nel messaggio che invita a non assecondare un atteggiamento di accusa, ma a “unirsi nel bene”. Sul sito del Consiglio delle Chiese, poco dopo l’attentato è apparsa una preghiera: “Ti preghiamo o Dio per il nostro mondo che sanguina. Preghiamo per coloro che sono stati colpiti oggi dal dolore. Preghiamo per il nostro Paese e i suoi responsabili”.

Diocesi: Prato, mons. Agostinelli sbarca su Facebook per mettersi in comunicazione con i giovani. Nel primo post una lettera a ragazzi e ragazze

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 19:00

Il vescovo di Prato, monsignor Franco Agostinelli, sbarca su Facebook. Ne dà notizia la diocesi di Prato in una nota nella quale si spiega che il vescovo “avrà una pagina personale sul più noto e diffuso social network del mondo” attraverso la quale, domenica 9 aprile, in occasione della celebrazione a livello diocesano della Giornata mondiale della gioventù, veicolerà la lettera indirizzata a tutti i giovani di Prato. “Per me è una esperienza nuova”,ammette mons. Agostinelli, aggiungendo che “uso il computer, invio e ricevo email, scrivo i miei documenti in formato elettronico, ma non sono mai entrato nel mondo dei social”. “Penso però sia importante per chi, come me, è chiamato a parlare e incontrare tutte le persone, dai bambini agli anziani, sapersi confrontare con le possibilità offerte dalle nuove tecnologie”, prosegue il vescovo, rilevando che “certamente niente può sostituire l’incontro e il dialogo fatto di persona”. Per questo “il mio essere online intende favorire e preparare il terreno all’amicizia vera e non virtuale”, assicura mons. Agostinelli, secondo cui “essere Chiesa in uscita, andare là dove la gente si ritrova, oggi significa anche abitare la rete”. Domenica mattina, nel corso della messa celebrata in Cattedrale, il vescovo firmerà il proprio messaggio e inizierà così la distribuzione, a mano a tutti i giovani presenti, ma anche la diffusione via web della lettera, pubblicata come post sulla nuova pagina Facebook. Sarà il primo atto del percorso che la Chiesa di Prato rivolge alle nuove generazioni, contraddistinto dallo slogan “Anche tu, adesso!” e che vuole essere “una vera e propria campagna di ascolto dei ragazzi e delle ragazze, non solo delle parrocchie”.

+++ Stoccolma: padre Emanuelson (vicario diocesano), “città sotto choc. Chiese aperte per incontrarsi e pregare” +++

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 18:54

“È una città sotto choc”: così racconta al telefono padre Fredrik Emanuelson, uno dei vicari della diocesi di Stoccolma, raggiunto dal Sir mentre è chiuso in macchina, nella zona ovest della capitale svedese. Il vicario abita nel centro storico, vicino alla cattedrale, a 15 minuti a piedi dal luogo dell’attentato. La polizia “vuole che il centro storico sia evacuato”, ma tutti i mezzi di trasporto sono bloccati e “le persone non sanno come muoversi e dove andare”; e così “le persone che si trovano al lavoro restano nei luoghi di lavoro e aspettano che cambi la situazione”. Le linee telefoniche sono intasate perché “tutte le persone stanno cercando di mettersi in contatto con i familiari, tanti mi telefonano per sapere…”. In queste situazioni, spiega padre Emanuelson, le chiese, anche quelle che di solito sono chiuse, sia luterane sia cattoliche, vengono aperte “perché la gente abbia un posto per parlare, trovare un caffè, pregare. Le chiese sono questi punti di riferimento”. Il vescovo Anders Arborelius è atteso in serata a Stoccolma di ritorno da Amburgo, dove in questi giorni si è svolta la riunione della Conferenza episcopale nordica: “Anche se mancano notizie precise sugli eventi, aspettiamo una parola di affetto per un Paese così aperto”, conclude Emanuelson.

Stoccolma: testimonianza di due giovani, “siamo scioccate”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 18:46

“Siamo scioccate. Lo abbiamo saputo dai nostri amici a Stoccolma che attraverso internet cercavano di sapere dove stavamo e come stavamo. Ciò che è accaduto è agghiacciante”. Jessica Moussa, di Goteborg, e Fiorella Bashdas, di Stoccolma, commentano così al Sir la notizia del camion che, nel centro di Stoccolma, attorno alle 15 (ora italiana), si è lanciato sulla folla investendo diversi pedoni nella via centrale – quella del passeggio e dei negozi – per poi finire la sua corsa in pieno Ahlens City, grande centro commerciale. Così come, nei mesi scorsi, era accaduto a Nizza e poi a Berlino. “Siamo un piccolo Paese, sicuro, dove mai avremmo pensato potessero verificarsi simili fatti”, affermano le due giovani, in questi giorni a Roma dove partecipano come delegate della pastorale giovanile dei Paesi Scandinavi al convegno “Da Cracovia a Panama – Il Sinodo in cammino con i giovani” promosso dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. “Quando senti fatti, come quelli accaduti a Nizza e a Berlino, pensi che forse non potrebbero accadere qui da noi e invece è successo. Il livello di allerta nel nostro Paese è alto, si presta attenzione a ogni cosa sospetta e si parla di pericolo bomba ma poi fortunatamente ogni allarme si rivela infondato”. “Difficile dire quali sono le cause di questi attacchi – dicono le due giovani, una di origine libanese e l’altra peruviana, ma entrambe nate in Svezia -. Crediamo che ci siano problemi nella nostra società e nella sua capacità di integrare coloro che vengono da fuori. Non tutti coloro che arrivano sono malintenzionati, anzi la maggioranza è composta da gente che ha studiato, che nei Paesi di origine aveva un’ottima professione, medici, insegnanti, architetti, informatici, e adesso devono impiegarsi in altri campi senza poter mettere a frutto la propria professione. Crediamo che meritino una nuova chance di vita. Purtroppo per il futuro non abbiamo molta speranza. Il fenomeno migratorio deve essere affrontato in modo inclusivo e non l’opposto”.

Polonia: risoluzione del Parlamento in occasione del centenario delle apparizioni di Fatima

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 18:39

Nell’approssimarsi del centenario delle apparizioni di Fatima, oggi il Parlamento polacco ha approvato un’apposita risoluzione. “In modo particolarmente drammatico, attraverso il segreto trasmesso in tre parti, e uno spettacolare miracolo del sole, la Madonna ha ricordato la verità evangelica che gli uomini per essere felici hanno bisogno solo di Dio onnipotente che ci ha creati per sé, e desidera condividere con noi la pienezza della felicità”, recita il testo del documento dove si sottolinea inoltre quanto “nell’attuale situazione geopolitica della Polonia” il messaggio di Fatima “assuma un significato particolare” per il Paese. I promotori dell’iniziativa, ricordando l’attentato a Giovanni Paolo II del 13 maggio 1981, hanno rilevato che l’anniversario delle apparizioni “costituisce l’occasione per diffondere l’appello della Madonna di Fatima che continua a esercitare un’influenza positiva sul presente e sul futuro della via della Chiesa e sulla storia dell’umanità”. Le obiezioni dell’opposizione e di una parte della maggioranza non hanno prevalso sui 245 voti favorevoli. Prossimamente il Parlamento di Varsavia discuterà l’istituzione della festività nazionali in occasione dell’anniversario del Battesimo della Polonia (14 aprile) e dell’elezione al soglio pontificio di Giovanni Paolo II (16 ottobre).

Diocesi: mons. Savino (Cassano all’Jonio), viviamo “l’ora della corresponsabilità”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 18:32

“Stamattina stiamo cercando di aprire gli occhi, se torneremo a casa convinti che possiamo farcela, che diciamo di no al fatalismo, alla rassegnazione, all’alienazione dei diritti quotidiani, sono profondamente convinto che la giornata sia stata rivoluzionaria perché ha messo in gioco le nostre coscienze, culture e responsabilità”. Lo ha detto questa mattina monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, intervenendo all’Università della Calabria nel corso dell’incontro “Chiesa, mezzogiorno e cultura della legalità”, organizzato nell’ambito dei Seminari del movimento Pedagogia della R-Esistenza. “Quella che viviamo è l’ora della corresponsabilità, e nessuno può sottrarsi a questa ora che stiamo vivendo. E questo significa che l’Università, la scuola, la Chiesa, la politica, o si mettono insieme e trovano una piattaforma di convergenza simbolica delle priorità della legalità, della cultura, della giustizia, o noi ci corresponsabilizziamo tutti, oppure non ci sarà assolutamente futuro soprattutto per voi giovani”. Per mons. Savino è necessario “riscrivere la storia con le associazioni culturali, con l’università”. “Dov’è la verità in Calabria? Dov’è la giustizia, la distribuzione della ricchezza?” – le domande del vescovo di Cassano. “Dobbiamo essere capaci di costruire comunità: la Calabria è comunità? I nostri paesi sono comunità”. Il presule ha sottolineato che “oggi c’è un’evaporazione di ideali, non c’è più una comunità”, e questo perché “non si cerca il bene comune, ma soltanto il bene di qualcuno. E questo qualcuno sono lobby, e quando si vive in funzione di qualche lobby non c’è la civiltà, non c’è la democrazia. Nel nostro territorio la civiltà bisogna ancora scriverla. È tempo di resilienza, la resilienza del noi. C’è troppo puzzo nei nostri territori, il puzzo del compromesso, della corruzione, dell’illegalità, dell’ingiustizia. Ora, oggi, dobbiamo osare per raggiungere la giustizia rompendo il rapporto tra corruzione e poteri criminali e politica collusa. Se riusciremo a vivere questa corresponsabilità non soltanto ci sarà l’aurora, ma soprattutto ci sarà il futuro per voi giovani”, ha concluso il vescovo di Cassano, che al termine è stato insignito di un riconoscimento universitario per la sua attività contro la cultura mafiosa e l’illegalità.

Stoccolma: Polizia, “attentato sarebbe opera di un lupo solitario”. Città sotto assedio

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 18:29

Chiuse le stazioni della metropolitana e ferroviarie di Stoccolma. Evacuato il centro; chiusi tutti i negozi e i centri commerciali, così come sono stati cancellati tutti gli eventi di cinema, teatri e centri ricreativi, su richiesta della polizia che continua a chiedere a tutti di rimanere a casa. Nella conferenza stampa che si è tenuta poco dopo le 17 il capo della polizia, Anders Thorngren, ha detto che la Säpo, i servizi segreti svedesi, “erano pronti per un simile incidente” e che l’attentato sarebbe opera di “un lupo solitario”, la cui identità non è stata confermata. La polizia non ha ancora diramato alcuna notizia ufficiale sul numero delle vittime e dei feriti dell’attentato, che la Säpo ha dichiarato essere “numerosi”.

Diocesi: Caritas Grosseto, da oggi otto giovani iniziano il servizio civile. Tra loro anche migranti ospiti dei centri d’accoglienza

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 18:13

Si chiamano Niccolò, Ana Maria, Riccardo, Marcela Isabel, Alessandro, Valentina, Matteo e Francesca, hanno tra i 19 e i 25 anni e sono gli otto giovani selezionati dalla Caritas diocesana di Grosseto per svolgere otto mesi di servizio civile regionale nelle proprie strutture e servizi. Fra loro anche alcuni giovani migranti ospiti dei centri di accoglienza, a cui il bando della Regione Toscana dava la possibilità di partecipare. Il 20 febbraio è stata resa nota la graduatoria e, concluse le procedure necessarie, da oggi iniziano il percorso di otto mesi nell’ambito del progetto Giovansì. I ragazzi selezionati percepiranno un contributo mensile di 433,80 euro. A questi otto giovani – dice il vescovo Rodolfo  Cetoloni, che della Caritas è presidente e che questa mattina li ha incontrati – do il benvenuto ricordando loro che prestare servizio in Caritas ha un significato importante” perché è “un luogo dove, attraverso il servizio alle tante e differenti forme di povertà, ci si mette a scuola del Vangelo. È Cristo che ci dice che ogni volta che abbiamo servito una persona nel bisogno abbiamo servito Lui”. Per il vescovo, la carità “non è l’esercizio di opere buone, ma l’amore che si fa concretezza nella carne viva di chi versa in una situazione di bisogno. Questi giovani si troveranno davanti, ogni giorno per otto mesi, persone di varia provenienza e nazionalità, con storie differenti, a volte molto dolorose: sappiano che ciascuno di quei poveri che busserà alla Caritas sarà per loro un segno”. Per don Enzo Capitani, direttore Caritas, l’investimento “sui giovani non è per riempire dei vuoti o delle carenze, ma per regalare loro un’opportunità. In questi anni ho visto ragazzi partire titubanti e concludere profondamente cambiati dentro anche nel modo di guardare le persone, non solo come poveri a cui dare qualcosa, ma esseri umani di cui custodire prima di tutto la dignità”.

Pasqua: don Purziani (Fism), l’augurio di “una vita da vivi”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 17:42

“Hanno parlato di Risurrezione, l’hanno disegnata, ci hanno pensato su. E alla domanda ‘perché è bello essere amici di Gesù’ la risposta è stata netta, velocissima: ‘Perché è rivivito!’. Teologicamente parlando non fa una piega”: il nostro “è un Dio vivente, è il Dio della vita”; “è ‘rivivito’, ha ripreso possesso del tempo, trasformato, trasfigurato per l’eternità”. Lo scrive don Gesualdo Purziani, consulente ecclesiastico nazionale della Fism (Federazione italiana scuole materne), nel messaggio di auguri per la Pasqua. “In Siria – osserva – la crudeltà dei grandi non si ferma nemmeno di fronte ai volti dei bambini, la strage degli innocenti torna ad essere cronaca di oggi. I bambini che hanno meno di cinque anni non sanno neppure cosa voglia dire vivere senza il frastuono dei bombardamenti, il terrore, l’acre odore della morte. Nonostante questo, in tanti dei duecento disegni raccolti in una bella iniziativa della fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre c’è spazio solo per la speranza” e la “voglia di tornare a vivere una vita normale”. “A chi è come loro appartiene la voglia di voltare pagina davvero, di schierarsi sempre e ovunque dalla parte giusta”. “A chi è come loro piace giocarsela sul serio la vita, appassionati nel fare la propria parte e liberi, perché amati e perdonati per primi”. Di qui l’augurio di “una vita da vivi”. “Un po’ di quell’energia che ha permesso ad un corpo morto di tornare all’esistenza – conclude – sfiori i nostri corpi, riaccenda pensieri e gesti belli, lenisca fatiche e fragilità. E soprattutto ridoni al mondo quella pace che fugge ogni paura”.

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