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Alfie Evans: il sostegno dei genitori di Charlie Gard. “Una legge che eviti ai genitori di sperimentare dolorosi conflitti con i medici”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 16:39

“Con il cuore pesante abbiamo seguito gli sviluppi del caso Alfie. Per chi non ha vissuto una situazione come questa, è impossibile capire il dolore che Tom e Kate stanno vivendo”. Si rendono presenti oggi sui social Connie Yeates e Chris Gard, i genitori di Charlie, il bimbo inglese che nel giugno e luglio 2017 ha vissuto una vicenda medica e giudiziaria simile ad Alfie Evans.

We all need to stand together

Diocesi: Padova, torna l’iniziativa “Mamme in piazzetta” tutti i mercoledì di maggio

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 16:38

Anche questa edizione dei Colori del Sacro ripropone a Padova l’iniziativa “Mamme in piazzetta”, un ciclo di appuntamenti per mamme e bambini che si terranno tutti i mercoledì del mese di maggio al Caffè La Piazzetta di via San Martino e Solferino 49. Primo appuntamento mercoledì 2 maggio alle 10.30 con “Lo sapete che i bebè sono musicisti e cantanti nati?”. Partecipano la psicoterapeuta Valentina  Berlanda e il musicoterapista Simone Magnoni, entrambi operatori del metodo Musica in Culla. Sarà l’occasione, spiegano i promotori, “per scoprire la musicoterapia: la musica come mezzo che facilita la comunicazione e l’espressione di sé e del proprio corpo, e particolarmente favorevole nella comunicazione non verbale con i bimbi fin dagli zero anni”. Gli appuntamenti con “Mamme in piazzetta” proseguono mercoledì 9 maggio, ore 10.30, con “Non è mai troppo presto per imparare a dormire bene”, mercoledì 16 maggio, ore 10.30 con “Che bello addormentarsi con un libro: storie della buonanotte per tutti”. Mercoledì 23 maggio, alle 11, si svolgerà una visita guidata alla rassegna di illustrazione “I colori del sacro. Il corpo”, riservata ai partecipanti agli incontri. Infine, mercoledì 30 maggio, ore 10, visita guidata alla mostra “Venire alla luce. Dal concepimento alla nascita”, al Musme – Museo di storia della medicina di Padova.

Vicofaro: mons. Tardelli (Pistoia) a don Biancalani, “basta con le polemiche e in chiesa non si fa politica”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 16:31

Una nota in tre punti per porre fine alle polemiche di questi giorni che hanno fatto seguito all’incontro organizzato nella chiesa di Vicofaro con l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini. A scriverla è il vescovo di Pistoia, mons. Fausto Tardelli, invitando a “non perdere troppo tempo in sterili polemiche, impegnandoci piuttosto a fare – silenziosamente – il bene e, soprattutto, a farlo bene”. Nel testo il vescovo ricorda, tra l’altro, che in chiesa non si possono ospitare incontri marcatamente politici e invita il parroco, don Massimo Biancalani, a non polemizzare in pubblico.
Mons. Tradelli si dice stupito per due motivi. Il primo è la reazione del parroco. In un comunicato, diffuso nei giorni scorsi e “definito impropriamente ‘della Curia’”, ricorda il vescovo, il parroco non veniva “chiamato direttamente in causa” ma si ricordava “una indicazione già altre volte data alla diocesi e che nel caso in questione non è stata rispettata”: “Non per l’argomento affrontato, figuriamoci, ma per il fatto che chi ha parlato in chiesa davanti all’altare, aveva una precisa e chiara connotazione partitica e stava esponendo tesi più o meno condivisibili, ma che in quel momento si configuravano come elementi di un progetto politico partitico. Tra l’altro – e su questo sarebbe stato necessario un approfondimento da parte dello stesso don Massimo – l’iniziativa risulta organizzata da un’associazione che ha come chiaro scopo la costruzione – o meglio la ricostruzione – di un nuovo ‘centrosinistra’. Con questo non si intendono mettere minimamente in dubbio le buone intenzioni di chi ha pensato l’iniziativa, né di chi ha parlato, né di altre realtà che sono ben libere di dire e fare quello che ritengono giusto, senza però creare confusione con la realtà parrocchiale o sovrapporsi ad essa. La reazione pare dunque spropositata e in definitiva fuori luogo”.
Il secondo motivo di stupore del vescovo “sono le modalità seguite nel reagire, alle quali purtroppo don Massimo è incline, nonostante i miei ripetuti e riservati richiami. Perché non parlarne in modo riservato con me, in un dialogo franco e fraterno, chiarendo intenzioni ed equivoci, se ci sono stati? Perché andare subito su tutti i giornali, costringendo anche me a una pubblicità che non credo serva a nessuno? Dispiace poi sentire che in coscienza rifarebbe tutto quello che è stato fatto sabato scorso, perché allora non si vuol proprio capire e non ci si vuol minimamente mettere in discussione. Colgo anche questa occasione per ribadire, se ancora una volta ce ne fosse bisogno, quanto nel precedente comunicato si diceva e cioè che né a Vicofaro né in alcuna altra parrocchia si sarebbero dovute organizzare cose del genere”. Quindi, prosegue mons. Tradelli, “non posso che manifestare il mio disappunto anche per ciò che proprio ieri sera si è fatto nei locali parrocchiali di San Biagio”.
A questo punto, conclude il vescovo, “per favore non diamo però ulteriore spazio alle controrepliche delle repliche delle repliche, cosa in cui noi pistoiesi siamo abbastanza maestri! Finiamola qui. Forse è meglio cercare di non perdere troppo tempo in sterili polemiche, impegnandoci piuttosto a fare – silenziosamente – il bene e, soprattutto, a farlo bene”.

Balcani: Tusk (Ue) a Skopje, “in Macedonia vero cambiamento politico”. “Superare gli spiriti del passato con la Grecia”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 16:14

“Qui a Skopje avverto un vero cambiamento nel modo di fare politica e una volontà di continuare con l’integrazione euroatlantica. Infatti, la raccomandazione di aprire i negoziati ne è la migliore prova”, ha detto oggi il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk nella capitale macedone, ultima tappa del suo viaggio di questa settimana in preparazione al summit Ue-Balcani occidentali in programma il 17 maggio a Sofia. Ed ha aggiunto: “Sta per iniziare un nuovo e promettente capitolo nella storia”, ricordando i cambiamenti in Macedonia dal 2015 ad oggi. Tusk ha rilevato l’importanza della cooperazione regionale e delle buone relazioni di vicinato per tutta la regione. “Con la Bulgaria avete dimostrato che quando c’è la volontà di superare gli spiriti del passati, la strada verso il futuro si trova”, ha detto riferendosi al trattato di buon vicinato firmato da Sofia e Skopje nell’estate del 2017. “Spero tanto – ha continuato – che potrete realizzare la stessa esperienza con la Grecia”. Inoltre Tusk ha ringraziato il governo macedone “per la sua solidarietà con l’Ue e i Paesi-membri riguardo le sfide geopolitiche, come nel caso Skripal quando Skopje ha espulso un diplomatico russo. Durante il summit a Sofia, si aspetta un rafforzamento delle relazioni tra i 28 Paesi-membri e gli Stati dei Balcani occidentali a tutti i livelli, riaffermando la prospettiva europea dell’intera regione.

Salute: Roma, convegno nazionale Cei di pastorale su “Uno sguardo che cambia la realtà”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 15:55

L’Ufficio nazionale per la pastorale della salute Cei organizza quest’anno il suo XX Convegno nazionale, che si terrà a Roma dal 14 al 16 maggio. Il titolo del Convegno, “Uno sguardo che cambia la realtà” intende “sottolineare un obiettivo – a partire dal profondo significato evangelico del verbo ‘guardare’ –, la necessità di uno sguardo attento al cambiare delle realtà in cui viviamo ed operiamo: per iniziare con uno sguardo in profondità, sull’uomo, sul significato del senso del dolore che continuamente interpella, sullo sguardo di Cristo che ci chiama ad una visione integrale dell’uomo, e allo stesso tempo richiama e sollecita la concretezza dell’agire”. “Cambiare il nostro modo di guardare la realtà, scoprirne – si legge ancora nella presentazione – altri aspetti, ci permette così di cambiare la storia, andando oltre atteggiamenti passivi o allarmisti. La progettualità pastorale ha bisogno di fondamenti solidi”. L’iscrizione è obbligatoria. Per informazioni e partecipazione: http://salute.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/26/2018/03/27/ConvegnoSguardo_Libretto_L.pdf

Diocesi: mons. Nolè (Cosenza-Bisignano) visita comunità di recupero per tossicodipendenti e carcerati. “C’è sempre la possibilità di ricominciare”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 15:47

“Siete qui per imparare a dare il vostro contributo per la crescita della società”. Lo ha detto questa mattina monsignor Francesco Nolè, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, incontrando a San Benedetto Ullano (Cs) gli ospiti della comunità Regina Pacis, struttura per tossicodipendenti, che ospita anche detenuti che scontano in maniera alternativa la propria pena. “Preghiera, lavoro e obbedienza”, i tre cardini della vita comunitaria. “Siete chiamati a diventare persone mature e responsabili che hanno capito l’essenziale e l’essenza della vita”, ha detto Nolè ai cinquanta ospiti presenti. Tra gli impegni portati avanti dall’associazione, anche la “fattoria didattica” e il lavoro in agricoltura. “Questa comunità è uno spazio di condivisione, una famiglia – ha proseguito -. Già lo è la preghiera, che è la risposta all’amore che Dio ci ha offerto, ci dà dignità e ci fa rientrare in noi stessi”; poi anche il lavoro, “fatto insieme, che ci fa prendere consapevolezza che non possiamo vivere da soli, che abbiamo dei fratelli e delle sorelle da rispettare e con cui stare insieme”. Attività che – ha sottolineato l’arcivescovo – “sono terapia, modo per riconquistare quanto si è perduto in affetto e dignità”. Dialogando con gli ospiti, il presule ha evidenziato che “se anche in passato si è sbagliato, c’è sempre la possibilità di ricominciare”. Per questo ha invitato i presenti a “guardare lontano”, a “entrare in una vita normale”. “Guardate il futuro con speranza e gioia e vivete il presente in maniera bella”, ha concluso Nolè.

Focolari: Loppiano, il 1° maggio attesi 6mila giovani per il Genfest Italia “Beyond me”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 15:31

Alla vigilia della visita di Papa Francesco, la cittadella internazionale dei Focolari a Loppiano il 1° maggio accoglierà 6mila giovani provenienti da tutto il mondo per l’atteso appuntamento del Genfest Italia sul tema “Beyond me”. Come si legge in una nota, sarà “un mix di generi – festa, musica, teatro, arte, storie, spiritualità – per portare un unico messaggio: diventare responsabili di sé stessi e del mondo”. A fare da filo conduttore sarà “la voglia di andare oltre i propri limiti e confini per operare un cambiamento personale e soprattutto sociale, e trasformare l’ambiente attorno a sé: da qui il titolo della manifestazione e l’offerta di ‘progetti adottabili’ cui partecipare una volta tornati a casa”. In programma 5 blocchi tematici, che corrispondono ai 5 sensi, abbinati a 5 colori e a 5 elementi naturali: vuoto, terra, aria, acqua, fuoco. Verranno raccontate le esperienze dei terremotati di Amatrici e di giovani siriani di Homs. “Un corpo coreografico di 100 giovani – prosegue la nota – costruirà delle figure imponenti per far entrare il pubblico nell’esperienza sensoriale della distruzione della guerra e del terremoto”. Al Genfest Italia verranno presentate le storie di Marco Voleri, tenore di fama internazionale e fondatore di Sintomi di Felicità, di Simone Barlaam, campione paraolimpico di nuoto ai mondiali del Messico, di Chiara Beltrame, in arte Cli, che nel suo singolo “Tacco Punta” racconta di come andare oltre le proprie gabbie e si avvale della collaborazione della ballerina Simona Atzori. Sarà presente anche un gruppo di giovani di Nomadelfia, comunità che condivide con Loppiano l’attesa della visita di Papa Francesco il 10 maggio.
Il Genfest Italia sarà preceduto dal 28 al 30 aprile da tre giorni di approfondimento e preparazione con l’intervento, tra gli altri, di Vincenzo Buonomo, Carlo Cefaloni, Michele Zanzucchi, Gianluca Falconi, e Antonella De Ponte. L’appuntamento del 1° maggio costituisce la tappa italiana verso il Genfest mondiale, dal titolo “Beyond all borders” che si svolgerà a Manila dal 6 all’8 luglio 2018.

Spagna: Madrid, pastorale penitenziaria. Incontro su “Pene e misure alternative al carcere: sfide e opportunità”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 15:16

“Pene e misure alternative al carcere: sfide e opportunità” è il tema dell’incontro che si apre oggi a Madrid su iniziativa del Dipartimento di pastorale penitenziaria, all’interno della Commissione per la pastorale sociale della Conferenza episcopale spagnola. Per due giorni, spiegano gli organizzatori, si discuterà di “misure alternative alla prigione, programmi specifici secondo le eziologie criminali, ergastolo e misure alternative, il valore dell’accompagnamento sociale nel processo penale e penitenziario”. L’ultima parte dell’incontro prevede una riflessione sulla pastorale penitenziaria per la definizione di alcune conclusioni. Nelle cappellanie delle prigioni spagnole lavorano circa 2300 volontari. Secondo un’indagine del Consiglio d’Europa pubblicata nel marzo scorso relativa al 2016, la Spagna ha il numero di detenuti più elevato rispetto alla maggior parte dei suoi vicini europei (130 detenuti ogni 100mila abitanti; la media è di 127) e le pene sono più lunghe che in gran parte del continente, con una permanenza media in carcere di 21,9 mesi. Solo in Portogallo, Romania e Azerbaigian la detenzione media è più lunga. Un dato positivo spagnolo è la bassa densità della popolazione carceraria: per ogni 100 posti disponibili, vi sono 71,8 prigionieri, rispetto al 90,2 di media europea. L’Italia ha 109 detenuti per 100 posti. Peggio solo in Ungheria, Macedonia, Cipro, Francia e Belgio.

Papa al Divino Amore: Opera Don Orione, “San Luigi predisse nascita del santuario”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 14:53

Il 1° maggio Papa Francesco si recherà in visita al santuario del Divino Amore a Roma, un luogo caro ai romani e a don Orione. Don Umberto Terenzi fondatore del santuario del Divino Amore, incontrò don Orione per la prima volta a 29 anni. L’Opera don Orione di Roma rende noti oggi alcuni documenti trovati nel suo archivio, che documentano il rapporto tra san Luigi Orione e don Terenzi. “Don Orione – scrive don Terenzi – al principio dell’Opera della Madonna, mi disse tutto quello che sarebbe avvenuto, ma non mi disse il tempo. Un orizzonte vasto di opere ancora più grandiose, anch’esse dette da don Orione, ma non tutte quella sera. Alcune cose già dette prima, altre dette dopo nei miei lunghi colloqui con lui fino al 1940, fino alla sera della sua morte, 12 marzo. Quanta confidenza con don Orione! E quanta riconoscenza a Dio. Egli, più che un padre spirituale, fu per me un profeta che mi prese per mano e mi accompagnò facendomi vedere l’orizzonte da lontano nel cammino del Divino Amore”. Racconta Don Terenzi: “Era quello il tempo in cui ricevevo molte pressioni da parte di non pochi amici autorevoli, di autorità per lasciare la vita parrocchiale e dedicarmi alla vita della Segreteria di Stato, della diplomazia, ecc., non ne ho avuto mai il minimo desiderio. Per cessare definitivamente questo tentennamento dei superiori verso la mia povera persona, domandai una sera a don Orione: vado contro la volontà di Dio rifiutando sempre ai superiori quello che mi vorrebbero far fare! No, no, lasciate che vadano altri, il vostro destino è al Divino Amore, dove sarete rettore, sarete parroco e farete tante opere! E sulla vostra tomba ne nasceranno molte di più di quelle che farete voi, anzi il vero sviluppo delle opere della Madonna del Divino Amore, sarà sulla vostra tomba!”. Nel 1933 don Orione ripete a don Terenzi che il santuario sarebbe diventato una cittadella: “Ho obiettato: Ma quando? Perché la Madonna tarda tanto? – Ha risposto: presto, molto presto, vedrete quel che sta per succedere al Divino Amore!”. E più avanti: “Avrete dei lasciti, farete tutto. Comprate più terreno che potrete, perché vedrete che succederà presto. Voi farete la città della Madonna del Divino Amore. Tra circa quindici anni, sì, ve lo dico, siatene certi, al Divino Amore ci sarà una città come Pompei, e verrà tanta, tanta gente alla Madonna”.

 

Papa Francesco: ai fratelli di San Gabriele, “solo la civiltà dell’amore potrà dare un’anima al mondo”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 14:37

“‘Amate con il cuore e con le mani’ riassume ciò che voi aspirate a vivere e a trasmettere. Solo la ‘civiltà dell’amore’ potrà dare un’anima al nostro mondo globalizzato in preda a continui mutamenti. Grazie al vostro carisma vissuto con dedizione e saggezza, voi potete essere dei fari, mettendo in luce il carattere evangelico della missione educativa”. Lo ha detto Papa Francesco ai partecipanti al XXXII Capitolo Generale dei Fratelli di San Gabriele e ai membri della Famiglia Monfortana ricevuti oggi in udienza. “Impariamo da Gesù”, l’esortazione del Pontefice, ad “accogliere l’altro e tessere legami con lui, specialmente se è differente, di un’altra cultura, di un’altra generazione, andando al cuore della sua attesa ed esprimendo il nostro amore con gesti concreti, di compassione, di condivisione, a costo di rischiare”. Così, le sfide della trasmissione della fede e del vivere insieme “potranno essere raccolte con creatività attraverso la pedagogia, il progetto educativo e sociale degli istituti”. “Al centro della vostra missione – ricorda Francesco – , c’è sempre stata l’attenzione ai poveri e agli emarginati. Continuate ad aiutarli a essere protagonisti del loro futuro per occupare il loro posto nella società”. “Mentre ringrazio per il tesoro della vostra vocazione nella Chiesa, vi invito a ‘prendere il largo’ con fiducia e con un rinnovato slancio missionario – l’esortazione del Papa -. In questo tempo pasquale, il mistero della morte e risurrezione di Cristo sia al cuore della vostra fede e della vostra consacrazione, per illuminare il vostro cammino nella verità”.

Papa Francesco: ai fratelli di San Gabriele, “formate comunità accoglienti che mostrino ai giovani la gioia di seguire Cristo”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 14:36

“Nel nostro mondo segnato dall’individualismo e dalla globalizzazione, dal consumismo, dall’efficienza e dall’apparenza” e “nell’attuale crisi spirituale che genera angoscia e tristezza a motivo della perdita del senso della vita, vi invito a formare comunità accoglienti, in cui è bello vivere, manifestando specialmente ai giovani la gioia di seguire Cristo e di rispondere alla sua chiamata”. E’ l’esortazione rivolta da Papa Francesco ai partecipanti al XXXII Capitolo Generale dei Fratelli di San Gabriele e ai membri della Famiglia Monfortana ricevuti oggi in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. Il Papa ha indicato loro due strade per ritornare alle fondamenta poste da San Luigi Maria Grignion de Monfort: “la Parola di Dio da meditare costantemente” e la “Sapienza, di cui l’amore e l’incessante ricerca hanno ispirato a San Luigi Maria pagine luminose”. Soffermandosi quindi sulla vita fraterna, tema del Capitolo, Francesco ha fato notare che essa , “così come la descrivono gli Atti degli Apostoli (2,42-47), di per sé stessa rende testimonianza. Essa attira ed evangelizza ogni giorno, ed è contagiosa. Quanti ci vedono vivere sono sensibili al nostro modo di essere, di accettare la diversità dei punti di vista, di affrontare tensioni e risolverle con delicatezza, carità e umiltà”, ha aggiunto citando Evangelii gaudium e Gaudete et exsultate”. Di qui il monito: “Nelle vostre comunità o nei gruppi di lavoro apostolico, la fraternità deve stimolare ognuno ad essere disponibile allo Spirito dimenticando sé stesso”.

Austria: Piattaforma Chiese e comunità religiose incontrano ministro federale per l’Ue. In agenda divieto del velo e lotta alla povertà

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 14:28

Si è svolto a Vienna il primo incontro ufficiale tra la “Piattaforma delle Chiese e comunità religiose in Austria” e il ministro federale per l’Ue e la cultura Gernot Blümel. Un incontro che, secondo quanto riferito oggi dall’agenzia Kathpress, il ministro ha definito “di qualità” e “molto importante” per tutte le parti coinvolte. “C’è stato uno scambio franco su temi di attualità, tra cui il possibile divieto del velo, valutato in modo diverso dai differenti leader religiosi”, ha riferito il segretario generale della Conferenza episcopale, Peter Schipka, che ha rappresentato la Chiesa cattolica. Si è parlato anche di politiche sociali per la lotta alla povertà e di reddito minimo. Il ministro Blümel ha espresso l’auspicio di potersi confrontare “regolarmente con questo forum”. La Piattaforma, che raggruppa le comunità religiose legalmente riconosciute in Austria, è nata nel 2012 con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto sui temi importanti nel rapporto tra Stato e comunità religiose. Tra i suoi membri la chiesa metodista unita, la chiesa ortodossa, il Consiglio delle chiese in Austria, la chiesa evangelica luterana, la chiesa siro-ortodossa, la comunità islamica, la comunità ebraica. La piattaforma si riunisce ogni sei mesi.

Diocesi: Acerra ricorda monsignor Nicola Capasso a 50 anni dalla morte, il vescovo che si oppose ai nazisti

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 14:19

Cinquant’anni or sono, il 27 aprile 1968, moriva monsignor Nicola Capasso, vescovo di Acerra dal 1933 al 1966. La diocesi lo ricorda oggi, alle 18.30, con un convegno nella Biblioteca diocesana in piazza duomo. Introdotto dal vescovo Antonio Di Donna, interviene Gennaro Niola, direttore del Museo diocesano. Originario di Frattamaggiore, non lontano da Acerra, Capasso prese la guida della diocesi a 46 anni nel 1933. “Operosità e rispetto dell’ortodossia furono – si legge in una nota della diocesi di Acerra – al centro della suo servizio di vescovo, riservando particolare cura alla formazione dei sacerdoti, per i quali fu padre autorevole e affidabile. Non trascurò nulla della vita ecclesiale: attuò nuove relazioni con la società civile e a lui si deve l’ultimo Sinodo della diocesi. Uomo di cultura, scriveva personalmente il bollettino diocesano”. Il vescovo “volle biblioteca e archivio della diocesi. Sensibile all’arte, ipotizzò un Museo diocesano, e un altro da dedicare al patrono sant’Alfonso. Povero e riservato, occupava solo una parte del palazzo vescovile”.
Il ricordo di mons. Capasso si lega in particolare ai giorni dell’eccidio di Acerra del 1943, “durante i quali egli scese in strada, affrontò a viso aperto i soldati nazisti e come un padre fu vicino alla gente, fino a ricomporre egli stesso i cadaveri e a portarli al cimitero. Successivamente, rifiutò l’onorificenza per tale opera”. Partecipò a tutte le sessioni del Concilio Vaticano II. A più di ottanta anni si dimise nel 1966 ritirandosi nella casa di famiglia a Frattamaggiore, dove morì il 27 aprile del 1968. E dove sulla sua tomba si recheranno in pellegrinaggio il vescovo e i sacerdoti della diocesi di Acerra sabato 28 aprile.

Papa al Divino Amore: diocesi Roma, “reciterà il Rosario nel Santuario antico” e “pregherà in special modo per la pace nel mondo e in Siria”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 14:05

Martedì 1° maggio, alle 17, Papa Francesco si recherà in visita al santuario della Madonna del Divino Amore, in zona Castel di Leva, a Roma. Ad accoglierlo, alle 17, ci saranno l’arcivescovo vicario mons. Angelo De Donatis, il vescovo ausiliare per il settore Sud mons. Paolo Lojudice, il presidente degli Oblati Figli del Divino Amore mons. Enrico Feroci, il rettore del santuario don Luciano Chagas Costa, il parroco don John Harry Bermeo Sanchez, il rettore del seminario della Madonna del Divino Amore don Vincent Pallippadan, le congregazioni religiose degli Oblati Figli e delle Figlie della Madonna del Divino Amore. Al suo arrivo, informa la diocesi di Roma, il coro polifonico Mater Divini Amoris, diretto da don Domenico Parrotta, intonerà il canto “Tu es Petrus”. A seguire, Papa Francesco “reciterà il Rosario nel Santuario antico, davanti all’immagine della Madonna del Miracolo inaugurando in tal modo il mese mariano. Papa Francesco pregherà in special modo per la pace nel mondo e in Siria”.
Dopo la preghiera, incontrerà le comunità degli Oblati Figli della Madonna del Divino Amore e delle Figlie della Madonna del Divino Amore, che operano presso il santuario. Poi benedirà la tomba del Servo di Dio don Umberto Terenzi, primo rettore e parroco del Divino Amore e fondatore delle due congregazioni religiose; quindi si fermerà con alcuni anziani parrocchiani che proprio da don Terenzi furono battezzati. In programma anche l’incontro con gli ospiti delle due strutture di accoglienza del Santuario: la Casa di riposo del Divino Amore e la Casa famiglia Mater Divini Amoris.
Infine, il Papa saluterà tutta la comunità parrocchiale che afferisce al santuario e che sosterà in preghiera nel piazzale antistante l’antico luogo di culto: “Nella nostra chiesa della Santa Famiglia – ha dichiarato don Bermeo Sanchez a Roma Sette – dalle 17 reciteremo il Rosario unendoci in preghiera con il Papa, specie per le persone anziane o malate”.

Coree: p. Fortunato (Sacro Convento Assisi), “gioia e speranza” per l’incontro dei due leader. “Comincia una nuova storia”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 13:48

“Guardiamo all’incontro dei due leader coreani con gioia e speranza. Comincia una nuova storia”. Lo ha dichiarato il direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, in un editoriale pubblicato sul sito sanfrancesco.org. “Un piccolo e importante passo di dialogo e convivenza pacifica che fa ben sperare per il futuro della società di oggi”, aggiunge padre Fortunato, secondo cui “è tempo di costruire ponti e non di alzare muri in tutto il mondo, come ha più volte invocato Papa Francesco”. “Moon Jae-in e Kim Jong-un – aggiunge – hanno piantato un pino e su una roccia posta lì vicino sono stati scolpiti i nomi dei leader e la frase ‘qui piantiamo pace e prosperità’. Vogliamo sostenere con la preghiera e con tutti i mezzi possibili questi primi passi, questi primi gesti che sprigioneranno un’alba di pace”. “Invitiamo la comunità internazionale a sostenere con parole e azioni costruttive questi momenti. Come san Francesco – l’esortazione – siate strumenti di pace”.

Giovani: MpV, al via a Padova il seminario primaverile “Vittoria Quarenghi”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 13:30

Sarà la città di Padova ad ospitare l’edizione 2018 del Seminario primaverile ‘Vittoria Quarenghi’ che prende il via oggi venerdì 27 fino a domenica 29 aprile. Il Quarenghi è da molti anni una delle principali iniziative che il Movimento per la Vita italiano (Mpv) propone ai giovani dai 18 ai 35 anni per la loro formazione sul versante della difesa della vita umana.
Questa edizione segna due importanti anniversari: la 35° edizione del Seminario e il 10° dell’Équipe nazionale giovani del Movimento per la Vita italiano, costituitasi nel 2008. “Un’occasione ideale – si legge in una nota – per gettare un ponte tra passato, presente e futuro dell’impegno prolife dei più giovani, attraverso momenti di lavoro, con la partecipazione di relatori di prim’ordine in ambito medico-scientifico, giuridico e filosofico, la partecipazione alle
attività di gruppo nei laboratori, ma anche con momenti conviviali e informali”.
Il titolo dell’edizione di quest’anno è “Vita che spera, speranza che vive”, che rimanda anche al lavoro messo in campo quotidianamente dal Movimento per la Vita e dai Centri di Aiuto alla Vita (Cav) in ogni angolo d’Italia e in particolar modo in Veneto, regione in cui l’impegno prolife può vantare una lunga e consolidata tradizione.
“Sono entusiasta e felice che il 35° Seminario primaverile Quarenghi sia ospitato a Padova – dichiara Irene Pivetta, responsabile nazionale giovani del Mpv -, città in cui sono presenti un Cav e un Mpv di grande operosità. Saremo accolti dalla Federazione del Veneto, una famiglia dinamica che condivide la sfida della difesa della vita con instancabile spirito di servizio. In occasione del decimo anniversario dell’Équipe giovani, vorrei ricordare in particolare la lungimiranza che ha spinto il Movimento per la Vita a creare, fin dall’inizio, occasioni di dialogo e formazione rivolte alle giovani generazioni, per appassionarle e prepararle alle sfide che coinvolgono la Vita nella nostra società”.
L’altra fondamentale parola d’ordine è ‘formazione’. Lo spiega Marco Alimenti, anch’egli responsabile nazionale giovani del Mpv: “Il volontariato nel Mpv necessita di una formazione continua, ed è ciò che il Seminario Quarenghi offre ogni anno ai giovani volontari. La formazione è importante perché si tratta di un
volontariato con un valore sociale alto, che pone al centro l’essere umano affermando il valore della vita in tutta la sua esistenza. Gli anni sono passati, ma non è cambiato lo stile del gruppo giovani, che è da sempre orientato ad un
approccio scientifico, che non passa attraverso slogan urlati”. A conferma del ruolo centrale della formazione, anche quest’anno, come nelle passate edizioni, la sessione di apertura si svolgerà proprio in un luogo universitario, anzi in tre diversi luoghi: uno per ogni giornata di lavoro. Si comincia venerdì 27 aprile, alle 16, presso il Dipartimento di Scienze Economiche ed Aziendali ‘Marco Fanno’ (Aula 12, primo piano, via Ugo Bassi, 1), mentre nelle giornate successive sono previste due sessioni mattutine:
sabato 28 presso il Collegio Universitario Gregorianum (via Marcel Proust, 10) e domenica 29 nella Sala dello Studio Teologico (piazza del Santo, 11).

Sabato 28, alle 19.30, si terrà l’AperiVita presso il Bar Antico Desiderio
(via del Portello, 99).

Balcani: Tusk (Ue) a Sarajevo, “tensioni interetniche e interreligiose portano solo dolore. I nemici possono riconciliarsi”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 13:30

“L’Ue vi aiuterà nei vostri sforzi ma ci preoccupa la bloccata riforma elettorale”: ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, continuando la sua visita nei Balcani, con tappa a Sarajevo. L’attuale legge elettorale della Bosnia-Erzegovina prevede un vantaggio per i candidati in base alla loro provenienza etnica, mentre la Corte costituzionale ha bloccato le proposte di cambiamento. Inoltre Tusk ha assicurato che “l’Ue è disposta a contribuire per una svolta positiva dell’attuale impasse”. Proprio a Sarajevo, definendola “città radicata nella storia europea”, il presidente del Consiglio Ue ha ricordato come “la storia europea ci insegna che le tensioni interetniche e interreligiose generano solo dolore e tragedie mentre allo stesso tempo ci insegna che nonostante ciò la riconciliazione è possibile, anche tra nemici da secoli”. “Il risultato della collaborazione – ha aggiunto – è pace, prosperità e vita migliore per tutti”. Tusk ha rilevato come “la maggior parte degli europei hanno delle identità diverse, che però possono vivere fianco a fianco, completandosi a vicenda e rafforzando gli uni gli altri”. La visita del presidente del Consiglio Ue si pone nell’ambito della preparazione per il summit Ue-Balcani occidentali in programma a Sofia, il 17 maggio. “La sicurezza dei Balcani è sicurezza europea”, ha detto Tusk esortando a una maggiore collaborazione nell’ambito della lotta al traffico dei migranti, di armi e di droga, lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo. Da parte sua, il presidente della presidenza della Bosnia-Erzegovina Bakir Izetbegovic ha affermato che “a volte sembra che la crisi nel Paese non si ferma, mentre la situazione generale è molto migliore di quello che viene riportato dai media”.

Professore bullizzato: Crepet (psichiatra), “gli insegnanti devono tornare a fare gli educatori, non gli istruttori”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 13:21

“Siamo tutti impotenti di fronte a certe situazioni. Il fallimento della scuola nasce anche da questo. Non serve a niente sospendere gli studenti, mandarli a casa o bocciarli. Bisogna educarli, non mandarli a spasso quindici giorni”. Lo dice lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet in un’intervista rilasciata a “Notizie”, settimanale della diocesi di Carpi, commentando gli atti di bullismo a danno di un professore compiuti, a Lucca, da alcuni studenti. “Gli insegnanti devono tornare a fare gli educatori, non gli istruttori – sottolinea –. I ragazzi vanno educati, non istruiti. La scuola deve tornare a produrre educazione, perché l’istruzione si può avere anche studiando a casa o in qualsiasi altro posto”. Lo psichiatra ribadisce che “la scuola negli ultimi tempi è sembrata privilegiare unicamente la sua funzione di centro d’istruzione”. “L’educazione prevede delle regole. Se queste saltano, salta l’intero impianto. Poi altro grave deficit è rappresentato dalle famiglie”, che “sono implose”. La principale colpa dei genitori, a suo avviso, è quella di “non fare i genitori”. “Esistono le eccezioni, ma il progetto educativo delle famiglie è completamente fallito: se un giovane arriva così a 16 anni, significa che ha vissuto 16 anni di diseducazione. In quale contesto è cresciuto, con quali valori? Cosa accadeva nel suo passato quando si è comportato male? Il mio timore: non accadeva nulla”.

Professore bullizzato: Crepet (psichiatra), “non è un’eccezione né una ragazzata, serve riflessione doverosa”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 13:18

“Questo video e altri analoghi sono diventati virali, stanno facendo il giro dei social. Non tanto per sollecitare una doverosissima riflessione, ma perché ormai siamo diventati un popolo di ‘guardoni’. Il mio auspicio, in modo ottimistico, è che qualcuno capisca anche che questa è la fine della scuola, della famiglia e dello stesso Stato italiano”. Lo dice lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet in un’intervista rilasciata a “Notizie”, settimanale della diocesi di Carpi, commentando gli atti di bullismo a danno di un professore, compiuti a Lucca da alcuni studenti. A suo avviso, “non si tratta di una ‘mosca bianca’, di un’eccezione”. “Nessun genitore dovrebbe sdrammatizzare l’accaduto, derubricandolo a ‘sono solo ragazzate’”. Guardando al “futuro di questi ragazzi”, che lo psichiatra considera “segnato per sempre”, Crepet esprime la sua preoccupazione per i giovani. “Convinti che si possa crescere da soli, sacrificano alla comodità di un presente senza impegno un futuro che non si ottiene senza fatica. Occasioni che non tornano. Ma tutti sono vittime. Tutti sono colpevoli”. “Il ragazzo prepotente sicuro dell’impunità potrebbe continuare a crogiolarsi nel proprio brodo se facesse male solo a se stesso – aggiunge -. Invece, i danni, voluti o collaterali, non si contano. Danni che nessuno risarcirà”. Non solo Lucca, secondo Crepet “ci sono casi peggiori”. “Siamo all’affondamento della scuola e della famiglia. Due istituzioni che non esistono più e questi sono i risultati”.

Mafie: Mattarella, “sconfiggerle è necessario e possibile, è un dovere iscritto nella natura stessa della nostra Repubblica”

Agensir.it - Fri, 2018-04-27 13:00

“Nella loro logica disumana le mafie cercano di schiacciare la vita sociale, di soggiogare le istituzioni, di trarre potere e profitti illeciti comprimendo la libertà, la dignità e le opportunità dei cittadini: sconfiggerle è necessario e possibile, anzi è un dovere iscritto nella natura stessa della nostra Repubblica”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente del Centro di studi ed iniziative culturali “Pio La Torre”, Vito Lo Monaco, a pochi giorni dal 36° anniversario della “barbara e vile uccisione per mano mafiosa” di Pio La Torre e Rosario Di Salvo. Per Mattarella, la commemorazione dei due “è occasione per rinnovare un fervido incoraggiamento per l’attività educativa e di sensibilizzazione svolta nel loro nome, anzitutto verso i giovani”. Quella contro le mafie, aggiunge il Capo dello Stato “è una battaglia che continua e l’azione, portata avanti con coraggio e intelligenza da uomini come Pio La Torre, e da tanti servitori dello Stato, ha già inferto colpi durissimi alla criminalità”. “Tocca a tutti noi – l’esortazione del presidente – dar seguito a questo impegno comune, affrontando i tempi nuovi, e anche i mutamenti dell’organizzazione mafiosa, facendo tesoro delle esperienze migliori e sviluppando quegli anticorpi che la società democratica ha già dimostrato di possedere”. Per Mattarella, “il protagonismo dei giovani, e delle formazioni sociali, nel percorso di liberazione dalle mafie è garanzia di riscatto e valore importante per gli uomini e le istituzioni quotidianamente impegnati nel contrasto alla criminalità”.

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