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Assemblea Cei: card. Bagnasco, populismo è “democrazia solo apparente”, ma “non può essere snobbato con sufficienza”

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 09:51

“In tutto il Continente europeo”, è presente “un marcato populismo, che – mentre afferma di voler semplificare problemi complessi e di promuovere nuove forme di partecipazione – si rivela superficiale nell’analisi come nella proposta, interprete di una democrazia solo apparente”. A lanciare il grido d’allarme è stato il cardinale Angelo Bagnasco, nella prolusione di apertura della seconda giornata dell’Assemblea della Cei. “Ci si chiede, pertanto – ha proseguito il cardinale – se serva veramente la gente, oppure se ne voglia servire; se intenda veramente affrontare i problemi o non piuttosto usarli per affermarsi”. Detto questo, per Bagnasco “il populismo non può essere snobbato con sufficienza: va considerato con intelligenza, se non altro perché raccoglie sentimenti diffusi che non nascono sempre da preconcetti, ma da disagi reali e, a volte, pure gravi”.

Assemblea Cei: card. Bagnasco, “sempre più grave la metamorfosi antropologica”. Occidente “sta dimenticando nuovo umanesimo

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 09:48

“Come non rimanere preoccupati a fronte dello scioglimento delle relazioni in famiglia, nel lavoro, nei corpi intermedi, nella società, e perfino nelle comunità cristiane?”. Nella prolusione con cui ha aperto la seconda giornata dell’Assemblea della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, nel tracciare il bilancio del suo decennio, ha fatto notare che “il ‘noi’ sempre più viene prevaricato da un ‘io’ autoreferenziale, con tutte le conseguenze che abbiamo puntualmente denunciato a livello sociale, economico e legislativo”. “L’attenzione all’evangelizzazione – ha ricordato – ha attraversato i nostri incontri, portandoci a misurarci sulla sfida educativa con gli Orientamenti pastorali del decennio”. Una “emergenza”, questa, che per Bagnasco “è sempre più urgente e importante, decisiva per il bene dei giovani e della società”, ed “ha costituito il fuoco di verifica e di rilancio con il Convegno Ecclesiale di Firenze, dove il Santo Padre Francesco ha offerto alla nostra Chiesa un’ampia e profonda parola di riflessione e di indirizzo”. “Il bene e lo sviluppo integrale delle persone ci hanno portato a essere sempre attenti alle dinamiche delle nostre comunità e del vivere sociale”, ha osservato il cardinale, “consapevoli che il mistero di Cristo è sorgente di quel nuovo umanesimo che l’Occidente europeo sta dimenticando; al suo posto emerge un individuo sciolto da legami, apolide, senza casa né patria, illusoriamente libero, in realtà prigioniero delle proprie solitudini”. “Insieme a tutti gli episcopati d’Europa, riteniamo sempre più grave la metamorfosi antropologica, che il Santo Padre chiama ecologia integrale”, ha affermato Bagnasco citando la Laudato si’: “Quanto più, infatti, l’individuo si isola dagli altri, tanto più diventa preda di manipolazioni politiche, economiche, finanziarie. Una società disaggregata, fatta di punti isolati, è debole, indifesa di fronte alle logiche del mercato selvaggio e del profitto fine a se stesso. Il potere, inteso come prevaricazione, ne vive”.

Assemblea Cei: card. Bagnasco, “insieme abbiamo camminato e parlato alle nostre comunità e al Paese”

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 09:45

“La gratitudine ai Papi che mi hanno dato fiducia, da Benedetto XVI al Santo Padre Francesco”. È la prima “parola a conclusione di questi dieci anni nei quali sono stato chiamato a servire l’Episcopato Italiano in qualità di presidente”, pronunciata dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nella prolusione con cui ha aperto la seconda giornata dell’assise dei vescovi, in corso nell’Aula Nuova del Sinodo. “Al Romano Pontefice, con il quale il nostro episcopato gode di un legame unico, rinnovo a nome mio e dell’intero corpo episcopale leale obbedienza e sincero affetto”, ha proseguito il cardinale: “La sua parola e la sua testimonianza sono per noi indirizzo e sprone, e per il presidente riferimento sicuro”. “Spesso ho detto che il mio programma sono i confratelli da ascoltare con umiltà e rispetto, attento a promuovere il dialogo, lo scambio, la fiducia e a proporre sintesi alte”, ha ricordato Bagnasco: “Da subito, ho concepito il mio compito come un servizio alla fraternità e alla comunione, rispetto alle quali la Cei è una struttura di servizio”. Poi “un ringraziamento cordiale ai Segretari Generali che si sono succeduti”, dal cardinale Giuseppe Betori a monsignor Mariano Crociata e a monsignor Nunzio Galantino: “Senza di loro il servizio sia alla presidenza che all’intero corpo episcopale sarebbe rimasto inefficace”, il tributo di Bagnasco, che con loro ha espresso “un grazie sincero a direttori, aiutanti di studio e personale tutto dei nostri uffici”. Quindi Bagnasco ha ricordato il cardinale Attilio Nicora, recentemente scomparso, artefice del sistema di sostegno economico alla Chiesa cattolica e di sostentamento del clero. Un applauso si è levato dai vescovi.

“La domanda incomprimibile è se potevo fare di più e meglio per amare tutti e ciascuno: altri risponderanno meglio di me”, le parole del cardinale, secondo il quale “quando nulla si cerca, nel segreto dell’anima prendono casa la serenità e la pace”. “A noi pastori – ha puntualizzato Bagnasco – spetta il compito di lavorare con retta intenzione e con tutto l’impegno possibile: il risultato è nelle mani di Dio che tutto vede e feconda”. “Insieme abbiamo camminato e parlato alle nostre comunità e al Paese”, il bilancio: “La vicinanza alle persone ci ha permesso di conoscerne la vita reale e di dar voce a speranze, preoccupazioni e dolori del popolo. Questa prossimità ci ha consentito, a volte, di anticipare gli eventi, come quando – nel 2007 – abbiamo registrato pubblicamente che erano tornati i pacchi viveri nelle nostre parrocchie, segno di ciò che sarebbe presto accaduto: la grande crisi”. Per il presidente della Cei, “la gente ha sempre riconosciuto che i loro vescovi ci sono e sanno farsi eco rispettosa e autorevole in ogni sede, senza interessi personali o di parte. Sempre ci hanno accompagnato le parole di sant’Agostino: ‘Dio parla in tutta libertà anche per mezzo di uomini timidi’”.

Attentato Manchester: Juncker (Commissione Ue), “profondo dolore. Vicini al popolo britannico. Unire forze contro questi atti vili”

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 09:29

(Bruxelles) “Con grande tristezza e profondo shock ho appreso del brutale attacco che ha colpito Manchester. Mi si spezza il cuore a pensare che, ancora una volta, il terrorismo ha cercato di infondere paura dove dovrebbe essere la gioia, di creare divisione dove giovani e famiglie dovrebbero trovarsi per una festa”. Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, è stato tra i primi a rivolgere un pensiero e parole di vicinanza al popolo e alle autorità britanniche dopo l’attentato di Manchester. “Vorrei trasmettere la mia più profonda simpatia e vicinanza al primo ministro May e al popolo britannico. Oggi piangiamo con voi”. Per Juncker occorre lavorare “accanto a voi per combattere contro coloro che cercano di distruggere il nostro modo di vivere. Essi sottovalutano la nostra e la vostra resilienza. Questi attacchi codardi, invece, rafforzeranno solo il nostro impegno a lavorare insieme per sconfiggere gli autori di tali atti vili”.

Attentato Manchester: 22 morti, 50 feriti. Premier May, “nostri pensieri sono con le vittime e le famiglie”. Indagini in corso

Agensir.it - Tue, 2017-05-23 09:02

Ventidue le vittime confermate stamane dalla polizia, tra cui anche alcuni bambini, e oltre cinquanta feriti sono il risultato di un’esplosione avvenuta ieri sera poco dopo le 22.30 nel Foyer dell’Arena di Manchester mentre stava finendo il concerto della cantante statunitense Ariana Grande. La polizia ha dichiarato nella notte di trattare l’esplosione come “incidente terroristico”. Il primo ministro britannico, Theresa May, stamane presiederà un incontro del comitato di coordinamento e strategia per le emergenze nazionali, noto come Cobra, insieme ai capi della polizia e i responsabili delle autorità locali coinvolti. “Stiamo lavorando per chiarire tutti i dettagli di ciò che la polizia sta affrontando come un terribile attacco terroristico”. E ha aggiunto: “Tutti i nostri pensieri sono con le vittime e le famiglie di coloro che sono stati colpiti”. La campagna elettorale in vista delle elezioni generali dell’8 giugno è stata sospesa.

Il non-senso occidentale

Marco Pozza - Mon, 2017-05-22 20:14

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«No, noi ortodossi pratichiamo sempre!» mi ha risposto, con un sorriso disarmante, un piccolo fedele copto egiziano, di non ancora dodici anni, al mio interessamento sulla differente organizzazione sacramentale e sull’ipotesi che qualcuno, ad un certo punto, possa smettere di frequentare la chiesa. Lo ha escluso in modo così categorico, da far quasi venire il dubbio che non vi fosse neppure la libertà di poterlo pensare. Non è così, naturalmente: qualunque organizzazione religiosa sia presente, se Dio non vuole togliere la libertà a nessuno dei

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Notizie Sir del giorno: Papa Francesco ad Assemblea Cei, Pietro Grasso su Falcone e Borsellino, Centrafrica

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 20:00

Papa Francesco: ad Assemblea Cei, “confronto aperto, umile e franco”, “respiro e passo sinodale”

“Vi auguro che queste giornate siano attraversate dal confronto aperto, umile e franco. Non temete i momenti di contrasto: affidatevi allo Spirito, che apre alla diversità e riconcilia il distinto nella carità fraterna”. È quanto si legge nel testo scritto, consegnato dal Papa al termine dell’incontro riservato con i vescovi, con cui si è aperta la 70ª Assemblea generale della Cei. “Vivete la collegialità episcopale, arricchita dall’esperienza di cui ciascuno è portatore e che attinge alle lacrime e alle gioie delle vostre Chiese particolari”, l’invito di Francesco, secondo il quale “camminare insieme è la via costitutiva della Chiesa; la cifra che ci permette di interpretare la realtà con gli occhi e il cuore di Dio; la condizione per seguire il Signore Gesù ed essere servi della vita in questo tempo ferito”. (clicca qui)

Card. Bagnasco: a Papa Francesco, “sostegno a nuovo presidente nel servizio a beneficio nostre Chiese”. Grande “attenzione ai giovani”

“Questa Assemblea è chiamata ad eleggere una terna con cui contribuire alla nomina del nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana”: lo ha ricordato il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nel suo saluto al Papa, a proposito della principale novità dell’assise che si è aperta oggi. “Assicuro fin d’ora – ha proseguito – la volontà di tutti nel riconoscerlo e sostenerlo in questo servizio a beneficio delle nostre Chiese, mentre personalmente la ringrazio per la fiducia che mi ha accordato in questi anni”. Bagnasco ha anche ricordato la grande attenzione dei vescovi italiani per i giovani: “In sintonia con gli Orientamenti pastorali del decennio e il Sinodo da lei indetto, vogliamo non soltanto farci carico degli aneliti e delle domande che le nuove generazioni portano nel cuore, ma anche ascoltarne con sollecitudine la voce”. (clicca qui)

Falcone e Borsellino: Pietro Grasso, “non eroi” ma “cittadini modello per tutti noi”

Non si debbono cucire addosso a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino “gli abiti degli eroi perché apparirebbero come modelli inarrivabili. Sarebbe più giusto, piuttosto, dipingerli per quello che erano: uomini come noi ma fedeli ai propri ideali di legalità e giustizia, per i quali hanno sopportato indicibili amarezze e pesantissime privazioni, servendo lo Stato fino in fondo anche a costo di morire”. Lo scrive in una nota per il Sir Pietro Grasso, presidente del Senato, ricordando i due magistrati uccisi dalla mafia, alla vigilia del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui perse la vita Falcone, seguita il 19 luglio dall’attentato di via D’Amelio che costò la vita a Borsellino. “Non eroi”, avverte Grasso ricordando che di due magistrati furono per lui due “maestri”, bensì “cittadini modello: ciascuno di noi, ognuno secondo la propria competenza e possibilità – assicura -, può esserlo”. (clicca qui)

Centrafrica: p. Gazzera (missionario) dopo il richiamo del Papa. “Situazione inasprita”. Chiesa unica voce autorevole

“Quando il Papa parla di un Paese purtroppo c’è da preoccuparsi. Da qualche settimana la situazione si è inasprita attorno ad alcune città anche perché l’attenzione sul Paese si sta spegnendo”: così dice al Sir padre Aurelio Gazzera, carmelitano scalzo da vent’anni nella Repubblica Centrafricana, a commento delle parole pronunciate da Papa Francesco al Regina Coeli di ieri in cui ha esortato a far tacere le armi e far prevalere “la buona volontà di dialogare per dare al Paese pace e sviluppo”. (clicca qui)

Germania: “Valerie e il prete”, scommessa vinta per un progetto innovativo. Confronto prete-giovani e racconto in presa diretta

Grande successo di contatti e di critica e valutazioni eccellenti da parte della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), per il progetto annuale, conclusosi ieri, “Valerie e il prete”, che presentava l’evoluzione del rapporto quotidiano tra il giovane parroco Franziskus von Boeselager, della diocesi di Munster, e la giovane giornalista atea Valerie Schönian. Un bilancio molto positivo del progetto è stato offerto dal presidente della Commissione per il clero, le professioni e i servizi della Chiesa, il vescovo di Munster, mons. Felix Genn: “Il progetto è stato un prezioso contributo al rafforzamento e la percezione dell’immagine dei sacerdoti”. (clicca qui)

Sviluppo sostenibile: Comitato economico e sociale, seminario su Agenda 2030 Onu. Jahier, “passare dai sogni alla realtà”

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile richiede “il coraggio di immaginare un nuovo mondo”. Si tratta di “una grande sfida per la quale dobbiamo avere l’ambizione di mettere opportunità e obiettivi davanti ai problemi. Un’agenda per la quale dobbiamo mostrare creatività e determinazione per trasformare un’idea in un discorso positivo europeo per lo sviluppo sostenibile dell’Ue”. Lo ha affermato Luca Jahier, presidente del Gruppo III – Interessi diversi del Comitato economico e sociale Ue, introducendo il seminario di due giorni in corso a Bruxelles sulla strategia europea per lo sviluppo sostenibile. (clicca qui)

Reliquie San Nicola in Russia: Hilarion, “una speciale provvidenza divina”

(Bari) – “Nel maggio di ogni anno celebriamo la festa di San Nicola e ascoltiamo l’inno liturgico”. È quanto ha affermato il metropolita Hilarion Alfeev, presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, al termine della divina liturgia celebrata ieri nella cripta della basilica di San Nicola di Bari. Liturgia che ha preceduto la consegna della sacra reliquia di San Nicola, fino al 28 luglio, al Patriarcato di Mosca. “La traslazione delle sacre reliquie di San Nicola da Myra a Bari – ha ricordato – è avvenuta 930 anni fa, e come allora, la Chiesa ortodossa russa ha riconosciuto oggi, in questo evento, una speciale provvidenza divina”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 23 maggio. Papa ad Assemblea Cei, situazione economica in Italia, Trump in Israele, strage di Capaci

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 19:59

“Avvenire” dedica la fotocronaca di apertura all’Assemblea generale della Cei, inaugurata ieri dall’intervento da Francesco. La foto ritrae il Papa e il cardinale Bagnasco, mentre lo spazio dell’articolo di fondo è dato all’intervento del Santo Padre. Il secondo titolo principale è per la situazione economica. La Ue promuove la manovra, ma ci richiama sui conti, nel giorno in cui l’Istat certifica una piccola crescita del Pil. In un’intervista esclusiva ad “Avvenire”, il commissario europeo Pierre Moscovici dice: “Mi fa sorridere che continuino a trattarci di ‘eurocrati’. È davvero totalmente ingiustificato e fuori luogo. Perché se c’è un Paese che non può pensare che questa sia una Commissione di tecnocrati è proprio l’Italia, il solo Paese che ha beneficiato di tutte le flessibilità previste, e in modo massiccio. Parliamo di ben oltre 10 miliardi di euro per il solo 2016. Abbiamo concesso, unico Paese finora, la clausola per le riforme strutturali per quest’anno, e poi la clausola per gli investimenti per quest’anno e anche per il 2016, anche se in quell’anno in realtà gli investimenti invece di aumentare sono calati”. Un altro titolo di rilievo per il viaggio di Trump in Israele: pace possibile in Medio Oriente, dice il capo della Casa Bianca. Tra i commenti di “Avvenire”, una riflessione di Antonio Maria Mira a 25 anni dalla strage di Capaci e un intervento di Marco Morosini sul referendum energetico in Svizzera.

Papa Francesco: ad Assemblea Cei, “nessuno resti invisibile o marginale”. Grazie al card. Bagnasco

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 19:44

“Ai vostri occhi nessuno resti invisibile o marginale”. È il monito con cui si apre l’ultima parte del discorso scritto consegnato dal Papa ai vescovi italiani, al termine dell’incontro a porte chiuse, a loro riservato, con cui si è aperta la 70ª Assemblea della Cei. “Andate incontro a ogni persona con la premura e la compassione del padre misericordioso, con animo forte e generoso”, la consegna di Francesco: “Siate attenti a percepire come vostro il bene e il male dell’altro, capaci di offrire con gratuità e tenerezza la stessa vita. Sia questa la vostra vocazione; perché, come scrive Santa Teresa di Gesù Bambino, ‘solo l’amore fa agire le membra della Chiesa: se l’amore si spegnesse, gli apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue…'”. Infine, il grazie al cardinale Bagnasco per i dieci anni di presidenza della Conferenza episcopale italiana: “Grazie per il suo servizio umile e condiviso, non privo di sacrificio personale, in un momento di non facile transizione della Chiesa e del Paese. Anche l’elezione e, quindi, la nomina del suo successore, altro non sia che un segno d’amore alla Santa Madre Chiesa, amore vissuto con discernimento spirituale e pastorale, secondo una sintesi che è anch’essa dono dello Spirito”.

Papa Francesco: ad Assemblea Cei, no a “compromesso” e “ambiguità”, servono “audacia” e “scelte coraggiose”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 19:42

“Come la Chiesa di Laodicea, conosciamo forse la tiepidezza del compromesso, l’indecisione calcolata, l’insidia dell’ambiguità”. Ma è proprio “su questi atteggiamenti” che “si abbatte la condanna più severa”. Lo ha fatto presente il Papa, nel discorso scritto consegnato ai vescovi italiani, in cui ha citato “un testimone del Novecento”, il teologo protestante Dietrich Bonhoeffer, che ci ricorda come “la grazia a buon mercato è la nemica mortale della Chiesa: misconosce la vivente parola di Dio e ci preclude la via a Cristo. La vera grazia – costata la vita del Figlio – non può che essere a caro prezzo: perché chiama alla sequela di Gesù Cristo, perché costa all’uomo il prezzo della vita, perché condanna il peccato e giustifica il peccatore, perché non dispensa dall’opera… È a caro prezzo, ma è grazia che dona la vita e porta a vivere nel mondo senza perdersi in esso”. “Apriamo il cuore al bussare dell’eterno Pellegrino”, l’invito di Francesco: “Facciamolo entrare, ceniamo con lui. Ripartiremo per arrivare in ogni dove con un annuncio di giustizia, fraternità e pace”. “Il Signore non punta mai a deprimerci, per cui non attardiamoci sui rimproveri, che nascono comunque dall’amore e all’amore conducono”, l’indicazione del Papa: “Lasciamoci scuotere, purificare e consolare”. “Ci è chiesta audacia per evitare di abituarci a situazioni che tanto sono radicate da sembrare normali o insormontabili”, la tesi di Francesco: “La profezia non esige strappi, ma scelte coraggiose, che sono proprie di una vera comunità ecclesiale: portano a lasciarsi ‘disturbare’ dagli eventi e dalle persone e a calarsi nelle situazioni umane, animati dallo spirito risanante delle Beatitudini”. “Su questa via – ha aggiunto – sapremo rimodellare le forme del nostro annuncio, che si irradia innanzitutto con la carità. Muoviamoci con la fiducia di chi sa che anche questo tempo è un kairos, un tempo di grazia abitato dallo Spirito del Risorto: a noi spetta la responsabilità di riconoscerlo, accoglierlo e assecondarlo con docilità”.

Papa Francesco: ad Assemblea Cei, cristianesimo non è “una serie di principi”, no a “esteriorità e opportunismo”. In ogni occasione “facciamoci prossimo”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 19:32

“Come la Chiesa di Tiatira, siamo forse esposti alla tentazione di ridurre il cristianesimo a una serie di principi privi di concretezza”. In questo caso, spiega il Papa nel testo scritto consegnato ai vescovi riuniti in Assemblea, “si cade in uno spiritualismo disincarnato, che trascura la realtà e fa perdere la tenerezza della carne del fratello”. “Torniamo alle cose che contano veramente: la fede, l’amore al Signore, il servizio reso con gioia e gratuità”, l’antidoto: “Facciamo nostri i sentimenti e i gesti di Gesù ed entreremo davvero in comunione con Lui, stella del mattino che non conosce tramonto”. “Come la Chiesa di Sardi, possiamo forse essere sedotti dell’apparenza, dall’esteriorità e dall’opportunismo, condizionati dalle mode e dai giudizi altrui”, il monito di Francesco: “La differenza cristiana, invece, fa parlare l’accoglienza del Vangelo con le opere, l’obbedienza concreta, la fedeltà vissuta; con la resistenza al prepotente, al superbo e al prevaricatore; con l’amicizia ai piccoli e la condivisione ai bisognosi. Lasciamoci mettere in discussione dalla carità, facciamo tesoro della sapienza dei poveri, favoriamone l’inclusione; e, per misericordia, ci ritroveremo partecipi del libro della vita”. “Come la Chiesa di Filadelfia, siamo chiamati alla perseveranza, a buttarci nella realtà senza timidezze”, prosegue il Papa: “Il Regno è la pietra preziosa per cui vendere senza esitazione tutto il resto e aprirci pienamente al dono e alla missione. Attraversiamo con coraggio ogni porta che il Signore ci schiude davanti. Approfittiamo di ogni occasione per farci prossimo. Anche il miglior lievito da solo rimane immangiabile, mentre nella sua umiltà fa fermentare una gran quantità di farina: mescoliamoci alla città degli uomini, collaboriamo fattivamente per l’incontro con le diverse ricchezze culturali, impegniamoci insieme per il bene comune di ciascuno e di tutti. Ci ritroveremo cittadini della nuova Gerusalemme”.

Papa Francesco: ad Assemblea Cei, no a “mondanità spirituale” e a “logiche di potere e di successo funzionali a immagine sociale della Chiesa”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 19:24

“Come la Chiesa di Smirne, forse anche noi nei momenti della prova siamo vittima della stanchezza, della solitudine, del turbamento per l’avvenire; restiamo scossi nell’accorgerci di quanto il Dio di Gesù Cristo possa non corrispondere all’immagine e alle attese dell’uomo ‘religioso’: delude, sconvolge, scandalizza”. È l’analisi del Papa, contenuta nel discorso scritto consegnato ai vescovi in apertura dell’Assemblea della Cei in corso in Vaticano. “Custodiamo la fiducia nell’iniziativa sorprendente di Dio, la forza della pazienza e la fedeltà dei confessori: non avremo a temere la seconda morte”, il consiglio di Franccesco. “Come la Chiesa di Pergamo, forse anche noi talvolta cerchiamo di far convivere la fede con la mondanità spirituale, la vita del Vangelo con logiche di potere e di successo, forzatamente presentate come funzionali all’immagine sociale della Chiesa”, l’altro ammonimento: “Il tentativo di servire due padroni è, piuttosto, indice della mancanza di convinzioni interiori. Impariamo a rinunciare a inutili ambizioni e all’ossessione di noi stessi per vivere costantemente sotto lo sguardo del Signore, presente in tanti fratelli umiliati: incontreremo la Verità che rende liberi davvero”.

Diocesi: Trento, al Museo tridentino la mostra “Dipingere il buio. In realtà siamo liberi”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 19:18

In appendice alla mostra “Fratelli e sorelle. Racconti dal carcere”, sarà inaugurata venerdì 26 maggio, alle ore 17.30, al Museo tridentino “Dipingere il buio. In realtà siamo liberi”, un’esposizione che raccoglie gli elaborati realizzati dai detenuti della casa circondariale di Spini di Gardolo nell’ambito del laboratorio “Un viaggio per parole e immagini”, promosso dal museo e dagli alunni di due classi della scuola secondaria di primo grado di Vezzano.
La mostra “Dipingere il buio. In realtà siamo liberi” rappresenta la conclusione di un percorso umano e formativo che il Museo diocesano tridentino ha avviato nel mese di febbraio 2017 con un gruppo di detenuti della casa circondariale di Spini di Gardolo. Non si è trattato di un “corso di pittura”: “L’obiettivo del progetto – spiega una nota – non era quello di insegnare una tecnica artistica, ma di stimolare nei partecipanti la capacità di elaborare e trasporre in ‘parole e immagini’ sentimenti e riflessioni intime”. Le classi II A e III A della scuola secondaria di primo grado di Vezzano (Istituto comprensivo Valle dei Laghi-Dro) hanno svolto un percorso parallelo di analisi, riflessione e rielaborazione di temi inerenti al concetto di carcere, giustizia, pena, libertà, consapevolezza, pregiudizio, perdono. Con questo progetto “il Museo diocesano ha voluto portare un contributo attivo alla promozione della dignità umana e al riscatto umano e sociale, nella convinzione che la cultura possa rappresentare una prospettiva importante di recupero per le persone recluse”. L’iniziativa, conclude la nota, “si configura come una proposta formativa di grande valore simbolico, poiché ribadisce la necessità di rendere il museo ‘accessibile’ a persone che vivono una condizione di esclusione sociale, raccordando due realtà raramente in dialogo”.

Papa Francesco: ad Assemblea Cei, “le nostre infedeltà sono una pesante ipoteca sulla credibilità della testimonianza”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 19:16

Il cammino della Chiesa “è segnato anche da chiusure e resistenze”. A farlo notare è il Papa, nel discorso scritto consegnato ai vescovi italiani all’apertura della loro 70ª Assemblea. “Le nostre infedeltà sono una pesante ipoteca posta sulla credibilità della testimonianza del depositum fidei, una minaccia ben peggiore di quella che proviene dal mondo con le sue persecuzioni”, ha ammonito Francesco secondo il quale “questa consapevolezza ci aiuta a riconoscerci destinatari delle lettere alle Chiese con cui si apre l’Apocalisse, il grande libro della speranza cristiana”. “Chiediamo la grazia di saper ascoltare ciò che lo Spirito oggi dice alle Chiese, accogliamone il messaggio profetico per comprendere cosa vuole curare in noi”, l’invito del Papa. “Come la Chiesa di Efeso, forse a volte anche noi abbiamo abbandonato l’amore, la freschezza e l’entusiasmo di un tempo”, il mea culpa seguito da un’esortazione: “Torniamo alle origini, alla grazia fondante degli inizi; lasciamoci guardare da Gesù Cristo, il ‘Sì’ del Dio fedele, l’unum necessarium”. Poi la citazione del Vangelo di Matteo, seguita da quella dell’Apocalisse,  contenuta nel discorso di Paolo VI per l’inizio della seconda sessione del Concilio: “Questa nostra assemblea qui radunata non brilli d’altra luce se non di Cristo, che è la luce del mondo; i nostri animi non cerchino altra verità se non la parola del Signore, che è il nostro unico maestro; non preoccupiamoci d’altro se non di obbedire ai suoi precetti con una sottomissione fedele in tutto; non ci sostenga altra fiducia se non quella che corrobora la nostra flebile debolezza, perché si fonda sulle sue parole: ‘Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo'”.

Papa Francesco: ad Assemblea Cei, “confronto aperto, umile e franco”, “respiro e passo sinodale”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 19:09

“Vi auguro che queste giornate siano attraversate dal confronto aperto, umile e franco. Non temete i momenti di contrasto: affidatevi allo Spirito, che apre alla diversità e riconcilia il distinto nella carità fraterna”. È quanto si legge nel testo scritto, consegnato dal Papa al termine dell’incontro riservato con i vescovi, con cui si è aperta la 70ª Assemblea generale della Cei. “Vivete la collegialità episcopale, arricchita dall’esperienza di cui ciascuno è portatore e che attinge alle lacrime e alle gioie delle vostre Chiese particolari”, l’invito di Francesco, secondo il quale “camminare insieme è la via costitutiva della Chiesa; la cifra che ci permette di interpretare la realtà con gli occhi e il cuore di Dio; la condizione per seguire il Signore Gesù ed essere servi della vita in questo tempo ferito”. “Respiro e passo sinodale rivelano ciò che siamo e il dinamismo di comunione che anima le nostre decisioni”, ha affermato il Papa: “Solo in questo orizzonte possiamo rinnovare davvero la nostra pastorale e adeguarla alla missione della Chiesa nel mondo di oggi; solo così possiamo affrontare la complessità di questo tempo, riconoscenti per il percorso compiuto e decisi a continuarlo con parresia.”

Fascismo: Tv2000, “bene commissione Difesa su eccidio Debre Libanos”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 19:07

“L’annuncio, ufficializzato in un comunicato diffuso domenica pomeriggio, riempie di soddisfazione noi e tutti coloro che hanno sentito come un dovere l’accertamento della verità su questo orrendo crimine di guerra”. Così il direttore di Rete di Tv2000, Paolo Ruffini e il direttore dell’informazione, Lucio Brunelli hanno commentato la decisione del Ministero della Difesa di costituire una commissione di studio sull’eccidio dei cristiani copti compiuto dal regime fascista nel monastero di Debre Libanos in Etiopia, nel maggio 1937, esattamente 80 anni fa.
“Da oltre un anno Tv2000 – aggiungono Ruffini e Brunelli – è impegnata in un ostinato lavoro di ricerca e inchiesta storica per rompere il muro di silenzio che gravava sulla strage di Debre Libanos. Come recita il comunicato del Ministero: ‘In Italia con il silenzio di tutti, durante il fascismo ma anche dopo, l’episodio era stato dimenticato’. Un contributo importante alla conoscenza dei fatti è stato portato dal docu-film firmato dal nostro collega Antonello Carvigiani con la fotografia e la regia di Andrea Tramontano”.
“Trasmesso per la prima volta nel maggio del 2016 – ricordano Ruffini e Brunelli – e replicato più volte sulla nostra emittente, il docu-film è stato proiettato lo scorso 1 dicembre nella Filmoteca vaticana alla presenza di qualificati esponenti della Chiesa cattolica e della Chiesa copta etiope. Fu un momento di grande emozione, per il clima di amicizia che la comune ricerca della verità storica, senza rancori e senza reticenze, aveva favorito fra le due comunità religiose. Alla vigilia dell’ anniversario della strage, sabato scorso, in un nuovo speciale realizzato dalla redazione giornalistica del Tg2000, il telegiornale di Tv2000, sono stati mostrati nuovi documenti rintracciati da Carvigiani negli archivi di Stato. In particolare l’inventario degli oggetti sacri requisiti dagli ufficiali italiani dopo l’esecuzione sommaria di centinaia di monaci, diaconi e semplici pellegrini giustificata come rappresaglia per il fallito attentato del febbraio 1937 al viceré Rodolfo Graziani”.
“Onestà e senso di giustizia – concludono Ruffini e Brunelli – vorrebbero ora che questi beni siano prima ritrovati e poi restituiti alla comunità copta etiope, come un gesto fattivo di riconciliazione”.

Salute: Scienza & Vita, a Roma il XV convegno nazionale sul tema “Rosso come l’amore. Accanto alla persona malata tra scienza, dedizione e normalità”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 19:00

“Rosso come l’amore. Accanto alla persona malata tra scienza, dedizione e normalità”. Questo il tema del XV convegno nazionale di Scienza & Vita e del XVII incontro delle associazioni locali, che si tiene venerdì 26 e sabato 27 maggio a Roma. Quest’anno, avverte una nota, “il focus è sulla sofferenza e sul dolore nell’esperienza della malattia. L’approccio è multidisciplinare, allo scopo di analizzare ed integrare gli aspetti scientifici con la dimensione valoriale e antropologica”. A tal fine sono coinvolti scienziati, giovani ricercatori, studiosi e operatori sanitari, ma anche testimonial che vivono situazioni particolari di fragilità, per “toccare con mano” le loro esperienze di vita. “L’intento – si legge nella nota – è quello di promuovere una visione diversa della malattia e della sofferenza che essa genera, ponendo l’attenzione sugli strumenti per alleviare il dolore attualmente a disposizione della medicina, su una corretta relazione paziente-medico, sulla promozione di una cultura diffusa dell’accoglienza e del dono di sé”.

Adozioni internazionali: Aibi, “negli ultimi tre anni calo pari al 50% rispetto al 2011. Le famiglie italiane superino il clima di sospetto, sfiducia e odio”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 18:44

In Italia, “negli ultimi tre anni non si è creduto” alle adozioni internazionali. “A dimostrarlo è il calo pari al 50% rispetto al 2011”. È quanto si legge in una nota diffusa oggi dall’associazione Amici dei bambini (Aibi). “Gratuità dell’adozione internazionale, snellimento delle procedure adottive, abolizione dei viaggi multipli nei Paesi di origine dei minori, istituzione di un ‘funzionario delle adozioni internazionali’ presso ogni Ambasciata italiana, tolleranza zero nei confronti dei pagamenti in nero e la definizione di vacanze preadottive” è ciò che l’Aibi spera possa diventare realtà a seguito della nomina guida della Commissione adozione internazionali (Cai) di Laura Laera, ufficializzata venerdì 19 maggio con il decreto del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. C’è da recuperare il tempo perso in “tre anni assurdi durante i quali è successo di tutto”, rileva l’associazione, sottolineando che “se i patti di stabilità lo consentiranno, si riprenderanno i progetti di cooperazione finalizzati allo sviluppo della sussidiarietà nei Paesi di origine” e “si tornerà a dare alle coppie adottive i rimborsi delle spese adottive dalla Cai”. “Insomma – prosegue l’Aibi – tornerà a splendere quell’adozione internazionale che è sempre stata uno dei ‘fiori all’occhiello’ della nostra Italia”. “Ma – rileva l’associazione – occorre che le famiglie italiane tornino a credere nell’adozione internazionale, superando quel clima di sospetto, sfiducia e odio che è stato creato ad arte in questi 3 anni con l’unico risultato di allontanare le coppie da questa meravigliosa forma di accoglienza a danno dei milioni di bambini in stato di abbandono in attesa ancora di una famiglia e di poter tornare ad essere figli”.

Vaccini a scuola: Fism, “il problema non è l’obbligatorietà” ma “l’interdipendenza tra lo star bene del singolo e degli altri”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 18:40

Rispetto alle vaccinazioni, “il problema non si risolve con l’obbligatorietà, pur necessaria, ma interrogandosi sulle ragioni che sottendono la prescrizione normativa che deve perseguire l’obiettivo della tutela del singolo e della comunità sociale – nel nostro caso comunità educativa – della quale la scuola dell’infanzia costituisce una vera e prima ‘porta’”. È quanto si legge in una nota diffusa oggi dalla segreteria nazionale della Fism, la Federazione italiana scuole materne. Rilevando che “come spesso accade, anche stavolta è scoppiata una querelle che ha assunto i caratteri di scontro mediatico e politico, bypassando la serietà dell’argomento”, la Fism osserva che “si è affrontato il problema nella sua valenza sanitaria, importante, ma certamente non esaustiva”. Infatti, prosegue la nota, “ci troviamo di fronte a una deriva che segnala un vero e proprio cedimento del ‘pavimento etico’”. “L’approccio – evidenza la Fism – si riduce ad una lettura privatistica: io mi occupo di me e decido su mio figlio, che è mio e basta; decido io se vaccinarlo o meno. La dimensione comunitaria, relazionale e civico-sociale sembra non esistere”. Invece, “il ‘pavimento etico’ costituisce la base, il fondamento” attraverso il quale “riconosciamo specularmente i nostri comuni diritti e doveri”. Secondo la Fism, “questo approccio determina una sorta di ‘tumulto etico’ di mobilitazione delle nostre risorse umane più vere per passare dall’ossessione mortifera dell’‘io’ a quella salutare del ‘noi’”. “Scopriamo così l’interdipendenza tra il mio star bene e lo star bene degli altri, come d’altra parte lo star male, anch’esso circolare e ‘relazionale’” perché “il bene di tutti è il bene di ciascuno”.

Diocesi: Vercelli, accolta in cattedrale una reliquia di san Giovanni Battista de La Salle. L’arcivescovo Arnolfo, “come lui, essere pronti ad aiutare chi è nel bisogno”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 18:29

“Essere amici di Gesù e, forti del dono dello Spirito Santo, amare il prossimo. Essere aperti, disponibili, pronti ad aiutare chi è nel bisogno. Come san Giovanni Battista de La Salle prendersi cura dei poveri, di chi non ha e di chi non sa”. È l’invito rivolto dall’arcivescovo di Vercelli, monsignor Marco Arnolfo, in occasione della giornata lasalliana che si è celebrata sabato pomeriggio, a Vercelli, nella cattedrale di sant’Eusebio dove è stata accolta una reliquia del santo. A Vercelli, spiega Roberta Tricerri, direttrice dell’Istituto delle “Scuole Cristiane”, “la presenza dei fratelli risale al 1841. Oggi accogliamo nel nostro complesso scolastico 170 alunni, tra la sezione primavera, l’infanzia e la scuola primaria, 21 tra docenti e personale ausiliario”. “La presenza di de La Salle – prosegue – che da sabato ha trovato dimora nel Duomo, nella cappella di san Giovanni Nepomuceno accanto all’ex alunno il beato don Secondo Pollo, è sostegno ed invito a tutti gli educatori per proseguire con nuovo vigore la nostra missione educativa, urgente ieri come oggi”. La reliquia, estratta nel 1888 prima della beatificazione di de La Salle, è un regalo personale del postulatore generale fratel Rodolfo Meoli alla direttrice. “Non abbiamo ancora una cappellina nella scuola, anche se presto la realizzeremo”, aggiunge Tricerri, rivelando che “pensato immediatamente di darle la dignità che merita e condividerla con la nostra diocesi e su invito del nostro arcivescovo abbiamo pensato di collocarla nella cattedrale eusebiana”.

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