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Assemblea Cei: card. Bagnasco al Papa, in questa stagione “non intendiamo cedere a frustrazioni e lamentele”. Grande “attenzione” ai giovani

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 16:30

“A nome di tutti i vescovi delle Chiese che sono in Italia, le esprimo la più viva e affettuosa riconoscenza per la sua presenza tra noi, segno della premura pastorale con cui ci segue, ci accompagna e ci guida”. È il saluto del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, al Papa, che anche quest’anno interviene alla giornata inaugurale l’Assemblea dei vescovi italiani – la 7oª – nell’Aula del Sinodo in Vaticano. “A nostra volta – animati da un forte spirito di comunione con il successore di Pietro – siamo qui con la disponibilità ad accogliere con docilità la sua parola autorevole e incisiva, per una sequela sempre maggiore del Signore”, ha proseguito Bagnasco: “Di questa stagione conosciamo complessità e contraddizioni, attese e opportunità: non intendiamo cedere a frustrazioni e lamentele, consapevoli che la missione affidataci sgorga dall’incontro cercato, coltivato e custodito con Gesù Cristo, Crocifisso e Risorto. In lui prende volto il nostro essere Chiesa, comunità dal cuore ardente e misericordioso, che trova la sua unica e vera grandezza nel servizio umile e generoso. Avvertiamo – e lei, Santità, ce lo testimonia con coraggio apostolico – che questa rimane la via maestra per fecondare con la gioia del Vangelo la cultura e la società odierna, cosicché la luce di Cristo possa illuminare ogni uomo”.

“In questo cammino intendiamo prestare attenzione soprattutto ai giovani”, ha detto il cardinale al Papa: “In sintonia con gli Orientamenti pastorali del decennio e il Sinodo da lei indetto, vogliamo non soltanto farci carico degli aneliti e delle domande che le nuove generazioni portano nel cuore, ma anche ascoltarne con sollecitudine la voce. Le loro condizioni di vita, la loro capacità di stare insieme e il loro desiderio di costruire il domani ci interpellano e chiamano in causa la nostra responsabilità educativa e testimoniale; l’incontro con loro ci aiuta a riscoprire ogni giorno il primato di Dio nella nostra vita per pensare e agire in quella libertà che nasce dalla verità”.

Sviluppo sostenibile: Comitato economico e sociale, seminario su Agenda 2030 Onu. Jahier, “passare dai sogni alla realtà”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 16:12

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile richiede “il coraggio di immaginare un nuovo mondo”. Si tratta di “una grande sfida per la quale dobbiamo avere l’ambizione di mettere opportunità e obiettivi davanti ai problemi. Un’agenda per la quale dobbiamo mostrare creatività e determinazione per trasformare un’idea in un discorso positivo europeo per lo sviluppo sostenibile dell’Ue”. Lo ha affermato Luca Jahier, presidente del Gruppo III – Interessi diversi del Comitato economico e sociale Ue, introducendo il seminario di due giorni in corso a Bruxelles sulla strategia europea per lo sviluppo sostenibile. Ricco il panel dei relatori, oltre 30, di diversi Paesi, chiamati a riflettere sull’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu. L’agenda comprende 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs). “Per realizzare questa agenda dobbiamo avere la lungimiranza e la dedizione di proteggere ciò che in questo mondo è bello e fragile e prepararci al futuro”, ha dichiarato Jahier. “Ciò non significa che dobbiamo essere ingenui, perché cambiare è difficile… Occorre quella lungimiranza che ci dia la forza di procedere dai sogni alla realtà”. Il tema viene affrontato sotto molteplici aspetti: economici, sociali, ambientali, culturali. Tema – quello della conferenza – che tocca il nodo dei diritti, della cooperazione allo sviluppo, dell’innovazione tecnologica, degli stili di vita. Per seguire l’evento in streaming (inglese, francese, italiano) http://www.eesc.europa.eu/?i=portal.en.events-and-activities-agenda-2030-webstream

Oratorio: Dessì (Anspi), “dialogo costante con la base e con la pastorale giovanile”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 16:11

“Un’Anspi allineata ai tempi, capace di dialogo e proposte”. La immagina così Giuseppe Dessì, presidente dell’Associazione nazionale San Paolo Italia, come afferma in un’intervista ad “Anspi Oratori e circoli”, che il Copercom pubblica oggi in anteprima. Dessì traccia le linea guida della nuova presidenza, che dovrà innanzitutto affrontare “il fenomeno del calo degli iscritti”, che “non riguarda solo l’associazionismo”. Su questo, osserva Dessì, “ci confronteremo in Consiglio perché, insieme alla progettazione sociale, il tesseramento è l’unica fonte di entrate”. Inoltre, “occorre ascoltare i bisogni della base. Ho sempre dato molta importanza al ruolo dei comitati regionali, ma oggi è tempo di fortificare quelli zonali, perché è lì che si realizza il contatto col territorio e da cui possiamo avere il polso della situazione”. “La mia idea di presidenza – prosegue Dessì – è quella del dialogo costante con la base: se non ne comprendi le reali esigenze non puoi governare”. Quella che “immagino non è una nuova associazione, bensì un’associazione nuova, più allineata ai tempi, più presente nel tessuto sociale, più disponibile al confronto con chi ci è affine e con la pastorale giovanile, capace di evidenziare il nostro specifico, quello che oltre mezzo secolo di storia ci ha consegnato”. Per quanto riguarda la formazione, aggiunge Dessì, “deve diventare strutturale”. Il servizio civile, sottolinea, “rappresenta un punto di forza: deve proseguire sulla via intrapresa, dando continuità ai progetti e al supporto che i volontari offrono agli zonali”. Infine si dovrà porre mano “al delicato tema dello sport, perché veniamo da una batosta, quella del 2015, dovuta al mancato riconoscimento da parte del Coni”. La pratica sportiva, conclude Dessì, è “un elemento trainante per l’oratorio. Spero quindi di poter creare un gruppo di dirigenti nazionali che possano curare al meglio il settore”.

Pastorale giovanile: Snpg (Cei), un sussidio per arrivare al Sinodo 2018

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 16:00

“Un sussidio che, attraverso 10 schede, intende favorire un discernimento comunitario o di gruppo intorno alle prassi della pastorale giovanile che stiamo offrendo, vivendo, condividendo con i giovani”. A proporlo è il Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg) in vista del tempo di discernimento pastorale che si aprirà a settembre e che porterà al Sinodo dei giovani del 2018. “Si tratta – spiega il responsabile del Snpg, don Michele Falabretti – di recuperare la finalità che ha sostenuto il nostro fare e che magari si è un po’ sfilacciata nel tempo, dall’altra di recuperare uno sguardo presente e concreto su di noi adulti e sui giovani, per sfuggire la tentazione di una visione astratta e precostituita. Dis-cernimento significa letteralmente scegliere separando. E separare vuol dire riorganizzare i pensieri e le parole, rimettere a posto dopo aver tirato prima tutto fuori”. Il sussidio porta il titolo di “Considerate questo tempo. Discernere la Pastorale giovanile tra fede e vocazione” e offre dieci schede per un percorso di discernimento “che vuole arrivare in profondità. Tale strumento è stato presentato negli incontri di primavera durante gli appuntamenti interregionali. Si rivolge – aggiunge don Falabretti – alle consulte diocesane, ai consigli pastorali diocesani e parrocchiali, alle équipe di educatori, ai formatori di congregazioni religiose, associazioni, movimenti e altre realtà ecclesiali che hanno uno sguardo e una responsabilità particolare sulle effettive pratiche di pastorale giovanile vocazionale in Italia oggi”. Ogni scheda può essere utilizzata ciascuna indipendentemente dalle altre. “Ogni scheda è caratterizzata da una parola-chiave evocativa che orienta il pensiero e la ricerca, ma che lascia anche larga la condivisione e la relativa rilettura. Le parole non sono mutuate da un lessico pastorale, ma dalle parole di tutti i giorni. Solo l’ultima parola che compone la sfera lessicale ricompone l’intera ricerca alla luce del Vangelo e della vita cristiana. L’auspicio – conclude il responsabile – è che il Sinodo porti frutto anzitutto nelle chiese locali”.

Centrafrica: p. Gazzera (missionario) dopo il richiamo del Papa. “Situazione inasprita”. Chiesa unica voce autorevole

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 15:52

“Quando il Papa parla di un Paese purtroppo c’è da preoccuparsi. Da qualche settimana la situazione si è inasprita attorno ad alcune città anche perché l’attenzione sul Paese si sta spegnendo”: così dice al Sir padre Aurelio Gazzera, carmelitano scalzo da vent’anni nella Repubblica Centrafricana, a commento delle parole pronunciate da Papa Francesco al Regina Coeli di ieri in cui ha esortato a far tacere le armi e far prevalere “la buona volontà di dialogare per dare al Paese pace e sviluppo”. “Il governo continua a essere molto debole e molto assente, e se nella capitale Bangui la situazione è calma, non si preoccupa più di tanto del resto” della nazione, denuncia padre Gazzera. Anche i caschi blu hanno poca efficienza: hanno subito perdite anche loro, ma spesso sono accusati di appoggiare una fazione o l’altra, riferisce. “Il 60% del Centrafrica è sotto ribellione, ma si sta allargando e la situazione sta tornando indietro”. Il religioso ci tiene a sottolineare e a ripetere ancora che “non si tratta di una tensione di matrice religiosa; sono in gioco questioni etniche, economiche e sociali, ma la religione non c’entra niente, anche se per i media è facile semplificare con questo schema”.
L’arcivescovo cardinale di Bangui, “l’unica voce autorevole nel Paese”, è intervenuto “riuscendo a calmare un pochino le cose”, ma la situazione resta preoccupante per gli attacchi e i morti tra la popolazione civile. “La Chiesa è molto presente e i vescovi sono sempre molto uniti nel parlare e nello stare di fianco alla gente, che si rifugia nei vescovadi o nelle missioni, i luoghi abbastanza rispettati, anche se non completamente”, dice ancora Gazzera.

Germania: “Valerie e il prete”, scommessa vinta per un progetto innovativo. Confronto prete-giovani e racconto in presa diretta

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 15:34

Grande successo di contatti e di critica e valutazioni eccellenti da parte della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), per il progetto annuale, conclusosi ieri, “Valerie e il prete”, che presentava l’evoluzione del rapporto quotidiano tra il giovane parroco Franziskus von Boeselager, della diocesi di Munster, e la giovane giornalista atea Valerie Schönian. Il progetto ha lasciato in eredità una notevole mole di materiale su cui riflettere per la pastorale giovanile e vocazionale in Germania. Un bilancio molto positivo del progetto è stato offerto dal presidente della Commissione per il clero, le professioni e i servizi della Chiesa, il vescovo di Munster, mons. Felix Genn: “Il progetto è stato un prezioso contributo al rafforzamento e la percezione dell’immagine dei sacerdoti. Allo stesso tempo, i molti contributi della giornalista Valerie Schönian sono stati dei preziosi suggerimenti per capire la fede”, ha detto mons. Genn. Franziskus e Valerie hanno curato insieme il blog www.valerie-und-der-priester.de con testi quotidiani e video. Il successo è stato confermato dagli alti numeri di contatti su internet: “Dobbiamo avere il coraggio di sperimentare – ha ribadito Genn – e il progetto ha funzionato, con Valerie e il prete che hanno mostrato attraverso dialoghi allegri e rilassati e il confronto sulla ricerca e sul dubbio, come apprendere e comprendere i sacerdoti e la loro vita”. 100mila i contatti medi mensili, 60mila lettori fedeli del blog, e oltre un milione di utenti tra Facebook, Twitter e Youtube.

Camerun: Acs, “la Chiesa in Africa è la prima a rispondere al fondamentalismo”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 15:10

“Sono costretto ad avere una scorta armata di almeno due persone, specie quando mi reco a visitare le aree più vicine al confine nigeriano. Non è stato facile abituarsi, ma è l’unico modo per rimanere qui”. Così fratel Fabio Mussi racconta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) la sua quotidianità nel nord del Camerun. Il missionario del Pime e coordinatore della Caritas nella diocesi di Yagoua, riferisce di come la situazione si sia aggravata a partire dal 2014, quando le violenze di Boko Haram hanno varcato il confine con la vicina Nigeria. “Abbiamo avuto diversi attacchi, specie tra il 2015 e il 2016, e le violenze hanno causato un alto numero di sfollati interni”. Oltre agli attentati kamikaze, la strategia del terrore di Boko Haram in Camerun include numerosi rapimenti, come quello avvenuto nel 2014 ai danni dei sacerdoti italiani don Giampaolo Marta e don Gianantonio Allegri e della religiosa canadese Gilberte Bussier. La Caritas di Yagoua si è presa cura sin da subito dei rifugiati nigeriani e degli sfollati interni camerunensi in fuga dalle violenze di Boko Haram. Al tempo stesso è grande l’attenzione della Chiesa locale all’educazione: il più efficace freno al reclutamento dei giovani da parte dei fondamentalisti. “In passato diversi ragazzi si sono ritrovati sulla strada a causa delle chiusura delle scuole – afferma il missionario – e si sono lasciati convincere dalle proposte economicamente allentanti degli estremisti”.

Oltre a gestire numerose scuole cattoliche, la Chiesa è infatti impegnata nel favorire la riapertura delle tante scuole chiuse a causa della violenza islamista. Tra il 2015 e il 2016 ne sono state chiuse 124, lasciando a casa oltre 66mila studenti. Nel frattempo le aule sono state occupate dai militari o dagli sfollati e gravemente danneggiate, ed oggi la Chiesa sta cercando di renderle nuovamente agibili. “La testimonianza di fratel Mussi dimostra ancora una volta come la Chiesa in Africa sia spesso l’unica al fianco della popolazione e la prima a rispondere concretamente al fondamentalismo – nota il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro – Ma non può farlo senza il nostro sostegno” . Nel 2016 Aiuto alla Chiesa che Soffre ha sostenuto progetti in Camerun per 973.190 euro e in Africa per un totale di 22.305.430 euro. “Proprio in questi giorni – continua Monteduro – abbiamo lanciato una nuova campagna per l’Africa, con due progetti a sostegno delle religiose in Mali e dei seminaristi in Sud Sudan. C’è ancora tanto bisogno del nostro aiuto per rispondere al fondamentalismo, perché in questa guerra fra il bene e il male le battaglie non sono finite”.

Diocesi: Roma, ieri la Festa dei Popoli. Alla celebrazione a San Giovanni in Laterano 1500 persone di 40 diverse comunità

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 14:51

“Dall’Albania al Venezuela, siamo oggi tanti popoli che diventano un popolo solo, perché siamo il popolo di Dio. In un certo senso, quindi, la Festa dei Popoli è la Festa della Chiesa”. Lo ha detto ieri mons. Paolo Lojudice, presidente della Commissione regionale Migrantes del Lazio, nella sua omelia per la Festa dei Popoli nella basilica di San Giovanni in Laterano. Una celebrazione molto partecipata con circa 1500 persone, concelebrata da 60 sacerdoti e che ha visto la presenza attiva di 40 diverse comunità che hanno animato l’intera liturgia con canti a cura di 10 cori di varie etnie e danze di ogni continente. Promossa dall’Ufficio Migrantes del vicariato di Roma, dalla Caritas diocesana e dall’Impresa Sant’Annibale onlus l’edizione 2017 della Festa dei Popoli ha avuto come tema “Costruiamo ponti non muri”. “Quest’anno – ha detto mons. Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes – abbiamo inteso ricordare, in un momento storico in cui le migrazioni sono analizzate sempre e solo nei loro aspetti più problematici, che le comunità immigrate presenti sul nostro territorio rappresentano ricchezza e risorse e che una convivenza pacifica e serena è sempre possibile”. La Festa, per la prima volta dalla sua ideazione, ha inserito, nella serie di appuntamenti, un momento di riflessione e confronto sul tema “Comunità migranti, Chiesa e città di Roma: donne in dialogo per l’integrazione tra i popoli”. La giornata, dopo la celebrazione della liturgia in basilica, si è conclusa con una festa di piazza celebrata sul sagrato, che includeva anche la degustazione di prodotti gastronomici tipici di 14 comunità partecipanti seguito da spettacolo folkloristico multietnico con esibizioni di una ventina di gruppi provenienti da diversi paesi del mondo.

Diocesi: Noto, inaugurato a Pozzallo il primo centro per giovani italiani e immigrati

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 14:32

Un luogo d’incontro per giovani italiani e stranieri, in una terra che rappresenta un “ponte'” non solo ideale. Su iniziativa di una rete di associazioni e organismi (comunità missionaria intercongregazionale, vicariato di Pozzallo, suore salesiane di Pozzallo, Migrantes e Caritas diocesane di Noto, Terres des hommes, Centro mediterraneo Giorgio La Pira), ieri è stato inaugurato “Ite”, Youth meeting point, centro d’incontro tra giovani italiani e stranieri presso i locali delle salesiane di Pozzallo. Nel centro, per ora aperto il mercoledì e la domenica dalle 16 alle 20, sarà possibile suonare uno strumento musicale, dialogare, giocare, confrontarsi. Per i giovani migranti ci sarà la possibilità di chiedere informazioni e iniziare a imparare l’italiano. Sono sempre di più i minori non accompagnati che arrivano all’Hot Spot di Pozzallo: dovrebbero rimanerci pochi giorni, ma spesso ci stanno anche qualche mese. A loro guarda questo centro, perché possano giocare, conoscere altri coetanei italiani, confrontarsi con loro, ma guarda “anche ai tanti giovani migranti che vivono ormai da tempo a Pozzallo – si legge in un comunicato – e agli stessi ragazzi e giovani del posto, per i quali vuol provare a diventare una ‘palestra’ di accoglienza, un ‘laboratorio'”. “Una sfida importante – spiega Maurilio Assenza, direttore della Caritas diocesana di Noto – che mira a costruire, non tanto opere, ma soprattutto relazioni, convivialità delle differenze”.

Papa Francesco: a Pie Discepole Divin Maestro, “non truccatevi la gioia”. No al “cancro della rassegnazione”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 14:20

“Essere audaci e umili al tempo stesso, appassionati di Dio e dell’umanità, per farsi portavoce di Dio contro il male e contro ogni peccato”. È la definizione di profezia, nelle parole rivolte alle Pie Discepole del Divin Maestro, ricevute oggi in udienza dal Papa in occasione del loro Capitolo generale. “Al primo posto – l’invito alle consacrate – c’è la profezia della gioia, quella gioia che nasce dall’incontro con Cristo in una vita di preghiera personale e comunitaria, nell’ascolto quotidiano della Parola, nell’incontro con i fratelli e le sorelle, in una lieta vita fraterna in comunità, inclusiva della fragilità, e nell’abbraccio della carne di Cristo nei poveri”. “Ma per fare questo dev’essere una gioia vera, non una gioia truccata. Non truccatevi la gioia”, ha aggiunto a braccio. “Una sequela triste è una triste sequela!”, ha esclamato Francesco esortando le religiose ad una “gioia autentica, non autoreferenziale o autocompiaciuta”, che porta “ad uscire verso le periferie”. “Questa gioia allontana da noi il cancro della rassegnazione, frutto dell’accidia che inaridisce l’anima”, ha assicurato il Papa. “Non unitevi ai profeti di sventura, che tanto danno fanno alla Chiesa e alla vita consacrata”, l’invito finale: “Non cedete alla tentazione dell’assopimento – come gli apostoli nel Getsemani – e della disperazione. Svegliate il mondo, illuminate il futuro!”. “Per favore, suore rassegnate mai!”, l’altra esclamazione fuori testo. “Grazie, sorelle, per quello che siete, per quello che fate e per come lo fate, anche qui nella Città del Vaticano”, il congedo del Papa.

Diocesi: mons. Sorrentino (Assisi), il santuario della Spogliazione “arricchisce la città di una perla preziosa, quella che mancava”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 14:18

“L’apertura di questo santuario arricchisce Assisi di una perla preziosa, quella che mancava. Ora più che mai dobbiamo sentirci tutti interrogati dal significato della ‘spogliazione’ e lavorare perché questa città possa esprimere al meglio l’accoglienza, il rispetto, l’attenzione dell’altro e la custodia del creato che la nudità Gesù prima e quella di Francesco poi esprimono”. È quanto afferma il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, al termine della settimana che ha portato all’inaugurazione del santuario della Spogliazione e alla celebrazione presieduta dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano. Oltre 6.300 persone hanno partecipato alla Settimana della Spogliazione, 15mila all’inaugurazione del santuario, 4mila alla messa con il card. Parolin e 600, ieri sera, al musical “Forza venite gente”, riproposto ad Assisi dopo 26 anni. Inoltre sono state circa 72mila le visualizzazioni della serata di venerdì scorso con padre Mirko Mazzocato, Marco Mammoli e fra Alessandro Brustenghi. “Alla fine di un’intensa settimana come quella appena trascorsa e visti i risultati – commenta mons. Sorrentino – mi viene dal cuore di ringraziare tutti coloro che hanno partecipato ai vari momenti e coloro che si sono adoperati per realizzarli”. “Vorrei che gli assisani – conclude il vescovo – si sentano coinvolti in questo processo di rilancio del messaggio francescano considerando questo santuario, la piazza e lo stesso vescovado come propri”.

Papa Francesco: a Pie Discepole del Divin Maestro, “apostolato dell’orecchio”. Discernimento antidoto a “cultura dello zapping”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 14:15

“Ascoltare le sorelle, come pure gli uomini e le donne di oggi, e condividere con loro”: sono questi gli “atteggiamenti necessari per un buon Capitolo e per una sana vita fraterna in comunità, nella cui crescita tutti si sentono coinvolti, tutti danno e tutti ricevono”. Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza le partecipanti al Capitolo delle Pie Discepole del Divin Maestro. “Credo che uno degli apostolati più importanti di oggi è l’apostolato dell’orecchio”, ha ribadito. “Non stancatevi di esercitarvi continuamente nell’arte dell’ascolto e della condivisione”, l’invito alle religiose: “In questo tempo di grandi sfide, che richiedono ai consacrati fedeltà creativa e ricerca appassionata, l’ascolto e la condivisione sono più che mai necessari, se vogliamo che la nostra vita sia pienamente significativa per noi stessi e per le persone che incontriamo”. Di qui la necessità di “mantenere un clima di discernimento, per riconoscere ciò che appartiene allo Spirito e ciò che gli è contrario”. “Davanti a noi si apre un mondo di possibilità”, ha affermato Francesco: “La cultura in cui siamo immersi ce le presenta tutte come valide, tutte come buone, ma se non vogliamo cadere vittime della cultura dello zapping e, a volte, di una cultura di morte, dobbiamo incrementare l’habitus del discernimento, formarci e formare al discernimento. Non stancatevi di domandare personalmente e comunitariamente: ‘Signore, cosa vuoi che io faccia?’, ‘cosa vuoi che noi facciamo?’”.

Papa Francesco: a Pie Discepole del Divin Maestro, no a “divisioni, invidie e pettegolezzi”. “E’ brutto quando un consacrato è sempre davanti allo specchio”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 14:11

“Come consentire ad ognuno di esprimersi, di essere accolto con i suoi doni specifici, di diventare pienamente corresponsabile?”. E’ la domanda posta dal Papa alle Pie Discepole del Divin Maestro, ricevute oggi in udienza in occasione del loro Capitolo generale. “Coltivando l’attenzione e l’accoglienza reciproca; praticando la correzione fraterna e il rispetto per le sorelle più deboli; crescendo nello spirito del vivere insieme; bandendo dalle comunità le divisioni, le invidie, i pettegolezzi; dicendosi le cose con franchezza e con carità”, la risposta di Francesco, che ha esortato le religiose ad essere in “comunione con i fratelli e le sorelle della Famiglia Paolina”. “Avete in comune il padre e fondatore, don Giacomo Alberione, e anche la missione”, ha ricordato il Papa: “Portare agli uomini e alle donne del nostro tempo il Vangelo, particolarmente, nel vostro caso, mediante il servizio liturgico e il prendersi cura dei sacerdoti”. Per Francesco, inoltre, “è il momento della sinergia di tutti i consacrati, per accogliere le ricchezze degli altri carismi e metterle tutte al servizio dell’evangelizzazione, rimanendo fedeli alla propria identità”. “Nessuno costruisce il futuro isolandosi, né solo con le proprie forze”, ha ammonito il Papa, esortando le suore presenti “a coltivare il dialogo e la comunione con gli altri carismi, e a combattere in ogni modo l’autoreferenzialità”. “È brutto quando un consacrato o una consacrata è autoreferenziale, che è sempre davanti allo specchio a guardarsi”, ha aggiunto a braccio.

Papa Francesco: ricevuto oggi in udienza il presidente dell’Irlanda

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 14:06

Il Papa ha ricevuto oggi in udienza il presidente d’Irlanda, Michael D. Higgins, il quale ha poi incontrato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, accompagnato da monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. “I cordiali colloqui – riferisce la Sala Stampa della Santa Sede – hanno esordito evocando i costruttivi rapporti che uniscono la Santa Sede e l’Irlanda, e la loro collaborazione. Ci si è poi soffermati su alcune tematiche di comune interesse, quali la salvaguardia dei diritti dell’uomo e della sua dignità in ogni stadio e condizione di vita, la questione migratoria e l’accoglienza dei rifugiati, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile. Una speciale attenzione è stata rivolta ai giovani e alle famiglie. E’ stata poi rilevata l’importanza dei criteri etici nell’affrontare le sfide che la globalizzazione comporta, soprattutto a livello economico”. Infine, si è avuto “uno scambio di vedute circa le prospettive future del progetto europeo”.

Commissione Ue: raccomandazioni sui conti statali. Dombrovskis, “riforme, investimenti e politiche di bilancio responsabili”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 13:31

(Bruxelles) Le raccomandazioni specifiche per Paese 2017, documento presentato oggi dalla Commissione europea, delineano i suoi orientamenti in materia di politica economica per i singoli Stati membri per i prossimi 12-18 mesi. “L’economia dell’Ue e della zona euro sta dimostrando di essere resiliente, ma – vi si legge – continuano a far sentire i loro effetti la lentezza della crescita della produttività, le conseguenze della crisi, compreso il persistere delle disuguaglianze, e l’incertezza dovuta per lo più a fattori esterni”. La Commissione invita pertanto gli Stati membri “a sfruttare questa opportunità per rafforzare i fondamentali delle loro economie attuando le priorità economiche e sociali comuni individuate a livello europeo: rilanciare gli investimenti, portare avanti le riforme strutturali e perseguire politiche di bilancio responsabili”. Il vicepresidente Valdis Dombrovskis dichiara: “Le tendenze economiche sono nel complesso positive; dovremmo quindi approfittare di questa opportunità per rendere le economie europee più competitive e innovative. Dovrebbe essere data la priorità a quelle riforme che possono rendere la crescita più inclusiva e rilanciare la produttività. Riforme strutturali, investimenti e un’attenzione costante a politiche di bilancio responsabili sono indispensabili per rafforzare e sostenere la ripresa economica dell’Ue”.

Commissione Ue: raccomandazioni sui conti statali. Thyssen, “più formazione e aumento dei salari per migliorare il livello di vita”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 13:25

(Bruxelles) “L’Unione europea sta crescendo, e questa tendenza proseguirà anche nel 2018, per il sesto anno consecutivo. Tuttavia la ripresa rimane fragile e disomogenea. È necessario utilizzare tutti gli strumenti disponibili per sostenere la crescita, comprese riforme economiche intelligenti e un’applicazione altrettanto intelligente della politica di bilancio. Oggi la Commissione europea raccomanda agli Stati membri un adeguato equilibrio tra la sostenibilità delle finanze pubbliche e un orientamento della politica di bilancio che contribuisca a rafforzare la ripresa e non a indebolirla”. Anche Pierre Moscovici, commissario per gli Affari economici e finanziari, rilascia un commento a proposito delle raccomandazioni specifiche per Paese 2017 rese note oggi dalla Commissione. I segnali positivi non mancano, ma la Commissione resta vigile. Marianne Thyssen, commissaria responsabile per l’occupazione, dal canto suo afferma: “Quest’anno la lotta contro la disuguaglianza è uno dei capisaldi della nostra valutazione. Abbiamo voltato pagina rispetto alla crisi: il prossimo capitolo è quello sociale. In un contesto di ripresa economica il nostro compito è ridare opportunità a coloro che sono rimasti indietro e rispondere alla domanda di nuove competenze investendo nell’istruzione e nella formazione di elevata qualità. All’aumento della produttività dovrebbe corrispondere un aumento dei salari. Solo così il nostro comune impegno a migliorare il livello di vita di tutti diventerà realtà”.

Festival della Comunicazione: Cesena, nel pomeriggio incontro su “Comunicare la solidarietà” con don Patriciello

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 13:20

Sarà “Comunicare la solidarietà” il tema dell’incontro che si svolgerà oggi pomeriggio, a Cesena, nell’ambito del Festival della comunicazione, evento promosso da Società San Paolo e Paoline con l’organizzazione del “Corriere Cesenate”, settimanale della diocesi di Cesena-Sarsina, assieme all’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali. Alle 17.30, nella sala lignea della biblioteca Malatestiana interverranno don Maurizio Patriciello, parroco di Parco Verde di Caivano (Na) noto per le sue battaglie nella Terra dei fuochi, e Laura Delsere, coordinatrice di redazione della rivista “Sovvenire” della Cei. Nel corso del pomeriggio sarà presentato il progetto “Le mani, la testa e il cuore” della parrocchia Gesù Divin Salvatore di Roma, vincitore del concorso “IfeelCud 2016” promosso dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica della Cei. In serata, a partire dalle 21 presso il cinema Eliseo, la rassegna di film si chiuderà con la proiezione di “La masseria delle allodole”, tratto dall’omonimo romanzo di Antonia Arslan che sarà al Festival di Cesena giovedì 25. Il cinema Eliseo ospiterà anche l’unico appuntamento in programma per la giornata di domani, martedì 23 maggio: alle 21, l’attore Roberto Mercadini proporrà il monologo “La bellezza delle parole”. Sempre aperte e visitabili le mostre dedicate a “Dalle origini dell’Olivetti fino agli ‘70”, “Comunicare la Parola. Volumi liturgici della Diocesi di Cesena-Sarsina” e “Ex voto contemporanei alla Madonna del Monte”.

Cei: si apre oggi l’assemblea elettiva in Vaticano. Papa Francesco dialogherà con i vescovi

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 13:15

Si apre oggi, alle 16.30, la 70ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. I lavori assembleari, nell’Aula del Sinodo in Vaticano, saranno introdotti dal saluto del cardinale presidente; quindi il Santo Padre offrirà una breve introduzione, aprendo così il dialogo (riservato) con i vescovi. Papa Francesco consegnerà un testo scritto, si legge nella nota dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. Martedì 23, dopo la relazione del card. Bagnasco, i vescovi procederanno all’elezione della terna relativa alla nomina del presidente della Cei. Si confronteranno, quindi, sul tema principale di questa Assemblea: “Giovani, per un incontro di fede”. Tra gli altri argomenti all’ordine del giorno, il cammino di preparazione verso la prossima Settimana Sociale (Cagliari, 26-29 ottobre 2017), le norme circa il regime amministrativo dei tribunali ecclesiastici in Italia e una serie di adempimenti di carattere giuridico-amministrativo. Mercoledì 24, alle 8.30, i vescovi concelebreranno l’Eucaristia nella Basilica di San Pietro. Giovedì 25, alle 13.30, nell’atrio dell’Aula Paolo VI si svolgerà la conferenza stampa conclusiva.

Ong e migranti: Cipsi, “basta attacchi strumentali, ora una corretta informazione e responsabilità Ue”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 13:02

Un appello “a cessare polemiche, accuse ingiustificate e mala-informazione, per mettere al centro del dibattito la relazione tra cooperazione internazionale e migrazioni. È assolutamente necessario cessare gli attacchi strumentali per iniziare una corretta ed adeguata informazione e mettersi al lavoro”. Così Guido Barbera, presidente del Cipsi (Coordinamento che riunisce 30 Ong e associazioni), a conclusione dell’assemblea dei soci che si è svolta a Ripalimosani (Campobasso).  “Bisogna assolutamente rivedere le normative in vigore a livello Ue  – ha precisato Barbera -, perché sono di un’altra epoca e anti-solidali. Il fenomeno migrazione non è governato e ci si limita a risposte emotive, di paura o chiusura. I sistemi di accoglienza non sono armonizzati. Il principio della Convenzione di Dublino, secondo la quale lo Stato membro competente per l’esame della domanda di asilo di un migrante è lo Stato in cui il richiedente ha fatto il proprio ingresso nell’Unione europea, è un criterio esclusivamente geografico e giuridicamente sconcertante”.

“Riteniamo che debba essere l’Unione europea, e non il singolo Stato, ad assumere le responsabilità – ha affermato Barbera -; e la persona migrante ha il diritto alla soggettività di decidere e partecipare alla scelta di dove andare”. Barbera ha anche detto che “non si possono utilizzare i fondi della cooperazione internazionale per i respingimenti dei migranti”, auspicando che in sede nazionale e internazionale siano “ben distinti, anche come voce di bilancio e caratteristiche”. Secondo il Cipsi vanno invece “potenziate le risorse per ricerca e soccorso nel mar Mediterraneo per salvare vite umane: la vita di ogni essere umano va difesa e tutelata nella sua pienezza. Chi non lo fa e utilizza le sofferenze della vita per interessi e fini politici, non fa politica e contribuisce a costruire inciviltà”. Nel corso dell’assemblea del Cipsi sono stati ammessi due nuovi soci: Gruppo Missioni Alem Napoli e Oghogho Meye di Formigine.

Svezia: reazioni alla nomina a cardinale del vescovo Arborelius. Che afferma: “pensavo fosse uno scherzo”

Agensir.it - Mon, 2017-05-22 12:45

Alle 18 di oggi nella Parrocchia di San Tommaso a Lund si celebrerà un Te Deum di ringraziamento per la nomina del vescovo Anders Arborelius a cardinale. E dopo la celebrazione un brindisi su invito del parroco Johan Lindén, che in un’intervista pubblicata oggi sul Svenska Dagbladet racconta che il vescovo era “a Lund sabato. Anche se la sua sede è a Stoccolma, viene qui spesso perché qui è cresciuto e si è convertito”. Per il parroco è una “grande notizia” e “ci vorrà tempo per digerirla”. Padre Lindén la vede come una scelta “in linea con la politica di Francesco” che pone “i cardinali della periferia della Chiesa, accanto a quelli dei Paesi cattolici tradizionali”. “Anche se siamo una minoranza in Svezia la nostra chiesa è in crescita ed è estremamente vivace e dinamica. Solo qui a Lund, siamo a servizio di circa 5mila persone di 90 nazionalità”. La notizia della nomina cardinalizia del vescovo di Stoccolma, “persona meravigliosa con una profonda spiritualità”, “è stata accolta con gioia in Svezia” riferisce il sito della televisione svedese Svt . Nel Paese i cattolici sono 150mila su una popolazione di 10 milioni. In un’intervista a Svt il neo-cardinale ha raccontato che è stata una sorpresa anche per lui e di aver pensato “fosse uno scherzo”, quando ha ricevuto la notizia domenica, mentre si trovava a Olofström per le cresime.

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