Feed aggregator

Papa Francesco: sabato 8 aprile la Veglia con i giovani a S. Maria Maggiore

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 15:12

In occasione della XXXII Giornata mondiale della gioventù, che quest’anno si celebra a livello diocesano, Papa Francesco presiederà una veglia di preghiera con i giovani della diocesi di Roma e delle altre diocesi del Lazio sabato prossimo, 8 aprile, alle ore 17, nella basilica papale di Santa Maria Maggiore. A darne notizia è oggi la Sala Stampa della Santa Sede, precisando che  si tratterà del primo incontro del Santo Padre con i giovani nel cammino di preparazione alla XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, fissata nell’ottobre 2018 sul tema “I giovani, la  fede e il discernimento vocazionale”, e alla XXXIV Giornata mondiale della gioventù, che si terrà a  Panama nel 2019. Per questa ragione la veglia si soffermerà sulle figure del Discepolo Amato, scelto come “icona”  evangelica dal Documento preparatorio del Sinodo, e della Beata Vergine Maria, che ispira i temi delle  prossime tre Giornate mondiali della gioventù. L’iniziativa è promossa dalla Segreteria Generale del Sinodo dei vescovi, in collaborazione con il  Dicastero per i laici, la famiglia e la vita e con le diocesi del Lazio.

Iraq: una “marcia della pace” da Ankawa a Qaraqosh durante la Settimana Santa, per invocare la fine di ogni violenza

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 15:11

Una marcia di più di 140 chilometri per chiedere il dono della pace e la fine di ogni violenza si snoderà durante i giorni della Settimana Santa da Ankawa (sobborgo di Erbil) fino a Qaraqosh, cittadina abbandonata dai suoi abitanti cristiani nell’estate del 2014, quando fu conquistata dalle milizie jihadiste dello Stato Islamico (Daesh). L’iniziativa, sostenuta dal Patriarcato caldeo, vedrà la partecipazione di almeno cento persone, in buona parte irachene, ma anche provenienti da altri Paesi. I partecipanti alla marcia si daranno appuntamento il 9 aprile a Erbil, dove prenderanno parte insieme alla Messa della domenica delle Palme. Il percorso della marcia attraverserà centri urbani e villaggi della Piana di Ninive, un tempo abitati in maggioranza da cristiani. Alcuni di essi, dopo essere stati liberati dall’occupazione jihadista, si presentano attualmente come città fantasma, e iniziano a prendere forma dubbi e incertezze sul possibile ritorno alle proprie case di molti dei cristiani sfollati, attualmente profughi nel Kurdistan iracheno o emigrati in altri Paesi. La marcia per la pace vuole testimoniare la speranza nella rinascita delle città e dei villaggi nella Piana di Ninive, insieme alla volontà di superare ogni violenza – comprese le possibili ritorsioni sofferte dalla popolazione civile nel conflitto ancora in corso a Mosul – e avviare processi di riconciliazione in seno a una popolazione dilaniata da anni di scontri settari.

Diocesi: Trento, all’Archivio un corso per aiutare a ricostruire l’albero genealogico

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 14:52

Riavvolgere la storia della propria famiglia per ricostruirne l’albero genealogico. È un terreno di ricerca che incontra un interesse crescente e trasversale. Partendo da una fonte privilegiata: i registri anagrafici delle parrocchie. Essi conservano, infatti, traccia di tutte le persone nate, morte e sposate in Trentino, dal Concilio di Trento fino al XX secolo. Per conoscere meglio questa particolare fonte storica, ma anche per saperla integrare con altri documenti utili per la ricerca genealogica, come atti notarili, studi araldici e toponomastici, l’Archivio diocesano tridentino organizza cinque incontri dedicati all’approfondimento di diversi aspetti legati alla ricerca delle origini familiari. Il corso fornirà strumenti e indicazioni utili sia a “principianti” sia a persone già in grado di consultare gli archivi, ma ancora desiderosi di approfondire ulteriormente la materia. Gli incontri si terranno dal 28 aprile al 26 maggio, per cinque venerdì di fila (dalle ore 15 alle 17) presso il Polo culturale diocesano Vigilianum (Trento, via mons. Endrici, 14), dove ha sede anche l’Archivio diocesano. Il termine per le iscrizioni è venerdì 21 aprile.

Giornata comunicazioni sociali: Zavattaro (giornalista) a Copercom, “c’è una buona notizia laica che ci appartiene”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 14:36

Un altro contributo sulla riflessione promossa dal Copercom per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Sul Messaggio di Papa Francesco interviene oggi il giornalista Fabio Zavattaro, che pone alcuni interrogativi sulla professione del giornalista. “Speranza e fiducia. Sono le due parole che Francesco sceglie per dire che dobbiamo toglierci di dosso i lacci che ci legano a un tipo di comunicazione fatta di lacrime e di violenza. E l’immagine della macina da mulino e del mugnaio si iscrivono molto bene nel processo elaborativo del comunicare, e nel ruolo del comunicatore”, scrive Zavattaro. “Lo chiamo mestiere, e non professione – precisa -, perché come per l’artigiano che plasma la materia e da un qualcosa di informe produce un oggetto, un lavoro, così comunicare è plasmare, con la mente e con il cuore, un messaggio che arriverà a moltissime persone”. Nella “macina del mulino”, prosegue Zavattaro, “possiamo mettere grano o zizzania. Qui è il punto dolente del nostro mestiere: fino a che punto è giusto insistere su una notizia, ad esempio, di cronaca nera, seguire le vicende di una persona che ha commesso un crimine, raccontare i retroscena di un atto di violenza?”. Certo “non si possono ignorare questi fatti e non solo per quel diritto di cronaca che alimenta la ricerca e riempie le pagine dei nostri giornali, ma soprattutto per il rispetto che si deve alle vittime di questi avvenimenti, alle famiglie lacerate da episodi che, forse, non si potevano nemmeno immaginare”. Ma ci vuole “rispetto per le persone”. La “questione di fondo – spiega Zavattaro – non è cosa comunicare, ma come”. La “buona notizia per definizione non appartiene al nostro lessico, ma è parola che troviamo nella Bibbia, nei Vangeli; ma c’è una buona notizia, come dire, laica, che invece ci appartiene e che si muove attorno a quelle cinque W, cardini del giornalismo anglosassone: chi, cosa, quando, dove, perché. Rispondere a queste cinque domande, entrare in punta di piedi nella storia, evitando inutili aggettivi e falsi moralismi – conclude Zavattaro -, è il primo grande passo per nutrire la buona notizia, e dare speranza e fiducia, come ci chiede Francesco nel Messaggio”.

Attentato a San Pietroburgo: da Chiese ortodosse d’Europa messaggi a patriarca Kirill. “Signore della vita conceda pace”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 14:29

Molti primati delle Chiese ortodosse hanno inviato messaggi al patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill per l’attacco terroristico del 3 aprile nella metropolitana di San Pietroburgo. Il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli ha scritto di aver ricevuto, “con cuore sofferente”, “la notizia degli attacchi terroristici nella storica città di San Pietroburgo”, e di pregare perché “il Signore della vita” conceda “pace all’umanità e salvezza alle nostre anime”. “L’esperienza dell’insensata violenza, perpetrata senza discriminazione è nota ormai a troppi oltre i confini geografici e culturali”, scrive il metropolita di America e Canada Tikhon. “La sofferenza, il dolore, la paura e l’affanno di questi eventi sono sopportabili solo con l’amore offerto nelle comunità di fede”. Cordoglio esprime l’arcivescovo di Carelia e di tutta la Finlandia Leo; da Gerusalemme, il patriarca Teofilo III assicura preghiera e sostegno, mentre “condanna con forza questo atto efferato e criminale”. Per il patriarca Serbo Irinej “questa è una grande tragedia non solo per il popolo russo, ma anche per tutto il mondo, che è di fronte a un grande e comune male: la mancanza di amore”. Dalla Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia, l’arcivescovo Rostislav prega “per le vittime innocenti, perché il Signore misericordioso, che ha bevuto fino in fondo il calice della sofferenza, del tradimento e della morte in croce, faccia riposare le anime” di coloro che sono morti nell’attentato.

Attentato San Pietroburgo: i sacerdoti ortodossi fanno visita ai feriti negli ospedali. Questa sera al “Marsovo polie” manifestazione per le vittime

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 14:26

Restano negli ospedali di San Pietroburgo ancora una quarantina di feriti e, secondo quanto riferiscono i media locali, ancora una delle 14 vittime non è stata identificata. Le autorità hanno preso a carico l’assistenza dei familiari delle vittime e dei feriti provenienti da altre regioni della Federazione e un conto è stato aperto per raccogliere donazioni. I sacerdoti ortodossi che lavorano nei 4 ospedali in cui sono stati ricoverati i feriti hanno già fatto loro visita. “Le persone sono in stato di shock, quindi stiamo solo accanto a loro. Quando sarà possibile il dialogo, cercheremo di capire di chi e di che cosa hanno bisogno”, racconta uno dei sacerdoti attraverso il sito della metropolia. Anche l’ufficio diocesano per la carità offre aiuto materiale e spirituale ai feriti e alle famiglie delle vittime. Oggi, alle 12, nella Cattedrale della Trinità a San Pietroburgo si è svolto un servizio commemorativo per le vittime dell’attentato della metropolitana del 3 aprile; si è pregato e si sono ricordati anche i nomi dei morti negli attentati a bordo del volo Sharm El Sheikh – San Pietroburgo il 31 ottobre 2015 e sul treno Mosca – San Pietroburgo il 27 novembre 2009. Stasera alle 20 al Campo di Marte (Marsovo polie) ci sarà una manifestazione per le vittime. I partecipanti sono inviati a portare le candele per formare la scritta “14:40”, l’ora dell’esplosione nella metropolitana. Fino a domani vigerà il lutto cittadino, e anche il sito web della città ora gira in bianco e nero.

Papa Francesco: lettera di ringraziamento al card. Scola per la calorosa accoglienza dei milanesi

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 14:24

“Al ritorno dalla mia visita pastorale a Milano, durante la quale ho vissuto momenti di grande comunione con codesta comunità diocesana, sperimentando l’entusiasmo della fede e il calore dell’accoglienza dei milanesi, desidero esprimere a lei, ai sacerdoti e alle persone consacrate e all’intera comunità diocesana il mio cordiale apprezzamento”. Così Papa Francesco, in una lettera inviata al cardinale arcivescovo Angelo Scola, per ringraziarlo per la calorosa accoglienza ricevuta dai fedeli milanesi in occasione della sua visita dello scorso 25 marzo in diocesi e nelle terre ambrosiane. “Sono riconoscente – scrive ancora Papa Francesco, nella missiva che reca la data del 31 marzo ma è stata diffusa oggi dall’arcidiocesi lombarda – per lo spirito con cui sono stati vissuti i vari incontri come anche per l’organizzazione che ha consentito partecipazione da parte di tutti e ha dato modo, specialmente ai giovani e agli adolescenti, di esprimere la loro gioia e la loro vivacità contagiosa”. “Ringrazio lei, i suoi collaboratori e quanti hanno lavorato per la buona riuscita di quella indimenticabile giornata di preghiera, dialogo e di festa. Sono grato – prosegue il Pontefice – anche per il sincero affetto nei confronti del Successore di Pietro, manifestato da diverse realtà ecclesiali e civili, come pure dai singoli fedeli: tutto ciò è segno di amore alla Chiesa”. Infine l’incoraggiamento all’intera arcidiocesi “a proseguire il suo cammino, testimoniando costantemente la gioia del Vangelo in ogni ambiente, anche i più difficili”.

Attentato San Pietroburgo: messaggio Wcc al patriarca Kirill. Tveit, “sostegno per riconciliazione”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 14:17

“Siamo vicini a lei e a tutto il popolo della Russia, in solidarietà e affetto. Qui al Centro ecumenico, preghiamo per le vittime e le loro famiglie che sono nel dolore e nell’angoscia”, ha scritto Olav F. Tveit, segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), in una lettera inviata ieri al patriarca di Mosca Kirill. “Mentre condividiamo il dolore di questo evento”, si legge, “dobbiamo anche essere molto chiari nel dire che non c’è alcuna motivazione, religiosa o politica o altra, che possa giustificare lo strappare vite umane in un modo così indiscriminato, addirittura vile. Noi lo condanniamo totalmente”. Tveit ricorda come il patriarca abbia “denunciato il terrorismo in qualsiasi forma esso si presenti” durante la visita nel Regno Unito, lo scorso mese di ottobre, così come “nella dichiarazione con Papa Francesco”, di cui Tveit cita il passaggio in cui si “invita all’unità per combattere questo flagello”. Tveit assicura al patriarca piena condivisione in “questo duro lavoro di riconciliazione e di amore”, e prega affinché “soprattutto in questi tempi difficili e nelle attuali circostanze sconcertanti, la nostra unità nell’impegno per la pace, l’unità nella preghiera, l’unità nella sequela al servizio della riconciliazione di tutti i popoli, e l’unità nella fede e nella speranza in Gesù Cristo siano di sostegno” al patriarca, alla sua gente e “a tutti noi, mentre lavoriamo con diligenza per contrastare la violenza e seminare il Regno di Dio di pace sulla terra”.

Diocesi: Perugia, il card. Bassetti venerdì compie 75 anni e incontra i giovani

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 13:58

È in programma venerdì 7 aprile l’incontro dei giovani della diocesi di Perugia-Città della Pieve con il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, in preparazione alla Pasqua. Tema dell’incontro, che si terrà presso la chiesa parrocchiale di San Barnaba in Perugia (via Cortonese) alle 19, “Maestro dove abiti? Venite e vedrete” (Gv 1, 35-39). Quello stesso giorno Bassetti compirà 75 anni  e i “suoi” giovani hanno inteso fargli festa tutti insieme invitando all’incontro sacerdoti, diaconi, seminaristi, coordinatori di oratorio, membri della Consulta diocesana di pastorale giovanile e quanti (300 ragazzi e adulti) parteciperanno al pellegrinaggio diocesano in Terra Santa (18-26 agosto 2017) guidato dal vescovo ausiliare, mons. Paolo Giulietti. L’incontro del 7 aprile sarà anche occasione per molti ragazzi e ragazze di celebrare la Gmg che quest’anno si svolge a livello diocesano, in vista della Gmg 2019 che si terrà a Panama. A tenere la catechesi è don Luigi Maria Epicoco, trentaseienne sacerdote diocesano de L’Aquila, scrittore di libri e articoli scientifici di carattere filosofico e teologico, docente di filosofia alla Pontificia Università Lateranense. Il pellegrinaggio estivo, commenta don Francesco Verzini, condirettore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, “è una delle tappe preparatorie al Sinodo, ma sarà vissuto anche come momento di spiritualità attraverso il Vangelo dell’apostolo Giovanni, visivamente percorso durante i giorni del pellegrinaggio nei luoghi in cui nacque e visse Gesù”. L’incontro di venerdì si concluderà con gli auguri e un dono al cardinale Bassetti.

Ordinariato militare: mons. Marcianò ai familiari dei militari caduti in missione di pace, “quante vite sono nate sul loro sacrificio”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 13:35

“La Chiesa dell’Ordinariato Militare vive, attraverso di voi e i vostri cari che sembrano non esserci più, un punto alto, dolce e forte della sua maternità; vive contemplando questi suoi figli caduti che ha portato e che continua a portare in grembo”. Lo ha detto l’arcivescovo castrense, monsignor Santo Marcianò, che ieri sera, a Roma, ha celebrato una messa per il III Convegno nazionale dei familiari dei caduti in teatri operativi nelle missioni di supporto alla pace (4-5 aprile). “È bello pensare che voi stessi, con il ricordo e la fede, potete ancora, misteriosamente, generare questi figli alla vita. Potete ancora dare loro la vita con l’amore – ha aggiunto l’Ordinario militare – e, tante volte, questo vostro amore continua ancora a generarli, a farli rivivere non solo nel ricordo, nel sogno, nella narrazione, ma anche, in opere concrete, in iniziative intitolate alla loro memoria, ispirate alla loro testimonianza, nate sul loro sacrificio”. “Quante vite, da queste morti! Quante persone salvate, riscattate, rinate – ha ricordato mons. Marcianò – Non tutte le conoscete, non tutte le conosciamo; forse neppure loro, i nostri caduti, le conoscevano… eppure sono vite – fosse pure una vita sola – che non ci sarebbero senza la loro morte. Anche se è doloroso ammetterlo, morte e vita sono legate, intrecciate. Sperimentiamo la verità più delicata e drammatica della fede: non c’è da una parte la morte e dall’altra la vita; c’è la morte, quella morte concreta, trasformata in vita”. Oggi il gruppo dei 120 partecipanti al Convegno, guidato dall’Ordinario, ha partecipato all’udienza generale di Papa Francesco.

Brexit: Parlamento Ue vota risoluzione sui negoziati. “Prima i cittadini”. Sostenere processo di pace in Irlanda

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 13:29

(Strasburgo) Quasi tre quarti del Parlamento europeo vota a favore della risoluzione comune per l’avvio dei negoziati sul Brexit secondo il principio “prima i cittadini”. Dopo il dibattito svoltosi in mattinata nell’emiciclo di Strasburgo, gli eurodeputati hanno approvato con 516 voti a favore, 133 contrari e 50 astensioni, il testo proposto da Ppe, Socialisti e democratici, Liberali, Verdi e Sinistra unitaria. Si tratta dei partiti pro-Europa (pur con posizioni diverse tra loro), mentre gli euroscettici o eurocontrari rappresentano circa un quarto dell’aula. La risoluzione (anticipata dal Sir) stabilisce i principi e le condizioni per l’approvazione dell’accordo di uscita del Regno Unito. I deputati sottolineano la necessità di “garantire un trattamento equo e paritario ai cittadini Ue che vivono nel Regno Unito e ai cittadini britannici che vivono nell’Ue”, evidenziando inoltre che il Regno Unito rimarrà un membro Ue “fino alla sua uscita ufficiale e che ciò comporta diritti, ma anche obblighi, come gli impegni finanziari che potranno protrarsi anche al di là della data d’uscita”. I deputati ricordano che occorre in una prima fase definire i punti fermi circa il recesso dall’Unione per poi affrontare le relazioni future tra i 27 e Londra. Il testo ricorda che occorre “mantenere l’impegno sul processo di pace in Irlanda del Nord”, evitando il ripristino di controlli rigorosi alla frontiera tra le due Irlanda.

Protezione civile: Galletti (ministro), “avremo sempre più eventi climatici estremi e questo impone una prevenzione più forte”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 13:22

“Nei prossimi anni avremo sempre più eventi climatici estremi e questo impone una prevenzione ancora più forte di quella che abbiamo ipotizzato finora”. Lo ha affermato questa mattina Gian Luca Galletti, ministro per l’Ambiente, intervenendo al workshop “Protezione civile: verso una governance più forte per la riduzione del rischio”, in corso a Roma. “Il 97% della scienza a livello globale ci dice che i cambiamenti climatici sono in atto e sono riscontrabili anche sul nostro territorio nazionale”, ha osservato Galletti, secondo cui “ci sono risorse necessarie per poter far fronte alla prime emergenze del Paese”. Questo significa, ha precisato, che “possiamo affrontare nodi storici del Paese dal punto di vista del dissesto con le risorse necessarie”. Perciò, ha ammonito il ministro, “non voglio più sentire che il problema sono le risorse, perché questo è una grande scusa. “Il problema – ha aggiunto – sta nella governance di spesa, per poter spendere bene e in fretta le risorse a disposizione”. Di qui la necessità di “una revisione forte della governance perché ci sia un rapido impiego delle risorse”. Si tratta di “un tema che riguarda tutto il settore ambientale – ha evidenziato Galletti – non solo il rischio idrogeologico, ma anche le bonifiche e le depurazioni”. Parlando dei contratti di fiume, rispetto ai quali “abbiamo avuto più di 100 richieste e più di 20 sono stati avviati”, il ministro ha evidenziato che “c’è bisogno di collaborazione interistituzionale perché in campo ambientale abbiamo bisogno di metterci insieme per risolvere i problemi”.

Scuola: Iacobelli (Msac), essere “appassionati alla scuola, testimoni del Vangelo, dedicati agli altri”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 13:10

“Sono fiduciosa che sarà un buon triennio se vivremo fino in fondo quello che è il Msac: la nostra realtà di studentesse e di studenti appassionati alla scuola, testimoni del Vangelo, dedicati agli altri”. Lo ha dichiarato Adelaide Iacobelli (diocesi di Albano), nuova segretaria nazionale del Movimento studenti di Azione cattolica (Msac), eletta al termine dei lavori del XVI Congresso nazionale del Movimento che si è svolto a Calenzano, in provincia di Firenze, dal 31 marzo al 2 aprile sul tema “Il tempo delle scelte, studenti chiamato a lasciare un’impronta”. Il Congresso ha eletto vicesegretario Lorenzo Zardi (diocesi di Imola), che ha detto: “Il Msac si differenzia da tutto il resto perché nella disponibilità non nasce un conflitto ma l’opportunità di camminare insieme”.  I partecipanti al Congresso hanno anche eletto i quattro studenti che faranno parte dell’équipe nazionale: Nicola Carfagna, dalla diocesi di San Severo; Elena Cavallotti, dalla diocesi di Lodi; Federico Gualdi, dalla diocesi di Rimini; Lorenzo Pellegrino, dalla diocesi di Otranto.

Benedetto XVI: un volume di “immagini di una vita”, dalla rinuncia a ritroso

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 13:04

In occasione del 90° compleanno del Papa emerito (16 aprile), esce in libreria per le Edizioni San Paolo “Benedetto XVI – Immagini di una vita”, scritto da Maria Giuseppina Buonanno e Luca Caruso. Nel volume gli autori, partendo dallo storico annuncio della rinuncia al pontificato, l’11 febbraio 2013, ripercorrono a ritroso – attraverso una narrazione accompagnata da numerose foto, alcune delle quali inedite – le principali tappe della vicenda umana e spirituale di questo “umile lavoratore nella vigna del Signore”: l’infanzia nella Germania degli anni Trenta, il dramma della guerra e della prigionia, la vocazione sacerdotale, la brillante carriera accademica, la partecipazione al Concilio Vaticano II, l’elezione ad arcivescovo di Monaco e Frisinga e la nomina a cardinale, il lungo impegno come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, gli otto anni di un pontificato segnato anche da momenti difficili. “Anche se le circostanze e i luoghi cambiano e il colore degli abiti passa da nero a rosso a bianco, non c’è alcun dubbio che quella che ci accompagna attraverso le pagine di questo libro è sempre la stessa persona e che il filo interiore che si sviluppa lungo la sua vicenda manifesta un’unità di orientamento e una continuità d’ispirazione straordinaria”, scrive padre Federico Lombardi, presidente della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger, nella prefazione del volume.

Protezione civile: De Vincenti (ministro), “dal 24 agosto abbiamo misurato l’eccellenza del sistema in termini di impegno, competenza e qualità”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 12:53

“Dalla notte del 24 agosto abbiamo misurato l’eccellenza del sistema di Protezione civile italiano sia in termini di impegno sia di competenza e qualità delle azioni messe in atto”. Lo ha affermato questa mattina Claudio De Vincenti, ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, intervenendo al workshop “Protezione civile: verso una governance più forte per la riduzione del rischio”. Per De Vincenti “il terremoto de L’Aquila del 2009 ci ha insegnato con forza l’importanza delle azioni di soccorso immediato e di assistenza alle popolazioni e poi quella della ricostruzione”. “Una ricostruzione caratterizzata da una lunga fase di incertezze e difficoltà”, ha proseguito il ministro, secondo cui “la svolta c’è stata nel 2014, quando il governo Renzi ha cambiato la strategia di ricostruzione, optando non più per le new town ma per la ricostruzione della comunità cittadina”. “Questo ci ha ispirati per affrontare il post terremoto dell’Emilia, superando incertezze ed errori precedenti”. Con il sisma in Centro Italia, abbiamo visto all’opera “un sistema che sta dando maggiore sicurezza al Paese, che sta dicendo ai cittadini ‘vi siamo vicini’ e ‘non vi lasciamo soli’”, ha aggiunto De Vincenti, rilevando che “sta procedendo, per le popolazioni terremotate, la messa in condizioni di vivere un’esistenza più vicina, se possibile, alla normalità”. Per il ministro, il nodo da affrontare è capire come “il coinvolgimento diffuso delle istituzioni locali e quello del volontariato” e lo “spirito di solidarietà e comunità trova a livello centrale un coordinamento e un’organizzazione”. Su questo aspetto “il Dipartimento di Protezione civile svolge un ruolo chiave, dimostrando che questo è possibile”. Bisogna “fare in modo che il sistema – ha concluso De Vincenti – acquisti sempre più coerenza affinché la mobilitazione dal basso venga gestita perché sia fino in fondo efficace”.

Brexit: Weber (Ppe) e Pittella (S&D), prima il divorzio, poi il partenariato futuro con il Regno Unito

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 12:40

(Strasburgo) “La risoluzione comune sul Brexit” che il Parlamento Ue vota oggi “dà una chiara indicazione: prima il divorzio, poi penseremo al partenariato futuro” con il Regno Unito. Manfred Weber, tedesco, capogruppo dei Popolari (Ppe) al Parlamento europeo, pone dei punti fermi sui negoziati che l’Unione intraprenderà con Londra, dopo che il Regno Unito ha invocato l’art. 50 per recedere dalla “casa comune”. Weber sottolinea però anche diversi problemi aperti, dalla tutela dei cittadini europei nel Regno Unito alla mobilità dei lavoratori, dalle frontiere tra Irlanda del nord e del sud alle finanze comunitarie. “Allo stesso tempo – osserva – siamo chiamati a riflettere sul futuro dell’Unione”. Gianni Pittella, italiano, capogruppo dei Socialisti e democratici (S&D), dal canto suo imputa ai “Tories britannici la responsabilità del Brexit. Poi, dopo il referendum, si è scoperto che non conoscevano nemmeno le procedure dell’articolo 50”. “Noi siamo qui – aggiunge – per tutelare i diritti e gli interessi dei cittadini europei. E sia chiaro che chi è fuori dall’Ue non potrà beneficiare degli stessi diritti dei nostri cittadini”. “Non accetteremo – dice, scaldandosi – ricatti da Londra. Noi siamo una comunità di valori, con al centro la solidarietà. Brexit sia l’occasione per ritrovarci uniti attorno al nostro destino comune”.

Protezione civile: Agrò (Act), “la prevenzione ha bisogno non solo di risorse ma di una programmazione condivisa”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 12:32

“La prevenzione ha bisogno non solo di risorse ma di una programmazione che consolida un approccio condiviso. Non bastano i piccoli, estremamente necessari, interventi sul territorio. Serve un programma che aiuti tutti sui territori ad avere il medesimo approccio nell’affrontare il rischio”. Lo ha affermato questa mattina Maria Ludovica Agrò, direttore generale dell’Agenzia per la coesione territoriale (Act), intervenendo al workshop “Protezione civile: verso una governance più forte per la riduzione del rischio”, in corso nella capitale. Per Agrò c’è necessità che “la governance e tutta la filiera agiscano in una cornice armonizzata per reagire meglio nei momenti di emergenza”. Inoltre, rispetto alle risorse disponibili – 11 milioni di euro più quelle regionali – “la necessità di un coordinamento è basilare perché queste risorse non siano disperse e perché gli approcci non siano differenti”. Il “Programma sulla riduzione del rischio” è “un progetto di rafforzamento di amministrativo – ha proseguito – con risorse abbastanza importanti e che lascerà sui territori competenze e capacità di reazione ai rischi sotto la guida eccellente del Dipartimento di Protezione civile”. Agrò ha concluso sottolineando che “la nostra Protezione civile è un’eccellenza per l’Italia e per l’Europa ed è per questo che la Commissione europea guarda con interesse al progetto che insieme abbiamo messo a punto”.

Siria: attacco chimico a Idlib. Card. Zenari (nunzio), “è ora di dire basta. La comunità internazionale deve intervenire. Accertare le responsabilità”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 12:30

“Non si hanno parole davanti a fatti così deplorevoli. È ora di dire basta. La comunità internazionale deve intervenire”. Così il nunzio apostolico a Damasco, cardinale Mario Zenari, condanna l’attacco chimico contro Khan Sheikhun, città nella provincia nord-occidentale di Idlib, sotto il controllo dei ribelli, che ha provocato, secondo il bilancio aggiornato, almeno 72 morti, di cui 20 bambini, e centinaia i feriti. “Non è la prima volta che la gente viene colpita da gas tossici”, rimarca il cardinale in un’intervista al Sir. Fatti simili sono un segno chiaro dell’avvitamento diplomatico della crisi siriana nella quale sono coinvolte le più grandi potenze mondiali. “Io ho vissuto questa crisi dal primo giorno fino ad oggi. È un conflitto che è andato aggravandosi e complicandosi. Difficile anche da capire. All’inizio sembrava una guerra civile ma è soprattutto una guerra per procura fomentata da interessi re-gio-na-li (qui il nunzio scandisce bene la parola, ndr), da sottolineare interessi e divergenze regionali e poi anche internazionali”. “È difficile pensare a una soluzione. Tutti speriamo e preghiamo per questo. Ma che ci sia almeno una svolta, un cambio di direzione. La direzione fino ad oggi è andata in giù, verso il basso, il profondo dell’inferno. È urgente vedere un percorso di risalita, ma fatti come quelli di ieri, purtroppo, non ci danno nessuna idea di un cambio sostanziale visibile di svolta”.

“La chiave di una soluzione anche umanitaria – ribadisce il card. Zenari – è quella politica. Prima di arrivare alla chiave politica il primo passo è quello di far cessare le armi. Almeno arrivare al cessate-il-fuoco per poi lavorare a piene mani alla soluzione politica. Sarà lunga, ma almeno bisogna cominciare a fermare la violenza. Così sarà un po’ più fattibile la distribuzione di aiuti umanitari. In tutte le parti del Paese”. Circa la responsabilità dell’attacco a Idlib, il nunzio è chiaro: “La comunità internazionale ha i mezzi per accertare le responsabilità e vedere la verità dei fatti. Essa deve metterli in atto per fermare questa violenza. I responsabili vanno trovati perché ne rendano conto”. Qualche effetto positivo sulla crisi siriana potrebbe averlo, afferma il cardinale, la prossima visita di Papa Francesco in Egitto: “Il proseguimento del dialogo interreligioso potrà dare un grande apporto. Se le tre grandi religioni monoteiste lavorano insieme questo non potrà che far bene per la pace e riverserà su questi Paesi effetti benefici. Il dialogo tra le fedi qui è la chiave della riconciliazione e della pace”.

Protezione civile: Curcio (capo dipartimento), “non è solo emergenza. Dobbiamo migliorare la pianificazione della prevenzione”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 12:14

“Dobbiamo far percepire che il sistema di Protezione civile non è solo emergenza. Anzi, nell’emergenza si raccoglie lo sforzo di un Paese nel quale chi ha pensato al sistema di Protezione civile lo ha pensato basato su previsione, prevenzione, gestione dell’emergenza e ripristino”. Lo ha affermato questa mattina Fabrizio Curcio, capo del dipartimento della Protezione civile, nel corso del workshop “Protezione civile: verso una governance più forte per la riduzione del rischio” in svolgimento a Roma. Parlando del “Programma sulla riduzione del rischio”, Curcio ha sottolineato che “dobbiamo continuare nella pianificazione dell’emergenza, ma dobbiamo migliorare la pianificazione della prevenzione”. Per questo è importante “nella prevenzione l’aspetto relativo all’ottimizzazione delle risorse”. Da qui nasce l’idea di un progetto che coinvolge “Calabria, Sicilia, Puglia e Campania, Regioni che autonomamente avevano deciso di investire sulla riduzione del rischio”. Si tratta di “un progetto quinquennale da 11 milioni di euro – ha spiegato Curcio – che mette a frutto la capacità di fare sistema in termini di prevenzione”. “Vogliamo costituire con queste Regioni tutta la filiera per vedere se questo approccio può essere esportabile a livello nazionale”, ha proseguito, etichettando il progetto come “sfida” per via anche delle “potenzialità ancora da esplorare”. “La riduzione del rischio è un problema mondiale”, ha concluso Curcio, osservando che “dobbiamo trovare il modo migliore per fare squadra insieme”.

Brexit: Stevens (Conservatori), “spero che Ue si rinnovi per evitare l’uscita di altri Paesi”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 12:11

(Strasburgo) “Tra l’Ue e il Regno Unito non c’è mai stato un matrimonio d’amore, semmai c’è sempre stato una unione di convenienza, senza alcuna passione”: Guy Verhofstadt, liberale belga, negoziatore per il Parlamento europeo sul Brexit, descrive a modo suo i 44 anni di adesione di Londra alla Comunità. Verhofstadt si dice peraltro convinto che “prima o poi ci sarà un giovane britannico, di una nuova generazione, che riporterà la Gran Bretagna all’interno dell’Ue”. Commentando quanto accaduto dal referendum inglese del giugno scorso in poi, il negoziatore afferma: “Brexit chiama in causa anche la nostra capacità di rinnovare e rilanciare il progetto europeo”. Philippe Lamberts, belga, capogruppo dei Verdi a Strasburgo, commenta: “L’Europa rappresenta il 2% del pianeta, e solo il 7% della popolazione mondiale. Mi domando come si possa pensare che uno Stato, da solo, difenda gli interessi dei suoi cittadini?”. Lamberts richiama invece il percorso di integrazione europea, rispetto alla decisione del Regno Unito di isolarsi. Helga Stevens, belga, del gruppo di Conservatori, spiega: “Spero che da oggi avviamo un processo per migliorare l’Unione europea, riformandola e decentralizzandola”. “Il Regno Unito non è una barca che va alla deriva, ma un’isola che resterà dov’è oggi; si tratta dunque di creare un nuovo partenariato speciale” con Londra. “Spero che l’Ue – conclude – sappia rinnovarsi, per evitare l’uscita di altri Paesi”.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie