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Avvenire: i temi della prima pagina di domani 5 aprile. Nuova strage in Siria, taglio a fondi per paritarie Torino, Papa Francesco su Populorum progressio

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale alla nuova strage in Siria, compiuta con armi chimiche secondo le prime ricostruzioni, anche se il governo Assad e la Russia negano l’impiego di gas. Una grande foto di un bambino vittima dell’attacco illustra la tragedia che interpella le coscienze e rimette al centro dell’attenzione internazionale la guerra siriana. Richiami collegati alle altre crisi aperte: il dopo attentato a San Pietroburgo e i massacri in Congo.
L’editoriale è affidato a Elena Ugolini, già sottosegretario all’Istruzione, che affronta il caso del taglio del 25% ai fondi per le scuole dell’infanzia paritarie deciso dalla giunta grillina di Torino. “Perché togliere la possibilità di avere una scuola di qualità – si chiede Ugolini, rivolgendosi al sindaco Appendino – a chi non potrebbe permetterselo? Perché mettere in crisi un sistema che funziona? Perché avviare un’operazione autolesionista sia sul piano educativo sia sul piano economico-finanziario? Perché non dare seguito a quello che lei stessa si era proposta di portare avanti nel suo programma?”. “C’è tempo e modo per rimettere le cose a posto – conclude Ugolini – , e magari per farle andare meglio”.
Il titolo di taglio, al centro della prima pagina, è per Francesco, che ha parlato dell’enciclica “Populorum progressio”: serve uno sviluppo integrale, la crescita non può essere solo economica, ha detto il Papa, solo l’integrazione dei popoli porta la pace.
Nei “temi di Avvenire”, un’analisi della “turbo politica” che oggi crea leader in pochi mesi; e un intervento di Eugenia Roccella, che difende l’obiezione di coscienza anche per l’eventuale applicazione delle Dat, qualora sia approvata la legge sul fine vita. Nello spazio Agorà-Cultura, un ricordo del filosofo e teologo Armando Rigobello a un anno dalla scomparsa, a firma di Dario Antiseri.

Papa Francesco: ricevuti oggi in udienza il principe Carlo e Camilla

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 19:24

Papa Francesco ha ricevuto oggi in udienza, nell’Aula Paolo VI, il principe di Galles Carlo e la duchessa di Cornovaglia Camilla. Ne dà notizia l’ambasciata britannica presso la Santa Sede, precisando che si tratta della quarta visita del principe alla Santa Sede, ma il primo incontro con Papa Francesco. “Hanno discusso di numerosi argomenti di interesse comune”, riferisce la nota. Il Papa ha regalato al principe Carlo un bronzo che rappresenta un ramo di ulivo. Il principe ha contraccambiato con un cesto di cibo proveniente dalla residenza reale di Highgrove, da condividere tra i poveri e senza fissa dimora. Carlo ha, quindi, incontrato il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e partecipato ad una tavola rotonda sull’ambiente insieme ad alti funzionari della Santa Sede. Carlo e Camilla hanno poi visitato l’Archivio Segreto Vaticano e la Biblioteca Vaticana, e incontrato i membri della comunità britannica che lavorano presso la Santa Sede.

Giornali Fisc: “La Valsusa” (Susa) compie 120 anni. Giovedì 6 aprile inserto speciale e venerdì 21 serata dedicata alla ricorrenza

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 19:20

In occasione dei primi 120 anni di vita, “La Valsusa”, settimanale cattolico della Valle di Susa e della Val Sangone, giovedì 6 aprile sarà in edicola con un inserto speciale dedicato alla particolare ricorrenza. Verranno ripercorsi 120 anni di notizie, ricordando i direttori del giornale e i vescovi che hanno guidato la diocesi di Susa in questi decenni, oltre a presentare notizie, informazioni storiche e curiosità. Fondato dal vescovo di Susa, mons. Edoardo Giuseppe Rosaz, il settimanale viene pubblicato per la prima volta il 3 aprile 1897 con il nome di “Il Roccamelone”, in omaggio alla montagna cara ai valsusini. Vent’anni dopo, con il numero del 17 aprile 1907, il settimanale assume il nome attuale. Per festeggiare il traguardo raggiunto, il prossimo venerdì 21 aprile, a Susa, si terrà una serata a cui interverranno l’attuale vescovo di Susa, mons. Alfonso Badini Confalonieri, il direttore del quotidiano cattolico “Avvenire”, Marco Tarquinio, il vicepresidente vicario della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), Chiara Genisio, il direttore dell’“Unione Monregalese”, don Corrado Avagnina, e il direttore de “La Valsusa”, don Ettore De Faveri.

Direttore, redattori e collaboratori de La Valsusa sotto la statua dedicata a mons. Rosaz in uno degli ingressi della cattedrale di Susa

Lavoro: Miano (Retinopera), la cura per “trasformare la realtà”. Gabrielli (Lavoroperlapersona), “intontiti dal sistema profitto”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 19:18

“Non c’interroghiamo più sul senso del lavoro perché intontiti dal ‘sistema profitto’ che mercifica tutto e ha preso il sopravvento”. Lo ha detto Gabriele Gabrielli, docente e presidente della Fondazione Lavoroperlapersona (attiva nel campo della ricerca e formazione sui temi del lavoro, della diversità e dell’accoglienza), intervenendo oggi a Roma all’incontro “Il lavoro che vogliamo: nuovi scenari per il lavoro e la cura”, promosso dal Comitato organizzatore delle Settimane sociali in preparazione alla prossima Settimana, che si terrà dal 26 al 29 ottobre 2017 a Cagliari. Gabrielli ha lamentato l’assenza di una “politica visionaria”, in grado di “pensare al futuro”, mentre “la quarta rivoluzione industriale lascia già presagire effetti importanti sul fronte lavorativo”. Replicando alla relazione della filosofa canadese Jennifer Nedelsky, ha quindi sottolineato come il lavoro sia “un bene, un diritto che appartiene all’uomo, ma solo quando è degno e decente”. Proprio in questa direzione va la proposta della filosofa canadese – sintetizzabile nel motto “lavoro part time per tutti, attività di cura per tutti” – che chiede, ha ribadito suor Helen Alford (vicedecano alla Facoltà di scienze sociali della Pontificia università San Tommaso D’Aquino, che ha ospitato l’incontro), “un cambiamento radicale di mentalità”. Mentre Franco Miano, coordinatore di Retinopera, ha ripreso la teoria della filosofa nella convinzione che “la cultura della cura può portare alla trasformazione della realtà”, laddove “cura vuol dire quotidianità, ascolto, fedeltà, piccoli gesti” che non possono essere ritenuti di “serie B”. E “una nuova fioritura relazionale legata alla cura – ha concluso – può rimettere la persona al centro”.

Pellegrinaggi: Unitalsi, il primo motivo è il ringraziamento, poi si chiede la guarigione

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 19:06

“I pellegrini che decidono di intraprende un viaggio verso i maggiori santuari europei – Lourdes e Fatima in testa – lo fanno non tanto per chiedere una guarigione fisica, ma per un atto di ringraziamento. Le percentuali emerse da uno studio Unitalsi, che si basa su un questionario a risposta multipla su 16 possibilità di scelta, parlano chiaro: il 76% va in pellegrinaggio soprattutto come atto di ringraziamento, il 69% come atto di speranza, il 68% come gesto di condivisione della propria fede, il 65% per sentirsi più vicini a Dio. Solo il 40% dichiara di andare per chiedere una guarigione fisica, attestandosi al 14° posto come scelta dei pellegrini”. Sono questi i dati emersi dal focus “Le motivazioni per un pellegrinaggio” realizzato dall’Unitalsi e presentato a Fatima in occasione del convegno “Significato del messaggio dopo 100 anni” che ha richiamato da tutta l’Italia oltre 30 operatori sanitari dell’associazione. L’incontro terminerà domani 5 aprile.
“Ho sempre pensato – dichiara Antonio Diella, presidente nazionale Unitalsi – che peggio del soffrire c’è soltanto il soffrire in solitudine. L’Unitalsi può vivere questa straordinaria esperienza di compagnia con chi soffre, ma non per intristirsi, anzi, per comunicare una possibilità di gioia e viverla insieme a chi ha questo grande problema della salute che comincia a mancare, della sofferenza e della solitudine, che può però essere vinta”. “Abbiamo voluto anche cercare di comprendere i motivi per cui persone con malattie plurime scelgono di partecipare a un nostro pellegrinaggio – aggiunge Federico Baiocco, responsabile nazionale medici Unitalsi –. È sorprendente scoprire che lo fanno in primo luogo per ringraziare”. “L’uomo nella vita ha bisogno di pane, cioè di salute, di nutrirsi, di vivere una vita dignitosa, ma ha bisogno anche di senso – commenta don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei –, e questa necessità emerge in modo altissimo quando si vivono momenti di sofferenza. Quindi le mete di pellegrinaggio sono un aiuto nella ricerca di questo senso, che non è la possibile guarigione, ma il dono della salvezza, che ci dà la luce per vivere nel modo migliore l’esperienza terrena, ma ci dà anche l’orizzonte dell’eterno”.

Morte Giovanni Sartori: Padula (Aiart), “un intellettuale libero e originale, straordinario lettore della realtà, capace di analisi illuminanti”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 18:59

“Un intellettuale libero e originale, straordinario lettore della realtà, capace di analisi illuminanti che spaziavano dalla politica (suo primario ambito d’indagine) ai media”. È stato questo Giovanni Sartori, il politologo scomparso oggi a Firenze all’età di 93 anni, come scrive Massimiliano Padula, presidente dell’Aiart (l’associazione dei telespettatori e dei cittadini mediali), in una nota inviata al Sir. “Sartori – aggiunge Padula – ha avuto il pregio di interpretare la società e tutti i suoi fenomeni in modo del tutto personale. La nostra Associazione gli è grata per i suoi studi sui media, primo tra tutti, il famoso saggio ‘Homo Videns’, divenuto oramai una pietra miliare della massmediologia”.

“Io stesso – ricorda il presidente dell’Aiart – da studente di comunicazione ho conosciuto il pensiero di Sartori attraverso questo libro in cui l’autore sottolineava come l’avvento della televisione abbia rivoluzionato le abitudini degli individui, creando persone ‘teledipendenti’. In mondo dove tutto è visualizzato – scriveva – l’uomo sta perdendo la capacita (tipica dell’homo sapiens) di pensare per concetti, di ragionare immaginando ciò che non è visibile”.

Alluvioni in Perù: Caritas, già state distribuite 89 tonnellate di aiuti umanitari alle popolazioni colpite

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 18:55

Caritas Italiana ha espresso subito vicinanza a Caritas Perù ed è pronta a sostenerne gli sforzi, anche grazie ai 200mila euro destinati dalla Presidenza della Cei, dai fondi dell’8xmille, per fornire assistenza alle popolazioni colpite dalle alluvioni che in questi giorni hanno flagellato il Perù. “Caritas Perù – si legge in un comunicato diffuso oggi da Caritas Italiana – si è già attivata con richiesta di informazioni e visite alle Caritas diocesane coinvolte, per redigere un piano delle necessità; trasferimento di fondi a ciascuna delle Caritas dei territori colpiti; invio di circa 12 tonnellate di aiuti umanitari alle zone colpite; lancio di una campagna di raccolta di donazioni materiali e finanziarie”. Ad oggi, Caritas Perù ha distribuito, attraverso “Cáritas Chosica, assistenza a 554 famiglie con 36 tonnellate tra alimenti, vestiario e calzature, prodotti per l’igiene e attrezzi; Cáritas Ica, assistenza a 199 famiglie con 13,5 tonnellate tra alimenti, vestiario, acqua e prodotti per l’igiene, attrezzi e utensili da cucina; Cáritas Piura Tumbes, assistenza a 250 famiglie con 16,5 tonnellate di aiuti tra alimenti, vestiario, acqua e prodotti per l’igiene, attrezzi e motopompe; Cáritas Chiclayo, assistenza a 292 famiglie con 11 tonnellate tra alimenti, vestiario, acqua e prodotti per l’igiene, attrezzi, motopompe e purificatori d’acqua”. Sono stati inviati “aiuti umanitari anche alle Caritas di Chulucanas, Cañete Yauyos, Camaná, Selva Central e Chulucanas. Complessivamente sono già state distribuite 89 tonnellate di aiuti umanitari alle popolazioni colpite”.

Negli ultimi due mesi, ricorda Caritas Italiana, “sono state 38 le emergenze causate da fenomeni naturali in 18 dei 25 dipartimenti del Perù. Un maltempo che sembra non cessare: imperversa il fenomeno del ‘Niño costero’, che si produce per un riscaldamento straordinario delle acque del Pacifico. Queste acque evaporano in grande quantità e si condensano in alta montagna causando temporali che, a loro volta, riversando al suolo notevoli quantità di piogge, generano l’esondazione dei fiumi”.

Diocesi: Ferrara-Comacchio, mons. Perego (arcivescovo eletto) riceverà l’ordinazione episcopale il 6 maggio nella cattedrale di Cremona

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 18:51

Mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, arcivescovo eletto di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa, riceverà l’ordinazione episcopale sabato 6 maggio, alle ore 17, nella chiesa cattedrale di Cremona, per l’imposizione delle mani di mons. Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, di mons. Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma e presidente della Fondazione Migrantes e di mons. Luigi Negri, amministratore apostolico di Ferrara-Comacchio. Mons. Perego è nato a Vailate (Cremona) il 25 novembre 1960. Ha compiuto gli studi nel Seminario diocesano di Cremona, successivamente ha conseguito la licenza in Teologia sistematica presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale e nel 1996 si è laureato in Teologia nella Pontificia Università Gregoriana. È stato ordinato sacerdote il 23 giugno 1984 ed è incardinato nella diocesi di Cremona. Dal 2009 è direttore generale della Fondazione “Migrantes”.

“La bellezza artistica di questa città, ereditata dal Rinascimento, accompagnata dalla bellezza naturale, la bellezza umana di relazioni sociali, culturali, religiose rinnovate da nuovi incontri e legami con persone e popoli diversi, con un’attenzione preferenziale per i piccoli, i malati e i poveri, sapranno dare speranza e futuro alla città di Ferrara, di Comacchio e a tutte le nostre comunità del territorio diocesano. Le scelte di libertà, di responsabilità, di partecipazione della Chiesa di Ferrara-Comacchio, abbattendo i muri e nel rispetto dell’autonomia delle cose terrestri, saranno al servizio di questa rinnovata ‘bellezza’”, ha scritto mons. Perego nel suo primo messaggio alla comunità di Ferrara-Comacchio, all’annuncio della nomina, il 15 febbraio scorso. Le indicazioni per partecipazione alla celebrazione sono pubblicate sul portale della diocesi di Cremona, di cui è originario mons. Perego: www.diocesidicremona.it

Migranti: Centro Astalli, il Rapporto annuale 2017 su richiedenti asilo e rifugiati

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 18:36

Una fotografia aggiornata sulle condizioni dei richiedenti asilo e rifugiati che durante il 2016 si sono rivolti al Centro Astalli, la sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i rifugiati, e hanno usufruito dei servizi di prima e seconda accoglienza offerti. Il Rapporto annuale 2017 sarà presentato l’11 aprile alle 11 al Teatro Argentina (Largo di Torre Argentina, 52) a Roma. Interverranno mons. Nunzio Galantino (segretario generale Cei), Emma Bonino (già ministro degli esteri), padre Camillo Ripamonti (presidente Centro Astalli) e Massimo Giannini (giornalista). In apertura vi sarà il saluto istituzionale di Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati. Il Rapporto contiene statistiche e il resoconto di un anno di attività del Centro Astalli. “Vuole essere uno strumento per capire quali sono le principali nazionalità dei rifugiati che giungono in Italia per chiedere asilo; quali le principali difficoltà che incontrano nel percorso per il riconoscimento della protezione e per l’accesso all’accoglienza o a percorsi di integrazione”, si legge nella nota di presentazione. Sono oltre 600 i volontari al Centro Astalli, una realtà che “si adegua e si adatta ai mutamenti sociali e legislativi di un Paese che stenta a dare la dovuta assistenza a chi, in fuga da guerre e persecuzioni, cerca di giungere in Italia in cerca di protezione”. Ad arricchire la pubblicazione di quest’anno le foto scattate da Darrin Zammit Lupi per Jesuit refugee service Europa alle frontiere del Sud Europa (Balcani e Grecia) introdotte dai testi di Emma Bonino e Alessandro Bergonzoni. Chiude il Rapporto il testo integrale del colloquio sulle migrazioni tra il card. Francesco Montenegro e Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.

 

Lavoro: Nedelsky (filosofa canadese), attuale sistema economico ha “conseguenze intollerabili per la salute ed effetti negativi per i figli”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 18:28

I lavoratori precari, “che devono sommare due o tre lavori” per raggiungere uno stipendio, come pure quanti si trovano ai vertici e sono “costretti a lavorare 60-70 ore ogni settimana”, sono “costretti a scelte insopportabili tra il lavoro e la famiglia, con conseguenze intollerabili per la salute ed effetti negativi per i figli”. È la denuncia di Jennifer Nedelsky, filosofa canadese, teorica del lavoro “part time” per tutti, da unire al lavoro di cura. Parlando oggi pomeriggio a Roma in un incontro in preparazione alla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani (Cagliari, 26-29 ottobre 2017), la filosofa si è detta convinta che “il lavoro retribuito non dovrebbe più definire la vita delle persone, essere una priorità rispetto alle attività di cura”, che vanno dalle attività domestiche – pulire un bagno come accudire un bambino – a quelle a favore della collettività, cioè riguardano tutto ciò che “promuove legami personali”. E “non è più accettabile – ha aggiunto – la distinzione secondo la quale tendiamo a pensare che altre persone considerate ‘inferiori’ facciano un determinato lavoro di cura, mentre a noi spettano occupazioni più ‘importanti'”.

Lavoro: Nedelsky (filosofa canadese), “part time per tutti” e ognuno si occupi di “attività di cura”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 18:27

“Tutti gli adulti dovrebbero fare un lavoro retribuito per un tempo da 12 a 30 ore in una settimana e al contempo 12-30 ore di lavori di cura non retribuiti”. È la “rivoluzione” proposta dalla filosofa canadese Jennifer Nedelsky, che ha parlato oggi pomeriggio a Roma in un incontro in preparazione alla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani (Cagliari, 26-29 ottobre 2017), dedicata proprio al tema del lavoro. Nedelsky è partita dall’analisi di “tre problemi cruciali della società occidentale”, ossia “la pressione insostenibile esercitata dal lavoro sulla famiglia”, “la disuguaglianza ancora presente tra uomo e donna e verso chi si occupa dei lavori di cura”, la lontananza dei “decisori politici” dal lavoro di cura. “Le regole che riguardano il lavoro e la cura possono cambiare, e sono cambiate negli ultimi secoli. Si pensi alla giornata lavorativa, passata da 12 a 8 ore, come pure al fatto che, in passato, per i gentiluomini non lavorare rappresentava un segno di distinzione e non un fallimento. E anche l’accettazione sociale del lavoro femminile ha subito un deciso cambiamento nel tempo”. “Altri fronti sono invece aperti”, ha aggiunto la filosofa portando l’esempio – peraltro non ancora così comune – del congedo parentale usufruito dagli uomini: “Siamo passati da un momento in cui usufruirne metteva a rischio la carriera a uno in cui non usufruirne, all’opposto, provoca la disapprovazione dei colleghi”, ha sostenuto citando l’esempio di un docente svedese da lei interpellato. Il cambiamento nell’interpretazione del lavoro, ad avviso della docente, non deve passare da leggi ma “attraverso l’approvazione e la disapprovazione della società”, per giungere a una “trasformazione del modo in cui noi impieghiamo il tempo”.

Solidarietà: card. Bagnasco al Ceis, “Dio ci ha scelti uno per uno” e questo ci dà forza per “rialzarci da ogni caduta

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 18:25

Gesù ci ripete che, “quando sarà innalzato sulla croce, attirerà tutti a sé: allora ogni uomo scoprirà che Dio ha fiducia in lui, e questo è il punto di forza per il riscatto, la rinascita, la possibilità di un giorno nuovo”. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, nell’omelia della Messa di Pasqua celebrata questa sera nel Centro italiano di solidarietà don Mario Picchi (Ceis) di Roma. Per questo, l’incoraggiamento del cardinale, “se guardiamo la croce di Cristo non in modo distratto e superficiale, ci sentiamo attratti, avvertiamo la sua mano pacificante, siamo toccati dal fascino di essere amati, nasce in noi la speranza”. Dio, la convinzione di Bagnasco, “ci ha scelti uno per uno: ci conosce dall’eternità, ci ha chiamati per nome, ci ha disegnati sul palmo della sua mano, scrive la Bibbia. Ricordare la nostra origine, il cuore eterno di Dio – che è anche il nostro Destino -, ci permette di non scoraggiarci mai, di rinnovare l’entusiasmo nel guardare avanti, di continuare la fatica quotidiana, di rialzarci da ogni caduta, ci dona la forza di spenderci per gli altri senza pensare solo a noi stessi, di sapere che la vita di ciascuno è un capolavoro da edificare con pazienza e impegno; che ognuno è un tesoro prezioso e che ha qualcosa di bello da donare, qualcosa che nessun altro può fare”. Di qui l’esortazione a guardare a Gesù crocifisso: “Vedremo la vita, il senso della nostra esistenza, la bellezza dell’amore vero, scopriremo l’umanità nuova che il mondo spera di incontrare e che è già in ciascuno di noi”.

Solidarietà: card. Bagnasco al Ceis, “la fiducia degli uomini può a volte mancare” ma “Dio non verrà mai meno”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 18:23

“La fiducia degli uomini può a volte mancare” ma “Dio non verrà mai meno”. Lo ha assicurato il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, nell’omelia della Messa di Pasqua celebrata questa sera nel Centro italiano di solidarietà don Mario Picchi (Ceis) di Roma. Alla celebrazione hanno partecipato i ragazzi delle comunità terapeutiche, le donne con bambini in difficoltà, i rifugiati politici ospiti del Centro insieme con i loro familiari e gli operatori delle diverse strutture. Il vero volto del Signore, ha spiegato Bagnasco, “è nello stare con noi, nel volerci bene, nel darci fiducia, nel farci suoi figli. Tutto questo si manifesta in modo particolare sulla croce, dove Gesù dona la sua vita per tutti” perché “ci ama nonostante noi, oltre ogni nostro merito, al di là delle nostre miserie”. “A volte – ha proseguito il cardinale -, accade che perdiamo la fiducia in noi stessi, capita che ci deludiamo da soli, tanto da non perdonarci i nostri errori e colpe. Ma non si può vivere così, senza sentire che nessuno ha fiducia degli altri. Questa situazione è come una tomba dove ci sentiamo rinchiusi, senza luce né calore né vita. Non sentire la fiducia di qualcuno significa, infatti, essere svuotati, morire interiormente: perdiamo le forze, la voglia di rialzarci, di lottare, di costruire”. Di qui un avvertimento: “La fiducia degli uomini può a volte mancare, ed è per tutti una grande sofferenza; anche l’amore può venir meno, e la sua mancanza mortifica l’anima, rende difficile la vita, ma – non dimentichiamolo – Dio non verrà mai meno!”.

Siria: Msf, “ordigni esplosivi e mine ovunque, anche nei frigoriferi e nei peluche dei bambini”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 15:54

Mentre i combattimenti si intensificano nel nord della Siria, ordigni esplosivi e mine stanno avendo un impatto devastante sui civili. Lo denuncia Medici senza frontiere (Msf) in un rapporto diffuso oggi, chiedendo l’avvio urgente di attività di sminamento per ridurre i rischi per le persone che cercano di fuggire o di tornare a casa. Nel rapporto “Set to explode” (Pronto a esplodere) Msf ha raccolto le testimonianze delle proprie équipe mediche, dei pazienti e delle loro famiglie nel nord della Siria: centinaia di persone sono state uccise o mutilate da ordigni posti per strada, nei campi o all’interno delle case. “È molto pericoloso per le persone tornare a casa”, dichiara Karline Kleijer, coordinatore dell’emergenza in Siria per Msf. “Ci sono trappole esplosive piazzate ovunque, sotto i tappeti, nei frigoriferi, addirittura negli orsetti di peluche dei bambini”. In sole quattro settimane, nell’estate del 2016, lo staff ospedaliero dell’area di Manbij ha ricevuto più di 190 persone ferite dall’esplosione di ordigni. “Sono iniziati ad arrivare in ospedale furgoni carichi di pazienti feriti”, racconta un medico di Msf dell’ospedale di Arin. “Per evitare il conflitto armato, i civili prendono le strade che considerano sicure, ma finiscono nei campi minati”. In questo momento non viene effettuata quasi nessuna attività di sminamento, né dalle organizzazioni umanitarie né da quelle militari, inducendo gli abitanti del luogo a fare da sé – spesso con conseguenze letali. “Finché queste aree non saranno ripulite, la minaccia di bombe e trappole esplosive continuerà ad avere un impatto devastante sulla sicurezza delle persone e sui loro mezzi di sostentamento” e “le organizzazioni umanitarie saranno scoraggiate dal lavorare in queste aree”. Msf chiede alle parti in conflitto e ai loro alleati di “assicurare la protezione dei civili e consentire attività umanitarie di sminamento nel nord della Siria”. E alla comunità internazionale di aumentare “il supporto alle organizzazioni internazionali esperte in attività di sminamento”.

Parlamento Ue: Pittella (S&D) su Brexit, “trasformare errore in opportunità”. Intervento anche su Ungheria e Dijsselbloem

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 15:37

(Strasburgo) “Cerchiamo di trasformare un errore in una opportunità”: Gianni Pittella, capogruppo dei Socialisti e democratici (S&D) al Parlamento europeo, si esprime così sul Brexit alla vigilia del dibattito sull’argomento che si terrà domani in emiciclo, per poi procedere al voto di una risoluzione politica. Tale risoluzione contiene alcuni “principi” che Pittella sintetizza così: “Anzitutto affermiamo che nessun Paese terzo può essere trattato meglio di quelli aderenti all’Ue. In secondo luogo ribadiamo che l’Ue mantiene le porte aperte, anche per un eventuale ritorno” del Regno Unito. “E terzo, prima si procede a definire le regole per il divorzio” da Londra, “e poi si potrà prevedere il negoziato per i rapporti futuri con il Regno Unito quale Paese terzo”. Diversi gli aspetti problematici sottolineati in questa direzione dallo stesso Pittella: i diritti dei cittadini Ue, “che intendiamo garantire sopra ogni cosa”; le frontiere (compresa quella tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord, evitando di porre nuove barriere che ostacolerebbero il processo di pace); gli “impegni finanziari che il Regno Unito deve rispettare, perché anche in caso di un qualsiasi divorzio, prima di lasciare una casa si devono pagare le bollette”. Pittella si esprime su altri temi. Anzitutto condanna la minacciata chiusura della Central European University di Budapest da parte del premier ungherese Viktor Orban. “Cosa deve ancora combinare Orban perché il Ppe”, al quale aderisce il partito di Orban, “prenda una posizione ferma?”.
Sulla questione dell’università fondata dal miliardario americano George Soros, questa mattina si è espresso a Strasburgo addirittura il Presidente federale tedesco Frank-Walter Steinmeier: “L’Europa non può rimanere zitta se la scienza e la cultura, come nella Central European University di Budapest, si vedono tolta l’aria per respirare”. Pittella infine sostiene che Jeroen Dijsselbloem è “inadatto” a guidare l’Eurogruppo, dopo le sue pesanti affermazioni contro i Paesi del sud Europa e la decisione di non essere presente oggi a Strasburgo per partecipare a un dibattito sul debito greco. Tutti i gruppi politici hanno attaccato il politico olandese e il presidente dell’Euroassemblea gli aveva inviato ieri sera una lettera con toni piuttosto decisi. Lo stesso Dijsselbloem oggi risponde con le scuse: “Purtroppo qualcuno si è sentito offeso per il modo in cui mi sono espresso”; “in futuro sarò più attento perché non è mai mia intenzione insultare le persone”.

Bulgaria-Ue: Tusk a Sofia, “Paese è un esempio per la sicurezza delle frontiere. Europa al vostro fianco”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 15:35

“Siamo determinati a tenere chiuse le rotte di migrazione illegale nei Balcani”: lo ha detto oggi il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, in visita in Bulgaria dopo il colloquio con il Presidente Rumen Radev. Secondo Tusk, “il Paese è probabilmente l’esempio migliore di come proteggere le frontiere”. Tusk ha espresso anche la speranza che la Turchia mantenga gli impegni assunti con l’Ue. Il presidente del Consiglio europeo ha anche ricordato la solidarietà europea ricevuta dalla Bulgaria per la sicurezza delle frontiere. L’aiuto della Commissione è avvenuto sia con mezzi finanziari sia mettendo a disposizione 100 militari che vigilano al confine turco. Tusk ha assicurato che in caso di difficoltà “l’Europa non tarderà a dare una mano”. A suo avviso “la Bulgaria è pronta ad entrare nell’area Scenghen”, ma ciò dipende dall’assenso di tutti gli Stati membri. Riguardo il Brexit, Tusk ha assicurato che l’Ue difenderà gli interessi dei bulgari residenti nel Regno. “Il nostro scopo è chiaro: minimizzare i costi del Brexit per tutti i cittadini europei”. “L’Europa non è solo procedure e soldi ma anche condivisione di valori, dignità e solidarietà politica e la solidarietà politica significa uno per tutti e tutti per uno. L’Europa resterà al vostro fianco”, ha concluso il presidente.

Attentato a San Pietroburgo: Cec, ferma condanna per “questo tentativo d’incutere paura”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 15:35

“Ancora una volta, una grande città europea è obiettivo della stessa smania di violenza, come tanti altri luoghi nel mondo, e tutti noi sentiamo l’agonia di odio e distruzione”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Conferenza delle Chiese europee (Cec), il finlandese rev. Heikki Huttunen, in un messaggio di cordoglio per l’attentato di San Pietroburgo “che ha lacerato la pace del giorno in una delle aree più trafficate a motivo delle università e del commercio”. La Cec “condanna questo tentativo di incutere paura”, prega per le vittime e i feriti ed “estende condoglianze e preghiere alle sue Chiese membra che sono in Russia”, quella ortodossa, la luterana evangelica e quella battista. “Mentre ci prepariamo a celebrare i misteri della morte e della resurrezione del nostro Salvatore, siamo incoraggiati nella nostra speranza e nei nostri sforzi ad unire le mani con tutti gli uomini di buona volontà per costruire la pace, la fiducia e la condivisione nei nostri quartieri, nelle nostre città e nazioni e nel nostro mondo” ha ancora scritto Huttunen che invita a ricordare e a pregare “per le vittime in Russia”, ma anche “per quelle in altri luoghi in tutto il mondo che sono stati recentemente colpiti da atti di violenza mortale, tra cui Israele, Egitto, Pakistan e India”.

Diocesi: Caritas Pescara-Penne, uno spettacolo teatrale didattico per informare sull’Aids, in scena il 6 aprile

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 15:19

Andrà in scena giovedì 6 aprile, alle ore 21, allo spazio ex Matta di Pescara, la pièce teatrale “Hiv – Tanto lontano così vicino” frutto del laboratorio di pedagogia teatrale “Teatro e Aids” a cura dell’associazione “Deposito dei segni” diretta da Cam Lecce e Jörg Grünert. Il cast, composto da operatori Caritas, studenti universitari ed esponenti di associazioni e movimenti cattolici, “metterà in scena – spiega Cam Lecce – uno spettacolo teatrale didattico con lo scopo di informare sulla malattia, ricordando cos’è, come si contrae, come la si affronta socialmente, quali sono i diritti del malato e quali sono i modi per prevenirla, affinché vengano superati i vecchi stereotipi sulla patologia e venga considerata effettivamente da tutti come tale, soprattutto dai giovani”.
Lo spettacolo teatrale, a ingresso gratuito, chiuderà, inoltre, il progetto Aids “Amarsi senza farsi male” della Caritas diocesana di Pescara-Penne, che negli ultimi nove mesi ha informato e sensibilizzato operatori del terzo settore e semplici cittadini sul tema dell’Hiv. Tante le attività condotte dall’équipe della Chiesa locale, dalle interviste a campione per verificare il grado di conoscenza sulla malattia da parte dei giovani, agli incontri formativi sul tema declinati in ambito medico, psicologico e sociale e rivolti a volontari e operatori di pastorale, fino ai laboratori creativi con gli studenti del liceo artistico Misticoni-Bellisario di Pescara che hanno realizzato una campagna pubblicitaria sul tema della prevenzione e un opuscolo informativo tascabile. “Abbiamo cercato di toccare tutti gli ambiti possibili – ricorda Erminio Di Filippo, coordinatore del progetto Aids – ricevendo una buona risposta soprattutto dagli studenti. Il nostro obiettivo è stato quello di sensibilizzare e far conoscere una problematica, l’infezione da Hiv-Aids, che è presente sul nostro territorio e di cui si parla poco”. La diocesi di Pescara è attiva nella lotta all’Aids da tempo e la presenza della Casa famiglia “Il samaritano”, aperta a Pescara dal 1999 in collaborazione con la Asl, lo dimostra. Ospita fino a dieci malati per sostenerli nelle cure e, quando è possibile, aiutarli nel reinserimento socio-lavorativo: “Una realtà – conclude Di Filippo – che meriterebbe un maggior collegamento con il territorio. Anche per questo, tra gli attori dello spettacolo teatrale figura un ospite della casa famiglia”.

Aggiornamenti sociali: Sinodo dei giovani, maternità surrogata e Unione europea nel nuovo numero della rivista

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 15:02

“Le ricchezze della tradizione spirituale cristiana non contengono risposte preconfezionate alle domande dei giovani, o indicazioni che richiedono solo di essere ricevute e attuate, ma offrono risorse con cui accompagnarli in una ricerca che, per rispetto della loro libertà, non può che mantenersi aperta riguardo ai suoi esiti”. Lo afferma padre Giacomo Costa, autore dell’editoriale del nuovo numero di Aggiornamenti sociali, rivista dei gesuiti di Milano. Per poi aggiungere: “Il metodo del discernimento che il Documento preparatorio del Sinodo propone alla Chiesa di adottare per accompagnare i giovani si rivela una proposta di umanesimo integrale, capace di valorizzare tutte le capacità e le facoltà della persona”. Proprio il Sinodo dei vescovi dell’ottobre 2018, dedicato alla cura per i giovani, è al centro della riflessione di padre Costa. Nella rubrica “Voci del mondo” si parla di elezioni presidenziali in Francia, “caratterizzate da incertezza e segnate da un clima di scontento sociale”. Nell’articolo successivo, Lorenzo Caselli, professore emerito di Economia e gestione delle imprese a Genova, offre il suo punto di vista sulla situazione del sindacato in Italia. Susy Zanardo, professore di Filosofia a Roma, cerca nel suo articolo di rispondere alla impegnativa e delicata domanda contenuta nel titolo: “La maternità surrogata è una forma di ospitalità?”. Nella nuova rubrica dedicata all’Unione europea, Alessandro Simonato tratteggia le politiche di coesione economica, sociale e territoriale dell’Ue.

Cittadinanza: Roma, fino al 7 aprile la Fondazione Scholas presenta il programma educativo di Papa Francesco

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 14:49

“Scholas cittadinanza”, la proposta educativa di Papa Francesco, già presente in 190 Paesi e con una rete che comprende quasi 450mila scuole, viene presentata in questi giorni in Italia grazie alla collaborazione con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. All’Istituto Einaudi di Roma, infatti, fino al 7 aprile si svolgerà un programma di attività che – si legge in una nota di Scholas Occurrentes – “coinvolge 200 studenti tra i 15 e i 17 anni, di fedi e nazionalità diverse, immigrati e rifugiati provenienti da dieci scuole pubbliche e private”. Oltre agli alunni dell’Einaudi, infatti, sono coinvolti quelli dell’Istituto Emilio Sereni, del Liceo Maria Ausiliatrice Dalmazia, dell’Istituto Rossellini, del Liceo Manara, dell’Istituto Livia Bottardi, dell’Istituto Amerigo Vespucci, dell’Istituto Poliziano, dell’Iis Einstein Bachelet, dell’Iis Torricelli e dell’Istituto Einstein-Bachelet. “Durante il primo giorno del programma – prosegue la nota – i giovani hanno affrontato alcuni temi – scuola, corruzione, disoccupazione, indifferenza sociale e familiare, discriminazione, bullismo – selezionando due problematiche (l’indifferenza e la discriminazione) su cui lavoreranno in una ‘settimana d’immersione’ con analisi, dibattiti, raccolta di informazioni finalizzati all’elaborazione di una proposta concreta per migliorare la società”. L’iniziativa si concluderà venerdì 7 aprile all’Einaudi con la presentazione di proposte e dichiarazioni d’impegno degli studenti nella cerimonia a cui interverranno la ministra Valeria Fedeli, il direttore mondiale di Scholas, José María del Corral, e altre autorità civili e religiose della Santa Sede.

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