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Eparchia Lungro: a fine agosto l’Assemblea diocesana. Mons. Oliverio, “al centro feste ci siano persone, fede e solidarietà”

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 17:19

Si svolgerà il 30 e 31 agosto, nella parrocchia “S. Maria Assunta” di Frascineto, l’Assemblea diocesana dell’eparchia di Lungro sul tema “La Divina Parola fuoco che riscalda”. All’incontro sono previste relazioni di don Antonio Donghi, don Enzo Appella e Riccardo Burigana. “Per inquadrare l’impegno di quest’anno pastorale 2016-2017 nel quadro della nostra Chiesa locale, verso il primo centenario – scrive l’eparca, mons. Donato Oliverio -, abbiamo cercato di rendere sempre più esplicito e vissuto il primato della Parola di Dio, che è fondamento e radice di ogni attività della Chiesa. Così come abbiamo voluto richiamare alcuni punti essenziali più direttamente connessi con i comportamenti attuali della comunità cristiana, per verificare il rapporto Parola-vita”. Sarà “l’abitudine – prosegue – ad ascoltare con docilità e coraggio la Parola di Dio, a renderci attenti alle necessità degli altri e a suggerirci i gesti concreti, che la carità di volta in volta ci richiede”.
In una lettera mons. Oliverio parla del periodo estivo “occasione di riposo e di riflessione in attesa della ripresa di ciò che caratterizza normalmente la nostra vita quotidiana”, augurando a ciascuno di trascorrere “al meglio il tempo delle ferie, anche se per le nostre comunità parrocchiali l’attenzione alle persone e al popolo che il Signore ci ha affidato non va ‘in vacanza’. E di questo, abbiamo testimonianza anche nel fiorire di iniziative e feste patronali che, partendo dalla fervida devozione popolare delle nostre comunità, hanno poi una declinazione finalizzata a favorire l’aggregazione e le relazioni interpersonali”. Alla luce di questi appuntamenti, l’invito, “non dimentichiamo mai gli ultimi. Nelle organizzazioni delle feste l’aspetto della solidarietà verso famiglie e persone bisognose delle nostre comunità sia posta sempre dinanzi ad altri tipi di esigenze; avere la capacità di trasformare i nostri momenti di festa in momenti di generosità. Al centro delle nostre feste ci siano le persone, la fede e la solidarietà”.

Iraq: Msf, “a Mosul abitanti allo stremo, muoiono di fame e per ferite. Molti non hanno accesso alle cure”

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 17:02

“Gli altissimi livelli di conflitto e violenza nella città assediata di Mosul – soggetta a continui attacchi aerei, bombardamenti, attacchi suicidi e sparatorie – stanno costando un prezzo devastante agli abitanti”: è la denuncia dell’organizzazione umanitaria internazionale Medici senza frontiere (Msf). In meno di due settimane dall’apertura ufficiale del suo ospedale nella parte ovest di Mosul, uno degli unici due funzionanti in questa parte della città, Msf ha trattato oltre 100 pazienti per ferite di guerra, di cui quasi la metà donne e bambini. Il timore adesso è che solo una piccola parte dei residenti abbia accesso alle cure mediche in tempo e che molti muoiano invece sul campo di battaglia. Stephanie Remion, coordinatore dell’emergenza a Mosul ovest, parla di “atrocità” riferite dai pazienti segnati da “ferite di ogni genere, da quelle da arma da fuoco e da esplosioni a fratture delle ossa causate dal crollo delle strutture”. Nonostante gli enormi sforzi dell’équipe nei punti di stabilizzazione traumatologici e degli autisti delle ambulanze, “il numero dei pazienti che riceviamo è basso se comparato alle migliaia di residenti ignoti che pensiamo siano intrappolati nella zona del conflitto. La nostra più grande paura è che la maggior parte dei casi più gravi, stia morendo sul campo di battaglia, impossibilitati ad accedere alle cure mediche”. Dall’apertura del suo ospedale a Mosul ovest, il 23 giugno, Msf ha fornito assistenza medica a oltre 200 pazienti: a quelli per ferite di guerra si aggiungono, infatti, altri per diversi problemi di salute. L’ospedale ha una sala operatoria per i feriti di guerra e i cesarei d’urgenza, un reparto per trattamenti post-operatori a breve termine, una maternità, un pronto soccorso e una stanza per il triage in caso di incidenti di massa. Msf fornisce assistenza medica a Mosul attraverso otto progetti dentro e fuori la città.

Papa Francesco: a Scholas Occurrentes, “cultura dell’incontro” antidoto a “incubo peggiore: vivere come nemici”

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 16:59

“Un sogno, quando è condiviso, diventa l’utopia di un popolo, la possibilità di creare un nuovo modo di vivere. La nostra utopia, quella di tutti noi che, in qualche modo, formiamo le Scholas, è creare con questa educazione una cultura dell’incontro”. Così Papa Francesco nel videomessaggio in spagnolo per la conclusione, oggi pomeriggio, del Congresso delle “Cattedre Scholas” organizzato dalla Fondazione pontificia Scholas Occurrentes presso l’Università ebraica di Gerusalemme. “Tra l’Università e la scuola, costruendo la pace attraverso la cultura dell’incontro”, il titolo di questo terzo congresso delle “Cattedre Scholas”, che si svolge a fianco di un incontro interreligioso e si è aperto il 2 luglio. Oltre 70 i giovani israeliani, palestinesi e di altri Paesi del mondo riuniti con altrettanti accademici di 41 Università. A partecipare, fra gli altri, anche il segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, mons. Antonio Vincenzo Zani, il preside dell’Università ebraica di Gerusalemme, Menahem Ben Sasson, e il presidente mondiale delle Scholas Occurrentes, José Maria del Corral.  “E quanto ne ha bisogno questo mondo così ‘atomizzato’!”, prosegue Francesco, parlando della cultura dell’incontro: “Questo mondo che ha paura del diverso, che a partire da questo timore a volte costruisce muri che finiscono per trasformare in realtà l’incubo peggiore, ossia vivere come nemici”. “Voglio celebrare questi giorni vissuti lì a Gerusalemme, perché voi stessi, a partire dalle vostre differenze, avete raggiunto l’unità”, l’esordio del Papa nel videomessaggio: “Non ve lo ha insegnato nessuno. Lo avete vissuto. Voi vi siete impegnati a guardarvi negli occhi, vi siete impegnati a mettere a nudo lo sguardo e questo è imprescindibile perché si produca un incontro”. “Tutti abbiamo un senso nella vita”, garantisce Francesco: “Nessuno di noi è un ‘no’. Tutti siamo ‘sì’, per questo quando incontriamo il senso è come se ci si allargasse l’anima”. “Noi adulti”, prosegue, non possiamo togliere a bambini e giovani “la capacità di sognare”, né di giocare: di qui la necessità di “generare un contesto di speranza perché quei sogni crescano e si condividano”.

Cultura: Centro Papa Luciani di Santa Giustina, da domani il seminario “Dall’unità d’Italia all’entrata in vigore della Costituzione tra diritto, politica, storia e arte”

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 16:36

Si terrà da domani all’8 luglio presso il Centro Papa Luciani di Santa Giustina (Belluno) il seminario nazionale di studi sul tema “Dall’unità d’Italia all’entrata in vigore della Costituzione tra diritto, politica, storia e arte”. Il seminario intende analizzare i diversi aspetti storici, politici e giuridici in Italia nel periodo che va dal 1861 (unità d’Italia) al 1948 (entrata in vigore della Costituzione italiana). Inquadrato questo contesto temporale i relatori proporranno diversi temi di approfondimento suddivisi in quattro sessioni di lavoro (evoluzione della forma di governo e i rapporti centro-periferia; rappresentanza politica; rapporti tra Stato e Chiesa; tutela del patrimonio culturale di interesse religioso). I quindici relatori (docenti universitari, ricercatori, studiosi e soprintendenti) provenienti da Ferrara, Caserta, Vicenza, Milano, Venezia, Como, Roma, Bari, Siena, Torino, Messina e Agrigento, sono stati selezionati da un comitato scientifico. L’iniziativa, organizzata da Michelangelo De Donà (Università di Pavia e Campus Ciels di Padova) e Daniele Trabucco (Università di Padova e Campus Ciels di Padova), si avvale della collaborazione con l’Universidad de Bogotà Jorge Tadeo Lozano (Colombia), l’Istituto di scienze religiose Monte Berico (Vicenza), Marianum Pontificia Università Teologica di Roma, la rivista “Esempi di Architettura” e Rigpac “Red Internacional de Pensamiento critico sobre Globalización y Patrimonio Construido”. Fondamentale l’attività di valutazione e selezione svolto dal comitato scientifico composto da Marco Almagisti (Università di Padova), Mario Dal Bello (Pontificia Università Lateranense), Gennaro Ferraiuolo (Università di Napoli Federico II), Damiano Iacobone (Politecnico di Milano), Olimpia Niglio (Issr Santa Maria di Monte Berico, Universidad de Bogotá Jorge Tadeo Lozano), Chiara Visentin (Iuav Venezia).

Charlie Gard: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “vicini ai genitori. la preghiera possa consolare e aiutare questa famiglia”

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 16:21

“Chiedo al Signore di esservi vicini, che riusciate sempre più a essere una famiglia, e che possiate leggere sempre dentro la sofferenza una particolare presenza e vicinanza di Dio”. Questa la preghiera di mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, in occasione della sua prima visita alla casa di riposo e casa protetta“Betlem”di Ferrara. Stamattina l’arcivescovo alle ore 9 ha celebrato la Santa Messa nella chiesa interna alla struttura, che poi ha visitato, accompagnato dal direttore, mons. Guerrino Maschera. “Agar e suo figlio vengono abbandonati ma si affidano al Signore, che non li lascia soli ma li sostiene. Oggi questa preghiera di sostegno la rivolgiamo per Charlie, che è vicino alla morte: è una preghiera che il Papa chiede a tutta la Chiesa di pronunciare”, ha detto il presule, con un pensiero rivolto al piccolo Charlie Gard. “Da questo luogo di sofferenza anche noi vogliamo essere vicini ai due genitori che stanno soffrendo per il figlio, la cui vita si sta spegnendo davanti ai loro occhi, non vedendo la possibilità di una cura – ha aggiunto -. La preghiera, che sale anche da qui, possa essere di consolazione e di aiuto a questa famiglia. Come Agar e suo figlio sono sostenuti da Dio Padre, così lo siano i genitori di Charlie”.
Spesso, però, non basta invocare il Signore se non sappiamo riconoscerlo e accoglierlo nella nostra vita. Così mons. Perego – riprendendo il Vangelo del giorno, nel quale molte persone non “riconoscono” alcuni miracoli di Gesù, che, anzi, invitano ad allontanarsi – ha spiegato come “tante volte non abbiamo occhi per vederlo, e così rischiamo di non riconoscere la sua presenza, a causa del nostro egoismo e della nostra chiusura. Ciò può avvenire anche quando c’è sofferenza e solitudine”. Citando anche San Giovanni Paolo II, l’arcivescovo ha osservato come, invece, è fondamentale comprendere che “la sofferenza è una delle esperienze in cui il Signore si rende più vicino. Basti pensare alla Croce, mezzo di salvezza. Il dolore è un luogo importante per credere e continuare a credere”.

Terra Santa: Azione cattolica italiana, una proposta di volontariato a favore dei bambini disabili di Betlemme

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 16:03

Per ricordare i 150 anni della fondazione dell’associazione, la Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana propone ai propri aderenti un tempo di volontariato, 10 giorni, da dedicare alla casa di accoglienza “Hogar Niño Dios”, di Betlemme, gestito dalle suore della Famiglia del Verbo Incarnato e che accoglie 28 bambini disabili fisici e mentali, abbandonati o in grave necessità. “Il sogno che ci guida – commenta don Tony Drazza, assistente nazionale Ac – è poter portare ogni mese massimo 4 persone (o almeno 3), dai 18 anni in su, per far servizio in un luogo particolarmente caro a noi cristiani”. L’Hogar si trova a pochi metri dalla basilica della Natività di Betlemme. Tutti i volontari saranno sistemati nella casa san Josè che si trova a poca distanza dall’Hogar. Oltre all’esperienza di servizio, quindi, avranno anche modo di rivedere la propria vita, recarsi nei luoghi santi, conoscere altri volontari e gli abitanti del posto. “Abbiamo contemplato per diversi giorni e per molti anni le stelle del cielo di Betlemme e abbiamo deciso che era necessario lasciare le nostre cose e fidarci di questi puntini illuminati – prosegue don Drazza -. Nella nostra ricerca e nei nostri sogni poi abbiamo scoperto che gli occhi dei bambini dell’Hogar Niño Dios erano fatti di stelle e abbiamo deciso di lanciarci in questo progetto che vuole far mettere i passi dell’Ac insieme ai passi di chi vive a Betlemme, soprattutto dei bambini”.

Charlie Gard: Gigli (Mpv), “ragioni legali” di ostacolo al suo trasporto in Italia “contraddicono fondamenti stessi democrazia”

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 15:47

“Secondo la Farnesina, il ministro degli Esteri britannico avrebbe comunicato ad Alfano che ragioni legali impediscono alla Gran Bretagna di accogliere l’offerta di trasferire in Italia il piccolo Charlie. Ci chiediamo quali possano essere le ragioni legali che portano a negare a due genitori la libertà di scegliere chi deve curare il proprio figlio e a privarli per questo del passaporto”. È la domanda di Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita italiano (Mpv). “Oltre a calpestare ogni forma di umanità – prosegue Gigli – il Regno unito, pur di affrettare la morte di Charlie, non esita a contraddire i fondamenti stessi della democrazia, di cui pure è stata la culla”.

G20 Amburgo: lettera congiunta Tusk-Juncker. “Sul clima attuare accordo di Parigi”. Lotta senza frontiere al terrorismo

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 15:32

(Bruxelles) Al summit del G20 che inizia venerdì ad Amburgo, l’Ue andrà determinata “ad attuare rapidamente e integralmente l’accordo di Parigi e accelerare la transizione energetica”, e a sostenere in questo “i Paesi più vulnerabili”. Lo si legge nella lettera diffusa oggi da Bruxelles che spiega i temi del G20 e le posizioni dell’Ue che in ambito cambiamenti climatici difenderà l’“ambizioso programma d’azione del G20 su clima ed energia per la crescita”, scrivono Donald Tusk e Jean-Claude Junker, firmatari della lettera. Quanto alla rivoluzione digitale e la “quinta generazione di reti di comunicazione mobile” l’Ue sostiene “il libero scambio d’informazioni nel rispetto delle regole di protezione dei dati”. Dall’Ue la richiesta a “migliorare l’accesso delle autorità alle informazioni sui beneficiari finali delle persone e degli accordi giuridici, e lo scambio transfrontaliero di tali informazioni” per contrastare l’evasione e la frode fiscale. Sul fronte della lotta al terrorismo l’Ue darà il suo assenso al Piano d’azione di Amburgo per il rafforzamento della cooperazione internazionale a tutti i livelli, a partire dallo sviluppo di programmi automatici di rilevazione e rimozione di contenuti terroristici online. Quanto al tema migranti l’Ue chiederà il sostegno “per lo sviluppo del Global Compact sui rifugiati” e il “rafforzamento di vie legali per la migrazione”. Infine l’Africa: pieno sostegno al programma G20 di partnership per promuovere investimenti, lavoro e sviluppo sostenibile.

Migranti: Manzione e Marazziti, “serve una presa di coscienza internazionale”

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 15:27

“C’è bisogno di una presa di coscienza di carattere internazionale. Non può essere solo l’Italia a tenere aperti i suoi porti”: lo ha detto oggi il sottosegretario al ministero dell’Interno Domenico Manzione, intervenendo a Roma alla conferenza stampa “Madri e figli rifugiati: dall’accoglienza all’inclusione” organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio per presentare un progetto di integrazione destinato a 400 donne. Proprio oggi l’Agenzia Ue per l’asilo (Easo) ha presentato dati che dimostrano come nel 2016 ci sia stato un aumento del 47% delle richieste d’asilo in Italia (rispetto al 2015), con quasi 123mila domande, pari al 9,5% del totale Ue. La maggior parte dei richiedenti asilo in Italia sono nigeriani (22%). “L’integrazione – ha aggiunto Manzione – è la naturale prosecuzione dell’attività di salvataggio in mare. Spero venga approvato il prima possibile il Piano nazionale integrazione”. Mario Marazziti, presidente della Commissione affari sociali della Camera dei deputati, ha poi invitato a “fare contro-informazione culturale sui migranti”, anche perché “l’esperienza della Sant’Egidio, dove si inventano soluzioni a problemi impossibili, dimostra che si può creare lavoro e integrare le persone”. A proposito della legge sulla cittadinanza Marazziti ha detto che “sarebbe un errore gravissimo relegare un 1 milioni di bambini e ragazzi in una sorta di limbo, esponendoli a percorsi di marginalità”. Dall’Europa si aspetta “risposte sulla relocation dei migranti, distribuendo le persone nei vari Paesi su base volontaria e in tempi brevi”.  Marazziti ha poi invitato a pensare ad una “banca dati europea sull’asilo che valuti la richieste già dall’altra parte del Mediterraneo, per attivare percorsi sul modello dei corridoi umanitari”. All’incontro è intervenuta anche Nicoletta Luppi, amministratore delegato della casa farmaceutica Msd Italia, che finanzia il progetto della Sant’Egidio con una erogazione liberale di 100.000 euro.

G20 Amburgo: lettera congiunta Tusk-Juncker. “Affrontare sfide globali come clima, povertà, terrorismo e immigrazione”

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 15:21

(Bruxelles) Una lettera per “informare sui temi centrali che saranno affrontati al Summit del G20” è quella che oggi hanno inviato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e quello della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Crescono “il ruolo dell’Europa nel mondo e la nostra responsabilità a livello internazionale”, scrivono i presidenti, e “più che mai l’Ue è diventata un punto di riferimento globale per chi stima i principi della democrazia liberale e i diritti umani, il commercio libero ed equo o le iniziative concrete per affrontare le sfide globali, come i cambiamenti climatici, la povertà, il terrorismo e l’immigrazione clandestina”. È quindi necessaria “un’Unione forte e determinata per promuovere i nostri valori e interessi, sostenere un sistema multilaterale basato su regole, proteggere e difendere i cittadini”. Da questa prospettiva l’Ue, seduta al tavolo del G20 accanto ad altri 19 Stati del mondo, affronterà i temi all’ordine del giorno del summit che comincia venerdì ad Amburgo. Economia globale: se il G20 è riuscito a traghettare l’economia oltre la crisi, “ora deve garantire che funzioni per tutti”. Per questo l’Ue presenterà proposte sul piano monetario fiscale e strutturale “in linea con i nostri interessi e valori condivisi” e rilancerà “l’impegno dell’Ue per Agenda 2030 come punto di riferimento degli sforzi da intraprendere insieme”. L’Ue sosterrà poi misure per un “commercio libero ed equo” e politiche che aiutino aziende e lavoratori a beneficiarne.

Germania: card. Marx (Dbk) ricorda Joachim Meisner, “combattente coraggioso. Sua passione per Cristo mi ha sempre ispirato”

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 15:20

Il card. Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), ha espresso il cordoglio della Chiesa cattolica in Germania per la morte, questa mattina, del card. Joachim Meisner, arcivescovo emerito di Colonia: “Con tristezza, oggi, ho appreso la notizia della morte del card. Joachim Meisner – scrive Marx nel messaggio –. Con la sua morte, la Chiesa in Germania perde un cattolico devoto che ha mantenuto una ruolo importante per molti anni nella Chiesa cattolica, guadagnato con le sue convinzioni e la sua conoscenza ed esperienza”. Marx ha evidenziato come “il card. Meisner, la cui devozione e argomenti teologici mi hanno sempre colpito, era un combattente coraggioso. Era disposto pubblicamente a farsi contestare e non cambiava la sua opinione. La sua esperienza nella ex Germania dell’Est lo ha reso un combattente intrepido”. Il presidente della Dbk ha ricordato come Meisner, nato nel 1933 a Breslau (attuale Wroklaw in Polonia), abbia sperimentato gli orrori della guerra: ricordando i tempi in cui era vescovo ausiliare ad Erfurt, allora diocesi della ex Germania dell’Est, e poi a Berlino, Marx ha detto che “ha voluto annunciare Cristo e offrire una prospettiva ai cattolici”. Meisner ha sempre vissuto in Germania dell’Est “prendendo le distanze dal potere, perché la libertà di fede era importante per lui”.
Marx ha rievocato i 25 anni nei quali Meisner fu arcivescovo di Colonia, ruolo che lo vide accompagnare la nascita della nuova Conferenza episcopale tedesca dopo l’unificazione della Germania: “Instancabilmente e con grande dedizione il cardinale Meisner ha introdotto i lavori come arcivescovo di Colonia e cardinale della Chiesa universale”. Indimenticabile fu il suo ruolo durante la Giornata mondiale della Gioventù del 2005 a Colonia con la visita di Papa Benedetto XVI, “una festa – sottolinea Marx – che agisce ancora oggi per la fede della Chiesa in Germania”. Il cardinal Meisner “rimane per noi con il vivo ricordo del pastore, del vescovo e del predicatore”, sottolinea Marx, il quale conclude ringraziandolo personalmente “per la sua passione al messaggio di Cristo che mi ha sempre ispirato”.

Diocesi: Civita Castellana, iniziative estive al monastero di Santa Scolastica

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 15:11

Prosegue fino al 9 luglio, presso il monastero di Santa Scolastica-Fraternità di Bose, a Civitella S. Paolo (Rm), il corso di iconografia a cura di Lara Sacco, monaca di Bose. Si tratta di un corso introduttivo all’arte iconografica antica che affianca la teoria alla realizzazione di un soggetto tradizionale. Dal lunedì 24 a sabato 29 luglio si terrà invece la prima settimana biblica estiva proposta dalle sorelle della Fraternità. Con Giancarlo Bruni, monaco di Bose, verrà affrontato il tema “Le beatitudini. Cammino di felicità”. La seconda settima biblica si svolgerà, invece, da martedì 22 a sabato 26 agosto sul tema “Pregare i Salmi”. A guidare le riflessioni saranno le sorelle della Fraternità. Nel monastero si svolgeranno anche campi di lavoro per giovani, per periodi da definire con le sorelle. Nel monastero, oltre alla comunità di monache presenti dall’aprile del 1934, dopo una lunga storia di reciproca amicizia con la Comunità di Bose e con il suo fondatore, fr. Enzo Bianchi, dal 4 ottobre 2013 è attivo un piccolo gruppo di sorelle di Bose. “Nella volontà di rimanere fedeli all’essenziale della vita monastica – si legge in una nota – le due comunità, che mantengono ciascuna la propria autonomia, tentano un cammino di condivisione e di collaborazione tra un nuovo monachesimo e l’antica tradizione benedettina” in particolare “condividendo la vita comune, la preghiera liturgica, la mensa, il lavoro”.

Migranti: Comunità Sant’Egidio, al via un progetto per integrare 400 madri e figli rifugiati

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 15:06

Un progetto per aiutare 400 donne – tra cui molte con figli piccoli – ad integrarsi nella società italiana. È stato presentato oggi a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio, che finanzia il progetto con una erogazione liberale di 100.000 euro in un anno da parte della casa farmaceutica Merck & Co per conto della sua consociata italiana Msd. Le donne sono richiedenti asilo arrivate in Italia tramite i corridoi umanitari o vittime di tratta che hanno ricevuto un mandato di espulsione ed erano rinchiuse negli ex-Cie. Grazie al progetto ricevono una prima accoglienza appena arrivano – vestiario, informazioni burocratiche sulla procedura d’asilo, kit scolastici per i bambini – e vengono immediatamente inserite nei corsi di lingua e cultura italiano che la Sant’Egidio svolge all’Istituto San Gallicano. “Poi inizieranno corsi di formazione professionale per caregiver e di economia domestica – ha spiegato Daniela Pompei, responsabile della Comunità di Sant’Egidio per i servizi agli immigrati – o corsi per diventare mediatori culturali. Nel frattempo saranno accompagnate per fruire dei servizi sanitari e scolastici. Ora sono accolte nei nostri centri 50 donne, contiamo di aiutarne 400 in un anno. Al termine del percorso riceveranno un contributo per pagare l’affitto e rendersi autonome. L’integrazione è un investimento per il loro futuro e per il futuro del nostro Paese”.
Tra le 50 donne accolte in questi giorni racconta la sua storia al Sir Aisha Mostafà, 27 anni, madre di Sara, due mesi. È dovuta fuggire dalla Nigeria a causa di gravi problemi familiari. Piange mentre ricorda la sua famiglia, la fuga da sola verso il Benin, il deserto, la Libia, i 700 dollari pagati ai trafficanti, la traversata del Mediterraneo e il salvataggio grazie alle navi militari nel 2015. “Ho visto morire tanti compagni di viaggio – dice -, nel deserto e in mare. Ringrazio un pastore evangelico che mi ha aiutato e la Comunità di Sant’Egidio. Mi sono sempre affidata a Dio e continuo a pregare per il mio futuro e quello di mia figlia”. A settembre verrà ascoltata dalla Commissione territoriale che deciderà se accogliere o meno la sua richiesta d’asilo. Aisha spera di lavorare e continuare a vivere in Italia. 6 migranti su 10 sostenuti dalla Comunità di Sant’Egidio sono donne. Nel 2015 Sant’Egidio ha aiutato circa 20.000 migranti e in un anno sono entrate in Italia grazie ai corridoi umanitari 855 persone da Siria e Iraq, di cui il 40% minori. A fine settembre arriveranno dai campi profughi in Etiopia, grazie al contributo della Cei, i primi eritrei, somali, sudsudanesi.

Corridoi umanitari: Francia, questa sera all’aeroporto Charles de Gaulle i primi 16 profughi siriani. Luca Negro (Fcei), “traguardo significativo”

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 13:46

“Per noi è un traguardo significativo”. Così da Parigi Luca Negro, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia definisce l’arrivo questa sera del primo corridoio umanitario francese all’aeroporto Charles de Gaulle. Ad arrivare con questo primo volo dal Libano saranno quattro famiglie (16 persone in tutto, di cui tre bambini) provenienti per la maggior parte da Homs, città siriana oggi completamente rasa al suolo a causa della guerra. Una volta arrivati in Francia saranno accolti nelle città di Nîmes e Le Mans. È il progetto dei corridoi umanitari. In Italia è attivo da un anno e mezzo e ha portato fino a oggi nel nostro paese 850 persone dai campi profughi libanesi con 14 voli. Questa sera “sbarca” in Francia grazie a un protocollo di intesa firmato, alla presenza dell’allora presidente Hollande il 14 marzo scorso all’Eliseo, tra il ministero dell’Interno, il ministero degli Affari esteri, la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione protestante di Francia e la Conferenza episcopale francese. L’intesa prevede un percorso di identificazione, accoglienza e integrazione per 500 persone per i prossimi 18 mesi.

“La Francia- dice Negro – è il primo Paese europeo a seguire l’esempio italiano, una buona pratica, pienamente collaudata e portata avanti in chiave ecumenica, da protestanti e cattolici che insieme si sono attivati per l’accoglienza in sicurezza di persone che hanno perso tutto a causa di guerra e persecuzione”. Le Chiese e la Comunità di Sant’Egidio hanno preso contatti con altri Paesi in Europa (tra cui Germania e Svizzera). “Siamo convinti – spiega Negro – che si tratti di un modello esportabile sia perché è fondato sui parametri di Schengen, che prevede la possibilità da parte degli Stati membro di rilasciare visti per motivi umanitari, sia perché è esattamente il contrario di una migrazione selvaggia”. “I corridoi umanitari – conclude il presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia – garantiscono non solo sicurezza alle persone che arrivano, senza bisogno di affrontare i viaggi della morte sui barconi, ma danno sicurezza al Paese che li accoglie perché sono persone che vengono selezionate, in base anche alla loro situazione di vulnerabilità all’origine.

Terra Santa: Visconti di Modrone (Ordine Santo Sepolcro), “fare di tutto per formare i giovani ad amare questi luoghi”

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 13:30

“Invito tutti i membri dell’Ordine all’unità e chiedo loro di rafforzare la loro effettiva partecipazione alla risoluzione dei problemi in Terra Santa, specialmente recandosi il più spesso possibile in pellegrinaggio in loco, a contatto con la gente”. È quanto afferma l’ambasciatore Leonardo Visconti di Modrone, nuovo governatore generale dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, in una intervista pubblicata sul sito dell’Ordine (oessh.va) curata dall’Ufficio comunicazione del Gran Magistero dell’Ordine del Santo Sepolcro. “Dobbiamo fare di tutto per formare i giovani ad amare questa terra, dove il Dio fatto uomo ha dato la vita per insegnarci a vivere come fratelli. In questo senso – sottolinea Visconti di Modrone – le celebrazioni liturgiche non devono essere sovradimensionate rispetto alla nostra missione di solidarietà: il loro significato è nutrire spiritualmente il nostro impegno al servizio delle opere della Chiesa sui territori biblici che il Papa affida alle nostre cure. Per questo dobbiamo creare sinergie locali con tutte le forze politiche, sociali ed economiche, desiderose di promuovere la pace e la giustizia in queste terre di sofferenza e di speranza”.
Parlando delle sfide che attendono l’Ordine, il nuovo governatore generale, spiega che “l’Ordine è importante per la Chiesa e per la società ma merita maggiore considerazione perché è troppo spesso sconosciuto al pubblico e anche al mondo politico. Ad esempio, siamo onorati che il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, sia membro dell’Ordine. Il suo impegno potrebbe ispirare altre autorità che, avvicinandosi alla nostra istituzione pontificia, contribuirebbero a sviluppare una sinergia al servizio degli abitanti del Medio Oriente che soffrono così tanto in questo tempo di ‘guerra mondiale a pezzi’ come l’ha definita il Papa. La nostra azione in Terra Santa è infatti fondamentale, in particolare attraverso le opere di educazione che sosteniamo in Giordania, Palestina, Israele e a Cipro, sul vasto territorio del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Dovremo aumentare ulteriormente le nostre comunicazioni per partecipare alle iniziative in favore della giustizia e della pace in queste regioni del mondo dove le persone aspirano alla fraternità e alla serenità nel dialogo delle culture e nel rispetto delle diverse tradizioni religiose”. Papa Francesco, conclude Visconti di Modrone, “ci invita alla coerenza evangelica. Le sue direttive ci interpellano: dobbiamo dare meno importanza all’aspetto esteriore della nostra appartenenza all’Ordine e privilegiare il nostro impegno interiore, spirituale, affinché possa radicare in profondità la nostra lotta per il dialogo e per la giustizia sociale in Terra Santa”. Di qui l’auspicio che “i membri dell’Ordine siano sempre più incentrati sul Vangelo vissuto, abbandonando tutto ciò che da vicino o da lontano potrebbe evocare la vanità, l’orgoglio e la mondanità”.

Pellegrinaggi: card. Bassetti e vescovi Umbria in viaggio in Turchia. Venerdì 7 incontro con il patriarca Bartolomeo

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 13:16

I vescovi dell’Umbria, guidati dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, sono in questi giorni in Turchia, per un pellegrinaggio ecumenico e interreligioso, che avrà il suo culmine con l’incontro di venerdì 7 luglio ad Istanbul con il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, giunto in Umbria lo scorso settembre in occasione del 30° anniversario dello storico incontro di preghiera per la pace in Assisi promosso da Giovanni Paolo II con i rappresentanti delle religioni del mondo. “Un pellegrinaggio – si legge in un comunicato stampa dell’arcidiocesi perugina – nei luoghi delle origini del cristianesimo cominciato da Smirne dove c’è stato l’incontro con i rappresentanti della comunità cattolica e la visita alla chiesa di San Policarpo e alla cattedrale di San Giovanni, riaperta al culto nel 2013, dopo i lavori di restauro a seguito dei danni di un incendio e dopo un periodo di chiusura in quanto usata dai militari americani per quasi 50 anni”. I lavori di rifacimento sono stati realizzati grazie al contributo della Cei, che ha provveduto anche alla ristrutturazione di alcuni locali adiacenti alla chiesa che ospitano attualmente circa venti profughi siriani e iracheni.
“Il pellegrinaggio – prosegue la nota – ha toccato successivamente Efeso con la visita all’antica città dell’impero romano e bizantino, luogo della predicazione di San Paolo, e quindi la visita a Selçuk nel sito della grande basilica cristiana costruita sulla tomba di San Giovanni, risalente al IV secolo. Il card. Bassetti ha inoltre concelebrato messa nella casa della Beata Vergine Maria a Efeso con i confratelli vescovi, con i frati francescani cappuccini che custodiscono il santuario e con padre Massimiliano Palinuro, sacerdote fidi bonum della diocesi di Ariano Irpino e rettore della cattedrale di Smirne, che ha accompagnato i vescovi in questa prima parte del viaggio”. Il viaggio ecumenico proseguirà il 7 luglio con l’incontro con il patriarca ecumenico Bartolomeo I e la celebrazione eucaristica a Santa Ciriaca presieduta dal patriarca, e con la preghiera al monastero di Balikli sulla tomba del patriarca Atenagora di cui proprio il 7 luglio ricorrono i 45 anni della morte.

Pastorale familiare: Cei-Istituto Giovanni Paolo II, dal 9 al 22 luglio i due corsi estivi a La Thuile

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 13:00

Prendono il via domenica 9 a La Thuile (Val d’Aosta) i due diversi corsi di formazione per coppie, sacerdoti, seminaristi, religiosie religiose, promossi dall’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei , in collaborazione con il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi su matrimonio e famiglia (fino al 22 luglio). Si tratta del master in Scienze del matrimonio e della famiglia e del diploma in Pastorale familiare. Il master, che è un vero e proprio corso post–universitario, prevede di aver conseguito in precedenza una laurea breve e richiede, nei tre anni, oltre che seguire le lezioni nella settimana in primavera e nelle due settimane estive, di svolgere a Roma gli esami previsti. Inoltre, come avviene in un master sono previste 36 ore di stage da vivere al servizio della propria Chiesa locale in accordo con l’Ufficio diocesano in un settore pastorale specifico (educazione e formazione, accompagnamento dei fidanzati o giovani sposi, situazioni familiari difficili, o altro). È una preparazione intensa che offre una formazione di eccellenza. Il diploma prevede di aver conseguito in precedenza un diploma di scuola superiore e richiede di seguire le lezioni per tre anni nelle due settimane estive, senza dover sostenere esami, tranne quello finale in cui si presenta una tesina su un tema specifico della pastorale familiare. È una buona preparazione di base. L’intento comune, si legge in un comunicato, è “preparare coppie di sposi, sacerdoti, religiosi e religiose che, attenti alle periferie esistenziali dell’uomo, sappiano adeguatamente cogliere le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione in un intreccio virtuoso fra luce teologica, passione pastorale, condivisione fraterna, e animazione dei figli”.

Vita consacrata: Frati minori conventuali, conclusa la seconda parte del Capitolo provinciale. Redatto il documento “Tra realtà e profezia”

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 12:43

Nel corso della seconda parte del Capitolo provinciale ordinario dei francescani conventuali del nord Italia, svoltasi in questi giorni a Camposampiero, fra Fernando Spimpolo e fra Valentino Maragno sono stati confermati guardiani, rispettivamente, della comunità religiosa del santuario dell’Arcella e di quella ai santuari antoniani di Camposampiero. Nel corso dei lavori, il Capitolo provinciale ha confermato anche altri frati capitolari nel proprio incarico: fra Giancarlo Zamengo come direttore generale del “Messaggero di Sant’Antonio”, fra Tarcisio Centis come delegato per l’apostolato mariano e Milizia dell’Immacolata, fra Mario Peruzzo come assistente regionale della Milizia dell’Immacolata per l’Emilia Romagna, e fra Valerio Folli come segretario del centro provinciale missionario. Per quanto riguarda i nuovi incarichi, sono 17 i religiosi che assumono il nuovo mandato di guidare comunità religiose (frati “guardiani”), altri 15 proseguono il loro servizio, mentre sono almeno 80 i frati che si sono resi disponibili a cambiare casa religiosa per offrire i loro servizi e competenze per il bene della provincia religiosa. Nei nove giorni di riunione, con la presenza dei religiosi delle 32 comunità che caratterizzano la provincia religiosa (Italia, Portogallo e Chile), è stato anche messo a punto il progetto provinciale quadriennale “‘Ringraziate e servite con grande umiltà’. Tra realtà e profezia” e otto progetti di riferimento in diversi ambiti francescani-pastorali.

Siria: vescovi dal presidente Assad; mons. Jeanbart (Aleppo), “incontro cordiale e positivo”

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 12:27

“È stato un incontro cordiale e molto positivo nel quale il presidente ha speso parole di elogio per le minoranze, in particolare quella cristiana, della quale apprezza l’impegno a favore della riconciliazione nazionale”. Così l’arcivescovo greco melkita di Aleppo, mons. Jean-Clement Jeanbart, racconta al Sir la visita di una delegazione della Chiesa cattolica greco melchita e delle altre Chiese e comunità ecclesiali presenti in Siria al presidente siriano Bashar al Assad, avvenuta ieri a Damasco. La delegazione della Chiesa era guidata dal nuovo patriarca cattolico greco melchita Youssef Absi, eletto lo scorso 21 giugno. “Il presidente – afferma mons. Jeanbart – ha ribadito il suo impegno a preservare l’identità delle minoranze e a garantirne la libertà e la presenza all’interno del Paese”. Anche l’agenzia ufficiale siriana Sana, ripresa da Fides, ha dato la notizia dell’incontro riferendo che durante i colloqui è stata celebrato lo spirito del popolo siriano, e la capacità delle sue diverse componenti di resistere insieme alla “guerra terroristica”, determinando gli esiti di un conflitto “i cui effetti determineranno le sorti di tutti i popoli della regione”. Dal presidente Assad, continua l’agenzia siriana, è arrivato il riconoscimento alla Chiesa cattolica greco melchita e alle altre denominazioni per il loro “ruolo importante” giocato a livello nazionale durante il conflitto siriano, soprattutto perché hanno contribuito a custodire il senso di unità e di appartenenza nazionale di fronte ai tentativi di diffondere “idee estremiste”. Sempre ieri ad Astana, in Kazakistan, si è aperto il quinto round di colloqui sulla Siria sotto l’egida di Russia, Iran e Turchia, per discutere e definire le “aree di de-escalation” nel Paese devastato dalla guerra. I colloqui dovrebbero chiudersi oggi, dopo una serie di consultazioni bilaterali e una plenaria.

Accordo Ceta: Coldiretti, aumentati del 15% gli sbarchi di grano duro dal Canada. Per le manovre speculative crollate del 7,3% le coltivazioni italiane

Agensir.it - Wed, 2017-07-05 12:22

“Con la prospettiva dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e Canada (Ceta) sono aumentati del 15% gli sbarchi di grano duro del Paese nordamericano in Italia nei primi due mesi del 2017, con manovre speculative che stanno provocando la scomparsa della coltivazione in Italia”. È l’allarme lanciato oggi dalla Coldiretti in occasione della mobilitazione di migliaia di agricoltori in piazza Montecitorio contro il trattato di libero scambio con il Canada. “Un trattato che – denuncia la Coldiretti – spalanca le porte all’invasione dal Paese nordamericano di grano, la principale coltivazione dell’Italia particolarmente diffusa nelle aree più deboli del Paese ma che prevede anche il via libera all’importazione a dazio zero per circa 75mila tonnellate di carni suine e 50mila tonnellate di carne di manzo dal Canada dove vengono utilizzati ormoni per l’accrescimento vietati in Italia”. “La concorrenza sleale provocata da importazioni spacciate come tricolori ha provocato il taglio dei prezzi pagati ai produttori agricoli sotto i costi di produzione, con la decimazione delle semine di grano che in Italia sono crollate del 7,3% per un totale di 100mila ettari raccolti in meno”, afferma il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo. “In pericolo – prosegue – non ci sono solo la produzione di grano e la vita di oltre 300mila aziende agricole che lo coltivano, ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione e gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy”. La Coldiretti denuncia anche che, sulla base del rapporto sul controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti divulgato dal ministero della Salute, “i campioni con un contenuto fuori legge di pesticidi sono pari allo 0,8% nel caso di cereali stranieri mentre la percentuale scende ad appena lo 0,3% nel caso di quelli di produzione nazionale”.

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