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Giornata comunicazioni sociali: Padula (Aiart) a Copercom, “Messaggio Papa bussola per la buona notizia”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 10:57

Cresce l’interesse per la riflessione a più voci avviata dal Copercom sul Messaggio di Papa Francesco per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Il Coordinamento delle associazioni per la comunicazione pubblica l’intervento di Massimiliano Padula, presidente dell’associazione spettatori e cittadini mediali Aiart. “Esplorare il nostro tempo, coglierne la complessità, leggerlo pastoralmente, tracciare vie di azione e proporre soluzioni. Papa Francesco fa tutto questo nel Messaggio”, scrive Padula, “offrendoci un piccolo grande ‘pezzo’ di Magistero da custodire nel cuore e condividere con chi ci è prossimo”. Comunicare, prosegue Padula, “significa impegnarsi e assumersi delle responsabilità”. Francesco “ci chiede a gran voce di diventare protagonisti di una comunicazione – nostro malgrado – sempre più appiattita sul male”. Di lavorare per “una vera e propria ‘cultura della Buona notizia’”. I “media siamo noi. Lo è Francesco che, con la sua testimonianza quotidiana, si fa ‘medium’ della Buona Notizia che è ‘Gesù stesso’, perfetto comunicatore e testimone ‘di un’umanità nuova, redenta, fino ai confini della terra’”. Si tratta, spiega Padula, di “un riposizionamento di senso che anche l’Aiart prova a concretizzare”. In primo luogo attraverso “una presa di coscienza e una rimodulazione del proprio agire che trascende categorie divisive come la denuncia urlata, la censura, la critica fine a se stessa per scegliere stili e linguaggi che mettano al primo posto il dialogo, il confronto, l’approfondimento e la proposta”. Questo Messaggio, conclude Padula, “diventa una bussola e un esercizio continuo alla ricerca del Bene che possiamo intercettare anche nelle prove più dure, nei giorni più cupi che mettono a repentaglio il nostro equilibrio. È come se Francesco ci offrisse un’opportunità: rinchiuderci nei labirinti del nostro egoismo anestetizzando le nostre coscienze oppure affidarci a Lui che ‘illumina la nostra rotta e apre sentieri nuovi di fiducia e di speranza’”.

Sport: Roma, 6 aprile la Giornata internazionale delle Nazioni Unite dello sport per lo sviluppo e per la pace

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 10:33

Giovedì 6 aprile alle 10.30 si svolgerà a Roma, nella sede della Sioi (Palazzetto Venezia), la celebrazione della Giornata internazionale delle Nazioni Unite dello sport per lo sviluppo e per la pace. Scopo della celebrazione è contribuire ad accrescere la consapevolezza del ruolo svolto dallo sport nel perseguimento di trasformazioni sociali positive come la promozione di istruzione, salute, sviluppo e pace. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Unicri, l’Istituto interregionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia, con la partecipazione del Csit World Sports Games, del Comitato italiano paralimpico e del Comitato italiano sport contro la droga e le dipendenze, ha ricevuto il patrocinio del Dipartimento per le pari opportunità, del ministro per lo Sport, Luca Lotti, e del Coni e vedrà la presenza di rappresentanti istituzionali e del mondo dello Sport, tra cui Luca Pancalli, presidente Comitato italiano paralimpico, Giovanni Malagò, presidente del Coni, Daniele Masala, presidente del omitato italiano sport contro la droga e le dipendenze. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito, con risoluzione 67/296, la Giornata internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace che viene celebrata ogni anno e in tutto il mondo il 6 aprile, in memoria della data di inizio dei primi Giochi Olimpici del 1896, svoltesi ad Atene.

Siria: conferenza di Bruxelles sul futuro della regione mediorientale. Partecipano Onu e varie Ong

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 10:13

(Bruxelles) “Sostenere il futuro della Siria e della regione”: si tiene a Bruxelles una due-giorni dedicata alla situazione mediorientale, tra conflitti, interessi politici ed economici, aiuti umanitari, possibile ricostruzione democratica. Nella giornata di oggi l’Ue organizza sessioni tematiche insieme ad agenzie delle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni internazionali, alle Ong e alla società civile, “incentrate – spiega una nota Ue – su vari aspetti del sostegno internazionale fornito in risposta alla crisi in Siria e nella regione”. Il 5 aprile l’Unione europea, la Germania, il Kuwait, la Norvegia, il Qatar, il Regno Unito e le Nazioni Unite presiederanno congiuntamente la conferenza specificamente dedicata al futuro dell’area mediorientale.

8xmille: don di Mauro (Cei), “alla fiducia degli italiani rispondiamo con il massimo rigore”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 10:04

“Dietro i progetti ci sono tanti volti. Quelli delle organizzazioni proponenti, missionari e missionarie, uomini e donne, e tanti giovani che si spendono per gli ultimi, per i poveri, per le periferie. E poi ci sono i volti dei beneficiari: è sempre una grande gioia poter constatare sul posto l’impatto che questi progetti hanno sulla vita delle persone, della comunità, delle famiglie”. A parlare è don Leonardo di Mauro, responsabile del Servizio degli interventi caritativi a favore dei Paesi del terzo mondo della Conferenza episcopale italiana, che in una intervista pubblicata oggi sul Sir fa il “punto” sui progetti realizzati grazie ai fondi 8xmille che la Chiesa italiana decide di destinare ai Paesi in via di sviluppo e sull’iter che un progetto deve seguire per ottenere il finanziamento, dalla presentazione alla sua realizzazione in loco. Dal 1990 ad oggi sono stati avviati 14.529 progetti e solo nell’ultimo quadriennio (2013/2016) ne sono stati approvati 2.727 per un importo complessivo di euro 370.432.687,49. Su una mappa è possibile vedere la diffusione dei progetti nel mondo nei Paesi di Africa, America Latina, Asia, Europa dell’Est, Medio Oriente, Oceania. Sono progetti di vario tipo, formazione e sviluppo sociale a favore della scolarizzazione dei bambini, alfabetizzazione degli adulti, prevenzione e cura delle malattie, sviluppo agricolo, promozione della donna, a fianco dei rifugiati di guerra. Don Di Mauro spiega “i criteri” con i quali viene scelto un progetto, chi decide, chi fa parte del “comitato”, chi presenta i progetti e come viene poi controllato. “Se la Chiesa lo fa per immagine?”, dice don Di Mauro: “In realtà non se ne parla molto. Anzi ci stiamo sforzando di far conoscere sempre di più questa realtà che, di anno in anno, è cresciuta diventando oggi una foresta di progetti realizzati e in atto”. E poi aggiunge: “Abbiamo coscienza che questi dell’8xmille sono soldi pubblici e, quindi, sono soldi che i cittadini italiani affidano ancora con fiducia alla Chiesa italiana. A questa fiducia, la Chiesa risponde garantendo il massimo rigore nell’utilizzo e nella gestione”. Dal 2016, i progetti appena approvati, sono automaticamente pubblicati sul sito www.chiesacattolica.it/sictm dove si possono visionare e conoscere cliccando su una carta geografica. “È stato un passo in più che abbiamo deciso di fare per garantire la massima trasparenza e rigore”.

Paesi Bassi: diocesi di Breda si prepara a festeggiare i 100 anni del vescovo emerito Hubertus Ernst

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 09:57

Compirà 100 anni il prossimo 8 aprile, mons. Hubertus Ernst, vescovo emerito di Breda, Paesi Bassi. Mons. Ernst è il più anziano tra i vescovi olandesi, il 5° vescovo più longevo al mondo. Ordinato sacerdote nel 1941, ha insegnato teologia morale al seminario diocesano. Consacrato vescovo quasi 50 anni fa, nel dicembre del 1967, ha sempre esercitato il suo ministero nella diocesi di Breda fino al momento del pensionamento, nel 1994. Tra i suoi incarichi, anche quello della presidenza di Pax Christi nei Paesi Bassi. Oggi mons. Ernst vive ancora a Breda, ospite presso la Congregazione delle suore francescane “Alles voor Allen”. La celebrazione del compleanno avverrà in privato, si legge sul sito della diocesi, ma è possibile inviargli gli auguri attraverso il sito, così come è possibile in occasione di questa ricorrenza, offrire un contributo per sostenere un progetto Caritas per gli anziani della diocesi di Oradea in Romania, progetto che le suore francescane sostengono già da tempo.

Colombia: frana su Mocoa. Mons. Henao Gaviria (Caritas), “ancora tanti dispersi, 300 famiglie sono senza casa”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 09:41

“È la più grande calamità naturale dei tempi recenti accaduta in Colombia”. Lo dice al Sir il direttore del Segretariato Caritas-Pastorale sociale della Chiesa colombiana, mons. Héctor Fabio Henao Gaviria, a proposito di quanto accaduto a Mocoa, nel dipartimento meridionale del Putumayo, dove la città è stata sepolta da una valanga di fango e detriti, provocata dallo straripamento dei tre fiumi che passano vicino alla zona. “La situazione è drammatica, il numero delle vittime aumenta, ci sono ancora tanti dispersi, 300 famiglie sono senza casa, molte persone hanno perso tutto quello che avevano. Inoltre i cadaveri sono a cielo aperto, in attesa di identificazione. Si sta procedendo ora a stilare un registro delle vittime, va data loro cristiana sepoltura”. Prosegue mons. Henao: “La diocesi di Mocoa ha allestito un’équipe centrale, presieduta dal vicario generale della diocesi, il nostro Segretariato ha inviato due specialisti per la gestione di situazioni di emergenza. Bisogna allestire dei centri di accoglienza per la popolazione colpita, servono alimenti, carburante, coperte, vestiti. C’è poi da fare uno sforzo per sostenere la popolazione dal punto di vista psicologico, soprattutto le persone più colpite e i bambini. Il tutto mentre mancano acqua ed elettricità ed è difficile raggiungere la zona della tragedia, che si trova in mezzo alla foresta amazzonica. Il maltempo di questi giorni ha danneggiato alcune delle poche vie di comunicazione”.

Nonostante ciò, la macchina degli aiuti si è avviata senza indugi: “Caritas Colombia ha avviato una campagna per la raccolta di fondi, acqua e alimenti. La gente sta rispondendo con generosità”. “La zona di Mocoa già prima della tragedia era particolarmente povera e isolata. Gli abitanti – conclude mons. Henao – vivevano coltivando caucciù. Quando le coltivazioni sono venute meno, ha iniziato a scarseggiare il lavoro, è una zona di povertà estrema. Servono piani municipali di gestione del rischio e delle situazioni di emergenza. Serve un’opera di miglioramento dei piani di prevenzione, con il coinvolgimento della cittadinanza, perché non si ripetano tragedie come questa”.

Fine vita: Mirabelli (costituzionalista), “evitare varchi verso patti di morte o l’abbandono terapeutico”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 09:36

“Se si ritiene opportuno o auspicabile intervenire con una legge in questa materia, che non è priva di regole attuali, è da auspicare un riflessione che porti a superare ogni equivoco e, comunque, conduca a una buona qualità normativa, avendo cura di evitare varchi, sia pure aperti inconsapevolmente, verso patti di morte o verso l’abbandono terapeutico”. È quanto afferma oggi Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, in un intervento pubblicato dal quotidiano cattolico “Avvenire” sul disegno di legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat). Mirabelli rileva come quello del fine vita sia “un ambito nel quale ogni vicenda concreta è ricca di inattese sfumature, che difficilmente si fanno incasellare in rigidi schemi normativi”. E “questo – aggiunge – dovrebbe fare avvertito il legislatore di quanto occorra cautela, sereno approfondimento, apertura al dialogo senza frettolose chiusure”. “Un buon punto di partenza – prosegue il costituzionalista – sarebbe ricordare alcuni elementi fondamentali e regole, giuridiche e deontologiche” contenute nella Costituzione italiana, nel Codice emanato dalla Federazione dell’ordine dei medici nel 2014 e nella Convenzione di Oviedo sui diritti dell’uomo e la biomedicina. Secondo Mirabelli, “il disegno di legge rinuncia, come forse sarebbe opportuno e più efficace, a un sistema di soft law, che enuncia principi e rinvia alla competente disciplina della deontologia medica”. Invece, “di questa tende a recuperare contenuti, che appesantisce con prescrizioni regolamentari di impronta burocratica” e ne approfitta, conclude, “per introdurre espressioni verbali che tendono a ridurre il margine di valutazione e autonomia del medico”.

Pasqua lavorativa: mons. Viola (Tortona), “molto addolorato ma non sorpreso. Il problema riguarda il tipo di società che vogliamo”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 09:33

“Sono contrario a privare i cristiani – e non solo i cristiani – della Pasqua, ma non posso essere sorpreso se una società quasi completamente secolarizzata, dopo aver rinunciato al riposo domenicale, dimentica la Resurrezione di Nostro Signore”. Così il vescovo di Tortona, monsignor Vittorio Viola, commenta la decisione per la quale sul territorio della sua diocesi l’outlet di Serravalle Scrivia, il più grande d’Europa, cancella la Pasqua decidendo di rimanere aperto. In un’intervista pubblicata oggi da “Avvenire”, il vescovo si dice “addolorato, molto addolorato” e ribadisce che “noi non difendiamo il riposo domenicale, e a maggior ragione quello della domenica di Pasqua, per un motivo esclusivamente religioso”. “Togliere il giorno di festa – prosegue – non significa solo cancellare tradizioni, liturgie, una storia, ma modificare il senso del tempo: rendendo ogni giorno uguale all’altro, si cancellano valori e significati, la nostra vita perde una direzione, diventiamo una massa di individui che ripetono le stesse azioni ogni giorno, uguali a se stesse”. “La Chiesa di Tortona – assicura il vescovo – si schiera con l’uomo, è vicina ai lavoratori che difendono i loro diritti, ma non può fermarsi alla dimensione corporativa, pur legittima, della protesta sindacale, perché anche l’outlet di Serravalle Scrivia è parte di quel mondo amato da Dio fino a mandarvi suo Figlio”. Per Viola, la McArthurGlen, la società americana che amministra l’outlet, “non è il ‘nemico’ ma un interlocutore con cui vorrei confrontarmi”. Secondo il vescovo, comunque, “il problema riguarda il tipo di società che vogliamo” in un tempo in cui “la secolarizzazione ci ha svuotati dentro come un tarlo”. E “i cristiani, che spesso trascorrono la domenica al supermercato o all’outlet, si illudono che non li riguardi”.

Bullismo: Corradi (“Avvenire”), “una punizione non basta. Occorre ricominciare”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 09:30

“Chi ha fatto del male va punito. Ma una punizione non basta. Occorre, a quindici anni, ricominciare”. È quanto afferma, rispetto al bullismo, Marina Corradi sul numero odierno di “Avvenire”, aprendo la rubrica “Le nostre voci” con la quale dialogherà con i lettori. Rispondendo ad una lettera nella quale viene commentata la proposta rivolta da Claudio Gubitosi, direttore del Giffoni Film Festival, d’invitare i responsabili dell’atto di bullismo avvenuto a Mugnano a seguire in veste di giurati, con colui che è stato loro vittima, la prossima edizione del Festival, Corradi si dice favorevole all’idea perché “si può ricominciare partendo da una bellezza. Guardando, attraverso il cinema per giovani, le facce degli altri, le loro sfumature, gli occhi: restando attenti, il cellulare spento, le chiacchiere da bar zittite”. “Nell’età in cui si smette di essere bambini – spiega – occorre trovare un senso forte alla vita. Ai tempi della mia adolescenza c’era la politica, a cogliere buona parte di questa domanda, e molti ne furono presi, e alcuni finirono male”. “A quindici anni veramente il cuore degli uomini domanda qualcosa di grande, magari senza consapevolezza”, prosegue Corradi, rilevando che “è successo spesso che ragazzi tolti alla strada trovassero, dietro a un volto buono, una fede profonda”. “Un volto che li sfidi a capire di cosa hanno bisogno”, osserva, aggiungendo che “può essere un professore, un prete, un compagno. Qualcuno che abbia il loro destino a cuore, davvero”. Tornando alla proposta di Gubitosi, per Corradi si tratta di “un gesto eclatante ma paterno, il gesto di uno che pensa ai figli”. “E quanto abbiamo bisogno, in questo tempo, di padri e maestri”, conclude.

Famiglia: Pont. Istituto Giovanni Paolo II, dal 9 al 12 luglio a La Thuile corso di diploma in pastorale familiare

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 09:29

“Preparare coppie di sposi, sacerdoti, religiosi e religiose che, attenti alle periferie esistenziali dell’uomo, sappiano adeguatamente cogliere le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione in un intreccio virtuoso fra luce teologica, passione pastorale, condivisione fraterna, e animazione dei figli”. Questo l’obiettivo del corso estivo del Diploma in pastorale familiare, in programma dal 9 al 12 luglio a La Thuile (Valle d’Aosta), per iniziativa del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, in collaborazione con l’Ufficio Cei per la pastorale della famiglia. “Usufruendo della competente equipe di ‘Animatema di famiglia’ – si legge nella presentazione dell’iniziativa –  i figli delle coppie di sposi partecipanti, divisi per fasce di età, sono chiamati a vivere un percorso di animazione specifico sulle stesse tematiche affrontate dai docenti per i loro genitori. Con i momenti di convivialità e animazione, entrano poi in uno stretto e familiare rapporto con i sacerdoti, i religiosi e le religiose iscritti al corso, sperimentando da vicino la vitalità delle varie vocazioni presenti nella Chiesa”.  Le lezioni si svolgono dal lunedì al sabato durante la mattina; il pomeriggio è libero per le attività ricreative della famiglia.

Russia: patriarca Kirill presiede in mattinata una preghiera per vittime attentato di San Pietroburgo

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 09:10

Alle 10 di stamane, il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill presiederà la celebrazione di una “litania”, un servizio commemorativo per le vittime dell’esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo. La liturgia si svolgerà nella chiesa della cattedrale della Trasfigurazione di Cristo Salvatore, a Mosca, prima della riunione del Consiglio supremo della Chiesa ortodossa russa. Questo “audace crimine non può avere alcuna giustificazione”, ha scritto nella serata di ieri il patriarca Kirill in un messaggio di condoglianze al governatore di San Pietroburgo, Georgy Poltavchenko, e al metropolita Varsonofio. “La Chiesa ortodossa russa condanna fermamente l’azione aggressiva contro i civili e invita la società a opporsi a ogni manifestazione di violenza”, si legge ancora nel messaggio. Il Patriarca eleva “preghiere al Dio creatore per la guarigione rapida dei feriti e il riposo delle anime dei defunti”. La Chiesa ortodossa si unisce ai tre giorni di lutto proclamati dalle autorità cittadine.

Notizie Sir del giorno: attentato a San Pietroburgo, Papa in Egitto, appello Sandri per Terra Santa

Agensir.it - Mon, 2017-04-03 19:30

Russia: esplosioni metro San Pietroburgo, una decina di morti e una cinquantina di feriti

Un’esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo, tra le stazioni di Sennaja Ploščad’ e Tekhnologichesky Institut, ha causato oggi una decina di morti, mentre i feriti sono una cinquantina. A provocare la deflagrazione – secondo le prime informazioni – un ordigno di fattura artigianale. Il metropolita ortodosso di San Pietroburgo Varsonofij ha subito espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. Accanto alla stazione della metropolitana Tekhnologichesky Institut, c’è il Seminario teologico cattolico superiore “Maria Regina degli Apostoli”. Contattati telefonicamente dal Sir, riferiscono che “nessuno studente è stato coinvolto”. Anche tra i francescani che vivono nel vicino convento di Sant’Antonio da Padova non ci sono feriti o vittime. Il sito d’informazione cattolica Gaudete.ru invita “tutti a pregare per le vittime e i loro familiari, ma anche per la pace e la serenità nella città sulla Neva e nel nostro Paese”. (clicca qui)

Papa Francesco in Egitto: reso noto oggi il programma del viaggio. Parteciperà alla Conferenza internazionale sulla pace organizzata da Al-Azhar

È stato reso noto oggi dalla Sala stampa vaticana il programma del viaggio che Papa Francesco farà in Egitto il 28 e il 29 aprile. Tra gli appuntamenti previsti il primo giorno, il Pontefice parteciperà alla Conferenza internazionale sulla pace dove terrà un discorso insieme al Grande Imam. Sempre nella stessa giornata Francesco renderà visita a Papa Tawadros II, patriarca dei copti ortodossi. Sabato 29 aprile sarà la giornata dedicata alla Chiesa cattolica. (clicca qui)

Colletta per la Terra Santa: appello del card. Sandri, “trasformare una realtà di guerra e divisione”

“Mi appello alla nostra comune umanità, alla fede cristiana che ci accomuna in Cristo, affinché tu sia veramente generoso e possa contribuire alla pace nella regione di Gesù, nella Terra Santa, divenendo protagonista e costruttore di questo mondo”. È l’invito che il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, rivolge ai fedeli in vista della prossima Colletta per la Terra Santa che, per tradizione, si tiene il giorno di Venerdì Santo. In un’intervista al Sir, di prossima uscita, il cardinale ricorda l’importanza della custodia e del mantenimento dei Luoghi santi. “Rendendoti partecipe della Colletta per la Terra Santa, stai contribuendo personalmente a trasformare questa realtà di guerra, di miseria, di terrorismo, di violenza, di divisione. Non lo fanno altri ma tu stesso”, aggiunge. (clicca qui)

Libia: Hehenkamp (Msf Olanda), nei centri “condizioni disumane, orribili”. Il 40% forzato a imbarcarsi

Nei centri di detenzione in Libia “sono recluse decine di migliaia di migranti in condizioni orribili, disumane, totalmente inaccettabili: sono sotto il controllo delle milizie che decidono delle loro vite a scopo di business, costretti a subire abusi, violenze, torture. Solo chi paga un riscatto può uscire. Il 40% è costretto a imbarcarsi con la forza, contro la propria volontà”. È una situazione disperata quella descritta oggi a Roma da Arjan Hehenkamp, direttore generale di Medici senza frontiere, appena atterrato da Tripoli dopo una visita ai progetti di Msf in Libia. (clicca qui)

Suicidio a Leini: Marino (Mlac), “drammi come questo nascono dalla deformazione del mercato del lavoro”

“Drammi come questo nascono dalla deformazione del mercato del lavoro: quando Papa Francesco dice che questa economia uccide si riferisce anche a queste sperequazioni: alcune persone hanno situazioni lavorative pesanti e stressanti e altre sono in cerca di lavoro”. Tommaso Marino, neo segretario del Mlac (Movimento lavoratori di Azione cattolica), commenta così al Sir il suicidio di un cinquantunenne, nell’azienda per cui lavorava, la Rosati di Leini, in provincia di Torino. Per Marino, “il suicidio a Leini potrebbe essere la punta di un iceberg: occorrerebbe sapere quante persone soffrono per motivi simili. Paradossalmente, ci si può uccidere perché il lavoro manca o perché è troppo: sono due rovesci della stessa medaglia che raffigura l’attuale modello economico”. (clicca qui)

Diocesi: Palermo, mons. Lorefice presiede preghiera per l’unità della Chiesa

Un’adorazione eucaristica per pregare per l’unità della Chiesa. A presiederla sarà domani, martedì 4 aprile, alle 21 nella cattedrale di Palermo l’arcivescovo, mons. Corrado Lorefice. L’iniziativa è stata organizzata da sacerdoti e laici della diocesi dopo le dichiarazioni di don Alessandro Minutella, parroco nella chiesa di San Giovanni Bosco, che ha espresso posizioni di dissenso e contrasto nei confronti della gerarchia ecclesiastica. (clicca qui)

Diocesi: mons. Bodo (Saluzzo), “non manchi mai il pane, l’affetto vero, la pace e la fede in tutte le famiglie”

“Mi impegno fin d’ora, oltre alla preghiera, a benedire la città e la diocesi intera tutte le mattine quando mi leverò e tutte le sere prima di coricarmi perché siate custoditi e protetti, perché non manchi mai il pane, l’affetto vero, la pace e la fede in tutte le famiglie”. Così il neo vescovo di Saluzzo, mons. Cristiano Bodo, si è rivolto ieri pomeriggio alla comunità ecclesiale saluzzese in occasione dell’inizio del suo ministero episcopale. (clicca qui)

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 4 aprile. Guerra in Congo, attentato a San Pietroburgo, Pasqua lavorativa

Agensir.it - Mon, 2017-04-03 19:29

“Avvenire” dedica la sua prima pagina a due tragiche situazioni nel mondo. Grandi fotografie ritraggono la sofferenza del Congo e della Russia. In Congo è in corso una lunga guerra, spesso “rimossa” dall’attenzione occidentale.
In particolare, nella provincia del Kasai, gruppi di ribelli combattono contro le forze governative in un crescendo di atrocità commesse da entrambe le parti. Papa Francesco domenica ha alzato la sua voce per chiedere che le ostilità abbiano fine. A San Pietroburgo, invece, è tornato a colpire il terrorismo vigliacco che spara nel mucchio, tra la folla della metropolitana. Ancora buio sugli attentatori, ma la Russia sta vivendo un momento coincitato, tra manifestazioni anti-Putin all’interno e protagonismo anche bellico all’estero (in particolare, in Siria). L’editoriale, a firma di Giulio Albanse, spiega le ragioni del conflitto nella Repubblica democratica del Congo. Ampio titolo a centro pagina per la campagna “stop shopping”, volta a tutelare la Pasqua dal lavoro imposto, come è previsto accada all’outlet di Serravalle Scrivia il prossimo 16 aprile. Il vescovo di Tortona interviene sulla vicenda dalle colonne di “Avvenire”. Richiami anche alla vicenda del disegno di legge sulle Dat, con un intervento del giurista Mirabelli, il quale chiede che si superino gli equivoci contenuti nel testo; e alla visita del Papa a Carpi e Mirandola, con un commento di Massimo Calvi su “centro” e “periferia”. Infine, l’inserto per bambini “Popotus”, che dà spazio alla fiera dell’editoria per l’infanzia in corso di svolgimento a Bologna.

Papa in Egitto: mons. Bishay (comitato organizzatore), “l’accoglienza dell’Al-Azhar conferma che le religioni sono fatte per la pace”

Agensir.it - Mon, 2017-04-03 19:07

“La visita del Santo Padre e l’accoglienza dell’Al-Azhar conferma che le religioni sono fatte per la pace. È un cammino continuo per vivere la pace”. Lo ha affermato mons. Emmanuel Ayad Bishay, vescovo di Luxor – città a sud de Il Cairo – e presidente del comitato organizzatore della visita di Papa Francesco in Egitto, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando la visita papale in Egitto, in programma per venerdì 28 e sabato 29 aprile. L’incontro tra il Papa e il grande imam di Al-Azhar, reso noto oggi dalla Santa Sede, secondo mons. Bishay “da una parte conferma che le religioni sono in cammino per la pace e per realizzare, creare ponti tra una religione e l’altra. Dall’altra parte condanna tutti quelli che cercano di far scivolare le religioni nel conflitto”. “Il significato della visita del Papa – ha aggiunto il vescovo di Luxor – è pienamente compreso nel logo che è stato presentato: il Papa che porta un messaggio di pace in una terra, storicamente già accogliente, che sta cercando sempre di vivere per la pace anche tra le diverse religioni”. “Tutto il popolo egiziano vive e attende con grande gioia la visita del Papa”, ha concluso Bishay.

Funerali mons. Ciliberti: mons. Bertolone (Catanzaro), “nell’appartenenza e nel servizio alla Chiesa ha trovato il senso della vita”

Agensir.it - Mon, 2017-04-03 19:00

La personalità di mons. Antonio Ciliberti è stata “essenzialmente ecclesiale, perché nell’appartenenza e nel servizio alla Chiesa ha trovato tutto il senso della vita; e anche se i suoi ambiti di servizio sono stati diversi, come si evince dalle note biografiche, nelle tre diocesi ove ha operato, come vescovo, è sempre stata quella personalità di chi poneva intelligenza e cuore al servizio della Chiesa, per l’edificazione di comunità cristiane autentiche”. Così l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolonem durante le esequie dell’arcivescovo emerito mons. Antonio Ciliberti, morto sabato scorso a Roma dopo un intervento chirurgico. Mons. Ciliberti – ha aggiunto mons. Bertolone – “fu sostenuto in ciò da robuste radici: la famiglia, il paese, San Lorenzo del Vallo, la diocesi. A queste origini (luoghi e persone) tornava volentieri, sicuro di rigenerarsi e attingere nuova linfa per il servizio alla Chiesa”. Le persone ordinate e consacrate sono nella Chiesa – ha spiegato il presule dopo aver ripercorso le principali tappe della vita del suo predecessore – “segni visibili ed efficaci di Gesù pastore attraverso i quali il Signore vivente continua a essere presente e a guidare la sua Chiesa: ed è ciò che mons. Ciliberti si è sforzato di fare con il suo magistero, i diversi interventi, i messaggi alla città e le lettere pastorali”. La “similitudine del pastore buono è quella che più gradiva e certamente quella che più gli si addiceva e lo dimostrano le sue visite pastorali alle parrocchie e alle realtà ecclesiali del territorio mediante le quali egli come buon pastore appunto, ha conosciuto e incontrato i fedeli, donando loro gioia e seminando speranza nel cuore di tanti sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e laici che ne conservano ancora oggi un ricordo vivo”.

Pastorale: mons. Antonazzo (Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo), “non ci interessa mettere ‘in rete'” ma “in comunione”

Agensir.it - Mon, 2017-04-03 18:58

La pastorale digitale può far crescere la “sensibilità ecclesiale” e “potenziare la rete di comunione della diocesi”. Ne è convinto mons. Gerardo Antonazzo, vescovo di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, che oggi a Roma ha firmato un accordo di collaborazione con il Centro di orientamento pastorale (Cop) allo scopo di “instaurare e consolidare relazioni finalizzate agli orientamenti, alla ricerca e alla sperimentazione pastorale”. Antonazzo ha riconosciuto come la promozione della pastorale digitale abbia permesso di vivere in modo “meno faticoso” l’accorpamento alla diocesi, avvenuto poco più di due anni fa, del territorio precedentemente appartenente all’abbazia territoriale di Montecassino: proprio il digitale “ha favorito sia il processo di conoscenza delle varie realtà, sia da parte delle singole parrocchie della vita della diocesi”. “A noi – ha precisato il vescovo – non interessa mettere ‘in rete’, ma mettere in comunione attraverso la rete”. Questa è la “direzione giusta”, ha rimarcato mons. Antonazzo, dal momento che “stare fuori dal digitale significa stare fuori dalla storia”. Piuttosto, “il problema è come starci dentro da cristiani, come Chiesa, veicolando su Internet contenuti belli e significativi”. Stando sempre attenti, ha concluso, a evitare di “spersonalizzare la pastorale digitale”, ricordando quanto dice la “Dei Verbum”, ovvero che con la Rivelazione “Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici”.

Pastorale: mons. Sigalini (Cop), stare “al passo con i tempi” guardando alla “frontiera” del digitale

Agensir.it - Mon, 2017-04-03 18:55

“Favorire una pastorale al passo con i tempi, capace d’intercettare i fronti caldi dell’opinione pubblica, guardando in particolare a quella nuova frontiera che è il ‘continente digitale'”. Questo l’impegno del Cop (Centro di orientamento pastorale), che ha portato oggi alla sottoscrizione di un accordo di collaborazione con la diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, firmato dal vescovo mons. Gerardo Antonazzo, “nell’intento di instaurare e consolidare relazioni finalizzate agli orientamenti, alla ricerca e alla sperimentazione pastorale”. La “pastorale digitale” – usando un termine coniato proprio dal Cop – “non è una pastorale altra: va inquadrata – ha sottolineato mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, che ha sottoscritto l’accordo come presidente Cop – nell’ambito più ampio della pastorale delle comunicazioni sociali ed è una declinazione della presenza e dell’impegno ecclesiale nel suo complesso”. “La pastorale digitale – ha aggiunto – è quell’uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare della Chiesa nel continente digitale. È esperienza di presenza che non si riduce a condividere risorse digitali, ma che attiva storie di relazione autentica superando il dualismo offlineonline a favore di uno stare ‘on life'”.

A lavorare per dare una definizione alla pastorale digitale, nel Cop, sono don Antonio Mastantuono (docente di teologia pastorale alla Pontificia università lateranense e vicedirettore della rivista del Cop “Orientamenti pastorali”) e Fortunato Ammendolia (informatico, studioso di pastorale digitale e di religious opinion mining). “Se s’intende la rete come un continente digitale, allora si riconosce che anche lì Dio parla e agisce”, ha dichiarato Ammendolia, ricordando come nei Paesi del Nord Europa sia già sviluppata la “pastorale attraverso il digitale”. Mastantuono, invece, ha riconosciuto l’esigenza di “elaborare una teologia con le categorie di Internet”: questo “livello di riflessione teologico-pastorale attende ancora di essere sviluppato”. Al tempo stesso, però, bisogna “prestare attenzione ed evitare – ha richiamato Mastantuono – una creatività pastorale che si sradica dalla relazione concreta e personale”.

Siria: alla salesiana suor Carolin Tahhan Fachakh il Premio internazionale donne coraggiose 2017

Agensir.it - Mon, 2017-04-03 18:46

È stato assegnato a suor Carolin Tahhan Fachakh, religiosa salesiana, il Premio internazionale donne coraggiose 2017, promosso dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. “Suor Carolin – si legge in una nota dell’Uisg, l’Unione internazionale superiore generali – è stata premiata per il suo coraggio nel servire le persone colpite dal conflitto siriano e per il suo impegno a salvaguardare e sostenere i più vulnerabili, in particolare i bambini, i rifugiati, e le donne sfollate. Mettendo la propria vita a rischio, suor Carolin è diventata un segno di speranza per musulmani e cristiani. Oltre a dirigere una scuola materna e offrire un ambiente sicuro per bambini traumatizzati, gestisce un laboratorio di sartoria per fornire competenze professionali alle donne più vulnerabili”.

Suicidio a Leini: Marino (Mlac), “drammi come questo nascono dalla deformazione del mercato del lavoro”

Agensir.it - Mon, 2017-04-03 18:33

“Drammi come questo nascono dalla deformazione del mercato del lavoro: quando Papa Francesco dice che questa economia uccide si riferisce anche a queste sperequazioni: alcune persone hanno situazioni lavorative pesanti e stressanti e altre sono in cerca di lavoro”. Tommaso Marino, neo segretario del Mlac (Movimento lavoratori di Azione cattolica), commenta così al Sir il suicidio di un cinquantunenne, che si è tolto la vita nell’azienda per cui lavorava, la Rosati di Leini, in provincia di Torino. Da quando la ditta era stata acquisita da un gruppo tedesco, le politiche aziendali erano cambiate. Nell’ultimo anno erano state licenziate alcune persone e per quelle rimaste le pratiche da sbrigare erano notevolmente aumentate. Il cinquantunenne da poco era diventato responsabile dell’organizzazione del magazzino. “Ad andare avanti così non ce la faccio più”, pare si sia sfogato l’uomo qualche giorno prima con alcuni colleghi. “Questo modello economico capitalista che non tiene conto dell’esigenza della vita delle persone – dichiara Marino – può portare a situazioni estreme di questo tipo; perciò, va modificato. I meccanismi attuali sono puramente finanziari ed economici: non ci sono criteri di rispetto della dignità della persona. Nelle aziende c’è chi decide, senza tener conto del valore dei singoli, di far lavorare qualcuno di più e altri di meno, creando scompensi”.

Si tratta di “un processo che i governi fanno fatica a tenere sotto controllo. Ecco perché – sostiene  il segretario del Mlac – serve un’Europa unita anche sui temi della persona, della famiglia, del lavoro. Un singolo Stato rischia di essere impotente su tali temi”. Anche se questo è un “caso estremamente drammatico e doloroso, perché un uomo si è tolto la vita, ci sono anche altre situazioni che restano sommerse, ma che non vengono alla ribalta delle cronache. Il suicidio a Leini potrebbe essere la punta di un iceberg: occorrerebbe sapere quante persone soffrono per motivi simili. Paradossalmente, ci si può uccidere perché il lavoro manca o perché è troppo: sono due rovesci della stessa medaglia che raffigura l’attuale modello economico”, conclude Marino, esprimendo anche “vicinanza alla famiglia del lavoratore suicida”.

Ordinariato militare: Roma, da domani III Convegno nazionale familiari dei caduti in teatri operativi nelle missioni di supporto alla pace

Agensir.it - Mon, 2017-04-03 18:23

Avrà luogo domani e dopodomani, a Roma, il III Convegno nazionale dei familiari dei caduti in teatri operativi nelle missioni di supporto alla pace. Oltre 120 i partecipanti, provenienti da ogni parte d’Italia, all’appuntamento promosso dall’Ordinariato militare. L’apertura alle 19 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove l’arcivescovo castrense, mons. Santo Marcianò, presiederà la Messa. “Al Signore affidiamo i nostri cari, certi che ogni gesto e preghiera vissuti nella loro memoria alimenta e rende feconda la nostra capacità di misericordia e di affidamento” ha affermato mons. Marcianò. Nella serata è in programma uno spazio conviviale e di scambio di esperienze. Mercoledì il gruppo, guidato dall’Ordinario, parteciperà all’udienza generale di Papa Francesco. A coordinare la due giorni il vicario episcopale per l’Esercito, don Paolo Villa.

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