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Germania: a Münster dal 9 al 13 maggio il Katholikentag sul tema “Cerca la pace”

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 17:48

In vista del prossimo Katholikentag, il 9-13 maggio a Münster, i vescovi tedeschi hanno invitato le diocesi a destinare quanto raccolto nella colletta del 5-6 maggio prossimi per sostenere l’evento. “Cerca la pace” è il titolo di questa edizione del grande raduno dei cattolici in Germania. “Sarà ancora un riflesso della vitalità e della forza spirituale della nostra Chiesa, colorato e multiforme, riflessivo e allegro, devoto e politico allo stesso tempo”, scrivono i vescovi, che definiscono Münster “luogo storico che testimonia l’impegno sociale per la pace”. “Con il Katholikentag le persone di buona volontà vogliono contribuire a plasmare la pace con il loro stare insieme, con incontri personali, servizi religiosi, workshop, dibattiti e molti altri eventi diversi e interessanti per ogni fascia d’età” aggiungono i vescovi a sostegno di questa iniziativa che è interamente sotto la responsabilità del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), l’organismo che riunisce le associazioni laicali in Germania ed è uno degli interlocutori della Conferenza episcopale. “Alcuni di voi avranno già programmato la partecipazione a questa festa della fede, ma”, incoraggiano i vescovi, “anche se non potete venire personalmente, vi chiediamo sinceramente un sostegno” dal momento che il Katholikentag “è una forte espressione della responsabilità di tutti i cattolici per la Chiesa e la società”.

Adozioni e affido: mons. Lojudice (ausiliare Roma), “necessaria una battaglia pensata” per “tutelare la vita dei bambini”

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 17:36

“A volte siamo chiamati ad agire underground perché è necessario operare dal basso, altre volte uscendo allo scoperto. Bisogna riparlare, ridire, ridirci e coinvolgere tante persone sui temi della famiglia, delle adozioni e dell’affido”. Lo ha detto questo pomeriggio mons. Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma, intervenuto a un evento dedicato al progetto “#Dònàti: fatti un dono, dona una famiglia a chi non l’ha!”, organizzato a Roma dal Forum nazionale delle associazioni familiari. Quella auspicata dal presule è “una battaglia che dobbiamo essere in grado di pensare per poi agire”. Perché “quando si tutela la vita di un bambino, stiamo investendo sul futuro dell’umanità”. Sul palco allestito a Villa Borgese, nel Villaggio per la terra, aperto fino a oggi, si sono alternate anche le testimonianze di chi ha aperto le proprie porte di casa, come Alessandro e Claudia, genitori di tre figli, che hanno adottato una bambina disabile, Emanuela. “Pensavamo di dare qualcosa e lei e invece lei ha dato tanto amore a noi. Pur non camminando, Emanuele ha un cuore che sa amare”. Dopo l’esperienza dell’adozione, per loro anche quella dell’affido. “Abbiamo saputo di una ragazza di 12 anni che fino ad allora era stata in istituto – hanno raccontato -. Era stato emesso il decreto di ricerca di famiglia per l’affido. Abbiamo dato la nostra disponibilità. Angelica è venuta a 12 anni nella nostra casa. Il nostro amore è cresciuto ancora di più”. Parola anche a Tatiana Salomoni, 21 anni, di origine boliviana, adottata da una famiglia italiana. “Mi ha donato dei sogni che bambini chiusi in istituto fino ai 18 anni non hanno – ha affermato -. Io ho avuto la grazia di andare a scuola, avere amici con cui condividere momenti importanti. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza i miei genitori. La famiglia si crea, non è questione di sangue. Quando si adotta un bambino, lo si fa per amore. Ringrazio le persone che mi hanno messo al mondo, ma i miei genitori sono quelli che mi hanno accompagnato nella crescita”.

Diocesi: Locri, il 28 aprile presentazione del libro “Pane Sporco” e dibattito con l’autore Alberti, mons. Tomasi e il vescovo Oliva

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 17:30

Si svolgerà a Locri, il 28 aprile, alle 10, nell’auditorium del Centro pastorale della diocesi il dibattito dal titolo “Il Pane Sporco della Corruzione”, a cura della scuola di formazione socio-politica Laudato si’ della diocesi di Locri-Gerace. Durante l’iniziativa sarà presentato il libro “Pane Sporco. Combattere la corruzione e la mafia con la cultura” (ed. Rizzoli) del filosofo Vittorio V. Alberti, scritto con la prefazione di Giuseppe Pignatone, procuratore capo di Roma, e la postfazione di don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera. Sarà inoltre proiettato un video-messaggio di Papa Francesco contro la corruzione, realizzato in partnership tra il Dicastero della Santa Sede per il servizio dello sviluppo umano integrale e la Rete mondiale di preghiera del Papa. Parteciperanno al dibattito, tra gli altri, oltre all’autore, mons. Silvano Maria Tomasi del Dicastero per il servizio dello viluppo umano integrale, l’arcivescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, il procuratore di Locri, Luigi D’Alessio, il presidente del Tribunale, Rodolfo Palermo, e il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari.

Adozioni e affido: Palma (Dip. Famiglia), “chi ci governerà sappia che servono soldi per queste politiche”

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 17:23

“Chi ci governerà dovrà prendere consapevolezza del fatto che servono soldi per sostenere, fare politiche e investire sulle famiglie”. Lo ha detto questo pomeriggio Michele Palma, dirigente generale del dipartimento delle Politiche familiari, intervenuto a un evento dedicato al progetto “#Dònàti: fatti un dono, dona una famiglia a chi non l’ha!”, organizzato a Roma dal Forum nazionale delle associazioni familiari. Palma ha riconosciuto che “purtroppo siamo in un Paese che mette le famiglie in difficoltà”. Ma “le responsabilità pubbliche sono talmente frammentate che è difficile fare in modo che ciascuno si prenda le proprie responsabilità”. Due gli impegni assunti dal dirigente generale: il primo è quello di “fare in modo che ovunque siate – ha detto rivolgendosi al pubblico – possiate trovare istituzioni pubbliche formate e in grado di sostenervi”; il secondo è legato agli investimenti. “Non vuol dire fare assistenzialismo ma investire sulle famiglie”. Il più recente riguarda “un bando da 15 milioni del Fondo Sociale Europeo per spiegare alle Regioni come accompagnare le famiglie a beneficiare degli aiuti a disposizione”. La prossima sfida indicata sarà invece “preparare un piano nazionale della famiglia”.

Scritte contro Tap su chiesa a Lecce: mons. Seccia, “violenza e vandalismo sono atti contro il bene comune”

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 17:02

“Opporsi e protestare contro chi vorrebbe deturpare per i propri interessi economici l’ambiente e la natura, patrimonio di tutti, e poi scagliarsi contro un edificio di culto che è un bene collettivo, un punto di riferimento per l’intero quartiere, un luogo di aggregazione che appartiene alla comunità, non solo è un controsenso e una vera e propria ipocrisia ma è il modo peggiore per far valere le proprie ragioni. Il vandalismo e la violenza non sono certo la più opportuna cornice a un dibattito sia pur vivace e particolarmente sentito dalla nostra popolazione”. Così l’arcivescovo di Lecce, mons. Michele Seccia, a qualche ora dal grave atto di vandalismo ai danni delle pareti esterne della chiesa di Santa Lucia in Lecce imbrattate con scritte contro il gasdotto Tap. “Le vere lotte per la difesa di un diritto – prosegue Seccia -, qual è il rispetto dell’ambiente e della salute, sono battaglie di civiltà e per questo non possono e non devono sconfinare in episodi contro il bene comune: rappresentano una contraddizione e creano ulteriori divisioni e grande disagio sociale; come se non bastassero già i drammi esistenti. L’ho ripetuto in altre occasioni: abbassiamo i toni e rifiutiamo con forza ogni forma di violenza. Scavalcare il limite della legalità pur nella consapevolezza di ribellarsi a scelte nocive per il benessere di tutti, rimane comunque un atto del quale dar conto non solo alla giustizia terrena ma anche a quella divina ”.

“Sulla vicenda del gasdotto – è il pensiero ricorrente dell’arcivescovo – ribadisco quanto già espresso fin dal mio arrivo nel Salento: ci saranno davvero benefici per questa terra e per la sua gente? Qualcuno dovrà pure spiegarlo alle popolazioni coinvolte da questa scelta”. “Mentre auspico – conclude Seccia – un immediato ritorno al dialogo e al sereno confronto tra le parti coinvolte perché si cerchino soluzioni, le più opportune, per il rispetto delle popolazioni e delle future generazioni ma anche per la salvaguardia di un ambiente, il nostro, troppo spesso ‘turbato’ dalle esigenze dello sviluppo e del mercato, sono vicino e solidale con il parroco e con l’intera comunità di Santa Lucia in Lecce dopo i fatti della scorsa notte e spero tanto che l’episodio ai danni dell’edificio sacro possa essere l’ultimo di una serie tra quelli che stanno sfigurando la bellezza e il decoro della nostra città”.

Adozioni e affido: Albano (Garante infanzia), “occorre un investimento dello Stato”

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 16:46

“Occorre non solo la disponibilità delle persone alle adozioni o all’affido ma anche un investimento dello Stato. In passato le famiglie allargate erano sostegno forte per un nucleo singolo. Adesso serve un aiuto esterno”. Lo ha detto questo pomeriggio Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, intervenuta a un evento dedicato al progetto “#Dònàti: fatti un dono, dona una famiglia a chi non l’ha!”, organizzato a Roma dal Forum nazionale delle associazioni familiari. “L’accoglienza è una risorsa per chi dà e per chi riceve – ha aggiunto -. Sono due facce della stessa medaglia”. Secondo Albano, bisogna “dare la propria disponibilità” a queste forme di genitorialità, perché “i bambini che non hanno una famiglia possono vivere in strutture residenziali, ma l’esperienza personale e la guida che si ha in una famiglia, passo dopo passo, è insostituibile”. Un’idea rafforzata anche dalle priorità indicate dal legislatore per i minori stranieri non accompagnati. “Oltre all’affido e all’adozione, vi è un’altra forma, che è quella del tutore volontario per minori stranieri non accompagnati – ha ricordato -. È questa la nuova frontiera, che non presuppone una convivenza e un sostegno economico, ma è un canale privilegiato per l’integrazione vera dei ragazzi nel Paese”.

Adozioni e affido: don Gentili (Cei), “stiamo ripartendo dai cuori che possono sollecitare le istituzioni”

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 16:45

“Stiamo ripartendo dal basso sognando con i piedi per terra. Non ricominciamo da burocrazie e fogli ma dai cuori, che si aprono e che possono creare ponti che vanno oltre i muri e sollecitare le istituzioni”. Lo ha detto questo pomeriggio don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale della pastorale familiare della Cei, parlando del progetto “#Dònàti: fatti un dono, dona una famiglia a chi non l’ha!”, al centro di un evento organizzato a Roma dal Forum nazionale delle associazioni familiari. Un progetto realizzato in collaborazione tra Cei e Forum delle famiglie per incentivare adozioni e affido. “L’associazionismo, la pastorale e le varie diocesi possono collaborare. Ci siamo un po’ arenati davanti a costi e lungaggini burocratiche – ha aggiunto – ma con la coesione tra le famiglie possiamo andare oltre”. Il direttore dell’Ufficio Cei ha spiegato come queste esperienze hanno nomi e volti e “non possono essere burocrazia”. Ha raccontato la storia di Michael, bambino di 5 anni paralizzato sul passeggino, che “non vede ma sente bene”, adottato da una coppia toscana. “È nutrito attraverso il sondino, fa la comunione con gocce di vino, ma ha occhi aperti al cielo. Sente il profumo della mamma e del papà che l’hanno accolto”. Infine, un invito. “Non possiamo non sentire il grido di solitudine che c’è in chi si sente abbandonato”.

Diocesi: Perugia, il 27 aprile il calcio d’inizio della “StarCup” con il card. Bassetti. In campo mille giovani

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 16:22

Da venerdì 27 aprile a martedì 1° maggio, nel Centro sportivo di Santa Sabina, a Perugia, si svolgerà la 13esima edizione della “StarCup”, il torneo giovanile di calcio a 5 promosso dal Coordinamento Oratori Perugini in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile. Le squadre iscritte sono 106, 61 maschili e 55 femminili, più di 1.000 giocatori guidati da 300 alleducatori, cioè allenatori che in realtà sono anche educatori. Il loro compito sarà quello di aiutare i responsabili delle squadre a capire meglio le esigenze educative e tecniche dei ragazzi. Tra il pubblico attese 6mila persone. Al momento del calcio d’inizio, venerdì, alle 15, sarà presente l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, assieme al presidente del Comitato regionale del Coni Domenico Ignozza, alla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e a Emanuele Prisco, assessore allo Sport del Comune di Perugia. “¿Que Mas?” (cos’altro?) è il tema dell’edizione di quest’anno. “Abbiamo visto la necessità di qualificare le persone che lavorano con i ragazzi in ambito sportivo all’ interno degli oratori – afferma don Riccardo Pascolini, responsabile del Coordinamento Oratori Perugini -; infatti puntiamo molto sullo sport, che, oltre ad essere un momento di svago, può essere un importante campo dove si concretizza la crescita personale dei giovani e dove si possono imparare i veri valori della vita che sicuramente vanno oltre la contingenza delle vicende sportive”. A guidare la “StrarCup 2018”, l’equipe organizzativa dello “SportLab”, che coinvolge venti ragazzi volontari provenienti dagli Oratori dell’arcidiocesi perugino-pievese.

Card. Bassetti: incontro questa mattina a Bruxelles con le ong cattoliche attive nell’Ue

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 15:29
(dall’inviata Sir) Incontro questa mattina tra il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, con un gruppo di ong cattoliche che lavorano a Bruxelles. L’incontro si è svolto nella sede della Comece, la Commissione degli episcopati dell’Ue, e a presentare le ong al presidente dei vescovi italiani è stato il segretario generale della Comece padre Olivier Poquillon. Erano presenti volontari e rappresentanti della Fondazione Avsi, il patronato Acli presente a Bruxelles, la Federazione europea delle Associazioni familiari, la Cidse e la Caritas europea.  Ciascuno ha presentato il suo operato a Bruxelles presso le istituzioni europee. L’Avsi è una realtà che lavora per la cooperazione internazionale e lo sviluppo in 30 Paesi del mondo impegnandosi in 144 progetti raggiungendo così un totale di 2,6 milioni di beneficiari. Il patronato Acli è invece particolarmente a servizio della comunità italiana che lavora a Bruxelles, offrendo servizi fiscali. E poi c’è il lavoro della Federazione europea delle associazioni familiari che porta alle istituzioni europee le istanze della famiglia premendo in particolare sui temi della natalità e di una politica familiare “lungimirante e non dettata dalle emergenze di tipo sociale”. Il Cisde lavora sui temi della giustizia climatica, l’agricoltura e l’energia, i diritti umani, a Bruxelles svolge un‘attività di pressione politica sui temi legati allo sviluppo e alla cooperazione. Al cardinale la Cidse ha presentato il summit delle Nazioni Unite Cop24 che, sul tema del cambiamento climatico, si terrà a dicembre in Polonia e in vista del quale ci saranno iniziative anche a livello politico e vaticano. Infine, la Caritas Europa che a Bruxelles opera su tre fronti: sostenere le Caritas locali più picccole; rispondere e coordinare gli aiuti in caso di emergenze; fare advocacy presso le istituzioni europee. Il card. Bassetti ha ascoltato, preso appunti e fatto domande. In conclusione ha detto: “Chi sceglie di essere un volontario, ha e segue una vocazione: l’amore gratuito. Il volontariato è la sostanza del Vangelo applicato alla vita”. L’incontro con le ong conclude una impegnativa visita di tre giorni del presidente dei vescovi italiani alle istituzioni europee.

25 Aprile: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “la Liberazione va letta a partire dal dolore e dalla paura, dalla verità dei fatti, dalla libertà e dalla pace”

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 14:46

“I giorni della Liberazione, nella nostra città di Ferrara come in altre, chiedono di essere letti a partire dal dolore e dalla paura, dalla verità dei fatti, dalla libertà e dalla pace”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, nell’omelia pronunciata in cattedrale durante la celebrazione per san Marco e il 73° anniversario della Liberazione. “Anzitutto – ha osservato – la Liberazione va letta a partire dal dolore e dalla paura” perché “si pone a cavallo di sofferenze, di morti legati alla guerra e di eccidi legati alla rabbia ideologica, di atti di giustizia sommaria, spartiacque di due stagioni: la dittatura e la democrazia”. “In secondo luogo – ha proseguito – la Liberazione va letta con verità”. Secondo mons. Perego, “in tempi di revisionismo, retorico e conveniente, che tocca anche gli anni della Resistenza, non si può dimenticare che la storia deve essere letta con verità e il suo metodo critico è fondato sulle fonti e i documenti”. “La verità dei fatti del Fascismo e della Resistenza oggi – ha rilevato – è importante, perché la loro dimenticanza o la loro negazione diventa possibilità del suo ripetersi, soprattutto nei loro eccessi deteriori di violenza e intolleranza”. “In terzo luogo – ha continuato – la Liberazione va letta nel suo migliore esito, cioè la libertà, la pace, la democrazia”. “La Liberazione – ha evidenziato – ha iniziato il cammino di ricostruzione civile di Ferrara e dell’Italia, scegliendo un Paese fondato su lavoro, libertà religiosa, solidarietà e sussidiarietà, bene comune, ripudio della guerra. La Liberazione ha creato un’identità collettiva, diversa ma in dialogo, che è ciò che è consegnato oggi, anche in questa ricorrenza annuale”. Mons. Perego ha anche ricordato la figura dell’arcivescovo Ruggero Bovelli, “un protagonista originale e straordinario della Resistenza” che “negli ultimi anni della seconda guerra mondiale fu ‘Pastor et defensor’ della popolazione della diocesi e, in particolare, della città di Ferrara”. “Il ricordo di questo nostro arcivescovo e della sua azione, oggi – ha concluso – ritorna ad essere un richiamo alla qualità e allo stile di vita cristiano da annunciare e testimoniare, che non può cedere a utilizzare ogni ricorrenza per legittimare comportamenti di violenza anche fisica, prevaricazione, insulto e intolleranza, discriminazione, per assolutizzare i conflitti del presente, ma deve condannare questi comportamenti e superarli, invitando tutti alla pace, alla libertà, al dialogo e alla responsabilità sociale”.

Diocesi: Monreale, il card. Parolin concluderà domani il Giubileo del duomo

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 14:32

Sarà il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, a presiedere domani, giovedì 26 aprile, alle 17, nel duomo di Monreale la celebrazione eucaristica che ne concluderà l’anno giubilare del 750° anniversario della dedicazione. Per l’arcidiocesi di Monreale sarà la prima volta che un segretario di Stato vaticano fa visita al duomo dopo che, il 25 aprile 1267, la basilica fu consacrata alla Madonna dal card. Rodolfo di Chevrieres, legato apostolico di Papa Clemente IV. A concelebrare saranno anche i card. Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo, e Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, e 15 vescovi siciliani, oltre all’abbate di San Martino delle Scale. Saranno presenti alla celebrazione nove sindaci del territorio e altre autorità civili e militari e oltre 120 confraternite di tutta la diocesi. “Dobbiamo essere grati al Signore che ha arricchito la nostra Chiesa non solo di pietre d’oro ma di tante figure di santità – afferma l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi –. San Leoluca e San Bernardo da Corleone, la laica beata Pina Suriano, la beata Madre Maria di Gesù Santocanale, il venerabile arcivescovo Antonio Intreccialagli, il venerabile parroco mons. Giovanni Bacile, il venerabile fra Innocenzo da Chiusa Sclafani, la venerabile suor Maria Teresa di Gesù Cortimiglia. In questa cattedrale ha celebrato la sua ultima Eucaristia il beato don Pino Puglisi”.

Malaria: Unicef, “ancora oggi, nel mondo, un bambino ogni due minuti muore a causa di questa malattia prevenibile e curabile”

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 14:14

“Ancora oggi, nel mondo, un bambino ogni due minuti muore a causa della malaria, una malattia prevenibile e curabile che mette a rischio metà della popolazione mondiale”. È quanto ricorda oggi, in occasione della Giornata mondiale contro la malaria, l’Unicef insieme alla “Roll Back Malaria Partnership”. “Nel 2016 – si legge in una nota – quasi 300mila bambini sotto i 5 anni sono morti a causa della malaria: 800 giovani vite perse ogni giorno. Fra tutte le malattie trasmissibili, la malaria è terza, dopo polmonite e diarrea, per numero di bambini morti di età fra un anno e cinque mesi”. L’Unicef sottolinea come “negli ultimi decenni sono stati compiuti progressi storici contro la malaria: dal 2000 le morti causate dalla malattia sono diminuite di oltre la metà, salvando quasi 7 milioni di vite”. Inoltre, “dal 2010, 7 Paesi sono stati certificati come ‘liberi da malaria’ (Armenia, Kyrgyzstan, Maldive, Marocco, Sri Lanka, Turkmenistan ed Emirati Arabi Uniti)” e “diversi Paesi, fra cui Algeria, Argentina, Paraguay e Uzbekistan, sono sulla buona strada per essere certificati dall’Oms come ‘liberi da malaria’”. “Tuttavia – rileva l’Unicef – attualmente ci troviamo di fronte a un bivio: i finanziamenti si sono fermati e i progressi si sono bloccati, mettendo milioni di vite e decenni di investimenti a rischio”. Lo confermano i dati. “Nel 2016, per la prima volta in 10 anni, i casi di malaria sono aumentati: 216 milioni di persone nel mondo avevano la malaria, 5 milioni in più rispetto all’anno precedente; le morti causate da malaria sono state 445.000 – la maggior parte bambini -, il 91% delle quali in Africa; di queste, circa due terzi (290.000) erano bambini sotto i cinque anni – 800 ogni giorno”. Secondo Unicef e “Roll Back Malaria Partnership”, “investire nel controllo della malaria significa investire nella produttività, nel progresso e nello sviluppo orientato alla persona. Alcune ricerche hanno dimostrato che in un periodo di 25 anni la crescita del Pil pro capite in Paesi non colpiti da malaria è stata di oltre 5 volte maggiore rispetto a quella dei Paesi colpiti da malaria”. Convinti che “il 2018 è un anno fondamentale per la lotta contro la malaria”, Unicef e “Roll Back Malaria Partnership” hanno lanciato l’hashtag #readytobeatmalaria, per “aumentare la consapevolezza sulle sfide globali contro la malaria e sull’importanza di sconfiggere per sempre questa malattia”.

Napolitano: ancora in terapia intensiva. Musumeci (San Camillo Roma), “decorso buono ci fa ben sperare”

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 14:05

“Dopo l’intervento d’urgenza al cuore subito la scorsa notte il presidente emerito Giorgio Napolitano è ancora in terapia intensiva – come nella norma dopo un’operazione di questo tipo – ma accenna a svegliarsi: risponde agli stimoli e apre gli occhi. È ancora attaccato al respiratore ma accenna a respirare autonomamente”. È quanto dichiara Francesco Musumeci, direttore della cardiochirurgia dell’Ospedale San Camillo di Roma, che nella notte ha operato il presidente emerito Giorgio Napolitano al cuore. “Siamo molto soddisfatti. Il decorso è buono e ci lascia ben sperare, anche se è presto per fare previsioni definitive. Abbiamo ridotto i farmaci, il presidente accenna a svegliarsi. È ancora in terapia intensiva, ma il quadro è buono e il ricovero nel reparto nella norma dopo un intervento come quello al quale è stato sottoposto”. Napolitano “all’arrivo in Ospedale è sempre stato sveglio e vigile. L’intervento si è reso necessario immediatamente perché era presente un versamento di sangue nel pericardio”. Il presidente emerito aveva “accusato un dolore al torace” ieri pomeriggio, è stato portato prima presso l’Ospedale Santo Spirito per essere poi trasferito al San Camillo dove alle 22 di ieri sera è entrato in sala operatoria per uscirne quattro ore dopo. Il prossimo bollettino sulle sue condizioni di salute sarà diffuso oggi, alle 18.

Terremoto: alle 11.48 scossa in provincia di Campobasso, magnitudo 4.2

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 14:01

Alle 11.48 di questa mattina la terra ha tremato in Molise per un terremoto di magnitudo 4.2 che è stato localizzato nella provincia di Campobasso, 1 chilometro a sud-est di Acquaviva Collecroce, con una profondità di 31 chilometri. I comuni più vicini all’epicentro sono, oltre ad Acquaviva Collecroce, quelli di Palata, Castel Mauro, Tavenna, San Felice del Molise, Guardialfiera e Montecilfone. Secondo quanto riferito dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), “l’evento è stato risentito in un’ampia zona della provincia di Campobasso e nelle province limitrofe, soprattutto nell’area costiera adriatica ma anche in alcune province di Puglia ed Abruzzo”. Fino alle 13.30 sono stati localizzati altri 6 eventi successivi a quello delle 11.48, il più forte di magnitudo 2.4.

Terremoto: Protezione Civile, magnitudo 4.2 in provincia di Campobasso

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 13:57

“A seguito dell’evento sismico registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in provincia di Campobasso alle ore 11.48 con magnitudo ML 4.2, sono in corso le verifiche da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile. L’evento sismico – con epicentro localizzato tra i comuni di Guglionesi, Montecilfone e Palata in provincia di Campobasso – risulta avvertito dalla popolazione. Al momento non sono stati segnalati danni a persone o cose”. Così la Protezione Civile in un comunicato stampa.

25 Aprile: card. Betori (Firenze), “questa festa si traduca in un impegno politico, sociale e culturale quotidiano”

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 13:56

“La festa della Liberazione ci chiede di non dimenticare, ma di fare costante memoria di un popolo che, seppure tra le vicende drammatiche della guerra, ha continuato ad anelare alla libertà, per la salvaguardia della propria identità”. Lo ha detto il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, nel suo saluto in piazza Santa Croce all’iniziativa organizzata per la ricorrenza del 73° anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazi-fascista. Il porporato ha ricordato il bisogno di “una libertà vera, autentica” che “scaturiva dal desiderio del cuore di uomini e donne lacerati dall’esperienza della barbarie della dittatura e della morte”. Nelle sue parole il ricordo del nuovo inizio del “popolo italiano” quando “sembrava tutto crollare”. “Dalla precarietà in cui si trovava ha scoperto che la via migliore per il raggiungimento della libertà era l’unità, raccogliendo il meglio che poteva scaturire dalle diverse appartenenze partitiche, religiose, sociali e culturali”. Di riflesso anche “il popolo fiorentino ha trovato in sé e nella sua storia la forza di ricominciare, non solo individualmente, ma insieme nell’unità: un solo Paese, una sola vita. Ed è stato proprio questo coraggio ad aver preservato la nostra città dalla distruzione”. Quindi, il cardinale ha volto lo sguardo all’oggi, affermando che “la riconoscenza nostra e delle nuove generazioni, da educare a questa memoria, è doverosa”. “Il fare memoria – ha aggiunto Betori – chiede a ciascuno di noi, oggi, di compiere un passo in avanti: questa festa si traduca in un impegno politico, sociale e culturale quotidiano”.

Alfie Evans: don Brusco a Tv2000, “sta bene, si sta riallenando a respirare”

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 13:54

“Alfie sta bene. Ieri stava molto meglio, oggi un pochino meno. Ma bisogna considerare che è stanco poiché non è stato alimentato per varie ore”. Lo ha detto don Gabriele Brusco in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. Don Gabriele è il sacerdote italiano che ha accompagnato e assistito in questi giorni la famiglia del piccolo Alfie Evans.
“Quando è stato disintubato – ha aggiunto don Gabriele – praticamente Alfie doveva morire. Avevano 6 ore di tempo nel sistema inglese per farlo morire. E lui non è morto. Per questo sono stati obbligati a ridargli l’alimentazione e l’acqua. Ora Alfie sta lì, sta bene ma è debole poiché non è stato abituato a respirare da solo per vari mesi perchè attaccato al respiratore artificiale. Si sta riallenando a respirare”.
“I genitori – ha proseguito don Gabriele – molte volte vogliono che metta una mano sulla testa del bimbo e mi chiedono di pregare per lui. Appena entrato nel reparto di rianimazione, dove possono accedervi solo poche persone, in alcuni giorni mi sono trovato davanti 10-15 poliziotti nel corridoio e anche dentro il piccolo reparto dove c’è la sua stanza. Qui ci sono tanti orsacchiotti, croci e rosari. Prima c’era anche un divano che è stato tolto e stanotte il papà Thomas ha dovuto dormire per terra nella stanza”.

C9: Burke, “partire dal vissuto delle persone” è “priorità” per Pontificia Commissione tutela minori

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 13:46

Durante i lavori del C9, che si conclude oggi in Vaticano, il card. Sean O’Malley “ha aggiornato i partecipanti al Consiglio circa i numerosi sforzi che vengono compiuti in tutto il mondo per la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili”. Lo ha riferito il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, nel corso del briefing di oggi, precisando che durante la recente riunione plenaria la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori “ha ascoltato le testimonianze dei membri appena nominati, provenienti dal Brasile, dall’Etiopia, dall’Australia e dall’Italia” ed ha accolto un gruppo del Regno Unito, il “Survivor Advisory Panel”. O’Malley, nelle parole di Burke, “ha evidenziato il profuso impegno e la grande competenza dei membri della Commissione che rappresentano molto bene la varietà delle culture del mondo” e ha “ribadito la priorità di dover partire dal vissuto delle persone, continuando il lavoro di ascolto delle vittime e accogliendo le loro esperienze”. I cardinali del C9, ha riferito infine il portavoce vaticano, hanno ascoltato mons. Lucio A. Ruiz, segretario della Segreteria per la Comunicazione, che “ha aggiornato il Consiglio sullo stato attuale della riforma del sistema comunicativo vaticano”.

Papa Francesco: “I cristiani autentici non hanno paura di aprirsi agli altri”

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 13:42

“I cristiani autentici non hanno paura di aprirsi agli altri, di condividere i loro spazi vitali trasformandoli in luoghi di fraternità”. È il tweet lanciato pochi minuti fa da Papa Francesco sull’account @Pontifex.

I cristiani autentici non hanno paura di aprirsi agli altri, di condividere i loro spazi vitali trasformandoli in luoghi di fraternità.

— Papa Francesco (@Pontifex_it) April 25, 2018

25 Aprile: Mattarella, “la vita democratica ha le sue radici nella lotta di liberazione. La nostra Costituzione è sigillo di libertà e democrazia”

Agensir.it - Wed, 2018-04-25 13:40

“La vita democratica, dopo il cupo ventennio fascista, ha le sue radici nella lotta di liberazione. E la nostra Costituzione, sigillo di libertà e democrazia, come scrisse Costantino Mortati nel 1955, nel decennale della Liberazione, ‘si collega al grande moto di rinnovamento espresso dalla Resistenza’”. Lo ha ricordato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Casoli (Ch) in occasione del 73° anniversario della Liberazione dopo la cerimonia all’Altare della Patria e la deposizione di una corona d’alloro al Sacrario della Brigata Maiella a Taranta Peligna. Dopo l’8 settembre 1943, “l’occupazione nazista – spalleggiata dai fascisti di Salò, con i suoi metodi barbari e disumani, con le rappresaglie, le torture, le deportazioni, la caccia agli ebrei, le stragi di civili – aprì definitivamente gli occhi della popolazione sulla natura oppressiva e violenta del fascismo”, ha ricordato Mattarella, evidenziando che “non era, quella fascista, la Patria che aveva meritato il sacrificio eroico di tanti soldati italiani”. “La Patria, che rinasceva dalle ceneri della guerra, si ricollegava direttamente al Risorgimento, ai suoi ideali di libertà, umanità, civiltà e fratellanza”. “La Resistenza fu un movimento corale, ampio e variegato, difficile da racchiudere in categorie o giudizi troppo sintetici o ristretti”, ha osservato il Capo dello Stato. Sottolineando il “contributo fondamentale che alla Resistenza diedero le forze armate italiane”, Mattarella ha però rilevato che “il movimento della Resistenza non avrebbe potuto assumere l’importanza che ha avuto nella storia d’Italia senza il sostegno morale e materiale della popolazione civile”. “La nascita del movimento della Resistenza, che mosse i primi passi in Abruzzo, segna il vero spartiacque della nostra storia nazionale verso la libertà”, ha aggiunto il presidente, perché “chiuse la fase della dittatura e portò l’Italia all’approdo della libertà, della democrazia e della Costituzione”.

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