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Protezione civile: Boschi (sottosegretario), “siamo diventati un punto di riferimento per altre realtà europee”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 11:54

“Con la Protezione civile siamo diventati un punto di riferimento e un modello per altre realtà europee. Di questo dobbiamo essere orgogliosi, perché il sistema italiano ha davvero aperto un approccio nuovo”. Lo ha affermato questa mattina Maria Elena Boschi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, aprendo a Roma il workshop “Protezione civile: verso una governance più forte per la riduzione del rischio”. Boschi ha sottolineato come “dedicare una giornata di studio per cercare di individuare risposte concrete sia un modo giusto per ricordare – alla vigilia dell’ottavo anniversario – il terremoto dell’Aquila e le sue vittime”. Ha, quindi, osservato che “eventi di quel genere non possono essere evitati ma il nostro lavoro serve a limitarne le conseguenze”. “La Protezione civile – ha proseguito il sottosegretario – è un pilastro della nostra nazione, un pilastro nel rapporto cittadino-Stato, per la capacità di esprimere vicinanza che è quasi amicizia”. “Lo abbiamo visto in tante occasioni”, ha rilevato Boschi, evidenziando come ci sia “competenza e preparazione nell’affrontare l’emergenza, ma anche attenzione, sensibilità e umanità verso le comunità colpite che fanno sì che la Protezione civile sia amata da tutti”. Per il sottosegretario “più riusciamo a lavorare tenendo insieme il livello nazionale, il territorio e le diverse anime della Protezione civile più saremo all’altezza delle sfide che il nostro Paese, così bello e per certi versi così fragile, ci porrà anche in futuro”.

Regioni: Policlinico Gemelli, lunedì 10 aprile presentazione del “Rapporto Osservasalute 2016″

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 11:50

Verrà presentato lunedì 10 aprile presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma, il Rapporto Osservasalute 2016. Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle Regioni italiane” (Sala multimediale, piano 5F – ore 11). Giunto alla XIV edizione e curato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, il Rapporto fornisce annualmente i risultati del check-up della devolution in sanità, corredando dati e indicatori con un’analisi critica sullo stato di salute degli italiani e sulla qualità dell’assistenza sanitaria a livello regionale. Obiettivo: evidenziare le aree di eccellenza della sanità pubblica che possano essere esempio di realtà organizzative e strumento di valutazione comparativa. Il volume (562 pagine), che per la prima volta sarà disponibile anche in formato elettronico con gli indicatori scaricabili direttamente dal sito web www.ossevatoriosullasalute.it è frutto del lavoro di 180 ricercatori distribuiti su tutto il territorio italiano che operano presso Università, Agenzie regionali e provinciali di sanità, Assessorati regionali e provinciali, Aziende ospedaliere e Aziende sanitarie, Istituto superiore di sanità, Consiglio nazionale delle ricerche, Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori, ministero della Salute, Agenzia italiana del farmaco, Istat. Suddiviso in due parti principali – la prima dedicata alla salute e ai bisogni della popolazione, la seconda ai sistemi sanitari regionali nonché alla qualità dei servizi – il Rapporto sarà presentato da Alessandro Solipaca, segretario scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane. Interverrà Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio e presidente dell’Istituto superiore di sanità.

Tratta: Ramonda (Apg23), “grazie, Papa Francesco, per parole di incoraggiamento e per invito a partecipare a Via Crucis delle donne crocifisse”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 11:43

“Siamo grati al Santo Padre per le sue parole di incoraggiamento e l’invito a partecipare alla Via Crucis per le donne crocifisse. La sua attenzione per questa piaga sociale ci incoraggia a proseguire con maggiore impegno la liberazione delle ragazze”. È il commento di Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), all’invito che oggi Papa Francesco, durante l’udienza generale, ha rivolto ai romani “a partecipare alla Via Crucis per le donne crocifisse che avrà luogo venerdì 7 aprile alla Garbatella”, esortando, al tempo stesso “a continuare l’opera in favore di ragazze sottratte alla prostituzione”. La Via Crucis per le donne crocifisse, giunta alla 3ª edizione, è un evento, organizzato dalla Comunità di don Benzi, nato per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al dramma delle donne vittima di tratta, rese schiave per il racket della prostituzione. “Dinanzi al dramma della tratta e della prostituzione schiavizzata chiediamo alla società civile, alle istituzioni tutte, di unirsi a noi per la liberazione di tante giovanissime donne. Vengono violentate da coloro che pensano di avere il diritto di comprare il loro corpo di ragazze”, afferma don Aldo Buonaiuto, ideatore e coordinatore dell’evento. “Il fenomeno della prostituzione di strada negli ultimi due anni è quadruplicato, anche a causa dei numerosi sbarchi — continua don Buonaiuto —. Lo Stato deve mettersi dalla parte di chi vuole liberare le donne schiavizzate”. L’appuntamento è fissato per venerdì 7 aprile alle ore 19 presso il Ponte Spizzichino, zona Garbatella, per la partenza della simbolica Via Crucis di solidarietà e preghiera.

Filippine: card. Tagle (Manila) farà lavanda dei piedi a tossicodipendenti e poliziotti

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 11:16

Il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, laverà i piedi di persone tossicodipendenti e poliziotti durante la celebrazione del Giovedì Santo in cattedrale. Padre Roy Bellen, portavoce dell’arcidiocesi di Manila, ha detto che tra le 12 persone selezionate ci sono anche parenti delle vittime della spietata guerra alla droga portata avanti dal governo filippino, su cui la Chiesa ha espresso finora disaccordo per i tanti omicidi extragiudiziali. Negli anni scorsi, informa l’agenzia cattolica asiatica Ucanews, il cardinale Tagle aveva fatto la lavanda dei piedi ad anziani, donne e persone con disabilità.

Brexit: Farage (Ukip), “Gran Bretagna torna a essere nazione libera e sovrana”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 11:15

(Strasburgo) “L’Ue si comporta come la mafia. Ma noi siamo liberi di andarcene”: Nigel Farage, leader del britannico Ukip (partito indipendentista e antieuropeo), interviene in emiciclo a Strasburgo durante il dibattito sui negoziati per il Brexit e subito scatena reazioni controverse. Il presidente del Parlamento, Antonio Tajani, lo riprende rispetto all’uso del termine “mafia”. Farage fa parziale retromarcia e poi attacca: “Non dobbiamo essere obbligati, come britannici, a bere vino francese o a comprare auto tedesche. C’è un mondo più grande fuori di qui, fuori dall’Unione europea”. Farage definisce il 29 marzo, quando Londra ha recapitato la lettera che invoca l’art. 50 per il divorzio dall’Ue, “una giornata storica. La Gran Bretagna ha dichiarato che sarebbe tornata una nazione libera e sovrana”. “Nel 1973 – aggiunge – siamo entrati a far parte del mercato comune, non dell’Unione europea. Se avessimo saputo” dei futuri sviluppi dell’integrazione comunitaria “non avremmo certo aderito” alla Cee. “L’Ue ci dice che prima del Brexit dobbiamo pagare una bolletta da 52 miliardi” per gli impegni assunti in fase di bilancio: “questa cos’è? Una richiesta di riscatto?”. Infine un monito: “Se andate avanti così, la Gran Bretagna non sarà il solo Paese a invocare l’articolo 50 per uscire dall’Ue”.

Terremoto L’Aquila: mons. Petrocchi, città “esce rafforzata dalla prova” ma occorre “mantenere viva la speranza”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 11:13

“L’Aquila esce rafforzata dalla prova” ma occorre “mantenere viva, nella popolazione, la fiamma di una ‘fondata speranza’”. Lo afferma l’arcivescovo, monsignor Giuseppe Petrocchi, in un messaggio in occasione dell’ottavo anniversario del terremoto (6 aprile 2009), ricevuto questa mattina dal Sir. Il sisma causò 309 vittime, ma le sequenze di scosse, susseguitesi dal 26 agosto 2016 a poche settimane fa, lo rendono di lacerante attualità. “Oltre a quelle ‘geologiche'”, osserva il presule, esistono “anche ‘faglie’ psicologiche e sociali: ‘sismiche’ pure esse! A lungo andare, possono generare la ‘sindrome del terremoto'” con l’incertezza che, “come nube tossica, rischia di avvolgere l’esistenza (individuale e collettiva), rendendola precaria; così come, l’esposizione rischio imprevedibile e incombente” può far apparire l’avvenire “oscuro e inaffidabile”. Per questo, “è di vitale importanza” mantenere viva, nella popolazione, la fiamma di una “fondata speranza”. “La sofferenza degli aquilani – assicura Petrocchi – non è stata vana: rifluirà, come grazia, sulla città e susciterà nuovi germogli di vita anche altrove”. Il presule afferma di avere pensato il Messaggio per la Pasqua proprio “avendo sullo sfondo” le vicende “scritte dal terremoto sulle pagine della nostra storia”. Di qui l’invito a “‘leggere’, secondo il Vangelo”, i fatti dell’esistenza sapendo scoprire i “doni di Dio” anche “negli episodi segnati da una sfibrante amarezza”.
“L’Aquila – afferma Petrocchi – esce rafforzata dalla prova: come un organismo che, avendo superato un evento infettivo, si dota di anticorpi e sviluppa un sistema immunitario più robusto. La nostra gente è stata duramente colpita, ma non è stata sconfitta” e testimonia che la vita “ha la meglio sulla logica della disfatta e della morte”. Per questo, dalla “cattedra della croce”, L’Aquila “può offrire lezioni di coraggio e di fattiva prossimità a coloro che sono stati visitati dalle stesse ustionanti calamità”. Tuttavia, la partita decisiva “non si gioca solo sul terreno del semplice rifacimento murario”, ma sul campo della “edificazione migliorativa” della “propria identità, spirituale e sociale. Se L’Aquila vedesse ricostruiti i suoi edifici, ma non salvasse la sua cultura, cristiana e umana, cambierebbe inesorabilmente la sua fisionomia”: non sarebbe più L’Aquila, “si trasformerebbe in una città senz’anima: un termitaio urbano”. Di qui il compito, per tutti gli aquilani, di “salvaguardare questo patrimonio straordinario, religioso e culturale”.

Papa Francesco: a leader musulmani, “tra fratelli parlare, ascoltarci e cercare insieme la strada”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 11:02

“A me piace pensare che il lavoro più importante che noi dobbiamo fare oggi fra noi, nell’umanità, è il lavoro dell’orecchio: ascoltarci”. Sono le prime parole pronunciate dal Papa durante l’udienza concessa questa mattina, prima dell’udienza generale, nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, ad una delegazione di leader musulmani della Gran Bretagna. Erano presenti, riferisce la Sala Stampa della Santa Sede: Moulana Ali Raza Rizvi, presidente, Majlis e ulama Europe; Moulana Muhammad Shahid Raza, Chairman, British Muslim Forum, Gran Bretagna; Shaykh Ibrahim Mogra, Co-Chair, Christian Muslim Forum; Moulana Sayed Ali Abbas Razawi, direttore generale, Scottish Ahlul Bayt Society. “Ascoltarci, senza fretta di dare la risposta”, ha proseguito Francesco rivolgendosi ai presenti: “Accogliere la parola del fratello, della sorella, e pensare poi di dare la mia. Ma la capacità di ascolto, questo è tanto importante. È interessante: quando le persone hanno questa capacità di ascolto, parlano con un tono basso, tranquillo… Invece, quando non ne hanno, parlano forte e gridano pure”. “Tra fratelli, tutti noi dobbiamo parlare, ascoltarci e parlare adagio, tranquilli, cercare insieme la strada”, la proposta del Papa: “E quando si ascolta e si parla, già si è sulla strada”. “Vi ringrazio di questo cammino che state facendo e chiedo a Dio onnipotente e misericordioso di benedirvi. E chiedo a voi di pregare per me. Thank you very much”, il commiato di Francesco.

Brexit: Juncker (Commissione Ue), “un Paese terzo non può avere gli stessi diritti di uno Stato membro”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 10:57

(Strasburgo) “Questo è il momento di restare uniti. Più saremo compatti, più saremo forti nel negoziato”: è il messaggio che il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, è venuto a portare a Strasburgo, nell’emiciclo del Parlamento Ue, in vista dei negoziati per il Brexit. “Un Paese terzo non può godere degli stessi diritti e di un eguale trattamento di uno Stato membro dell’Unione”, ribadisce Juncker, salvo poi sottolineare: “Resteremo amici della Regno Unito, un grande Paese che ha portato tanto all’Ue”. “Il negoziato non è solo questione di trattati o di normative, ci sono di mezzo milioni di persone”, dice, ricordando “i quattro milioni di europei che sono nel Regno Unito dove si sono recati progettando una vita lì. Lavoratori, studenti, pensionati europei non devono pagare il prezzo del Brexit”. Michel Barnier, negoziatore per conto dell’Ue con Londra, “sarà – dice Juncker – il nostro avvocato divorzista. Dobbiamo purtroppo dividere ciò che abbiamo messo insieme per oltre 40 anni. Poi penseremo al futuro insieme”. Al canto suo Barnier specifica: “Ora occorre mostrare unità per tutelare gli interessi dei cittadini europei. Ma i negoziati deve anche avere una funzione pedagogica, ricordandoci tutti i progressi che insieme”, come Stati europei, “abbiamo compiuto in sessant’anni grazie” all’Unione europea.

Papa Francesco: udienza, saluta familiari militari caduti in missione e invita alla “Via Crucis” per le donne crocifisse

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 10:51

“Saluto la Comunità papa Giovanni XXIII e, mentre esorto a continuare l’opera in favore di ragazze sottratte alla prostituzione, invito i romani a partecipare alla Via Crucis per le donne crocifisse che avrà luogo venerdì 7 aprile alla Garbatella”. A dare appuntamento per la terza edizione dell’iniziativa in favore delle vittime della tratta è stato il Papa, al termine dell’udienza. Salutando i fedeli di lingua italiana, Francesco ha inoltre salutato, tra gli altri, i familiari dei militari caduti nelle missioni internazionali di pace, accompagnati dall’Ordinario militare monsignor Santo Marcianò, la comunità rwandese in Italia e i partecipanti al Convegno promosso dal Pontificio Consiglio della cultura, incoraggiati “a riflettere sul futuro dell’umanità alla luce delle scienze mediche e dei perenni valori morali”. Nel triplice saluto ai giovani, ai malati e agli sposi novelli, il Papa ha ricordato San Vincenzo Ferrer, predicatore domenicano: “Cari giovani, alla sua scuola imparate a parlare con Dio e di Dio, evitando il parlare inutile e dannoso; cari ammalati, apprendete dalla sua esperienza spirituale a confidare in ogni circostanza in Cristo crocifisso; cari sposi novelli, ricorrete alla sua intercessione per assumere con generoso impegno per la vostra missione genitoriale”.

Diocesi: mons. Lorefice (Palermo) su predicazioni don Alessandro Minutella, “nessuno è un condannato, nessuno è un escluso”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 10:50

“Grazie Signore, perché ci permetti di non spegnere lo Spirito. Nessuno di noi è qui per un altro motivo, ma per testimoniare che lo Spirito è all’opera nella Chiesa”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, al termine dell’adorazione eucaristica per l’unità della Chiesa, celebrata ieri sera in cattedrale dopo le predicazioni di don Alessandro Minutella, che ha espresso posizioni di dissenso nei confronti della gerarchia ecclesiastica. Presenti oltre duemila fedeli giunti da ogni parte della diocesi, ragazzi, suore, coppie di sposi, rappresentanti di movimenti e sacerdoti. Lorefice ha ricordato che l’Eucaristia è “il sacramento dell’unità e della carità. Oggi ti chiediamo perdono – ha aggiunto – perché non sempre siamo stati capaci di far sì che lo Spirito ci rendesse l’unico corpo di Cristo, a cominciare da me vescovo. Ti chiediamo perdono perché le dottrine formulate ci possono dividere, ma davanti al mistero dell’Eucaristia tutti siamo riuniti. Noi stasera soffriamo e soffriremo finché non siamo tutti. Nessuno è un condannato, nessuno è un escluso. Ciascuno è un cristiano perché è un amato, è un perdonato”.

Papa Francesco: udienza, appello per “drammatico evento” di San Pietroburgo e “inaccettabile strage” in Siria

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 10:47

Un doppio appello: per il “drammatico evento” di San Pietroburgo e per l’“inaccettabile strage” in Siria. A rivolgerlo è stato il Papa, al termine dell’udienza, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana. “Il mio pensiero va in questo momento al grave attentato dei giorni scorsi nella metropolitana di San Pietroburgo, che ha provocato vittime e smarrimento nella popolazione”, le parole di Francesco: “Mentre affido alla misericordia di Dio quanti sono tragicamente scomparsi, esprimo la mia spirituale vicinanza ai loro familiari e a tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento”. “Assistiamo inorriditi agli ultimi eventi in Siria”, ha proseguito il Papa, esprimendo la sua “ferma deplorazione per l’inaccettabile strage avvenuta ieri nella provincia di Idlib, dove sono state uccise decine di persone inermi, tra cui tanti bambini”. “Prego per le vittime e i loro familiari e faccio appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche, a livello locale e internazionale – l’appello di Francesco – affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo a quella cara popolazione da troppo tempo stremata dalla guerra. Incoraggio, altresì, gli sforzi di chi, pur nell’insicurezza e nel disagio, si sforza di far giungere aiuto agli abitanti di quella regione”.

Papa Francesco: udienza, “i mafiosi pensano che il male si può vincere col male, perché non hanno speranza”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 10:21

“I mafiosi pensano che il male si può vincere col male, e così fanno vendetta e tante cose che tutti sappiamo, ma non conoscono cosa sia l’umiltà, la misericordia e la mitezza: perché i mafiosi non hanno speranza. Pensate a questo!”. È l’invito rivolto a braccio dal Papa agli oltre 15mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro. Della speranza, ha spiegato Francesco, “non si deve tanto rendere ragione a livello teorico, a parole, ma soprattutto con la testimonianza della vita, e questo sia all’interno della comunità cristiana, sia al di fuori di essa”. “Se Cristo è vivo e abita in noi, nel nostro cuore, allora dobbiamo anche lasciare che si renda visibile, non nasconderlo, e che agisca in noi”, l’esortazione del Papa: “Questo significa che il Signore Gesù deve diventare sempre di più il nostro modello di vita e che noi dobbiamo imparare a comportarci come lui si è comportato. Fare lo stesso che faceva Gesù”. “La speranza che abita in noi, quindi, non può rimanere nascosta dentro di noi, nel nostro cuore”, ha ammonito Francesco: “Sarebbe una speranza debole, che non ha il coraggio di uscire fuori e farsi vedere. La nostra speranza, come traspare dal Salmo 33 citato da Pietro, deve necessariamente sprigionarsi al di fuori, prendendo la forma squisita e inconfondibile della dolcezza, del rispetto e della benevolenza verso il prossimo, arrivando addirittura a perdonare chi ci fa del male”. “Una persona che non ha speranza non riesce a perdonare, non riesce a dare la consolazione del perdono e ad avere la consolazione di perdonare”, ha aggiunto il Papa fuori testo: “Sì, perché così ha fatto Gesù, e così continua a fare attraverso coloro che gli fanno spazio nel loro cuore e nella loro vita, nella consapevolezza che il male non lo si vince con il male, ma con l’umiltà, la misericordia e la mitezza”.

 

Papa Francesco: udienza, la speranza “non è un telefonino”. “Che bel saluto: Cristo è risorto!”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 10:19

“La nostra speranza non è un concetto, non è un sentimento, non è un telefonino, non è un mucchio di ricchezze: no, la nostra speranza è una Persona, è il Signore Gesù che riconosciamo vivo e presente in noi e nei nostri fratelli, perché Cristo è risorto”. Lo ha esclamato il Papa, durante l’udienza di oggi, dedicata alla speranza così come viene declinata nella prima lettera di Pietro. “Cristo è veramente risorto, e questo è un bel saluto da darci nei giorni di Pasqua”, ha detto a braccio Francesco: “Cristo è risorto, Cristo è risorto: ricordarci che Cristo è risorto, è vivo e abita in ciascuno di noi”. “I popoli slavi, invece di dire buongiorno, buonasera – ha proseguito il Papa sempre fuori testo – nei giorni di Pasqua si salutano con questo: Cristo è risorto, e sono felici di dirlo. E questo è il buongiorno e la buonasera che si danno: Cristo è risorto!”. “La prima lettera dell’apostolo Pietro porta in sé una carica straordinaria!”, ha esordito Francesco: “Riesce a infondere grande consolazione e pace, facendo percepire come il Signore è sempre accanto a noi e non ci abbandona mai, soprattutto nei frangenti più delicati e difficili della nostra vita”. “Ma qual è il segreto di questa Lettera?”, ha chiesto il Papa ai fedeli, a cui poi si è rivolto ancora a braccio: “Io so che oggi prenderete il Nuovo Testamento, cercherete la prima lettera di Pietro e la leggerete adagio adagio per capire il segreto e la forza di questa lettera”. “Il segreto sta nel fatto che questo scritto affonda le sue radici direttamente nella Pasqua, nel cuore del mistero che stiamo per celebrare, facendoci così percepire tutta la luce e la gioia che scaturiscono dalla morte e risurrezione di Cristo”, la risposta di Francesco: “È per questo che san Pietro ci invita con forza ad adorarlo nei nostri cuori. Lì il Signore ha preso dimora nel momento del nostro Battesimo, e da lì continua a rinnovare noi e la nostra vita, ricolmandoci del suo amore e della pienezza del suo Spirito. Ecco allora perché l’Apostolo ci raccomanda di rendere ragione della speranza che è in noi”.

 

 

Papa Francesco: udienza, anche un’orchestra tzigana tra i 15mila fedeli

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 09:53

C’è anche un’orchestra tzigana, oggi in piazza San Pietro, tra gli oltre 15 mila fedeli accorsi all’appuntamento del mercoledì con il Papa, che è arrivato puntuale sulla “papamobile” alle 9.30. Dopo l’udienza, l’orchestra darà un saggio della sua arte a Francesco, sotto la statua di San Pietro. Tra i fedeli presenti oggi, anche 150 familiari dei militari italiani che hanno perso la vita nelle missioni di pace, accompagnati dall’Ordinario militare, monsignor Santo Marcianò, una delegazione di ebrei della Slovacchia e la squadra di calcio dell’Ungheria. Durante il giro tra i vari settori della piazza, protagonisti come sempre i bambini, alcuni dei quali piuttosto recalcitranti a salutare il Papa, che li ha baciati e accarezzati come di consueto. Non è mancato lo “scambio dello zucchetto”, oltre ad una sosta per gustare una tazza di mate offertagli dalle transenne.

Ue: a Bruxelles una sessantina di edifici ospitano le istituzioni comunitarie. Ultimo arrivato l’Europa Building

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 09:35

(Bruxelles) Sono precisamente 59 gli edifici occupati dalle istituzioni Ue a Bruxelles, che caratterizzano il quartiere europeo nella capitale belga, attorno al Rond Point Schuman. A questi si aggiungono gli stabili che ospitano le rappresentanze degli Stati membri presso l’Ue, per un totale di un centinaio di edifici. Ai quali occorrerebbe aggiungere le sedi di tutte le rappresentanze diplomatiche di Paesi e organizzazioni terze presso l’Ue, compresa la nunziatura della chiesa cattolica. Lo si evince da una cartina pubblicata dal Consiglio europeo, dalla quale spiccano le tre sedi del Consiglio, quelle dell’Europarlamento, quelle di istituzioni consultive (Comitato economico e sociale, Comitato delle Regioni), la Banca europea degli investimenti, per non parlare dei quasi 40 indirizzi della Commissione europea (Palazzo Berlaymont, sedi distaccate delle direzioni generali…). L’ultimo edificio in ordine di tempo è proprio quello per le riunioni del Consiglio europeo (riunioni dei leader dei Paesi membri), denominato “Europa Building”, inaugurato con il summit di inizio marzo.

Parlamento Ue: Brexit, testo della risoluzione oggi al voto. “Regno Unito non avrà stessi vantaggi dei Paesi membri”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 09:13

(Strasburgo) Il testo della risoluzione comune che verrà votata oggi al Parlamento europeo (ne sono state presentate altre dalle forze politiche euroscettiche, con toni e contenuti decisamente differenti) è caratterizzato da verbi quali: “auspica”, “si rammarica”, “ribadisce”, “sottolinea”, “prende atto”, “osserva”. Vi si legge ad esempio che il Parlamento europeo “auspica” che “l’Unione europea e il Regno Unito instaurino un rapporto futuro che sia corretto, quanto più stretto possibile ed equilibrato in termini di diritti e obblighi”; al contempo “si rammarica per la decisione del governo del Regno Unito di non partecipare al mercato interno, allo Spazio economico europeo e all’Unione doganale”; “ritiene che uno Stato che recede dall’Unione non possa godere di vantaggi simili a quelli di cui gode uno Stato membro dell’Unione”. La risoluzione “ribadisce che l’adesione al mercato interno e all’unione doganale comporta l’accettazione delle quattro libertà, la competenza della Corte di giustizia dell’Ue, i contributi al bilancio generale e il rispetto della politica commerciale dell’Unione”; “sottolinea che il Regno Unito deve onorare tutti gli obblighi giuridici, finanziari e di bilancio, inclusi gli impegni a titolo dell’attuale quadro finanziario pluriennale, con scadenza anche oltre la data del recesso” (2019-2020).
Inoltre il Parlamento europeo, mediante la risoluzione sottoposta oggi al voto dell’aula – che peraltro potrebbe subire modifiche in base agli emendamenti – osserva “che un accordo sulle future relazioni tra l’Unione europea e il Regno Unito in quanto Paese terzo potrà essere concluso solo una volta che il Regno Unito si sarà ritirato dall’Unione europea”. Il Parlamento chiede che “lo status e i diritti dei cittadini dell’Ue27 residenti nel Regno Unito e dei cittadini del Regno Unito residenti nell’Ue27 sia soggetto ai principi di reciprocità, equità, simmetria e non discriminazione”. Fra gli innumerevoli problemi concreti da affrontare con il Brexit, il Parlamento europeo “chiede che si raggiunga quanto prima un accordo sul trasferimento della sede dell’Autorità bancaria europea e dell’Agenzia europea per i medicinali”, attualmente a Londra, “e che il processo di trasferimento sia avviato non appena possibile”.

Parlamento Ue: Brexit, testo della risoluzione oggi al voto. “Divorzio da Londra aiuti la riflessione sul futuro”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 09:11

(Strasburgo) Nove pagine, 16 “considerando”, 36 punti: è la proposta di risoluzione comune che giunge oggi al voto del Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo, “sui negoziati con il Regno Unito a seguito della notifica della sua intenzione di recedere dall’Unione europea”. La bozza è sottoscritta dai gruppi politici a vario titolo considerati “europeisti” presenti nell’Assemblea Ue, ovvero Popolari, Socialisti e democratici, Liberaldemocratici, Verdi, Sinistra unitaria, cui si aggiunge Danuta Maria Hubner, presidente della commissione per gli affari costituzionali del Parlamento Ue. Il testo viene posto al voto in vista del Consiglio europeo straordinario del 29 aprile, quando i 27 capi di Stato e di governo Ue daranno avvio alle procedure per il divorzio da Londra. La risoluzione intende porre i “pilastri” dei negoziati e gli obiettivi cui tendere, non senza trascurare una riflessione di rilievo (espressa nel considerando P): “Il recesso del Regno Unito dovrebbe spingere l’Ue27 e le istituzioni dell’Unione ad affrontare meglio le attuali sfide e a riflettere sul futuro e sugli sforzi da compiere per rendere il progetto europeo più efficace, più democratico e più vicino ai cittadini”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Siria, armi chimiche sulla popolazione? Mediterraneo, oltre 600 morti in tre mesi

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 09:00

Siria: attacco a Khan Sheikhun, usate armi chimiche? Accuse da Washington, Ue cerca soluzione politica

Hanno fatto il giro del mondo le immagine dei bambini ricoverati dopo l’attacco di ieri a Khan Sheikhun, nella Siria nord-occidentale, controllata dall’organizzazione Fatah al Sham. Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani vi sarebbero 60 morti, tra i quali 11 bambini, e un numero imprecisato di feriti (non meno di 150): si teme siano state usate armi chimiche. La pesante accusa cade sul regime di Assad e sull’alleato russo, che però smentiscono “categoricamente”. A rendere ancora più cupa la situazione, un secondo attacco contro un ospedale che stava portando cure mediche alle popolazioni colpite dal raid. Da Stati Uniti e Unione europea si chiede chiarezza, anche se Washington parla esplicitamente di “crimine di guerra”. Il Presidente Trump ha affermato: “L’attacco chimico contro degli innocenti in Siria, compresi donne e bambini, è riprovevole e non può essere ignorato dal mondo civilizzato”. Il commissario europeo per gli aiuti umanitari, Christos Stytlianides, alla conferenza internazionale sulla Siria in corso a Bruxelles (4-5 aprile), dove si cerca una posizione politica di mediazione tra le forze in campo e si accenna a una possibile futura ricostruzione, ha dichiarato: “Dopo 7 anni di guerra la situazione è tragica. I siriani ogni giorno vivono nella paura, nella disperazione e nell’agonia; gli sforzi di pace finora hanno fallito”. Stytlianides, dopo aver denunciato che in troppi casi viene ostacolata l’azione delle organizzazioni umanitarie sul territorio siriano, ha aggiunto, rivolgendosi ai siriani: “Non vi abbandoneremo”.

Mediterraneo: oltre 600 morti in tre mesi. Aumentano gli arrivi in Italia

Sono “almeno 663 i migranti e rifugiati morti dall’inizio del 2017 nel Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere l’Europa”: il dato proviene dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), diffuso ieri a Ginevra. La stessa fonte rileva che gli arrivi sulle sponde europee del Mediterraneo, provenienti da Africa e Medie Oriente sarebbero 29.369, l’80% dei quali in Italia (oltre 24mila migranti), il rimanente in Grecia e Spagna. Gli arrivi sarebbero in aumento rispetto al 2016: almeno il 25% in più, secondo Oim. Lo scorso anno gli sbarchi in Italia furono 181mila, per quest’anno se ne prevedono, secondo i flussi attuali, circa 200mila.

Venezuela: lacrimogeni e cariche contro i manifestanti che difendono il parlamento

Le forze armate filo-governative del Venezuela hanno aperto il fuoco, ieri, contro la folla che manifestava per “il ripristino delle regole democratiche”. Un corteo delle forze di opposizione, che protestano contro l’esautoramento delle prerogative del parlamento, era stato vietato. Giunta nelle vie centrali della capitale, la manifestazione è stata presa di mira con lacrimogeni, idranti e successive cariche. Numerosi i feriti.

Ungheria: parlamento contro la Central European University. “Chiudere l’università di Soros”

Neppure le proteste e gli appelli internazionali, soprattutto da Unione europea e Stati Uniti, hanno fermato il parlamento ungherese e il leader nazionalista Viktor Orban: l’assemblea nazionale di Budapest ha infatti votato la legge che punta a chiudere la Central European University (Ceu), istituita dal miliardario filantropo americano George Soros nella capitale del Paese. Secondo la normativa, la Ceu non potrà più iscrivere nuove matricole dal 2018 e dovrà comunque chiudere i battenti entro il 2021. L’accusa di Orban e della sua maggioranza parlamentare sostiene che con la Ceu, Soros intende influenzare la politica in Ungheria “attraverso organizzazioni pseudo-civiche che in realtà agiscono come agenti stranieri”, ostacolando la democrazia ungherese. La Commissione Ue da Bruxelles “segue con preoccupazione” gli sviluppi nel Paese, e da Strasburgo, dove è in corso la plenaria dell’Europarlamento, si levano diverse voci secondo cui l’Ungheria sta “calpestando la libertà di espressione e la stessa democrazia”.

Francia: dibattito televisivo tra 11 candidati alle presidenziali. Al centro dell’attenzione nazionalismo ed Europa

Nuovo dibattito televisivo, ieri sera in Francia, che questa volta ha visto partecipare gli 11 candidati alle presidenziali, che si terranno a fine aprile. Protagonisti indiscussi Le Pen, Macron e diversi leader di formazioni nazionaliste, che hanno dato vita a un dialogo a tratti confuso e feroce. Emmanuel Macron, candidato in ascesa, ha accusato in particolare Marine Le Pen affermando: “Nazionalismo vuol dire guerra. Lei sta riproponendo le stesse bugie che abbiamo sentito per quarant’anni da suo padre”. Al centro delle discussioni l’Europa e il futuro “sovranista” della Francia, ma anche temi legati all’economia, alla sicurezza e alla politica estera.

Economia: Presidente Mattarella inaugura il Salone del mobile di Milano

“La formula vincente del made in Italy e del made by Italy, che sa mettere insieme l’esportazione di nostri prodotti e l’affermazione nel mondo di tecnologie, materie prime, approccio ai mercati, stile di vita italiani incalza il sistema delle imprese in tutti i settori e interpella il sistema pubblico perché sappia essere di efficace sostegno”. Lo ha affermato ieri il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto a Milano all’inaugurazione del salone del Mobile. “La consapevolezza del nostro valore e delle energie che sappiamo mettere a sistema, espressa con misura e pacatezza, in un contesto internazionale in cui affiorano elementi di instabilità, può far sì – secondo Mattarella – che ripresa economica e ripresa civile possano saldamente coincidere”.

+++ Attentato San Pietroburgo: card. Bagnasco, risposta europea è “più intelligence” ma soprattutto “recupero ideali e valori legati a storia e vocazione” +++

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 20:00

Vigilanza sempre più alta e più stretta collaborazione tra intelligence; recupero degli ideali e dei valori europei. Su questo duplice livello dovrebbe declinarsi la risposta del Vecchio Continente al terrorismo. Lo ha detto al Sir il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, dopo la conclusione della Messa di Pasqua celebrata questa sera nel Centro italiano di solidarietà don Mario Picchi (Ceis) di Roma. Commentando l’attentato di ieri nella metropolitana di San Pietroburgo che ha provocato 14 morti e 45 feriti, 13 dei quali molto gravi, il porporato ha anzitutto espresso sentimenti di “dolore, sofferenza e vicinanza alle vittime per cui preghiamo, per le loro famiglie e per questi popoli e Paesi così colpiti”. Quanto alla risposta dell’Europa al terrorismo “è a diversi livelli”, ha osservato. Anzitutto “quella più immediata costituita dai servizi di intelligence, dalla vigilanza sempre più alta ma soprattutto dalla collaborazione tra le diverse intelligence, cosa che sta avvenendo ormai da anni ma che evidentemente deve continuamente crescere”. La “risposta più ampia” è invece “di carattere culturale: in sostanza o l’Europa recupera una cultura alta, densa, ricca di ideali nobili, di valori autentici, alti e non al ribasso, ma secondo la sua storia, la sua vocazione, la sua origine cristiana, o altrimenti è una cultura vuota”. “E il vuoto – il monito di Bagnasco – lo riempie qualcuno, anche ideologie che sono certamente assurde come questa dell’Is, del terrorismo, ma che tuttavia possono suggestionare chi è labile nella propria psicologia oppure chi è vuoto nella propria anima”. Quale il ruolo del dialogo? “Per dialogare – replica il cardinale – bisogna essere in due, almeno, e bisogna che tutti e due abbiano qualcosa di serio, di importante da dire altrimenti non è un dialogo; è un assorbimento. Ma l’Europa su questo ci sente davvero poco”.

Notizie Sir del giorno: Papa Francesco su Populorum progressio, attentato a San Pietroburgo, Giovanni Sartori, 8×1000 Cei

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 19:30

Papa Francesco: “integrare i diversi popoli della terra”

“Integrare i diversi popoli della terra”. È questo, per il Papa, il primo imperativo da raccogliere, a 50 anni dalla Populorum progressio. Ricevendo oggi in udienza i partecipanti al Convegno promosso dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale nel 50° anniversario dell’enciclica di Paolo VI, Francesco ha ricordato che “il dovere di solidarietà ci obbliga a cercare giuste modalità di condivisione, perché non vi sia quella drammatica sperequazione tra chi ha troppo e chi non ha niente, tra chi scarta e chi è scartato”. “Solo la strada dell’integrazione tra i popoli consente all’umanità un futuro di pace e di speranza”, ha ammonito il Papa. (clicca qui)

Attentato a San Pietroburgo: mons. Pezzi (Mosca), “Dio liberi la Russia e il mondo dal male del terrorismo”

“Profondo dolore”. È quanto esprime a nome di tutti i vescovi cattolici della Russia monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca, in seguito alla strage di ieri nella metropolitana di san Pietroburgo. Un vagone della linea blu del metrò è stato sventrato da un’esplosione mentre percorreva il tratto fra le stazioni Tekhnologicheskiy Institut e Sennaya Ploshchad. Il bilancio delle vittime – confermato dal ministero della Salute – è di 14 persone. “Con profondo dolore – dice da Mosca mons. Pezzi – ho appreso del terribile attentato terroristico di San Pietroburgo” che ha sconvolto il Paese. “Insieme a tutti i fedeli cattolici e credenti di altre confessioni e religioni, mi appello a Dio in fervente preghiera per la liberazione in Russia e in tutto il mondo dal male del terrorismo”. (clicca qui)

Morte Giovanni Sartori: Padula (Aiart), “un intellettuale libero e originale, straordinario lettore della realtà, capace di analisi illuminanti”

“Un intellettuale libero e originale, straordinario lettore della realtà, capace di analisi illuminanti che spaziavano dalla politica (suo primario ambito d’indagine) ai media”. È stato questo Giovanni Sartori, il politologo scomparso oggi a Firenze all’età di 93 anni, come scrive Massimiliano Padula, presidente dell’Aiart (l’associazione dei telespettatori e dei cittadini mediali), in una nota inviata al Sir. “Sartori – aggiunge Padula – ha avuto il pregio di interpretare la società e tutti i suoi fenomeni in modo del tutto personale”. (clicca qui)

Lefebvriani: concessa la facoltà di celebrare i matrimoni dei loro fedeli

Oltre a confessare i fedeli, d’ora in poi i membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X potranno anche celebrare i matrimoni dei loro seguaci. È la novità della lettera inviata dalla Commissione Ecclesia Dei ai vescovi, in modo da “rimuovere disagi di coscienza” in tali fedeli e “incertezza circa la validità del sacramento del matrimonio”, e con l’auspicio che “si possa affrettare il cammino verso la piena regolarizzazione istituzionale”. “Sono in corso da tempo diversi generi di incontri e iniziative intenti a riportare nella piena comunione la Fraternità Sacerdotale San Pio X”, si legge nella lettera firmata dal cardinale Gerhard Müller, presidente della citata Commissione. (clicca qui)

Alluvioni in Perù: Cei, 200mila euro dai fondi dell’8xmille per fornire assistenza alle popolazioni

La presidenza della Cei ha destinato 200mila euro, dai fondi dell’8xmille, per fornire assistenza alle popolazioni colpite dalle alluvioni che in questi giorni hanno flagellato il Perù. La somma, attraverso Caritas Italiana, sarà impiegata per distribuire kit per l’igiene personale e generi alimentari a 1.715 famiglie particolarmente bisognose. Ne dà notizia l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali (Ucs) con un comunicato diffuso oggi. Secondo i dati ufficiali del “Centro de operaciones de emergencia national”, ricorda l’Ufficio Cei, “si contano 90 morti e 860mila persone in stato di emergenza. I più colpiti dalla furia delle acque sono i poveri che abitano lungo l’alveo dei fiumi straripati. Il bilancio dei danni conta più di 14mila abitazioni collassate e altrettante dichiarate inagibili, 40 scuole e 13 centri sanitari cancellati”. (clicca qui)

Donna uccisa a Caltagirone: mons. Peri (vescovo), con fiaccolata stasera un “no” a ogni forma di violenza. “Non assuefarsi al femminicidio”

La morte di Patrizia Formica, uccisa nella notte tra domenica 2 e lunedì 3 aprile a Caltagirone, troverà questa sera una “risposta unanime e responsabile” nella fiaccolata organizzata dalla comunità cristiana calatina “per lei e per tutte le altre donne vittime di violenza”. Con la preghiera la diocesi risponde al brutale omicidio della donna di 47 anni, accoltellata dal compagno che, pare, volesse interrompere la loro storia. A fissare l’appuntamento è il vescovo, mons. Calogero Peri, che in una nota a sua firma spiega che “lungo il percorso, dalla parrocchia San Pietro, riferimento per la famiglia di Patrizia, attraverso via Roma e fino alla cattedrale, il corteo si snoderà silenziosamente, per opporre alla sofferenza e allo sgomento che pervade l’anima dei congiunti, degli amici e della intera cittadinanza un segnale forte di prossimità e solidarietà, che dica coralmente un ‘no’ deciso a ogni forma di violenza”. (clicca qui)

Colombia: frana su Mocoa. Mons. Henao Gaviria (Caritas), “ancora tanti dispersi, 300 famiglie sono senza casa”

“È la più grande calamità naturale dei tempi recenti accaduta in Colombia”. Lo dice al Sir il direttore del Segretariato Caritas-Pastorale sociale della Chiesa colombiana, mons. Héctor Fabio Henao Gaviria, a proposito di quanto accaduto a Mocoa, nel dipartimento meridionale del Putumayo, dove la città è stata sepolta da una valanga di fango e detriti, provocata dallo straripamento dei tre fiumi che passano vicino alla zona. “La situazione è drammatica, il numero delle vittime aumenta, ci sono ancora tanti dispersi, 300 famiglie sono senza casa, molte persone hanno perso tutto quello che avevano. Inoltre i cadaveri sono a cielo aperto, in attesa di identificazione. Si sta procedendo ora a stilare un registro delle vittime, va data loro cristiana sepoltura”. (clicca qui)

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