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Austria: una pièce teatrale sulla storia di “Papa Gruber”, “il Cristo all’Inferno” del lager di Gusen

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 14:32

La storia della vita del sacerdote martire Johann Gruber (1889-1944), ucciso nel lager secondario di Mauthausen-Gusen sarà presto messa in scena in un pièce teatrale che verrà rappresentata presso la cattedrale di Santa Maria di Linz. La rappresentazione “Il caso Gruber”, scritta da Thomas Linzer, verrà messa in scena il 24 e 25 giugno, e rientra nelle commemorazioni annuali per la liberazione del campo di concentramento di Mauthausen, presso il quale già nei giorni scorsi il vescovo di Linz, mons. Manfred Scheuer, ha ricordato l’eroica figura di “Papa Gruber”. Johann Gruber, divenuto sacerdote nel 1934, fu uno dei più importanti oppositori del regime nazista e per la sua attività di assistenza ed educazione continua, nonostante le minacce, venne arrestato dalla Gestapo nel 1938 e internato nel campo di Gusen. Nel lager, a rischio continuo della vita, costruì un’organizzazione di mutuo soccorso, che era aperta a tutti, credenti e atei, si prese cura dei detenuti in difficoltà con l’abbigliamento, inventò la “Gruber zuppa”, cioè un pasto supplementare segreto per malati e bambini, creò una scuola per i bambini e un servizio di informazioni. Le testimonianze riportano che grazie a Gruber molte persone ebbero salva la vita. Il 7 aprile 1944, Venerdì Santo, il sacerdote, dopo giorni di terribili torture venne assassinato. Tra le persone che salvò molti erano prigionieri politici socialisti e atei. Anche grazie a loro dal 1988 vengono raccolte le testimonianze per l’avvio della causa di beatificazione del “Cristo all’Inferno”, come era chiamato Gruber nel Lager.

Fascismo: speciale Tg2000 svela inventario saccheggio santuario Debre Libanos

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 14:21

“Un tappeto persiano usato dimensione approssimativa m. 2,60 x 1,40” comincia così “l’elenco degli oggetti rinvenuti nella chiesa santuario di Taclé Haimanot in Debra Libanos”. Un burocratico inventario del saccheggio ordinato dal generale Maletti nella cittadella conventuale etiopica, poche ore prima del massacro, cominciato il 21 maggio 1937. Questo documento inedito, insieme ad altri relativi alla strage, verrà mostrato nel corso dello speciale Tg2000, il telegiornale di Tv2000, in onda domani 20 maggio alle 20.45, alla vigilia dell’ottantesimo anniversario del massacro di Debre Libanos per mano fascista, in un’inchiesta storica firmata da Antonello Carvigiani, con la regia di Andrea Tramontano e a cura di Dolores Gangi. Lo speciale è condotto in studio da Nicola Ferrante, con la partecipazione di Marco Impagliazzo, storico e presidente della Comunità di Sant’Egidio, da sempre impegnata sui temi della cooperazione internazionale e dell’ecumenismo. Domenica 21 maggio alle 18.50, inoltre, Tv2000 riproporrà il docufilm “Debre Libanos” che ha riscontrato grande successo tra gli storici, gli addetti ai lavori ma anche tra il grande pubblico.
Oltre ai raffinati tappeti (una ventina) vengono censiti e portati via preziose croci, coppe, calici, vassoi, anfore e poi, ancora, piviali, paramenti sacerdotali e per gli altari, sigilli, libri sacri, tavole scolpite. E anche quattro mitre di metallo dorato. Dalla chiesa di Mascal Biet, viene razziata una “croce in legno scolpito”, che – scrivono i militari italiani – “sarebbe caduta dal cielo in Debre Libanos, e perciò oggetto di particolare venerazione”.
Esattamente 80 anni fa, si consuma, in Etiopia la più grande strage di cristiani mai avvenuta in Africa. A compierla, i militari italiani del generale Pietro Maletti, su ordine del viceré Rodolfo Graziani. Duemila tra sacerdoti, monaci, diaconi e pellegrini ortodossi del monastero di Debre Libanos vengono fucilati perché ritenuti coinvolti, sulla base di vaghi indizi, in un attentato contro Graziani.
Oltre alla ferita inferta con l’uccisione di tanti innocenti, ce ne è un’altra. È quella dei beni saccheggiati nel monastero, il più importante centro di spiritualità del cristianesimo etiopico. Oggetti sacri di incommensurabile valore economico, artistico e simbolico, di cui la comunità monastica di Debre Libanos chiede, da tempo, con forza, la restituzione come passo concreto verso la pacificazione.
Finora non era stato possibile capire con precisione quali beni fossero stati saccheggiati da Maletti. Ora, grazie ad un documento recuperato da Tv2000 si è riusciti a fare chiarezza.
L’elenco ufficiale di questi oggetti, è stato stilato da una commissione formata ad hoc e composta dal maggiore Massimo Taggi, dal capitano Spartaco Montuori e dal capitano dei carabinieri Luigi Romerio per “accertare e depositare a verbale – si legge nel documento – i valori e gli oggetti sacri di qualche importanza raccolti nelle chiese di Taclé Haimanot e di Mascal Biet”.

Fondazione Centesimus Annus: Ernie Allen (Icmec), “combattere l’economia ombra”

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 14:02

“150 miliardi di dollari a livello globale è il giro d’affari prodotto dal traffico di esseri umani”. Lo ha detto questa mattina Ernie Allen, presidente emerito del Centro internazionale per i bambini scomparsi e sfruttati (Icmec), nel corso della seconda ed ultima giornata di lavori della conferenza internazionale della Fondazione Centesimus Annus pro Pontifice su “Alternative costruttive in una fase di sconvolgimenti globali”. Occorre porre “particolare attenzione all’economia ombra, al fenomeno del trasferimento dei fondi che avviene in questo settore anche grazie all’uso del lato oscuro di internet dove è facile agire mantenendo l’anonimato”, ha detto Allen. La cosiddetta moneta virtuale o criptovaluta è un mezzo di scambio usato a livello mondiale per trasferire denaro rimanendo non identificabili. “Questo tipo di transazioni sono il mezzo per pagare anche lo sfruttamento di bambini e lo scambio d’immagini on line” ha fatto notare Allen, il quale ha sottolineato che in 30 anni il Centro internazionale ha gestito 1 milione di denunce l’anno per 25 milioni d’immagini e video, intercettati da polizia e procuratori.

Israele: ministero Turismo, turisti in aumento del 38% rispetto al 2016

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 13:45

Ad aprile 2017 Israele ha visto l’arrivo di 349.000 turisti, con un aumento del 38% rispetto all’anno precedente facendo registrare introiti per 6 miliardi di Nis (€ 1.518.890.000 circa). Nel periodo gennaio-aprile 2017, si registrano 1.09 milioni di ingressi, un aumento del +28% rispetto al 2016. Lo rende noto il ministero del Turismo israeliano che per bocca del suo ministro, Yariv Levin, spiega che tali risultati “dimostrano i progressi fatti nell’industria del turismo e il contributo notevole che porta all’economia e alla forza lavoro in Israele. Si tratta di una tappa importante che è parte di un tendenza positiva che ha ormai scavalcato i risultati di più di un anno e mezzo fa”. Per quello che riguarda, invece, i turisti italiani, ad aprile 2017, sono stati 10.200, il 47% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; mentre se si considera il primo quadrimestre (gennaio – aprile) sono 30.700 gli italiani che hanno visitato Israele, in crescita del 34% rispetto allo scorso anno. Secondo il direttore generale per l’Italia dell’ufficio nazionale israeliano del turismo, Avital Kotzer Adari, “il mercato italiano è di grande importanza per Israele e l’attrazione che la nostra terra esercita sugli italiani si riconferma forte e in continua crescita. Sia che si voglia creare un viaggio dedicato allo spirito, allo sport, alla movida, alla scoperta della natura, Israele permette di sperimentare tutti questi aspetti”. Sono 309.000 i turisti che hanno raggiunto il paese in aereo, un aumento del 36% rispetto ad aprile 2016 e del 21% rispetto ad aprile 2015. 40.000 turisti hanno raggiunto Israele via terra, di cui 34.000 attraverso la Giordania e circa 6.000 dall’Egitto: un aumento del +56% rispetto ad aprile 2016 e del +22% rispetto ad aprile 2015. Sono stati circa 24.000 i visitatori giornalieri ad aprile 2017, in aumento del +27% rispetto ad aprile 2016 e del +13% rispetto ad aprile 2015.

Giornali Fisc: “Il Popolo” (Tortona), uno “Speciale Giro d’Italia” di 8 pagine per le tappe della corsa nelle terre di Fausto Coppi

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 13:43

In occasione della 14ª e della 15ª tappa del Giro d’Italia che, tra oggi e domani porteranno la “corsa rosa” nelle terre natali di Fausto Coppi, il settimanale diocesano tortonese “Il Popolo” dedica all’evento uno “Speciale Giro d’Italia” di 8 pagine. Oltre a “tutto ciò che c’è da sapere sulle tappe tortonesi” con gli orari di arrivo, oggi a Tortona, e di partenza, domani da Castellania, lo speciale presenta un’intervista a Evgenij Berzin, il “russo di Broni” che ha vinto il Giro nel 1994, e diversi articoli dedicati a Fausto Coppi. Le pagine centrali propongono il rapporto del campione di Castellania con “Il Popolo” con la riproduzione di “tutti gli articoli che hanno raccontato gli esordi del ciclista, le sue vittorie, i suoi incidenti, l’amore dei tifosi”. Spazio poi alle testimonianze di chi ha conosciuto Coppi personalmente come il gregario Pietro Moratto e il venditore di biciclette Mario Meazzo. Viene anche riproposto lo scritto di mons. Lorenzo Ferrarazzo, già cappellano dell’ospedale e direttore de “Il Popolo”, che di Coppi fu amico fin dai tempi delle sue prime pedalate. Lo speciale si chiude con una pagina dedicata alle lettere che i bambini di tutta Italia scrivevano al loro beniamino.

Germania: mons. Schick (Dbk), il 24 maggio uniti in preghiera con i cristiani cinesi

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 13:11

“Nostra Signora di Sheshan, sostieni l’impegno di quanti in Cina, tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, ad amare, affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesù”: con la pubblicazione online della preghiera che il Papa emerito Benedetto XVI, nel 2008 dedicò alla Madre della Cina e di tutta l’Asia, la Conferenza episcopale tedesca (Dbk), invita i cattolici della Germania a unirsi alla preghiera per i cristiani cinesi, che si celebrerà il 24 maggio. Il presidente della Commissione per la Chiesa internazionale della Dbk, l’arcivescovo di Bamberga, mons. Ludwig Schick, ricorda che “gli attuali negoziati tra i rappresentanti della Santa Sede e la Cina sono in una fase molto importante”. Per l’arcivescovo, “la salvaguardia e l’unità della Chiesa sono legate al Papa, ed il diritto canonico indica che è il successore di Pietro a nominare liberamente, in tutto il mondo, i vescovi, e può comunicare liberamente con tutte le Chiese”. Per quanto riguarda la nomina dei vescovi, a quanto pare è in via di realizzazione un consenso tra Santa Sede e governo cinese “che potrebbe rivelarsi una pietra miliare sulla strada per risolvere le altre questioni in sospeso che sono importanti per la Chiesa in Cina”, sottolinea l’arcivescovo. Tra le questioni irrisolte c’è il riconoscimento da parte del governo di più di 30 vescovi cattolici validamente ordinati in Cina, e lo status dei vescovi consacrati dall’Associazione patriottica cattolica cinese senza l’approvazione della Santa Sede.

Rai Due: “Sulla via di Damasco”, domani puntata sui “Martiri della giustizia”

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 12:52

Sarà dedicata ai “Martiri della giustizia” la puntata di “Sulla via di Damasco”, in onda sabato 20 maggio, alle 7.45 su Rai Due. Il programma, firmato da mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti, parlerà degli “eroi del nostro tempo che hanno pagato con il sacrificio della vita il loro impegno contro le mafie”. Ospite in studio Paolo Borrometi, giornalista e scrittore, “protagonista – si legge in una nota – di alcune roventi inchieste su connivenze tra mafie e colletti bianchi in provincia di Ragusa, costretto ad una vita blindata e sotto scorta a seguito di reiterate intimidazioni, percosse e minacce di morte”. In apertura, verrà proposto un estratto del colloquio tra Rita Borsellino e mons. D’Ercole, all’indomani dell’attentato di via D’Amelio, con la ricostruzione di un profilo inedito dell’uomo Paolo Borsellino, prima ancora che del magistrato. A seguire il ricordo di don Pino Puglisi e don Beppe Diana, “impavidi sacerdoti di strada – prosegue la nota – che hanno affrontato fino al martirio la dittatura della criminalità organizzata, il primo in Sicilia, l’altro in Campania. Un impegno testimoniato da chi li ha conosciuti ed incontrati durante la loro missione sacerdotale al servizio del popolo e contro il potere ingiusto e violento delle mafie”. In chiusura, alcuni passaggi dell’omelia pronunciata nel 2014 da Papa Francesco nella piana di Sibari, in Calabria, quando affermò che “la ‘ndrangheta è adorazione del male e disprezzo del bene comune”, spronando la Chiesa ad opporsi a quel male con la forza del bene, mettendo al primo posto le necessità degli ultimi.

Comunicazione: Fabris (Università Pisa), “è autentica quando verificabile” e “credibile”

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 12:38

“La comunicazione può essere detta autentica se è anzitutto una comunicazione di cose che sono autentiche, cioè vere e che si possono verificare. Ma nel caso qualcosa non possa essere verificato, bisogna dare fiducia e credito ad altre persone. E quindi la comunicazione autentica è basata sulla credibilità di chi sta comunicando, basata sull’autenticità delle persone”. Lo ha affermato Adriano Fabris, docente all’Università di Pisa, nel corso della quarta diretta del percorso di #incontriweca “Comunicare speranza e fiducia”. Parlando di “Comunicazione autentica”, Fabris si è soffermato anche sulla “spettacolarizzazione dell’autenticità”, cioè “l’esibizione di quello che si è, si pensa, ciò in cui si crede” a cui “i social hanno dato un grande contributo”. “Alcuni studiosi – ha spiegato – recentemente l’hanno chiamata ‘autenticismo’, proprio per distinguerla dal significato originario, buono e vero di autenticità”. “L’autenticismo è qualcosa che fa finta di esprimere pubblicamente se stesso, ma esprime, vende e spettacolarizza quella parte di se stesso che serve sempre di più per vendere un proprio prodotto, una propria opinione o, magari, vincere le elezioni”, ha aggiunto Fabris, ammonendo che “bisogna stare attenti e diffidare di chi in tono apparentemente autentico va in giro dicendo di detestare la retorica”. L’ultimo appuntamento, dei cinque in calendario, è in programma per mercoledì 24 maggio, alle 18.30, con Alessandra Carenzio e don Marco Rondonotti del Cremit dell’Università Cattolica sul tema “Proposte e strumenti per una nuova cultura dell’informazione”.

Iraq: Acs, ricostruire i villaggi cristiani della Piana Ninive. L’opera del “Nineveh Reconstruction Committee”

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 12:34

Sacerdoti impegnati come ingegneri, architetti e geometri. Accade nella Piana di Ninive dove opera il “Nineveh Reconstruction Committee” (Nrc), organismo creato da Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) per coordinare la ricostruzione dei villaggi della Piana distrutti dall’Isis. A riguardo Acs ha messo in campo un vero e proprio “Piano Marshall” che prevede un impegno finanziario di oltre 250mila dollari, di cui 450mila già messi a disposizione dalla Fondazione pontificia. Nel villaggio di Qaraqosh le case dei cristiani da ricostruire sono 6.727, 115 delle quali totalmente distrutte. La ricostruzione è stata attentamente pianificata. Per riparare una casa incendiata servono 25mila dollari, mentre per una totalmente distrutta ne occorrono almeno 65mila. “Abbiamo classificato le diverse abitazioni e cominceremo a ricostruire da quelle parzialmente danneggiate, così da permettere alle famiglie di rientrarvi al più presto”, dichiara ad Acs padre George Jahola, sacerdote membro del Nineveh Reconstruction Committee. La Chiesa ha coinvolto 40 ingegneri volontari e oltre 200 operai. “Ci stiamo concentrando sui villaggi che sono stati per meno tempo nelle mani dello Stato Islamico”, spiega padre Salar Boudagh, vicario generale della diocesi di Alqosh e membro dell’Nrc. “A Telskuf e Bakofa la ricostruzione richiederà meno tempo, al contrario di Badnaya, dove oltre l’80 percento delle case è stato distrutto”. Il sacerdote riferisce come prima dell’arrivo di Isis, 1450 famiglie vivessero a Telskuf, 110 a Bakofa, 950 a Badnaya, più di 700 a Telkef e 875 a Karemles. “La prima condizione per il ritorno di queste famiglie è la sicurezza e fortunatamente quest’area è pattugliata dalla Zeravani, una milizia cristiana di cui ci fidiamo ciecamente”.

Diocesi: Cosenza, da domenica 21 maggio la “Festa delle Migrazioni 2017” con una settimana di eventi

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 12:28

Nell’ambito del progetto di animazione territoriale “Per una globalizzazione delle differenze”, finanziato da Fondazione Migrantes, domenica 21 maggio prenderà il via, a Cosenza, la “Festa delle Migrazioni 2017 – Settimana di arte, sport, musica, cucina, teatro e cultura” organizzata dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Cosenza-Bisignano. Alle 19, presso la parrocchia di Sant’Aniello, si terrà la tavola rotonda “Ero straniero e mi avete accolto – Il nuovo contesto normativo tra populismo e accoglienza”. Moderati da Alfonso Senatore, interverranno il magistrato Biagio Politano, l’avvocato, Eugenio Naccarato, e Pino Fabiano, direttore dell’Ufficio Migrantes. Le conclusioni saranno affidate al vicario episcopale per l’Area sociale, don Giacomo Tuoto. Martedì 23 si svolgeranno invece le “Olimpiadi dei popoli” con la partecipazione di richiedenti asilo e rifugiati ospitati nei centri d’accoglienza e negli Sprar presenti in diocesi. Giovedì 25, dalle 9.30 gli studenti dell’Istituto Comprensivo Spirito Santo parteciperanno allo spettacolo teatrale “Se son rose – Una storia che s-confina delicatamente” dell’associazione “Zahir”. Sarà inoltre allestita la mostra fotografica “Non sono razzista. Ma….” messa a disposizione dall’associazione multietnica “La Kasbah”. Sabato 27, alle 11, si aprirà la mostra “Partenze”, di padre Anselmo Perri mentre in serata piazza Skanderberg ospiterà l’incontro “I popoli insieme per la pace”. Conclusione, domenica in piazza Loreto, con la “Festa delle Migrazioni” organizzata da Migrantes in partnership con parrocchia di Loreto, Acli, Moci, Stella Cometa e le comunità straniere. Dalle 17 canti, musica, danze e cucina dal mondo, poi, alle 20, l’incontro delle comunità con l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Francesco Nolè che precederà il concerto della band multietnica “Dunia”.

Papa Francesco: pellegrinaggio militare Lourdes, “pace è dono che gli uomini non devono mai smettere di chiedere”

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 12:18

“In questi tempi travagliati è essenziale ricordare che la pace è un dono che gli uomini non devono mai smettere di chiedere” a Dio. Lo scrive Francesco, in un messaggio rivolto ai partecipanti al 59° pellegrinaggio militare internazionale a Lourdes (18-22 maggio), dal tema: “Dona a noi la pace”. Nel messaggio, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, il Pontefice ringrazia tutti coloro che operano per “il ripristino o il mantenimento della pace nel mondo” e invita a pregare per la riconciliazione, ricordando “che Dio risponde sempre a questa preghiera dei suoi figli” e “risponde concretamente, suscitando artigiani di pace, di fraternità, di solidarietà”. Di qui l’esortazione del Pontefice ai militari affinché guardino a Cristo per vincere “il male e l’odio” e ad essere “veri testimoni della verità”. Il Papa, infine, esprime vicinanza e sostegno a tutti coloro che sono sotto le armi, “specialmente in condizioni di pericolo”, e affida tutti alla protezione della Madonna di Lourdes. Tra i partecipanti al pellegrinaggio anche 4.000 militari italiani. Per loro l’ ordinariato militare per l’Italia ha organizzato, per sabato 20, “Insieme per la pace”, un momento di festa che Tv2000 trasmetterà a partire dalle 21.15. La serata, aperta dalle note della banda musicale della Guardia di Finanza, avrà come filo conduttore l’opera svolta dai militari in Italia e nel mondo attraverso il racconto di storie di vita di alcuni di essi. Queste storie saranno intervallate da letture scelte e esibizioni di alcuni artisti italiani conosciuti dal grande pubblico. Sul palco i cantanti Teresa De Sio, Amara, Paolo Vallesi, Matthew Lee, Andrea D’Alessio e l’attore Mauro Serio.

Obolo di San Pietro: un profilo anche su Facebook

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 12:16

L’Obolo di San Pietro anche su Facebook. Ne dà notizia oggi la sala stampa vaticana con un comunicato della Segreteria di Stato. Dopo l’apertura dei profili Twitter e Instagram, l’Obolo sarà anche su Facebook prima con una pagina in lingua italiana e successivamente con le versioni in spagnolo e inglese, la cui messa online è prevista per i mesi di settembre e ottobre. “L’obiettivo – si legge nella nota – è creare uno spazio virtuale aperto a tutti per condividere e far conoscere le opere di carità sostenute da questa secolare iniziativa. La scelta di utilizzare il social network più diffuso al mondo ha un duplice obiettivo. Da un lato creare una comunità aperta a tutti dove l’utilizzo di Facebook è capillarmente diffuso a cominciare dall’Italia; dall’altro condividere e raccontare l’attività di questo secolare Ufficio di solidarietà”. L’Obolo di San Pietro, su Facebook, sottolinea la Segreteria di Stato, “intende favorire il dialogo con tutte quelle persone che hanno un intento comune, aiutare i più bisognosi e sostenere concretamente le opere di carità. Da secoli, infatti, l’Obolo di San Pietro è impegnato a sostenere piccoli e grandi progetti in tutto il mondo, come l’ampliamento dell’Istituto ‘Filippo Smaldone’ per bambini poveri e audiolesi di Kigali in Rwanda; l’assegnazione di dieci borse di studio per aiutare i giovani sfollati universitari del Kurdistan irakeno o l’apertura di una nuova scuola primaria per i bambini dalit in India. Di queste e di altre opere di carità, e delle iniziative che attendono l’Obolo di San Pietro si parlerà con approfondimenti e notizie in continuo aggiornamento sulla pagina Facebook ‘Obolo di San Pietro’, ricordando che, tradizionalmente, la colletta ha luogo in tutto il mondo cattolico, a seconda delle diocesi, o il 29 giugno Solennità dei Santi Pietro e Paolo o la domenica più vicina a tale Solennità”. Come nel caso del sito e dei profili già attivi sulle altre piattaforme social, si precisa nel comunicato, “anche questa iniziativa è nata per volontà della Santa Sede e come frutto di una stretta collaborazione fra la Segreteria di Stato, la Segreteria per la Comunicazione e il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano”. Per ulteriori informazioni: www.obolodisanpietro.va

Papa Francesco: a Santa Marta, la vera dottrina unisce, l’ideologia divide

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 11:54

La vera dottrina unisce, invece l’ideologia divide: è quanto ha detto il Papa nell’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta, svolgendo la sua riflessione sul cosiddetto Concilio di Gerusalemme che, intorno al 49, decise come i pagani convertiti al cristianesimo non dovessero circoncidersi secondo quanto richiedeva la Legge mosaica. Due i gruppi di persone descritti nel racconto degli Atti degli Apostoli: chi faceva “discussioni forti” ma con “buono spirito” e “chi faceva confusione”: “Il gruppo degli apostoli che vogliono discutere il problema e gli altri che vanno e creano problemi, dividono, dividono la Chiesa, dicono che quello che predicano gli apostoli non è quello che Gesù ha detto, che non è la verità”.
Gli apostoli discutono tra loro e alla fine si mettono d’accordo: “Ma non è un accordo politico – ha osservato Francesco -, è l’ispirazione dello Spirito Santo che li porta a dire: niente cose, niente esigenze. Soltanto, questi che dicono: non mangiare carne in quel tempo, la carne sacrificata agli idoli perché era fare comunione con gli idoli, astenersi dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime”. Il Papa ha sottolineato la “libertà dello Spirito” che mette “d’accordo”: i pagani possono entrare nella Chiesa “senza passare per la circoncisione”. Si è trattato in fondo di un “primo Concilio” della Chiesa – “lo Spirito Santo e loro, il Papa con i vescovi, tutti insieme” – riunito “per chiarire la dottrina” e seguito, nei secoli, ad esempio da quello di Efeso o dal Vaticano II, perché “è un dovere della Chiesa chiarire la dottrina” affinché “si capisca bene quello che Gesù ha detto nei Vangeli, qual è lo Spirito dei Vangeli”: “Ma sempre c’è stata quella gente che senza alcun incarico va a turbare la comunità cristiana con discorsi che sconvolgono le anime: ‘Eh, no. Questo che ha detto quello è eretico, quello non si può dire, quello no, la dottrina della Chiesa è questa…’. E sono fanatici di cose che non sono chiare, come questi fanatici che andavano lì seminando zizzania per dividere la comunità cristiana. E questo è il problema: quando la dottrina della Chiesa, quella che viene dal Vangelo, quella che ispira lo Spirito Santo – perché Gesù ha detto: ‘Lui ci insegnerà e vi farà ricordare quello che io ho insegnato’ -, quella dottrina diventa ideologia. E questo è il grande sbaglio di questa gente’”. Questi individui – ha spiegato – “non erano credenti, erano ideologizzati”, avevano un’ideologia “che chiudeva il cuore all’opera dello Spirito Santo”. Invece, gli apostoli sicuramente hanno discusso forte, ma non erano ideologizzati: “Avevano il cuore aperto a quello che lo Spirito diceva. E dopo la discussione è parso allo Spirito e a noi”. L’esortazione finale è a non spaventarci di fronte alle “opinioni degli ideologi della dottrina”. La Chiesa, ha concluso Francesco, ha “il suo proprio magistero, il magistero del Papa, dei vescovi, dei Concili”, e dobbiamo andare su quella strada “che viene dalla predicazione di Gesù e dall’insegnamento e l’assistenza dello Spirito Santo”, che è “sempre aperta, sempre libera”, perché la dottrina unisce, i Concili uniscono la comunità cristiana”, mentre “l’ideologia divide”.

Cultura: Parma, convegno Il Borgo e C3Dem, “I cattolici democratici nella storia e nel futuro della Repubblica”

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 11:21

Si svolgerà sabato 20 maggio a Parma il convegno “I cattolici democratici nella storia e nel futuro della Repubblica”, promosso dalla rete C3dem con la collaborazione del circolo Il Borgo di Parma. L’incontro (ore 9.30-13) vedrà l’intervento di Guido Formigoni, Lino Prenna, Rosy Bindi e Pierluigi Castagnetti. Coordineranno gli interventi Vittorio Sammarco e Sandro Campanini (attuale coordinatore della rete C3dem). La sede dell’incontro è il Centro pastorale diocesano – ex Seminario minore – in viale Solferino 25. “La cultura e gli esponenti del cattolicesimo democratico hanno dato un contributo decisivo all’evoluzione sociale, civile ed economica del nostro Paese, al rafforzamento della democrazia, alla costruzione dell’unità europea”, spiegano i promotori. “I cambiamenti avvenuti negli ultimi anni in Italia e nel mondo e le sfide di questa epoca richiedono una continua riscoperta di quelle radici valoriali che si rivelano quanto mai attuali e nello stesso tempo sollecitano a delineare nuove prospettive di impegno”. Con questo convegno il circolo “Il Borgo”, nell’anno del suo 40°, e la rete nazionale di associazioni cattolico-democratiche “c3dem – Costituzione, Concilio, Cittadinanza” (a cui Il Borgo aderisce assieme ad altre 20 realtà di tutta Italia), intendono “offrire un’occasione di approfondimento e dibattito che siano di impulso alla prosecuzione di un impegno a servizio della vita civile nostra Repubblica”.

+++ Venezuela: i vescovi, “cessi la sproporzionata repressione”. Sì al dialogo +++

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 11:18

Una serie di appelli alla riconciliazione, al dialogo, alla costruzione di una vera democrazia, ai dirigenti politici e alle forze dell’ordine perché cessi “la violenza e la sproporzionata repressione”. Con altrettante sfide che la Chiesa del Venezuela assume oggi per fronteggiare la drammatica crisi politica ed economica nel Paese. È quanto emerge dall’Esortazione pastorale diffusa ieri sera dai vescovi venezuelani al termine della 43ma assemblea straordinaria che si è svolta a Caracas dal 16 al 18 maggio. “È urgente superare la tentazione di risolvere i nostri problemi mossi dall’odio e dalla rappresaglia – sottolineano -. Al contrario, tutti dobbiamo favorire l’incontro, il confronto delle idee e la ricerca di proposte per animare il cambiamento nel Paese”. Nel lungo documento in 16 punti la Conferenza episcopale venezuelana denuncia l’aggravarsi della crisi: “L’aumento della fame” a causa “della mancanza di prodotti e le politiche economiche”, i “continui assalti agli imprenditori e agli agricoltori”, la “mancanza di farmaci e il ritorno di malattie dovute alla denutrizione”, “l’aumento della violenza”, dei “saccheggi e degli scontri tra gruppi”, la “repressione sempre più dura” e “l’aumento di coloro che vengono inviati davanti ai Tribunali militari, negando il diritto al processo davanti ai giudici civili”.

“La crescente mancanza di rispetto dei diritti umani ci fa sentire indifesi”, scrivono i vescovi, elencando quattro sfide per affrontare la situazione: “L’impegno per la pace”, aprendo “spazi di incontro e dialogo per la negoziazione di soluzioni reali”; la “denuncia profetica” di “tutto ciò che lede la dignità dei cittadini”; la “solidarietà fraterna”, verso “coloro che affrontano scarsità di alimenti e medicine e il rincaro dei prezzi nella vita quotidiana”; la carità e la preghiera.
Da qui una serie di appelli urgenti. “Esortiamo il popolo a continuare a esprimere le sue opinioni in maniera pacifica. Il legittimo e forte richiamo ai diritti dei cittadini non deve esser inquinato da azioni violente”, sottolineano. Al tempo stesso, invitano a rafforzare “l’esercizio della democrazia” tramite “il processo elettorale, come previsto dalla Costituzione”, ribadendo il fermo no ad una nuova Assemblea Costituente, come proposto dall’esecutivo. I vescovi si rivolgono ai dirigenti politici, affinché “siano al servizio del popolo”, “disposti a dialogare con libertà e rispetto” e ai “membri delle Forze armate e della Polizia, perché siano garanti e difensori della Costituzione”. L’appello è soprattutto “alla coscienza di chi li dirige, di fronte alle tante morti di cittadini a causa dei abusi delle autorità e alle azioni repressive”. “La responsabilità morale degli atti che sfociano in violenza, feriti e morti ricade su chi li esegue – affermano -, così come su chi li ordina o permette”. E citano il beato Oscar Romero: “In nome di Dio e di chi soffre, vi prego, vi supplico, vi ordino, che cessi la repressione”.

Primo Mazzolari: a Hong Kong presentazione di “Tu non uccidere” in cinese. Don Bignami, “messaggio che attraversa i continenti”

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 11:11

“Il messaggio di pace di don Primo attraversa i continenti e arriva, in questi giorni, a Hong Kong. La sua parola, atrtualissima e fortemente segnata dal Vangelo, incontra la Chiesa dell’estremo oriente, in terre dove ancora oggi si sperimentano situazioni di conflitto e profonde differenze sociali e religiose. Anche lì Mazzolari potrà portare la voce della speranza che nasce dalla fede in Gesù”: don Bruno Bignami, presidente della Fondazione Don Primo Mazzolari di Bozzolo, confida al Sir alcuni pensieri prima di imbarcarsi dall’aeroporto di Malpensa verso Hong Kong, dove, domenica 21 e lunedì 22 maggio sarà pubblicamente presentata la nuova edizione del volume mazzolariano “Tu non uccidere” tradotto in cinese. “È ovviamente una grande occasione per far conoscere il pensiero pacifista di don Primo anche lontano dall’Italia. Un’opportunità che arriva in un periodo estremamente intenso, mentre siamo in attesa della visita di Papa Francesco a Bozzolo, il 20 giugno, per pregare sulla tomba di Mazzolari”. In terra cinese arriveranno dunque lo stesso don Bruno Bignami, che è anche postulatore della causa di beatificazione di Mazzolari, e don Maurizio Ghilardi, direttore dell’Ufficio missionario della diocesi di Cremona (cui appartiene Bozzolo, paese dove Mazzolari fu parroco dal 1932 alla morte, nel 1959). Don Ghilardi fra l’altro è parroco al Boschetto, dove nacque Mazzolari nel 1890.
Le giornate a Hong Kong prevedono per domenica 21 maggio, presso la sala della parrocchia Holy Cross (Santa Croce) la presentazione ufficiale della traduzione in cinese di “Tu non uccidere”, curata da padre Gianni Criveller, missionario del Pime, tradotta da Bibiana Wong, con la revisione di Jackie Hung e Franco Mella. Il libro è pubblicato dalla Fondazione Don Primo Mazzolari, dalla Commissione Giustizia e pace e dai missionari del Pime di Hong Kong. Sarà presente l’arcivescovo, cardinale John Tong Hon. Lunedì 22 maggio la presentazione del volume si rivolgerà in particolare alla comunità italiana della città, con l’intervento di don Bignami, del console d’Italia e del rappresentante della Santa Sede. Nel corso dell’evento saranno presentati anche i testi tradotti in cinese di don Lorenzo Milani (1921-1967), priore di Barbiana: si tratta di “Lettera ad una professoressa” e di “L’obbedienza non è più una virtù”. Inoltre sarà presentato un docufilm, realizzato dal Pime locale e curato da Lenny Kwok, che unisce le figure di don Milani e don Mazzolari, cui Papa Francesco dedicherà la giornata del 20 giugno con la visita a Bozzolo e poi a Barbiana.

Medjugorje: mons. Hoser ad Avvenire, “viene svolto un lavoro pastorale molto intenso”. “Non ho visto cose fantasiose o deviate”

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 11:03

“Il lavoro pastorale che viene svolto è molto intenso, sviluppato e diversificato. È basato sul culto mariano ma è allo stesso tempo cristocentrico: adorazione eucaristica, Via Crucis, Rosario, di certo non ho visto cose fantasiose o deviate”. È quanto afferma monsignor Henryk Hoser, inviato speciale della Santa Sede a Medjugorje, in un’intervista pubblicata oggi da Avvenire. A Medjugorje, prosegue l’arcivescovo di Warszawa-Praga, “ho constatato un clima di raccoglimento, preghiera, contemplazione, insomma un grande fervore spirituale”. “La cosa che colpisce – aggiunge – è senza dubbio la quantità delle confessioni, ma molto positiva è anche l’opera di formazione delle coscienze, con incontri e seminari”. “I pellegrini non stanno diminuendo”, rileva mons. Hoser, sottolineando che “non ho percepito grandi contrasti tra la parrocchia di Medjugorje e i francescani da una parte e il clero diocesano e gli altri religiosi dall’altra”. “Certo – riconosce Hoser – il vescovo di Mostar Ratko Peric ribadisce la sua posizione nettamente contraria alla veridicità delle apparizioni e sottolinea che, secondo lui, su ciò che è falso non si può costruire nulla”. Richiamando quanto successo per le apparizioni di Kibeho in Ruanda, l’arcivescovo rispetto ai dieci segreti che la Vergine avrebbe rivelato a Miriana, una delle veggenti, evidenzia che “non sono ancora conosciuti, no? E allora questo non cambia nulla”. “Ricordiamoci sempre che il culto mariano non è obbligatoriamente legato alle apparizioni, si può svolgere in maniera autonoma, soggetto di culto è la Vergine Maria”, rimarca Hoser.

Salute: Camillianum, il 24 e 25 maggio convegno “nella malattia e nella sofferenza le Chiese sono più vicine”

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 10:57

Sarà “Nella Malattia e nella Sofferenza le Chiese sono più vicine (a 500 anni dalla Riforma di Lutero)” il tema del convegno ecumenico che si svolgerà mercoledì 24 e giovedì 25 maggio nell’aula magna dell’Istituto internazionale di teologia pastorale sanitaria “Camillianum” di Roma. I due giorni di approfondimento e riflessione, che prenderanno il via alle 9.30 del 24 maggio per concludersi alle 13.30 del 25 maggio, sono organizzati dallo stesso Istituto, incorporato alla Facoltà di sacra teologia della Pontificia Università Lateranense (Pul). “Come sottolineato dal filosofo italiano Luigi Pareyson – spiega Palma Sgreccia, preside del Camillianum – cattolici e protestanti sono d’accordo nel ritenere la sofferenza ‘luogo di solidarietà tra l’uomo e Dio’”. Inoltre “la riflessione teologica del Novecento, sia protestante sia cattolica, ha contrapposto alla tradizionale concezione della impassibilità divina, la impassibilitas dei, l’idea di una comunanza di Dio e dell’uomo nel dolore, la analogia doloris”. Numerosi gli interventi in programma, tra cui quelli di mons. Enrico Dal Covolo, rettore magnifico della Pul, del pastore valdese Emanuele Fiume, di mons. Giuseppe Lorizio, ordinario di teologia fondamentale alla Pul, e del card. Peter Turkson, presidente del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. Attraverso il convegno, conclude Sgreccia, sarà “possibile delineare percorsi comuni di tutela della fragilità, nella consapevolezza delle differenze costitutive riguardo l’autonomia umana, i sacramenti e la guida della Chiesa”.

Lumsa: il cardinale Giovanni Lajolo è il nuovo presidente del CdA

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 10:55

È il cardinal Giovanni Lajolo il nuovo presidente del Consiglio di amministrazione della Lumsa, chiamato a succedere al cardinale Attilio Nicora scomparso lo scorso 22 aprile a Roma. Lo riferisce l’ufficio stampa dell’università. La Lumsa – Libera Università Maria Santissima Assunta – è un’università italiana non statale d’ispirazione cattolica. È il secondo Ateneo più antico di Roma dopo La Sapienza: la sua storia è iniziata con Luigia Tincani nel 1939. Preparazione, crescita, futuro, attenzione allo studente come persona, insegnamento, lavoro e ricerca sono le caratteristiche peculiari dell’Ateneo. Il cardinale Lajolo, presidente emerito della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e presidente emerito del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e membro del Pontificio Consiglio della Cultura, ha già ricoperto un ruolo significativo nella Lumsa come consigliere dal 1988 al 1995, anno in cui il cardinale è stato chiamato a svolgere il proprio ministero come nunzio apostolico della città di Bonn.

Salute: a Praga il secondo incontro europeo dei sordi cattolici. “Condivisione e incoraggiamento reciproco”

Agensir.it - Fri, 2017-05-19 10:52

“Il nostro appuntamento è molto importante per la vita dei sordi. È espressione di un desiderio di unità con la Chiesa, di fedeltà a Gesù Cristo e alla Chiesa, ma anche alla missione battesimale della diffusione della fede”. Questo messaggio arriva da Praga, dal secondo incontro europeo dei sordi cattolici (12-15 maggio 2017) di cui ha dato notizia ieri il sito dell’arcidiocesi. Vi hanno partecipato rappresentanti di 12 paesi europei, non udenti, assistenti e sacerdoti. L’obiettivo è stato “la condivisione e l’incoraggiamento reciproco. È un’iniziativa nata dal basso”, spiega ancora la nota, dal “grande desiderio dei sordi di comprendere il Vangelo ed essere presenza attiva nelle proprie comunità”. Durante i lavori sono state presentate le attività di cura pastorale e spirituale nei singoli Paesi e gli “sforzi per tradurre la Bibbia nelle lingue dei segni nazionali”. Si è fatto anche il punto sulle “esigenze pastorali specifiche” e la “formazione di sacerdoti” per questo servizio e sulle nuove possibilità che la rete e la multimedialità offrono. Dalle testimonianze sono emerse “gioie per il ritorno di molti non udenti a una vita attiva nella Chiesa, ma anche dolori” perché non sempre c’è la consapevolezza di quanto essenziale sia il linguaggio dei segni. Forte la testimonianza dei partecipanti che la perdita dell’udito dà comunque la “possibilità di vivere una vita piena, sul piano personale, professionale, ma anche spirituale”. Prossimo appuntamento nel 2019 in Polonia.

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