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Editoria: dal 1° giugno don Antonio Sciortino sarà il nuovo direttore di “Vita pastorale”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 14:30

Dal prossimo 1° giugno don Antonio Sciortino, già direttore del settimanale Famiglia Cristiana dal 1999 al 2016, sarà il nuovo direttore di “Vita pastorale” prendendo il posto di don Giuliano Censi che guida il mensile dal 2008. Ne dà notizia il Gruppo editoriale San Paolo comunicando la decisione assunta oggi dal Consiglio di amministrazione. “Vita pastorale” – si legge in una nota – è uno “storico mensile, nato nel 1913, rivolto a parroci, sacerdoti e operatori pastorali” che “dà voce alle realtà e attività del tessuto ecclesiale offrendo spunti di riflessione, discussione e approfondimento su temi teologici, pastorali e morali, oltre che liturgici e biblici”. Ringraziando don Censi “per il contributo dato allo sviluppo del mensile e per la dedizione con cui ha diretto la testata in questi anni”, il Gruppo editoriale San Paolo – prosegue la nota – “ringrazia altresì don Sciortino per aver accettato questa nuova sfida editoriale e formula i migliori auguri affinché sotto la sua direzione ‘Vita Pastorale’ possa raggiungere nuovi e ambiziosi traguardi”.

Paraguay: vescovi, “gratitudine al Papa per affetto e vicinanza”. Nuovo appello al dialogo per “il bene del nostro popolo”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 14:15

Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale del Paraguay (Cep) ha reso noto ieri un comunicato nel quale esprime gratitudine “al Papa per il suo affetto e la sua preoccupazione riguardo alla situazione che vive in questi momenti la nostra patria”. Papa Francesco, infatti, aveva espresso la propria vicinanza e preoccupazione per il Paraguay dopo gli scontri di venerdì scorso ad Asunción, in occasione della votazione del Senato sulla riforma costituzionale che consentirebbe la ricandidatura al presidente Horacio Cartes.
Allo stesso tempo, si legge nella nota, “accogliamo con speranza l’appello televisivo del presidente della Repubblica, per avviare un dialogo tra gli attori politici e istituzionali, tra i quali è stata inclusa anche la Chiesa cattolica”. “Riconosciamo il valore di questo appello come risposta alla domanda del Papa, il quale ha chiesto che si cerchino soluzioni politiche, come è responsabilità di tutti gli attori e organi rappresentativi della nostra nazione”, osservano i vescovi. La Conferenza episcopale del Paraguay esorta tutti “a cercare, nel miglior modo possibile, quello che è il bene del nostro popolo, come dice il Papa senza stancarsi ed evitando qualsiasi violenza”.

Vocazioni: Cei, dal 18 al 21 aprile a Gallipoli il XXXII Seminario su direzione spirituale e accompagnamento

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 14:07

“Ascolto dei ‘sogni’ e coraggio di parole ‘scomode’. L’accompagnamento vocazionale nello stile di don Tonino Bello” è il tema del XXXII Seminario sulla direzione spirituale a servizio dell’orientamento vocazionale che l’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni della Cei promuove dal 18 al 21 aprile a Gallipoli (Lecce). Destinatari dell’iniziativa sono direttori spirituali, formatori e formatrici, presbiteri e seminaristi degli ultimi anni di teologia, consacrati/e, operatori e operatrici impegnati nella pastorale giovanile, vocazionale, universitaria e familiare. A introdurre le giornate e a tracciare le conclusioni sarà monsignor Nico Dal Molin, direttore dell’Ufficio Cei. Due i moduli nei quali si articoleranno i lavori: il primo è teologico spirituale incentrato sulla figura di don Tonino Bello al quale interverrà, fra gli altri, monsignor Vittorio Angiuli, vescovo di Ugento e Santa Maria di Leuca. Il secondo modulo, pedagogico, si declinerà su accompagnatore, accompagnato, accompagnamento. Tra i relatori Chiara Scardicchio, Enrico Parolari, Paola Bignardi, Donatella Forlani. L’ultimo giorno sarà dedicato alle prospettive di integrazione. In programma, il 20 aprile, anche un pellegrinaggio nei “luoghi della memoria” di don Bello nel 24° della morte con la messa presieduta da mons. Angiuli presso la sua tomba. Le altre messe nel corso delle giornate saranno celebrate da monsignor Fernando Filograna, vescovo di Nardo-Gallipoli, e da monsignor Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi.

Donna uccisa a Caltagirone: mons. Peri (vescovo), con fiaccolata stasera “un ‘no’ deciso a ogni forma di violenza. Non assuefarsi al femminicidio”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 13:50

La morte di Patrizia Formica, uccisa nella notte tra domenica 2 e lunedì 3 aprile a Caltagirone, troverà questa sera una “risposta unanime e responsabile” nella fiaccolata organizzata dalla comunità cristiana calatina “per lei e per tutte le altre donne vittime di violenza”. Con la preghiera la diocesi risponde al brutale omicidio della donna di 47 anni, accoltellata dal compagno che, pare, volesse interrompere la loro storia. A fissare l’appuntamento è il vescovo, mons. Calogero Peri, che in una nota a sua firma spiega che “lungo il percorso, dalla parrocchia San Pietro, riferimento per la famiglia di Patrizia, attraverso via Roma e fino alla cattedrale, il corteo si snoderà silenziosamente, per opporre alla sofferenza e allo sgomento che pervade l’anima dei congiunti, degli amici e della intera cittadinanza un segnale forte di prossimità e solidarietà, che dica coralmente un ‘no’ deciso a ogni forma di violenza”. “Il femminicidio, di cui la cronaca sta narrando impietosamente dettagli e particolari da consegnare alle indagini competenti – aggiunge mons. Peri -, è vicenda tristissima e incresciosa, a cui è obbligo non assuefarsi; e soprattutto è sintomo inquietante di profondi disagi spirituali e culturali, e di baratri di sofferenze e umane fragilità, che sconvolgono i territori molto delicati della dinamica dei sentimenti. Se la cronaca ama parlare di situazioni ‘virali’, per la ormai incredibile frequenza con cui esse si avverano, ogni intelligenza pensante sa di doversi fare, in nome del bene dei nostri figli e delle generazioni future, testimoni più seri e credibili di futuro e di speranza”.
Per il presule, “essere aperti e solidali non è sufficiente, se non seguono risposte strutturali a ogni livello per sconfiggere la sensazione di smarrimento e la diffusa percezione di essere quasi traditi da una vita insensata e minacciati dall’imprevedibilità di regole e comportamenti che non vanno nella direzione della possibile gioiosa condivisione nel lottare e camminare insieme”. “La chiamata di tutti a tracciare insieme percorsi di rispetto e legalità, di amore per il mistero della vita, al di là di qualunque steccato religioso, ideologico, politico e culturale”, conclude mons. Peri, è in fondo “il significato sostanziale della Pasqua cristiana che si avvicina e offre a tutti la ennesima possibilità di ‘ripartire’, andando oltre le tentazioni disperate, illuminati da orizzonti possibili di speranza”.

Diocesi: Firenze, il 7 aprile il card. Betori presiede la messa per gli operatori sociali e politici

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 13:35

“Ai cattolici impegnati in ambito sociale, politico, nell’amministrazione pubblica e nell’economia”: è soprattutto rivolto a loro l’invito alla consueta messa che alla vigilia di Pasqua il cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori presiede venerdì 7 aprile in San Salvadore in Arcivescovado. La Chiesa fiorentina, si legge nella lettera di invito, da tempo impegnata, sulla scorta dell’invito di Papa Francesco alla Chiesa italiana il 10 novembre 2015, “nell’approfondimento dell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium”, dal 22 aprile prossimo “si pone ufficialmente in ‘Cammino sinodale sulla Evangelii gaudium’, per dare a questo “impegno una forma organica e condivisa… per crescere insieme nella missione di testimonianza del Vangelo in questo tempo”, come ha scritto il card. Betori nella lettera di indizione. Chiarendo che, “Chiamiamo ‘sinodale’ questo percorso, perché vogliamo creare un ascolto attento di ciascuno e di tutti”. “La chiamata a questo percorso di ascolto – prosegue la lettera di invito dell’arcidiocesi – coinvolge tutti. Si potrebbe dire, però, che rappresenta un invito pressante per le persone impegnate in ambito sociale e politico”, perché, come afferma il n. 205 di Evangelii gaudium, “la politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose della carità, perché cerca il bene comune”. Per questo, conclude la lettera, “esige una specifica responsabilità”.

Parlamento Ue: Steinmeier (Presidente Germania), “nazionalismo è da irresponsabili. Nessun Paese se la cava da solo”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 13:19

(Strasburgo) “I populisti disegnano il mondo in bianco e nero. Ma la realtà non è questa”. “C’è chi si vuol rifugiare all’ombra del campanile della nazione, elevando muri. Questo è da irresponsabili. Oggi nessun Paese se la cava da solo”. Un messaggio forte, europeista, quello portato oggi a Strasburgo, dal Presidente federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier. Intervenendo nell’emiciclo dell’Assemblea Ue, il Presidente ha affermato: “Con l’Europa non perdiamo sovranità, ma acquistiamo forza e peso nel mondo”. Steinmeier ha parlato anche di Brexit (“provo amarezza”) e del futuro dell’Ue che “non è irreversibile”. “Io come cittadino scelgo l’Europa e la grande maggioranza dei tedeschi sceglie l’Europa, un futuro comune con tutti gli europei”. Poi un’annotazione storica: “Chi ha costruito la Comunità”, nel secondo dopoguerra, “aveva davanti a sé problemi più grossi di oggi”. I “padri” dell’Europa “hanno però sostituito i campi di battaglia con i tavoli dei negoziati. Noi oggi non possiamo permetterci di essere meno intelligenti di loro”. Infine, rispondendo alle obiezioni di chi sostiene che la Germania impone le proprie politiche e i propri interessi all’Europa, ha affermato: no a una Ue a guida tedesca, semmai responsabilità comune, “lavorando assieme, Paesi grandi e piccoli, per il futuro comune, tutti con gli stessi diritti e gli stessi doveri”.

Disabilità e catechesi: Cei, il 10 maggio a Bologna seminario di studio sul “Dopo di noi”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 13:03

La necessità di “impegnarsi in un agire ecclesiale non solo per chi soffre, ma anche con chi soffre, nella radicalità di una presenza profetica che offra risposte concrete come la riflessione sul ‘Dopo di noi’”. Nasce da qui il seminario di studio sul “Dopo di noi” che la Segreteria generale e l’Ufficio catechistico nazionale-Settore per la catechesi delle persone disabili della Cei promuovono il prossimo 10 maggio a Bologna, presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. Nel corso della giornata verranno illustrate le misure di assistenza, cura e protezione delle persone con disabilità introdotte dalla Legge 112 del 2016 sul “Dopo di noi” e verranno condivise virtuose esperienze di alcune diocesi e associazioni sul “Dopo di noi” già presenti sul territorio nazionale. Obiettivo del seminario: costituire “un’occasione di formazione per gli operatori del settore per la catechesi delle persone disabili e per quanti nelle comunità ecclesiali e nelle associazioni operano per i diritti delle persone con disabilità”. A presentare la legge e gli strumenti a tutela dei soggetti più deboli saranno Francesca Romana Lupoi, avvocato del Foro di Roma, vicepresidente e consigliere esecutivo dell’Associazione “Il trust in Italia”; Marco Masi, avvocato del Foro di Bologna ed esperto di organizzazione no-profit; Eugenia Serrao, consigliere della Corte di cassazione; Pietro Fusco, consulente assicurativo “Cattolica assicurazioni”. Quattro le esperienze pastorali che verranno presentate: delle diocesi di Bologna, Cassano allo Jonio e Monreale, e della Comunità di Sant’Egidio.

Attentato a San Pietroburgo: mons. Paolo Pezzi (Mosca), “Dio liberi la Russia e il mondo dal male del terrorismo”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 13:02

“Profondo dolore”. È quanto esprime a nome di tutti i vescovi cattolici della Russia monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca, in seguito alla strage di ieri nella metropolitana di san Pietroburgo. Un vagone della linea blu del metrò è stato sventrato da un’esplosione mentre percorreva il tratto fra le stazioni Tekhnologicheskiy Institut e Sennaya Ploshchad. Il bilancio delle vittime – confermato dal Ministero della Salute – è di 14 persone. “Con profondo dolore – dice da Mosca mons. Pezzi – ho appreso del terribile attentato terroristico di San Pietroburgo” che ha sconvolto il Paese. “Insieme a tutti i fedeli cattolici e credenti di altre confessioni e religioni, mi appello a Dio in fervente preghiera per la liberazione in Russia e in tutto il mondo dal male del terrorismo”. L’arcivescovo ha chiesto a tutti i sacerdoti e fedeli dell’Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca di pregare per le vittime, per la consolazione delle persone che hanno perso i propri cari nella strage, per la guarigione dei feriti e per “tutti coloro che stanno lavorando per evitare il ripetersi di questa tragedia”.

Diocesi: Agrigento, da fine aprile la visita pastorale del card. Montenegro

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 12:50

“A partire dall’analisi del volto della comunità e dall’individuazione delle problematiche locali, insieme vedremo il significato e le forme da dare all’evangelizzazione, le tipologie e le modalità da impiegare nell’annuncio, il modello di Chiesa da incarnare nelle nostre scelte e gli eventuali accorgimenti da prendere per conformare meglio l’azione pastorale alle esigenze del Vangelo e alle necessità del territorio”. Così don Melchiorre Vutera presenta, in un’intervista pubblicata dal settimanale diocesano agrigentino “L’Amico del Popolo”, gli obiettivi della visita pastorale che l’arcivescovo di Agrigento, il card. Francesco Montenegro, farà alla diocesi a partire da fine aprile. Don Vutera, che coordina la commissione diocesana per la visita pastorale, spiega che “alle realtà extraecclesiali che si renderanno disponibili al confronto chiederemo cosa si aspettano dalla comunità cristiana e cercheremo di capire in che modo una maggiore sinergia tra quanti operano nel territorio ci potrà rendere segno di speranza per tutti, particolarmente per i poveri e gli ultimi”. Per preparare la visita nelle singole realtà parrocchiali, “stiamo preparando un Direttorio” che conterrà “quattro schede per quattro momenti spirituali e formativi specifici”, un sussidio liturgico per lo svolgimento delle varie celebrazioni e, alla luce della lettura del territorio precedentemente fatta nelle comunità, un questionario per conoscere e valutare le singole situazioni presenti nella parrocchia, sia a livello pastorale che amministrativo”. Le prime comunità a ricevere la visita saranno quelle di S. Elisabetta (29 aprile – 6 maggio), Realmonte (13 – 20 maggio), S. Angelo Muxaro (27 maggio – 3 giugno) e Joppolo Giancaxio (10 – 17 giugno).

Gmg 2017: Roma, convegno “Da Cracovia a Panama. Il Sinodo in cammino con i giovani”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 12:45

“Da Cracovia a Panama. Il Sinodo in cammino con i giovani” è il tema del convegno che si svolgerà a Roma, dal 5 al 9 aprile (Pontificio Collegio Internazionale Maria Mater Ecclesiæ) per iniziativa del Dicastero Pontificio per i laici, la famiglia e la vita e della Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi. Nel corso dell’incontro, cui sono attesi circa 270 delegati, provenienti da 103 Paesi e 44 movimenti, associazioni o comunità, verrà dato spazio alla verifica della Gmg di Cracovia e verrà presentato il Comitato organizzatore di Panama 2019. La giornata inaugurale, dedicata alla verifica della Gmg di Cracovia, sarà aperta dal cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero, e dal cardinale Stanisław Dziwisz, arcivescovo emerito di Cracovia. A presentare, invece, la giornata dedicata alla Gmg di Panama, sarà monsignor José Domingo Ulloa Mendieta, arcivescovo di Panama. Nel programma anche due giorni dedicati alla preparazione del Sinodo, con la partecipazione del cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, e di monsignor Fabio Fabene, sottosegretario del Sinodo dei Vescovi. In questa occasione sarà presentato ai responsabili della Pastorale giovanile delle Conferenze episcopali presenti il Documento preparatorio della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sui giovani e la dinamica della consultazione nelle Chiese particolari. La sera di venerdì 7 aprile si terrà presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium “Parco della Musica” di Roma un concerto del Gen Rosso e Verde, mentre sabato 8 aprile, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, avrà luogo una Veglia di Preghiera in preparazione alla messa della Giornata mondiale della gioventù che, quest’anno come anche il prossimo, sarà celebrata a livello diocesano. Domenica 9 aprile tutti i delegati parteciperanno alla celebrazione della Giornata mondiale della gioventù che si terrà in Piazza San Pietro.

Attentato a San Pietroburgo: la condanna del mufti Gainutdin, “uccisioni di innocenti più grave peccato contro Dio”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 12:43

“A nome della Direzione spirituale dei musulmani della Federazione Russa, del Consiglio dei Mufti della Russia e di molti milioni di musulmani con rabbia condanniamo le azioni criminali, finalizzate alla più grande peccato davanti a Dio: l’uccisione di persone innocenti”. Così inizia il messaggio del mufti Ravil Gainutdin, che presiede i due organismi citati, diffuso sul sito del Consiglio dei Mufti della Russia, dopo l’attentato alla metropolitana di San Pietroburgo che è costato la vita a 14 persone e ha lasciato 49 feriti. “Secondo il Santo Corano, l’uccisione di un innocente, per la cattiveria e la gravità del peccato, è paragonabile all’uccisione di tutta l’umanità”, scrive il Mufti, citando un passo del libro sacro. “Oggi, dobbiamo essere vigili e unirci nell’opposizione a coloro che cercano di distruggere la pace civile in Russia”, si legge nel messaggio che chiede venga mostrato “il vero volto non solo degli esecutori, ma anche di chi ha progettato queste atrocità” e ha cercato di “far precipitare il nostro Paese nel baratro della sanguinosa repressione e delle lotte interne per motivi etnici e religiosi”. L’islam è la seconda religione più diffusa in Russia, professata dal 10% circa della popolazione della Federazione.

Papa Francesco: concede alla Fraternità Sacerdotale San Pio X la facoltà di celebrare i matrimoni dei loro fedeli

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 12:41

Oltre a confessare i fedeli, d’ora in poi i membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X potranno anche celebrare i matrimoni dei loro seguaci. È la novità della lettera inviata dalla Commissione Ecclesia Dei ai vescovi, in modo da “rimuovere disagi di coscienza” in tali fedeli e “incertezza circa la validità del sacramento del matrimonio”, e con l’auspicio che “si possa affrettare il cammino verso la piena regolarizzazione istituzionale”. “Sono in corso da tempo diversi generi di incontri e iniziative intenti a riportare nella piena comunione la Fraternità Sacerdotale San Pio X”, si legge nella lettera firmata dal cardinale Gerhard Müller, presidente della citata Commissione, in cui si ricorda che di recente il Papa “ha deciso di concedere a tutti i sacerdoti del suddetto istituto le facoltà per confessare validamente i fedeli, in modo da assicurare la validità e la liceità del sacramento da loro amministrato e non lasciare nell’inquietudine le persone”. “Nella stessa linea pastorale mirata a contribuire a rasserenare la coscienza dei fedeli, malgrado l’oggettiva persistenza per ora della situazione canonica di illegittimità in cui versa la Fraternità di San Pio X” – si legge nella lettera – il Papa, su proposta della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Commissione Ecclesia Dei, ha deciso di autorizzare i vescovi locali “perché possano concedere anche licenze per la celebrazione di matrimoni dei fedeli che seguono l’attività pastorale della Fraternità”.

Nella missiva, si indicano in dettaglio anche le modalità di tale concessione. “Sempre che sia possibile – la prima ipotesi – la delega dell’Ordinario per assistere al matrimonio verrà concessa ad un sacerdote della diocesi (o comunque ad un sacerdote pienamente regolare) perché accolga il consenso delle parti nel rito del Sacramento che, nella liturgia del Vetus ordo, avviene all’inizio della Santa Messa, seguendo poi la celebrazione della Santa Messa votiva da parte di un sacerdote della Fraternità”. “Laddove ciò non sia possibile, o non vi siano sacerdoti della diocesi che possano ricevere il consenso delle parti – la seconda possibilità – l’Ordinario può concedere di attribuire direttamente le facoltà necessarie al sacerdote della Fraternità che celebrerà anche la Santa Messa, ammonendolo del dovere di far pervenire alla Curia diocesana quanto prima la documentazione della celebrazione del Sacramento”.

Casa della storia europea: inaugurazione il 6 maggio a Bruxelles. Castagnetti nel direttivo

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 12:34

(Bruxelles) “Un nuovo modo per comprendere la storia”: è quanto si ripropone il Parlamento eurpopeo, che il 6 maggio inaugurerà la Casa della storia europea, “luogo per discutere, interrogarsi e riflettere sulla storia” continentale. “Dai miti alle scoperte, dal caos alla coesione del XX secolo, la Casa della storia europea – si legge nel sito dell’Eurocamera – accompagnerà i visitatori in un viaggio lungo il cammino della storia europea, sollecitandoli a riflettere sul suo futuro”. La Casa della storia europea si trova nell’edificio Eastman all’interno del Parc Léopold, nella capitale belga, giusto alle spalle dalla sede brussellese del Parlamento Ue. L’esposizione sarà disponibile in tutte le 24 lingue ufficiali dell’Ue, l’ingresso sarà gratuito. Scuole, famiglie e gruppi “avranno a loro disposizione del materiale informativo su misura per una piacevole esperienza per tutti”. “Esposizioni, visite guidate multimediali, risorse didattiche, laboratori e seminari sono solo alcune delle offerte che faranno della visita un’esperienza affascinante. Usando oggetti originali e riproduzioni, gli ambienti coinvolgenti e interattivi stimoleranno i diversi sensi – la vista, l’udito, il tatto e talvolta anche l’olfatto. Le famiglie avranno accesso a spazi discovery su misura e ad altre attività quali i percorsi per le famiglie (Family Trails)”.
Nel Direttivo delle Casa è stato nominato ieri l’italiano Pierluigi Castagnetti, a lungo deputato nazionale ed eurodeputato. Tale nomina rappresenta, secondo il vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli, “una scelta autorevole e di grande prestigio”. La Casa della storia europea è, per Sassoli, “un progetto fortemente voluto dall’Europarlamento, per avvicinare i cittadini alle nostre istituzioni, ma anche per stimolare lo studio e la ricerca sulla nostra storia comune”. “Una personalità come Pierluigi Castagnetti, già parlamentare europeo, convinto europeista, con la sua esperienza saprà dare un grande impulso a questo progetto che simbolicamente prende il via nel sessantesimo dei Trattati di Roma”.

Politica estera Ue: documento congiunto Comece, Giustizia e pace, Pax Christi. “Favorire la resilienza per una pace duratura”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 12:06

(Bruxelles) In vista della comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’Alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la sicurezza su “resilienza come priorità strategica dell’azione esterna dell’Ue”, la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), Giustizia e pace Europa e Pax Christi International hanno redatto un contributo intitolato “Favorire la resilienza per una pace duratura”. “Il contesto geopolitico richiede sforzi per rafforzare le capacità di resilienza di persone, famiglie, comunità, Stati e società, per prepararle a situazioni di tensione e traumi”, si legge nell’introduzione del documento, che invita a “un approccio ambizioso” nelle relazioni esterne dell’Ue , attraverso “iniziative e attività politiche concrete”. Il documento presenta una serie di correzioni al concetto di “resilienza” presentato nella strategia globale dell’Unione: punto di partenza dovranno essere “gli individui, le famiglie e le comunità”, mantenendo l’attenzione alla coesione sociale; la prospettiva dovrà essere globale, e non limitarsi ai Paesi limitrofi; l’obiettivo dovrà essere la pace, che “è più della stabilità e della sicurezza”; tra i criteri di valutazione entreranno perciò il rispetto dei “diritti umani, dello stato di diritto e dei principi democratici”. Occorrerà un “approccio responsabilizzante”, “basato su sussidiarietà, solidarietà, partecipazione, dialogo, collaborazione”.

Papa Francesco: persona è “relazione, non individualismo, inclusione e non esclusione”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 12:05

È il concetto di persona, “nato e maturato nel cristianesimo”, che “aiuta a perseguire uno sviluppo pienamente umano”, perché “persona dice sempre relazione, non individualismo, afferma l’inclusione e non l’esclusione, la dignità unica e inviolabile e non lo sfruttamento, la libertà e non la costrizione”. Lo ha spiegato il Papa, ricevendo oggi in udienza i partecipanti al Convegno organizzato dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale nel 50° anniversario della Popolorum progressio. “Lo sviluppo non consiste nell’avere a disposizione sempre più beni, per un benessere soltanto materiale”, ha ribadito Francesco sulla scorta di quanto affermato già 50 anni fa da Paolo VI a proposito dell’equazione tra sviluppo e crescita economica. “Integrare corpo e anima”, l’ultimo imperativo consegnato ai presenti dal Papa, a partire dalla consapevolezza che “nessuna opera di sviluppo potrà raggiungere veramente il suo scopo se non rispetta quel luogo in cui Dio è presente a noi e parla al nostro cuore”. “Dio si è fatto conoscere pienamente in Gesù Cristo: in Lui Dio e l’uomo non sono divisi e separati tra loro”, ha spiegato Francesco: “Dio si è fatto uomo per fare della vita umana, sia personale che sociale, una concreta via di salvezza. Così la manifestazione di Dio in Cristo – compresi i suoi gesti di guarigione, di liberazione, di riconciliazione che oggi siamo chiamati a riproporre ai tanti feriti sul ciglio della strada – indica la strada e la modalità del servizio che la Chiesa intende offrire al mondo: alla sua luce si può comprendere che cosa significhi uno sviluppo ‘integrale’, che non fa torto né a Dio né all’uomo, perché assume tutta la consistenza di entrambi”. “La Chiesa non si stanca di offrire questa sapienza e la sua opera al mondo, nella consapevolezza che lo sviluppo integrale è la strada del bene che la famiglia umana è chiamata a percorrere”, ha concluso.

Papa Francesco: “poteri politici hanno schiacciato la persona” per “imporre mercato globale”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 11:59

“Siamo figli di una cultura, per lo meno nel mondo occidentale, che ha esaltato l’individuo fino a farne come un’isola, quasi che si possa essere felici da soli”. A denunciarlo è stato il Papa, che ha ricevuto in udienza i partecipanti al Convegno organizzato dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale a 50 anni dalla Populorum progressio. “Non mancano visioni ideologiche e poteri politici che hanno schiacciato la persona, l’hanno massificata e privata di quella libertà senza la quale l’uomo non si sente più uomo”, ha proseguito Francesco, secondo il quale “a tale massificazione sono interessati anche poteri economici che vogliono sfruttare la globalizzazione, invece che favorire una maggiore condivisione tra gli uomini, semplicemente per imporre un mercato globale di cui sono essi stessi a dettare le regole e a trarre i  profitti”. “L’io e la comunità non sono concorrenti tra loro, ma l’io può maturare solo in presenza di rapporti interpersonali autentici e la comunità è generatrice quando lo sono tutti e singolarmente i suoi componenti”, l’analisi di Francesco, che ha esortato ad “integrare la dimensione individuale e quella comunitaria”. “Questo vale ancor più per la famiglia, che è la prima cellula della società e in cui si apprende il vivere insieme”, ha fatto notare il Papa.

Papa Francesco: “vita umana è come un’orchestra”. Vero sviluppo comprende “economia, finanza, lavoro, cultura, vita familiare, religione”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 11:58

“Integrare nello sviluppo tutti quegli elementi che lo rendono veramente tale”. È il secondo imperativo affidato dal Papa ai partecipanti al Convegno promosso dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale a 50 anni dalla Populorum progressio. “I diversi sistemi: l’economia, la finanza, il lavoro, la cultura, la vita familiare, la religione – ha spiegato Francesco – sono, ciascuno nel suo specifico, un momento irrinunciabile di questa crescita”. “Nessuno di essi si può assolutizzare e nessuno di essi può essere escluso da una concezione di sviluppo umano integrale – ha ammonito il Papa – che tenga cioè conto che la vita umana è come un’orchestra che suona bene se i diversi strumenti si accordano e seguono uno spartito condiviso da tutti”.

Papa Francesco: “integrare i diversi popoli della terra”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 11:44

“Integrare i diversi popoli della terra”. E’ questo, per il Papa, il primo imperativo da raccogliere, a 50 anni dalla Populorum progressio. Ricevendo oggi in udienza i partecipanti al Convegno promosso dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale nel 50° anniversario dell’enciclica di Paolo VI, Francesco ha ricordato che “il dovere di solidarietà ci obbliga a cercare giuste modalità di condivisione, perché non vi sia quella drammatica sperequazione tra chi ha troppo e chi non ha niente, tra chi scarta e chi è scartato”. “Solo la strada dell’integrazione tra i popoli consente all’umanità un futuro di pace e di speranza”, ha ammonito Francesco. Di qui la necessità di “offrire modelli praticabili di integrazione sociale”, a partire dalla consapevolezza che “tutti hanno un contributo da dare all’insieme della società, tutti hanno una peculiarità che può servire per il vivere insieme, nessuno è escluso dall’apportare qualcosa per il bene di tutti”. “Questo è al contempo un diritto e un dovere”, ha affermato il Papa: “E’ il principio della sussidiarietà a garantire la necessità dell’apporto di tutti, sia come singoli che come gruppi, se vogliamo creare una convivenza umana aperta a tutti”.

Anziani: Auser, dal 5 al 7 aprile a Salerno il IX congresso nazionale “Insieme, ancora più forti – La cittadinanza non ha età”

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 11:40

“Insieme, ancora più forti – La cittadinanza non ha età”. È il titolo del IX cCongresso nazionale dell’Auser che si aprirà il 5 aprile a Salerno (Grand Hotel Salerno – via Lungomare Clemente Tafuri 1, fono al 7) e vedrà la partecipapazione di oltre 400 delegati provenienti da tutta Italia. Durante i lavori l’associazione definirà linee e strategie politiche e organizzative per i prossimi quattro anni. L’Auser, 28 anni di attività, è presente oggi in tutta Italia con 1543 sedi: gli iscritti superano i 300mila, i volontari sono 44.753. I dati del Bilancio sociale che verrà presentato al Congresso, parlano di 7.411.597 ore di volontariato e di quasi 625mila persone che partecipano alle attività associative. Da Salerno l’associazione lancerà le sue sfide “per un nuovo Patto sociale e nuove politiche di welfare che diano risposte ai bisogni dei cittadini, a chi è rimasto indietro, che promuova l’uguaglianza e i diritti di cittadinanza”, sottolinea il presidente nazionale, Enzo Costa. Un Patto sociale fondato su solidarietà, partecipazione, etica, inclusione sociale per “valutare quale cambiamento abbiamo prodotto nella vita concreta delle persone e della comunità”. Per Costa, “oltre al fare dobbiamo imparare a misurare, e creare sempre più valore sociale perché la comunità dove si svolge la nostra attività ci percepisca come un punto di riferimento”. Nodo centrale, l’invecchiamento attivo come grande opportunità per la società. Previsti, fra gli altri, interventi di Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil (5 aprile), e Susanna Camusso segretario generale Cgil (7 aprile).

Diocesi: Grosseto, domenica prossima a Roselle Via Crucis drammatizzata

Agensir.it - Tue, 2017-04-04 11:22

Oltre cento persone coinvolte tra attori, comparse, tecnici e collaboratori. Domenica 9 aprile (domenica delle Palme) torna a Roselle (diocesi di Grosseto)  la Via Crucis drammatizzata “Con la stessa passione di Cristo”. Appuntamento alle 17.30 alla chiesa parrocchiale  da dove partirà il cammino processionale verso la cava; qui, alle 18, avrà inizio la Via Crucis che rivivrà le tappe salienti delle ultime ore di Gesù: dall’ultima cena alla resurrezione. “Ringrazio la parrocchia di Roselle – commenta il vescovo di Grosseto, mons. Rodolfo Cetoloni – perché ormai da anni ci offre l’opportunità di meditare sulla passione e morte del Signore utilizzando il linguaggio sempre efficace della drammatizzazione. Attraverso la Via Crucis ci ricorda, però, che non si sta mettendo in scena una storia bella e commovente, ma il fatto più grande mai accaduto nella storia: Dio che per amore nostro si umilia, dona la sua vita e la dona fino a morirne. La croce è l’ultima parola dell’amore”. “Ripartire con questo progetto – dice il parroco, don Pier Mosetti – significa motivarsi non solo a fare tecnicamente bene, ma a fare soprattutto con il cuore, mettersi dinanzi al mistero di Cristo”. L’iniziativa, avviata dal 2003, ha il patrocinio e il contributo del Comune di Grosseto. Per gli anziani e per coloro che hanno difficoltà di deambulazione la parrocchia mette a disposizione un servizio di bus navetta, grazie alla collaborazione dell’Unitalsi-sottosezione di Grosseto e dell’Humanitas di Roselle.

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