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Don Oreste Benzi: Apg23, Sicilia e Calabria lo ricordano attraverso dodici appuntamenti a dieci anni dalla morte

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 17:01

Sicilia e Calabria ricordano don Oreste Benzi, a 10 anni dalla sua scomparsa. Dodici gli appuntamenti, non solo di riflessione ma di buone prassi e proposte, in programma nelle due regioni. Il primo si svolgerà domani, sabato 4 novembre, al seminario di Catania, dove l’arcivescovo mons. Salvatore Gristina aprirà l’iniziativa “Dignità della Persona: tutte le volte che cadrai ti solleverò”. A seguire, la testimonianza e le riflessioni di don Aristide Raimondi, parroco di Librino, quartiere della periferia catanese. Le conclusioni saranno affidate a Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg 23). “Un cartellone di eventi – si legge in una nota – per approfondire le tante esperienze di tutela degli ‘ultimi’ che assume un grande valore perché fa tappa in due terre – la Sicilia e la Calabria – che più di altre rischiano di rimanere soffocate dai livelli allarmanti di povertà, dal numero di giovani che si trovano a fuggire, dai tanti disabili che non riescono a trovare nelle politiche pubbliche risposte al loro bisogno di vita dignitosa”. Dal capoluogo etneo il cammino della Comunità Papa Giovanni XXIII per ricordare il suo fondatore toccherà Catanzaro, Palermo, Siracusa, Locri, Caltagirone, Scicli, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Trapani e Acireale, parlando di accoglienza, immigrazione, famiglia, disabilità, prostituzione, giovani e vita, “restituendo la fotografia dell’organizzazione”.

“Raccontare la carità”: don Maffeis (Cei), “non è solo la mano dei violenti a fare la storia, ma c’è la mano della nostra gente che traccia un filo di speranza”

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 16:58

“Ho in mente una battuta di don Primo Mazzolari: ‘il Venerdì Santo ha folle numerose e devote perché la morte non impegna, invece le apparizioni fugaci del Risorto, se non hanno qualcuno che le racconta, senza un cuore che arde, rischiano di sparire in fretta’”, ha detto don Ivan Maffeis, direttore Ufficio nazionale comunicazioni sociali Cei, aprendo “Raccontare la carità”, percorso di formazione alla comunicazione destinato agli operatori delle diocesi, delle Caritas e delle organizzazioni del terzo settore di ispirazione cristiana, in corso a Roma.
“Noi uomini e donne viviamo in questa storia e non possiamo rifugiarci in storia diversa, edulcorata – ha sottolineato don Maffeis -, ma non vogliamo che la testimonianza diventi vago ottimismo”. “Quello che fa la differenza – ha chiarito – è riconoscere come questa unica storia sia intrecciata da altro filo, quello della speranza. Perché non è solo la mano dei violenti a fare la storia, ma c’è la mano della nostra gente che traccia questo filo di speranza per dare speranza al mondo di oggi”. “Il Papa il mese scorso in udienza diceva: ‘viviamo un mondo nuovo che quando eravamo giovani non avremmo potuto immaginare, lo chiamiamo mondo digitale’ – ha concluso don Maffeis -. Un mondo da abitare, tenendo presente che basta sfogliare il rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione per capire quanto siano cambiati valori e punti di riferimento dell’immaginario collettivo”.

Bosnia ed Erzegovina: da oggi la 71ª sessione della Conferenza episcopale

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 16:43

È iniziata oggi a Sarajevo la 71ª sessione della Conferenza episcopale della Bosnia ed Erzegovina presieduta dal cardinale Vinko Puljic. Alla riunione assistono anche un rappresentante della Conferenza episcopale croata – mons. Tomislav Rogic, vescovo di Siben – e il nunzio apostolico in Bosnia, mons. Luigi Pezzuto. Nella sua prolusione il cardinale Puljic ha ricordato che negli ultimi sei mesi, “nel Paese si sono susseguiti numerosi momenti di tensione politica e intrighi, che hanno creato un clima negativo, togliendo la speranza alle persone”. Il presule ha sottolineato l’allarmante statistica secondo cui circa 150mila persone sono emigrate dalla Bosnia ed Herzegovina negli ultimi cinque anni, come la situazione dei croati che si trovano un una posizione di disuguaglianza rispetto ai serbi e ai bosniacchi.

“Nel Paese tutto è politicizzato e la cosa importante è se uno è dei nostri”, ha detto Puljic rammaricato che i croati non hanno loro rappresentanti in alcuni settori del Paese. Il vescovo ha condannato anche il fatto che in alcuni casi le autorità non fanno niente per le persone bisognose. A suo giudizio, un progresso veloce del Paese avverrà con la revisione dell’accordo di Dayton e la creazione di uno Stato normale che riesca a funzionare in base alla parità delle tre nazionalità e creando un’inclinazione positiva corrispondente ai valori della Chiesa, pronta a dare il suo contributo nel merito. Il cardinale di Sarajevo ha espresso la sua speranza che le autorità di Banja Luca assicureranno il finanziamento del locale Centro di scuola cattolico. Tra gli altri temi del giorno della sessione dei vescovi che si concluderà domani: la formazione sacerdotale permanente attraverso colloqui catechetico-pastorali, il programma per le ore di religione nella scuola e la partecipazione nella Rete cattolica croata. Saranno discussi anche la lettera apostolica di Papa Francesco riguardo l’approvazione della traduzione dei testi liturgici e i progetti caritativi.

Diocesi: mons. Bertolone (Catanzaro-Squillace), “il terzo millennio è dei poveri”. Sono “presenza non solo scomoda, ma profetica”

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 16:42

“Il terzo millennio è dei poveri. Sì, sorelle e fratelli carissimi, la Giornata mondiale ci mette davanti agli occhi il nuovo protagonismo dei poveri, nei quali Gesù si rende presente in maniera peculiare in questi nostri giorni”. Lo afferma l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, nel messaggio alla diocesi per la prima Giornata mondiale del povero che si celebrerà il 19 novembre. “Una giornata – ricorda – che Papa Francesco ha istituito per sottolineare a tutti la ricchezza teologica e pastorale della questione del povero nella Chiesa e nella società”. Parlando dei poveri, Bertolone osserva che “essi sono quasi diventati oggi – nella società consumistica e opulenta – degli scarti umani nella civiltà dello spreco, il loro numero purtroppo aumenta e la loro caratterizzazione storica attuale si fa sfuggente e diffusa, ma non per questo meno drammatica, anche nelle nostre città e nei nostri paesi”. L’arcivescovo, appartenente alla congregazione del “Boccone del povero”, fondata dal Beato Giacomo Cusmano, dedica la sua riflessione “alla bocca per la quale viene preparato il boccone del povero”. “Il ‘boccone’ che bisogna mettere da parte – rileva – è come l’eucaristia, per la bocca dei poveri. Una bocca che ha fame. Una bocca che non solo chiede, ma che annuncia, seppur in silenzio, qual è il cuore genuino del Vangelo”. “Ciò che i poveri ci insegnano – aggiunge – è l’autorità del sofferente e dell’emarginato”. Secondo l’arcivescovo, “il bisogno di lasciar diventare eloquente il dolore (per fame, sete, emarginazione sociale, l’essere scartati, senza voce…) è condizione di ogni verità anche nella Chiesa e soprattutto nella fede nel Cristo e nelle sue forme di presenza nella storia”. “Amiamo i poveri, facciamoceli amici, pensiamoli più spesso: presenza non solo scomoda, ma profetica”, evidenzia Bertolone, augurandosi che la Giornata “sia di sprone continuo a non dimenticarci mai dei poveri”.

“Raccontare la carità”: don Zappolini (Cnca), “Raccontare il bene, il bello che c’è, perché deve tracimare e contagiare”

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 16:40

“Non incontriamo solo solitudine e pianto, ma anche bella gente e belle storie. Abbiamo però la sensazione che diventiamo come queste persone che incontriamo, ovvero invisibili e muti”, così don Armando Zappolini, presidente Cnca introducendo oggi pomeriggio a Roma il primo appuntamento di “Raccontare la carità“, il percorso di formazione alla comunicazione destinato agli operatori delle diocesi, delle Caritas e delle organizzazioni del terzo settore di ispirazione cristiana. L’iniziativa è organizzata dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei – con il contributo di Caritas italiana e del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica – per quanti operano quotidianamente nel servizio della carità e nella comunicazione.
Di fronte a 130 partecipanti provenienti da tutte le diocesi d’Italia, don Zappolini ha sottolineato l’importanza di saper raccontare le “tante storie belle”. Tutti voi sapete quanto è bello poter dire ‘sono stato parte di una storia bella’
“Abbiamo cominciato una riflessione dentro la consulta – ha detto don Zappolini – sentendo il bisogno di imparare a raccontare ciò che siamo che facciamo e il lavoro e le storie. La consulta è fatta da tante realtà, c’è un mondo bello che cammina insieme da tanti anni”. Realtà che che hanno in comune “l’incontro con tante storie di fatica, di solitudine, di abbandono”, ma anche “tante storie belle, di impegno, di solidarietà, gente che sogna, attese che si realizzano”. “Tutti voi – ha ricordato – sapete quanto è bello poter dire ‘sono stato un pezzetto di una storia bella’, ma non illudetevi che andando accanto a un povero gli darete importanza, perché scomparirete come lui”. E proprio la sensazione di essere “invisibili e muti” spinge a cercare di vedere “da che parte cominciare per uscire da questo silenzio”. La ricetta per don Zappolini è duplice, da un lato “bisogna denunciare questi silenzi assordanti, con una voce capace di denunciare le ingiustizie perché i poveri sono vittime di ingiustizie”. In secondo luogo “dobbiamo dare messaggi di fiducia, di speranza, raccontare il meglio che c’è. La gente va in depressione quando non vede strade, non vede soluzioni. Dobbiamo raccontare anche il bene, il bello che c’è, perché questo deve tracimare, contagiare”.
“Dobbiamo chiederci – ha concluso don Armando Zappolini – quanto sappiamo raccontarlo. Oggi siamo qui per rafforzare un cammino”.

Denmark: Justitia et Pax, debate on “Europe at a Crossroads” in Copenhagen

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 16:23

Even the Danish Justice and Peace Commission will reflect on the destiny of the European project, as part of the concerted effort that Justice and Peace Europe is making in 2017 on the theme of “Europe at a Crossroads”. Copenhagen will therefore host a public debate about Europe on 6 November, introduced by the reflections of Nicks Spencer, of the ecumenical think tank Theos, and of Danish scholar Bjoern Thomassen. Discussion will focus on “Democracy and Welfare”, Maria Hammershøy, a member of the Commission, told SIR news agency. The first speaker will have the task of providing “a historical and political perspective on the role of Christianity in Europe and in the modern welfare state”. “The way in which Christianity until a short time ago has marked the values of society has been fundamentally top-down”, Nicks Spencer has recently argued; “this model is not yet over, but I think that a most suitable model for the 21st century will be starting from the bottom and from practice (instead than from rhetoric): local examples of churches that ‘do good things’ and ‘live well’ could have the power to attract and involve others”. Thomassen then will offer his insights into the “relationship between Christianity and democracy in modern Europe, the crucial development that took place in the 40s and 50s and the importance it has today”, to show that “in many countries and at times of political crisis, Christianity has been a source of great inspiration for thinkers and democratic movements” and not a threat or an obstacle.

Danimarca: Justitia et Pax, a Copenaghen dibattito su “L’Europa a un crocevia”

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 16:23

Anche la commissione danese di Justitia et Pax rifletterà sui destini del progetto europeo, come parte dello sforzo corale che Justitia et Pax Europa sta compiendo nel 2017 attorno al tema “L’Europa a un crocevia”. Così a Copenaghen il 6 novembre si svolgerà un dibattito pubblico sull’Europa, introdotto dalle riflessioni di Nicks Spencer, del think tank ecumenico Theos e dallo studioso danese Bjoern Thomassen. Si parlerà “di democrazia e welfare”, spiega al Sir Maria Hammershøy, membro della Commissione. Al primo relatore il compito di offrire “una prospettiva storica e politica sul ruolo del cristianesimo in Europa e nel moderno stato sociale”. “Il modo in cui il cristianesimo fino a poco tempo fa ha segnato i valori della società è stato fondamentalmente verticistico”, ha argomentato di recente Nicks Spencer; “non è del tutto finito questo modello, ma penso che un modello più consono per il XXI secolo sarà a partire dalla base e dalla pratica (anziché dalla retorica): esempi localizzati di Chiese che ‘fanno cose buone’ e ‘vivono bene’ potranno avere la forza attrattiva di coinvolgere altri”. Thomassen invece approfondirà il “rapporto tra cristianesimo e democrazia nell’Europa moderna, lo sviluppo cruciale che ha avuto luogo negli anni ’40 e ’50 e l’importanza che ha oggi”, per mostrare che “in molti Paesi e in molti momenti di crisi politica, il cristianesimo è stato di grande ispirazione per i pensatori e i movimenti democratici” e non una minaccia o un ostacolo.

Università Cattolica: Roma, domani mons. Giulodori ordina diacono fra Francesco Lo Presti

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 16:12

È una vocazione nata nelle aule e nelle corsie del Policlinico Gemelli di Roma, quella di Francesco Lo Presti, frate minore laureato in Medicina e chirurgia nell’Ateneo del Sacro Cuore. Nel pomeriggio di domani, sabato 4 novembre, alle 17, nella chiesa centrale della sede romana dell’Università Cattolica riceverà l’ordinazione diaconale nel corso della celebrazione eucaristica presieduta dall’assistente ecclesiastico generale, mons. Claudio Giuliodori. Lo Presti è un frate minore della provincia di San Bonaventura che abbraccia il territorio di Abruzzo e Lazio. “Ho scelto di essere ordinato al ‘Gemelli’ – spiega – perché il mio servizio al prossimo è iniziato nelle corsie dello stesso ospedale. Mi sono laureato in medicina presso la Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica nel 2006. Negli ultimi anni di studio frequentavo il reparto di Chirurgia toracica”. “Il diaconato – aggiunge – non è tanto una mia scelta quanto piuttosto la risposta a una proposta che il Signore Gesù mi sta facendo e mi dona di accogliere. Infatti tale ministero fiorisce all’interno della mia vocazione francescana, ne è espressione concreta e personale. Anche la professione medica è per me riflesso della stessa vocazione”. “Non sono più in ospedale a curare i malati – racconta Lo Presti – ma in un convento de L’Aquila a servire i fratelli e i giovani. Il desiderio di amare l’altro è fiorito e continua a stupirmi, rinnovando e confermandomi nella risposta alla chiamata del Signore a essere un con Lui e come Lui a servizio dei fratelli”.

Chiesa sarda: domenica a Mogoro la Giornata regionale dei giovani

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 16:05

Domenica 5 novembre, presso l’Anfiteatro comunale di Mogoro, si terrà l’Incontro regionale dei diovani (dai 16 ai 29 anni), organizzato dal Servizio regionale per la pastorale giovanile e dal Centro regionale vocazioni della Conferenza episcopale sarda, per presentare e inaugurare il cammino delle diocesi sarde in vista del Sinodo dei vescovi 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.
Il programma prevede arrivi e accoglienza a partire dalle ore 9; alle 9.30 la preghiera iniziale presieduta da mons. Corrado Melis, vescovo delegato per la pastorale giovanile; seguiranno l’animazione a cura di Gigi Cotichella e la presentazione del cammino regionale del Sinodo dei giovani. Alle 12 la Santa Messa concelebrata dai vescovi della Sardegna. Dopo il pranzo al sacco, il pomeriggio sarà dedicato al momento di festa e animazione. Per le iscrizioni ogni diocesi farà riferimento al proprio delegato di pastorale giovanile o al direttore del centro diocesano vocazioni. Info: segreteria del Centro regionale vocazioni al 3407446780 o tramite e-mail all’indirizzo crvsardegna@gmail.com.

Salute: Policlinico Gemelli, al via campagna raccolta fondi per il Progetto Acquarius, una sala di terapia che diventa un sottomarino per i piccoli pazienti con tumore

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 15:47

Attraversare un ambiente marino popolato di pesci e altri animali coloratissimi alla guida di un sottomarino come il Capitano Nemo fino a raggiungere l’approdo per effettuare una importante terapia. È questo il luogo dominato dall’azzurro, in via di realizzazione, dedicato ai pazienti pediatrici affetti da malattie oncologiche che devono sopporsi a cicli di cure presso il Centro di radioterapia oncologica Gemelli Art (Advanced Radiation Therapy) del Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Ed è questo l’obiettivo del Progetto Acquarius che, attraverso una campagna di raccolta fondi, http://donaora.policlinicogemelli.it/gemelli-art/, si vuole realizzare presso il Policlinico Gemelli per offrire un servizio sempre più a misura dei piccoli pazienti. “Gemelli Art – si legge in una nota – dispone già di una sala di attesa, un’area ‘magica’ dove i piccoli pazienti oncologici, in attesa di essere sottoposti a trattamento radioterapico, possono giocare in un mondo fiabesco grazie ai dipinti raffiguranti un acquario realizzati lungo i corridoi dal pittore Silvio Irilli e vincere la paura delle terapia”.
“Ora, con il contributo della campagna di raccolta fondi, vogliamo trasformare la sala di terapia in un sottomarino e far diventare i piccoli pazienti protagonisti di un gioco – afferma Vincenzo Valentini, direttore del Polo Scienze oncologiche ed ematologiche del Policlinico Gemelli e ordinario di Radiologia all’Università Cattolica -. Nel momento in cui devono restare necessariamente soli nella sala della terapia inviteremo i bambini a trasformarsi nel Capitano Nemo, a salire su una macchina fantastica che gira intorno a loro e che è una parte del sottomarino. Nella sala della terapia, a forma di sommergibile, il bambino potrà mettersi al comando del timone, indossare il casco del capitano (la maschera per la radioterapia), tenere il diario di bordo (predisposto dallo psicologo) e con la collaborazione dei co-piloti (i genitori) ‘giocherà’ mentre viene sottoposto alle cure. Tutto questo in un luogo che lo faccia sentire accolto e al sicuro e che permette reciprocità nell’interazione con gli oggetti e il personale medico-sanitario”.

Nella sala della terapia oltre al Sottomarino Nemo sarà presente la Tartaruga Tarta, personaggio che darà sicurezza e sarà una figura ponte che accompagnerà il bambino fin dentro al Sottomarino e potrà rimanere con lui anche durante la somministrazione della terapia radiante in un ambiente immaginario. Il Progetto Acquarius è sostenuto anche dall’Associazione onlus Attilio Romanini, che proprio quest’anno celebra il suo 25° anniversario dalla fondazione. L’Associazione direttamente collegata al Gemelli ART interviene, attraverso l’opera dei volontari, con un’azione di supporto ai pazienti e ai familiari e, attraverso le donazioni, sostenendo economicamente le attività e i progetti del Centro di Radioterapia.

Germany: Synod, young Germans’ answers to the questionnaire out now. Support and life plans

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 15:35

The Autumn plenary session of the German Bishops Conference (Dbk) recently reviewed the answers provided by young German Catholics to the Vatican questionnaire, in the run-up to the 15th general assembly of the Synod for Youth, due in October, called “Youth, faith and vocational discernment”. The answers were sent in by May 1st 2017 and have been reviewed and gathered by themes. The chairman of the Commission for spiritual professions and ecclesiastic services, mgr. Felix Genn, bishop of Münster, and the chairman of the youth committee of the German Bishops Conference, mgr. Stefan Oster, bishop of Passau, posted the result of the collection of the questionnaires on the Dbk website today: “We would like to thank all the parties involved in the survey, the dioceses, the youth pastoral offices and the diocesan vocational centres that helped us with this survey about young people and vocation in Germany – the two prelates write –. It will be an important starting point to discuss the topics of the Synod for Youth in Germany as well as in Rome”. Genn and Oster pointed out that “the answers clearly suggested that many young people look to the Synod. The values and meaning of the Church give authenticity and relevance to life”. According to the answers, nowadays, young people in Germany are faced with great opportunities as well as tough challenges. Because of the many professional options they have and overpressure at school, many young people would like to be supported in their life plans.

Germania: Sinodo, pubblicate le risposte dei giovani tedeschi al questionario. Accompagnamento e progetto di vita

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 15:35

La sessione plenaria autunnale della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) ha analizzato recentemente le risposto fornite dai giovani cattolici tedeschi al questionario del Vaticano in preparazione alla 15ma assemblea generale del Sinodo dei vescovi, che si terrà il prossimo ottobre sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Le risposte sono pervenute entro il 1° maggio 2017 e sono state valutate e riunite tematicamente. Il presidente della commissione per le professioni spirituali e per i servizi ecclesiastici, mons. Felix Genn, vescovo di Münster, e il presidente della commissione giovanile della Conferenza episcopale tedesca, il vescovo di Passau, mons. Stefan Oster, hanno pubblicato oggi sul sito della Dbk il risultato del lavoro di collettazione delle risposte: “Ringraziamo tutte le parti coinvolte nella ricerca, le diocesi, gli uffici per la pastorale giovanile e i centri diocesani vocazionali che hanno contribuito a questa indagine sui giovani e la vocazione in Germania – scrivono i due presuli –. Sarà un importante punto di partenza per la discussione degli argomenti del Sinodo sui giovani sia in Germania che a Roma”. Genn e Oster hanno evidenziato che “le risposte hanno indicato chiaramente che molti giovani guardano al Sinodo. I valori e il significato della Chiesa offrono autenticità e rilevanza alla vita”. Secondo le risposte, i giovani in Germania oggi affrontano grandi opportunità, ma anche difficili sfide. In considerazione delle molte possibilità di scelta di una professione e di una pressione elevata a scuola, molti giovani vorrebbero essere accompagnati nel proprio progetto di vita.

Rohingya: Unicef, “raddoppiato il tasso di malnutrizione tra i bambini rifugiati”

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 15:28

Nel campo per rifugiati di Kutupalong a Cox Bazar, in Bangladesh – il tasso di malnutrizione acuta grave è del 7,5% – raddoppiato rispetto a quello registrato tra i bambini rifugiati rohingya a maggio 2017: è la denuncia dell’Unicef, che presenta oggi i primi dati di un’indagine sullo stato nutrizionale dei bambini rohingya e delle loro famiglie realizzata la settimana scorsa nel campo. “I bambini rohingya sopravvissuti agli orrori nello Stato di Rakhine nel nord del Myanmar e a un viaggio pericoloso sono già vittime di una catastrofe – ha dichiarato Edouard Beigbeder, rappresentante Unicef in Bangladesh -. Tutti quelli colpiti da malnutrizione acuta sono adesso a rischio di morte per una causa completamente prevenibile e curabile”. I tassi di malnutrizione tra i bambini nel nord dello Stato di Rakine sono già oltre la soglia di emergenza. Le condizioni in cui vivono questi bambini sono ulteriormente deteriorate a causa dei lunghi viaggi per superare il confine e le condizioni dei campi. Circa 26.000 persone adesso vivono al campo di Kutupalong e stanno affrontando grave mancanza di cibo, acqua, condizioni poco salubri, alti tassi di diarrea e infezioni respiratorie. Sono stati riportati anche casi di morbillo. L’indagine sullo stato nutrizionale a Kutupalong, condotta tra il 22 e il 28 ottobre, è stata realizzata su 405 famiglie, arrivate sia prima che dopo l’escalation di violenze nello Stato di Rakhine lo scorso 25 agosto. L’Unicef e i suoi partner stanno curando oltre 2.000 bambini per malnutrizione acuta in 15 centri di cura, mentre sono in costruzione altri 6 centri. “La comunità umanitaria deve essere fare molto di più per curare e proteggere questi bambini estremamente vulnerabili – ha affermato Beigbeder -. Per questo abbiamo molto più bisogno di maggiore attenzione per la crisi e molte più risorse per la risposta. Questi bambini hanno bisogno di aiuto adesso”.

Università: Toscana, con “Words for life” gli studenti raccontano la dignità della vita

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 15:09

Raccontare la dignità della vita umana. È questo l’obiettivo di “Words for Life”, il concorso promosso dal Movit di Firenze-Siena con il contributo dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Dsu)della Toscana, giunto quest’anno alla terza edizione. L’iniziativa è rivolta agli studenti dei tre atenei toscani di Firenze, Pisa e Siena, delle Accademie, dei Conservatori e delle Scuole di livello universitario che afferiscono al Dsu Toscana. Al centro del concorso il tema della dignità della vita umana, in particolare nei momenti in cui essa è più fragile, l’inizio e la fine. I partecipanti possono presentare il proprio elaborato realizzato in diverse forme: “oltre al classico saggio breve – si legge in una nota è possibile inviare un componimento poetico o un brano di prosa, ma anche un disegno, un video, un fumetto o una canzone”. “Il Movit di Firenze e Siena è orgoglioso di poter offrire ancora una volta questa bellissima opportunità agli studenti toscani. Bella – spiega Giuseppe M. Forni, presidente del gruppo universitario – non tanto per il premio finale, certo ulteriore stimolo, ma per l’occasione che dona ai concorrenti di riflettere sul tema della dignità della vita, che mai come oggi sembra essere in pericolo”. Gli elaborati andranno inviati per mail all’indirizzo movitfirenze@gmail.com entro il 15 dicembre 2017. Il vincitore del concorso riceverà in premio un iPod touch da 32 Gb. Ulteriori informazioni sono disponibili sulla pagina Facebook del concorso, all’indirizzo www.facebook.com/MovitWords4Life.

Malta: funerali di Caruana Galizia. Mons. Scicluna ricorda la “preghiera della mamma per i suoi tre figli”. Ai giornalisti: “vi incoraggio”

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 15:01

“Siamo riuniti qui oggi per pregare per Daphne, vittima di violenza omicida che ha troncato la vita di una donna, una madre, una giornalista”: così l’arcivescovo Charles Scicluna nell’omelia della celebrazione funebre che oggi alle 14 si è svolta a Mosta per la giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa il 16 ottobre scorso. “Non sappiamo ancora chi abbia ucciso Daphne. A chiunque abbia preso parte, in un modo o nell’altro, all’assassinio di Daphne devo dire: per quanto accanitamente cerchiate di sfuggire alla giustizia degli uomini, non sfuggirete mai dalla giustizia di Dio”, ha ammonito l’arcivescovo che ha intimato: “Pentitevi, prima che sia troppo tardi”. Rivolgendosi ai giornalisti, colleghi di Daphne, ha ribadito un incoraggiamento già rivolto nei giorni scorsi: “non abbiate timore. Vi incoraggio a non stancarvi mai nella vostra missione di essere gli occhi, le orecchie e la bocca del popolo”. “Fatelo”, ha aggiunto mons. Scicluna “senza paura e nel pieno rispetto della verità. Cari giornalisti, abbiamo bisogno di voi. Abbiamo bisogno di persone libere, intelligenti, curiose, oneste, serene, sicure e protette”.
Rivolgendosi ai figli Matthew, Andrew e Paul, ha ricordato che ogni volta in cui la madre andava all’estero “accendeva una candela in chiesa per ciascuno” di loro: “la silenziosa preghiera di una madre per i suoi figli”. Li ha esortati a essere “sempre figli della luce”, nonostante la loro madre sia morta per “la mano nascosta di qualcuno che ha apprezzato l’oscurità anziché la luce” con le sue “azioni malvagie”. Parlando poi alla folla numerosa che ha partecipato ai funerali, l’arcivescovo ha chiesto “di prendersi sempre cura gli uni degli altri” e ha pregato affinché “le parole dure e ostili” cessino “subito e per sempre”.

Diocesi: Milano, arcivescovo Delpini ordina 5 diaconi permanenti. Lettera ai fedeli, “farsi avanti per questo servizio”

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 14:50

L’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, domani, sabato 4 novembre, alle ore 9.30 in duomo ordinerà 5 nuovi diaconi permanenti, presiedendo il pontificale per la solennità di san Carlo Borromeo, co-patrono della diocesi ambrosiana. Con questa celebrazione diventeranno collaboratori dell’arcivescovo per il ministero apostolico Maurizio Giuseppe Bianchi, sposato con tre figli e residente a Milano; Davide Canepa, sposato con quattro figli, originario di Genova, ma residente a Merate (Lecco); Tullio Maria Gaggioli, sposato con tre figli, residente a Busto Arsizio (Varese), Stefano Pozzati, di Nerviano, sposato con due figli; Alessandro Volpi, di Milano, sposato con due figli. In vista di queste ordinazioni, l’arcivescovo ha inviato una lettera alle parrocchie per sollecitare le vocazioni a questo impegno. “Invito le comunità a rivolgere un’attenzione specifica per comprendere i tratti caratteristici della figura del diacono, nella sua forma permanente, e per incoraggiare uomini che si ritengono adatti a farsi avanti per il servizio”, scrive Delpini.
Il vescovo traccia anche l’identikit del diacono: “Si tratta infatti di una persona che deve trovarsi a suo agio nell’offrire la sua testimonianza negli ambiti ordinari della vita quotidiana, cioè la sua famiglia e il suo ambito professionale, e insieme deve trovarsi a suo agio nel servire in modo qualificato la celebrazione liturgica; si tratta di una persona adulta che ha già definito il suo stato di vita, nel matrimonio o nella scelta di vita celibe, ma nel suo modo di essere sposato o celibe rivela i segni di una vocazione a uno specifico servizio ecclesiale inserendosi nel clero; si tratta di una persona che deve trovarsi nelle condizioni per praticare un percorso di preparazione e di formazione permanente che si distende in almeno cinque anni e che richiede un certo investimento di tempo, che sia compatibile con ritmi di vita familiare e professionale”. I diaconi attualmente in servizio hanno un’età media di 63 anni: il più giovane ne ha 35 e il più anziano 84.

Czech Republic: fund for the support of clergy and pastoral projects in diocese of Brno bringing its first fruit

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 14:31

(Bratislava) – The gradual separation of Churches and religious associations from the State has inspired various activities in all Catholic dioceses of the Czech Republic in the past two years. A fund for the support of the clergy and pastoral projects, established by the Diocese of Brno in 2016, is one of them, having already brought some interesting results. “We are practically getting ready for a time when we will no longer receive contributions from the State, as provided for in the law on the restitution of our property adopted a few years ago”, explains Fr. Pavel Kafka, custodian of the fund. Its aim is to collect money for several purposes: 70% is invested in salaries, education and formation of the clergy, 20% in technical and economical support of around 450 parishes of the diocese, and 10% is spent on various pastoral projects and activities. According to the Bishopric of Brno, the fund represents one of the first examples of separate diocesan management. The collection of money is based on several sources, with the fundamental support of individual donors, mainly parishioners. From the beginning of 2017, donations including collections for special purposes have amounted to 21,500,000 CZK (826,940 EUR). For more information: www.fond.biskupstvi.cz.

Editoria: Vergottini, “congedo dalla teologia del laicato”. Riflessione su Lumen gentium e “popolo di Dio”

Agensir.it - Fri, 2017-11-03 13:00

“L’opera di Marco Vergottini che abbiamo tra le mani si presenta con la veste di una quaestio disputata su uno dei temi che ha maggiormente marcato l’ecclesiologia del Vaticano II ed è stato ripreso più volte nella teologia seguente. Il laico, infatti, è stato il convitato di pietra per un profondo ripensamento della dottrina del concilio sulla Chiesa, nonostante sia noto che le discussioni più accanite siano avvenute sul rapporto tra primato ed episcopato. Nel post-concilio, il leitmotiv è stato ‘accelerare l’ora dei laici’, uno slogan tanto retoricamente proclamato, quanto praticamente poco esplorato”. Il vescovo di Novara e vicepresidente della Cei, mons. Franco Giulio Brambilla, firma la prefazione del volume “Il cristiano testimone. Congedo dalla teologia del laicato” (edizioni Edb), del teologo milanese Vergottini. Secondo il quale mons. Brambilla “coglie puntualmente il cuore della proposta. Il mio intento è proprio di mettere a fuoco la figura del fedele laico, categoria su cui l’Azione cattolica durante i suoi 150 anni di storia ha dedicato con passione la sua riflessione teologica e il suo apostolato. Basti pensare al contributo di Giuseppe Lazzati, Vittorio Bachelet, Alberto Monticone, Paola Bignardi per fare solo alcuni nomi”.
Vergottini spiega: “La mia sollecitazione, un po’ provocatoria, è che forse i molti studi sul laicato hanno privilegiato il IV capitolo della Lumen gentium dedicato ai fedeli laici e il decreto sull’apostolato dei laici (Apostolicam actuositatem), mettendo un po’ la sordina sul capitolo II della Lumen gentium, in cui è messa a fuoco la realtà della Chiesa come popolo di Dio. In questo senso, ho cercato di mostrare come la nozione di cristiano risulti più radicale e pregnante rispetto a quella di laico”. Nel suo libro lei sembra dunque prendere congedo dalla cosiddetta “teologia del laicato” sulla quale molto hanno riflettuto teologi e pastori. “La mia proposta è di riconoscere che la tradizionale e benemerita teologia del laicato è andata esaurendosi nell’atto in cui la Lumen gentium ha assegnato una valenza positiva alla figura di tutti i credenti – nessuno escluso – conformati a Cristo nel battesimo e membra vive della Chiesa-popolo di Dio. Quello che mi ripropongo è di riconoscere che la tradizione storica della Chiesa deve sempre procedere in avanti. Per dirla con papa Francesco, ‘non si può conservare la dottrina senza farla progredire né la si può legare a una lettura rigida e immutabile, senza umiliare l’azione dello Spirito Santo’”.

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