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Vaccinazioni: Ricciardi (Iss), “grazie alla legge sull’obbligatorietà migliorata la copertura per tutte le fasce d’età. Restano alcune regioni maglia nera per il morbillo”

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 13:56

“Grande soddisfazione e gratitudine al governo. Il 2017 è stato l’anno shock per il morbillo. Ma grazie alla legge sull’obbligatorieta l’Italia è uscita da un posto infame nella classifica globale per numero di vaccinazioni”. Lo ha detto Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), alla conferenza stampa questa mattina al ministero della Salute sui dati riguardanti la copertura vaccinale in età pediatrica e adolescenziale. Secondo il bilancio al 31 dicembre 2017, il miglioramento delle coperture vaccinali è risultato significativo per tutte le fasce d’età. La legge approvata a luglio ha permesso un aumento delle vaccinazioni obbligatorie da 4 a 10, estendendo l’obbligo a vaccinazioni raccomandate già presenti in calendario dal 1999. Come è stato spiegato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e dallo stesso Ricciardi, la norma fu fortemente voluta dal governo a causa del crollo delle vaccinazioni. In particolare nel 2017, nel Paese si sono registrati 5000 casi di morbillo, di cui 300 tra operatori sanitari, e 4 decessi. “Migliaia di persone sono state salvate invece”, ha affermato il presidente dell’Iss. Lo scorso anno, la copertura vaccinale contro il morbillo, nei bambini nati nel 2015, era del 91,68%, +4,42% rispetto all’anno precedente. Non in tutte le regioni il trend è stato positivo per la lotta al morbillo. “Ci sono delle regioni maglia nera – ha dichiarato Ricciardi – come Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, Sicilia, dove è evidente che c’è qualcosa che non va”. Ma c’è un altro capitolo che preoccupa il presidente dell’Istituto superiore di sanità e sono le infezioni ospedaliere, in primo luogo la polmonite, che miete vittime: “La polmonite per gli anziani è un killer – ha sottolineato -, nonostante il vaccino sia gratuito. Mentre l’antinfluenzale va ripetuto ogni anno, quello contro la polmonite ha una periodicità maggiore”. Ricciardi ha concluso con un auspicio: “Spero che il Parlamento faccia una normativa per gli operatori sanitari che oggi sono vaccinati solo nel 15% dei casi”.

Card. Bassetti a Bruxelles: incontro con un gruppo di parlamentari europei italiani. “L’Europa non è un’aggregazione di interessi ma una casa comune”

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 13:54

Dialogo profondo, sincero, aperto sui grandi temi che sono al cuore dell’Europa. Crescita dei nazionalismi, forze disgregatrici, mancanza di una identità chiara e di una visione futura, difesa e promozione della vita umana. Ad animarlo questa mattina in una saletta del Parlamento europeo sono i parlamentari europei italiani con il cardinale Gualtiero Bassetti che in questi giorni sta facendo qui a Bruxelles una serie di incontri con funzionari di alto livello dell’Unione Europea. “Fa bene sentire l’impegno di ciascuno a mettere il proprio mattone”, dice il cardinale che ha appena terminato un incontro con il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. “Il mattone si mette in un edificio, allora vuol dire che l’Europa è una casa comune o vuole esserlo sempre di più. E questo vuol dire che l’Europa non è una aggregazione come ce ne sono tante, dove si sta insieme per determinati interessi. L’Europa è una comunità come l’avevano definita i padri fondatori. E se l’Europa è una casa comune e ciascuno deve mettere una piccola pietra in questa casa, anche la Conferenza episcopale italiana vuol fare fino in fondo la sua parte”.

Ad accompagnare il presidente della Cei, ci sono mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio (già delegato Cei alla Comece) e mons. Mariano Crociata, vicepresidente della Comece. “Siamo a servizio dell’Europa perché l’Europa è dentro di noi e noi ne facciamo parte”, ha detto mons. Ambrosio, prendendo la parola. “Credo che il contributo che in particolare i cristiani ma tutti gli europei possono dare, è quello di recuperare quel senso di umanesimo che ha caratterizzato al storia europea. Il futuro è piuttosto difficile ma proprio perché siamo portatori di speranza, vogliamo che vi sia un orizzonte di speranza per tutti i popoli europei”. E mons. Crociata ha aggiunto: “La mia percezione arrivando è duplice: da una lato si avverte la fatica di questa fase dell’Europa, prossima tra l’altro di una scadenza elettorale che avrà sviluppi successivi e dall’altro l’esigenza di avere a cuore e promuovere il cammino di unione europea. Questa fatica e questa esigenza ci responsabilizzano come cattolici a dare un contributo all’Europa perché possa crescere in questa coesione così messa in difficoltà in questi anni da tendenze disgregatrici. Il ruolo della Chiesa è dare un’anima, ravvivare le motivazioni, la spinta ideale perché questa unità non sia solo funzionale ma faccia crescere l’Europa come comunità di popoli”.

Spagna: l’arcidiocesi di Madrid accoglie la croce di Lampedusa

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 13:50

La croce di Lampedusa arriva a Madrid, domenica 29 aprile. Sarà ricevuta dal cardinale arcivescovo, Carlos Osoro, alle ore 17, nella cattedrale Santa María la Real de la Almudena, dove resterà esposta fino al 6 maggio. Il primo venerdì del mese ci sarà in cattedrale, alla presenza della croce, la veglia dei giovani. Dal 7 al 10 maggio, poi, la croce sarà trasferita nel Seminario conciliare, dove martedì 8 maggio, alle ore 21, si celebrerà una veglia. Ancora il 16 giugno è prevista una veglia nelle vicinanze del Cie e il 17 giugno una visita al carcere di Soto del Real. La croce di Lampedusa è costituita da assi dei barconi naufragati di fronte a Lampedusa. Il 9 aprile 2014 la fondazione italiana “Casa dello spirito e delle arti” ha presentato la croce a Papa Francesco, che l’ha benedetta a piazza San Pietro. Da allora la croce ha visitato molte diocesi italiane e dal 2017 è stata accolta in diverse diocesi spagnole. “Si calcola che negli ultimi venti anni sono morte circa 20mila persone tra la Libia e l’Italia e molte altre hanno perso la vita in altri luoghi del Mar Mediterraneo e alla Frontiera sud della Spagna”, ricorda una nota dell’arcidiocesi di Madrid.

Alfie Evans: oggi pomeriggio a Manchester nuova udienza dopo gli sviluppi delle ultime ore

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 13:40

Il giudice d’appello dell’Alta corte britannica Anthony Hayden, firmatario nei giorni scorsi del verdetto di via libera a staccare la spina al piccolo Alfie Evans, ha fissato per oggi pomeriggio una nuova, inattesa udienza sulla base degli ultimi sviluppi di queste ore. L’udienza è stata convocata a Manchester per le 15.30 locali (le 16.30 in Italia). Come ha annunciato una portavoce, sono convocati i rappresentanti legali di tutte le parti, inclusa la famiglia e l’ospedale Alder Hey di Liverpool. Da ieri sera, alle 22,30, quando è statto staccato il respiratore, il piccolo ha respirato da solo per oltre 10 ore. Questa mattina presto sono stati concessi ad Alfie acqua e ossigeno.

Diocesi: Caritas Assisi, all’Emporio “7 ceste” in 2 anni aiutate 1.200 persone

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 13:35

Sono circa 1.200 le persone bisognose che sono state aiutate grazie all’Emporio “7 Ceste” di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, opera segno della Caritas diocesana inaugurata nell’aprile 2016. Nato in sinergia e compartecipazione con il Comune di Assisi, in particolare con l’Ufficio Servizi sociali e contratti, l’Emporio è stato aperto ufficialmente il 1° maggio 2016: da quel momento sono state attivate 360 tessere per le famiglie. “I beni distribuiti – si legge in una nota – ammontano a circa 400 tonnellate, di cui 352 acquistate dalla Caritas e 45 donate”. “Ciò è stato reso possibile e continua ad esserlo, grazie ai volontari che finora hanno donato circa 3.800 ore di servizio”, prosegue la nota, nella quale si sottolinea anche che “il Comune di Assisi, oltre a fornire i locali, partecipa con un contributo annuale di 8.000 euro”. Anche altri Comuni del comprensorio come Bastia Umbra e Bettona, partecipano con un contributo annuale, rispettivamente di 5.00 0euro e di 2.500 euro.
“Questo esempio di attività che la Chiesa fa insieme agli enti pubblici potrebbe essere presa a modello, per far funzionare bene anche altre realtà”, ha affermato mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, nel corso dell’incontro organizzato per fare il punto sui primi 24 mesi di attività. Per quanto riguarda i costi sostenuti nel 2017 dalla Caritas, per mezzo della Fondazione Assisi Caritas, l’ammontare è di 60.726,78 euro, che sono stati coperti da Fondi 8×1000 per 20.114,78 euro e per i restanti quasi 41.000 euro grazie ad offerte provenienti da istituti religiosi, enti pubblici e privati.

Corea: Ncck, preghiere e digiuni per preparare il vertice del 27 aprile

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 13:18

In preparazione al summit del 27 aprile tra Corea del Nord e Corea del Sud – il primo in più di un decennio – il Consiglio nazionale delle Chiese in Corea (Ncck) chiede ai cristiani di tutto il mondo di pregare per un esito positivo. Il Ncck chiede alle persone di recitare una preghiera per la pace ogni giorno, a mezzogiorno, per un minuto fino al giorno del vertice. In quel giorno il Consiglio nazionale delle Chiese in Corea chiede, a chi fisicamente è in grado, di digiunare, rinunciando alla colazione o al pranzo. Per celebrare la giornata del summit il Comitato per la riunificazione dell’Ncck visiterà l’Imjingak Reunification Observatory che si trova vicino al confine con la Corea del Nord. Il 29 aprile, domenica successiva al Summit, il Consiglio nazionale delle Chiese in Corea chiede alle Chiese che ne fanno parte di organizzare una raccolta per progetti di scambio di pace e intercoreani. In una nota, il Ncck ha pubblicato una preghiera per la pace da recitare in questi giorni di preparazione al Summit: “Signore, attraverso gli incontri tra Nord-Sud Corea, concedi un accordo di pace, aiutaci a realizzare vivaci scambi civili tra il Sud e il Nord. Signore, attraverso il vertice Nord-Sud, porta la riconciliazione e la pace in questa terra e apri un’era di convivenza pacifica nella Penisola coreana. Signore, attraverso la pace nella Penisola coreana, aiutaci a realizzare la pace in tutto il mondo. Nel nome di Gesù Cristo preghiamo, amen”.

Diocesi: Venezia, morto a 97 anni mons. Sergio Sambin. Era il sacerdote più anziano del patriarcato

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 13:12

Si è spento questa mattina a Venezia, all’ospedale Fatebenefratelli dove era ricoverato da qualche giorno per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, mons. Sergio Sambin. Ne dà notizia il patriarcato di Venezia, in una nota nella quale ricorda che mons. Sambin aveva ormai superato i 97 anni ed era attualmente il sacerdote più anziano d’età della diocesi. Nato a Venezia il 16 dicembre 1920, fu ordinato sacerdote il 25 giugno 1950 dall’allora patriarca Agostini. Il suo primo incarico pastorale è stato quello di vicario parrocchiale a S. Felice (Venezia); per parecchio tempo (dal 1953 al 1968) fu impegnato nella Cancelleria patriarcale, prima come procancelliere e poi come Cancelliere patriarcale. In diversi periodi, poi, è stato membro del Consiglio amministrativo diocesano, della Commissione diocesana di arte sacra e della Commissione diocesana per l’evangelizzazione e la catechesi, rettore della chiesa vicariale di S. Sofia, insegnante di religione al Liceo Marco Polo di Venezia e assistente ecclesiastico del settore maschile dell’Azione Cattolica oltre che preside del Collegio dei parroci e docente in seminario.
Dal 1959 fino al 2010, per oltre cinquant’anni ininterrottamente, ha prestato il suo servizio come avvocato del Tribunale ecclesiastico regionale triveneto; più recentemente, per oltre un decennio (1998-2008), aveva anche curato e coordinato un servizio legale e pastorale di consulenza gratuita in vista di un possibile ricorso al Tribunale stesso per ottenere la dichiarazione di nullità del matrimonio. Da 50 anni canonico del capitolo cattedrale metropolitano di S. Marco, Sambin è stato anche consulente ecclesiastico provinciale dell’Aiart e assistente del movimento Rinascita Cristiana. I funerali, presieduti dal patriarca Francesco Moraglia, saranno celebrati giovedì 26 aprile, alle 10 nella basilica di S. Marco a Venezia.

Caritas Ambrosiana: a Milano Food City promozione di “Butta in tavola”, ricettario del Refettorio che contrasta la cultura dello scarto

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 12:54

(Milano) In occasione della Milano Food City, inizia la campagna di promozione di “Butta in tavola”, il ricettario del Refettorio Ambrosiano “frutto dell’impegno quotidiano nella mensa solidale di Caritas Ambrosiana della cuoca Ilenia di Pietro, scelta tra i volti della manifestazione”. La pubblicazione, nelle librerie in questi giorni, raccoglie le ricette che la cuoca e i volontari di cucina realizzano al Refettorio Ambrosiano per le persone in difficoltà. “Piatti ispirati e, in alcuni casi, firmati da alcuni degli chef – spiega la Caritas Ambrosiana – ingaggiati da Massimo Bottura per cucinare le eccedenze alimentari di Expo Milano 2015. Primi, secondi, dessert tutti preparati con ingredienti buoni, ma che per varie ragioni, spesso anche solo per pigrizia, butteremmo via”. Il libro, “raccogliendo proprio l’esperienza del Refettorio, propone a chiunque come cucinarli e nobilitarli. Che fare del pane avanzato il giorno prima? Delle croste di grana? Delle foglioline un po’ sgualcite del cespo di insalata? Un libro di ricette, dunque, ma anche qualcosa di più: un manuale contro la cultura dello scarto realizzato con la collaborazione degli chef”.
Il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, dichiara: “Non escludere niente e nessuno è il grande messaggio che ogni giorno si sforza di mettere in pratica il Refettorio Ambrosiano. Con questo libro e con manifestazioni come Milano Food City vorremmo portarlo nelle case dei cittadini”. “Butta in tavola” è una pubblicazione Ipl. Il ricavato della vendita andrà a sostegno del Refettorio Ambrosiano e del sistema di aiuti alimentari di Caritas Ambrosiana

Consiglio d’Europa: Nicoletti, “assemblea parlamentare foro di dialogo politico per costruire ponti tra popoli e governi”

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 12:02

(Strasburgo) “La nostra Assemblea non è un campo di battaglia in cui si affrontano interessi nazionali. È al contrario un foro di dialogo politico per costruire ponti tra popoli e governi, nel cui ambito i parlamentari di tutta Europa difendono il bene comune, ossia i valori fondamentali dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto in quanto mezzi concreti per prevenire i conflitti e mantenere la pace sul continente”: così si è espresso Michele Nicoletti, presidente dell’Apce (Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa) nel suo discorso di apertura della sessione primaverile a Strasburgo. I lavori hanno preso avvio ieri e si concluderanno venerdì. “I padri fondatori del Consiglio d’Europa hanno preso la decisione veramente lungimirante di istituire la nostra Organizzazione in quanto meccanismo multilaterale internazionale per prevenire le guerre sul continente europeo e consentire ai suoi popoli di vivere insieme e cooperare pacificamente. Hanno trovato il coraggio di mettere da parte i disaccordi e le differenze”, ha affermato Nicoletti, “e di gettare le basi per la creazione di una casa comune europea fondata sulla protezione dei diritti umani secondo una norma uniforme per tutti, in cui il pluralismo e la libertà politica proteggano dal totalitarismo e dall’avanzata del populismo”. Nicoletti è all’ultima sua partecipazione all’Apce. Il discorso di Nicoletti giunge in un momento non semplice per il CdE, fra divisioni degli Stati membri, difficile situazione di Paesi come Russia e Turchia e problemi di bilancio.
Ieri il Gruppo di indagine esterno indipendente sulle accuse di corruzione in seno all’Assemblea ha presentato il suo rapporto all’Ufficio di presidenza dell’Apce. Al termine della riunione, il Bureau ha reso pubblico il rapporto. L’Apce si occuperà, fino al 27 aprile, di lotta alla criminalità organizzata attraverso la confisca di proventi illeciti, il contrasto al finanziamento del gruppo terroristico Daesh, la guerra ibrida e le sue sfide in materia di diritto e di diritti umani. Un dibattito congiunto affronta i temi della tutela dell’integrità editoriale e dello status dei giornalisti. Figurano inoltre all’ordine del giorno il ruolo del Consiglio d’Europa in Libia, un rapporto sui bisogni umanitari degli sfollati interni e un rapporto sull’attuazione dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Sono state presentate richieste per un dibattito con procedura d’urgenza su “L’ascesa dell’antisemitismo, dell’islamofobia e della xenofobia in Europa: una minaccia per i valori europei” e per dibattiti d’attualità su “la Dichiarazione di Copenaghen: valutazione e follow-up” e su “L’elezione illegittima del presidente della Federazione russa nel territorio temporaneamente occupato della Repubblica autonoma di Crimea: una violazione dei diritti umani”.

Alfie Evans: mons. Cavina al Sir, “un piccolo guerriero che vuole vivere”

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 11:48

“Un piccolo guerriero che vuole vivere”. Così mons. Francesco Cavina, vescovo di Carpi, commenta al Sir la vicenda di Alfie Evans, il bambino di 23 mesi di Liverpool, ricoverato presso l’Alder Hey Children’s Hospital della città inglese, affetto da una patologia neurodegenerativa grave, ma mai diagnosticata esattamente. Il piccolo è stato staccato dalle macchine ieri sera alle 22.30 e dopo 10 ore, come annunciato in un tweet dal padre Thomas “è ancora vivo”. Di poco fa un messaggio on line della madre Kate che informava che “ad Alfie è stato assicurato l’ossigeno e l’acqua! E’ sorprendente. Non importa cosa accadrà, ha già dimostrato che i medici si sbagliano”. “È quasi un miracolo” aggiunge il vescovo, “se quanto detto dall’ospedale corrisponde alla verità in merito alla malattia. Le preghiere hanno avuto un loro effetto oltre al desiderio del bambino di voler vivere e all’affetto e all’amore che stanno dimostrando i genitori”. Mons. Cavina si è prodigato molto per la famiglia del piccolo riuscendo nell’intento di far incontrare i genitori di Alfie con Papa Francesco. “Una visita commovente quella del 18 aprile scorso – ricorda il vescovo – il papà era tremante davanti a Papa Francesco. La partecipazione del Pontefice e la condivisione di quel momento hanno sciolto i genitori di Alfie. Il padre Thomas ha parlato con il Pontefice a cuore aperto così come si può parlare ad un padre che è partecipe della tua sofferenza. Un Papa profondamente commosso che ha usato parole bellissime per sottolineare la forza di un padre che non si rassegna a perdere i suoi figli. L’incontro con il Papa ha contribuito a far conoscere al mondo intero il dramma di questo bambino e a smuovere le coscienze di tante persone. Per me questo è uno dei frutti positivi di questa drammatica vicenda che stiamo vivendo”. Papa Francesco è intervenuto nuovamente ieri sera sulla vicenda di Alfie, con un tweet: “Commosso per le preghiere e la vasta solidarietà in favore del piccolo Alfie Evans, rinnovo il mio appello perché venga ascoltata la sofferenza dei suoi genitori e venga esaudito il loro desiderio di tentare nuove possibilità di trattamento”. Per mons. Cavina “la cosa assolutamente incomprensibile è la non volontà di offrire una possibilità diversa al bambino. Una decisione che va contro ogni logica umana, di razionalità e di buon senso”. Quella possibilità concreta data dalla disponibilità dell’Ospedale Bambino Gesù, la cui presidente, Mariella Enoc, si è recata a Liverpool per, afferma il vescovo di Carpi, “esprimere da un punto di vista ‘quasi fisico’ la volontà della Santa Sede e del Pontefice che i genitori di Alfie possano avere la libertà di portare il loro bambino dove ritengono sia necessario per le sue cure”. Senza entrare nel merito scientifico poiché “non sono un medico”, sottolinea mons. Cavina, “non posso non notare una ostinazione anti-curativa che si pone all’opposto delle cure palliative: il bambino doveva morire dopo poco tempo dal distacco del ventilatore e invece continua a respirare e a vivere. I medici come spiegano questo fatto? E soprattutto: cosa stanno facendo per garantirgli di continuare a vivere?”.

Card. Bassetti a Bruxelles: “L’Europa si ritrovi comunità. Solo insieme possiamo affrontare i tantissimi problemi”

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 11:39

(dall’inviata a Bruxelles) “Ci siamo confrontati su questa casa comune che dev’essere l’Europa. L’Europa non può essere soltanto un’aggregazione di Stati oppure qualche cosa che riguarda il mondo finanziario”. Lo ha affermato il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, incontrando i giornalisti a margine dell’incontro bilaterale che questa mattina a Bruxelles ha avuto con il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. “Dai padri fondatori – ha aggiunto – l’Europa è stata concepita come comunità”, una “parola che implica il concetto di persona, di insieme di famiglie, e anche di un cammino che si fa in maniera unitaria”. “Noi auguriamo veramente all’Europa di ritrovare sempre più questa sua vocazione iniziale, per potere fare fronte ai tantissimi problemi che sono all’orizzonte e che soltanto insieme possiamo affrontare”.

Gioco d’azzardo: Simeone (esperto), con circolare su distanze da luoghi sensibili “Amministrazioni dello Stato parte attiva per urbanizzazione socialmente sostenibile”

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 11:34

“Ora siamo ad un bivio. Il ministero dell’Economia, che per troppi anni ha esercitato un potere incontrastato nella diffusione oltremodo dell’offerta di azzardo, deve fare i conti con un’altra parte dello Stato, il ministero dell’Interno e le sue diramazioni, Prefetture e Questure”. Lo sostiene, in un’intervista al Sir, Attilio Simeone, coordinatore del Cartello “Insieme contro l’azzardo”, a proposito della circolare del ministero dell’Interno con indicazioni operative su distanze minime da luoghi sensibili di sale gioco, sale Bingo e licenze per attività di scommesse. La competenza in tema di autorizzazione spetta al Questore. La novità, rispetto al passato, sta nel fatto che il Questore è chiamato a verificare non solo la sussistenza dei requisiti stabiliti dalla legislazione di polizia, ma anche da altre fonti normative, quindi il rispetto delle distanze minime stabilite da leggi e regolamenti comunali e regionali. “È importante rilevare che, seppur nella gerarchia delle fonti normative la circolare si ponga come atto di indirizzo interno ad una Amministrazione, nel caso specifico, invece, funge da raccordo tra la ‘normativa’ nazionale, opportunamente frammentata, e la normativa regionale nonché la disciplina regolamentare degli enti locali – afferma Simeone -. Questa, a mio modesto avviso, è il vero punto forte della circolare: impone alle Amministrazioni dello Stato di comunicare e di essere parte attiva in un processo di urbanizzazione delle città socialmente sostenibile”.
Per il coordinatore di “Insieme contro l’azzardo”, “i sindaci ora non hanno più alibi. Lì dove c’è una disciplina regionale e comunale, questi hanno il dovere di attivarsi. La circolare ha attributo a questi un ruolo attivo. Vigileremo e soprattutto interverremo in tutte quelle situazioni in cui proprio i sindaci non comunicheranno ai Questori in tempo utile il rispetto delle distanze dai luoghi sensibili”.

Europa: Tajani (presidente Parlamento) incontra il card. Bassetti, “è stato un dialogo proficuo”

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 11:33

(dall’inviata a Bruxelles) “È stato un dialogo proficuo”. Così il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha commentato l’incontro bilaterale che questa mattina a Bruxelles ha avuto con il presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, e alcuni vescovi italiani. Rivolgendosi ai giornalisti, a margine dell’incontro, Tajani ha evidenziato che “abbiamo affrontato i problemi che riguardano il futuro dell’Europa, i rapporti tra le istituzioni europee e le religioni”. Inoltre, “abbiamo affrontato tutte le questioni che riguardano l’azione sociale che svolge la Chiesa cattolica non soltanto in Italia ma anche in Europa”. “Abbiamo anche parlato della persecuzione dei cristiani nel mondo”, ha aggiunto il presidente del Parlamento europeo ribadendo quanto scritto in un recente documento dell’Europarlamento: “Si tratta di un vero e proprio genocidio”. Secondo Tajani, “l’omicidio della giovane pakistana, arsa viva dal fidanzato perché non si voleva convertire, è l’ennesima prova dell’intolleranza e della violenza che subiscono ingiustamente i cristiani nel mondo”. “Noi – ha proseguito – dobbiamo alzare la nostra voce perché la libertà religiosa non è un fatto privato, ma ognuno deve poter dire di fronte a tutti che crede in Dio. Questo vale per i cristiani e per tutti coloro che hanno un fede”.

Papa Francesco: a Santa Marta, mai prigionieri delle parole o chiusi allo Spirito Santo

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 11:30

Nella storia dell’uomo “sempre ci saranno resistenze allo Spirito Santo”, opposizioni alle novità e ai “cambiamenti”. Nell’omelia della Messa celebrata a Santa Marta, Papa Francesco oggi – come riferisce “Vatican News” – si è soffermato sugli atteggiamenti diversi che l’uomo adotta dinanzi alle novità del Signore, che “sempre ci viene incontro con qualcosa di nuovo” e di “originale”. Nel Vangelo di Giovanni, si mette a fuoco la chiusura dei dottori della legge, un atteggiamento che poi diviene “rigidità”. Il Pontefice ha sottolineato, in modo particolare, la loro completa incapacità di “discernere i segni dei tempi”: “Tornano sulla stessa domanda, sono incapaci di uscire da quel mondo chiuso, sono prigionieri delle idee. Hanno ricevuto la legge che era vita ma l’hanno ‘distillata’, l’hanno trasformata in ideologia e così girano, girano e sono incapaci di uscire e qualsiasi novità per loro è una minaccia”.
Diversa dovrebbe essere la caratura dei figli di Dio. L’esempio dei primi discepoli, raccontato nella Prima Lettura, evidenzia la loro docilità al nuovo e l’attitudine a seminare la Parola di Dio anche fuori dal consueto schema del “si è sempre fatto così”. Loro, ha rimarcato il Papa, “sono rimasti docili allo Spirito Santo per fare una cosa che era più di una rivoluzione”, “un cambiamento forte”, e al centro “c’era lo Spirito Santo: non la legge, lo Spirito Santo”.
“E la Chiesa era una Chiesa in movimento, una Chiesa che andava oltre se stessa – ha aggiunto Francesco -. Non era un gruppo chiuso di eletti, una Chiesa missionaria: anzi, l’equilibrio della Chiesa, per così dire, è proprio nella mobilità, nella fedeltà allo Spirito Santo. Qualcuno diceva che l’equilibrio della Chiesa assomiglia all’equilibrio della bicicletta: è ferma e va bene quando è in moto; se tu la lasci ferma, cade. Un esempio buono”.
Chiusura e apertura sono due poli contrapposti che descrivono come l’uomo possa reagire dinanzi al soffio dello Spirito Santo. Il secondo, ha concluso il Pontefice, è proprio “dei discepoli, degli apostoli”: “Sempre ci saranno resistenze allo Spirito Santo, sempre, sempre fino alla fine del mondo. Che il Signore ci dia la grazia di saper resistere a quello che dobbiamo resistere, quello che viene dal maligno, quello che ci toglie la libertà e sappiamo aprirci alle novità, ma soltanto quelle che vengono da Dio, con la forza dello Spirito Santo e ci dia la grazia di discernere i segni del tempo per prendere le decisioni che noi dovremo prendere in quel momento”.

Alfie Evans: Tajani (Parlamento europeo), “la sua vita va tutelata in tutti i modi”

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 11:24

(dall’inviata a Bruxelles) “Dare un’altra possibilità ad Alfie, il bambino britannico al quale è stata staccata la spina”. È la necessità espressa dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, incontrando i giornalisti a margine dell’incontro bilaterale che questa mattina a Bruxelles ha avuto con il presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti. “Forse si poteva tentare, senza accanimento terapeutico, di poterlo salvare in Italia, al Bambino Gesù”, ha osservato Tajani, che non ha fatto mancare “una parola di speranza per questo piccolo cittadino europeo, la cui vita credo si debba in tutti i modi tutelare”.

Diocesi: Gaeta, il 5 maggio l’incontro “Sovvenire alle necessità della Chiesa”

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 11:16

Sabato 5 maggio, dalle ore 16, alle ore 18, presso la chiesa di San Biagio a Marina di Minturno (Via Simonelli 9), si terrà un incontro formativo aperto a tutti sul tema “Sovvenire alle necessità della Chiesa. 8×1000, sostentamento del clero e altri strumenti”, un momento di riflessione e formazione agli strumenti dell’8×1000 alla Chiesa cattolica, il funzionamento del sostentamento del clero e altri mezzi per il sostegno economico della Chiesa cattolica.
L’incontro si inserisce nel progetto “TuttixTutti” della Conferenza episcopale italiana che prevede una sensibilizzazione delle comunità cristiane sul tema dell’economia, della trasparenza e della buona amministrazione dei beni che la Chiesa utilizza per compiere la sua missione. Tra i punti affrontati nell’incontro: “Chiesa e Vaticano, le opportune distinzioni”; “Come si sostiene la Chiesa in Italia e con quali strumenti”; “La remunerazione del parroco e dei sacerdoti”; “8xmille, cos’è e come funziona”; “8xmille alla Chiesa Cattolica, come e quanto viene speso”; “L’importanza del sostegno alla Chiesa ed i sacerdoti”; “Come firmare per l’8Xmille o fare una erogazione liberale: i vantaggi fiscali”. Saranno presenti i membri del Consiglio pastorale e Consiglio per gli affari economici, le associazioni presenti in parrocchia (Azione Cattolica e Cellule parrocchiali), i vari gruppi di servizio (catechisti e Caritas); inoltre, sono stati invitati i genitori dei fanciulli della catechesi e le varie associazioni locali. L’ingresso libero e ai partecipanti saranno donati gadget e opuscoli informativi curati dal servizio nazionale per il Sovvenire.

Card. Bassetti a Bruxelles: “diffondere speranza a questa nostra madre comune”

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 11:12

(dall’inviata a Bruxelles) “L’Italia ha sempre dato una spinta fattiva e credo che continuerà a farlo, con i suoi valori, con le sue istituzioni e, soprattutto, portando speranza”. Lo ha affermato il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, incontrando i giornalisti a margine dell’incontro bilaterale che questa mattina a Bruxelles ha avuto con il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. “Noi – ha aggiunto il presidente della Cei – siamo nel cuore del Mediterraneo e abbiamo questa vocazione come italiani: quella di diffondere speranza a questa nostra madre comune che è l’Europa”. Alla domanda se anche Salvini può diffondere speranza, Bassetti ha risposto che “chiunque” lo può fare.

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Europa: Fafce su Alfie Evans e “Uno di noi”, “abbandonare la cultura dello scarto in favore della cultura della vita”

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 10:58

(Bruxelles) “Rivolgendosi al Parlamento europeo, Papa Francesco metteva in guardia dal rischio ‘di finire per confondere la realtà della democrazia con un nuovo nominalismo politico’. E purtroppo si tratta di ciò che accade con questa decisione della Corte di Giustizia dell’Ue, la quale, appiattendosi sulla posizione della Commissione europea, non fa che confermare il deficit democratico strutturale di cui soffre l’Unione, la sua distanza dalla vita reale dei cittadini”. Antoine Renard, presidente di Fafce, Federazione delle associazioni di famiglie cattoliche in Europa, commenta al Sir la sentenza della Corte di giustizia Ue, che ha confermato la decisione della Commissione di non procedere con una proposta legislativa come avevano chiesto i cittadini con l’Iniziativa europea “Uno di noi” per la protezione dell’embrione. “Le associazioni familiari di tutta Europa continuano nel testimoniare con perseveranza la bellezza della vita in ogni sua fase, quella dei bambini non ancora nati, come quella del piccolo Alfie Evans, quella dei più anziani, come quella dei più poveri ed abbandonati. Perché l’Europa abbandoni la cultura dello scarto in favore della cultura della vita”.

Alfie Evans: Kate James (mamma) su Facebook, “di nuovo idratato e ventilato”

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 10:00

“Ad Alfie è stato assicurato l’ossigeno e l’acqua! È sorprendente. Non importa cosa accadrà, ha già dimostrato che i medici si sbagliano”. Lo ha scritto, un’ora fa, in un post su Facebook la mamma di Alfie Evans, Kate James, nel quale ha inserito anche una foto del piccolo e sottolineato: “Come appare bello”.

Corea: Conferenza religioni (Kcrp), si “attende con impazienza l’arrivo di una primavera di pace”

Agensir.it - Tue, 2018-04-24 09:44

La Corea attende “con impazienza” l’arrivo di una “Primavera di pace”. Per questo, in vista dell’imminente summit inter-coreano del 27 aprile e del Summit tra Corea del Nord e Stati Uniti che si terrà in maggio, i leader delle 7 principali religioni del Paese lanciano un appello a tutti gli attori impegnati sul campo perché “la Penisola coreana, una volta arena di rivalità tra i superpoteri, possa trasformarsi in una terra di pace e dialogo”. È quanto si legge in un comunicato della Conferenza coreana delle religioni per la pace (Kcrp) che il suo presidente mons. Kim Hee-joong, arcivescovo di Gwangju e presidente anche dei vescovi coreani, ha fatto arrivare oggi al Sir.
“Dalle Olimpiadi invernali 2018 – si legge nel comunicato – abbiamo assistito a segni positivi di pace nella regione, che speriamo possano sbocciare come i fiori in primavera. L’imminente summit inter-coreano del 27 aprile e il Summit tra Corea del Nord e Stati Uniti che si terrà in maggio saranno ricordati come importanti spartiacque nella storia dell’umanità”. I leader religiosi ricordano come l’ultima barriera lasciata dalla Guerra Fredda sia quella che divide il Sud e il Nord della Corea. E scrivono: “Quando il calore del dialogo e della reciproca comprensione scioglierà anche questa barriera, verrà presto il tempo in cui tutte le persone del mondo potranno essere ispirate a fare ogni sforzo possibile per imparare a vivere insieme”.
I leader religiosi si rivolgono ai governi sud coreano e della Corea del Nord. “Chiediamo al nostro governo di adempiere pienamente ai suoi obblighi, non solo come mediatore ma come Stato direttamente coinvolto nella questione. Chiediamo al governo nord coreano di sfruttare questa opportunità perfetta per porre fine alla divisione e rompere le catene che hanno legato e limitato questa terra per oltre settant’anni. Speriamo con forza che la Corea del Nord apra la strada affinché il popolo coreano possa vivere insieme”.
Lo sguardo poi si allarga a tutti gli attori coinvolti nel processo di riavvicinamento delle due Coree. “Chiediamo al governo degli Stati Uniti di sostenere gli sforzi della Corea del Sud e del Nord e di impegnarsi attivamente nel vertice con la Corea del Nord come pietra angolare per la pace globale. Gli Stati Uniti sono un Paese chiave che può portare la pace nella Penisola coreana. Chiediamo ai governi cinese, russo e giapponese di sostenere i prossimi vertici di aprile e maggio e tutti i passi per la pace in futuro, in modo che la Penisola coreana, una volta arena di rivalità tra i super-poteri, possa trasformarsi in una terra di pace e dialogo”.
La Conferenza coreana delle religioni per la pace “attende con impazienza l’arrivo della primavera nella Penisola coreana. La primavera porterà pace non solo nella Penisola coreana, ma in tutto il mondo e a tutta l’umanità. Le sette religioni in Corea pregano con cuore sincero per una primavera di pace”.
La Conferenza è stata fondata nel 1986 e a firmare il comunicato sono oltre a mons. Kim Hee-joong, il reverendo Lee Hong-jung, segretario generale del Consiglio nazionale delle Chiese in Corea, il venerabile Seol Jeong (Buddismo), il rev. Han Eun-sook (Won-Buddismo), Kim Young-geun (Confucianesimo), Lee Jung-hee (Chondogyo) e Park Woo-gyun (Associazione delle Religioni native coreane). Scopo della Kcrp è quello di promuovere la pace e la stabilità nella Penisola coreana attraverso la cooperazione interreligiosa e ha ottenuto il forte sostegno di leader religiosi in tutta l’Asia e oltre. “La pace nella Penisola coreana non è solo il nostro sogno, ma anche un nostro dovere da realizzare”.

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