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Lavoro e festa: mons. Muser (Bolzano-Bressanone), “ridiamo sapore alla domenica”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 08:37

Ridare sapore alla domenica. Rispettandola come giorno di festa. È quanto chiede il vescovo Ivo Muser in una lettera pastorale pubblicata oggi alla vigilia della festa dell’Assunzione. “La domenica e i giorni festivi sono un grande patrimonio umano e non possono essere ridotti ad un affare in nome dell’ideologia del consumismo”, sottolinea mons. Muser. Dire “no” alla domenica come giorno lavorativo significa “dire un ‘sì’ all’uomo, alla famiglia, alla società, al creato, alla nostra cultura e alla nostra fede”. Il vescovo altoatesino sottolinea che le domeniche, così come le festività, “rappresentano un inestimabile valore, che deve essere riscoperto e difeso – anche contro resistenze e interessi privati –, un valore che va a beneficio dell’intera società. Abbiamo bisogno della domenica e delle nostre festività con le loro opportunità sociali, familiari, culturali e religiose!”. “Noi uomini abbiamo bisogno di più e valiamo di più del consumo, del suono di un registratore di cassa e di un’attività frenetica e senza sosta – sottolinea Muser -. L’uomo non può ridursi al fare, al produrre, al consumare e al possedere. Non abbiamo bisogno soltanto di più tempo libero per noi come singoli individui. Abbiamo bisogno di tempo libero comunitario! Difendendo pubblicamente le nostre domeniche e i nostri giorni festivi alla fine ci guadagniamo tutti quanti”. Il vescovo altoatesino ritiene che “sia oggi una priorità per la Chiesa lo spendersi per ciò che non porta alcun profitto immediato: per il tempo sacro, per le nostre festività e soprattutto per le domeniche”. Mons. Muser ricorda, inoltre, che ci sono attività che, per la loro natura, devono essere portate avanti anche di domenica e nelle festività. “Chiedo però di tornare a distinguere, nelle nostre domeniche e festività, tra quelle che sono le attività necessarie e quelle che non lo sono – aggiunge -. Si può fare piena esperienza del valore della domenica solo se la si rispetta. Il suo gusto lo assaporano solo quanti la vivono”.

Ong e migranti: p. Zerai (Habeshia), “calunnie e campagna denigratoria. Controbatterò per vie legali”

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 08:26
Si tratta di “vere e proprie calunnie e, per la sistematicità con cui vengono rappresentati e diffusi, potrebbero configurare una vera e propria campagna denigratoria nei miei confronti e di quanti collaborano con me nel programma umanitario in favore di profughi e migranti, che abbiamo costruito nel corso di anni di lavoro”. Così padre Mussie Zerai, fondatore dell’agenzia Habeshia risponde a chi l’ha chiamato in causa a mezzo stampa in merito all’inchiesta aperta dalla Procura di Trapani su alcuni episodi di cui si sarebbero resi protagonisti membri della Ong tedesca Jugend Rettet. “Mi riservo di controbattere nelle sedi legali opportune a questa serie di calunnie che mi sono state indirizzate – dichiara -. Per il momento posso dire di aver ricevuto solo la mattina di lunedì 7 agosto, mentre rientravo da un viaggio di lavoro, la notizia che la Questura di Trapani dovrebbe notificarmi l’avviso di un procedimento per conto della locale Procura. Immagino che sia un provvedimento ricollegabile all’inchiesta aperta sulla Ong Jugend Rettet. Se di questo si tratta, posso affermare in tutta coscienza di non aver nulla da nascondere e di aver agito sempre alla luce del sole e in piena legalità. A parte l’iniziativa di Trapani, di cui ho già informato i miei legali in modo da prenderne visione ed eventualmente controbattere in merito, non sono stato chiamato in alcuna altra sede per giustificare o comunque rispondere del mio operato in favore dei profughi e dei migranti”.

Padre Zerai conferma di aver inviato segnalazioni di soccorso all’Unhcr e a Ong come Medici Senza Frontiere, Sea Watch, Moas e Watch the Med. “Prima ancora di interessare le Ong, ogni volta ho informato la centrale operativa della Guardia Costiera italiana e il comando di quella maltese – precisa -. Non ho invece mai avuto contatti diretti con la nave della Jugend Rettet, chiamata in causa nell’inchiesta della Procura di Trapani, né ho mai fatto parte della presunta ‘chat segreta’ di cui hanno parlato alcuni giornali: le mie comunicazioni sono state sempre inoltrate tramite un normalissimo telefono cellulare”. Tutte le segnalazioni, prosegue, “sono il frutto di richieste di aiuto che mi sono state indirizzate non da battelli in partenza dalla Libia, ovvero al momento di salpare, ma da natanti in difficoltà al largo delle coste africane, al di fuori delle acque territoriali libiche e comunque dopo ore di navigazione precaria e pericolosa”. E’ vero, prosegue, “che di volta in volta ripeto la segnalazione anche via mail, ma anche questo è dovuto a una indicazione che ho ricevuto nel 2011 dal comando centrale della Guardia Costiera, che mi chiese di confermare i miei messaggi via mail, cioè in forma scritta, dopo la tragedia avvenuta nel Mediterraneo tra i mesi di marzo e aprile (63 morti), in merito alla quale diversi soggetti negarono di aver ricevuto richieste di soccorso”. Padre Zerai ritiene “molte notizie pubblicate sul mio conto assolutamente diffamatorie e denigratorie”:  “Ho dato incarico ai miei legali di tutelare in tutte le sedi opportune la mia onorabilità personale, quella del mio ruolo di sacerdote e quella di Habeshia, l’agenzia che ho fondato e con la quale collaborano persone assolutamente disinteressate e a titolo totalmente volontario”.

 

 

Papa Francesco: sta per iniziare l’udienza generale in Aula Paolo VI

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 08:15

Papa Francesco sta percorrendo l’Aula Paolo VI salutando pellegrini e fedeli riuniti per l’udienza generale del mercoledì, la seconda dopo l’interruzione di luglio. Molte le strette di mano, le benedizioni, le carezze e i baci ai bambini, le battute con i presenti – alcuni dei quali cercano di trattenerlo -, le foto al Pontefice e i selfie da smartphone e tablet. Tra i doni offerti al Papa anche alcuni libri e uno zucchetto che Bergoglio indossa dando in cambio il proprio.

Diocesi: Nuoro, don Luciano Monni nuovo rettore del Seminario. La Caritas diocesana sarà diretta da suor Pietrina Careddu

Agensir.it - Wed, 2017-08-09 08:00

Don Luciano Monni è il nuovo rettore del seminario di Nuoro. Lo ha nominato il vescovo diocesano, mons. Mosè Marcia, in sostituzione di don Antonello Tuvono che ricopriva l’incarico dal 2011. Contestualmente il vescovo ha designato come vice rettore don Piergavino Piras e ha confermato nell’incarico di padre spirituale don Totoni Cossu, che verrà coadiuvato da don Giovanni Salvatore Patteri e don Francesco Mario Mariani. Nella nota che annuncia le nomine, mons. Marcia si dice “grato al Signore che continuamente chiama e a don Antonello Tuvone, già rettore del Seminario, per la libera adesione missionaria in Argentina”. Nei giorni scorsi, mons. Marcia ha provveduto anche alla nomina del nuovo direttore della Caritas diocesana di Nuoro. Si tratta di suor Pietrina Careddu, nota come suor Pierina, che – si legge in una nota – “lavora nella Caritas diocesana, al fianco di don Francesco Carmelo Mariani, dal 1° gennaio 2014, dimostrando competenza e riportando stima presso i parroci che hanno gradito e accolto la sua collaborazione”. “Sono trascorsi più di tre anni da quell’11 settembre 2013, quando trepidanti e fidandoci ciecamente della Provvidenza, abbiamo iniziato il cammino di servizio verso i nostri fratelli più poveri, verso i ‘nostri padroni’”, ha scritto il vescovo nel decreto di nomina. “Tanto si è fatto e tantissimo resta da fare, per promuovere in diocesi, nelle parrocchie, lo spirito della carità che – ha aggiunto – deve albergare nel cuore di ognuno di noi attraverso la sensibilizzazione e la formazione delle persone”.

Avvenire: la prima pagina di domani 9 agosto. Forum per Conferenza nazionale famiglia, condanna Onu a Venezuela, cambiamento climatico

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 18:30

Le richieste delle associazioni per la Conferenza nazionale della famiglia sono l’argomento del titolo di apertura di “Avvenire” di domani. Dopo la conferma che la Conferenza nazionale si terrà, come programmato, a fine settembre a Roma, infatti, il mondo associativo riunito nel Forum dlle famiglie sta affinando le proposte da portare al tavolo con il governo. In attesa della sempre auspicata riforma generale del fisco, viene indicata la priorità di intervenire subito sulle famiglie povere e più numerose. Di taglio le notizie dal Venezuela, con la grande manifestazione dell’opposizione e la condanna dell’Onu per la violazione dei diritti umani. Ancora, una fotocronaca illustra il rapporto delle agenzie americane che denuncia il cambiamento climatico innescato dalle attività dell’uomo. L’editoriale, a firma di Leonardo Becchetti, è invece dedicato ai 10 anni della crisi finanziaria scoppiata nel 2007 e le lezioni che ancora dobbiamo trarne.

Diocesi: mons. Cetoloni (Grosseto), “onorare san Lorenzo può creare un senso di giovinezza in ciascuno di noi e nella nostra Chiesa”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 18:12

“Onorare san Lorenzo come patrono può suscitare carità, voglia di donarsi, può creare impegno, testimonianza. Può creare un senso di giovinezza in ciascuno di noi e nella nostra Chiesa”. È quanto afferma il vescovo di Grosseto, monsignor Rodolfo Cetoloni, in un videomessaggio registrato in occasione della festa di san Lorenzo ormai prossima e pubblicato sul canale Youtube di “Toscana Oggi”.

Ricordando che Papa Francesco “ha indetto il Sinodo dei giovani” con il quale “in tutta la Chiesa ci sarà da mettersi in ascolto di quello che essi hanno nel cuore e come con loro possiamo rispondere alle esigenze del tempo attuale”, il vescovo osserva che “Lorenzo è un esempio, è un modo di essere giovani vivo e vivace, partecipe e attivo all’interno di una comunità”. Parlando del santo patrono, il vescovo sottolinea di Lorenzo tre aspetti: l’essere “giovane”, “diacono, cioè servo” e “martire cristiano”. “Queste tre parole le ha tenute unite un grande cuore, una grande personalità che ha amato fino a dare la sua vita per quello che aveva scelto e che gli era prezioso: quel Signore Gesù, morto e risorto per amore dell’uomo”. Il vescovo ricorda poi alcune iniziative di carattere diocesano come “La raccolta di san Lorenzo”, a favore della bottega della solidarietà della Caritas diocesana, e “Una luce per Aleppo”, a sostegno dei cristiani in Siria. “Che lo spirito di Lorenzo – conclude Cetoloni – possa essere anche quest’anno contagioso per tutti noi: patrono, amico, ispiratore, modello, testimone di uno stile di vita vissuta in pienezza, al modo di Cristo, dei cristiani e delle persone che la vita la giocano tutta”.

Dionigi Tettamanzi: card. Sgreccia, “riconoscenza per illuminazione e lungimiranza sui temi della tutela della vita che ci interrogano ancora oggi”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 18:00

“Con il card. Dionigi Tettamanzi ho intessuto un doppio legame durante l’arco della nostra vita, un legame di amicizia e un legame di riconoscenza. Da quando giunse a Roma come docente di teologia morale e fu nominato direttore del seminario lombardo, quando fu poi vescovo di Ancona-Osimo, e successivamente segretario generale della Cei, posso dire di essere stato un suo alunno perché per occuparsi di bioetica era necessario confrontarsi con la teologia morale e quindi con lui”. Così il card. Elio Sgreccia, presidente della fondazione “Ut Vitam habeant” e membro ad honorem dell’Accademia per la vita, ricorda il card. Tettamanzi, di cui questa mattina si sono celebrati, a Milano, i funerali. “Gli devo riconoscenza – continua Sgreccia – per aver guidato e sostenuto concretamente negli anni, come segretario della Cei, il reperimento di fondi per mandare avanti l’Istituto di bioetica, che richiedeva cospicui ingressi sia per i docenti che per le ricerche”. “In quegli anni – continua – eravamo sempre in contatto perché prima di rilasciare interviste ufficiali ero solito parlare con lui, per essere sicuro di saper ben esprimere e ben interpretare il pensiero della Chiesa su quei temi così controversi”. “Abbiamo viaggiato insieme spesse volte in giro per il mondo, ed eravamo insieme anche quando, durante uno di questi viaggi, abbiamo rischiato la vita quando d’improvviso ci siamo trovati assaliti dai un branco di cani a Rio de Janeiro”. “Verso di lui – conclude Sgreccia – ho una comunanza di sentimenti e di obbligazione e mi piace esprimere in questa circostanza il mio affetto e il mio accompagnamento nella preghiera, ringraziandolo anche per la sua illuminazione e lungimiranza su molti temi che continuano ad interrogarci ancora oggi”.

Terremoto in Centro Italia: Norcia, 50mila euro dagli Ordini dinastici di Casa Savoia per restaurare il centro pastorale “Madonna delle Grazie”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 17:48

Ammonta a 50mila euro la donazione con cui gli Ordini dinastici di Casa Savoia sosterranno il restauro del centro pastorale “Madonna delle Grazie” di Norcia. La somma verrà consegnata da Emanuele Filiberto di Savoia, principe di Piemonte e di Venezia, all’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, sabato 12 agosto, alle 12, presso il complesso oggetto del restauro. “Il progetto – si legge in una nota – prevede la riedificazione dell’unico luogo di aggregazione sociale e di svolgimento delle attività pastorali, che avrà i requisiti strutturali di ‘ricostruzione sicura’”. Previsto il riutilizzo dell’intera superficie ripartita nei tre livelli originari. “Sono molto, molto felice di poter tornare a Norcia – dichiara Emanuele Filiberto – e soprattutto di poter visitare la città portando un segno concreto del nostro amore per questa bellissima terra e per uno dei gioielli d’Italia”. Rilevando che “mons. Boccardo ha subito accolto con profonda sensibilità ed attenzione il nostro gesto”, Emanuele Filiberto sottolinea che il centro pastorale “Madonna delle Grazie” è “un centro di preghiera ma anche luogo civico di aggregazione sociale, dove persone anziane e più giovani possono trovarsi attorno ai segni dell’Amore più grande. E questo è bellissimo”. Dopo la consegna – conclude la nota – Emanuele Filiberto e l’arcivescovo “pranzeranno con i volontari della Caritas presenti a Norcia, incontrando le famiglie di coloro che hanno perso le loro dimore durante il sisma”.

Giornali Fisc: attacco all’“Avvenire di Calabria”. Solidarietà da “Lamezia Nuova”, “quando si ricerca la verità non si è immuni da attacchi”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 17:21

“Il lavoro del giornalista in Calabria, spesso, è difficile ed il fatto che un giornale cattolico sia entrato nel mirino di chi probabilmente non ama la stampa libera, dimostra che quando si ricerca la verità non si è immuni dagli attacchi e dalle attenzioni di chi vorrebbe che, invece, tutto continui a rimanere nascosto”. È quanto scrivono in una nota don Roberto Tomaino e Saveria Maria Gigliotti, rispettivamente direttore editoriale e responsabile di “Lamezia Nuova”, esprimendo alla redazione de “L’Avvenire di Calabria” solidarietà dopo che “in questi giorni sono stati fatti oggetto di alcune ‘attenzioni’ che lasciano sgomenti perché indicativi di segnali chiari che tendono ad intimidire chi sta operando al servizio della comunità”. Tali situazioni, specie in chi vive la professione del giornalista come una “missione” al servizio dei lettori e non dei “potenti di turno” – conclude la nota dei responsabili della testata edita dalla diocesi di Lamezia Terme e aderente alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) – “non fanno altro che confermare che si è nel giusto e che, soprattutto, si è realmente strumento per il raggiungimento del bene comune”.

61° tragedia Marcinelle: Amendola (sottosegretario Esteri), “la memoria serva da guida per noi e i nostri figli”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 16:55

“La memoria di questo tragico evento, che nel nostro Paese celebriamo come Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, deve servire da guida per noi e per i nostri figli”. Lo ha affermato questa mattina il sottosegretario agli Affari Esteri, Vincenzo Amendola, intervenendo a Bois Cazier, nei pressi di Marcinelle in Belgio, alla commemorazione per il 61° anniversario della tragedia che l’8 agiosto del 1956 causò la morte di 262 minatori di dodici diverse nazionalità, di cui 136 italiani. “Le nostre comunità all’estero – ha aggiunto Amendola – non sono solo viste come destinatarie di servizi, ma anche e soprattutto come una componente essenziale della politica estera dell’Italia”. “Nel vostro sforzo per affermarvi e stabilirvi all’estero, in questo cammino di crescita e miglioramento delle condizioni di vita, il ministero degli Affar Esteri – ha assicurato – è fortemente impegnato per rispondere sempre di più e sempre meglio alle vostre esigenze, per aumentare gli strumenti a disposizione delle comunità italiane all’estero”. Rivolgendosi poi ai nostri connazionali residenti in Belgio, una comunità composta da circa 280mila persone, il sottosegretario ha rivolto loro i “più sinceri ringraziamenti per essere qui e per invitarvi a continuare ad essere orgogliosi della vostra storia e di quello che avete fatto, perché l’Italia lo è di voi”. Alla cerimonia, oltre alle autorità belghe, erano presenti una delegazione dell’Associazione delle famiglie delle vittime di Manoppello (Regione Abruzzo) e dell’associazione “Marcinelle per non dimenticare”. A Bois du Cazier, dopo il rintocco della campana in ricordo delle vittime, la cerimonia è proseguita con i discorsi ufficiali e la deposizione di corone di fiori all’ingresso principale del sito minerario. La cerimonia è proseguita al Cimitero di Marcinelle, dove Amendola ha depositato una corona di fiori al monumento “Sacrificio dei minatori italiani”. Conclusione a Bois du Cazier, con il saluto dell’ambasciatrice Elena Basile e la lettura del messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Israele-Palestina: Oxfam, “a Gaza 2 milioni di persone senza luce e acqua”. Pezzati, “popolazione minacciata dalle malattie”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 16:49

Due milioni di persone nella Striscia di Gaza non hanno quasi nessun accesso a servizi essenziali, come acqua corrente e servizi igienici e moltissimi hanno a disposizione solo 2 ore di luce elettrica al giorno. L’allarme è lanciato oggi da Oxfam, a tre anni dalla fine della guerra che in 50 giorni devastò Gaza. Una crisi – iniziata quattro mesi fa – a causa delle tensioni che hanno portato al taglio da parte di Israele del 40% dell’erogazione di elettricità sulla Striscia, su richiesta della stessa Autorità nazionale palestinese. “La crisi energetica a Gaza costringe centinaia di migliaia di persone al limite della sopravvivenza, dovute alle tensioni tra le autorità israeliane e palestinesi – dichiara Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia –. Questa emergenza deve essere risolta al più presto, perché a farne le spese è la popolazione ‘intrappolata’ all’interno della Striscia, che adesso è seriamente minacciata dalla diffusione di malattie causate dalla quasi totale carenza di servizi igienici e sanitari. Dopo la guerra nel 2014, il 50% dei centri di trattamento delle acque reflue non funzionava più. Oggi non funziona più nessun impianto. Ad agosto del 2014, 900mila persone necessitavano di acqua e servizi igienici, oggi questo numero è salito a 2 milioni. Dopo l’ultima guerra, l’80% della popolazione viveva solo con 4 ore di elettricità al giorno, oggi la maggioranza della popolazione solo con 2”.
“Non c’è un nostro progetto che non sia stato condizionato dalla mancanza di energia elettrica – continua Pezzati –. Senza elettricità è impossibile qualunque tentativo di ripresa: non si possono riattivare le centrali di desalinizzazione, i pescatori non possono conservare la propria merce e gli agricoltori non possono irrigare. Chi è impegnato in progetti informatici non può lavorare e le aziende sono costrette a operare tagli del personale. I costi economici e umanitari di questa crisi sono altissimi”. “Anche senza la guerra, i palestinesi a Gaza subiscono un’emergenza umanitaria che non dà tregua – conclude Pezzati –. È vergognoso non aver agito e aver consentito che si arrivasse a questo punto, mettendo ancora di più alla prova 2 milioni di persone”. Il taglio dell’elettricità a Gaza rappresenta una “misura illegale e punitiva contro un’intera popolazione”, per questo motivo Oxfam chiede che cessi immediatamente e che tutte le parti coinvolte in questa crisi, garantiscano agli abitanti il ripristino del normale approvvigionamento di elettricità e carburante. Oxfam ha lanciato oggi – in partnership con le agenzie digitali palestinesi – la campagna #LightsOnGaza, chiedendo di garantire energia elettrica alla popolazione della Striscia.

Terremoto in Centro Italia: Caritas, un video con le testimonianze di Camilleri e Bonaccorti

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 16:18

In un video realizzato da Tv2000 per Caritas italiana, le testimonianze e le voci di Enrica Bonaccorti e Andrea Camilleri raccontano l’esperienza di chi ha vissuto il terribile sisma che ha colpito il Centro Italia a partire dalla notte del 24 agosto 2016, causando 299 vittime e sconvolgendo intere aree dell’Appennino e dell’Italia centrale. I testi sono tratti da “Voci dal terremoto. Storie fra rinascita e macerie per non dimenticare” di Fabio Bolzetta. Alcune immagini sono fornite dalla Caritas delle Marche, che ha realizzato il video “Un passo in più”. A un anno dai primi eventi sismici l’impegno Caritas continua accanto alle comunità locali. Sono state realizzate o progettate in tutte le diocesi terremotate diverse tipologie di centri di comunità: container assemblati, prefabbricati metallici, strutture con fondamenta, in muratura, acciaio o legno. Nella sola diocesi di Rieti, sono stati consegnati moduli abitativi a 45 famiglie di cui 12 allevatori. Grazie alla colletta nazionale del 18 settembre 2016 e a numerose altre donazioni, sono finora pervenuti a Caritas Italiana oltre 26 milioni di euro, incluso 1 milione messo subito a disposizione dalla Cei. Oltre due terzi sono stati già spesi o impegnati per aiuti d’urgenza, costruzioni, progettazione sociale e sostegno alle delegazioni gemellate.  Sono stati promossi gemellaggi tra località terremotate e delegazioni regionali Caritas. Per gli allevatori e le piccole attività economiche si stanno delineando interventi di supporto anche finanziario (prestiti, microcrediti) a progetti imprenditoriali condivisi. Grande rilievo hanno anche gli interventi educativi e animativi, a cominciare dai campi di solidarietà, con particolare attenzione alla condizione di ragazzi e anziani.

https://www.youtube.com/watch?v=aUGOfffV2Tc&feature=youtu.be

Giordania: accordo Unhcr-Bambino Gesù per curare bambini rifugiati siriani. Nel 2017 interventi salvavita per 300 minori

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 15:57

La Rappresentanza dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) in Giordania ha firmato oggi un memorandum d’intesa con l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù della Santa Sede. L’iniziativa, sostenuta dalla Nunziatura apostolica in Giordania, è finalizzata a condurre interventi chirurgici su bambini affetti da gravi patologie che provengono da famiglie vulnerabili, rifugiate e giordane. La firma dell’accordo segna l’inizio di una collaborazione che, nel 2017, assicurerà interventi salvavita a oltre 300 bambini. L’intesa, inoltre, consentirà scambi professionali e sarà un’opportunità di apprendimento reciproco per i medici che partecipano all’iniziativa. L’Unhcr in Giordania fornisce assistenza sanitaria di base (primaria e secondaria) ai rifugiati nel Paese, ma ci sono grosse lacune per quanto riguarda l’assistenza sanitaria specialistica che è molto costosa. A causa degli elevati costi, molti bambini affetti da gravi patologie non possono essere curati. Secondo l’Unhcr sono almeno 1.500 i bambini che hanno bisogno di cure per malattie come il cancro, insufficienza cardiaca e problemi neurologici. Grazie a queste missioni mediche che si svolgeranno sino alla fine dell’anno, i bambini con problemi cardiovascolari, oftalmici, ortopedici e neurologici già identificati potranno essere sottoposti ai trattamenti del caso.
“Accogliamo calorosamente il supporto fornito sia ai rifugiati sia ai giordani, soprattutto in un periodo in cui le opportunità di reinsediamento in un Paese terzo per motivi medici sono in diminuzione – afferma Daniela Cicchela, Unhcr Assistant representative for protection -. Questi interventi danno un contributo essenziale e forniscono un’opportunità di scambio professionale nell’ambito della chirurgia pediatrica”. “Quando c’è una attenzione genuina e interessi comuni rivolti esclusivamente all’aiuto ai bisognosi, è possibile fornire una risposta immediata – ha detto la presidente dell’Ospedale, Mariella Enoc –. Il Bambino Gesù è lieto della collaborazione con l’Unhcr. Ero qui in Giordania solo la settimana scorsa e in pochi giorni abbiamo messo a disposizione un medico specialista che ha già visitato molti bambini. Oggi firmiamo questo accordo e presto potremo iniziare la nostra missione per lavorare insieme agli ospedali giordani”. Sono circa 700mila i rifugiati registrati dall’Unhcr Giordania provenienti da più di 40 nazioni, la maggioranza dei quali vive nelle aree urbane.

Protezione Civile: Borrelli, “opereremo in continuità”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 15:31

“Ringrazio il presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, per la fiducia accordatami: assicuro che il Dipartimento opererà in continuità con il grande lavoro portato avanti da Fabrizio Curcio, al fianco del quale ho avuto l’onore di lavorare in tanti anni. Con lui abbiamo condiviso obiettivi, criticità e trovato soluzioni anche in momenti particolarmente delicati e con la stessa determinazione continueremo a gestire ogni attività che quotidianamente siano chiamati ad affrontare. La scelta di una figura interna al Dipartimento come nuovo capo non può che rappresentare un riconoscimento da parte del Governo e delle istituzioni del lavoro finora svolto”. Così Angelo Borrelli, nuovo Capo del Dipartimento della Protezione Civile.

Angelo Borrelli, laureato in Economia e Commercio, è revisore contabile e dottore commercialista. Nel 2000 arriva alla presidenza del Consiglio dei ministri, all’Ufficio nazionale per il servizio civile. Dal 2002 è dirigente del Dipartimento della Protezione Civile, prima con incarichi di prima fascia e, successivamente, da direttore generale, seguendo diverse emergenze tra cui il terremoto che ha colpito l’Abruzzo nel 2009, il sisma in Emilia nel 2012 e il terremoto del centro Italia nel 2016. Dal 2010 è vice capo del Dipartimento e nel segno della continuità raggiunge oggi il vertice del Dipartimento della Protezione Civile.

Diocesi: Rieti, al via progetto “La valle del primo presepe” con eventi e concorso

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 15:29

La diocesi di Rieti organizza il concorso per presepisti “Il Presepe icona dell’Incarnazione” incluso nel progetto de “La valle del primo presepe”: una iniziativa pensata per caratterizzare il periodo natalizio con la riscoperta e la promozione dell’originale invenzione del presepe da parte di san Francesco. Il progetto, spiega una nota della diocesi, “si distingue per dimensione e intenti dalle tante iniziative dedicate all’arte presepiale in tutto il Paese. Comprende un contest rivolto agli appassionati, che potranno così incontrarsi in un periodo di grande fermento sul tema ed esporre le proprie creazioni nei luoghi di san Francesco. “La Valle del primo presepe” consiste di un complesso di iniziative pensate per riscoprire i tratti specifici della spiritualità del santo nella valle reatina e nel territorio che li ha ispirati. Sarà disposto un itinerario tra fede, arte e spiritualità, che partendo dal santuario di Greccio – dove Francesco ha realizzato il primo presepe – giungerà fino al palazzo papale di Rieti. A Greccio ci sarà una visita al Museo del presepe, che ospita tante espressioni artistiche di tutte le culture, su un tema che è ormai patrimonio dell’umanità intera. A caratterizzare il percorso disposto tra Greccio e Rieti, saranno centinaia di presepi, di ogni materiale, provenienza e dimensione, che saranno allestiti nelle chiese e negli spazi pubblici scelti per l’occasione. Un percorso espositivo diffuso che si conclude sotto gli archi del Palazzo papale di Rieti, all’interno dei quali sarà disposta una esperienza multimediale progettata per far immergere gli spettatori nel contesto storico e ambientale dell’esperienza francescana. Grazie alla collaborazione con le amministrazioni comunali e le associazioni di categoria l’intero paesaggio urbano sarà dedicato alla natività, calando così il percorso espositivo in una vera e propria “Città del presepe”. Promosso e realizzato dalla Chiesa di Rieti, “La Valle del primo presepe” è un progetto aperto anche ad esperienze artistiche e musicali e si avvale del contributo e della collaborazione dei comuni di Rieti e Greccio, della Fondazione Varrone e della Confcommercio di Rieti, con la consulenza dell’Associazione italiana Amici del presepio. È online il sito dedicato al progetto, sul quale è possibile seguire il work in progress e i numerosi eventi per animare il territorio nel periodo natalizio. Per informazioni sui concorsi: info@valledelprimopresepe.it.

 

 

Migranti: p. Baggio (Santa Sede), “aprire vie di accesso legali e sicure attraverso politiche e leggi lungimiranti”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 15:23

“La prima misura da adottare per combattere il traffico e la tratta di migranti sia quella di aprire vie di accesso legali e sicure, attraverso politiche e leggi mirate e lungimiranti. Le politiche migratorie restrittive hanno spesso contribuito ad aumentare l’offerta di vie di migrazione alternative”. È quanto afferma padre Fabio Baggio, sotto-segretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, in un’intervista pubblicata da “L’Osservatore Romano”. Padre Baggio spiega che la volontà di Papa Francesco è “assistere le Conferenze episcopali e le diocesi nello sviluppo di risposte pastorali adeguate alle sfide migratorie contemporanee attraverso l’offerta di informazioni affidabili, la produzione di valutazioni scientifiche e riflessioni teologiche sulle questioni di competenza, la formulazione di direttive e programmi”. Anche nei confronti dei migranti, “Papa Francesco ha richiamato spesso la necessità di promuovere la cultura dell’incontro in contrapposizione alla cultura dell’indifferenza e dello scarto”. Secondo Baggio, “oltre a essere un dovere, l’accoglienza dell’altro, del forestiero, del diverso rappresenta per ogni cristiano una vera opportunità di incontro intimo e personale con Dio, presente nella persona accolta”. “Per le comunità parrocchiali – aggiunge – si tratta di una vera opportunità per vivere la cattolicità della Chiesa, nella quale tutti i battezzati possono rivendicare il diritto di cittadinanza. Per tutti i cristiani si tratta di una vera opportunità missionaria, un’occasione provvidenziale di testimoniare la propria fede attraverso la carità”. Riconoscendo “il generoso sforzo profuso finora da tanti attori internazionali e anche dalla Chiesa cattolica al fine di assicurare la pace a territori che sono stati martoriati dalle guerre negli ultimi decenni”, padre Baggio osserva che “non bisogna mai perdersi d’animo e continuare a insistere sul dialogo tra le diverse parti. Bisogna lavorare assiduamente per ricucire ferite antiche e riconciliare animi devastati dal rancore”. “La via del dialogo – conclude – spesso non è la più corta, ma è indubbiamente l’unica che può garantire una pace sostenibile”.

Dionigi Tettamanzi: Bova (Forum socio sanitario), “figura di riferimento per il nostro impegno”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 14:50

“Nell’esprimere grande dolore e tristezza” per la morte del cardinale Dionigi Tettamanzi, il Forum sociosanitario cristiano “vuole ricordare il suo impegno totale, anche nella formazione spirituale e nell’evangelizzazione nel mondo della cura della salute. In particolare – da assistente ecclesiastico nazionale dei medici cattolici – nel rapporto con gli ammalati sosteneva l’esigenza da parte del medico di avere adeguata preparazione tecnico-professionale e amore per il sofferente, in cui bisogna vedere Cristo”. Ad affermarlo è Aldo Bova, presidente del Forum, che aggiunge: “Ci tengo a sottolineare, per i temi che riguardano il Forum, l’impegno concreto della diocesi milanese, nel periodo di governo di Tettamanzi, a favore dei poveri e dei disagiati, con la messa a disposizione di risorse per le situazioni di difficoltà personali o familiari, e a favore dell’accoglienza e dell’integrazione degli immigrati. Impegno, quest’ultimo, possibile, e visto con positività, se c’è amore per il prossimo, ma anche conoscenza della storia e della sociologia”. “Il Forum, con tutte le associazioni che lo compongono – conclude Bova -, prega per il card. Tettamanzi e conserverà sempre la sua figura come riferimento per il proprio impegno nel mondo sociosanitario”.

Protezione civile: Curcio lascia per motivi personali, ora Borrelli

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 14:38

(DIRE-SIR) – Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha ricevuto oggi dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, una lettera nella quale, a causa di motivi strettamente personali, chiede di poter essere sollevato dall’incarico attualmente ricoperto. “Il ruolo di Capo del Dipartimento della Protezione Civile è unico, necessariamente assorbente e totalizzante per chi lo ricopre, dati tutti i rischi presenti sul territorio italiano e il complesso ma strepitoso Sistema di componenti e strutture operative che ruota intorno al Dipartimento stesso” scrive Curcio. “Tutte le energie devono essere dedicate a svolgere nel miglior modo possibile questa funzione senza soluzione di continuità, giorno e notte, h24 come diciamo in gergo. Purtroppo, per motivi strettamente personali, non sono più, in questo momento, nella possibilità di garantire il cento per cento della mia concentrazione e del mio impegno per continuare a ricoprire tale ruolo”, prosegue. Il Presidente del Consiglio ha ringraziato molto Curcio per il lavoro svolto in questi anni, “con una dedizione, una passione, una energia e una competenza straordinarie”, ha sottolineato Gentiloni. Il premier ha quindi indicato in Angelo Borrelli, vice di Curcio, il nuovo Capo del Dipartimento della Protezione Civile. A Borrelli vanno i migliori auguri di buon lavoro da parte del Presidente del Consiglio per le sfide e le responsabilità che lo attendono. (www.dire.it)

Lotta alla criminalità: Paola, a settembre il “Pacchero d’argento”. Tra i premiati il vescovo Savino

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 14:22

C’è anche monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, tra le persone che quest’anno verranno premiate con il “Pacchero d’argento”. Il riconoscimento, giunto all’ottava edizione, è stato ideato da Salvatore Magarò, presidente dell’associazione culturale “Più di cento – tana per la legalità” e viene assegnato a persone impegnate nell’affermazione dei diritti e nel contrasto alla illegalità e alla criminalità organizzata. Mons. Savino riceverà il riconoscimento per essersi “apertamente e nettamente schierato contro la ‘ndrangheta e i simbolismi religiosi di cui le cosche si sono nutrite nell’area della diocesi, alla ricerca del consenso popolare”. “Inchinarsi al potere mafioso rende schiavi e uccide la speranza” – ha dichiarato recentemente mons. Savino, come ricorda una nota degli organizzatori – chiedendo alle famiglie un sussulto di umanità e di conversione sincera alla fede. L’evento “Un pacchero alla ‘ndrangheta” si terrà il prossimo 7 settembre, alle ore 20.30, a Paola (Cosenza). L’iniziativa prese il via nel 2010, all’indomani della nomina di Salvatore Magarò a presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta ed è proseguita anche oltre il termine della legislatura.

Ong e migranti: Forti (Caritas), “riportare il dibattito a serietà e serenità”. No a “teatrino” di fazioni opposte

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 13:55

Un invito “ad uscire da questo ‘teatrino’ con due fazioni opposte insostenibili – chi sta pro o contro i salvataggi umanitari -, perché si stanno dando messaggi non veritieri e a farne le spese sono i migranti”. A parlare oggi al Sir è Oliviero Forti, responsabile dell’ufficio immigrazione di Caritas italiana, che interviene nel dibattito sul codice di condotta per le Ong e i salvataggi dei migranti. Anche la Caritas, come il ministro dei trasporti Graziano Del Rio, ritiene che il tema non “debba essere centrato esclusivamente sul codice di condotta delle Ong ma sul salvataggio, perché al di là dei Codici c’è in gioco la vita umana, che è la nostra preoccupazione maggiore. E chi se ne prende la responsabilità?”. “Il fatto che ci siano persone riportate in Libia dove vengono violati i diritti umani – ricorda Forti -, e persone salvate in attesa di essere sbarcate, sono tutti elementi da prendere in considerazione, perché esistono norme di diritto internazionale da rispettare. Tutto il resto del dibattito rischia di diventare un teatrino che in questa fase non serve a nessuno. Non dimentichiamo che l’Italia è già stata condannata in passato per i respingimenti illegittimi verso la Libia con il ‘caso Hirsi'”. Forti chiede “di avere il coraggio di abbassare i toni e mettersi tutti intorno ad un tavolo, per cercare di fare insieme una politica nell’interesse di tutti, sia del Paese che accoglie, sia degli immigrati”. “Bisogna riportare il dibattito su un piano di serietà e serenità – sottolinea -, uscendo dal ‘cul de sac’ legato alle Ong e affrontando seriamente la questione libica e tanti altri temi legati, altrimenti si accentua la divisione tra queste due pseudo-fazioni e tutto ciò si ripercuote sull’accoglienza nei territori”. Anche a proposito della presenza a bordo della navi di personale armato la Caritas pensa che “le armi non risolvono il problema, è solo un messaggio securitario che non serve certo a frenare le partenze”.

 

 

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