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Paradisi fiscali: Oxfam, via libera “con riserva” sulla trasparenza finanziaria delle multinazionali

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 18:50

Il Parlamento europeo si è espresso oggi ad ampia maggioranza a favore dell’obbligo di una maggiore trasparenza finanziaria e fiscale per le multinazionali, che operano nell’Unione europea. “Tuttavia, su iniziativa dei gruppi conservatori, l’assemblea ha anche introdotto una pericolosa clausola di salvaguardia, che permetterebbe alle corporation di non fornire un quadro esauriente delle loro attività globali e delle tasse versate ai vari governi”. Lo afferma oggi Oxfam.  “Il voto di oggi ha il merito di aver rafforzato, almeno in parte, la proposta della Commissione europea sulla rendicontazione pubblica Paese per Paese (country-by-country reporting o Cbcr) – afferma la direttrice campagne di Oxfam Italia, Elisa Bacciotti -. Un passo ancor più deciso nella direzione di una maggiore trasparenza è stato però impedito dalle modifiche che avranno l’effetto di favorire l’interesse del grande business rispetto a quello dei cittadini e delle piccole e medie imprese europee’. Secondo Oxfam, il provvedimento dell’Europarlamento ha il merito di “avallare la pubblicazione dei dati societari disaggregati per tutti i Paesi, in cui una multinazionale conduce le proprie attività. Ciò rappresenta un passo in avanti rispetto alla proposta originale della Commissione, che prevedeva una disaggregazione delle informazioni per le sole giurisdizioni europee e per quelle della futura blacklist Ue dei paradisi fiscali, e un dato aggregato per i Paesi extra-Ue; ampliare l’elenco delle informazioni societarie soggette all’obbligo di pubblicazione. Allo stesso tempo il provvedimento contiene però alcuni punti deboli, che rischiano di minarne l’efficacia e la portata come misura anti-abuso”. In primis, prosegue, “agli Stati membri viene lasciata la possibilità di concedere alle multinazionali – tramite una procedura di ruling – una pericolosa clausola di salvaguardia, grazie alla quale le corporation verrebbero esentate dalla pubblicazione di alcune informazioni societarie in una o più giurisdizioni, qualora queste vengano considerate commercialmente sensibili”. “Sarà ora compito dei governi Ue, nel corso del negoziato autunnale con la Commissione e l’Europarlamento, garantire un rafforzamento normativo della proposta – conclude Bacciotti –. L’auspicio è che si possa arrivare a una misura capace di porre un serio baluardo contro l’elusione fiscale, scoraggiare la pianificazione fiscale aggressiva delle multinazionali e promuovere al contempo l’investimento in imprese fiscalmente responsabili”.

Cultura: Amci Savona, scade il 31 luglio il bando della X edizione del “Premio Cronin”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 18:40

Scade lunedì 31 luglio il bando per poter partecipare alla decima edizione del concorso letterario riservato a medici chirurghi e odontoiatri, intitolato al medico scrittore scozzese “Archibald Joseph Cronin”. Il premio, divenuto nazionale a partire dal 2010, è promosso e organizzato dalla sezione di Savona dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci) e si svolge con il patrocinio, fra gli altri, della stessa associazione, di Regione Liguria, Provincia Savona, Comune Savona, diocesi Savona-Noli, Omceo Savona, Associazione medici scrittori Italiani. Tre le sezioni in gara: poesia, narrativa e teatro. Non saranno ammessi lavori presentati in precedenti edizioni della rassegna. Gli elaborati vanno indirizzati a: Premio Cronin 2017 – c/o Ordine Provinciale Medici Chirurghi e Odontoiatri – via San Lorenzo, 3/6 – 17100 Savona (farà fede il timbro postale). “Nel corso degli anni l’interesse verso il Premio Cronin è apparso progressivamente crescente, come si evince dal numero dei partecipanti, dalla qualità della scrittura dei concorrenti, dalla gratificante considerazione del mondo della cultura e degli organi di stampa – dichiara Marco Lovisetti, fondatore del premio e past president Amci Savona – . L’obiettivo del concorso letterario è quello di mettere in risalto la vocazione umanista del medico”. Numerosi “gli esempi di medici” capaci di “coniugare un’intensa vita professionale con un’appassionata e altrettanto riconosciuta dedizione all’arte della scrittura, della musica e della pittura”, ha aggiunto. Info: https://www.premiocronin.com/

Educazione: Fidae, dal 12 al 15 luglio al Monastero di Bienno il primo campus estivo

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 17:47

Dal 12 al 15 luglio al Monastero di Bienno (Brescia) si terrà il primo campus estivo promosso dalla Fidae (Federazione istituti attività educative) sul tema “Quale docente-educatore per i ragazzi di oggi”. Il corso prevede trenta ore di formazione destinate a direttori, presidi, docenti ed educatori. “Il campus – spiegano i promotori – è un’occasione di riflessione e approfondimento condiviso su un tema che è alla base dell’agire educativo dei professionisti della scuola: conoscere i ragazzi – l’infanzia e l’adolescenza di oggi – per orientare adeguatamente il loro cammino. Attraverso quattro sguardi: sociologico, psicologico, pedagogico e teologico, si cercherà di comprendere l’identità dei ragazzi, per orientare meglio la relazione educativa che sta alla base della professionalità del docente-educatore”. Le giornate residenziali, aggiunge la Fidae, “verranno anticipate e seguite da una riflessione ‘a distanza’, per raccogliere i punti di vista iniziali dei partecipanti sul tema e giungere alla definizione finale di un documento condiviso, una sorta di ‘Vademecum del docente-educatore del terzo millennio’”. Al termine del Campus verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Info: www.fidae.it.

Migrazioni: piano d’azione della Commissione per sostenere l’Italia. Gli interventi indicati ai 28

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 17:40

(Strasburgo) La Commissione europea propone una serie di misure da adottare per “accelerare gli interventi collettivi dell’Ue lungo la rotta del Mediterraneo centrale”. Tali proposte vengono inviate al Consiglio dei ministri degli Interni che si riunirà il 6 luglio a Tallin. Il primo capitolo delle proposte della Commissione comprende misure “volte a ridurre la pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale e aumentare la solidarietà”: si prevede di migliorare il coordinamento delle attività di ricerca e salvataggio; intensificare le azioni intese a rafforzare la capacità della Libia di controllare le frontiere (piano coordinato con l’Italia; nuovi fondi per 46 milioni); rafforzare le azioni per ridurre la pressione migratoria sulla Libia e contrastare il traffico di migranti e la tratta di esseri umani (sono comprese proposte di controllo dei flussi verso la Libia, rimpatri volontari assistiti dalla Libia e dal Niger verso i Paesi di origine in collaborazione con Unhcr). La Commissione dedica poi un intero capitolo a “realizzare progressi concreti nel rimpatrio dei migranti irregolari (accordi di riammissione fra Ue e Paesi terzi). All’Italia si chiede di applicare procedure di rimpatrio accelerate, mentre nell’Ue è necessario per la Commissione che si realizzino “pienamente gli attuali impegni di ricollocazione.
“Gli Stati membri devono aumentare le ricollocazioni dall’Italia, dimostrando maggiore flessibilità nell’accettare i candidati alla ricollocazione proposti” e “rispondendo più rapidamente alle richieste italiane”. Però “l’Italia dovrebbe registrare con urgenza tutti gli eritrei presenti” sul territorio nazionale, “centralizzando la procedura di ricollocazione presso appositi centri di ricollocazione e ricorrendo a procedure standardizzate per consentire la ricollocazione dei minori non accompagnati”. Non di meno, la Commissione insiste affinché gli Stati membri dell’Ue finanzino il Fondo fiduciario dell’Ue, in particolare per la “finestra” per l’Africa settentrionale (“North Africa window”), per garantirne la sostenibilità per il 2018 e oltre, in linea con gli impegni da loro assunti. Dalle casse Ue arriveranno entro il 2017 ulteriori 200 milioni per questo fondo.

Anziani: Milano, il “Pranzo è servito” al Refettorio Ambrosiano. Iniziativa della Caritas che cerca volontari

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 17:29

Il “Pranzo è servito” al Refettorio Ambrosiano. Questa estate, infatti, Caritas Ambrosiana offrirà agli anziani dei decanati di Zara e Turro un pranzo alla mensa di Greco nata da un’idea dello chef Massimo Bottura. Per l’occasione, l’organismo diocesano cerca volontari disponibili a prestare servizio come “commis de rang”. L’iniziativa si svolgerà nel mese di agosto e riguarderà gli anziani seguiti dai centri di ascolto parrocchiali dei decanati di Zara e Turro, di cui è comprovata la situazione di svantaggio. In particolare da lunedì a venerdì, verso mezzogiorno, gli ospiti potranno pranzare insieme e apprezzare la creatività dei cuochi del Refettorio impegnati ogni giorno a trasformare le eccedenze alimentari in eccellenze. L’impegno per i volontari che intendono lavorare come commis de rang al Refettorio sarà di qualche ora nella fascia centrale della giornata, dalle 11 alle 14 dal lunedì al venerdì, dal 31 luglio al 1 settembre. Per gli anziani più in difficoltà, è previsto anche un servizio taxi, con un pulmino di Caritas Ambrosiana guidato dagli operatori.
Il “Pranzo è servito” rappresenta l’evoluzione dell’esperienza di volontariato estivo del personal shopper. “Negli anni passati chiedevamo alle persone di portare il pranzo a casa degli anziani. Quest’anno, invece, i volontari porteranno gli anziani a pranzare insieme in un luogo speciale”, ha sottolineato Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana. Il programma, fanno sapere gli organizzatori, non interferirà con l’attività ordinaria del Refettorio: la sera, dalle ore 18.30, infatti, la mensa continuerà a servire la cena a senzatetto e persone in difficoltà. Per prendere servizio all’iniziativa, si può chiamare il numero dell’associazione volontari di Caritas Ambrosiana: 02 58 32 52 89.

Migrazioni: piano d’azione della Commissione per sostenere l’Italia. Timmermans, “accelerare sui ricollocamenti”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 17:20

(Strasburgo) Sui mancati ricollocamenti di migranti da Grecia e Italia, il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans ribadisce: “Bisogna accelerare, ogni Stato deve fare la sua parte. Anche il Regno Unito”. Poi segna una differenza tra migranti che hanno diritto alla protezione internazionale e ai cosiddetti “migranti economici”: “Dobbiamo lavorare con i Paesi di partenza e di transito perché le persone non si mettano in viaggio per poi finire nelle mani della tratta”. Parla dunque di sostegno allo sviluppo in Africa e lotta alla tratta. Timmermans ricorda che la proposta di un codice di condotta per le Ong arriva dall’Italia e che la “Commissione è pronta a sedersi allo stesso tavolo per lavorarci”. “L’impulso dell’azione delle Ong è umanitario, non c’è dubbio. Ma poi è possibile che nell’azione sul campo si creino dei problemi”. Sui mezzi blindati al confine con l’Austria si mostra scettico e non dice molto: “Quando Vienna ci notificherà le sue intenzioni, noi reagiremo di conseguenza”.

Migrazioni: piano d’azione della Commissione Ue per sostenere l’Italia. Timmermans, “solidarietà europea”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 17:11

(Strasburgo) “La situazione in Italia è molto complicata. Per questo l’Italia ha chiesto aiuto all’Unione europea ed è una richiesta più che giustificata”. Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione, si schiera a fianco dell’Italia per affrontare l’emergenza migratoria. Non si sofferma sui numeri e sugli sbarchi, ma insiste per una “solidarietà europea” dinanzi a un fenomeno “che non è emergenziale ma strutturale”. Incontrando i giornalisti a Strasburgo, spiega le ultime proposte avanzate dalla Commissione che saranno discusse fra i ministri degli Interni dei 28 giovedì a Tallin. “L’Italia ha fatto molto per l’accoglienza, ma ora la realtà richiede che tutti facciano la loro parte”. Il richiamo va a quei Paesi che hanno finora rifiutato ogni aiuto concreto anche sul piano dei ricollocamenti. “Occorre ridurre la pressione migratoria sull’Italia. Non esiste una bacchetta magica che risolva tutti i problemi, ma se tutti gli Stati membri facessero la loro parte nel senso della solidarietà…”, ripete ancora una volta. Timmermans elogia più volte il governo italiano e il ministro Minniti, col quale, dice, siamo in stretto contatto. “Se serviranno fondi – aggiunge – li troveremo. Al contempo occorre affrontare le radici remote della migrazioni”, con interventi in Africa.

Abusi su minorenne: don Birardi (Bari), “una notizia molto triste”. “Adulti non riescono più a trasmettere sistema valori a giovani e adolescenti”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 17:10

“Una notizia molto triste, che soprattutto fa capire quanto sia diventato abbastanza precario il sistema dei valori che la generazione adulta non riesce più a trasmettere a giovani e giovanissimi”. Così don Michele Birardi, responsabile dell’Ufficio giovani della diocesi di Bari-Bitonto, commenta gli episodi di presunti abusi sessuali che una dodicenne avrebbe subito da cinque minorenni in un quartiere alla periferia di Bari. “Ritengo che dovremmo ritornare a mettere al centro il problema educativo come formazione delle coscienze e dell’identità”, continua. Nell’adolescenza “si forma l’identità, a contatto con un contesto che deve aiutare a distinguere il bene dal male”. La mentalità comune è “se mi piace, tutto si può fare. L’altro diventa oggetto dei miei desideri per la soddisfazione dei miei bisogni, per farmi sentire grande o onnipotente in alcuni casi”, prosegue. Per don Birardi “si è interrotto il passaggio delle buone pratiche da una generazione all’altra”. Il problema è quanta percezione si ha “della sacralità del corpo, così come per esempio avviene con l’abuso dell’alcool e del corpo dell’altro”. In generale, “si è persa la concezione del limite e quando ciò accade il limite si sposta sempre un po’ più in là, perdendo di vista la libertà dell’altro”, conclude.

Lotta alla mafia: Bindi (Antimafia), “lo Stato ha vinto e se vuole vince”. “La mafia oggi spara meno ma corrompe di più”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 17:10

“Dobbiamo essere sicuri che lo Stato ha vinto e se vuole vince. Ma dobbiamo anche essere consapevoli che la mafia del tutto non l’abbiamo sconfitta”. Così Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, commenta le operazioni antimafia delle forze dell’ordine che hanno portato all’arresto di circa duecento persone tra Locride, Puglia e Catania. In un’intervista al Sir, Bindi riconosce che “l’attività della magistratura e delle forze di polizia contro le mafie è efficace e colpisce i territori nei quali la loro presenza ha una pervasività molto forte e molto condizionante”. “Lo Stato c’è e non declina le proprie responsabilità”, aggiunge, ma “purtroppo, anche la mafia c’è”. “Resta una presenza importante e pericolosa. E chi la nega dimostra una grande irresponsabilità”, osserva la presidente della Commissione Antimafia. E se “lo Stato c’è, i risultati si ottengono”, per Bindi “dobbiamo continuare su questa strada rafforzando la prevenzione come cittadini, sapendo che si dovrebbe neutralizzare la presenza delle mafie prima delle forze dell’ordine non accettando alcun tipo d’interlocuzione e di complicità ma anche ribellandosi alla loro capacità intimidatoria”. “La mafia delle stragi di Falcone e Borsellino, quella degli anni 1992-93, è stata sconfitta e assicurata alla giustizia. Ma non è stata sconfitta e sradicata la mafia in Italia”, sottolinea Bindi. “Anche sotto l’azione dello Stato che ha vinto la battaglia – conclude – la mafia è stata costretta a cambiare: oggi spara meno ma corrompe di più”.

Missione: Cei e Cimi, a Brescia dal 12 al 15 ottobre il primo Festival nazionale, grande evento di festa e incontri

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 16:58

Si svolgerà a Brescia dal 12 al 15 ottobre il primo Festival nazionale della Missione intitolato “Mission is possible”, organizzato dalla Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi), la Cei attraverso la Fondazione Missio; la diocesi di Brescia. Quattro giorni di eventi con conferenze, incontri, concerti, mostre, spettacoli di strada, momenti di riflessione in un clima di festa. Secondo suor Marta Pettenazzo, presidente della Cimi, il Festival può essere “uno strumento privilegiato per condividere il dono del Vangelo, che non può essere proclamato solo all’interno delle nostre chiese e comunità”. Sulla stessa linea don Michele Autuoro, direttore di Missio, che richiama il concetto di “Chiesa in uscita” caro a Papa Francesco: “Andiamo in città e nelle piazze perché la Chiesa non dimentichi che è nata in uscita”. E mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia, ricorda che “la passione per l’annuncio del Regno di Dio ha animato la vita del beato Paolo VI, di san Daniele Comboni, della beata Irene Stefani e di tanti figli e figlie di questa terra”. “Il Festival – aggiunge il direttore artistico, il giornalista e scrittore Gerolamo Fazzini – vuole essere anche l’occasione per mettere in circolazione quanto è già stato realizzato in questi anni nel mondo missionario italiano, un mondo che vive indubbiamente una fase di difficoltà e di cambiamento ma che è ancora capace di esprimere numerose eccellenze in ambito culturale, nelle attività di animazione, nell’editoria, nel rapporto con i giovani”. Uno dei tratti distintivi del Festival sarà l’ospitalità diffusa in case religiose, oratori e famiglie secondo uno stile improntato all’essenzialità. Tra gli ospiti già confermati, i cardinali Tagle, Simoni e Filoni, padre Federico Lombardi, Alejandro Solalinde, Rosemary Nyirumbe, Blessing Okoedion,  Gael Giraud. Il programma e altre info su www.festivaldellamissione.it

Papa Francesco: “offriamo speranza cristiana a chi si è allontanato da Dio”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 16:52

“Non dimentichiamo mai che la nostra gioia è in Gesù Cristo, che il suo amore è fedele e inesauribile. Perché quando un cristiano è triste, vuol dire che si è allontanato da Gesù”. È quanto afferma Papa Francesco, nel videomessaggio per le intenzioni di preghiera del mese di luglio, rilanciato da Radio Vaticana e dedicato al tema delle persone che si sono allontanate dalla fede cristiana. Quando una persona si è allontanata da Dio, sottolinea il Papa, “non bisogna lasciarlo solo. Dobbiamo offrirgli la speranza cristiana, con la parola, sì, ma ancor di più con la nostra testimonianza, con la nostra libertà, con la nostra gioia”. “Preghiamo per i nostri fratelli – conclude il Pontefice – che si sono allontanati dalla fede, perché, attraverso la nostra preghiera e la testimonianza evangelica, possano riscoprire la bellezza della vita cristiana”.

Brennero: Kompatscher (presidente Provincia Bolzano), “situazione sotto controllo”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 16:41

“Al Brennero la situazione è sotto controllo”. A parlare è il presidente della Provincia di Bolzano, dopo le reazioni provocate dall’annuncio del ministro della difesa austriaco, Hans Peter Doskozil, di voler intensificare i controlli al confine di Stato del Brennero, utilizzando anche l’esercito, in vista di un possibile incremento dell’arrivo di profughi sul suolo italiano. “Questa notizia – sottolinea Kompatscher – non rappresenta alcuna vera novità. Il susseguirsi di annunci relativi a misure più rigide è da collegarsi al fatto che in autunno in Austria sono previste le elezioni politiche”. Kompatscher spiega che “già in passato Vienna aveva più volte comunicato di voler eseguire tutti gli interventi preparatori in vista della possibile attuazione di un sistema più rigido di gestione dei confini”. Il presidente della Provincia aggiunge, inoltre, che “il tema torna ora d’attualità in quanto vi è una crescita dei flussi migratori attraverso la rotta del Mediterraneo, e dopo la pressante richiesta avanzata dall’Italia di una maggiore solidarietà a livello europeo. In realtà al Brennero la situazione risulta al momento stabile e sostanzialmente tranquilla. Non si segnalano grandi numeri di passaggi illegali, e non bisogna dimenticare che l’Unione europea non ha autorizzato controlli che vadano oltre a quelli previsti dal regime di Schengen: all’interno di questa cornice giuridica, infatti, i controlli ci sono già e funzionano grazie all’ottima collaborazione fra Italia e Austria”.

Chiese europee: incontro segretari generali, “in un’Europa plurale, le sfide vanno affrontate insieme”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 15:48

“L’Europa è oggi più che mai una realtà complessa”. E la sua pluralità culturale, economica, politica, sociale e religiosa “include anche la necessità di affrontare insieme le sfide”. È quanto scrivono i segretari generali delle Conferenze episcopali d’Europa al termine del loro incontro promosso dal Ccee a Bucarest, in Romania, dal 30 giugno al 3 luglio, per parlare del “ruolo della Chiesa, in particolare delle Conferenze episcopali, in un’Europa pluralista”.
Nel comunicato finale, diffuso oggi, i segretari generali scrivono: “Il fenomeno migratorio, una certa frattura culturale tra le generazioni, la crisi del sistema educativo, che un po’ ovunque non ha saputo curare la trasmissione dei valori che sostengono i rapporti sociali e la crisi delle istituzioni sono alcuni degli aspetti che testimoniano come l’Europa non è più una realtà omogenea. Per affrontare seriamente le sfide portate da questi fenomeni è necessario ridare un ruolo decisivo alla ragione. Se essa viene soppiantata dall’emozione, come spesso accade in quest’epoca della post-verità, la violenza dei linguaggi e degli atti diventa moneta corrente”. C’è in Europa anche una pluralità “economica” segnata da una crescita costante di separazione e differenza tra “ricchi e poveri”, tra “gli stessi Paesi europei, tra città e zone rurali e tra le varie generazioni”. I segretari generali europei esprimono a questo proposito “particolare preoccupazione” per il crescente numero di giovani disoccupati così come per il crescente numero di anziani che vivono in uno stato di indigenza. A questa crisi, i presuli invocano “solidarietà e carità, insieme alla giustizia”, che “non sono parole vuote, ma urgenze che la Chiesa non cessa di richiamare”. Le Chiese guardano con preoccupazione anche al mondo politico, perché incapace di “esprimere in modo chiaro, visioni e modelli antropologici e di società”.
“Da anni – si legge nel comunicato – , in molti Paesi europei, la frattura sociale tra cittadini e dirigenti politici è significata dal crescente astensionismo durante le elezioni”. Riguardo invece al “pluralismo sociale e religioso”, i segretari generali mettono in evidenza la necessità di promuovere una “cultura della convivenza che non trasformi la diversità in avversità, l’identità in isolamento”. E osservano come anche in seno alla Chiesa cattolica, il pluralismo è una grande sfida. Ma – aggiungono – “è errato considerare la diversità di opinioni come un segno di divisione. Il vero dialogo cristiano è infatti ascolto libero e responsabile anche di opinioni contrastanti”.

Ottobre missionario: a Roma il primo convegno nazionale. Parola chiave “comunione”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 15:36

“In un mondo che diventa sempre più villaggio globale si rende necessario vivere la solidarietà in una spiritualità di comunione”. Lo ha sottolineato don Michele Autuoro, direttore della Fondazione Missio, durante il primo convegno nazionale sull’Ottobre missionario, organizzato da don Mario Vincoli, segretario nazionale di Missio Adulti e Famiglie (Propagazione della fede). Ed è proprio “comunione” la parola chiave che ha fatto da fil rouge alla due giorni di incontri, riflessioni e preghiere a Roma, il 1° e il 2 luglio. Il direttore di Missio ha spiegato che “è bello individuare il carisma particolare delle Pontificie Opere Missionarie e ripensarne la loro attualità per l’oggi della Chiesa e della sua missione fino agli ultimi confini della terra”. Il convegno è stato aperto da don Mario Vincoli, che ha proposto di riflettere sull’Ottobre e ha insistito sul fatto che l’unico modo per “trovare vie nuove di evangelizzazione è quello di incontrarsi, parlare e decidere assieme”. Tra i relatori: padre Ciro Biondi, segretario nazionale di Missio Consacrati, e padre Giulio Albanese, direttore delle riviste di Missio, Popoli e Missione e il Ponte d’Oro.
“L’invio della Chiesa ad gentes – ha spiegato don Autuoro – comporta la collaborazione di tutti i credenti. La partecipazione delle comunità ecclesiali e dei singoli fedeli alla realizzazione di questo progetto divino si chiama cooperazione missionaria”. Ed è perciò che “la Chiesa si compiace che, insieme a Congregazioni e Istituti tradizionalmente dedicati alla missione ad gentes, vadano oggi sorgendo sia forme nuove di promozione dell’evangelizzazione sia nuovi soggetti missionari: sacerdoti diocesani e altri chierici, laici, associazioni di volontari e di famiglie, servizi professionali, gemellaggi, scambi di personale e di esperienze pastorali”.
“La Giornata missionaria mondiale – ha affermato padre Biondi – è un ripetuto invito all’intero popolo di Dio ad attualizzare nel nostro tempo il dovere dell’evangelizzazione in ogni luogo e per tutti i popoli”. Secondo padre Albanese, “per una Chiesa davvero missionaria è necessario che ogni cristiano sia consapevole (e se non lo è lo diventi) del fatto che, in forza del battesimo, è corresponsabile dell’attività missionaria. La partecipazione delle comunità e dei singoli fedeli a questo ‘diritto-dovere’ chiamato ‘cooperazione missionaria’ comprende: la preghiera, la solidarietà e le diverse attività di animazione e formazione missionaria”. Padre Albanese ha evidenziato che “per i missionari l’informazione è la prima forma di solidarietà, ha un ruolo strategico. Le campagne di tipo solidale devono mostrare innanzitutto le ragioni della povertà. Chi parla oggi della Somalia, del Centrafrica, del Darfur, dell’ex Zaire, o del Sud Sudan?”.

Ius soli: Diaco (Acli Bologna), “troppa demagogia su fenomeni migratori e cittadinanza”. “I numeri sono più modesti di ciò che si pensa”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 15:21

“Occorre fare più informazione – che sia migliore – sui temi legati ai fenomeni migratori e alla cittadinanza” anche perché “si fa troppa demagogia su questi argomenti”. Lo ha affermato ieri il presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco, intervenuto ad un incontro sul tema della legge di cittadinanza ora in discussione. Dai “dati che raccogliamo presso i nostri servizi di Patronato e Caf”, ha spiegato Diaco, emerge che su quasi 23mila pratiche effettuate negli ultimi due anni all’Ufficio Immigrati del Patronato Acli di Bologna, solo lo 0,2% riguardano pratiche di minori di 15 anni (127 utenti nati in Italia). “Di fatto, già ora, al compimento del diciottesimo anno, i nati in Italia possono acquisire la cittadinanza”, osserva Diaco. “Anche la legge sullo ius soli prevede, comunque, una residenza stabile del bambino e della famiglia in Italia – ha proseguito – mentre passa il messaggio sbagliato che sia sufficiente partorire in Italia perché il neonato e tutta la famiglia siano italiani”. “Dal nostro punto di osservazione, vediamo che anche i numeri sono più modesti di ciò che si pensa – ha precisato il presidente provinciale -. Riteniamo comunque necessario apportare delle modifiche alle norme che regolano il soggiorno in Italia di lungo periodo, perché, ad oggi, le limitazioni imposte producono fenomeni di sfruttamento, microcriminalità e criminalità organizzata, mercato nero persino di residenze e di assunzioni fittizie per parenti ed amici come lavoratori domestici”. “La vera integrazione passa per la conoscenza della lingua e un progetto familiare, più che personale”, ha concluso.

Ambiente: Tomasi (Santa Sede), “aumentare il livello di protezione dei mari o le persone continueranno a morire a migliaia”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 15:11

“Non è possibile mantenere l’attuale livello di protezione dei mari: se non lo aumentiamo, le persone continueranno a morire a migliaia, in cerca di sicurezza o di migliori condizioni di vita”. È l’appello lanciato da mons. Silvano Maria Tomasi, segretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, durante il convegno su “Oceans. Caring for a common heritage”, svoltosi oggi a Roma per iniziativa del medesimo Dicastero. Il riferimento è al dramma dei migranti, che “cercano di emigrare, legalmente o illegalmente”, attraversando il Mar Mediterraneo, ma non solo, e per i quali i mari possono trasformarsi “in trappole”, quando si è in fuga “da guerra, fame e persecuzioni”. “In Italia c’è una politica molto chiara in tal senso”, il riconoscimento di Tomasi a proposito dell’attività di intercettazione e di salvataggio delle imbarcazioni con i migranti, che “provocano un grande stress fisico e psicologico”:  così, “tante operazioni di salvataggio si trasformano in catastrofe, con molti migranti che annegano a un passo dall’aver raggiunto la destinazione”. “Occorre un’azione politica e scientifica per proteggere gli oceani, ma non bisogna dimenticare i milioni di persone che lavorano sugli oceani”, ha detto Tomasi menzionando i 58 milioni di persone impegnati nel settore della pesca, il settore occupazionale con il più alto numero di morti e di vittime di incidenti sul lavoro: senza contare i casi di abuso dei diritti umani, in particolare di minori.

Diocesi: Taranto, “Luci nella notte” per una serata di evangelizzazione di strada

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 15:02

Una serata di evangelizzazione di strada. L’hanno promossa, sabato sera, promossa i gruppi del Rinnovamento nello Spirito di tutta la diocesi di Taranto insieme al parroco della basilica cattedrale don Emanuele Ferro.I l lungomare della Città vecchia di Taranto è diventato così un luogo insolito di conversione con “Luci nella notte”, cinque ore di preghiera e adorazione eucaristica vissute nel raccoglimento, senza ostentazione o distrazioni dovute al traffico o alla musica dei bar vicini. “Sono meravigliato e grato per questa serata – ha commentato Mario Landi, coordinatore nazionale del Rinnovamento dello Spirito – e ho ammirato l’impegno degli evangelizzatori tarantini, la loro capacità di ascolto, il coraggio di manifestare con gioia la propria fede, segno concreto di quella Chiesa in uscita di cui parla Papa Francesco”. Tante le famiglie avvicinate durante la serata, che ha preso il via con la Messa celebrata all’aperto da don Ferro. “Più che sul mar Piccolo sembra di stare sul lago di Tiberiade – ha affermato durante l’omelia – e questo luogo, una cattedrale a cielo aperto, ci ricorda che Cristo vuole incontrarci nella nostra quotidianità per dare un senso vero alla nostra vita”.

Conclusa la celebrazione è stato esposto solennemente il Santissimo Sacramento per l’adorazione mentre gli evangelizzatori invitavano i passanti ad avvicinarsi per pregare davanti a Gesù Eucaristia. Diversi sacerdoti si sono resi disponibili per le confessioni, che sono continuate fino a tardi, quando la serata si è conclusa con le invocazioni di intercessione e un momento di festa. Domenica l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, ha ricevuto i responsabili e gli animatori dei gruppi del Rinnovamento, insieme al coordinatore nazionale Mario Landi e ha incoraggiato a continuare la missione.

Diocesi: Caritas Verona, lunedì si presenta un focus sulle povertà e sulle azioni poste in essere per contrastarla e prevenirla.

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 14:48

La povertà a Verona. Se ne parlerà lunedì 10 luglio, alle ore 11, nella sede della Caritas diocesana Veronese, a partire dalle attività delle Associazioni di Caritas San Zeno onlus e San Benedetto onlus per fare “un viaggio nel mondo del bisogno della nostra città e provincia. Un focus sulla povertà abitativa, alimentare economica, relazionale e le azioni poste in essere per contrastarla e prevenirla”. Per l’occasione saranno presentate le relazioni attività 2016 dell’Associazione di Carità San Zeno onlus, dall’attivazione di reti territoriali, agli strumenti di formazione e informazione, dalle campagne di sensibilizzazione fino ai servizi di Emporio e ai progetti per i giovani; e dell’Associazione San Benedetto onlus, dai percorsi di riflessione sul disagio abitativo alle azioni concrete di promozione della persona, dal sostegno alla prevenzione e all’accompagnamento attraverso le reti territoriali. Interverranno mons. Giuliano Ceschi, direttore della Caritas diocesana di Verona, Carlo Croce, vicedirettore della Caritas diocesana, Barbara Simoncelli, dell’Area progetti e coordinamenti, operatori delle associazioni e dei centri di ascolto Caritas.
“La diocesi di Verona con la Caritas ha avviato un percorso di riflessione sulla base dei bisogni letti sul nostro territorio in termini di fragilità e povertà delle famiglie che lo abitano”, si legge in una nota. “Dopo ormai dieci anni di crisi economica, infatti, le situazioni di difficoltà di un numero sempre maggiore di nuclei familiari si sono aggravate” e, “per questo motivo, gli orientamenti operativi che oggi si intende percorrere vanno nella direzione di incentivare progetti di accompagnamento integrato e promozione della persona. Il quadro della povertà, non solo riguarda aree sempre più diffuse della popolazione ma, accanto alle forme tradizionali del disagio, vanno aggiungendosi nuovi fenomeni di impoverimento sociale”. L’origine prima della vulnerabilità sociale, secondo la Caritas, è “nell’isolamento, nell’assenza di contesti in cui persone possano trovare modi per intrecciare relazioni”. Da qui la riflessione che “città, quartieri, comunità vanno coinvolti in termini di informazione, nei servizi e negli interventi posti in essere. L’accompagnamento diventa pertanto un lavoro personalizzato all’interno di un progetto di aiuto dove è imprescindibile l’attivazione delle risorse formali e informali presenti sul territorio di riferimento. Si tratta di avviare progetti ri-generativi per tutti, che portino a un raccordo tra realtà istituzionali, professionali e informali”.

Ambiente: Van der Veen (Paesi Bassi), “negli oceani più plastica che pesci”. Occorre “sensibilizzare l’opinione pubblica” perché non abbiamo un “pianeta B”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 14:46

“Ci vorranno almeno 20 anni per ripulire l’Oceano Pacifico”. La stima è del ministro degli Esteri dei Paesi Bassi, Roel Van der Veen, che durante il convegno su “Oceans. Caring for a common heritage”, promosso oggi alla Pontificia Università della Santa Croce dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, in collaborazione con le ambasciate di Francia, Monaco e Paesi Bassi presso la Santa Sede, ha lanciato un grido d’allarme sul livello di inquinamento degli oceani: “Se le tendenze attuali continueranno, entro il 2050 negli oceani ci sarà più plastica che pesci, e le risorse idriche verranno ridotte in maniera significativa”. L’inquinamento degli oceani dipende dall’attività degli oceani stessi, dall’atmosfera e dalla terra, ha spiegato il ministro: “Più dell’80% del commercio mondiale avviene sul mare, con imbarcazioni sempre più grandi”, ha fatto notare a proposito del primo tipo di inquinamento, di cui sono il simbolo i “cargo” che solcano perfino i mari artici. Il secondo tipo di inquinamento marino è dato dai gas dell’effetto serra: “Gli oceani li assorbono, e così salvano l’atmosfera ma rovinano loro stessi, diventando sempre più caldi e più acidi”. Senza contare la graduale scomparsa della barriera corallina, che produce un aumento delle precipitazioni che in alcuni Paesi, come le Maldive, fa scomparire intere isole. Infine, il ciclo dei rifiuti, i cui detriti non biodegradabili si infiltrano nelle acque e producono materiale tossico che raggiunge i mari: “La plastica non è biodegradabile – ha ricordato Van der Veen – e il sole la trasforma in piccole microplastiche che diventano il cibo dei pesci”. “Sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’ecosistema”, la proposta del relatore, “per arrivare a ‘zero rifiuti’ e all’economia circolare”. “Incoraggiare nuove soluzioni tecnologiche e lavorare con tutti gli attori interessati, dai governi alle organizzazioni internazionali”, le altre direzione di marcia: “Non possiamo fallire, perché non abbiamo un ‘piano B’. Non abbiamo un ‘pianeta B'”.

Corridoi umanitari: Mario Giro (Esteri), “non c’è solo il silenzio un po’ ipocrita dell’Europa, ci sono anche i volti di questi bambini”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 14:41

“Non c’è solo la polemica, la paura, la rabbia ma ci sono anche i volti di questi bambini che ci rassicurano e ci dimostrano che si possono fare le cose con la ragionevolezza dell’accoglienza”. Il progetto ecumenico dei corridoi umanitari “è un modello ormai collaudato, che l’Italia ha esportato”.  Lo ha detto Mario Giro, vice ministro degli Esteri, accogliendo questa mattina all’aeroporto di Fiumicino 52 persone provenienti dal Libano in Italia grazie al progetto dei “corridoi umanitari” promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Tavola Valdese.

“Non c’è solo quindi solo il silenzio un po’ ipocrita del’Europa – ha proseguito il vice ministro -. Non ci sono solo le domande senza le risposte, ma c’è qualcosa che si muove grazie alla società civile. Sono convinto che questo problema si risolve mettendo in moto le energie migliori delle istituzioni e della società civile. Per questo non credo nelle caserme; credo, invece, nei corridoi umanitari, in ciò che connette la società civile, in coloro che lavorano con le persone, che sanno avviare processi di integrazione, lavorando con le istituzioni. I volti di questi bambini e la serenità di questo momento ci dimostrano che possiamo fare tutto senza allarmismi, senza consumare energie intraprendendo direzioni sbagliate, ma stringendoci la mano e cercando risolvere i problemi insieme”.

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