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Czech Republic: ecumenical commission on 17th-century czech church history starting its work

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 15:37

(Bratislava) – The Commission on 17th-Century Czech Church History has been established by the joint decision of the Czech Bishops’ Conference and the Ecumenical Council of Churches in the Czech Republic, with a view to “finding a way to understand this period of Bohemian and Moravian history, which is traumatizing for many people in society even after several centuries”. Thorough ecumenical research into the era of several Church reforms and religious and political conflicts will last until 2021, with special focus on problematic events in the Czech history, especially the re-Catholicization period. “The aim of the Commission´s work should be to deepen ecumenical dialogue and mutual collaboration, and to appeal to society to focus on what we have in common rather than on things that divide us”, says Cardinal Dominik Duka, member of the Commission and president of the Czech Bishops’ Conference. “There will be an effort to eliminate prejudice and to consider past events in a spirit of truth, led by Christ”, concludes Daniel Zenaty, president of the Ecumenical Council of Churches.

Accoglienza: Patriarca Theodoros II, “l’impegno di ospitalità si presenta come un dovere cristiano impellente”

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 15:22

“L’impegno di ospitalità si presenta come un dovere cristiano impellente”. Lo ha affermato questa mattina Theodoros II, patriarca greco-ortodosso di Alessandria, intervenendo al XXV convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa che si è aperto oggi al monastero di Bose sul tema “Il dono dell’ospitalità”. Nel suo intervento, ha rilevato che “il Signore ci ha insegnato che, come cristiani, dobbiamo sentire il bisogno di donare un amore illimitato al prossimo, soprattutto l’indigente, in particolare lo straniero, che siamo chiamati ad accogliere e a fare oggetto delle nostre cure”. Per cui “il cristiano non si accontenta di una tolleranza passiva della diversità dello straniero, ma procede verso un assenso dinamico dato alla sua persona, che si esprime in comunione di amore”. “È un comandamento di Dio trattare gli stranieri che vengono nei nostri Paesi come se fossero dei nativi, e amarli alla pari di noi stessi”, ha ammonito Theodoros II, aggiungendo che “l’ospitalità, la condivisione dei beni della terra con il nostro compagno di umanità, l’accoglienza incondizionata dello straniero, che implica la sua integrazione nella nostra vita, ci fanno entrare in un’autentica relazione ‘eucaristica’ con il Creatore dell’universo”. Ribadendo che “l’ospitalità deve essere uno dei compiti più importanti del cristiano, poiché ha come suo movente l’amore verso il prossimo”, il patriarca greco-ortodosso ha evidenziato che “i cristiani sono chiamati non soltanto a essere ospitali, ma anche a premurarsi di ospitare tutti quelli che hanno bisogno”. “Oggi – ha sottolineato Theodoros II – l’Europa è in preda a terrore e vertigini davanti all’ondata di profughi e al fenomeno dell’immigrazione, ma la Chiesa di Alessandria vive questo evento ogni giorno nello sconfinato continente africano, dove conflitti bellici, guerre civili e disastri naturali producono continuamente ondate di profughi ridotti alla miseria”. Parlando dell’“addolorato continente dell’Africa”, il patriarca ha fatto riferimento alla “situazione di necessità assoluta” in cui versano “decine di migliaia di africani nostri fratelli in Ruanda, Sierra Leone, Burundi, Congo, Sud Sudan e in molte altre regioni. Senza dimora e perseguitati, profughi nel loro stesso Paese”. “Sfruttamento, ingiustizia sociale, violenza, tirannide, disoccupazione, guerra, terrorismo, emigrazione, razzismo, inquinamento ambientale rappresentano dei problemi sociali essenziali che riguardano i credenti”. “Come cristiani – ha concluso – dobbiamo accogliere lo straniero e il migrante come benedizione e come dono di Dio e riconoscere che tutti siamo stati creati come immagine di Dio e abbiamo gli stessi diritti umani per quanto concerne la vita, il lavoro e la libertà. Dobbiamo venire in soccorso del dolore e dell’angoscia delle vittime delle discriminazioni e pregare che le Chiese diano il benvenuto a uomini di ogni razza, colore e nazionalità”.

Beni confiscati: Mazara del Vallo, l’Ac di Jesi ospite per un giorno della Fondazione San Vito onlus

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 15:20

Diciotto persone, tra adulti e ragazzi, dell’Azione cattolica diocesana di Jesi, in provincia di Ancona, sono stati ospiti per un giorno della Fondazione San Vito onlus di Mazara del Vallo, nell’ambito di un’esperienza vissuta in Sicilia tra beni confiscati e mondo dell’associazionismo. Adulti e ragazzi hanno incontrato il neo presidente Vito Puccio, il direttore della Caritas diocesana, Girolamo Errante Parrino, e gli operatori della Fondazione/Caritas. Dopo un primo incontro di testimonianza, durante il quale Puccio e Parrino hanno illustrato le attività che si svolgono all’interno della Fondazione e allo sportello della Caritas diocesana, adulti e ragazzi hanno collaborato al confezionamento dell’origano della legalità raccolto nel fondo agricolo di contrada Pileri, a Castelvetrano, confiscato alla mafia e assegnato alla Fondazione. La giornata si è conclusa con il pranzo nella mensa della Caritas diocesana a Mazara del Vallo, dove, ogni giorno, i volontari, preparano i pasti per i più bisognosi della città.

Rifugiati in Libia: Manconi (Senato), “qualcuno si chiede che fine faranno?”

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 15:18

“Un film che parla dell’attualità di oggi e di domani, con una capacità formidabile di raccontare la realtà”. Così il presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, Luigi Manconi, ha definito il film “L’ordine delle cose” di Andrea Segre, presentato oggi in Senato dopo l’anteprima alla 74ª Mostra del cinema di Venezia. La pellicola, interpretata fra gli altri da Roberto Citran e Giuseppe Battiston, descrive con schiettezza e lucidità i centri di detenzione dei rifugiati che tentano di partire dalle coste libiche verso l’Europa. Un racconto che non tralascia i particolari più violenti, narrato attraverso la storia di Corrado, un funzionario del ministero degli Interni impegnato nelle missioni anti immigrazione irregolare. La sua visione fredda del fenomeno verrà rivista dopo che avrà conosciuto Swada, una donna somala che sta cercando di raggiungere l’Europa per ritrovare suo marito. La pellicola è frutto di un lavoro di tre anni condotto dal regista sulle tracce dei centri di detenzione in Libia. Uscirà nelle sale da domani. “Ma qualcuno si chiede che fine faranno i rifugiati in Libia?”, ha chiesto Manconi che ha criticato l’accordo tra Italia e Libia per frenare il fenomeno migratorio come un “tappo che sta mandando all’inferno i rifugiati”. Della stessa opinione si è detta Emma Bonino. L’ex ministro degli Esteri ha aggiunto di essere “preoccupata per il tappo che è stato creato perché – ha sottolineato – rafforza le milizie libiche”. Bonino ha infine ricordato l’impegno insieme a tante organizzazioni cattoliche e laiche per la campagna “Ero straniero” che ha l’obiettivo di spingere il Parlamento a superare la legge Bossi-Fini sull’immigrazione. “La campagna – ha concluso – più impopolare che abbia mai condotto”.

Rifugiati in Libia: Segre (regista), “cambiamo l’ordine delle cose, altrimenti avremo un destino pesante”

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 15:10

“Sento intorno al film crescere la preoccupazione che stiamo rischiando di perdere tanto”. Lo ha detto il regista Andrea Segre a proposito del suo ultimo lavoro “L’ordine delle cose”, presentato alla stampa oggi al Senato. La pellicola testimonia gli orrori dei centri di detenzione dei rifugiati in Libia. L’autore ha commentato l’accordo che l’Italia raggiunto con le autorità libiche per arginare le navi cariche di persone che tentano di raggiungere l’Europa. “Spero che il Paese abbia la capacità di reagire alla discesa agli inferi in cui sta facendo cadere gli altri ma anche se stesso”, ha commentato Segre che poi ha ringraziato i messaggi “sentiti, non formali” inviati dai presidenti di Camera e Senato in occasione della presentazione. “Cambiamo l’ordine delle cose – ha invocato il regista – altrimenti questo ordine ci consegnerà a un destino pesante”. Riguardo al film, Segre ha ringraziato gli attori non professionisti che hanno partecipato alla produzione: “Senza le persone che avevano vissuto la detenzione non avremmo potuto dare la realizzazione di quello che è accaduto e purtroppo accade nei centri”.

Diocesi: Ragusa, successo per la Summer school organizzata dalla Fondazione San Giovanni Battista

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 15:03

Si è conclusa ieri la Summer school, organizzata dalla Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa, che ha coinvolto 50 ragazzi provenienti da varie parti d’Italia, impegnati in scambi culturali e nel confronto con le realtà che operano nell’ambito dell’accoglienza dei migranti. L’iniziativa si è sviluppata in collaborazione con la Struttura didattica speciale di lingue e letterature straniere, Caritas diocesana di Ragusa, Scuola per assistenti sociali “Francesco Stagno D’Alcontres”, PratiCare onlus e la Comunità di vita cristiana. Tema del percorso formativo è stato “Il viaggio: percorsi e mete” secondo “i verbi indicati da Papa Francesco: accogliere, proteggere, promuovere ed integrare”. “Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto – sottolinea Chiara Facello, responsabile organizzativa della scuola – per l’ampia partecipazione riscontrata. Molti degli iscritti sono addetti ai lavori della rete Sprar. Dunque il percorso formativo è stato utile anche per avere scambi di esperienze tra progetti territoriali”. Le ore di lezioni e le testimonianze dei vari relatori verranno raccolte per creare in una pubblicazione che sia “un manuale della buona accoglienza”. Durante la summer school, i partecipanti hanno visitato il progetto “Costruiamo saperi” della Caritas, “molto utile per capire come integrare gli immigrati in virtù di una formazione professionale specifica”.

Accoglienza: Patriarca Bartolomeo I, “parlare di ospitalità è scomodo, per di più se ne parliamo come dono”

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 14:46

“Il dono dell’ospitalità” è un tema che “interpella non solo le Chiese di Dio, non solo i credenti nel Cristo Risorto, ma tutti gli uomini di buona volontà, in quanto viviamo un periodo storico, in cui parlare di ospitalità può diventare scomodo, ancor di più se vogliamo intendere la ospitalità come un dono”. Lo ha affermato questa mattina il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, intervenendo al XXV convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa che si è aperto oggi al monastero di Bose. Nella prolusione dedicata a “Ospitare l’umanità in una terra abitabile”, Bartolomeo I ha ricordato che “il Patriarcato ecumenico, da moltissimi anni è impegnato nel sensibilizzare e nel trovare soluzioni alla grande crisi ambientale che attanaglia il nostro pianeta e l’umanità, sia dal versante spirituale sia da quello scientifico”. Per il patriarca, “l’azione umana evoca quella divina della creazione ed instaura il legame di responsabilità: Dio è responsabile per la creazione che ha chiamato all’esistenza, così l’essere umano diviene responsabile degli esseri viventi a cui ha dato un nome”. Dopo aver parlato della Creazione e del legame tra Creato e Creatore, Bartolomeo I ha rilevato che con Adamo “l’uomo non è più abitante, ma ospite o straniero”. “L’alienazione dell’uomo dal resto della creazione avviene anche con una relazione malata con quest’ultima”, ha osservato, rilevando che “in certi momenti storici” ha prevalso una “visione ‘antropocentrica’ dell’uomo nei confronti della creazione, in cui essa appare unicamente come luogo di risorse da sfruttare per il benessere dell’uomo, staccata dal resto dell’umanità”. Nonostante il “peccato di Adamo ed Eva”, ha proseguito, “Dio non rompe il patto coll’uomo, l’amore di relazione permane anche dopo la caduta. La terra resta abitabile anche per le generazioni future”. Bartolomeo I ha poi notato che “l’ospitalità è condivisione, un protendersi verso l’altro, un prendersi cura degli altri”. Nella parabola del Buon Samaritano, poi, c’è un’“ospitalità che si fa accoglienza”. “Non esistono più stranieri ma ospiti, perché ospitare il forestiero e lo straniero, significa ospitare Cristo stesso”.

Commercio: Coldiretti, alimentare tiene ma cambia il carrello. Più frutta, verdura, acqua, gelati

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 14:46

L’alimentare, in controtendenza all’andamento generale, tiene con un aumento rispetto al mese precedente (+0,1%) e all’anno precedente (+0,2%), ma cambia il carrello della spesa. È quanto afferma Coldiretti nel commentare i dati Istat sul commercio al dettaglio a luglio sottolineando che il caldo record dell’estate ha stravolto i consumi degli italiani con aumenti che vanno dal +3% per l’ortofrutta al +17% per l’acqua, ma un incremento del 19% hanno segnato le confezioni di gelati in cono, vere star del mercato, rispetto allo scorso anno. Con il caldo un vero balzo si registra – sottolinea Coldiretti – anche per i consumi bevande a base di the con un +19% mentre per le birre chiare sotto i 6 gradi l’aumento è del 11% secondo elaborazioni su dati Coop. Per l’associazione, “l’anomalia climatica ha influenzato comportamenti e consumi con gli italiani che sono usciti meno da casa, hanno cucinato meno e hanno aumentato gli acquisti di cibi pronti e rinfrescanti oltre che di bibite e frutta che ha fatto registrare nel 2017 il record degli acquisti degli ultimi 17 anni”.

Morte card. Caffarra: Acli Bologna, “pastore colto, intelligente e umile”

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 14:34

Le Acli di Bologna si uniscono al cordoglio della Chiesa e della Città per la morte del card. Carlo Caffarra, “pastore colto, intelligente e umile, che sapeva parlare con chiarezza e semplicità anche dei temi più difficili. “Di lui ricordo in particolare che amava raccontarci di come la sua carriera di docente fosse cominciata proprio dall’Enaip, l’ente Acli di formazione professionale, e di come questa esperienza gli avesse fatto capire l’importanza di trasmettere conoscenze soprattutto ai giovani più deboli, perché potessero imboccare la strada giusta. Per questo motivo aveva particolarmente a cuore le iniziative delle Acli dedicate ai giovani immigrati, su tutte i corsi di italiano per stranieri, che definiva la primaria forma di accoglienza e il principale strumento di integrazione. Tenne inoltre a battesimo lo Sportello Acli di Conciliazione Familiare, altro campo, la difesa della famiglia, in cui ci invitava costantemente a spenderci”: è questo il ricordo del presidente provinciale, Filippo Diaco.

Accoglienza: Enzo Bianchi, “stranieri e profughi bussano alla nostra porta e interrogano la nostra coscienza di uomini e donne”

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 14:28

“In questo tempo che viviamo milioni di persone sono costrette a lasciare la casa e la terra a causa di guerre, persecuzioni, carestie. Stranieri e profughi bussano alla nostra porta, interrogano la nostra coscienza di uomini e donne, di cristiani che un giorno si sentiranno chiedere se hanno riconosciuto nel forestiero il loro Signore Gesù Cristo”. Lo ha affermato questa mattina Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose, aprendo il XXV convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa sul tema “Il dono dell’ospitalità” in programma fino a sabato a Bose. Introducendo i lavori, Bianchi ha notato come “prima ancora di essere una virtù che si esercita, l’ospitalità è un dono che si riceve”. Nella sua relazione, ha ricordato che “noi cristiani nella storia e nel mondo abbiamo un compito da assolvere: leggere i segni dei tempi, cioè saper scorgere nelle diverse emergenze ed eventi la presenza del Signore in mezzo all’umanità”. “Per noi cristiani – ha proseguito – il povero, lo straniero, il bisognoso prima di essere categorie sociologiche sono categorie teologiche. Il nostro rapporto con il povero, lo straniero, il bisognoso non sta solo nello spazio dell’etica ma sta soprattutto nello spazio della rivelazione perché il nostro Dio si rivela attraverso loro”. Per cui, “lo straniero non è solo destinatario di amore, misericordia e compassione ma luogo rivelativo di Dio e di Gesù Cristo e soggetto di un magistero attraverso cui Dio parla”. Bianchi ha ricordato che nel “giudizio finale”, “la rivelazione finale e definitiva mostrerà che il Figlio dell’uomo nella storia è stato l’affamato, l’assetato, lo straniero, il malato, il prigioniero che ogni uomo ha incontrato, restandogli indifferente oppure esercitando nei suoi confronti misericordia”. “Su questa scelta ognuno di noi sarà giudicato”, ha ammonito, puntando il dito contro la “schizofrenia spirituale che può essere causata solo da un cuore malato di sclerocardia e diventato purtroppo insensibile alla parola di Dio e all’immagine di Dio presente nell’essere umano”. “Nell’evento dell’accoglienza dello straniero può avvenire l’incontro con Cristo”, ha aggiunto Bianchi, osservando che “l’accoglienza, l’ospitalità verso gli stranieri è uno dei parametri del giudizio finale”. “Fede e accoglienza – ha concluso – sono due facce della stessa medaglia. La fede si fa accoglienza e l’accoglienza suscita la fede”.

Migrazioni: Rapporto Commissione Ue. Timmermans, “sulla strada giusta, ma restano sfide e fattori di rischio”

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 14:11

(Bruxelles) “Progressi dappertutto, alle frontiere esterne dell’Ue” sono stati sottolineati dal commissario per le migrazioni Dimitris Avramopoulos che ha illustrato oggi i dati principali contenuti nei rapporti della Commissione sull’implementazione delle iniziative Ue per la migrazione e le frontiere esterne. Avramopulos ha sottolineato che l’Agenzia europea per la protezione dei confini esterni e la guardia costiera sostiene oggi gli Stati membri nelle loro operazioni, comprese le due recenti sulla rotta occidentale del Mediterraneo, che porta in Spagna, con 1.700 persone impiegate. Il documento della Commissione indica però la necessità che gli Stati membri uniscano meglio gli sforzi con l’agenzia per le operazioni di rimpatrio, che finora sono state solo 193 e hanno respinto 8.600 persone. Su questo punto il commissario ha invitato a “essere più coraggiosi” per arrivare a “costruire un sistema di ritorni europeo”. Anche il vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, ha espresso soddisfazione: “Tutti gli attori dell’Ue hanno lavorato duramente insieme per gestire i flussi migratori, proteggere le nostre frontiere esterne e sostenere gli Stati membri. Siamo sulla strada giusta” ma “le sfide e i fattori di rischio della migrazione rimangono”. Occorre “continuare a migliorare il nostro lavoro per salvare vite umane, mettere in atto percorsi sicuri e legali per coloro che meritano la protezione e rimpatriare coloro che non hanno il diritto di rimanere”.

Migranti: sentenza Corte Ue su ricollocamenti. Unicef, “una buona notizia per migliaia di bambini e famiglie”

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 14:05

“L’annuncio di oggi da parte della Corte di Giustizia dell’Unione europea è una buona notizia che crediamo porterà ad un rinnovato impegno per il processo di ricollocamento e potrebbe rappresentare per migliaia di bambini e famiglie in attesa di ricollocamento l’opportunità di avere una casa, tornare a scuola e continuare a costruire le proprie vite”: lo ha dichiarato oggi Afshan Khan, direttore regionale dell’Unicef per l’Europa e l’Asia Centrale, in merito alla decisione della Corte europea di giustizia riguardante i ricorsi presentati dai Paesi dell’Europa Orientale per il ricollocamento dei migranti.

Morte card. Caffarra: mons. Zuppi (Bologna), “profondo e affettuoso cordoglio”. Sabato i funerali in cattedrale

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 14:02

“Profondo e affettuoso cordoglio di tutta la diocesi, del presbiterio e suo personale”, per la morte del card. Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, che “ha oggi reso l’anima al suo Signore, che ha servito fedelmente per tutta la vita senza riserve di amore, generosità e intelligenza, profuse ovunque Egli abbia voluto chiamarlo”. Lo ha espresso, in una nota, l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, che invita i fedeli a unirsi nelle preghiere di suffragio. La camera ardente sarà allestita nella Sala Bedetti presso l’arcivescovado, a partire da domani 7 settembre alle ore 16. La veglia di suffragio sarà celebrata venerdì 8 settembre alle ore 21 in cattedrale. Mons. Zuppi presiederà la celebrazione delle esequie sabato 9 settembre, alle ore 11, in cattedrale. Al termine, la salma del card. Carlo Caffarra sarà tumulata nella cripta della cattedrale.

Giordania: Jenkins (Unicef), “tra i siriani record senza precedenti di matrimoni precoci”. Le iniziative per mandare i bimbi a scuola

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 13:56

Tra i rifugiati siriani in Giordania “c’è un record senza precedenti di matrimoni precoci”: era inferiore al 10% dei nuovi matrimoni prima dell’inizio del conflitto in Siria sette anni fa; ora la percentuale si è alzata al 35-36%. Lo ha detto il rappresentante dell’Unicef in Giordania Robert Jenkins, incontrando oggi la stampa a Roma. In Giordania sono ufficialmente registrati all’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) circa 660.000 rifugiati siriani, ma si stima siano oltre 1 milione e 300 mila in tutto il Paese. “Stiamo entrando nel settimo anno della crisi siriana – ha ricordato – e più perdura la situazione più aumentano le vulnerabilità tra i rifugiati, soprattutto i bambini, i più indifesi”. L’Unicef registra infatti, oltre ai matrimoni precoci, anche l’aumento del lavoro minorile, con alti tassi di bambini a cui è preclusa la scuola. Su 212.000 bambini in età scolare registrati all’Unhcr il 41% non frequenta la scuola. L’Unicef ha stabilito un accordo con il governo giordano, molto disponibile e collaborativo, “perché tutti i bambini abbiano accesso alla scuola pubblica”, ha spiegato Jenkins. Sono circa 3.800 le scuole in Giordania. Oggi è partita una campagna “porta a porta” per convincere le famiglie a portare i bambini a scuola. Altri due settori strategici sono l’acqua e la sanità. “La Giordania è il secondo Paese al mondo deprivato di risorse idriche – ha detto – e con l’aumento della popolazione per la presenza di rifugiati (in alcuni villaggi si è passati da 3.000 a 12.000 persone) la situazione peggiora. Stiamo sviluppando iniziative insieme al Ministero delle risorse idriche per un uso più razionale dell’acqua e per migliorare i sistemi di trattamento nelle aree rurali”. Nel famoso campo di Za’atari a 15 km dalla Siria, che accoglie 80.000 rifugiati (ma negli anni ne sono passati 430.000), “oggi non ci sono più nuovi arrivi perché i confini sono chiusi – ha precisato Jenkins – ma c’è una pressione crescente a causa degli spostamenti interni.  Le persone non ce la fanno più a mantenersi e a pagare l’affitto degli alloggi e allora migrano verso i campi, dove le organizzazioni internazionali forniscono servizi”.

Istruzione: Unicef, nel mondo 123 milioni di bambini fuori dalla scuola. In 10 anni quasi nessun progresso

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 13:49

Secondo l’Unicef, negli ultimi 10 anni la percentuale di bambini e giovani tra i 6 e i 15 anni che non vanno a scuola è appena diminuita: oggi l’11,5 % dei bambini in età scolare – pari a 123 milioni – non frequenta la scuola, nel 2007 erano il 12,8% – ovvero 135 milioni. Colpiti soprattutto i bambini che vivono nei Paesi più poveri del mondo e nelle zone di conflitto. Di questi 123 milioni, il 40% vive nei Paesi meno sviluppati e il 20% in zone di conflitto. I conflitti in Iraq e Siria si sono tradotti in altri 3,4 milioni di bambini che non seguono percorsi scolastici, portando il numero dei bambini fuori dalle scuole in Medio Oriente e in Nord Africa ai livelli del 2007 con circa 16 milioni di bambini. A livello globale, il 75% dei bambini in età da scuola primaria e secondaria inferiore che non frequentano la scuola si trova in Africa sub sahariana e Asia del Sud . Qualche progresso in Etiopia e Nigeria. “Gli investimenti mirati a far crescere il numero di scuole e insegnanti per far fronte alla crescita della popolazione non sono sufficienti”,  dichiara Jo Bourne, responsabile Unicef per l’istruzione. Nei primi 6 mesi del 2017, l’agenzia Onu ha ricevuto soltanto il 12% dei fondi richiesti per garantire istruzione ai bambini che vivono in situazioni di crisi. “Imparare garantisce ai bambini colpiti dalle emergenze un aiuto nel breve periodo, e nel lungo periodo rappresenta un investimento cruciale per lo sviluppo delle loro società. Ma gli investimenti nell’istruzione non rispondono alla realtà di un mondo instabile. Per rispondervi, è necessario che ci siano fondi per l’istruzione nelle emergenze maggiori e meglio pianificati”, conclude Bourne.

Migrazioni: Rapporto Commissione Ue. Drastico calo di arrivi ad agosto. Avramopoulos, progressi nei ricollocamenti, ma non è sufficiente

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 13:36

(Bruxelles) “I progressi compiuti e i risultati raggiunti negli ultimi due anni sono maggiori dei vent’anni precedenti”: è la soddisfazione espressa in conferenza stampa stamane dal commissario per le migrazioni Dimitris Avramopoulos che ha presentato i rapporti della Commissione sull’implementazione delle iniziative dell’Ue per la migrazione e le frontiere esterne. “Oggi si riesce a gestire la migrazione”, considerando che nell’agosto 2017 gli arrivi lungo la rotta del Mediterraneo centrale sono stati l’81% in meno dello stesso mese del 2016. In Grecia il calo di arrivi è stato addirittura del 97% dopo l’accordo Ue-Turchia del marzo 2016; 10mila i siriani reinsediati dalla Grecia; 1.896 i migranti irregolari rimandati in Turchia. Su questo ambito dell’accordo però “sono necessari ulteriori sforzi” si legge nel Rapporto pubblicato oggi dall’Esecutivo. Altro dato positivo, secondo il commissario, il fatto che quasi 28mila persone siano state ricollocate secondo lo schema definito dall’Ue, cioè 2.300 persone al mese dall’Italia e dalla Grecia. Resta il fatto che la quota concordata nello schema del 2015 era di 120 mila persone da ricollocare, ha ricordato Avramopulos, e che l’obbligo resta anche dopo la fine di settembre rispetto a coloro che sono arrivati in Italia e Grecia entro quella data (sul tema dei ricollocamenti si è espressa oggi la Corte di giustizia Ue). Alcuni Paesi hanno già, o quasi, adempiuto ai propri obblighi (Malta, Lettonia, Finlandia, Lituania, Lussemburgo, Svezia). Altri, come Ungheria e Polonia, non hanno “ricollocato nemmeno una persona”, si legge nel Rapporto.

Papa in Colombia: dopo il suo arrivo riceverà la maglietta della squadra di calcio formata da ex guerriglieri e vittime del conflitto

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 13:10

Papa Francesco, dopo il suo arrivo in Colombia, riceverà la maglietta della squadra di calcio formata da ex guerriglieri e vittime del conflitto. La squadra si chiama “La Paz FC” ed è nata grazie alla Fondazione “Fútbol y Paz Construyendo País” e al suo presidente, l’avvocato Félix Mora Ortiz. Si tratta di una società di calcio speciale, perché si propone di dare vita a una squadra di calcio che contribuisca ad unire il Paese, facendo giocare insieme ex guerriglieri e vittime del conflitto che per oltre mezzo secolo ha insanguinato la Colombia. Per questo sono state allestite tre squadre, una maschile (che ha l’ambizione di giocare nel campionato professionistico di seconda divisione), una femminile e una giovanile. Ebbene, da stasera la squadra avrà anche, con ogni probabilità, la benedizione di Papa Francesco. All’avvocato Mora è stato detto di tenersi pronto. Sarà lui infatti, conferma direttamente al Sir l’interessato, a consegnare già oggi al Papa, poco dopo il suo arrivo, la maglietta e i gagliardetti della squadra all’interno della Nunziatura apostolica, dove il Santo Padre alloggerà durante questa visita in terra colombiana.

L’idea della consegna al Papa della maglietta era presente da tempo nella mente di Félix Mora Ortiz, ma l’idea si è concretizzata nel momento in cui tale richiesta è stata presentata con una lettera ufficiale, in carta intestata della Vicepresidenza della Repubblica, rivolta all’Episcopato colombiano. La risposta è stata positiva. “La Paz FC” farà il suo esordio ufficiale a Bogotá il prossimo 21 settembre, Giornata della pace in Colombia. L’idea di fondo è che il calcio possa essere un elemento catalizzatore in grado di unire e portare riconciliazione nella società.

Migrazioni: sentenza Corte Ue su ricollocazione richiedenti asilo. Sassoli (Parlamento europeo), “niente più alibi per Paesi che non accolgono”

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 12:47

(Bruxelles) “Non ci sono più alibi e si può procedere speditamente ai ricollocamenti. Da adesso sarà possibile aprire procedure d’infrazione per i Paesi che non accolgono i migranti”. David Sassoli, vicepresidente del Parlamento europeo, commenta la notizia diffusa in mattinata dalla Corte di giustizia Ue del Lussemburgo, la quale ha respinto integralmente i ricorsi presentati da Slovacchia e Ungheria sui ricollocamenti dei migranti fra gli Stati aderenti all’Unione europea. Sassoli aggiunge: “Non avevamo dubbi sulla legittimità delle decisioni assunte a Bruxelles dall’Europarlamento e dal Consiglio europeo. La sentenza della Corte rafforza – secondo il vicepresidente del Parlamento europeo – la risposta comunitaria nei confronti di un fenomeno che deve essere governato con solidarietà e umanità”.

Germania: Giornata dei media. Mons. Fürst (Dbk), “abbiamo un messaggio che non deve essere lasciato tra i muri delle chiese”

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 12:23

“In un tempo di inondazione di notizie e di una sempre più difficile distinzione tra notizie vere e false, la Giornata dei media 2017 ci invita a pensare alla buona notizia” scrive mons. Gebhard Fürst, vescovo di Rottenburg-Stuttgart e presidente della commissione per i media della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), in vista della 51ma giornata mondiale per le comunicazioni sociali che dal 1967 la Germania celebra la seconda domenica di settembre, il prossimo 10 settembre. Facendo nel suo scritto più volte riferimento al recente messaggio di Papa Francesco, mons. Fürst invita a “contrastare con un messaggio positivo i tanti titoli negativi, la paura e l’incertezza. Sì, abbiamo l’obbligo di diffondere la speranza e la fiducia nel nostro tempo senza nascondere la realtà”. In questo “i media ecclesiali hanno una responsabilità speciale”, scrive il vescovo: benché siano sottoposti “alle leggi del mercato”, dovrebbero “mettere le buone notizie prima delle cattive notizie”. La domenica dei media, scrive ancora il vescovo, “ci invita come Chiesa in Germania e Chiesa nel mondo a pensare al nostro compito comunicativo nella Chiesa e nel mondo: abbiamo un messaggio che non deve essere lasciato tra i muri delle chiese, ma deve essere portato fuori”. “L’opinione pubblica, e soprattutto quella secolare, aspetta questa voce” perché, conclude mons. Fürst, l’informazione sia “comunicazione costruttiva” che, accolta dal ricevente, può “diventare dialogo”.

Germany: Media Day. Mgr. Fürst (Dbk), “we have a message that must not be left between the walls of Churches”

Agensir.it - Wed, 2017-09-06 12:23

 

“In a time we are inundated with news and it is increasingly difficult to distinguish between true and false news, the Media Day 2017 calls us to think of the good news”, mgr. Gebhard Fürst, bishop of Rottenburg-Stuttgart and president of the Media Committee of the German Bishops Conference (Dbk), writes in the run-up to the 51st World Day for Social Communication of on September 10th, which Germany has been celebrating since 1967 on the second Sunday in September. Repeatedly mentioning Pope Francis’s recent message, in his message mgr. Fürst calls everyone to “defeat with a positive message the many negative headlines, fear and uncertainty. Yes, we have a duty to spread hope and confidence in our time without hiding the truth”. In this respect, “the ecclesial media have a special responsibility”, the bishop writes: while they are ruled by the “laws of market”, they should “place good news before bad news”. The Media Sunday, the bishop goes on, “calls us, as a Church in Germany and as a Church in the world, to think of our duty to communicate in the Church and in the world: we have a message that must not be left between the walls of churches but must be taken out”. “Public opinion, especially the secular one, awaits such voice”, so that, mgr. Fürst concludes, information may be “constructive communication”, which, once received by the recipient, can “become a dialogue”.

 

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