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Università: Censis, “immatricolazioni in crescita per il secondo anno consecutivo”

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 12:48

Prosegue il trend positivo relativo al numero di immatricolazioni alle università italiane. Lo rende noto il Censis, in occasione della pubblicazione della “Classifica Censis delle Università italiane (edizione 2017/2018)”. In una nota si legge che “nell’anno accademico 2015/16 (276mila immatricolati) si ha, per il secondo anno consecutivo, una lieve crescita (+1,9%, circa 6mila immatricolati in più, dopo +0,8% registrato nell’anno precedente)”. Si consolida dunque l’inversione di tendenza rispetto a ciò che si era verificato nel decennio precedente. Infatti, “il picco di immatricolati alle Università italiane si era registrato nell’anno accademico 2003/04 (337mila nuovi iscritti)” ma “dopo di allora si è verificato un calo che si è protratto fino al 2013/14, con una riduzione complessiva nel periodo del 20%”.

Giovani: card. Sandri (Santa Sede), “siate fieri dell’eredità cristiana del vostro popolo”

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 12:33

“Il profeta Isaia dice che anche i giovani si stancano e inciampano lungo il cammino della vita: questo può accadere anche a voi, quando – come afferma spesso Papa Francesco, che mi ha chiesto di recarvi il suo saluto e la sua benedizione – vi lasciate rubare la speranza”. Lo ha detto il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nell’ultimo giorno, ieri, della sua visita in Bulgaria. “Quando non avete il coraggio di sogni grandi e di bene per la vostra vita e quella dell’umanità – ha spiegato il cardinale nell’omelia della messa celebrata a Rakovski, dove nella parrocchia di san Michele Arcangelo ha conferito il sacramento della confermazione a 43 ragazzi e ragazze di 13 anni – quando vi ripiegate in sterili egoismi, quando perdete la fiducia in voi stessi e pensate che non ce la farete a superare le difficoltà, quando pensate di essere soli e vi dimenticate che il Signore è al vostro fianco”. “Le condizioni del mondo di oggi non sono semplici”, ha ammesso Sandri: “Le difficoltà economiche, la fatica a trovare un lavoro onesto, la corruzione che permane in tanti sistemi, e poi sentiamo di guerre vicino a noi, ascoltiamo spesso nei dibattiti affermazioni che ci portano ad aver paura degli altri e a chiuderci in sterili forme di nazionalismo, che si va diffondendo un po’ ovunque in Europa”. Ricordando i tre martiri sacerdoti assunzionisti, Josaphat Chicov, Kamen Vitchev e Pavel Djidjov, il cardinale ha esortato i giovani “a fare della vostra vita un dono, ad essere fieri e orgogliosi dell’eredità cristiana del vostro popolo, ma vivendola nell’oggi come impegno all’accoglienza e alla comunione”, a cominciare dalla famiglia, “che vi dato la vita e la prima educazione, e dove forse potrebbero esserci ferite per la divisione o le difficoltà economiche”. “Impegnatevi per cose grandi e costruite amicizie importanti con i vostri coetanei della Chiesa ortodossa e quelli di altre fedi che vivono o sono giunti in Bulgaria più di recente”, l’altro invito di Sandri.

Migranti: Forum Terzo settore, “Italia e Europa non devono impedire le operazioni di soccorso”

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 12:26

Il Forum del Terzo settore esprime “viva preoccupazione” in merito all’intenzione da parte delle autorità italiane ed europee di “procedere con misure per limitare gli interventi di salvataggio dei migranti che attraversano il Mar Mediterraneo verso l’Europa, fino a prevedere la chiusura dei porti alle navi di soccorso”. Il Forum raccoglie l’esperienza di una molteplicità di organizzazioni italiane impegnate per affrontare il fenomeno delle migrazioni con gli strumenti della solidarietà, in Italia e nel mondo. “La chiusura dei porti sarebbe una misura inaccettabile – afferma -, che contraddice i più elementari obblighi di assistenza e solidarietà; misure punitive verso le organizzazioni non governative potrebbero portare alla ingiustificata restrizione della loro capacità di prestare soccorso, in presenza di un’iniziativa europea ancora lacunosa. Ci uniamo a quanti in questi mesi hanno richiamato l’Europa nella sua interezza alle proprie responsabilità in termini di assistenza”. In particolare, il Forum pensa che l’Italia non possa essere “lasciata sola nella gestione delle fasi di ospitalità di medio e lungo periodo”: “I governi europei devono assumere scelte coerenti, adottando decisioni credibili per la realizzazione in tempi rapidi di un piano di ricollocazione di rifugiati e migranti dei Paesi dell’Unione”.  Il Forum richiama perciò l’attenzione del presidente del Consiglio Gentiloni e del ministro Minniti, in vista dell’incontro di Tallin, “a fornire rassicurazioni sul fatto che l’Italia non intenda abdicare alle proprie responsabilità in termini di assistenza e solidarietà”. Chiede, in questo senso, “un incontro urgente”.

Migranti: Forti (Caritas), “inaccettabile esternalizzare frontiere e limitare azione Ong”. Sì a relocation e sbarchi in altri porti

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 12:05

“Limitare fortemente l’azione Ong ed esternalizzare le frontiere è inaccettabile, vuol dire andare nel senso inverso a quanto da noi auspicato: cioè trovare canali legali e sicuri d’ingresso in Europa”. Ma ci sono alcuni punti positivi: “Spingere sulla relocation in altri Paesi europei, abbassando la soglia di accesso sotto il 75%” e “far sbarcare i migranti anche nei porti di Barcellona e Marsiglia”: è questa la posizione di Caritas italiana esposta al Sir da Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione, a proposito dell’intesa, a Parigi, tra i ministri di Italia, Francia e Germania sulla questione migranti, in vista del summit europeo di Tallin. Nel documento si parla, tra l’altro, di regolamentare le azioni e i finanziamenti alle Ong che salvano vite in mare e di ridurre gli sbarchi dando più fondi alla Libia per il controllo delle coste. “Continua la delegittimazione, anche se indiretta, delle Ong – osserva Forti -. Temiamo non si vogliano avere soggetti indipendenti in mare per verificare l’operato della guardia costiera libica, al momento sotto osservazione della Corte di giustizia europea per questioni legate a crimini contro l’umanità, tra cui il caso dell’affondamento di un barcone sparando in aria”. Poi si parla di esternalizzazione delle frontiere in Libia, “un piano per noi inaccettabile dal punto di vista dei diritti umani” sottolinea.
Sulle richieste specifiche alle Ong, Forti ricorda che “molti bilanci sono già pubblici”, “nessuno ha mai dimostrato che qualcuno faccia segnali luminosi” e la guardia costiera italiana “ha più volte ribadito che le operazioni non avvengono mai al di fuori del loro controllo”. Sul divieto di entrare nelle acque libiche Forti fa notare che “la Libia non ha mai riconosciuto il sistema Sar, ossia una area di ricerca e soccorso in mare. Si è sempre mossa in maniera indipendente, al di là degli schemi previsti a livello internazionale. Questo è il primo punto su cui ci si dovrebbe attrezzare”. “Il rischio – avverte – è che diventi la solita narrazione negativa per convincere l’opinione pubblica del contrario”. I governi, a suo avviso, “devono inoltre chiedersi se i singoli Paesi sarebbero in grado di supplire a quello che oggi fanno le Ong, ossia più del 40% dei salvataggi. La questione di fondo è: chi si prende la responsabilità di non salvare le persone? È un problema di coscienza che chi decide dovrà affrontare”.
Nel documento vi sono però, secondo Forti, alcuni aspetti positivi, tra cui “spingere per la relocation affinché il piano funzioni”. “L’obiettivo è far comprendere a tutti i Paesi europei che la relocation è un dovere, non un’opzione – afferma -. Su questo bisogna lavorare politicamente in maniera seria, abbassando la soglia che prevedeva la relocation solo per quelle nazionalità che raggiungono il 75% del riconoscimento, altrimenti nessuno viene ricollocato”. Forti è inoltre favorevole alla proposta del governo italiano di far sbarcare i migranti anche nei porti di Barcellona e Marsiglia: “Potrebbe essere un modo per alleggerire il nostro sistema di primo soccorso”. “Su questi tre aspetti possiamo ragionare – conclude -, tutto il resto va in direzione opposta a quanto auspichiamo”.

Paolo Villaggio: Enrico Vanzina al Sir, “grande intellettuale. Ha scelto di stare vicino al pubblico con la commedia”

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 11:50

“Mio fratello Carlo ha conosciuto Paolo Villaggio quando faceva l’aiuto regista per Mario Monicelli nel film ‘Brancaleone alle crociate’ nel 1970. È nata subito una grande amicizia, condivisa anche con Ugo Tognazzi. Ci siamo frequentati moltissimo. Ci è capitato poi di fare due film con lui, ‘Io No Speak English’ nel 1995 e ‘Banzai’ nel 1997: lì lavorando insieme con Paolo, abbiamo colto il suo lato più importante. Al di là infatti del suo essere umorista, attore e scrittore, Paolo era un uomo coltissimo, un grande intellettuale”. Così Enrico Vanzina al telefono con il Sir ricorda Paolo Villaggio, morto oggi a Roma all’età di 84 anni. Enrico, sceneggiatore e regista insieme al fratello Carlo, figli del regista della commedia italiana Steno, ovvero Stefano Vanzina, tratteggia il profilo tra cinema e vita reale di Paolo Villaggio: “Un conoscitore dell’arte, della musica, del teatro, della letteratura. Parlare con lui era un incanto. Era un grande professore con una grazia tutta particolare. Io in questo momento di commozione desidero proprio ricordarlo così: con una stupefacente intelligenza e capacità critica, nonché umorismo, che da intellettuale ha preferito rimanere accanto al pubblico. Dietro al comico c’era una figura culturale importante”.
Citando poi il padre Steno, rilancia ancora Vanzina: “Papà ha fatto tre film con lui – ‘Tre tigri contro tre tigri’, ‘Dottor Jekyll e gentile signora’ e ‘Bonnie e Clyde all’italiana’ – e si intendevano a meraviglia essendo molto simili, da veri umoristi senza superbia. Era davvero un caro amico di famiglia”.
Il pensiero poi va alla maschera Fantozzi: “Fantozzi e, in generale, i personaggi di Villaggio sono molto diversi da quelli della classica commedia all’italiana. Lui aveva scelto il modello internazionale, unendo battute graffianti a una comicità fisica alla Charlie Chaplin, Buster Keaton o Jacques Tati. Incantava tutti, dagli stranieri ai bambini. Lui impersonava il perdente, che però faceva letteralmente morir dal ridere. Non ce ne sono altri come lui”.
Chiudendo, Vanzina sottolinea come Villaggio rappresenti “il nostro Stanlio e Ollio insieme. È stato inoltre lo scrittore che ha invento uno dei personaggi più forti della letteratura italiana dal dopoguerra a oggi, ovvero Ugo Fantozzi”.

Incendi: Coldiretti, “il Sud brucia per le precipitazioni in calo del 40%”. Predisposto un decalogo per prevenire i roghi

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 11:35

“Il Mezzogiorno brucia con le precipitazioni in calo del 40% e le temperature massime superiori di 1,7 gradi rispetto alla media di riferimento a giugno che hanno favorito con il vento la diffusione degli incendi, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Puglia all’Abruzzo”. Lo afferma la Coldiretti, sulla base dei dati Ucea, sottolineando che le condizioni di diffusa siccità favoriscono “la diffusione delle fiamme di probabile matrice dolosa”. Nel Sud Italia, le precipitazioni erano risultate scarse anche a maggio (-53%), ad aprile (-43%), a marzo (-64%) e febbraio (-39%). Secondo Coldiretti, “il bilancio dei danni più pesante è in Sicilia con milioni di euro tra animali morti, ettari di terreno per il foraggio bruciati e strutture devastate, tanto da far scattare immediatamente la solidarietà degli agricoltori con consegne immediate di foraggio per l’alimentazione del bestiame”. Per prevenire gli incendi, Coldiretti ha predisposto un decalogo: “La prima cosa per non causare l’insorgenza di un incendio nel bosco – si legge in una nota – è quella evitare di accendere fuochi non solo nelle aree boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse, mentre nelle aree attrezzate, dove è consentito, occorre controllare costantemente la fiamma e verificare prima di andare via non solo che il fuoco sia spento, ma anche che le braci siano completamente fredde”. “Soprattutto nelle campagne – precisa Coldiretti – non gettare mai mozziconi o fiammiferi accesi dall’automobile e nel momento in cui si è scelto il posto dove fermarsi verificare che la marmitta della vettura non sia a contatto con erba secca che potrebbe incendiarsi”. Inoltre, “non abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone boscate o in loro prossimità e, in particolare, evitare la dispersione nell’ambiente di contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente”. “Nel caso in cui venga avvistato un incendio – consiglia Coldiretti – non prendere iniziative autonome, ma occorre mantenersi sempre a favore di vento evitando di farsi accerchiare dalle fiamme per informare tempestivamente le autorità responsabili con i numeri di emergenza disponibili”.

Diocesi: mons. Pompili (Rieti), credere significa “difendere la vita innocente e farsi carico degli immigrati”

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 11:29

“Sant’Antonio non fu sempre accolto dai suoi contemporanei perché parlava chiaro e non… sul sesso degli angeli, ma sulle questioni spinose del suo tempo”. Lo ha ricordato ieri monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, nell’omelia della Messa celebrata a San Francesco per il giugno antoniano reatino. “Credere comporta avere uno sguardo che non fa sconti sia che si tratti di difendere la vita innocente di Charlie sia che si tratti di farsi carico degli immigrati”, ha detto il presule riferendosi al caso del bimbo inglese di 10 mesi colpito dalla sindrome da deperimento mitocondriale, che ha fatto il giro dei media di tutto il mondo e sul quale si è espresso anche il Papa tramite il portavoce vaticano. “Ciò che conta non è tanto la misura, ma la qualità dell’accoglienza che è disponibilità verso l’altro e non ricerca di rapporti protetti”, ha detto Pompili, secondo il quale “oggi si tende a barattare la libertà per la sicurezza, ma così finiamo per essere divisi e contrapposti. Occorre invece essere aperti all’altro, alle questioni nuove, ai problemi concreti senza rifugiarsi nel privato. Ciò è richiesto soprattutto per dare spazio ai giovani che sono penalizzati da una società che li giudica a distanza, senza coinvolgerli veramente”. “Sant’Antonio ci liberi dal falso amore di sé che conduce alla sterilità e ci proietti verso un amore responsabile che non teme di perdersi per ritrovarsi”, l’auspicio finale.

Diocesi: mons. Pompili (Rieti), natalità “in caduta libera”, serve “esame di coscienza”

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 11:12

“Rieti è tra le città più vecchie d’Italia, con un trend demografico in caduta libera, in cui l’unico primato è quello che in essa… si invecchia bene”. Lo ha detto ieri sera monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, al termine della processione dei Ceri del giugno antoniano reatino. Il presule ha definito “sterile” la condizione della città, “confermata da numerosi indici: la crisi occupazionale, la fuga dei giovani, l’isolamento dai grandi centri”. “Si diventa fecondi se si vive l’accoglienza”, la proposta del presule per invertire la tendenza, sulla scorta di sant’Antonio: “Accogliere e non rifiutare, aprirsi e non chiudersi, condividere e non accumulare è stata la strada che il Santo ha percorso. Ai suoi tempi, i poveri erano tanti. I ricchi, invece, erano pochi e dominavano su ogni attività economica. L’usura era la forma di sfruttamento più comune di allora, esercitata da uomini senza scrupoli”. “Chi sono oggi gli usurai?”, si è chiesto il presule: “Gli stessi di allora: quelli che come bisce si fanno gli affari propri e si disinteressano della cosa pubblica; quelli che ostentano moderazione, ma poi al dunque non si mettono mai in gioco: quelli sfacciati che ostentano perfino la disonestà se punta al vantaggio proprio”. Di qui la necessità di “un esame di coscienza semplice e concreto: cosa faccio per gli altri? Quanto mi sta a cuore la Città? Che cosa sono pronto a dare perché possa rinascere?”. “Dopo il recente ballottaggio, cui hanno partecipato quasi più candidati che elettori, qualche domanda è pertinente”, ha proseguito il vescovo: “Mentre formuliamo gli auguri al Sindaco della Città, Antonio Cicchetti, non senza aver ringraziato chi lo ha preceduto, una domanda si impone per tutti: come fare perché Rieti possa rinascere e autenticare la sua stessa parola che significa: madre di Roma? Come e non cosa fare. Perché al netto delle idee e dei progetti ciò che fa la differenza resta come siamo. E cioè se pensiamo al futuro dei figli o all’immediato presente”.

Diocesi: Perugia-Città della Pieve, visita pastorale verso la conclusione. Card. Bassetti, “abbiamo bisogno di una Chiesa che integra”

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 11:07

“La Chiesa che emerge dall’Evangelii Gaudium e dall’Amoris Laetitia, è quella che accoglie e accompagna anche tante persone che vivono ai margini. Abbiamo bisogno di una Chiesa che integra”. Lo ha affermato l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il cardinale Gualtiero Bassetti, nel corso dell’assemblea, svoltasi a Torgiano, con la quale si è chiusa la visita nella terza zona “Bassa Valle del Tevere” dell’arcidiocesi. Ai parroci moderatori sono state consegnate “Lettere pastorali conclusive della visita”, illustrate nei loro “aspetti comuni” dal vescovo ausiliare, mons. Paolo Giulietti. Nel corso della visita pastorale – “un cammino che inizia, non finisce”, ha rilevato Bassetti – “sono emerse delle tematiche che sono il contenuto pastorale del nostro cammino di Chiesa attenta, che vuole stare vicino alla gente, inclusiva, che cerca di accogliere tutti, nessuno può essere escluso”. “Se abbiamo letto con attenzione e profondità l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco – ha aggiunto – comprendiamo l’importanza di una Chiesa accogliente per essere una madre che segue con premura tutti i suoi figli”. “Ho l’impressione che in diocesi, salvo qualche rara eccezione, si sia approfondito poco quest’esortazione apostolica che il Papa ci ha dato come segno di una conversione pastorale”, ha rilevato il cardinale, sottolineando che “mons. Giulietti, nel presentarvi le Lettere pastorali, non ha parlato di aggiustamenti ma di una vita concreta, che deve agganciarsi sempre di più con quella che è la situazione di tutta la gente per essere Chiesa ‘ospedale da campo’, Chiesa in ‘uscita’”.

Papa Francesco: messaggio alla Fao, “sempre più ridotti” gli aiuti ai Paesi poveri. Guerre, terrorismo e migrazioni “non sono fatalità”

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 10:48

“La fame e la malnutrizione non sono soltanto fenomeni naturali o strutturali di determinate aree geografiche, ma sono piuttosto la risultante di una più complessa condizione di sottosviluppo, causata dall’inerzia di molti e dall’egoismo di pochi”. È l’analisi contenuta nel messaggio inviato dal Papa alla Fao, in cui Francesco osserva che “le guerre, il terrorismo, gli spostamenti forzati di persone che sempre più impediscono o almeno condizionano fortemente le stesse attività di cooperazione, non sono delle fatalità, ma piuttosto il risultato di scelte precise”. Si tratta, spiega il Papa, di “un meccanismo complesso che colpisce anzitutto le categorie più vulnerabili, non solo escluse dai processi produttivi, ma spesso costrette a lasciare le loro terre alla ricerca di rifugio e speranza di vita”. “Uno sguardo sulla situazione del mondo non fornisce immagini confortanti”, ammette Francesco, secondo il quale “non possiamo rimanere solo preoccupati e forse rassegnati” in questo “momento di evidente difficoltà”. Un esempio per tutti, “i dati relativi agli aiuti verso i Paesi poveri, che appaiono sempre più ridotti, nonostante gli appelli che si susseguono di fronte alle situazioni di crisi sempre più distruttive che si manifestano in diverse aree del pianeta”. “Dobbiamo prendere coscienza che in questi casi la libertà di scelta di ognuno va coniugata con la solidarietà verso tutti, in relazione ai bisogni, attuando in buona fede gli impegni assunti o annunciati”, l’invito del Papa, che annuncia un suo contributo “al programma della Fao per fornire sementi alle famiglie rurali che vivono in aree dove si sono sommati gli effetti dei conflitti e della siccità”. “Questo gesto si aggiunge al lavoro che la Chiesa porta avanti secondo la propria vocazione di stare al fianco dei poveri della terra e di accompagnare il fattivo impegno di tutti in loro favore”, sottolinea Francesco citando l’Agenda per lo sviluppo 2030, che indica “il concetto di sicurezza alimentare come obiettivo non più rinviabile”. “Ma solo uno sforzo di autentica solidarietà sarà capace di eliminare il numero delle persone malnutrite e prive del necessario per vivere”, ribadisce il Papa: “È una sfida molto grande per la Fao e per tutte le Istituzioni della Comunità internazionale. Una sfida in cui anche la Chiesa si sente impegnata in prima fila”.

Lavoro: Istat, disoccupazione sale a 11,3% a maggio, tra giovani 37%

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 10:39

(DIRE-SIR) Nel mese di maggio, comunica l’Istat, il tasso di disoccupazione sale all’11,3% (+0,2 punti percentuali) e quello giovanile al 37% (+1,8 punti).

(www.dire.it)

Charlie Gard: card. Bassetti, “non esiste una vita non degna di essere vissuta. A lui la nostra attenzione, riflessione e preghiera”

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 09:42

“Non esiste una vita non degna di essere vissuta. Altrimenti è la ‘cultura della scarto’”. Lo ha affermato ieri il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il cardinale Gualtiero Bassetti, riferendosi “alla vita fragilissima del piccolo Charlie Gard, a cui va tutta la nostra attenzione, riflessione e preghiera”. Nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto nella chiesa dell’Ospedale di Santa Maria della misericordia a Perugia, in occasione della traslazione delle spoglie mortali del venerabile servo di Dio Vittorio Trancanelli, il card. Bassetti ha ricordato le parole di Papa Francesco: “La vita si difende sempre anche quando è ferita dalla malattia”.
“La vita – ha commentato l’arcivescovo – è sempre dono e relazione, perché viene da Dio e anche le leggi degli uomini hanno i loro limiti”. Questo, “Vittorio Trancanelli lo ha creduto e testimoniato fino in fondo”, ha proseguito Bassetti, rilevando che il venerabile “è stato malato tra i malati, povero tra i poveri, medico tra i medici. Senza scendere a compromessi, senza pensare alla carriera, senza badare di stare ai primi posti”. Richiamando l’esempio di Trancanelli, Bassetti ha osservato che “il soccorso è una sorta di sinonimo della missione del medico. Significa accorrere in aiuto, ovvero dare tutto se stessi per curare e guarire i malati”. “Ogni medico – ha sottolineato – ha l’autorità e la sensibilità per accompagnare l’ammalato”.

Migrazioni: vertice a Parigi tra Francia, Italia e Germania. Al centro dei colloqui Ong, ricollocamenti e aiuti alla guardia costiera libica

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 09:16

Il secondo punto sul quale si sarebbe trovato un accordo fra i tre ministri degli Interni di Germania, Francia e Italia riuniti ieri a Parigi riguarda i ricollocamenti. Il ministro Minniti ha ribadito che il piano dei ricollocamenti di migranti da Italia e Grecia deve riprendere e svolgersi regolarmente. Erano previsti trasferimenti verso l’interno dell’Ue di 160mila profughi entro fine settembre 2017, ne sono partiti 14mila dalla Grecia e poco più di seimila dall’Italia. Roma e Atene sostengono che è essenziale alleggerire il peso dei Paesi di prima accoglienza, chiamando in causa solidalmente gli altri 26 Stati (c’è chi fa la propria parte, come Germania, Stati scandinavi, in parte Paesi Bassi, persino Norvegia, ma c’è chi ha eretto muri, come i Paesi dell’est). Terzo elemento: l’Italia sottolinea che è necessario rafforzare la guardia costiera libica per un controllo “alla fonte” dei migranti e per il contrasto alla tratta: il governo ritiene che occorrano subito mezzi e 300 milioni di euro, oltre a un accordo politico di fondo con la Libia. Da Parigi, Minniti è ripartito soddisfatto. Il dibattito da oggi si sposta a Strasburgo, con la plenaria del Parlamento Ue e la contestuale presenza di Commissione e Consiglio. Poi, giovedì e venerdì, appuntamento a Tallin.

Migrazioni: vertice a Parigi tra Francia, Italia e Germania. “Approccio coordinato ai flussi nel Mediterraneo”

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 09:14

L’Italia si è presentata con le carte in regola al minivertice di ieri, a Parigi, con i ministri degli Interni di Germania e Francia, presente il commissario Ue alle migrazioni. Un quartetto – il francese Gérard Collomb, il tedesco Thomas de Maizière, l’italiano Marco Minniti, il commissario Dimitri Avramopoulos – che ha preparato la strada al Consiglio dei ministri degli Interni dei 28 che si terrà a Tallin (sotto presidenza estone) il 6 e 7 luglio. L’intento dichiarato era la ricerca di un “approccio coordinato ai flussi migratori nel Mediterraneo”, ovvero aiutare l’Italia a far fronte a una situazione straordinaria che da un lato pone l’emergenza relativa ai salvataggi in mare, dall’altro mete in luce la questione dell’accoglienza dei migranti, il cui flusso non accenna a diminuire. L’Italia aveva minacciato la scorsa settimana di chiudere i porti alle navi delle Ong che battono bandiera di un altro Paese; ma è chiaro che si tratterebbe di una misura estrema e forse non in linea con il diritto internazionale. La riunione di ieri ha consentito di evidenziare un accordo di massima tra i tre maggiori Paesi europei su tre punti essenziali. Il primo: definire una sorta di codice per le Ong che si occupano, con grande impegno e generosità, di salvare vite umane nel Mediterraneo; la richiesta dell’Italia è che si aprano altri porti europei per il loro attracco, il riconoscimento dei migranti e la prima accoglienza perché, ha detto Minniti, l’Italia è allo stremo.

Papa Francesco: Angelus, appello per il Venezuela

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 09:04

“Faccio appello affinché si ponga fine alla violenza e si trovi una soluzione pacifica e democratica alla crisi”. È l’appello per il Venezuela, lanciato dal Papa al termine della recita dell’Angelus di ieri. “Cari fratelli e sorelle, il 5 luglio ricorrerà la festa dell’indipendenza del Venezuela”, ha esordito Francesco: “Assicuro la mia preghiera per questa cara nazione ed esprimo la mia vicinanza alle famiglie che hanno perso i loro figli nelle manifestazioni di piazza”. “Nostra Signora di Coromoto interceda per il Venezuela!”, la preghiera del Papa prima di esortare tutti i fedeli in piazza San Pietro a pregare Nostra Signora di Coromoto per il Venezuela, tramite l’Ave Maria.

Papa Francesco: Angelus, “la doppiezza non è cristiana”

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 09:02

“Il missionario non porta sé stesso, ma Gesù”. A ribadirlo è stato il Papa, durante l’Angelus di ieri, in cui ha affermato che “l’affetto di un padre, la tenerezza di una madre, la dolce amicizia tra fratelli e sorelle, tutto questo, pur essendo molto buono e legittimo, non può essere anteposto a Cristo. Non perché Egli ci voglia senza cuore e privi di riconoscenza, anzi, al contrario, ma perché la condizione del discepolo esige un rapporto prioritario col maestro. Qualsiasi discepolo, sia un laico, una laica, un sacerdote, un vescovo: il rapporto prioritario”. “Chi si lascia attrarre in questo vincolo di amore e di vita con il Signore Gesù, diventa un suo rappresentante, un suo ambasciatore, soprattutto con il modo di essere, di vivere”, ha assicurato Francesco: “Bisogna che la gente possa percepire che per quel discepolo Gesù è veramente il Signore, è veramente il centro della sua vita, il tutto della vita. Non importa se poi, come ogni persona umana, ha i suoi limiti e anche i suoi sbagli – purché abbia l’umiltà di riconoscerli –; l’importante è che non abbia il cuore doppio – e questo è pericoloso”. “Io sono cristiano, sono discepolo di Gesù, sono sacerdote, sono vescovo, ma ho il cuore doppio. No, questo non va”, ha ammonito il Papa: “Non deve avere il cuore doppio, ma il cuore semplice, unito; che non tenga il piede in due scarpe, ma sia onesto con sé stesso e con gli altri. La doppiezza non è cristiana”. “C’è una reciprocità anche nella missione”, ha concluso Francesco: “Se tu lasci tutto per Gesù, la gente riconosce in te il Signore; ma nello stesso tempo ti aiuta a convertirti ogni giorno a Lui, a rinnovarti e purificarti dai compromessi e a superare le tentazioni. Quanto più un sacerdote è vicino al popolo di Dio, tanto più si sentirà prossimo a Gesù, e quanto più un sacerdote è vicino a Gesù, tanto più si sentirà prossimo al popolo di Dio”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Migranti, vertice di Parigi su Ong, sbarchi e Libia. Molotov contro hotel nel bresciano che ospiterà profughi. Usa: Trump contro Cnn

Agensir.it - Mon, 2017-07-03 09:00

Migranti: vertice di Parigi, piena intesa tra Italia, Francia e Germania su Ong e fondi Libia

Al prevertice di Parigi, che anticipa di pochi giorni il summit di Tallin, l’Italia incassa la “piena intesa”, di Francia e Germania sulla questione migranti. Primo esito tangibile dell’incontro voluto dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, con i colleghi tedesco e francese, Thomas de Maziére e Gerard Colomb, e con il Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, Dimitri Avramopoulos, un documento su più punti che si sta mettendo a punto e che l’Italia presenterà giovedì in Estonia all’incontro dei ministri degli Interni di tutti e 28 i Paesi Ue. Il testo, che ha l’appoggio di Parigi e Berlino, vede tra i punti qualificanti la regolamentazione delle azioni e dei finanziamenti delle Ong e più fondi per consentire alla Libia il controllo delle coste.

Migranti: molotov contro hotel che ospiterà profughi. È accaduto nel bresciano

Due molotov sono state lanciate nel bresciano all’interno di un albergo destinato ad ospitare profughi. È accaduto la notte tra sabato e domenica a Vobarno, in provincia di Brescia all’interno dell’albergo, attualmente chiuso al pubblico, Eureka. Importanti i danni alla struttura che sarebbe stata individuata per dare ospitalità a 35 richiedenti asilo. Sulla vicenda indagano i carabinieri. Il gesto potrebbe essere un’intimidazione nei confronti del proprietario dell’albergo, Valerio Ponchiardi. Secondo quanto riferito dai suoi compaesani.

Usa: Trump contro Cnn, in un video su Twitter il presidente mette l’emittente ko

Non si ferma la furia di Trump contro la Cnn e il presidente degli Stati Uniti torna su Twitter per attaccare il network tv con un video e l’hashtag “FraudNewsCnn #FNN (#NotizieTruffaCnn). Nelle immagini si vede il Tycoon che a margine di un ring mette Ko un uomo il cui volto viene coperto dal logo della Cnn. Per realizzarlo pare siano state utilizzate immagini di repertorio risalenti al 2007 quando Trump – che in passato era comparso in uno show di wrestling – fece finta di mettere ko Vine McMahon, il ceo della Wwe (World Wrestling Entertainment, Inc) la società che gestisce il wrestling professionista in Usa. “È un giorno triste quando il presidente degli Stati Uniti incoraggia la violenza contro i reporter”. È la reazione della Cnn al video postato sul profilo twitter di Donald Trump.

Sicilia: emergenza incendi, caos e panico in autostrada

Il fumo che ha invaso l’autostrada A18 per le fiamme alte sulle colline nella zona di Taormina, con diversi focolai d’incendio, ha creato panico tra gli automobilisti che hanno invertito la marcia. Per allontanarsi dai roghi e dal fumo spinto dal forte vento, le auto hanno fatto una improvvisa inversione in maniera autonoma, procedendo nel senso opposto. Vigili del fuoco e personale della Protezione civile al lavoro per spegnere i roghi e dare assistenza alla popolazione. Anche nella zona tirrenica nei pressi di Tindari il fumo è arrivato nell’autostrada sulla A20 Messina-Palermo, dove la circolazione è stata interrotta per mezz’ora.

Francia: paura ad Avignone, spari fuori dalla moschea. Esclusa matrice terroristica

Otto persone sono rimaste ferite in seguito a una sparatoria all’esterno di una moschea ad Avignone, in Francia. Secondo una prima ricostruzione alcuni uomini armati avrebbero aperto il fuoco ieri sera intorno alle 22.30. Secondo quanto riportato dai media locali, la sparatoria è avvenuta davanti alla moschea Arrahma in rue Barcelona, nel quartiere della Grange d’Orel ad Avignone. La polizia ha escluso la matrice terroristica. Il magistrato incaricato, Laure Chabaud, ha ipotizzato che a causare la sparatoria possa essere stato un regolamento di conti o una lite fra giovani.

Italia: è morto Paolo Villaggio. Aveva 84 anni

È morto a Roma l’attore Paolo Villaggio. Aveva 84 anni. Era ricoverato da giorni in una clinica privata di Roma. “Ciao papà, ora sei di nuovo libero di volare”: con un post su facebook, poche parole e un cuoricino, Elisabetta Villaggio saluta il papà. Il messaggio è accompagnato da una foto in bianco e nero che ritrae Paolo Villaggio da giovane insieme ai figli.

+++ Charlie Gard: “il Papa segue con affetto e commozione la vicenda” ed “esprime vicinanza ai genitori” +++

Agensir.it - Sun, 2017-07-02 19:47

“Il Santo Padre segue con affetto e commozione la vicenda del piccolo Charlie Gard ed esprime la propria vicinanza ai suoi genitori”. È quanto afferma il direttore della sala stampa vaticana, Greg Burke, in una dichiarazione, diffusa pochi minuti fa, informando che il Papa prega per i genitori di Charlie Gard “auspicando che non si trascuri il loro desiderio di accompagnare e curare sino alla fine il proprio bimbo”.

Diocesi: Caritas Nola, torna “Agosto col grembiule” a favore di migranti ed esclusi

Agensir.it - Sat, 2017-07-01 17:30

Torna “Agosto col grembiule”, l’iniziativa della Caritas diocesana di Nola, che offre l’opportunità a tutti di un tempo di “riposo alternativo”, “un’oasi in cui riscoprire se stessi e la relazione con gli altri, soprattutto dei poveri e degli ultimi”. Quest’anno “Agosto col grembiule” promuove due esperienze diversificate per aiutare l’incontro con povertà sempre più radicate sul territorio diocesano. La prima esperienza riguarda “l’emergenza migratoria alla quale ci troviamo ad assistere, molte volte, impotenti e che ci pone di fronte all’interrogativo di quali modalità mettere in campo per accogliere coloro che, lasciate case, paesi e persone care, si sottopongono a viaggi fortunosi ed estenuanti per cercare condizioni di vita migliori”, spiega la Caritas. La seconda esperienza, invece, riguarda “gli esclusi, coloro che abitano le periferie dei nostri paesi e si rivolgono ai servizi di prima accoglienza del nostro territorio. La maggior parte di quanti richiedono aiuto abitano le nostre città e hanno una famiglia che ha cessato di aiutarli”.
“Agosto col grembiule” è destinata a tutti, per tutto il mese di agosto, presso le Locande di San Vincenzo di Nola, Pomigliano e San Giuseppe Vesuviano. Ogni giorno di agosto dalle 9.30 un  referente della Caritas accoglie quanti desiderano indossare il grembiule. La giornata è divisa in due turni (9.30-12 – 11.30/14) con la preghiera alle ore 12, che rappresenta il momento comunitario. Per le comunità parrocchiali è possibile vivere questa esperienza in gruppo scegliendo uno o più giorni di agosto. Info: https://caritasnola.getscrew.com/porfolio/agosto-col-grembiule

Charlie Gard: mons. Moraglia (Venezia), “la vita è un valore sempre, io sono sempre il ‘Carlo di turno’ che fatica sulla strada dell’esistenza”

Agensir.it - Sat, 2017-07-01 17:30

“Purtroppo nella vita, talvolta, quello che conta è il ‘fare’, è l’efficienza. E, allora, quando siamo di fronte a chi non è più produttivo, efficiente o magari non lo è mai stato… che cosa fare? Ci si può chiamare Charlie Gard, avere solo dieci mesi e non avere avuto mai il bene della salute… E in questo caso gli uomini – con le loro leggi e sentenze – possono intervenire e decidere se una vita sia degna d’esser vissuta o meno”. È stata la riflessione del patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, sulla vicenda del piccolo Charlie Gard, nell’omelia della Messa celebrata oggi, presso l’Istituto di clausura delle Suore Bianche al Lido di Venezia.
“Se una società, una cultura, un ordinamento giuridico decidono della qualità di una vita, ma non del suo indiscutibile primato, allora si può cadere nell’arbitrio. La vita, invece, è un valore sempre. Anche quando non è più ‘affascinante’, anche quando non è più sana e vigorosa. Sempre si tratta di vita umana – ha osservato il patriarca -. E, come ci ha detto proprio in queste ore Papa Francesco, ‘difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d’amore che Dio affida ad ogni uomo’”. “Se in una società, in una cultura o in un ordinamento giuridico si smarrisce il senso della vita – cioè il rispetto dell’uomo, sempre, in ogni frangente -, allora – ha proseguito il presule – tutto dipende unicamente da chi, in quel momento, ha in mano le levi decisionali e potrà definire se una è vita è degna d’esser vissuta o meno. L’indignarsi – in modo pacato ma fermo – diventa, allora, il segno di una coscienza che si interroga non solo sulla doverosa qualità della vita ma anche sul suo imprescindibile valore”.
Di qui l’interrogativo: “Perché, allora, solo qualche volta dire ‘Je suis Charlie’?”. “No – ha risposta -, io sono sempre il ‘Carlo di turno’, il Carlo sconosciuto che fatica e arranca lungo la strada del vivere comune. Sì, il ‘Carlo di turno’ può essere l’erede al trono d’Inghilterra oppure un piccolo bambino di dieci mesi di cui i genitori chiedono di poterne tutelare la vita… Ma se sono le leggi degli uomini a decidere quale vita sia riconosciuta degna d’esser vissuta allora – non illudiamoci! – tutto può diventare possibile. In ogni senso, e non nel migliore”.

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