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Funerali Tettamanzi: iniziati in Duomo con la lettura del telegramma del Papa

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 11:20

In un duomo di Milano gremito sono iniziati i funerali del cardinale Dionigi Tettamanzi. Dopo la processione di ingresso i cardinali e vescovi celebranti hanno baciato l’altare. Il cardinale Angelo Scola, amministratore apostolico di Milano, che presiede la celebrazione, ha dato lettura del telegramma inviato da Papa Francesco lo scorso 5 agosto, giorno della scomparsa del card. Tettamanzi. Concelebrano i cardinali: Gualtiero Bassetti, presidente Cei e arcivescovo di Perugia, Severino Poletto (arcivescovo emerito di Torino), Angelo Bagnasco (arcivescovo di Genova), Edoardo Menichelli (amministratore apostolico di Ancona), Giuseppe Betori (arcivescovo di Firenze), Gianfranco Ravasi (presidente Pontificio Consiglio della cultura), oltre all’arcivescovo eletto mons. Mario Delpini. Presenti anche 27 altri vescovi e arcivescovi. Numerose le autorità civili.

Caldo: Coldiretti, “clima impazzito sconvolge api, miele dimezzato”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 11:02

Le api, considerate un indicatore dello stato di salute della natura, sono sconvolte dal clima impazzito con la produzione di miele Made in Italy, più che dimezzata rispetto alla media, per un totale quest’anno attorno alle 10mila tonnellate. È quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che si tratta di uno dei risultati peggiori della storia dell’apicoltura moderna da almeno 35 anni. Si tratta “dell’effetto delle diffuse gelate primaverili a cui hanno fatto seguito il caldo e la siccità con i fiori secchi per la mancanza di acqua e i violenti temporali estivi che a macchia di leopardo hanno aggravato la situazione – sottolinea la Coldiretti –, senza dimenticare gli incendi che hanno fatto strage di decine di milioni di api. Il clima anomalo ha colpito i diversi tipi di miele in pianura mentre si è salvato solo il raro miele di montagna”. L’andamento produttivo di quest’anno fa seguito al raccolto già scarso dello scorso anno in cui era sceso ad appena 16mila tonnellate. Il crollo dei raccolti nazionali apre le porte alle importazioni di miele di minore qualità con gli arrivi dall’estero che hanno già raggiunto oltre 7mila tonnellate nei primi quattro mesi del 2017 secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat e se il trend sarà confermato sugli scaffali due barattoli su tre saranno stranieri. “Circa 1/3 del miele importato – spiega la Coldiretti – viene dall’Ungheria ma un flusso consistente di oltre il 10% arriva dalla Cina, Paese ai vertici per insicurezza alimentare”.
Sono 1,2 milioni gli alveari nelle campagne italiane e 45mila gli apicoltori tra hobbisti e professionali con un fatturato stimato di 150 milioni di euro e un valore di più 2 miliardi di euro per l’attività di impollinazione alle coltivazioni.

Arte e fede: Genova, museo diocesano organizza tre serate per scoprire i “tesori di san Lorenzo”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 10:57

Tre serate per conoscere “I tesori di san Lorenzo” con visite guidate alla scoperta di San Lorenzo e alla cattedrale, tra storia e leggenda. A proporlo il museo diocesano di Genova nelle serate di giovedì 10, venerdì 11 e sabato 12 agosto. I visitatori, spiegano i responsabili del museo, potranno visitare “i tesori di san Lorenzo e le meravigliose opere d’arte a lui dedicate, incastonate come gemme preziose nel complesso monumentale della cattedrale: il momento del confronto con l’imperatore negli affreschi di Lazzaro Tavarone nell’abside, il suo martirio raffigurato nelle tarsie lignee del coro cinquecentesco – visitabile eccezionalmente per l’occasione –, così come gli altri episodi dipinti nelle ante dell’organo secentesco del duomo, realizzate da Giulio Benso e Andrea Ansaldo, e negli affreschi con i Fasti dei canonici (risalenti al XVIII secolo) che decorano il piano primo del chiostro”. Concluderà la visita la salita alla torre loggiata del duomo “per cercare di cogliere la scia di qualche stella cadente che, secondo la tradizione sono legate a san Lorenzo perché ritenute anticamente le scintille sprigionate dalla fiamma del martirio, o secondo un’altra versione, le lacrime sgorgate dagli occhi del santo”. Per informazioni e prenotazioni contattare il Museo diocesano di Genova al numero 010/2475127 (da lunedì a domenica 10-18, chiuso il martedì) o tramite email info@museodiocesanogenova.it.

61° Marcinelle: messaggio ministro Alfano, “lavorare per un’Europa più coesa e solidale”. Riflessione su Ue, migrazioni e lavoro

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 10:30

Marcinelle, scrive il ministro Alfano nel 61° anniversario del tragico evento, “ci dà ancora oggi la forza di lavorare per un’Europa più coesa e solidale, come l’avevano immaginata i padri fondatori. Un’Europa che trae origine e sostanza dal genuino spirito di fratellanza fra i suoi popoli. Un’Europa che sappia fornire una risposta condivisa, unitaria e partecipe alle grandi emergenze dei nostri giorni”. Alfano si riferisce “in particolare al flusso continuo di migranti disperati che oggi, come allora, cadono troppo spesso vittime”. Ancora: “La tragedia di Marcinelle ci induce a riflettere sul tema del lavoro sotto il profilo della sua dimensione umana e sociale. Non dobbiamo dimenticare mai che il lavoro senza tutele uccide anche laddove si svolge in luoghi che dovrebbero essere meno pericolosi delle viscere della terra. Va difeso, perché il lavoro è sinonimo di speranza e di futuro. È precondizione necessaria per la nascita di una famiglia e per la crescita individuale dei singoli nel loro rapporto con la comunità”. “Cari connazionali, il nostro pensiero in questa occasione è rivolto sia ai pionieri della nostra emigrazione, sia ai loro discendenti, ma ugualmente – aggiunge il ministro degli Esteri – ai nuovi emigrati, che espatriano oggi in condizioni diverse anche se, molti di loro, sono spinti dagli stessi desideri e speranze. Come Fabrizia, Marco e Gloria che abbiamo perso a Berlino e a Londra, vittima la prima di un vile attacco di terrorismo, i secondi di una fatalità che forse si poteva evitare”.
La nostra vicinanza va allo stesso modo agli italiani che vivono all’estero in contesti particolarmente difficili, come in Venezuela, che seguiamo con attenzione per agevolare l’adozione di soluzioni per l’esito pacifico delle crisi che stanno vivendo”. Infine: “Siamo orgogliosi del contributo dato da tutti voi, italiani nel mondo, al nostro Paese. Chi ha lasciato e ancora oggi lascia l’Italia contribuisce, in tanti modi diversi, al dialogo e al rafforzamento delle relazioni con i Paesi di destinazione, dando lustro ai valori più profondi e positivi dell’italianità. E in tanti modi diversi contribuite alla crescita dell’Italia”.

61° Marcinelle: messaggio ministro Alfano, “commosso pensiero rivolto a tutti gli italiani caduti sul lavoro all’estero”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 10:25

“Vorrei esprimere la mia più sentita partecipazione all’anniversario della tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956. Dal 2001 questa ricorrenza è stata proclamata ‘Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo’. Ogni anno, quindi, il nostro commosso pensiero è rivolto a tutti gli italiani caduti sul lavoro all’estero. Vogliamo onorare la loro memoria”. Sono le prime righe del messaggio che il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, rivolge in occasione del 61° anniversario della tragedia di Marcinelle. Una celebrazione a ricordo delle vittime dell’incendio sviluppatosi nella miniera di carbone si terrà, come di consueto, al Bois du Cazier, presso Marcinelle, in Belgio. “Il mondo dell’emigrazione, attraverso il coraggio, l’ingegno, il sacrificio, ha reso possibile nei decenni l’incontro tra persone, culture, professionalità, e nazioni, come quelle europee, che oggi – spiega il ministro – condividono il comune progetto dell’integrazione dell’Europa”. Quella tragedia, “che tolse la vita a 262 minatori tra cui 136 italiani, contribuì in maniera determinante alla formazione di una coscienza europea. E ciò accadeva soltanto un anno prima della firma dei Trattati istituitivi delle Comunità europee, di cui quest’anno abbiamo festeggiato il 60° anniversario. Quell’Europa unita che è riuscita nell’allora inimmaginabile obiettivo di mantenere la pace sul continente per oltre mezzo secolo, che ha promosso lo sviluppo di tutti i Paesi che ne sono membri, e che oggi permette ai nostri figli di viaggiare e di vivere in tutto il territorio del continente in condizioni ben diverse da quelle dei minatori di Marcinelle”.

61° Marcinelle: Diaco (Acli Bologna), “il ricordo sia occasione per imparare dal passato”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 10:01

“Il ricordo di una simile tragedia sia l’occasione di imparare dal passato”. Queste le parole del presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco, in occasione del 61° anniversario della tragedia nella quale l’8 agosto 1956, a Marcinelle, persero la vita 262 minatori di dodici diverse nazionalità. Tra loro 136 italiani, molti dei quali appena maggiorenni. Quell’episodio – si legge in una nota – “rappresenta uno dei momenti più bui della storia dell’emigrazione italiana in Belgio: oggi a Marcinelle sono attive le Acli del Belgio, per mantenere fede a quella che è la vocazione storica ed ordinaria delle Acli”. “Ricordare eventi come questi – rileva Diaco – è necessario, affinché le nuove generazioni siano consapevoli dei sacrifici, oggi inimmaginabili, compiuti dai lavoratori italiani nel mondo, in un passato per nulla remoto, alla ricerca di un futuro migliore, per loro e le loro famiglie”. “Inevitabilmente – aggiunge – siamo portati a fare paragoni con la contemporaneità”. “Oggi tanti immigrati giungono in Italia lasciando gli affetti e la propria terra per cercare di migliorare le condizioni di vita, lontani da casa, dovendo integrarsi in un nuovo contesto, imparare una nuova lingua e confrontarsi con nuove realtà, così come fecero i nostri minatori in Belgio”. Secondo Diaco, “tracce di un passato così lontano, eppure così vicino, devono indurci a riflettere su tanti temi che toccano anche noi, dalla sicurezza sui luoghi di lavoro, allo sfruttamento della manodopera a basso costo, alla condizione dei migranti, a quella dei giovani italiani di oggi, costretti dalla disoccupazione e dalla precarietà del lavoro a espatriare, con la speranza di una vita migliore”.

Dionigi Tettamanzi: Sala (sindaco Milano), “metteremo ordine nei suoi scritti per trarne insegnamento”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 09:54

Tra le persone che ieri pomeriggio hanno accolto il feretro del cardinale Dionigi Tettamanzi nel duomo di Milano per l’omaggio dei fedeli anche il sindaco Giuseppe Sala. “Purtroppo io l’ho conosciuto poco e un po’ mi spiace” afferma, “perché capisco quanto è stato un maestro per Milano”. “Ha avuto una grande attenzione verso gli ultimi – aggiunge Sala – per le conseguenze della crisi sulle famiglie e la società, basti pensare al Fondo Famiglia-Lavoro del 2009″. “Indubbiamente un grande maestro – prosegue il sindaco -. Molte delle cose che lui sosteneva io le sento, ma al di là della mia persona, per la città sarebbe certamente utile non disperdere il suo insegnamento. Già ordinare i suoi insegnamenti e il suo pensiero, perché se ne tragga frutto, potrebbe essere una cosa buona. Io ricomincerei da lì”.

 

Dionigi Tettamanzi: don Sangallo (segretario), “le sue ultime parole: i poveri e le vocazioni”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 09:44

“Ho avvertito un grande dolore, ma accompagnato da ciò che scherzosamente affermo dicendo che abbiamo un santo in più in cielo”. Così don Tiziano Sangalli, segretario del cardinale Dionigi Tettamanzi negli anni della residenza a Villa Sacro Cuore di Truggio, commenta la morte dell’arcivescovo emerito di Milano del quale questa mattina saranno celebrati i funerali in Duomo. “Mi accompagna il ricordo di una bella paternità spirituale – prosegue don Sangallo – che, in questi anni, ho potuto vivere fin da quando ci siamo conosciuti, quasi quarant’anni fa, in seminario. Negli ultimi istanti di lucidità in cui ho potuto parlargli, mi ripeteva due parole che porterò sempre con me: la prima era ‘i poveri’ e la seconda era ‘le vocazioni’, ed è andato avanti mezza giornata a dire queste due parole”.

Giornali Fisc: attacco all’“Avvenire di Calabria”. Don Gabrieli (Cosenza), “facciamo la nostra piccola parte per una Calabria nuova e libera”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 09:41

“Settimanali e periodici della delegazione Fisc calabrese esprimono vicinanza e solidarietà all’Avvenire di Calabria e al suo direttore, don Davide Imeneo, in questo momento nel quale gli strumenti di comunicazione al servizio del territorio subiscono intimidazioni per il loro impegno a dar voce a quanti si pongono come argine alle mafie e alla cultura mafiosa-‘ndranghetista”. A dirlo oggi è don Enzo Gabrieli, direttore di “Parola di Vita” (Cosenza-Bisignano), delegato Fisc Calabria e vicepresidente nazionale della Federazione cui fanno capo 191 testate diocesane, in un messaggio di solidarietà al settimanale di Reggio Calabria-Bova, dopo l’attacco subito nei giorni scorsi e di cui ha dato notizia il quotidiano “Avvenire”. Per don Gabrieli, il “vero argine non è solo la denuncia ma l’impegno di associazioni laiche e cattoliche, delle parrocchie e della Chiesa in genere, che punta sull’educazione, sulle nuove sfide culturali per formare le coscienze in questa terra ‘amara e meravigliosa’, come la descrivono i nostri vescovi nel documento contro la ‘ndrangheta. Come giornali del territorio – conclude – facciamo la nostra piccola parte per una Calabria nuova e libera”.

Formazione: Rosa Bianca, al convento di Terzolas “scuola di democrazia” a partire dalla figura di don Lorenzo Milani

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 09:30

“I Care: democrazia e prossimità? Riappropriarsi delle parole con pratiche di vita”: è il titolo della scuola di formazione dell’associazione Rosa Bianca che si svolgerà dal 22 al 27 agosto nel convento di Terzolas in Val di Sole (Trento). L’associazione, che sin dagli anni ’80 offre settimane formative nel periodo estivo sui temi della pace, della democrazia, dei diritti e della politica (http://www.rosabianca.org/), affronterà ogni giorno un tema di riferimento, a partire da “clima bene comune da salvaguardare” (relazione e percorsi guidati nel parco nazionale dello Stelvio); “abitare il territorio, relazioni che generano il cambiamento” (incontro con amministrazioni locali, esperienze e progetti di cooperazione locale); “I Care parole per la buona vita” (incontro con Ina Praetorius, teologa di fede evangelica e con Marina De Chiara, docente letteratura straniera Università di Napoli Orientale; laboratori e pratiche). Inoltre: “per un benessere equo e solidale” (conseguenze politico-sociali della distribuzione dei redditi e della ricchezza”: approfondimento con Davide Fiaschi, docente di Economia politica, Università di Pisa; Fausto Gozzi, Matematica applicata alla finanza, Luiss Roma; a seguire World Cafè animato da Melania Ceccarelli, operatrice sociale esperta in processi partecipativi e Gianluca Cantisani, presidente MoVi).
Il venerdì sera è previsto un ricordo di Gigi Pedrazzi (“La speranza di un ordine giusto. Ricerca, formazione e passione politica”). Il penultimo giorno sarà dedicato al tema “Sortirne tutti insieme è la politica”: dialoghi con Sandro Cargnelutti, presidente Legambiente Fvg; Vittorio Cogliati Dezza, autore di “Alla scoperta della Green Society”. Quindi spettacolo e confronto sulla figura di don Milani, con Piergiorgio Reggio, autore de “Lo schiaffo di don Milani”. Da ultimo domenica 27 agosto “Energie e sperimentazioni di oggi, realtà di domani”.

Italiani all’estero: Alfano, “pensiero rivolto a chi espatria spinto da desideri e speranze”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 09:18

Ricordando la tragedia di Marcinelle “il nostro pensiero è rivolto sia ai pionieri della nostra emigrazione, sia ai loro discendenti, ma ugualmente ai nuovi emigrati, che espatriano oggi in condizioni diverse anche se, molti di loro, sono spinti dagli stessi desideri e speranze”. È quanto afferma il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, nel messaggio rivolto ai connazionali all’estero per la commemorazione della tragedia mineraria di Marcinelle avvenuta l’8 agosto 1956 e nella quale morirono 136 italiani. “La tragedia di Marcinelle – scrive Alfano – ci induce a riflettere sul tema del lavoro sotto il profilo della sua dimensione umana e sociale”. “Non dobbiamo dimenticare mai che il lavoro senza tutele uccide – osserva il ministro – anche laddove si svolge in luoghi che dovrebbero essere meno pericolosi delle viscere della terra”. “Va difeso, perché il lavoro è sinonimo di speranza e di futuro. È precondizione necessaria per la nascita di una famiglia e per la crescita individuale dei singoli nel loro rapporto con la comunità”. Alfano ricorda poi i connazionali morti recentemente all’estero, “come Fabrizia, Marco e Gloria che abbiamo perso a Berlino e a Londra, vittima la prima di un vile attacco di terrorismo, i secondi di una fatalità che forse si poteva evitare”. “La nostra vicinanza va allo stesso modo agli italiani che vivono all’estero in contesti particolarmente difficili, come in Venezuela, che seguiamo con attenzione per agevolare l’adozione di soluzioni per l’esito pacifico delle crisi che stanno vivendo”, conclude.

Italiani all’estero: Alfano, “orgogliosi del contributo di tutti”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 09:16

“Siamo orgogliosi del contributo dato da tutti voi, italiani nel mondo, al nostro Paese. Chi ha lasciato e ancora oggi lascia l’Italia contribuisce, in tanti modi diversi, al dialogo e al rafforzamento delle relazioni con i Paesi di destinazione, dando lustro ai valori più profondi e positivi dell’italianità”. È quanto afferma il ministro degli esteri, Angelino Alfano, nel messaggio rivolto ai connazionali all’estero in occasione della commemorazione della tragedia mineraria di Marcinelle avvenuta l’8 agosto 1956. In occasione della “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, istituita nel 2011, il ministro degli esteri ricorda che “il nostro commosso pensiero è rivolto a tutti gli italiani caduti sul lavoro all’estero”. “Quella tragedia, che tolse la vita a 262 minatori tra cui 136 italiani, contribuì in maniera determinante alla formazione di una coscienza europea. E ciò accadeva soltanto un anno prima della firma dei Trattati istituitivi delle Comunità Europee, di cui quest’anno abbiamo festeggiato il 60° anniversario”. Secondo Alfano, “la tragedia di Marcinelle ci dà ancora oggi la forza di lavorare per un’Europa più coesa e solidale, come l’avevano immaginata i padri fondatori”. “Un’Europa – aggiunge – che trae origine e sostanza dal genuino spirito di fratellanza fra i suoi popoli. Un’Europa che sappia fornire una risposta condivisa, unitaria e partecipe alle grandi emergenze dei nostri giorni. Mi riferisco in particolare al flusso continuo di migranti disperati che oggi, come allora, cadono troppo spesso vittime”.

61° Marcinelle: De Robertis (Migrantes), “occasione per riflettere sull’attualità delle tragedie che segnano il mondo del lavoro migrante”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 09:05

L’anniversario della tragedia di Marcinelle è “occasione per una riflessione sull’attualità delle tragedie che segnano il mondo del lavoro migrante”. È quanto afferma don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, a 61 anni dall’incendio che l’8 agosto 1956 riempì di fumo tutto il pozzo minerario di Bois du Cazier, causando la morte di 262 persone tra cui 136 italiani. Il ricordo di queste morti sul lavoro – dice oggi la Fondazione Migrantes che da sempre segue pastoralmente i tanti italiani emigrati in ogni parte del mondo – diventa opportunità per “non dimenticare chi, ancora oggi, muore sui luoghi di lavoro”, siano essi italiani all’estero che stranieri residenti nel nostro Paese. “Ecco perché – spiega De Robertis – il nostro sguardo e la nostra attenzione in questi giorni va proprio a Marcinelle come simbolo anche dei numerosi italiani morti durante il loro lavoro in diverse tragedie – non ultime quelle avvenute durante alcuni attentati terroristici e a Londra in un incendio in un grattacielo alla periferia della città – con la richiesta di un impegno maggiore per la sicurezza sul lavoro sempre più precaria”.

Dionigi Tettamanzi: card. Scola, “accompagniamo il nostro padre e maestro all’abbraccio con il Signore”

Agensir.it - Tue, 2017-08-08 09:00

“Accompagniamo il nostro padre e maestro cardinale Dionigi all’abbraccio con il Signore Gesù che lo introdurrà nella casa dalle porte aperta che è la Santa Trinità. La personalità del cardinale Tettamanzi, la sua storia, il suo essersi speso per la Chiesa e per tutti gli uomini per lungo tempo, diventi per noi un interrogativo per capire come stiamo vivendo la nostra vita. Caro cardinale Dionigi, arrivederci in Cristo Signore”. Così il cardinale Angelo Scola, amministratore apostolico di Milano, ieri sera al termine della recita del Rosario in Duomo. In precedenza la Messa di suffragio presieduta da mons. Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo. Nella sua omelia ha ricordato che il cardinale Tettamanzi “ha trovato un suo modo originale per raccogliere l’eredità pesante del cardinale Martini e di guidare la Diocesi con un suo stile, quello di farsi incontro a ciascuno. La nostra città lo ha saputo amare e la memoria del suo operato resterà indelebile, ad esempio per l’iniziativa del Fondo Famiglia Lavoro”. Oggi la celebrazione dei funerali alle ore 11. Saranno presenti e concelebreranno i cardinali: Gualtiero Bassetti, presidente Cei e arcivescovo di Perugia, Severino Poletto (arcivescovo emerito di Torino), Angelo Bagnasco (arcivescovo di Genova), Edoardo Menichelli (amministratore apostolico di Ancona), Giuseppe Betori (arcivescovo di Firenze), Gianfranco Ravasi (presidente Pontificio Consiglio della Cultura). Saranno presenti anche 27 altri vescovi e arcivescovi. Numerose anche le autorità civili.

Avvenire: la prima pagina di domani 8 agosto. Patto antidroga con gli studenti, Ong e migranti, Usa e Corea del Nord

Agensir.it - Mon, 2017-08-07 19:30

È dedicato al “patto antidroga con gli studenti” il titolo di apertura di Avvenire di domani, rivolto al progetto di prevenzione su stupefacenti e alcol, da implementare nelle scuole grazie a un fondo da 3 milioni di euro messo a disposizione da presidenza del Consiglio e Miur.
Di taglio le polemiche sulle Ong e il blocco dell’attracco nei porti italiani per le navi delle organizzazioni umanitarie che divide anche il governo. Una fotocronaca riprende invece le sanzioni decise dall’Onu e le minacce incrociate tra Usa e Corea del Nord sul potenziale conflitto nucleare.
Un richiamo infine dà conto dei tanti attestati di solidarietà arrivati al settimanale “Avvenire di Calabria” (diffuso con il nostro giornale) oggetto nei giorni scorsi di intimidazioni della malavita organizzata.
L’editoriale, a firma di Elena Ugolini, è invece dedicato alla sperimentazione delle scuole superiori a 4 anni per 100 classi.

Repubblica democratica del Congo: Unicef, “oltre 1,4 milioni di persone costrette a lasciare le proprie case. 400mila bambini a rischio malnutrizione”

Agensir.it - Mon, 2017-08-07 18:41

In Repubblica democratica del Congo, negli utlimi 12 mesi, “oltre 1,4 milioni di persone – tra cui 850mila bambini – sono state costrette a lasciare le proprie case”. Inoltre “400mila bambini sono a rischio di malnutrizione acuta grave nella regione del Gran Kasai”. È quanto denuncia oggi l’Unicef. “Il mondo non deve chiudere un occhio di fronte alla tragica situazione in cui si trovano bambini e famiglie nella regione del Grand Kasai, nella Repubblica democratica del Congo”, afferma Marie-Pierre Poirier, direttore regionale dell’Unicef per l’Africa settentrionale e centrale. Oltre 1,4 milioni di persone – spiega – “sono state costrette a lasciare le proprie case, e le loro vite sono state sconvolte dai diffusi atti di estrema violenza”. “I bambini e le donne raccontano di terribili abusi”, prosegue, aggiungendo che “molti bambini sono stati reclutati dalle forze armate, costretti ad assumere droghe e travolti dalle violenze. Nulla può giustificare queste azioni”. Nel Paese, oltre 200 centri medici sono stati distrutti, 1 su 4 non è più regolarmente operativo. Secondo Poirier, “si stima siano 400mila i bambini a rischio di malnutrizione acuta grave. I bambini hanno perso un anno di istruzione, mentre centinaia di scuole sono state prese di mira e depredate, gli insegnanti sono stati uccisi o sono scappati alla ricerca di salvezza”. “Tutte le parti in conflitto devono proteggere i bambini, porre fine alle gravi violazioni contro di loro, e tutelare le scuole e i servizi sanitari”, l’appello del direttore regionale dell’Unicef. “Gli operatori umanitari – aggiunge – devono avere libero accesso alle popolazioni colpite, in modo da poter raggiungere tutti coloro che hanno bisogno di assistenza”. “Se le violenze non dovessero terminare, anche il nostro meglio non sarà abbastanza. Le vite di migliaia di bambini sono in pericolo”, conclude.

Venezuela: don Giorgetti (missionario), “sembra di essere al tempo dell’esilio in Babilonia”

Agensir.it - Mon, 2017-08-07 18:30

“Sembra di essere al tempo dell’esilio in Babilonia: lenta avanza la fila dei venezuelani; migliaia e migliaia vanno in Colombia, ultima àncora di salvezza, per trovare le medicine. Altri giovani, a migliaia, sono fuggiti dal Paese in cerca di un futuro”. Così don Derno Giorgetti, missionario fidei donum in Venezuela, originario della diocesi di Cesena-Sarsina, racconta in una lettera inviata ieri al settimanale diocesano “Corriere Cesenate” e al Sir, la grave situazione nel Paese sudamericano. Secondo il sacerdote, “la situazione in Venezuela è resa ogni giorno più difficile dalla rigidità delle due parti: governo e opposizione”. “Devo dire con amarezza che non si vede alcuno spiraglio”, aggiunge, osservando che “le forze in gioco continuano ad avanzare su binari paralleli”. Due mesi fa circa, l’annuncio del governo di dar vita ad una “Costituente” che preparasse una nuova Costituzione. “Questa nuova Costituente non è stata richiesta e approvata dal popolo”. “L’opposizione e tantissime istituzioni civili hanno annusato il trabocchetto e si sono impegnate a fermare la ‘Costituente’”, spiega don Giorgetti, ricordando che “perfino la Conferenza episcopale, i governi d’America Latina e d’Europa, anche il Papa in persona, tutti si sono opposti alla Costituente. Come se niente fosse, il Governo non ha ascoltato alcuno”. Le elezioni ufficiali, previste per domenica 30 luglio, “si sono fatte in un silenzio impressionante. Pochi sono andati a votare”. “Ci sono state manifestazioni tutti i giorni – prosegue il missionario – con i soliti morti”. Il governo ha annunciato di aver ottenuto più di 8 milioni di voti e nonostante chi avesse fabbricato le macchine elettorali abbia informato che “queste sono state manipolate”, il Governo “imperterrito, è andato avanti, e ha adottato la nuova Costituente che, secondo loro, ha poteri assoluti”. “La popolazione, che per 80% non vuole Maduro, ha reagito, è scesa in strada, ha fatto barricate”, racconta don Giorgetti. “Tutte le manifestazioni sono state puntualmente represse e hanno causato, finora, più di 120 morti”. “Secondo i filo-governativi, la popolazione non fa la fame”, ma “c’è poco da scherzare” perché “il dollaro in una settimana è passato da 7mila a 16mila bolivares”.

Inchiesta Ong-scafisti: Save the Children, “nessun provvedimento emesso a carico dell’organizzazione”

Agensir.it - Mon, 2017-08-07 18:17

Rispetto alle odierne indiscrezioni di stampa relative alle indagini della Procura di Trapani sul rapporto tra Ong e scafisti, Save the Children “precisa di non essere al momento a conoscenza di alcun provvedimento emesso a carico dell’organizzazione”. È quanto si legge in una nota diffusa oggi dalla Ong nella quale “Save the Children ribadisce inoltre di aver operato sempre sotto il coordinamento della Guardia Costiera italiana e di aver agito nel massimo rispetto della legge, in piena trasparenza e collaborazione con le autorità”.

Dionigi Tettamanzi: iniziato il pellegrinaggio dei milanesi per omaggiarlo. Il passaggio da Renate

Agensir.it - Mon, 2017-08-07 18:15

La salma del cardinale Dionigi Tettamanzi è stata composta con la veste rossa cardinalizia e, secondo la secolare tradizione degli arcivescovi ambrosiani, con gli abiti liturgici pontificali di colore bianco. La bara con le sue spoglie mortali ha lasciato la casa di Triuggio alle ore 14. Prima di dirigersi verso Milano, riferisce mons. Davide Milani, responsabile comunicazione dell’arcidiocesi ambrosiana, il corteo funebre ha deviato verso la chiesa parrocchiale di Renate, dove il cardinale Tettamanzi è stato battezzato e ha celebrato la prima messa. Davanti alla chiesa il parroco di Renate e Veduggio, don Antonio Bertolaso, ha benedetto la salma e recitato una preghiera.
Poco dopo le 15 la bara del cardinale Tettamanzi è giunta sul sagrato del Duomo, accompagnata dai fratelli Antonio e Gianna, da Marina Oggioni, assistente del cardinale; dal segretario, don Tiziano Sangalli, e dal moderatore della Curia, mons. Bruno Marinoni.
Ad accogliere il corteo sul sagrato del Duomo mons. Gianantonio Borgonovo, arciprete della cattedrale, il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e i rappresentanti di Regione Lombardia e della Prefettura.
I funerali verranno celebrati domani, alle ore 11 e saranno presieduti dall’amministratore apostolico cardinale Angelo Scola e concelebrati – tra gli altri – dall’arcivescovo eletto di Milano monsignor Mario Delpini.

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