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Papa Francesco: nomina mons. Michel Aupetit nuovo arcivescovo di Parigi

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 12:27

Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi di Parigi presentata dal card. André Vingt-Trois e ha nominato arcivescovo metropolita dell’arcidiocesi di Parigi mons. Michel Aupetit, finora vescovo di Nanterre. Mons. Michel Aupetit è nato il 23 marzo 1951 a Versailles, nella diocesi omonima. Dopo gli studi secondari si è iscritto alla Facoltà di medicina di Créteil, che ha concluso laureandosi nel 1978. Ha esercitato la professione medica a Colombes, nella periferia nord di Parigi, per dodici anni. Si è specializzato in bioetica medica e ha pure insegnato tale materia all’Ospedale Henri Mondor di Créteil. Nel 1990, è entrato in seminario per la formazione sacerdotale, conclusa con il baccalaureato in teologia. È stato ordinato sacerdote il 24 giugno 1995 per l’arcidiocesi di Parigi. Dopo l’ordinazione, ha ricoperto i seguenti incarichi ministeriali: vicario della parrocchia Saint-Paul-Saint-Louis e cappellano dei Licei del quartiere del Marais: François Couperin, Charlemagne et Saint-Germain, Victor Hugo (1995-2001); parroco di Notre-Dame de l’Arche d’Alliance (2001-2006); decano del decanato Pasteur-Vaugirard (2004-2006); vicario generale di Parigi e membro del Consiglio presbiterale (2006-2013). È stato nominato vescovo ausiliare di Parigi il 2 febbraio 2013 e consacrato il 19 aprile successivo. Il 4 aprile 2014 è stato trasferito alla sede episcopale di Nanterre. All’interno della Conferenza episcopale francese è presidente del Consiglio “Famiglia e Società”. È anche membro del gruppo di lavoro “Bioetica”.

Mons. Aupetit s’insedierà sabato 6 gennaio 2018, alle 18.30, nella cattedrale Notre-Dame di Parigi. È previsto un incontro con la stampa dopo il suo insediamento, ma la data sarà comunicata in seguito dall’arcidiocesi di Parigi.

Papa Francesco: nomina il card. Carlos Aguiar Retes nuovo arcivescovo di México

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 12:21

Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi di México, presentata dal card. Norberto Rivera Carrera, e ha nominato nuovo arcivescovo il card. Carlos Aguiar Retes, finora arcivescovo di Tlalnepantla. Nato il 9 gennaio 1950 a Tepic, nell’omonima diocesi, il card. Aguiar Retes è stato ordinato presbitero per la diocesi di Tepic il 22 aprile 1973. Ha conseguito la licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma e il dottorato in teologia biblica presso la Pontificia Università Gregoriana. È stato vicario parrocchiale, rettore del seminario di Tepic e contemporaneamente presidente dell’Organizzazione dei seminari messicani (Osmex) e membro del Consiglio direttivo dei seminari latinoamericani. È stato poi rettore della residenza Juan XXIII per sacerdoti della Pontificia Università di Messico e professore di Sacra Scrittura nella medesima Università. Il 28 maggio 1997 è stato eletto vescovo di Texcoco ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 29 giugno successivo. Il 5 febbraio 2009 è stato trasferito all’arcidiocesi di Tlalnepantla quale arcivescovo metropolita. Dal 2006 al 2012 è stato presidente della Conferenza episcopale del Messico, dopo esserne stato segretario generale dal 2004 al 2006.
Ha ricoperto diversi incarichi nel Celam (Consiglio episcopale latino americano): segretario generale dal 2000 al 2003; primo vice-presidente dal 2003 al 2007 e infine presidente dal 2011 al 2015. Nell’ottobre 2014 e nell’ottobre 2015 ha partecipato alle due rispettive assemblee del Sinodo dei vescovi sulla famiglia. È stato creato e pubblicato cardinale nel Concistoro del 19 novembre 2016. Presso gli organismi della Curia Romana è membro del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso e della Pontificia commissione per l’America Latina.

Comece: in primavera un documento di riflessione sul futuro del lavoro

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 12:19

La Commissione per gli affari sociali della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) sta lavorando alla redazione di un documento di riflessione sull’avvenire del lavoro che dovrebbe uscire la prossima primavera. Per questo, nei giorni scorsi, al segretariato Comece di Bruxelles si è svolta una riunione della Commissione per portare avanti la riflessione sul lavoro “soprattutto in funzione dei giovani”, affinché sia “umano e sostenibile per il loro futuro”, ha dichiarato mons. Gianni Ambrosio, presidente della Commissione, al termine dell’incontro. Alla riunione hanno preso parte rappresentanti del mondo dei lavoratori, sindacati, imprenditori e docenti che hanno dato un “notevole contributo”, nelle parole del vescovo, per la definizione di “una visione di sintesi integrale su lavoro e occupazione”. Uno degli elementi del confronto è stato quello dell’impatto della digitalizzazione “sul mercato del lavoro europeo e sulla dignità dei lavoratori”. Si è parlato anche di “nuove forme di impiego e impatto dell’economia collaborativa” che sta generando una nuova categoria di lavoratori. Tra gli intervenuti Nicola Danti, John Hurley, responsabile ricerche presso l’agenzia Ue Eurofound, Patrick Develtere funzionario della Commissione, rappresentanti di Uniapac, l’associazione internazionale degli imprenditori cattolici, e dell’associazione dei sindacati cristiani in Belgio, Csc-Acv.

Paesi Bassi: vescovi, “uniti nella preghiera per la pace”. Iniziativa di preghiera mensile per il 2018 con il rosario

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 12:14

I vescovi olandesi invitano i loro fedeli in tutte le diocesi a usare il rosario durante il prossimo anno per “pregare per la pace”. In particolare la proposta è che, nel giorno delle festività mariane che segnano ogni mese dell’anno, vescovi e fedeli preghino insieme per implorare il dono della pace nel mondo. “Il 13 ottobre 2017 si è concluso il giubileo per i 100 anni delle apparizioni della Beata Vergine Maria a Fatima”, scrivono i vescovi in una lettera datata 14 novembre, resa nota in questi giorni, “ma non ha smesso di valere l’invito di Maria a recitare il rosario con l’intenzione della pace; questo invito ha certamente un significato molto attuale nel mondo di oggi”. Pregare per la pace, si legge nella lettera, “ci renderà strumenti di Dio” e sarà bello se “i credenti si incontrassero per questa occasione o, se pregando da soli, lo facessero sapendo di pregare comunque in comunione con molti”. L’iniziativa, spiegano ancora i vescovi, risponde anche all’invito di Papa Francesco “alla delegazione olandese in pellegrinaggio a Roma l’8 ottobre 2016, di recitare il Rosario il più spesso possibile”. Si può aderire a questa iniziativa sul sito dei vescovi e ogni mese si riceverà un sms che ricorderà il giorno in cui pregare per la pace e segnalerà il luogo in cui si svolgerà la preghiera. Le diocesi sono state infatti invitate a organizzare “occasioni speciali” per pregare insieme.

Papa Francesco: ai cristiani di Taiwan, “futuro migliore” dipende da formazione dei giovani

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 12:10

“Sono da poco rientrato da una visita in Myanmar e in Bangladesh. Ho potuto così fare esperienza della vitalità e dell’intraprendenza che caratterizzano i popoli dell’Asia, ma anche del volto sofferente di un’umanità troppo spesso priva di prosperità materiale e di benessere sociale”. È il saluto del Papa alla delegazione del National Council of Churches di Taiwan, ricevuta in udienza nella Sala del Concistoro. “Ci sono molti ambiti nei quali, come cristiani, siamo chiamati a operare insieme per promuovere la dignità di ogni essere umano e per sostenere chi è meno fortunato”, ha fatto notare Francesco, che ha rilanciato le parole pronunciate poco prima dai rappresentanti di Taiwan: “Senza amore, la pace non è veramente pace; senza amore, il mondo discende nel caos”. “L’amore di Dio da incarnare concretamente nella vita è la nostra via maestra, la responsabilità che insieme abbiamo davanti al mondo per testimoniare la speranza che è in noi”, ha affermato Francesco citando il “comandamento” contenuto nel Vangelo di Giovanni: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli”.
“La Chiesa cattolica, attraverso la Conferenza episcopale regionale cinese, è impegnata, sin dalla Fondazione del National Council of Churches of Taiwan nel 1991, a promuovere una maggiore unità tra i credenti nel Signore”, ha ricordato il Papa: “Il rafforzamento delle relazioni tra le Confessioni cristiane e l’annuncio di Gesù, che potrete portare insieme anche attraverso opere di carità e progetti formativi rivolti ai giovani, recheranno beneficio all’intera società”. “Un futuro migliore per tutti – la ricetta di Francesco – esige la formazione delle giovani generazioni, specialmente nell’arte del dialogo, in modo che possano diventare protagonisti di una cultura dell’armonia e della riconciliazione, tanto necessaria, e siano disposti a percorrere, con l’aiuto di Dio, quella via che va dal conflitto alla comunione e che si è dimostrata tanto fruttuosa nel cammino ecumenico”.
“Ringrazio ciascuno di voi per l’impegno a proseguire su questa strada, rafforzando la fraternità e la collaborazione tra le vostre comunità”, l’augurio finale: “Continuiamo a camminare insieme nel primato della carità verso il giorno in cui sarà realizzato il desiderio di Gesù: ‘Siano una sola cosa… perché il mondo creda’”.

Diocesi: mons. Lorefice (Palermo), “nel Consiglio pastorale si condivide la responsabilità della Chiesa”

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 11:57

“Il Consiglio pastorale è un organismo in cui si condivide la responsabilità della Chiesa, azione che è di tutto il popolo di Dio e quindi anche dei Christi fideles laici. È inoltre un gruppo che deve sentire la gioia di ritrovarsi, di sentirsi gruppo strettamente legato al vescovo e alla sua carità pastorale”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che con un suo decreto ha costituito il Consiglio pastorale diocesano e il Consiglio presbiterale diocesano per il quinquennio 2017/2022. “È necessario riuscire a cogliere le esigenze del nostro tempo perché la Chiesa possa essere pronta alla condivisone del Vangelo pensandosi come comunione – ha aggiunto -. Il Consiglio è organismo di comunione e consultivo. Questo significa aiutare il vescovo e assunzione di responsabilità e corresponsabilità da parte di ciascuno. Sono grato a tutti, sia agli eletti che ai nominati, per l’apporto che ciascuno darà. Certamente si creerà affetto tra i vari membri e questo aiuterà la comunione”.

Empori della solidarietà: Caritas Forlì, “raccolti 400 chili di alimenti durante il concerto natalizio”

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 11:43

Oltre 400 chili di prodotti alimentari e 376 euro sono stati raccolti in occasione del concerto natalizio della Young Musicians European Orchestra, che si è esibita durante l’iniziativa “Solidarietà in musica”, lunedì scorso nell’ abbazia di San Mercuriale. Lo rende noto la Caritas diocesana di Forlì, che ha raccolto i beni di prima necessità. Tra questi, pasta, latte, passata di pomodoro, legumi, zucchero, olio, ma anche prodotti per l’igiene personale come spazzolini, dentifricio e sapone. La Coop ha donato 250 panettoni. Ringraziando quanti hanno contribuito, la Caritas ha ricordato che “tutti i prodotti raccolti verranno distribuiti alle famiglie e alle persone in stato di bisogno che usufruiscono dell’Emporio della Solidarietà, un’opera segno”. Al 30 novembre 2017, sono 498 le famiglie che ne usufruiscono. Inoltre, 66 sono le tessere infanzia per le famiglie con bimbi di età inferiore ai 18 mesi, mentre 27 sono le tessere generiche per le associazioni e gli enti che si riforniscono dal magazzino dell’Emporio.

Media e migranti: Bellu (Carta di Roma), “in campagna elettorale più toni allarmistici. Radiare giornalisti che violano regole”

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 11:32

L’aumento delle notizie “ansiogene” e dei “toni allarmistici” sull’immigrazione stanno creando “un nuovo cocktail di insicurezza e di paura”, “in perfetta coincidenza con le campagne elettorali per il voto”. Lo afferma il giornalista Giovanni Maria Bellu, presidente dell’Associazione Carta di Roma, introducendo il quinto rapporto annuale su media e immigrazione curato insieme all’Osservatorio di Pavia, in collaborazione con l’Osservatorio europeo per la sicurezza, presentato oggi a Roma. Dopo un paio di anni in cui i toni allarmistici si erano abbassati, con più servizi positivi sugli stranieri, nel 2017 il trend si è di nuovo invertito: “In quest’anno pre-elettorale – osserva Bellu – le paure alimentate da un’idea della politica fondata sulla ricerca del consenso facile e immediato sono state assecondate”. Anche il fatto che il discorso d’odio (hate speech) e le fake news proliferino soprattutto sui social, secondo Bellu, “non assolve il sistema dei media ma al contrario lo chiama a maggiori responsabilità”. Casi emblematici sono state alcune “violazioni colpose” della Carta di Roma (il codice deontologico dei giornalisti su come trattare il tema immigrazione), seppur diminuite in generale: alcuni titoli come “Bastardi islamici” sono stati segnalati ai consigli di disciplina o hanno determinato l’avvio di procedimenti penali. Ma mai hanno portato alla radiazione dall’Ordine dei giornalisti. Bellu giudica perciò “necessario e urgente che i giornalisti italiani – cioè l’Ordine e il sindacato – affrontino con decisione la questione dell’effettività delle regole deontologiche: chi non vuole rispettare la realtà dei fatti e preferisce mettersi al servizio della propaganda politica non deve potersi fregiare del titolo di giornalista”. Mentre Gian Mario Gillio, della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), registra un generale “analfabetismo religioso” in Italia e chiede una “Carta d’Assisi” per il pluralismo religioso che fornisca indicazioni utili “per far comprendere agli addetti ai lavori la questione religiosa, oggi fortemente legata al tema delle migrazioni”.

 

Colombia: vescovi, sette criteri guida in vista delle elezioni parlamentari e presidenziali

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 09:43

Sconfiggere l’indifferenza e partecipare al processo elettorale; uno stop alla corruzione e rafforzare con il voto comportamenti etici; esigere campagne elettorali trasparenti e che favoriscano l’unità; analizzare con attenzione i programmi e le proposte dei candidati; pensare ai bisogni più urgenti del Paese; eleggere coloro che abbiano a cuore la realtà dei colombiani; assicurare il Paese attorno a valori fondamentali. Sono i sette criteri guida presentati ieri in una conferenza stampa dalla Conferenza episcopale colombiana (Cec), in vista del doppio appuntamento elettorale di marzo (elezioni parlamentari) e di maggio e giugno (elezioni presidenziali ed eventuale ballottaggio). Erano presenti il presidente della Cec, mons. Oscar Urbina Ortega, il segretario generale, mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, e il direttore del segretariato di Pastorale sociale, mons. Héctor Fabio Henao Gaviria Le elezioni del prossimo anno, si legge nel messaggio, sono un’opportunità “per fare tutti insieme un nuovo passo verso la costruzione di un Paese che sia patria e casa per tutti”. La Colombia ha infatti bisogno della partecipazione di tutti “per aprirsi al mondo con speranza”. I vescovi ammoniscono che “deve cessare l’alto astensionismo che ha caratterizzano storicamente le nostre elezioni”. E ricordano che è “immorale e illegale comprare e vendere voti per denaro, regali o incarichi, poiché tale pratica non solo mina il processo democratico stesso, ma anche perché essa attenta alla dignità della persona e allo sviluppo integrale di tutti”. Dalla Chiesa colombiana arriva poi la richiesta di non generare “ulteriore polarizzazione”, e che durante la campagna elettorale vengano promossi “il rispetto, il dialogo, la creatività politica di cui necessita il Paese in questo momento. Pensiamo al bene comune; superiamo litigi, insulti, fanatismi, bugie e mancanze di rispetto che provocano più divisione e violenza”. Inoltre, arriva l’invito a privilegiare quei candidati che promuovono “soluzioni di fondo” rispetto a “proposte populiste”, coloro che affrontano situazioni di ingiustizia e che privilegiano l’attenzione ai poveri e agli emarginati.

Bolivia: i vescovi sulla sentenza che consente ricandidatura di Morales. “Si apre la strada al totalitarismo”

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 09:38

I vescovi boliviani prendono posizione sulla recente sentenza 0084-2017 del Tribunale costituzionale plurinazionale, attraverso la quale si consente un’ulteriore candidatura per il presidente Evo Morales, nonostante la possibilità sia esclusa dalla Carta costituzionale e nonostante un referendum per modificare in questo punto la Costituzione sia stato respinto dal popolo boliviano. “Noi vescovi della Bolivia – si legge nella nota, presentata ieri dal segretario generale della Conferenza episcopale (Ceb), mons. Aurelio Pesoa – non possiamo tacere di fronte alla sentenza del Tribunale costituzionale, poiché essa disconosce due referendum in cui il popolo boliviano ha espresso la sua volontà sovrana: quello che ha approvato la Costituzione nel 2009 e quello che ha respinto la modifica della Costituzione per dare la possibilità di una rielezione, nel 2016. Entrambe le iniziative sono state promosse dal Governo stesso”. Inoltre, a giudizio dei vescovi, “la sentenza interpreta erroneamente l’articolo 23 della Convenzione interamericana sui diritti umani, il cui obiettivo è esattamente l’opposto: proteggere i cittadini dal perpetuarsi del potere dei governanti. Con questa sentenza, che autorizza la rielezione indefinita del presidente e del vicepresidente dello Stato plurinazionale e di altre autorità, entriamo in un’epoca in cui i governanti, approfittando del potere giudiziario, interpretano secondo i loro interessi le leggi e in particolare la più importante di esse, la Costituzione dello Stato”. Prosegue il comunicato della Ceb: “I principi fondamentali della democrazia sono stati infranti: il rispetto delle leggi e delle istituzioni, la separazione dei poteri dello Stato”. In tal modo, “si apre la strada al totalitarismo e al dominio dei più forti, con la conseguente erosione della libertà delle persone. Questa sentenza assume il significato di una battuta d’arresto nel cammino democratico del Paese, proprio nell’anno in cui sono trascorsi 35 anni dalla sua conquista da parte del popolo boliviano. D’altra parte, i primi risultati delle recenti elezioni giudiziarie lasciano un chiaro messaggio da parte dell’elettorato che, in modo pacifico e democratico, respinge la via finora seguita nella selezione e nell’elezione delle autorità giudiziarie. Come Chiesa, ci auguriamo che le nostre autorità nazionali ascoltino la voce del popolo, invece che lasciarla da parte per interessi politici. Esortiamo le autorità giudiziarie elette a ripristinare la credibilità nel sistema giudiziario e a lavorare per un rinnovo dell’ordine giudiziario”.

San Nicola: card. Koch, “i santi veri protagonisti dell’unità ecumenica”

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 09:22

(da Bari) “Con il nostro desiderio di unità della Chiesa possiamo rivolgerci pieni di fiducia ai santi, veri protagonisti dell’unità ecumenica”. Lo ha detto ieri sera il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, durante la Messa solenne celebrata a Bari, in occasione dei festeggiamenti del patrono. “Papa Benedetto XVI durante la visita pastorale a Bari per la conclusione del 24° Congresso eucaristico nazionale disse: ‘Felice Bari, città che custodisce le ossa di san Nicola, terra di incontro e dialogo con i fratelli cristiani d’Oriente’. Questo è quanto abbiamo intensamente sperimentato in occasione della permanenza delle reliquie di san Nicola in Russia”. Il pensiero finale del card. Koch è andato all’importante ruolo che i santi hanno nelle nostre vite: “Risvegliano in noi la consapevolezza che l’unità non può essere conseguita soltanto tramite i nostri sforzi terreni e che noi non possiamo creare l’unità da soli – ha sottolineato il porporato -. Noi uomini e cristiani possiamo produrre divisioni, l’unità possiamo solo riceverla in dono. Per questo ci rivogliamo pieni di fiducia ai santi affinché ci assistano nei nostri sforzi al servizio dell’unità”. E, in modo particolare, a san Nicola, “emblema e difensore dell’unità della Chiesa in Oriente e in Occidente – ha concluso -. La sua venerazione spinge tutti noi a diventare come lui, testimone sempre più credibile dell’amore misericordioso di Gesù Cristo e pioniere dell’unità ecumenica”.

San Nicola: card. Koch, “risveglia in noi l’attenzione per i poveri e per i piccoli”

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 09:20

(da Bari) “San Nicola era un uomo generoso e pieno d’amore che si è preso cura dei poveri e dei piccoli. La festa odierna risveglia in noi la domanda del perché san Nicola abbia vissuto e agito così”. Lo ha detto ieri sera il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, durante la Messa solenne celebrata a Bari, in occasione dei festeggiamenti del patrono. “Il racconto evangelico dell’incontro tra il Cristo e Pietro – ha aggiunto – ci offre la risposta più profonda. Sul lago di Tiberiade Cristo si rivela a Pietro e gli pone una domanda molto seria: ‘Simone, mi ami più di costoro?’. Egli mostra in maniera inequivocabile che l’amore verso di Lui è il criterio più importante per una chiamata specifica nella sua sequela”. Il porporato ha indicato in questa risposta anche la scelta pronunciata da san Nicola: “E questa doveva essere la domanda dalla quale anche Nicola si è sentito toccato nella sua vita e nel suo ministero episcopale – ha continuato -. Il suo amore per Cristo si è spinto così in là che a causa della sua professione di fede in lui è stato imprigionato e torturato durante la persecuzione del 310”.

San Nicola: mons. Cacucci (Bari), “questa solennità per la città ha il sapore di un precetto natalizio”

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 09:18

(da Bari) “Questa sera viviamo insieme in famiglia, diremmo, con tutti i baresi questa solennità che ha un sapore di precetto natalizio per tutta la città”. Lo ha detto il vescovo di Bari-Bitonto mons. Francesco Cacucci, ieri sera, accogliendo a Bari il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, durante la Messa solenne in onore di san Nicola, patrono di Bari, nella basilica a lui intitolata e meta di pellegrinaggio di milioni di fedeli ortodossi russi. Nello scorso luglio mons. Cacucci e il card. Koch hanno accompagnato il ritorno delle reliquie di san Nicola a Bari dopo la traslazione temporanea di due mesi in Russia, a Mosca e San Pietroburgo. L’arcivescovo barese ha ricordato quel momento: “Eminenza, insieme a lei abbiamo avuto la gioia di accompagnare il ritorno della reliquia di san Nicola a Bari nello scorso luglio. E noi la ringraziamo per la sua presenza e per questo cammino ecumenico di cui Bari è un segno eloquente in tutta la Chiesa”.

Papa Francesco: messa per 90 anni card. Sodano. “Un uomo ecclesialmente disciplinato”

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 09:03

“Noi vediamo nel cardinale Sodano la testimonianza di un uomo che ha fatto tanto per la Chiesa, in situazioni diverse, con gioia e con lacrime. Ma la testimonianza che oggi a me sembra forse la più grande che ci dà è quella di un uomo ecclesialmente disciplinato, e questa è una grazia per cui ringrazio lei, signor cardinale. E chiedo che questa testimonianza della dimensione ecclesiale, nella disciplina ecclesiale, ci aiuti ad andare avanti nella nostra vita. Grazie tante, signor cardinale”. Lo ha detto Papa Francesco, al termine della Messa che ha presieduto questa mattina nellaCappella Paolina per i 90 anni del decano del Collegio cardinalizio. “Tutti i giorni – ha aggiunto il Papa – noi rendiamo grazie al Signore per quello che fa nella nostra vita; ma quando ci sono delle ricorrenze importanti – 25°, 50°, anche le decine di anni – rendere grazie a Dio è più forte. E in queste ricorrenze si fa più forte la memoria del cammino trascorso, e questa memoria ci porta ad offrire un dono. Memoria che è una dimensione della vita. È una disgrazia perdere la memoria di tutto quello che Dio ha fatto per noi”. Il cardinale Sodano, ha detto Francesco, “ha fatto memoria di questi anni, e ogni volta che si fa memoria noi ci troviamo davanti a una grazia nuova. Memoria anche della nostra piccolezza, dei nostri sbagli, anche dei peccati. San Paolo si vantava di essi, perché solo a Dio va la gloria, noi siamo deboli, tutti. E questa memoria ci dà forza per andare verso un altro decennio. È una grazia della memoria. E quello che il cardinale ha fatto per prepararsi a questa ricorrenza è offerto a noi come un dono: il dono di una testimonianza di vita che fa bene a tutti”. Il Papa ha ricordato che “ogni vita è differente. Ognuno di noi ha la propria esperienza e il Signore lo porta per una strada diversa, ma sempre c’è il Signore che ci tiene per mano, è Lui. Questo è un dono che noi abbiamo ricevuto, e noi diamo il dono della testimonianza di una vita. Il Signore sa qual è la vera testimonianza, quella che è nascosta e ha fatto del bene senza apparire”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Gerusalemme capitale. Australia, Parlamento riconosce matrimoni gay. Italia, Forza Nuova sotto la sede di Repubblica

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 09:00

Medio Oriente. L’annuncio storico di Trump, “Gerusalemme capitale d’Israele”. Nel mondo si alza un coro di no
“È il momento di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele. È la cosa giusta da fare”. Lo storico annuncio di Donald Trump arriva in diretta tv. Un brevissimo discorso dalla Diplomatic Reception Room della Casa Bianca per spiegare che la svolta che manda in soffitta 70 anni di politica estera Usa è “una scelta necessaria per la pace”. L’annuncio arriva nonostante il mondo arabo sia in fibrillazione: a Gaza bruciano le bandiere americane e Hamas parla di decisione che “ha aperto le porte dell’inferno”, col rischio di un’esplosione incontrollata della violenza. Dalla comunità internazionale arriva un coro di “no” allo strappo unilaterale deciso dal presidente americano, compreso quello di Papa Francesco che chiede il rispetto dello status quo.

Australia. Parlamento riconosce i matrimoni gay. Prime unioni attese il prossimo febbraio
Il Parlamento federale dell’Australia ha approvato una legge che legalizza i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il voto finale si è tenuto nella Camera bassa del Parlamento, dopo che una settimana fa era stato approvato dal Senato. Tre settimane fa, il 62 per cento degli australiani aveva votato a favore della legge in un referendum non vincolante. Dopo l’approvazione le persone in aula si sono abbracciate, hanno applaudito e si sono messe a cantare “We are Australian”, “Siamo australiani”, tra molta commozione. Le prime unioni sono attese a febbraio.

Neofascismo. Spedizione di Forza Nuova sotto la sede di Repubblica. Militanti lanciano fumogeni
Spedizione di Forza Nuova sotto la sede di Repubblica e l’Espresso: un gruppetto di militanti mascherati hanno lanciato fumogeni, esponendo bandiere e un cartello con la scritta “Boicotta Repubblica e L’Espresso”. I militanti hanno letto un proclama di accuse alla redazione e un paio di fumogeni sono stati lanciati contro dipendenti del giornale. “È il primo atto di una guerra politica contro il gruppo Espresso e contro il Pd. Stanno portando avanti un’opera di mistificazione e di criminalizzazione che vuole mettere fuori gioco Forza Nuova”. Lo ha detto all’Ansa il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, commentando il blitz. Un coro di solidarietà a Repubblica e l’Espresso si è alzato, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai direttori dei quotidiani italiani.

Biotestamento. Giovedì prossimo il voto in Aula al Senato
Il voto sul ddl per il Biotestamento è stato fissato a giovedì prossimo, 14 dicembre. Le dichiarazioni di voto cominceranno alle 11. Lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama che ha quindi optato per il voto a data certa. Martedì si cominceranno a votare gli emendamenti al provvedimento. Al ddl sono stati presentati oltre tremila emendamenti.

Usa. Fiamme raggiungono Los Angeles, evacuati in 150 mila
Il Sud della California nella morsa del fuoco, con le fiamme che hanno raggiunto Los Angeles. Il sindaco Eric Garcetti ha ordinato l’evacuazione di circa 150mila residenti. In poche ore il numero dei roghi che stanno interessato il Golden State è salito a cinque. Le fiamme sono alimentate dai venti forti. Finora sono andati in fumo oltre 26mila ettari di terreno. Le fiamme che stanno divorando parte di Los Angeles hanno raggiunto anche la ricca zona di Bel-Air, spingendo all’evacuazione in un’area dove si trovano le ville più esclusive di molte star del mondo dello spettacolo. Gli incendi hanno portato anche alla chiusura degli istituti scolastici nella valle di San Bernardino e dell’Interstate 405, una delle principali arterie intorno a Los Angeles.

Card. Sodano: messa per i 90 anni. “I campi sono diversi ma la missione sacerdotale unica”

Agensir.it - Thu, 2017-12-07 08:40

“La vocazione sacerdotale è un grande dono di Dio”. Lo ha detto il card. Angelo Sodano, nell’omelia della Messa, presieduta questa mattina da Papa Francesco nella cappella Paolina per i 90 anni del decano del Collegio cardinalizio. “Ringrazio il Signore per i grandi doni da me ricevuti e per il grande dono della vocazione sacerdotale. Un mio educatore nel seminario di Asti mi ricordava un’espressione di san Giuseppe Cafasso: ‘Non basterà un’eternità per ringraziare il Signore per averci chiamato a essere suoi ministri’ – ha ricordato il porporato -. Allora noi giovani non riuscivamo a capirne il significato, ma poi nel corso degli anni scoprimmo che questa era la realtà. Il mio ministero dal 1950, anno in cui fui ordinato, si svolse in campi diversi ma avevo chiaro che unica era la missione sacerdotale”. Un pensiero anche per le vocazioni, richiamando le parole di un messaggio di Papa Francesco sulla pastorale vocazionale: “La preghiera costituisce il primo e insostituibile servizio che possiamo offrire alla causa delle vocazioni. E anche noi cardinali, vescovi, laici abbiamo questo grande impegno della preghiera per le vocazioni”. Tanti i cardinali e i vescovi presenti in Vaticano per celebrare il porporato, nel giorno della solennità di sant’Ambrogio. “Grande fu il suo amore per i poveri fino a vendere i vasi sacri delle chiese per pagare ai barbari il riscatto per i prigionieri – ha concluso Sodano -. I tre punti di riferimento della sua azione sono stati: Cristo, la Chiesa, l’uomo. Che il Signore conceda anche a noi il grande spirito apostolico di Sant’Ambrogio”.

Gerusalemme: Abbas, distrutti gli sforzi fatti per raggiungere la pace

Agensir.it - Wed, 2017-12-06 20:40

Questo passo “distrugge tutti gli sforzi che sono stati fatti per raggiungere la pace” e segna “l’uscita degli Stati Uniti dai negoziati del processo di pace”. È quanto afferma Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità palestinese, in una dichiarazione trasmessa in televisione stasera, dopo l’annuncio di Trump: “È tempo di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele”. La decisione americana dà “legittimità e incoraggiamento a continuare la politica di occupazione” ha detto Abbas che ha ammonito che la decisione “servirà ai gruppi terroristici a trasformare il conflitto nella nostra regione in una guerra religiosa”. Abbas fa più volte riferimento ai Paesi amici, alla comunità internazionale e alla comunità araba con cui nei prossimi giorni cercherà “la risposta” e una via di “negoziazione”, per ritrovare “coraggio per l’unità e la vittoria del nostro popolo per la libertà e l’indipendenza”. Ci sarà un “incontro di emergenza” nei prossimi giorni, annuncia Abbas, per “definire la strategia per la liberazione della Palestina”. “Gerusalemme è una città di pace ed è e sarà la capitale della Palestina per sempre”, sottolinea il leader palestinese. “Non ci saranno decisioni che lo potranno cambiare”, perché non si possono “cambiare la storia e l’identità di Gerusalemme”. “La decisione di Trump non cambierà la storia di Gerusalemme e non darà nessuna legittimità a Israele su questo argomento”. E conclude: “Con la nostra resistenza e la nostra fede, i nostri diritti e la nostra unità nazionale e la nostra posizione, con i nostri amici islamici e arabi e in tutto il mondo, lotteremo per difendere una Gerusalemme di pace e di libertà e raggiungeremo l’indipendenza nazionale”.

60° Trattati Roma: card. Parolin, “riportare l’Europa all’altezza dei compiti che le spettano” per uscire “da un immobilismo che rischia di diventare decadenza”

Agensir.it - Wed, 2017-12-06 20:26

“L’Europa, uscita dalle devastazioni delle due guerre mondiali, seppe affrontare con coraggio e inventiva le enormi sfide del suo futuro tempo. Riuscì ad individuare prospettive nuove e a seguirle con determinazione, estinguendo inimicizie” e “trasformando le rivalità in collaborazione e le reciproche gelosia in opportunità. Promuovendo un innegabile sviluppo, pur con gli inevitabili errori di percorso. Lo seppe fare perché non era solo mossa da interessi di breve momento”, ma da “ideali, profondamente ispirati dalla concezione cristiana della persona umana e della società e dal ricordo lancinante di cosa significhi lasciare che tali ideali si illanguidiscano nella vita delle nazioni e nelle relazioni tra gli Stati”. È un passaggio del messaggio inviato dal segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, all’Istituto Sturzo, in occasione del seminario sui sessant’anni dai Trattati di Roma. “I padri fondatori del progetto europeo – ha affermato il card. Parolin – compresero che mettere in comune le risorse e lavorare insieme era il vero rimedio all’insorgere di nuovi sanguinosi conflitti come quelli che avevano lacerato la prima metà del XX secolo. Oggi si avverte il bisogno di un simile slancio ideale, di una simile consapevolezza dell’urgenza del momento, della necessità di un impegno corale, di una forte assunzione di responsabilità”. Nel suo intervento scritto, il segretario di stato Vaticano ha poi ricordato come Papa Francesco abbia mostrato “notevole attenzione per le sorti dell’Europa, percependone la ricchezza storica e culturale come pure le potenzialità e le difficoltà in un mondo globalizzato e in continuo e repentino mutamento”. Infine, l’auspicio che sia possibile “riportare l’Europa all’altezza dei compiti che le spettano, facendola uscire da un immobilismo che rischia di trasformarsi in decadenza”.

60° Trattati Roma: card. Parolin, “l’Europa ritrovi la sua originaria carica ideale”

Agensir.it - Wed, 2017-12-06 20:20

“L’Europa si trova ad uno snodo di particolare significato nella sua storia. Se non sapesse” riscoprire “l’essenza degli ideali che l’hanno ispirata, trovando con creatività la strada per alimentare le sue istituzioni con la sua originaria carica ideale, correrebbe il rischio di rimanere bloccata da forze stanche e miopi”. Lo ha scritto il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, in una nota inviata ai relatori del convegno promosso dall’Istituto Sturzo, che si è tenuto questa sera a Roma a conclusione dell’anno delle celebrazioni per i sessant’anni dei Trattati di Roma. “Ogni generazione – ha aggiunto il cardinale – si trova ad affrontare i problemi che la caratterizzano e la nostra si misura in particolare con la dimensione globale delle questioni, che presentano una complessità tale che difficilmente possono essere affrontate con speranza di successo, senza un intelligente coordinamento e il convinto concorso di energie di un singolo Paese”. Il segretario di Stato Vaticano ha parlato delle “migrazioni forzose di intere popolazioni”, ponendo l’accento sui “drammi causati in diverse zone del mondo dagli scontri bellici, con i loro tragici effetti, le ingenti perdite umane e le distruzioni, accompagnate da carestie e masse di rifugiati, la salvaguardia dell’ambiente naturale e il crescente impatto che le attività dell’uomo hanno sul clima”. Al centro del suo intervento anche l’economia, definita “eccessivamente dipendente dalla speculazione finanziaria e dei rischi che questo comporta per la sua stabilità e per la difficoltà a creare opportunità di lavoro dignitoso e stabile”, ma anche le armi di distruzione di massa, il loro controllo e riduzioni, “con il contrasto efficace al fanatismo di matrice islamica e di altre matrici, che alimentano il terrorismo”.

Gerusalemme: Netanyahu, “decisione storica”. “Non ci saranno cambiamenti dello status quo”

Agensir.it - Wed, 2017-12-06 20:00

“È una pietra miliare”. Questo il commento di Benjamin Netanyahu, primo ministro di Israele, questa sera, dopo l’annuncio di Donald Trump, che riconosce Gerusalemme come capitale d’Israele. “Il nostro obiettivo è la pace e noi continueremo a collaborare con il presidente Trump e la sua squadra”, ha detto il premier israeliano, invitando gli altri Paesi a seguire l’esempio degli Stati Uniti. “Voglio dire con chiarezza che non ci saranno cambiamenti dello status quo riguardo i luoghi sacri. Israele assicurerà sempre libertà di preghiera per cristiani, ebrei e musulmani senza distinzione”, ha precisato Netanyahu che ha concluso: “Presidente Trump, grazie per la decisione storica di oggi. Il popolo ebraico e lo stato ebraico le saranno per sempre grati”.

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