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Università: mons. Ocariz (Opus Dei), “qualità” e “carità” per raggiungere le “periferie esistenziali”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 15:53

La carità cristiana spinge a “mettere al servizio di tutti le conoscenze di ciascuno, l’esperienza acquisita, la sensibilità verso alcuni problemi e sfide”, e a farlo con qualità e professionalità. Lo ha detto monsignor Fernando Ocáriz, prelato dell’Opus Dei e Gran Cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce, inaugurando il nuovo Anno accademico 2017/2018.  Era la prima volta che mons. Ocáriz parlava in qualità di Gran Cancelliere, dopo essere succeduto a monsignor Javier Echevarría, scomparso il 12 dicembre 2016. Il nuovo Gran Cancelliere è stato tra i professori fondatori dell’ateneo, 33 anni fa, quando era docente di Teologia fondamentale. Di Echevarría ha quindi ripreso “un tema molto caro”, quello della fraternità cristiana vissuta fra coloro che portano avanti un progetto di ispirazione cristiana come la Santa Croce. “Per amore di Dio cerchiamo di vivere pienamente la nostra libertà e responsabilità di cristiani, mettendo al servizio di tutti le conoscenze di ciascuno, l’esperienza acquisita, la sensibilità verso alcuni problemi e sfide”, ha spiegato. “Vogliamo dare il massimo del nostro impegno tradotto in un servizio di qualità”, ha aggiunto: in questo senso, “la carità spinge verso la professionalità”. Ricordando che “il bene è diffusivo e non può rimanere tra le mura del nostro palazzo”, mons. Ocáriz ha evidenziato che “la carità fraterna che tentiamo di vivere nell’Università” si proietta all’esterno, raggiungendo anche “tutti quelli che, come ci ha detto spesso Papa Francesco, si trovano nelle ‘periferie esistenziali’”. Pensare allora alle persone “è sempre una motivazione profonda per l’impegno nella propria missione”.  Nell’omelia nella Messa di inaugurazione presieduta nella Basilica di Sant’Apollinare e concelebrata delle autorità delle Facoltà e dell’Issrf all’Apollinare, il prelato dell’Opus Dei ha sottolineato come, per dare senso allo sforzo nello studio, è necessario frequentare lo Spirito Santo: “I suoi lumi ci permetteranno di contemplare con stupore la profondità dei misteri della fede, ed il suo fuoco farà sì che quelle conoscenze accendano nel nostro cuore sinceri desideri di unirci al Signore e di comunicare il suo amore a molte anime”.

 

 

Pastorale della salute: Camillianum, dal 6 ottobre il modulo sulle “Medical Humanities”. A fine mese un convegno su “dolore e sofferenza”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 15:51

Venerdì 6 ottobre inizia il modulo sulle Medical Humanities del corso di alta formazione in Pastorale della cura e della salute organizzato a Roma dal Camillianum e dal Centro Lateranense alti studi al fine di “evidenziare il contributo dell’umanesimo alla medicina. Tale segmento formativo si concluderà l’11 novembre di quest’anno”. Lo rende noto un comunicato diffuso oggi dal Camillianum, incorporato alla Pontificia Università Lateranense e giunto quest’anno al suo 30° anno accademico. La mission dell’Istituto, che è, ricorda la nota, “a livello mondiale l’unico centro universitario cattolico di formazione e ricerca nel settore della Teologia della Pastorale della salute e accoglie ogni anno studenti di tutto il mondo”, è “la promozione della civiltà della cura ed è centrale la questione del senso della sofferenza”, a cui è infatti dedicato il convegno celebrativo del trentennale delle attività dell’Istituto “Dolore e sofferenza: interpretazioni, senso e cure”, in programma il 30 e il 31 ottobre. Al fine di contrastare il deficit spirituale di fronte alla sofferenza, il percorso di ricerca dell’Istituto pone l’attenzione su quattro aspetti del dolore: il dolore non concede spiegazioni; il dolore insegna la finitezza; il dolore impone coraggio; il dolore impone preparazione e risposte organizzate perché “non vi è contrasto tra compassione, vicinanza, senso del limite e risposta organizzata, anzi devono procedere assieme come componenti strutturali di un sistema articolato di supporto”.

Referendum Kurdistan: padre Mekko (caldeo), “più preoccupazione che gioia tra i cristiani della Piana di Ninive”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 15:43

“I cristiani che sono rientrati nella Piana di Ninive, sia nei villaggi controllati dai curdi che in quelli controllati dal Governo centrale di Baghdad, seguono con grande preoccupazione le vicende legate al referendum del 25 settembre per l’indipendenza del Kurdistan. Preoccupazione già esistente prima del voto e a maggior ragione adesso che le urne hanno sancito l’indipendenza”. Così padre Paolo Mekko, sacerdote caldeo della diocesi di Mosul, descrive al Sir le reazioni dei cristiani alla consultazione referendaria in Kurdistan. “La paura più grande – afferma il sacerdote rientrato nella Piana di Ninive dopo essere stato a lungo a Erbil per assistere i cristiani sfuggiti allo Stato islamico – è che le tensioni che ci sono tra Erbil e Baghdad possano sfociare in un’altra guerra e che l’Iraq diventi sempre più diviso, povero e insicuro”. Un nuovo conflitto che troverebbe nella Piana di Ninive, oggi controllata in parte dagli iracheni e in parte dai curdi (come le zone di Alqosh e Teleskuf), un facile terreno di scontro che, spiega il sacerdote caldeo, “avrebbe conseguenze devastanti sul ritorno dei cristiani nei loro villaggi liberati dopo l’occupazione dell’Isis durata oltre tre anni”. Ad essere preoccupati per possibili scontri sono anche i cristiani che vivono a Kirkuk e in altre zone contese” tra curdi e governo centrale. Come a dire che “la divisione che l’indipendenza potrebbe innescare rischia di coinvolgere, al suo interno, la stessa minoranza cristiana sparsa tra Mosul, Baghdad, Erbil, Kirkuk, Ninive e altre zone del Paese. A questo rischio guardano anche i vescovi delle Chiese cristiane presenti in Kurdistan, tra cui Bashar Warda (arcivescovo caldeo di Erbil), Nicodemus Daoud Sharaf (arcivescovo siro ortodosso di Mosul), Timotheus Musa al Shamani (vescovo siro ortodosso del monastero di Mar Matti) e Rabban al Qas (vescovo caldeo di Zakho e Amadya), che hanno diffuso una nota in cui ribadiscono che lo scontro tra governo di Baghdad e governo regionale di Erbil va risolto internamente e non va “internazionalizzato” e che “i cristiani devono evitare di farsi utilizzare nei conflitti, anche perché la loro condizione di obiettiva vulnerabilità continua a rendere incerto il loro futuro e la possibilità stessa di continuare a vivere nelle proprie terre d’origine”. Da qui l’esplicita richiesta che l’unità territoriale della Piana di Ninive sia preservata anche in futuro, evitando che lo scontro tra il governo di Baghdad e quello di Erbil provochino il suo frazionamento.

Sport e disabilità: oggi esordio Nazionale calcio amputati contro il Belgio ai campionati europei in Turchia

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 15:42

Da oggi al 10 ottobre, la Nazionale italiana calcio amputati prende parte per la prima volta ai Campionati europei di calcio per amputati, organizzati in Turchia (a Istanbul) dalla Eaff (European Amputee Football Federation). Alla rassegna continentale, che prevede partite a 7 da due tempi di 25’ ciascuno, partecipano 12 squadre; l’Italia è inserita nel gruppo B con Polonia, Francia, Belgio. Sono 12 i convocati azzurri: oggi la gara contro il Belgio. La Nazionale, costituita dal Csi (primo ente di promozione sportiva ad esser stato riconosciuto dal Comitato italiano paralimpico) ha cinque anni di vita e nasce dalla ferma volontà del giovane reggiano Francesco Messori, allora 14enne: nato senza una gamba, l’attuale capitano azzurro si era attivato tramite i social network per reperire altri che come lui, nonostante questo tipo di disabilità, non volevano rinunciare al gioco del calcio. Così reclutò, con il sostegno del Csi, un gruppo di circa 20 giocatori, per un incidente o problemi congeniti privi di un arto inferiore (ad eccezione del portiere, amputato ad uno degli arti superiori, così come da regolamento per tutte le Nazionali amputati). Il debutto della Nazionale divenne realtà l’8 dicembre 2012 con un primo allenamento ad Assisi; l’esordio ufficiale in campo internazionale il 27 aprile 2013 ad Annecy, contro la Francia. Successivamente la squadra ha preso parte a Varsavia, all’Amp Football Cup, uno dei più importanti tornei internazionali di categoria, chiudendo al quinto posto. Il 7 giugno 2014 la squadra ha vissuto la grande emozione di essere ricevuta da Papa Francesco in occasione della giornata che, in Piazza San Pietro, celebrò i 70 anni del Csi. Lo scorso 25 settembre, l’orgoglio di vestire il tricolore innanzi al capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione dell’inaugurazione a Roma del primo Centro paralimpico italiano presso le Tre Fontane, all’Eur. L’hashtag della Nazionale è #StampelleAzzurre.

Croazia: incontro tra il nunzio Pinto e il primo ministro Plenkovic. Visita in Vaticano del premier il 7 ottobre

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 15:40

Il nuovo nunzio in Croazia, mons. Giuseppe Pinto, ha avuto un incontro oggi con il primo ministro del Paese Andrej Plenkovic. Al colloquio hanno assistito inoltre il ministro della giustizia e il presidente della Commissione per i rapporti con le confessioni religiose Drazen Bosnjakovic. Mons. Pinto e il primo ministro Plenkovic hanno valutato i rapporti tra la Santa Sede e la Croazia come ottimi e hanno discusso anche la prossima visita del capo del governo croato in Vaticano che si svolgerà il 7 ottobre. Tra i temi dell’incontro anche la canonizzazione del beato cardinale croato Alojzie Stepinac. La commissione mista tra rappresentanti della Chiesa cattolica in Croazia e la Chiesa ortodossa serba ha concluso i suoi lavori a fine luglio senza arrivare a una conclusione effettiva che sblocchi il processo di canonizzazione. Comunque la decisione in merito rimane di Papa Francesco. Da parte sua, il nunzio Pinto ha sottolineato l’accoglienza cordiale che ha ricevuto per il suo servizio in Croazia e si è congratulato per la buona collaborazione tra la Commissione della Conferenza episcopale croata per i rapporti con lo Stato e la Commissione per i rapporti con le confessioni religiose.

Papa Francesco: videomessaggio, “ricordare sempre la dignità e i diritti dei lavoratori”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 15:38

È un appello a “ricordare sempre la dignità e i diritti dei lavoratori” il video messaggio del Papa per l’intenzione di preghiera per il mese di ottobre. Riprendendo un concetto dell’Enciclica di San Giovanni Paolo II “Laborem Exercens” del 1981 – riferisce Radio Vaticana – Francesco esorta a “denunciare le situazioni in cui essi vengono violati” per “contribuire a un autentico progresso dell’uomo e della società”. Il Papa chiede di pregare “per il mondo del lavoro, perché siano assicurati a tutti il rispetto e la tutela dei diritti e sia data ai disoccupati la possibilità di contribuire con il lavoro all’edificazione del bene comune”. Francesco ha pronunciato il suo ultimo discorso al mondo del lavoro domenica scorsa, durante la prima tappa – in piazza del Popolo a Cesena – del suo viaggio a Bologna, sottolineando la necessità del welfare e del dialogo per superare la crisi che colpisce i lavoratori.

Diocesi: Caritas Treviso, venerdì 6 ottobre la IV edizione di “Ascoltiamo il Silenzio” per gli immigrati morti nei “viaggi della speranza”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 15:29

Venerdì 6 ottobre, alle 20.45, nella Casa della Carità, a Treviso, avrà luogo la quarta edizione di “Ascoltiamo il Silenzio”, un momento di preghiera promosso dalla Caritas diocesana “in ricordo di tutti quei nostri fratelli che hanno perso la vita nei loro viaggi della speranza”. Don Davide Schiavon, direttore della Caritas Tarvisina, spiega come questa non voglia essere un’occasione di polemica o di scontro, ma un momento di raccoglimento e di incontro: “Non vuole essere un momento ‘contro’ qualcuno, ma un dono da condividere insieme. Auspichiamo che, nel silenzio, i sentimenti della speranza e della fiducia in un’umanità migliore possano trovare cittadinanza nei cuori di ciascuno, soprattutto nell’animo di quanti portano i segni dolorosi di tante sofferenze. Vogliamo semplicemente pregare insieme e lasciare che le parole che Papa Francesco ci ha suggerito nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e rifugiato del 2018 diventino il programma della nostra vita”. Don Schiavon prosegue: “Siamo chiamati ad assumerci la responsabilità di abbattere i muri dell’indifferenza e dell’egoismo, per costruire ponti di giustizia e di condivisione. Accogliere, proteggere, promuovere ed integrare sono concretamente una modalità con cui vivere il Vangelo ai nostri giorni. Abbiamo la possibilità di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita per un mondo migliore e più giusto. Il silenzio della nostra preghiera possa essere il luogo dove ciascuno accolga l’appello a fare insieme agli altri un passo nuovo verso la pace e la comunione”. I testi utilizzati saranno tradotti anche in inglese e francese per dare la possibilità di seguire la serata anche ai richiedenti asilo ospiti delle strutture di Caritas e di altre realtà del territorio.

Giornata vittime immigrazione: don La Magra (parroco Lampedusa), “diventa retorica se non ci impegniamo a evitare altri naufragi”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 15:14

“È importante ricordare i morti e quel tragico naufragio di quattro anni fa, ma diventa retorica se non ci impegniamo perché questo non accada più. Purtroppo, il 3 ottobre 2013 non è stato il giorno di un unico naufragio: ce ne sono stati prima e tanti da allora sono continuati e continuano ad avvenire”. Lo dice al Sir don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa, in occasione della Giornata in memoria delle vittime dell’immigrazione. “Fino a quando la commemorazione e il ricordo commosso delle vittime non farà scaturire scelte politiche che guardino il fenomeno dal punto di vista del migrante, cioè di colui che ha bisogno, serviranno a ben poco. Resteranno solo celebrazioni commoventi, ma fini a se stesse”, precisa il parroco. A metà settembre c’erano state delle polemiche in seguito alla richiesta, poi rientrata, del sindaco di Lampedusa, Totò Martello, di chiudere l’hotspot, perché a suo avviso i migranti avrebbero assunto atteggiamenti molesti: “Lampedusa resta sempre un emblema di accoglienza. Il sindaco – chiarisce don La Magra – ha voluto solo stimolare un poco la risposta politica. Non ci sono mai state denunce o pericoli in particolare. Un’isola che riesce a gestire decine di migliaia di turisti non ha problemi per 150 ragazzi tunisini, ma è una questione che va gestita: anche dal punto di vista dei migranti non deve accadere che centinaia di ragazzi rimangano qui per tanti giorni senza poter fare nulla”. Di fronte alle sfide odierne, “la comunità cristiana cerca di stimolare la riflessione sui diritti delle persone, oltre che ad andare incontro al bisogno dei singoli migranti che passano da qui, molto semplicemente nela quotidianità. Questo resta, infatti, pur sempre un luogo di passaggio”.

Don Milani: il 6 e 7 ottobre a Firenze un convegno sulla sua “esperienza di Chiesa”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 15:03

Si parlerà di don Lorenzo Milani e della sua esperienza di Chiesa, da Calenzano a Barbiana, nel convegno organizzato dalla Facoltà teologica dell’Italia Centrale insieme all’arcidiocesi di Firenze, come contributo alle riflessioni che hanno caratterizzato il cinquantesimo anniversario della morte di don Milani. Il titolo del convegno è ispirato al discorso di Papa Francesco nella sua visita a Barbiana dello scorso giugno: “Don Milani. Una vita al servizio del Vangelo, dei poveri e della Chiesa!”. Venerdì 6 e sabato 7 ottobre l’aula magna (Piazza Torquato Tasso, 1/a) ospiterà teologi e storici, ma anche gli ex allievi di don Milani, che porteranno la loro testimonianza diretta. In particolare – informa la diocesi – si parlerà della spiritualità di don Milani e del libro “Esperienze pastorali”, di cui ricorre nel 2018 il sessantesimo della pubblicazione. Tre anni fa, nel 2014, il cardinale Giuseppe Betori chiese alla Congregazione per la dottrina della fede di fare chiarezza circa il divieto di pubblicazione e diffusione del libro, trovando la piena disponibilità di Papa Francesco: la risposta della Congregazione fu che quel divieto aveva carattere prudenziale e che, essendo mutate le circostanze, non ha più ragione di sussistere. “Da ora in poi – affermava l’arcivescovo di Firenze annunciando questa comunicazione – la ristampa di Esperienze pastorali non ha alcuna proibizione da parte della Chiesa e torna a diventare un patrimonio del cattolicesimo italiano e, in particolare, della Chiesa fiorentina, un contributo alla riflessione ecclesiale da riprendere in mano e su cui confrontarsi”. Sarà proprio il card. Betori, che è anche il Gran Cancelliere della Facoltà, ad aprire il convegno, venerdì 6 ottobre alle 9. Seguiranno gli interventi di don Severino Dianich e Federico Ruozzi e la testimonianza di Maresco Ballini del gruppo don Milani di Calenzano. Alle 15.30 le relazioni di Pietro Domenico Giovannoni e Marco Giovannoni, che parleranno della Chiesa fiorentina negli anni di don Milani e del suo rapporto con don Bensi; José Luis Corzo parlerà invece della spiritualità di don Milani. Alle 18 la testimonianza di Nevio Santini (Centro Formazione e Ricerca don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana). Sabato 7 ottobre, alle 9.30 don Alfredo Jacopozzi parlerà del background culturale di don Milani, don Luca Bressan dell’attualità delle scelte pastorali del cappellano di Calenzano e priore di Barbiana. A seguire la testimonianza di Agostino Burberi (Fondazione don Lorenzo Milani).

Giornata vittime immigrazione: Caritas Pescara, “preghiera nelle parrocchie per educarci all’accoglienza”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 11:39

Si celebra oggi, 3 ottobre, la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione istituita, nel marzo 2016, per ricordare l’inabissamento avvenuto all’alba del 3 ottobre 2013 quando, a poche decine di metri dalle coste dell’isola di Lampedusa, 366 migranti persero la vita. “Chiediamo alle parrocchie e ad ognuno – l’invito di don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne – di fermarsi un momento per meditare il mistero della morte e per pregare per tutte le vittime. La morte crea sempre un turbamento, ci spiazza; in queste situazioni, invece, sembra che sia scontato mettere in conto alcune perdite, come se non stessimo parlando di vite umane. Davanti a queste morti, alla fuga di tanti fratelli che, pur sapendo di rischiare la vita, si mettono in viaggio non possiamo essere indifferenti”. Un momento per fare memoria, sì, ma anche un tempo per educarci all’accoglienza perché quello che è accaduta non si ripeta ancora. “Riprendendo le parole di papa Francesco domenica a Bologna – continua don Pagniello – vorrei insistere sull’importanza dell’incontro con l’altro che ci fa scoprire la bellezza che ognuno porta nella sua storia e la ricchezza che può nascere dal dialogo e dalla conoscenza. Impariamo ad essere comunità aperta all’accoglienza perché chi viene incontro a noi possa integrarsi e vivere la speranza nel futuro, smarrita nei luoghi dai quali fuggono”.

Carcere: Cassino, inaugurata area verde per i colloqui con famiglie e figli minori

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 11:36

I detenuti della casa circondariale “S. Domenico” di Cassino (Fr) potranno usufruire di una nuova area verde per i colloqui con i famigliari. Lo spazio, inaugurato domenica 1° ottobre, è stato pensato soprattutto per i figli minori: sono infatti state installate panchine, tavoli, tettoie e anche un’area giochi per i bambini con altalene e scivoli. Così, scrive Adriana Letta in un articolo pubblicato sul sito della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, “nella casa circondariale ‘S. Domenico’ i bambini che verranno a incontrare i loro papà detenuti troveranno un nuovo ambiente, arioso e accogliente, pensato proprio per loro e per le loro famiglie”. “L’area verde – prosegue – è adibita ai colloqui dei detenuti con le loro famiglie con prole di età inferiore ai 14 anni, ed è costituita da uno spazio all’aperto che è stato sistemato proprio per permettere alle famiglie con bambini di poter trascorrere il tempo del colloquio in maniera più serena e ‘familiare’, all’aria aperta, e favorire il risorgere e il crescere dei legami affettivi, che sono quelli più autentici e capaci di ‘salvare’ adulti e bambini”. La realizzazione della nuova area è stata possibile dalla disponibilità della direzione del carcere, che fa capo alla dott.ssa Irma Civitareale, e all’iniziativa degli educatori che vi lavorano, in particolare Enzo Tozzi, che si è fatto carico dell’organizzazione. “Ma importante – sottolinea Letta – è stato anche il contributo della Caritas diocesana e del Lions Club di Cassino, che da tempo sostiene le iniziative di rieducazione dei detenuti, che hanno offerto un rinfresco per i partecipanti all’evento”.

Francescani di Assisi: in dono al presidente Mattarella una copia esclusiva della “Rivista San Francesco”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 11:35

In occasione della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi e alla tomba del Santo, che si è tenuta oggi per il XX anniversario del terremoto che colpì Umbria e Marche nel 1997, il direttore della Rivista San Francesco, padre Enzo Fortunato, e il caporedattore, Andrea Cova, hanno donato al presidente una copia esclusiva del mensile che racconta l’intera famiglia francescana. “Spesso l’Ordine Francescano viene raffigurato come un grande albero dal cui tronco sono spuntati, lungo i secoli, innumerevoli rami frondosi”, si legge in una nota: “Rappresentano la grande schiera delle famiglie religiose che si ispirano al carisma di Francesco d’Assisi”. E il titolo del numero di ottobre è proprio “Galassia Francescana”. I contenuti del mensile offrono una panoramica della composizione delle famiglie francescane, la spiegazione dei tre simboli che contraddistinguono il Francescanesimo: l’abito, il cingolo e il Tau. Sono inoltre descritti i tre aspetti del carisma francescano: la pace, la solidarietà e il rispetto per il creato. Vi è poi una spiegazione della dislocazione geografica e del numero delle famiglie francescane: una Galassia che non è frammentazione, ma unità nella diversità. La rivista ha una diffusione di oltre 100mila copie tradotta in inglese, arabo e braille. Viene diffusa gratuitamente nelle sedi direttive scolastiche d’Italia e nelle carceri. È possibile, inoltre, trovare i contenuti del mensile sul sito, tra i primi siti cattolici al mondo, e sulla relativa pagina facebook.

Irlanda: referendum aborto. Vescovi lanciano il “rosario” per la vita. Mons. Doran, “la campagna referendaria si vince con la preghiera”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 11:29

“Le statistiche dimostrano che una gravidanza su cinque in Gran Bretagna si conclude con l’aborto e che ogni anno il 90% dei bambini non nati ha la sindrome di Down”. Un’omelia interamente dedicata al tema dell’aborto e al referendum che il governo irlandese ha deciso d’indire il prossimo anno per emendare l’articolo 40.3.3 (“The Pro-Life Article”) della Costituzione di Irlanda aprendo così la strada per una legislazione sull’aborto. A pronunciarla mons. Kevin Doran, vescovo di Elphin, domenica scorsa, nel giorno in cui la Chiesa irlandese ha celebrato la Giornata per la vita.
Il vescovo ricorda che sono esattamente 50 anni da quando nel 1967 è passato in Inghilterra, Scozia e Galles l’“Abortion Act”, aprendo alla legalizzazione dell’aborto, e commenta: “Quanti bambini sono stati abortiti perché le persone non hanno saputo rinunciare ai propri programmi (i miei piani, la mia reputazione, la mia vita sociale, il mio assoluto diritto di controllare il mio corpo). Quanti più sono morti perché le loro madri si sentivano sole e impaurite, piuttosto che sostenute dai loro partner, dalle loro famiglie, dai loro amici e dalla società”. “La Giornata per la vita è, innanzitutto, un giorno di preghiera in cui possiamo trovare in noi l’amore, la tenerezza e il coraggio di promuovere una cultura che protegge la vita e rispetta le donne”.
E per vincere “la cultura” che “ritiene che si può liberamente disporre della vita umana o che ci siano alcune vite che non hanno valore”, il vescovo lancia una iniziativa di preghiera proponendo ai fedeli cattolici di dedicare un’ora alla settimana in presenza del Santissimo Sacramento alla recita del rosario con la particolare intenzione di proteggere la vita e sostenere le donne che hanno difficoltà di gravidanza. “Credo – dice il vescovo Doran – che la campagna per legalizzare l’aborto non sarà sconfitta dalle sole strategie politiche. Richiede la nostra preghiera costante”.

Diocesi: mons. Raspanti (Acireale), “vicinanza e apprensione” a parrocchia Valverde per transennamento e interdizione al pubblico del santuario

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 11:10

Il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, a seguito dell’ordinanza del sindaco del Comune di Valverde, con la quale ordina la chiusura al transito veicolare e pedonale della piazza del santuario, delimitando con transenne fisse piazza e santuario con conseguente interdizione al pubblico, esprime la propria “vicinanza e apprensione” alla parrocchia di Valverde e a tutti quei fedeli che da ogni dove sono soliti recarsi in pellegrinaggio per pregare e supplicare la Madonna, lì venerata da secoli. “Una venerazione così viva e consolidata nel tempo rende ancora più triste l’impossibilità del momento di non potersi recare ai piedi della sacra icona di Maria ed a lei affidare i desideri, le angosce e le speranza del cuore – afferma mons. Raspanti -. Oggi più che mai invito alla preghiera e alla fiducia: la Chiesa di Acireale ha a cuore il santuario di Valverde, ha fatto e farà quanto in suo potere perché il santuario torni ad essere in tutta sicurezza luogo di preghiera e meta di pellegrinaggio. Ieri mi sono recato sul posto ed ho invocato la Vergine Maria; sono certo che la preghiera accorata di migliaia di fedeli non potrà non essere esaudita”. Il vescovo precisa: “Anche le autorità stanno facendo la propria parte, in un quadro che – ahimè – dall’anno scorso ad oggi ha registrato un aggravamento della situazione, rendendo più complesse le operazioni di risanamento. Le ringrazio e al tempo stesso le esorto a non demordere per il raggiungimento dell’obiettivo che comunità civile e comunità religiosa auspichiamo: la piena fruizione in tutta sicurezza dello spazio pubblico della piazza e del santuario”.
L’Ufficio beni culturali della diocesi di Acireale, di concerto con i padri agostiniani, con il tecnico da loro incaricato Raffaello Di Mauro e le competenti autorità, sin dall’anno scorso ha realizzato con i fondi dell’8xmille un progetto per il consolidamento delle strutture compromesse dallo sprofondamento del sottosuolo, progetto che era giunto in una fase di prossima esecutività. Adesso, alla luce degli ulteriori sprofondamenti verificatisi nei giorni scorsi, che hanno ulteriormente compromesso la staticità delle strutture, l’ufficio diocesano dei beni culturali è già all’opera per adeguare il progetto precedente alle nuove esigenze del caso.

Famiglia vincenziana: dal 12 al 15 ottobre, a Roma, Simposio internazionale per i 400 anni di fondazione

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 11:04

Si svolgerà a Roma, dal 12 al 15 ottobre, il simposio internazionale della famiglia vincenziana, in occasione dei 400 anni dalla fondazione del carisma al servizio dei poveri di San Vincenzo de’ Paoli. L’iniziativa si concluderà con l’incontro con Papa Francesco, previsto per sabato 14 ottobre in piazza San Pietro. Attese nella Capitale oltre 10mila persone da 99 Paesi. Gli incontri cominceranno giovedì 12, tra le 18 e le 19, con un momento di preghiera nella basilica di San Giovanni in Laterano. Venerdì 13, al via le conferenze al Collegio apostolico leoniano, riflettendo su “La spiritualità vincenziana e la sua sfida profetica”. Ne parlerà l’arcivescovo emerito di Nola, mons. Beniamino Depalma. Subito dopo, Alessandro Ginotta approfondirà la “formazione vincenziana e comunicazione”. “Gli orizzonti del carisma vincenziano” saranno al centro dell’intervento di padre Matteo Tagliaferri, mentre la celebrazione eucaristica sarà presieduta da padre Nicola Albanesi. Nel pomeriggio confronto con i giovani consacrati. Sabato 14, alle 12, è in programma l’udienza con Papa Francesco. Al termine dell’incontro, inizierà ufficialmente il progetto “Alleanza” della famiglia vincenziana per i senza fissa dimora. Durante il Simposio sarà lanciata anche un’altra iniziativa: il film festival internazionale della famiglia vincenziana “FindingVince400”. “Sarà un momento di grazia per chi potrà essere fisicamente a Roma, ma anche per chi non potrà esserci – spiega padre Tomaž Mavrič, superiore generale della Congregazione della Missione, alla vigilia del simposio -. Saremo tutti connessi grazie ai moderni mezzi di comunicazione perché vogliamo con tutto il nostro cuore che questa sia una festa di tutta la famiglia vincenziana. Vogliamo che la carità sia globalizzata e noi faremo tutto il possibile per andare avanti in questa direzione”.

Uganda: Acs, campagna fondi per completare un convento nel villaggio di Kitotolo

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 10:55

In occasione della ricorrenza di san Francesco d’Assisi, Aiuto alla Chiesa che Soffre promuove un progetto di costruzione di un nuovo convento in favore delle Piccole Suore di San Francesco, congregazione autoctona ugandese che è stata fondata nel 1923 da una religiosa francescana irlandese e che conta oggi ben 700 consorelle. A rivolgersi ad Acs è stata la comunità del villaggio di Kitotolo, vicino alla città di Busunju a circa 60 chilometri dalla capitale Kampala. Qui soltanto una piccola percentuale di capofamiglia ha un impiego stabile come carpentiere o nel settore edile, che tuttavia assicura loro un salario di appena 13 euro al mese. Il resto è disoccupato. Le suore, in una missione ispirata agli insegnamenti di San Francesco d’Assisi, hanno dato vita ad una piccola fattoria nel 2009, per riqualificare un ambiente fortemente provato da povertà, analfabetismo, abbandono scolastico, Hiv, alti tassi di mortalità e degradazione ambientale. Insegnano ai bambini a leggere e scrivere, aiutano le donne ad acquisire dignità e a difendersi dagli abusi, sono accanto ai malati e cercano di insegnare agli uomini tecniche di agricoltura sostenibile. La richiesta ad Acs è di 17mila euro, un contributo che, afferma suor Lydia Nakawunde, responsabile della comunità, servirà per portare a termine i lavori già cominciati, in particolare a dotare la struttura di finestre e soffitti. “Così come san Francesco ha sorretto la Chiesa di Dio – afferma padre Martino Serrano, assistente ecclesiastico di Acs – anche queste suore possono sorreggerla attraverso la preghiera e le opere concrete. Da loro possono scaturire tante grazie per tutti i fedeli. E a noi sta il compito di aiutarle a mettere a frutto il loro carisma, per il bene di tutta la comunità”.

Porto Rico: è ancora emergenza dopo l’uragano Maria. I vescovi, “demoliti, ma non annientati”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 10:53

A circa dieci giorni dal passaggio dell’uragano Maria, che ha fatto seguito al precedente uragano Irma, l’isola di Porto Rico è ancora in una situazione di piena emergenza. La tempesta tropicale ha causato al suo passaggio almeno dodici vittime, mentre nei giorni successivi ha ceduto la diga di Guajataca, nel nordovest del Paese. L’acqua ha invaso le cittadine di Quebradillas e Isabella, i cui 70mila abitanti erano stati in precedenza evacuati. Ancora in questi giorni sono continui i black-out elettrici, le linee telefoniche ed internet funzionano ad intermittenza e i senzatetto sono migliaia. Scarseggiano carburante e medicinali.
In tale situazione la Conferenza episcopale portoricana ha reso nota una lettera pastorale, firmata dal presidente, mons. Roberto Octavio González Nieves, arcivescovo di San Juan de Puerto Ricom e dal segretario generale, Eusebio Ramos Morales, vescovo di Caguas, e intitolata “Demoliti, ma non annientati”.
Nella lettera, inviata al Sir dall’arcivescovo, che per posta elettronica conferma le difficoltà nei collegamenti, vengono espressi “dolore nel vedere tanta sofferenza nei volti della nostra gente”, auspicando però che la ferita diventi “occasione di unità e rinascita”. Scrivono i vescovi: “Si tratta di una ferita che condividiamo anche con tutte le popolazioni della zona caraibica e degli Stati Uniti, colpite dagli uragani Harvey, Irma, Katia e Maria. Da giorni abbiamo iniziato a ricevere messaggi di solidarietà di tanti fratelli e sorelle provenienti da tutto il mondo. Attraverso i canali ufficiali, i mezzi di comunicazione, le parrocchie e con l’aiuto di molte persone, sono iniziati ad emergere i dati sulla devastazione e la distruzione del nostro arcipelago portoricano, in particolare la perdita di vite umane, i gravi danni riportati dalle nostre abitazioni, chiese, scuole, colture, animali. Questi dati in modo graduale ci rendono consapevoli che la nostra vita non sarà più come prima”.
Rimane però l’invito, rivolto alla popolazione, a non abbattersi di fronte agli eventi atmosferici che hanno aggravato la già difficile situazione economica: “La rinascita richiede un impegno per la nostra terra: siamo suoi amministratori e non suoi depredatori. Amiamo le nostre valli, i mari, i fiumi, le montagne, che con noi sono tanto generose. Sviluppiamo una cultura che rispetti il dono della creazione”.
Scrivono ancora i vescovi riguardo alla ricostruzione: “È nostra ineludibile responsabilità storica, e ciascuno di noi è chiamato a portare il suo piccolo chicco di grano nella ricostruzione di Porto Rico. Sogniamo e operiamo come un popolo unito, corresponsabile e protagonista della sua storia”.

Nobel medicina 2017: Dallapiccola (genetista), “in parte decriptata nostra complessità biologica fatta di regole da rispettare”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 10:43

Il Nobel per la medicina 2017 (1,1 milioni di dollari) è stato conferito ieri a tre genetisti cronobiologi: gli statunitensi Jeffrey Hall dell’Università del Maine, Michael Rosbash dell’Università Brandeis di Waltham (Massachusetts) e Michael Young della Rockefeller University di New York. I tre scienziati hanno scoperto il meccanismo molecolare che controlla il ritmo circadiano, ossia il funzionamento dell’orologio biologico che regola il comportamento di tutti gli esseri viventi, piante, animali ed esseri umani. “Un riconoscimento assegnato un po’ a sorpresa perché era atteso più per la medicina in senso stretto che per il settore specifico della fisiologia”, commenta al Sir Bruno Dallapiccola, genetista di fama internazionale e direttore scientifico dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. La scoperta, spiega, “riguarda i meccanismi alla base del nostro orologio biologico, cioè le oscillazioni che si susseguono nel corso della giornata. Per ora abbiano scoperto solo una parte delle implicazioni di queste oscillazioni che nelle 24 ore regolano la produzione degli ormoni, la temperatura corporea, la pressione sanguigna, il metabolismo, i ritmi veglia-sonno”. Informazioni “precise, trasferibili nella pratica clinica indicando, ad esempio, in quali momenti della giornata debbano essere somministrati certi farmaci per avere maggiore efficacia”.
“Abbiamo invece capito ancora poco – riconosce Dallapiccola – le implicazioni di queste variazioni sul nostro umore, quelle che potrebbero avere su certe malattie di tipo psichiatrico”. Per il genetista, “merito dei tre premi Nobel è avere in parte decriptato questa complessità biologica, ossia il sistema di geni che producono proteine che si accumulano nelle cellule durante la notte per poi riassorbirsi nel corso della giornata determinando il ritmo alla base del nostro benessere”. Questa scoperta, avverte, “ci aiuta a capire che la costruzione biologica degli esseri viventi è fatta con regole che vanno rispettate in quanto base del nostro benessere e della nostra salute”.
“Ci sono voluti decenni per arrivarci. Certamente – riconosce Dallapiccola – abbiamo ancora molte cose da imparare; tuttavia dalla constatazione di qualcosa che è fisiologico discendono lezioni importanti, trasferibili nella pratica clinica”. Guardando al suo ospedale, il genetista cita come esempio l’efficacia della melatonina nel trattamento di piccoli pazienti con malattie genetiche o disabilità importanti che provocano disturbi del sonno, e assicura: “Ulteriori implicazioni di questa scoperta emergeranno nei prossimi anni”.

Parlamento Ue: Brexit, pochi progressi nei negoziati con Londra. Un voto su lotta a criminalità e abusi on line

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 10:34

È fitta l’agenda della sessione plenaria dell’Europarlamento, in corso a Strasburgo fino al 5 ottobre. Con una modifica all’ordine del giorno, è stato inserito mercoledì alle ore 15.00 un dibattito (senza risoluzione) su “Costituzione, Stato di diritto e diritti fondamentali in Spagna alla luce degli eventi in Catalonia”. Nella mattinata di oggi, invece, i deputati discutono di Brexit con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e con il capo negoziatore Brexit Michel Barnier. Sotto la lente di ingrandimento i modesti progressi compiuti con il governo britannico nei primi quattro round di negoziati sui termini e sulle condizioni che il Regno Unito dovrà rispettare per uscire dall’Unione europea. Nella giornata di domani i deputati affronteranno invece – alla presenza di Commissione e Consiglio Ue – i temi in calendario al prossimo Consiglio europeo del 20-21 ottobre, che si annuncia particolarmente “caldo”. Al summit si discuteranno infatti i seguenti argomenti: Brexit, migrazione e politica comune in materia di asilo, politica di difesa, relazioni con la Turchia. Terrorismo e vicenda catalana non mancheranno di essere toccati dai capi di Stato e di governo che si riuniranno a Bruxelles e ai quali il Parlamento farà giungere la propria posizione mediante l’intervento del presidente, Antonio Tajani. Il Parlamento vota invece oggi una relazione sull’aumento della criminalità informatica e degli abusi sessuali online. I deputati chiedono investimenti pubblici e privati per la sicurezza informatica e una maggiore cooperazione transfrontaliera tra le forze di polizia.

Anniversario naufragio Lampedusa: Fondazione Migrantes, “il Signore ci desti dal sonno dell’indifferenza”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 10:22

“Preghiamo oggi per le vittime delle migrazioni, perché il Signore conceda loro di raggiungere quella vita che qui in terra è stata loro negata e perché desti noi dal sonno dell’indifferenza”. Così oggi la Fondazione Migrantes, nell’anniversario della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui persero la vita 368 persone e nella Giornata nazionale in memoria delle vittime delle migrazioni. Il 3 ottobre di quattro anni fa, a pochi metri dalle coste di Lampedusa, si verificò uno dei più tragici “ma non l’unico, e neppure l’ultimo, dei naufragi di questi anni avvenuto nel braccio di mare che separa le nostre coste dall’Africa”. Ancora nel 2016 vi sono annegati oltre 5.000 migranti, e in quest’anno 2861 migranti. Nella nota la Fondazione Migrantes fa propria la preghiera pronunciata da Papa Francesco nel suo viaggio all’isola di Lesbo per “gli uomini, le donne e i bambini, che sono morti dopo aver lasciato le loro terre in cerca di una vita migliore. Benché molte delle loro tombe non abbiano nome, da Te – pregava il Pontefice – ognuno è conosciuto, amato e prediletto. Che mai siano da noi dimenticati, ma che possiamo onorare il loro sacrificio con le opere più che con le parole”. Nella preghiera il Santo Padre pregava affinché il Signore “ispiri tutti noi, nazioni, comunità e singoli individui, a riconoscere che quanti raggiungono le nostre coste sono nostri fratelli e sorelle. Aiutaci a condividere con loro le benedizioni che abbiamo ricevuto dalle tue mani e a riconoscere che insieme, come un’unica famiglia umana, siamo tutti migranti, viaggiatori di speranza verso di Te, che sei la nostra vera casa, là dove ogni lacrima sarà tersa, dove saremo nella pace, al sicuro nel tuo abbraccio”.

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