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Migranti: Amnesty, “richiedenti asilo bloccati nelle isole greche potranno essere trasferiti sulla terraferma”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 13:56

“Obbligare i richiedenti asilo a restare sulle isole greche, spesso in condizioni squallide e di sovraffollamento, è profondamente ingiusto. Ora che la più alta Corte greca ha stabilito che il governo non ha alcuna ragione per portare avanti questa politica di trattenimento inumano, le autorità di Atene dovranno permettere a tutti i nuovi arrivati di spostarsi sulla terraferma”. Lo afferma oggi Irem Arf, ricercatrice di Amnesty international sull’immigrazione, commentando la decisione della Corte suprema greca di invalidare la politica del governo di costringere a rimanere sulle isole dell’Egeo orientale i richiedenti asilo arrivati in Grecia dopo l’accordo tra Unione europea e Turchia. Nella sentenza emessa il 17 aprile su un ricorso presentato dal Consiglio greco dei rifugiati, la Corte suprema ha annullato la decisione del governo di imporre limitazioni geografiche ai richiedenti asilo arrivati sulle isole di Lesbo, Rodi, Samo, Coo, Lero e Chio. La sentenza non ha valore retroattivo per coloro che vi sono già arrivati.  “Tuttavia, questo non risolverà il problema dell’intenso sovraffollamento sulle isole – precisa – a meno che coloro che vi erano già arrivati non siano a loro volta trasferiti sulla terraferma, lontano dalle attuali inaccettabili condizioni di vita”. La sentenza, spiega Arf,  “mette in luce l’onere del tutto sproporzionato che ricade su alcune delle isole greche rispetto ad altre regioni europee. Le politiche dell’Unione europea, come l’accordo con la Turchia, per tenere lontani i rifugiati in Paesi terzi così come sulle isole greche dev’essere sostituita da un approccio che preveda uguali responsabilità di tutti gli Stati membri in materia di rifugiati”. I richiedenti asilo arrivati sulle isole del Mar Egeo orientale dopo l’accordo tra Unione europea e Turchia del 20 marzo 2016 non sono mai stati autorizzati a trasferirsi sulla terraferma. In questo modo, secondo le autorità di Atene, sarebbe più facile rimandarli in Turchia, come previsto dall’accordo.

 

Cile: card. Ezzati su “caso Karadima”, “abbiamo ascoltato dolore e rabbia dei fratelli sacerdoti”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 13:47

Un incontro con i presbiteri dell’arcidiocesi di Santiago del Cile si è tenuto ieri per affrontare il doloroso tema degli abusi sessuali su minori commessi in ambito ecclesiale e in particolare il caso Karadima. Uno spazio di dialogo, durante il quale “abbiamo potuto ascoltare il dolore dei fratelli sacerdoti e anche la rabbia che molti di loro sentono e ci siamo invitati reciprocamente ad aiutarci nella fraternità, affrontando questa situazione con soluzioni concrete”, ha detto in una successiva conferenza stampa l’arcivescovo, card. Ricardo Ezzati.
Riguardo alla recente lettera del Papa ai vescovi cileni ha aggiunto: “Quello che i vescovi pensano è che l’informazione che il Papa ha ricevuto sia arrivata da molte fonti. Il Papa non lo dice, ma penso che sia un errore, a mio avviso, molto grave che il Santo Padre sia stato ingannato, che qualcuno abbia cercato di ingannare il Santo Padre e mi sembra, lo dico dal più profondo della nostra coscienza e della mia coscienza, che coloro che hanno commesso questo grave errore devono riconoscerlo, pentirsi e riparare il torto fatto, se lo hanno commesso”.

Pur chiarendo che le dimissioni del vescovo di Osorno e di qualsiasi vescovo “dipendono solo dal Santo Padre”, rispetto alla domanda sull’opportunità che mons. Juan Barros si faccia da parte, l’arcivescovo Ezzati ha risposto: “Secondo me, senza alcun dubbio, per il bene del popolo di Dio. Non sono un giudice per dire se ha coperto o meno” chi ha commesso gli abusi, ma “il bene del popolo di Dio chiede la sua disponibilità, come per il bene del popolo di Dio, se fosse chiesto a me dovrei essere disposto a farlo”. Per quanto riguarda la sua situazione, il card. Ezzati ha comunque sottolineato di aver presentato la sua rinuncia per limiti da età già da oltre un anno.

Cuba: Miguel Díaz-Canel nuovo presidente. Payá (esule), “il castrismo continuerà come prima”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 13:41

“Non cambia niente”. È il commento di Carlos Alberto Payá, esule cubano, interpellato dal Sir sull’elezione a presidente dello Stato caraibico di Miguel Díaz-Canel. Anche se in questo modo per la prima volta dalla rivoluzione il Paese è guidato da una persona estranea alla famiglia Castro, secondo Payá, coordinatore in Spagna, dove vive, del Movimento cristiano di liberazione e fratello del fondatore di questo movimento di opposizione, Oswaldo Payá, “il castrismo continuerà come prima. Basti pensare il metodo usato per eleggere il nuovo presidente, votato dal 99,93% di un Parlamento formato tutto da persone di un unico partito, in un Paese in cui non ci sono libere elezioni. A Cuba mancano la libertà e la democrazia e le cose continueranno ad andare così. Díaz-Canel, poi, è una persona debole, non ha doti di leader, la famiglia Castro e l’Esercito saranno i vari soggetti che continueranno ad avere il potere a Cuba”.
Payá è tra i dirigenti del Movimento cristiano di liberazione, nato a Cuba nel 1987 su iniziativa del fratello Oswaldo, morto nel 2012 per un incidente stradale sul quale sono stati sollevati sospetti: “Il nostro non è un movimento confessionale, ma ispirato alla Dottrina sociale della Chiesa”. Quanto alla libertà religiosa, “è vero che oggi rispetto a qualche anno fa c’è maggiore presenza pubblica per il cristianesimo, prima era consentito di professare il culto solo all’interno delle chiese. Personalmente, mi auguro sempre una Chiesa che sta con il popolo”. Proprio nel popolo, secondo Payá, c’è la speranza di una “vera liberazione, come mostrano vari segnali”.

Settimana europea vaccinazioni: gli esperti di Sip e Sin rispondono ai dubbi dei genitori

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 13:25

Sulle vaccinazioni i genitori hanno tanti dubbi. E così che la Società italiana di pediatria (Sip) e la Società italiana di neonatologia (Sin) durante la Settimana europea delle vaccinazioni hanno deciso di aprire un filo diretto telefonico per rispondere alle richieste di mamma e papà. “L’iniziativa – spiega una nota – nasce dall’adesione di Sip e Sin alla Settimana europea delle vaccinazioni promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (Regione europea), che si terrà dal 23 al 29 aprile, all’insegna dello slogan ‘Prevenire, proteggere, immunizzare’ per contrastare la disinformazione”. Nel corso della settimana, il sito web e la pagina Facebook della Sip saranno dedicati al tema delle vaccinazioni. I genitori potranno, inoltre, contattare telefonicamente il 24 aprile, dalle ore 10 alle ore 12, Lina Bollani, neonatologa Sin (tel. 0382502884) e, dalle ore 12 alle ore 14, Elena Bozzola, segretario nazionale Sip (tel. 3394753382).
“I vaccini sono l’unico vero strumento capace di proteggerci dalle malattie infettive, che possono causare morte e/o danni permanenti – spiega il presidente della Sip, Alberto Villani -. È assurdo che in Europa e in Italia si muoia ancora di morbillo. Nel 2017, in Europa il morbillo ha ucciso 30 persone e ne ha colpite oltre 14.000, circa il 400% in più rispetto all’anno precedente. Nei primi 2 mesi del 2018, le persone contagiate in Italia sono già oltre 400”.
“Nei mesi scorsi è stata data molta attenzione alle vaccinazioni pediatriche, ma la sicurezza del neonato dipende anche dall’immunizzazione della mamma – aggiunge il presidente della Sin, Mauro Stronati -. In Italia, purtroppo, la percentuale di donne che si vaccinano in vista di una gravidanza è ancora troppo bassa. Secondo l’Iss, una donna su tre non sa se è protetta contro la rosolia e solo il 41% delle donne ha effettuato il vaccino. Le vaccinazioni in gravidanza sono sempre state viste ‘con sospetto’, per la paura di eventuali danni al feto”. In realtà, chiarisce Stronati, “i dati acquisiti sull’utilizzo, in questo caso, di ‘vaccini non vivi’, come, ad esempio, quello anti-influenzale, sono rassicuranti riguardo l’effetto protettivo e l’assenza di effetti collaterali su gravidanza, madre e feto/neonato. Al contrario, le infezioni contratte in gravidanza arrecano danno non soltanto alla mamma, ma anche al bimbo che porta in grembo, interferendo con il suo sviluppo”.

Quirinale: Casellati, “il presidente Mattarella saprà individuare il percorso migliore”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 13:15

La presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, è salita al Quirinale alle 12 per riferire al Capo dello Stato i risultati del suo mandato esplorativo. “Come prima cosa – ha dichiarato ai giornalisti al termine del colloquio – ho ringraziato il presidente della Repubblica per la fiducia accordatami e per il supporto che non mi ha mai fatto mancare in questi giorni. Ho svolto l’incarico che mi ha affidato con dedizione, cercando di favorire un confronto costruttivo in grado di verificare la possibilità di una maggioranza parlamentare nel perimetro e nei limiti indicati dal presidente Mattarella. Ringrazio quindi tutti i leader per aver avviato una discussione che, pur nella diversità di opinioni, ha consentito di evidenziare spunti di riflessione politica. Sono certa che il presidente Mattarella saprà individuare il percorso migliore da intraprendere”. La situazione, quindi, non si è sbloccata e bisognerà attendere le prossime determinazioni del Capo dello Stato.

Politica: Swg, “stallo governativo genera impasse elettorale”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 13:13

“Lo stallo governativo genera impasse elettorale”. È quanto si legge in “PoliticApp”, lo speciale di Swg “Raid sulla Siria”, pubblicato oggi. Oltre a fornire le reazioni all’attacco missilistico sulla Siria sferrato da Usa, Gran Bretagna e Francia sferrato all’alba di sabato 14 aprile, gli intervistati sono stati chiamati a pronunciarsi rispetto alle intenzioni di voto. Se si dovesse votare oggi, stando al campione di 2.000 soggetti maggiorenni coinvolti dal sondaggio, il 38,7% sceglierebbe una forza politica del centrodestra (Lega 23,2%; Forza Italia 10,4%; Fratelli d’Italia 4,4%; Noi con l’Italia – Udc 0,7%) in aumento dello 0,4% rispetto alla scorsa settimana. Il Movimento 5 Stelle otterrebbe il 33% dei consensi (+0,4% rispetto alla settimana scorsa), mentre la coalizione di centrosinistra il 21,9% (Partito Democratico 18,9%; Italia Europa Insieme 0,6%; Civica e Popolare con Lorenzin 0,4%; +Europa con Emma Bonino 2%), stessa percentuale registrata 7 giorni prima. Calano i consensi di Liberi e Uguali (dal 2,7% al 2,4%) e quelli di Potere al popolo (dal 2,7% al 2,5%) mentre crescono di 1 punto percentuale quelli che non si esprimono (dal 26,8% al 27,8%).

Comunicazione: mons. Ocáriz (Opus Dei), “coinvolge persone con nome e cognome” e non “masse”. Rinnovare “dall’interno professione informazione”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 13:08

Crescere nella comprensione e nel rispetto nel campo della comunicazione pubblica, come chiede Papa Francesco, significa innanzitutto rendersi conto che questo lavoro “coinvolge persone con nome e cognome” e non “masse”. Così il prelato dell’Opus Dei e gran cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce (Pusc), mons. Fernando Ocáriz, a chiusura dell’XI Seminario professionale sugli Uffici di comunicazione della Chiesa, promosso dalla Facoltà di Comunicazione sul tema del “Dialogo, rispetto e libertà di espressione nella sfera pubblica”.
Tra le tematiche affrontate, anche quelle recenti della post-verità e delle fake news. A questo proposito, mons. Ocáriz ha ricordato come di fronte al proliferare di notizie false, avere comprensione e rispetto significhi “rinnovare la professione dell’informazione dall’interno”, approfondendone “la dimensione di servizio”, proprio perché “una persona ben informata è una persona più libera e responsabile” e perciò “capace di agire nella società in maniera solidale”. Riguardo al dialogo, per il prelato dell’Opus Dei occorre nutrire il desiderio di “capire gli altri, di comprendere i loro punti di vista”, in modo da scoprire “aspetti concreti che non erano stati presi in considerazione” e così perfezionare le proprie proposte e rendersi più comprensibili. Un ultimo aspetto evidenziato da mons. Ocáriz è quello della necessità – soprattutto in un mondo professionale caratterizzato da velocità e immediatezza – di svolgere il proprio compito con “serenità”, la stessa che “ci permette di dare profondità al nostro lavoro, scoprirne la dimensione di eternità e di riposare in Dio.
Nel corso del Seminario, al quale hanno partecipato 400 persone di vari Paesi, tra professionisti della comunicazione, direttori e responsabili di uffici stampa di diocesi, Conferenze episcopali e altre realtà ecclesiali, docenti universitari e giornalisti, è stata anche presentata la “Cattedra Navarro-Valls”, dedicata allo storico portavoce di San Giovanni Paolo II, scomparso il 5 luglio dello scorso anno.

Giornata vocazioni 2018: a Perugia la celebrazione nazionale. Sabato 21 veglia e adorazione eucaristica. Domenica messa trasmessa su rai Uno

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 12:52

Quest’anno sarà Perugia la sede in cui la Chiesa italiana celebra, sabato 21 e domenica 22 aprile, la 55ª edizione della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Lo slogan biblico scelto per questa 55ª Giornata è “Dammi un cuore che ascolta” (cfr. 1Re 3,9), “in stretta consonanza con la prospettiva del Sinodo dei vescovi in Vaticano del prossimo ottobre dedicato da Papa Francesco al tema: ‘I giovani, la fede e il discernimento vocazionale'”, sottolinea don Alessandro Scarda, sacerdote diocesano perugino e responsabile dell’Ufficio regionale per la Pastorale vocazionale della Ceu.
“Non è soltanto la comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve ad essere coinvolta in questo importante appuntamento – sottolinea don Alessandro Scarda, a proposito della due giorni del 21 e 22 aprile –, ma tutte le comunità diocesane dell’Umbria. Si tratta di un evento di grande rilievo per la nostra Chiesa umbra e in modo particolare per i giovani, cui il tema della vocazione è particolarmente consonante”.

Il programma di questa 55ª edizione è molto articolato, redatto in collaborazione con gli Uffici diocesani per la pastorale giovanile e universitaria. L’edizione perugina si aprirà sabato 21 aprile, alle ore 19.30, con la catechesi di mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio, presso la chiesa del Gesù in piazza Matteotti. Al termine, i partecipanti si trasferiranno in processione aux flabeaux nella cattedrale di San Lorenzo dove, alle ore 21, il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, presiederà la veglia di preghiera e l’adorazione eucaristica. Quest’ultima proseguirà in silenzio fino alle ore 1 del 22 aprile e i fedeli che lo desiderano potranno accedere al Sacramento della riconciliazione. Infine, domenica 22 aprile, alle ore 11, nella cattedrale di San Lorenzo si terrà la solenne celebrazione eucaristica della 55ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, presieduta dal card. Bassetti, trasmessa in diretta su Rai Uno.

Guerra in Siria: Swg, il 73% degli italiani boccia nettamente la scelta di bombardare compiuta da Usa, Gran Bretagna e Francia

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 12:48

Il 73% degli italiani boccia nettamente la scelta di bombardare la Siria compiuta da Usa, Gran Bretagna e Francia sferrato all’alba di sabato 14 aprile. È quanto si legge in “PoliticApp”, lo speciale di Swg “Raid sulla Siria”, pubblicato oggi. Alla domanda se si è o meno d’accordo con la scelta effettuare un attacco missilistico sulla Siria gli intervistati – 1.000 soggetti maggiorenni – hanno risposto per il 46% “per niente” e per il 27% “poco”. “Molto” e “abbastanza” d’accordo sono risultati, rispettivamente, il 3% e il 13%. Inoltre, per la maggioranza degli intervistati il raid di sabato scorso è stato un errore di strategia e un’aggressione illecita. Infatti, per il 31% si è trattato di “un’aggressione a un Paese sovrano, una violazione del diritto internazionale” mentre il 23% sostiene che sia stato “un errore perché unirà la Siria sotto la leadership di Assad”. Secondo il 15% il bombardamento è stato “un atto giusto perché Assad ha usato le armi chimiche contro la popolazione” e per un altro 7% il raid è stato “un atto legittimo nel quadro multilaterale”. Quasi un intervistato su 4 (24%) non si è espresso. Rispetto alle sanzioni che gli Stati Uniti chiedono siano inflitte alla Russia “perché è stata complice nell’uso delle armi chimiche in Siria” la metà degli intervistati si dice contraria. Infatti il 32% sarebbe “poco” d’accordo con le sanzioni mentre il 18% sarebbe “per niente” d’accordo. “Molto” e “abbastanza” favorevoli si sono dichiarati rispettivamente il 6% e il 18%, mentre il 21% non si è espresso.

Papa a Molfetta: mons. Cornacchia (vescovo), don Tonino Bello è “un santo della porta accanto ancora vivo nel cuore della gente”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 12:46

“Se oggi don Tonino fosse con noi, avrebbe appena un anno in più di lei, e come sarebbe felice di ascoltarla e di vedere tradotto, nei suoi gesti, il discorso sulla Chiesa del grembiule”. Lo ha esclamato mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, ringraziando il Papa per la sua presenza nella diocesi in cui don Tonino Bello è stato vescovo per poco più di un decennio, e dove è morto 25 anni fa. “Don Tonino non ci ha mai lasciati”, ha assicurato il vescovo: “Egli, che era per tutti il santo ‘della porta accanto’, ora è più che mai vivo nel cuore della nostra gente. Un segno della sua presenza è in ogni casa, nelle parrocchie e negli ospedali, nei bar e nei luoghi di lavoro, perfino nelle strade delle nostre città. Come se il tempo non fosse passato continuiamo a sentire la forza delle sue parole, l’empito dei suoi messaggi, l’efficacia dei suoi discorsi, la profezia della sua testimonianza e, soprattutto, percepiamo la sua intercessione dal cielo per questa Chiesa che ha tanto amato e per la quale ha voluto offrire la propria vita”. “La sua è la prima visita di un Pontefice nella nostra terra, nota per le preziose testimonianze della tradizione cristiana, per la bellezza degli scorci naturali e per la presenza di gente dal cuore grande”, ha detto Cornacchia rivolgendosi a Francesco e descrivendogli “una terra che si ritiene benedetta da Dio perché vanta da circa un secolo la presenza del Pontificio Seminario Regionale, dove tanti santi sacerdoti sono stati formati ai ‘doveri di grembiule’. Ancora oggi, nonostante la crisi vocazionale che si avverte in Europa e in alcune parti d’Italia, sono davvero numerosi i presbiteri, sparsi nella Puglia e fuori Regione che, come diceva don Tonino, possono esibire con fierezza quel made in Molfetta sulle sorgenti della loro vocazione e del loro entusiasmo”.
“Questa è anche la terra dei marittimi che solcano i mari e gli oceani portandosi dietro la sofferenza del distacco dalle loro famiglie, dei pescatori spesso angustiati dalla precarietà del loro mestiere, dei lavoratori che si sforzano di assicurare ai propri cari una vita dignitosa, e di quanti il lavoro lo hanno perso o non lo hanno ancora trovato”, ha proseguito il presule: “In tempi difficili tanti nostri conterranei sono emigrati in cerca di fortuna, senza mai dimenticare le loro radici. E tante altre persone, attualmente in fuga da condizioni disumane, continuano ad approdare sulle nostre coste nella speranza di andare incontro ad un futuro migliore”. “Questa è la terra dei giovani, quelli che sono attivi nelle nostre comunità parrocchiali e nelle nostre scuole, quelli che pur avendo fame di ideali, di significati e di amicizie vere, sono più esposti ai pericoli della superficialità e quelli che sono costretti ad andare lontano alla ricerca di nuove opportunità per concretizzare i propri sogni”, il ritratto di Cornacchia: “Don Tonino diceva che occorre essere ‘soprattutto uomini. Fino in fondo. Anzi, fino in cima. Perché essere uomini fino in cima significa essere santi’. E da uomo fino in cima, qual era, sempre ci ha spronati ad amare il mondo e la sua storia, a volergli bene, a prenderlo sottobraccio, a usargli misericordia”.

Vita consacrata: Pavia, la Settimana Agostiniana compie 50 anni. Al via da domani le iniziative con la messa del vescovo Sanguineti

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 12:35

Comincerà domani, sabato 21 aprile, la 50ª edizione della Settimana Agostiniana Pavese, organizzata dal Comitato Pavia Città di Sant’Agostino e dalla comunità agostiniana. Il primo appuntamento sarà la celebrazione eucaristica, alle 18.30, nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro presieduta dal vescovo mons. Corrado Sanguineti, al termine della quale l’urna con le reliquie di Sant’Agostino sarà esposta sopra l’altare. La Lectio Augustini si svolgerà invece nell’Università, il 23 aprile, e quest’anno riguarda il “De Doctrina Christiana” in quattro libri riletti da quattro studiosi del Santo. Dopo la festa liturgica della conversione di sant’Agostino, il 24 aprile, mons. Giovanni Scanavino, vescovo emerito di Orvieto, incontrerà il clero pavese, mentre il 27 si svolgerà il convegno “Pavia, i monasteri imperiali”. Si parlerà in quest’occasione anche delle risultanze delle analisi sui resti di Liutprando. A concludere la Settimana, domenica 29, alle 18.30, sarà la messa presieduta dal card. Mauro Piacenza, penitenziere maggiore presso il Tribunale della Penitenzieria Apostolica. Al termine, la reposizione dell’urna con le reliquie. “Nei primi dieci anni abbiamo cercato di presentare la figura di Agostino, la sua vita e le tappe della sua conversione – ricorda mons. Scanavino –. Abbiamo invitato i più importanti conoscitori di Agostino e abbiamo collaborato con grande frutto con l’Università Cattolica di Milano. La svolta è stata quando abbiamo dato una precisa e originale connotazione alla Settimana Agostiniana Pavese, quando cioè abbiamo iniziato a leggere le opere di Agostino con la Lectio Augustini, un’iniziativa che da altre parti non si faceva”.

Diocesi: Cuneo, questa sera nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù veglia di preghiera per la Siria e il Medio Oriente

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 12:18

Una veglia di preghiera per la pace in Siria e nel Medio Oriente si terrà nella serata di oggi, venerdì 20 aprile, dalle 20.30 nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù di Cuneo. A promuovere l’iniziativa, che vedrà la presenza del vescovo di Cuneo e Fossano, mons. Piero Delbosco, è il Coro interparrocchiale “Pacem in Terris” della diocesi di Cuneo. “Di fronte alle notizie che arrivano dalla Siria – spiegano – vogliamo renderci vicini a questa terra ferita da ormai più di sette anni di guerra attraverso la preghiera. Con uno sguardo che – al di là delle emozioni facili – provi a farsi carico delle sofferenze di tutti e invochi una pace vera e duratura per questo martoriato Paese, come per tutta la regione del Medio Oriente”.

Papa a Molfetta: cristiani non sono “protagonisti affermati e campioni della propria bravura”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 12:01

“Saulo, uomo deciso e affermato, tace e va, docile alla Parola di Gesù. Accetta di obbedire, diventa paziente, capisce che la sua vita non dipende più da lui. Impara l’umiltà”. Lo ha ricordato, sulla scorta del Vangelo, il Papa, che nella parte finale dell’omelia della messa celebrata a Molfetta ha precisato: “Umile non vuol dire timido o dimesso, ma docile a Dio e vuoto di sé. Allora anche le umiliazioni, come quella provata da Saulo per terra sulla via di Damasco, diventano provvidenziali, perché spogliano della presunzione e permettono a Dio di rialzarci”. “E la Parola di Dio fa così: libera, rialza, fa andare avanti, umili e coraggiosi al tempo stesso”, ha spiegato Francesco: “Non fa di noi dei protagonisti affermati e campioni della propria bravura, ma dei testimoni genuini di Gesù nel mondo”. “Viviamo ciò che celebriamo!”, l’invito finale a proposito della liturgia eucaristica: “Così, come don Tonino, saremo sorgenti di speranza, di gioia e di pace”.

Papa ad Alessano e Molfetta: mons. Galantino a Tv2000, “don Tonino Bello è già santo”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 12:00

“Dovunque si chiede che don Tonino venga fatto santo. Ma questo è il segno che lui è già santo. Il santo è colui che viene indicato come un esempio, un modello, un compagno di strada. E la gente sente tutto questo”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, ospite dello speciale del “Diario di Papa Francesco” su Tv2000, in occasione della visita di Papa Francesco nei luoghi di don Tonino Bello ad Alessano e Molfetta per i 25 anni dalla scomparsa del sacerdote e vescovo pugliese avvenuta il 20 aprile del 1993.

“Il fatto che la sua figura sia presente in tante case e bar”, ha aggiunto mons. Galantino ricordando le sue origini pugliesi, è “segno che la gente lo sente come compagno di strada. Essere santi significa camminare con gli altri senza presunzione e arroganza”.

“È bello – ha concluso mons. Galantino – questo moto dal basso. La cosa bella che non dobbiamo dimenticare è che in questi tempi di grande fatica e confusione ci sono alcune cose che la gente del popolo, quella semplice, sente. Non quella sofisticata, gli sconfitti della vita o gli scontenti seriali, ma la gente semplice sente queste cose”.

Neuroscienze: Bingaman (Fordham University), “con le pratiche contemplative acquietiamo stress e ansia”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 12:00

“Possiamo letteralmente modificare in meglio il funzionamento e la connettività del cervello, attraverso pratiche contemplative-spirituali che rafforzano le regioni neurali associate alla salute e al benessere, mentre acquietiamo quelle associate a stress e ansia”. Lo ha detto oggi Kirk Bingaman, pastore presbiteriano, docente di Pastoral care and counseling alla Fordham University di New York, intervenendo a Padova al workshop “Conoscere se stessi. Identità e finalità del pastoral counseling”, organizzato dalla Facoltà teologica del Triveneto. L’insegnante ha presentato così “il potere della neuroplasticità”, che tratta della “capacità del cervello di modificare struttura e funzionamento”. “La neuroscienza contemplativa ci insegna che il modo fondamentale per calmare la regione dello stress nel cervello è la pratica contemplativa-meditativa regolare, se non quotidiana”. Una conclusione spiegata dal docente: “I neuroni che si attivano assieme iniziano a collegarsi con maggiore energia, cosicché, nella regolare pratica della preghiera contemplativa, noi rafforziamo i circuiti neurali associati a salute e benessere, acquietando i circuiti associati ad ansia e paura”. La conseguenza è benefica. “Una regolare pratica contemplativa-meditativa ripristina, allenandole, le vecchie abitudini della mente, sfruttando la plasticità dei collegamenti cerebrali, creandone di nuovi, rafforzandone di vecchi, e indebolendone altri, tra cui quelli associati alla vigilanza”. Le ricadute, secondo Bingaman, si avvertono anche nei rapporti sociali. “Con il tempo costruiamo una maggiore finestra di tolleranza; siamo più in grado di mantenere stabilità ed equilibrio di fronte ai fattori di stress che prima ci avrebbero destabilizzato – ha concluso -. Questo suggerisce che lo scopo della pratica contemplativa spirituale, diversamente da quanto suggeriscono alcuni, non è una fuga nell’auto-indulgenza o lontano dalla ‘vita vera’. Piuttosto, rafforza la nostra capacità di autocura e di prenderci cura dei nostri rapporti personali e professionali: sviluppiamo un maggiore impegno relazionale con la pienezza della vita”.

Papa a Molfetta: “in piedi, rialzarsi sempre”, come don Tonino Bello. “Servitori del mondo, ma da risorti, non da impiegati”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 11:59

“La prima cosa da evitare è rimanere a terra, subire la vita, restare attanagliati dalla paura”. Ne è convinto il Papa, che anche sotto il profilo della “Chiesa in uscita” ha trovato assonanze tra il suo magistero e quello del vescovo di Molfetta. “Quante volte don Tonino ripeteva: ‘In piedi!’, perché ‘davanti al Risorto non è lecito stare se non in piedi’”, l’eco di Francesco nell’omelia di oggi: “Rialzarsi sempre, guardare in alto, perché l’apostolo di Gesù non può vivacchiare di piccole soddisfazioni”. “La vita cristiana va investita per Gesù e spesa per gli altri”, ha commentato ancora il Papa: “Dopo aver incontrato il Risorto non si può attendere, non si può rimandare; bisogna andare, uscire, nonostante tutti i problemi e le incertezze”. Il Signore dice a Saulo, come ad ognuno di noi, “entra in città”, cioè: “Va’, non rimanere chiuso nei tuoi spazi rassicuranti, rischia!”. “Siamo chiamati tutti, in qualsiasi situazione ci troviamo, a essere portatori di speranza pasquale, ‘cirenei della gioia’, come diceva don Tonino”, l’appello di Francesco: “Servitori del mondo, ma da risorti, non da impiegati. Senza mai contristarci, senza mai rassegnarci. È bello essere ‘corrieri di speranza’, distributori semplici e gioiosi dell’alleluia pasquale”.

Papa a Molfetta: no a “disfattismo”, a “specialisti della perplessità”, a “contabili pedanti dei pro e dei contro”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 11:57

“A Gesù non si risponde secondo i calcoli e le convenienze del momento, ma col ‘sì’ di tutta la vita. Egli non cerca le nostre riflessioni, ma la nostra conversione”. Lo ha spiegato il Papa, che nell’omelia della messa celebrata a Molfetta ha messo in guardia dal “disfattismo”, partendo dalle obiezioni alle parole di Gesù – “Come può costui darci da mangiare?” – attorno alle quali il Vangelo “riporta aspre discussioni”. “C’è un’aria di disfattismo in queste parole”, il commento di Francesco, secondo il quale “tante nostre parole assomigliano a queste: come può il Vangelo risolvere i problemi del mondo? A che serve fare del bene in mezzo a tanto male?”. “E così cadiamo nell’errore di quella gente, paralizzata dal discutere sulle parole di Gesù, anziché pronta ad accogliere il cambiamento di vita chiesto da Lui”, il monito del Papa: “Non capivano che la Parola di Gesù è per camminare nella vita, non per sedersi a parlare di ciò che va e non va”. “Don Tonino, proprio nel tempo di Pasqua, augurava di accogliere questa novità di vita, passando finalmente dalle parole ai fatti”, ha ricordato Francesco: “Perciò esortava accoratamente chi non aveva il coraggio di cambiare: ‘gli specialisti della perplessità. I contabili pedanti dei pro e dei contro. I calcolatori guardinghi fino allo spasimo prima di muoversi'”.

Papa a Molfetta: pace è “mangiare il pane insieme con gli altri”, perché “tutte le guerre trovano la loro radice nella dissolvenza dei volti”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 11:54

“Il Pane di vita, il Pane spezzato è anche Pane di pace”. A sottolinearlo è stato il Papa, nell’omelia della messa celebrata oggi a Molfetta, durante la quale ha ricordato che “don Tonino sosteneva che ‘la pace non viene quando uno si prende solo il suo pane e va a mangiarselo per conto suo. La pace è qualche cosa di più: è convivialità’. È ‘mangiare il pane insieme con gli altri, senza separarsi, mettersi a tavola tra persone diverse’, dove ‘l’altro è un volto da scoprire, da contemplare, da accarezzare’. Perché i conflitti e tutte le guerre ‘trovano la loro radice nella dissolvenza dei volti’. E noi, che condividiamo questo Pane di unità e di pace, siamo chiamati ad amare ogni volto, a ricucire ogni strappo; ad essere, sempre e dovunque, costruttori di pace”.

Papa a Molfetta: “vivere per” è il “marchio di fabbrica dei cristiani”. Don Tonino Bello è stato “un vescovo-servo” che voleva “farsi mangiare dalla gente” e “sognava una Chiesa affamata di Gesù e intollerante ad ogni mondanità”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 11:52

“La vita cristiana riparte ogni volta da qui, da questa mensa”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della messa celebrata a Molfetta, seconda tappa della visita pastorale in Puglia in omaggio e in memoria di don Tonino Bello, a 25 anni dalla morte. “Non bastano le opere di carità, se manca la carità delle opere”, ha proseguito Francesco nell’omelia dedicata a “due elementi centrali per la vita cristiana: il Pane e la Parola”, in cui ha citato a piene mani don Tonino, come aveva già fatto ad Alessano: “Se manca l’amore da cui partono le opere, se manca la sorgente, se manca il punto di partenza che è l’Eucaristia, ogni impegno pastorale risulta solo una girandola di cose”. “Chi si nutre dell’Eucaristia assimila la stessa mentalità del Signore”, il commento del Papa: “Egli è pane spezzato per noi e chi lo riceve diventa a sua volta pane spezzato, che non lievita d’orgoglio, ma si dona agli altri: smette di vivere per sé, per il proprio successo, per avere qualcosa o per diventare qualcuno, ma vive per Gesù e come Gesù, cioè per gli altri”. “Vivere per è il contrassegno di chi mangia questo Pane, il marchio di fabbrica del cristiano”, ha ammonito Francesco, che poi ha fatto una proposta concreta: “Si potrebbe esporre come avviso fuori da ogni chiesa: ‘Dopo la Messa non si vive più per sé stessi, ma per gli altri’”. “E sarebbe bello che in questa diocesi di don Tonino Bello fosse esposto alla porta della chiesa perché sia letto da tutti”, ha aggiunto il Papa a braccio. “Don Tonino ha vissuto così”, l’elogio di Francesco: “Tra voi è stato un vescovo-servo, un pastore fattosi popolo, che davanti al tabernacolo imparava a farsi mangiare dalla gente. Sognava una Chiesa affamata di Gesù e intollerante ad ogni mondanità, una Chiesa che ‘sa scorgere il corpo di Cristo nei tabernacoli scomodi della miseria, della sofferenza, della solitudine’. Perché, diceva, ‘l’Eucaristia non sopporta la sedentarietà’ e senza alzarsi da tavola resta ‘un sacramento incompiuto'”. “Possiamo chiederci: in me, questo sacramento si realizza?”, la domanda del Papa alle decine di migliaia di fedeli presenti: “Più concretamente: mi piace solo essere servito a tavola dal Signore o mi alzo per servire come il Signore? Dono nella vita quello che ricevo a Messa? E come Chiesa potremmo domandarci: dopo tante Comunioni, siamo diventati gente di comunione?”.

Colombia: processo di pace con Eln. La Bella (S. Egidio), “grave che Ecuador si sia tirato indietro, bisogna quasi iniziare da zero”

Agensir.it - Fri, 2018-04-20 11:51

“Nella dinamica del processo di pace, il ritiro della disponibilità da parte dell’Ecuador di essere il Paese garante dei colloqui tra Governo colombiano e guerriglia dell’Eln è un fatto drammatico”. L’allarmante giudizio viene dallo storico esperto di America Latina Gianni La Bella, che per la Comunità di Sant’Egidio ha svolto il ruolo di facilitatore nei colloqui di pace prima con le Farc e poi con l’Eln: “Per quanto riguarda le trattative con l’Eln – spiega – il gesto dell’Ecuador fa ripartire da zero o quasi la trattativa, a dispetto di chi nella società aveva creduto nella serietà dei negoziati, che avevano portato in autunno a un primo storico cessate-il-fuoco”.
A questo “si aggiungono le difficoltà con le Farc”. Non aiuta neppure lo scenario complessivo, secondo lo storico: “Non è chiaro il ruolo che sta giocando il Venezuela. In ogni caso, ormai bisognerà comunque aspettare le elezioni presidenziali colombiane e il nuovo presidente, chiunque egli sia”.

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