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8xmille: Calabresi (Sovvenire), “in un anno la Chiesa moltiplica il miliardo ricevuto per 11 volte”

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 13:14

“La Chiesa italiana riceve, grazie alle firme dei contribuenti italiani, circa 1 miliardo di euro l’anno impegnandoli per il sostentamento del clero, per esigenze di culto e pastorali e per la carità, sia in Italia che in Paesi in via di sviluppo. Secondo le stime contenute nel volume “L’impegno”, l’impatto delle attività nel campo socio-assistenziale è di circa 11 miliardi di euro l’anno, cioè la Chiesa moltiplica il miliardo ricevuto per 11 volte”. Lo ha affermato questa mattina Matteo Calabresi, direttore nazionale del Servizio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, nel corso della presentazione della campagna “Chiedilo a loro” per l’8xmille alla Chiesa cattolica. “Quanto spenderebbe lo Stato per le stesse attività”, ha chiesto Calabresi, evidenziando come “la Chiesa è impegnata da anni in uno sforzo di trasparenza sempre più capillare e preciso: oltre al rendiconto annuale, anche nelle diocesi, sul sito 8xmille.it è pubblicata una mappa interattiva in continuo aggiornamento con 11400 interventi relativi agli ultimi 4-5 anni, che ovviamente non sono la totalità di quelli attivati”. Calabresi ha parlato di “progetti esemplari, in vari ambiti, che hanno avuto il contributo dell’8xmille” osservando come “la Chiesa è diventata sempre più un vero e proprio ammortizzatore sociale che riesce in modo tempestivo e capillare a venire incontro alle esigenze delle persone, soprattutto dei più poveri ed emarginati”. “Ho visto l’aiuto economico trasformarsi in speranza concreta per tantissime persone”, ha rilevato Calabresi, facendo riferimento ad interventi per “il reintegro lavorativo per persone con disagio mentale, case di accoglienza per disabili, centri di recupero per le tossicodipendenze o per chi è vittima della tratta prostituzione, cooperative sociali per lavoro giovanile”.

Papa Francesco: il 3 giugno incontra 400 piccoli delle zone terremotate per l’iniziativa “Il Treno dei bambini”

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 13:11

Sabato 3 giugno quattrocento bambini provenienti da Norcia, Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto arriveranno in Vaticano a bordo di un Frecciarossa 1000 Trenitalia per incontrare Papa Francesco. Torna per la quinta volta il “Treno dei bambini”, l’iniziativa promossa dal “Cortile dei Gentili” in collaborazione con Ferrovie dello Stato Italiane, per regalare ai bimbi meno fortunati una giornata speciale.
Ad accoglierli ci saranno i coetanei dell’Associazione di “Sport senza frontiere” e dell’Orchestra Maré do Amanhã di Rio de Janeiro. Nel corso dell’incontro sarà donato al Papa il libro “Noi su questa terra che balla… a proposito di terremoti”, edito da L’Io e il mondo di TJ che affronta il tema del sisma con un linguaggio adatto ai più piccoli. “L’obiettivo è quello di creare una base culturale in modo accattivante, non pretenzioso, fluido e comprensibile perché, in caso di terremoti, se si riesce a padroneggiare il panico si può fare un salto culturale importante”, ha sottolineato Demetrio Egidi, autore del volumetto insieme a Emilio Rebecchi e Jaia Pasquini, che è intervenuto oggi alla conferenza stampa di presentazione dell’evento. “Bisogna creare – ha detto Egidi – una cultura scientifica per avere comportamenti virtuosi”. “È fondamentale alimentare la cultura della prevenzione, anche se è difficile perché si va in controtendenza, per costruire anche un percorso virtuoso tra pubblico e privato, dove ci può essere cooperazione”, ha detto da parte sua Pierluigi Stefanini, presidente del Gruppo Unipol che ha contribuito alla realizzazione del libro che sarà distribuito gratuitamente ai bambini.

8xmille: mons. Nosiglia (Torino), “apporto non solo finanziario, ma scelta che rende possibili opere rivolte a tutti”

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 13:05

“Realtà come quelle del Cottolengo e dell’Arsenale della pace del Sermig sono possibili anche grazie a fedeli e cittadini del nostro Paese e della nostra città che, con la loro adesione all’8xmille, hanno offerto e offriranno un apporto che non è solo finanziario ma frutto di una scelta precisa che sanno indirizzata a rendere possibili e concretamente realizzabili in tutte Italia molte opere che si rivolgono a persone di tutte le età, condizioni sociali, culture, religioni”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, nel corso della presentazione della campagna nazionale “Chiedilo a loro” per l’8xmille alla Chiesa cattolica. Parlando della “solida tradizione della nostra terra da cui sono nati i santi sociali come il Cottolengo e don Bosco”, Nosiglia ha parlato di come le opere a sostegno dei più poveri siano “un modello di un nuovo welfare di cui tanto si parla, che non si limita all’assistenza con beni e servizi ma aiuta le persone e le famiglie a trovare le vie più appropriate per affrontare la loro situazione difficile”. Si tratta di un “welfare di promozione umana e inclusione sociale – ha aggiunto l’arcivescovo – che è qualcosa di molto diverso dalla beneficenza o dal liberarsi del superfluo”. “La gente crede nell’azione ecclesiale e civile, di servizio e di amore diffuso verso tutti gli ultimi della scala sociale”, ha aggiunto Nosiglia, osservando che “l’8xmille alla Chiesa cattolica è indubbiamente un segno grande di questo”. “Questa occasione – ha concluso – serve a scuotere tutti, sia chi accumula beni per se stesso dimenticando chi sta peggio sia le istituzioni che dovrebbero parlare e promettere di meno e agire di più per i più bisognosi perché ottengano rispetto, equità, giustizia e amore”.

Salute: Forum sociosanitario e Amci, giovedì a Napoli l’iniziativa “Vicino al sofferente… con competenza ed amore”

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 12:43

“Nella società della connessione totale, nell’era social, la solitudine è spesso il paradosso al quale siamo condannati. Quando questa incapacità di vivere in maniera empatica finisce per coinvolgere il mondo della medicina, rischia anche di intaccare il rapporto tra chi soffre e chi è chiamato a dare assistenza e cura. È indispensabile, per lavorare al meglio, che i medici e tutti gli altri operatori sanitari abbiano competenza, associata ad amore per chi soffre, insieme a buone capacità relazionali anche verso le famiglie”. Ad affermarlo, in una nota congiunta, sono Ciro Verdoliva, direttore generale Aorn “Cardarelli” di Napoli, e Aldo Bova, presidente nazionale del Forum sociosanitario di ispirazione cristiana, nell’annunciare l’iniziativa “Vicino al sofferente… con competenza ed amore”, in programma giovedì prossimo 18 maggio (ore 10.30) a Napoli, al “Cardarelli” (sala Mediterraneo), organizzata dal Forum e dall’Associazione medici cattolici italiani (Amci).

Ai lavori, preceduti da una visita agli ammalati ricoverati nella struttura, sono previste le relazioni di don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, e di Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell’Amci. “L’appuntamento è organizzato, non a caso, al Cardarelli, azienda ospedaliera più grande del Sud Italia, fucina di enormi competenze, grandissimi numeri e all’avanguardia in tanti settori. Un ospedale – aggiunge Bova – che rappresenta al meglio lo spirito di Giuseppe Moscati, medico santo, testimone di alta professionalità e misericordia nei riguardi del fratello ammalato, che è bisognoso di cura”. “L’idea di fondo è quella di superare il rapporto ‘contrattuale’ tra il medico e l’ammalato che, purtroppo, spesso si sostituisce al rapporto di fiducia che dovrebbe esistere tra i due. Una distorsione della modernità che non favorisce lo studio e la cura delle malattie e che fa venir meno il clima di alleanza terapeutica. Realizzare un percorso comune – concludono Verdoliva e Bova – è un dovere etico e morale. Negli ospedali, e in ogni luogo di cura, è necessario creare un network terapeutico per unire le molteplici competenze professionali con l’obiettivo di ottenere buoni risultati per il paziente. È bene che chiunque indossi un camice e sia chiamato a dare assistenza e cura all’ammalato, sia animato dal desiderio di essere al suo servizio, con professionalità, ma anche con spirito caritatevole”.

Papa Francesco: telegramma al presidente della Repubblica francese Macron

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 12:40

“In occasione della sua investitura a presidente della Repubblica francese, le rivolgo i miei auguri più cordiali per l’esercizio delle vostre alte funzioni al servizio di tutti i suoi compatrioti”. Comincia così il telegramma inviato oggi dal Papa al neo-eletto presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. “Prego Dio di sostenerla affinché il vostro Paese, in fedeltà alla ricca diversità delle sue tradizioni morali e della sua eredità spirituale, marcata anche dalla tradizione cristiana – si legge ancora nel telegramma – porti sempre la preoccupazione dell’edificazione di una società più giusta e fraterna”. “Nel rispetto delle differenze e nell’attenzione alle persone in situazione di precarietà e d’esclusione – l’auspicio del Papa – contribuisca alla cooperazione e alla solidarietà tra le Nazioni”. “Che la Francia continui a favorire, nel seno dell’Europa e nel mondo, la ricerca della pace e del bene comune, il rispetto della vita oltre che la difesa della dignità di ogni persona e di tutti i popoli”, l’augurio finale di Francesco.

Pil: Coldiretti, aumenta in agricoltura che inverte tendenza

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 12:24

“L’aumento congiunturale in agricoltura inverte la tendenza negativa del trimestre precedente nonostante le difficoltà provocate da un pazzo inverno che ha portato precipitazioni violente, neve, gelo e vento che hanno distrutto le coltivazioni”. Lo rileva la Coldiretti sulla base delle stime preliminari dell’Istat con l’andamento congiunturale del Pil che nel primo trimestre complessivamente aumenta dello 0,2%, nonostante il calo dell’industria. “Le difficoltà dei consumi interni sono state solo parzialmente compensate dalle esportazioni ma l’agricoltura ha dovuto affrontare – conclude la Coldiretti – anche un andamento climatico sfavorevole che ha provocato al settore perdite e maggiori costi”.

Finanze vaticane: Rapporto Aif, trasmessi 22 rapporti sospetti al promotore di Giustizia vaticano, 837 scambi di informazione a livello internazionale

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 12:13

Nel 2016, l’Aif (Autorità di informazione finanziaria) ha trasmesso 22 rapporti su potenziali casi di riciclaggio – su 207 segnalazioni di attività sospette ricevute – all’Ufficio del promotore di Giustizia presso il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. È quanto si legge nel Rapporto annuale dell’Aif, presentato oggi presso la Sala Stampa della Santa Sede. “Ciò non implica necessariamente che si siano 22 soggetti potenziali riciclatori nello Stato della Città del Vaticano”, ha precisato Tommaso Di Ruzza, direttore dell’Aif, rispondendo alle domande dei giornalisti. “Ogni comunicazione che l’Aif fa al promotore di Giustizia è un rapporto, un caso, suscettibile poi di potenziali approfondimenti investigativi”, ha proseguito: “Anche i tentativi di riciclaggio sono attività segnalate, ma anche qui si tratta di un reato presupposto”. “Vigiliare non solo sulla trasparenza, ma anche sull’integrità delle transazioni riconducibili alla Santa Sede”, il compito dell’Aif relativo allo Ior, nei confronti del quale è stata fatta “una verifica rafforzata di tutta la clientela”. L’altro dato saliente del Rapporto Aif relativo al 2016, la crescita dello scambio di informazioni a livello internazionale: 837 nell’anno appena trascorso, di cui 721 su richiesta dell’Aif e 116 su richiesta di controparti estere, con un incremento complessivo del 220%. Di riforma come “work in progress”, ma che ha già raggiunto, come si evince dal Rapporto, risultati significativi ha parlato il presidente dell’Aif, René Brülhart, che – come il direttore – ha ricordato il contributo fondamentale dato dal cardinale Nicora, primo presidente dell’Aif recentemente scomparso, a questo processo.

Terra Santa: Caritas Italiana, con il progetto “Gemellaggio e Pellegrinaggio” viaggi solidali

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 12:07

Dall’8 al 13 maggio responsabili della Caritas Italia, insieme a rappresentanti di alcune Caritas diocesane, hanno visitato le parrocchie palestinesi della diocesi di Gerusalemme. Scopo della visita, rende noto il Patriarcato latino di Gerusalemme, l’incontro con le “pietre vive” della comunità cattolica del Patriarcato di Gerusalemme. La missione Caritas si inserisce all’interno del progetto “Gemellaggio e Pellegrinaggio”, avviato nel settembre 2016 e che ha come attori le diocesi italiane e le 15 parrocchie palestinesi del Patriarcato latino. Il progetto, infatti, mira ad istituire gemellaggi e ad organizzare pellegrinaggi in modo diverso dal solito. “Il legame tra la parrocchia palestinese e la diocesi italiana prenderà forme diverse in base alle caratteristiche e alle necessità proprie di ogni parrocchia- spiega Elisabetta Spagnolo, coordinatrice locale del progetto – scambi di volontari, visite fra famiglie, micro progetti, supporti pastorali, condivisioni specializzate in campo medico ed economico, scambi culturali”. Si tratta di veri e propri “pellegrinaggi solidali”, in quanto si andranno a visitare principalmente “le comunità cristiane e si trascorreranno presso le loro abitazioni o in edifici adiacenti alle parrocchie tempi prolungati”.

La delegazione Caritas composta da Danilo Feliciangeli, responsabile Caritas Italia per il Medio Oriente, Chiara Bottazzi, responsabile dell’Ufficio media di Caritas Italia, e 10 rappresentanti dalle Caritas diocesane italiane, specializzati in micro progetti, mondialità, missioni, emigrazione, gioventù e famiglia, ha incontrato il vescovo vicario, mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo e George Handal, direttore ad interim della Caritas Jerusalem. Da mons. Marcuzzo è giunto un forte appello: “È compito di tutti i cristiani, tutti: cattolici, ortodossi, anglicani, protestanti, di occuparsi della Terra Santa. Siamo tutti responsabili se in avvenire qui ci sarà un museo a cielo aperto senza le comunità dei fedeli”. La delegazione ha visitato Gerusalemme Est, Betlemme, Beit Jala, Beit Shaour, Gerico, Taybe, Abud, Bir Zeit, Ain Arik, Ramallah, Zababde e Jenin. Dagli incontri con le comunità locali e i parroci, informa il Patriarcato latino, sono emersi diversi temi come l’emigrazione, la disoccupazione, il muro di separazione, il disagio giovanile, il senso di solitudine, la tensione a vivere la fede in un contesto di conflitto. Non sono mancate le visite ai Centri Caritas dislocati nel territorio e le opere sociali che Caritas Italia ha finanziato per il loro avviamento. Per Feliciangeli “questa iniziativa è un progetto di formazione e di autosviluppo delle comunità stesse, di condivisione di idee, risorse e talenti, tra l’Italia e la Palestina, un progetto di accompagnamento solidale, in cui la visita fugace viene sostituita da un tempo lungo di permanenza e in cui si desidera raggiungere tutte le comunità cristiane dei Territori palestinesi fino ai più periferici”.

Parlamento Ue: Weber (Ppe), “cristiani perseguitati in tutto il mondo. Serve protezione”

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 12:01

(Strasburgo) “È sempre più preoccupante la persecuzione cui sono sottoposti i cristiani nel mondo”: lo afferma Manfred Weber, capogruppo dei Popolari a Strasburgo, commentando il fatto che domani pomeriggio il Parlamento europeo, riunito in plenaria, terrà un dibattito su questo argomento con l’Alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini. “Il cristianesimo è la fede più perseguitata al mondo. Dalla sola Siria è dovuto fuggire un milione di cristiani. Si moltiplicano gli attacchi alle chiese e alle comunità, come accaduto di recente in Egitto”. Weber afferma che il Parlamento europeo “deve lanciare un segnale forte”, affinché le comunità presenti soprattutto in Medio Oriente e in Africa godano di una reale protezione.

Papa Francesco: a Santa Marta, “senza Croce non è la pace di Gesù”, quella del mondo è anestetizzata

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 11:54

“Una pace senza Croce non è la pace di Gesù: è una pace che si può comprare. Possiamo fabbricarla noi. Ma non è duratura: finisce”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta. “La pace che ci offre il mondo – ha spiegato Francesco – è una pace senza tribolazioni; ci offre una pace artificiale”, una pace che si riduce a “tranquillità”. È una pace, ha ripreso, “che soltanto guarda alle proprie cose, alle proprie assicurazioni, che non manchi nulla”, un po’ come era la pace del ricco Epulone. Una tranquillità che rende “chiusi”, non si vede “oltre”: “Il mondo ci insegna la strada della pace con l’anestesia: ci anestetizza per non vedere un’altra realtà della vita: la Croce. Per questo Paolo dice che si deve entrare nel Regno del cielo nel cammino con tante tribolazioni. Ma si può avere pace nella tribolazione? Da parte nostra, no: noi non siamo capaci di fare una pace che sia tranquillità, una pace psicologica, una pace fatta da noi perché le tribolazioni ci sono: chi un dolore, chi una malattia, chi una morte … ci sono”. “La pace che dà Gesù è un regalo: è un dono dello Spirito Santo”, ha detto il Papa: “E questa pace va in mezzo alle tribolazioni e va avanti. Non è una sorta di stoicismo, quello che fa il fachiro: no. È un’altra cosa”. La pace di Dio, ha ripreso, è “un dono che ci fa andare avanti”. Gesù, dopo aver donato la pace ai discepoli, soffre nell’Orto degli Ulivi e lì “offre tutto alla volontà del Padre e soffre, ma non manca la consolazione di Dio”.
“La pace di Dio è una pace reale, che va nella realtà della vita, che non nega la vita: la vita è così”, ha osservato Francesco: “C’è la sofferenza, ci sono gli ammalati, ci sono tante cose brutte, ci sono le guerre … ma quella pace da dentro, che è un regalo, non si perde, ma si va avanti portando la Croce e la sofferenza”. Quando uno si arrabbia, ha sottolineato il Papa, “perde la pace”: quando il mio cuore “si turba è perché non sono aperto alla pace di Gesù”, perché non sono capace “di portare la vita come viene, con le croci e i dolori che vengono”. “Dobbiamo entrare nel Regno di Dio attraverso molte tribolazioni”, ha ricordato Francesco: “La grazia della pace, di non perdere quella pace interiore”. Come diceva sant’Agostino: “La vita del cristiano è un cammino fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio”.

Papa Francesco: a giocatori di calcio Juventus e Lazio, “essere testimoni di lealtà, onestà, concordia e umanità”

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 11:33

“Sono lieto di incontrarmi con voi alla vigilia della partita finale di Coppa Italia”. È il saluto del Papa ai dirigenti della Lega nazionale professionisti Serie A e ai dirigenti e calciatori delle squadre Juventus e Lazio, ricevuti oggi in udienza nella Sala Clementina. “Mi congratulo con le due squadre, Juventus e Lazio, che, oltre a raggiungere ottimi risultati, sono molto amate dagli sportivi”, ha proseguito Francesco: “Questo vi impegna ancora di più a testimoniare gli autentici valori dello sport”, l’invito ai giocatori, ai quali ha ricordato l’importanza dello sport “nel nostro tempo”.  “Considerando il fascino e i riflessi che il calcio professionistico ha sulle persone, specialmente sui giovani, voi avete una notevole responsabilità”, ha detto il Papa, secondo il quale “coloro che sono considerati ‘campioni’ diventano facilmente figure di riferimento. Perciò ogni gara è una prova di equilibrio, di padronanza di sé, di osservanza delle regole”. “Chi, col proprio comportamento, sa dare prova di tutto ciò, diventa un esempio per i suoi ammiratori”, ha ribadito Francesco: “È quello che auguro ad ognuno di voi: di essere testimoni di lealtà, di onestà, di concordia e di umanità”. “A volte negli stadi si verificano, purtroppo, episodi di violenza, che turbano il sereno svolgimento delle partite e il sano divertimento della gente”, ha fatto notare il Papa: “Auspico che, per quanto è in vostro potere, possiate sempre aiutare l’attività sportiva a rimanere tale e, grazie all’impegno personale di tutti, ad essere motivo di coesione tra gli sportivi e nell’intera società”.  “Vi ringrazio di cuore per la vostra visita e vi auguro di fare davvero una bella partita!”, l’augurio finale per la finale di domani sera.

Migrazioni: Kyenge (Parlamento Ue), sistema ricollocamenti non funziona. “Così si nega il diritto e si viola la dignità umana”

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 11:17

(Strasburgo) Gli Stati membri Ue si sono impegnati a trasferire 160mila richiedenti asilo da Italia e Grecia negli altri Stati membri entro settembre 2017: ma finora solamente 18.400 persone sono state effettivamente ricollocate. Del tema si discute questa mattina nell’emiciclo dell’Europarlamento a Strasburgo; giovedì l’Assemblea voterà una risoluzione. Nel suo intervento in aula, l’eurodeputata Cécile Kyenge, già ministro dell’Integrazione, ha dichiarato: “La solidarietà non è un meccanismo che si applica à la carte. Non è una scelta dettata dalla compassione nei confronti di chi fugge da guerra e persecuzione. Non è un impegno dilazionabile nel tempo. La solidarietà e la piena condivisione delle responsabilità sono principi cardine del nostro ordinamento e non strumenti a cui ricorrere volontariamente se sussistono alcune condizioni. Se le nazionalità dei beneficiari sono ad esempio di nostro gradimento. Se l’età e il genere ci sembrano più appropriati. Questo sistema restrittivo e discriminatorio di preferenze è sanzionabile tanto quanto la mancanza assoluta di impegni”.
Per Kyenge, “scegliendo la strada della negazione del diritto, si viola la dignità umana di migliaia di donne, uomini e soprattutto bambini. Neghiamo loro i diritti fondamentali, li allontaniamo dalla legalità, li priviamo di un futuro”. Così, “rallegrarsi dello sforzo compiuto dagli Stati membri è un po’ come considerare pieno un bicchiere che contiene alcune gocce d’acqua. L’11% dei beneficiari di protezione internazionale effettivamente ricollocati, non è certo un risultato di cui andare fieri. Solo due Stati membri su 28 che rispettano gli impegni; due Stati membri che proprio non ne vogliono sapere di accogliere i richiedenti asilo nei loro territori; molti altri invece che a parole promettono ma nei fatti smentiscono. E cosa succederà dopo il 26 settembre 2017? Quali garanzie avremo che gli obblighi non si esauriscano dopo quella data?”. Secondo l’eurodeputata “occorre una politica migratoria sostenibile per garantire vie di accesso legali e sicure, creare canali di migrazione legale, nonché politiche di integrazioni nei Paesi di accoglienza”.

Scozia: elezioni 8 giugno, messaggio dei vescovi cattolici. Invito al voto. La “bussola” della dottrina sociale

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 11:07

“La nostra nazione, il nostro parlamento e il nostro governo saranno giudicati per il modo in cui trattano i nostri cittadini più poveri e vulnerabili”. Anche i vescovi cattolici scozzesi, dopo quelli di Inghilterra e Galles, hanno deciso di invitare i fedeli a votare nelle elezioni per il parlamento di Westminster del prossimo 8 giugno con una lettera che verrà letta in tutte e 500 le chiese del Paese domenica prossima 21 maggio. Gli elettori, nello scegliere i candidati, dovranno essere guidati dai principi che informano da sempre la dottrina sociale cattolica: sì alla difesa dei più deboli e dei più poveri; no all’aborto, all’eutanasia e al suicidio assistito. L’arcivescovo di Glasgow Philip Tartaglia e quello di Edimburgo Leo Cushley, insieme agli altri vescovi della Conferenza episcopale scozzese, ricordano anche agli elettori che “il benessere della società dipende dalla salute della famiglia e che coloro che sono al potere dovrebbero lavorare per questo obiettivo con politiche che non penalizzino economicamente le famiglie con diversi figli”. Anche la tolleranza religiosa rientra tra le preoccupazioni dei vescovi scozzesi.

Scotland: 8th June election, Catholic Bishops’ message. Call to vote. The “compass” of social doctrine

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 11:07

“Our nation, our parliament and our government will be judged by the way they treat our poorer and more vulnerable citizens”. The Scottish Catholic Bishops too, after those of England and Wales, decided to invite the faithful to vote at the election for Westminster Parliament on June 8th, in a letter that will be read out in all of the 500 churches of the country next Sunday, May 21st. in choosing their nominees, the voters shall be inspired by the principles that the Catholic social doctrine has always been imbued with: yes to the defence of the weaker and poorer, no to abortion, euthanasia and assisted suicide. The archbishop of Glasgow, Philip Tartaglia, and the archbishop of Edinburgh, Leo Cushley, along with the other bishops of the Scottish Bishops Conference, also remind voters that “the wealth of society depends on the soundness of families, and those in power should work towards such goals with policies that are not economically detrimental to large families”. Religious tolerance too is one of the Scottish Bishops’ concerns.

Finanze vaticane: Aif, “diminuito il numero delle segnalazioni di attività sospette”

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 11:05

“Una significativa promozione della cooperazione internazionale dell’autorità competente del Vaticano con le sue controparti straniere nel contrasto delle attività finanziarie illecite e un consolidamento del sistema di segnalazione di attività sospette e del quadro regolamentare”. Sono questi gli esiti principali del rapporto dell’Autorità di informazione finanziaria (Aif) della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, presentato oggi presso la Sala Stampa della Santa Sede. “La cooperazione internazionale è condizione preliminare per contrastare i crimini  finanziari ed il Vaticano è pienamente impegnato su questo fronte”, ha affermato René Brülhart,  presidente dell’Aif: “Nel 2016 l’Aif ha registrato un incremento significativo della cooperazione bilaterale con le autorità competenti di altre giurisdizioni e continuerà ad essere un partner attivo  per combattere le attività finanziarie illecite a livello globale”. “Il numero delle segnalazioni di attività sospette (Sas) da parte di diversi soggetti segnalanti è diminuito rispetto al 2015 (207 nel 2016, e 544 nel 2015). Ma il numero di Sas è stato comunque più elevato rispetto agli anni precedenti e indica una sempre crescente ed effettiva  attuazione delle procedure di segnalazione da parte degli enti vigilati”, ha affermato Tommaso di  Ruzza, direttore dell’Aif. “Parallelamente, le Sas mostrano un miglioramento in termini di qualità  con un impatto positivo sui rapporti inoltrati dall’Aif al promotore di Giustizia Vaticano, dai quali sono scaturiti procedimenti penali, e sulla cooperazione internazionale con Uif estere, che ha avuto  un notevole sviluppo”. Nel 2016, sono stati inoltrati 22 rapporti finalizzati allo svolgimento di  ulteriori indagini da parte dell’Autorità giudiziaria vaticana. Il numero dei casi di cooperazione bilaterale fra Aif e Uif estere sono cresciuti da 81 nel 2013 a 113 nel 2014, a 380 nel 2015 e a 837 nel 2016. Inoltre, il periodo di transizione per attuare i requisiti stabiliti da un quadro regolamentare  prudenziale è scaduto nel 2016 e il sistema interno – basato sul Titolo III della Legge n. XVIII,  datata 8 ottobre 2013 e il Regolamento Aif su “La supervisione prudenziale di entità che svolgono  attività finanziarie su basi professionali” n. 1, datato 13 gennaio 2015 – è stato ulteriormente  potenziato con la promulgazione di nuove Circolari relative in materia di principi contabili e
obblighi di segnalazione statistica.

L’Autorità di informazione finanziaria è l’Autorità competente della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano per la vigilanza e l’intelligence finanziaria in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, nonché per la vigilanza prudenziale. Istituita da Papa Benedetto XVI con la Lettera apostolica in forma di Motu Proprio del 30 dicembre 2010, l’Aif svolge le proprie attività istituzionali sulla base del nuovo Statuto promulgato da Papa Francesco con la Lettera apostolica in forma di Motu Proprio del 15 novembre 2013 e della Legge n. XVIII dell’8 ottobre 2013. Nel 2016 l’Aif ha siglato protocolli d’intesa con le Autorità di vigilanza e Unità di informazione finanziaria (Uif) di Austria, Brasile, Canada, Italia, Panama, Polonia e Russia. Negli  anni precedenti, l’Aif aveva già sottoscritto protocolli d’intesa le autorità di Albania, Australia,  Belgio, Cuba, Cipro, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta,  Monaco, Paesi Bassi, Norvegia, Paraguay, Perù, Polonia, Romania, San Marino, Slovenia, Spagna,  Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti d’America. L’Aif è membro del “Gruppo Egmont” dal 2013.

+++Siria: colloqui Ginevra, card. Zenari (nunzio), “sosteniamo tutti gli sforzi volti a trovare una soluzione al conflitto”+++

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 11:04

“Sosteniamo tutti gli sforzi, come Astana e Ginevra, volti a trovare una soluzione al conflitto. Preghiamo e speriamo fortemente nella pace”. A dichiararlo al Sir il cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, nel giorno in cui a Ginevra prende il via un nuovo round di colloqui inter-siriani di pace sponsorizzato dalle Nazioni Unite alla presenza dell’inviato speciale Staffan de Mistura. “Fino ad oggi – afferma il nunzio – sono stati spesi fiumi di parole ma la realtà, purtroppo, è quella che è. Papa Francesco non smette mai di invocare la pace e la fine della violenza in Siria dove si sta combattendo il più grave disastro provocato dall’uomo dopo la Seconda Guerra mondiale. E questo è inaccettabile”.

Accoglienza: Milano, Progetto Arca aderisce alla marcia “Insieme senza muri” del 20 maggio. Previsti numerosi eventi

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 10:50

“Gli unici muri che ci piacciono sono quelli delle case”. Con questo motto, Fondazione Progetto Arca manifesta l’adesione a scendere in strada sabato 20 maggio a Milano (marcia “Insieme senza muri”, parte del progetto “Ero straniero”, partenza alle ore 14.30 da Porta Venezia) per camminare in nome dell’accoglienza e del rispetto della vita umana. Tra gli obiettivi l’abolizione della legge Bossi-Fini. Numerosi gli eventi promossi dalla Onlus. Si inizia oggi, martedì 16 maggio, alle 19 con il centro di accoglienza di via Mambretti 33, dove i volontari dell’associazione milanese offriranno uno speciale aperitivo a base di cous cous a tutti i cittadini che desiderano conoscere da vicino uno dei centri che in questi anni di emergenza profughi ha permesso di dare ospitalità a centinaia di migranti. Sempre domani, alle 18.15 si svolgerà nell’arena civica la coppa Accoglienza, partita di calcio organizzata all’interno del Trofeo benefico San Siro 2000. La sfida vedrà opporsi la Progetto Arca United, squadra costituita da richiedenti asilo ospiti nei centri gestiti da Progetto Arca, contro la compagine formatasi all’interno del centro di via Corelli. Dopo la cucina e lo sport, venerdì 19 maggio sarà invece la volta della cultura: alle 21 sul palco del Teatro Officina (via Sant’Erlembardo 2) saliranno alcune donne ospiti del centro di via Agordat, per raccontare le loro esperienze attraverso parole, musica e danza. Insieme ad altri giovani, anch’essi richiedenti asilo e ospiti in altri centri Sprar della città, porteranno in scena “Le Parole degli Altri”, performance nata dal laboratorio organizzato dal teatro proprio per i richiedenti asilo.

Cultura: Milano, il 18 e 19 maggio convegno internazionale “Senza giudizio… e senza cuore” su Pinocchio

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 10:28

Sarà dedicato a Pinocchio il convegno internazionale di studi “Senza giudizio… e senza cuore” che si terrà a Milano nelle giornate di giovedì 18 e venerdì 19 maggio. A confronto sul capolavoro di Carlo Collodi saranno italianisti, storici della letteratura per l’infanzia e filosofi. “L’iniziativa – promossa congiuntamente dai dipartimenti di Italianistica e comparatistica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e di quello di Studi letterari, filologici e linguistici dell’Università Statale di Milano – intende stimolare – si legge in una nota – un confronto fra le più rilevanti voci critiche contemporanee sul celebre romanzo dello scrittore fiorentino, analizzato secondo una pluralità di prospettive disciplinari”. “Il convegno – prosegue la nota – si avvale del contributo di alcuni dei maggiori specialisti attivi in Italia e all’estero. Tra questi, Luciano Curreri, dell’Università di Liegi, Salvatore Silvano Nigro, del Politecnico federale di Zurigo, Pietro Frassica, dell’Università di Princeton”. La prima parte dell’iniziativa si terrà dalle 14 nell’aula Pio XI dell’Università Cattolica con la partecipazione di Bedy Moratti, Ermanno Paccagnini, Giuseppe Langella, Daniela Marcheschi, Ermanno Paccagnini, Salvatore Silvano Nigro, Paola Ponti e Martino Marazzi. La seconda sessione, coordinata da Pierantonio Frare, si terrà venerdì 19 dalle 9 all’Università degli Studi di Milano. Interverranno Silvano Petrosino, Sabrina Fava, Alberto Carli, e Pietro Frassica.

Migrazioni: Svezia, Paese accogliente, ora alza barriere. Joseph (Caritas), “abbiamo bisogno di nuovi arrivi, il Paese invecchia”

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 10:03

“L’agenzia svedese per le migrazioni è un sistema molto ben regolato per l’accoglienza, ma con 14mila arrivi al mese è entrato nel caos”. George Joseph, responsabile per il settore migrazioni della Caritas svedese, spiega al Sir la situazione nel Paese scandinavo, tradizionalmente aperto ad accogliere i migranti, ma che ora mostra segnali di chiusura. Nel 2015, chiarisce Joseph, sono arrivati 263mila richiedenti asilo in pochi mesi; 36mila minori non accompagnati, più della metà afghani. Il Paese ha risposto mediante l’azione dello Stato e il sostegno da parte delle Chiese, della società civile, di singole persone, con un atteggiamento di apertura, fino a quando “si sono resi conto che lo sforzo non era condiviso a livello europeo”. Quindi è stato introdotto il controllo delle frontiere svedesi e nel luglio 2016 sono state approvate leggi restrittive, che dovrebbero restare in vigore fino al 2018, anno in cui sono attese anche le elezioni. Ora i richiedenti asilo ricevono un permesso temporaneo di 3 anni (che si riduce a 13 mesi per chi ha uno status di rifugiato sussidiario) e non più permanente, e non hanno diritto alla riunificazione familiare, salvo eccezioni. Così nel 2016 gli arrivi sono scesi a 29mila.
“Io temo che queste leggi diventeranno definitive in Svezia”, commenta George Joseph. “Purtroppo siamo il secondo Paese scandinavo, dopo la Danimarca, ad avere leggi così restrittive e nel corso degli anni l’apertura è calata”. “La Svezia – afferma il responsabile Caritas – è un paese ricco. Riusciremmo a gestire questi numeri. Magari si creerebbe un caos temporaneo, ma poi lo si supererebbe. E ne abbiamo bisogno, perché la popolazione invecchia, come dappertutto in Europa. Guardando alla situazione dell’Italia e della Grecia e di altri Paesi d’Europa vorrei che i Paesi nordici fossero più generosi in questo momento storico”.

Cassazione e immigrati: mons. Perego (Migrantes), “sentenza ragionevole ed equilibrata”

Agensir.it - Tue, 2017-05-16 09:43

“Ragionevole ed equilibrata”. Così mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo eletto di Ferrara-Comacchio e direttore generale della Fondazione Migrantes, commenta la sentenza della Corte di Cassazione secondo la quale gli immigrati che hanno scelto di vivere nel mondo occidentale hanno “l’obbligo” di conformarsi ai valori della società nella quale hanno deciso “di stabilirsi” ben sapendo che “sono diversi” dai loro e “non è tollerabile che l’attaccamento ai propri valori, seppure leciti secondo le leggi vigenti nel Paese di provenienza, porti alla violazione cosciente di quelli della società ospitante”. Mons. Perego parla di una sentenza che “non va strumentalizzata in maniera ideologica o per fini elettorali”.

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