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EU: Estonia to take on six-month presidency tomorrow. Growth, innovation, web and life-work balance on the agenda

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 17:10

 

“We wish to guide Europe towards decisions that bring tangible improvements to people’s lives”, the Prime Minister of Estonia, Jüri Ratas, stated during yesterday’s debate in which the Estonian Government approved the programme of its presidency of the Council of the EU, which starts tomorrow, 1 July. There are four priority areas: working for an open and innovative economy by cutting down, for instance, on excessive bureaucracy and supporting growth and job creation, through trade partnerships and scientific research in the areas of innovation and new technologies; improving security and safety in Europe by stepping up cross-border cooperation, surveillance over Europe’s external borders, and by seeking to provide security, peace, and stability beyond the EU’s borders; making Europe digital, since “quick, high-quality and available internet connectivity is one of the cornerstones of a smart, data-led economy”; and, finally, working for an inclusive and sustainable Europe by providing equal opportunities for all, a better balance between work and family life, more opportunities for young people and a greener economy by implementing the agreement on climate change. “Estonia has become an example to follow for all Europeans with aspirations”, the President of the European Council, Donald Tusk, said at the opening ceremony of the Estonian presidency in Tallinn, for its “courage in transforming the economic and financial reality” and for its achievements after the fall of communism.

 

 

 

 

 

Ue: Estonia assume domani la presidenza di turno. In agenda crescita, innovazione, web e conciliazione vita-lavoro

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 17:01

“Vogliamo guidare l’Europa attraverso decisioni che portino miglioramenti tangibili alla vita delle persone”, ha dichiarato il primo ministro Jüri Ratas nel dibattito che ieri ha portato il governo estone ad approvare il programma della sua presidenza del Consiglio dell’Ue che comincia domani, 1 luglio. Quattro gli ambiti prioritari: lavorare per un’economia aperta e innovativa, riducendo, ad esempio, gli eccessi burocratici, sostenendo la crescita, la creazione di posti di lavoro, partenariati commerciali e la ricerca scientifica nel settore dell’innovazione e delle nuove tecnologie; migliorare la sicurezza e la protezione dell’Europa, attraverso più collaborazione transfrontaliera, più sorveglianza sui confini esterni e cercando di contribuire alla pace e alla stabilità oltre i confini Ue. Poi digitalizzare l’Europa, perché “connessioni internet veloci, di alta qualità e disponibili sono un prerequisito di un’economia intelligente”. Infine inclusività e sostenibilità: uguali opportunità per tutti, migliore equilibrio tra vita familiare e lavorativa, maggiori possibilità per i giovani, implementazione dell’economia verde e dell’accordo sui cambiamenti climatici. “L’Estonia è diventata un esempio da seguire per tutti gli europei che hanno delle aspirazioni”, ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk alla celebrazione di apertura a Tallin, “per il suo coraggio nel trasformare la realtà economica e finanziaria” e per tutti i successi riportati dopo il crollo del comunismo.

Donne: Lucia Annibali, contro violenza serve “cambiamento culturale” e “vanno educati anche i media”

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 16:51

Contro la violenza sulle donne “è necessario un cambiamento culturale”. Esordisce così Lucia Annibali, la giovane avvocatessa di Pesaro sfregiata con l’acido dal suo ex compagno quattro anni fa, oggi consigliera giuridica del Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri. Intervenendo alla tavola rotonda “Donne: contro ogni forma di violenza”, svoltasi oggi nell’ambito del XVIII Congresso confederale che si chiude domani a Roma, Annibali spiega: “Va insegnato ai giovani ad essere dei futuri adulti responsabili e consapevoli della società in cui vivono e del modo con cui stare per e con gli altri. Un cambiamento culturale che deve guardare anche tutta la società che troppo spesso si dimostra impreparata a capire che cosa prova una donna che subisce violenza da parte di un uomo”. “Quando sento ancora dire che ci sono donne che si ‘offrono’ ai loro carnefici – le parole di Annibali – penso che il nostro paese anziché progredire arretri. Questo annulla tutti gli sforzi che ogni giorno si fanno per superare e combattere la sofferenza”. Per l’avvocatessa “vanno educati anche i media, il loro modo con cui raccontano queste storie. Serve un’attenzione particolare al racconto di storie che si occupano di esseri umani che soffrono. Vanno raccontante con grande sensibilità, con coscienza e con chiarezza delle responsabilità per evitare di confondere ciò che è giusto ciò che è sbagliato. Sicuramente tanto è stato fatto, ma tante ancora le cose che devono essere fatte”.

Charlie Gard: Pessina (bioeticista), “non spegniamo l’inquieta domanda della coscienza se sappiamo ancora dare un senso alla cura nell’epoca della tecnologia”

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 16:44

“Viviamo in una società anestetizzata che non sa ascoltare il linguaggio della sofferenza e del dolore che ha animato i genitori di Charlie e lo contrappone frettolosamente a quello dell’amore. Eppure c’è molto amore nel desiderio di custodire il proprio figlio malgrado la malattia, la diagnosi avversa, la competenza clinica, l’acribia dei giudici”. Lo scrive Adriano Pessina, direttore del Centro di Ateneo di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in una nota per il Sir. “Spenta la vita del piccolo Charlie – osserva – , si spegneranno i riflettori: non spegniamo l’inquieta domanda della coscienza che ci chiede se sappiamo ancora dare un senso alla cura nell’epoca della tecnologia”. Secondo Pessina, “inguaribile non significa incurabile e nel concetto del prendersi cura c’è un accompagnamento alla morte, che a sua volta deve essere proporzionato come l’atto terapeutico”. Di qui l’interrogativo: “Permettere che la malattia faccia il suo corso e fornire al piccolo Charlie tutti i supporti della medicina palliativa a nostra disposizione accompagnandolo alla morte coincide con la sedazione profonda e il distacco del respiratore?”. Per il bioeticista, “quando non c’è più nulla da fare c’è ancora molto da fare. Oggi lo stato clinico del bambino sarà probabilmente peggiorato e forse ci sono motivi medici in più per avallare quella decisione, ma restano molti interrogativi. Indubbiamente la medicina ha i suoi limiti, l’umano ha i suoi limiti, ma l’accanimento giudiziario con cui si è risposto alla preoccupazione dei genitori lascia perplessi”.

Charlie Gard: Pessina (bioethicist), “don’t let’s turn off the restless question of our conscience as to whether care still makes sense in the age of technology”

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 16:44

 

 

 

“We live in an anesthetised society that does not know how to listen to the language of suffering and pain, the language that inspired Charlie’s parents, and hastily opposes it to the language of love. Yet, there’s lots of love in the wish to cherish one’s child, despite the disease, the unfavourable diagnosis, the doctors’ expertise, the judges’ painstaking accuracy”. This was written by Adriano Pessina, director of the University Centre of Bioethics of Università Cattolica del Sacro Cuore, in a message for SIR. “Once little Charlie’s life has gone – he points out –, the limelight will go: don’t let’s turn off the restless question of our conscience that asks us whether care still makes sense in the age of technology”. According to Pessina, “terminally ill does not mean incurably ill, and the concept of care includes assisting the sick person to his death, which in turn must be as proportional as the treatment”. Hence the question: “Is letting the disease run its course and giving little Charlie all the help of palliative care that we have while we assist him to his death the same thing as deep sedation and turning off his life-support machine?”. According to the bioethicist, “when there’s nothing left to do, there’s still a lot to do. Today, the child’s clinical condition will probably be worse, and there may be more medical reasons to uphold that decision, but many questions are left unanswered. Medicine has limits, of course, humans have limits, but the legal stubbornness with which the parents’ concern has been responded to is bewildering”.

 

Onu: tagli ai fondi del peacekeeping. Trump colpisce l’Africa

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 16:43

(DIRE-SIR) – L’Assemblea generale delle Nazioni Unite voterà oggi il budget per le missioni di peacekeeping relative al 2018. Il Consiglio di Sicurezza ha già proposto un finanziamento di 7,3 milardi, ovvero una cifra inferiore di 600 milioni rispetto a quella dell’anno scorso, con un taglio del 7,5 per cento del contributo statunitense.
Questo ridimensionamento interrompe una tendenza in corso da anni: dal 2000, infatti, le spese dell’Organizzazione sono più che quadruplicate. Nikki Haley, delegata di Washington alle Nazioni Unite, ha espresso soddisfazione per il taglio, parlando di “sprechi” e di “obblighi nei confronti dei contribuenti americani che pagano le tasse”. Recentemente, sono state chiuse la missione Onu in Costa d’Avorio, mentre per la Minustah, ad Haiti, il ritiro è programmato a ottobre, e la missione in Liberia si concluderà a marzo 2018.
In Darfur, regione del Sudan dove per i difensori dei diritti umani il conflitto è ben lontano dalla fine, il Consiglio di Sicurezza ha già firmato, ieri, una risoluzione che stabilisce un taglio del 30 per cento alle truppe e al personale di polizia impiegato nella missione congiunta tra Onu e Unione Africana Unamid. Destano preoccupazione anche le situazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan. In questi Paesi, se il nuovo bilancio fosse approvato, le missioni di pace subirebbero un taglio rispettivo di 93 milioni e 100 milioni di dollari.

(www.dire.it)

Prostituzione: don Buonaiuto (Apg23), “inferno e business da 90 milioni al mese”. Urgente “fermare la domanda”

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 16:27

“C’è un’ industria, un business che frutta 90 milioni di euro al mese, in cui troppi ipocriti definiscono questo scempio un ‘lavoro’ “. E’ la  denuncia di don Aldo Buonaiuto, sacerdote dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), intervenuto oggi alla tavola rotonda “Donne: contro ogni forma di violenza”, svoltasi nell’ambito del XVIII Congresso confederale che si chiude domani a Roma, nel corso della quale è stata presentata la “Piattaforma Cisl sulla prevenzione della violenza sulle donne e sui minori” . Dopo avere ringraziato la Cisl e la segretaria generale Annamaria Furlan “per il coraggio di affrontare questo tema”, don Buoinaiuto ha ribadito: “Questo non è definibile lavoro è un inferno! Lo diceva don Benzi: nessuna donna nasce prostituta ma c’è sempre qualcuno che ce la fa diventare. Dobbiamo metterci dalla parte di chi le vuole liberare. Fate qualcosa per loro”. “Queste donne – ha spiegato – non possono uscire facilmente dal giro. Il motivo per cui tante intraprendono viaggi verso l’Europa è aiutare i propri familiari nel paese di origine. Arrivate in Italia il lavoro è un’illusione. La paura che si avverino le minacce di ritorsione le rende impotenti. L’Europa ha chiesto a tutti gli Stati membri di adottare il modello nordico: fermare la domanda. Tanti i giovani che trovano nello scherno e nel maltrattamento delle prostitute un divertimento. Gli adulti sono responsabili di questi comportamenti”. Di qui, per il sacerdote, la necessità di alzare l’asticella: “I rapporti intimi si conquistano non si acquistano. Il nostro lavoro è incoraggiare queste donne a ricominciare”, ha concluso richiamando “Questo è il mio corpo” la petizione per sostenere la proposta di legge contro la prostituzione.

Donne: Furlan (Cisl), “no a violenza e sfruttamento”. Presentata “piattaforma” sulla prevenzione

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 16:26

“Voglio ringraziare le tre donne meravigliose che ci hanno fatto l’onore di stare con noi raccontando la loro storia ma soprattutto la loro speranza”. Così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, al termine della tavola rotonda “Donne: contro ogni forma di violenza”, svoltasi oggi nell’ambito del XVIII Congresso confederale che si chiude domani a Roma, nel corso della quale è stata presentata la “Piattaforma Cisl sulla prevenzione della violenza sulle donne e sui minori”. “Credo che oggi per noi sia una giornata straordinaria e ringrazio don Aldo per averci dato questa opportunità” ha detto rivolgendosi a don Aldo Bonaiuto della Comunità Papa Giovanni XXIII e alle tre donne che hanno portato la loro testimonianza: Gloria,  nigeriana, attualmente sotto la protezione della Polizia di Stato, Stefania, rumena arrivata in Italia a 18 anni e a Lucia Annibali, aggredita con l’acido nel 2013. “Abbiamo voglia di togliere queste donne dall’inferno”, ha proseguito Furlan invitando a firmare a sostegno della proposta di legge per fermare la prostituzione punendo i clienti: “Diamo ai nostri iscritti l’opportunità di fare un atto generoso e straordinario per poter salvare e riscattare tanto persone”. Ma oltre alla raccolta delle firme, la Cisl da tempo si è attivata con una Piattaforma che “mira ad elaborare proposte concrete e articolate per prevenire e perseguire le violenze esercitate nei diversi contesti nei confronti delle donne” ha spiegato la coordinatrice delle donne della Cisl, Liliana Ocmin. “È stata pensata – ha detto –  tenendo in considerazione i quasi 7 milioni di donne, solo in Italia, che hanno subito violenza fisica e sessuale”.

Papa Francesco: p. Narvaja (“La Civiltà Cattolica”), per lui “la politica è l’espressione più alta dell’amore”

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 16:25

La politica “richiede un processo che avviene nel tempo, per mezzo del dialogo e del discernimento”: il cristiano impegnato in politica sa che “è necessario un dialogo con la storia che permetta di scoprire i segni dei tempi e, contemporaneamente, un dialogo con Dio, perché è Lui che guida i cuori degli uomini e il corso della storia”. Di qui, per Papa Francesco, l’importanza del discernimento che è “l’ascolto attento della voce dello Spirito”. Lo sottolinea padre José Luis Narvaja, in un intervento pubblicato sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica” e dedicato al significato della politica internazionale del Pontefice. La sua visione politica, osserva, “ci ricorda” che “al centro del messaggio di Cristo c’è l’amore” che “si manifesta nel servizio”. Di qui una politica “che cerca la pace e il bene comune”; “inclusiva” perché è “la politica di Dio”; “non si spaventa della carne e non nega la realtà della tentazione” ma “respinge ogni privilegio personale”. “È la politica – osserva Narvaja – che si differenzia da ogni etica hollywoodiana che fa una distinzione tra noi, ‘i buoni’, e gli altri, ‘i cattivi’, gli impuri, quelli che non si possono salvare”. In questo modo il Papa supera il paradosso di una “politica cristiana”, perché “non si tratta di perseguire una politica di parte”, bensì una “politica della totalità della città dell’uomo, nella quale si promuove tutto ciò che è umano, affinché la grazia di Dio possa far presa in esso”. Per Papa Francesco, conclude il gesuita, “la politica è l’espressione più alta dell’amore; e un amore che non sia politico è semplicemente amore di se stessi”.

Papa Francesco: p. Narvaja (“La Civiltà Cattolica”), “considera il mondo un’unica città” dove costruire “un’unità superiore”

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 16:22

Nella politica di Papa Francesco si possono individuare quattro aspetti: il carattere kerigmatico; l’orientamento al tutto e all’unità; l’origine nel discernimento; il legame diretto tra la politica e la carità. Ad evidenziarli è padre José Luis Narvaja, in un intervento pubblicato sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”. Per il gesuita, la politica di Francesco è anzitutto “kerigmatica” perché è l’annuncio stesso del Vangelo a farsi politica: “l’impegno politico discende dal Vangelo e non da una ideologia”. E se al giorno d’oggi la politica rischia di diventare “l’arte della quale si servono gli uomini di parte per cercare di imporre i propri interessi”, la visione del Pontefice “si differenzia profondamente da questa concezione interessata e strumentale”. Il Papa, inoltre, spiega ancora Narvaja, “considera il mondo come un’unica città, a cui corrisponde una politica unitaria”. Il gesuita richiama al riguardo i quattro principi indicati dal Pontefice in “Evangelii gaudium”: “Il tempo è superiore allo spazio”,  “L’unità prevale sul conflitto”, “La realtà è più importante dell’idea”, “Il tutto è superiore alla parte”, e sottolinea: “Il messaggio del Papa si rivolge a tutto il popolo di Dio, perché è inclusivo”. Per il gesuita, il Papa afferma che “ogni conflitto deve essere risolto a un livello superiore, nel quale venga rispettata l’unità, cioè il tutto”. Affinché si realizzi questa dinamica, “occorre rispettare il tempo che essa richiede”. Per questo occorre tenere insieme i quattro principi suindicati. La politica del Papa è “autenticamente cristiana” e armonizza le parti “costruendo un’unità superiore”.

 

 

Netherlands: Synod on Youth, questionnaire being translated into Dutch. Conen, “ready on July 6th”

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 16:01

In the Netherlands, a lot of efforts are being made, so that the survey on “young people, faith and vocational discernment” in preparation to the 2018 Synod will be put on line for Dutch young people as soon as possible. “We are very busy working at the translation of the questions of the survey, posted on June 14th, and at the technology to make it accessible online from the Netherlands. This takes time, but we are glad to announce that we will be able to put it on line on July 6th”, said Gerrie Conen, coordinator of the youth pastoral service at the secretariat of the Bishops Conference in Utrecht. The questionnaire will be available on the website of the Catholic Church in Holland, rkkerk.org. So, Dutch young people will be able to read and answer the questions of the questionnaire (so far available in Italian, English, French and Spanish at youth.synod2018.va) in their own language. The Dutch youth’s answers will therefore be added to the other responses from all over the world. “We hope we will reach as many young people as possible in the dioceses and parishes who wish to take part in the survey”, added Conen. The website of the Catholic Church, rkkerk.nl, and the website of the Dutch youth pastoral service, jongkatholiek.nl, have promised they will provide as much information as possible in Dutch from the information posted on the website of the Synod on Youth.

Paesi Bassi: Sinodo dei giovani, questionario in traduzione in olandese. Conen, “pronti il 6 luglio”

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 16:01

Si sta lavorando nei Paesi Bassi perché al più presto sia disponibile on line per i giovani olandesi l’indagine su “i giovani, la fede e il discernimento vocazionale” in preparazione al Sinodo del 2018. “Stiamo lavorando alacremente alla traduzione delle domande dell’indagine pubblicate il 14 giugno e alla tecnologia per renderlo accessibile online dai Paesi Bassi. Questo richiede un po’ di tempo, ma siamo felici di annunciare che saremo in grado di averlo online il 6 luglio”, ha reso noto Gerrie Conen, referente per la pastorale giovanile presso il segretariato della Conferenza episcopale a Utrecht. Il questionario sarà disponibile sul sito della Chiesa cattolica in Olanda rkkerk.org. I giovani olandesi potranno quindi leggere e rispondere alle domande del questionario (disponibile per ora in italiano, inglese, francese e spagnolo sul sito youth.synod2018.va) nella propria lingua. Le risposte dei giovani dei Paesi Bassi saranno così aggiunte alle reazioni provenienti da tutto il mondo. “Speriamo di raggiungere nelle diocesi e nelle parrocchie quanti più giovani possibile che desiderano partecipare al sondaggio”, ha aggiunto Conen. Il sito della Chiesa cattolica rkkerk.nl e quello della pastorale giovanile olandese jongkatholiek.nl si sono impegnati a diffondere in olandese più informazioni possibili tra quelle che saranno pubblicate sul sito del Sinodo sui giovani.

Costa d’Avorio: dopo 13 anni si conclude missione pace Onu

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 15:43

(DIRE-SIR) – Si conclude oggi dopo 13 anni la missione di pace delle Nazioni Unite in Costa d’Avorio, cominciata nel pieno del conflitto civile deflagrato nel 2002.
Secondo Alichatou Mindaoudou, inviato speciale del segretario generale dell’Onu a Yamoussoukro, “la fine di ‘Unoci’ mostra i grandi progressi ottenuti in Costa d’Avorio per la pace, la stabilità e il benessere economico”.
In origine i peacekeeper erano stati impiegati per garantire la tenuta di un cessate il fuoco al confine tra il nord controllato dai ribelli e il sud filo-governativo. Un accordo di pace siglato nel 2007 non aveva però impedito una ripresa delle ostilità sei anni fa, con circa 3000 morti dopo le elezioni vinte dalll’attuale presidente Alassane Ouattara.
La risoluzione istitutiva della missione aveva autorizzato il dispiegamento di 6900 caschi blu. Alla fine dello scorso anno, pero’, il numero dei peacekeeper era già stato ridotto a 2600.
La conclusione di Unoci conferma una rinnovata stabilità della Costa d’Avorio, pure attraversata quest’anno da proteste di unità militari che hanno chiesto premi e migliori condizioni retributive. Nel 2014 il Paese era tornato a ospitare la sede centrale della Banca africana di sviluppo, trasferita a Tunisi a causa della guerra civile.

(www.dire.it)

Disabilità: a Biella la terza tappa dei Giochi nazionali estivi Special Olympics 2017

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 14:31

Al via il terzo ed ultimo appuntamento dei Giochi nazionali estivi Special Olympics 2017 che si terrà, dal 3 all’8 luglio, a Biella e coinvolgerà 1.400 atleti provenienti da 14 Regioni italiane e 7 delegazioni straniere provenienti da Austria, Canada, Cipro, Finlandia, Germania, Portogallo e Repubblica di San Marino. Sono in tutto 8 le discipline sportive: bocce, bowling, equitazione, nuoto, nuoto in acque aperte e pallavolo, come discipline ufficiali, rugby e vela come dimostrative. In tutte le discipline sportive, oltre a quelle tradizionali, sono previste gare di Sport Unificato, attraverso il quale atleti con e senza disabilità intellettive giocano insieme nella stessa squadra. La torcia olimpica arriverà a Biella il prossimo 4 luglio quando verrà acceso il tripode presso lo Stadio “La Marmora-Pozzo”; madrina la campionessa mondiale di fioretto, Margherita Granbassi. Nella mattina dello stesso giorno, prima delle gare ufficiali in programma dal 5 all’ 8 luglio, sono previste le gare preliminari al fine di testare le capacità di ogni atleta e formare, conseguentemente, batterie di pari livello di abilità. Parallelamente si svolgeranno i programmi sportivi non competitivi dello Yap (Young Athletes Program), programma innovativo di gioco e attività motoria per bambini fino agli 8 anni d’età e Matp (Motor Activity Training Program) programma di allenamento studiato per bambini ed adulti con disabilità intellettive gravi e gravissime e disabilità fisiche e/o sensoriali con associata una disabilità intellettiva. I Giochi nazionali estivi 2017, quest’anno suddivisi in tre differenti località in relazione alle diverse discipline sportive proposte, che vedono il coinvolgimento di 17 paesi stranieri e 3400 atleti circa in totale, hanno preso il via dal 10 al 14 maggio scorso a Terni e Narni (atletica, canottaggio, golf, indoor rowing, nuoto e tennis) e sono proseguiti a La Spezia, dall’11 al 15 giugno (badminton, calcio, ginnastica artistica, ritmica e pallacanestro). Biella che chiuderà i XXXIII Giochi nazionali estivi Special Olympics era già stata cornice delle precedenti edizioni, nel 2008 e 2012.

Agricoltura: Coldiretti, “tropicalizzazione del clima richiede opere strutturali per raccogliere l’acqua”

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 14:11

“Di fronte alla tropicalizzazione del clima servono opere strutturali per raccogliere l’acqua nei momenti più piovosi creando bacini aziendali e utilizzando le ex cave e le casse di espansione dei fiumi. Ma occorrono anche interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque”. È quanto sostiene la Coldiretti, commentando i dati Ucea relativi alla seconda decade del mese relativi a temperature bollenti e siccità nel sud Italia “dove le precipitazioni sono risultate in calo del 40% e le temperature massime superiori di 1,7 gradi la media di riferimento a giugno, mentre i temporali al nord hanno aggravato il conto dei danni senza peraltro scalfire una situazione di grave crisi idrica”. “Gli agricoltori italiani – afferma Coldiretti – sono già impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti”. “Non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività dell’intero settore alimentare”. Proprio per le particolari condizioni climatiche registrate nelle ultime settimane, “il crollo dei raccolti nelle campagne meridionali, dal grano al pomodoro fino alle olive – rileva Coldiretti – mette a rischio gli investimenti avviati per l’annata agraria con una diminuzione del livello occupazionale per il calo delle giornate lavorative offerte dall’agricoltura”.

8xmille: concorso “Tuttixtutti”, resi noti i 10 progetti vincitori

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 13:48

Una fattoria multifunzionale sociale che prevede orticultura, piante aromatiche, animali da cortile e apicoltura; un orto sociale per offrire sbocchi professionali e formativi per persone in disagio lavorativo e per i giovani della parrocchia, coadiuvati dai nonni, genitori e da esperti di “agricoltura locale”; instaurare un rapporto di amicizia e dialogo con trenta senza fissa dimora per farli sentire a casa nella parrocchia. Sono questi i tre progetti vincitori di “TuttixTutti”, il concorso Cei che premia i progetti di utilità sociale delle parrocchie. Oggi sono stati proclamati online tutti e 10 i vincitori. I tre vincitori della 7ª edizione del concorso, nato dal successo di ifeelCud, sono la parrocchia San Lazzaro di Lecce per il progetto denominato “La fattoria dell’interazione” che ha conquistato il 1° premio da 15.000, la parrocchia SS. Trinità di Scalea che, con il progetto “Seminare speranza, raccogliere futuro”, ha vinto il 2° premio da 12.000 euro e la Parrocchia San Simpliciano di Milano che si è aggiudicata il 3° premio da 10.000 euro con “Dalla strada alla comunità”. I primi tre premi sono stati scelti dalla giuria sulla base di ben 453 candidature tenendo conto di criteri come l’utilità sociale dell’idea, la possibilità di risolvere, grazie al progetto, problematiche presenti nel tessuto sociale, la capacità di dare risposta a bisogni individuali o collettivi della comunità e l’eventuale creazione di nuovi posti di lavoro.

Gli altri sette premi sono andati alla parrocchia Maria SS. Assunta di Valdesi (Pa) che ha vinto il 4° premio da 8.000 euro per il progetto “Rci – Risorse creative contro Leonia”, la parrocchia Santa Chiara di Crotone che ha ricevuto il 5° premio da 6.000 euro con “ComunicArte”, la parrocchia Cuore Immacolato di Maria di Cuneo che si è aggiudicata il 6° premio da 5.000 euro per “Chi ben comincia”, la parrocchia San Giovanni Battista di Cesano che ha ottenuto il 7° premio da 4.000 euro per “Scuola per tutti” e la parrocchia Nostra Signora della Salute di Torino che ha ricevuto l’8° premio da 3.000 euro per “Rinascimenti culturali”. Il 9° premio (2000 euro) è andato alla parrocchia San Giovanni Battista Decollato di Bivongi (RC) per il progetto “Alzheimer Caffè” mentre l’ultimo, il 10° premio (1000 euro) è stato assegnato alla parrocchia San Benedetto Abate di Padova per “Musica insieme”. Matteo Calabresi responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico della Chiesa cattolica, commentando i premi si è detto colpito dalla “fantasia e dallo spirito d’iniziativa delle parrocchie che hanno aderito al bando nazionale presentando progetti di utilità sociale validi e molto interessanti a sostegno delle più diverse situazioni di disagio e fatica emergenti dal territorio in cui si trovano. Anche quest’anno potremo dare una mano alle parrocchie vincitrici contribuendo alla realizzazione delle iniziative proposte”.

Migranti: TV2000, documentario su accoglienza a Genova, 240 persone in ospedale abbandonato

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 13:47

Circa 240 migranti ospitati nell’ex Ospedale S. Raffaele a Coronata, sulle alture di Genova Cornigliano. Un luogo di abbandono trasformato in luogo di accoglienza e speranza. La storia è raccontata in un documentario prodotto da Tv2000 che sarà trasmesso a Genova il 3 luglio 2017, alle ore 17.30, presso il Museo della Commenda di Prè durante il Convegno ‘Progetto Sociale Coronata. Il dovere dell’accoglienza: il contributo degli Enti locali e delle aziende di Servizio Pubblico Locale’ e in onda sull’emittente della Cei nei giorni successivi all’evento. Il progetto Coronata è nato da un’iniziativa dell’Arcidiocesi di Genova con la collaborazione della Prefettura, del Comune e del mondo dell’associazionismo con i volontari e i migranti accolti. La cessione dei territori in comodato d’uso, da parte del Comune di Genova, all’Arcidiocesi genovese, ha dato il via al ripristino di parte dell’edificio e al recupero e messa in sicurezza dei terreni, un tempo largamente coltivati a vigna. Oggi la struttura ospita circa 240 migranti che frequentano giornalmente i numerosi laboratori offerti dai volontari delle associazioni coinvolte tra cui S. Egidio e la Cooperativa Un’Altra Storia: scuola di italiano, servizio cucina e sala, scuola di sartoria e falegnameria, edilizia e idraulica. Inoltre grazie alla collaborazione di alcuni residenti è iniziata anche l’opera di ripristino delle vigne circostanti l’edificio con l’idea tra qualche anno di tornare a produrre il vino la ‘bianchetta’ di Coronata. “Il progetto di accoglienza dei migranti a Coronata – sottolinea il direttore generale di Tv2000, Lorenzo Serra – dimostra che fare accoglienza è assolutamente possibile. Quanto più è viva tanto più muove la città, le istituzioni, gli enti, le associazioni ma soprattutto le persone. L’esperienza di Genova è un segno positivo e virtuoso del nostro tempo che è giusto e doveroso raccontare perché possa diventare di esempio ed essere replicata anche altrove”.

Turchia: governo espropria più di cinquanta chiese, monasteri e cimiteri siro-ortodossi

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 13:42

Sono almeno cinquanta le chiese, i monasteri e i cimiteri siro-ortodossi sparsi intorno a Mardin, nella regione turca sud-orientale di Tur Abdin, che negli ultimi tempi sono stati di fatto espropriati dal governo turco, passando sotto il controllo diretto del Sottosegretariato al Tesoro che li ha affidati alla Presidenza degli Affari religiosi (Diyanet, organismo legato direttamente al Primo Ministro, ndr). Secondo quanto riportato da fonti locali come il settimanale bilingue armeno-turco Agos, l’operazione è stata messa in atto a conclusione del processo con cui Mardin è diventato comune metropolitano, e la conseguente riorganizzazione amministrativa del territorio ha trasformato i villaggi circostanti in altrettanti quartieri dell’area metropolitana. Nel 2016, un Comitato del governatorato di Mardin incaricato di inventariare e redistribuire beni immobiliari appartenenti a istituzioni non private ha cominciato il processo di trasferimento di chiese, monasteri e cimiteri siro-ortodossi presenti nella regione al Sottosegretariato per il Tesoro, che a sua volta ha affidato il controllo di tali proprietà al Diyanet. Il ricorso presentato contro tale decisione dalla Fondazione Mor Gabriel – che nel 2013, dopo un lungo contenzioso giuridico, aveva ottenuto la restituzione dello storico Monastero siro ortodosso di Mor Gabriel, risalente al IV secolo dopo Cristo – era stato respinto nel maggio scorso dagli organi amministrativi turchi. Ora, la Fondazione Mor Gabriel ha sottoposto una petizione alla Corte civile di Mardin per chiedere di bloccare il processo di esproprio di chiese, monasteri e cimiteri siro-ortodossi e il loro trasferimento sotto il controllo diretto degli organismi governativi turchi. Intanto, organizzazioni di cristiani siri ortodossi immigrati in Europa – come la European Syriac Union – hanno iniziato a mobilitarsi per quello che definiscono come un “sequestro illegale”, realizzato nella regione che rappresenta un’area di radicamento storico delle comunità cristiane sire.

Simone Veil: Parlamento europeo ricorda la sua prima presidente donna. Era sopravvissuta ai lager, fu più volte ministro in Francia

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 13:24

(Bruxelles) Il Parlamento europeo “rende omaggio a Simone Veil. Grande presidente” dell’assemblea, “coscienza dell’Unione europea, che si è battuta contro l’antisemitismo e per i diritti delle donne”. All’età di 89 anni si è spenta dunque Simone Veil, francese di origini ebree, internata a 16 anni nei lager nazisti (dove perderà i genitori e un fratello), magistrato, alto funzionario dell’amministrazione francese, poi più volte ministro. Il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, afferma: “Il suo esempio possa ispirare i nostri compatrioti”. Ministro della salute nel governo conservatore del premier Jacques Chirac (prima donna in Francia a diventare ministro), si batterà per la depenalizzazione dell’aborto. Nel 1979 diventa eurodeputata, e ricoprirà la carica di presidente della prima assemblea comunitaria eletta a suffragio universale, fino al 1982. Rimarrà ancora diversi anni a Strasburgo e Bruxelles, guidando il gruppo dei Liberali. Nel 1993 lascia l’Europarlamento per tornare a fare il ministro in Francia nel governo di Edouard Balladur come ministro della sanità. Presidente della Fondazione per la memoria della Shoah, membro dell’Accademia di Francia, aveva svolto fino all’ultimo, su posizione moderate, un ruolo di “coscienza critica” della politica francese ed europea. Di recente il Parlamento europeo le aveva intitolato la piazza antistante la sede di Bruxelles.

Banche venete: mons. Tessarollo (Chioggia), “nessuno sapeva nulla?”. Ora occorre “seria assunzione di responsabilità”

Agensir.it - Fri, 2017-06-30 13:20

“Da quanto tempo tutti i responsabili politici ed economici pubblici ci vanno dicendo che non c’è da preoccuparci, che le nostre banche sono a posto, sono solide e sicure e che i risparmiatori possono stare tranquilli? Non sapevano proprio nulla?”. A sollevare l’interrogativo sul “caso banche venete” è mons. Adriano Tessarollo, vescovo di Chioggia, in un commento pubblicato sul numero in uscita del settimanale diocesano “Nuova Scintilla”. Il presule si chiede come sia possibile che dirigenti, consulenti e dipendenti di queste banche non abbiano “mai capito o saputo niente di quanto da anni stava succedendo” e che nessuno abbia mai parlato. “Un po’ più cattivella – aggiunge – mi sorge la domanda su quanti funzionari, dirigenti, consulenti, direttori o altro di queste banche abbiano perduto i loro risparmi o capitali per aver fatto di quegli investimenti che proponevano ai clienti”. Il presule invita, fra l’altro, a pensare “al prezzo pagato da quegli imprenditori piccoli o grandi che hanno perso l’azienda perché la banca ha negato loro i prestiti, o a quelli che hanno perso la casa perché la banca l’ha pignorata e venduta all’asta, o a quanti, anche qui in Veneto, hanno perso la vita per la disperazione di essere finiti nel lastrico, non solo per loro colpa”. “So – conclude – che il discorso è duro, ma la cosa merita una seria e veritiera riflessione e assunzione di responsabilità”.

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