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Nuovo Anno: mons. Bertolone (Cec), “andare controcorrente”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 15:12

“Davanti al mistero contenuto nel nuovo anno che inizia sarebbe il caso di andare controcorrente. Per vedere l’effetto che fa, per uscire dai confini della contemporaneità tutta concentrata nel ‘tutto adesso e subito’”. A scriverlo, nel messaggio augurale di inizio anno, è mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace e presidente dei vescovi calabresi. “È la svolta che potrebbe guidare ogni esistenza, se solo l’uomo schiudesse il cuore alla novità del Dio che vive nel presente per condurci nel futuro”. Mons. Bertolone auspica “un nuovo anno di vita, ricca di contenuti eterni, finalmente vera”. Dinanzi all’“ondata della finta verità” che “non trova argine in un’umanità i cui occhi non sono più abituati a cogliere la ricchezza dei colori, magari oltre le ombre della storia”, mons. Bertolone invita a stare “coi piedi ben piantati nell’oggi ma col capo eretto a scrutare il futuro, per esserne protagonista, cercando Dio ed esortandolo anzi a manifestarsi agli uomini per esserne luce”. Il presule calabrese constata come “questa umanità ignora, più o meno consapevolmente, che accanto all’egoismo, all’indifferenza e alla superficialità dei più c’è l’altruismo di chi si dedica silenziosamente ad assistere il prossimo”.

Francia: i vescovi presenteranno le “priorità” di azione della Chiesa di Francia

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 14:55

“Migranti: trovare una risposta comune”. Questo l’obiettivo che i vescovi francesi si prefiggono promuovendo mercoledì 10 gennaio, nella sede della Conferenza episcopale di Parigi, una conferenza stampa, nell’ambito delle iniziative indette per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra in tutto il mondo domenica 14 gennaio. “Oggi nel nostro Paese – si legge in un comunicato della Cef – la situazione dei migranti è molto preoccupante. La società civile, le autorità pubbliche e la comunità cristiana devono trovare una risposta comune alle numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee”. A lanciare la proposta di una azione coordinata è mons. Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia e presidente dei vescovi francesi, che interverrà alla conferenza stampa. Con lui ci saranno anche mons. Georges Colomb, vescovo di La Rochelle et Saintes, e mons. Denis Jachiet, vescovo ausiliare di Parigi, entrambi membri della Commissione episcopale per la pastorale dei migranti. All’incontro con la stampa verranno presentate le priorità di azione che la Chiesa di Francia si è data rispondendo così alle sollecitazioni di papa Francesco.

Diocesi: mons. Sacchi (Casale Monferrato), “è certo che i giorni del nuovo anno saranno giorni di grazia”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 14:38

“Come saranno i giorni del nuovo anno che ci stanno davanti? È certo che saranno giorni di grazia” perché “siamo figli teneramente amati, nonostante le nostre fragilità e i nostri limiti. E ogni giorno che iniziamo, Dio rinnova per noi la grazia della vita e del suo amore”. Lo ha affermato ieri il vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, presiedendo la celebrazione eucaristica per la solennità di Maria SS. Madre di Dio. Nell’omelia, il vescovo ha osservato che “la fede ci aiuta ad inoltrarci nel futuro e di sentire nel cuore una certezza: non siamo soli. Con noi cammina il Signore della storia e noi siamo nelle sue mani provvidenti e amorose”. In occasione della Giornata mondiale della pace, mons. Sacchi ha ricordato che nel messaggio di quest’anno “Papa Francesco incentra la sua attenzione sui migranti e sui rifugiati, ‘uomini e donne in cerca di pace’”. “Il Papa ricorda che ci sono ‘250 milioni di migranti nel mondo, dei quali 22 milioni e mezzo sono rifugiati’ che scappano da situazioni di fame, guerre e persecuzioni”, ha proseguito il vescovo, ammonendo che “a noi, quando sentiamo parlare di rifugiati e di migranti, viene l’orticaria. Ma se nei loro Paesi ci fosse benessere, pace, tranquillità starebbero nelle loro case, nei loro territori”. “E anche noi – ha proseguito – se qui in Piemonte, nella nostra Italia, arrivassero guerra, carestia, persecuzione, per spirito di sopravvivenza andremmo da un’altra parte, diventeremmo anche noi migranti”. “Oggi, una preghiera particolare va a loro – rifugiati e migranti – ma soprattutto il nostro impegno, ad ogni livello, perché nel mondo, a cominciare da noi, ci sia più attenzione e sensibilità verso questo dramma del nostro tempo”.

Papa Francesco: tweet, “nel presepio la tenerezza di Dio”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 14:35

“Nella semplicità del presepio noi incontriamo e contempliamo la tenerezza di Dio, manifestata nel Bambino Gesù”. È il tweet lanciato oggi da Papa Francesco.

Nella semplicità del presepio noi incontriamo e contempliamo la tenerezza di Dio, manifestata nel Bambino Gesù.

— Papa Francesco (@Pontifex_it) January 2, 2018

Nuovo Anno: mons. Savino (Cassano all’Jonio), “discernimento, responsabilità e consapevolezza”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 14:19

“Che sia un anno di discernimento, di responsabilità e di consapevolezza”. È l’augurio di mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, nel videomessaggio per l’inizio del 2018. Il presule traccia le “matrici” dell’impegno pastorale diocesano, a partire dal trittico “famiglia – adulti – comunità cristiana generativa”. “Non possiamo più giocare col tempo che passa, con la vita, con i volti concreti delle persone”, afferma mons. Savino.

“A partire da un discernimento serio, a livello personale e comunitario, possiamo prendere decisioni consapevoli”. Il vescovo cassanese invoca “una corresponsabilità che deve portarci ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare”, i quattro verbi indicati nel messaggio del Papa per la Giornata mondiale per la pace 2018. Nel progetto pastorale in corso, la “cura delle fragilità a partire dai giovani”. Rispetto alla matrice sociale, mons. Savino evidenzia come “se abbiamo fatto esperienza dell’amore gratuito di Cristo la nostra vita non può che essere amore senza se e senza ma, e diventa solidarietà, inclusione sociale, condivisione”. Da qui “l’attenzione ai migranti, ai fratelli diversamente abili”, perché “l’amore di Cristo ci spinge ad abbracciare la carne viva di Cristo che sono i poveri, gli impoveriti, i rifugiati”. “Dobbiamo cambiare mentalità, cultura, modo di guardare alla vita, perché la fede stessa diventi prassi di vita, per uno stile che dice solidarietà e che ci apparteniamo”, l’invito di mons. Savino, per il quale “l’integrazione è possibile e non è utopia, perché possiamo abitare la casa comune rendendola più vivibile e abitabile”. Infine, mons. Savino dà notizia delle prossime aperture a Castrovillari di un centro per i disabili e gli anziani e a Cassano di un centro di prima accoglienza.

Papa Francesco: mons. Semeraro, “uomo spontaneo e affidabile che mette le persone al primo posto”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 14:00

“L’11 febbraio 2013, giorno della rinuncia di Benedetto XVI, ci siamo sentiti al telefono: in Italia erano le 12 e a Buenos Aires le 5 del mattino. Lui si era appena alzato, non sapeva nulla. Avevamo commentato la notizia, poi ci eravamo dati appuntamento per il giorno prima del conclave. Non avevamo idea di quello che sarebbe successo, anche perché aveva 75 anni e aveva presentato la rinuncia per limiti di età”. Il vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei cardinali, mons. Marcello Semeraro, in un’intervista rilasciata al “Nuovo quotidiano di Puglia” ricorda così i momenti che hanno preceduto l’elezione di Jorge Mario Bergoglio al soglio pontificio e il rapporto con lui. Rapporto tra i due nato dall’incontro nell’ottobre 2001, quando l’allora arcivescovo di Buenos Aires fu nominato primo relatore del Sinodo, di cui mons. Semeraro era segretario. “Quando nel 2004 sono stato nominato vescovo di Albano eravamo già amici e quando veniva a Roma vedersi era normale”. Parlando di Francesco, mons. Semeraro, che smentisce l’ipotesi di una sua nomina cardinalizia, lo descrive come “uomo spontaneo e affidabile che mette le persone al primo posto”. Il vescovo ricorda anche la recente visita del Papa per il suo 70° compleanno. “Tra noi c’è un legame istintivo, quasi innato”. A proposito dell’azione riformatrice di Francesco, invece, dichiara che “non può essere fermata”. “Ci sono cose su cui non si può discutere ma tutto il resto deve adeguarsi ai tempi. Tutto questo può piacere a qualcuno e ad altri no, ma sono dinamiche normali. E al Papa piace procedere per sperimentazioni”.

Minori: Unicef, Henrietta Fore è il nuovo direttore generale

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 13:43

Henrietta Fore ha assunto dal 1° gennaio la carica di settimo direttore generale dell’Unicef. Ha oltre quattro decenni di esperienze di leadership nel settore pubblico e privato. “Sono onorata di entrare a far parte di un’organizzazione così importante, che conosco e ammiro da molti anni, e non vedo l’ora di continuare il lavoro dell’Unicef per aiutare a salvare le vite dei bambini, lottare per i loro diritti e aiutarli a realizzare il loro potenziale”, ha dichiarato. Prima di assumere questa carica, Fore è stata presidente del Cda e amministratore delegato della Holsman International, società di produzione e investimenti. Dal 2007 al 2009, la Fore, di nazionalità americana, è stata sia amministratore dell’Usaid/Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, sia direttore dello United States foreign assistance nel Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Dal 2005 al 2007 è stata sottosegretario di Stato per il Management, direttore operativo per il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Inoltre, ha ricoperto ruoli di leadership in diverse organizzazioni della società civile e nel settore delle imprese. Il 31 dicembre 2017 si è dimessa da tutti i ruoli esterni nei consigli di amministrazione. Fore si è laureata in storia al Wellesley College e possiede un master in amministrazione pubblica, ottenuto presso l’University of Northern Colorado. È sposata e ha quattro figli.

Discorso Mattarella: Acli, “saggio e proiettato al futuro”. “Bene le parole sul lavoro e il richiamo alla politica”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 13:27

Le Acli “ringraziano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il suo discorso di fine anno, un intervento condivisibile, saggio e proiettato verso il futuro”. È quanto si legge in un comunicato delle Associazioni cristiane lavoratori italiani. In particolare, le Acli “condividono le parole sul lavoro, la più grave questione sociale che chiunque vincerà le elezioni dovrà affrontare. Quello dei giovani e del lavoro è un tema caro alle Acli e decisivo per lo sviluppo del Paese”. Le Acli, si legge ancora nel testo, “apprezzano anche il richiamo alla politica e al ruolo di servizio che deve animare i partiti. Perché, prendendo spunto dalle parole del presidente della Repubblica, anche le Acli ribadiscono la necessità di basare la campagna elettorale su fondamenta cementate da realismo e realizzabilità dei programmi”.

 

 

 

 

Diocesi: Vicenza, il 6 gennaio “festa dei popoli” in cattedrale

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 13:10

Sabato 6 gennaio alle 10.30, in occasione della festa solenne dell’Epifania, la cattedrale di Vicenza tornerà ad animarsi di colori, suoni e canti di ogni parte del mondo grazie alla Festa dei popoli organizzata dall’Ufficio diocesano Migrantes. La Messa presieduta dal vescovo Beniamimo Pizziol – informa la diocesi – sarà partecipata in particolare dai migranti cattolici residenti nel territorio della diocesi, che animeranno la celebrazione con canti e preghiere e presenteranno doni propri dei diversi Paesi di origine.Il tema della giornata richiama quello del Messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale di preghiera per la pace del 1° gennaio “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace” e anticiperà quello della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (14 gennaio 2018) dedicata ai quattro verbi indicati dallo stesso pontefice per far fronte al complesso fenomeno delle migrazioni: “accogliere, promuovere, proteggere e integrare”. “La Festa dei Popoli– spiega padre Michele De Salvia, responsabile Migrantes Vicenza – è ormai una bella consuetudine della nostra diocesi e ci ricorda la visita al Bambino Gesù da parte dei Magi, che il racconto biblico e la tradizione vogliono appartenenti a etnie diverse, a simboleggiare il superamento di ogni barriera culturale e razziale. Con questo momento vogliamo trasmettere dunque il volto di una Chiesa sempre più aperta e pronta al dialogo, dove si incontrano culture diverse, si vincono pregiudizi e si accorciano distanze, contribuendo così alla pace e alla coesione sociale. E questo è il lavoro svolto di settimana in settimana dai centri pastorali per i migranti presenti in diocesi: un lavoro silenzioso, ma prezioso, che in questa occasione diventa visibile e motivo di festa. La Messa dell’Epifania vedrà la preghiera comune di tante famiglie appartenenti a popoli diversi”. “Ci auguriamo – conclude padre De Salvia – che ogni Eucarestia domenicale nelle nostre parrocchie possa vedere sempre più fianco a fianco fedeli di nazionalità diverse accomunati dalla fede comune in Cristo Gesù”. Nella diocesi di Vicenza, sono 16 i centri pastorali per migranti di fede cattolica (due in più rispetto allo scorso anno): 7 a Vicenza (per filippini, ghanesi, nigeriani, romeni, srilankesi, latinoamericani e ucraini), 3 a Bassano del Grappa (per filippini, ghanesi, nigeriani, latinoamericani e ucraini), 2 a Schio (per ghanesi, nigeriani e romeni) e poi uno ad Arzignano (per ghanesi), uno a Creazzo (per africani francofoni), uno a Chiampo (per ucraini) e uno a Valdagno (per ucraini). Dopo la celebrazione in cattedrale la festa continuerà con un momento di convivialità nel Palazzo delle Opere Sociali in Piazza Duomo.

Taizé: a Madrid il prossimo incontro europeo dei giovani

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 12:54

Appuntamento a Madrid. Sarà la città spagnola ad ospitare il prossimo incontro europeo dei giovani promosso dalla comunità ecumenica di Taizé. Ad annunciarlo è stato il priore della comunità, fr. Alois, parlando sabato scorso, nella quotidiana meditazione serale, ai giovani riuniti dal 28 dicembre al 1° gennaio a Basilea. “Lo scorso anno – ha detto – eravamo nel Nord dell’Europa, a Riga. Il prossimo anno andremo al Sud, in una città dove non ci sono mai stati incontri europei. Nel Sud della penisola iberica, siamo stati calorosamente accolti a Barcellona, più volte, e anche a Lisbona e a Valencia. Il prossimo anno, dal 28 dicembre 2018 al 1° gennaio 2019, siamo stati invitati a incontrarci nella città di Madrid”.
Decine di migliaia di giovani si sono riunite quest’anno nella città di Basilea (Svizzera) e nella zona circostante dal 28 dicembre 2017 al 1° gennaio 2018 per una nuova tappa, la quarantesima, del “pellegrinaggio della fiducia sulla terra” iniziato dal frère Roger alla fine degli anni ’70.
Ma l’appuntamento di Madrid sarà solo la tappa finale di un anno, il 2018, ricco di iniziative di incontro e dialogo. “Chiederemo allo Spirito Santo – ha detto ai giovani fr. Alois – di prepararci a diventare con le nostre vite testimoni di riconciliazione e di pace. Per questo continueremo il nostro pellegrinaggio della fiducia sulla terra”. Le prossime tappe vedono Taizé, sede della comunità nel sud della Francia, come punto privilegiato di incontro. Due gli appuntamenti segnalati da fr. Aois: nel mese di luglio un weekend di amicizia tra giovani cristiani e musulmani e nel mese di agosto una settimana di riflessione proposta a giovani adulti dai 18 ai 35 anni. Poi in programma c’è anche l’incontro dei giovani asiatici che si terrà quest’anno ad agosto (dall’8 al 12) nella città di Hong Kong. Altro appuntamento che sta “particolarmente caro ai nostri cuori” sarà l’incontro in Ucraina, a Leopoli, dove dal 28 aprile al 1° maggio sono attesi 2.800 giovani. Infine, dal 25 al 28 ottobre, Taizé promuoverà un altro incontro per giovani europei a Graz, in Austria.

Saldi: Coldiretti, il 59% degli italiani più ottimista di prima

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 12:40

Gli italiani sembrano, per la prima volta dopo anni, nuovamente ottimisti nei confronti del futuro. Buon segnale di inizio d’anno, per un’economia che comunque non sembra ancora uscita dalla crisi e soprattutto nei giorni del via ai saldi di inizio anno. Anche se in Europa c’è chi è molto più ottimista. A dare le prime indicazioni è stata la Coldiretti in occasione della prima prova sul mercato degli acquisti del 2018, con l’avvio dei saldi, sulla base dei dati Deloitte sulle previsioni del nuovo anno. Stando alle rilevazioni effettuate, dopo anni di un debole ottimismo pare che tra gli italiani in quasi sei casi su dieci (59%) pensino che la situazione economica del Paese sarà stabile o migliorerà nel 2018, una percentuale superiore dell’8% rispetto allo scorso anno.
“L’atteggiamento positivo degli italiani – sottolinea la Coldiretti – si colloca leggermente al di sopra della media europea del 58% che è peraltro in miglioramento rispetto al 49% dello scorso anno”. Tra gli europei meno positivi – dice sempre la nota dell’organizzazione dei coltivatori diretti – ci sono i greci (29%), i belgi (48%) e gli inglesi (53%) impegnati nell’affrontare gli effetti della Brexit.
“Il maggiore ottimismo degli italiani – conclude la Coldiretti – si è già sentito nelle spese per le feste, che tra Natale e Capodanno, ha raggiunto i 12,9 miliardi di euro tra cibo, viaggi, divertimenti e regali”.

50° Avvenire: Tarquinio (direttore), “affidabilità, completezza e originalità lo hanno reso uno dei principali quotidiani”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 12:38

“Un modo per celebrare degnamente un’impresa giornalistica è certamente quello di dimostrarne l’attualità e l’efficacia e, a maggior ragione, in una stagione elettrizzante e complicata come quella ‘ibrida’ nella quale siamo immersi e che pure definiamo (e sperimentiamo) come il tempo nuovo della comunicazione digitale”. Lo scrive Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, nell’editoriale pubblicato oggi sui cinquant’anni del quotidiano, che ricorrono il prossimo 4 dicembre. “Il 2018 sarà un tempo speciale per la nostra redazione, per tutta la struttura del giornale, per la famiglia dei nostri lettori e per l’editore che continua a promuovere il progetto avviato grazie alla lucida intuizione e alla tenace volontà di Paolo VI di offrire agli italiani la limpida fonte informativa di un grande quotidiano nazionale d’ispirazione cattolica”. L’obiettivo anche oggi, spiega il direttore, resta quello di “confermarne le caratteristiche di affidabilità, completezza e originalità che lo hanno portato a essere stabilmente uno dei principali quotidiani d’informazione del nostro Paese”. Come resta la volontà di mantenere “stile” e “timbro inconfondibile” di “giornale d’idee”, “portatore di un’idea e di uno sguardo davvero cattolici, ovvero universali, nel racconto, nell’analisi e nel commento dei fatti e dei processi in corso sulla faccia della Terra e dentro la società umana”.
Quella di Avvenire si propone di essere una linea editoriale che punta alla “valorizzazione di ogni dimensione della vita delle persone, delle comunità e del mondo, dando giusta ‘cittadinanza mediatica’ a chi se la vede negata”. Da qui la scelta di essere “sempre e senza esitazione a fianco dei poveri, dei piccoli e dei deboli”. Un giornale, quindi, “mai aggressivo, ma stimolante e spesso, scomodamente e quasi inevitabilmente, ‘fuori dal coro’”. “Questa fedeltà a valori vivi e contagiosi si condensa in un duplice ‘servizio all’unità’ – sottolinea Tarquinio -. Unità nella Chiesa attorno al successore di Pietro, sempre, e oggi con speciale convinzione e gioia nel cammino su cui ci guida Papa Francesco. Unità nella città dell’uomo e della donna, attorno a una visione antropologica positiva e mai manipolatoria o cosificatrice della persona e della sua vera dignità”.

Migranti: mons. Crociata (Latina), “razionalizzare e gestire è la vera esigenza, non esorcizzare e demonizzare”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 12:21

“Accogliere, proteggere, promuovere, integrare”: da queste “quattro pietre miliari” indicate da Papa Francesco per affrontare il fenomeno migratorio oggi è partito, ieri sera, mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, nell’omelia della Messa celebrata nella cattedrale di S. Marco, nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Come da tradizione, durante la celebrazione, è stato presentato alle autorità politiche e istituzionali pontine del Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace, che ha per tema “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”. “Il tema migranti – ha osservato mons. Crociata – è uno di quelli più difficili da portare a un tavolo di discussione, di questi tempi. Suscita forti reazioni emotive, non solo contro ma anche a favore, impedendo di svolgere una riflessione pacata e oggettiva”. Il presule ha ricordato, innanzitutto, un dato storico: “Il nostro territorio, sia diocesano sia provinciale, è per circa la metà il risultato di ondate cicliche di immigrazione, di differente entità numerica, che durano fino ad oggi”. “Per qualcuno – aggiunge – può non essere facile riconoscerlo, ma la realtà è che qui siamo tutti degli immigrati”. Di qui l’invito: “Razionalizzare e gestire è la vera esigenza, non esorcizzare e demonizzare”. E ancora: “Non bisogna credere a quelli che dicono che se non ci fossero stranieri le cose andrebbero meglio. L’unica via da percorrere per vincere la paura e la logica del capro espiatorio è difficile e lunga, ma è quella giusta: capire, cercare insieme soluzioni, superare divisioni, promuovere collaborazioni”. E ha concluso: “Le tragedie che vivono gli immigrati sono inaudite e inimmaginabili. La cosa più grave che ci sta capitando è l’indifferenza nella quale cade questa massa incommensurabile di dolore e di disperazione”.

Pedofilia: don Di Noto (Meter), “2017 peggiore anno, prime ore 2018 oltre 1000 video e 725 foto. Serve più responsabilità e cooperazione”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 12:05

Il 2017 è stato il peggior anno per quanto riguarda la pedofilia, la pedopornografia e gli abusi sessuali sui bambini da 0 a 12-13 anni. Lo afferma l’associazione Meter onlus, fondata da don Fortunato Di Noto, che in un anno di inteso monitoraggio ha chiuso con 3137 segnalazioni (circa 1.000 in più del 2016) corrispondenti a milioni di immagini e video che i pedopornografi hanno diffuso e scambiato in tutto il mondo. Una tragedia e un’immane violenza su piccoli e indifesi, ma il 2018 non è da meno. Solo nelle prime 12 ore, i volontari di Meter dell’Osservatorio mondiale contro la pedofilia e pedopornografia hanno segnalato alla Polizia postale italiana (Compartimento Sicilia orientale) 1006 video e 725 foto (su cloud, dropbox ed altre piattaforme social). Pur essendo, in molti casi già materiale del passato, o già denunciato, il reato viene ripetutamente perpetrato a danno di bambini e bambine. Secondo il Report 2017 di Meter, che sarà presentato come ogni anno alla comunità nazionale e internazionale, sono drammaticamente aumentati i reati di pedopornografia e pedofilia. Don Fortunato Di Noto, presidente di Meter dichiara: “È arrivato il tempo di cambiare strategia e far assumere responsabilità alle istituzioni, ai server provider nel mondo e favorire la cooperazione tra chi si occupa realmente di questo fenomeno, un azione che sia più efficace e responsabile. Non è solo un augurio. Lo dobbiamo alle già vittime, alle presunte e a quelle che non devono essere abusate”.

Senegal: Sant’Egidio, rilasciati due membri del Mfcd, “pace più vicina in Casamance”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 11:58

Sono stati rilasciati ieri nei pressi di Bignona (Senegal) due membri del Mfcd di Salif Sadio, che erano in custodia presso le forze di sicurezza del governo senegalese. Lo annuncia la Comunità di Sant’Egidio, che da tempo porta avanti un lavoro di mediazione tra Dakar e il principale movimento politico-militare casamansese, in conflitto da oltre 30 anni con le autorità centrali del Paese. Il rilascio, avvenuto con la cooperazione del comitato internazionale della Croce rossa – che la Comunità ringrazia per il suo prezioso sostegno – è in applicazione delle “misure di fiducia reciproca”, un testo firmato nel corso delle ultime trattative di pace che si sono svolte a Sant’Egidio. Per effetto dello stesso accordo, il 26 dicembre scorso si è tenuto nel villaggio di Djiro (distretto di Sindian-Bignona) un incontro di rappresentanti dell’Mfcd con la popolazione, riguardo le tematiche del processo di pace in corso. Secondo la Comunità di Sant’Egidio “si tratta di due significativi passi avanti nel cammino verso una pace definitiva nella regione della Casamance-Senegal, e rinnova il suo impegno per il dialogo tra le parti in conflitto”.

Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “senza pace non c’è futuro e si cancella il passato”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 11:48

“Senza pace non c’è futuro e si cancella il passato. Non c’è una volta per sempre. È un dono che dobbiamo spendere per chi non lo ha e per chi, perdendo la sua vita lo ha ottenuto. Dobbiamo difenderlo perché la pace è sempre minacciata dal male, erosa da tanti individualismi, dai semi di intolleranza, dalla violenza ordinaria, dall’aggressività nei pensieri e nelle azioni, dall’incapacità a dialogare e riconoscere il prossimo”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi , presiedendo la celebrazione eucaristica per solennità di Maria SS.ma Madre di Dio. Nell’omelia, l’arcivescovo ha evidenziato che “la pace richiede ponti sempre nuovi, perché altrimenti si costruiscono muri che impediscono anche fisicamente di vedere il prossimo e per questo ci riempiono di paure”. Inoltre, ha aggiunto, “la pace non è una preoccupazione accessoria. È una lotta drammatica per la vita, contro le terribili sorelle delle guerra che sono la povertà, le malattie, la distruzione, la disperazione, la fame”. “Rischiamo di rendere la nostra pace stolto ottimismo – ha ammonito – se non affrontiamo i tanti pezzi della guerra mondiale e le epifanie drammatiche di dolore che ci raggiungono, come quei fratelli e sorelle che emergono dal grande abisso del terzo mondo alla ricerca di futuro”. “Sono ‘lottatori di speranza’ che – ha proseguito – vogliono solo scappare da veri inferni sulla terra. Questi ci riguardano”. E richiamando l’art. 11 della Costituzione italiana, mons. Zuppi ha rilevato come sia importante che “diventiamo noi costruttori di un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia, binomio che non può essere mai disgiunto”. “La pace – ha spiegato – è affidata sì ai responsabili delle nazioni ma è anche sempre artigianale e passa per le nostre persone. E per prima cosa dobbiamo essere noi in pace con noi stessi” perché “non si dà la pace se non la abbiamo e la pratichiamo”. “Trasformiamo in cantieri di pace le nostre città”, l’invito dell’arcivescovo: “iniziamo noi a comporre i conflitti con la forza della pace, praticando l’accoglienza, dando e chiedendo perdono, riparando un mondo così diviso a pezzetti e liberandolo da tanto inquinamento di odio e incomprensioni”. D’altra parte, aveva detto mons. Zuppi nella messa presieduta nell’ultimo giorno del 2017, “un tempo come il nostro ha bisogno di uomini veri, grandi di amore e per questo capaci di grandi sogni”.

Terra Santa: mons. Pizzaballa, “la pace appartiene a tutti e non solo ai capi di turno”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 11:30

“I grandi non potranno mai realizzare la pace, se i piccoli non la vivono già. Per avere la pace, non basta denunciare la sua assenza, ma bisogna avere il coraggio di costruirla nonostante tutto”. È il monito lanciato ieri da mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, durante la messa celebrata ieri, 1° gennaio, Giornata mondiale della pace, a Gerusalemme. Prendendo spunto dalle letture, l’arcivescovo ha ricordato che “nessuno è escluso dall’impegno per la pace. Essa appartiene a tutti e non solo ai capi di turno. Non serve chiedere la pace dai grandi e non costruirla nel nostro piccolo. Il destino di tutti è legato, quello degli uni con quello degli altri. Ciò che io faccio nel mio piccolo contesto e in famiglia contribuisce, collabora e partecipa anche alla pace che i grandi sono chiamati a realizzare”. Il dono della pace, per mons. Pizzaballa, “se davvero è in noi, non può che essere annunciato, con i nostri atteggiamenti, con il nostro modo di costruire e vivere la famiglia, la società, i giovani, le nostre attività parrocchiali, la nostra azione politica…”. Dall’amministratore apostolico è giunto anche l’invito a “lasciarsi ancora stupire dai tanti piccoli e grandi gesti di amore, di condivisione, di accoglienza, di fraternità e di pace che ancora, nonostante tutto, si compiono. Lasciarsi stupire e celebrare questi momenti è necessario più che mai. Ci da speranza, ci mostra che la vita scorre nonostante tutto e che è ancora capace di amore, di cui tutti abbiamo bisogno”. “La Vergine Maria – ha concluso mons. Pizzaballa – ci insegna oggi che nessuno possiede la pace. Sapere ascoltare l’altro, accogliere la sua visione, aprire il nostro sguardo e il nostro cuore all’altro è vitale per la pace. Non si costruisce la pace solo con quanto pensiamo e facciamo noi. Abbiamo bisogno dell’altro per come è, e non dell’altro come lo vogliamo noi. E l’altro ha sempre tanto da insegnarci. Avere questa coscienza ci aiuterà a non cadere nella presunzione di dovere solo insegnare agli altri come si fa la pace”.

Ecumenismo: mons. Delpini (Milano), “cristiani uniti per contrastare l’indifferenza e il fanatismo”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 11:11

“O terra, mia terra, gente, mia gente, Milano, città dell’incontro, città attraente per le genti che vengono a visitarti, che vengono a lavorare, che vengono da ogni parte del mondo, sii benedetta e custodita dal Signore. Sii benedetta perché nelle tue piazze, nelle tue chiese, nelle tue scuole, nelle tue strade la gente, le genti si incontrano, si rispettano, si interrogano pensose e coraggiose su come praticare l’arte del buon vicinato”. L’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha rivolto con queste parole una benedizione alla città ambrosiana nell’omelia pronunciata, ieri sera, nel duomo in occasione della Giornata mondiale della pace. Il presule ha poi indicato Milano come la “terra dove le diverse confessioni cristiane e le diverse professioni religiose convivono in pace”, dove “i fedeli delle diverse Chiese amano cercare ciò che unisce e non ciò che divide”, dove “sono uniti per contrastare l’indifferenza e il fanatismo”. E diversi di loro erano presenti. C’erano, in particolare, i rappresentanti delle confessioni che aderiscono al Consiglio delle Chiese cristiane di Milano, ricevuti al termine dalla celebrazione dall’arcivescovo. Nella sera del 31 dicembre, invece, mons. Delpini ha celebrato il Te Deum nella parrocchia dedicata a san Fedele. In quell’occasione, durante l’omelia, ha invitato a fare sempre di più e a “contrastare l’individualismo”, “porre fine all’omertà” e “mettere in discussione ogni tolleranza nei confronti dell’illegalità, quella che diffida della legge e trasforma alcuni luoghi della città in una jungla”.

Diocesi: mons. Piemontese (Terni), “i 20 anni di Caritas segno di speranza”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 11:06

I 20 anni di attività della Caritas diocesana e dell’associazione San Martino, celebrati nel 2017, sono “segno di speranza per la nostra diocesi”. Lo ha detto mons. Giuseppe Piemontese, vescovo di Terni-Narni-Amelia in cattedrale durante la Messa di ringraziamento di fine anno con il canto del “Te Deum”, celebrato il 31 dicembre. Il presule ha ricordato che le loro iniziative “hanno aiutato, soccorso, accompagnato tante persone, gente del posto ma anche stranieri che sono venuti nella nostra città”. La loro opera “è stata espressione del desiderio e della bontà di tanti di aiutare, di diventare solidali e manifestare con un segno concreto la fraternità che ci lega”. Il vescovo ha poi sottolineato “l’eroismo quotidiano di chi nonostante tutto non si stanca di agire bene”, il “coraggio degli sposi che donano la vita, facendo un grande atto di speranza nel futuro”; la “pazienza dei poveri, che vincono la tentazione di ricorrere alla violenza”. “È questa una celebrazione di ringraziamento innanzitutto nel porsi di fronte a Dio – ha aggiunto -, lasciarsi illuminare per dare senso a ciò che siamo, ciò che abbiamo e viviamo: la vita, la famiglia, il creato, il pane quotidiano, il lavoro, la pace sociale, la fede”. Infine, il “grazie” per “il dono della vita, del tempo, dell’universo; per l’amore seminato e arricchito nel nostro cuore”. “Grazie per coloro che si sono occupati e preoccupati della cosa pubblica perché tutti possano stare bene, avere una vita dignitosa e gioiosa; grazie per il pane quotidiano, il benessere, il dono della pace; grazie per il dono della fede, del perdono, dell’Eucaristia”.

Diocesi: mons. Nosiglia (Torino), “la nostra città vive in un’apnea. Trovare insieme vie di giustizia e solidarietà”

Agensir.it - Tue, 2018-01-02 10:59

“La nostra città vive in un’apnea o limbo, che sembra non avere sbocchi positivi di superamento, per cui predomina la rassegnazione, che si traduce in stagnazione sotto tanti punti di vista e tarpa le ali della speranza di una ripresa che stenta a decollare. Ma soprattutto impedisce di superare la semplice e pure necessaria risposta alle emergenze e puntare su una progettualità di più ampio respiro”. Lo ha affermato l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, presiedendo nell’ultimo giorno del 2017 la celebrazione del “Te Deum”. Riferendosi alle “crescenti situazioni di povertà”, l’arcivescovo ha rilevato che “interpellano la Chiesa, ma anche la società politica, il mondo del lavoro e dell’impresa, per trovare insieme vie di giustizia e di solidarietà, così da affrontare la crisi partendo da questi valori fondamentali”. Al termine dell’anno civile, mons. Nosiglia ha voluto “ringraziare il Signore per l’ordinazione di tre sacerdoti e, recentemente, di cinque diaconi permanenti”, per “l’assemblea diocesana, dedicata ai giovani, e la conseguente lettera pastorale, che hanno tracciato il cammino di questi prossimi anni”, per la “visita pastorale, che continua, di settimana in settimana” e per quanti “si adoperano per amare gli altri, mostrando, con la gratuità del dono di sé, la forza della fede e del Vangelo”. Dall’arcivescovo anche l’“appello agli enti privati e pubblici , proprietari di appartamenti” perché possano “venire incontro alle esigenze” di “quelle famiglie o persone che, a causa della carenza di lavoro, non riescono a pagare l’affitto e rischiano lo sfratto per morosità incolpevole”. Nosiglia ha anche richiamato “la tragedia di piazza San Carlo, che resta una ferita ancora aperta nel cuore stesso della città e dei suoi abitanti”. E ha concluso dicendosi “certo che la fede in Cristo e i valori umani, culturali e sociali, di cui è intrisa la vita e la storia della nostra città sono una riserva aurea alla quale possiamo attingere, per guardare al futuro con speranza e fiducia”.

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