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Lotta alla mafia: Bindi (Antimafia), “lo Stato ha vinto e se vuole vince”. “La mafia oggi spara meno ma corrompe di più”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 17:10

“Dobbiamo essere sicuri che lo Stato ha vinto e se vuole vince. Ma dobbiamo anche essere consapevoli che la mafia del tutto non l’abbiamo sconfitta”. Così Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, commenta le operazioni antimafia delle forze dell’ordine che hanno portato all’arresto di circa duecento persone tra Locride, Puglia e Catania. In un’intervista al Sir, Bindi riconosce che “l’attività della magistratura e delle forze di polizia contro le mafie è efficace e colpisce i territori nei quali la loro presenza ha una pervasività molto forte e molto condizionante”. “Lo Stato c’è e non declina le proprie responsabilità”, aggiunge, ma “purtroppo, anche la mafia c’è”. “Resta una presenza importante e pericolosa. E chi la nega dimostra una grande irresponsabilità”, osserva la presidente della Commissione Antimafia. E se “lo Stato c’è, i risultati si ottengono”, per Bindi “dobbiamo continuare su questa strada rafforzando la prevenzione come cittadini, sapendo che si dovrebbe neutralizzare la presenza delle mafie prima delle forze dell’ordine non accettando alcun tipo d’interlocuzione e di complicità ma anche ribellandosi alla loro capacità intimidatoria”. “La mafia delle stragi di Falcone e Borsellino, quella degli anni 1992-93, è stata sconfitta e assicurata alla giustizia. Ma non è stata sconfitta e sradicata la mafia in Italia”, sottolinea Bindi. “Anche sotto l’azione dello Stato che ha vinto la battaglia – conclude – la mafia è stata costretta a cambiare: oggi spara meno ma corrompe di più”.

Missione: Cei e Cimi, a Brescia dal 12 al 15 ottobre il primo Festival nazionale, grande evento di festa e incontri

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 16:58

Si svolgerà a Brescia dal 12 al 15 ottobre il primo Festival nazionale della Missione intitolato “Mission is possible”, organizzato dalla Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi), la Cei attraverso la Fondazione Missio; la diocesi di Brescia. Quattro giorni di eventi con conferenze, incontri, concerti, mostre, spettacoli di strada, momenti di riflessione in un clima di festa. Secondo suor Marta Pettenazzo, presidente della Cimi, il Festival può essere “uno strumento privilegiato per condividere il dono del Vangelo, che non può essere proclamato solo all’interno delle nostre chiese e comunità”. Sulla stessa linea don Michele Autuoro, direttore di Missio, che richiama il concetto di “Chiesa in uscita” caro a Papa Francesco: “Andiamo in città e nelle piazze perché la Chiesa non dimentichi che è nata in uscita”. E mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia, ricorda che “la passione per l’annuncio del Regno di Dio ha animato la vita del beato Paolo VI, di san Daniele Comboni, della beata Irene Stefani e di tanti figli e figlie di questa terra”. “Il Festival – aggiunge il direttore artistico, il giornalista e scrittore Gerolamo Fazzini – vuole essere anche l’occasione per mettere in circolazione quanto è già stato realizzato in questi anni nel mondo missionario italiano, un mondo che vive indubbiamente una fase di difficoltà e di cambiamento ma che è ancora capace di esprimere numerose eccellenze in ambito culturale, nelle attività di animazione, nell’editoria, nel rapporto con i giovani”. Uno dei tratti distintivi del Festival sarà l’ospitalità diffusa in case religiose, oratori e famiglie secondo uno stile improntato all’essenzialità. Tra gli ospiti già confermati, i cardinali Tagle, Simoni e Filoni, padre Federico Lombardi, Alejandro Solalinde, Rosemary Nyirumbe, Blessing Okoedion,  Gael Giraud. Il programma e altre info su www.festivaldellamissione.it

Papa Francesco: “offriamo speranza cristiana a chi si è allontanato da Dio”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 16:52

“Non dimentichiamo mai che la nostra gioia è in Gesù Cristo, che il suo amore è fedele e inesauribile. Perché quando un cristiano è triste, vuol dire che si è allontanato da Gesù”. È quanto afferma Papa Francesco, nel videomessaggio per le intenzioni di preghiera del mese di luglio, rilanciato da Radio Vaticana e dedicato al tema delle persone che si sono allontanate dalla fede cristiana. Quando una persona si è allontanata da Dio, sottolinea il Papa, “non bisogna lasciarlo solo. Dobbiamo offrirgli la speranza cristiana, con la parola, sì, ma ancor di più con la nostra testimonianza, con la nostra libertà, con la nostra gioia”. “Preghiamo per i nostri fratelli – conclude il Pontefice – che si sono allontanati dalla fede, perché, attraverso la nostra preghiera e la testimonianza evangelica, possano riscoprire la bellezza della vita cristiana”.

Brennero: Kompatscher (presidente Provincia Bolzano), “situazione sotto controllo”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 16:41

“Al Brennero la situazione è sotto controllo”. A parlare è il presidente della Provincia di Bolzano, dopo le reazioni provocate dall’annuncio del ministro della difesa austriaco, Hans Peter Doskozil, di voler intensificare i controlli al confine di Stato del Brennero, utilizzando anche l’esercito, in vista di un possibile incremento dell’arrivo di profughi sul suolo italiano. “Questa notizia – sottolinea Kompatscher – non rappresenta alcuna vera novità. Il susseguirsi di annunci relativi a misure più rigide è da collegarsi al fatto che in autunno in Austria sono previste le elezioni politiche”. Kompatscher spiega che “già in passato Vienna aveva più volte comunicato di voler eseguire tutti gli interventi preparatori in vista della possibile attuazione di un sistema più rigido di gestione dei confini”. Il presidente della Provincia aggiunge, inoltre, che “il tema torna ora d’attualità in quanto vi è una crescita dei flussi migratori attraverso la rotta del Mediterraneo, e dopo la pressante richiesta avanzata dall’Italia di una maggiore solidarietà a livello europeo. In realtà al Brennero la situazione risulta al momento stabile e sostanzialmente tranquilla. Non si segnalano grandi numeri di passaggi illegali, e non bisogna dimenticare che l’Unione europea non ha autorizzato controlli che vadano oltre a quelli previsti dal regime di Schengen: all’interno di questa cornice giuridica, infatti, i controlli ci sono già e funzionano grazie all’ottima collaborazione fra Italia e Austria”.

Chiese europee: incontro segretari generali, “in un’Europa plurale, le sfide vanno affrontate insieme”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 15:48

“L’Europa è oggi più che mai una realtà complessa”. E la sua pluralità culturale, economica, politica, sociale e religiosa “include anche la necessità di affrontare insieme le sfide”. È quanto scrivono i segretari generali delle Conferenze episcopali d’Europa al termine del loro incontro promosso dal Ccee a Bucarest, in Romania, dal 30 giugno al 3 luglio, per parlare del “ruolo della Chiesa, in particolare delle Conferenze episcopali, in un’Europa pluralista”.
Nel comunicato finale, diffuso oggi, i segretari generali scrivono: “Il fenomeno migratorio, una certa frattura culturale tra le generazioni, la crisi del sistema educativo, che un po’ ovunque non ha saputo curare la trasmissione dei valori che sostengono i rapporti sociali e la crisi delle istituzioni sono alcuni degli aspetti che testimoniano come l’Europa non è più una realtà omogenea. Per affrontare seriamente le sfide portate da questi fenomeni è necessario ridare un ruolo decisivo alla ragione. Se essa viene soppiantata dall’emozione, come spesso accade in quest’epoca della post-verità, la violenza dei linguaggi e degli atti diventa moneta corrente”. C’è in Europa anche una pluralità “economica” segnata da una crescita costante di separazione e differenza tra “ricchi e poveri”, tra “gli stessi Paesi europei, tra città e zone rurali e tra le varie generazioni”. I segretari generali europei esprimono a questo proposito “particolare preoccupazione” per il crescente numero di giovani disoccupati così come per il crescente numero di anziani che vivono in uno stato di indigenza. A questa crisi, i presuli invocano “solidarietà e carità, insieme alla giustizia”, che “non sono parole vuote, ma urgenze che la Chiesa non cessa di richiamare”. Le Chiese guardano con preoccupazione anche al mondo politico, perché incapace di “esprimere in modo chiaro, visioni e modelli antropologici e di società”.
“Da anni – si legge nel comunicato – , in molti Paesi europei, la frattura sociale tra cittadini e dirigenti politici è significata dal crescente astensionismo durante le elezioni”. Riguardo invece al “pluralismo sociale e religioso”, i segretari generali mettono in evidenza la necessità di promuovere una “cultura della convivenza che non trasformi la diversità in avversità, l’identità in isolamento”. E osservano come anche in seno alla Chiesa cattolica, il pluralismo è una grande sfida. Ma – aggiungono – “è errato considerare la diversità di opinioni come un segno di divisione. Il vero dialogo cristiano è infatti ascolto libero e responsabile anche di opinioni contrastanti”.

Ottobre missionario: a Roma il primo convegno nazionale. Parola chiave “comunione”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 15:36

“In un mondo che diventa sempre più villaggio globale si rende necessario vivere la solidarietà in una spiritualità di comunione”. Lo ha sottolineato don Michele Autuoro, direttore della Fondazione Missio, durante il primo convegno nazionale sull’Ottobre missionario, organizzato da don Mario Vincoli, segretario nazionale di Missio Adulti e Famiglie (Propagazione della fede). Ed è proprio “comunione” la parola chiave che ha fatto da fil rouge alla due giorni di incontri, riflessioni e preghiere a Roma, il 1° e il 2 luglio. Il direttore di Missio ha spiegato che “è bello individuare il carisma particolare delle Pontificie Opere Missionarie e ripensarne la loro attualità per l’oggi della Chiesa e della sua missione fino agli ultimi confini della terra”. Il convegno è stato aperto da don Mario Vincoli, che ha proposto di riflettere sull’Ottobre e ha insistito sul fatto che l’unico modo per “trovare vie nuove di evangelizzazione è quello di incontrarsi, parlare e decidere assieme”. Tra i relatori: padre Ciro Biondi, segretario nazionale di Missio Consacrati, e padre Giulio Albanese, direttore delle riviste di Missio, Popoli e Missione e il Ponte d’Oro.
“L’invio della Chiesa ad gentes – ha spiegato don Autuoro – comporta la collaborazione di tutti i credenti. La partecipazione delle comunità ecclesiali e dei singoli fedeli alla realizzazione di questo progetto divino si chiama cooperazione missionaria”. Ed è perciò che “la Chiesa si compiace che, insieme a Congregazioni e Istituti tradizionalmente dedicati alla missione ad gentes, vadano oggi sorgendo sia forme nuove di promozione dell’evangelizzazione sia nuovi soggetti missionari: sacerdoti diocesani e altri chierici, laici, associazioni di volontari e di famiglie, servizi professionali, gemellaggi, scambi di personale e di esperienze pastorali”.
“La Giornata missionaria mondiale – ha affermato padre Biondi – è un ripetuto invito all’intero popolo di Dio ad attualizzare nel nostro tempo il dovere dell’evangelizzazione in ogni luogo e per tutti i popoli”. Secondo padre Albanese, “per una Chiesa davvero missionaria è necessario che ogni cristiano sia consapevole (e se non lo è lo diventi) del fatto che, in forza del battesimo, è corresponsabile dell’attività missionaria. La partecipazione delle comunità e dei singoli fedeli a questo ‘diritto-dovere’ chiamato ‘cooperazione missionaria’ comprende: la preghiera, la solidarietà e le diverse attività di animazione e formazione missionaria”. Padre Albanese ha evidenziato che “per i missionari l’informazione è la prima forma di solidarietà, ha un ruolo strategico. Le campagne di tipo solidale devono mostrare innanzitutto le ragioni della povertà. Chi parla oggi della Somalia, del Centrafrica, del Darfur, dell’ex Zaire, o del Sud Sudan?”.

Ius soli: Diaco (Acli Bologna), “troppa demagogia su fenomeni migratori e cittadinanza”. “I numeri sono più modesti di ciò che si pensa”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 15:21

“Occorre fare più informazione – che sia migliore – sui temi legati ai fenomeni migratori e alla cittadinanza” anche perché “si fa troppa demagogia su questi argomenti”. Lo ha affermato ieri il presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco, intervenuto ad un incontro sul tema della legge di cittadinanza ora in discussione. Dai “dati che raccogliamo presso i nostri servizi di Patronato e Caf”, ha spiegato Diaco, emerge che su quasi 23mila pratiche effettuate negli ultimi due anni all’Ufficio Immigrati del Patronato Acli di Bologna, solo lo 0,2% riguardano pratiche di minori di 15 anni (127 utenti nati in Italia). “Di fatto, già ora, al compimento del diciottesimo anno, i nati in Italia possono acquisire la cittadinanza”, osserva Diaco. “Anche la legge sullo ius soli prevede, comunque, una residenza stabile del bambino e della famiglia in Italia – ha proseguito – mentre passa il messaggio sbagliato che sia sufficiente partorire in Italia perché il neonato e tutta la famiglia siano italiani”. “Dal nostro punto di osservazione, vediamo che anche i numeri sono più modesti di ciò che si pensa – ha precisato il presidente provinciale -. Riteniamo comunque necessario apportare delle modifiche alle norme che regolano il soggiorno in Italia di lungo periodo, perché, ad oggi, le limitazioni imposte producono fenomeni di sfruttamento, microcriminalità e criminalità organizzata, mercato nero persino di residenze e di assunzioni fittizie per parenti ed amici come lavoratori domestici”. “La vera integrazione passa per la conoscenza della lingua e un progetto familiare, più che personale”, ha concluso.

Ambiente: Tomasi (Santa Sede), “aumentare il livello di protezione dei mari o le persone continueranno a morire a migliaia”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 15:11

“Non è possibile mantenere l’attuale livello di protezione dei mari: se non lo aumentiamo, le persone continueranno a morire a migliaia, in cerca di sicurezza o di migliori condizioni di vita”. È l’appello lanciato da mons. Silvano Maria Tomasi, segretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, durante il convegno su “Oceans. Caring for a common heritage”, svoltosi oggi a Roma per iniziativa del medesimo Dicastero. Il riferimento è al dramma dei migranti, che “cercano di emigrare, legalmente o illegalmente”, attraversando il Mar Mediterraneo, ma non solo, e per i quali i mari possono trasformarsi “in trappole”, quando si è in fuga “da guerra, fame e persecuzioni”. “In Italia c’è una politica molto chiara in tal senso”, il riconoscimento di Tomasi a proposito dell’attività di intercettazione e di salvataggio delle imbarcazioni con i migranti, che “provocano un grande stress fisico e psicologico”:  così, “tante operazioni di salvataggio si trasformano in catastrofe, con molti migranti che annegano a un passo dall’aver raggiunto la destinazione”. “Occorre un’azione politica e scientifica per proteggere gli oceani, ma non bisogna dimenticare i milioni di persone che lavorano sugli oceani”, ha detto Tomasi menzionando i 58 milioni di persone impegnati nel settore della pesca, il settore occupazionale con il più alto numero di morti e di vittime di incidenti sul lavoro: senza contare i casi di abuso dei diritti umani, in particolare di minori.

Diocesi: Taranto, “Luci nella notte” per una serata di evangelizzazione di strada

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 15:02

Una serata di evangelizzazione di strada. L’hanno promossa, sabato sera, promossa i gruppi del Rinnovamento nello Spirito di tutta la diocesi di Taranto insieme al parroco della basilica cattedrale don Emanuele Ferro.I l lungomare della Città vecchia di Taranto è diventato così un luogo insolito di conversione con “Luci nella notte”, cinque ore di preghiera e adorazione eucaristica vissute nel raccoglimento, senza ostentazione o distrazioni dovute al traffico o alla musica dei bar vicini. “Sono meravigliato e grato per questa serata – ha commentato Mario Landi, coordinatore nazionale del Rinnovamento dello Spirito – e ho ammirato l’impegno degli evangelizzatori tarantini, la loro capacità di ascolto, il coraggio di manifestare con gioia la propria fede, segno concreto di quella Chiesa in uscita di cui parla Papa Francesco”. Tante le famiglie avvicinate durante la serata, che ha preso il via con la Messa celebrata all’aperto da don Ferro. “Più che sul mar Piccolo sembra di stare sul lago di Tiberiade – ha affermato durante l’omelia – e questo luogo, una cattedrale a cielo aperto, ci ricorda che Cristo vuole incontrarci nella nostra quotidianità per dare un senso vero alla nostra vita”.

Conclusa la celebrazione è stato esposto solennemente il Santissimo Sacramento per l’adorazione mentre gli evangelizzatori invitavano i passanti ad avvicinarsi per pregare davanti a Gesù Eucaristia. Diversi sacerdoti si sono resi disponibili per le confessioni, che sono continuate fino a tardi, quando la serata si è conclusa con le invocazioni di intercessione e un momento di festa. Domenica l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, ha ricevuto i responsabili e gli animatori dei gruppi del Rinnovamento, insieme al coordinatore nazionale Mario Landi e ha incoraggiato a continuare la missione.

Diocesi: Caritas Verona, lunedì si presenta un focus sulle povertà e sulle azioni poste in essere per contrastarla e prevenirla.

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 14:48

La povertà a Verona. Se ne parlerà lunedì 10 luglio, alle ore 11, nella sede della Caritas diocesana Veronese, a partire dalle attività delle Associazioni di Caritas San Zeno onlus e San Benedetto onlus per fare “un viaggio nel mondo del bisogno della nostra città e provincia. Un focus sulla povertà abitativa, alimentare economica, relazionale e le azioni poste in essere per contrastarla e prevenirla”. Per l’occasione saranno presentate le relazioni attività 2016 dell’Associazione di Carità San Zeno onlus, dall’attivazione di reti territoriali, agli strumenti di formazione e informazione, dalle campagne di sensibilizzazione fino ai servizi di Emporio e ai progetti per i giovani; e dell’Associazione San Benedetto onlus, dai percorsi di riflessione sul disagio abitativo alle azioni concrete di promozione della persona, dal sostegno alla prevenzione e all’accompagnamento attraverso le reti territoriali. Interverranno mons. Giuliano Ceschi, direttore della Caritas diocesana di Verona, Carlo Croce, vicedirettore della Caritas diocesana, Barbara Simoncelli, dell’Area progetti e coordinamenti, operatori delle associazioni e dei centri di ascolto Caritas.
“La diocesi di Verona con la Caritas ha avviato un percorso di riflessione sulla base dei bisogni letti sul nostro territorio in termini di fragilità e povertà delle famiglie che lo abitano”, si legge in una nota. “Dopo ormai dieci anni di crisi economica, infatti, le situazioni di difficoltà di un numero sempre maggiore di nuclei familiari si sono aggravate” e, “per questo motivo, gli orientamenti operativi che oggi si intende percorrere vanno nella direzione di incentivare progetti di accompagnamento integrato e promozione della persona. Il quadro della povertà, non solo riguarda aree sempre più diffuse della popolazione ma, accanto alle forme tradizionali del disagio, vanno aggiungendosi nuovi fenomeni di impoverimento sociale”. L’origine prima della vulnerabilità sociale, secondo la Caritas, è “nell’isolamento, nell’assenza di contesti in cui persone possano trovare modi per intrecciare relazioni”. Da qui la riflessione che “città, quartieri, comunità vanno coinvolti in termini di informazione, nei servizi e negli interventi posti in essere. L’accompagnamento diventa pertanto un lavoro personalizzato all’interno di un progetto di aiuto dove è imprescindibile l’attivazione delle risorse formali e informali presenti sul territorio di riferimento. Si tratta di avviare progetti ri-generativi per tutti, che portino a un raccordo tra realtà istituzionali, professionali e informali”.

Ambiente: Van der Veen (Paesi Bassi), “negli oceani più plastica che pesci”. Occorre “sensibilizzare l’opinione pubblica” perché non abbiamo un “pianeta B”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 14:46

“Ci vorranno almeno 20 anni per ripulire l’Oceano Pacifico”. La stima è del ministro degli Esteri dei Paesi Bassi, Roel Van der Veen, che durante il convegno su “Oceans. Caring for a common heritage”, promosso oggi alla Pontificia Università della Santa Croce dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, in collaborazione con le ambasciate di Francia, Monaco e Paesi Bassi presso la Santa Sede, ha lanciato un grido d’allarme sul livello di inquinamento degli oceani: “Se le tendenze attuali continueranno, entro il 2050 negli oceani ci sarà più plastica che pesci, e le risorse idriche verranno ridotte in maniera significativa”. L’inquinamento degli oceani dipende dall’attività degli oceani stessi, dall’atmosfera e dalla terra, ha spiegato il ministro: “Più dell’80% del commercio mondiale avviene sul mare, con imbarcazioni sempre più grandi”, ha fatto notare a proposito del primo tipo di inquinamento, di cui sono il simbolo i “cargo” che solcano perfino i mari artici. Il secondo tipo di inquinamento marino è dato dai gas dell’effetto serra: “Gli oceani li assorbono, e così salvano l’atmosfera ma rovinano loro stessi, diventando sempre più caldi e più acidi”. Senza contare la graduale scomparsa della barriera corallina, che produce un aumento delle precipitazioni che in alcuni Paesi, come le Maldive, fa scomparire intere isole. Infine, il ciclo dei rifiuti, i cui detriti non biodegradabili si infiltrano nelle acque e producono materiale tossico che raggiunge i mari: “La plastica non è biodegradabile – ha ricordato Van der Veen – e il sole la trasforma in piccole microplastiche che diventano il cibo dei pesci”. “Sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’ecosistema”, la proposta del relatore, “per arrivare a ‘zero rifiuti’ e all’economia circolare”. “Incoraggiare nuove soluzioni tecnologiche e lavorare con tutti gli attori interessati, dai governi alle organizzazioni internazionali”, le altre direzione di marcia: “Non possiamo fallire, perché non abbiamo un ‘piano B’. Non abbiamo un ‘pianeta B'”.

Corridoi umanitari: Mario Giro (Esteri), “non c’è solo il silenzio un po’ ipocrita dell’Europa, ci sono anche i volti di questi bambini”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 14:41

“Non c’è solo la polemica, la paura, la rabbia ma ci sono anche i volti di questi bambini che ci rassicurano e ci dimostrano che si possono fare le cose con la ragionevolezza dell’accoglienza”. Il progetto ecumenico dei corridoi umanitari “è un modello ormai collaudato, che l’Italia ha esportato”.  Lo ha detto Mario Giro, vice ministro degli Esteri, accogliendo questa mattina all’aeroporto di Fiumicino 52 persone provenienti dal Libano in Italia grazie al progetto dei “corridoi umanitari” promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Tavola Valdese.

“Non c’è solo quindi solo il silenzio un po’ ipocrita del’Europa – ha proseguito il vice ministro -. Non ci sono solo le domande senza le risposte, ma c’è qualcosa che si muove grazie alla società civile. Sono convinto che questo problema si risolve mettendo in moto le energie migliori delle istituzioni e della società civile. Per questo non credo nelle caserme; credo, invece, nei corridoi umanitari, in ciò che connette la società civile, in coloro che lavorano con le persone, che sanno avviare processi di integrazione, lavorando con le istituzioni. I volti di questi bambini e la serenità di questo momento ci dimostrano che possiamo fare tutto senza allarmismi, senza consumare energie intraprendendo direzioni sbagliate, ma stringendoci la mano e cercando risolvere i problemi insieme”.

Ambiente: Boniface (Francia), “la battaglia per preservare il clima si svolge negli oceani”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 14:30

“La battaglia per preservare il clima si svolge negli oceani”. Ne è convinto Pascal Boniface, direttore dell’Istituto di relazioni internazionali e strategiche di Francia, intervenuto oggi al convegno su “Oceans. Caring for a common heritage”, promosso presso la Pontificia Università della Santa Croce dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, in collaborazione con le Ambasciate di Francia, Monaco e Paesi Bassi. Secondo le stime attuali, ha ricordato l’esperto, “arriveremo a 10 miliardi di persone verso la metà del secolo: “Se vogliamo combattere la povertà, gli oceani rappresentano una risorsa cruciale”. “Oltre l’80% dei commerci mondiali sfrutta il canale dei mari e il 90% delle comunicazioni utilizzano canali marini sotterranei”. Risorse, queste, ha fatto notare Boniface, minacciate da fenomeni come “la tratta di esseri umani, la pirateria, il traffico dei migranti”. “Le principali controversie sui confini marittimi provengono dall’Asia orientale”,  ha sottolineato il relatore: “Russia e Cina, Giappone e Corea del Sud, Cina e Taiwan”. Tutti fronti, questi, che “potrebbero diventare scontri e causa di guerre: tutti mostrano i muscoli e speriamo che nessuno li debba usare”. “L’80% delle importazioni arrivano dal mare, che è anche ricco di petrolio e gas”, ha detto Boniface, secondo il quale “l’atteggiamento globale degli Stati Uniti verso gli oceani è preoccupante: gli Usa hanno difficoltà con il multilateralismo, come dimostra il loro ritiro della Conferenza di Parigi”. La protezione dei mari, dunque, “è una questione di governance”, che può essere affrontata solo tramite “una gestione multilaterale degli oceani”. “La Santa Sede – la proposta dell’esperto – può assumere un ruolo-guida per raggiungere soluzioni pacifiche multilaterali per quanto riguarda gli oceani. Se si adottano soluzioni unilaterali, ci saranno scontri e molti rischi”. E di multilateralismo, come metodo per affrontare e tutelare la biodiversità negli oceani, ha parlato anche Ida Caracciolo, docente di diritto internazionale a Napoli, esortando a  “colmare i vuoti di legge” in materia, superando le “divergenze” tra gli Stati.

Riviste: “Munera”, “per costruire la nuova Europa bisogna ripartire dalla cultura”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 14:30

“Che l’idea stessa di Europa sia in crisi è sotto gli occhi di tutti. Per molti l’Europa è un’espressione geografica o poco più. L’euro percepito come un giogo di parametri da rispettare e non come lo strumento per costruire i ponti e gli architravi stampati sulle sue banconote, la paura dell’immigrazione, i populismi e i nazionalismi urlanti, incapaci di accettare le sfumature del mondo contemporaneo, l’idiosincrasia verso ogni discorso valoriale, la pochezza di gran parte della classe politica: questi sono alcuni dei fattori che hanno minato, nel cuore dei suoi cittadini, l’ideale di Europa”. Lo si legge nell’editoriale del nuovo numero di “Munera” (2/2017), rivista di cultura e politica di respiro internazionale”. “Tuttavia, proprio quando crollano le speranze e il sogno svanisce – prosegue l’articolo – è importante ripartire dall’inizio e ritornare alla sorgente originaria per riscoprire perché valga la pena impegnarsi nella costruzione degli Stati Uniti d’Europa. Solo rilanciando e puntando il più in alto possibile si possono avere idee e spinte nuove. È il momento della profezia che sa guardare lontano e pensare a un progetto grande e condiviso. A breve termine, le prossime tornate elettorali in importanti paesi europei ci diranno se siamo giunti al punto più basso che fa saltare il banco. A lungo termine, invece, la forza della profezia sta proprio nel ribaltare la situazione trasformando in opportunità ciò che, a prima vista, appare un ostacolo”.
“Per costruire la nuova Europa bisogna ripartire dalla cultura e, perché questo tema non rimanga un semplice slogan, vale la pena indicare alcuni punti irrinunciabili”: la rivista segnala “la ripresa di una socialità che aiuti a superare l’ideologia individualista”; “la lotta alla povertà, con la vigorosa ripresa di un pensiero egalitario e comunitario”; “l’applicazione di una politica estera fondata sulla Dichiarazione universale dei diritti umani”; “la volontà di essere aperti” sulla scena mondiale”.

Europa e migranti: proposta Comunità Sant’Egidio, “Italia può far valere direttiva Ue su protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 14:28

L’Italia può far valere la Direttiva del Consiglio dell’Unione europea del 20 luglio 2001 sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell’accoglienza degli stessi. È la proposta lanciata dalla Comunità di Sant’Egidio per risolvere il problema della ripartizione dei migranti che giungono nel nostro Paese e ai quali gli Stati europei stanno chiudendo le porte. Ne ha parlato questa mattina Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, mentre all’aeroporto di Fiumicino stava accogliendo un gruppo di famiglie siriane giunte a Roma grazie al progetto dei corridoi umanitari. “La Direttiva europea del luglio 2001 – ha detto Impagliazzo – prevede che in caso di afflussi massicci di sfollati, ed è il caso di questi giorni, l’Europa ripartisca chi arriva su un territorio nei vari territori e dia loro protezione umanitaria, saltando così la grande questione di Dublino. C’è una proposta in piedi, speriamo che venga accolta. Certamente non è alzando nuovi muri che si risolvono i problemi”. La proposta è sostenuta da Mario Giro, vice ministro degli Esteri. “Per troppo tempo – ha affermato – abbiamo fatto gli egoisti, ci siamo scaricati gli uni sugli altri le patate bollenti. Adesso la questione è scaricata su di noi. Ma non si può ora continuare con questo gioco a rimpiattino né giocare sulle ritorsioni né tanto meno sulla vita delle persone, altrimenti l’Europa si ferma sul serio”. La proposta della Sant’Egidio, ha chiosato Giro, “è un’ottima idea perché scavalca Dublino e si basa sul principio di protezione umanitaria temporanea”.

Corridoi umanitari: giunte questa mattina a Fiumicino 52 persone dal Libano. I bambini, “viva l’Italia”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 14:16

“Viva l’Italia”. È un grido di gioia quello che questa mattina hanno lanciato i bambini arrivando dal Libano all’aeroporto di Fiumicino con un volo Alitalia. Sono giunti nel nostro Paese grazie al progetto dei corridoi umanitari promosso da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e Tavola Valdese. Questa mattina sono arrivate 52 persone, per lo più siriane, di cui 34 minori. Tra loro c’è anche una bimba con urgente bisogno di accedere a cure mediche per trapianto di rene, che sarà presa in cura dall’ospedale pediatrico di Torino. Sono stati scelti dal personale delle tre organizzazioni da un campo profughi in Libano, in base a un criterio di vulnerabilità su cui si fonda il progetto. Con questo nuovo arrivo, il nono da quando è stato lanciato il progetto nel febbraio 2016, è stata raggiunta la cifra di oltre 850 persone, arrivate in sicurezza e legalmente in Italia, in accordo con i ministeri degli Esteri e dell’Interno. A dar loro il benvenuto all’aeroporto c’erano Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, Manuela Vinay, in rappresentanza delle Chiese protestanti italiane, Mario Giro, viceministro degli Esteri, ed esponenti del ministero dell’Interno.
“L’Italia da oggi sarà il vostro Paese e soprattutto sarà il vostro futuro”, ha detto Impagliazzo accogliendo il gruppo delle famiglie. E poi a margine, parlando al Sir, ha aggiunto: “Sulla questione migratoria, che è una questione fondamentale del 21° secolo, purtroppo si stanno sollevando tante domande ma non si stanno dando risposte. Quella dei corridoi umanitari è una risposta di grande umanità, fatta secondo le leggi europee. E soprattutto ha mostrato un bellissimo volto umano dell’Italia che ha saputo non soltanto accogliere ma anche integrare”.
Il progetto “sbarca” domani anche in Francia dove è previsto all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi il primo arrivo di 16 profughi grazie, anche qui, al progetto dei corridoi umanitari e a un protocollo d’intesa firmato a marzo con il governo francese, che prevede l’arrivo in 18 mesi di 500 persone altamente vulnerabili provenienti dal Libano.

Migrazioni: Strasburgo, incontro fra Tajani e Muscat. “Problema europeo, approccio solidale e Piano Marshall per l’Africa”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 14:12

(Strasburgo) “Il governo dei flussi migratori non è un problema solo di pochi Stati legato a una particolare posizione geografica: è un’emergenza europea. Solo attraverso maggiore solidarietà e senso di responsabilità da parte di tutti, potremo dare risposte efficaci ai nostri cittadini su uno dei temi che sta a loro più a cuore”. Lo dichiara il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, al termine di un faccia-a-faccia con il primo ministro maltese, Joseph Muscat, per stilare il bilancio dei sei mesi di presidenza dell’Unione europea. Al centro dei colloqui, riferisce l’ufficio stampa di Tajani, il tema dell’immigrazione, con particolare riguardo al ruolo delle Ong nel Mediterraneo centrale e alla situazione in Libia. Tajani e Muscat hanno discusso sull’opportunità di un codice di condotta europeo che dia linee guida in merito alla trasparenza e alle regole d’ingaggio delle Ong che operano nel Mediterraneo. Secondo Tajani “è necessario un approccio solidale e regionale anche per regolare gli sbarchi delle operazioni di soccorso”. Il presidente dell’Europarlamento e il premier maltese hanno anche concordato sulla necessità di aumentare gli sforzi per stabilizzare la Libia e controllare le frontiere esterne. Tajani ha concluso sottolineando che “serve una vera strategia europea, con una politica comune per i rifugiati, la ricollocazione automatica ed equa dei richiedenti asilo e accordi e procedure di rimpatrio più efficaci per gli immigrati irregolari”.
“È necessario agire prima che i migranti rischino la loro vita nel deserto o in mare. Per questo abbiamo bisogno di un Piano Marshall con molte più risorse per l’Africa e di lavorare con i Paesi africani per rafforzare il controllo delle frontiere prima del deserto”.

Arte e teologia: Ptfim sezione San Luigi, un corso specifico sull'”operatore per la valorizzazione e la pastorale dei beni culturali del Mediterraneo”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 14:11

L’“operatore per la valorizzazione e la pastorale dei beni culturali del Mediterraneo” è una nuova figura di impegno culturale e pastorale che la Scuola di alta formazione di arte e teologia della Pontificia Facoltà Teologica meridionale sezione San Luigi (Napoli), intende proporre e definire per il prossimo anno accademico. “Il Mediterraneo è stato individuato come tema specifico del biennio 2017-2018 e 2018-2019. Da sempre crocevia di culture e religioni, il Mediterraneo vive oggi un difficile momento storico, segnato da drammatici conflitti e profonde tensioni (che non escludono quelle di carattere religioso), connessi con le forti instabilità politico-sociali di alcuni suoi territori, con i diffusi fenomeni migratori, con la dissimmetrica distribuzione delle risorse e le differenti condizioni di vita”, si legge in una nota.
“Nel bacino del Mediterraneo s’incontrano e scontrano la civiltà mediorientale e africana e quella occidentale che, pur se segnate da profonde diversità, sono caratterizzate da una straordinaria e spesso convergente ricchezza di tradizioni culturali, di civiltà, credi, testimonianze artistiche”, osserva il direttore della Scuola, padre Pino Di Luccio, decano della sezione San Luigi della Pontificia Facoltà. “È muovendo da queste risorse, e in particolare dalle espressioni artistiche, nella molteplicità delle sue espressioni – aggiunge il condirettore della Scuola, Giorgio Agnisola – che si vuole intraprendere un percorso di formazione che abbia come obiettivo specifico lo studio in una prospettiva teologica delle risorse artistiche e culturali del Mediterraneo, sullo sfondo della storia delle civiltà e delle identità religiose di ieri e di oggi, così da creare competenze e sensibilità nuove in una Chiesa, soprattutto locale, concretamente e consapevolmente aperta alla cultura del dialogo”. Info: www.scuolaarteteologia.it

Ucraina: Salesiani, dopo Expo Casa Don Bosco rivive ora a Vynnyky, alla periferia di Leopoli

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 13:54

Casa Don Bosco rivive in Ucraina: a due anni dalla fine dell’Expo di Milano, il padiglione che ha ospitato per sei mesi tanti giovani di passaggio all’esposizione universale, si trova ora a Vynnyky, cittadina alla periferia di Leopoli. All’inaugurazione, avvenuta domenica 2 luglio, erano presenti il sindaco della Città, Volodymyr Kvurtil, il superiore salesiano della Provincia dell’Ucraina, don Karol Manik, il delegato del rettor maggiore dei Salesiani per Expo Milano 2015, don Claudio Belfiore, tanti salesiani e una folla di bambini, ragazzi e famiglie, tutti raccolti nel dire grazie per questo prezioso dono ai giovani e alla città. La celebrazione eucaristica, in rito bizantino, è sfociata nei giochi con i ragazzi, per arrivare in serata a diventare festa dei giovani, nel compiacimento delle famiglie, delle autorità cittadine e della comunità salesiana.

La comunità salesiana, per valorizzare a pieno la struttura e offrire più opportunità ai giovani, ha già avviato l’allestimento di due campi sportivi e ha predisposto le fondamenta per la costruzione di nuovi locali adiacenti Casa Don Bosco, alcuni da adibire a spogliatoi con docce e altri da destinare ad aule per i corsi di formazione professionale.
L’idea di trasportare Casa Don Bosco da Expo a Vynnyky è stata un’indicazione di Ercole Lucchini, finanziatore e direttore esecutivo del progetto, che a luglio del 2014 ha espresso questa volontà: “Ho ricevuto tanto da Don Bosco e in questa occasione, nell’anno in cui si festeggia il suo bicentenario della nascita (2015, ndr), non poteva mancare la sua presenza in Expo. Come ex allievo salesiano ho voluto e sostenuto questo progetto, per dire grazie a Don Bosco e perché il mondo oggi ha bisogno dell’educazione e dei giovani se vuole avere energia per la vita”.

Ai visitatori, che in numero sempre crescente sono passati a visitare Casa Don Bosco a Milano, i giovani incaricati dell’accoglienza, orgogliosi e soddisfatti, hanno ripetuto che il padiglione era in Expo temporaneamente, per soli sei mesi, in attesa di andare in Ucraina, per essere ciò per cui era stato progettato: luogo di incontro e di formazione dei giovani.

Dialogo interreligioso: incontro in Egitto tra Pontificio Consiglio e Centro di al-Azhar. “Impegno a proseguire” per “promozione della pace”

Agensir.it - Tue, 2017-07-04 13:46

Ieri, 3 luglio, ha avuto luogo, presso la Nunziatura apostolica in Egitto, un incontro tra il Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso (Pcdi) e il Centro di al-Azhar per il dialogo (Cad). A darne notizia è oggi la Sala Stampa della Santa Sede, precisando che la delegazione del Cad era composta dallo sceicco Mohey al-Din Afifi Ahmed, segretario generale dell’Accademia delle ricerche islamiche di al-Azhar e coordinatore del dialogo presso il Cad, e da Kamal Boraiqa Abdelsalam, membro del medesimo Centro. La Delegazione del Pcdi era invece composta da mons. Miguel Ángel Ayuso Guixot, segretario del Pcdi, da mons. Khaled Akasheh, capo ufficio per l’Islam, e da padre Jean Druel, direttore dell’Institut Dominicain des Etudes Orientales del Cairo. “Sulla scia del precedente Accordo del 28 maggio 1998 e alla luce dei discorsi di Papa  Francesco e del Grande Imam di al-Azhar Ahmed Muhammad al-Tayyib durante la storica Conferenza di pace del Cairo il 28 aprile scorso – si legge nel comunicato della Sala Stampa vaticana – si è espresso il comune impegno a proseguire riflessioni condivise, volte a promuovere un dialogo interreligioso proficuo ed efficace, incentrato in particolare sulla promozione della pace e sulla costruzione di un mondo più giusto”.

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