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Diritto canonico: domani alla Lateranense giornata in collaborazione con “monitor Ecclesiasticus”

Agensir.it - Mon, 2017-05-15 12:16

“A 100 anni dalla prima Codificazione”. Nel Centesimo anniversario della prima Codificazione della Chiesa Cattolica ad opera di Benedetto XV, varie sono le iniziative accademiche volte a celebrare questa ricorrenza, tra le quali spiccano le tre giornate di studio organizzate dall’Università Cattolica di Milano, dall’Università di Padova e dalla Pontificia Università Lateranense. Domani, alle ore 15, presso l’Aula Paolo VI della Pontificia Università Lateranense, avrà luogo la seconda giornata di studi in collaborazione con la Rivista Giuridica internazionale del diritto canonico Monitor Ecclesiasticus edita dall’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano. La giornata – informano i promotori – vedrà la partecipazione di monsignor Bregantini, direttore Responsabile della rivista e dell’avvocato Pina Lupica, titolare del Monitor. La prima giornata di studi si è svolta il 21 febbraio scorso, all’Università Cattolica di Milano, mentre l’evento conclusivo si celebrerà nel mese di ottobre a Padova, alla presenza, del presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi. “È la prima volta che prestigiose istituzioni collaborano in sinergia, attraverso lo scambio incrociato di relatori, per sottolineare l’importanza della ricerca scientifica con la capacità di unire le peculiarità proprie dell’Università Statale e dell’Università Pontificia, riconoscendo il contributo che la Rivista Monitor Ecclesiasticus diede alla riflessione dell’epoca”, si legge in una nota. Il Monitor Eccelsiasticus è universalmente riconosciuta come la più antica ed autorevole rivista internazionale di diritto canonico, antesignana delle successive riviste giuridiche che ad essa si sono ispirate. Fondata nel 1876 dal Cardinale Casimiro Génnari, si è sempre distinta per l’impegno posto nell’illustrare i Documenti ufficiali della Santa Sede, presentare la Giurisprudenza dei suoi Tribunali, aprendosi ai temi della legislazione statale nazionale ed internazionale. Nel corso della sua più che secolare funzione la rivista è sempre stata oggetto di speciale apprezzamento e benevolenza da parte dei Sommi Pontefici e Papa Benedetto XV, a cui si deve la promulgazione del primo Codice di Diritto Canonico, volle aggiungere di proprio pugno, sull’intestazione, che la rivista veniva “Proseguita con particolare autorizzazione della Santa Sede”.

Parole O_Stili: Russo, “il ‘Manifesto della Comunicazione non ostile’ sia come una canzone famosa, corale e arrivi il più lontano possibile”

Agensir.it - Mon, 2017-05-15 11:51

“Il ‘Manifesto della Comunicazione non ostile’ è un po’ come una canzone. L’ambizione è che diventi famosa, corale e che arrivi il più lontano possibile”. Lo ha affermato questa mattina Rosy Russo, ideatrice e membro del comitato scientifico di “Parole O_Stili”, aprendo a Milano l’evento “Condivido – Il Manifesto della Comunicazione non ostile nelle scuole” con il quale il Manifesto, presentato a Trieste lo scorso febbraio, è stato consegnato agli studenti delle scuole italiane. Russo ha ricordato che si tratta di un “manifesto di 10 principi, nato in rete e per la rete” redatto “con 100 amici” i cui contribuiti sono stati raccolti con l’obiettivo di “migliorare il web”. I 10 principi sono poi stati scelti con 17mila voti. “L’ambizione della community di Parole O_Stili – ha concluso Russo rivolgendosi ai giovani presenti in sala e a quelli collegati in streaming – è consegnarvi questo manifesto, questa ‘canzone’ che abbiamo scritto: cantatevela più che potete, interpretatela, fatevela vostra”.

Parlamento Ue: confronto con il segretario Onu Guterres. In emiciclo il problema dei cristiani perseguitati in Medio Oriente

Agensir.it - Mon, 2017-05-15 11:35

(Strasburgo) Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, in carica dal gennaio scorso, terrà mercoledì un discorso al Parlamento europeo, che da oggi al 18 maggio si riunisce in sessione plenaria. Fra i temi del suo intervento è facile prevedere la difesa della pace e dei diritti fondamentali nel mondo, il problema delle migrazioni che tocca da vicino il Vecchio continente, la realtà mediorientale con il conflitto siriano e tutti i relativi nodi umanitari e geopolitici. Sempre mercoledì i deputati discuteranno con l’Alto rappresentante della politica estera Federica Mogherini, la situazione dei cristiani perseguitati in Medio Oriente. Nella stessa giornata saranno pure presenti il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e i rappresentanti della Commissione per verificare i risultati dell’ultimo summit dei 27 che ha approvato le linee guida per i negoziati relativi all’uscita del Regno Unito dall’Unione. Nell’agenda dell’Assemblea figurano inoltre la riduzione dello spreco alimentare, la situazione dei diritti fondamentali in Ungheria, le persecuzioni, detenzioni, sparizioni e omicidi di omosessuali in Cecenia, il conflitto in atto tra Israele e Palestina.

Esorcisti: p. Carlin (Faenza), “il diavolo non si conosce, ma esiste”. “Non è prevista una formazione specifica” nei seminari

Agensir.it - Mon, 2017-05-15 11:20

“Il diavolo non si conosce. Siamo vittime di una cultura impregnata della più grande menzogna che satana è riuscito a ordire: la negazione della sua esistenza”. Lo afferma fra Paolo Carlin, esorcista nelle diocesi di Ravenna e Faenza, in un’intervista al Sir a conclusione del corso su “Esorcismo e preghiera di liberazione” che si è tenuto all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Per fra Carlin, teologo morale e portavoce dell’Associazione internazionale esorcisti, “l’immaginario collettivo è orientato dalla cinematografia, ma quelli sono rituali inventati dai registi. Il guaio è quando a seguirli sono anche alcuni sacerdoti”. Il cappuccino ricorda anche che “non è prevista una formazione specifica” nei seminari, e “il corso sugli angeli e sui demoni è sparito dopo il Concilio Vaticano II”: “C’è una più generale scarsità di conoscenza circa gli esseri personali e spirituali, quando un sacerdote si trova davanti a una manifestazione diabolica rischia di restare in estremo imbarazzo”. Quanto alla figura dell’esorcista, fra Carlin spiega: “L’esorcista non è un super sacerdote. È un uomo comune. Talvolta, quando mi chiedono benedizioni ‘speciali’, resto interdetto. Non siamo extraterrestri. Conduciamo la vita dei sacerdoti, fatta di preghiera personale e comunitaria. Mettendo al centro la confessione e l’Eucaristia, perché il maligno usa i nostri peccati contro di noi”. Infine un richiamo all’importanza della confessione per tutti, perché “è più potente di un esorcismo: più mi confesso, più il diavolo è lontano”.

Panama: presentato il logo della Gmg 2019. Disegnato da una studentessa ventenne

Agensir.it - Mon, 2017-05-15 10:44

Un cuore stilizzato, una parte del quale forma la lettera “M”. E poi il Canale di Panamá, che simboleggia il cammino del pellegrino che scopre in Maria il tramite per incontrarsi con Gesù; l’Istmo stilizzato, emblema della terra panamense; sulla sinistra la croce pellegrina; a destra, la silhouette della Vergine, accompagnata da cinque punti bianchi, come segni della corona di Maria, ma anche dei pellegrini provenienti dai cinque continenti. Infine, i colori della bandiera del Paese organizzatore. È questo il logo della Gmg 2019, che si terrà a Panamá dal 22 al 27 gennaio 2019. Vincitrice del concorso è Ambar Calvo, ventenne studentessa di architettura all’Università di Panamá. Il logo è stato scelto tra 103 proposte inviate al Comitato esecutivo per la Gmg e al Dicastero vaticano per i laici, la famiglia e la vita. Ieri la presentazione, nel corso delle celebrazioni che hanno accolto l’arrivo a Panamá della Croce pellegrina del Gmg.

L’arcivescovo di Panamá, mons. José Domingo Ulloa Mendieta, ha detto di sentirsi emozionato per il talento dimostrato dai giovani panamensi e in particolare da Ambar, “che è riuscita a captare il messaggio che desideriamo inviare ai giovani del mondo, le ridotte dimensioni del nostro Paese ma anche la grandezza del nostro cuore, aperto a tutti e tutte senza alcuna esclusione, per mano della Vergine Maria, una giovane coraggiosa, impegnata e generosa, che ha saputo dire ‘Sì’ di fronte alla chiamata di Dio”. “I giovani sono la riserva morale e umana delle nostre società e della stessa Chiesa – ha aggiunto -, sono capaci di trasformarlo completamente e positivamente, rischiando come fece l’adolescente Maria di Nazaret, se solo siamo capaci di insegnare loro ad amare come Gesù ci ha amato”. La giovane vincitrice ha spiegato di aver voluto mostrare attraverso il logo “la tenerezza e l’affidamento di Maria” nel momento in cui dice “Sia fatta la tua volontà”.

Diocesi: mons. Lorefice (Palermo), “ascoltare i giovani e ripensare anche la nostra pastorale”

Agensir.it - Mon, 2017-05-15 10:32

“I giovani devono essere protagonisti della Chiesa e noi dobbiamo ascoltarli e ripensare anche la nostra pastorale”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, in occasione di una riunione congiunta dei Consigli pastorale e presbiterale, che si è conclusa ieri nella Casa diocesana di Baida, in provincia di Palermo. Un appuntamento durante il quale si sono alternati dibattiti e laboratori di studio dedicati ai giovani, che saranno al centro della pastorale diocesana nel prossimo anno. Spazio anche alle riflessioni sul documento preparatorio al Sinodo dei vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. “Abbiamo pregato e fatto strada insieme – ha detto mons. Lorefice –. In questi due giorni c’è stata una grande ricchezza di spunti di riflessione che ci permette di migliorarci. Quello che è emerso è che i giovani debbono essere protagonisti della Chiesa. In questa azione non dobbiamo perdere di vista l’opportunità di una sinergia a partire dalla famiglia e creare ponti di comunicazione per raggiungere tutti gli ambiti della diocesi”. Al termine degli incontri, è stato proposto di realizzare tre festival, dedicati ai giovani, alla fede e ai migranti. A precederli sarà, il 15 settembre, in occasione del 24° anniversario dell’uccisione di don Pino Puglisi, una manifestazione su “don Puglisi e i giovani” e un’assemblea diocesana per interrogarsi su cosa pensano i giovani della Chiesa.

Card. Betori: dedicazione nuova chiesa a Calenzano, “edificare una comunità che viva la comunione nella fraternità e costruisca gesti di carità”

Agensir.it - Mon, 2017-05-15 10:05

“Ponendo questo edificio accanto all’imponente sviluppo urbano che Calenzano ha registrato negli ultimi anni, abbiamo voluto offrire alla gente di questo territorio un luogo in cui potersi raccogliere nell’ascolto della Parola di Dio e nella celebrazione dei sacramenti, per edificare una comunità che, animata dallo Spirito Santo, viva la comunione nella fraternità e costruisca gesti di carità verso tutti”. Lo ha affermato ieri pomeriggio l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, presiedendo la dedicazione al culto della nuova Chiesa Maria Santissima Madre di Dio a Calenzano (Fi). “In una società dispersa e divisa, dominata da istinti egoistici e che così poco si cura dei più deboli e indifesi”, ha osservato Betori nell’omelia, “essere cristiani significa andare controcorrente rispetto ai modelli dominanti nel mondo di oggi”. “Mai come oggi sentiamo l’urgenza di trovare riconciliazione e pace per l’umanità”, ha aggiunto, sottolineando che “in un mondo sconvolto da guerre, genocidi, terrorismo, miseria e migrazioni forzate, ci interroghiamo sgomenti se il nostro futuro debbano essere lo scontro di civiltà e l’indifferenza di fronte ai drammi dei conflitti e della povertà”. “Essere Chiesa segno della riconciliazione di Dio – ha rilevato il cardinale – vuol dire testimoniare la forza di riconciliazione e di amore che scaturisce dal Vangelo di Gesù. L’edificio della Chiesa, che noi siamo, deve risplendere di questa speranza operosa e di questa carità illuminata dal dono della vita del Signore”.

Passeggini vuoti al Colosseo: De Palo (Forum famiglie), “il tema della demografia e delle politiche familiari sia tra le priorità”

Agensir.it - Mon, 2017-05-15 09:58

Migliaia di famiglie si sono date appuntamento ieri al Colosseo per richiamare l’attenzione della società, della politica e delle Istituzioni sull’emergenza demografica in Italia. “Nel giorno della festa della mamma, vogliamo porre al centro dell’opinione pubblica il tema dei prossimi vent’anni in Italia: il fatto che non facciamo più figli” ha detto Gianluigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari. Sullo sfondo del Colosseo le mamme e i papà hanno portato centinaia di passeggini e seggioloni vuoti, immagine simbolica del futuro che attende l’Italia se non si corre ai ripari: “Oggi in Italia fare un figlio è una delle prime cause di povertà. I giovani e le donne vorrebbero fare 2 o più figli, ma non riescono a realizzare i loro sogni. Un Paese che non riesce ad assicurare ai suoi cittadini il minimo indispensabile (un lavoro, una casa e una famiglia con figli) non va da nessuna parte. La nostra società è sulla schiena delle mamme. Sono 40 anni che tutti si riempiono la bocca della parola famiglia – ha aggiunto De Palo -, ma poi nessuno ha fatto mai nulla. Oggi siamo giunti ad un punto di non ritorno: ogni anno sono più le persone che muoiono rispetto a quelle che nascono. I dati Istat non servono ad essere commentati sulle agenzie. Se non diventano azione politica restano letteratura”.

“Ci auguriamo che nella prossima legge di stabilità non solo ci siano misure concrete per le famiglie e per la natalità, ma anche che il dibattito su quelle proposte veda una unità di intenti da parte di tutte le forze politiche: è finito il tempo delle polemiche e degli ostruzionismi. Qui è in ballo l’esistenza del nostro Paese e il futuro dei nostri figli”, ha concluso De Palo: “Nelle prossime settimane il Forum delle associazioni familiari inviterà tutte le forze politiche ad un momento di confronto e approfondimento per fare in modo che il tema della demografia e delle politiche familiari sia tra le priorità dei programmi dei singoli partiti in vista della prossime elezioni”.

Messico: p. Solalinde, “migliaia di migranti desaparecidos, l’orrore delle fosse comuni”

Agensir.it - Mon, 2017-05-15 09:33

“Non esiste un altro Paese al mondo come il Messico dove spariscono così tante persone, non solo migranti. Le fosse clandestine sono un orrore. Ogni giorno se ne scopre una”: a parlare, in una intervista al Sir è padre Alejandro Solalinde, 72 anni, fondatore del centro per migranti “Hermanos en el camino” a Ixpetec, nello Stato messicano di Oaxaca. Sulla sua testa pende una taglia di 1 milione di dollari. I narcotrafficanti lo vogliono morto perché non ha paura di denunciare la tragedia dei 500mila migranti del Centro e Sud America che transitano per il Messico nel tentativo di raggiungere gli Stati Uniti, né le connivenze con le forze dell’ordine e la politica. I migranti vengono rapiti, torturati, violentati e uccisi se non pagano il riscatto alla criminalità organizzata o si rifiutano di entrare nelle loro fila. Il suo centro d’accoglienza stima più di 10mila migranti desaparecidos , ma secondo altre fonti sono oltre 70mila. Nel secondo Paese più violento al mondo (dopo la Siria), con 23mila omicidi l’anno e migliaia di desaparecidos ritrovati dopo anni nell’orrore delle fosse comuni clandestine, la coraggiosa testimonianza di padre Solalinde ha fatto il giro del mondo. Tanto da valergli una nomination al Premio Nobel per la Pace 2017.

“Nonostante le minacce di morte e le azioni violente vivo tranquillo nella mia fede – dice -: per me è importante portare a termine questo impegno e lo sto facendo ogni giorno. Se la mafia e il governo corrotto me lo permettono andrò avanti. Non voglio perdere la responsabilità della missione né la gioia di vivere. Voglio continuare a difendere i migranti nonostante le minacce e nonostante i pericoli. Finora Dio mi è stato accanto e mi ha salvato”. Il sacerdote messicano dice che la maggior parte dei corpi che ritrovano nelle fosse comuni sono di migranti poveri che venivano dal Sud e Centro America: “hanno incontrato in Messico la morte perché non hanno potuto pagare il riscatto o non hanno voluto lavorare come sicari per il crimine organizzato.  Queste sparizioni hanno  a che vedere con le corporazioni poliziesche del Messico ma anche con l’esercito e la Marina. Viviamo in uno Stato dove il crimine organizzato si è maledettamente infiltrato”.

 

Messico: p. Solalinde, “1 migrante su 4 riesce ad entrare negli Usa”

Agensir.it - Mon, 2017-05-15 09:33

“Da quando Trump è presidente il 25% della popolazione migrante (su 500.000 presenti in Messico) riesce a raggiungere gli Usa. Donald Trump non può contenere la migrazione perché la frontiera non è controllata dagli Usa né dal governo messicano ma dal crimine organizzato”. Lo dice al Sir padre Alejandro Solalinde,  fondatore del centro per migranti “Hermanos en el camino” (“Fratelli sulla strada”) a Ixpetec, nello Stato messicano di Oaxaca. “In entrambi i lati c’è corruzione.  Ci sono almeno quattro modi per entrare. La corruzione è il ponte dove passano i migranti, pagando. Circa il 25%  si sono arresi e stanno tornando al proprio Paese. Però il 50% sta decidendo se restare in Messico, almeno fino a quando ci sarà Donald Trump”. A suo parere la minaccia di Trump di ultimare la costruzione del muro “non serve perché è già tardi. I migranti sono già negli Usa: ci sono 34 milioni di messicani, con 11 milioni di migranti senza documenti e altri che continuano ad arrivare. Una popolazione che si sta moltiplicando per tre. Il volto nuovo delle Chiese cattolica ed evangelica negli Usa è migrante”.  E a proposito dell’Europa e della sua paura del terrorismo e del diverso: “Una cosa che manca all’Europa è una migliore conoscenza della storia della colonizzazione europea in Africa – afferma padre Solalinde -: l’Europa ha stabilito frontiere e creato conflitti storici, saccheggiato le ricchezze africane con le quali ha vissuto comodamente per tanti anni.  Bisogna distinguere tra i migranti che vengono a lavorare e che ricostruiranno una nuova Europa e i migranti terroristi che vengono per vendicarsi del danno che l’Europa ha causato all’Africa. C’è una sorta di vendetta, di rivincita, dell’Isis nei confronti dell’Europa, ma questo non ha niente a che vedere con i migranti: è una questione politica”.

Sir: le principali notizie dall’Italia e dal mondo. Oggi incontro Macron e Merkel. Corea del Nord pronta ad attacco basi Usa. ‘Ndrangheta e migranti, arresti a Isola Capo Rizzuto

Agensir.it - Mon, 2017-05-15 09:20

Unione Europea. Macron e Merkel, oggi l’incontro per rilanciare l’alleanza che guida l’Europa

Oggi il nuovo presidente della Francia, Emmanuel Macron, sarà a Berlino, per un incontro con Angela Merkel, come Hollande aveva fatto 5 anni fa. nuovo presidente, Emmanuel Macron. C’è molto di simbolico in questo incontro di oggi e ci sarà subito molto di sostanziale. Con il faccia a faccia Macron-Merkel, si ricomincia dall’asse franco-tedesco, per rimettere in moto l’Unione europea dopo che Macron nel suo programma elettorale, aveva promesso di “rilanciare e rifondare l’Europa”. L’alleanza franco-tedesca ha una data di nascita: era il gennaio 1963, quando Charles De Gaulle e Conrad Adenauer firmarono il trattato dell’Eliseo.

Francia. Macron all’Eliseo, finisce l’era di Hollande. “L’Europa ha bisogno di una Francia forte”

Ieri con la cerimonia ufficiale all’Eliseo, c’è stato il passaggio di consegne dal vecchio, Francois Hollande, al nuovo presidente, Emmanuel Macron. “Il mondo e l’Europa hanno bisogno più che mai della Francia, di una Francia forte”, ha detto Macron nel suo primo discorso all’Eliseo dopo la proclamazione. “Il 7 maggio i francesi hanno scelto lo spirito di conquista”. “C’è bisogno di una Francia che sappia inventare il futuro. La mia prima esigenza sarà di restituire ai francesi la fiducia in se stessi che per troppo tempo è stata indebolita. Sarà un lavoro lento, esigente ma indispensabile”, ha affermato il nuovo presidente.

Germania. Exit poll Nord-Reno Westfalia, Cdu Merkel in netto vantaggio

I socialdemocratici tedeschi, nel Nord Reno-Westfalia, hanno incassato una terza, pesantissima sconfitta alle amministrative. La Cdu di Angela Merkel vince nella regione più popolosa del Paese, che rappresenta un quinto degli elettori. Martin Schulz però va avanti e contiene la delusione. Ai diversi giornalisti che gli hanno chiesto se voglia fare un passo indietro, ha replicato: “Sono presidente della Spd da neanche 100 giorni, non sono un mago. Da domani lavoreremo al programma”.

Corea del Nord. Pyongyang minaccia basi Usa in Pacifico

La Corea del Nord rivendica il successo dell’ultimo lancio missilistico e afferma che il vettore testato è in grado di trasportare una testata nucleare di grandi dimensioni. E minaccia: le basi Usa nell’Asia-Pacifico sono nel range di un attacco. Le operazioni, sono ”una chiara violazione delle risoluzioni dell’Onu” e ”una grave minaccia alla sicurezza regionale”, ha commentato il neo presidente sudcoreano Moon Jae-in invitando Pyongyang a lavorare alla ripresa del dialogo. Il premier Paolo Gentiloni a Pechino per il Forum ‘Belt and Road’ ha detto: “Preoccupa quello che succede in questo quadrante del mondo. La risposta credo debba venire con fermezza, anche in questo contesto, che è prevalentemente economico”. Bisogna puntare “sulla diplomazia e l’Italia ha un ruolo particolare essendo alla presidenza del comitato Onu per le sanzioni”, ha aggiunto. Domani riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu sulla crisi nordcoreana.

‘Ndrangheta e Migranti. Cosca Arena, 68 fermi. “Gestivano centro a Isola Capo Rizzuto”

Smantellata la cosca Arena di Isola Capo Rizzuto (Crotone) con il fermo di 68 persone disposto dalla Dda di Catanzaro. La cosca controllava a fini di lucro la gestione del centro di accoglienza per migranti di Isola. Il capo della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, Leonardo Sacco, ed il parroco dello stesso paese, don Edoardo Scordio, sono tra i fermati dell’operazione denominata ”Jonny”. La Misericordia gestisce il Centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Isola, uno dei più grandi d’Europa, che secondo le indagini sarebbe stato controllato dalla cosca Arena. I due sono accusati di associazione mafiosa, oltre a vari reati finanziari e di diversi casi di malversazione, reati aggravati dalle finalità mafiose.

Primarie Lega. Salvini stravince con l’82,7% dei voti

Matteo Salvini ha vinto le primarie della Lega Nord con l’82,7% dei voti contro Gianni Fava. È quanto è stato comunicato al termine dello scrutinio. “Una sola parola: grazie. Abbiamo abbondantemente superato l’80% dei voti! Ora l’obiettivo è mandare a casa Renzi, Alfano, Boschi e Boldrini, bloccare l’invasione clandestina in corso, rilanciare lavoro e speranza in Italia. Se voi siete pronti, io ci sono. Insieme si vince!”. Questo il messaggio di Matteo Salvini ai militanti dopo la vittoria alle primarie della Lega Nord. Circa 15.000 militanti della Lega Nord sono stati chiamati a scegliere il segretario federale.

Papa Francesco: Regina Coeli, appello per popolazioni in guerra e invito a ricordare tutte le mamme, anche quelle “in cielo”

Agensir.it - Mon, 2017-05-15 09:02

“Affido a Maria, Regina della pace, la sorte delle popolazioni afflitte da guerre e conflitti, in particolare in Medio Oriente”. Lo ha detto il Papa, dopo la recita del Regina Coeli di ieri, davanti a 25mila fedeli. “Tante persone innocenti sono duramente provate, sia cristiane, sia musulmane, sia appartenenti a minoranze come gli yazidi, i quali subiscono tragiche violenze e discriminazioni”, la denuncia: “Alla mia solidarietà si accompagna il ricordo nella preghiera, mentre ringrazio quanti si impegnano a sovvenire ai bisogni umanitari”. “Incoraggio le diverse comunità a percorrere la strada del dialogo e della amicizia sociale per costruire un futuro di rispetto, di sicurezza e di pace, lontano da ogni sorta di guerra”, l’appello di Francesco, che ha salutato anche i partecipanti all’iniziativa denominata “Passeggini vuoti” e il gruppo delle mamme di Bordighera: “Il futuro delle nostre società richiede da parte di tutti, specialmente delle istituzioni, un’attenzione concreta alla vita e alla maternità”, l’altro appello del Papa, “particolarmente significativo oggi mentre si celebra, in tanti Paesi, la festa della mamma”. “Ricordiamo con gratitudine e affetto tutte le mamme, anche le nostre mamme in cielo, affidandole a Maria, la mamma di Gesù”, ha aggiunto Francesco a braccio: “E adesso vi faccio una proposta: rimaniamo alcuni istanti in silenzio, ognuno pregando per la propria mamma”.

Papa Francesco: Regina Coeli, “anche oggi c’è bisogno di preghiera e di penitenza per implorare la fine di tante guerre”

Agensir.it - Mon, 2017-05-15 09:00

“Anche oggi c’è tanto bisogno di preghiera e di penitenza per implorare la grazia della conversione, per implorare la fine di tante guerre che sono dappertutto nel mondo e che si allargano sempre di più, come pure la fine degli assurdi conflitti grandi e piccoli, che sfigurano il volto dell’umanità”. Con queste parole, durante il Rgina Coeli di ieri, il Papa ha attualizzato il viaggio a Fatima, di cui – davanti a 25mila fedeli – ha ripercorso le tappe. “Lasciamoci guidare dalla luce che viene da Fatima. Il Cuore Immacolato di Maria sia sempre il nostro rifugio, la nostra consolazione e la via che ci conduce a Cristo”, l’auspicio finale. “A Fatima – ha esordito Francesco – mi sono immerso nella preghiera del santo popolo fedele, preghiera che là scorre da cento anni come un fiume, per implorare la protezione materna di Maria sul mondo intero”. “Rendo grazie al Signore che mi ha concesso di recarmi ai piedi della Vergine Madre come pellegrino di speranza e di pace. E ringrazio di cuore i vescovi, il vescovo di Leiria-Fatima, le autorità dello Stato, il presidente della Repubblica e tutti coloro che hanno offerto la loro collaborazione”, il tributo del Papa. “Fin dall’inizio, quando nella Cappella delle Apparizioni sono rimasto a lungo in silenzio, accompagnato dal silenzio orante di tutti i pellegrini, si è creato un clima raccolto e contemplativo, in cui si sono svolti i vari momenti di preghiera”, ha ricordato: “E al centro di tutto è stato ed è il Signore Risorto, presente in mezzo al suo Popolo nella Parola e nell’Eucaristia. Presente in mezzo ai tanti malati, che sono protagonisti della vita liturgica e pastorale di Fatima, come di ogni santuario mariano”. “A Fatima la Vergine ha scelto il cuore innocente e la semplicità dei piccoli Francesco, Giacinta e Lucia, quali depositari del suo messaggio”, le parole dedicate ai pastorelli: “Questi fanciulli lo hanno accolto degnamente, così da essere riconosciuti come testimoni affidabili delle apparizioni, e diventando modelli di vita cristiana”. “Con la canonizzazione di Francesco e Giacinta, ho voluto proporre a tutta la Chiesa il loro esempio di adesione a Cristo e la testimonianza evangelica e anche ho voluto proporre a tutta la Chiesa di avere cura dei bambini”, ha spiegato il Papa, precisando che “la loro santità non è conseguenza delle apparizioni, ma della fedeltà e dell’ardore con cui essi hanno corrisposto al privilegio ricevuto di poter vedere la Vergine Maria. Dopo l’incontro con la ‘bella Signora’ – così la chiamavano -, essi recitavano frequentemente il Rosario, facevano penitenza e offrivano sacrifici per ottenere la fine della guerra e per le anime più bisognose della divina misericordia”.

Con ago-e-filo sei una (ma)donna. Auguri, mamma!

Marco Pozza - Sun, 2017-05-14 07:10

agoefilo

L'ho vista all'opera per un'infinità di volte il cui numero ormai mi sfugge nel gesto che più mi strega di lei: nel mentre inumidisce un filo di cotone, per farlo passare più facilmente nella cruna dell'ago. Sulle sue ginocchia tiene della seta da cucire, un paio di jeans da riparare, un bottone da riattaccare alla tuta da lavoro di papà. Ancor oggi, quando per la mente mi attraversa il ricordo di lei, me la ritrovo sempre così: con quell'ago che le vibra sulle labbra e che, col

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Con ago-e-filo sei una (ma)donna. Auguri, mamma!

Marco Pozza - Sun, 2017-05-14 00:25

agoefilo

L'ho vista all'opera per un'infinità di volte il cui numero ormai mi sfugge nel gesto che più mi strega di lei: nel mentre inumidisce un filo di cotone, per farlo passare più facilmente nella cruna dell'ago. Sulle sue ginocchia tiene della seta da cucire, un paio di jeans da riparare, un bottone da riattaccare alla tuta da lavoro di papà. Ancor oggi, quando per la mente mi attraversa il ricordo di lei, me la ritrovo sempre così: con quell'ago che le vibra sulle labbra e che, col

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"Guardalo: è tutto suo Padre. Sembrano un tutt'Uno"

Marco Pozza - Sun, 2017-05-14 00:21

papafiglio

Parole di testamento. Più somma di briciole che un discorso articolato. Cristo ha il fiatone tipico di chi è arrivato sotto al patibolo. Parole-frammenti, dei complementi d'intimità: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me» (Gv 14,1-12). Le risposte degli amici, a quel discorso così contornato di pause, furono di smarrimento, singhiozzi di passeri dopo una sassaiola: «Signore, non sappiamo dove vai. Come possiamo conoscere la via?» A domanda di uomini, piombarono loro addosso parole ad altissimo tasso di stupore: «Io

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Papa Francesco: su dimissioni Marie Collins, “aveva ragione ma noi eravamo sulla strada. Ci sono duemila casi ammucchiati in attesa”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 22:05

“Marie Collins mi ha spiegato bene la cosa, ho parlato con lei, è una brava donna. E continuerà a lavorare nella formazione con sacerdoti su questo punto”. Così Papa Francesco rispondendo alla domanda di un giornalista sul volo di ritorno da Fatima, circa le dimissioni di Marie Collins da membro della Pontificia Commissione per la tutela dei minori. Marie Collins, ha aggiunto il Papa, “ha rivolto questa accusa e un po’ di ragione ce l’ha perché ci sono tanti casi in ritardo. In ritardo perché si ammucchiavano lì. In questo tempo si è dovuto fare la legislazione, oggi in quasi tutte le diocesi c’è un protocollo da seguire, i dossier vengono fatti bene: questo è un passo. C’è poca gente, c’è bisogno di più personale capace di seguire questo, il segretario di Stato e il cardinale Mueller stanno cercando più personale. Si è cambiato il direttore dell’ufficio disciplinare della Congregazione per la dottrina della fede, che era bravissimo ma un po’ stanco ed è tornato in patria per fare lo stesso lavoro lì. Il nuovo è un irlandese, monsignor Kennedy, molto bravo ed efficiente, e questo aiuterà abbastanza”.
Poi, ha proseguito il Papa, “c’è un problema: a volte i vescovi inviano i casi, se il protocollo va bene, passa subito alla riunione della ‘Feria IV’ (la riunione mensile della Congregazione, ndr), altrimenti deve tornare indietro e, per questo, si pensa ad aiuti continentali, uno o due per continente: dei pre-Tribunali o Tribunali continentali. Quando la ‘Feria IV’ riduceva un sacerdote allo stato clericale, se lui faceva ricorso, il caso veniva studiato dalla stessa ‘Feria IV’. Ho creato un altro tribunale e ho messo a capo di questo una persona indiscutibile, l’arcivescovo di Malta, mons. Scicluna, tra i più forti contro gli abusi. Se viene approvata la prima sentenza, è finito il caso, il sacerdote ha solo la possibilità di appellarsi al Papa per chiedere la grazia: io mai ho firmato una grazia. Marie Collins aveva ragione ma noi eravamo sulla strada, ci sono duemila casi ammucchiati in attesa”.

Papa Francesco: su Medjugorje, “preferisco la Madonna Madre che non la Madonna capo di ufficio telegrafico”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 22:03

“Tutte le apparizioni o le presunte apparizioni appartengono alla sfera privata, non sono parte del magistero pubblico ordinario”. Così Papa Francesco rispondendo alla domanda di un giornalista sul volo di ritorno da Fatima, in merito a Medjugorje. “Benedetto XVI – ha ricordato il Papa – ha istituito una commissione presieduta dal cardinale Ruini. Io ho ricevuto il risultato: la commissione era composta di bravi teologi, vescovi e cardinali. La relazione della Commissione è molto, molto buona. C’erano alcuni dubbi nella Congregazione per la dottrina della fede e il dicastero ha giudicato opportuno inviare a ognuno dei membri della ‘Feria IV’ – la riunione mensile della Congregazione – tutta la documentazione, anche i pareri contrari alla relazione Ruini. Io ho ricevuto la notificazione un sabato, in tarda serata. Non mi è sembrato giusto: era come mettere ‘all’asta’ la relazione Ruini, che è molto ben fatta. Domenica mattina il prefetto della dottrina della fede ha ricevuto una lettera nella quale gli chiedo che invece di inviare alla ‘Feria IV’ quelle opinioni contrarie, le inviino a me personalmente. Questi pareri sono stati studiati: tutti sottolineano la densità della relazione Ruini”. Francesco ha sottolineato che “si devono distinguere tre cose: le prime apparizioni, quando i veggenti erano ragazzi e la relazione dice che si deve continuare a investigare quelle. Sulle presunte apparizioni attuali, la relazione presenta i suoi dubbi. Io personalmente sono più cattivo, preferisco la Madonna Madre che non la Madonna capo di ufficio telegrafico che ogni giorno invia un messaggio. E queste presunte apparizioni non hanno tanto valore: questo lo dico come opinione personale. C’è chi pensa che la Madonna dica: venite, quel tal giorno alla tal ora darò un messaggio a quel veggente. Poi, terzo punto, c’è il fatto spirituale e pastorale, il nocciolo della relazione: gente che si converte, che incontra Dio, che cambia vita. E questo non grazie a una bacchetta magica. Questo fatto non si può negare. Adesso per vedere tutto quanto, ho nominato un vescovo bravo (monsignor Hoser, ndr) che ha esperienza per occuparsi della parte pastorale. Alla fine si dirà qualche parola”.

Papa Francesco: su Ong-migranti, “le indagini proseguano e venga fuori tutta la verità”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 22:01

“Ho letto che c’è questo problema, ma ancora non conosco i dettagli e, per questo, non posso dire. So che c’è un problema e che le indagini vanno avanti. Auguro che proseguano e che tutta la verità venga fuori”. Così Papa Francesco rispondendo alla domanda di un giornalista sul volo di ritorno da Fatima, in merito alle polemiche attuali italiane circa i rapporti Ong-scafisti.

Papa Francesco: sui Lefebvriani, “non è un problema di vincitori o sconfitti”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 21:58

“Scarterei ogni forma di trionfalismo. Alcuni giorni fa nella ‘feria quarta’ della Dottrina della fede hanno studiato un documento che ancora non mi è arrivato. I rapporti attuali in ogni caso sono fraterni: l’hanno scorso ho dato dispensa per la confessione e per i matrimoni”. Così Papa Francesco rispondendo alla domanda di un giornalista sul volo di ritorno da Fatima, circa un possibile “accordo” con la Fraternità San Pio X (Lefebvriani). “Con mons. Fellay – ha aggiunto il Papa – ho un buon rapporto. A me non piace affrettare le cose, ma camminare, camminare e camminare e poi si vedrà. Non è un problema di vincitori o sconfitti, ma di fratelli che devono camminare insieme cercando la formula per fare passi avanti”.

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