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Papa Francesco: “le risorse energetiche non devono essere lasciate in balìa di speculazione né diventare fonte di conflitti”

Agensir.it - Sat, 2017-09-02 10:54

“Le risorse energetiche non devono essere lasciate in balìa della speculazione, né diventare fonte di conflitti”. È quanto afferma Papa Francesco nel messaggio in occasione del “National day” della Santa Sede all’Expo 2017 di Astana, in Kazakhistan, dedicato al tema “Energia futura”. “È molto importante riflettere con serietà e responsabilità sulle modalità con cui, nei prossimi anni, l’umanità adopererà, anche mediante nuove e innovative tecnologie, le risorse energetiche che ha ricevuto in dono, in eredità comune”, osserva il Papa. “Da tali modalità – aggiunge – dipendono sia la salute del pianeta, sia il benessere delle nostre società; un benessere da intendersi in modo integrale, non solamente come prosperità economica o capacità di consumo”. Secondo il Papa, “dobbiamo piuttosto fare in modo che l’energia venga messa al servizio di ciò che ci rende migliori, di ciò che fa fiorire e fruttificare la nostra umanità, che, per sua natura, è portata verso la relazione, verso gli altri, verso la solidarietà, verso l’amore”. “A tale scopo – prosegue – è necessario un ampio e sincero dialogo, a tutti i livelli, tra i diversi settori delle nostre società” perché “Energia futura” – rileva – “non è solo un compito per ricercatori, tecnologi o investitori: anche il mondo della cultura, della politica, dell’educazione e quello religioso sono interpellati”. Il Papa parla anche di dialogo e concertazione tra le religioni, una “consuetudine” che si va affermando in Kazakhistan, “Paese così ricco etnicamente, culturalmente e spiritualmente”. “È mio vivo auspicio che le varie religioni partecipino a questo dialogo”, continua il Papa sottolineando che “il modo in cui usiamo le risorse energetiche è un indicatore di come stiamo svolgendo il compito che – secondo molte tradizioni religiose – ci è stato affidato da Dio di prenderci cura del pianeta sul quale viviamo e dei nostri fratelli in umanità, vicini o lontani nello spazio e nel tempo”. “Se usiamo l’energia in modo solidale e sostenibile, allora stiamo svolgendo bene tale compito. Altrimenti, no. È in gioco la nostra stessa dignità; sono in gioco la giustizia e la pace”, conclude.

Albania: mons. Frendo (Tiranë-Durrës) per l’ordinazione episcopale di mons. Meta, “la fede sia sempre la motivazione dietro ogni iniziativa e ogni attività”

Agensir.it - Sat, 2017-09-02 10:53

“La fede sia sempre la motivazione dietro ogni iniziativa e ogni attività, in particolare nei tuoi rapporti con il popolo, specialmente i poveri, in modo che potrai vedere il volto di Gesù Cristo in ogni persona che si avvicina a te”. È l’augurio espresso questa mattina da monsignor George Frendo, arcivescovo metropolita di Tiranë-Durrës, nel corso della celebrazione eucaristica nella quale ha conferito, nella Cattedrale di Rrëshen, l’ordinazione episcopale a mons. Gjergj Meta, nominato lo scorso 15 giugno da Papa Francesco vescovo di Rrëshen. Commentando le letture della liturgia, mons. Frendo rivolgendosi al neo vescovo ha affermato che “sei ancora nella luna di miele. Questo periodo passerà. Verranno momenti di solitudine in cui ti sentirai incompreso”. Ma “è bene che nella vita facciamo esperienze di questo genere” perché “se le accogliamo con uno spirito cristiano, ci insegneranno l’umiltà”. L’arcivescovo ha poi ricordato come “solo l’amore ci fa degni e capaci di accettare ed eseguire una missione che Dio ci affida”. “Nella tua missione pastorale – ha assicurato mons. Frendo – avrai senza dubbio il sostegno dei nostri martiri, specialmente quelli di Mirdita: i beati dom Jak Bushati, dom Mark Gjani, dom Anton Zogaj, Marie Tuci e, in particolare, Frano Gjini, vescovo di Orosh”. “Il Signore ti ha donato molti talenti”, ha riconosciuto mons. Frendo che fino a due mesi fa ha avuto mons. Meta “come braccio destro nella direzione dell’arcidiocesi metropolitana di Tirana-Durazzo”. Ma “non dimenticare che tutto quello che abbiamo è un dono. Lascia che ogni successo della tua vita sia un’opportunità per rivolgerti a Dio dicendogli: ‘Grazie, o Signore, perché mi hai usato per realizzare il tuo piano’. Similmente – ha concluso – ogni delusione possa essere una possibilità per imparare e sperimentare l’umiltà”.

Papa in Colombia: Danilo Conta (italiano sequestrato da Farc), “prime vittime del conflitto i tanti bambini soldato”

Agensir.it - Sat, 2017-09-02 08:15

Danilo Conta, di origini trentine, è stato rapito nel 1996 dalle Farc e per sei mesi è stato loro prigioniero nel sud del dipartimento di Antioquia. All’epoca era un ristoratore affermato, con un’attività a Bogotá e una fattoria comprata da poco nel dipartimento del Caldas, nei pressi del lago di San Diego, alle pendici della cordigliera centrale. Già allora Conta aveva avviato un contenzioso con lo Stato colombiano, che gli aveva ritirato il visto per inesistenti precedenti penali. “Una vicenda che non si è ancora conclusa – dice al Sir dalla sua abitazione nella capitale colombiana, nell’ambito di un’inchiesta sulle vittime del conflitto colombiano e la riconciliazione -. A metà anni ‘90 avevo acquistato una fattoria per farci un secondo ristorante. Lì 12 persone armate, tutte giovanissime, vennero a prelevarmi. Camminammo molto, poi durante il sequestro spesso cambiavamo posto. Le Farc avevano apparecchiature, per esempio le radio, che l’esercito se le sognava”. Il sequestro si concluse con la liberazione avvenuta dopo il pagamento di un riscatto. E mentre il pensiero di Conta è legato oggi al suo mai risolto contenzioso, viene spontaneo chiedergli cosa pensi delle Farc e cosa significhi per lui perdono e riconciliazione: “Quello della pace è un cammino giusto e necessario. Certo, mi piacerebbe che, mentre alle Farc è garantito l’accesso in Parlamento alle prossime elezioni, si tenesse maggior conto delle tante vittime del conflitto. Detto questo, per me le prime vittime sono stati proprio quei tanti bambini e ragazzi costretti ad imbracciare il fucile. Quando sono stato rapito il più grande tra loro avrà avuto 16 anni…”.

Papa in Colombia: Kelly Hincapie (giurista), “le Farc hanno ammazzato mio padre. Perdonare però è necessario”

Agensir.it - Sat, 2017-09-02 08:12

La presenza del Papa? “Una grande speranza e opportunità per la Colombia”. È questo il giudizio della giovane Kelly Fernanda Hincapie Marroquín, intervistata dal Sir nell’ambito di un’inchiesta sulle vittime del conflitto colombiano e la riconciliazione. Laureata in legge ed esperta in diritti umani, vive oggi a Bogotá, ma proviene da uno dei dipartimenti dove il conflitto ha fatto più vittime, il Caquetá, zona amazzonica nel sudest del Paese e precisamente dal municipio di El Paujil. Nel 1993, quando aveva due anni, le Farc hanno ucciso il papà. Per anni ha assistito alle scorribande della guerriglia, e poi a quelle dei paramilitari. La sua voce è ancora carica di emozione quando racconta la sua terribile infanzia e adolescenza: “C’erano morti ogni giorno, negli anni della presidenza Uribe ci fu un’ondata di violenza impressionante. Esercito e guerriglia si fronteggiavano in mezzo alla gente, non sapevamo dove scappare, correvamo da una stanza all’altra. Ogni tanto arrivava il cosiddetto aereo fantasma, con il suo carico di morte”. Anche a causa di quello che ha visto, di tante violenze, torture, violazioni di diritti, Kelly si è laureata in giurisprudenza a Florencia, capoluogo del Caquetá, e sta ancora studiando per specializzarsi, lavorando nel contempo come avvocata alla Defensoría Militar. In questi anni la giovane ha maturato una convinzione: il futuro della Colombia nasce dalla vita quotidiana, dal lavoro, dalla famiglia… “È stata dura crescere senza il papà. Ora, però, tutti i colombiani devono contribuire con il loro piccolo granello, la pace e la riconciliazione partono della famiglia, che è la cellula fondamentale della società. Perdonare è necessario, anche se l’accordo ha dato troppe garanzie agli ex guerriglieri”.

Mostra del cinema: film ed eventi in programma oggi. Arriva Clooney in concorso con “Suburbicon”. È il giorno di Patierno e Winspeare

Agensir.it - Sat, 2017-09-02 08:00

Sabato 2 settembre, quarto giorno alla 74ª Mostra del Cinema della Biennale di Venezia. Il film certamente più atteso è “Suburbicon”, sesta regia cinematografica di George Clooney, film che sarà presentato alla stampa alle 8.30, mentre il tappeto rosso con tutto il cast – Matt Damon, Oscar Isaac e Julianne Moore – è previsto alle 19.15. Clooney racconta l’America degli anni ‘50, in una galleria di ritratti umani giocati tra apparenze e realtà, svelando così le derive della classe media statunitense. La sceneggiatura è firmata oltre che da George Clooney, Grant Heslov nonché dai fratelli Ethal e Joel Coen.
Nella mattina di sabato verrà mostrato fuori concorso il francese “La mélodie” di Rachid Hami, sul tema della formazione, dell’integrazione e del riscatto grazie alla musica. E sempre dalla Francia arriva “La villa” di Robert Guédiguian, opera in Concorso che sarà presentata in anteprima alla stampa alle 20.00, mentre il cast incontrerà il pubblico domani, 3 settembre.
Alle 16.45 al Palazzo del Cinema si terrà per la proiezione con tutto il cast il film in Concorso “Foxtrot” del regista israeliano Samuel Maoz, che a Venezia ha conquistato il Leone d’oro nel 2009 con “Lebanon”.
Tra gli italiani, ricordiamo alle 14.45 la passerella del film fuori concorso “Diva” di Francesco Patierno, che rilegge la vita dell’attrice Valentina Cortese coinvolgendo otto interpreti del cinema italiano contemporaneo: Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia d’Amico, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Carlotta Natoli e Greta Scarano. Ancora, passerà nella sezione Orizzonti il “La vita in comune” di Edoardo Winspeare, apprezzato regista di “In grazia di Dio”, che gira nuovamente in Puglia, sempre in dialetto salentino.
Proseguono poi gli incontri del mercato dell’audiovisivo con il Venice Production Bridge (31 agosto – 5 settembre), sezione dedicata ai produttori internazionali per incontrare possibili partner per operazioni di finanziamento e distribuzione di film. È in corso anche il focus “Anica Incontra. Focus on China” promosso da Anica in collaborazione con la Direzione Generale Cinema Mibact. Per le informazioni sulla Mostra del Cinema: http://www.labiennale.org/it/cinema/2017

Notizie Sir del giorno: messaggio congiunto Francesco-Bartolomeo, Giornata creato, Papa in Colombia, dialogo con ebrei, Yemen, mostra del cinema

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 18:30

Papa Francesco e Patriarca Bartolomeo: appello al mondo politico ed economico, “prestare ascolto al grido della terra”

Un “urgente appello” al mondo politico, economico e sociale perché si mettano in ascolto del “grido della terra”. A lanciarlo sono Papa Francesco e il Patriarca ecumenico Bartolomeo nel messaggio congiunto scritto per la Giornata mondiale di preghiera per il creato e diffuso oggi. “Noi rivolgiamo – si legge -, a quanti occupano una posizione di rilievo in ambito sociale, economico, politico e culturale, un urgente appello a prestare responsabilmente ascolto al grido della terra e ad attendere ai bisogni di chi è marginalizzato, ma soprattutto a rispondere alla supplica di tanti e a sostenere il consenso globale perché venga risanato il creato ferito”. (clicca qui)

Giornata del creato: vescovi Usa, servono “rivoluzione energetica” e “atti di misericordia”

(da New York) Mentre si fa la conta delle vittime e dei danni dell’uragano Harvey , i vescovi statunitensi in occasione della Giornata del creato chiedono una “rivoluzione energetica” al Paese. In particolare invitano tutti a ridurre il consumo di energia e l’emissione di inquinanti e insistono sulla necessità di “investimenti in infrastrutture e tecnologie che garantiscano la sostenibilità per l’ambiente”. La lettera scritta dal vescovo Frank J. Dewane, presidente della Commissione per la giustizia e lo sviluppo umano, e dal vescovo Oscar Cantú, presidente della Commissione sulla giustizia internazionale e la pace, spiega che “il primo settembre la Chiesa inizia la stagione della creazione fino al 4 ottobre festa di san Francesco”, un tempo in cui tutti, qualunque sia la fede di appartenenza, sono invitati ad atti concreti “di misericordia e tenerezza verso la Terra, nostra casa comune”. (clicca qui)

Papa in Colombia: Burke, “è una visita pastorale. Ci saranno anche riferimenti alla pace ma va ad annunciare il Vangelo”

Il viaggio di Papa Francesco in Colombia (6-11 settembre) è il 20° del suo pontificato; la Colombia il 29° Paese visitato da Bergoglio. Prima di lui vi si recarono Paolo VI e Giovanni Paolo II. Si è aperto così, oggi nella sala stampa della Santa Sede, il briefing tenuto dal direttore Greg Burke per illustrare ai giornalisti l’imminente viaggio apostolico del Pontefice che, ha precisato Burke, “è una visita pastorale. Ci sarà anche qualche riferimento alla pace, ma il Santo Padre va ad annunciare il Vangelo. Ha atteso il momento giusto e quel momento è arrivato”. (clicca qui)

Dialogo con gli ebrei: mons. Spreafico (Cei), “Tra Gerusalemme e Roma” è “un documento storico”

Un documento “storico”. Così monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo, definisce il documento intitolato “Tra Gerusalemme e Roma – Riflessioni sui 50 anni dalla Nostra Aetate” che una delegazione formata da tre delle principali istituzioni rabbiniche internazionali – la Conferenza dei rabbini europei, il Rabbinato centrale d’Israele, il Consiglio rabbinico d’America – ha consegnato ieri a papa Francesco. “È la prima volta – spiega al Sir mons. Spreafico – che l’ebraismo ortodosso fa un documento ufficiale in risposta non solo a Nostra Aetate ma alla storia di dialogo con il mondo ebraico che il documento conciliare ha messo in movimento”. (clicca qui)

Yemen: Ahmed (Oxfam), “aiuti umanitari, accordo di pace e no export armi”

“Aiuti umanitari, accordo di pace e no export armi”: sono le tre priorità per aiutare la popolazione dello Yemen secondo Manzoor Ahmed Awan, vicedirettore del progetto di Oxfam nello Yemen, che racconta in una intervista al Sir una delle più gravi emergenze sanitarie e umanitarie di questo periodo: dall’inizio della guerra civile nel 2015 sono morte 10.000 persone. Due milioni di persone sono sfollate, solo 1 milione è tornato nelle proprie case ma le persone continuano a scappare a seconda di come si muove la linea del fronte. Ci sono 19 milioni di abitanti, il 70% della popolazione, bisognose di assistenza, di cui 17 milioni senza cibo a sufficienza e 14 milioni senza acqua potabile e servizi igienici. La metà delle strutture sanitarie sono state bombardate, mentre la popolazione è stata colpita da una delle più gravi epidemie di colera della storia, con 554.197 casi dall’inizio del conflitto e 2.000 morti, a causa della mancanza di acqua pulita. (clicca qui)

Diocesi: Palermo, messaggio alla Comunità islamica per la festa dell’Aid El Adha

“La Chiesa di Palermo, con il suo vescovo, desidera essere vicina alla Comunità islamica, nel segno della comune fede nel Dio di Abramo, padre di tutti i credenti”. Lo ha scritto il direttore dell’Ufficio diocesano per il dialogo interreligioso dell’arcidiocesi di Palermo, don Pietro Magro, nel messaggio inviato alla Comunità islamica nel giorno del sacrificio di Abramo che si ricorda domani, sabato 2 settembre. “La festa dell’Aid El Adha è una importante occasione per manifestarvi i legami di fraternità nel nostro antenato Abramo, ricordando che Dio non ha permesso il sacrificio del figlio di Abramo, in quanto Egli è l’unico Dio creatore e protettore di ogni vita – si legge nel testo diffuso dalla diocesi -. È Lui che ha creato gli esseri umani e non vuole che il loro sangue sia versato da mano umana”. (clicca qui)

Mostra del cinema: il punto della Commissione nazionale valutazione film della Cei

Venerdì 1° settembre, terzo giorno alla 74ª Mostra del Cinema della Biennale di Venezia. L’agenzia Sir ha visto in anteprima i film del Concorso insieme alla Commissione nazionale valutazione film della Cei. Il segretario della Commissione, Massimo Giraldi, è a Venezia74 come giurato per il premio cattolico internazionale “Signis”.
I titoli di oggi. Anzitutto, “Human Flow” di Ai Weiwei, artista e attivista cinese che esordisce in concorso a Venezia. La sua è un’opera sugli esuli costretti a lasciare la propria terra per le conseguenze del cambiamento climatico, ma anche per le continue guerre. È un documentario, sottolinea Giraldi, “che parte con grande ambizione, proprio perché realizzato da un videoartista. Ai Weiwei ha voluto dirigere un film su tematiche molto attuali e stringenti, mettendo insieme una produzione di grande caratura e andando a girare in più di 20 Paesi. Purtroppo la durata di 140 minuti pesa nell’economia generale dell’opera. Ottime di certo le intenzioni, socialmente rilevanti, ma ‘Human Flow’ perde gradualmente fluidità, apparendo alla fine poco riuscito. Un’opera consigliabile, problematica e adatta per dibattiti”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 2 settembre. Appello per il creato del Papa e di Bartolomeo, vaccini obbligatori, ragazze sequestrate da Boko Haram

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 18:29

“Avvenire” ha come titolo principale della sua prima pagina l’appello per il Creato lanciato congiuntamente da Papa Francesco e dal patriarca ortodosso Bartolomeo. Se la Terra è ferita, soffrono per primi i poveri, si dice nel messaggio. L’editoriale è di Stefania Falasca, vaticanista del giornale: “L’appello – scrive Falasca – è rivolto a quanti occupano posizione di rilievo in ambito sociale, economico, politico e culturale, perché prestino ‘responsabilmente ascolto al grido della terra’ e attendano ‘ai bisogni di chi è marginalizzato’ e soprattutto rispondano alla supplica di tanti e sostengano il ‘consenso globale perché venga risanato il creato ferito’, che è ferito perché non è più rispettato come un ‘dono condiviso’, al contrario lo si considera ‘un possesso privato’ che porta a spadroneggiare sulla natura ‘per alimentare i nostri profitti’. La crisi con cui il nostro mondo deve misurarsi non si riduce pertanto solo a una grave crisi ambientale. È innanzitutto una crisi spirituale, in quanto investe proprio il nostro modo di considerare o di immaginare il mondo”. A centro pagina, un titolo sulla vicenda dei vaccini obbligatori per l’iscrizione all’asilo e a scuola: non servirà la prenotazione, hanno fatto sapere dal ministero, ma basterà l’autocertificazione, fino alla fine di marzo. Una decisione che potrebbe anche, involontariamente, fornire una scappatoia a coloro che non vogliono sottostare all’obbligo. La fotocronaca è dedicata alle ragazze nigeriane di Chibok, sequestrate da Boko Haram nel 2014: molte di loro, una volta liberate e tornate a casa, non sono riuscite a reintegrarsi nella società e preferiscono tornare dai loro rapitori. Richiami anche per l’incontro tra il ministro Minniti e la sindaca di Roma Raggi sul problema dei senza casa, italiani e stranieri. Tra i temi di “Avvenire”, l’analisi del teologo Michelini sulla storia della salvezza come un percorso di migrazioni e il caso americano dell’ostilità contro il ricordo di Cristoforo Colombo.

Papa in Colombia: mons. Ruiz Arenas, beatificazione mons. Jaramillo “incoraggiamento per la gente”. Nel Paese stanno arrivando migliaia di venezuelani in fuga

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 18:27

“E’ il riconoscimento che anche oggi si può dare, come mons Jaramillo, una testimonianza di fede lottando per la pace e la giustizia come testimoni di Cristo. Che insomma vale la pena morire per il Signore”. Mons. José Octavio Ruiz Arenas, arcivescovo emerito di Villavicencio (Colombia) e segretario dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, risponde così ad una domanda del Sir sul valore simbolico che può avere per la popolazione colombiana la beatificazione, l’8 settembre da parte di Papa Francesco a Villavicencio, di due martiri colombiani, mons. Jesús Jaramillo Monsalve, vescovo di Arauca, e del sacerdote Pedro María Ramírez Ramos. “Ad Arauca dove è stato ucciso – prosegue Ruiz Arenas – la gente si sentirà incoraggiata, lì la situazione è molto difficile, in quella zona c’è una presenza ancora forte della guerriglia”. L’Eln, l’Esercito di liberazione nazionale, ha riconosciuto che ucciderlo è stato un errore: “è stato un riconoscimento, un passo importante – risponde il presule -, anche se non hanno ancora accettato di iniziare il processo di pace e di lasciare il conflitto armato”. Poi, sui “profughi” venezuelani: “A Cúcuta, città al confine tra Colombia e Venezuela, arrivano migliaia di persone, alcuni per comprare qualcosa nei supermercati, ma la maggioranza rimane lì. E in questo caso, la Caritas e la pastorale sociale hanno fatto un ottimo lavoro. Anche a Bogotá si parla di tantissimi venezuelani che arrivano: purtroppo c’è stato un problema grosso, perché tanta gente comincia a licenziare i colombiani per prendere venezuelani, non per carità, ma per pagarli la metà di quello che pagavano. Questo mi sembra un errore terribile. Ci sono tante opere buone, ma ci sono anche questi peccati di ingiustizia”.

Papa in Colombia: mons. Ruiz Arenas, “per riconciliazione servono giustizia, verità e riparazione per vittime violenza”

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 18:25

“Le miniere non ufficiali stanno provocando una terribile distruzione della natura, di quel polmone naturale che è l’Amazzonia. Villavicencio è la porta dell’Amazzonia, ma il Papa lo ha scelta non solo per questo, ma anche perché è stata la capitale di una zona che ha sofferto moltissimo la violenza delle Farc e dell’esercito. Una città emblematica da ogni punto di vista”. Lo ha detto oggi ai giornalisti mons. José Octavio Ruiz Arenas, arcivescovo emerito di Villavicencio (Colombia) e segretario dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, intervenuto al briefing sul viaggio di Papa Francesco in Colombia. Sulla scorta del motto della visita, “Demos el primero paso”, come si sta muovendo la Chiesa?. “La Chiesa – risponde mons. Ruiz Arenas – sta senza dubbio aiutando moltissimo nel campo della riconciliazione, pensando che dobbiamo difendere soprattutto le vittime, perché molte volte sono le persone più dimenticate in questa situazione. E questa è una delle grandi critiche rivolte al trattato di pace con le Farc, che le vittime sono un po’ dimenticate. Conosciamo quello che hanno sofferto le famiglie, alle quali ad esempio sequestravano il marito, i figli e poi chiedevano riscatti esorbitanti. E le famiglie pagavano e poi spesso” i guerriglieri “non consegnavano nemmeno il cadavere della persona che avevano ammazzato”. Tanta gente, prosegue l’arcivescovo, “ha dovuto lasciare terre e proprietà. Poi le estorsioni, i figli presi”. “Molti dicono: non c’è giustizia”. Per questo “la Chiesa afferma che la giustizia si può fare in tanti modi, ma è necessaria la verità e la riparazione, che possa condurre al perdono”. La cosa importante, conclude il presule, “non è appoggiare o meno il trattato ma iniziare ad attaccate le cause della violenza, corruzione, ricchezza illecita, narcotraffico, impoverimento continuo persone, l’essersi dimenticati dei contadini”.

Informazione: don Gabrieli (Fisc), dai settimanali cattolici una “narrazione alternativa del territorio”

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 18:16

“La crisi è un momento di discernimento, non è negatività, ma una grande opportunità per i settimanali cattolici per rilanciarsi, ridefinirsi e ricostruirsi in un mondo che cambia continuamente”. Lo ha detto don Enzo Gabrieli, vicepresidente della Fisc, intervenendo a Gubbio nel corso del Forum dell’informazione per la custodia del Creato, organizzato da Greenaccord. “Chi parla di un evento di crisi, di emergenza, deve essere presente sui luoghi, far parlare i protagonisti. I giornalisti e comunicatori devono essere bravi a far parlare il territorio e comunicare al meglio il messaggio”. Per don Gabrieli, “bisogna fare giornalismo con la telecamera abbassata, con molto rispetto. Il giornalista che vuole raccontare deve andare con la sua professionalità ma anche sapendo bussare, con molto rispetto. Si tratta di rimettere al centro l’uomo, il luogo, per non macinare la vita della gente ma edificarla”. Il lavoro dei settimanali cattolici “è quello della narrazione alternativa del territorio, il raccontare quello che gli altri non raccontano”. Anzitutto, “sapendo raccontare quello che di bello succede, cominciando dal nostro piccolo, da casa nostra. Dobbiamo ripuntare su questo”.

Diocesi: mons. Pompili (Rieti), messaggio per la Giornata per la custodia del Creato. “La responsabilità ambientale rende il mondo sicuro”

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 18:14

Inizia con una citazione di Baden Powell (“Il mondo va lasciato un po’ migliore di quanto lo troviamo”) il messaggio del vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, nella Giornata per la custodia del Creato: parole, scrive il vescovo, con cui “si potrebbe sintetizzare la prospettiva dell’odierna Giornata”. Un miglioramento, spiega mons. Pompili che “va inteso tanto dal punto di vista strettamente ambientale che da quello umano, perché – come ha mostrato papa Francesco nella Laudato si’ – tutto è connesso”. Una connessione di cui “facciamo esperienza di persona: la storia di ciascuno è sempre legata a un tempo e a uno spazio specifico; non solo l’uomo modella il paesaggio, ma ne viene anche modellato”.
E proprio nel contesto di tale rapporto è possibile “leggere anche i drammatici incendi di questi giorni”, in cui, “al là della condanna verso il gesto incomprensibile di chi innesca le fiamme”, il vescovo nota come “i roghi sono stati difficili da estinguere anche a causa dell’abbandono delle campagne”.
“Occorre – scrive – riflettere, da creature, su come custodire il creato”, rinnovando e rafforzando “quell’alleanza tra essere umano e ambiente che, per dirla con le parole di papa Benedetto XVI, ‘deve essere specchio dell’amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino'”.
Mons. Pompili fa riferimento anche al Messaggio della Cei per la Giornata (“Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo”) che “invita a valorizzare la pratica del pellegrinaggio e del turismo consapevole, temi che risuonano in modo profondo con le vocazioni del nostro territorio, con la nostra ricchezza ambientale e spirituale”.
Nella conclusione del messaggio il vescovo di Rieti ricorda papa Francesco che ha scritto “C’è tanto bisogno di persone e associazioni che favoriscono la coltivazione e la custodia del Creato”: “L’auspicio – conferma mons. Pompili – è che anche tra di noi aumenti quel senso di responsabilità che rende il mondo sicuro e abitabile per tutti”.

Diocesi: Como, domani le celebrazioni della Giornata per la custodia del Creato con la salita in Valmalenco

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 18:02

Domani, sabato 2 settembre la diocesi di Como celebrerà la Giornata per la custodia del Creato con la salita al lago Palù in Valmalenco. “Il creato, con la sua bellezza, è rivelazione della presenza di Dio. L’essere umano, considerato come singolo o come comunità, è un viaggiatore che percorre una terra che gli è affidata ma che non possiede”, così riflette don Andrea Del Giorgio, sacerdote della comunità pastorale della Valmalenco, assistente ecclesiastico delle Acli e collaboratore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale, del lavoro e della custodia del Creato, che promuove e organizza la giornata. Hanno collaborato anche il Centro diocesano di etica ambientale, i Comuni della Valmalenco, il Consorzio di promozione turistica e “BikeBernina”, “Valtellin@ccessibile” e “Armonie in Voce”. “I territori a vocazione turistica, come gran parte di luoghi della nostra diocesi – si chiede don Andrea – sono ‘limoni da spremere’ con atteggiamento predatorio, o una casa che amiamo, la cui bellezza e la cui cultura vogliamo condividere con gli altri?”. Utilizzare con intelligenza delle risorse naturali per dare “pane e benessere alle comunità che vivono i territori montani”, aggiunge don Andrea, è questione di giustizia: meno giuste le “speculazioni di ogni tipo”, a partire da quelle edilizie per giungere a “un’offerta turistica di massa omologata e consumistica”. Due le possibilità di risalita in quota. A piedi, partendo da località Barchi, frazione di San Giuseppe, nel comune di Chiesa Valmalenco, alle ore 8.30. Grazie alla collaborazione dell’associazione “Valtellin@ccessibile”, anche le persone con difficoltà motorie potranno partecipare con il supporto delle speciali carrozzine “joellette”. In alternativa, per la salita in funivia, partenza alle ore 9.30 dalla stazione dell’impianto a Chiesa Valmalenco, ai Vassalini. Alle ore 10.00 benedizione della statua della Madonna all’alpeggio di arrivo della funivia e camminata lungo i sentieri dell’Alpe Palù, alternando momenti di riflessione e preghiera. Il rientro a Chiesa Valmalenco è previsto per le 16.00, e, sempre a Chiesa, alle ore 18.00, nel Santuario Madonna degli Alpini, sarà celebrata la Santa Messa.

Inghilterra: morto il card. Murphy-O’Connor

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 17:56

“Il cardinale Cormac Murphy-O’Connor è morto in pace questo pomeriggio, circondato dalla sua famiglia e dagli amici”. A dare l’annuncio del decesso dell’arcivescovo emerito di Westminster è in un comunicato il cardinale Vincent Nichols, attuale arcivescovo di Westminster, che chiede di pregare “per il riposo della sua anima”, per “la sua famiglia e per quei molti amici e colleghi della diocesi e ben oltre che piangono la sua perdita”. Il card. Nichols annuncia che verranno diffuse il prima possibile le informazioni sui funerali del porporato, morto a 85 anni dopo una lunga lotta contro il cancro. Nato il 24 agosto 1932, Murphy-O’Connor fu ordinato sacerdote nel 1956. Nel 1971 fu nominato rettore del Collegio Inglese a Roma; nel 1977 vescovo di Arundel e Brighton, e consacrato il 21 dicembre successivo. Il 15 febbraio 2000 Giovanni Paolo II lo nominò arcivescovo di Westminster e in novembre venne eletto presidente della Conferenza episcopale dell’Inghilterra e del Galles. Dal 2001 al 2006 ricoprì l’incarico di vice presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Nel febbraio 2001, Giovanni Paolo II lo nominò cardinale. Nel 2002, nell’abbazia di Westminster, è stato il primo cardinale a leggere delle preghiere ad un servizio funebre reale inglese (per la principessa Margaret); è stato il primo sacerdote cattolico, dal 1688, a leggere un sermone al monarca del Regno della Gran Bretagna. Nel gennaio 2007 si oppose all’obbligo per i centri per le adozioni di matrice cattolica di dare l’opportunità di adottare anche a coppie omosessuali. Già arcivescovo di Westminster (il decimo) e primate di Gran Bretagna, cessò l’incarico il 3 aprile 2009 quando papa Benedetto XVI accettò la sua rinuncia per raggiunti limiti di età e nominò suo successore Vincent Nichols.

Colombia: da “forza armata” a partito, le Farc cambiano nome

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 17:44

(DIRE – SIR) – Da “Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia” a “Fuerza alternativa revolucionaria del comun”: cambia così il nome delle Farc, che pur conservando l’acronimo storico si trasformano da gruppo guerrigliero in partito politico.L’annuncio della denominazione e del logo della nuova formazione, con petali di rosa al posto dei kalashnikov incrociati, è stato presentato durante un congresso nazionale in corso a Bogotá. All’incontro stanno partecipando circa 1200 delegati in rappresentanza delle regioni della Colombia, chiamati a eleggere i loro candidati per le elezioni politiche del prossimo anno. La trasformazione delle Farc da gruppo guerrigliero a partito è prevista dagli accordi di pace siglati con il governo di Bogotà nel 2016, che promettono di porre fine a un conflitto civile durato oltre 50 anni. (www.dire.it)

Informazione: Martello (comunicatore), dopo un disastro naturale “coinvolgere tutti gli attori in campo, a partire dai giornalisti”

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 17:35

“La comunicazione della crisi dopo un disastro naturale deve essere parte di un processo di comunicazione normale”. Lo ha detto Stefano Martello, membro del gruppo “Comunicare le professioni”, intervenuto a Gubbio presso il Centro Servizi Santo Spirito dove è iniziato il XII Forum dell’informazione cattolica per la Custodia del Creato organizzata da Greenaccord sul tema “Viaggiatori e pellegrini sulla terra”. “Quali opportunità da un terremoto?”, si è chiesto Martello, per il quale “in ogni crisi c’è una opportunità di crescita, soprattutto la possibilità di una maggiore organizzazione rispetto a possibili crisi successive”, e il “poter ricostruire meglio e in maniera più responsabile”. Martello ha ribadito la necessità di un “no alle risposte provvisorie e tampone” per “soluzioni di medio-lungo periodo”. Il relatore ha analizzato il modello comunicativo dopo i disastri naturali. “Comunicare dopo il terremoto significa comunicare anche l’unicità del territorio attraverso l’ascolto di esso, coinvolgendo le amministrazioni e il sistema imprenditoriale”. Per Martello, “dopo il recente sisma di Ischia non riscontriamo tanto la necessità di comunicare al meglio il territorio, ma come si cerchi solo di trovare colpevoli. L’obiettivo vero è coinvolgere tutti gli attori in campo, a partire dai giornalisti. Il ruolo della stampa locale sul territorio è fondamentale”, ha detto Martello, ma “la notizia di un disastro naturale di un territorio riguarda tutti. Ciò che è accaduto a L’Aquila interessa anche a Roma o a Napoli”. Sulle modalità della comunicazione, Martello ha descritto l’esigenza di “un servizio basato sui dati reali, che intercetti le caratteristiche dell’interlocutore e possa penetrare nella comunità”. Per questo “possono essere utili le versioni online dei giornali per gli approfondimenti”.

Papa in Colombia: Carriquiry, con vescovi venezuelani “non è fissato alcun incontro formale ma certamente ci saranno scambi informali”

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 17:08

Ad accogliere il Papa in Colombia ci saranno anche i due cardinali venezuelani Jorge Liberato Urosa Savino, arcivescovo di Caracas, e Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo di Merida, ma “non posso pensare che altri vescovi del Venezuela non vengano in Colombia ad ‘accompagnare’” il viaggio di Bergoglio”. Con loro “non è fissato alcun incontro formale ma certamente ci saranno scambi informali”. Ad affermarlo è Guzmán Carriquiry, segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso del briefing odierno sul viaggio apostolico del Pontefice in Colombia (6 – 11 settembre). Quando Francesco incontrerà a Bogotà i 60 vescovi del Celam, ha quindi detto al Sir, “guarderà all’insieme dell’America latina che vive una situazione critica, non propriamente positiva”, ma lo sguardo su tutta l’America latina lo amplierà anche da Villavicencio, in occasione dell’incontro per la riconciliazione con la natura nel Parque de los Fundadores, dove inizia l’Amazzonia che si estende in numerosi Paesi latino-americani. La Colombia “è un paese meraviglioso, con enormi diversità etniche ed è anche il paese con la più grande biodiversità del mondo” ha aggiunto sottolineando che anche i temi ambientali avranno spazio nel viaggio del Papa. “La Laudato si’ – ha concluso – sarà molto presente”.

Siria: reportage Tv2000, Aleppo si rialza tra macerie e segni violenza

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 17:03

Aleppo rialza la testa tra le macerie, il sangue, i bambini cresciuti nel terrore, le donne violentate dagli jihadisti e rifiutate dalle famiglie d’origine. Una città della Siria diventata il simbolo mondiale del terrore che oggi cerca lentamente con speranza di riprendersi la propria esistenza. Le telecamere di Tv2000, attraverso il reportage dell’inviato Massimiliano Cochi dal titolo “Aleppo: le macerie, la speranza” in onda lunedì 4 settembre alle ore 20.45, sono tornate nei luoghi distrutti di Aleppo. Un viaggio attraverso la devastazione, gli scheletri degli antichi edifici, il racconto dei sopravvissuti con gli occhi ancora colmi di violenza e sangue. Oggi, dopo sette mesi di tregua, gli abitanti di Aleppo stanno tornando. Grazie anche alla Chiesa locale che ha aiutato oltre 500 famiglie a ricostruire le proprie case e oltre 200 padri di famiglia a riavviare le proprie attività economiche.
C’è stato un tempo in cui Aleppo era considerata la piazza del mondo per la sua anima multiculturale e il suo essere ponte tra Oriente e Occidente. E l’Unesco aveva proclamato le strade e le piazze della città vecchia patrimonio dell’umanità. Oggi ad Aleppo la città vecchia è stata completamente rasa al suolo; così come molti quartieri, soprattutto nella zona est. Le sofferenze di chi in questi anni è rimasto in città sono state enormi. Le scuole, gli ospedali, gli edifici pubblici sono stati bombardati. In molti quartieri mancano acqua e luce e in alcuni zone la sicurezza non è ancora garantita.
Il 60 per cento delle chiese sono state distrutte o pesantemente danneggiate. “Una domenica durante la messa più affollata – ha ricordato commosso padre Ibrahim Alsabagh, parroco della comunità cattolica di San Francesco d’Assisi ad Aleppo – mentre stavo distribuendo la comunione ai fedeli un missile ha colpito la cupola della chiesa. Tutto ha cominciato a tremare, non sapevamo cosa fare, avevo il Santissimo tra le mani e subito dopo mi sono ritrovato a terra. Tutte le ostie sono cadute e si sono mescolate con il sangue. Nessuna è rimasto ucciso ma se il missile fosse entrato avrebbe lasciato 70 cadaveri all’interno della chiesa. Nei momenti più sacri per noi spesso ci hanno lanciato contro i missili con il chiaro messaggio di terrorizzare la gente e farla scappare dal Paese”.
I bambini non sanno cosa sia la pace. Le strade disastrate, i palazzi sventrati, le esplosioni e le bombe per loro sono la normalità. Sono nati con la guerra e la pace non l’hanno mai conosciuta. Ad Aleppo bisogna ricostruire però anche i cuori delle persone.
“I bambini – ha raccontato padre Ibrahim Alsabagh che nella parrocchia di San Francesco organizza un campo estivo frequentato da oltre 800 bambini – hanno tante ferite. I giochi, i loro comportamenti sono pieni di violenza. Hanno bisogno di un punto di riferimento dove possono sentirsi al sicuro, dove incontrarsi e scoprire i loro talenti per farli crescere dal punto di vista umano ma anche spirituale”.

Maltempo: Coldiretti, allarme dopo estate senza pioggia. A preoccupare è il suolo incapace di gestire gli acquazzoni

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 16:33

“Il maltempo di settembre chiude una estate bollente e siccitosa in cui la caduta del 39% in meno di precipitazioni rispetto alla media che ha provocato oltre 2 miliardi di perdite alle coltivazioni e agli allevamenti e oltre 120mila ettari andati a fuoco fino ad ora che sono praticamente il triplo rispetto alla media dei 10 anni precedenti”, così la Coldiretti in una nota. A causa della scarsità di precipitazioni nei mesi scorsi, spiega Coldiretti, ” 2/3 del territorio nazionale è sofferente per la siccità che si è estesa anche al centro in aree che storicamente non hanno avuto problemi”. La nota sottolinea come, sempre per la siccità, “il suolo diventa incapace di gestire il flusso idrico ed ora a preoccupare è l’arrivo del maltempo soprattutto con nubifragi”, dove “gli acquazzoni aggravano i danni e pericolo di frane e smottamenti”. Infine, conclude Coldiretti, “la grandine è la calamità più temuta dagli agricoltori in questa stagione perché provoca danni irreparabili alle coltivazioni vanificando il lavoro di un intero anno”.

Papa in Colombia: Carriquiry, “impressionante l’attesa della gente. Sarà un abbraccio di tutto il popolo a Francesco”

Agensir.it - Fri, 2017-09-01 16:24

“In Colombia, l’attesa della gente per l’arrivo del Papa è sorprendente, impressionante. Da mesi tutti i giornali, le radio e le televisioni parlano quotidianamente di Francesco. I colombiani sanno ormai tutto della sua vita”. Lo ha detto al Sir Guzmán Carriquiry, segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina, al briefing odierno in sala stampa sull’imminente viaggio del Pontefice in Colombia (6-11 settembre). “Lo aspettano – ha proseguito Carriquiry – con un rispetto, un affetto, una devozione impressionanti per la sua persona in quanto successore di Pietro. Sarà un abbraccio molto speciale di tutto il popolo colombiano al Santo Padre”. Che cosa si aspetta da questa visita? “Che il Papa, per grazia dello Spirito santo e con la sua esperienza pastorale, raggiunga il cuore di tutti i colombiani con il messaggio del Vangelo perché il Vangelo è la più grande forza rivoluzionaria di rigenerazione nazionale e di riconciliazione”. “Quando riduciamo la presenza del Papa a soggetto politico – ha spiegato il segretario della Pontificia Commissione – ci sbagliamo completamente. La Colombia è ancora una forte cristianità, piena di contraddizioni ma radicata nel popolo che vive al tempo stesso una cultura di violenza, narcotraffico, in un paese dove serpeggia la corruzione e cha ha vissuto 60 anni di guerra. Il Papa certamente va per richiamare questa cristianità colombiana alla sorgente stessa che possa metterla in movimento per affrontare a fondo questi problemi e per chiedere a tutti i colombiani un incontro personale con Cristo che cambi la vita personale, familiare, sociale”.

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