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Immigrazione: Rapporto Giovani 2018, per oltre il 70% degli under 35 in Italia c’è un atteggiamento generale diffidente e ostile

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 12:27

“Oltre il 70% dei giovani intervistati ritiene che l’atteggiamento generale degli italiani nei confronti degli immigrati sia prevalentemente diffidente e ostile. Nel confronto con la rilevazione del 2015 il dato si impenna: in quell’anno, infatti, la stessa percezione riguardava il 57%”. È quanto emerge dal Rapporto Giovani 2018, in uscita in questi giorni in occasione della 94ª Giornata per l’Università Cattolica. Curata dall’Istituto Toniolo, con il sostegno di Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo, la quinta edizione dell’indagine fa emergere come “in condizioni di scarsità di lavoro di cui soffrono soprattutto le nuove generazioni, i giovani tendono ad assumere un atteggiamento protezionistico: la maggioranza (soprattutto nelle classi sociali più deboli) ritiene che l’immigrazione dovrebbe essere gestita in modo da non entrare in competizione con le condizioni di lavoro di chi già è in Italia”. In particolare, più del 60% ritiene che i datori di lavoro dovrebbero prendere in considerazione l’offerta di lavoro degli italiani prima di valutare quella degli immigrati (62,6%), a fronte del 37,4% che si dichiara in disaccordo con questa affermazione. Secondo il Rapporto Giovani 2018, “il timore della concorrenza lavorativa degli immigrati non risulta comunque più forte rispetto al prolungamento della permanenza dei lavoratori più anziani e alla crescente automazione nei processi produttivi”. “Esiste quindi una preoccupazione generale sull’impatto dei cambiamenti demografici, sociali e tecnologici rispetto alle opportunità di lavoro, che spinge i giovani con capitale umano più debole verso posizioni difensive”. Inoltre, se si considera l’atteggiamento verso gli stranieri regolari presenti in Italia, si ottiene una valutazione largamente positiva (solo 1 su 3 pensa che la loro presenza peggiori la sicurezza e l’economia del Paese).

Media: don Maffeis (Cei), “abitare maggiormente il territorio con proposte culturali”

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 12:17

“Una delle nostre priorità va a potenziare la scelta di abitare il territorio con proposte culturali che si muovano sulla duplice linea dell’approfondimento teorico e dell’offerta di iniziative pastorali”, rimarca don Ivan Maffeis, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana e direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali intervenendo questa mattina nella tavola rotonda dedicata alla Comunicazione istituzionale e al dibattito pubblico durante il XI seminario professionale sugli uffici di comunicazione della Chiesa organizzato dalla Pontificia Università della Santa Croce. Il sottosegretario Cei, oltre ad anticipare l’imminente rilascio di un nuovo portale comunicativo in occasione della 52a Giornata delle comunicazioni sociali il prossimo 13 maggio, sottolinea anche la sfida educativa nel settore della comunicazione.
Come ricorda papa Francesco, indica don Maffeis, “la responsabilità di ciascuno nella comunicazione della verità chiede di educarsi e di educare al discernimento, all’approfondimento, alla capacità di essere presenti nel dibattito pubblico con una precisa identità. Il cammino formativo cerca di rispondere alle esigenze manifestate dai Rettori dei Seminari: al riguardo, abbiamo preparato nei mesi scorsi un manuale di comunicazione (‘Di terra e di cielo’, San Paolo 2017) e promosso una settimana estiva di formazione a luglio”.
E aggiunge: “Siamo attenti alle richieste delle diocesi (per incontri con gli animatori della cultura e della comunicazione, ma anche con associazioni, famiglie, scuole) e a loro è destinato il testo che da tre anni accompagna il Messaggio del Papa con riflessioni, commenti e schede pastorali (‘Fake news e giornalismo di pace’, Morcelliana 2018). E più in generale, abbiamo approfittato della domanda di formazione di cui lo stesso Ordine dei giornalisti si è fatto portavoce per inserirci con percorsi qualificati e gratuiti che ci hanno portato a incontrare centinaia di professionisti”.
Da ultimo, don Maffeis ha ricordato come per la Chiesa in Italia sia fondamentale, nella prassi comunicativa, anche promuovere dialogo e sinergia con le altre Conferenze episcopali. “Di qui la scelta di investire sulla dimensione del Sir Europa, anche in risposta alla richiesta esplicita di alcune Chiese, specie dell’Est, di essere aiutate a comunicare all’opinione pubblica un’immagine di sé non deformata. All’intensificarsi delle relazioni tra noi contribuisce anche l’incontro annuale dei portavoce delle diverse Conferenze episcopali, che quest’anno si svolgerà a Roma a fine giugno”.

Caritas: Soddu (direttore), no al “vecchiume” nella Chiesa e nella società

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 12:13

(da Abano Terme) – “Essere giovani nella Chiesa e nella società non è sinonimo di età anagrafica ma intende una gioventù esistenziale. La Chiesa deve tenere sempre alta la guardia, per liberarsi di un ‘vecchiume’ che è sempre in agguato”. Lo afferma mons. Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, in una intervista a conclusione del 40° Convegno nazionale delle Caritas diocesane “Giovane è…una comunità che condivide”, che si è svolto ad Abano Terme (Pd). “Essere giovani vuol dire sapersi liberare di vecchi stili e modi di fare che appartengono al passato – prosegue -, saper cogliere la novità e l’azzardo, per essere capaci di scuotere il mondo attraverso lo scandalo e la novità del Vangelo. Vuol dire essere al passo con i tempi, dare risposte che sappiano cogliere le nuove povertà facendo un cammino insieme, condividendo la strada con i giovani, facendo nostre le loro lotte e speranze. Si tratta di cogliere modelli lavorativi nuovi che non si fondano sul passato, all’interno di un cambiamento epocale pieno di interrogativi”. Per quanto riguarda l’Italia mons. Soddu punta il dito su “modelli vecchi, triti e ritriti, che non sono capaci di creare nuova economia, soprattutto nelle regioni del Sud. In Sardegna, ad esempio, non si riesce ad inventare qualcosa che colga gli aspetti positivi di una civiltà unica per generare invece percorsi virtuosi a livello economico. Questo produce avvilimento, si rimani fermi nel ‘vecchiume’. Bisogna invece dare fiducia ai giovani, investire sulle loro idee, creare lavoro buono e bello, lottando con loro affinché qualcosa cambi”.

Media: don Maffeis (Cei), “un nuovo portale per fare sistema”

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 12:12

“Come Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei abbiamo messo a punto alcune priorità con le quali rafforzare la nostra comunicazione nel dibattito pubblico”, ha spiegato questa mattina don Ivan Maffeis, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana e direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali, nella tavola rotonda dedicata alla Comunicazione istituzionale e al dibattito pubblico durante il XI seminario professionale sugli uffici di comunicazione della Chiesa organizzato dalla Pontificia Università della Santa Croce.
Il seminario si è aperto martedì 17 aprile, snodandosi in tre giorni di incontri e dibattiti sul tema “Dialogo, rispetto e libertà di espressione nella sfera pubblica”. Un convegno impostato su tre livelli di approfondimento: teorico-metodologico,  un quadro dello scenario mediale di riferimento e la dimensione esperienziale con focus sulle pratiche comunicative della Chiesa.
Nella giornata conclusiva si svolge dunque la tavola rotonda cui hanno preso parte diversi portavoce delle Conferenze episcopali europee e internazionali. Insieme a don Maffeis sono  presenti anche Vincent Neymon (Conferenza episcopale francese), Martin Kramara (Conferenza episcopale slovena), Oleh Luka (Commissione “Justice and peace”, Chiesa greco-cattolica ucraina) e María del Mar Chapa (arcidiocesi Città del Messico). Moderatore dell’incontro è Diego Contreras (Pusc).
Portando la sua esperienza, don Ivan Maffeis ha sottolineato tre linee di intervento della Cei nel settore mediale: “In primo luogo un portale, online in occasione della prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che mira a rispondere all’esigenza che viene dalla comunità di cogliere e approfondire la posizione della Chiesa su alcune tematiche particolarmente sensibili e, comunque, strettamente legate al dibattito pubblico. L’obiettivo è quello di partire dalla notizia per andare oltre la notizia e offrire percorsi di senso attorno a determinati contenuti”.
Un nuovo portale, dunque, ha proseguito don Maffeis, che “farà sistema di quelli prodotti dalle diverse testate della Cei (agenzia, radio, televisione e giornale), rilanciandoli sui social e aprendo una finestra di dialogo interattivo con tutti”.

Caritas: card. Montenegro, “guardare ai giovani è una necessità di vita”

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 12:11

(da Abano Terme) – “Papa Francesco ci sta chiedendo una Chiesa giovane. Dobbiamo guardare a loro non per fare una buona azione ma per una necessità di vita”. Ne è convinto il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana, tracciando – in una intervista al Sir – un bilancio del 40° Convegno nazionale delle Caritas diocesane che si chiude oggi ad Abano Terme (Padova), sul tema “Giovane è…una comunità che condivide”. “Finora abbiamo visto i giovani come coloro che bisogna riempire di buone idee e a cui far fare buone azioni – osserva -. Credo che lo Spirito lavori anche nel cuore dei giovani, che sono già una novità, in una Chiesa che tende a restare seduta, ad essere vecchia. Chiedere ai giovani, come fa il Papa, maggiore protagonismo, diventa la speranza”. Il giovane, precisa il card. Montenegro, “non è colui che devo portare per mano ma è lui che deve prendere me per mano, perché i sentieri nuovi io non li conosco. Il giovane è intraprendente, sa anche perdere, mentre l’adulto vuole sempre vincere. Il giovane è capace di girare pagina e ricominciare da capo”. Purtroppo, fa notare, “questo è un mondo compromesso, offeso e anche ferito”. Dai giovani”pretendiamo che facciano le cose e non sbaglino mai, mentre noi ci possiamo permettere il lusso di sbagliare. Questo mondo pieno di compromessi, dove la lealtà non è al primo posto, dove il prepotente vince, dove c’è un nord e un sud, è stato fatto dagli adulti. Alcuni giovani cadono nel trabocchetto, altri non vogliono cadere e fanno proposte nuove”. A suo avviso “davanti ad un mondo così bisogna indignarsi. Non è più possibile che se un uomo vuole vivere deve rischiare la vita come un immigrato e annegare insieme alla sua speranza. Ogni uomo ha la sua dignità. I giovani hanno tante carte in regola per poter mettere dei paletti nuovi e aiutare questo mondo a non scricchiolare più”.

Immigrazione: Zanchini (Legambiente), “il reato di solidarietà è un’assurdità”

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 12:09

“Il reato di solidarietà è un’assurdità che qualcuno si è inventato per ragioni politiche”. Lo ha detto Edoardo Zanchini di Legambiente, durante la conferenza di presentazione questa mattina in Senato dell’iniziativa dei cittadini europei “Welcoming Europe. Per un’Europa che accoglie”. Il progetto si pone tre obiettivi: decriminalizzare la solidarietà, creare passaggi sicuri per i rifugiati, proteggere le vittime di abusi. In collegamento streaming, l’iniziativa è stata presentata anche a Bardonecchia, dove hanno portato la loro testimonianza il pastore valdese David Rostan e i volontari delle associazioni Rainbow for Africa e Tous Migrants. Nell’arco di 12 mesi, i promotori vogliono raccogliere un milione di firme di cittadini europei in almeno sette Paesi. In virtù della “raccolta delle firme – ha aggiunto Zanchini -, la Commissione europea dovrà stendere un atto legislativo. Si comincia da oggi per raccogliere le firme, in alcuni Paesi sarà più difficile, pensiamo all’Ungheria o alla Francia”. Sono molte le associazioni che aderiscono al progetto, fra cui Radicali italiani, Acli, Fcei e Actionaid. “L’iniziativa propone l’introduzione di sponsor quali garanti per l’ingresso dei richiedenti asilo – ha spiegato Chiara Favilli dell’Università di Firenze -. In questo modo si aggiunge un ulteriore canale di accesso al fondo. La previsione di un accesso diretto è importante perché si aggiunge ai canali istituzionali. Oggi grazie a Caritas e Sant’Egidio abbiamo già dei corridoi umanitari ma dovrebbero essere aggiuntivi e non sostitutivi allo Stato. Il sistema a cui ci ispiriamo è quello canadese per l’accompagnamento delle comunità locali all’integrazione. Inoltre proponiamo di modificare la direttiva che impone sanzioni ai privati che forniscono assistenza sanitaria senza fini di lucro. E infine l’accesso alla giustizia e l’ingresso dei lavoratori non qualificati. Lo straniero che non è in regola diventa un soggetto invisibile che non può difendersi. L’Ice chiede che nelle normative europee vengano affinati gli strumenti affinché non ci siano conseguenze negative per chi denuncia. Queste proposte – ha concluso – non sono rivoluzionarie e non cambiano radicalmente il quadro vigente, dimostrano che si può rendere più efficace il sistema dei flussi ispirato al principio dell’accoglienza che una parte dei popoli europei vuole”. È possibile sottoscrivere l’iniziativa on line sul sito www.welcomingeurope.it e nei vari banchetti che verranno realizzati.

Ue: Mogherini su presidenziali in Venezuela, “mancano condizioni per un processo elettorale credibile e inclusivo”

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 12:06

(Bruxelles) L’Unione europea, attraverso l’Alto rappresentate Federica Mogherini deplora “profondamente” che le elezioni presidenziali del 20 maggio in Venezuela “siano state indette senza un ampio accordo sul calendario elettorale né sulle condizioni per un processo elettorale credibile e inclusivo” e deplora anche che ci siano ancora “prigionieriBrux politici e ostacoli per limitare la partecipazione di partiti e candidati politici”. In una dichiarazione diffusa oggi Mogherini fa appello al governo venezuelano affinché non si mini “la credibilità” del processo elettorale né si esacerbi la polarizzazione politica esistente con misure inadeguate che creeranno “maggiori ostacoli a una soluzione politica pacifica”. L’Ue fa quindi alcune raccomandazioni al governo venezuelano, tra cui garantire “la partecipazione di tutti i partiti politici in condizioni di parità”; concordare il calendario elettorale”, definire un consiglio nazionale elettorale (Cne) equilibrato e assicurare “elezioni conformi agli standard internazionali”. L’Ue dichiara tutto il suo impegno per “sostenere” il Venezuela, e “monitorerà” il processo elettorale, riservandosi la possibilità di “reagire con misure appropriate a qualsiasi decisione o azione che possa continuare a minare la democrazia, lo stato di diritto e la situazione dei diritti umani nel Paese”. A preoccupare l’Ue è anche “l’impatto sociale della crisi economica in corso” e la conseguente “migrazione di massa” che sta avvenendo verso Colombia e Brasile.

Uruguay: vescovi, “la società superi indifferenza e paura”. “Scommettiamo sulla costruzione di vincoli personali”

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 11:18

L’opzione per i poveri, l’appello alla comunione e al principio di uguaglianza, che chiedono di considerare la dignità di ogni essere umano come creatura di Dio. Sono questi alcuni criteri di discernimento per leggere e cambiare la realtà del Paese, indicati dalla Conferenza episcopale (Ceu) dell’Uruguay nel documento “Costruiamo ponti di fraternità in una società frammentata”, presentato ieri a Florida dal presidente della Ceu, mons. Carlos Collazzi, dall’arcivescovo di Montevideo, card. Daniel Sturla, e dal segretario generale della Ceu, mons. Milton Tróccoli. Nell’ultima parte, incentrata su alcune proposte di cammino per il futuro, la Conferenza episcopale uruguaiana distingue tra responsabilità della società, dello Stato e della Chiesa. Il documento afferma che, come Chiesa, “manteniamo una visione positiva: puntiamo sul potenziale della nostra società e sul bene che è nel cuore di tutti coloro che, con buona volontà, cercano un Uruguay migliore. Crediamo che lo Spirito di Gesù risorto risvegli il meglio di ognuno, trasformi la nostra interiorità e susciti gesti di perdono che incoraggiano la nostra speranza”. Inoltre, “come società dobbiamo superare l’indifferenza, la paura, la percezione che i problemi siano sempre degli altri, aprire strade e incontrare spazi che aiutino a superare diverse forme di isolamento. Scommettiamo sulla costruzione di vincoli personali, relazioni strette e risposte comunitarie”. Allo Stato si dà atto di aver realizzato uno sforzo, assieme alla società civile, “per recuperare spazi pubblici significativi”. I vescovi della Ceu concludono auspicando “a partire dai nostri gesti e dalle nostre opere, segni credibili del Regno che annunciamo”.

Consultazioni: nel pomeriggio seconda tornata a Palazzo Giustiniani. Dalla Caselltati M5S e centrodestra unito

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 11:17

Il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, svolgerà nel pomeriggio di oggi il secondo giro di consultazioni con i partiti, come da mandato esplorativo conferitole ieri mattina dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Diversamente da quanto avvenuto nella prima tornata, oggi pomeriggio la coalizione di centrodestra si presenterà compatta a Palazzo Giustiniani con un’unica delegazione che sarà ricevuta alle 14.30 dalla Casellati. Alle 17.30 toccherà invece al Movimento 5 Stelle.

Uruguay: vescovi, “costruiamo ponti di fraternità in una società frammentata”

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 11:15

I vescovi della Conferenza episcopale uruguaiana (Ceu) hanno presentato ieri a Florida, al termine della loro assemblea, il documento “Costruiamo ponti di fraternità in una società frammentata”. Si tratta di un testo articolato, incentrato sul fenomeno della frammentazione sociale, diretto in primo luogo ai cattolici, ma anche a tutti gli uruguaiani di buona volontà, “come apporto della Chiesa, nel contesto della nostra società pluralista, all’imprescindibile dialogo su questa tematica”. Il documento è stato presentato dal presidente della Ceu, mons. Carlos Collazzi, dall’arcivescovo di Montevideo, card. Daniel Sturla, e dal segretario generale della Ceu, mons. Milton Tróccoli. Il documento parte da uno sguardo sulla realtà e propone poi un discernimento alla luce della fede e la proposta di alcune vie da percorrere.

Alludendo alle “fessure” che “poco a poco ci hanno separati”, i vescovi affermano che “nonostante i miglioramenti degli ultimi anni degli indicatori economici e l’impulso dato alle politiche redistributive, che hanno creato le condizioni per ridurre il numero di famiglie in una situazione di povertà, ci sono ancora settori che non sono stati in grado di accedere a standard di vita decenti”. In questo senso, i vescovi si dicono preoccupati per i fatto che “i più colpiti continuano ad essere i bambini” e “che continuano ad esserci persone che vivono per le strade”. “Ci interroga – prosegue il documento – anche come Paese per percepire molti segni di deterioramento delle relazioni sociali, come l’aumento della violenza in varie aree: la famiglia, l’istruzione, le strade, gli spettacoli pubblici”.

Tra gli altri punti critici i vescovi citano le opportunità lavorative dei soggetti più svantaggiati, il mancato sostegno alle famiglie, lo “squilibrio generazionale”, causato dal fatto che, ormai da molti anni, “il maggior numero di nascite nel nostro Paese è assicurato da coloro che hanno meno risorse”, mentre “i giovani con maggiori opportunità educative e lavorative tendono a posticipare l’età nella quale procreano e complessivamente hanno meno figli”. Ancora, tra i vari aspetti, i vescovi segnalano “la frammentazione del tessuto sociale e comunitario”, davanti al quale “le relazioni umane si debilitano”.

Osservasalute 2017: la popolazione invecchia e aumentano le malattie croniche, diminuiscono le morti in età precoce

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 11:10

“Nonostante l’invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento delle malattie croniche in Italia si verificano meno decessi in età precoce: il tasso standardizzato di mortalità precoce che si verifica cioè tra i 30-69 anni e dovuta principalmente alle malattie croniche è diminuito di circa il 20% negli ultimi 12 anni, passando da un valore di circa 290 a circa 230 per 10.000 persone”. Lo evidenzia il Rapporto Osservasalute 2017, presentato oggi a Roma, al Policlinico Gemelli.
“Gli uomini presentano un tasso di mortalità molto più alto delle donne, anche se nel corso degli anni il divario di genere è diminuito”, rivela l’analisi. Se, poi, “negli ultimi anni il trend nazionale e di genere della mortalità precoce è stato sempre decrescente, nel 2015 si è avuta una battuta di arresto: dopo più di un decennio la mortalità non è diminuita. Nel corso degli anni (2004-2015), tutte le regioni hanno ridotto la mortalità precoce per le malattie croniche, alcune in maniera più significativa (Umbria e Lombardia) di altre (Sicilia e Sardegna)”.
Come per i tumori, “le differenze a livello territoriale della mortalità precoce sono evidenti e non si sono colmate con il passare degli anni, anzi la distanza tra Nord e Mezzogiorno è aumentata”. Nel 2015, “la Provincia autonoma di Trento ha presentato il valore più basso (195,6 per 10.000), mentre la Campania quello più alto (297,3 per 10.000), con un tasso del 22% circa maggiore di quello nazionale e del 14% circa più alto delle altre regioni del Mezzogiorno: la Campania, quindi, come per la speranza di vita, risulta distaccata dalle altre regioni”. Oltre la Provincia autonoma di Trento, “le regioni con la mortalità precoce più bassa sono state l’Umbria (204,7 per 10.000), l’Emilia-Romagna (205,8 per 10.000) e il Veneto (206,9 per 10.000); quelle con la mortalità più alta, oltre la Campania, sono state la Sicilia (254,7 per 10.000) e la Sardegna (249,2 per 10.000). Il Lazio presenta un tasso abbastanza alto, pari a 245,3 per 10.000, più vicino alle regioni del Mezzogiorno che a quelle del Centro”. Se paragoniamo il 2015 con l’anno precedente, “solo per le regioni del Nord il tasso è si è ridotto, anche se lievemente, mentre per le regioni del Centro o del Mezzogiorno è rimasto invariato e in alcuni casi è leggermente aumentato (per esempio in Sardegna)”.

Osservasalute 2017: una fotografia dell’Italia, con meno abitanti, ma più anziani non autosufficienti

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 11:06

Il Rapporto Osservasalute 2017, presentato oggi a Roma, al Policlinico Gemelli, offre una fotografia dell’Italia: “Diminuisce il numero degli abitanti del nostro Paese, oltre un italiano su 5 ha più di 65 anni”. Ciò è dovuto “in gran parte al saldo negativo della dinamica naturale (nascite e decessi) e alle cospicue cancellazioni imputabili, in parte, ancora al riallineamento Anagrafe-Censimento”. Il numero medio di figli per donna per il complesso delle residenti è “nel 2015 pari a 1,35 figli per donna (per le italiane 1,27 figli per donna, per le straniere 1,94 figli per donna), in calo rispetto all’anno precedente (era 1,37)”. Si conferma anche quest’anno “la tendenza alla posticipazione delle nascite, tanto che l’età media al parto delle residenti giunge 31,7 anni (italiane: 32,3 anni; straniere 28,7 anni)”.
Continuano a crescere i “giovani anziani”, anche tra gli stranieri residenti (ossia i 65-74enni): “Sono poco meno di 6,6 milioni e rappresentano il 10,9% della popolazione residente”. Stabile, invece, la quota degli “anziani” (75-84 anni): sono “oltre 4,8 milioni e rappresentano l’8,0% del totale della popolazione”. Stabile la popolazione dei “grandi vecchi”, pari a quasi 2 milioni che corrisponde al 3,4% del totale della popolazione residente, mentre si assiste a una lieve diminuzione della popolazione ultracentenaria. “Al 1° gennaio 2017 poco meno di tre residenti su 10.000 hanno 100 anni e oltre”.
Tanti gli italiani non autosufficienti tra gli anziani, con una crescente richiesta di aiuto e una difficoltà di gestione della quotidianità. La problematica è destinata a riguardare sempre più anziani, sostiene Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane: le proiezioni per il 2028 indicano, infatti, che tra gli ultrassesantacinquenni le persone non in grado di svolgere le attività quotidiane per la cura di se stessi (dal lavarsi al mangiare) saranno circa 1,6 milioni (100mila in più rispetto a oggi), mentre quelle con problemi di autonomia (preparare i pasti, gestire le medicine e le attività domestiche, ecc.) arriveranno a 4,7 milioni (700 mila in più).
“Ci troveremo di fronte a seri problemi per garantire un’adeguata assistenza agli anziani – avverte Solipaca -, in particolare quelli con limitazioni funzionali (che non sono autonomi), perché la rete degli aiuti familiari si va assottigliando a causa della bassissima natalità che affligge il nostro Paese da anni e della precarietà dell’attuale mondo del lavoro che non offre tutele ai familiari caregiver”.

Riciclaggio: Carnevali (Transparency International Italia), “attendiamo ancora che le disposizioni per la trasparenza vengano tradotte nella pratica”

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 11:02

“Dopo poco più di due anni da quando i Panama Papers hanno rivelato l’utilizzo massiccio di società anonime quale veicolo di soldi illeciti provenienti da corruzione, riciclaggio e altri crimini finanziari, i governi delle più grandi economie mondiali non hanno fatto ancora abbastanza per assicurare che cittadini e forze dell’ordine possano scoprire chi davvero c’è dietro le società che operano entro i propri confini”. È quanto si legge in una nota di Transparency International Italia in occasione della diffusione del report “G20 Leaders or Laggards?”. La pubblicazione di Transparency International “mostra che 11 Paesi che compongono il G20 hanno ancora degli apparati normativi sulla trasparenza dei titolari effettivi deboli o di medio livello. Dal 2014, quando i 20 Paesi del Gruppo hanno adottato i Principi sulla trasparenza dei titolari effettivi, ad oggi, diversi progressi sono stati fatti solo da Francia, Germania, Brasile e Italia”. “L’Italia – prosegue la nota – ha migliorato infatti le proprie norme antiriciclaggio, anche a seguito della trasposizione della quarta Direttiva europea sul tema. Tra le principali novità introdotte vi è l’istituzione del Registro dei titolari effettivi che dovrebbe portare a una maggiore trasparenza delle società, dei loro assetti proprietari e quindi degli interessi in gioco”. Per Transparency International Italia, “il condizionale è d’obbligo poiché al momento rimane ancora tutto sulla carta”. “Nonostante le norme classifichino il nostro Paese tra quelli più avanzati in tema di trasparenza delle società, stiamo ancora attendendo che le disposizioni vengano tradotte nella pratica”, evidenzia il presidente Virginio Carnevali, secondo cui “a quasi un anno dalla nuova legge antiriciclaggio italiana, ancora non è stato creato il registro dei titolari effettivi, registro che comunque non sarà accessibile liberamente ai cittadini”. “Perché ci sia una reale trasparenza e un controllo diffuso – conclude – cittadini, giornalisti e organizzazioni come la nostra devono poter accedere alle informazioni sui titolari delle società”.

Osservasalute 2017: in Italia meno morti per tumori e malattie croniche se si fa prevenzione

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 11:00

La salute degli italiani è più al sicuro, laddove la prevenzione funziona, con meno morti per tumori e malattie croniche come il diabete e l’ipertensione: diminuiti del 20% in 12 anni i tassi di mortalità precoce per queste cause. Gli italiani, inoltre, cominciano timidamente a occuparsi in maniera più proattiva della propria salute, tendono a fare più sport: nel 2016 il 34,8% della popolazione contro il 33,3% nel 2015; ma scontano ancora tanti problemi, in primis quelli con la bilancia: nel periodo 2001-2016 è aumentata la percentuale delle persone in sovrappeso – 33,9% contro 36,2% – e soprattutto la quota degli obesi – 8,5% contro 10,4% -; c’è poi il vizio del fumo: nel 2016 si stima fumi il 19,8% della popolazione over-14 anni. Anche sul fronte dei consumi di alcolici il dato sembra assumere contorni a tinte fosche: si assiste a una lenta, ma inarrestabile diminuzione dei non consumatori (astemi e astinenti negli ultimi 12 mesi), pari al 34,4% (nel 2014 era il 35,6%, nel 2015 34,8%) degli individui di età >11 anni. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla XV edizione del Rapporto Osservasalute (2017), analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi a Roma, al Policlinico Gemelli. Pubblicato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, che ha sede a Roma presso l’Università Cattolica, il Rapporto (603 pagine) è frutto del lavoro di 197 ricercatori.

Germania: 21 aprile Giornata monasteri aperti in 230 località. “Come si vive in convento nel XXI secolo”

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 10:54

Oltre 230 monasteri, conventi, case religiose in Germania apriranno le loro porte il 21 aprile per la seconda “Giornata dei monasteri aperti”: coordinata dalla Conferenza degli ordini religiosi (Dok) su tutto il territorio federale vuole dare la possibilità a chi lo desidera di “conoscere, porre domande, vedere, curiosare, condividere”. È necessario “mostrare la diversità dei carismi e dei modi di vita. Molte persone hanno una visione limitata: la religiosa gira con il velo e il monaco con il cappuccio. Ma il paesaggio religioso è molto più colorato, la natura degli ordini molto diversificata e spesso notiamo come cambia la percezione nei nostri visitatori”, ha spiegato l’abate Hermann-Josef Kugler, responsabile della Dok. Quest’anno il tema è “Bene. Noi siamo qui”.

Visite guidate, condivisione di momenti di preghiera, laboratori di canto, mostre, film, arte, convivialità e possibilità di scambio personale sono gli elementi che ritornano nel programma dei monasteri che hanno dato l’adesione all’iniziativa e sono rintracciabili su una cartina interattiva (http://tag-der-offenen-klöster.de). Si renderanno accessibili monasteri di secolare tradizione dalla natura contemplativa e giovanissime comunità con una forte attenzione al servizio nei più vari contesti. Perché oltre alla varietà è utile “mostrare com’è vivere in un monastero nel XXI secolo”, spiega ancora l’abate Kugler. In Germania vi sono 421 comunità religiose in cui vivono circa 15mila suore e 4mila religiosi.

Accordo Ceta: Coldiretti, “Parlamento fermi le importazioni di grano al glifosato”

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 10:52

“Il Parlamento ha l’opportunità di fermare le importazioni di grano al glifosato destinate alla produzione di pasta come hanno già fatto i principali gruppi industriali italiani che hanno annunciato di non aver firmato nessun contratto per l’importazione del grano dal Canada dove il potente erbicida viene utilizzato in preraccolta, a differenza di quanto avviene in Italia dove questa pratica è vietata”. È quanto afferma la Coldiretti sottolineando che nel nuovo Parlamento “ci sono le condizioni per bocciare la ratifica del Ceta, l’accordo di libero scambio tra Europa e Canada, entrato in vigore il 21 settembre 2017 in via provvisoria a livello europeo, proprio in attesa dei pronunciamenti nazionali. “L’Italia – sottolinea la Coldiretti – deve intervenire per difendere la sicurezza ambientale e alimentare dei propri cittadini dopo che anche i principali gruppi industriali hanno motivato la loro scelta per l’impossibilità dei produttori canadesi di rispettare i parametri qualitativi per effetto dell’utilizzo del glifosato prima del raccolto”. “Ci auguriamo che il rinnovato Parlamento metta al più presto in calendario il voto sulla ratifica del trattato di libero scambio con il Canada che è in vigore in via provvisoria da oltre sei mesi senza il necessario pronunciamento della volontà popolare previsto dalle normative”, ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo. “Non è accettabile che alle importazioni sia consentito di aggirare le norme previste in Italia sulla sicurezza – aggiunge – mentre è invece necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della salute, garantendo che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali nazionali ci sia un percorso di qualità”.

Ue: Luca Jahier eletto presidente del Cese. De Palo (Forum famiglie), “sarà in grado di fare un ottimo lavoro”

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 10:51

“Faccio di cuore i miei migliori auguri a Luca Jahier. La sua esperienza istituzionale e il suo profilo umano e professionale sono la miglior garanzia che sarà in grado di fare un ottimo lavoro in questo importante organo europeo”. Così il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo, commenta l’elezione di Luca Jahier alla presidenza del Comitato economico e sociale europeo (Cese), avvenuta ieri a Bruxelles. “Le famiglie italiane ed europee hanno bisogno di pareri e proposte economici e sociali di ampio respiro, che sappiano andare oltre la contingenza per guardare al bene comune”, aggiunge De Palo. “Con Jahier alla presidenza del Cese – conclude – sono certo che verrà sempre più riconosciuta l’essenzialità del ruolo della famiglia per il benessere di tutta la società”.

Siria: Onu, Staffan de Mistura riprende le consultazioni per rilanciare il processo di pace

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 09:19

(da New York) L’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan de Mistura, ha ripreso le consultazioni per rilanciare il processo di pace a seguito di un incontro con il segretario delle Nazioni Unite Gutierres, in visita a Ryad, in Arabia Saudita. L’ufficio di De Mistura ha comunicato, ieri 18 aprile, una serie di incontri con i capi di Stato e i ministri degli esteri dei Paesi aderenti alla Lega araba, presenti anche i ministri di Egitto, Giordania, Iraq e l’alto rappresentante dell’Unione europea. De Mistura si è recato anche ad Ankara e nella sua agenda sono previste, nei prossimi giorni, consultazioni con alti funzionari russi e iraniani che avevano seguito i colloqui di Astana, in Kazakistan, nel maggio del 2017. La ripresa del processo diplomatico punta a ripristinare la risoluzione 2.254 del Consiglio di sicurezza, varata nel 2015, dove si chiedevano elezioni libere ed eque per tutti i siriani, una nuova costituzione, e un processo di pace guidato dalla Siria. Staffan de Mistura fin da gennaio 2016 ha condotto diversi cicli di negoziati tra le parti in guerra sul suolo siriano: l’ultimo incontro si è tenuto a Ginevra nel dicembre 2017, a cui sono seguiti i colloqui di Vienna dello scorso gennaio.

Libri: Gariwo, venerdì a Roma la presentazione di “Il bene possibile” di Gabriele Nissim

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 09:16

Sarà presentato venerdì 20 aprile, alle ore 18.30 presso la Libreria La Feltrinelli (Largo di Torre Argentina, 5/A) a Roma il nuovo libro di Gabriele Nissim “Il bene possibile” (edizioni Utet). Saranno presenti Anna Foa, Milena Santerini e Graziano Graziani. Porterà il suo saluto Noemi di Segni. “Nel flusso incessante di crimini e ingiustizie che ogni giorno ci raggiunge attraverso mass media e social network – si legge in un comunicato stampa di Gariwo, la onlus che si occupa della ricerca delle figure esemplari dei Giusti e della loro divulgazione e che ha promosso l’iniziativa – ci capita spesso di aderire a passeggeri moti di indignazione collettivi; in fondo è facile e non ci costa nulla. Ben più difficile sembra invece schierarsi davvero, prendere posizione con il rischio di rimetterci in prima persona, riconoscere le scelte e le azioni giuste da opporre agli abusi che vengono compiuti davanti ai nostri occhi. Che cosa può fare, allora, chi vuole concretamente cambiare le cose?”. La risposta arriva dal libro di Nissim che racconta alcune storie dei “giusti nascosti che impediscono la distruzione del mondo. Perché – scrive Nissim, fondatore e presidente di Gariwo – i santi e gli eroi esistono solo nella nostra fantasia, mentre è stimolante scoprire che uomini normali, con gli stessi nostri difetti, sono stati capaci di compiere atti di coraggio in modo sorprendente e inaspettato. Il giusto è semplicemente chi agisce per salvare una vita, anche se non ha nessuna possibilità di salvare il mondo intero. Lo fa comunque, perché è giusto farlo”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Nuovo governo, veti bloccano M5S e centrodestra. Arresti per mafia in Sicilia e a Bari. A Cuba finisce l’era Castro

Agensir.it - Thu, 2018-04-19 09:00

Nuovo governo: fumata nera dalle consultazioni di Casellati, ancora veti e ultimatum

Nulla di fatto al termine del primo giro di consultazioni svolte nel pomeriggio di ieri dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, incaricata dal presidente Mattarella di “verificare l’esistenza di una maggioranza” tra i partiti del centrodestra e il Movimento 5 Stelle per la formazione di un nuovo governo. A Palazzo Giustiniani non si sono registrati sostanziali passi avanti tra le forze politiche che, in sostanza, hanno ribadito veti incrociati e ultimatum già espressi nelle scorse settimane al Quirinale. Le piccole aperture non sembrano al momento essere sufficienti per arrivare ad una soluzione. E dopo la fumata nera di ieri, oggi la Casellati potrebbe incontrare le delegazioni dei partiti di centrodestra e del Movimento 5 Stelle; ma al momento nessun calendario ufficiale è stato diffuso, visti anche gli impegni dei leader politici nella campagna elettorale per le Regionali del Molise che si terranno domenica. Se domani la Casellati, riferendo a Mattarella, dovesse riconoscere il fallimento del suo mandato esplorativo, non è escluso che il Capo dello Stato possa incaricare il presidente della Camera, Roberto Fico, di analogo mandato.

Mafia/1: 22 arresti nella rete dei “pizzini” del boss Messina Denaro

Sono 22 i presunti presunti affiliati alle famiglie mafiose di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna (Tp) destinatari di ordini di arresto nell’ambito di una vasta operazione condotta nelle prime ore di oggi dalla Direzione investigativa antimafia (Dia), Carabinieri e Polizia. Si stringe così il cerchio attorno al boss Matteo Messina Denaro, il capo di Cosa nostra latitante e ricercato dal 1994. I 22 – presunti boss e fiancheggiatori di Messina Denaro – sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, detenzione di armi, intestazione fittizia di beni, con l’aggravante del metodo mafioso. Le indagini hanno permesso di individuare una rete di “pizzini” attraverso i quali il boss impartiva ordini e disposizioni agli affiliati.

Maria/2: blitz contro clan “Capriati”, 21 fermi a Bari

Associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso e dall’uso delle armi, porto e detenzione di armi da guerra, estorsioni aggravate dal metodo mafioso e continuate, associazione per delinquere aggravata e finalizzata alla realizzazione di furti. Questi i reati contestati a 21 persone arrestate a Bari perché ritenute esponenti di spicco e gregari del clan “Capriati”, attivo nel Borgo Antico e in altri quartieri cittadini. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e condotte dalla Squadra mobile della Questura di Bari, hanno fatto scattare dalle prime luci dell’alba in provincia di Bari e nel capoluogo una vasta operazione della Polizia di Stato.

Ambasciata Usa a Gerusalemme: Trump conferma lo spostamento entro maggio

Inviando ieri i “migliori auguri al primo ministro Netanyahu e a tutto il popolo di Israele nel 70° anniversario della vostra grande indipendenza”, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato con un tweet che gli Usa sono “in attesa di spostare la nostra ambasciata a Gerusalemme, il prossimo mese”. Riferendosi ad Israele, Trump ha aggiunto che “non abbiamo migliori amici in nessun altro posto”.

Cuba: finisce l’era Castro, da oggi il presidente sarà Diaz-Canel

Sarà un giorno storico quello che vivrà oggi l’isola di Cuba. Per la prima volta dal 1976, infatti, il presidente dei cubani non sarà un membro della famiglia Castro. L’Assemblea nazionale, che ieri si è riunita per la sessione inaugurale della sua nona legislatura, ha rimandato ad oggi l’elezione del nuovo presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei ministri, incarichi per i quali l’unico candidato è Miguel Diaz-Canel. 58 anni fra pochi giorni, una laurea in ingegneria, Diaz-Canel ha iniziato la sua carriera nel Partito Comunista di Cuba (Pcc) nel 1993, diventando primo segretario del partito nella sua provincia natale, Villa Clara. Nel 2009 è stato nominato ministro dell’Educazione e nel 2013 è stato scelto come primo vicepresidente del Consiglio di Stato. Raul Castro, fratello del Lider maximo, rimarrà comunque al vertice del Pcc fino al 2021.

Caso Skripal: al Consiglio di sicurezza Onu nuovo scontro Russia-Regno Unito

Continua lo scambio di accuse tra Mosca e Londra sul caso del tentato avvelenamento dell’ex spia russa Sergej Skripal e della figlia Yulia avvenuto lo scorso 4 marzo nella cittadina britannica di Salisbury. Il nuovo scontro Regno Unito e Russia si è registrato al Consiglio di sicurezza Onu. Ancora una volta si è assistito al rimpallo di responsabilità con il reciproco scambio di accuse, com’era successo poche ore prima al meeting d’emergenza dell’Opac, l’Organizzazione per la proibizione della armi chimiche, durante il quale è stato smentito che l’agente nervino utilizzato per il tentato avvelenamento sia stato prodotto in un Paese occidentale. L’unica cosa certa, al momento, sembra essere il fatto che in un mese e mezzo non si sono ancora compiuti significativi passi in avanti per chiarire quanto veramente accaduto.

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