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Simposio Ccee giovani: mons. Omella Omella (arcivescovo Barcellona), “aiutare i ragazzi a tirare fuori il meglio di loro”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 16:41

(dall’inviata Sir a Barcellona) – “Una vera sfida”. Accompagnare i giovani significa “aiutare a tirare fuori da ciascuno il meglio di sé, scoprire con loro il mistero di cui sono portatori e incoraggiarli a seguire la nobile arte del discernimento della volontà di Dio nella loro vita”. Lo ha detto mons. Juan José Omella Omella, arcivescovo di Barcellona, accogliendo oggi nella sua città i 275 partecipanti al Simposio europeo promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) sul titolo “Camminava con loro. Accompagnare i giovani a rispondere liberamente alla chiamata di Cristo”. A Barcellona sono presenti i responsabili delle Conferenze episcopali europee che lavorano nei 5 ambiti pastorali: giovani, catechesi, vocazione, scuola, università. È la prima volta che si tiene un simile incontro europeo. Una quattro giorni di lavoro, riflessione e confronto in vista anche del Sinodo dei vescovi che nel 2018 ha messo a tema la questione giovanile.

L’arcivescovo di Barcellona ha tracciato alcune piste di riflessioni. Camminare con i giovani  significa impegnarsi con loro “in un dialogo sincero”. “Un dialogo – ha sottolineato Omella Omella – basato sulla nostra esperienza, sulla ricerca della verità e sul rispetto reciproco”, un dialogo che diventa “ricco scambio di punti di vista”. Ma questo significa “essere aperti a nuovi orizzonti, a nuove proposte e percorsi da esplorare”.  L’accompagnamento deve poi condurre a “proposte concrete”. “Non è facile”, ma l’obiettivo è quello di aiutare i giovani a diventare “maturi, capaci di pensare”, “attivi e impegnati”, e quindi all’altezza di “discernere la loro vocazione all’interno della Chiesa,  trovare la loro strada, lavorare per la loro felicità”, fino a far loro cogliere la gioia di collaborare con Dio alla “costruzione di un mondo migliore”.

Germania: Chiesa cattolica ed evangelica tedesche chiedono interventi urgenti per il Corno d’Africa. “Si muore di fame”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 16:25

“Milioni di persone nel Corno d’Africa sono minacciate dalla fame”. Con queste parole il cardinale Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, e il vescovo Heinrich Bedford-Strohm, presidente del Consiglio della chiesa evangelica, lanciano un appello per la situazione drammatica in Africa orientale. La prolungata siccità nella regione e la guerra civile nel Sud Sudan hanno portato gravi conseguenze. “Non possiamo stare a guardare come la gente muoia per carestia e malnutrizione”, hanno scritto Marx e Bedford-Strohm, chiamando i fedeli “all’aiuto concreto per i bisognosi e alla preghiera”. Oltre al Sud Sudan, in particolare Uganda, Kenya, Somalia ed Etiopia stanno subendo sviluppi catastrofici dalla siccità estrema che ha devastato i pascoli. Le Nazioni Unite stimano che nella regione più di 20 milioni di persone siano oggi a rischio di morte per fame. Il Sud Sudan e il Kenya hanno dichiarato lo stato di emergenza nazionale. “La crisi è aggravata dal fatto che la gente non solo soffre fame e malnutrizione, ma molti sono in fuga dalle violenze in atto e la situazione nei campi profughi è drammatica”, dicono i due presidenti. Bedford-Strohm rivolge l’attenzione ai gruppi più vulnerabili: “Come spesso accade, vengono colpiti più duramente i più poveri dei poveri: i malati, gli anziani e i bambini. Questa sofferenza di altri esseri umani non deve passare inosservata in Germania”. Caritas e Misereor Diakonie sono in allerta: Marx e Bedford-Strohm chiedono “un generoso sostegno per il lavoro delle agenzie caritatevoli”.

Francia: mons. Pontier (presidente vescovi) “no autoripiegamento”, accogliere migranti. “Fondamentale” è formazione imam

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 16:21

“L’esercizio del potere è esigente” e richiede vigilanza per “rimanere al servizio del bene comune e non cercare un guadagno personale con effetti disastrosi”. Il monito è di monsignor Georges Pontier, presidente dei vescovi francesi e arcivescovo di Marsiglia, che questa mattina ha inaugurato a Lourdes l’Assemblea plenaria dei vescovi di Francia. Nel richiamare la riflessioni del Consiglio permanente, il 20 giugno e il 16 ottobre dell’anno scorso, in vista delle elezioni presidenziali del 23 aprile e 7 maggio, Pontier ha citato in particolare diversi stralci del documento di ottobre, “Dans un monde qui change, retrouver le sens du politique”, e ha lanciato un monito: “Non possiamo pensare al nostro futuro, ognuno ripiegato su se stesso. Alcuni lo pensano” ma “è un inganno”. Di qui l’invito all’accoglienza e al “dovere della solidarietà”, richiamato spesso dal Papa. “Dovere di solidarietà”, ha spiegato, “è opporsi alla cultura dello scarto e nutrire attenzione per i più deboli”. Per questo è necessario da parte di tutti un cambiamento di atteggiamento verso migranti e rifugiati” passando da un “atteggiamento di difesa e paura” ad un’autentica “cultura dell’incontro”. Da Pontier l’invito che “le paure comprensibili” dopo gli attentati di Daesh non portino ad “un pericoloso sguardo di sospetto nei confronti di ogni musulmano”. “Più che un rischio – afferma l’arcivescovo – la religione islamica è una sfida che dobbiamo accogliere”. “Fondamentale” la questione della formazione degli imam, così come “l’organizzazione di una rappresentanza eleggibile dell’islam nel nostro Paese”.

Abusi su minori: Firenze, prima conferenza europea su formazione del clero e prevenzione

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 16:13

Firenze ospiterà il 31 marzo e il 1° aprile la prima conferenza europea su formazione del clero e prevenzione degli abusi sui minori. Intitolata “Formazione e prevenzione. Confrontare i differenti approcci di formazione umana e valutazione psicologica nei Seminari: un ulteriore passo verso il safeguarding in Europa”, si svolgerà nella Facoltà teologica dell’Italia centrale. L’iniziativa è organizzata dall’arcidiocesi di Firenze in collaborazione con la Facoltà Teologica dell’Italia centrale, il Centre for Child Protection della Pontificia Università Gregoriana e il Seminario arcivescovile di Firenze e si rivolge a psicologi e psichiatri che lavorano nei Seminari maggiori e minori e nelle case di formazione degli ordini religiosi e congregazioni, oltre che a direttori spirituali e rettori dei Seminari in Europa. Oltre 250 gli iscritti da tutta Europa e da tutte le regioni italiane.

Nei due giorni l’attenzione sarà focalizzata sull’importanza della formazione umana nei percorsi di formazione iniziale e permanente del clero e nel conoscere i differenti approcci scientifici e pratici per una valutazione/screening, accompagnamento e intervento all’interno dei Seminari delle diocesi e case di formazione di ordini religiosi. I responsabili del Comitato scientifico sono padre Hans Zollner, presidente del Centre for Child protection dell’Università Gregoriana e membro della Pontificia Commissione per la protezione dei minori, e Stefano Lassi, vicepresidente della Società italiana per lo studio dei disturbi del neurosviluppo e vicepresidente dell’Associazione psicologi e psichiatri cattolici della Toscana. La conferenza, che ha il sostegno della Congregazione per il Clero, del Ccee e della Cei e che prevede gli interventi di numerosi esperti provenienti da tutta Europa, sarà aperta il 31 marzo dall’arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori. Fra i relatori della prima giornata, mons. Jorge Carlos Patrón Wong, segretario per i Seminari della Congregazione per il Clero, mentre la seconda giornata sarà aperta dall’intervento del card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei e del Ccee.

Comece: contribution to EU reform of VAT rates. “Reduced rates and deductions for welfare services”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 16:00

(Brussels) “Rules on Value Added Tax (VAT) are key to the operation of the single European market, but such rules should not be simplified to the detriment of the purposes of a fair, equal tax system”. This is, in a nutshell, the contribution made by the Commission of the EU Bishops Conferences (Comece) to the EU public consultation about the reform of VAT rates that ended on March 20th. The consultation is part of the initiatives listed in the policy adopted by the European Commission for the establishment of a single European VAT area. The contribution that Comece submitted – and that can now be consulted on the website www.comece.eu – lists four recommendations: “focus on the needs of the poorer ones by applying reduced VAT rates for basic assets and services”; apply “reduced rates on services and assets for children, given that, “compared with childless or single-child families, large or single-parent families are more exposed to poverty”. It also asks to keep the Churches and non-profit organisations exempted from VAT, as their efforts “pursue the common good”. Lastly, in the run-up to the European Year of Cultural Heritage that will be celebrated in 2018, it asks to authorise “tax deductions for the restoration of churches and places of worship”.

Comece: contributo alla riforma Ue su aliquote Iva. “Tariffe ridotte e deduzioni per attività rivolte al bene comune”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 16:00

(Bruxelles) “Le regole relative all’imposta sul valore aggiunto (Iva) sono cruciali per il funzionamento del mercato unico europeo, ma la semplificazione di tali regole non deve avvenire a scapito dell’obiettivo di un sistema fiscale giusto ed equo”. È la sintesi del contribuito della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) alla consultazione pubblica dell’Ue sulla riforma delle aliquote Iva che si è conclusa il 20 marzo scorso. La consultazione è parte delle iniziative previste dal piano d’azione adottato dalla Commissione europea per la creazione di uno spazio unico europeo dell’Iva. Nel contributo che la Comece ha sottoposto – e che è consultabile ora sul sito www.comece.eu – sono formulate in particolare quattro raccomandazioni: si metta “l’accento sui bisogni dei più poveri applicando tassi Iva ridotti per i beni e i servizi essenziali”; si riconoscano “tariffe ridotte ai servizi e ai beni per l’infanzia, in considerazione del fatto che “rispetto alle famiglie senza figli o con un figlio unico, le famiglie numerose o con un solo genitore sono a maggiore rischio di povertà”. Viene inoltre chiesto che venga preservata l’esenzione dall’Iva per le Chiese e le organizzazioni non-profit, in considerazione del “contributo al bene comune” che compiono con il loro servizio. Infine, in vista dell’anno europeo sul patrimonio culturale, che si celebrerà nel 2018, si chiede che siano autorizzate “deduzioni d’imposta per il restauro di Chiese ed edifici religiosi”.

Francia: mons. Pontier (presidente vescovi), “incoraggiamo le vittime degli abusi a sporgere denuncia presso le autorità giudiziarie”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 15:49

“Incoraggiamo le vittime a sporgere denuncia presso le autorità giudiziarie alle quali, da parte nostra, segnaleremo i fatti a nostra conoscenza. Ma occorre smettere di lasciar intendere che ogni prete sia un pedofilo potenziale”. Lo ha detto monsignor Georges Pontier, presidente dei vescovi francesi e arcivescovo di Marsiglia, aprendo questa mattina a Lourdes l’Assemblea plenaria dei vescovi di Francia. Nella sua prolusione, l’arcivescovo ha ricordato la richiesta di perdono, lo scorso novembre, “al Signore e a coloro che hanno subito atti indicibili da parte di sacerdoti e consacrati, o errori di decisione da parte nostra. Questo non è stato per distoglierci dalle nostre responsabilità”. In tutto l’anno, assicura, “abbiamo messo in campo nelle nostre diocesi e a livello nazionale diverse misure, tra le quali centri d’ascolto per le vittime. Abbiamo sviluppato strumenti di formazione per tutti i responsabili dei bambini e dei giovani”. “Siamo stati affiancati da una commissione di esperti – ha proseguito Pontier – per consigliarci nella gestione dei fatti”. “Siamo profondamente colpiti dalla sofferenza delle vittime e vogliamo accoglierle e ascoltarle nel modo migliore. Siamo risoluti – ha concluso – ad aiutare la giustizia a fare il suo lavoro. Nulla può dispensarcene”.

San Francesco di Paola: concluse ieri le celebrazioni per il VI centenario della nascita

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 15:38

Si sono concluse ieri, alle ore 17.30, le celebrazioni del VI centenario della nascita di San Francesco di Paola presso l’aula nuova della basilica santuario. La cerimonia è stata presieduta dall’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Francesco Nolè. L’Ordine dei Minimi è stato rappresentato dal padre correttore generale, padre Francesco Marinelli, e dal correttore provinciale, padre Gregorio Colatorti. Padre Francesco Marinelli ha fatto notare i ricorsi della storia citando due “cronisti” di San Francesco e dell’attuale suo Ordine dei Minimi: il primo, l’arcivescovo dell’epoca, mons. Caracciolo Pirro, che testimoniò il rigore morale e spirituale di Francesco di Paola ottenendo dal Papa la Costituzione dell’Ordine; il secondo, l’arcivescovo di Cosenza di oggi che dopo secoli riconferma il ruolo importante nella società civile dei figli e della famiglia di San Francesco di Paola. “Se vogliamo cambiare il mondo, noi dobbiamo cambiare la nostra vita – ha osservato dal canto suo mons. Nolè -. E dal nostro cambiamento saremo capaci di annunziare cieli nuovi e terre nuove, anche ai fratelli e alle sorelle che incontreremo perché sarà la nostra testimonianza a far trasparire la Misericordia di Dio che può cambiare il cuore di tutti a cominciare da noi stessi”. Il sito internet istituzionale del VI centenario www.francescodipaola.info rimarrà in rete a cura della Fondazione Culturale “Paolo di Tarso”: “Sarà un modo – ha dichiarato Fabio Gallo della Fondazione “Paolo di Tarso” – per continuare ad offrire anche a tutti coloro i quali sono portatori di gravi disabilità, l’opportunità di conoscere tramite internet, i luoghi della spiritualità di San Francesco di Paola”.

Trattati di Roma: Campanile Savatteri (Cif), contro “populismi e nazionalismi”, serve Europa “unita e solidale”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 15:22

“In un momento in cui si riaffacciano alla storia pericolosi movimenti populisti e nuove forme di nazionalismi alimentati dalla sfiducia e dal ripiegamento egoistico su interessi locali”, il Centro italiano femminile (Cif) ribadisce, in una nota, il suo sostegno “al progetto di un’Europa come l’avevano concepita i suoi padri fondatori. “Soltanto un’Europa unita, democratica e solidale che sappia coniugare il valore dell’unità con quello della differenza, che si impegni a ridurre le disuguaglianze e a restituire dignità al lavoro, a superare il divario di genere e di generazioni – dichiara la presidente, Maria Pia Campanile Savatteri -, un’Europa non chiusa in se stessa ma aperta alle nuove sfide poste dalle popolazioni che fuggono dalla guerra e dalla fame potrà garantire la pace tra le Nazioni e uno sviluppo che abbia come fondamento il rispetto assoluto della dignità di ogni persona umana”.

Nuove tecnologie: Altieri (Radio Vaticana), “recuperare la riflessione critica delle notizie”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 14:20

“La sfida che abbiamo è quella di rispondere all’esigenza di essere costantemente presenti. Recuperare il senso dell’urgenza di una riflessione critica sulle notizie sia da parte di chi le produce sia da parte di chi le riceve”. Così Christopher Altieri, giornalista di Radio Vaticana, a proposito del libro “Connected world. From automated work to virtual wars: the future, by those who are sharing it” di padre Philip Larrey, presentato oggi a Roma. Il giornalista è fra le 15 personalità intervistate dall’autore nel volume. “La tecnologia – ha aggiunto – ci costringe a non posticipare più la capacità critica che non può saltare generazioni. Oggi a Radio Vaticana vengono degli stagisti che hanno alle spalle studi importanti, padroneggiano perfettamente i nuovi mezzi di comunicazione, ma non conoscono le 5 w, ovvero, la base del giornalismo”.

Filippo Gaudenzi, vice direttore Tg1 Rai, riguardo alle nuove tecnologie ha detto: “In tanti vogliono vivere connessi perché questo ci dà l’illusione di essere tutti vicini ma in realtà siamo più soli”. “C’è chi guadagna sui nostri ‘like’ – ha continuato -. Gli esempi sono tanti, a cominciare dai blogger che incassano migliaia di euro a post. Ma quanti di loro partecipano agli eventi a cui sono invitati? Anche la Chiesa è attenta a questi cambiamenti ed è interessata a seguire questa evoluzione”.

Sicurezza stradale: Commissione Ue, “numero vittime diminuito del 2%”. Ma nel 2016 oltre 25mila morti, 70 al giorno

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 14:18

(Bruxelles) Le statistiche sulla sicurezza stradale pubblicate oggi dalla Commissione mostrano che “nell’ultimo anno il numero delle vittime è diminuito del 2%”. Nel 2016 hanno perso la vita sulle strade dell’Ue 25.500 persone, 600 in meno rispetto al 2015 e 6mila in meno rispetto al 2010. Secondo i calcoli della Commissione “altre 135mila persone sono rimaste gravemente ferite”. Il 2016 segna dunque il ritorno di una “positiva tendenza al ribasso dopo due anni di stasi; negli ultimi sei anni il numero delle vittime della strada si è ridotto del 19%”, secondo i dati forniti da Bruxelles. Benché incoraggiante, questo ritmo – secondo l’Esecutivo – potrebbe essere insufficiente se l’Ue “vuole raggiungere l’obiettivo di dimezzare il numero di vittime della strada tra il 2010 e il 2020. Ciò impone di intensificare gli sforzi di tutte le parti interessate e in particolare quelli delle autorità nazionali e locali, responsabili della maggior parte degli interventi quotidiani, come l’applicazione delle norme e la sensibilizzazione”. Violeta Bulc, commissaria per i trasporti, commenta: “Le statistiche odierne indicano un miglioramento, che dobbiamo portare avanti. Ma non sono i numeri a preoccuparmi: ciò che mi sta più a cuore sono le vite perse e le famiglie delle vittime. Proprio oggi altre 70 persone moriranno sulle strade dell’Ue e un numero cinque volte più alto subirà ferite gravi”.

Nuove tecnologie: de Kerckove (Univ. Toronto), necessario “un nuovo contratto sociale” con chi detiene il potere

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 14:11

“Dobbiamo pretendere un nuovo contratto sociale”. Così Derrick de Kerckhove, docente dell’Università di Toronto, oggi a Roma, durante la conferenza di presentazione del libro di padre Philip Larrey, “Connected world. From automated work to virtual wars: the future, by those who are shaping it”. “Tu governo – ha aggiunto – vuoi sapere tutto su di me, ma prima devi dirmi tutto su come viene impiegato il denaro pubblico. La spinta – ha spiegato – deve venire dalle imprese che pensano di condividere le proprie risorse nel mondo. Ci arriveremo grazie alla trasparenza, ma chissà fra quanto”. “Raccomando in assoluto questo libro perché è un libro fatto di domande che sono oggi più importanti delle risposte”, ha affermato. “I big data – ha continuato il teorico della comunicazione – creano un salto quantico nell’uso delle tecnologie”. “Il problema è che non si può più predire un evento fra dieci anni ma a malapena fra due”, ha concluso.

UK-Scotland: Curtice (Glasgow Univ.), “political fight on Brexit is inevitable”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 14:02

“A fight between the British and the Scottish governments while the terms of Brexit are being made clear seems inevitable”. John Curtice, professor of politics at Strathclyde University, Glasgow, sees a deep division between Edinburgh and London. A few hours before the vote of the Scottish Parliament that – it seems certain by now – will give the go-ahead to applying for a new referendum for independence from the United Kingdom and while Prime Minister Theresa May is getting ready to invoke article 50 of the Lisbon Treaty that will give the green lights tomorrow, Wednesday 29th March, to the procedure for the United Kingdom divorcing the European Union, Curtice explains that an agreement between Sturgeon (the Scottish Prime Minister) and May (her British counterpart) is almost impossible. “The United Kingdom wants to leave the single market and stop people’s free mobility, while Scotland wants to stay in the EU and accept free mobility”, the expert says. “Neither is the British government giving any sign of wanting to accommodate the Scottish demands during the forthcoming negotiations. A referendum seems inevitable, probably in 2020, to coincide with the British general election. Sturgeon would like to hold it earlier, before spring 2018, but May said she does not agree and, to call voters north of Hadrian’s Wall to the ballots, she needs Westminster’s go-ahead. For the time being, the surveys found that Scots wanting to stay in the United Kingdom are 54%”.

Regno Unito-Scozia: Curtice (Un. Glasgow), “sul Brexit scontro politico inevitabile”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 14:02

“Uno scontro tra il governo britannico e quello scozzese mentre vengono chiariti i termini del Brexit sembra inevitabile”. John Curtice, docente di politica all’università di Strathclyde a Glasgow vede una profonda divisione tra Edimburgo e Londra. A poche ore dal voto del parlamento scozzese che – sembra certo – darà il via libera alla richiesta di un nuovo referendum per l’indipendenza dal Regno Unito e mentre la premier Theresa May si prepara a invocare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona che darà il via, domani, mercoledì 29 marzo, all’iter per il divorzio del Regno Unito dall’Unione europea, Curtice spiega che un accordo tra Sturgeon (la premier scozzese) e May (omologa britannica) è quasi impossibile. “Il Regno Unito vuole lasciare il mercato unico e interrompere la libera circolazione delle persone mentre la Scozia vuole restare nella Ue e accettare libertà di movimento”, dice l’esperto. “Né il governo britannico dà segni di volere accomodare le richieste scozzesi durante i prossimi negoziati. Un referendum sembra inevitabile, probabilmente nel 2020, in contemporanea con le elezioni generali britanniche. La Sturgeon lo vorrebbe prima, entro la primavera 2018, ma la May ha detto di non essere d’accordo e per chiamare gli elettori a nord del vallo di Adriano alle urne ci vuole l’ok di Westminster. I sondaggi, per ora, danno in vantaggio gli scozzesi che vogliono rimanere nel Regno Unito con il 54%”.

Papa Francesco: il calendario delle celebrazioni della Settimana Santa

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 14:00

Domenica 9 aprile, Domenica delle Palme e della Passione del Signore, il Papa celebrerà la Messa, alle ore 10, in piazza San Pietro. Il 9 aprile si celebra anche la XXXII Giornata mondiale della gioventù, che quest’anno si svolge a livello diocesano sul tema: “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente”. Francesco benedirà le palme e gli ulivi e, al termine della processione, celebrerà la Messa, che dà inizio ai riti della Settimana Santa presieduti dal Papa, di cui oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso il calendario ufficiale. Giovedì 13 aprile, alle 9.30 il Papa presiederà la concelebrazione della Messa crismale con i cardinali, i patriarchi, gli arcivescovi, i vescovi e i presbiteri (diocesani e religiosi) presenti a Roma. Venerdì 14 aprile, alle 17 nella basilica di San Pietro, la celebrazione della Passione dl Signore, seguita, alle 21.15, dalla tradizionale “Via Crucis” al Colosseo, al termine della quale rivolgerà la parola ai fedeli e impartirà la benedizione apostolica. Sabato 15 aprile, nella basilica di San Pietro, il Papa concelebrerà con i cardinali, i vescovi e i sacerdoti la Veglia pasquale, mentre il giorno dopo, alle ore 10 in piazza San Pietro, la Messa di Pasqua, al termine della quale, dalla loggia centrale della basilica, impartirà la benedizione “Urbi et Orbi”.

Evangelii gaudium: card. Ravasi a Facoltà Teologica Triveneto, “inculturazione, dialogo, via pulchritudinis” le “tre vie proposte dal Papa”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 13:51

Inculturazione, dialogo e via pulchritudinis: sono, secondo il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, le tre “vie pastorali–culturali” proposte da Papa Francesco nell’esortazione apostolica “Evangelii gaudium”, documento programmatico del suo pontificato. Nella prolusione svolta questa mattina a Padova in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico della Facoltà Teologica del Triveneto, il card. Ravasi si è soffermato sul tema “Vangelo, cultura ed Evangelii gaudium”. La via dell’inculturazione, ha spiegato, “ha alla base la convinzione” della “ricchezza feconda del Vangelo e della presenza dei ‘semi del Verbo’ effusi dallo Spirito di Dio in tutte le creature umane e in tutte le culture”. In sintesi, Papa Francesco “dichiara ripetutamente la necessità di ‘evangelizzare le culture per inculturare il Vangelo’”, ha fatto notare citando le parole del Pontefice. Conseguente il secondo percorso, quello del dialogo, “che pervade costantemente l’esortazione ma anche il magistero” pontificio. Creare “una comunità nuova ove tutti sono coinvolti in un confronto progettuale”, l’invito di Ravasi: così “il dialogo diventa anima anche della politica, della pastorale, della società, un dialogo che non riguardi solo un ambito intellettuale e sociale superiore ma che sia più corale e generale”.

Ma il Papa si riferisce anche al dialogo “della teologia con altre discipline ed esperienze”. Di qui il riferimento, tra le altre, al “Cortile dei gentili”, nato da un suggerimento di Benedetto XVI nel 2009 e sviluppato in tutto il mondo su impulso del Pontificio Consiglio della cultura. Infine, la “via pulchritudinis”, non “una teologia estetica”, bensì l’affermazione di “un’estetica teologica” che “accanto alle categorie capitali del verum e del bonum, consideri anche il pulchrum”. Le arti, ha chiosato il card. Ravasi, come “nuovo linguaggio parabolico” per trasmettere la fede. Il Dies academicus è iniziato con i saluti e gli interventi di monsignor Claudio Cipolla, vescovo di Padova e vice gran cancelliere della Facoltà, e di monsignor Francesco Moraglia, patriarca di Venezia e gran cancelliere della Facoltà. Il preside, Roberto Tommasi, ha proposto la relazione annuale sulla vita dell’Istituto.

Nuove tecnologie: Logli (Tim), “investiamo 12 milioni in progetti di valore sociale”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 13:37

“Da sempre il progresso si basa sull’evoluzione tecnologica: se gestito male può danneggiare le persone ma può anche portare dei vantaggi. L’evoluzione che c’è stata negli ultimi venti anni è incomparabile con gli altri mezzi del passato” e ciò “ha portato incertezza”. Lo ha detto Marcella Logli, direttore corporate shared value Tim, durante la conferenza di presentazione nella sede di Radio Vaticana del libro “Connected world. From automated work to virtuale wars: the future, by those who are sharing it” di padre Philip Larrey. La rappresentante della Tim ha portato come esempio un video che Papa Francesco ha pubblicato sui social nel settembre 2016. “Papa Francesco – ha commentato – è il primo che ha capito la forza di questi strumenti”. “Nella nostra azienda – ha continuato – facciamo tecnologia e cerchiamo di trasmettere sotto forma di progetti un valore sociale come per esempio quelli legati alla scuola o l’e-governance. Negli ultimi 15 anni, si è dimostrato che le aziende, che hanno messo in piedi progetti sociali e sostenibili, hanno anche raggiunto obiettivi economici migliori. In Tim, abbiamo investito per lo ‘shared value model’ 12.455 milioni di euro nel 2015, declinati in cultura digitale, innovazione sociale e tutela ambientale”. La direttrice ha fatto inoltre l’esempio di una applicazione che l’azienda ha creato rivolta ai bambini e ragazzi, basata su un vademecum condiviso con le istituzioni riguardo la sicurezza in rete oppure il progetto per insegnare e includere i bambini con dislessia che raggiunge 10mila scuole e un totale di 700mila studenti.

Nuove tecnologie: card. Pell (Santa Sede), “importante per i cristiani entrare in questo mondo per diffondere i nostri valori”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 13:26

“I soldati possono usare la tecnologia sia per il bene sia per il male e anche spiritualmente possiamo usare le tecnologie sia per il bene si per il male. È importante per i cristiani entrare in questo mondo per diffondere i nostri valori”. Lo ha detto il cardinale George Pell, prefetto del Segretariato per l’economia della Santa Sede, durante la conferenza di presentazione del libro “Connected world. From automated work to virtual wars: the future, by those who are shaping it” di padre Philip Larrey, questa mattina a Roma. “Le macchine non sono cattive – ha spiegato nel suo intervento -. È l’uso che ne facciamo che può essere cattivo. Le nuove tecnologie hanno creato molti posti di lavoro ma hanno provocato anche molti disoccupati. Non dobbiamo però pensare che tutto è negativo in questo periodo storico, perché in Asia per esempio il tasso di analfabeti è diminuito”. “Tanti magnati dell’industria tecnologica vogliono bene alla società e cercano la verità – ha dichiarato il cardinale -. Recentemente ho incontrato una delegazione da Silicon Valley e ho notato che ci sono tanti bravi che vogliono bene alla società”. “Tutti questi cambiamenti devono essere approvati dalle democrazie dei Paesi – ha osservato – ma al momento, ho più domande che risposte. Contemporaneamente abbiamo altre sfide: la disintegrazione delle famiglie, assenza di figli, il terrorismo islamico. Speriamo che le cose cambino lentamente ma molto dipenderà dall’individuo. Nessuno infatti aveva previsto Trump o che Erdogan seguisse questa strada e molto dipenderà dalle capacità dei leader di rispondere alle crisi”.

Gasdotto Tap: mons. Macculi (pastorale sociale Lecce), “la gente si sente scavalcata e non si arrenderà”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 13:23

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della Regione Puglia e del Comune di Melendugno e ha ritenuto legittimo l’iter autorizzativo per la realizzazione del gasdotto della Trans Adriatic Pipeline (Tap) che approderà a San Foca, nel Salento. Pur non sbloccando il fermo imposto lo scorso 21 marzo al cantiere, la sentenza segna un ulteriore punto a favore della multinazionale in una battaglia amministrativa che da cinque anni vede Regione Puglia e Comune di Melendugno impegnati per fermare l’infrastruttura che porterà in Italia il gas dell’Azerbaijan (partendo dal mar Caspio e attraversando Turchia, Grecia, Albania e mare Adriatico, con forniture attive dal 2020). Il nodo della questione, spiega al Sir mons. Nicola Macculi, direttore dell’Ufficio pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Lecce, “non è che il gasdotto non si faccia – nessuno lo mette in discussione -, ma che venga trasferito in un’altra area, come potrebbe essere quella industriale a sud di Brindisi, dove l’impatto ambientale sarebbe decisamente più contenuto”. Ad appoggiare questa richiesta, recentemente riproposta dal governatore Michele Emiliano, sono anche 27 sindaci e diverse centinaia di abitanti della zona.

E’ preoccupato mons. Macculi: “Al di à delle autorizzazioni e dei percorsi di ordine giuridico – ci confida – non sono certo che si allenteranno le tensioni. Anzi. Temo che la gente del luogo si senta scavalcata e sono convinto che non si arrenderà. San Foca è a ridosso di Otranto: una delle aree più belle del Salento, un gioiello naturalistico, turistico e ambientale che tutti ci invidiano. Al di là delle rassicurazioni, il punto di approdo del gasdotto a San Foca potrà alterare in tempi brevissimi l’equilibrio ambientale e la geografia economico-turistica del territorio”. Per il sacerdote, “uno spostamento di 20-30 chilometri dovrebbe essere preso in considerazione; certo, occorrerà fare nuove valutazioni, ma se ci sono ancora modalità per intervenire è bene non escluderle”. “La battaglia continuerà – avverte –. Questi conflitti non giovano a nessuno e possono prendere anche strade di natura diversa, poco piacevoli”. Finora “la tensione è stata sotto controllo, ma bisognerà essere molto vigili”.

Lotta al bullismo: “MaBasta”, “l’appello del Papa è importante sotto tutti i punti di vista”

Agensir.it - Tue, 2017-03-28 12:42

“L’appello del Papa è importante sotto tutti i punti di vista, con quel suo insistere ripetuto come a sollecitare il consenso dei ragazzi”. Lo dice al Sir Daniele Manni, il docente di informatica che è l’ispiratore di “MaBasta”, iniziativa nata oltre un anno fa tra gli studenti dell’istituto Galilei-Costa di Lecce per opporsi al fenomeno del bullismo. Manni sottolinea soprattutto che il Papa, parlando ai cresimandi dell’arcidiocesi di Milano, non si è limitato a chiedere di non praticare mai il bullismo, ma li ha invitati a promettere un impegno attivo affinché il bullismo non trovi posto nei loro contesti di vita. “Questo è particolarmente importante – spiega – perché nel fenomeno del bullismo una parte molto rilevante è quella degli spettatori, di coloro che non solo guardano e non intervengono, ma diventano anche amplificatori. Ed è importante soprattutto perché, se c’è una speranza di fermare questa piaga, essa sta nella mobilitazione dal basso degli stessi ragazzi”. Per Manni i verbi-chiave sono “responsabilizzarsi” e “unirsi”. “Quando i ragazzi di MaBasta vanno a parlare ai loro coetanei delle scuole – racconta il docente – quello che propongono è di organizzarsi in un ‘contro-branco’. Se ci si espone da soli, si rischia di diventare l’ennesima vittima dei bulli, ma quando tutta una classe si muove e li isola, allora le cose possono cambiare”. Manni parla con amarezza del bullismo anche come conseguenza del “fallimento degli adulti”. Se il fenomeno “è molto forte nelle elementari e nelle medie – osserva – proprio non riesco a dare la colpa ai ragazzi”. Per i genitori l’invito è a investire molto nel dialogo con i figli.

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