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Cristiani perseguitati: mons. Twal, “liberarci da tutte le moderne schiavitù che incatenano uomini, donne e bambini”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 16:24

“Dinanzi alla statua della Madonna dello Schiavo di Carloforte ci chiediamo cosa è cambiato da quel lontano 1798″, quando una flotta di corsari invase l’isola sarda di San Pietro prendendo schiavi 900 abitanti di Carloforte, poi trasportati a Tunisi per venderli e ottenere un riscatto? Questa la domanda che mons. Fouad Twal, patriarca emerito di Gerusalemme dei latini e già arcivescovo di Tunisi, ha posto nel corso dell’omelia pronunciata nell’oratorio della Madonna dello Schiavo di Carloforte, in occasione della visita della presidenza del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), guidata dal presidente Carlo Costalli e dall’assistente emerito mons. Francesco Rosso. Mons. Twal ha così evocato le moderne schiavitù e “i tanti schiavi di oggi, gli ostaggi, i perseguitati, i rifugiati che vivono nei campi profughi in condizioni disperate, come ci ricorda incessantemente Papa Francesco”. E ha invocato “l’aiuto della Madonna dello Schiavo, del cui soccorso mai come oggi abbiamo bisogno per i nostri giovani, per i nostri popoli, per i nostri politici. Che ci aiuti a liberarci da tutte le moderne schiavitù che incatenano gli uomini, le donne e i bambini del nostro tempo”. Gli ha fatto eco mons. Francesco Rosso che di Carloforte è originario, ricordando – nel saluto ai fedeli – il suo moto sacerdotale: “Tu mostrami la fede senza le opere. Io con le opere ti mostro la mia fede”. Da queste parole l’assistente emerito del Mcl ha preso lo spunto per invitare la vivace comunità cristiana di Carloforte, così come l’intera cittadina isolana, a sostenere l’Università giordana di Madaba, luogo di dialogo fra giovani e insegnanti di diversi Paesi mediorientali e religioni. Un impegno concreto e solidale, come quello già avviato sin dalla fondazione dell’Università dallo stesso Mcl. Un impegno che potrebbe concretizzarsi – ha proposto mons Rosso al sindaco Marco Simeone – in una forma di gemellaggio tra il Comune di Carloforte e l’Università di Madaba.

Fatima: card. Clemente (patriarca Lisbona) a Papa Francesco, “questo tempio trasforma in speranza le lacrime”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 16:13

“Il Sacro Cuore di Gesù, il Cuore Immacolato di Maria e il Santo Padre sono interconnessi nel messaggio che la Madonna ha lasciato qui”. Lo ha detto il cardinale Manuel Clemente, patriarca di Lisbona, salutando e ringraziando il Papa, a Fatima. “Il legame tra Fatima e il suo messaggio e il Papa e il suo ministero acquistano particolare importanza e urgenza nelle attuali circostanze della Chiesa e del mondo”, ha affermato il cardinale, soffermandosi sullo speciale rapporto che esiste da sempre tra Fatima e i successori di Pietro. “Così è stato, così è oggi e così continuerà ad essere, rafforzato dalla sua presenza qui”, ha assicurato. Nel 1917, cento anni fa, il papa era Benedetto XV, e l’epoca era quella degli “sforzi per porre fine alla prima guerra mondiale”. Con Pio XI e Pio XII, “il collegamento Roma-Fatima è diventato sempre più forte ed esplicito”. “Roncalli e Luciani sono venuti qui anche come patriarchi di Venezia”, ha sottolineato Clemente, poi è stata la volta di Paolo VI, di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Il magistero di Papa Francesco, per il patriarca di Lisbona, “si identifica fortemente con la nostra ‘Madre di Misericordia’”, così come è accaduto per i pastorelli che da oggi sono annoverati nell’albo dei santi: “Da allora, questo tempio trasforma in speranza le lacrime, supera le guerre per la pace, diventa una fonte di misericordia che germoglia dal cuore di Cristo e di Maria, per il mondo intero”. “Grazie, Santo Padre. Fatima continuerà sempre a pregare per Vostra Santità!”, ha concluso il cardinale.

Salute: Roma, lunedì 15 agli Istituti biologici dell’Università Cattolica convegno su “Ridisegnare i processi di cura”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 16:09

Sarà dedicato a “Ridisegnare i processi di cura secondo il modello value-based: esperienze e prospettive a confronto” il convegno che si terrà lunedì 15 maggio, dalle 11, presso gli Istituti biologici della sede di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’iniziativa, promossa dal Centro di ricerche e studi in Management sanitario (Cerismas), vedrà la partecipazione, fra gli altri, di Richard Siegrist (Harvard School of Public Health) e di Pamela Mazzocato (Karolinska Institute Medical Management Center). “Nell’ambito del seminario – si legge in una nota – i ricercatori del Cerismas – cercheranno di spiegare l’utilità dell’approccio value-based attraverso il confronto di diverse prospettive e di esperienze maturate sul campo”. “Per garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari oggi è fondamentale che ogni scelta clinica ed organizzativa sia ispirata al principio della creazione di valore espresso dal rapporto tra costi e qualità delle cure”, spiega Stefano Villa, professore associato di Economia aziendale alla Cattolica e responsabile dell’Area Operations Management al Cerismas e all’Altems. Nel pomeriggio si terrà la tavola rotonda sul tema “Tradurre il modello value-based in prassi e modelli organizzativi” in cui, spiegano i promotori, “verranno messe a confronto le prospettive del manager sanitario, dei policy maker nazionali e regionali, delle industries e del clinico, dei pazienti, ciascuna rappresentata da un interlocutore che prenderà parte al dibattito”. Chiuderà i lavori il direttore di Cerismas, Eugenio Anessi Pessina.

Diocesi: Perugia, a Città della Pieve il santuario della Madonna di Fatima luogo “dove porre i fanciulli sotto la protezione di Maria”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 16:00

Anche nell’arcidiocesi perugino-pievese il centenario delle apparizioni mariane in Portogallo (13 maggio 1917 – 13 maggio 2017) sarà particolarmente vissuto. Da Città della Pieve, dove si trova uno dei primi santuari d’Italia dedicati alla Madonna di Fatima, domenica 14 maggio, alle ore 11.30, sarà trasmessa in diretta da Rai Uno la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo ausiliare, mons. Paolo Giulietti, nella concattedrale dei Ss. Gervasio e Protasio con l’esposizione della venerata immagine della Vergine portata dal vicino santuario.
A Città della Pieve il santuario mariano è meta ogni anno di numerosi fedeli, dedicato, in occasione del Grande Giubileo del 2000, anche ai “beati santi fanciulli”, tra i quali i pastorelli di Fatima. Il santuario delle Madonna di Fatima di Città della Pieve, in modo particolare nell’anno del centenario delle apparizioni mariane, è, perciò, sottolinea una nota della diocesi, un luogo di culto “per porre i fanciulli sotto la protezione della Madre di Gesù, per riparare i peccati dello scandalo e quelli contro la vita, per imparare il rispetto della innata dignità dei piccoli e dei progetti che Dio ha su di loro, per crescere in un amore serio, attento, costante, che consenta ai fanciulli di realizzarsi compiutamente, per studiare corretti processi educativi e una cristiana pedagogia per l’oggi”.

Lavoro: Miano (Retinopera), “sostenere la cultura dell’incontro”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 15:58

“Sostenere la cultura dell’incontro”, che è “il contrario esatto di quella cultura dello scarto denunciata da papa Francesco. Questo l’impegno di Retinopera nelle parole del suo coordinatore, Franco Miano, che oggi a Roma ha concluso il convegno nazionale “Il senso del lavoro oggi. Famiglia, giovani, generazioni a confronto sul presente e sul futuro del lavoro”. Nonostante crisi e precariato, “non possiamo rinunciare all’idea che il lavoro è per la persona, è fondamentale per la sua vita”, ha dichiarato Miano, richiamando la ricerca del “lavoro che vogliamo” che sarà al centro della prossima Settimana sociale (Cagliari, 26-29 ottobre 2017) e di cui questo appuntamento ha costituito una tappa d’avvicinamento. Guardando alle realtà ecclesiali che si riconoscono in Retinopera, Miano ha rimarcato l’impegno a essere “moltiplicatore positivo di tante esperienze belle vissute nelle nostre realtà”.

Papa Francesco a Genova: card. Bagnasco, “sarà una grande festa di popolo”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 15:30

(Genova) A Genova Papa Francesco conoscerà “la storia della città, del suo porto e delle sue gru”. Ad affermarlo il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei e del Ccee, parlando oggi in conferenza stampa della visita che Papa Francesco farà al capoluogo ligure sabato 27 maggio. Ricordando che il Papa vedrà lo stesso porto dal quale sono partiti, come migranti, i suoi antenati, il card. Bagnasco ha poi affermato: “Credo che per lui la visita a Genova abbia una valenza tutta particolare. Quando atterrerà, e vedrà il nostro porto e la nostra splendida città, una emozione la sentirà”. Il porporato ha quindi ricordato la sua infanzia e la sua conoscenza del porto di Genova quando era bambino. “Mio nonno – ha detto – era scaricatore del porto di Genova, un camallo. Quando, avevo sette-otto anni, mio padre mi raccontava gli episodi della sua vita. Ho sempre avuto il porto davanti: vivevo a Sarzano, affacciato sul porto”. L’arcivescovo ha poi fatto sapere che gli organizzatori sono anche già preparati per eventuali “fuori programma”, che spesso non mancano nei viaggi del Papa. “Siamo pronti a tutto”, ha scherzato. L’importante, ha aggiunto, è che quel giorno “sarà una grande festa di popolo”. Infatti, “sta crescendo il numero dei partecipanti” che devono essere iscritti “per ragioni di sicurezza” anche se gli organizzatori si aspettano, anche “all’ultimo momento, una piccola o grande invasione, senza nessun pericolo, dettata solo dall’affetto”.

Papa Francesco a Genova: card. Bagnasco, “troverà qui una Chiesa umile, ma molto laboriosa”. Importante “l’incontro all’Ilva”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 15:24

(Genova) Tra i vari appuntamenti che rientrano nel programma della visita che Papa Francesco effettuerà alla città di Genova, quello che sta particolarmente a cuore al cardinale arcivescovo Angelo Bagnasco, come ha spiegato stamattina in conferenza stampa, è l’incontro all’Ilva, con il mondo del lavoro. “Tengo molto a questo appuntamento – ha detto l’arcivescovo – perché conosco bene, come i miei predecessori, il mondo del lavoro. Lo sento molto vicino e il mondo del lavoro sente che la Chiesa è molto vicina. Ovunque trovo una grande attenzione e una grande considerazione da parte dei lavoratori, a tutti i livelli. Questo fa bene all’arcivescovo e alla nostra Chiesa. Ci rende sempre più responsabili e desiderosi di essere vicini alle molte problematiche lavorative”. Cosa troverà a Genova il Papa? “Una Chiesa discreta, riservata, secondo il carattere dei genovesi – ha affermato il porporato – umile, ma molto laboriosa, una Chiesa che cammina e cresce nella via della comunione, del clero, tra le comunità cristiane e della Chiesa con la città”. Come diocesi e come città, ha aggiunto il card. Bagnasco, “ci aspettiamo che, come successore di Pietro, ci possa confermare nella fede, una fede forte, robusta, generosa, piena di gioia che ci conduca a una vita cristiana di carità, di testimonianza, di benevolenza sempre più forte”.

Associazioni: Ofs, dal 1° al 4 giugno a La Verna il Capitolo elettivo

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 15:22

L’Ofs (Ordine francescano secolare d’Italia) terrà il Capitolo elettivo dal 1° al 4 giugno al santuario francescano La Verna (Arezzo). La Fraternità nazionale chiamerà all’animazione del cammino per il prossimo triennio un nuovo gruppo di laici francescani. Nei mesi scorsi le assemblee precapitolari si sono preparate in vista del Capitolo riflettendo sul brano evangelico delle nozze di Cana. “Le Assemblee regionali – spiega una nota – costituiscono da sempre occasione per ritrovarsi insieme, tracciando un percorso di preparazione personale e comunitaria, in cui ricentrarsi sulla Parola come guida al discernimento, su come mettere in gioco e offrire i propri talenti”. Info: www.ofs.it.

Papa a Genova: i pass per partecipare agli incontri preparati dai detenuti di Rebibbia. Reso noto il menu del pranzo con poveri, rifugiati, senza dimora e detenuti

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 15:16

(Genova) I pass gratuiti necessari ai fedeli per accedere agli incontri previsti a Genova in occasione della visita di Papa Francesco sono stati realizzati dai detenuti del carcere romano di Rebibbia. Il dato è stato reso questa mattina, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso la curia di Genova, alla presenza del cardinale arcivescovo Angelo Bagnasco. I pass, gratuiti e numerati, sono necessari per motivi di sicurezza. Dovranno essere vidimati ai varchi al momento dell’accesso dei fedeli nei diversi settori. L’accesso all’Area della Fiera del Mare, per la Messa conclusiva, sarà possibile dalle 12 alle 16. Coloro che possiedono pass in piedi possono portare con sé un seggiolino. “Svelato” anche il menù per il pranzo al santuario di Nostra Signora della Guardia. Al Papa verranno offerti trofie al pesto, arrosto di vitello con patate, cima e crostata. Non sono previsti vino o bevande alcoliche durante il pranzo che il Papa condividerà con poveri, rifugiati, senza dimora, detenuti e relativi accompagnatori. Il pranzo sarà preparato dal ristorante “San Giorgio”, uno dei due ristoranti vicini al santuario, mentre il pesto sarà preparato dal ristorante Zeffirino di Genova.

Papa a Genova: più di 60mila fedeli già prenotati in occasione della visita

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 15:11

(Genova) Sono più di 60mila i fedeli già prenotati per la visita che Papa Francesco effettuerà a Genova, sabato 27 maggio. Dopo il suo arrivo nel capoluogo ligure, il primo appuntamento si terrà alle 8,30, presso lo stabilimento Ilva di Cornigliano, dove lo accoglierà una rappresentanza di 3500 lavoratori provenienti da diverse aziende e industrie locali. Alle 10, il Pontefice sarà nella cattedrale di San Lorenzo per l’incontro con i vescovi, il clero, i consacrati, le consacrate e i seminaristi presso la cattedrale di San Lorenzo. Sono attesi 1900 partecipanti. Al termine, Papa Francesco si sposterà presso il santuario di Nostra Signora della Guardia dove incontrerà una rappresentanza di 2700 giovani liguri. Successivamente, sempre presso il santuario, Papa Francesco pranzerà con 135 persone tra poveri, rifugiati, senza dimora e detenuti e relativi accompagnatori. Nel pomeriggio, all’ospedale Giannina Gaslini, incontrerà 600 persone tra bambini ricoverati, genitori e personale dipendente. La maggior parte dei fedeli aspetterà il Papa per la Messa conclusiva in piazzale Kennedy, presso la Fiera del Mare. Già iscritte alla Messa 57.000 persone, in continuo aumento. Tra queste, 30.500 provengono della diocesi di Genova e 5170 provenienti da altre diocesi della Liguria, a cui si aggiungono malati, appartenenti a Confraternite e giovani. Papa Francesco partirà da Genova alle 19,30. I dati sono stati resi noti questa mattina, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso la curia di Genova alla presenza del cardinale arcivescovo Angelo Bagnasco.

Teatro: Verona, il 2 giugno all’Istituto canossiano di Villafranca musical dei VivaLuce “Padre Nostro che sei in terra”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 15:01

“Dove sei, se ci sei?”. È questa la prima provocazione lanciata nel nuovo lavoro dei VivaLuce, gruppo di giovani nato nel 2012 dal progetto di volontariato formativo “Se non tu… chi?”, proposto dall’Istituto canossiano di Verona. Il musical “Padre Nostro che sei in terra” è in scena il 2 giugno alle 18.30 all’Istituto canossiano di via Messedaglia 146 a Villafranca (Verona). Si tratta di un percorso attraverso la preghiera consegnata da Gesù, alla ricerca di una lettura più profonda e personale della propria fede. La crisi adolescenziale di una ragazza in fuga dalla propria madre, un uomo e una donna che costruiscono il loro futuro insieme, un giovane ladro che scappa con la refurtiva: sono alcuni spaccati di vita quotidiana su cui il musical si concentra. Nelle scene non è immediata la relazione con Dio, ma proprio per questo esse interrogano sulla sua presenza. L’obiettivo è quello di un annuncio calato nella vita di ogni giorno e quindi attuale e concreto anche per i “non addetti ai lavori”.
“Se ci chiediamo dov’è Dio, stiamo già facendo un primo passo oltre al nulla per cercarlo. Anche nel nostro vuoto Lui c’è e parla”, ricorda madre Mariagrazia Borghetti, responsabile del gruppo fin dalla sua nascita. “La prima fase della costruzione dello spettacolo – spiega – ci ha visti impegnati nel confronto e nella ricerca del senso che per noi ha questa preghiera, in tutte le sue parti”, continua la religiosa. “Padre Nostro che sei in terra” sviluppa il tema della presenza-assenza di Dio attraverso sei scene, ciascuna corrispondente a una frase della preghiera. Ogni parte ha un suo stile narrativo: dal cortometraggio alla danza, dalle ombre cinesi alla recitazione. Il libro della Bibbia, che simboleggia fisicamente il Padre Nostro, è presente in ogni scena e fa da filo rosso.

Diocesi: mons. Catella (Casale Monferrato), “l’uomo non è fatto per essere schiavo del lavoro ma per sperimentare nel riposo la libertà”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 14:43

“L’uomo non è fatto per essere schiavo del lavoro ma per il settimo giorno, il giorno nel quale può sperimentare nel riposo la libertà”. Lo ha affermato questa mattina il vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, presiedendo nella cappella dell’Istituto Sacro Cuore di Casale, la celebrazione eucaristica con il mondo del lavoro. “L’uomo – ha rilevato il vescovo – non può vivere rapporti e relazioni di sudditanza, di macchinizzazione ma deve poter vivere rapporti liberi, deve sperimentare cioè la libertà che è il senso ultimo, intimo e profondo dell’uomo”. “Al centro dell’evangelizzazione, dell’annuncio della fede cristiana sta la persona umana”, ha ricordato mons. Catella, sottolineando che “proprio per questo il cristianesimo si interessa del lavoro. Non per motivi economicistici e neppure organizzativi del lavoro, ma perché il lavoro è uno degli elementi costitutivi e fondamentali della dignità della persona”. “Non far di tutto perché vi sia lavoro è disprezzo della persona umana”, ha ammonito, “perché la persona umana privata della possibilità di lavoro perde la sua dignità, il rispetto di se stessa, si chiude nel suo disagio, e la sua famiglia come la società ne vanno di mezzo”. “Non tutti i modi di organizzare il lavoro e i rapporti tra i vari fattori del lavoro rispettano la dignità dell’uomo”, ha proseguito, osservando che “la considerazione del lavoratore come macchina, come puro esecutore, come colui che deve per forza accettare il lavoro, perché ricattato da un determinato sistema, è peccato”.

Diocesi: Aversa, nuovo appuntamento con il contenitore informativo a cura dell’Ucs

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 14:25

“In una settimana tanto ricca come quella che la diocesi di Aversa ha appena vissuto, non poteva mancare l’appuntamento con #ChiesadiAversaNews, contenitore informativo a cura dell’Ufficio comunicazioni sociali”. Lo ricorda una nota. In studio, ospite il nuovo direttore dell’Ufficio per la pastorale giovanile, don Fabio Ruggiero, che illustra nel dettaglio quello che costituirà il momento centrale dell’intero anno diocesano 2016-2017 (“Una generazione narra all’altra”), ovvero la Giornata diocesana dei giovani in programma il 2 e 3 giugno.
Nei servizi, invece, vengono raccontati la VI edizione della Festa dei Popoli (5-7 maggio) e la Giornata diocesana della famiglia (1° maggio). Per finire, viene riproposto anche un servizio sull’ordinazione presbiterale del 6 maggio che ha donato alla diocesi due nuovi sacerdoti.

Lavoro: mons. Santoro (Cei), “apriamo lo sguardo a Mezzogiorno e Mediterraneo”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 14:24

“Vorremmo stimolare il governo a dare  priorità alla questione del Mezzogiorno. Se cresce il Sud, lo sappiamo, cresce tutta l’Italia. Non è possibile un cammino di crescita del Paese in cui la forbice si allarga anziché restringersi”. Lo ha ricordato l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, al convegno nazionale di Retinopera in corso oggi a Roma su “Il senso del lavoro oggi. Famiglia, giovani, generazioni a confronto sul presente e sul futuro del lavoro”. “E quando si parla di Mezzogiorno – ha aggiunto – bisogna metterci dentro la visione del Mediterraneo. Apriamo lo sguardo a Mezzogiorno e Mediterraneo”. Il presule, presidente della Commissione episcopale Cei per i problemi sociali e il lavoro nonché del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali, ha poi messo in evidenza alcune priorità da affrontare, come il rapporto tra famiglia e lavoro, la disuguaglianza salariale tra uomini e donne, la distanza da ridurre “tra il sistema scolastico e il mondo del lavoro”, la necessità di “facilitare il sistema della piccola e media industria”, una formazione che “dev’essere orientata a sbocchi lavorativi, magari educando a essere polivalenti”. Ancora, “la sfida dell’innovazione tecnologica, senza aaspettarsi la salvezza dalla tecnologia ma allo stesso tempo senza pensare a un tipo di lavoro come quello di 10, 20 o 50 anni fa”, sapendo che “con l’innovazione tecnologica certi posti di lavoro scompariranno, altri nasceranno”.

Gioco d’azzardo: Consulta antiusura, “le sentenze di Corte costituzionale e Consiglio di Stato su legge pugliese ci confortano”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 14:17

“I giudici della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato confermano la linea sostenuta da sempre dalla Consulta nazionale antiusura, della imprescindibilità del contributo normativo e regolamentare in materia di contrasto all’azzardo di Regioni e Comuni”: lo sottolinea una nota diffusa oggi, in riferimento alle sentenze della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato riguardo alle norme della legge regionale no slot della Regione Puglia. La nota precisa come le “due sentenze confortino la Consulta che attraverso il Cartello ‘Insieme contro l’Azzardo’ ha intrapreso un cammino di lotta all’azzardo concentrato sulla questione della tutela della salute pubblica, le cui lobby silenziosamente stanno imponendo agli italiani stili di vita improntati sulla dipendenza, sovraindebitamento e povertà”. La legge regionale pugliese n. 43 del 2013 “Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (Gap)” è il risultato di un lungo percorso di collaborazione tra i rappresentanti istituzionali pugliesi e la Consulta antiusura. “Ho seguito l’intero iter legislativo della norma intervenendo nelle commissioni consiliari – ha dichiarato il coordinatore del Cartello, Attilio Simeone – per far presente ai consiglieri regionali che tra le cause principali di usura e indebitamento delle famiglie pugliesi c’era l’azzardo e che il divieto di installare sale da gioco e slot in esercizi ubicati a meno di 500 metri dai cosiddetti ‘luoghi sensibili’ (istituti scolastici, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi, ecc.) avrebbe rappresentato un imponente presidio di legalità delle istituzioni locali”.
Le sentenze dicono molto di più. Oltre ad aver confermato la legittimità della facoltà di fissare una distanza minima da parte delle regioni, configura l’azzardo nel campo della “tutela della salute”, materia per la quale sono riconosciuti i poteri concorrenti fra Stato e Regioni. “Se la bozza di riforma dell’offerta dell’azzardo che si discuterà fra qualche settimana nella Conferenza unificata (con enti locali e Regioni) del Governo – ha aggiunto Simeone – non segnasse una netta inversione di rotta, che mira invece a espropriare gli enti locali di competenze e poteri, potrebbe presentare tratti di grave incostituzionalità”.
“Il mio auspicio – ha concluso mons. Alberto D’Urso, presidente della Consulta nazionale antiusura – è che in queste due settimane che ci sia un serio confronto tra il Governo, le Regioni, i Comuni e le associazioni no slot, da sempre impegnate sui territori a contrastare un fenomeno che sta mettendo a repentaglio la tenuta non solo economica, ma anche sociale del nostro Paese. È una questione che riguarda la sicurezza, serenità e la salute di milioni di famiglie. Ce lo hanno confermato i giudici della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato”.

Fatima: mons. Marto (vescovo) a Papa Francesco, “grazie per essere venuto tra noi come pellegrino”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 13:39

“È una gioia immensa darvi il benvenuto in questo santuario, dove pulsa il cuore materno del Portogallo: Salve, Santo Padre! Benvenuto a Fatima! Siete a casa vostra!”. È il saluto di monsignor Antonio Marto, vescovo di Leiria-Fatima, al Papa, al termine della Messa celebrata oggi per la canonizzazione dei due pastorelli, Francesco e Giacinta Marto, i primi due santi bambini non martiri della storia della Chiesa. “In questo mio breve saluto vi porto l’abbraccio e l’affetto di tutto il popolo cattolico del Portogallo e di tanti uomini e donne di buona volontà che vi vogliono bene”, ha assicurato il vescovo: “Ognuno ha i propri occhi fissi su Papa Francesco come una voce profetica chiaramente udibile sulla scena mondiale, piena di pericoli e paure, e in grado di abbattere muri di separazione, di costruire ponti d’incontro tra gli uomini e i popoli, di essere la voce di coloro che non l’hanno – i poveri, i sofferenti e gli scartati -, di aprire vie di speranza e di pace, di portare la gioia e l’amore di Dio, la gioia del Vangelo ad ogni creatura, in qualsiasi condizione si trovi. Grazie per la vostra testimonianza, Santo Padre, che ci tocca così profondamente!”. “Vogliamo ringraziarvi in particolare per essere venuto fra noi come pellegrino”, ha proseguito Marto citando il motto della visita: “E siete qui con noi, pellegrino tra i pellegrini giunti da tutto il mondo, in quest’assemblea della Chiesa pellegrina, della Chiesa viva, santa e peccatrice, allo scopo di celebrare il ringraziamento per il centenario delle apparizioni della Vergine Maria e per il suo messaggio di grazia, di misericordia e di pace che, cento anni fa, è partito da qui verso tutto il mondo per mezzo di tre bambini, i pastorelli di Fatima. E anche ringraziare il Signore per le piccole e grandi meraviglie di grazia che Egli ha compiuto in Maria e attraverso il suo messaggio nel corso di questi cento anni, in tante storie di pellegrini devoti, in frutti di conversione, di riconciliazione, di santità, di comunione, di pace”. “Come si potrebbe celebrare questo centenario senza la presenza del Papa, quando l’affetto e la preghiera per Lui sono parte del messaggio che assicura l’appoggio della Madre della Chiesa alla Chiesa pellegrina in mezzo alle persecuzioni e al suo Pastore universale?”, si è chiesto il vescovo: “Fatima, la Chiesa e il Portogallo, tutti i pellegrini del mondo intero vi sono grati, Santo Padre, perché avete voluto condividere con noi questo momento alto nella celebrazione del centenario delle apparizioni. Perciò vogliamo dirvi tutti insieme in coro: Grazie mille, Papa Francesco! Grazie mille! Non vi dimenticheremo mai!”.

Povertà: don Facco (Caritas Padova), “lavorare in rete per non disperdere le energie”. “La crisi colpisce ancora”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 13:38

(Padova) “Dobbiamo constatare come la crisi sia ancora forte e colpisca tanto i giovani quanto i 50enni che non riescono a trovare lavoro. È un periodo di cambiamento, delle aziende ma anche dei servizi pubblici: adeguarsi non è semplice”. Il direttore di Caritas Padova, don Luca Facco, intervenuto stamattina alla presentazione del report dell’Osservatorio delle povertà e delle risorse, ha evidenziato come il 2016 sia stato ancora un anno di crisi. C’è poi il tema dei richiedenti protezione internazionale. “Il loro arrivo sta generando tensioni nelle nostre comunità e la politica non è in grado di gestirlo con regole chiare e precise. Noi abbiamo lavorato perché le parrocchie mettessero a disposizione locali per l’accoglienza: si è constatato come l’inserimento di piccoli gruppi non solo non stia generando tensioni, ma anzi li fa diventare opportunità per il territorio”.
“Nel rapporto – continua don Facco – dietro i dati ci sono le storie delle persone, da cui si capiscono le risorse e la loro capacità di resilienza. L’ascolto delle storie, dentro le quali spesso si possono trovare le soluzioni ai problemi, è il nostro capitale più grande. Ma il rapporto nasce anche dall’ascolto con i servizi sociali, perché la convinzione di Caritas è che si debbano valorizzare le moltissime risorse già presenti nei territori. Risorse spesso disgregate cui si aggiungono le molte opportunità poco conosciute. Chiediamo quindi di lavorare in rete, una maggiore collaborazione, e di non disperdere le energie”.

Diocesi: Campobasso-Bojano, stasera “Rassegna di cori” per il centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 13:37

In occasione del centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima, migliaia sono i pellegrini che, da tutto il mondo, hanno raggiunto il Portogallo. Numerose, tra l’altro, le iniziative in tutto il mondo che, con devozione e preghiera, si uniscono alla preghiera universale del Papa a Fatima. A Campobasso, la parrocchia di San Pietro Apostolo ha organizzato una rassegna di cori per pregare, col canto e con la musica, un inno di lode alla Vergine Maria. Stasera, alle ore 19, “Rassegna di cori” con i numerosi cori di parrocchie e associazioni che canteranno Maria con brani musicali della letteratura antica, tradizionale e moderna. “Sarà l’occasione per ritrovarsi e per condividere un avvenimento che, grazie alla Madonna di Fatima, ha avvicinato il cielo alla terra e la terra al cielo”, dichiara il parroco padre Ioachim Blaj.

Focolari: una “cattedra ecumenica” all’Istituto universitario “Sophia” intitolata ad Athenagoras e Chiara Lubich

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 13:36

(Castel Gandolfo) – Una “Cattedra ecumenica” presso l’Istituto Universitario “Sophia” di Loppiano intitolata al Patriarca Athenagoras e a Chiara Lubich, “due straordinarie personalità del mondo cristiano”. È la proposta lanciata da Gennadios Zervos, metropolita d’Italia e Malta del Patriarcato ecumenico, al preside di Sophia, monsignor Piero Coda, ma ha già ha avuto “la benedizione del Patriarca Bartolomeo e la convinta adesione dei responsabili del Movimento dei Focolari”. L’annuncio è stato dato dal metropolita Gennadios intervenendo questa mattina alla Settimana ecumenica del Movimento dei Focolari che si è conclusa oggi a Castel Gandolfo. “Anche oggi – ha detto Gennadios – il Movimento dei Focolari cammina sempre avanti”. “Nessuna istituzione esiste oggi nel mondo che, con tanto entusiasmo, zelo, serietà, con agonia e responsabilità, lavora, prega e si interessa dell’amore e dell’unità dei cristiani per la convivenza dei popoli”. L’idea di una cattedra ecumenica nacque nel 2015 quando il 26 ottobre il Patriarca ecumenico Bartolomeo I di Costantinopoli si recò all’Istituto Universitario Sophia per ricevere il dottorato honoris causa in “Cultura dell’Unità”.

Diocesi: mons. Cipolla (Padova), “la Chiesa cammini insieme alle persone in difficoltà”

Agensir.it - Sat, 2017-05-13 13:33

(Padova) L’Osservatorio delle povertà e delle risorse di Caritas Padova ha presentato oggi il suo quarto rapporto, dal titolo “Perché lo coltivasse e lo custodisse”, che presenta i dati raccolti nel 2016 nei Centri di ascolto attivati in 28 vicariati (su 39) e nei diversi Servizi della Caritas diocesana. Ogni anno il rapporto unisce ai dati generali un focus, che in questo caso si è soffermato sulla “povertà energetica”, ovvero la difficoltà a fare fronte alle utenze domestiche.
Il titolo del rapporto, ha spiegato il vescovo, mons. Claudio Cipolla, rimanda all’attenzione che il Signore Dio ha posto nella creazione per quanto necessita all’uomo: “Gli elementi della terra e del cielo sono le fonti di quelle energie che, trasformate dall’ingegno e dalla tecnologia sempre più avanzata, arrivano direttamente nelle nostre case per permetterci di vivere in un ambiente confortevole, di nutrirci, di curarci, di mantenerci in relazione. Ma per molti fratelli e sorelle tutto questo sta diventando un ‘lusso’. Ricercare le cause e individuare i percorsi che dall’ascolto portino a creare reti solidali efficaci e individuare soluzioni non solo di carità, ma di giustizia, è un compito che riguarda chi ha a cuore la terra e le sue creature”. “L’ascolto – ha raccomandato il vescovo – si trasformi in uno sguardo e lo sguardo in gesto concreto con cui farsi carico o relazionarsi con chi è in difficoltà. Il nostro vero compito è portare la Chiesa a camminare insieme alle persone in difficoltà”.

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