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Diocesi: Torino, sabato 10 febbraio mons. Nosiglia parteciperà alla Giornata di raccolta del Banco Farmaceutico

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 15:39

Anche l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, parteciperà sabato 10 febbraio alla XVIII edizione della Giornata di raccolta del farmaco promossa dal Banco Farmaceutico. Verso le 12.30, si recherà presso la farmacia Pensa di via Cernaia 14 per contribuire alla raccolta.
Per l’edizione 2018, la Giornata si svolgerà in oltre 3.800 farmacie, distribuite in 104 Province d’Italia, che aderiscono all’iniziativa e ne espongono la locandina. Sarà possibile acquistare uno o più medicinali da banco da donare ai poveri, assistiti dai volontari di Banco Farmaceutico (anche quest’anno sono più di 14mila. I farmaci acquistati saranno consegnati direttamente agli oltre 1.720 enti convenzionati con Banco Farmaceutico onlus.
A Torino e nei Comuni della Provincia saranno 230 le farmacie che raccoglieranno farmaci per i 51 enti convenzionati del territorio: tra loro anche Camminare Insieme, Sermig, Gruppo Abele, gruppi Caritas, la Comunità Madian, che avranno il compito, una volta ricevute le donazioni dalle farmacie, di distribuire i medicinali tra i propri assistiti.
Durante la Giornata di raccolta del 2017, su tutto il territorio nazionale sono stati donati 375.240 farmaci, per un controvalore commerciale pari a circa 2.599.791 di euro. Ne hanno beneficiato oltre 580mila persone assistite dagli enti convenzionati. In 17 anni, grazie alla Giornata sono stati raccolti oltre 4.400.000 farmaci, per un controvalore commerciale superiore a 26 milioni di euro. Ma in 5 anni, la richiesta di farmaci da parte degli enti convenzionati con Banco Farmaceutico è salita del 27,4%, mentre il numero degli indigenti è cresciuto in un anno del 4%. In particolare, sono aumentati i poveri minorenni, in crescita del 3,2% (soprattutto minorenni italiani, in aumento del 4,5%).

Commissione Ue: strategia per i Balcani occidentali. Juncker, “proseguite nelle riforme per un futuro nell’Unione”

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 15:35

(Strasburgo) “Investire nella stabilità e nella prosperità dei Balcani occidentali significa investire nella sicurezza e nel futuro della nostra Unione”. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, commenta con queste parole la strategia “Una prospettiva di allargamento credibile e un maggior impegno dell’Ue per i Balcani occidentali”, presentata oggi nella sede del Parlamento europeo. Juncker specifica subito: “Sebbene non siano previsti ulteriori allargamenti nel corso di questo mandato, oggi la Commissione europea disegna il futuro percorso europeo per i Balcani occidentali. Con una forte volontà politica, riforme concrete e costanti e soluzioni definitive alle controversie con i Paesi limitrofi, i Balcani occidentali possono procedere lungo i rispettivi percorsi europei”. Riforme, pace e stabilità sono i tre termini su cui insiste l’Ue per aprire le porte, non prima del 2025, ai sei Paesi dei Balcani occidentali: Serbia, Montenegro, Albania, Macedonia, Kosovo e Bosnia-Erzegovina. “La realizzazione di questa prospettiva dipenderà dai loro meriti oggettivi. La Commissione europea sarà sì rigorosa ma anche giusta. Alla fine di questo mese mi recherò in ciascuno dei Paesi dei Balcani occidentali con un messaggio chiaro: proseguite nelle riforme e noi continueremo a sostenere il vostro futuro europeo”.

Safer Internet Day: Caffo (Telefono Azzurro), “aziende e istituzioni rendano il Web più sicuro”. Lanciata la Carta di Milano

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 15:31

“La vita digitale dei ragazzi deve essere libera ma sicura. Aziende tecnologiche e istituzioni devono prendere impegni concreti per rendere il web più sicuro”. Lo afferma Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro e docente di neuropsichiatra infantile alle Università di Modena e Reggio Emilia, in occasione del Safer Internet Day che si celebra oggi. “Senza adeguate misure di protezione – avverte – molti più bambini e adolescenti saranno sempre più vulnerabili ai rischi e ai danni online nel nostro paese e nel mondo e gli stessi ragazzi ne sono consapevoli”. Per Caffo, l’impegno dell’associazione, “unitamente a istituzioni, governi, aziende e società civile, dovrà essere non un impedimento alla vita ‘social'” ma, “al contrario, un’adeguata e precisa programmazione di azioni intente a rafforzare la sicurezza in rete, perché tutto possa essere usato e usufruito correttamente”. A questo fine, Telefono Azzurro promuove la “Carta di Milano per la dignità di bambini e adolescenti nel mondo digitale”, firmata e rilanciata nel capoluogo lombardo dall’assessore Roberta Cocco, un “atto di concreto indirizzo che speriamo si radichi nel mondo aziendale” dando impulso ai valori della responsabilità sociale d’impresa. Un decalogo in cui si chiede alle aziende leader del settore di impegnarsi a rimuovere tempestivamente materiale dannoso per i più giovani (ad esempio pedopornografico), a sviluppare soluzioni innovative per velocizzare queste procedure, a creare sistemi di sicurezza specifici secondo le diverse età dei ragazzi. Più in generale, a proteggere i minori da pornografia e cyberbullismo anche coinvolgendo gli stessi ragazzi, gli adulti e la società civile.

Safer Internet Day: Telefono Azzurro, per il 40% degli adolescenti il web è luogo di minaccia. Quasi il 40% teme il cyberbullismo

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 15:30

Per il 40% degli adolescenti, Internet rappresenta luogo di minaccia e quasi il 40% ha paura del cyberbullismo. Il 26% degli adolescenti tra i rischi del web teme di incontrare notizie false (fake news), soprattutto nell’ambito della salute visto che nel 21% dei casi vengono diffuse notizie diverse e discordanti in merito allo stesso tema, oppure informazioni che poi si rivelano false o inutilmente “terrorizzanti”. Sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca effettuata da Sos Telefono Azzurro insieme a Doxa Kids condotta su oltre 1.000 bambini e adolescenti italiani e presentata in occasione del Safer Internet Day che ricorre oggi. Un terzo degli adolescenti, rivela l’indagine, acquista giochi online e dedica al web più di due ore al giorno, tra utilizzo della rete e gaming; nella fascia 8-11 anni lo fa oltre il 20%. Inoltre i bambini sono molto impauriti dall’ipotesi di leggere frasi volgari o violente, lo è addirittura il 32%. I dati provenienti dalla linea di ascolto 1.96.96 guidata da Telefono Azzurro riportano la gestione di un caso al giorno (323 casi) riconducibile a problematiche relative ad Internet. Nel 2017 gli psicologi e gli operatori dell’associazione hanno offerto sostegno su disagi legati a cyberbullismo 33%; sexting 18%; atti autolesivi e suicidio 13%; grooming 7% (adescamento online di minori), pedopornografia online 5%, informazioni su Internet 10%, dipendenza da Internet 4%.

 

Festival di Sanremo: card. Ravasi a Tv2000, “canzoni poco attente alla dimensione sociale”

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 15:16

“Ho letto la maggior parte dei testi delle canzoni del Festival di Sanremo. La cosa curiosa è che quest’anno c’è poca attenzione alla dimensione esteriore, sociale e generale. C’è soprattutto un’attenzione all’intimità e alla sostanziale insoddisfazione che fiorisce all’interno delle coscienze”. Lo ha affermato il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, il card. Gianfranco Ravasi, ospite di “Bel tempo si spera”, il programma tv condotto da Lucia Ascione in onda su Tv2000, commentando i testi delle canzoni che questa sera debutteranno al Festival di Sanremo.

Svezia: delegazione ecumenica in visita ai cristiani in India e Myanmar. Ruolo della fede per promuovere pace e democrazia

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 15:03

Una delegazione ecumenica del Consiglio cristiano di Svezia ha visitato i credenti in India e Myanmar (27 gennaio-5 febbraio). Nel gruppo, formato da 13 rappresentanti delle Chiese, c’erano anche il cardinale di Stoccolma Anders Arborelius e l’arcivescovo luterana Antjie Jackelén. Tra gli incontri e le iniziative vissute in India, la nota conclusiva diffusa da Stoccolma sottolinea il seminario su “relazioni interreligiose e convivenza”, le visite a progetti sociali, alle baraccopoli di New Delhi e l’incontro con l’ambasciatore svedese in India e con il nunzio. In Myanmar sono stati “accolti dal Consiglio delle Chiese per una giornata di colloqui sul ruolo della Chiesa nella società e sulle iniziative ecumeniche e interreligiose per promuovere la pace e la democrazia”. “Attraverso i nostri vari incontri è stato chiaro che lo spazio democratico per le minoranze è minacciato. Persecuzione e violenza sono in corso”, ha dichiarato il card. Arborelius; ma “quando una parte del corpo soffre, l’intero corpo soffre: come fratelli cristiani, abbiamo la responsabilità di sostenerci l’un l’altro”. Questo il senso del viaggio secondo il cardinale. “Il nostro compito ora è condividere le storie che abbiamo ascoltato e creare opportunità per i giovani affinché raggiungano istruzione e conoscenze perché siano la generazione che guarda oltre la paura e lavora per i diritti umani e la pace”, ha affermato Ida Tonnvik, rappresentante dei giovani nella delegazione svedese.

Vaccini: appello dei medici, “no a strumentalizzazioni politiche. Genitori no-vax mettono a rischio propri figli e bimbi più deboli”

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 14:51

“I vaccini non hanno colore politico e non vanno strumentalizzati”. Pediatri, medici di famiglia e igienisti scendono in campo con un appello alla politica affinché il tema delle vaccinazioni resti fuori dalla contesa elettorale. Lo fanno con una nota congiunta del Board del “Calendario per la vita”, il tavolo di esperti composto da Società italiana di igiene (Siti), Società italiana di pediatria (Sip), Federazione dei medici pediatri (Fimp) e sindacato dei medici di medicina generale (Fimmg). Prendendo lo spunto dalla mozione del Consiglio comunale di Roma su vaccinazioni e accesso a scuola dell’infanzia (non dell’obbligo), il Board chiarisce in un comunicato che l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso a scuola si è resa necessaria proprio per “la continua disinformazione e l’incomprensibile attacco che le vaccinazioni hanno subito” con conseguente abbassamento delle coperture vaccinali, senza le quali è impossibile garantire la protezione da malattie pericolose, “che spesso provocano eventi epidemici (come avvenuto lo scorso anno con quasi 5mila casi di morbillo notificati nel nostro Paese)”.
“Il diritto all’istruzione, anche per i bambini da 0 a 5 anni, è salvaguardato”, assicura il comunicato, perché i bambini possono continuare a frequentare le strutture scolastiche se sono in possesso di prenotazione presso l’ambulatorio vaccinale. Quanto ai timori per i rischi legati ai vaccini, i medici fanno notare che “il rischio di encefalite dopo vaccino contro il morbillo è uguale a quello ‘base’ di tutta la popolazione, quello di un bambino o adulto che contrae il morbillo è da 1.000 a 2.500 volte più alto”. Non vaccinare un figlio, avvertono, “mette in pericolo anzitutto il proprio figlio, e anche tutti i bambini più deboli, con malattie genetiche del sistema immunitario che non possono essere immunizzati per ragioni mediche”. I vaccini “non sono oggetto di scelte ‘democratiche’”,  sono invece “uno strumento medico al servizio del bene della collettività, come lo sono gli antibiotici e i farmaci anti-tumorali”. “Riteniamo – conclude il comunicato – che si sia perso il senso della misura: si lasci alla scienza” stabilire indicazioni e misure da adottare “per incrementare e difendere il livello eccellente di salute che nel campo delle malattie”.

Vescovi Albania: eletta la nuova presidenza. Mons. Frendo presidente, mons. Peragine vicepresidente e mons. Meta segretario

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 14:38

Eletta la nuova presidenza della Conferenza episcopale albanese: mons. George Frendo, arcivescovo di Tirana-Durazzo, è il presidente; mons. Giovanni Peragine, amministratore apostolico dell’Albania meridionale, è il vicepresidente; mons. Gjergj Meta, vescovo di Rrëshen, è il segretario generale. L’elezione è avvenuta ieri, riferisce una nota della Conferenza episcopale, durante l’assemblea generale, “in un clima totalmente fraterno”. Contattato dal Sir, mons. Frendo dichiara di essere “contento di poter continuare a servire la Chiesa in Albania: per me non è una cosa del tutto nuova, visto l’impegno per molti anni come segretario generale”. Per mons. Meta, l’elezione a segretario generale rappresenta “un ulteriore servizio alla Chiesa che i miei confratelli mi hanno affidato”. Un servizio, precisa al Sir, “per una Chiesa aperta al mondo che riconosce i segni dei tempi e agisce in nome del Vangelo. Con il nuovo presidente abbiamo avuto sempre un’ottima collaborazione e sono sicuro che sarà ulteriormente rafforzata”.

Diocesi: Caltanissetta, nuovo appuntamento de “I martedì della Parola”

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 14:24

Nuovo appuntamento questa sera, martedì 6 febbraio, per “I martedì della Parola”, le Lectio Bibliche che monsignor Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta, dedica ai laici il primo martedì di ogni mese, alle 19,30, nella Cappella Maggiore del Seminario.
Il filo conduttore del 2018 è il Vangelo di San Giovanni e la Lectio di oggi avrà per tema “Nel dolore la gioia” (Gv 16, 16-23), partendo dal paragone con i dolori del parto proposto da Gesù ai suoi discepoli tormentati dalla persecuzione, la sofferenza e il dolore vissuti con la speranza che siano generatori di una gioia più profonda, di una nuova nascita alla vita, così come la risurrezione dopo la morte.
“Tristezza e gioia si intrecciano nella nostra quotidianità, a volte con intensità sofferente, come nella ‘notte oscura’ di cui parlava San Giovanni della Croce – spiega una nota della Diocesi -: Gesù sostiene la speranza che alimenta il coraggio di vivere con gioia l’offerta dei nostri dolori fino alla luce della Grazia, quando non avremo più bisogno di chiedere nulla e tutte le domande che possono nascere nel cuore umano troveranno la loro risposta definitiva”.
Le prossime Lectio saranno avranno per tema: “Donna nel giardino della vita” (Gv 20, 11-18), “In preghiera…ut omnes unum sint” (Gv 17, 11-26), “La grammatica dell’amore” (Gv 21, 1-19).

Comece: nota su Repubblica democratica del Congo, “far progredire il processo di transizione democratica”. Appello alla Ue

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 14:10

(Bruxelles) La Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) “esprime la sua solidarietà ai membri della Conferenza episcopale della Repubblica democratica del Congo e ne sostiene gli sforzi per far progredire il processo di transizione democratica”. Lo si legge in una nota diffusa dal segretariato dei vescovi dell’Unione europea a Bruxelles, in cui si “incoraggia l’Ue a prestare particolare attenzione alle conseguenze sociali e umanitarie della crisi che colpisce” il Congo, “ad accompagnare il popolo congolese nelle sue legittime aspirazioni di governance democratica, rispettoso delle libertà fondamentali, e a garantire il benessere di tutti”. I vescovi chiedono inoltre all’Ue di “sostenere le attività della società civile e degli attori religiosi congolesi come attori chiave nella società e nella costruzione della pace”. Nella sua nota, la Comece mette in evidenza alcuni dati e informazioni provenienti dal Paese circa le “repressioni” compiute dalle forze di sicurezza nelle ultime settimane e mesi e gli attacchi alla Chiesa cattolica per “sabotare la sua missione di pace e di riconciliazione”.

Dialogo interreligioso: Santa Sede, il 23 febbraio il Papa ha invitato anche gli altri esponenti religiosi

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 14:09

Alla Giornata di preghiera e di digiuno per la pace, in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan, annunciata dal Papa durante l’Angelus del 4 febbraio, Francesco “ha invitato anche i membri di altre religioni ad associarsi all’iniziativa, nelle forme che riterranno più opportune”. A precisarlo è oggi il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. “Consapevole che le religioni possono contribuire grandemente all’ottenimento e al consolidamento della pace – si legge ancora nel comunicato, diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede – sarà grato ai fratelli e alle sorelle di altre religioni che vorranno accogliere tale appello e vivere momenti di preghiera, digiuno e riflessione secondo la propria tradizione e nei propri luoghi di culto”.

Malata di Sla e Dat: Centro studi Livatino, “a Nuoro non biotestamento ma eutanasia”

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 13:56

“È difficile mantenere un distacco razionale di fronte alla lancinante esperienza di una patologia grave, che si cronicizza e provoca dolore crescente. Se però viene chiamata in causa la legge sul biotestamento appena approvata, è doveroso chiedersi se tale richiamo sia corretto”, sostiene in una nota il Centro Studi Rosario Livatino, formato da magistrati, docenti universitari e avvocati. “Se la vicenda di Nuoro – si legge – è presentata come la prima applicazione di quella legge, va detto che la volontà della paziente è stata espressa in forma diretta, senza alcuna ‘anticipazione’: quindi non vi è stato alcun ‘testamento’”.
Secondo il Centro studi in questo caso “si tratta invece della disciplina del consenso informato, secondo la quale (comma 5 dell’art. 1 della nuova legge) il paziente può rinunciare a ‘trattamenti sanitari necessari per la propria sopravvivenza’, fra i quali è fatta rientrare la ventilazione artificiale”.
Nel caso di Nuoro “la sedazione inserita in una procedura che prevede la sospensione di sostegni vitali non è funzionale a calmare la sofferenza, bensì a porre fine alla vita di un paziente per il quale non si prospetta una morte imminente”. Per questo, spiegano dal Livatino, “quello di Nuoro è un caso di eutanasia: per omissione quanto alla sospensione della ventilazione artificiale e attiva quanto alla c.d. sedazione profonda”.
Ciò “è grave in sé, ed è grave perché per il medico la legge formalmente non prevede l’obiezione di coscienza”.
“Il caso di Nuoro – conclude la nota del Centro studi Livatino – da un lato indica l’eutanasia come ‘rimedio’ che l’ordinamento prospetta a chi soffre, dall’altro conferma l’assenza di qualsiasi tutela per il medico che non intende seguire pratiche di morte”.

Mutilazioni genitali femminili: Auser, “nel nostro Paese necessario affiancare un lavoro di prevenzione insieme alle comunità straniere”

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 13:42

“Insieme alla violenza psicologica, fisica, sessuale (compreso lo stupro), al matrimonio forzato, agli atti persecutori come lo stalking e alle molestie sessuali, le mutilazioni genitali femminili sono una violazione dei diritti umani e una forma estrema di privazione della libertà delle donne, nella sfera pubblica e in quella privata”, così una nota dell’Osservatorio pari opportunità e politiche di genere di Auser nazionale in occasione della giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili.
È questa, scrive Auser “una pratica fondata su un inaccettabile dominio patriarcale che si perpetua, tuttavia, con pratiche di donne contro altre donne e che ha lo scopo di riprodurre la subordinazione attraverso il controllo violento della sfera sessuale”.
In Italia – spiega l’Osservatorio – si stima che le donne che hanno subito una forma di mutilazione genitale durante l’infanzia siano tra le 60mila e le 80mila e “il nostro Paese, è stata interessato dall’arrivo via mare di donne che hanno chiesto la protezione internazionale, provenienti da Paesi dove la pratica delle mutilazioni genitali è ancora diffusa: Eritrea, Somalia, Nigeria, Guinea, Sudan, Mali, Burkina Faso, Costa d’Avorio”.
Ma, avvisano dall’Auser, “anche se l’Italia ha ratificato la Convenzione di Istanbul, si è dotata di una legge per la prevenzione ed il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile e di linee guida tese ad individuare precocemente le vittime di mutilazioni e/o di altre pratiche dannose, la legge spesso non basta”.
È necessario quindi, conclude la nota, “affiancare un lavoro altrettanto importante di prevenzione insieme alle comunità straniere, affinché il valore dell’intangibilità del corpo delle donne e della loro integrità fisica e psichica siano garantite a tutte ed, in particolare, alle giovani di seconda generazione”.

Safer Internet Day: Papa Francesco, “tutti chiamati a impegnarci per proteggere i minori nel mondo digitale”

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 13:36

“Siamo tutti chiamati a impegnarci per proteggere i minori nel mondo digitale”. È il tweet lanciato oggi da Papa Francesco in occasione del Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in rete.

Siamo tutti chiamati a impegnarci per proteggere i minori nel mondo digitale.

— Papa Francesco (@Pontifex_it) February 6, 2018

Mutilazioni genitali femminili: Guterres (segretario generale Onu), “tolleranza zero”

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 13:33

“La mutilazione genitale femminile costituisce una ripugnante violazione dei diritti umani di donne e ragazze. Oltre 200 milioni di loro hanno sperimentato mutilazioni genitali femminili in trenta Stati di tre continenti”, così António Guterres, segretario generale dell’Onu, nel messaggio diffuso oggi in occasione della Giornata mondiale. “A meno di un’azione concertata e tempestiva – ammonisce Guterres -, altri 68 milioni di ragazze rischiano di subire la stessa rivoltante pratica entro il 2030”.
Il segretario generale rivendica che “quando c’è un forte impegno politico, registriamo un progresso in diversi Paesi, che non è comunque abbastanza se rapportato al ritmo di crescita della popolazione globale. Se non agiamo ora, questo numero è destinato a crescere”.
“Lo sviluppo sostenibile non può prescindere dal pieno rispetto dei diritti umani di donne e ragazze”, spiega il messaggio, ricordando che “l’Obiettivo di sviluppo sostenibile numero 5, che si concentra sulla parità di genere, rivendica l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili entro il 2030”. Per questo, “insieme all’Unione Europea, le Nazioni Unite hanno lanciato l’iniziativa Spotlight, un impegno globale che nei prossimi anni mira a creare forti rapporti di cooperazione e armonizzare gli sforzi attuati per porre un termine a tutte le forme di violenza contro donne e ragazze, compresa la mutilazione genitale femminile”. “Non c’è tempo da perdere – conclude Guterres – quando sono in gioco la dignità e il benessere di milioni di giovani donne. Insieme, possiamo e dobbiamo mettere un termine a questa pratica nociva”.

Diocesi: Grosseto, per la festa di san Guglielmo di Malavalle pellegrinaggio dei giovani con Messa del vescovo e altre iniziative

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 13:19

Febbraio è, in Maremma, il mese di san Guglielmo di Malavalle, la cui festa liturgica cade il 10. Per questo la diocesi promuove diverse iniziative. Spiega il vescovo mons. Rodolfo Cetoloni: “È mio desiderio” che “sempre di più la figura di Guglielmo venga conosciuta, amata, pregata e guardata come modello di santità e di amore a Dio e ai fratelli dall’intera comunità diocesana”. L’evento clou è domenica  11 il IV Pellegrinaggio diocesano dei giovani da Castiglione della Pescaia all’eremo di Malavalle. Appuntamento alle 9 nella chiesa di san Giovanni Battista da dove inizierà il cammino a piedi. “Direzione” sarà la parola che farà da “bussola”. È una delle parole scelte dal servizio nazionale di pastorale giovanile per preparare il cammino dei giovani italiani in vista del Sinodo dei vescovi loro dedicato, il prossimo ottobre. La giornata si concluderà con la Messa celebrata alle 15 dal vescovo Cetoloni. Tra le altre iniziative “ArtetraNoi” con l’esposizione in cattedrale, dal 9 febbraio al 9 aprile, della copia della tavola di Matteo di Giovanni “Madonna col bambino e Santi”, dove compare la figura di san Guglielmo. Sempre venerdì 9 febbraio, alle 17, nella sala Mirto Marraccini di Banca Tema la conferenza “Guglielmo di Malavalle: chi era costui? Argomenti per una pista di ricerca’”. Alle 18.30, in cattedrale, il vescovo presiederà i Vespri solenni in onore del Santo. Infine il 2 marzo, alle 21 in duomo, una serata di preghiera e contemplazione dinanzi alla tavola di Matteo di Giovanni.

Bullismo e cyberbullismo: Albano (garante infanzia), “la vergogna non la devono provare le vittime”. “Contrastare la cultura della violenza e dell’aggressività”

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 13:05

“Siete titolari di diritti. E fra questi, quello a vivere una vita libera da ogni forma di violenza”. Così Filomena Albano, autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, si è rivolta questa mattina a ragazzi e ragazzi presenti al teatro Brancaccio di Roma per l’evento nazionale in occasione del Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in rete. “Bullismo e cyberbullismo sono forme di violenza particolarmente diffusive e aggressive”, ha spiegato Albano. “Ai ragazzi vittime di atti di bullismo o cyberbullismo dico di parlare. Non provate vergogna perché la vergogna non la devono provare le vittime”. “Individuate una persona di cui vi fidate – ha consigliato – e parlate”. La garante si è poi rivolta “ai ragazzi testimoni, spettatori” di queste violenze: “Prendete posizione, non c’è la neutralità, non è possibile rimanere in silenzio”. Invece, “ai ragazzi bulli e cyberbulli, dico: ma chi è più forte? chi costruisce pezzo per pezzo la relazione fondata sul rispetto dell’altro o chi usa la violenza e l’aggressività?”. Infine “ai genitori chiedo: come mai si moltiplicano gli eventi di sensibilizzazione e i fenomeni di cyberbullismo aumentano?”. “Certo”, ha commentato, “aumentando il numero di ragazzi connessi aumentano gli episodi di cyberbullismo”. Ma “forse, in realtà, dietro questi fenomeni che sembrano e sono fenomeni nuovi nelle modalità si nascondono storie antiche, si nasconde la cultura della violenza e dell’aggressività”. Per cui “contrastare il cyberbullismo significa non solo contrastare le modalità attraverso cui si manifestano i comportamenti ma contrastare la cultura della violenza e dell’aggressività”. Albano ha concluso sottolineando l’importanza di “impostare la relazione con l’altro sulla cultura del rispetto e di costruire giorno per giorno la relazione con il confronto, mediando”.

Violenza: Fedeli (min. Istruzione), “educare i ragazzi a non essere dei bulli”. “L’Italia non diventi un Paese pieno di parole di odio, che portano a tragici eventi”

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 13:00

“Per noi è importante educare ragazzi e ragazze a non essere dei bulli, a non utilizzare la rete in modo tale da fare del male ad altri ragazzi”. Lo ha affermato questa mattina Valeria Fedeli, ministra dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, intervenendo al teatro Brancaccio di Roma all’evento nazionale per il Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in rete. La ministra ha sottolineato l’importanza di “prevenire attraverso l’educazione” e non solo “reprimere”. E ha ricordato che “oggi si riunisce per la prima volta il tavolo interministeriale voluto dalla legge per il contrasto a bullismo e cyberbullismo”. “Questo significa che l’intero Sistema Paese affronta, ciascuno per la propria funzione, un fenomeno che non è passeggero, ma radicato e che si estende. Un fenomeno che va letto, conosciuto, contrastato con la prevenzione e poi con le sanzioni”. Agli studenti presenti, Fedeli ha ricordato che chi si rende protagonista di fatti di bullismo “non viene ammesso agli esami” perché per noi quelli di “bullismo e cyberbullismo sono episodi gravissimi, non cose leggere”. E dopo aver sottolineato che “mai si deve utilizzare né parole né comportamenti offensivi, soprattutto in rete”, la ministra ha auspicato che ci sia “consapevolezza da parte degli adulti: quello che ragazze e ragazzi fanno in rete è quello che vivono e sentono nella società. C’è una responsabilità degli adulti che ci dobbiamo prendere”. E, facendo riferimento al dibatti politico in cui “anziché confrontarci legittimamente su opinioni diverse si tende a delegittimare e denigrare chi ha un’opinione diversa”, Fedeli ha rilevato che “stiamo drammaticamente spingendo le persone a dire ‘puoi sopraffare’, ‘puoi avere un linguaggio violento’”. “Non vorremmo – ha auspicato – che l’Italia diventasse un Paese pieno di parole di odio e di violenza, che poi portano a tragici eventi”. “Educazione al rispetto e attenzione agli altri sono fondamentali”, ha aggiunto la ministra che ha anche invitato “i genitori a tornate educatori” perché “ci dev’essere corresponsabilità tra scuola e genitori nell’educazione dei figli”. Fedeli ha concluso con una consegna agli studenti: “Imparate davvero ad usare la rete in modo civile e rispettoso: se riuscite a fare questo, aiutate tutti. Conto su di voi”.

EU Parliament: zero tolerance for female genital mutilation. 200 million victims in the world. Practices in 13 European countries, too

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 12:56

(Strasburg) Including measures to prevent female genital mutilation “in all strategic sectors (health service, public assistance, education, justice, etc.)”, “strengthening cross-sector cooperation and granting remarkable preventive action in refugee camps”: those are the requests of an EU Parliament resolution being debated in Strasburg today, during the International Day of Zero Tolerance for Female Genital Mutilation, 6 February. The resolution to be voted by the Parliament tomorrows says: “Although the criminal law protects women from genital mutilation in all member States, just a limited number of cases are brought to justice”. That fact “causes concern, and thus, educational programmes are necessary for the people in charge of identification, investigation and criminal prosecution” against that practice. Following the World Health Organisation, globally, it is estimated that at least 200 million women and girls alive today have undergone some form of FGM. According to the European Institute for Gender Equality (EIGE), there are cases of genital mutilation in at least 13 Member States in 2013 (Austria, Belgium, Denmark, Germany, Spain, Finland, France, Ireland, Italy, Netherlands, Portugal, Sweden, and United Kingdom). On international level, these practices are regarded as violation of the human rights of girls and women.

Parlamento Ue: tolleranza zero per le mutilazioni genitali femminili. 200 milioni di vittime nel mondo. Pratiche anche in 13 Stati europei

Agensir.it - Tue, 2018-02-06 12:56

(Strasburgo) Includere misure di prevenzione dalle mutilazioni genitali femminili “in tutti i settori strategici (tra cui sanità, assistenza sociale, istruzione e giustizia)”, “rafforzare la cooperazione intersettoriale e garantire una forte azione preventiva nei campi per rifugiati”. Lo chiede una risoluzione del Parlamento europeo, discussa oggi a Strasburgo in occasione della Giornata internazionale della tolleranza zero per le mutilazioni genitali femminili del 6 febbraio. La risoluzione, che verrà votata domani in emiciclo, afferma: “sebbene il diritto penale tuteli le donne dalle mutilazioni genitali in tutti gli Stati membri, solo un numero limitato di casi vengono portati dinanzi alla giustizia”. Ciò rappresenta “un dato preoccupante e sono quindi necessari programmi di formazione per i responsabili dell’individuazione, delle indagini e dell’azione penale” contro tali pratiche. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, almeno 200 milioni di donne e ragazze in tutto il mondo convivono attualmente con le conseguenze dannose delle mutilazioni genitali. L’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (Eige) segnala casi di mutilazioni genitali in almeno 13 Stati membri nel 2013 (Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Spagna, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia e Regno Unito). Sono circa 500mila le donne in Europa che hanno subito mutilazioni genitali e ogni anno 180mila sono a rischio di subirle. Queste pratiche sono riconosciute a livello internazionale come una violazione dei diritti umani delle ragazze e delle donne.

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