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Terremoto Iraq-Iran: Caritas italiana sta definendo programma di interventi con partner locali

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 13:44

Caritas italiana sta definendo, in collaborazione con le Caritas operanti in loco, un programma di interventi in risposta al terremoto di magnitudo 7.3  che ha colpito ieri la zona al confine tra Iraq e Iran.  Il sisma è avvenuto alle 18.18 di ieri (ora locale in Iran), l’epicentro è a circa 32 km a sud-ovest della città di Halabja, in Iraq. Al momento risultano alcune centinaia di morti e varie migliaia di feriti, ma i numeri delle vittime sono destinati ad aumentare nelle prossime ore in quanto molte persone sono intrappolate sotto le macerie. L’agenzia di informazione iraniana, Ilna, riporta che le province colpite dal terremoto sono almeno 14 e si teme che il numero delle vittime nei villaggi e nelle piccole città possa essere molto alto. Secondo alti ufficiali del dipartimento per le emergenze iraniano la gran parte delle vittime sono nella provincia occidentale di Kermanshah e in particolare nella città di Sarpol-e Zahab a circa 15 km dal confine con l’Iraq dove anche l’ospedale principale è stato seriamente danneggiato. Sul versante iracheno i danni maggiori si sono registrati nella regione del Kurdistan, in particolare nella città di Darbandikhan in prossimità del confine con l’Iran. Sono sette le vittime identificate in Iraq sino ad oggi e oltre 300 i feriti. Caritas italiana è attiva da decenni in Iran attraverso la Chiesa locale con significativi progetti a sostegno delle vittime del terribile terremoto di Bam del 2003 – e in Iraq – attraverso Caritas Iraq e le diocesi di Erbil e Amadyia con progetti a favore delle vittime della guerra. Negli ultimi anni l’impegno in questi due Paesi si è concentrato in programmi di riabilitazione e sviluppo in Iran mentre in Iraq sostiene i progetti in ambito sociale di Caritas Iraq e di emergenza delle diocesi di Erbil e Amadyia. È possibile sostenere gli interventi di Caritas italiana indicando la causale “Terremoto Iran/Iraq”.

Infanzia: Unicef, fino al 19 novembre la Rai sostiene la campagna per i “bambini sperduti”. Raccolta fondi al numero 45566

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 13:41

La Rai, con il supporto di Responsabilità Sociale Rai, sostiene da oggi al 19 novembre la campagna di raccolta fondi dell’Unicef a favore di tanti bambini “sperduti” in tutto il mondo, colpiti da conflitti, violenze, calamità o povertà, alla ricerca di una vita migliore. Per sostenere l’Unicef, impegnata ogni giorno a raggiungere questi bambini, è possibile donare nel corso di questa settimana 2 euro per ciascun sms inviato al 45566 da cellulari Wind Tre, Tim, Vodafone, CoopVoce e PosteMobile e 5 o 10 euro per ciascuna chiamata effettuata allo stesso numero da rete fissa Tim, Wind Tre e Vodafone (2 euro da rete fissa PosteMobile). “I fondi raccolti – si legge in una nota – saranno destinati a vaccinare, fornire acqua potabile e cibo, curare, proteggere e garantire l’istruzione a tanti bambini e adolescenti sperduti”. In particolare, i fondi sosterranno progetti in Siria (sette anni di guerra hanno colpito 6 milioni di bambini e un’intera generazione rischia di non avere un futuro), Kenya (per la siccità prolungata e la conseguente crisi alimentare oltre 370mila bambini hanno bisogno di terapie nutrizionali contro la malnutrizione acuta), Brasile (nelle favelas di Rio de Janeiro e San Paolo e nella regione semiarida del Sertao, programmi di nutrizione, acqua potabile e per la creazione di spazi sicuri dove bambini e adolescenti possano andare a scuola e imparare al riparo da violenza ), Italia (sostegno a minorenni stranieri non accompagnati). Sabato 18, Rai Uno manderà in onda dalle 21.25 “Prodigi – La musica è vita”; protagonisti della serata saranno giovani talenti nel campo della musica, della danza, del canto e tanti testimonial Unicef. “Durante la trasmissione – conclude la nota – verranno raccontate alcune storie di bambini e ragazzi che, dopo aver affrontato i drammi della guerra, della povertà e della violenza, hanno trovato nell’arte nuove speranze e nuove opportunità di crescita”.

Università: Aidu, venerdì 17 novembre convegno a Roma su “Relazionalità e orientamento”

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 11:40

Sarà dedicato al tema “Relazionalità e Orientamento” il convegno nazionale dell’Associazione italiana docenti universitari (Aidu) che si terrà a Roma venerdì 17 novembre. Promosso in collaborazione con l’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei, la Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci), l’Associazione italiana maestri cattolici (aimc) e l’Unione cattolica italiana insegnanti medi (Uciim), il convegno sarà ospitato dalle 9.30 presso il Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università Roma Tre. “L’Aidu – spiega Roberto Cipriani, presidente dell’associazione – ha voluto che quest’anno il convegno nazionale fosse ‘interassociativo’ perché riteniamo necessario coinvolgere su temi attuali come giovani-istruzione-lavoro tutti i protagonisti del mondo dell’istruzione: scuole, università, docenti, studenti, istituzioni, esperti del settore”. Nel corso del convegno verrà consegnato il premio Aidu “Humboldt-Newman” 2017 (premio intitolato a due grandi innovatori del sistema universitario), assegnato quest’anno, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte, alla memoria di don Lorenzo Milani ed alla scuola di Barbiana. La giornata sarà aperta da mons. Mariano Crociata e da Ernesto Diaco, rispettivamente presidente della Commissione episcopale e direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università della Cei. Tra gli interventi in programma anche quelli di Ivano Dionigi, dell’Università di Bologna e presidente del Consorzio AlmaLaurea, dello scrittore Eraldo Affinati, di Daniele Livon, direttore generale del Miur e Marco Mancini, capo Dipartimento della formazione superiore e ricerca del Miur.

Maltempo: Coldiretti, “mancano almeno 60 miliardi di metri cubi di acqua”. “Per i cambiamenti climatici persi più di 14 miliardi di euro in un decennio”

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 11:25

“Mancano almeno 60 miliardi di metri cubi di acqua per effetto di un 2017 straordinariamente siccitoso in cui è caduto in Italia circa un terzo di pioggia in meno dall’inizio dell’anno”. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti in occasione dell’ondata di maltempo con vento, pioggia e neve, condotta sulla base dei dati Ucea relativi ai primi dieci mesi dell’anno. “Non solo disagi e danni, l’arrivo della pioggia e della neve – si legge in una nota – è importante per dissetare i campi resi aridi dalla siccità e ripristinare le scorte idriche nei terreni, nelle montagne, negli invasi, nei laghi e nei fiumi a secco”. “Le precipitazioni però – sottolinea la Coldiretti – per poter essere assorbite dal terreno devono cadere in modo continuo e non violento, mentre gli acquazzoni aggravano i danni provocati dagli allagamenti con frane e smottamenti”. Secondo l’associazione, “il repentino abbassamento della colonna di mercurio e i violenti temporali confermano i cambiamenti climatici in atto, che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate da bombe d’acqua con effetti sulle coltivazioni e sulla stabilità idrogeologica del territorio”. “A causa delle frane e delle alluvioni provocate dai cambiamenti climatici l’agricoltura italiana – conclude la Coldiretti – ha perso più di 14 miliardi di euro nel corso di un decennio, tra produzione agricola nazionale, strutture e infrastrutture rurali”.

Vescovi Ecuador: promuovere “un clima di serenità e riconciliazione” nel Paese

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 11:18

Al termine dell’assemblea plenaria che si è tenuta a Puyo fino a venerdì scorso, la Conferenza episcopale dell’Ecuador (Cee) ha emesso un comunicato, che affronta tematiche di carattere ecclesiale e sociale. I vescovi tracciano anzitutto un bilancio della recente Visita ad limina, riguardo alla quale evidenziano la necessità di operare per la nuova evangelizzazione, accogliendo l’invito del Papa ad essere vicini alle famiglie e ai poveri, avendo attenzioni specifiche per la varie pastorali: urbana, rurale e indigena.
La Cee, per quanto riguarda la situazione sociale e politica, “rivolge ancora una volta un appello a una giusta distribuzione della ricchezza e un’attenzione preferenziale per i poveri, promuovendo un’economia sociale e solidale, politiche occupazionali per un lavoro stabile, giustizia ed equità, libere da tutta la corruzione che colpisce e ferisce il popolo ecuadoriano”. Inoltre, i vescovi insistono sulla necessità di “riconoscere e promuovere un modello di famiglia stabile, unita, rispettosa dialogante e impegnata nel contesto in cui vive”. Di fronte a tale situazione, la Conferenza episcopale rinnova l’impegno di “propiziare un clima di serenità e riconciliazione perché i grandi problemi sociali, politici ed economici del nostro Paese trovino la soluzione in un cammino di dialogo, tenendo presente il bene comune di tutta la società ed in particolare dei gruppi più fragili, a cominciare dai poveri”. Un invito che giunge in un momento di forte contrapposizione politica all’interno della compagine che ha guidato il Paese nell’ultimo decennio, in particolare tra l’attuale presidente Lenín Moreno e il suo predecessore Rafael Correa. Per quanto riguarda la famiglia, la Cee annuncia di voler “appoggiare ed accompagnare i genitori nella difesa dei propri diritti inalienabili di educare i figli in coerenza con le proprie convinzioni e scelte pedagogiche, protetti dalla Costituzione e dalle leggi”.

Cop23: messaggio del Patriarca Bartolomeo, appello perché “governi intensifichino i loro sforzi” per salvare il pianeta

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 11:11

Un appello “alle comunità e ai leader di tutte le fedi religiose” perché “possono fare una enorme differenza per convincere governi e corporazioni ad amplificare ed intensificare i loro sforzi”, per salvare il pianeta terra. A lanciarlo è il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, alla 23ª Conferenza Onu sui cambiamenti climatici (Cop23) che si è aperta lunedì 6 novembre a Bonn e si concluderà il 17 novembre.
“Sebbene molti riconoscono che il cambiamento climatico sta oggi causando la più grave crisi che l’umanità abbia mai affrontato – scrive il patriarca in un messaggio al Summit – , c’è ancora molta resistenza ad ogni cambiamento. Si continuano a ignorare i segni del nostro tempo che sono senza precedenti: lo scioglimento dei ghiacciai, i comportamenti estremi del clima e il loro devastante impatto sul mondo dei più poveri”.
Da qui il monito di Bartolomeo, conosciuto come Patriarca “verde” per il suo inesauribile impegno a favore dell’ambiente che si è unito in questi anni a quello di papa Francesco: “È inaccettabile fare retromarcia. Ed è ingiustificabile prendere ancora tempo. Siamo tutti chiamati a proseguire il nostro impegno per salvaguardare la sacralità di ogni nostro fratello e sorella e l’unicità di ogni chicco di sabbia presente su questo pianeta che tutti chiamiamo casa”.

Papa Francesco: a Santa Marta, “state attenti a non scandalizzare”

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 11:07

“È inevitabile che vengano scandali” ma “guai a Colui a causa del quale vengono”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa a Santa Marta, in cui ha ripreso l’avvertimento di Gesù ai suoi discepoli: “State attenti a voi stessi!”, cioè “state attenti a non scandalizzare. Lo scandalo è brutto perché lo scandalo ferisce, ferisce la vulnerabilità del popolo di Dio e ferisce la debolezza del popolo di Dio e tante volte queste ferite si portano per tutta la vita. E anche non solo ferisce, lo scandalo è capace di uccidere: uccidere speranze, uccidere illusioni, uccidere famiglie, uccidere tanti cuori…”. “State attenti a voi stessi” è un monito per tutti, ha sottolineato Francesco, specie di chi si dice cristiano ma vive come pagano. È questo “lo scandalo del popolo di Dio”. “Quanti cristiani col loro esempio allontanano la gente, con la loro incoerenza, con la propria incoerenza”, il grido d’allarme: “L’incoerenza dei cristiani è una delle armi più facili che ha il diavolo per indebolire il popolo di Dio e per allontanare il popolo di Dio dal Signore. Dire una cosa e farne un’altra”. Di qui la necessità di domandarci: “Come è la mia coerenza di vita? Coerenza col Vangelo? Coerenza col Signore?”. L’esempio scelto dal Papa è quello degli imprenditori cristiani che non pagano il giusto e si servono della gente per arricchirsi o anche lo scandalo dei pastori nella Chiesa che non curano le pecore e se ne allontanano. “Gesù ci dice che non si può servire a due signori, a Dio e ai soldi, e quando il pastore è uno attaccato ai soldi, scandalizza”, ha ammonito: “E la gente si scandalizza: il pastore attaccato ai soldi. Ogni pastore deve chiedersi: come è la mia amicizia con i soldi? O il pastore che cerca di andare su, la vanità lo porta ad arrampicarsi, invece di essere mite, umile, perché la mitezza e l’umiltà favoriscono la vicinanza al popolo. O il pastore che si sente signore e comanda tutti, orgoglioso, e non il pastore servitore del popolo di Dio…”. “Oggi può essere – ha concluso Francesco – una bella giornata per fare un esame di coscienza su questo: scandalizzo o no e come? E così possiamo rispondere al Signore e avvicinarci un po’ più a lui”.

Portogallo: Lisbona, Assemblea dei vescovi. Formazione del clero, famiglia e Sinodo giovani

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 10:58

La 193ma Assemblea plenaria della Conferenza episcopale portoghese (Cep) si svolge da oggi al 16 novembre nella nuova sede della Quinta do Bom Pastor di Lisbona, dove, dal mese di agosto, oltre ai Servizi nazionali della Chiesa lusitana, alle diverse commissioni episcopali e ai segretariati diocesani, hanno trovato accoglienza anche le installazioni di Rádio Renascença. Nel corso dei lavori, i vescovi portoghesi dibatteranno “un nuovo documento che dovrà orientare la formazione dei sacerdoti, l’esortazione apostolica post-sinodale sulla famiglia, e la preparazione del Sinodo 2018 dedicato ai giovani”. La Cep è l’entità rappresentativa della Chiesa portoghese, e una delle Conferenze episcopali più antiche, attiva dagli anni ‘30 del XX secolo, sebbene i suoi primi Statuti siano stati elaborati solo nel 1967.

Catechesi: mons. Boccardo (Ceu), “è un incontro di fede vissuto nel realismo del mondo contemporaneo”

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 10:46

“Il catechista svolge un servizio alla Chiesa, racconta con la sua esistenza l’incontro che ha avuto con il Signore”. Lo ha sottolineato ieri mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, durante il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione “La gioia di far incontrare Gesù” che si è svolto ad ad Assisi . All’incontro erano presenti circa 500 catechisti provenienti dalle otto diocesi umbre. Durante l’omelia della celebrazione eucaristica, che l’arcivescovo ha presieduto al Teatro Lyrick, mons. Boccardo ha aggiunto che “il servizio della catechesi è un incontro di fede vissuto in prima persona nella concretezza e nel realismo del mondo contemporaneo, abitando il tempo presente con un’attenzione alle realtà in continuo divenire nelle comunità ecclesiali e nella società”. Secondo Boccardo, “da questo incontro nasce anche il dinamismo e la fantasia di cui il catechista è ricco, inventando modalità concrete per raccontare la gioia del Vangelo, animato dalla passione che lo ha catturato e che ha trasformato la vita, per trasmetterla agli altri e diventare così messaggeri gioiosi di questo incontro da diffondere e condividere”.

Catechesi: card. Bassetti, “non può essere anonima, sia animata da un carattere familiare”

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 10:32

“Oggi, più che in passato, la catechesi non può essere anonima, ma deve interessarsi dei volti di coloro a cui è diretta: per questo è essenziale che la catechesi sia animata da un carattere familiare, caldo, mansueto, vicino alla vita della gente e senza la paura di andare, quando è necessario, contro corrente”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo ieri, ad Assisi, il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione “La gioia di far incontrare Gesù”, promosso dalla Conferenza episcopale umbra, in collaborazione con gli Uffici catechistici delle otto diocesi umbre. All’incontro erano presenti circa 500 catechisti, tra cui molti giovani. “Voi catechisti siete i servitori della gioia del Vangelo, testimoni e portatori della gioia di un messaggio che dinanzi alle ingiustizie e cattiverie del mondo sia pronto ad annunciare la vittoria dell’amore sull’odio”, ha aggiunto il cardinale. “È la gioia del Vangelo – ha sottolineato – che riempie il cuore e la vita dei cristiani ed è anche la fonte dell’entusiasmo che proviamo nella nostra missione catechistica ed evangelizzatrice. La gioia del Vangelo apre orizzonti di speranza nelle situazioni più faticose e critiche della esistenza quotidiana; è ancora essa ad essere quella fiducia stabile che ci permette uno stile di annuncio cristiano, capace di mettersi in ascolto dell’altro”.

Diocesi: Andria, per la Giornata mondiale dei poveri si inaugura uno sportello per le vittime del gioco d’azzardo

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 10:18

Un nuovo sportello per aiutare chi è vittima del gioco d’azzardo sarà inaugurato nell’ambito delle iniziative della diocesi di Andria per la prima Giornata mondiale dei poveri, che ricorre il 19 novembre. Domenica prossima il vescovo mons. Luigi Mansi presiederà, alle 10.30 nella parrocchia di san Riccardo, una celebrazione eucaristica alla quale parteciperanno anche i volontari e gli ospiti delle case di accoglienza “Santa Maria Goretti” e della comunità “Migrantesliberi”. Lunedì 20 novembre, alle 18.30, sarà invece presentata la mostra fotografica “Migranti, la sfida dell’incontro” nella chiesa “Mater Gratiae”: sarà visitabile da martedì 21 a venerdì 24. Giovedì 23, alle 17.30, sarà inaugurato lo sportello “Vinco-Io” – Contrasto al gioco d’azzardo, in via Pellegrino Rossi, realizzato con l’obiettivo di “contrastare una delle nuove forme di povertà: la dipendenza dal gioco d’azzardo, una malattia che colpisce sempre più vittime, ingrossando le file dei nuovi poveri e che ha contribuito a ‘sbriciolare’ tante famiglie”. Venerdì 24, alle 21, la mensa della Carità della casa di accoglienza “Santa Maria Goretti” ospiterà “La Téranga”, cena multietnica, organizzata e curata da operatori e ospiti della Comunità “Migrantesliberi” per promuovere la conoscenza e l’integrazione di richiedenti asilo e persone che vivono situazioni di disagio e marginalità. Infine, domenica 26, alle 13, nella parrocchia di san Riccardo, l’iniziativa “A tavola con il mondo”. Vescovo, sacerdoti, comunità parrocchiale, volontari e ospiti saranno a pranzo insieme.

Diocesi: Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, domenica 26 novembre concerto di solidarietà per i terremotati

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 10:04

Uno spettacolo di solidarietà ma anche un momento di preghiera. È l’iniziativa che la pastorale giovanile della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino ha organizzato per domenica 26 novembre. L’appuntamento sarà, alle 18, al teatro Lyrik di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi. Nove artisti, introdotti sul palco dalla giornalista Safiria Leccese, ispirandosi al salmo 28 di Davide “A te grido, Signore mia roccia”, metteranno il loro talento al servizio di chi ha sofferto a causa del terremoto dell’agosto dello scorso anno nel Centro Italia. Un momento di comunione e condivisione in musica, che culminerà con l’adorazione eucaristica. Sul palco la band vicentina “The Sun”, Debora Vezzani, fra’ Alessandro Brustenghi, suor Graciela, Marco Mammoli, Giuseppe Bruno (Eight), Vigno, Marì e del Corogiovani diocesano. Per partecipare l’ingresso è libero, ma i posti sono limitati ed è necessario iscriversi online sul sito giovani.diocesiassisi.it.

Martiri guerra civile spagnola: card. Osoro (Madrid), “ringraziamo Dio per questi nostri fratelli”. “Siamo chiamati a riempire la notte con luce”

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 09:50

“Oggi ringraziamo Dio per questi nostri fratelli che, nell’amore di Gesù Cristo, non hanno smesso di annunciare al mondo che solo Lui salva; che solo Lui è la luce; che senza di Lui non c’è speranza; che senza di Lui, che è Amore, non possiamo trasformare e cambiare questo mondo, perché solo l’Amore che viene da Dio è una forza trasformatrice di tutto ciò che esiste, della nostra vita e dei nostri rapporti. Senza l’Amore che viene da Dio, non esiste nessun presente né futuro”. Sono parole del card. Carlos Osoro Sierra, arcivescovo di Madrid, che ieri nella cattedrale di Santa María la Real de l’Almudena ha presieduto la messa di ringraziamento per la beatificazione avvenuta l’11 novembre, di 60 martiri della persecuzione religiosa del XX secolo, membri della Famiglia vincenziana, provenienti da diverse parti della Spagna. Rivolgendosi ai membri della famiglia religiosa, presenti alla celebrazione, il cardinale li ha invitati a “rivitalizzare il tesoro e l’eredità ricevuta”, “continuando ad accogliere i poveri, che oggi hanno un nome: straniero e rifugiato”. Parlando a tutti i fedeli li ha incoraggiati, sull’esempio dei martiri, a vivere “avvolti dalla sapienza di Dio”; consapevoli “del destino di coloro che danno la vita per altri; “sempre pronti” per accogliere “la pienezza della vita”. I martiri ci dicono che “siamo chiamati a riempire la notte con luce, questo mondo con il nostro amore a Dio, questa terra con la gioia del Vangelo”, ha ancora detto il Cardinale.

Diocesi: Palermo, al via da oggi la “Settimana dei giovani”. Tende d’ascolto e workshop in preparazione al Sinodo

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 09:35

Comincia oggi con alcuni momenti di riflessione nelle scuole e nelle parrocchie di Palermo e di sette Comuni della provincia la “Settimana dei giovani”, organizzata dall’arcidiocesi del capoluogo siciliano. Si rifletterà su temi come il lavoro, l’affettività, le dipendenze, i social network. L’iniziativa, nata in preparazione al prossimo Sinodo dedicato ai giovani, prevede la realizzazione di 14 tende di ascolto e 17 workshop, dal 13 al 18 novembre, per “conoscere e comprendere il mondo giovanile”. “Nelle tende i giovani potranno recarsi per parlare delle proprie intuizioni, ma anche per denunciare cosa non accettano nella Chiesa, nella società che li circonda, oltre ad aprire il proprio cuore e a esternare i propri sentimenti”, spiega don Giuseppe Calderone, direttore della pastorale giovanile diocesana. “Ad accoglierli – aggiunge – ci saranno altri giovani, religiosi e religiose, coppie di sposi, formati per svolgere questo servizio di ascolto”. In programma, anche momenti musicali: stasera, alle 21, al Palab si terrà un music contest con esibizioni e gare canore. Momenti di preghiera si svolgeranno nelle chiese di Palermo e in quelle di Lercara Friddi, Bolognetta, Bagheria, Termini Imerese, Marineo, Misilmeri e Ustica. Leitmotiv della Settimana sarà un passo del Vangelo di Luca: “Da Lui usciva un’energia che sanava tutti”. Momento centrale, l’incontro con l’arcivescovo diocesano, mons. Corrado Lorefice, che terrà una lectio divina in cattedrale, giovedì 16 novembre, alle 21. L’evento si concluderà con il Giovani-Fest, sabato 18, sul sagrato della cattedrale di Palermo, dove si raduneranno i giovani, alle 22, prima per la celebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo, e poi per momenti di animazione musicale, testimonianze e canti.

Giornata caduti missioni internazionali: mons. Marcianò (Omi), “hanno vissuto, rischiato, amato, lottato”

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 09:10

“La speranza ha animato la vita di questi caduti, fino alla morte. Essi sono morti perché hanno sperato, perché la speranza li ha portati a lavorare senza sosta per un futuro migliore: a liberare i poveri, venire incontro agli oppressi, operare per la pace… giungendo a quelle periferie del pianeta nelle quali gli ultimi vengono ancor più dimenticati”. Così l’ordinario militare per l’Italia (Omi) mons. Santo Marcianò, ha voluto celebrare il sacrificio dei caduti nelle missioni internazionali di sostegno alla pace di cui ieri si è svolta la Giornata di ricordo. Nell’omelia della messa celebrata a Santa Maria in Ara Coeli, a Roma, l’ordinario militare, rivolgendosi ai familiari dei caduti, ha affermato che “la speranza è una virtù sociale e si collega all’impegno per un mondo migliore. È la speranza che ha mosso nei vostri cari il coraggio della fede e la carità delle azioni. È la speranza che li ha sostenuti, permettendo loro, anche dinanzi a risultati che magari tardavano a venire, di attendere vigilanti… Quanto buio, concreto, i nostri amici caduti avranno dovuto sperimentare, nella lontananza da casa e dagli affetti, nell’inserimento in contesti estranei, nella solitudine, talora nelle incomprensioni istituzionali… soprattutto, nella violenza e nella guerra”. Ma, in questo buio, ha detto mons. Marcianò, “hanno sperato e vegliato, non si sono arresi e sono stati costruttori di pace, sacrificando anche la propria pace, le proprie comodità”. “Chi reca speranza al mondo non è mai una persona remissiva – ha poi proseguito il vescovo, citando parole di Papa Francesco -. Non c’è costruttore di pace che alla fine dei conti non abbia compromesso la sua pace personale, assumendo i problemi degli altri. La persona remissiva, non è un costruttore di pace ma è un pigro, uno che vuole stare comodo. Mentre il cristiano è costruttore di pace quando rischia, quando ha il coraggio di rischiare per portare il bene, il bene che Gesù ci ha donato, ci ha dato come un tesoro” . “I nostri fratelli hanno voluto correre il rischio della speranza, il rischio della pace. La loro speranza, come la nostra, non è un sentimento teorico ma ha un nome e un volto; quello di Cristo, nostra speranza. Per questa speranza i vostri cari, i nostri caduti, hanno vissuto, rischiato, amato, lottato”.

Papa Francesco: Angelus, ricorda i martiri della guerra civile spagnola

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 09:04

“A Madrid, sono stati proclamati beati Vicente Queralt Lloret e 20 compagni martiri, e José María Fernández Sánchez e 38 compagni martiri. Tutti furono uccisi in odio alla fede durante la persecuzione religiosa avvenuta nel corso della guerra civile spagnola tra il 1936 e il 1937”. Lo ha ricordato il Papa, al termine dell’Angelus di ieri, precisando che “i nuovi beati erano, alcuni, membri della Congregazione della missione: sacerdoti, fratelli coadiutori, novizi; altri erano laici appartenenti all’Associazione della Medaglia Miracolosa”. Tra i 25mila fedeli presenti in piazza San Pietro, il Papa ha salutato in particolare i fedeli provenienti da Washington, Philadelphia, Brooklyn e New York, la corale parrocchiale Santa Maria Maddalena di Nuragus (Sardegna); i fedeli di Tuscania, Ercolano e Venezia; la Società bocciofila di Rosta e i cresimandi di Galzignano.

Papa Francesco: Angelus, “non aspettare l’ultimo momento della vita per collaborare con la grazia di Dio”

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 09:02

“Non aspettare l’ultimo momento della nostra vita per collaborare con la grazia di Dio, ma farlo già da adesso”. È il consiglio del Papa, durante l’Angelus di ieri, sulla scorta della parabola delle dieci vergini, cinque stolte e cinque sagge, che vanno incontro allo sposo. “Sarebbe bello pensare un po’: un giorno sarà l’ultimo”, ha detto Francesco all’Angelus, rivolgendosi a braccio ai circa 25mila fedeli che, secondo la Gendarmeria Vaticana, hanno affollato piazza San Pietro per l’appuntamento domenicale: “Se fosse oggi, come sono preparato, preparata? Ma devo fare questo e questo … Prepararsi come fosse l’ultimo giorno: questo fa bene”. “Dobbiamo tenerci pronti all’incontro con lui”, l’esortazione del Papa: “Vegliare non significa soltanto non dormire, ma essere preparati; infatti tutte le vergini dormono prima che arrivi lo sposo, ma al risveglio alcune sono pronte e altre no. Qui sta dunque il significato dell’essere saggi e prudenti”. La lampada, ha spiegato Francesco, “è il simbolo della fede che illumina la nostra vita, mentre l’olio è il simbolo della carità che alimenta, rende feconda e credibile la luce della fede”. “La condizione per essere pronti all’incontro con il Signore non è soltanto la fede, ma una vita cristiana ricca di amore e di carità per il prossimo”, ha detto il Papa: “Se ci lasciamo guidare da ciò che ci appare più comodo, dalla ricerca dei nostri interessi, la nostra vita diventa sterile, incapace di dare vita agli altri, e non accumuliamo nessuna scorta di olio per la lampada della nostra fede; e questa – la fede – si spegnerà al momento della venuta del Signore, o ancora prima. Se invece siamo vigilanti e cerchiamo di compiere il bene, con gesti di amore, di condivisione, di servizio al prossimo in difficoltà, possiamo restare tranquilli mentre attendiamo la venuta dello sposo: il Signore potrà venire in qualunque momento, e anche il sonno della morte non ci spaventa, perché abbiamo la riserva di olio, accumulata con le opere buone di ogni giorno. La fede ispira la carità e la carità custodisce la fede”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Iraq-Iran, terremoto magnitudo 7.2, almeno 221 morti e 2.500 feriti. Francia, due anni fa la strage del Bataclan. Catalogna, il premier Rajoy a Barcellona

Agensir.it - Mon, 2017-11-13 09:00

Iraq-Iran. Terremoto magnitudo 7.2, almeno 221 morti e 2500 feriti

È di 221 morti e 2.504 feriti il bilancio provvisorio del terremoto che ha colpito l’Iran occidentale. Nel Kurdistan iracheno, dove è stato registrato l’epicentro del sisma 7.2, il bilancio resta fermo a 7 morti e 321 feriti. La cittadina più colpita è quella di Sarpol-e Zahab. Nella provincia iraniana di Kermanshah sono stati proclamati tre giorni di lutto. Le autorità hanno disposto la chiusura di scuole e università nella provincia di Kermanshah, dove invece sono chiamati a presentarsi al lavoro tutti i dipendenti governativi. “L’obiettivo dei responsabili ora è quello di accelerare gli aiuti e di soccorrere le persone rimaste intrappolate sotto le macerie”. Così la Guida suprema iraniana Seyyed Ali Khamenei, citato dall’Irna, in un messaggio al Paese. L’ayatollah ha chiesto a Esercito e Pasdaran di intervenire nelle aree colpite dal sisma. Il ministro dell’Interno, Abdolreza Rahmani Fazli, ha riferito che sono stati allestiti ospedali da campo e di temere per le aree rurali “dove si prevedono altre vittime”.

Francia. Bataclan, due anni fa la strage. Commemorazioni a Parigi per le 130 vittime

Sono passati due anni da quel 13 novembre in cui Parigi piombò in pochi minuti nell’incubo degli attentati simultanei, in seguito rivendicati dall’Isis. Commando armati e kamikaze entrarono in azione allo Stade de France, nei caffè del 10° e dell’11° arrondissement e nel teatro del Bataclan affollato per un concerto: il bilancio fu di 130 morti e oltre 400 feriti, che ancora oggi cercano di sanare le loro cicatrici, quelle fisiche e quelle invisibili. Un sondaggio Ifop rivela però che, due anni dopo la strage, secondo il 92% dei francesi la minaccia terroristica resta alta. E lo conferma anche il ministro: “Le perdite subite dall’Isis sul terreno potrebbero rafforzare le motivazioni di coloro che vogliono passare all’azione qui”, in Francia. Oggi la Francia, a partire dal presidente Emmanuel Macron e dai sindaci di Parigi e Saint-Denis, si stringerà attorno ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime in diverse commemorazioni, con la lettura dei nomi di chi ha perso la vita quel giorno per mano della follia jihadista.

Asia. Donald Trump a Manila dal presidente Duterte. Ultima tappa del viaggio

Primo incontro a Manila tra Donald Trump e Rodrigo Duterte. L’occasione è il gala in onore dei partecipanti del summit delle nazioni del sud-est asiatico (Asean), ultima tappa del presidente Trump in Asia. I due si sono stretti la mano all’arrivo dei vari leader nella sala del ricevimento a Manila, chiacchierando anche amichevolmente, prima di posare per la foto di gruppo. Alla cena, il presidente Usa e quello filippino sono seduti a fianco e Trump indossa il “barong Tagalog”, l’indumento elegante tradizionale delle Filippine. Duterte è accusato dalle opposizioni di aver ordinato migliaia di esecuzioni extragiudiziali nella sua guerra ai cartelli della droga. Ma la visita di Trump a Manila ha scatenato proteste: centinaia di manifestanti sono scesi in strada davanti all’ambasciata Usa di Manila per l’arrivo del presidente, Donald Trump. La polizia anti-sommossa filippina è intervenuta con i cannoni ad acqua. “Basta con l’imperialismo”, “Scaricare Trump”, sono alcuni dei cartelli in mano ai dimostranti bloccati dalla polizia in tenuta anti-sommossa.

Catalogna. Premier Rajoy, basta a distruzione separatista. Prima visita da attivazione articolo 155

Dopo che venerdì scorso circa un milione di persone hanno partecipato a Barcellona alla marcia della società civile indipendentista per esigere la liberazione degli undici “detenuti politici catalani” in carcere a Madrid, fra cui nove del governo di Carles Puigdemont, il premier spagnolo, Mariano Rajoy, si è recato in Catalogna per sostenere le elezioni di dicembre in Catalogna che – ha detto – aiuteranno a porre fine “alla distruzione separatista”. Rajoy, parlando in Catalogna per dare il via alla campagna del Pp per le elezioni – la sua prima visita dall’attivazione dell’articolo 155 – ha difeso la sua linea affermando di aver “esaurito tutte le strade” dopo la dichiarazione unilaterale di indipendenza del governo catalano a ottobre.

Musei. 50 milioni in più di incassi tra 2013-2016, boom di visitatori

Circa 50 milioni di euro in più di incassi tra il 2013 e il 2016 (+38,4%) con un trend ancora in crescita nel 2017 (+13,5%), mentre i visitatori passano dai 38,4 mln del 2013 ai 45,5 del 2016 (+18,5%) puntando a raggiungere i 50 mln nel 2017. Sono i numeri dei musei statali italiani che apriranno oggi a Roma l’incontro del ministro della cultura, Dario Franceschini, con i direttori dei musei autonomi nati dalla riforma. “La riorganizzazione sta dando i suoi frutti”, commenta il ministro, sottolineando una “radicale inversione di tendenza”. Al top fra le regioni c’è come sempre il Lazio i cui musei statali hanno accolto, nel 2016, 20,3 milioni di visitatori (erano 17,7 nel 2013) con incassi per 67,6 milioni (55,2 nel 2013). Ma a sorpresa la Campania supera la Toscana, piazzandosi per la prima volta al secondo posto con oltre 8 milioni di visitatori (+32,6%) nel 2016 (contro i 6 del 2013) e gli introiti che, grazie anche al boom di Pompei, Reggia di Caserta, Capodimonte e Museo archeologico di Napoli, superano i 41,7 milioni di euro contro i 28,7 milioni del 2013.

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