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Sinodo sui giovani: documento preparatorio, “incontrare, accompagnare, prendersi cura di ogni giovane”. “Che non si perdano su strade di violenza o di morte”

Agensir.it - Fri, 2017-01-13 13:51

“Attraverso il percorso di questo Sinodo, la Chiesa vuole ribadire il proprio desiderio di incontrare, accompagnare, prendersi cura di ogni giovane, nessuno escluso”. Comincia così la seconda parte del documento preparatorio del Sinodo sui giovani. “Non possiamo né vogliamo abbandonarli alle solitudini e alle esclusioni a cui il mondo li espone”, prosegue il testo. “Che la loro vita sia esperienza buona, che non si perdano su strade di violenza o di morte, che la delusione non li imprigioni nell’alienazione”, l’auspicio, affinché ogni giovane possa sperimentare “la fiducia di non essere abbandonato alla mancanza di senso e al buio della morte e la speranza di poter esprimere la propria originalità in un percorso verso la pienezza di vita”. Sulla scorta della “sapienza della Chiesa orientale”, nel testo si parla di “tre nascite”: “la nascita naturale come donna o come uomo in un mondo capace di accogliere e sostenere la vita; la nascita del battesimo e poi una terza nascita, quando avviene il passaggio ‘dal modo di vita corporale a quello spirituale’, che apre all’esercizio maturo della libertà”. Di qui la necessità di “accompagnarli lungo questo percorso, affiancandoli nell’affrontare le proprie fragilità e le difficoltà della vita, ma soprattutto sostenendo le libertà che si stanno ancora costituendo”. La Chiesa, a partire dai suoi pastori, “è chiamata a mettersi in discussione e a riscoprire la sua vocazione alla custodia con lo stile che Papa Francesco ha ricordato all’inizio del suo pontificato”.

Emergenza freddo: Elemosineria vaticana, aperta la chiesa di San Calisto in Trastevere per dare riparo notturno

Agensir.it - Fri, 2017-01-13 13:50

La Comunità di Sant’Egidio, a motivo dell’emergenza freddo di questi giorni, da sabato 7 gennaio scorso ha aperto la chiesa di San Calisto in Trastevere per dare riparo notturno alle persone di strada che non hanno altro rifugio, sino a quando permarranno le basse temperature. Lo rende noto l’Elemosineria vaticana. La chiesa e i locali sono in zona extraterritoriale, proprietà della Santa Sede. La chiesa è un luogo di culto antico, edificato intorno al pozzo dove fu martirizzato Papa Calisto I, nel 222. L’attuale edificio è del XVII secolo. È una Rettoria connessa alla Parrocchia di Santa Maria in Trastevere e affidata alla Comunità di Sant’Egidio, che vi svolge attività di culto e di catechesi, particolarmente per gli anziani e le persone con disabilità.

Chiesa San Callisto esterno Chiesa San Callisto interno

Sono circa trenta le persone, fra italiani e stranieri che normalmente vivono per strada, attualmente ospitati per la notte nella chiesa e nei locali attigui, opportunamente riscaldati e provvisti di letti e coperte e servizi igienici. Gli ospiti possono cenare dalle ore 19 in poi, presso la vicina mensa di Via Dandolo, e quindi accedere alla chiesa di San Calisto tra le 20 alle 22. La mattina lasciano l’edificio intorno alle ore 8. L’accoglienza è garantita dai volontari della Comunità di Sant’Egidio che sono presenti durante tutto l’orario di apertura e, a turno, anche la notte. Ogni ospite viene preso in carico dai volontari e accompagnato nella ricerca di soluzioni alle sue necessità materiali e di salute. Nei giorni successivi alla prima accoglienza si cercano, laddove è possibile, situazioni di accoglienza più stabili.

Elezioni Ecuador: lettera vescovi, candidati s’impegnino su lotta corruzione, rispetto vita, famiglia e custodia creato

Agensir.it - Fri, 2017-01-13 13:50

“Un patto per il bene comune”, che metta in secondo piano gli interessi particolari, un’attenzione alla sussidiarietà che valorizzi la famiglia e il valore sociale della proprietà e dell’iniziativa privata, “una chiara libertà di opinione e di espressione, a partire dal dialogo”. Lo chiedono i vescovi dell’Ecuador nel documento “Chiamati a camminare insieme”, diffuso ieri in vista delle elezioni presidenziali del prossimo 19 febbraio. Servono politici “che promuovono un autentico dialogo sociale”, si legge nel testo. Ancora, la Chiesa dell’Ecuador insiste sulla partecipazione e la corresponsabilità di tutti i cittadini, sulla solidarietà, sulla necessità di salvaguardare e valorizzare la diversità di culture portata dalla presenza dei popoli indigeni.
Rispetto a queste priorità l’episcopato chiede chiari impegni ai candidati sul primato dell’etica e sulla lotta alla corruzione, sul rispetto della vita dal concepimento fino alla morte naturale, sulla centralità della famiglia intesa come unione naturale di un uomo e di una donna, così come è chiaramente delineato nella Costituzione del Paese, sul rispetto per la creazione, mettendo in guardia soprattutto dall’“estrazione selvaggia di risorse naturali, soprattutto petrolifere e minerali, senza debite garanzie di consultazione previa con le comunità”. Infine, il documento auspica che le elezioni siano “un autentico evento civico, rispettoso e pacifico”, promettendo rispetto per la volontà popolare ma anche la “continuazione dell’impegno a favore del nostro Paese”.

Diocesi: Trapani, una giornata di giochi, preghiera e riflessioni

Agensir.it - Fri, 2017-01-13 13:41

Domenica prossima, 15 gennaio, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, la diocesi di Trapani propone un’intera giornata di iniziative. E’ organizzata dagli Uffici Migrantes, Pastorale sociale e il lavoro, Caritas, Laicato in collaborazione con Cif, Mcl e la partecipazione dell’Azione Cattolica e dell’Oratorio Salesiano. La giornata si aprirà dai salesiani con giochi, laboratori creativi e coreografici e un torneo di calcio tra i ragazzi dell’Azione Cattolica e dell’Oratorio e alcuni ragazzi ospiti di strutture di accoglienza per migranti. Dopo il pranzo condiviso, nel primo pomeriggio partirà una marcia per la pace che, attraversando una parte di via G.B. Fardella raggiungerà i locali dell’ex asilo Caritas, in via Errante. Dopo un momento di preghiera interreligiosa, alle ore 16.30 il vescovo Pietro Maria Fragnelli dialogherà  con il prefetto Giuseppe Priolo, il sindaco Vito Damiano e il questore Maurizio Agricola, fornendo una fotografia aggiornata del fenomeno degli sbarchi sul territorio, con particolare riferimento ai minori. Quindi spazio alla voce dei protagonisti: i minori immigrati che si trovano attualmente nel nostro territorio insieme ad alcuni operatori delle cooperative che si occupano dell’accoglienza: “Badia Grande, “L’Arca”, “Altea”, “Il principe” e la comunità dei nuclei familiari del Cameroun e il presidente della consulta comunale per gli stranieri residenti in città, Mourad Aissa. L’ultimo momento sarà dedicato alla presentazione delle Suore apostole del Sacro Cuore che presto apriranno una nuova casa a Trapani con l’obiettivo di rendersi disponibili per fare rete con chi s’impegna a favore dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti. Il pomeriggio sarà arricchito da momenti musicali con gli interventi del coro di Trentapiedi e di musica etnica a cura dei giovani migranti della cooperativa “Badia Grande”.

Diocesi: San Severo, mons. Checchinato è il nuovo vescovo

Agensir.it - Fri, 2017-01-13 13:37

Monsignor Giovanni Checchinato, del clero della diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, parroco e direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale scolastica e universitaria e per l’Insegnamento della religione cattolica, è il nuovo vescovo di San Severo. Lo ha nominato oggi papa Francesco, accettando contestualmente la rinuncia di monsignor Lucio Angelo Renna, che si ritira per raggiunti limiti di età.
Nato il 20 agosto 1957 a Latina, monsignor Checchinato ha compiuto il cammino di formazione al sacerdozio nel Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, dove ha conseguito il Baccalaureato in teologia. Ha proseguito gli studi per la specializzazione in Teologia morale all’Accademia Alfonsiana a Roma. Si è iscritto come dottorando presso la Pontificia università gregoriana a Roma e ha frequentato un corso di perfezionamento in Bioetica presso l’Università La Sapienza di Roma.
È stato ordinato sacerdote il 4 luglio 1981, incardinandosi nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno. Dopo l’ordinazione sacerdotale è stato vicario parrocchiale nella parrocchia San Francesco d’Assisi a Cisterna di Latina (1981-1988); insegnante di Etica professionale alla Scuola di formazione regionale per infermieri e insegnante di Etica filosofica e di Teologia morale presso l’Istituto di scienze religiose Paolo VI di Latina e presso il Seminario regionale di Anagni (1983-1991); assistente dell’Azione cattolica ragazzi (1981-1986); parroco della parrocchia San Pio X a Latina-Borgo Isonzo (1988-1992); assistente dell’Azione cattolica per i settori adulti e famiglie (1989-1994); direttore dell’Ufficio di Pastorale familiare, cofondatore e consulente etico del Consultorio diocesano (1989-2005); arciprete parroco della parrocchia San Cesareo, concattedrale di Terracina (1992-2005); rettore del Pontificio collegio leoniano di Anagni (2005-2015). Dal 2016 è parroco a Santa Rita.

Sinodo sui giovani: documento preparatorio, generazione sempre più “iperconnessa”, fondamentali “le scelte”

Agensir.it - Fri, 2017-01-13 13:37

“Le giovani generazioni sono oggi caratterizzate dal rapporto con le moderne tecnologie della comunicazione e con quello che viene normalmente chiamato ‘mondo virtuale’, ma che ha anche effetti molto reali”. È quanto si legge nel documento preparatorio del Sinodo sui giovani, in cui si fa notare che il mondo digitale “offre possibilità di accesso a una serie di opportunità che le generazioni precedenti non avevano, e al tempo stesso presenta rischi”. Per questo è “di grande importanza mettere a fuoco come l’esperienza di relazioni tecnologicamente mediate strutturi la concezione del mondo, della realtà e dei rapporti interpersonali e con questo è chiamata a misurarsi l’azione pastorale, che ha bisogno di sviluppare una cultura adeguata”. Nel testo, si evidenzia la centralità delle “scelte” che sono chiamati a compiere i giovani, in un contesto di “fluidità e precarietà”. Oggi, la denuncia, “si rifiuta che costruire un percorso personale di vita significhi rinunciare a percorrere in futuro strade differenti: ‘Oggi scelgo questo, domani si vedrà’. Nelle relazioni affettive come nel mondo del lavoro l’orizzonte si compone di opzioni sempre reversibili più che di scelte definitive”. In questo contesto, “i vecchi approcci non funzionano più e l’esperienza trasmessa dalle generazioni precedenti diventa rapidamente obsoleta”. “Rischia”, perché “chi non rischia non cammina”, l’imperativo ai giovani sulla scorta del Papa, anche se gli ostacoli sono tanti. Il mondo degli adulti, da parte sua, deve rispondere a quell'”emergenza educativa” già segnalata da Benedetto XVI.  “L’innovazione sociale esprime un protagonismo positivo che ribalta la condizione delle nuove generazioni”, l’assunto del documento: “Da perdenti che chiedono protezione dai rischi del mutamento a soggetti del cambiamento capaci di creare nuove opportunità. È significativo che proprio i giovani – spesso rinchiusi nello stereotipo della passività e dell’inesperienza – propongano e pratichino alternative che mostrano come il mondo o la Chiesa potrebbero essere. Se nella società o nella comunità cristiana vogliamo far succedere qualcosa di nuovo, dobbiamo lasciare spazio perché persone nuove possano agire”.

Elezioni Ecuador: lettera vescovi, “partecipare in modo corresponsabile alla vita pubblica”

Agensir.it - Fri, 2017-01-13 13:30

“La Chiesa è cosciente dell’importanza di queste elezioni, che segneranno il futuro del nostro Paese. Come cattolici e come cittadini abbiamo il compito di partecipare in modo corresponsabile alla vita pubblica. È necessario approfondire i programmi e le migliori risposte alle necessità del Paese, ma anche ai principi morali e ai comportamenti democratici ed etici dei candidati”. È quanto si legge nella lettera – un articolato documento di 17 pagine – scritta dalla Conferenza episcopale dell’Ecuador e presentata ieri a Quito, in vista delle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo 19 febbraio e che vedono ai nastri di partenza otto candidati. L’attuale presidente di sinistra Rafael Correa non può ricandidarsi e ha lanciato la candidatura dell’ex vicepresidente Lenin Moreno, che è attualmente in testa nei sondaggi, ma potrebbe essere costretto al ballottaggio con il moderato Guillermo Lasso (Movimiento Creo) o con Cynthia Viteri (Partido social cristiano). Il superamento della povertà, la dignità della persona umana il bene comune, la sussidiarietà, il dialogo nei diversi ambiti della vita civile, la solidarietà e il rispetto per le diverse culture sono alcuni dei punti toccati dai vescovi. Tra i punti programmatici, al primo posto viene per i vescovi il superamento della povertà: si fa riferimento in particolare ai molti disoccupati, ai popoli indigeni che chiedono il rispetto della propria identità, ai poveri che chiedono una maggiore assistenza. “Abbiamo bisogno di costruire una società più giusta e solidale, con un autentico sviluppo integrale”, si legge nel documento. Inoltre, si assiste “a situazioni laceranti di povertà che condizionano la dignità della persona, specialmente nel mondo rurale e nei quartieri periferici delle maggiori città. La cura e la promozione delle persone povere deve illuminare qualsiasi programma”.

Crimini adolescenti

Marco Pozza - Fri, 2017-01-13 13:23

Chiunque abbia avuto a che fare con adolescenti sa che, complice l’esplosione ormonale cui sono sottoposti, l’aggressività, verbale (ma anche fisica) di cui sono capaci arriva a livelli altissimi ed innescare la miccia è molto più facile di quanto si possa immaginare. Quindi non dovrebbe stupire leggere episodi di violenza che li riguardino in prima persona, dal bullismo alla violenza privata. Resta tuttavia difficile rimanere impassibili di fronte ad un omicidio, per di più se il ragazzo uccide i propri genitori, in modo premeditato. Che non si

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Salesiani: da oggi online l’e-book “Cosa ti direbbe lui?”, dialogo immaginario su Whatsapp con don Bosco

Agensir.it - Fri, 2017-01-13 13:22

Sarà da oggi online il primo ebook di Salesiani per il sociale – Federazione Scs/Cnos. “Cosa ti direbbe lui? 30 cit.Azioni alla #DonBosco maniera” è una pubblicazione “voluta e realizzata dall’ufficio nazionale per celebrare il mese dedicato al santo dei giovani”, si legge in un comunicato – trenta consigli di Don Bosco, riletti in chiave moderna, adatti ad ogni situazione del giorno”. L’intento è far sì che i pensieri e le riflessioni del Santo “parlassero alla nostra quotidianità”. Di qui un “mezzo moderno come le chat”. L’ebook contiene trenta situazioni in cui ciascuno può trovarsi, in qualunque età della vita. “Abbiamo immaginato – prosegue il comunicato – che il protagonista della situazione potesse contattare o essere contattato su WhatsApp da Don Bosco, proprio come i suoi ragazzi a Valdocco, per instaurare un dialogo con quel padre, maestro ed amico che tiene davvero alla loro felicità”. L’ebook è stato curato da Mariana Ciavarro, pedagogista sociale e animatrice dell’oratorio salesiano di Sulmona (L’Aquila). I disegni interni sono stati realizzati da Stefania Gagliano, illustratrice d’infanzia e cooperatrice salesiana. “Abbiamo pensato a questo ebook per celebrare il nostro ‘padre, maestro ed amico’ Don Bosco, ‘l’apostolo della buona stampa’ come fu definito per la sua grande produzione letteraria, buona parte della quale a favore dei giovani”, sottolinea don Giovanni D’Andrea, presidente di Salesiani per il sociale, auspicando che possa essere di stimolo alla riflessione e al cammino interiore dei destinatari. L’ebook è scaricabile gratuitamente all’indirizzo www.salesianiperilsociale.it/ebook in formato
epub (per lettori di libri digitali) o in pdf (per dispositivi Windows o Macintosh).

Sinodo sui giovani: documento preparatorio, giovani non “contro” ma “senza Dio”. Vogliono Chiesa “più vicina alla gente”

Agensir.it - Fri, 2017-01-13 13:21

“Tendenzialmente cauti nei confronti di coloro che sono al di là della cerchia delle relazioni personali, i giovani nutrono spesso sfiducia, indifferenza o indignazione verso le istituzioni”. È l’analisi del documento preparatorio del Sinodo sui giovani. “Questo non riguarda solo la politica, ma investe sempre più anche le istituzioni formative e la Chiesa, nel suo aspetto istituzionale”, si legge nel testo diffuso oggi: “La vorrebbero più vicina alla gente, più attenta ai problemi sociali, ma non danno per scontato che questo avvenga nell’immediato”. Tutto ciò si svolge “in un contesto in cui l’appartenenza confessionale e la pratica religiosa diventano sempre più tratti di una minoranza e i giovani non si pongono ‘contro’, ma stanno imparando a vivere ‘senza’ il Dio presentato dal Vangelo e ‘senza’ la Chiesa, salvo affidarsi a forme di religiosità e spiritualità alternative e poco istituzionalizzate o rifugiarsi in sette o esperienze religiose a forte matrice identitaria”. “In molti luoghi la presenza della Chiesa si va facendo meno capillare e risulta così più difficile incontrarla – si fa notare nel documento – mentre la cultura dominante è portatrice di istanze spesso in contrasto con i valori evangelici, che si tratti di elementi della propria tradizione o della declinazione locale di una globalizzazione di stampo consumista e individualista”.

Mi piaci: sei il mio piacere

Marco Pozza - Fri, 2017-01-13 10:02

Tania Brassesco Lazlo Passi Norberto Pot Pourri 2010

Ha lasciato che il mondo andasse com'era sempre andato. Per trent'anni accettò il mondo così come l'aveva trovato: impastato di perversa fatalità. Di straordinario non fece nulla: «(A Nazareth) Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2,52). Visse accontentandosi delle cose ordinarie: più che a preparare, le cose straordinarie servono a distrarre: «Gesù ha fatto per trent'anni una povera giornata, ma era certo che sarebbe venuto il giorno. E si è mantenuto libero per quel giorno»

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Notizie Sir del giorno: corridoi umanitari, duplice omicidio, “Silence”, card. Bagnasco all’Europarlamento

Agensir.it - Thu, 2017-01-12 20:30

Profughi: nuovi corridoi umanitari promossi da Cei e Sant’Egidio

Firmato oggi al Viminale il protocollo di intesa per l’apertura di nuovi corridori umanitari che permetteranno l’arrivo in Italia, nei prossimi mesi, di 500 profughi eritrei, somali e sud-sudanesi, fuggiti dai loro Paesi per i conflitti in corso. A siglare il “protocollo tecnico” quattro soggetti: la Conferenza episcopale italiana (che agirà attraverso la Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes) con il segretario generale, monsignor Nunzio Galantino, e la Comunità di Sant’Egidio con il suo presidente, Marco Impagliazzo, come promotori; il sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione, e il direttore delle Politiche migratorie della Farnesina, Cristina Ravaglia, per lo Stato italiano. Le parole di monsignor Galantino. (clicca qui)

Duplice omicidio a Ferrara: mons. Negri, “non trascurare la responsabilità educativa”

“Non è più tempo per trascurare la nostra responsabilità educativa, non possiamo lasciare che i giovani crescano senza nessuna regola, senza nessun ideale”. Così monsignor Luigi Negri, vescovo di Ferrara-Comacchio, commenta l’efferato omicidio nel ferrarese di una coppia compiuto dal figlio e da un amico. Accanto a quella del vescovo anche altre “voci cattoliche”. (clicca qui)

Europa: card. Bagnasco al Parlamento Ue, politica è “servire il popolo”

La politica “è necessaria, fa parte della vita, e significa precisamente rappresentare il popolo e servirlo”. Il presidente della Cei e dei vescovi europei (Ccee), cardinale Angelo Bagnasco, in visita al Parlamento europeo, a Bruxelles, riprende la definizione di Paolo VI della politica “come forma alta della carità”, che “ha una sua nobiltà”, anche se “talvolta i cattivi esempi la squalificano”. (clicca qui)

Cinema: esce nelle sale “Silence” di Martin Scorsese

Presentato in anteprima nella Filmoteca Vaticana della Santa Sede, esce oggi nelle sale cinematografiche “Silence” di Martin Scorsese, film sulla persecuzione dei padri gesuiti e della comunità cristiana nel Giappone del ‘600. (clicca qui)

Cultura: muore il semiologo Gianfranco Bettetini

Si spegne a Milano Gianfranco Bettetini, critico letterario e regista, padre con Umberto Eco della semiotica applicata allo studio dei media. Avrebbe compiuto 84 anni il prossimo 16 gennaio. (clicca qui)

Papa Francesco: domenica 15 in visita a parrocchia romana

Papa Francesco visiterà nel pomeriggio di domenica prossima la comunità parrocchiale di Santa Maria a Setteville di Guidonia (Rm). Ne dà notizia oggi la diocesi di Roma. Eretta nel 1973, la parrocchia oggi conta circa 6mila abitanti. (clicca qui)

Ora di religione: martedì 17 presentazione della quarta indagine nazionale

Verrà presentata martedì 17 gennaio alle 16 a Roma la quarta indagine nazionale sull’insegnamento della religione cattolica (Irc), edita da Elledici. La ricerca ha coinvolto 3.000 insegnanti di religione e oltre 20.000 studenti. (clicca qui)

 

 

Funerali don Armandi: mons. D’Ercole, “ci ha lasciato un messaggio di speranza”

Agensir.it - Thu, 2017-01-12 20:29

“Don Francesco che quest’oggi salutiamo lascia un grande ricordo nelle realtà di Pescara del Tronto, Arquata Piedilama, Tufo, Borgo, Capodacqua, Pretare dove lui ha trascorso quasi tutto il suo sacerdozio. Se Papa Francesco ha detto ai sacerdoti ‘siate pastori con l’odore delle pecore’, don Francesco ha vissuto totalmente in mezzo alla sua gente. Io così l’ho conosciuto e così lo ricordo anche negli ultimi giorni della sua vita. È stato un fratello di tutti”. Così monsignor Giovanni D’ Ercole, vescovo della diocesi di Ascoli Piceno, nell’omelia per i funerali di don Francesco Armandi, il parroco di Arquata del Tronto che sin dalla notte del 24 agosto è stato da sempre vicino e in prima linea tra le macerie alla sua comunità di cinque frazioni duramente colpite dal terremoto del 24 agosto. Commozione e dolore tra i fedeli nella chiesa dei Frati Cappuccini di Offida, cittadina del Piceno in cui è nato il sacerdote. A sorpresa è arrivato anche Vasco Errani, commissario straordinario del Governo per la ricostruzione. “La missione di don Francesco è stata quella di trasmettere a quanti ha incontrato la fede attraverso quelle tradizioni che vanno conservate e vissute con passione perché ci richiamano alla storia del passato ma ci aiutano anche a vivere – ha proseguito il vescovo di Ascoli -. Il messaggio che questo sacerdote ci ha lasciato è un messaggio di speranza. Ci lascia una eredità spirituale che va oltre la morte”.

“Uniti ce la faremo, come tu ci hai insegnato”. Con questo messaggio i concittadini di don Francesco Armandi hanno voluto salutare il loro parroco che li ha seguiti per ben 47 anni. A pronunciare queste parole una signora di Capodacqua, frazione di Arquata del Tronto a nome di tutti i parrocchiani. “Ciao don Francesco, ora non ci sei più a guidarci e spronarci con la tua presenza costante. Trovavi il tempo per tutti e per tutto. Ricordo quando arrivavi un po’ in ritardo per la Santa Messa e ti scusavi con noi per averci fatto aspettare. Poi dall’altare ci ringraziavi perché ti facevamo trovare tutto pronto. Ci notavi, ci volevi bene e noi sapevamo di poter contare sempre su di te. Ti sei sempre prodigato per tutti noi. Ora ci sentiamo orfani. Grazie per tutto ciò che hai fatto per noi. Ti promettiamo di mettercela tutta per portare avanti le cose che tu avevi iniziato e avevi paura di non riuscire a vedere terminate. Sarà dura senza di te ma uniti ce la faremo come tu ci hai insegnato. Grazie don Francesco”.

Diocesi: Carpi, Istituto Nazareno cede ramo d’azienda a Cooperativa sociale Nazareno. Tutelati 260 studenti e 30 posti di lavoro

Agensir.it - Thu, 2017-01-12 20:23

A Carpi, a conclusione di un lungo percorso iniziato nel 2014, diventerà presto operativa la cessione del ramo d’azienda “formazione professionale” del Cfp Nazareno, quale parte cedente, a Morphè, società cooperativa, facente parte della Cooperativa Nazareno, in qualità di cessionario. Lo riferisce un comunicato della diocesi informando della nascita della nuova società cooperativa sociale “Cfp Nazareno cooperativa sociale”. Un’operazione giuridica ed economica che vede coinvolte due realtà storiche del territorio: il Centro professionale Nazareno e la Cooperativa sociale Nazareno, dedita all’accoglienza e all’assistenza di persone disabili. La sinergia tra le due realtà, prosegue la nota, “è stata resa possibile mediante il coinvolgimento e la disponibilità di tutti i soggetti interessati e soprattutto grazie all’intervento del vescovo, monsignor Francesco Cavina”. La cessione del ramo d’azienda “acquisisce un valore essenziale per la prosecuzione dell’attività di formazione dei giovani alla professione della ristorazione, svolta dall’Istituto Nazareno”, negli ultimi anni “fortemente penalizzata da alcuni eventi legati al finanziamento della conduzione dei corsi da parte delle istituzioni preposte (Ue e Regione Emilia-Romagna)”. L’operazione consente di tutelare i 30 posti di lavoro dei dipendenti, garantisce ad oltre 200 giovani in obbligo formativo e di istruzione la possibilità di proseguire il percorso di apprendimento e consente a circa 60 adulti disoccupati o in condizioni di svantaggio di seguire corsi formativi per riqualificarsi e immettersi nuovamente nel mercato del lavoro. “Garantire continuità all’opera educativa dell’ente”, spiega mons. Cavina, è stata “la prima preoccupazione”. Di qui “un matrimonio che non ha nulla di ‘innaturale’, in quanto “si sono unite due realtà, l’Istituto e la Cooperativa, che nascono dalla stessa sorgente, don Ivo Silingardi”.

Duplice omicidio a Ferrara: D’Amato (sociologa), “immaturità e onnipotenza” che portano ad “eliminare l’ostacolo”

Agensir.it - Thu, 2017-01-12 20:20

“Oggettivamente, noi non sappiamo ancora nulla del percorso affettivo e psicologico di questi due ragazzi, ma l’efferatezza, la premeditazione, il gesto di fare a pezzi le proprie vittime, di romperli come se fossero giocattoli cattivi dice di una grande immaturità che definisce l’onnipotenza”. A consegnare al Sir questa “lettura” del duplice omicidio del ferrarese è Marina D’Amato, docente di sociologia presso l’Università Roma Tre. Riccardo, il sedicenne che ha “pagato” l’amico con mille euro per evitare di “agire” di persona e di “sporcarsi le mani”, da quanto riportano le cronache non avrebbe accettato i rimproveri dei genitori, in particolare della madre, “in sostanza – spiega D’Amato – l’invito all’impegno e alla fatica per ottenere un risultato, prodromi dell’età adulta”. Un ragazzo descritto sempre alla moda e con l’ultimo modello di smartphone, che “rifiuta di diventare grande, un immaturo centrato su se stesso”, frutto di “una società che favorisce la mentalità dell’ottenere tutto senza fatica – anche attraverso le vincite milionarie in tv – e il culto della bellezza e dell’immagine”. Un tempo, osserva l’esperta, in caso di conflitto con i genitori, i ragazzi fuggivano di casa “per costruirsi come individui sociali”. Riccardo “ha invece pensato di rimanere a casa eliminando l’ostacolo, rifiutando la fatica e il rischio di una fuga e dimostrando una volta di più di non volersi mettere in gioco”. Insomma, “l’avversario si uccide: purtroppo oggi i nostri ragazzi crescono in un mondo in cui la violenza è un evento ‘quotidiano’, previsto nell’immaginario delle attuali generazioni”. Il figlio, osserva D’Amato, non è l’esecutore materiale, “ma tra i due il peggiore è lui, non l’amico debole, plagiato e attratto da una promessa di denaro”. Tuttavia, secondo la sociologa, “a fronte di questi due in Italia ci sono 15 milioni di giovani. Non dimentichiamo quanti sono ancora oggi i ragazzi sani”.

Emergenza freddo: Puddu (Caritas Cagliari), potenziati accoglienza e assistenza di strada per senza fissa dimora

Agensir.it - Thu, 2017-01-12 20:18

In questi giorni di grande freddo la Caritas diocesana di Cagliari ha potenziato le attività ordinariamente realizzate in favore delle persone senza dimora, attualmente 130 di cui 30 donne e 100 uomini “condannati al destino dell’invisibilità e della marginalità legata alla mancanza di una casa, di un progetto, di un’identità o di una semplice opportunità di vita”, spiega al Sir Anna Puddu, che in Caritas si occupa specificamente di homeless. Il servizio è articolato in moduli integrati che promuovono azioni in luoghi diversi: l’unità operativa di strada e il centro di pronta accoglienza di Villa Asquer. Con l’emergenza freddo è stata potenziata l’attività dell’unità mobile di strada, che ha iniziato ad operare sul territorio nel 2013 e “rappresenta per eccellenza la volontà della diocesi” di essere “chiesa che esce al servizio dei più deboli”, sottolinea Puddu, e che ora “effettua tre uscite settimanali notturne (lunedì, mercoledì e venerdì) raggiungendo le zone ad elevata frequentazione” dei senza dimora. Il servizio offre “assistenza (viveri, bevande, coperte), ascolto e orientamento rispetto all’offerta sociosanitaria territoriale, supporto e accompagnamento sociale”. La Caritas ha inoltre aumentato la disponibilità di posti letto presso Villa Asquer che attualmente ospita 45 homeless. Ad erogare i servizi è un’équipe di volontari della Caritas diocesana e della Comunità di Villaregia “che prestano la propria attività in modo spontaneo e gratuito, senza fini di lucro anche indiretto, ed esclusivamente per fini di solidarietà sociale”.

Minori migranti: Garante per l’infanzia, al via monitoraggio strutture prima accoglienza

Agensir.it - Thu, 2017-01-12 20:06

La Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano inizierà domani a Firenze il programma di monitoraggio delle strutture di prima accoglienza per i minori non accompagnati.  “Il monitoraggio è funzionale alla verifica dei sistemi di accoglienza: solo così si potrà rendere effettivo il processo di integrazione nonché la tutela e il rispetto dei diritti di tutte le persone di minore età, nessuno escluso”, spiega Albano, che annuncia il piano di visite alle strutture di prima accoglienza dei minori non accompagnati, in particolare le nuove strutture gestite dal Ministero dell’Interno.  “Il numero dei minori non accompagnati che giungono nel nostro Paese ha visto un notevole aumento negli ultimi mesi e necessita dell’individuazione di una risposta adeguata – dichiara – Pertanto, in ragione dei compiti attribuiti all’Autorità Garante volti alla tutela dei minori e nella consapevolezza degli sforzi fatti finora nel nostro Paese per passare da una logica emergenziale a un sistema ordinato di gestione di tale fenomeno, ho deciso di attivare un programma di monitoraggio nazionale che partirà da Firenze e avrà una programmazione cadenzata”.

Volontariato: Caritas Roma, al via le iscrizioni al corso base per volontari

Agensir.it - Thu, 2017-01-12 20:02

Iniziano oggi le iscrizioni al Corso base di formazione al volontariato promosso dalla Caritas di Roma. Il corso consiste in dieci incontri strutturati in moduli base e in approfondimenti:  comincerà il 20 febbraio per concludersi il 13 aprile. La formazione è indirizzata non solo a quanti desiderano impegnarsi nei centri Caritas, ma anche a coloro interessati ad approfondire le tematiche e gli aspetti del volontariato. Gli incontri, che comprendono sia aspetti teorici – teologia e pastorale della carità, dinamiche di lavoro di rete, conoscenza dei servizi sociali – che esperienze di tirocinio, saranno tenuti da operatori Caritas insieme ad esperti del mondo del volontariato e dei servizi sociali pubblici e privati, e si svolgeranno in orari diversi e sedi dislocate in tutta la città per favorire il più possibile la partecipazione.  Chi lo desidera, al termine del corso, potrà operare come volontario nei 45 centri della Caritas a livello diocesano in attività a favore dei senza dimora, dell’integrazione dei cittadini immigrati, nella promozione della solidarietà al fianco dei giovani in difficoltà, delle famiglie, dei malati di Aids. Per iscrizioni – fino al 17 febbraio – rivolgersi all’Area Educazione al Volontariato della Caritas diocesana di Roma, telefono 06.88815150, dal lunedì al venerdì ore 9-16: volontariato@caritasroma.it. Il programma completo del corso è disponibile sul sito www.caritasroma.it

Ue-Chiese: visita card. Bagnasco all’Europarlamento. Sassoli, “persona e comunità al centro della politica”. Gli spunti emersi dagli eurodeputati

Agensir.it - Thu, 2017-01-12 19:57

(Bruxelles) “Sentiamo forte il senso di una crisi profonda. La quale tocca la vita quotidiana, i valori su cui si fonda la convivenza. Per questa ragione occorre rimettere al centro della nostra riflessione, e della costruzione europea, la persona e la comunità”. David Sassoli, vicepresidente dell’Europarlamento, ha svolto un’analisi a partire dalla storia europea nel corso dell’incontro tra deputati e cardinale Angelo Bagnasco a Bruxelles. Sassoli ha rimarcato il “ruolo positivo esercitato, in anni bui della storia del continente, dalla cultura cattolica. Anche oggi abbiamo bisogno del contributo degli intellettuali” per “affrontare le difficoltà presenti e preparare il futuro” d’Europa. L’incontro con il presidente della Cei e del Ccee ha consentito a diversi europarlamentari di condividere preoccupazioni personali e spunti politici. Elisabetta Gardini ha indicato il fatto che “talvolta, sui diritti umani bisogna avere il coraggio di andare controcorrente”. Per Silvia Costa il “dialogo tra culture e religioni deve trovare maggiore considerazione ed essere trasversalmente presente nelle politiche” dell’Ue. Massimiliano Salini ha affermato l’urgenza di un recupero della ragione: “qui tante volte non si è fedeli alle radici giudaico-cristiane del continente, ma neanche alle conquiste dell’illuminismo”.
Caterina Chinnici ha ricordato come “i cittadini vedano l’Europa lontana da sé” ed è “dunque necessario recuperare il cuore, i valori, l’anima della politica”. Isabella De Monte ha segnalato il “doveroso impegno per contrastare la povertà, a ogni livello”; Brando Benifei ha ricordato l’attenzione necessaria verso le giovani generazioni, a partire dal lavoro; Damiano Zoffoli ha insistito sul fatto che l’Ue deve “rispettare e valorizzare le diversità, evitando ogni forma di omologazione forzata”. Nicola Danti ha auspicato un impegno “rinnovato della Chiesa nel rimettere al centro la formazione all’impegno sociale e politico”.

Rogo Sesto Fiorentino: Medu, “ennesima, odiosa morte annunciata e prevedibile”

Agensir.it - Thu, 2017-01-12 19:46

“Un’ennesima, odiosa, morte annunciata e prevedibile”: così Medici per i diritti umani (Medu) commenta la morte di A. M. nell’incendio divampato la scorsa notte nello stabile occupato dell’ex mobilificio Aiazzone nel Comune di Sesto Fiorentino. Aveva 38 anni, era di origine somala, titolare di protezione internazionale in Italia e viveva a Firenze dal 2008, per un breve periodo in un centro di accoglienza, poi sempre in edifici occupati, in assenza di alternative.  L’incendio, causato da una stufa o da un corto circuito, si è scatenato al secondo piano di un edificio dismesso da anni e occupato nel dicembre 2014 dal Movimento di Lotta per la Casa per fornire un alloggio a un gruppo di rifugiati senza fissa dimora provenienti soprattutto dalla Somalia. Medici per i diritti umani opera nello stabile da maggio 2015 prestando assistenza sanitaria ai suoi abitanti. Già a gennaio 2016, in seguito al taglio della corrente da parte dell’azienda Acea e al successivo tentativo di sgombero dell’edificio, Medu aveva denunciato le gravi problematiche strutturali ed igienico-sanitarie dello stabile, evidenziando le pessime condizioni di vita degli abitanti e richiedendo al Comune di Sesto Fiorentino l’immediata convocazione di un tavolo con le associazioni e i movimenti. All’interno dello stabile erano presenti circa 70 persone, tutti titolari di un permesso di soggiorno per protezione internazionale.  “Che si possa morire in una condizione di così grave precarietà e degrado, non stupisce – afferma Medu -. A.M. non è stato vittima solo delle fiamme, ma alla sua morte hanno contribuito un percorso di accoglienza ed integrazione incapace di generare inclusione sociale, la mancanza di reti sociali e familiari, l’impossibilità di accedere a diritti fondamentali, come quello all’abitazione, la passività delle istituzioni”. Medu torna a chiedere con forza “un’assunzione di responsabilità, quanto meno nei confronti dei sopravvissuti, da parte delle istituzioni locali, in primo luogo i Comuni di Sesto Fiorentino, Firenze e di tutta l’area metropolitana, e nazionali, garantendo una sistemazione abitativa dignitosa, rapida e sicura alle persone che attualmente si trovano in strada, anche in considerazione delle condizioni atmosferiche di questi giorni”.

 

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