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Università Cattolica: omaggio al card. Comastri per sua “testimonianza di servizio alla persona e in particolare al malato”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 17:00

L’Università Cattolica del Sacro Cuore rende oggi omaggio al card. Angelo Comastri, vicario generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano, per esprimere “la stima dell’intera comunità accademica per la sua testimonianza di servizio alla persona e in modo del tutto particolare al malato”. È quanto si legge nelle motivazioni dell’omaggio dell’Ateneo al porporato in occasione della celebrazione odierna della solennità del Sacro Cuore di Gesù in corso nella sede romana dell’Università Cattolica. Alla cerimonia, aperta dal rettore Franco Anelli, intervengono il preside della Facoltà di Medicina e chirurgia Rocco Bellantone, il presidente e il direttore generale della Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli, rispettivamente Giovanni Raimondi ed Enrico Zampedri, il direttore della sede di Roma Fabrizio Vicentini. Interesse per la formazione delle nuove generazioni e per “la ricerca scientifica condotta nel rispetto della dignità della persona”, “grande sensibilità per il mondo della sofferenza” sono i motivi dell’omaggio. Esemplare “l’instancabile e generoso servizio prestato al santuario lauretano come delegato pontificio”. La chiamata di Giovanni Paolo II, più volte “illustre ospite” del Policlinico Gemelli, a servire la Chiesa come suo vicario per lo Stato della Città del Vaticano “ha confermato questa grande attenzione” verso gli emarginati, confermata anche dall’amicizia con madre Teresa di Calcutta, laureata honoris causa della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Ateneo e nella quale, si legge ancora nelle motivazioni “possiamo anche noi riconoscere una comune guida”. Il card. Comastri, conclude il testo, ha sempre accolto gli inviti dell’Università Cattolica per aiutare “ad accompagnare cristianamente, anche alla luce dell’insegnamento e della testimonianza di Papa Francesco, coloro che sono chiamati ad affrontare l’esperienza della malattia e della sofferenza”.

Pastorale migratoria: padre Natoli (Palermo), “cercare forme di integrazione, ma non assimilazione”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 16:40

“È molto importante che le radici culturali e religiose di ogni gruppo etnico debbano essere custodite e conservate” ed è “importante superare l’inevitabile isolamento etnico che esso può produrre se non si realizza un ‘dinamismo dell’incontro’ che permette di costruire l’unico popolo di Dio, l’unica Chiesa di Gesù Cristo, l’unica comunità degli uomini che superi e colmi le distanze tra le diverse ‘isole’ dell’arcipelago umano formato dalle differenti comunità etniche”. A dirlo oggi pomeriggio padre Sergio Natoli dell’Ufficio Migrantes di Palermo, davanti ai circa 70 partecipanti al corso di formazione in pastorale migratoria, promosso a Roma dalla Fondazione Migrantes. Per padre Natoli, che ha fatto un excursus sulla mobilità umana in Italia e nel mondo, tutti i migranti che vivono nel medesimo territorio e “noi insieme a loro siamo interpellati, in questo mondo interconnesso, a camminare con due gambe: una è quella dell’appartenenza etnica e l’altra quella della nuova cultura nella quale il migrante ha scelto di vivere. L’accoglienza vicendevole delle diversità, specialmente tra i cristiani, è una ricchezza che fa vivere a tutti e a ciascuno la ‘cattolicità’. Tutti, nativi e migranti, in questo incontro diventano segno comprensibile della cattolicità della Chiesa nel medesimo territorio e permette a tutti di essere un segno profetico di unità nella comunità degli uomini”.
Bisognerà, ha proseguito il religioso, sempre più “dialogare con quanti sono portatori di altre culture, promuovendo e cercando forme di integrazione, ma non assimilazione. Vivere nel medesimo territorio con uomini e donne provenienti da altre culture spesso può disorientare”. E parlando di integrazione ha sottolineato che “l’integrazione non è una strada a senso unico, non è cammino da percorrere solo dall’immigrato, ma anche dalla società di arrivo, che, a contatto con lui, scopre la sua ‘ricchezza’, cogliendone i valori della cultura. La vera integrazione quindi si realizza là dove l’interazione tra gli immigrati e la popolazione autoctona non si limita al solo campo economico-sociale, ma si attua in pienezza, comprendendo anche l’ambito culturale. Ambedue le parti, comunque, devono essere disposte a farlo, giacché motore dell’integrazione è il dialogo, e ciò presuppone un rapporto reciproco”. Nella giornata di oggi è intervenuto all’incontro anche padre Luigi Sabbarese della Pontificia Università Urbaniana che ha trattato il tema dei migranti e i sacramenti dell’iniziazione cristiana.

Brasile: corruzione, il presidente Temer in stato di accusa

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 16:26

(DIRE-SIR) – “Governo con le spalle al muro”: è il titolo scelto oggi dalla “Folha de S. Paulo”, uno dei principali quotidiani del Brasile, per le accuse di corruzione mosse al presidente Michel Temer dalla Procura generale.
All’origine dell’atto giudiziario ci sono tangenti che sarebbero state versate da un dirigente di Jbs, una società di lavorazione della carne. Perché il procedimento a carico di Temer possa continuare è ora necessario il via libera della Camera bassa del Parlamento. Le forze politiche che sostengono il presidente sarebbero intenzionate a impedire il raggiungimento del quorum, di due terzi.

(www.dire.it)

Parlamento Ue: Guzzetti (Fondazione Cariplo), “housing sociale è edilizia privata che risponde a esigenza pubblica. Un esempio per l’Europa”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 16:13

(Bruxelles) Giovani coppie, anziani, immigrati che lavorano, studenti fuori sede: sono alcuni dei soggetti che necessitano di alloggi a buon prezzo, in Italia ma anche nel resto d’Europa. Anche ad essi risponde l’housing sociale, edilizia privata che, unendo forze diverse, risponde a una domanda sociale crescente. Lo ha spiegato oggi a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo, Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, che è il soggetto finanziario che promuove questa “esperienza italiana di valore europeo”, una “buona pratica” in grado di mettere a disposizione case a chi ne ha necessità. Nell’ambito di un convegno sull’argomento, Guzzetti ha spiegato le origini storiche dell’housing sociale e ne ha poi tracciato i contorni sul piano finanziario, territoriale e sociale. Le “aree a buon mercato” sono messe a disposizione dai Comuni, mentre la “finanzia a buon mercato” proviene da Fondazione Cariplo e può provenire da altri soggetti. Interventi di edilizia – già realizzati in diverse località, come ad esempio a Milano e Crema – che spesso si accompagnano “a strutture e servizi sociali”, come ad esempio scuole materne, e che “vorrebbero anche cambiare il modo di convivere”, di “abitare in un modo nuovo la città”, creando reti e relazioni fra chi abita in queste centinaia di alloggi. “L’obiettivo della nostra presenza qui a Bruxelles è portare un’esperienza lombarda e italiana che funziona e sollevare un input in vista di possibili finanziamenti europei”, ha aggiunto Guzzetti, ad esempio provenienti dal Piano Juncker.

Siria: Acs, ad Aleppo al via la campagna “Una goccia di latte” per 2850 bambini

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 15:51

Si chiama “Una goccia di latte”, ed è il programma messo in campo da Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) per donare l’alimento ogni mese a 2850 bambini, appartenenti a 1500 famiglie cristiane di Aleppo, la martoriata città siriana. La Fondazione finanzia il progetto dal 2015 e nei giorni scorsi ha stanziato un nuovo contributo di 225mila euro, che assicurerà il latte a tutti i bambini cristiani al di sotto dei 10 anni. Il costo di una confezione di latte in polvere è di circa 3mila lire siriane, l’equivalente di 5 euro. Una cifra che per molte famiglie è insostenibile. Il salario medio è infatti di appena 30mila lire siriane, 50 euro, e molti dei cristiani sono rimasti disoccupati a causa della guerra. Dall’inizio della guerra nel 2011, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha sostenuto i cristiani in Siria con numerosi interventi, per un totale di 18 milioni di euro. “Progetti come ‘Una goccia di latte’ sono determinanti per aiutare le famiglie cristiane rimaste ad Aleppo – spiega il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro – e per rassicurare quei cristiani che desiderano tornare nella loro città. E fortunatamente ve ne sono, come attesta il crescente numero di bambini che beneficiano del progetto”. Soltanto nell’ultimo mese, infatti, sono stati registrati 120 nuovi bambini. “Sapere di avere un sostegno è fondamentale per le famiglie che tornano ad Aleppo”, afferma il medico Nabil Antaki, notando come di fronte a una comunità decimata quale quella dei cristiani aleppini, sia urgente sostenere i bambini. “Loro sono il futuro afferma -. La guerra li ha privati della loro innocenza, noi possiamo almeno farli crescere sani e forti”.

Papa Francesco: su Tv2000 il Concistoro con 5 nuovi cardinali e la messa Pietro e Paolo

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 15:31

Il Concistoro ordinario pubblico per la creazione di cinque nuovi cardinali e la Messa per la festa dei Santi Pietro e Paolo. Sono i due appuntamenti con Papa Francesco, in programma il 28 e 29 giugno, trasmessi da Tv2000 in collaborazione con il Centro Televisivo Vaticano.
Domani, mercoledì 28 giugno, a partire dalle 15.50, lo speciale de “Il diario di Papa Francesco”, condotto da Gennaro Ferrara, e le celebrazioni con l’imposizione della berretta, la consegna dell’anello e l’assegnazione del titolo o diaconia ai cinque nuovi cardinali creati da Francesco. Approfondimenti e collegamenti da piazza San Pietro con gli inviati. Ospiti in studio: il direttore de “Il Sismografo” Luis Badilla e il vaticanista Gianni Valente.
Giovedì 29 giugno dalle 9.30 in diretta dalla basilica vaticana il Papa benedice i sacri Palli, destinati ai nuovi arcivescovi metropoliti e celebra la Messa per i Santi apostoli Pietro e Paolo. A mezzogiorno la recita dell’Angelus.

Banche venete: Guzzetti (Fondazione Cariplo), “giudizio positivo” sull’operazione di salvataggio

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 15:27

(Bruxelles) – “Giudizio positivo” sull’operazione di salvataggio delle due Banche venete da parte del Gruppo Intesa. Ad esprimerlo oggi, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles sull’“housing sociale”, è stato Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, puntualizzando che “non è vero che lo Stato mette questi soldi a babbo morto”. Si tratta piuttosto di un’operazione che “avrebbe potuto fare solo Intesa”. Guzzetti ha espresso anche un “giudizio positivo” sull’operato di Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo, che in questi quattro anni “ha mantenuto tutti gli impegni definiti nel piano industriale”. Il presidente della Fondazione Cariplo ha infine insistito sulle ricadute positive dell’operazione a livello territoriale, in quanto “restituisce speranza al Nordest”.

Patriarch Bartholomew: message to Pope Francis, Sister Churches joined in the martyrs’ blood

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 15:15

Sister Churches, joined in the martyrs’ blood, still witnesses of “new forms of persecution and oppression”. One of the strongest passages of the long message that the Ecumenical Patriarch of Constantinople, Bartholomew I, sent to Pope Francis for the Day of the patron saints, Peter and Paul, which will be attended, as usual, by a delegation from Fanar, is about the martyrs of the world’s persecuted and oppressed churches. The message was given this morning to the Pope by the archbishop, Job of Telmessos, co-president of the Joint International Commission for Theological Dialogue between the Orthodox Church and the Roman Catholic Church. “Over the last few years – Bartholomew writes –, we have painfully witnessed the attacks that targeted Christians and places of worship. Our sister churches sympathise with all the persecuted and oppressed Christians of our time and of this time”. In the message, received by SIR, the Patriarch goes over the journey taken in Egypt in April with Pope Francis to pray together for “unity, peace and justice” and to show sympathy to the Coptic Orthodox community of the country. Bartholomew recalls what had been stated at the International Peace Conference that was held at the Al-Azhar University in Cairo, insisting that “there can never be any violence or any justification for terrorism in the name of religion”. The Patriarch points out that, along with the Pope, the Christian leaders cried out that “violence is the denial of all beliefs and all religious doctrines”. Nowadays, men ask religions to be open and supportive. The purpose of interreligious dialogue is to “overcome all fundamentalisms and prove that religions can and should be used to build bridges among people, be instrumental to peace and mutual understanding, respect every human being”. In a world that is sorely tried by these challenges, the importance for the Christian Churches to be stronger and work to achieve a full communion, by committing themselves to the “dialogue of love” and “truth”, comes out clear. Hence the Patriarch’s wish for the new efforts that await the Joint International Commission for Theological Dialogue between the Orthodox Church and the Roman Catholic Church, which will meet in Leros, Greece, in September, that it may be “fruitful” and may help bring the Churches closer to unity.

Patriarca Bartolomeo: messaggio a Papa Francesco, Chiese sorelle unite nel sangue dei martiri

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 15:15

Chiese sorelle, unite nel sangue dei martiri, testimoni ancora oggi di “nuove forme di persecuzione e oppressione”. Ai martiri delle Chiese perseguitate e oppresse nel mondo è dedicato uno dei passaggi più forti del lungo messaggio che il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, ha inviato a Papa Francesco per la festa patronale dei Santi Apostoli Pietro e Paolo alla quale parteciperà, come di tradizione, una delegazione del Fanar. Il messaggio è stato consegnato questa mattina al Papa dall’arcivescovo Job di Telmessos, copresidente del Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra le due Chiese.
“Negli ultimi anni – scrive Bartolomeo – siamo stati testimoni con profondo dolore degli attacchi che hanno preso di mira i cristiani e i luoghi di culto. Le nostre Chiese sorelle sono vicine a tutti i cristiani perseguitati e oppressi dei nostri tempi e di questo tempo”. Nel messaggio, ricevuto dal Sir, il Patriarca ripercorre il viaggio in aprile fatto con Papa Francesco in Egitto, compiuto per pregare insieme per l’“unità, la pace e la giustizia” e manifestare vicinanza alla comunità copta-ortodossa del Paese. Bartolomeo ricorda quanto affermato alla Conferenza internazionale sulla pace che si è svolta all’Università Al-Azhar del Cairo ribadendo che “non ci può essere mai alcuna violenza né giustificazione del terrorismo in nome della religione”. Il Patriarca sottolinea come, insieme al Papa, i leader cristiani hanno sottolineato che “la violenza è la negazione di tutti i credi e le dottrine religiose”. L’umanità chiede alle religioni oggi di essere aperte e solidali. Il dialogo interreligioso ha come scopo quello di “superare i fondamentalismi e dimostrare che le religioni possono e dovrebbero servire a costruire ponti tra le persone, essere strumenti di pace e comprensione reciproca, rispettare ogni essere umano”. In un mondo messo duramente alle prove da queste sfide, emerge con chiara urgenza quanto sia importante per le Chiese cristiane rafforzare la loro unità e lavorare per giungere alla loro piena comunione, impegnandosi nel “dialogo dell’amore” e della “verità”. Da qui l’auspicio del Patriarca per la nuova fase di lavoro che attende la Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra le due Chiese, che s’incontrerà a settembre a Leros, in Grecia, perché sia “fruttuosa” e possa contribuire a far avanzare il cammino della Chiese verso l’unità.

Terra Santa: mons. Pizzaballa, appello alla Chiesa italiana, “una campagna di sensibilizzazione per rilanciare i pellegrinaggi”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:44

Una campagna nazionale della Chiesa italiana per rilanciare i pellegrinaggi e rispondere così al calo dei pellegrini italiani in Terra Santa. A chiederlo è mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato Latino, in un’intervista al Sir, all’indomani della sua partecipazione al Quarto Meeting nazionale dei giornalisti cattolici (e non), a Grottammare. Mons. Pizzaballa ricorda che qualcosa di simile accadde “nel 2000 quando i vescovi italiani lanciarono una sorta di vasta campagna di sensibilizzazione ai pellegrinaggi nel Luoghi Santi”. “La Terra Santa è sicura”, ribadisce l’amministratore apostolico, fugando i dubbi sulla sicurezza. “I pellegrinaggi sono un sostegno ai cristiani locali perché portano lavoro”. Dall’amministratore apostolico anche un appello ai giornalisti: “Continuate a parlare di Gerusalemme e della Terra Santa, non solo attraverso la lente del conflitto e delle tensioni ma raccontando le cose belle che ci sono. Venite in Terra Santa. Non c’è evangelizzazione senza comunicazione. E l’evangelizzazione non può prescindere da Gerusalemme. Mostrate che in ogni situazione, anche la peggiore, c’è sempre una luce, per quanto piccola, da cui ripartire. Raccontate le occasioni di incontro, di dialogo, che in un contesto così drammatico dimostrano che non è tutto odio, rancore, guerra e armi”.

Medio Oriente: mons. Pizzaballa, “la sfida del futuro è il diritto di cittadinanza. Tutti i cittadini sono uguali”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:41

In un Medio Oriente in preda a tensioni e guerre “il diritto di cittadinanza è determinante, è la sfida del futuro. La comunità internazionale deve prestare molta attenzione a questo tema soprattutto adesso, preoccupandosi non solo del business della ricostruzione del Medio Oriente ma anche di far sì che si ricostruiscano legislazioni e Costituzioni”. Il monito è di mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato Latino, nei giorni scorsi in Italia per partecipare al Quarto Meeting nazionale dei giornalisti cattolici (e non), a Grottammare. “Credo che gli aiuti debbano essere condizionati al suo rispetto: tutti i cittadini sono uguali”, dichiara senza mezzi termini il francescano, già custode di Terra Santa. “Non si creino riserve indiane per cristiani, sunniti, sciiti, yazidi, curdi e via dicendo. Il modello di convivenza in Medio Oriente, basato su identità tra fede e comunità, oggi è fallito. La convivenza – sottolinea in un’intervista al Sir – deve basarsi su altre prospettive. Il tema è la cittadinanza e non la laicità positiva che non esiste in Medio Oriente. Ricostruire il Medio Oriente senza inquadrare questi aspetti sarebbe un fallimento e l’anticamera delle crisi future. Su questo noi cristiani dobbiamo lavorare e insistere. La presenza cristiana obbliga tutte le società in Medio Oriente, e le relative maggioranze islamiche, a interrogarsi su questo aspetto da una prospettiva diversa che non è quella musulmana”. Nell’intervista mons. Pizzaballa tocca anche altri temi, tra cui lo status di Gerusalemme, l’accordo fondamentale tra Israele e Santa Sede che “dovrebbe essere firmato entro l’anno”, le colonie, la soluzione “Due Popoli Due Stati”, l’esodo dei cristiani e il calo dei pellegrinaggi.

Migranti a Ventimiglia: mons. Suetta (vescovo), “la riammissione dei minori al confine è vergognosa”. “Francia e Ue intervengano”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:38

“Di fronte ai fatti di queste ore non posso che rinnovare l’appello alla Francia e all’Unione europea perché intervengano con misure idonee per far fronte a una situazione insostenibile”. È questo il commento del vescovo di Ventimiglia, mons. Antonio Suetta, che il Sir ha raggiunto telefonicamente a Lourdes dove si trova per un ritiro spirituale. Dalla Francia il presule continua a seguire con attenzione la situazione della città di frontiera dove la tensione continua ad essere alta. Tutto ha avuto inizio all’alba di ieri, lunedì 26 giugno, quando parte dei circa 400 migranti che erano accampati lungo il corso del fiume Roia ha tentato di varcare in massa il confine francese percorrendo i sentieri che si inerpicano tra le montagne. Secondo alcune testimonianze, raccolte dal Sir, questa vera e propria fuga sarebbe stata alimentata da un equivoco: il Comune di Ventimiglia aveva emanato un’ordinanza per la pulizia del greto del fiume dove, da settimane, stazionavano i migranti che non avevano trovato posto nelle strutture di accoglienza presenti nella città ligure: il campo gestito dalla Croce Rossa al parco Roia (attualmente con una capienza di 300 posti) e la chiesa di sant’Antonio alle Gianchette (circa 100 post)i. L’ordinanza è stata, invece, interpretata come il preludio allo sgombero e all’indentificazione ed espulsione dei presenti. Da qui la decisione dei migranti di mettersi in cammino, alimentata da un piccolo gruppo di attivisti tedeschi che si sarebbero messi alla guida del gruppo, ramificato poi in due tronconi. “La comunicazione relativa alla pulizia del fiume Roia – dichiara Alessandro Verona, di Intersos – doveva essere gestita meglio. Un concreto preavviso e una condivisione con tutte le realtà coinvolte avrebbe probabilmente evitato la paura e la disinformazione delle persone migranti con le conseguenze e i pericoli che hanno causato. Come Intersos non ci stancheremo mai di sottolineare come sia fondamentale una maggiore e stretta collaborazione tra istituzioni e associazioni, con l’obiettivo comune della tutela globale della persona”.
Nelle ultime ore la maggior parte dei migranti sono stati intercettati dalle autorità di frontiera e riammessi in Italia, ma molti sono ancora nascosti tra le montagne. “Questa situazione – dice al Sir mons. Suetta – espone i migranti a gravi pericoli che, nei mesi scorsi, hanno portato anche a delle vittime. Penso soprattutto ai tanti minori stranieri non accompagnati che rappresentano una parte consistente dei migranti presenti a Ventimiglia. A loro deve essere garantita un’accoglienza degna”. Sempre sul tema dei minori e alle voci di riammissioni da parte della polizia francese il vescovo aggiunge: “È una vergogna che, in barba alle norme del diritto, questi ragazzi vengano riammessi in Italia senza che sia garantito loro il diritto di chiedere asilo in terra francese. La Francia deve prendere atto di questo”.

Diocesi: Cremona, nuove disposizioni del vescovo Napolioni per le esequie dei defunti e la disciplina del cimitero cittadino

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:37

“Luogo ordinario per le celebrazioni dei funerali cristiani è la chiesa parrocchiale di appartenenza del defunto”; pertanto “non saranno più celebrate le esequie ecclesiastiche dei fedeli defunti appartenenti alle parrocchie cittadine presso la cappella del cimitero civico di Cremona”. È quanto si legge nelle nuove disposizioni del vescovo Antonio Napolioni, diffuse ieri in due note del vicario generale, don Massimo Calvi. La prima nota informa che la cura pastorale del cimitero cittadino non verrà più affidata a un cappellano, bensì alla parrocchia Beata Vergine Lauretana e S. Genesio, territorialmente competente. La seconda dispone che le esequie vengano celebrate nelle parrocchie di appartenenza, ma non esclude la possibilità che su richiesta dei fedeli possano essere officiate in un’altra chiesa con il consenso del rettore di quest’ultima e dopo avere avvertito il parroco proprio del defunto. In questa seconda nota vengono, inoltre, date chiare indicazioni sulla cremazione, con riferimento alla recente Istruzione della Congregazione per la Dottrina della fede (15 agosto 2016.). “La Chiesa continua a preferire la sepoltura dei corpi”, si legge nella nota, tuttavia “la cremazione non è vietata, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla fede cristiana”. Le ceneri del defunto “devono essere conservate di regola in un luogo sacro, ossia il cimitero, o, se è il caso, in una chiesa o in un’area appositamente dedicata” perché “la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita”. “Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista – prosegue la nota -, non è permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo, oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti”. Infine, “nel caso in cui il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione o la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono negare le esequie, a norma del diritto”. Le due note sono state inviate, con una lettera di accompagnamento del vicario generale, anche alle imprese funebri cittadine affinché tengano conto delle nuove disposizioni che entreranno in vigore dal 1° luglio.

Società: Ambrosianeum, presentazione “Rapporto sulla città di Milano 2017”. Realtà urbane “straordinari laboratori del cambiamento”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:20

Si terrà lunedì 3 luglio alle 11.30, nella sede milanese della Fondazione culturale Ambrosianeum, la presentazione del “Rapporto sulla città di Milano 2017”, edito da Franco Angeli e realizzato con il contributo della Fondazione Cariplo. Il volume, dal titolo “Una metropoli per innovare, crescere, sognare”, è stato curato da Rosangela Lodigiani, sociologa dell’Università Cattolica di Milano, che prenderà parte lunedì alla presentazione. Insieme con la curatrice del rapporto e il presidente dell’Ambrosianeum, Marco Garzonio, interverrà nel corso dell’incontro anche l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. La conferenza vedrà inoltre la partecipazione di Mattia Macellari, presidente del gruppo Giovani imprenditori di Assolombarda-Confindustria Milano, Monza e Brianza e di Leonardo Previ, presidente di Trivioquadrivio e docente di gestione delle risorse umane all’Università Cattolica. “Oltre la metà della popolazione mondiale – si legge nel comunicato dell’evento – vive nelle aree urbane e il numero è in crescita. Ciò significa che le scelte operate in questi contesti avranno sempre più impatto a livello globale. Insieme alle responsabilità politiche, nelle aree urbane si addensano le sfide della convivenza, dell’accoglienza, dello sviluppo sostenibile; ma qui si concentrano anche le risorse intellettive, economiche, tecnologiche, culturali e sociali. Le città diventano così degli straordinari laboratori del cambiamento e la sfida è quella di promuovere, finanziare e soprattutto governare i processi di innovazione negli ambiti e nei modi considerati strategici”.

Francia: Pma a coppie donne gay. Le associazioni, “soddisfa l’egoismo degli adulti a scapito dei diritti del bambino”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:08

Le associazioni dicono no al parere emesso questa mattina dal Comitato nazionale d’etica, che apre la via alla procreazione medicalmente assistita (Pma) alle coppie di donne gay e, soprattutto, mettono in guardia dai rischi. Le associazioni familiari cattoliche di Francia “comprendono e rispettano il desiderio di un figlio nelle coppie di donne ma non possono ammettere le conseguenze” che una pratica come quella della procreazione medicalmente assistista – e, cioè, l’inseminazione artificiale da donatore (Aid), per procreare senza un partner maschile – può avere “sul bambino”. E al presidente della Repubblica Macron le associazioni familiari chiedono: “il diritto al bambino viene prima dei diritti dei bambini?”.

#PMA #CCNE Les AFC comprennent et respectent le désir d’enfant des couples de femmes mais ne peuvent admettre les conséquences pour l'enfant pic.twitter.com/J5jm62GE2b

— CNAFC (@CNAFC) June 27, 2017

Sulla questione intervengono anche i giuristi per l’infanzia che, sulla stessa lunghezza d’onda delle associazioni familiari, si dicono profondamente contrari al parere emesso dal Comitato perché “soddisfa l’egoismo degli adulti a scapito dei diritti del bambino”. I giuristi ricordano che la Convenzione internazionale dei diritti del bambino ratificata nel 1990, “superiore al diritto francese”, proclama anche “il diritto di conoscere i propri genitori e di crescere con loro, per quanto possibile”. Aprire pertanto la Pma alle coppie gay significa innescare delle bombe a scoppio ritardato “perché i bambini un giorno ne domanderanno conto”. L’Avenir pour tous lancia invece una petizione in cui si chiede al Comitato d’etica un parere sulle conseguenze di questa decisione”.

Terremoto: Marini (Umbria), entro settembre tutti nelle casette

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:03

(DIRE-SIR) – “Tra luglio, agosto e settembre tutti i cittadini saranno nelle casette. Noi ne abbiamo 795, gran parte sono in costruzione”. Lo assicura la presidente della Regione Umbria, Catia Marini, al termine del vertice sulla ricostruzione post-terremoto, con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. “Le casette non sono arrivate in ritardo”, spiega Marini. “Si stanno realizzando e man mano che i comuni fanno la richiesta noi siamo in gradi di attuarle. Le ultime ci sono state ordinate questa settimana. I tempi ci sono tutti”, aggiunge Marini.

(www.dire.it)

Terremoto: Ceriscioli (Marche), da lunedì acceleriamo su raccolta macerie

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:01

(DIRE-SIR) – “È un appuntamento importante che serve a coordinare le attività. Palazzo Chigi fa un monitoraggio costante”, spiega il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, al termine della riunione a Palazzo Chigi sul terremoto con il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, con Vasco Errani, Fabrizio Curcio e i presidenti di Lazio, Umbria e Abruzzo. Ceriscioli conferma che c’è un’accelerazione sull’emergenza: “Da questa settimana noi abbiamo raddoppiato i turni di raccolta delle macerie, anche dietro ad alcuni suggerimenti dati, portando da 1.200 tonnellate a 2.400 tonnellate al giorno la raccolta. Cerchiamo ogni volta di trovare misure e strumenti per fare di più, in un quadro di grande difficoltà”.

(www.dire.it)

Diocesi: Tivoli, il 29 giugno ragazzi dei Grest, cresimandi e cresimati in festa con il vescovo Parmeggiani

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 13:59

Sarà una giornata di grande festa e preghiera, quella di giovedì 29 giugno, solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, per i numerosissimi ragazzi che stanno partecipando ai Grest parrocchiali della diocesi di Tivoli e per tutti coloro che in questo anno pastorale 2016-17 hanno ricevuto o riceveranno il sacramento della Cresima. Per la prima volta tutti i ragazzi, educatori, sacerdoti e genitori che stanno vivendo i Grest si riuniranno dopo aver seguito un itinerario che per molti si sta svolgendo dal 13 al 30 giugno guidati dal sussidio “Fino ai confini della terra” predisposto dall’Azione cattolica diocesana per aiutarli a riflettere sul libro degli Atti degli Apostoli che il vescovo Mauro Parmeggiani aveva indicato come testo biblico di riferimento per le comunità cristiane della diocesi nell’anno pastorale 2016-17.
Appuntamento alle 9.30 in piazza Campitelli (Tivoli) di fronte alla chiesa romanica di S.Pietro alla Carità. Dopo un momento di gioco, alle 11,30 in chiesa vivranno con il vescovo un momento di preghiera insieme ai cresimandi e cresimati che a loro volta vivranno una giornata organizzata dall’Ufficio catechistico diocesano e dall’Azione cattolica ragazzi e giovani sul tema: “Insieme… testimoni della gioia” e una attività dal titolo: “Il frutto dello Spirito è… gioia”. Alle 11,30 questi ultimi testimonieranno ai più piccoli la gioia che stanno sperimentando nelle loro comunità ecclesiali nel cammino di post-Cresima che hanno intrapreso o stanno per intraprendere. Alle 12,30 l’incontro si concluderà con il mandato di “non disperdersi” durante l’estate. L’incontro dei cresimandi e cresimati è stato pensato anche in vista del prossimo Sinodo dei giovani sul quale, già da alcuni mesi, gli organi di partecipazione diocesani, i sacerdoti ed educatori stanno riflettendo provocati dal Questionario diffuso dalla Segreteria del Sinodo dei vescovi insieme al Documento preparatorio “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

 

Terremoto: Errani, ritardi da contestualizzare, ma bisogna accelerare

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 13:54

(DIRE-SIR) – “Sulla ricostruzione non vedo in passato un impianto più forte di quello che c’è oggi. Ma anche sull’emergenza abbiamo fatto un lavoro molto importante”. Lo dice il commissario alla ricostruzione Vasco Errani, al termine della riunione a Palazzo Chigi sul terremoto, rispondendo ai giornalisti. “Non vedo problemi di ritardi. Bisogna contestualizzare e allora pur in presenza di fattori critici come 4 terremoti in momenti diversi, bisogna riconoscere che è stato fatto un lavoro molto importante anche nell’emergenza”, aggiunge Errani.

(www.dire.it)

Terremoto: Curcio, polemiche? Non commento, lavoro a testa bassa

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 13:49

(DIRE-SIR) – “Si sta lavorando su tutti i fronti. Direi che ci sono buone soluzioni che si stanno concretizzando su tutti gli aspetti”, dice il Capo della protezione civile Fabrizio Curcio, al termine della riunione sul terremoto con il premier Paolo Gentiloni, il commissario per la ricostruzione e i presidenti delle regioni interessate. A chi gli chiede cosa pensi delle polemiche di questi giorni, in particolare sulla rimozione delle macerie, Curcio risponde: “I numeri li vedete: sono quelli pubblicati, il quadro è chiaro. Noi pensiamo a lavorare a testa bassa. I dati ci sono tutti, anche nel confronto col passato. Io non commento. Io lavoro”.

(www.dire.it)

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