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Papa Francesco: Messa 25° ordinazione episcopale, “non siamo geronti” ma “nonni chiamati a sognare e dare questo sogno ai giovani”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 09:16

“Quando Abramo fu chiamato aveva più o meno la nostra età, stava per andare in pensione per riposarsi… Un uomo anziano con il peso della vecchiaia, quella vecchiaia che porta i dolori, le malattie”, e invece, “come se fosse un giovanotto, come se fosse uno scout: alzati, vai, guarda, spera”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della concelebrazione eucaristica presieduta questa mattina nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico con i cardinali presenti a Roma in occasione del suo 25° di ordinazione episcopale. Nell’omelia pronunciata interamente a braccio, il Pontefice ha affermato: “Questa parola di Dio è anche per noi che abbiamo un’età come quella di Abramo più o meno”. Il Signore “ci dice che non è l’ora di mettere la nostra vita in chiusura; di non compendiare la nostra storia, ci dice che è aperta fino alla fine, aperta con una missione e con questi tre imperativi ce la indica”. “Qualcuno che non ci vuole bene – scandisce Francesco – dice di noi che siamo la gerontocrazia della Chiesa: è una beffa, non capisce quello che dice. Noi non siamo geronti, siamo dei nonni, siamo dei nonni, e se non sentiamo questo dobbiamo chiedere la grazia di sentirlo, dei nonni ai quali i nostri nipotini guardano. Dobbiamo dare loro il senso della vita con la nostra esperienza”. Nonni “non chiusi nella malinconia ma aperti: per noi questo alzati, guarda, spera, si chiama sognare. Noi siamo nonni chiamati a sognare e del nostro sogno la gioventù di oggi ha bisogno perché loro prenderanno dai nostri sogni la forza di profetizzare e portare avanti il nostro compito. Mi viene in mente quel passo di Luca su Simeone e Anna: due nonni, ma quanta capacità di sognare”. “Questo – conclude il Papa – è quello che oggi il Signore ci chiede: di essere nonni, di avere la vitalità dai dare ai giovani che ci aspettano, di non chiudersi. I giovani aspettano dalla nostra esperienza, dai nostri sogni positivi per portare avanti la profezia e il lavoro. Chiedo al Signore per tutti noi che ci dia questa grazia, la grazia di essere nonni, la grazia di sognare e dare questo sogno ai nostri giovani, ne hanno bisogno”.

Papa Francesco: Messa 25° ordinazione episcopale, come ad Abramo “il Signore ci dice: alzati, guarda, spera”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 09:15

“Alzati, guarda, spera”: questi tre imperativi che scandiscono il dialogo di Dio con Abramo dopo il “vattene dalla tua terra”, segnano “la strada che deve percorrere” il patriarca ed “anche il suo modo di fare, l’atteggiamento interiore”. Ed “a noi oggi il Signore ci dice lo stesso”. Esordisce così Papa Francesco, nell’omelia della concelebrazione eucaristica presieduta questa mattina nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico con i cardinali presenti a Roma in occasione del suo 25° di ordinazione episcopale. Nella sua riflessione, pronunciata completamente a braccio e incentrata sulla prima lettura che racconta come Abramo credette a Dio e l’alleanza conclusa dal Signore con lui, il Pontefice ribadisce il triplice imperativo “Alzati, guarda spera”. “Alzati – spiega – alza, cammina, non stare fermo. Tu hai un compito, una missione, e devi farla in cammino. Non rimanere seduto, alzati in piedi. Abramo cominciò a camminare, si incamminò sempre e il simbolo di questo è la tenda”. “Dice il libro della Genesi – prosegue Francesco – che Abramo andava con la tenda e quando si fermava c’era la tenda. Mai Abramo ha fatto una casa per lui. Soltanto costruì un altare, l’unica cosa, per adorare colui che gli ordinava di alzarsi ed essere in cammino”. Il Papa si sofferma quindi sul secondo imperativo: “Guarda: alza gli occhi e dal luogo dove stai spingi lo sguardo verso il settentrione, il mezzogiorno, l’oriente e l’occidente. Guarda l’orizzonte, non costruire muri, guarda sempre e vai avanti. E la mistica dell’orizzonte è che più vai avanti, più lontano è l’orizzonte. Spingere lo sguardo, camminare, ma verso l’orizzonte”. “Terzo imperativo – riflette ancora Francesco -: spera”. “L’erede uscirà da te, sarà da te, spera! E questo detto a un uomo che non poteva avere eredità sia per la sua età sia per la sterilità della moglie”. “La tua eredità – il Papa richiama la promessa di Dio ad Abramo – sarà come la polvere della terra”. “Un po’ più avanti alza lo sguardo, guarda il cielo, conta le stelle, se riesci, così sarà la tua discendenza. E Abramo credette e il Signore glielo accreditò come giustizia nella fede di Abramo”.

Festa di Avvenire: mons. Orofino (Tursi-Lagonegro), “Chiesa e mondo non sono due realtà diverse”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 09:09

“Chiesa e mondo non sono due realtà diverse. Non a caso il Concilio ha operato una correzione parlando della Chiesa nel mondo. Il cristiano è colui che abita il mondo, che sta nel mondo. E il mondo gli è amico, è il luogo dove trova la risposta ai suoi perché”. Lo ha affermato ieri sera il vescovo di Tursi-Lagonegro, monsignor Vincenzo Carmine Orofino, intervenendo a Matera alla “Festa di Avvenire”. Il vescovo ha fatto l’esempio del “cercatore d’oro, che cerca nel fango. Quando nel fango trova l’oro, quella è la sua ricchezza”. Secondo Orofino, il problema, quindi, è “cosa noi cerchiamo nel mondo? Chi cerchiamo nel mondo?”. “Il mondo è la mia terra e la mia patria. Il mondo lo amo”, ha proseguito il vescovo, rilevando che “nel mondo cerco chi mi rende il cuore lieto, chi mi rende la vita felice”. Parafrasando ciò che disse Giovanni Paolo I, mons. Orofino ha rilevato che “il dramma del nostro tempo e della nostra Chiesa è che vogliamo correggere lo stupore della fede con l’osservanza delle regole”. Per cui, “una volta trovato l’oro, occorre che il cristiano sia stupito da questo incontro, sia felice per questo incontro” perché “il problema non sono gli altri ma siamo noi”. Per il vescovo, “questo stupore cambia la mia vita e quella degli altri se diventa cultura” e attraverso “Avvenire possiamo fare cultura e cambiare il criterio di giudizio”. Orofino ha concluso sottolineando l’importanza di essere “da cristiani nel mondo, Chiesa nel mondo, perché il mondo veda, creda e abbia la gioia di incontrare lo stesso Signore che abbiamo incontrato noi”.

Festa di Avvenire: p. Fortunato (Sacro Convento Assisi), “è possibile unire Chiesa e mondo, è possibile camminare insieme”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 09:07

“È possibile unire Chiesa e mondo, è possibile camminare insieme con i principi, il lavoro, la morale, l’umanità, la fede, l’amore, il sacrificio di sé”. Lo ha affermato ieri sera padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, nel corso della “Festa di Avvenire” in corso a Matera. Nel suo intervento padre Fortunato ha parlato di san Francesco, “un uomo che molti amano ma pochi vivono”. “Francesco rappresenta una sfida”, ha proseguito, presentando il linguaggio, i gesti e i luoghi del santo di Assisi. “Francesco – ha spiegato – vuole stare nella Chiesa proponendo un linguaggio nuovo, rivoluzionario”. Il riferimento è al “guardiano” che sostituisce il “superiore”, alla “fraternità” al posto di “communitas”, al “convento” che rimpiazza l'”abbazia”. Per Francesco, “il linguaggio unisce Chiesa e mondo”. “Attraverso il nostro linguaggio – ha evidenziato padre Fortunato – possiamo camminare insieme e unire”. “La politica si deve occupare dell’uomo. Che sia bianco o nero, che sia cristiano o non lo sia, che sia credente o che non lo sia, la politica si deve occupare dell’uomo”, ha ammonito. “È qui che Chiesa e mondo possono camminare insieme, anzi a braccetto, perché la preoccupazione è l’umanità”. Parlando dei gesti di Francesco, padre Fortunato ha detto che “anche questa sera è come se ci chiedesse: ‘vuoi incontrare l’altro?’. Allora scendi dalle tue posizioni, sii uomo disarmato. La conseguenza, che nasce dal Vangelo, è abbracciare l’altro”. Infine, “i luoghi della predicazione di san Francesco sono le piazze del nostro Paese. È lì che ha annunciato la ‘buona novella’, quella che trasforma dal di dentro la società”. “Le parole che usava Francesco per annunciare il Vangelo erano in realtà la sua vita”. Infatti, “la sua prima predicazione l’ha fatta andando in silenzio”.

Festa di Avvenire: Brunelli (Tv2000), “più soli con le nostre incoerenze anche se sempre connessi”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 09:06

“Di fronte ad un uomo rispetto al quale il cristianesimo non ha alcun impatto di bene sulla sua umanità, partire lancia in resta sulle regole morali o proporre il cristianesimo ridotto ad una serie di dottrine non ha nessuna chance. L’unica cosa che può scalfire lo scetticismo e mettere in movimento la vita di tante persone che sono lontane dalla Chiesa è quando incontrano qualcosa che attrae, quando sperimentano una corrispondenza tra i loro desideri più profondi e la realtà che viene loro incontro”. Lo ha affermato ieri sera Lucio Brunelli, direttore delle testate giornalistiche Tv2000 e RadioInblu, intervenendo a Matera alla “Festa di Avvenire”. Brunelli ha raccontato la sua esperienza personale, il suo allontanamento dalla Chiesa in gioventù e la riscoperta della fede all’università. “In quel frangente mi fu davvero di conforto la lettura di alcuni autori cattolici francesi, Charles Péguy e Emmanuel Mounier”. “Il mondo è lontano dal cristianesimo – ha aggiunto – vi è una maggioranza di persone, soprattutto tra i giovani, la cui vita prescinde ormai dal cristianesimo”. “Come incontrare queste persone?”, si è chiesto il direttore, osservando che “le miserie, che ci sono sempre state, oggi – non essendoci più un contesto cristiano – non hanno più un ambito dove possono essere riconosciute, accolte e perdonate”. “Il male che fa male è quello che non ha una soluzione”, ha continuato, notando che “è un’esperienza che la stragrande maggioranza delle persone vive drammaticamente, non solo tra i giovani”. Secondo Brunelli, “questo produce una solitudine, perché l’esperienza del limite, del male, della propria incoerenza, non apre più ad una relazione ma è chiusa in se stessa”. “Siamo più soli con le nostre incoerenze anche se, paradossalmente, siamo sempre connessi”. “La maggior parte degli uomini del nostro tempo non incontrano più il cristianesimo come speranza di vita e di felicità”, ha notato il direttore, rilevando che “per diffondere il Vangelo i media sono molto importanti, ma nei primi secoli il cristianesimo si diffuse senza alcun giornale o televisione ma solo da esperienza in esperienza”.

Festa di Avvenire: mons. Galantino, “uscire non vuol dire correre verso il mondo senza direzione e senso, noi abbiamo il Vangelo”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 09:06

“Uscire non vuol dire correre verso il mondo senza una direzione e senza un senso. Noi abbiamo il Vangelo, che è vero e possibile. Questo lo diciamo a chi ha paura di uscire dalle sacrestie, da certi schemi, dalla retorica clericale, dal politicamente corretto”. Lo ha affermato ieri sera monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, intervenendo a Matera alla “Festa di Avvenire”. Parlando del rapporto Chiesa-mondo, Galantino ha osservato che “chi denigra il modo di fare del Papa in fondo non ha capito che lui sta facendo quello che c’è scritto nel Vangelo”. “Come si fa a dire ad un Papa, ad un prete o ad un laico che si fa carico del peso dell’altro, della fatica di vivere dell’altro: ‘Ah, ma tu non sei cristiano perché ti stai compromettendo con il male’?”, ha proseguito il segretario generale, rilevando che “se la nostra Chiesa non riscopre la gioia di compromettersi non con il mondo ‘cattivo’ ma con il suo peccato, così come con le sue gioie, se non diventa una carne sola, se non riscopriamo la gioia dell’Incarnazione cioè del sentici parte di questo mondo, allora faremo sempre gli schifiltosi di fronte a gesti di solidarietà, vicinanza, inclusione”. Per Galantino, se questo non si comprende, allora “non capirò il perché devo accogliere il profugo e l’immigrato”. Invece, “con il suo limite, non posso lasciarlo lì, semplicemente perché Gesù non ce l’ha lasciato”. “Non ci sono motivi politici”, ha sottolineato, aggiungendo che “mi interessa la politica che mette tutti quanti noi in gioco rispetto a queste realtà”. Galantino ha anche ripercorso brevemente la “storia del rapporto Chiesa-mondo”, partendo dall’antichità quando “mondo religioso e mondo politico vivevano un rapporto di compenetrazione” fino a quando “in certi periodi e aspetti della modernità la Chiesa è stata ritenuta arretrata e oscurantista”. Il segretario generale ha anche citato quanto l’arcivescovo di Parigi, mons. Darboy, scrisse a Pio IX: “Voi avete segnalato e condannato i principali errori della nostra epoca. Volgete ora gli occhi a ciò che in essa può esservi di onorevole e buono, e sostenetela nei suoi sforzi generosi”. “Questa frase – ha concluso – mi sembra sintetizzi l’appello che è nato in quel periodo ma che ancora oggi viene rivolto a noi”.

Festa di Avvenire: mons. Galantino, “nel rapporto Chiesa-mondo un periodo tra ottimismo illusorio e tentazioni di chiusura”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 09:04

“Il rapporto Chiesa-mondo deve andare oltre l’ottimismo ingenuo, deve prendere le distanze dalle tentazioni di chiusura. Solo questo atteggiamento ci fa diventare appassionati del Vangelo e parte bella e integrante del nostro mondo, il mondo nel quale il Signore ci ha messo”. Lo ha affermato ieri sera monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, intervenendo a Matera alla “Festa di Avvenire”. Galantino ha rilevato che “stiamo vivendo un momento bello e problematico che non deve impedirci di capire la bellezza di una Chiesa che oggi con gioia e difficoltà ci mette la faccia attraverso i vescovi, i sacerdoti, i laici, i giornalisti”. “Uno dei limiti di questo nostro mondo è che abbiamo troppi tiratori di pietre e altrettante persone che quella mano con cui lanciano le pietre la nascondono” mentre “noi vogliano essere persone che se dicono una parola con grande umiltà, compassione e convinzione, su questa parola investono e sono disponibili anche a pagare”. “Questa è la Chiesa che a me piace”, ha osservato il segretario generale, secondo cui “nel rapporto Chiesa-mondo, stiamo attraversando un periodo tra ottimismo illusorio e tentazioni di chiusura”. “A partire dal Concilio Vaticano II, stiamo assistendo ad una polarizzazione tra chi auspica questo rapporto con grande ottimismo e chi vi ravvisa solo pericoli di contaminazione deleteria”. “Se per mondo intendo la ‘schifezza’ del mondo e solo questo, allora ci resto alla larga e non voglio averci a che fare”. “Quando questo accade, da una parte c’è la Chiesa con i suoi riti e il suo linguaggio e dall’altra c’è la ‘schifezza’ del mondo. Realtà che non devono incontrarsi”, ha proseguito, notando che “in questo ci sono uomini e donne di Chiesa che ce la mettono tutta e l’enfatizzazione di questo rapporto si vede sui social”. “Il ‘mondo’ – ha continuato – è un termine polisemantico” ma “la visione del mondo secondo la Chiesa è quella che delineò Paolo VI a Betlemme: ‘Per mondo noi intendiamo designare tutti coloro che guardano al cristianesimo, come dal di fuori, sia che lo siano effettivamente sia che si sentano stranieri nei suoi confronti’”. “Questo mondo non è altro dalla Chiesa – ha ammonito – e assume atteggiamenti di arroganza e di presunzione, anche se con le mani giunte, chi non ha questa concezione di mondo”. “I Papi dopo il Concilio ci hanno recuperato alla concezione del mondo che è la famiglia non nella quale siamo inseriti ma della quale facciamo parte”.

Festa di Avvenire: Tarquinio, “il Sud è un giacimento di risorse e non soltanto un problema”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 09:03

“Siamo qui per ascoltare, per fare ciò che i giornali e i giornalisti dovrebbero fare sempre. Portiamo uomini e donne che hanno delle parole, ma siamo qui per ascoltare. Nel nostro Paese, nelle nostre comunità, nella nostra gente quello che manca è l’ascolto: se siamo capaci di questo, facciamo bene anche il nostro mestiere”. Lo ha affermato ieri sera Marco Tarquinio, direttore del quotidiano “Avvenire”, aprendo a Matera la prima “Festa di Avvenire” dell’estate 2017. Il quotidiano cattolico – ha ricordato il direttore – “ha una testa milanese, perché è stato pensato da Paolo VI a Milano, ma ha un cuore che batte a Sud dall’inizio della sua storia e ha uno sguardo sul Sud che è innamorato, consapevole ed esigente”. “Sappiamo che c’è una grande ricchezza umana e cristiana in questa parte del Paese, che è un giacimento di risorse e non soltanto un problema come spesso sentiamo dire”. “Fare un giornale ispirato – ha aggiunto – è una responsabilità, e noi dichiariamo la nostra ispirazione che non significa mettere la nostra opinione sopra i fatti di cui ci occupiamo ma tenerla tenacemente accanto ai fatti, mettendola a disposizione di quelli che hanno fiducia in noi”.

Festa di Avvenire: mons. Caiazzo (Matera-Irsina), “da qui un messaggio di riscatto civile e sociale, culturale e umano, spirituale e mariano”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 09:02

“Auguro che da questo scenario meraviglioso e unico di Matera possa arrivare a tutti un messaggio di riscatto civile e sociale, culturale e umano, spirituale e mariano: non a caso quest’evento ho voluto che si celebrasse all’interno della festa della Madonna della Bruna. Matera, tra le tante belle definizioni attribuitele, ne ha una in particolare, della quale ne andiamo orgogliosi: è la città di Maria”. Lo ha affermato ieri sera l’arcivescovo di Matera-Irsina, monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, aprendo a Matera la prima “Festa di Avvenire” dell’estate 2017. L’arcivescovo ha iniziato il suo saluto citando san Giovanni Paolo II: “Cultura è ciò per cui l’uomo, in quanto uomo, diviene maggiormente uomo”. “Da Matera, patrimonio Unesco che si proietta verso il 2019 quale Capitale europea della cultura, come Chiesa cattolica focalizziamo l’umanità intera”, ha rilevato mons. Caiazzo, evidenziando che “è quanto in definitiva, fin dalle prime battute, dice il Concilio Vaticano II nella Costituzione pastorale Gaudium et spes: ‘Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore’”. “Sembra di sentire la voce di Papa Francesco”, ha osservato l’arcivescovo, aggiungendo che “questa è stata la missione della Chiesa da sempre, la stessa che oggi guida Papa Francesco e che ci ricorda: ‘Una Chiesa che presenta questi tre tratti – umiltà, disinteresse, beatitudine – è una Chiesa che sa riconoscere l’azione del Signore nel mondo, nella cultura, nella vita quotidiana della gente’”.

Un metodo per pregare la preghiera di Gesù insieme ai salmi

Natidallospirito.com - Mon, 2017-06-19 11:22

Una monaca ortodossa copta.

I Padri del deserto egiziano usavano pregare frequentemente durante il giorno per ottemperare al comando del Signore “Pregate senza stancarvi mai” (Lc 18,1), “Vegliate e pregate in ogni momento” (Lc 21,36) e quello dell’Apostolo “Pregate incessantemente” (1Ts 5,17). Lo facevano utilizzando invocazioni brevi, che sant’Agostino definirà “scoccate” (da cui il termine ‘giaculatoria’ da ‘iaculum’ che significa freccia in latino).  Solitamente, durante la giornata, ripetevano uno o più versetti dei salmi, o in generale della Scrittura. Oppure utilizzavano preghiere spontanee nelle quali appariva il santo nome di Gesù. È a partire da questa antica pratica monastica egiziana che si svilupperà la tradizione bizantina della preghiera di Gesù con la sua formula ben presto divenuta fissa: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me (peccatore)”. Più raro è trovare nelle fonti la preghiera di Gesù abbinata ai salmi.

Ancora oggi i monaci e le monache egiziane praticano la preghiera “scoccata”. Quello che segue è un metodo, sviluppato da un monastero di monache egiziane, il Monastero di Mar Girgis di Zuwayla, che unisce la preghiera di Gesù ai salmi. Consiste in due parti: la prima parte recita “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio”; la seconda, invece, contiene un brevissimo frammento salmico, spesso anche soltanto un verbo. Ad esempio: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, aiutami” (cf. Sal 109,26). In totale queste preghiere fonologiche  sono 303 e vanno recitate da seduti con in mano una croce.

Una delle monache, che preferisce restare anonima, spiega la genesi di questa preghiera:

Sin da quando ero novizia i salmi sono stati un grande scoglio per me. Recitarli era per me come scalare una montagna. Li trovavo ripetitivi, quando non addirittura incomprensibili. Ho sempre avuto molta difficoltà a pregarli e li pregavo per pura obbedienza. Ricordo la grande fatica di prendere in mano il salterio in cella. Spesso trovavo una scusa, recitavo preghiere più semplici. Ero una grande appassionata della preghiera di Gesù! Ricordo che mi colpì un detto di San Macario il Grande che trovai nel Giardino dei monaci, la collezione dei Detti dei padri del deserto che usiamo in Egitto. San Macario raccontava che da piccolo notava che le donne tenevano una specie di gomma da masticare in bocca per mandare via l’alito cattivo. Proprio come i nostri chewingum di oggi! Diceva Macario che se un chewingum è capace di togliere l’alito cattivo e di rinfrescare le viscere, quanto più il nome di Gesù è capace di mandare via l’alito cattivo dei peccati e quanto più questo va “masticato” continuamente per espellere ogni schifezza che abbiamo dentro. Il nome di Gesù ha un potere enorme perché è legato strettamente al Figlio di Dio. Il libro del Pellegrino russo, poi, mi ha fatto definitivamente innamorare di questa preghiera meravigliosa! Però ogni volta la mia madre spirituale mi spingeva a pregare anche i salmi che, diceva, erano la colonna vertebrale della preghiera del cristiano. Tutte le altre preghiere vanno abbinate ad esse. Per incoraggiarmi mi diceva sempre: “Anche Gesù pregava i salmi”!

Un giorno entrai in cella per pregare. Presi il salterio. Non ce la facevo. A una monaca copta è richiesto di recitare almeno un centinaio di salmi al giorno! Ho chiesto al Signore di aiutarmi. Dopo qualche giorno, riprendendo di nuovo il salterio, notavo che a ogni richiesta di azione da parte dell’uomo nei confronti di Dio, aggiungevo spontaneamente il nome di Gesù. “Conducimi a pascoli erbosi, Signore Gesù”, “Piega il tuo orecchio, Signore Gesù Cristo” ecc. E notavo, con mio grande gioia, che i salmi mi sembravano molto più leggeri. Non sapevo che, di fatti, applicavo nella vita di preghiera quello che i Padri hanno spesso detto e cioè che i salmi vanno pregati in chiave cristologica! Mi sentii rinata.

Giorno dopo giorno, iniziai allora a scrivere delle piccole preghiere che combinavano la preghiera di Gesù e dei versetti presi dai salmi. In fondo, anche la preghiera di Gesù “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi compassione di me” combina il santo Nome e la preghiera del pubblicano (cf. Lc 18,13). È così che ho iniziato ad amare i salmi. Giorno dopo giorno ho aggiunto sempre nuove preghiere e credo a oggi di aver inserito tutti i salmi. Oggi prego la preghiera di Gesù con i salmi o una volta al giorno oppure suddivido le 303 invocazioni in tre momenti diversi della giornata. Mi metto seduta con in una mano il mano il libretto che ho creato con le 303 preghiere, e in un’altra una corda di preghiera o una croce. Bisogna recitare queste invocazioni molto lentamente, gustando ogni singola parola. Il nome di Gesù è buono al palato spirituale, come dicono le Lodi mattutine copte. Il nome di Gesù è come miele per il nostro spirito, è dolcissimo per il nostro cuore. I versi del salmi sono parte della Scrittura e perciò nutrono la nostra anima e il nostro spirito. Bisogna diventare buongustai della preghiera, bisogna dare tempo, sentire il nome di Gesù nella bocca, come diceva san Macario.

Un altro metodo che uso spesso e che altre mie sorelle hanno adottato è quello di recitare, durante l’arco della giornata, una delle 303 preghiere mentre si lavora, si cammina, si fanno i servizi comunitari. Di solito io seguo l’ordine: il primo giorno la prima della lista, il secondo la seconda ecc. Ma ci sono alcune monache che conosco che invece scorrono ogni giorno la lista per cercare la preghiera che è maggiormente in sintonia con i sentimenti di quella giornata. C’è chi preferisce, nel giorno dell’angoscia, recitare versetti che invocano aiuto nell’angoscia. Ma c’è anche chi, nei giorni difficili, preferisce usare versetti che esprimono gioia e riconoscenza a Dio con una specie di metodo antirretico, come lo ha descritto Evagrio.

Anche questo metodo è molto utile ed è simile a quello con cui si può recitare anche la preghiera di Gesù.  Una modalità non esclude l’altra ma anzi l’una completa l’altra. Bisogna pregare sempre, non importa come! Certo, soprattutto tra i laici, c’è chi non riesce a stare seduto in camera per più di mezzora di fila. Non è solo una questione di mancanza di tempo. Chi non è abituato a un simile modo di pregare perde molto facilmente l’attenzione, si alza, accende la tv, si ricorda di stendere i panni, pensa a quell’episodio fastidioso successo al mattino, progetta cose per l’indomani… In una parola: è distratto! Tanto più che i Padri ci dicono chiaramente che nel momento della preghiera si ammassano su di noi tutte le distrazioni possibili e immaginabili! Per questo prima di pregare sarebbe bene sgomberare la mente dai pensieri e “chiudere la porta” (cf. Mt 6,6). Chiudere la porta non è soltanto chiudere fisicamente la porta della propria camera, ma spiritualmente chiudere quella della propria mente. Come diceva un padre del deserto: “Se l’uomo in dice in cuor suo: ‘Io solo e Dio siamo in questo mondo’ non avrà pace” (abba Alonio, Alf. 1).

Qui di seguito offriamo le 303 invocazioni al Nome santo di Gesù, segnalando il salmo da cui è tratta la seconda parte. Si suggerisce di stamparle e usarle per la propria preghiera personale:

  1. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rendimi come albero piantato lungo corsi di acque (cf. Sal 1,3)
  2. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, veglia sulla mia via (cf. Sal 1,6)
  3. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rispondimi dal monte del tuo Santo (cf. Sal 3,5)
  4. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mi sveglio perché mi sostieni (cf. Sal 3,6)
  5. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorgi, salvami (cf. Sal 3,8)
  6. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, quando ti invoco rispondimi (cf. Sal 4,2)
  7. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rendi saldo il mio cuore (cf. Sal 57,8)
  8. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, porgi l’orecchio (cf. Sal 5,2)
  9. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra (cf. Sal 8,2)
  10. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorgi alza la tua mano, non dimenticare i miseri (cf. Sal 9,33)
  11. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, accogli il desiderio dei miseri, rafforza i loro cuori, porgi l’orecchio (cf. Sal 9,38)
  12. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fa’ giustizia all’orfano e all’oppresso (cf. Sal 9,39)
  13. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non incuta più terrore l’uomo fatto di terra (cf. Sal 9,39)
  14. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non dimenticare il povero (cf. Sal 10,19)
  15. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non deludere la speranza degli afflitti (cf. Sal 10,19)
  16. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, guarda l’affanno e il dolore e prendili nella tua mano (cf. Sal 10,35)
  17. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non stare lontano, non ti nascondere nel tempo dell’angoscia (cf. Sal 10,22)
  18. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi abitare nella tua tenda (cf. Sal 15,1)
  19. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi dimorare nel monte del tuo Santo (cf. Sal 15,1).
  20. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, donami di contemplare il tuo volto (cf. Sal 17,15)
  21. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei il mio Signore, il mio bene, senza di te non ho alcun bene (cf. Sal 16,2)
  22. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, scruta il mio cuore (cf. Sal 17,3)
  23. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, custodiscimi come la pupilla dell’occhio (cf. Sal 17,8)
  24. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, al risveglio saziami della tua presenza (cf. Sal 17,15)
  25. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sostienimi (cf. Sal 51,14)
  26. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei il mio pastore, non manco di nulla (cf. Sal 23,1)
  27. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi riposare su pascoli erbosi (cf. Sal 23,2)
  28. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, conducimi ad acque quiete (cf. Sal 23,2)
  29. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, riscattami e abbi misericordia (cf. Sal 26,11)
  30. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la mia anima ti attende (cf. Sal 33,20)
  31. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mio aiuto e mio scudo sei tu (cf. Sal 33,20)
  32. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, in te gioisce il mio cuore (cf. Sal 33,21)
  33. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, confido nel tuo santo Nome (cf. Sal 33,21)
  34. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la tua misericordia sia su di me (cf. Sal 33,22)
  35. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei un rifugio per me (cf. Sal 32,7)
  36. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei la mia gloria e sollevi il mio capo (cf. Sal 3,4)
  37. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te io grido (cf. Sal 30,3)
  38. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorgi Signore, salvami mio Dio (cf. Sal 3,8)
  39. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rispondimi, Dio, mia giustizia (cf. Sal 4,1)
  40. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, pietà di me (cf. Sal 4,2)
  41. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ascolta la mia preghiera (cf. Sal 4,2)
  42. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, risplenda su di me la luce del tuo volto (cf. Sal 4,7)
  43. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ascolta le mie parole (cf. Sal 5,2)
  44. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, intendi il mio lamento (cf. Sal 5,2)
  45. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, te io prego (cf. Sal 5,3)
  46. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, guidami alla tua giustiza (cf. Sal 5,9)
  47. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, spianami davanti il tuo cammino (cf. Sal 5,9)
  48. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non punirmi nella tua ira (cf. Sal 6,2)
  49. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non castigarmi nel tuo sdegno (cf. Sal 6,2)
  50. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, pietà di me perché sono debole (cf. Sal 6,3)
  51. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, guariscimi (cf. Sal 6,3)
  52. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, volgiti a liberarmi (cf. Sal 6,5)
  53. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami per la tua misericordia (cf. Sal 6,5)
  54. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami e liberami da chi mi perseguita (cf. Sal 7,2)
  55. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vedi la mia miseria, opera dei miei nemici (cf. Sal 9,14)
  56. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, gioisco in te ed esulto (cf. Sal 10,3)
  57. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, esulto per la tua salvezza (cf. Sal 9,15)
  58. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, accogli la causa del giusto (cf. Sal 17,1)
  59. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, saggia il mio cuore, scrutalo di notte, provami al fuoco (cf. Sal 17,3)
  60. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sulle tue vie tieni saldi i miei passi e i miei piedi non vacilleranno (cf. Sal 17,5)
  61. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mostrami i prodigi del tuo amore (cf. Sal 17,6)
  62. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salva dai nemici chi si affida alla tua destra (cf. Sal 17,7)
  63. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, proteggimi all’ombra delle tue ali (cf. Sal 17,8)
  64. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorgi, affronta, abbatti il malvagio (cf. Sal 17,13)
  65. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, al risveglio saziami della tua presenza (cf. Sal 17,15)
  66. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te elevo l’anima mia (cf. Sal 25,1)
  67. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non sia confuso (cf. Sal 25,2)
  68. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non trionfino su di me i miei nemici (cf. Sal 25,2)
  69. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi conoscere le tue vie (cf. Sal 25,4)
  70. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, insegnami i tuoi sentieri (cf. Sal 25,4)
  71. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, guidami nella tua verità e istruiscimi (cf. Sal 25,5)
  72. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ricordati delle tue misericordie e della tua fedeltà (cf. Sal 25,6)
  73. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non ricordare i peccati e le rivolte della mia giovinezza (cf. Sal 25,7)
  74. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà (cf. Sal 25,7)
  75. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per il tuo nome, Signore, perdona il mio peccato (cf. Sal 25,11)
  76. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, volgiti a me e abbi misericordia (cf. Sal 25,16)
  77. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, allevia le angosce del mio cuore (cf. Sal 25,17)
  78. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, liberami dagli affanni (cf. Sal 25,17)
  79. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vedi la mia miseria e la mia pena (cf. Sal 25,18)
  80. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, perdona tutti i miei peccati (cf. Sal 25,18)
  81. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, proteggimi, dammi salvezza (cf. Sal 25,20)
  82. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, al tuo riparo io non sia deluso (cf. Sal 25,20)
  83. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, libera Israele da tutte le sue angosce (cf. Sal 25,22)
  84. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mia forza e mio scudo (cf. Sal 28,7)
  85. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, liberami dalla morte (cf. Sal 56,14)
  86. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo (cf. Sal 31,17)
  87. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti benedico in ogni momento (cf. Sal 34,2)
  88. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorgi in mio aiuto (cf. Sal 35,2)
  89. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vibra la lancia e la scure contro chi mi insegue (cf. Sal 35,3)
  90. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, di’ alla mia anima: ‘Sono io la tua salvezza’ (cf. Sal 35,3)
  91. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, da me non stare lontano (cf. Sal 35,22)
  92. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, saziami dell’abbondanza della tua casa (cf. Sal 36,9)
  93. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non abbandonarmi (cf. Sal 27,9)
  94. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, in te la mia speranza (cf. Sal 39,8)
  95. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, liberami da tutte le mie colpe (cf. Sal 39,9)
  96. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non rendermi scherno dello stolto (cf. Sal 39,9)
  97. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non essere sordo alle mie lacrime (cf. Sal 39,13)
  98. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, chinati su di me (cf. Sal 40,2)
  99. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi uscire dalla fossa della morte (cf. Sal 40,3)
  100. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, stabilisci sulla roccia i miei piedi (cf. Sal 40,4)
  101. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rendi sicuri i miei passi (cf. Sal 40,4)
  102. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, metti sulla mia bocca un canto nuovo (cf. Sal 40,5)
  103. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non rifiutarmi la tua misericordia (cf. Sal 40,12)
  104. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, degnati di liberarmi (cf. Sal 40,14)
  105. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, esultino e gioiscano in te quelli che ti cercano (cf. Sal 40,17)
  106. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi cura di me perché sono povero e infelice (cf. Sal 40,18)
  107. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei mio aiuto e mia liberazione (cf. Sal 40,18)
  108. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non tardare (cf. Sal 40,18)
  109. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la mia anima anela a te (cf. Sal 42,2)
  110. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, quando verrò e vedrò il tuo volto? (cf. Sal 42,3)
  111. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, l’anima mia ha sete di te (cf. Sal 42,3)
  112. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, perché mi hai dimenticato? (cf. Sal 42,10)
  113. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, perché triste me ne vado, oppresso dal nemico? (cf. Sal 42,10)
  114. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi giustizia (cf. Sal 43,1)
  115. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, liberami dall’uomo iniquo e fallace (cf. Sal 43,1)
  116. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, manda la tua luce e la tua verità (cf. Sal 43,3)
  117. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, siano la tua luce e la tua verità a guidarmi (cf. Sal 43,3)
  118. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sei tu il mio re (cf. Sal 44,5)
  119. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorgi, vieni in mio aiuto (cf. Sal 44,26)
  120. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami per la tua misericordia (cf. Sal 44,27)
  121. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei il più bello dei figli dell’uomo (cf. Sal 45,3)
  122. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei per me rifugio e forza (cf. Sal 46,1)
  123. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei aiuto sempre vicino nelle angosce (cf. Sal 46,2)
  124. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, pietà di me secondo la tua misericordia (cf. Sal 51,3)
  125. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, lavami a fondo dalla mia colpa (cf. Sal 51,4)
  126. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, purificami dal mio peccato (cf. Sal 51,4)
  127. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, riconosco la mia colpa (cf. Sal 51,5)
  128. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, contro di te, contro te solo ho peccato (cf. Sal 51,6)
  129. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, nell’intimo insegnami la sapienza (cf. Sal 51,8)
  130. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, lavami e sarò più bianco della neve (cf. Sal 51,9)
  131. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi sentire gioia e letizia (cf. Sal 51,10)
  132. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, distogli lo sguardo dal mio peccato (cf. Sal 51,11)
  133. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, cancella tutte le mie colpe (cf. Sal 51,11)
  134. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, crea in me un cuore puro (cf. Sal 51,12)
  135. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non privarmi del tuo Spirito santo (cf. Sal 51,12)
  136. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rinnova in me uno spirito regale (cf. Sal 51,12)
  137. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la mia bocca proclami la tua lode (cf. Sal 51,17)
  138. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fa’ grazia a Sion (cf. Sal 51,20)
  139. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, roccia della mia forza (cf. Sal 89,27)
  140. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei il mio Dio (cf. Sal 63,2)
  141. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, all’aurora ti cerco (cf. Sal 63,2)
  142. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, di te ha sete l’anima mia (cf. Sal 63,2)
  143. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te anela la mia carne come terra deserta (cf. Sal 63,2)
  144. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, donami di contemplare la tua potenza e la tua gloria (cf. Sal 63,3)
  145. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la tua grazia vale più della vita (cf. Sal 63,4)
  146. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, nel tuo nome alzo le mie mani (cf. Sal 63,5)
  147. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, esulto di gioia all’ombra delle tue ali (cf. Sal 63,8)
  148. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te si stringe l’anima mia (cf. Sal 63,9)
  149. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la forza della tua destra mi sostiene (cf. Sal 63,9)
  150. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, proteggimi dalla congiura degli empi (cf. Sal 64,3)
  151. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, innalzo a te la mia preghiera (cf. Sal 69,14)
  152. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vòlgiti a me nella tua grande tenerezza (cf. Sal 69,17)
  153. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non nascondere il tuo volto al tuo servo (cf. Sal 69,18)
  154. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vieni a salvarmi (cf. Sal 70,2)
  155. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vieni presto in mio aiuto (cf. Sal 70,2)
  156. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, siano confusi e arrossiscano quanti attentano alla mia vita (cf. Sal 70,3)
  157. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, retrocedano e siano svergognati quanti cercano la mia rovina (cf. Sal 70,3)
  158. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, nella tua giustizia liberami e difendimi (cf. Sal 71,2)
  159. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, porgimi ascolto e salvami (cf. Sal 71,2)
  160. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sii per me rupe di difesa (cf. Sal 71,3)
  161. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sii per me baluardo inaccessibile (cf. Sal 71,3)
  162. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei mio rifugio e mia fortezza (cf. Sal 71,3)
  163. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami dalle mani dell’empio (cf. Sal 71,4)
  164. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sei tu la mia speranza (cf. Sal 71,5)
  165. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te la mia lode senza fine (cf. Sal 71,6)
  166. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, prendimi per la mano destra (cf. Sal 73,23)
  167. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, guidami con il tuo consiglio (cf. Sal 73,24)
  168. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, accoglimi nella tua gloria (cf. Sal 73,24)
  169. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non abbandonare alle fiere l’anima di chi ti loda (cf. Sal 74,19)
  170. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, presto ci venga in contro la tua misericordia (cf. Sal 79,8)
  171. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi rivivere e invocherò il tuo nome (cf. Sal 80,19)
  172. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, custodiscimi (cf. Sal 86,2)
  173. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rallegra l’anima del tuo servo (cf. Sal 86,4)
  174. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, donami un cuore semplice che tema il tuo nome (cf. Sal 86,11)
  175. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, dona forza al tuo servo (cf. Sal 86,16)
  176. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salva il figlio della tua ancella (cf. Sal 86,16)
  177. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, saziami della tua misericordia (cf. Sal 90,14)
  178. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sia su di me la tua grazia (cf. Sal 33,22)
  179. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non abbandonare l’opera delle tue mani (cf. Sal 138,8)
  180. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mostraci la tua salvezza (cf. Sal 85,8)
  181. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, esulto per le opere delle tue mani (cf. Sal 92,5)
  182. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, come sono grandi le tue opere (cf. Sal 92,6)
  183. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ridonami la gioia di essere salvato (cf. Sal 51,14)
  184. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, apri le mie labbra e la mia bocca canterà la tua lode (cf. Sal 51,17)
  185. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, lodo il tuo nome perché è buono (cf. Sal 54,8)
  186. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, il tuo nome è per sempre (cf. Sal 135,13)
  187. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, annuncerò il tuo nome ai miei fratelli (cf. Sal 22,23)
  188. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per il tuo nome perdona il mio peccato anche se è grande (cf. Sal 25,11)
  189. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per il tuo nome salvami (cf. Sal 54,3)
  190. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per la tua potenza rendimi giustizia (cf. Sal 54,3)
  191. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ascolta la mia preghiera (cf. Sal 54,3)
  192. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, porgi l’orecchio alle parole della mia bocca (cf. Sal 54,3)
  193. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non respingere la mia supplica (cf. Sal 55,2)
  194. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, dammi ascolto e rispondimi (cf. Sal 55,3)
  195. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, in te mi rifugio (cf. Sal 57,2)
  196. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mi rifugio all’ombra delle tue ali (cf. Sal 57,2)
  197. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami dai miei nemici (cf. Sal 69,19)
  198. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, proteggimi dagli aggressori (cf. Sal 59,2)
  199. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, liberami da chi fa il male (cf. Sal 59,3)
  200. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, svegliati e vienimi incontro (cf. Sal 59,5)
  201. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, canto la tua potenza (cf. Sal 59,17)
  202. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, esalto la tua misericordia (cf. Sal 59,17)
  203. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mia forza, a te voglio cantare (cf. Sal 59,18)
  204. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami con la tua destra (cf. Sal 138,7)
  205. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rispondimi presto (cf. Sal 143,7)
  206. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vieni in mio soccorso (cf. Sal 80,3)
  207. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non respingere il tuo popolo (cf. Sal 94,14)
  208. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non abbandonare la tua eredità (cf. Sal 94,14)
  209. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la tua misericordia mi sostiene (cf. Sal 94,18)
  210. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, il tuo conforto mi ha consolato (cf. Sal 94,19)
  211. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, strappami dalla mano della morte (cf. Sal 49,16)
  212. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami dalle mani dell’iniquo e dell’oppressore (cf. Sal 71,4)
  213. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, quando verrai a me? (cf. Sal 101,2)
  214. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te giunga il mio grido (cf. Sal 102,2)
  215. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, nel giorno dell’angoscia non nascondermi il tuo volto (cf. Sal 102,3)
  216. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non rapirmi a metà dei miei giorni (cf. Sal 102,25)
  217. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rivelami la mia fine, la misura dei miei giorni (cf. Sal 39,5)
  218. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, benedico il tuo nome santo (cf. Sal 106,47)
  219. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, perdona tutte le mie colpe (cf. Sal 103,3)
  220. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, guarisci tutte le mie malattie (cf. Sal 103,3)
  221. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fa’ cadere i miei persecutori nella fossa che mi hanno scavato (cf. Sal 57,7)
  222. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salva dalla fossa la mia vita (cf. Sal 103,4)
  223. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, coronami di compassione e di misericordia (cf. Sal 103,4)
  224. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sazia di bene i miei giorni (cf. Sal 103,5)
  225. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rinnova come aquila la mia giovinezza (cf. Sal 103,5)
  226. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non trattarmi secondo i miei peccati (cf. Sal 105,10)
  227. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non ripagarmi secondo le mie colpe (cf. Sal 105,10)
  228. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, venga su di me la tua misericordia e avrò vita (cf. Sal 119,77)
  229. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, stendi dall’alto la tua mano (cf. Sal 144,7)
  230. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami dalle grandi acque (cf. Sal 144,7)
  231. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, conducimi su una via retta (cf. Sal 107,7)
  232. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sazia il desiderio della mia anima assetata (cf. Sal 107,9)
  233. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ricolma di beni la mia anima affamata (cf. Sal 107,9)
  234. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi uscire dalle tenebre e dall’ombra di morte (cf. Sal 107,14)
  235. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, spezza le mie catene (cf. Sal 107,14)
  236. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, infrangi le porte di bronzo e spezza le barre di ferro (cf. Sal 107,16)
  237. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, manda la tua parola a guarirmi (cf. Sal 107,20)
  238. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, innalzati sopra i cieli, su tutta la terra la tua gloria (cf. Sal 108,6)
  239. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, libera il tuo amico (cf. Sal 108,7)
  240. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, nell’angoscia portami soccorso (cf. Sal 108,13)
  241. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, annienta chi mi opprime (cf. Sal 108,14)
  242. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, io sono tuo salvami (cf. Sal 119,94)
  243. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non abbandonarmi mai (cf. Sal 119,8)
  244. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti cerco con tutto il cuore (cf. Sal 119,10)
  245. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non farmi deviare dai tuoi precetti (cf. Sal 119,10)
  246. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, insegnami i tuoi decreti (cf. Sal 119,68)
  247. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi meditare i tuoi comandamenti (cf. Sal 119,15)
  248. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi gioire nella tua volontà (cf. Sal 119,16)
  249. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non farmi dimenticare mai la tua parola (cf. Sal 119,16)
  250. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sii buono con il tuo servo e avrò vita (cf. Sal 119,17)
  251. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per la tua giustizia rispondimi (cf. Sal 143,2)
  252. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non entrare in giudizio con il tuo servo (cf. Sal 143,2)
  253. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ripenso a tutte le tue opere (cf. Sal 143,5)
  254. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, medito sui tuoi prodigi (cf. Sal 143,5)
  255. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te protendo le mie mani (cf. Sal 143,6)
  256. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sono davanti a te come terra riarsa (cf. Sal 143,6)
  257. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rispondimi presto (cf. Sal 143,7)
  258. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non nascondermi il tuo volto (cf. Sal 143,7)
  259. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, al mattino fammi sentire la tua misericordia (cf. Sal 143,8)
  260. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi conoscere la via da percorrere (cf. Sal 143,8)
  261. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, insegnami a compiere il tuo volere (cf. Sal 143,10)
  262. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, il tuo Spirito buono mi guidi in terra piana (cf. Sal 143,10)
  263. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per il tuo nome fammi vivere (cf. Sal 143,11)
  264. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per la tua giustizia liberami dall’angoscia (cf. Sal 143,11)
  265. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per la tua fedeltà disperdi i miei nemici (cf. Sal 143,11)
  266. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, con la mia voce a te grido aiuto (cf. Sal 142,2)
  267. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, con la mia voce ti supplico (cf. Sal 142,2)
  268. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, davanti a te effondo il mio lamento (cf. Sal 142,3)
  269. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, come incenso salga a te la mia preghiera (cf. Sal 141,2)
  270. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, le mie mani verso di te come sacrificio della sera (cf. Sal 141,2)
  271. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, poni una custodia alla mia bocca (cf. Sal 141,3)
  272. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorveglia la porta delle mie labbra (cf. Sal 141,3)
  273. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non lasciare che il mio cuore si pieghi al male (cf. Sal
  274. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, scioglimi dal laccio che mi hanno teso (cf. Sal 31,5)
  275. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami dal malvagio (cf. Sal 140,2)
  276. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, proteggimi dall’uomo violento (cf. Sal 140,2)
  277. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, proteggimi dalle mani degli empi (cf. Sal 140,4)
  278. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi vedere nella tua luce la luce (cf. Sal 36,10)
  279. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, conserva la luce ai miei occhi (cf. Sal 13,4)
  280. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, in te mi rifugio (cf. Sal 16,1)
  281. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te levo i miei occhi (cf. Sal 123,1)
  282. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sii alla mia destra, non vacillerò (cf. Sal 16,8)
  283. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei il mio Dio e ti ringrazio (cf. Sal 118,28)
  284. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei il mio Dio e ti esalto (cf. Sal 118,28)
  285. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sii la mia sorte nella terra dei viventi (cf. Sal 142,6)
  286. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sii per me la rupe che mi accoglie (cf. Sal 31,3)
  287. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, in te gioisca il mio cuore (cf. Sal 33,21)
  288. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, conta i miei passi della mia vita errante (cf. Sal 56,8)
  289. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, raccogli le mie lacrime nel tuo otre (cf. Sal 56,8)
  290. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, saziaci al mattino della tua misericordia (cf. Sal 90,14)
  291. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, quando mi corico fammi riposare al sicuro (cf. Sal 4,9)
  292. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mia rupe in cui trovo riparo (cf. Sal 18,3)
  293. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti invoco, salvami dai miei nemici (cf. Sal 18,4)
  294. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti siano gradite le parole della mia bocca (cf. Sal 19,15)
  295. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, concedimi secondo il mio cuore, fa’ riuscire ogni mio progetto (cf. Sal 20,5)
  296. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti canto un canto nuovo (cf. Sal 149,1)
  297. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, lodo il tuo nome con danze (cf. Sal 149,3)
  298. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti lodino i tutti i tuoi santi (cf. Sal 150,1)
  299. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti lodo nel firmamento della tua potenza (cf. Sal 150,1)
  300. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti lodo per i tuoi prodigi (cf. Sal 150,1)
  301. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti lodo per la tua immensa grandezza (cf. Sal 150,2)
  302. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti amo mia forza (cf. Sal 18,1)
  303. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ogni vivente ti dia lode (cf. Sal 150,5).

tratto da Ubrushiatuna al-yawm, n. 3/1992, pp. 6-10

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Il medico dell’anima e del cuore.

... e Gioia Sia - Sat, 2013-09-21 09:10

Cuore feritoSe a casa si rompe un tavolo lo portiamo dal falegname che l’ha costruito e lo conosce, certo non andiamo in una officina meccanica. Se il computer si rompe lo portiamo al centro dove li formattano e riprogrammano il tutto, certo non andiamo in macelleria o da qualche altra parte. Eppure…

Eppure se il nostro cuore soffre o la nostra anima é schiacciata dal peso del peccato o soffre perché feriti, troppo spesso non veniamo da Te Signore che tutto puoi perché ci hai pensato fin dall’eternità. Andiamo in mille posti e da mille persone o in mille situazioni che non c’entrano nulla e che sono inutili. Perdonaci Signore e converti il nostro cuore a ritrovare la sua vera casa, che sei Tu. Senza di Te Signore non possiamo fare nulla!

“Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori»” (Mt 9,9-13).

Misericordia di Madre e non ‘strutture’…

... e Gioia Sia - Wed, 2013-09-18 13:43

buon-pastoreAll’insegna della Misericordia, Papa Francesco ha aperto una breccia nel cuore di ogni uomo…La sua è davvero una propensione a chinarsi sulla sofferenza di ognuno e, quasi, ad accarezzarne le ferite, invocandone ‘guarigione’ … e se il 15 scorso, essendo domenica, non abbiamo celebrato l’Addolorata, cioè la Madre ai piedi della Croce, il nostro Santo Padre ci ha riportati, oggi, a quella immensa opera di Misericordia della Madre nei confronti di ogni uomo… La Chiesa non può che essere Maria, la Madre che cerca, aiuta, solleva, ci mette la faccia per difendere e implorare, per ottenere giustizia e molto più perdono, accogliente come grembo dell’umanità, amorevole a immagine del Cuore di Dio: “Noi diciamo che una mamma – nella mia terra lo diciamo – che una mamma sa ‘dar la cara’. Cosa vuol dire, quello? Una mamma sa ‘metterci la faccia’ per i propri figli, cioè è spinta a difenderli, sempre. Penso alle mamme che soffrono per i figli in carcere o in situazioni difficili: non si domandano se siano colpevoli o no, continuano ad amarli e spesso subiscono umiliazioni, ma non hanno paura, non smettono di donarsi. Le mamme sanno metterci la faccia, per i figli” (cit. da RV) e, inoltre, non si stancano di chiedere per essi, ma anche devono bussare al cuore dei figli con la stessa insistenza perché imparino a fare il bene, a scegliere sempre il bene e a procedere su vie faticose ma di verità e di pace:ha esortato dunque a ricordare e mettere in pratica i comandamenti, che ‘invitano a non farci idoli materiali che poi ci rendono schiavi, a ricordarci di Dio, ad avere rispetto per i genitori, ad essere onesti, a rispettare l’altro… Provate a vederli così e a considerarli come se fossero le parole, gli insegnamenti che dà la mamma per andare bene nella vita. Una mamma non insegna mai ciò che è male, vuole solo il bene dei figli, e così fa la Chiesa”. Il suo contemplare la Madre delle genti, lo induce spesso a guardare al femminile, a cercare vie di concretezza e di prossimità, vie di semplicità e di immediata comprensione che in soli sei mesi hanno attratto non solo sguardi e curiosi, ma molto di più coloro che invocavano dallo Spirito un rinnovamento interiore della Chiesa del terzo millennio, il ritorno della partecipazione dei molti intimiditi e allontanati dalle strutture e dal linguaggio altisonante…Oggi, non ci sono scuse: o ti comprometti e prendi la tua parte di responsabilità nella Chiesa o non vuoi aprire il cuore, ti ostini a criticare dall’esterno senza rimboccarti le maniche…cml_icona2Forse ad ognuno di noi, per avvicinare l’ora di una conversione sociale, culturale, delle strutture resistenti ad ogni scossa di rinnovamento, è rivolto questo insistente ed accorato invito, sentendoci tutti MADRI di altri, di figli disperati, angosciati, tormentati e confusi dei nostri condomini, delle nostre strade, degli ambienti in cui siamo chiamati ad operare e vivere:
“Penso a voi, care mamme: quanto pregate per i vostri figli, senza stancarvi! Continuate a pregare, ad affidare i vostri figli a Dio; Lui ha un cuore grande! Bussate alla porta, quella al cuore di Dio, con la preghiera, per i figli. E così fa la Chiesa, anche”. Ecco, il nostro essere Chiesa è ritrovare questa Maternità dolorosa di Maria ai piedi di quella Croce di Salvezza e sperare contro ogni ‘evidenza’ che quel figlio risorgerà, o quei molti figli risorgeranno in Cristo Presente e Vivo…

citaz.http://it.radiovaticana.va/news/2013/09/18/il_papa_alludienza_generale:_la_chiesa_%C3%A8_una_mamma_misericordiosa/it1-729524 del sito Radio Vaticana

Lacrime e tesori per l’eternità.

... e Gioia Sia - Tue, 2013-09-17 07:58

Cielo LuceDavanti al Vangelo di oggi (Lc7,11-17) ho pensato che a volte anche la situazione più nera e più difficile, quella in cui sembra ormai non ci sia più nulla da fare, come la condizione di questa vedova che accompagna il corteo del proprio figlio unico, può diventare l’occasione perché Dio manifesti in pienezza la Sua Gloria.

Non perdiamo mai la fiducia in Colui che tutto può e ogni lacrima versiamola nel Sacro Calice ben attenti che non vada sprecata cadendo a terra, ma consegnandoLa a Lui che la trasformerà in un Tesoro per l’eternità. Allora, al di là delle apparenze, la Resurrezione prima o poi trionferà!

Il seme dell’umiltà e il seme della superbia

... e Gioia Sia - Sun, 2013-09-01 08:51

dal-seme-al-germoglio-evi“Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato” (Lc 14,7-14). Questa la frase condivisa oggi da Chiara sulla sua pagina come Parola di Luce da cercare di vivere insieme in questa Domenica con delle letture particolarmente stimolanti.

Aiutaci Signore a crescere nell’umiltà. Donaci un cuore nuovo e uno Spirito nuovo. Nella prima lettura oggi in Siracide 3,19-21 ci riveli che orgoglio-superbia-vanagloria sono un seme in noi che – se trascuriamo – cresce e mette radici arrivando a fare ciò che vediamo in natura quando anche le strade sono dissestate e rotte perché le radici crescono. Aiutaci oggi a iniziare a tagliare queste radici riconoscendole e consegnandole a Te. Aiutaci a iniziare a seguirti in modo nuovo nella via dell’umiltà da Te tracciata, quella Via di apparente sconfitta ma di piena libertà! Metti in noi il seme della Tua Presenza e dell’umiltà, aiutaci ad innaffiarlo con la preghiera e la pratica delle virtù perché cresca cresca cresca e soffochi la pianta della superbia che troppo spesso ci governa facendoci disperdere e fare ciò che non vogliamo fino a ferite noi stessi e gli altri con scatti d’ira e di ego autoreferenziale. Sì Signore ripetiamo il nostro Confido in Te, In Manus Tuas Domine!

 

Donami un cuore puro, donami la castità del cuore!

... e Gioia Sia - Sat, 2013-08-31 08:18

persona_-_sguardo_intenso_imagelarge“Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste cose non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che vi dona il suo santo Spirito” (1Ts1,4-8).

Una parola forte, che non può lasciare indifferenti…

Questa è la frase che una mattina, aprendo il computer, trovo indicata da Chiara Amirante affinché tutti ci impegnassimo a viverla. Ogni giorno inizio la giornata con la meditazione della Parola di Dio e tutti insieme poi ci si impegna a provare a vivere una specifica parola frutto della lectio divina vissuta e – negli ultimi anni – abbiamo la possibilità di cercare in unità di vivere la stessa Parola pur essendo in diverse parti del mondo perché Chiara la pubblica sulla sua pagina. Pregando e meditando ho sentito sgorgare questa preghiera:

“Donaci Signore un cuore puro capace di guardare il mondo, i fratelli e le sorelle attraverso il tuo sguardo di Padre e di misericordia”. Se riuscissimo dinnanzi al prossimo ad immaginare come lo guarda Dio, pensando che anche lui come noi é stato un bambino/a é che Lui così sempre ci vede… anche quando abbiamo le ginocchia sbucciate… Allora cambierebbero molti nostri atteggiamenti. Mi piace anche in metro o in autobus o mentre cammino guardarmi intorno e ripetermi: “Anche lui/lei sono figli di Dio”. Sì Signore donaci un cuore puro, semplice, nuovo.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo… l’Amore!

... e Gioia Sia - Wed, 2013-08-28 15:00

Male del MondoQualche giorno addietro il mio amico e fratello Paolo ha pubblicato questa foto che riporta questa bella scritta: “L’idea che alcune vite contino di meno è la base di tutto ciò che di sbagliato c’è nel mondo”.

L’ho condivisa anch’io su Facebook e tra i diversi commenti ho notato questo: “belle frasi che non costa niente proferire … ma tra il dire e il fare..?”

Bella provocazione direi. Ma nel cuore subito mi è tornata in mente la risposta di Chiara Amirante ad un incontro: “Tra il dire e il fare c’è di mezzo l’Amore!” E di quale amore stiamo parlando? Di quello con la “A” maiuscola. Di quello concreto, fatto di sudore e fatica. Di quello che costa sempre, anche se poi ti torna centuplicato in felicità interiore al di là della gratitudine o meno altrui. Sì, della carità concreta che subito ci fa pensare ai senti, ma che io associo alla mia nonna che si è spesa una vita intera tra fatiche e sofferenze tirando su con il nonno ben otto figli oggi tutti sposati con un minimo di due figli a testa. Penso a papà che non si è mai ritagliato nulla per sé, sempre disponibile per qualsiasi aiuto con chi ne avesse bisogno, sempre pronto a rinunciare per dare, concreto nel fare, nel cercare soluzioni perché l’altro stesse bene… Penso alla mamma che si sveglia presto la mattina per organizzare la giornata dei figli e del marito, che si consuma giorno dopo giorno in mille peripezie e lavori nel silenzio senza che nessuno dica i grazie realmente dovuti a ciò che fa. Penso al lavoratore o alla lavoratrice che mette impegno e passione cercando di fare al meglio ciò che le compete al di là di tutte le giuste considerazioni da sindacalisti. Penso a tanti che nel silenzio e nel nascondimento ogni giorno mettono amore concreto in ciò che fanno. Penso a chi mette spirito d’iniziativa nella vita non attendendo che qualcuno ti richieda quel bene per te possibile e accessibile. Non si tratta dunque di essere eroi. Ma di cercare di fare al meglio tutto ciò che è in nostro potere. Allora sicuramente dall’Alto un aiuto e un surplus di Grazia arriverà. Sì, tra il dire e il fare c’è di mezzo l’Amore, quello con la “A” maiuscola, quello concreto o almeno l’averci provato con tutte le nostre forze a realizzarlo.

Tale Madre, tale Figlio…

... e Gioia Sia - Tue, 2013-08-27 11:12

Quando incontriamo qualcuno, volto, espressioni, gesti e tutto ciò che traspare dall’insieme ci comunicano almeno qualcosa della sua persona…Qualcosa, perché il mistero celato dietro ai tratti è simile a tanti altri misteri di fede: l’uomo espressione eccellente dell’universo, voluto da Dio a Sua immagine e somiglianza, possiede pur qualcosa in fatto di Mistero…Capolavori del Creato (foto cfsyn)Ma sostiamo, in questo tempo di tanti incontri e di possibilità relazionali (ho letto e apprezzato quelli delle vostre missioni!), a considerare soltanto quanto sia interessante scoprire la bellezza della consegna, del dono assimilato, del saper dare a chi ci sta a cuore ciò che siamo e abbiamo o possediamo davvero Modelli di riferimento: Maria, nostra Madre impareggiabile, tante di quelle sante -che abbiamo anche celebrato anche in questo mese- e S. Monica, madre e cristiana eccellente che precede di un giorno nella nascita al cielo (calendario liturgico) il suo illustre figlio, sant’Agostino…Ella ha trovato quel ‘coraggio di annunciare il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte’ di cui parla Paolo, sia al marito non proprio ideale, al resto della famiglia (sembra un altro figlio e una figlia) e a quel figlio primogenito e ribelle, alla ricerca di se stesso su strade non proprio facili, nel modo più semplice e realistico: trasmettendo vita concreta e coerente e non parole, non assillando con discorsi o prediche, solo edificando con l’esempio costante, quotidiano, sofferto sino alla croce, sperando contro ogni speranza o apparenza… E’ un fatto: Dio che guarda l’interno, l’intimo dei suoi e non le apparenze, che consola e risolleva i poveri, coloro che gridano a Lui, le ha concesso molto più di quanto, credo, avesse chiesto e sperato per quella stessa sua partecipazione alla sua misericordia che è sofferenza offerta e condivisione quotidiana della Croce. 24200
La storia di Monica mi ha sempre commosso, come quella di ogni madre che non possiede mezzi straordinari, non si affida a conoscenze e sistemi umani per conquistare il figlio al vero Bene e mi chiedo se il segreto sia l’insistenza della sua preghiera, la sua perseveranza o la sua stessa giustizia, il vivere, cioè, integralmente il vangelo senza pretesa di mostrarne l’evidenza…Il salmo 138 e il brano di Matteo(23,23ss) della liturgia odierna, che descrive l’esatto contrario di chi vorrebbe accampare meriti nei confronti di Dio, rispondono pienamente ai miei interrogativi e mentre scrivo per ‘noi’, vedo affiorare le risposte: Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,ti sono note tutte le mie vie.
La mia parola non è ancora sulla lingua ed ecco, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano.
Meravigliosa per me la tua conoscenza, troppo alta, per me inaccessibile…fonte-eterna-giovinezza
Preghiera di chi desidera lasciarsi condurre e plasmare da Dio: mi sembra di ascoltarla dalla voce di Monica che, all’alba o di primo mattino, affida ogni pensiero ed ogni suo gesto alla guida dello Spirito e agli angeli di quanti incontrerà, pensieri e parole ponderate alla Sapienza di Maria…Certamente sulle orme di Maria avrà camminato come poche altre, aggrappandosi a Colei che ben conosce il patire dell’anima umana e di quella della donna in ogni nota, e praticando giustizia, misericordia e fedeltà ha aperto i cammini della nuova umanità, della conversione del cuore. Impossibile altrimenti ogni sforzo, ogni presunto slancio, ogni tentativo d’andare a Dio, l’Unico, l’Altissimo e il Santo, utilizzando mezzucci, mezze misure e bandiere per propagandare il cristianesimo alla maniera di coloro che si arruolano per utilità ed interesse. Quasi come succede in estate, quando siamo un po’ più liberi da doveri ordinari e possiamo scegliere luoghi, persone e cose da fare, anche i rapporti umani autentici si rinsaldano, compresi quelli familiari, altri entrano in crisi perché hanno in sé falle e strappi che devono essere presi seriamente in considerazione…Mariti, figli, mogli, sorelle, fratelli, genitori: il nostro cuore, se non è atrofizzato dall’inedia e dall’egoismo, ha capacità di amare tutti e bene, ma è capace e forte nell’amore, formato ad amare, allenato giorno per giorno con l’esercizio e la ‘virtus’ che è forza in ogni sua forma? Monica (331-387), madre virtuosa, cioè salda e tenace nell’autentico amore cristiano, nonché materno, figlia di Maria in ogni cosa, ha raggiunto l’obiettivo: per la sua gratuità d’amore ha ricevuto ricompensa nei Cieli e di lei si può ben dire, ancora, dopo oltre 16 secoli: 16047335-mother-and-her-son-holding-hands-and-walking-in-a-gardentale Madre, tale Figlio, perché la santità è una sola e per giustizia non siedono sui troni i sapienti, né i reali della terra, né coloro che hanno svolto particolari ministeri, ma gli umili che a Dio si affidano e a Lui rendono grazie e lode, in totalità di amore e fedeltà. Che santa Monica (da cui Agostino dice di essere stato generato ‘due volte’) aiuti tutte le madri a trasformare in amore ogni impossibile sofferenza e la Chiesa intera ad essere modello di giustizia, misericordia e fedeltà…

Preghiera di un ragazzo omosessuale

... e Gioia Sia - Sat, 2013-08-24 11:19

mano soleA volte basta un accenno all’orientamento sessuale di una persona per cominciare a mettere etichette…

A volte basta un pregiudizio per scartare, una generalizzazione per perdersi l’originalità di un figlio di Dio.

Forse non è il titolo migliore “preghiera di un ragazzo omosessuale”, perchè rischia di ingenerare dentro di noi chissà quali sentimenti o pensieri. Non esiste la preghiera omosex o quella etero… Esiste sempre e solo l’unicità della singola persona, che solo Dio è in grado di giudicare.

L’autore si fa chiamare “Eliseo del Deserto”… capirete perchè. Di lui abbiamo pubblicato anche la lettera che scrisse a Papa Francesco qualche tempo fa, e ora vi proponiamo questa sua preghiera a Dio. Buona lettura e buona preghiera!

http://eliseodeldeserto.blogspot.it/2013/08/preghiera-di-un-ragazzo-omosessuale.html

 

Tu sei invidioso perché io sono buono?

... e Gioia Sia - Wed, 2013-08-21 10:50

Il Vangelo di oggi Matteo 20,1-16 sicuramente non piacerebbe ad un sindacalista. Ma é profondamente vero…

Se il Signore si é accordato con noi per un denaro perché dovremmo lamentarci pretendendo di più?!? Troppo spesso lo sport preferito da noi cristiani é la critica, il mugugnare, il pretendere sempre e comunque senza sapere gioire di ciò che abbiamo. Troppo spesso si pensa di sapere meglio di Dio ciò di cui avremo bisogno o ciò che Lui dovrebbe fare… Ricordiamoci – come nella parabola di oggi – che anche nella nostra vita il Maestro é passato e ci ha tolto dalla strada, dal non far niente, dal vuoto, dal nulla, dal peccato, dalla morte…Dandoci la possibilità di essere protagonisti nella vita e di lavorare nella Vigna!! Che fiducia e che responsabilità! Allora la vera paga é già il poter lavorare nella vigna. La vera paga é la comunione con Lui! Non abbiamo nulla da pretendere, solo da lodare e ringraziare! E se concede ad alti di più… Lode a Lui che é buono e che nella Sua Sapienza infinita sa bene ciò che opera… E lode a Dio che arricchisce un fratello o una sorella che é un altro me! Siamo in cordata. Il Vangelo non sono chiacchiere e lamentele, ma vita e concretezza. Grazie Signore per ricordarcelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 20,1-16.

«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi? Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno. Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».

#fallingplates – piatti che cadono

... e Gioia Sia - Mon, 2013-08-12 09:24

Un video da vedere fino alla fine. Fermatevi 2 minuti e cliccate play #egioiasia sempre!

 

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