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Disabilità: Ruggeri (Fede e luce), “il teatro integrato per includere”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 19:00

Entrare in relazione con le persone con disabilità. È questo l’obiettivo del teatro integrato di cui ha parlato Alessandra Ruggeri della onlus Fede e Luce durante il seminario “Le abilità che includono” promosso dall’Ufficio catechistico della diocesi di Roma. “I nostri laboratori teatrali – ha spiegato – rappresentano delle occasioni di formazione personale per conoscere se stessi, ritrovare le potenzialità e le riserve residue che nelle persone con disabilità rimangono nascoste. Ai laboratori non partecipano solo le persone disabili e abbiamo visto che per tutti vivere un’esperienza di questo genere insieme aiuta a vivere. È teatro, ma anche crescita personale”. “Avere a che fare con persone così schiette – ha raccontato – mette a nudo anche quelli che sono considerati normali. La metodica teatrale è uno strumento per acquisire le abilità e fare qualcosa di diverso nella vita di tutti i giorni. Relazionarsi con persone per cui la fedeltà è così importante mette alla prova”. “I laboratori – ha spiegato – sono strutturati per 15 persone e divisi per fasce d’età. Il teatro non è altro che una palestra, si gioca molto perché tramite il gioco si arriva al rispetto e alla fiducia dell’altro. Le relazioni che nascono sono autentiche e basate sulla capacità di accoglienza. Facciamo tutto questo per un reciproco completamento – ha concluso -, per accorciare le distanze e scoprire che i limiti siano solo delle nuove opportunità”.

Terremoto: Gigli, Mpv accanto alle comunità colpite affinché fiducia nella vita non venga mai meno

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 18:49

“Le nostre comunità colpite dal sisma hanno bisogno della vostra presenza apportatrice di speranza e fiducia nella vita che rinasce. Siamo grati al vescovo di Ascoli, monsignor Giovanni D’Ercole, per l’apprezzamento dimostrato per l’opera del Centro di aiuto alla vita della città a favore delle comunità colpite dal terremoto”. Lo ha affermato ad Ascoli il presidente del Movimento per la vita Italiano (Mpv), Gian Luigi Gigli, al termine della cerimonia nel corso della quale il vescovo della città, insieme all’arcivescovo di Ancona, cardinale Edoardo Menichelli, ha benedetto il camper che il Mpv ha donato come Cav di urgenza.

“Il Movimento per la vita, anche attraverso l’opera del Centro di aiuto alla vita mobile, intende essere segno di speranza accanto alle donne in difficoltà – ha sottolineato Gigli – trasmettendo loro fiducia nella vita che non muore. La felice coincidenza della consegna del mezzo con la festa dell’Annunciazione, che ricorda il concepimento di Gesù, dia significato ancor maggiore alle nostre attività a favore di ogni bambino concepito”.

Nel corso della cerimonia svoltasi in piazza dell’Arrengo, monsignor D’Ercole ha annunciato la prossima consegna al Cav di Ascoli di una nuova sede in sostituzione di quella danneggiata dal terremoto, manifestando parole di apprezzamento per l’opera dei volontari. A conclusione della benedizione, il presidente Gigli ha consegnato le chiavi dell’automezzo e il vescovo di Ascoli ha ringraziato la segretaria del Cav di Ascoli, Anita Gasparrini, per quanto ha fatto per le vittime del sisma.

Medici cattolici: Filippo Maria Boscia rieletto presidente nazionale dell’Amci

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 18:40

Filippo Maria Boscia è stato rieletto presidente dell’Associazione medici cattolici italiani. La conferma alla guida dell’Amci è arrivata nel corso del XXVI congresso nazionale che si è concluso nel pomeriggio ad Ascoli Piceno. Del nuovo consiglio direttivo faranno parte anche i vicepresidenti Franco Balzaretti (Nord Italia), Stefano Ojetti (Centro Italia), Giuseppe Battimelli (Sud Italia), Vincenzo Saraceni (segretario nazionale) e Mauro Persiani (vicesegretario). Il congresso nazionale si era aperto con la celebrazione presieduta dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. “Alla tre-giorni di incontri e dibattiti, incentrata su ambiente, medicina e salute – si legge in una nota – alla presenza dell’assistente ecclesiastico nazionale, il cardinale Edoardo Menichelli, sono intervenuti, tra gli altri, mons. Carmine Arice, il ministro Beatrice Lorenzin, Cesare Mirabelli, Giovanni Serpelloni, Massimo Gandolfini, Gianluigi Gigli, Vincenzo Defilippis, Giuseppe Acocella, Aldo Bova”. Nella mozione finale è stato ribadito l’impegno dell’Amci “per evitare che l’embrione umano venga trasformato nell’ennesimo prodotto in un mondo di mercificazioni” e “la ferma e categorica opposizione nei confronti dell’accanimento terapeutico e delle pratiche eutanasiche, considerate vera e propria violazione del giuramento ippocratico”.

Papa a Milano: mons. Pompili (Rieti), “nei luoghi colpiti dal terremoto occorre una spinta di solidarietà”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 18:21

(da Milano – Stadio San Siro) “Il terremoto distrugge ogni cosa e stravolge la vita da un momento all’altro. Non abbatte soltanto le case, ma anche i legami e i sentimenti. Ecco perché, per superare tragedie come quella che ha colpito Rieti, è importante essere presenti fisicamente e spiritualmente”. Lo ha detto il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, intervenendo allo stadio di San Siro a pochi minuti dall’arrivo di Papa Francesco. Il vescovo ha parlato del progetto di Caritas Ambrosiana “Casa del Futuro”, frutto della raccolta fondi promossa per contribuire alla ricostruzione delle case di Amatrice, cittadina devastata dal sisma. “Nei luoghi colpiti dal terremoto – ha detto mons. Pompili davanti a 70mila persone – occorre una spinta di solidarietà che dice che non saremo lasciati soli. Il terremoto è una tragedia enorme, ma se ci si tiene per mano è possibile affrontare il dramma insieme, attraverso il forte legame tra le diverse generazioni. La comunità serve proprio a questo, a farsi forza attraverso l’impegno comune”. A San Siro ha preso la parola anche il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti. “Questo progetto – ha spiegato Gualzetti – ha l’obiettivo di ricostruire quello che la diocesi di Rieti ha perso nel terremoto. Vuole essere un aiuto concreto alle popolazioni del Lazio, dell’Umbria e delle Marche, una speranza di ricominciare”. Secondo il direttore della Caritas Ambrosiana per stare vicino a chi soffre è necessario “interessarsi e avere cura del prossimo. Bisogna partire – ha aggiunto Gualzetti – da chi ci vive accanto, per arrivare fino a chi, come i migranti, lascia la propria terra in cerca di un futuro migliore”.

Cino Tortorella: lunedì pomeriggio a Milano i funerali accompagnati dai canti del Piccolo Coro dell’Antoniano

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 18:00

I funerali di Cino Tortorella, lo storico “Mago Zurlì” dello “Zecchino d’Oro” scomparso venerdì a quasi 90 anni, verranno celebrati lunedì 27 marzo, alle 14.45, presso la Chiesa della Divina Provvidenza di Quinto Romano, a Milano. “L’ultimo saluto, in accordo con la famiglia – si legge in una nota – sarà accompagnato dai canti del Piccolo Coro ‘Mariele Ventre’ dell’Antoniano di Bologna diretto da Sabrina Simoni”. “Questa presenza – prosegue la nota – vuole rendere omaggio nel modo più semplice e sincero a chi per primo ha saputo valorizzare con uno strumento nuovo come quello della televisione il mondo dell’infanzia”. La camera ardente sarà allestita, invece, dalle 9 alle 13 presso il Piccolo Teatro Grassi, nella sede storica di via Rovello 2 a Milano. I figli Chiara, Guido, Davide e Lucia fanno sapere che “chiunque voglia salutarlo è benvenuto”.

Papa a Milano: card. Scola, “grazie per questa giornata che ha voluto passare con noi”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 17:53

“Dopo la celebrazione eucaristica in questo luogo, trasformato in una cattedrale a cielo aperto, e prima di incontrare allo Stadio di San Siro i ragazzi della Cresima di quest’anno voglio dirle il grazie della Chiesa ambrosiana e di tutto il popolo lombardo per questa giornata che ha voluto passare con noi”. È l ringraziamento del cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, al Papa, al termine della messa nel Parco di Monza, penultima tappa della visita pastorale nella diocesi ambrosiana. “I gesti che lei ha compiuto – ha proseguito Scola – ci offrono una significativa indicazione per l’evangelizzazione di questa nostra metropoli lombarda. In particolare l’abbraccio ai più poveri, agli immigrati, ai carcerati indica la strada perché Gesù Cristo nostra pace, Gesù che è la bellezza, la verità, la bontà e la giustizia di cui tutte le donne e tutti gli uomini delle nostre terre hanno bisogno, raggiunga tutti coloro che le abitino e tocchi il loro cuore”. Lo sguardo dei poveri, ha concluso Scola, “nella sua dolorosa semplicità, illumina e dilata il nostro sguardo, troppo spesso parziale. Dal primo giorno del pontificato, il suo stile di esercizio del ministero di Pietro è espressine di una testimonianza che unifica gesti, esempi, cultura e insegnamento. Da questa vogliamo imparare e da qui scaturisce la nostra gratitudine per il modo gioioso e stimolante del suo essere con noi in questa intensissima giornata”.

Disabilità: Rosati (Lumsa), “per includere si deve lavorare sulle abilità”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 17:37

“Quando incontriamo un bambino con disabilità dobbiamo essere convinti e consapevoli che quell’incontro cambierà entrambi”. Così Nicoletta Rosati, docente dell’Università Lumsa, nel corso del seminario “Le abilità che includono”, rivolto agli operatori che nella diocesi sono in contatto con persone disabili. “Nel processo di inclusione – ha continuato – dimentichiamo alcune dimensioni integranti come quella estetica, ludica, etica, spirituale e religiosa. Tutte vanno valorizzate attraverso la progettualità”. “Chi opera ed è accanto a una persona con disabilità – ha spiegato la docente – deve lavorare sulle abilità per farla sentire inclusa. In particolare sulla comunicazione autentica che si attua quando c’è un ascolto attivo, un’esperienza comune, l’introiezione dell’immagine, ovvero l’impressione che si ha dell’altro, la terziarietà del messaggio, perché attraverso la comunicazione di due persone si crea sempre qualcosa di nuovo, e il divenire spazio di dialogo, quando si accoglie il disagio e il fastidio per permettere all’altro di tirarsi su”. “Inserire dei ragazzi disabili in un corso di catechismo non è facile – ha spiegato – ma l’inclusione è possibile se li si ascolta e si entra in relazione”.

Papa a Milano: attesa allo stadio di San Siro già completamente gremito

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 17:34

Cresce l’attesa allo stadio di San Siro per l’incontro di Papa Francesco con i cresimandi e i cresimati: a poco più di un’ora dall’evento che vedrà protagonista il pontefice insieme con i ragazzi degli oratori milanesi, l’impianto è già completamente gremito. Sugli spalti tantissimi bambini, italiani e stranieri, accompagnati dai catechisti e dai genitori. Ad aprire la giornata è stato Andrea Ballabio, in arte Ciccio Pasticcio, formatore in ambito ecclesiastico e co-fondatore di Pepita Onlus, che ha animato le migliaia di giovani presenti sugli spalti del Meazza. L’attesa è stata scandita dai cori e dalle canzoni, oltre che da un appello contro il bullismo, a cui è seguita una testimonianza di un adolescente che ha trovato il coraggio di combattere i suoi aguzzini. Alle 16 ha preso poi il microfono la giornalista della Rai, Francesca Fialdini. La conduttrice di Unomattina ha presentato la campagna “Cresciuto in Oratorio”, introducendo i due volti più celebri che l’hanno sostenuta: il cantante Davide Van De Sfroos e il comico Giacomo Poretti. Il cantautore milanese, che sarà in concerto proprio a San Siro il prossimo 9 giugno, ha intonato due brani del suo repertorio, sottolineando l’importanza della formazione avuta in oratorio. L’attore del trio Aldo, Giovanni e Giacomo ha invece raccontato la sua esperienza in oratorio, ricordando ironicamente di quando ha ricevuto il sacramento della Cresima. Nell’ora che ha preceduto l’arrivo del Papa, è stata poi la volta della Fom, la fondazione degli oratori milanesi: dagli altoparlanti del Meazza è stato annunciato in anteprima il tema dell’Oratorio Estivo 2017, che si chiamerà “DettoFatto” e avrà come filo conduttore il tema della Creazione.

Diocesi: Oristano, Papa Francesco proroga di 2 anni il mandato dell’arcivescovo Sanna

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 17:31

Papa Francesco ha accettato le dimissioni presentate da monsignor Ignazio Sanna dal governo pastorale dell’arcidiocesi di Oristano con la formula “nunc pro tunc” chiedendo “di far coincidere la nomina del successore con due anni di proroga”. Ad annunciarlo è stato lo stesso arcivescovo, durante una conferenza stampa che si è tenuta nella mattinata di sabato 25 marzo nell’episcopio di Oristano. Proprio in questi giorni mons. Sanna, che lo scorso 20 febbraio ha compiuto 75 anni, ha ricevuto la comunicazione, datata 21 marzo, dal nunzio apostolico in Italia, monsignor Adriano Bernardini. Considerato questo Provvedimento pontificio, mons. Sanna, visibilmente commosso, ha annunciato che rimarrà alla guida dell’arcidiocesi di Oristano per il prossimi due anni.

Congresso Amci: “evitare che l’embrione umano venga trasformato nell’ennesimo prodotto”. “Ferma opposizione ad accanimento terapeutico e pratiche eutanasiche”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 17:31

“Evitare che l’embrione umano venga trasformato nell’ennesimo prodotto in un mondo di merci, che le figure genitoriali vengano irresponsabilmente moltiplicate senza alcun rispetto per lo sviluppo psicofisico del bambino, che il genoma subisca pericolose alterazioni o ibridizzazioni”. È l’impegno assunto dall’Associazione medici cattolici italiani (Amci) al termine del XXVI congresso nazionale svoltosi in questi giorni ad Ascoli Piceno. Nella mozione approvata dall’assemblea è formulata la richiesta “che la ricerca sul genoma umano sia esclusivamente orientata alla diagnosi e alla terapia delle malattie, ribadendo la radicale e categorica opposizione a ogni pratica di selezione eugenetica”. L’Amci, poi, “ribadisce che ogni pratica medica debba essere portata a compimento in maniera responsabile e rispettosa della dignità del paziente” facendo “appello ai colleghi affinché si diffonda una cultura sana e ponderata dell’alleanza terapeutica”. I Medici cattolici sottolineano infine come “il malato non debba mai essere considerato come se fosse un ente astratto scollegato dalla società e dall’ambiente in cui vive”. Per questo, confermando “la ferma e categorica opposizione nei confronti dell’accanimento terapeutico e delle pratiche eutanasiche” l’Amci “si adopererà perché poveri e bisognosi non vivano abbandonati a loro stessi, e che tutti i malati ottengano sempre il giusto conforto e le informazioni necessarie a comprendere lucidamente la condizione in cui si trovano, in special modo quando sono costretti ad affrontare le più tragiche scelte di fine vita”.

Disabilità: mons. Leuzzi (Roma), “non c’è inclusione senza amore coniugale”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 17:16

“Ogni tempo ha il suo slogan. Quello di oggi è l’inclusione, anche se non si sa cosa sia e la società va in direzione opposta”. Lo ha detto monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma, in occasione del seminario “Le abilità che includono”. “La comunità cristiana – ha proseguito – non può continuare a parlare per slogan. Oggi per includere tutti abbiamo bisogno di una nuova progettualità sociale. Dobbiamo interrogarci su cosa sia e quale debba essere la progettualità sociale. Non possiamo più rilanciare la norma etica che aiuta sicuramente a fare del bene, ma aumenta una forma di assistenzialismo che emargina e non include. Il cristianesimo deve essere capace di dare soluzioni adeguate ai problemi. Non possiamo lasciare che l’emergenza diventi permanenza. Dobbiamo interrogarci su quale sia la progettualità sociale che permette l’inclusione”. “Nonostante lo sforzo che la Chiesa fa, dobbiamo interrogarci perché l’emarginazione resta. Il ruolo del cristianesimo è invece decisivo perché tutto si decide sul concetto di vita eterna che è la partecipazione dell’uomo all’esperienza di Dio”.

“Dobbiamo superare l’idea di progettualità sociale fondata sulla produttività. La moralizzazione della società da sola non basta. Bisogna costruire il soggetto attivo, come parte integrante della società. Il nascere e il morire è visto in un processo produttivo: si paga il viaggio in America per avere un bambino o in Svizzera per morire. La progettualità della gratuità deve essere contrapposta”. “Pensare di poter includere a prescindere dall’amore coniugale è impossibile. Solo l’amore coniugale è l’unico lavoro non retribuibile. La dinamica della gratuità parte dalla coppia in cui il generato è di pari dignità dei generandi. E pensare di poter moralizzare una società che nega questa uguaglianza è destinata al fallimento. Ecco – ha concluso – perché credo che quello che fate sia sostenuto da una riflessione culturale, non più solo spirituale”.

Riapertura cattedrale Carpi: card. Bagnasco, “questo è il nostro Paese”. Nelle difficoltà emergono “radicamento” e “passione”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 15:03

(dall’inviato Sir a Carpi) – “Un momento solenne e commovente insieme, che viene a coronare un lungo tempo di fatiche, di speranze, di trepidazioni e di grande lavoro”. Così l’arcivescovo di Genova, card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha parlato questa mattina al termine della solenne concelebrazione eucaristica per la riapertura della cattedrale di Carpi. “Sappiamo che tutto ciò che è bello e grande per noi, per il nostro popolo, è oggetto di grande impegno, di grande lavoro”, ha aggiunto Bagnasco ricordando i 5 anni impiegati per la ricostruzione, dal terremoto a oggi. “Questo è il nostro Paese, questa è la nostra Italia. Con le contraddizioni della persona umana, certo, ma anche con questo radicamento, con questa passione che soprattutto nei momenti di difficoltà emergono, nella consapevolezza di appartenere a una storia, fatta di Vangelo, della pietà popolare, delle espressioni più belle e dolci per il nostro cuore, come quelle che abbiamo visto questa mattina partecipando alla Divina eucaristia e incoronando l’immagine della Santa Vergine”. La Chiesa italiana, stretta intorno al Papa – ha concluso Bagnasco – “vuole continuare e continua in questa missione di servire il popolo, che è la ragione della nostra vita: è una grazia poter servire la nostra gente come sacerdoti e come pastori”.

 

Diocesi: Lecce, il 27 marzo “Capaci… di speranza” apre il torneo di calcetto per ricordare la strage di Capaci

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 15:02

Una conferenza e un torneo di calcetto per non dimenticare “la strage di Capaci nella quale, 25 anni fa, persero la vita Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta” e “i volti di coloro i quali hanno donato se stessi in nome della giustizia”. Sono le iniziative che si terranno nei prossimi giorni a San Pietro Vernotico (Br), promosse dalla parrocchia di San Giovanni Bosco, dall’associazione degli oratori “Anspi zonale di Lecce”, dalla pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Lecce e da Libera. Lunedì 27 marzo, alle 19.30, presso il teatro parrocchiale, la conversazione “Capaci… di speranza” precederà il calcio d’inizio del Torneo zonale di calcio a 5 intitolato ad Antonio Montinaro, caposcorta di Giovanni Falcone, ucciso insieme a lui sull’A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, il 23 maggio 1992. All’incontro sarà presente Matilde Montinaro, sorella di Antonio. Il torneo, che sarà inaugurato alle 20.30 circa, si giocherà presso il campo dell’oratorio Santi Angeli Custodi in San Pietro Vernotico. “Ogni squadra partecipante al torneo – spiegano gli organizzatori – dovrà scegliere come nome quello di una delle vittime innocenti della mafia”. La serata con Matilde Montinaro aprirà il ciclo “Condotti”, una serie di incontri promossi dalla parrocchia San Giovanni Bosco. I successivi appuntamenti si terranno il 3 aprile, quando Emanuela Marinelli parlerà de “La Sindone. Storia e misteri”, e il 10 aprile con il dialogo che don Tony Drazza, assistente nazionale dei giovani di Azione cattolica, avrà con i giovani sul tema “Che sia benedetta. Siamo fatti di polvere e di stelle”.

Disabilità: don Mirilli (parroco di Roma), “non c’è uno scartato che nella logica di Dio non sia diventato protagonista “

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 14:44

“Non c’è uno scartato nella Bibbia che poi nella logica di Dio non sia diventato protagonista di salvezza”. A parlare è don Maurizio Mirilli, parroco del Santissimo Sacramento nel quartiere di Tor de’ Schiavi di Roma, durante il seminario “Le abilità che includono” dedicato ai catechisti e agli operatori della diocesi a contatto con le persone con disabilità. In particolare don Maurizio ha parlato de “Gli scartagonisti”, il suo ultimo libro. “Gli scartagonisti – ha spiegato – sono gli scartati dagli uomini che per Dio sono protagonisti. Mi sono chiesto se anche oggi la logica di Dio sia la stessa. La risposta è stata sì perché i disabili, scartati dalla società, sono in realtà protagonisti attivi nella vita della mia parrocchia”. “Abbiamo sempre concepito gli scartati – ha aggiunto – come i destinatari della nostra elemosina e invece dobbiamo avviare un processo lungo di conversione, attraverso il quale tiriamo dentro lo scartato per portarlo ad essere protagonista”. “Io stesso – ha rivelato don Maurizio – ho capito che sono uno scartagonista, Dio me l’ha fatto capire. A partire dai dieci anni avevo la vergogna di essere figlio di un carcerato. Fino a un anno fa avevo la vergogna di dirlo davanti allo specchio, figuriamoci di fronte a una platea di gente. I tre mesi di carcere di mio padre hanno segnato la mia vita e questo tipo di onta, ho scoperto, è grave quanto non avere le braccia. Del resto, chi stabilisce la scaletta della disabilità? Da ragazzo, la mia reazione è stata quella di riscattare la mia famiglia, dovevo lavare quella macchia. Mi sono laureato, ho fatto il manager e guadagnato tanti soldi. Ma il Signore mi ha fatto capire che il protagonismo umano non mi avrebbe portato alla gioia piena. Mi sono riconciliato e ho capito che ero anch’io uno scartagonista. Poco tempo fa, ho firmato una dedica del libro con ‘Don Maurizio, figlio di un ex carcerato’ e l’ho scritto con orgoglio”. “Ora – ha concluso – grazie alla Provvidenza, finalmente inizieranno i lavori nella mia parrocchia per aprire una casa nel 2018 che ospiterà cinque ragazzi disabili per cui ciascuno si senta in famiglia, visto che tutti ci siamo sentiti scartati”.

Riapertura cattedrale Carpi: offerte raccolte durante la Messa destinate a mamme in difficoltà

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 14:17

(dall’inviato Sir a Carpi) – Un’attenzione per la vita nascente e per le mamme in difficoltà economica nel giorno della solenne riapertura al culto della diocesi di Carpi, che coincide con la solennità del’Annunciazione. Per l’occasione, circa 100 fedeli della diocesi hanno adottato spiritualmente, nella preghiera, dei bambini non ancora nati. E le offerte raccolte durante la celebrazione eucaristica “saranno destinate a Progetto Gemma per il sostegno alle mamme che, in tutta Italia, decidono di non interrompere la gravidanza e di accogliere i loro bambini”.

“Progetto Gemma significa dare un’opportunità di libertà vera”, spiega Gianni Vezzani, presidente della Fondazione Vita Nova che gestisce i fondi e gli abbinamenti tra le mamme e i donatori sparsi in tutta Italia. “Oggi infatti, le donne sono messe in condizione di scegliere per l’interruzione di gravidanza, ma nessuno le aiuta a scegliere per la vita. Per questo occorre qualcuno accanto a loro: i volontari dei Centri di aiuto alla vita che si fanno vicini in tanti modi, e i donatori che, proprio attraverso i Cav, fanno giungere a queste mamme coraggiose il segno del loro appoggio. Soprattutto quando il condizionamento – chiarisce Vezzani – è legato a un disagio economico, lavorativo, abitativo, e con la crisi i problemi sono sotto la luce del sole, questo accompagnamento a diventare madre dà una maggiore libertà di scegliere la vita”. Dal 1994 al 2016 oltre 22mila bambini sono stati aiutati a nascere attraverso Progetto Gemma, dei quai 1.250 in Emilia Romagna.

Papa a Milano: verso il Parco di Monza, le voci dei pellegrini. E Martino chiede l’elemosina: “Se tutti mi dessero un euro…”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 14:06

(Da Monza) “Mi sono fatto male ieri, giocando a pallone. Ma non potevo mica mancare oggi!”. Marco, 16 anni, è in marcia dalla stazione di Monza verso l’area, nel Parco della città brianzola, dove verrà celebrata nel pomeriggio la messa presieduta da Papa Francesco. Marco procede con le stampelle per i quasi cinque chilometri del tracciato. Attorno ci sono gli amici dell’oratorio, che ogni tanto lo sostengono e gli portano lo zaino. A margine della strada, che attraversa il centro di Monza, fa ingresso nel Parco e arriva fino all’area della messa, si è posto Martino – questa la traduzione del suo nome – che è originario della Macedonia. Regge un cartello: “Sono sicuro – vi si legge – che un euro non ti cambia la vita”. Spiega al Sir: “Se tutti mi danno una moneta non solo non faccio più la fame, ma divento ricco!”. Un altro gruppo arriva al Parco con cappellini rosso fuoco: “Cristina, l’han gnanca vardà el pass”, grida una donna, che spiega: “veniamo da Brescia. Sveglia alle 4 e mezza, siamo due pullman”. Un gruppo di giovani si raccoglie al bordo del tracciato e intona il canto Symbolum. Un papà distribuisce panini ai figli: “Siamo venuti da Carate. Siamo in tanti. Qualcuno s’era scoraggiato per il brutto tempo dei giorni scorsi, ma oggi, con questa bellissima giornata, siamo qui tutti”.

Disabilità: Capparucci (Sant’Egidio), “nella legge del Dopo di noi si incentiva l’aiuto della comunità”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 13:56

“Alle persone disabili non trasmettiamo un Vangelo attraverso degli strumenti speciali di comunicazione, ma così come indicava san Francesco e cioè in maniera semplice”. A dirlo è Stefano Capparucci della Comunità di Sant’Egidio, durante il seminario “Le abilità che includono” organizzato dall’Ufficio catechistico della diocesi di Roma. Il neuropsichiatra ha in particolare raccontato l’esperienza positiva e di successo della “Trattoria degli amici” aperta a Roma dalla Comunità, che offre un’occupazione a ragazzi con disabilità. “Negli anni – ha detto Capparucci – è emerso il desiderio di contare e rendersi utili e pensare un lavoro autonomo. Nella trattoria abbiamo scoperto come i disabili sono divenuti il centro. Grazie all’amore che trasmettono, sono una testimonianza per tutti. Da noi il catechismo non esiste, c’è il desiderio di crescere insieme nel lavoro. Sul davanti delle magliette che indossano i ragazzi, sono stampate delle domande – ‘Abile? Capace?’ – e sul retro la risposta: ‘Amico’”. Il rappresentante della Comunità di Sant’Egidio si è soffermato anche sulla legge del Dopo di noi: “Con questa legge – ha commentato – si ribadisce il diritto dei familiari a non vivere con il terrore il futuro dei loro figli. La legge mostra alcuni aspetti importanti. In primo luogo si dichiara di de-istituzionalizzare le persone disabili perché prevede che ciascuno viva in casa propria e nel quartiere dove ha sempre abitato. E poi istituisce un portafoglio. Al Lazio, in particolare, spettano 9 milioni di euro per fare degli interventi mirati a far rimanere in casa e non in istituto i disabili. Quello che incentiva è la collaborazione fra enti è l’aiuto che può dare la comunità dove si vive. Di questo – ha concluso – siamo felici, perché è un modo di evangelizzare attraverso la simpatia di un’inclusione e vivere insieme il Vangelo non in maniera triste”.

Dichiarazione di Roma: Tajani, “controlleremo perché gli impegni presi si trasformino in atti concreti”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 13:49

“Il Parlamento europeo ha il dovere di controllare e, da domani, il Parlamento europeo comincerà a controllare che le cose che abbiamo scritto si trasformino in atti concreti”. Lo ha detto il presidente del Parlamento Ue, Antonio Tajani, nella conferenza stampa che è seguita alla celebrazione dei 60 anni dei Trattati di Roma nella sala capitolina degli Orazi e Curiazi e alla firma da parte dei 27 leader europei della “Dichiarazione di Roma” dove sono elencati una serie di impegni per il futuro.
“Lo faremo – ha detto Tajani – a stretto contatto con le istituzioni e faremo soprattutto in modo che quello che riguarda l’interesse dei cittadini diventi una priorità. Non è un caso che nel testo firmato la parola ‘cittadini’ sia ripetuta più di una volta. È il nostro compito e il nostro dovere spingere tutte le altre istituzioni ad applicare le decisioni che abbiamo preso insieme. Per quanto mi riguarda sono ottimista e convinto che gli Stati membri faranno di tutto insieme alla Commissione europea e al Consiglio per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Oggi non abbiamo parlato solo di passato ma abbiamo guardato al futuro e lo abbiamo fatto con fiducia”.

Papa a Milano: tre ore nel carcere di San Vittore, pranzo con 100 detenuti e “siesta” nella stanza del cappellano

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 13:32

Tre ore su dieci, lontano dalle telecamere. La tappa al cercare di San Vittore è il “cuore” della visita pastorale del Papa alla diocesi ambrosiana. Francesco, dopo la prima sosta alle Case Bianche, l’incontro con il clero all’interno del Duomo e la recita dell’Angelus sul sagrato esterno, è in visita alla Casa Circondariale di San Vittore. Al suo ingresso, in piazza Filangieri, è stato accolto da Luigi Pagano, provveditore regionale della Lombardia, dalla direttrice del penitenziario, Gloria Manzelli, dal Commissario Capo Manuela Federico e dal cappellano, don Marco Recalcati. Nel corridoio d’ingresso, il saluto al personale della direzione e della polizia penitenziaria, poi, in diverse aree della struttura, il saluto personale del Papa a ogni singolo detenuto. Alle 12.30, il pranzo con 100 detenuti nel terzo raggio della Casa Circondariale. Prima di trasferirsi in auto al Parco di Monza, per la celebrazione della Messa, il Papa ha deciso di sostituire l’abituale momento di riposo pomeridiano in vescovado con una “siesta” all’interno del penitenziario, nella stanza adibita normalmente al cappellano. È la prima volta che un Papa entra nel carcere di San Vittore, costruito nel 1879, seguendo la pedagogia del tempo che voleva le carceri come luogo di sorveglianza e di rieducazione attraverso la punizione.

Diretto dal 2004 da Gloria Manzelli, 56 anni, può contare su un personale di polizia penitenziaria di 779 agenti (contro 936 previsti). Gli educatori previsti sarebbero 16, i presenti sono 10. I detenuti presenti sono 893, ma i posti regolamentari sarebbero 703, di cui 285 non disponibili. San Vittore è un carcere giudiziario, non penale. I reclusi sono tutti in fase di giudizio, non stanno scontando una pena: la permanenza media è tra i 9 e i 12 mesi, c’è chi rimane solo una settimana e chi fino a due anni. Diversi i reparti: quello femminile, quello clinico per chi ha patologie non così gravi da consentire la scarcerazione, quello per giovani adulti dai 18 ai 25 anni, quello di chi ha dipendenze, quello dei protetti (forze dell’ordine, transessuali, o chi ha commesso reati verso donne, bambini e anziani). Infine i reparti per i detenuti comuni, dagli accusati di omicidio a truffe. Sono presenti a San Vittore due sacerdoti, un diacono, 10 suore e 4 seminaristi.

Riapertura cattedrale Carpi: card. Parolin, riaprire “i cuori e le menti a Cristo”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 13:31

(dall’inviato Sir a Carpi) – “La riapertura del tempio di pietra sarà tanto più significativa quanto più riapriremo anche i cuori e le menti a Cristo, al suo messaggio di pace, di salvezza, di gioia, di autentica liberazione”. Lo ha affermato il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, questa mattina a Carpi nell’omelia della solenne concelebrazione di riapertura al culto della cattedrale, cinque anni dopo il terremoto che la rese inagibile. “Se Dio si fa piccolo per noi – ha aggiunto – l’unica via per farci grandi è quella di servire il prossimo e, in modo speciale, i piccoli e i poveri, diventando testimoni credibili del suo amore”. “L’evangelizzazione sarà tanto più efficace e profonda, quanto più evangelizzeremo noi stessi, quanto più, con la preghiera e la carità, c’incamminereno verso la santità”.

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