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Riapertura cattedrale Carpi: card. Parolin, il terremoto non ha “l’ultima parola”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 13:11

(dall’inviato Sir a Carpi) – “Il terremoto, come altri drammi che possono scuotere la società, con i loro lutti e devastazioni, non hanno l’ultima parola”. Lo ha ricordato il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, questa mattina a Carpi nell’omelia della solenne concelebrazione di riapertura al culto della cattedrale. “Con l’aiuto del Signore e perseverando con operosità e coraggio – ha evidenziato – la vita rinasce, le ferite si cicatrizzano e si ritorna a camminare insieme, a sperare, a progettare e a costruire”. Il segretario di Stato ha messo in guardia dalla “tentazione di insistere solo sul male, sul negativo e perfino di spettacolarizzare le tragedie”. “Ripetere incessantemente ciò che non va, non funziona, minimizzando il bene – ha osservato -, procura apatia e sfiducia, genera disimpegno e falsa la stessa realtà, facendola vedere fosca e nera, anche quando è solo increspata da qualche nuvola. L’insistenza sull’albero che crolla piuttosto che sulla foresta che cresce indebolisce la speranza e la propensione a investire sul futuro da parte degli adolescenti e dei giovani”. La riapertura della cattedrale, invece, “dimostra che il terremoto può colpire e ferire, ma non può sconfiggere e annichilire, può danneggiare e far tremare la terra, ma non può disgregare e disperdere una comunità che s’impegni a rinascere”.

Dichiarazione di Roma: quattro impegni per un’Europa sicura, prospera, sociale e più forte sulla scena mondiale

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 13:06

Un’Europa “sicura”, “prospera e sostenibile”. Un’Europa “sociale” e “più forte sulla scena mondiale”. Sono i 4 impegni che i 27 leader degli Stati membri dell’Unione europea hanno solennemente sottoscritto ponendo la propria firma nella “Dichiarazione di Roma”, ad uno ad uno, nella sala degli Orazi e Curiazi. “L’unità europea – si legge nel testo – è iniziata come il sogno di pochi ed è diventata la speranza di molti. Fino a che l’Europa non è stata di nuovo una”. Oggi “l’Unione europea è confrontata a sfide senza precedenti, sia a livello mondiale che al suo interno: conflitti regionali, terrorismo, pressioni migratorie crescenti, protezionismo e disuguaglianze sociali ed economiche. Insieme, siamo determinati ad affrontare le sfide di un mondo in rapido mutamento e a offrire ai nostri cittadini sicurezza e nuove opportunità”.
I 27 leader europei di nuovo riuniti a Roma dopo 60 anni e di fronte alle telecamere di tutta Europa prendono solennemente l’impegno a rendere “l’Unione europea più forte e più resiliente” e affermano: “Restare uniti è la migliore opportunità che abbiamo d’influenzarle e di difendere i nostri interessi e valori comuni”.

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“Per il prossimo decennio vogliamo un’Unione sicura, prospera, competitiva, sostenibile e socialmente responsabile, che abbia la volontà e la capacità di svolgere un ruolo chiave nel mondo e di plasmare la globalizzazione. Vogliamo un’Unione in cui i cittadini abbiano nuove opportunità di sviluppo culturale e sociale e di crescita economica. Vogliamo un’Unione che resti aperta a quei paesi europei che rispettano i nostri valori e si impegnano a promuoverli”.
Da qui i 4 impegni per un’Europa sicura “determinata a combattere il terrorismo e la criminalità organizzata”, per un’“Europa prospera e sostenibile, che “generi crescita e occupazione”. Un’“Europa sociale” capace di lottare “contro la disoccupazione, la discriminazione, l’esclusione sociale e la povertà; un’Unione in cui i giovani ricevano l’istruzione e la formazione migliori e possano studiare e trovare un lavoro in tutto il continente”. E infine per un’Europa “più forte sulla scena mondiale” in grado di promuovere stabilità e prosperità anche “nel suo immediato vicinato a est e a sud, ma anche in Medio Oriente e in tutta l’Africa e nel mondo”.
“Perseguiremo questi obiettivi, fermi nella convinzione che il futuro dell’Europa è nelle nostre mani e che l’Unione europea è il migliore strumento per conseguire i nostri obiettivi. Ci impegniamo a dare ascolto e risposte alle preoccupazioni espresse dai nostri cittadini e dialogheremo con i parlamenti nazionali”.

Papa a Milano: Angelus, “vi saluto e vi ringrazio per la calorosa accoglienza. La nebbia se n’è andata”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 12:59

“Vi saluto e vi ringrazio per questa calorosa accoglienza, qui a Milano”. Sono le parole di saluto pronunciate a braccio sul sagrato del Duomo di Milano, dove il Papa ha recitato l’Angelus dopo l’incontro con i sacerdoti e i consacrati svoltosi subito prima all’interno. “La nebbia se ne è andata”, ha proseguito Francesco sempre fuori testo, riferendosi alla bella giornata di sole che illumina la “Madunina” e alla folla di migliaia di persone che dietro le transenne che recintano la piazza lo ha acclamato tra gli applausi: “Le malelingue dicono che ci sarà la pioggia, non so, io non la vedo…”. “Grazie tante per il vostro affetto, e vi chiedo di pregare per me, perché possa svolgere il mio servizio e fare la volontà del Padre”, il congedo del Papa prima della recita della preghiera mariana con i fedeli. Prossima tappa: il carcere di San Vittore, dove pranzerà con cento detenuti e li saluterà uno ad uno.

Papa a Milano: Patrizia è la prima arrivata al Parco di Monza, “sono venuta per sentire l’energia di Francesco”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 12:51

(Da Monza) I fedeli che stanno affluendo al Parco di Monza per partecipare alla messa del pomeriggio, presieduta dal Papa, stanno riempiendo tutti i settori nel quale è divisa la gigantesca area antistante il palco con l’altare. Imponenti ma discrete le misure di sicurezza, con l’ausilio delle forze dell’ordine, dei volontari, degli alpini e della protezione civile. I pellegrini mostrano agli uomini della sicurezza gli zaini e si incanalano lungo i percorsi. Numerosi i selfie per chi è già arrivato davanti al palco. Non poche le famiglie con bambini piccoli; alcuni gruppi intonano canti. A Porta Vedano, Patrizia Legnaro, di Monza, è la prima ad essere arrivata questa mattina alle 6. Ha lasciato la macchina a San Gerardo. “Sono venuta perché volevo sentire l’energia del Papa: non vederlo solo in televisione”. Chi si è mosso in auto di prima mattina dice di avere trovato le strade sgombre e di aver raggiunto facilmente i parcheggi. In molti hanno scelto il treno. Tutto attorno all’area della messa sono invece parcheggiati i pullman delle parrocchie, che occupano anche l’area dell’autodromo, dove è collocato il centro stampa.
Valentina Rossi, 18, anni, di Segrate, racconta di “aver viaggiato comodamente” e di “essere arrivata in orario”. Dario, affetto da sindrome di down, è emozionatissimo. Arriva da Vedano e si è svegliato alle 4 della mattina per preparare in oratorio le colazioni ai volontari che offrono assistenza nel settore riservato ai disabili sotto il palco. “Sono certo che il Papa dirà cose bellissime che toccheranno i nostri cuori”, dice Lucrezia Mungo con le lacrime agli occhi mentre spinge la carrozzina del marito, Francesco.

Riapertura cattedrale Carpi: card. Parolin (Vaticano), Papa Francesco “viene a confermarvi nella fede”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 12:48

(dall’inviato Sir a Carpi) – “La mia presenza anticipa di una settimana quella del Santo Padre Francesco, che vi state preparando a ricevere con grande affetto e grande entusiasmo”. Egli “viene a confermarvi nella fede, a portarvi il messaggio di speranza sempre attuale che si sprigiona dal Vangelo, a essere concreto segno di vicinanza e solidarietà per quanto questa zona ha sofferto e a ringraziare il Signore per la solerzia dell’opera di ricostruzione e di ritorno alla normalità”. Così il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, si è rivolto questa mattina ai fedeli che stanno partecipando alla solenne concelebrazione di riapertura al culto della cattedrale di Carpi. “È bello – ha aggiunto Parolin – vedere una comunità intera che fa festa perché la sua cattedrale restaurata viene riaperta e torna a essere luogo dove la presente generazione alimenta la sua fede nel confronto con quella delle generazioni che l’hanno preceduta e con il loro peculiare modo di esprimerla nella cultura, nell’arte e nella vita”.

Papa a Milano: a sacerdoti e a consacrati, “non sopravvivere, vivere!” mettendo “Gesù là dove deve stare: in mezzo al suo popolo”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 12:46

“Non sopravvivere, vivere!”. Con questo invito, pronunciato a braccio come gran parte della risposta all’ultima domanda, il Papa ha concluso l’incontro con i sacerdoti e i consacrati, nel Duomo di Milano. Francesco ha esortato a “mettere Gesù là dove deve stare: in mezzo al suo popolo”. “Solo questo – ha assicurato – ci salverà dal vivere in un atteggiamento di sopravvivenza”. “La logica di Dio non si capisce, soltanto si obbedisce”, ha ricordato citando l’esperienza di Abramo: “Quella è la strada su cui dovete andare”. Francesco, inoltre, ancora fuori testo ha esortato le religiose e le religiose a fuggire “la tentazione di cercare le sicurezze umane”, come i soldi: “Succede. Incominciano a pesare le strutture, che sono vuote adesso, non sappiamo come fare, e ci viene la tentazione di vendere le strutture per avere i soldi per la vecchiaia. Incominciano a essere pesanti i soldi che abbiamo in banca, e la povertà dove va? Ma il Signore è buono: quando una Congregazione non va per la strada della povertà, le invia un economo brutto che fa crollare tutto, e questo è una grazia!”. Invitando i consacrati a essere “sale” e “lievito”, e a non puntare alle masse, il Papa ha citato un esempio concreto: “Mai ho visto un pizzaiolo che per fare la pizza usa mezzo chilo di lievito e 100 grammi di farina”. Sul ruolo prezioso dei religiosi come “minoranza” in terra di missione, Francesco ha richiamato infine l’attenzione su un articolo de L’Osservatore Romano, letto ieri sera con la data di oggi, che parlava del congedo delle due ultime sorelle di Gesù in Afghanistan, fra i musulmani. “Non c’erano più suore e loro erano anziane, dovevano tornare”, ha raccontato il Papa: “Erano benvolute da tutti, perché erano testimoni, consacrate a Dio padre di tutti”. L’altro esempio citato da Francesco, quello del popolo coreano, che “all’inizio ha avuto tre o quattro missionari cinesi e poi, per due secoli, è stato portato avanti dai laici. Le strade del Signore sono come Lui vuole che siano”.

Disabilità: Riva (L’Abilità), “non siamo pronti ad aiutare i bambini stranieri disabili”

Agensir.it - Sat, 2017-03-25 12:41

“Il 40% dei nostri ragazzi è di origine straniera. Ad oggi non siamo pronti ad aiutare i bambini migranti con disabilità, perché è difficile includere e coinvolgere la famiglia”. A dirlo è stato Carlo Riva, direttore dell’associazione “L’Abilità”, durante il seminario “Le abilità che includono”. “Le storie – ha aggiunto – rappresentano per me una ferita, perché non riesco sempre a concludere i progetti. Delle volte è proprio impossibile interagire. Una volta un padre mi ha detto che avrebbe portato la figlia per un mese in Senegal per farla ritornare normale grazie all’intervento degli avi. Quando è tornata, aveva un cordoncino intorno alla pancia e mi sono detto che se avesse funzionato avrei preparato un cargo con gli altri 25 ragazzi per portarli in Africa”. “Scherzi a parte – ha proseguito – ho impiegato giorni per capire se fosse giusto lasciarli partire o convincerli a desistere. Questo perché è veramente complicato interagire con famiglie che oltre all’ostacolo dell’immigrazione hanno il percorso dell’inclusione sociale tutto in salita in una società e una cultura diversa”.

La rivincita della Fenice

Marco Pozza - Sat, 2017-03-25 08:02

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Erano, da decenni, il calcio. Non era mai mancato loro nulla, avendo collezionato trofei e risultati prestigiosi come se fosse perle di una collana. Fino a quel giorno fatidico. Quel 14 febbraio che, per ii cuori blaugrana, aveva segnato una sorta di ecatombe, sportivamente parlando.
Qualcosa s’era inceppato, in quel meccanismo perfetto, conducendo una squadra, ben rodata e pressoché immune alla sconfitta, a un risultato che non ammette repliche: 4 a 0 a favore del Paris Saint Germain, che ha rischiato di mettere alla porta il Barcellona, facendolo uscire agli ottavi.
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Quelli che "ci penserà Dio a punirti!" Che vadano all'inferno!

Marco Pozza - Sat, 2017-03-25 08:01

CiecoNato

Cani che Gli stanno alle calcagna, con le bave alla bocca. Ossessionati da una Legge che, stando a quello che accade negli ultimi giorni, non è più capace di garantire la felicità del cuore. Vogliono i miracoli a tutti i costi. Pure i discepoli – quanto dev'essere stato frustrante, al Cristo, che anche gli amici fidati fossero così duri di cuore – vogliono tutelarsi dal soffrire. Vedono un malato, per loro è tutto chiaro: «Chi ha peccato perché sia nato cieco: lui o i suoi genitori?» Questi sono pazzi: “Se

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Preghiera ecumenica per l’Europa: mons. Galantino, “aprire nuove strade, osare di più per vincere fatalismo e assuefazione”

Agensir.it - Fri, 2017-03-24 21:41

“A questa Europa bella ma con la tentazione di chiudersi in se stessa, a questa Europa tentata di creare nuovi muri, noi ci impegniamo ad aprire nuove strade e a ipotizzare nuove possibilità, osando di più e lottando contro il fatalismo e l’assuefazione: due malattie mortali, non solo per il credente!”. Lo ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, nella meditazione che ha offerto questa sera ai partecipanti alla preghiera ecumenica per l’Europa che si sta svolgendo a Roma nella Basilica dei Santi XII Apostoli. “Dobbiamo tornare a sorridere e far sì che a chi ci incontra torni il sorriso”, ha aggiunto. “Il sorriso, perché si sente compreso, perché incontra gente che non sopporta lo spirito guerrafondaio e discriminante delle ‘anime piccole’. Dobbiamo tornare a sorridere e a contagiare sorriso perché il nostro essere luce illumini senza pretendere di accecare; e il nostro essere sale dà un gusto delicato senza la pretesa di omologare tutto. Pensate quanto fastidio provoca una luce che acceca e quanto disgusto c’è in una pietanza con un eccesso di sale!  Essere luce e sale nel rispetto di quanti ci incontrano! Quanta delicatezza è richiesta, soprattutto oggi, al credente!”.

Preghiera ecumenica per l’Europa: mons. Galantino, “scelte e gesti concreti” di “attenzione misericordiosa verso gli altri”

Agensir.it - Fri, 2017-03-24 21:35

“Così Dio vuole essere presentato e testimoniato! Con la stessa forza ed evidenza della luce; con lo stesso sapore forte del sale: attraverso scelte e gesti concreti, che danno gusto e contagiano senso di vivere”. Lo ha detto questa sera monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, nella meditazione al brano del Vangelo “Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo”, scelto per la preghiera ecumenica per l’Europa che si sta svolgendo alla vigilia del 60° anniversario dei Trattati di Roma, nella Basilica dei Santi XII Apostoli di Roma alla presenza di rappresentanti di diverse Chiese e comunità ecclesiali: cattolici, protestanti, ortodossi, provenienti da diversi Paesi europei. “Molti tra noi pensano ancora – ha detto Galantino – che basti presentarsi come ‘cristiani’ perché ci venga subito dato credito, perché ci venga riconosciuta la funzione di ‘luce’ (cioè punti di riferimento) e di ‘sale’ (cioè portatori di senso)”. “Credo – ha aggiunto – si tratti di una tentazione che può toccare ogni uomo, di qualsiasi estrazione, anche al di là di una sua appartenenza religiosa. C’è addirittura chi pensa che basti presentarsi vestiti in un certo modo o usare un certo linguaggio per essere automaticamente accreditati come persone che danno gusto e senso nuovi alla vita!”. Ma Gesù è stato molto chiaro ed ha indicato “una segnaletica ben definita” che è quella delle Beatitudini, “fatta di passione per le opere di pace – ha spiegato Galantino -, di attenzione misericordiosa verso gli altri, di vita vissuta nella povertà e segnata dalla sobrietà. È questo che dà senso e gusto alla vita del credente, facendone una vita che risplende”.

“Quando Gesù dice ‘Voi siete sale… voi siete luce’ – ha quindi proseguito Galantino -, è come se ci dicesse: Volete far conoscere Dio? Non argomentate su di Lui, non dimostrate niente; fate piuttosto qualcosa di concreto; ma talmente bello, talmente sensato e gustoso che, a chi vi incontra, venga spontaneo dire: ‘Ma è davvero bello quello che tu fai e vivi! Chi te lo ispira? In nome di chi lo fai?'”.

Notizie Sir del giorno: Papa a leader Ue, Tajani (Pe) per 60° Trattati di Roma, mons. Viganò su riforma media vaticani

Agensir.it - Fri, 2017-03-24 21:30

Papa Francesco: a leader Ue, chi governa deve “discernere le strade della speranza”

“La centralità dell’uomo, una solidarietà fattiva, l’apertura al mondo, il perseguimento della pace e dello sviluppo, l’apertura al futuro”. Le risposte per il futuro dell’Europa le ritroviamo nei “pilastri” sui quali i padri fondatori lo hanno edificato. Lo  ha detto Papa Francesco , nel discorso rivolto oggi ai 27 capi di Stato e di governo dell’Unione europea, accompagnati dalle loro delegazioni, in occasione del 60°anniversario della firma dei Trattati di Roma.  “A chi governa – il monito – compete discernere le strade della speranza, identificare i percorsi concreti per far sì che i passi significativi fin qui compiuti non abbiano a disperdersi, ma siano pegno di un cammino lungo e fruttuoso”. (clicca qui)

Trattati di Roma: Tajani (Parlamento Ue), “le celebrazioni di questi giorni possono aiutarci a comprendere il valore dell’unità, del procedere assieme”

“Ritengo che sia essenziale comprendere quanti risultati si sono raggiunti in questi sessant’anni. L’Europa comunitaria ha contribuito a costruire una pace duratura, ad assicurare democrazia e libertà, rispetto dei diritti, benessere materiale. Si tratta di un patrimonio prezioso, che non va mai dato per scontato. Le celebrazioni di questi giorni possono aiutarci a comprendere il valore dell’unità, del procedere assieme”. Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, in un’intervista al Sir in occasione delle celebrazioni per i 60 anni dei Trattati Cee-Euratom, riflette sulle sfide attuali, sui nazionalismi, sul rapporto tra cittadini e Unione, sui giovani. (clicca qui)

Riforma media vaticani: mons. Viganò (Spc), Papa Francesco “assolve impegno richiesto da tempo”

La riforma dei media vaticani “non è la riforma ‘di’ Papa Francesco. Questa riforma nasce nel 1996, attraversa il Giubileo del 2000, attraversa molte riunioni del consiglio dei 15 cardinali, ci sono due lettere del card. Bertone a mons. Celli in cui si chiede la ristrutturazione dei media vaticani”, fino alle comunicazioni pre-conclave nelle quali emergono due temi, “la trasparenza finanziaria e la riforma dei media”. Lo ha sottolineato mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione (Spc) della Santa Sede, intervenendo oggi a Roma al Festival internazionale della creatività nel management pastorale. (clicca qui)

Delegazione Ue a Norcia: padre Nivakoff (priore Comunità monastica benedettina), “politica riscopra valori di umiltà, obbedienza e silenzio”

“Il presidente del Parlamento europeo e i membri della delegazione dell’Ue sono i benvenuti qui a Norcia. L’auspicio è che questa giornata possa avvicinarli ai fondamenti della Regola di san Benedetto, un punto di riferimento sempre attuale, che sono l’umiltà, l’obbedienza e il silenzio, tre virtù non semplici da fare proprie e su cui riflettere”. Padre Benedetto Nivakoff, priore della Comunità monastica di Norcia, spiega così al Sir, il significato della visita del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, e di una delegazione dell’Europarlamento composta dai vice-presidenti e dai presidenti dei gruppi politici del Pe. (clicca qui)

Simposio europeo giovani: mons. Gil Tamayo (Cee), “pensare a loro significa pensare al futuro del Vecchio Continente”

“Pensare ai giovani che vivono nel nostro continente europeo significa pensare al futuro dell’Europa”. Con queste parole mons. José María Gil Tamayo, segretario generale della Conferenza episcopale spagnola (Cee), ha presentato oggi  in una conferenza stampa a Barcellona il Simposio europeo sull’accompagnamento dei giovani che dal 28 al 31 marzo riunirà a Barcellona oltre 250 partecipanti. “Camminava con loro (Lc 24,15). Accompagnare i giovani a rispondere liberamente alla chiamata di Cristo”, è il tema dell’incontro. I vescovi affronteranno nel corso del simposio anche la tematica della disoccupazione giovanile. (clicca qui)

Ragazza incinta uccisa nel Trevigiano: mons. Pizziolo (Vittorio Veneto), “grande pietà”. Urgente “educare i giovani a rapporti interpersonali autentici”

“Provo un immenso senso di tristezza per questo dramma e di grande pietà nei confronti delle persone coinvolte: la giovane uccisa, il figlio che portava in grembo, i suoi familiari. Ma anche per il ragazzo che l’ha uccisa, il quale dovrà convivere per sempre con un gesto della cui gravità ben difficilmente, ora, si rende conto”. Lo dichiara al Sir monsignor Corrado Pizziolo, vescovo di Vittorio Veneto, in merito all’assassinio della ventunenne incinta uccisa dall’ex fidanzato e ritrovata sulle colline del Trevigiano. Per mons. Pizziolo, “questo diventa una fortissima provocazione a chiederci come educare e accompagnare in modo particolare le nuove generazioni a stabilire rapporti interpersonali autentici”. (clicca qui)

Nigeriano accoltellato a Rimini: mons. Lambiasi (vescovo), “vigilare e prevenire” consapevoli della “ricaduta educativa o diseducativa” di “ogni nostro gesto e parola”

“Penso che ognuno di noi che ha responsabilità educativa non solo non possa rassegnarsi a derive tanto drammatiche, ma, oltre a vigilare e a prevenire affinché ciò non avvenga, dobbiamo renderci conto che ogni nostro gesto e nostra parola ha una ricaduta educativa o diseducativa all’insegna della violenza o dell’accoglienza di chi è diverso da noi per motivi razziali o culturali”. Lo dice al Sir monsignor Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, commenta la violenta aggressione, mercoledì sera, nei confronti di un richiedente asilo nigeriano di 25 anni, ricoverato ora in condizioni gravissime. (clicca qui)

 

Diocesi: Agrigento, a luglio un’esperienza missionaria in Albania

Agensir.it - Fri, 2017-03-24 21:10

Un’esperienza estiva di animazione missionaria in Albania. È la proposta lanciata dal Centro per la missione della diocesi di Agrigento che, per il periodo che va dal 1° al 15 luglio, organizza un campo di servizio rivolto a giovani, adulti e famiglie in “una terra altra – si legge in una nota – in cui si verrà inseriti in una Chiesa che sta rinascendo dopo anni di nascondimento a causa della dittatura”. “Sarà un’occasione per partecipare al cammino che questa Chiesa sta percorrendo, cogliere i valori e le ricchezze presenti nella cultura albanese – spiega il direttore del Centro, suor Maria Teresa Traina – e condividere con questo popolo la loro vita quotidiana, fatta di sogni e desideri, facendoci carico anche delle loro difficoltà”. “L’esperienza – aggiunge – consisterà in attività di conoscenza, animazione e servizio rivolte ai bambini, ragazzi e alle famiglie di alcuni villaggi del Sud-Est del Paese”. Ad accogliere gli agrigentini partecipanti, sarà don Marco Farruggia “che da qualche mese – aggiunge suor Traina – sta cercando di scoprire questa ‘altra riva’ che la nostra diocesi vuole abbracciare per condividere insieme il cammino verso il Regno di Dio”. Le persone interessate, che devono aver raggiunto la maggior età, dovranno iscriversi entro il 22 aprile. Nei mesi di maggio e giugno, parteciperanno a quattro incontri di formazione e di preparazione all’esperienza missionaria, che si terranno ad Agrigento.

Preghiera ecumenica per l’Europa: cattolici, protestanti e ortodossi in preghiera a Roma alla vigilia del 60° anniversario dei Trattati di Roma

Agensir.it - Fri, 2017-03-24 21:04

“Perdona la nostra insensibilità e le nostre paure. Perdona la nostra poca speranza. Perdona i nostri egoismi, i nostri nazionalismi. Perdona la nostra indifferenza verso i rifugiati, uomini e donne bambini e anziani arrivati in Europa. Fa che il nostro Vecchio Continente europeo possa offrire loro accoglienza e rifugio. Insegnaci a riconoscerli tutti come nostri fratelli e nostre sorelle”. Con questo atto di perdono si è aperta a Roma questa sera nella Basilica dei Santi XII Apostoli una Veglia di preghiera ecumenica ed internazionale per l’Europa promossa alla vigilia della ricorrenza della firma dei Trattati di Roma su iniziativa di “Insieme per l’Europa”. Si tratta di una rete di più di 300 Comunità e Movimenti cristiani che lavora per fare dell’Europa una “famiglia di popoli”. La veglia è presieduta dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Sono presenti il vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Siluan, vescovo della Chiesa rumena-ortodossa in Italia, Heiner Bludau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia, Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Gerhard Pross, moderatore di Insieme per l’Europa, Markku Markkula, Presidente del Comitato Europeo delle Regioni, insieme ad una delegazione.

Attacco Londra: card. Nichols, “noi cristiani e le altre confessioni religiose stiamo insieme contro l’odio”

Agensir.it - Fri, 2017-03-24 20:56

“Noi cristiani e le altre confessioni religiose stiamo insieme contro l’odio. È molto importante che tutti vedano che noi cinque siamo spalla a spalla contro questo terrorismo”. Lo ha detto l’arcivescovo di Westminster e presidente della Conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles, il cardinale Vincent Nichols, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando l’attacco terroristico di Londra. Nel pomeriggio a Londra si è celebrata una veglia coi leader religiosi cristiani, ebrei e musulmani insieme per ricordare le vittime
dell’attentato di Londra. Erano presenti l’arcivescovo di Canterbury e primate della chiesa anglicana Justin Welby, il cardinale e arcivescovo di Westminster Vincent Nichols, il rabbino capo Ephriam Mirvis e gli imam Ezzat Khalifa, Mohammad al Hilli e Qari Asim.
“Ogni atto di terrorismo – ha aggiunto il card. Nichols – vuole creare nuovi nemici e divisioni per far crescere nella società una destabilizzazione. E i terroristi vogliono approfittare di queste divisioni. Per questo è molto importante stare uniti più forti che mai”.

Diocesi: Terni, domani ritiro per operatori e volontari in ambito caritativo. Domenica raccolta di Quaresima per famiglie indigenti

Agensir.it - Fri, 2017-03-24 20:50

Domani, sabato 25 marzo, dalle ore 9 alle 12.30, presso la parrocchia di Nostra Signora di Fatima a Gabelletta di Terni, si terrà un incontro di riflessione in preparazione alla Pasqua per tutti gli operatori e volontari impegnati a vario titolo in ambito caritativo, sia in parrocchia che nelle associazioni e movimenti diocesani, al quale interverrà il vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Giuseppe Piemontese. “Un incontro di riflessione comunitaria su come vivere e testimoniare il proprio essere cristiano nella quotidianità e a servizio dei più bisognosi nella comunione intorno alla Eucarestia e nell’unità nella diversità, nell’accoglienza e nell’aprire i propri orizzonti sugli altri”, si legge in una nota. L’incontro sarà aperto alle 9.30 dalla preghiera guidata dal vicario episcopale per la carità, don Paolo Carloni, a seguire la catechesi di don Matteo Antonelli su “Niente è più freddo del cristiano che non si cura della salvezza degli altri”. Alle 11 ci sarà l’intervento del vescovo e del direttore della Caritas sui progetti e raccolta quaresimale di domenica 26 marzo.

Come ogni anno nella quarta domenica di Quaresima, il 26 marzo, la raccolta delle offerte in tutte le parrocchie viene destinata alla Caritas diocesana per dare un aiuto economico e un po’ di speranza alle tante famiglie indigenti nella diocesi. “La cessazione del Fondo di solidarietà delle Chiese umbre e la sospensione del prestito della speranza – spiega il direttore della Caritas diocesana, Ideale Piantoni – ha avuto per conseguenza l’aumento rilevante di persone che si rivolgono al nostro Centro di Ascolto ‘Sant’Antonio’ di via Vollusiano, per cui abbiamo sempre più necessità di incrementare questi fondi solidali attraverso la raccolta in tutte le chiese diocesane per la Quaresima e l’Avvento”.

Preghiera ecumenica per l’Europa: Riccardi (Sant’Egidio), “non si torna indietro, ci vuole più Europa”

Agensir.it - Fri, 2017-03-24 20:46

“Non si torna indietro. Gli Stati nazionali autosufficienti sono una barca per navigazioni d’altri tempi”. Lo ha detto Andrea Riccardi, intervenendo questa sera a Roma alla preghiera ecumenica per l’Europa che si sta svolgendo nella Basilica dei Santi XII Apostoli alla vigilia del 60° anniversario dei Trattati di Roma. “L’Europa – ha detto Riccardi – è la nostra pace e la nostra prosperità. La sua crisi è venuta, quando l’hanno bloccata gli egoismi: nazionali, di gruppo, d’interessi, alla fine personali”. “Gli egoismi – ha quindi proseguito il fondatore della Comunità di Sant’Egidio – rischiano oggi di bloccarla e di divorarla all’interno. Spingono a ritornare padroni dei destini nazionali e a vedere negli altri una minaccia. Così riacquistano valore le frontiere: verso gli immigrati, tra giovani e anziani, tra i ricchi e i fragili, tra Europa del Nord e del Sud. Le frontiere possono diventare muri: si pensa che allontanino le tragedie del mondo”, ma non è così. Basti pensare alla “crudele guerra in Siria” che “coinvolge anche l’Europa”. Insomma, dice Riccardi, “i muri illudono di proteggere: in realtà manifestano la decadenza”. Da qui l’invito dello storico a credere ancora nel progetto europeo dei padri fondatori: “Dobbiamo fare i conti con le dimensioni della sfida e della vita di oggi: non serve mettere la testa nella sabbia. Un’Europa chiusa o divisa sarà sommersa dai mercati e dai giganti economico-politici in uno scenario globale e interdipendente. Sugli scenari della globalizzazione, ci vuole più Europa, se vogliamo sia la terra dei giovani, se vogliamo sopravviva la nostra identità umanistica, religiosa e di diritti: non basta sia solo la terra che protegge noi pensionati per qualche anno. E un mondo senza Europa, mancherà di una forza di pace e di sapienza storica”.

Lavoro: Costalli (Mcl), servono “modalità e strumenti nuovi” e “un progetto complessivo che coinvolga tutto il Paese”

Agensir.it - Fri, 2017-03-24 20:32

Oltre “a battersi” perché il Paese “riparta” e lavorare “perché questo avvenga attraverso un progetto complessivo che coinvolga tutto il Paese (dal Nord al Sud), è necessario anche attivare tutti gli strumenti per rendere poi tutto più facile, alla portata di tutti”. Lo ha detto oggi pomeriggio il presidente del Movimento cristiano lavoratori, Carlo Costalli, al Consiglio nazionale del Movimento in corso a Roma. La vera sfida, spiega, non è “conservare o rottamare gli strumenti del passato, in una logica di tesi e antitesi che rischia di non condurre a nulla”, ma “trovare una sintesi nuova tra il sistema attuale e le necessità e i bisogni che emergono dagli oltre tre milioni di firmatari dei quesiti referendari, e questo al di là del fatto che i quesiti referendari siano, o no, stati ammessi”. Per Costalli “l’abolizione dei voucher è un ennesimo errore di una politica schizofrenica e poco lungimirante, una politica che continua a far prevalere le scelte tattiche del momento e non è in grado di avere una visione generale dei problemi del Paese”, mentre “aver messo nell’angolo il sindacato inteso come fattore di freno alla modernità” è il grave limite del Jobs Act, riforma “importante più sul piano mediatico-comunicativo” che “nella realtà della vita delle persone e delle imprese che hanno problemi ben più urgenti e gravi del solo articolo 18. Una riforma comunque su cui tornare assolutamente”. Di qui l’auspicio che il governo pensi “modalità e strumenti nuovi a partire da soluzioni rapide per le politiche attive del lavoro, che tengano conto della situazione istituzionale post-referendaria, e ad un approccio nuovo al sistema contrattuale italiano”.

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 25 marzo. Papa a leader Ue, viaggio apostolico a Milano, cooperazione internazionale

Agensir.it - Fri, 2017-03-24 20:30

L’invito del Papa all’Europa a “discernere le strade della speranza” e a fondarle sull’uomo è il titolo di apertura di Avvenire. All’evento del 60° della firma dei Trattati europei e al ruolo della nuova Europa è dedicato anche l’editoriale di Gianfranco Marcelli che sottolinea come “non ci si può rassegnare al tramonto della più grande impresa umana pacifica concepita finora nella storia, che nella sua motivazione più profonda dichiara proprio quell’ispirazione cristiana volutamente e mediocremente negata nel Trattato di Lisbona: saper trarre dal male il bene, dagli errori la speranza, dalla morte la salvezza”.
In evidenza poi la visita di Francesco a Milano introdotta da un’intervista al cardinale Angelo Scola e dalla presentazione dei luoghi più significativi che il Papa visiterà.
Ancora un titolo sui progetti triennali di cooperazione internazionale che il governo ha in programma con l’impegno del ministro degli Esteri Angelino Alfano e l’analisi del presidente della Focsiv.

Papa Francesco: a leader Ue, “mettersi in discussione” e lavorare per “un nuovo umanesimo europeo”

Agensir.it - Fri, 2017-03-24 19:41

“Nel generale allungamento delle prospettive di vita, sessant’anni sono oggi considerati il tempo della piena maturità. Un’età cruciale nella quale ancora una volta si è chiamati a mettersi in discussione”. Lo ha ricordato il Papa, concludendo il suo discorso ai leader Ue, pronunciato in occasione del 60° dei Trattati di Roma. “Anche l’Unione Europea è chiamata oggi a mettersi in discussione, a curare gli inevitabili acciacchi che vengono con gli anni e a trovare percorsi nuovi per proseguire il proprio cammino”, la proposta. “A differenza però di un essere umano di sessant’anni, l’Unione Europea non ha davanti a sé un’inevitabile vecchiaia, ma la possibilità di una nuova giovinezza”, la tesi di Francesco: “Il suo successo dipenderà dalla volontà di lavorare ancora una volta insieme e dalla voglia di scommettere sul futuro”. “A Voi, in quanto leader, spetterà discernere la via di un nuovo umanesimo europeo, fatto di ideali e concretezza”, l’appello finale: “Ciò significa non avere paura di assumere decisioni efficaci, in grado di rispondere ai problemi reali delle persone e di resistere alla prova del tempo”.

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