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Abusi su minori: McCormack (Pcpm), “educazione strumento chiave per combatterli”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 16:14

“Abbiamo un problema in seno alla Chiesa e l’educazione è lo strumento chiave per combatterlo. Vogliamo fare in modo che tutti, nelle loro comunità o diocesi, si impegnino per fare della Chiesa un ambiente sicuro”. Lo ha detto oggi all’Università Gregoriana Kathleen McCormack, membro della Pontificia Commissione per la tutela dei minori (Pcpm) e presidente del gruppo di lavoro sulla formazione nelle famiglie, nelle scuole e nelle comunità, parlando al seminario in corso sulle buone pratiche per la salvaguardia dei minori. McCormack si è soffermata sulle linee guida elaborate dalla Commissione per le regioni e le Conferenze episcopali del mondo che “si fondano su cinque strategie essenziali”. Il primo “è lo screening di tutte le persone di Chiesa che hanno a che fare con i bambini anche attraverso il controllo delle loro fedine penali”. Il secondo è “a formazione e il training di clero, educatori, dipendenti, volontari” sul tema: tutti devono essere consapevoli. Terzo punto, “la formazione delle comunità parrocchiali e scolastiche in materia di cultura della sicurezza e prevenzione degli abusi sui bambini. A partire dal 2015 – racconta – la Chiesa cattolica degli Usa ha formato il 98% dei nostri operatori impegnati in scuole e parrocchie, e preparato più di tre milioni di bambini a riconoscere l’abuso e proteggersene”. Il quarto pilastro è l’istituzione di “una struttura appropriata nelle diocesi per poter dare risposte immediate agli abusi accogliendo e sostenendo vittime e famiglie nel corso delle indagini e del processo”. Infine, la “rendicontazione della Chiesa su quanto fatto con riferimento a queste indicazioni” per “rompere il silenzio e creare condizioni di trasparenza indispensabili a creare un ambiente sicuro”. Linee guida, conclude, “che ogni Conferenza episcopale potrà applicare con modalità diverse secondo i diversi Paesi e culture”.

Abusi su minori: p. Bechina (Congregazione educazione cattolica), “avviare processi di cambiamento dei cuori”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 16:11

“Abbiamo una grande responsabilità. Tramite l’educazione possiamo avviare processi per cambiare la situazione ma si tratta di processi che, come avverte il Papa, devono coinvolgere i cuori e le menti”. Ad affermarlo è padre Friedrich Bechina, sottosegretario della Congregazione per l’educazione cattolica, intervenuto al seminario di studi “Safeguarding in Homes and Schools: Learning from Experience Worldwide”, promosso oggi alla Pontificia Università Gregoriana dalla Pontificia Commissione per la tutela dei minori (Pcpm) e dal Centre for Child Protection dell’Ateneo. P. Bechina ha richiamato il concetto di dignità umana che “ha a che vedere con l’origine di ogni persona creata da Dio in modo amorevole. Questo genera una grande responsabilità per noi, Chiesa cattolica, quella di rispettare e proteggere la dignità di ogni singolo individuo e difendere i diritti umani che ne derivano”. “Circa 60 milioni di bambini vengono istruiti nelle 210mila scuole cattoliche di tutto il mondo. Sappiamo – osserva p. Bechina – che il problema degli abusi non è solo della Chiesa ma umano: ovunque ci sono concentrazioni di bambini ci sono rischi maggiori, ma è un tema di primaria importanza per noi. Non possiamo chiudere gli occhi, ma dobbiamo generare processi nella società che diano frutti, senza fretta ma con tenacia, tramite l’educazione”.

Abusi su minori: card. O’Malley (Pontificia Commissione), “senza impegno Chiesa in tutela minori” evangelizzazione “non avrà effetti”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 16:10

“Se la Chiesa non è impegnata nella tutela dei minori i nostri sforzi di evangelizzazione non avranno effetti”. Lo ha detto il cardinale Seán Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston e presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, intervenuto presso l’Università Gregoriana al seminario di studio in corso su “Safeguarding in Homes and Schools: Learning from Experience Worldwide”. “Non c’è giustificazione – il monito dell’arcivescovo -, non possiamo fallire nel mettere a punto efficaci standard di protezione di minori e adulti vulnerabili”. “Dobbiamo affrontare il problema degli abusi sessuali da parte dei preti”, ha avvertito il presidente della Commissione, secondo il quale “l’abuso dei più vulnerabili non è un problema cattolico o clericale, è un problema umano ma quando l’abuso è perpetrato da un prete il danno è ancora più profondo” e “il mondo cattolico domanda che noi, suoi pastori, facciamo tutti i passi necessari per proteggere i bambini affidati alla nostra cura”. Del resto “il Papa ci ha affidato la missione di promuovere la responsabilità della Chiesa particolare attraverso lo scambio di best practice e sviluppando risposte efficaci coinvolgendo tutte le nostre Chiese locali”. La riforma di Francesco, ha precisato, “non riguarda solo le strutture; il Papa ci invita anzitutto alla riforma dei cuori, alla nostra conversione” e “una parte cruciale di questo è offrire ambienti sicuri per tutti nelle nostre chiese”. Tuttavia, ha avvertito O’Malley, “falliremo se non metteremo al primo posto le vittime. ‘Prima la vittima’ è il principio fondamentale della nostra Commissione. Solo i sopravvissuti potranno aiutarci. Non possiamo essere indulgenti in questo lavoro e dobbiamo imparare dall’esperienza e dai nostri errori”.

Paesi Bassi: Trouw (quotidiano ispirazione cristiana), “moschee turche in Olanda criticano Erdogan”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 16:00

Dopo l’ennesima provocazione contro l’Europa del presidente Turco Erdogan in un incontro con la stampa ieri ad Ankara, il quotidiano olandese d’ispirazione cristiana Trouw oggi riporta la notizia, ripresa da molte testate, che “le moschee turche nei Paesi Bassi per la prima volta hanno criticato apertamente il presidente turco Erdogan”. Ieri il presidente turco avrebbe detto che l’attuale atteggiamento dell’Ue verso la Turchia porterà gli europei a non poter “camminare sicuri nelle strade in nessuna parte al mondo”. Questo è “il culmine. Non è il linguaggio giusto per un presidente”, ha detto al Trouw Yusuf Altuntas, dell’associazione Millî Görüş a cui fanno riferimento una quindicina di moschee nei Paesi Bassi. A unirsi alle critiche anche Fikri Demirtas, presidente della Fondazione dei centri islamici in Olanda. Il timore è anche che le parole di Erdogan “possano danneggiare l’immagine della comunità turca nei Paesi Bassi”. Nelle ultime elezioni la maggioranza dei turchi in Olanda ha votato per Erdogan, riferiva Aluntas, ma se continuerà con queste provocazioni le cose potrebbero cambiare: “ci lasci in pace”. L’organizzazione islamica Diyanet, interpellata sul tema non ha invece rilasciato dichiarazioni. Intanto si insedia oggi la nuova Camera bassa e giurano i 150 parlamentari eletti lo scorso 15 marzo. Tra loro anche Tunahan Kuzu, di origini turche, e due altri esponenti del partito Denk, che si batte per una piena accoglienza degli immigrati nei Paesi Bassi.

Abusi su minori: card. O’Malley (Pontificia Commissione), “Papa Francesco è seriamente impegnato per sradicarli” e “fare della Chiesa una casa sicura”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 15:50

“Papa Francesco è seriamente impegnato per sradicare gli abusi sessuali nella Chiesa” e per fare “della nostra Chiesa una casa sicura per tutti” promuovendo al suo interno “una cultura della tutela della persona”. Lo ha assicurato il cardinale Seán Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston e presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori (Pcpm) istituita tre anni fa dal Pontefice, intervenendo all’”Education Day” promosso oggi alla Pontificia Università Gregoriana dalla stessa Commissione insieme con il Centre for Child Protection dell’Ateneo. Tema dell’incontro “Safeguarding in Homes and Schools: Learning from Experience Worldwide” perché, spiega il porporato, “l’educazione è stata identificata dalla Commissione come elemento centrale del suo lavoro”. Il cardinale che ha guidato la diocesi di Boston alla rinascita dopo lo scandalo degli abusi, esprime solidarietà alle vittime e ai feriti dell’attentato di ieri a Londra e invita a pregare per loro e poi per i bambini vittime di abusi e “perché la Chiesa sia portatrice del messaggio evangelico nel mondo anche attraverso un impegno di protezione nei loro confronti”. Il nostro fine, spiega, “è continuare ad apprendere modi per implementare e sviluppare programmi per tutelare le vittime di abusi sessuali”.

 

Siria: mons. Hindo (Hassakè), “non aiutiamo solo i cristiani”. Restaurate 25 case e consegnate a non cristiani

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 14:54

I miliziani dell’auto-proclamato Stato Islamico (Daesh) si sono ritirati dai dintorni di Hassakè. Per anni, avevano postazioni a meno di venti chilometri dalla capitale dell’omonima provincia, nella Siria nord-orientale. Adesso si sono allontanati di almeno sessanta chilometri. La città respira, ma le conseguenze del conflitto continuano a pesare sulla vita quotidiana: “A sud del capoluogo” riferisce a Fides Jacques Behnan Hindo, arcivescovo siro-cattolico di Hassakè Nisibi “ci sono villaggi di beduini dove si soffre la fame. Avevano accettato il dominio di Daesh, che garantiva loro il necessario per vivere. Adesso molti di loro appoggiano i miliziani curdi. Ma tanti non hanno da mangiare. Come diocesi, abbiamo appena finito di distribuire anche tra loro tremila tra capre e capretti, così potranno avere latte e provare a far nascere piccoli allevamenti a gestione familiare o comunitaria. Saranno risorse per garantire la sopravvivenza. I cristiani di qui hanno sofferto tanto, durante la guerra. Ma c’è chi ha sofferto come e più dei cristiani. E noi aiutiamo tutti”. L’Arcidiocesi siro-cattolica – aggiunge l’arcivescovo – ha anche restaurato 25 abitazioni nei quartieri a sud di Hassakè, e le ha distribuite a nuclei familiari non cristiani. L’intento è quello di contribuire col tempo ad affievolire le contrapposizioni settarie. A questo riguardo, l’Arcivescovo siro cattolico continua a considerare ambiguo il comportamento di alcuni gruppi curdi militarizzati: “da quasi un anno” riferisce l’Arcivescovo “continuano a mantenere il controllo dell’ospedale in costruzione che avevano promesso di sgomberare già nel giugno scorso, per far avviare i lavori di restauro e consentire a quella struttura sanitaria di entrare in funzione”.

Cei: mons. Galantino, “io non sono candidato a presidente”. “Dipenderà dal Papa” quando comunicarlo, nuovo presidente possibile già dal 23 maggio

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 14:48

“Io non sono candidato a presidente della Cei”. A chiarirlo ai giornalisti, per sgombrare il campo da ogni equivoco, è stato monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, durante la conferenza stampa di presentazione del comunicato finale del Consiglio permanente. Interrogato sulla prossima Assemblea di maggio, in cui i vescovi italiani dovranno eleggere la terna di nomi da presentare al Papa per l’elezione del nuovo presidente, Galantino ha citato l’art. 32 dello statuto della Cei, che stabilisce che un vescovo non titolare di diocesi non può aspirare alla presidenza. Quanto alle modalità con cui avverrà l’elezione della terna, il segretario generale ha precisato che “non ci saranno candidature né discorsi: si fa una prima votazione, si vede che aria spira e si comincia a ragionare”. Ad aprire l’assemblea, il 22 maggio, sarà ancora una volta il Papa, che poi incontrerà i vescovi per uno scambio fraterno. Le votazioni – ha reso noto Galantino – si svolgeranno il giorno dopo, con il voto elettronico: i presuli avranno a disposizione una lista con tutti i vescovi eleggibili, ad ognuno dei quali corrisponderà un numero. Le votazioni si svolgono a scrutinio segreto, e per le prime tre c’è bisogno della maggioranza assoluta, requisito che decade solo dopo la quarta votazione. Poi il ballottaggio tra i primi due e tra il secondo e il terzo. Alla fine della votazione, “si prendono le schede e si lasciano o in portineria o a Marta”, ha spiegato Galantino: “Dipenderà dal Santo Padre decidere se comunicare il nuovo presidente già durante l’assemblea o alcuni giorni dopo”. Il nuovo presidente della Cei, dunque, potrebbe già essere eletto il 23 maggio.

Diocesi: Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, già da oggi diverse iniziative per la “24 ore per il Signore”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 14:45

Anche la diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti aderisce alla “24 ore per il Signore”, l’iniziativa voluta da Papa Francesco e dedicata quest’anno al tema “Misericordia io voglio (Mt 9,13)”. Lungo tutta la giornata di oggi, giovedì 23 marzo, dopo la celebrazione eucaristica presieduta questa mattina, alle 7, dal vescovo diocesano, monsignor Giovanni Ricchiuti, nella parrocchia di S. Sepolcro ad Altamura, proseguiranno nella stessa chiesa fino alle 23 le confessioni. Ad Acquaviva delle Fonti, è stata invece scelta la Chiesa parrocchiale di San Domenico, in concomitanza con il IV centenario di della Chiesa e l’ottantesimo della parrocchia. Qui fino alle 22 di oggi, e dalle 10 alle 12 di domani, venerdì 24 marzo, sarà offerta la possibilità delle confessioni grazie alla disponibilità di tutti i sacerdoti della zona pastorale. Questa sera alle 22 verrà recitata la preghiera di Compieta comunitaria con i sacerdoti e i giovani mentre domani mattina, alle 9, sarà celebrata la messa. A Sant’Eramo in Colle la “24 ore per il Signore” prenderà il via oggi pomeriggio alle 16, presso la parrocchia Ss. Crocefisso, con liturgia penitenziale e la possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione fino alle 22.30; alle 19.30, invece, si terrà la lectio divina cittadina. Domani, dopo la celebrazione eucaristica delle 9, i sacerdoti saranno disponibili per le confessioni fino alle 12. Infine, a Spinazzola l’Adorazione Eucaristica perpetua sarà vissuta venerdì 24 marzo, dalle 8 alle 21, nella chiesa del Purgatorio, mentre sabato 25 marzo sarà nella parrocchia Maria Ss.ma Annunziata dalle 8 alle 12.

Diocesi: Casale Monferrato, questa sera l’incontro “Islam. Saperne di più” con don Negri

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 14:45

Sarà dedicato alle grandi questioni oggi aperte tra cristianesimo ed islam, tra società occidentale ed islam, tra Europa e islam l’incontro “Islam. Saperne di più” che si terrà nella serata di oggi, giovedì 23 marzo, a Casale Monferrato, nell’ambito di “Cantiere Speranza”. Dalle 21, presso la sala Cavalla della Curia Vescovile, interverrà don Augusto Negri, profondo conoscitore del mondo islamico e responsabile del “Centro Federico Peirone”, organismo dell’arcidiocesi di Torino impegnato nella promozione e cura di corrette relazioni fra la Chiesa cattolica e il poliedrico mondo islamico nella diocesi torinese. Don Negri insegna alla Facoltà Teologica di Torino ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni tutte dedicate a conoscenza e divulgazione dei principali contenuti del fenomeno islam. Nel corso della serata – promossa dal servizio diocesano per la Pastorale della cultura di concerto con la Consulta diocesana per il dialogo e l’ecumenismo e i servizi diocesani per la Pastorale giovanile e scolastica – “si parlerà di etica islamica, jihad, circoncisione, sanità, finanza e di tutta una serie di temi che possono essere presenti quotidianamente nel dialogo con l’islam” cercando di “capire come fare a rendere possibile una positiva convivenza con l’islam”. Don Negri – spiegano gli organizzatori – “cercherà di approfondire queste grandi questioni, rendendo il più possibile comprensibili temi assai difficili e trattati in chiave specialistica dai media italiani”.

Populismo: mons. Galantino, vescovi “allarmati” per populismo, “l’acqua che fa crescere la pianta è l’inefficienza di coloro che dovrebbero dare risposta ai problemi della gente”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 14:39

“L’acqua che fa crescere la pianta del populismo è l’inefficienza di coloro che dovrebbero dare risposte ai problemi della gente”. Con questa metafora monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha spiegato ai giornalisti, rispondendo alle loro domande, perché secondo i vescovi “c’è da allarmarsi” sul populismo. “C’è da allarmarsi – la spiegazione – perché i motivi che fanno sorgere il populismo sono sempre lì: i giovani, i poveri sono sempre lì”, ha fatto notare il  vescovo citando la disoccupazione al Sud che tocca il 60% – dato che pecca per difetto, secondo Galantino – e le file alle Caritas, che si sono dovute munire di biglietti anche solo per la distribuzione dei pasti. In questi anni, ha ricordato il segretario generale della Cei, “i vescovi sono passati dalla preoccupazione all’allarme: c’è stata un’escalation, fino alla definizione del populismo come fenomeno dannoso”. Il motivo, ha spiegato ancora il vescovo, “è lo stesso per cui tanti oggi in Italia sono preoccupati: vedere se il populismo, oltre alla volontà di rispondere al disagio reale, vero, che esiste nella nostra gente, abbia al suo interno anche la capacità di dare una risposta a questi disagi”. “Non vorrei che il disagio a cui non hanno trovato una risposta i partiti politici – ha affermato Galantino – debba ripetersi di fronte a coloro che, con il megafono in mano, vanno a dire cose che molte volte non rispondono al vero”. “Il populismo si nutre della mancanza di memoria dei nostri concittadini”, ha denunciato il vescovo: “Quando il populismo si ritrova in mano la possibilità di governare, e il governo resta purtroppo un governo di parole e fatti non credibili, io mi preoccuperei, soprattutto se questo comportamento viene da chi ha ricevuto dai cittadini il mandato di rappresentarli”.

Attentato Londra: mons. Galantino, “ci ricaccia un po’ tutti indietro”. No a “invettive” e “sciacallaggi”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 14:26

“L’attentato di ieri a Londra, e le vittime che ha provocato, è un episodio che ci ricaccia tutti un po’ indietro”. Lo ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, durante la conferenza stampa di presentazione del Comunicato finale del Consiglio permanente dei vescovi italiani, svoltasi presso la Sala Marconi della Radio Vaticana. L’attentato di ieri, ha proseguito il vescovo, “ci fa abitare il territorio della paura e dell’incertezza e ci provoca a riproporre degli interrogativi che non possono riguardare solo le organizzazioni di difesa, né possono trovare soluzioni in una chiusura e un ripiegamento su se stessi degli individui e delle nazioni”. “Siamo tutti un po’ smarriti”, ha commentato Galantino: “Speriamo che ci vengano risparmiati i soliti mantra intrisi di invettive insignificanti e di insopportabile sciacallaggio”. Dai vescovi, arriva “un no deciso a soluzioni populistiche che continuano a lucrare sulla comprensibile paura che ci prende in occasioni del genere”, ha assicurato Galantino, ribadendo che “la Chiesa italiana crede con forza nella casa comune europea”.

Papa Francesco: presto santi i pastorelli di Fatima. Promulgati i decreti della Congregazione delle Cause dei Santi

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 14:23

Papa Francesco ha ricevuto questa mattina in udienza il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante l’Udienza, il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i decreti riguardanti: il miracolo, attribuito all’intercessione del beato Angelo da Acri (al secolo: Luca Antonio Falcone), sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini; nato il 19 ottobre 1669 e morto il 30 ottobre 1739; il miracolo, attribuito all’intercessione del beato Francesco Marto, nato l’11 giugno 1908 e morto il 4 aprile 1919, e della beata Giacinta Marto, nata l’11 marzo 1910 e morta il 20 febbraio 1920, fanciulli di Fátima; il martirio dei servi di Dio Giuseppe Maria Fernández Sánchez e 32 compagni, sacerdoti e fratelli coadiutori della Congregazione della Missione, nonché 6 laici, dell’Associazione della Medaglia Miracolosa della Beata Maria Vergine, uccisi in odio alla Fede nel 1936 durante la guerra civile spagnola; il martirio della serva di Dio Regina Maria Vattalil (al secolo: Maria), suora professa della Congregazione delle Suore Clarisse Francescane; uccisa in odio alla Fede il 25 febbraio 1995; le virtù eroiche del servo di Dio Daniele da Samarate (al secolo: Felice Rossini), sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini; nato il 15 giugno 1876 e morto il 19 maggio 1924; le virtù eroiche della serva di Dio Macrina Raparelli (al secolo: Elena), fondatrice della Congregazione delle Suore Basiliane Figlie di Santa Macrina; nata il 2 aprile 1893 e morta il 26 febbraio 1970; le virtù eroiche della serva di Dio Daniela Zanetta, Laica; nata il 15 dicembre 1962 e morta il 14 aprile 1986.

Il Santo Padre, inoltre, ha approvato i voti favorevoli della Sessione ordinaria dei cardinali e vescovi membri della Congregazione circa la canonizzazione dei seguenti Beati: Andrea de Soveral e Ambrogio Francesco Ferro, sacerdoti diocesani, e Matteo Moreira, laico, nonché 27 compagni, martiri, uccisi in odio alla fede in Brasile il 16 luglio 1645 e il 3 ottobre 1645; Cristoforo, Antonio e Giovanni, adolescenti, martiri, uccisi in odio alla fede in Messico nel 1529.

Papa a Milano: Garzonio (Ambrosianeum), “accogliere il messaggio del Papa. La città ricominci a sognare”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 14:03

“Il viaggio di Papa Francesco a Milano arriva in un momento storico molto particolare che sta vivendo la città. In questo senso, i luoghi che il Pontefice ha scelto di percorrere sono in totale sintonia con il suo pontificato, fatto di gesti concreti e di misericordia”. Con queste parole, il presidente della fondazione culturale Ambrosianeum, Marco Garzonio, commenta al Sir cosa si aspetta dalla prossima visita del Pontefice nel capoluogo lombardo. Secondo il presidente di Ambrosianeum, ci sono molte similitudini tra il pontificato di Bergoglio e la guida dell’arcidiocesi di Milano da parte del cardinale Carlo Maria Martini, come testimonia l’incontro in programma con i detenuti del carcere di San Vittore. “Il cardinale Martini – ha detto Garzonio – è stato capace di cogliere i bisogni delle persone che incontrava; i fedeli della Chiesa, ma anche di tutte le altre, a cominciare per esempio dai detenuti. In questo senso, il fatto che Papa Francesco abbia scelto di fare visita al carcere di San Vittore, dimostra una certa continuità con l’opera del cardinale Martini”.
Garzonio mette poi l’accento sul carattere “poco istituzionale” del viaggio papale dove appare evidente – spiega – “la volontà di Bergoglio di arrivare a Milano saltando tutti i protocolli, i quali avevano caratterizzato invece le precedenti visite sia di Wojtyla che di Ratzinger”. Secondo il presidente dell’Ambrosianeum, il messaggio che Francesco vuole lanciare è molto chiaro: “più degli incontri istituzionali con le autorità, per il Papa è importante dare conforto alle periferie urbane e soprattutto a quelle esistenziali”. Garzonio sostiene inoltre che, attraverso questa visita pastorale, “Milano debba ricominciare a sognare perché – conclude – se la città sarà in grado di accogliere il messaggio di Francesco, allora questo incontro potrà davvero aiutare la comunità a cambiare”.

Papa Francesco: il messaggio di cordoglio inviato al card. Nichols per attentato a Londra

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 14:02

Papa Francesco ha inviato oggi, tramite il suo segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, un messaggio di cordoglio all’arcivescovo di Westminster, nonché presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, cardinale Vincent Nichols, per l’attacco terroristico di ieri a Londra. Il Pontefice “raccomanda le vittime alla amorevole misericordia di Dio”, si legge nel testo diffuso dalla Sala Stampa vaticana, invocando “la forza divina e la pace sulle famiglie addolorate”. “Profondamente rattristato nell’apprendere della perdita di vite umane e dei feriti causati dall’attacco nel centro di Londra – si legge messaggio – Papa Francesco esprime la sua solidarietà orante con tutte le persone colpite da questa tragedia. Raccomandando le vittime alla misericordia amorevole di Dio Onnipotente, Sua Santità invoca la forza divina e la pace sulle loro famiglie addolorate, e assicura alla nazione la sua preghiera in questo tempo”.

Forum 015: il 27 marzo a Latina incontro sullo sviluppo del territorio

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 13:50

Torneranno a riunirsi a Latina, lunedì 27 marzo, a partire dalle ore 16, le organizzazioni aderenti al Forum 015, che hanno organizzato un convegno sul tema dell’impegno dei corpi intermedi per lo sviluppo del territorio. L’evento, per la cui location è stato scelto l’hotel Europa di Latina, vuole essere prima di tutto un work shop tra dirigenti di Acli, Confcooperative, Confartigianato e Compagnia delle Opere, aperto alle organizzazioni ecclesiali e a chi è impegnato nell’associazionismo. Ad aprire l’incontro sarà il messaggio del vescovo della diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, mons. Mariano Crociata. Il presidente provinciale e commissario regionale di Acli Terra Nicola Tavoletta introdurrà i lavori che saranno coordinati dal direttore di Confartigianato Latina Ivan Simeone. A relazionare sul tema saranno invece il presidente di Lazio Sociale Alessandra Bonifazi, il senatore Mario Mauro e il presidente di Confcooperative Latina Edgardo Bellezza. Il convegno vedrà gli interventi del presidente di Confartigianato Giuseppe Michelini, da quello delle Acli provinciali di Latina Maurizio Scarsella e da quello di Compagnia delle Opere di Roma e del Lazio Maurizio dell’Unto. Nel dibattito sono coinvolte tutte le organizzazioni diocesane per elaborare sinergie utili al territorio e azioni concrete per le amministrazioni locali.

Migrazioni: Cei, 30 milioni per i progetti della campagna “Liberi di partire, liberi di restare”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 13:35

Trenta milioni di euro, tratti dai fondi 8xmille della Cei e una progettualità che si svilupperà lungo un triennio. Questi i primi numeri della campagna “Liberi di partire, liberi di restare” lanciata dalla Conferenza episcopale italiana sul tema delle migrazioni con iniziative rivolte principalmente verso i minori migranti e le loro famiglie. Verranno coinvolte le pastorali competenti (Ufficio interventi caritativi a favore del terzo mondo, Caritas Italiana, Migrantes, Missio, Apostolato del mare), le realtà ecclesiali attive su tali tematiche (istituti missionari, congregazioni, associazioni e movimenti, cooperazione fraterna e internazionale) mentre verrà data centralità alle Chiese locali. I progetti, infatti, “verranno realizzati in primo luogo nei 10 Paesi di maggior provenienza dei minori – si spiega nella nota – con un’attenzione prioritaria all’Africa”. “Considerando le rotte migratorie, un secondo livello saranno i Paesi del Nord Africa, luoghi di transito e di continue sofferenze dei migranti in generale e dei minori in particolare”. Infine, “un terzo livello progettuale vedrà coinvolte le realtà ecclesiali attive nell’accoglienza e nella cura dei minori migranti in Italia a partire da quelle più vicine ai porti di sbarco degli stessi”. Tra gli ambiti prioritari di intervento vi saranno “l’educazione e la formazione (anche professionale), l’informazione in loco, progetti di carattere sociale e sanitario, progetti in ambito socio-economico per la promozione di opportunità lavorative”. accompagnamento ai rientri di coloro che intendono volontariamente procedere in tal senso.

Migrazioni: la Cei lancia la campagna “Liberi di partire, liberi di restare”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 13:34

Un’iniziativa straordinaria che si sviluppi su un livello “culturale e pastorale generale sui fenomeni migratori” e che costituisca un’occasione di “finanziamento e realizzazione di progetti mirati e concreti”. Sono gli obiettivi di “Liberi di partire, liberi di restare”, la campagna che la Conferenza episcopale italiana avvia sul tema delle migrazioni, dopo essersi impegnata durante l’anno giubilare per il “diritto a rimanere nella propria terra” riuscendo “a mobilitare in modo significativo l’attenzione di molte comunità cristiane in particolare e dell’opinione pubblica in generale”. “Ma le problematiche di fondo legate ai crescenti flussi migratori nel mondo – si legge in una nota – restano inalterate sia dal punto di vista concreto, sia dal punto di vista della percezione di tali fenomeni a livello culturale, mediatico, sociale”. “I grandi flussi migratori in atto di tali popolazioni, senza alcuna tutela dei loro diritti umani fondamentali, va ad inserirsi in una crisi internazionale ed europea sempre più pesante”, prosegue la nota, nella quale si sottolinea che “i migranti sono diventati spesso ‘merce di scambio’ per scopi politici o per baratti governativi”. “Ne consegue che accogliere i migranti non è sufficiente, ma occorre un approccio culturale, politico e pastorale ampio”, afferma la Cei, secondo cui “è necessario allargare le strategie di intervento, anche le nostre, includendo un’attenzione e una progettazione a partire dalle realtà locali nei Paesi di origine, in quelli di transito e in Italia, che si vada ad aggiungere in modo organico a quanto già si sta facendo”. Tra i beneficiari privilegiati vi saranno i migranti minorenni e le loro famiglie, le vittime di tratta e le fasce più deboli.

Bulgaria: elezioni anticipate domenica 26 marzo, si prospetta un parlamento frammentato

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 13:33

Domenica 26 marzo in Bulgaria si vota per eleggere i 240 membri del parlamento unicamerale. Le elezioni anticipate arrivano un anno prima della scadenza naturale del mandato a causa delle dimissioni dell’ex premier Borissov, dovute alla sconfitta alle elezioni presidenziali del candidato del suo partito conservatore Gerb. Nella corsa per il Parlamento bulgaro partecipano 13 partiti, 9 coalizioni e 21 comitati, in totale 4.732 candidati. Numerosi le promesse in campagna elettorale che riguardano l’aumento dei redditi dei bulgari che rimangono il Paese più povero nell’Ue: la pensione media è di 100 euro al mese, lo stipendio medio circa 400 euro. Tra i temi dominanti la campagna elettorale emergono patriottismo e nazionalismo, citati da tutti i candidati. All’inizio della settimana la coalizione dell’Unione patriottica ha bloccato la frontiera con la Turchia in segno di protesta contro i bulgari di origine turca, residenti in Turchia che arrivano per partecipare al voto. I principali concorrenti al voto sono Gerb, partito dell’ex premier Boyko Borissov, e i socialisti guidati da Cornelia Ninova, rinvigoriti dopo la vittoria alle elezioni presidenziali. Secondo i sondaggi, i due soggetti riceveranno risultati quasi pari, collocando i socialisti attorno al 27% e Gerb al 26%. Seguono i “patriottici” con l’11%.

Il partito della minoranza turca, in genere sempre terzo nelle competizioni elettorali, per la prima volta si presenta indebolito dopo la scissione interna: il vecchio soggetto – Dps sarebbe quarto con circa il 10% dei consensi, mentre la formazione nuova conta soprattutto sui voti dei bulgari in Turchia, godendo dell’appoggio di Erdogan. Nel Parlamento bulgaro entrerà anche una nuova formazione, capeggiata dall’imprenditore farmaceutico Mareski, accreditato del 9,6% dei voti. Rimane incerto se la destra, nel frattempo divisasi in tre nuove formazioni, riuscirà a superare la soglia del 4% per entrare in parlamento. L’interrogativo principale legato a queste elezioni secondo i politologi però non è legato tanto al vincitore, quanto a chi sarà in grado di formare una coalizione al governo. Stando ai sondaggi si prospetta un parlamento frammentato e la coalizione dovrà includere almeno 4 partiti. Le possibilità sarebbero due: Gerb con i “patriottici” e il Blocco riformista oppure i socialisti con il partito dei turchi. Tali interrogativi rimbalzano in Europa, anche perché la Bulgaria dal 1° gennaio 2018 dovrà assumere la presidenza di turno del Consiglio dei ministri Ue. Nel frattempo nel Paese cresce l’euroscetticismo e aumentano le tendenze ad avvicinarsi alla Russia.

Attacco Londra: card. Nichols (Westminster), “restare uniti nella preghiera”. Il ricordo delle vittime

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 13:18

“Gli attacchi di ieri a Westminster ci hanno scioccato. La violenza che abbiamo visto troppo spesso in altri luoghi ha nuovamente portato l’orrore e l’uccisione in questa città. Preghiamo per tutte le persone, specialmente per le vittime e i loro familiari”. È l’invito lanciato oggi dal presidente dei vescovi di Inghilterra e Galles, il cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, all’indomani dell’attacco terroristico a Londra. In una nota diffusa dalla Chiesa cattolica inglese il cardinale esorta tutti a pregare “per Aysha Frade, falciata dall’auto dell’assalitore mentre attraversava il Westminster Bridge”, le cui due figlie frequentano la scuola elementare di St. Mary of the Angels. “Pregate per loro e per il papà” aggiunge l’arcivescovo che nel suo invito ricorda anche tutti gli altri feriti tra i quali “i giovani studenti francesi” insieme a coloro che “si stanno prendendo cura di loro”. “Preghiamo anche per Keith Palmer, l’ufficiale di polizia ucciso, per la sua famiglia, ringraziando Dio per i molti che mostrano tanta dedizione per mantenere la nostra società più sicura. Lasciamo che la nostra voce sia unita nella preghiera nella solidarietà compassionevole e nella calma. Tutti coloro che credono in Dio – conclude Nichols – faranno risuonare questa voce, perché la fede in Dio non è un problema da risolvere, ma un punto di forza e una base su cui poggiare”.

Settimana sociale: Linee di preparazione, “creare rete di persone competenti e consapevoli, capaci di essere lievito”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 13:07

“La 48ª Settimana sociale non vuole parlare di numeri, ma di persone, di vite concrete, di speranze e delusioni, di dignità e solidarietà”. Lo rimarca il Comitato organizzatore nelle “Linee di preparazione” verso l’evento ecclesiale (Cagliari, 26-29 ottobre 2017), riprendendo i quattro “registri comunicativi” già presentati nel precedente documento, la “Lettera d’invito”: denuncia, ascolto e narrazione, buone pratiche, proposta. “L’appuntamento di Cagliari vuole diventare l’occasione per raccogliere e portare a frutto quanto le diverse comunità saranno state capaci di elaborare e proporre”, ribadisce il documento, chiedendo che i delegati designati dalle singole diocesi – 3 o 5 in base all’ampiezza di ciascuna – siano “dei veri e propri attivatori territoriali, agenti motivati e preparati, dediti – con passione e intelligenza – a una missione che non finisce”. L’obiettivo è “creare una rete di persone competenti e consapevoli, capaci di essere lievito delle nostre comunità rispetto al tema del lavoro. Prima, ma soprattutto dopo, l’appuntamento di Cagliari”.

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