Feed aggregator

8xmille: Cei per il Nepal, la ricostruzione dopo il sisma comincia da case e agricoltura

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 15:13

A due anni dal disastroso terremoto che nel 2015 ha colpito il Nepal distruggendo 600mila case e causando migliaia di morti e di sfollati, sono stati restituiti i primi report relativi alla ricostruzione finanziata dalla Conferenza episcopale italiana grazie ai fondi dell’8 per mille, erogati per tramite della Caritas nepalese.
I fondi (3 milioni di euro in due tranche) erano stati stanziati il 27 aprile 2015, immediatamente a ridosso dell’emergenza venutasi a creare nel Paese a causa del sisma e sono stati messi a sistema con l’avvio del Nepal earthquake recovery program (Nerp), un progetto da 24 milioni di euro che ha individuato obiettivi strategici di intervento relativi alle necessità abitative, alla sicurezza sanitaria, alla ricerca di mezzi di sussistenza, al supporto psicosociale.
La Caritas nepalese ha in carico la ricostruzione di tre distretti (Kavrepalanchok, Sindhupalchok, Dolkha), tutti classificati al più alto livello di gravità (“severely hit”) per un totale di quasi 900mila abitanti. A questi si aggiunge il distretto di Sindhuli – 279.821 abitanti – per alcuni ambiti (“crisis hit”).
Nello specifico, la prima tranche di 1,5 milioni di euro dei fondi Cei è stata utilizzata su tre fronti principali.
Il primo è relativo alla costruzione di casette antisismiche che, ad oggi, vedono il completamento di 575 unità abitative mentre altre 1281 sono state iniziate: si tratta del 38,4% delle 4825 pianificate in totale. La previsione è di completare mediamente 200 case al mese (600 in ogni trimestre), così da concludere il progetto nel primo trimestre del 2019.
Il secondo ambito di intervento si è concretizzato nell’avvio di un programma educativo sull’uso corretto dell’acqua e sulle più elementari modalità igieniche, costruendo tubature e tank di deposito.
Infine, è stata supportata la ripresa della coltivazioni necessaria alla sussistenza. Sono pertanto state fornite sementi, concime, alberelli da frutto, utensili ed equipaggiamento per la coltivazione, “plastic tunnel” antiparassiti. Collateralmente si è intervenuti sulla manutenzione delle strade, per mantenere operativi i fossati di scolo ed evitare che esse vengano dilavate dalle acque piovane. Grazie a questi interventi è stato possibile coltivare campi di pomodori e altri ortaggi.

Politica: Justitia et pax Europa e Comece, dibattito sulla “giustizia di transizione”

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 15:05

(Bruxelles) Come “assicurare la democrazia e la giustizia nell’Europa post-comunista” sarà al centro di un dibattito aperto il 16 maggio prossimo organizzato a Bruxelles dalla commissione Giustizia e Pace Europa con il sostegno della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). Il punto di riferimento sarà il concetto di giustizia transizionale (o di transizione), insieme di percorsi che hanno come scopo, prima ancora che la ricerca di giustizia, il raggiungimento di una società più giusta. Questo l’approccio usato per fondare gli sforzi di verità come via di riconciliazione in contesti quali il genocidio del Ruanda o in Medio Oriente o ancora nei Balcani. Nel seminario di Bruxelles – che si terrà nella sede Comece, in Square de Meeus – sarà il gesuita sloveno Peter Rozic, esperto di processi di democratizzazione e dei cambiamenti di regime nell’ex Unione Sovietica e nell’Europa centro-orientale, ad applicare allo stallo nei processi di democratizzazione in questa parte dell’Europa il concetto di “corruzione transizionale”: perché ci sia effettivo sviluppo democratico nella ex-Jugoslavia, occorre avvenga la riconciliazione tra le etnie facendo verità sui fatti, chiedendo scusa e risarcendo in qualche modo le vittime. Le ricerche dimostrerebbero che là dove questi processi avvengono, è più difficile che dilaghi la corruzione, vera “piaga sociale”. I lavori saranno introdotti da Stefan Lunte, segretario generale di Justitia et pax; all’intervento di padre Rozic seguirà un momento di dibattito.

Papa Francesco: a Celam, “la corruzione distrugge popolazioni intere sottomettendole alla precarietà”

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 14:44

A 300 anni dal miracoloso rinvenimento nel fiume Paraiba in Brasile della statua della Madonna di Aparecida da parte di tre poveri pescatori, il Papa ha inviato un messaggio a tutti i vescovi latinoamericani, riuniti dal 9 al 12 maggio, nella città di San Salvador, per la Plenaria del Consiglio episcopale (Celam) dei 22 Paesi dell’area, dedicata al tema “Una Chiesa povera per i poveri”. Francesco si dice fortemente preoccupato per la corruzione che pervade il continente americano. Tre secoli dopo quell’evento miracoloso la Signora di Aparecida, scrive il Pontefice nel messaggio, “ci fa crescere nella fede e ci immerge in un cammino di apostolato”, di cui Francesco segnala tre aspetti. Il primo “sono i pescatori”, uomini poveri con famiglie che vivevano nell’insicurezza del vivere quotidiano, a contatto con la generosità e l’inclemenza del fiume. Un’immagine che riporta, per il Santo Padre, alla difficoltà di vita di tanti nostri fratelli. E ciò che più duole – denuncia – è come sia quasi normale vederli fronteggiare “uno dei peccati più gravi che affligge il nostro continente: la corruzione, questa corruzione che spiana le vite sommergendole nell’estrema povertà. Corruzione che distrugge popolazioni intere sottomettendole alla precarietà. Corruzione che, come un cancro, va divorando la vita quotidiana” delle persone.

Il secondo aspetto è la “Madre”, Maria, “una madre che è attenta e che accompagna la vita dei suoi figli. E va dove non si spera”. “Nella storia di Aparecida – ricorda il Papa – la incontriamo nel fiume avvolta nel fango. Lì aspetta i suoi figli, lì sta con i suoi figli in mezzo alle loro lotte e ricerche”. Terzo aspetto è “l’incontro di questi uomini con Maria”. Infatti, le reti non si riempirono di pesce ma di una presenza che riempì la loro vita e diede loro certezza che nei loro propositi e lotte non erano soli. Reti “che si trasformarono nella comunità”, quella del “popolo credente che si confessa peccatore e salvato, un popolo forte e ostinato, consapevole che le sue reti, la sua vita, sono piene di una presenza che lo incoraggia a non perdere la speranza”.

Da qui l’esortazione di Francesco: “Aparecida non ci porta ricette ma chiavi, criteri, poche grandi certezze per illluminarci, soprattutto, per accendere il desiderio di liberarsi di tutte le cose superflue e ritornare alle radici, all’essenziale, all’attitudine che piantò la fede nella Chiesa primitiva e dopo fece del nostro Continente la terra della speranza”. “Aparecida – spiega il Papa – chiede di rinnovare la nostra speranza nel mezzo di tante ‘inclemenze'”. “Quanto dobbiamo imparare – l’invito – dalla fede della nostra gente!”. “Non temiamo di sporcarci per la nostra gente e non temiamo il fango della storia per riscattare e rinnovare la speranza”, conclude.

Germany: “Lady Courage”, a Catholic women’s project to help young single mothers complete their schooling

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 14:34

Handling studying, working and a child is difficult, but it is not impossible. The Catholic Women’s Social Service (SkF) financially supports young women who have a child and want to complete their education and look for a job. Now that the summer term has started in German schools and universities, for most students it is not just a matter of getting up early and learning, it is also a matter of looking for a temporary job. Young women and girls who get pregnant while at school and want to keep their child are often in financial distress: they are left alone, sometimes the fathers dispute paternity, and they have no choice but leave school. To address these cases, the German Catholic Women’s Social Service invented the “Lady Courage” project: SkF will provide financial support to women students. “Young women must complete their education – the CEO of SkF, Monika Meier-Pojda, explains – and it would be a shame if all the potentials and skills and resources that women have would go lost; this is an important issue for the Church as well”. In Bavaria, for instance, 60 young mothers have already been able to complete their schooling through this project, and many of them have also found a job. The project is supported by private donors and foundations, as well as by fund-raising campaigns, such as the one that is held for the Feast of Mary, the Patroness of Bavaria, on May 13th.

Germania: “La signora coraggio”, progetto delle donne cattoliche per aiutare giovani madri sole a finire gli studi

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 14:34

Gestire studio, lavoro e un figlio è difficile, ma non impossibile. Il Servizio sociale delle donne cattoliche (SkF) sostiene finanziariamente le giovani donne che hanno un figlio e vogliono continuare a studiare e cercano un lavoro. In questo periodo nel quale è iniziato il semestre estivo per le istituzioni scolastiche e accademiche tedesche, per la maggior parte degli studenti non si tratta solo di alzarsi presto e imparare, ma anche cercare un lavoro occasionale. Le giovani donne e ragazze che restano incinte nel corso degli studi e vogliono portare a termine la gravidanza spesso si trovano in difficoltà economiche: restano sole, talvolta il padre non riconosce il figlio e si vedono costrette a smettere di studiare. Per questi casi il Servizio sociale delle donne cattoliche tedesche ha inventato il progetto “La signora coraggio”: la SkF fornirà alle studentesse aiuti finanziari. “È necessario che le giovani donne giungano al termine del rapporto di studio – spiega l’amministratrice delegata di SkF, Monika Meier-Pojda – e sarebbe un peccato se si perdessero tutto il potenziale e la capacità e le risorse che hanno le donne, anche questo è un tema importante per la Chiesa”. In Baviera, ad esempio, già 60 giovani madri hanno potuto concludere gli studi grazie al progetto e molte di loro, hanno anche trovato lavoro. Il progetto è finanziato da donazioni private e fondazioni, e da collette come nel caso di quella organizzata in occasione della festa di Maria Patrona della Baviera, il prossimo 13 maggio.

Orazio Petrosillo: Accattoli, “non si risparmiava”. Politi, simbolo dell'”età felice del vaticanismo”

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 14:21

“Aveva un carattere esuberante, non si risparmiava. Aveva una capacità di lavoro straordinaria, a volte anche imprudente: non controllava le sue energie”. Così il vaticanista Luigi Accattoli ha ricordato il collega e amico Orazio Petrosillo, in un incontro organizzato a Roma a dieci anni dalla sua scomparsa, presso il Centro Russia Ecumenica. “La caratteristica che me lo ricorda di più è il suo carattere esuberante”, ha esordito Accattoli: “Era curioso di tutto, combattivo, amava la buona tavola ma anche la natura e l’arte. Durante i viaggi papali aveva sempre la guida turistica e ne infliggeva a tutti la lettura, perché in ogni luogo voleva conoscere tutto”. Quanto al suo modo di vivere la fede, Accattoli ha ricordato che Petrosillo “era  molto sicuro della sua fede”, ma non si metteva mai in cattedra: “E questo è rarissimo tra i vaticanisti”, ha commentato. Di allegria e senso dell’umorismo, nel ricordare il collega e amico, ha parlato anche il vaticanista Marco Politi, che ha definito Petrosillo “una persona mite: non era roso dall’ambizione, non parlava male degli altri, aveva un grande senso dell’umorismo e una fede che si distaccava dalla fede militante e aggressiva. La sua era una fede antica, paragonabile a quella di un ulivo del Sud, che si nutriva certamente di una grande cultura ma non dimostrava nessun tipo di aggressività nei confronti degli altri”. Politi ha definito inoltre Petrosillo il simbolo “di un’età felice del vaticanismo: quella prima dell’avvento dei tweet, che ci permetteva di seguire con calma una cerimonia o un discorso del Papa e di scambiarci le idee. C’era molta allegria nei voli papali, un clima di scambio e di grande solidarietà”.

Orazio Petrosillo: p. Lombardi, “per lui la Sindone era una reliquia della Resurrezione”

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 14:17

“Per lui la Sindone era una reliquia della Risurrezione”. Con queste parole padre Federico Lombardi, presidente della Fondazione Ratzinger, ha ricordato il vaticanista Orazio Petrosillo, a dieci anni dalla sua scomparsa. Nell’omelia della Messa celebrata oggi nella parrocchia di Sant’Anna in Vaticano, alla presenza dei parenti e di numerosi colleghi  e amici, l’ex portavoce vaticano ha ricordato la figura del giornalista citando il profilo che, nel commiato di dieci anni fa, aveva tratteggiato mons. Pierfranco Pastore, già segretario del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali: “Amava il suo mestiere, che considerava una vocazione”, partendo dalla convinzione che il giornalismo fosse “una professione in cui il sapere andava messo in comune con gli altri”.  Due gli altri tratti del vaticanista ricordati dall’ex portavoce vaticano: la sua “profonda fede religiosa”, che si traduceva nella coerenza tra il modo di vivere la fede e quello di esercitare la sua professione, e l’amore per la Sindone, che per lui “era sì il lenzuolo che parlava della passione e della sofferenza atroce della morte, ma soprattutto una reliquia della Risurrezione di Gesù”.

Diocesi: Spoleto-Norcia, domenica 14 maggio V edizione della Festa della famiglia, sul tema “Famiglia, gioia, Vangelo”

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 14:13

Domenica 14 maggio l’arcidiocesi di Spoleto-Norcia celebra la quinta edizione della Festa della famiglia, tradizionale appuntamento nel quale le famiglie dedicano un’intera giornata a riflettere sulla bellezza, sulla fatica e sul sogno di “fare famiglia”, risorsa per la Chiesa e per la società. Il tema scelto è: “Famiglia, Gioia, Vangelo”. L’appuntamento è per le ore 10 in Piazza Duomo a Spoleto per l’accoglienza dei partecipanti da parte dell’arcivescovo Renato Boccardo e dei responsabili della Pastorale familiare don Sem Fioretti e i coniugi Cristina e Roberto Mariottini. Alle 11 (fino alle 12.30), presso il “Teatro Caio Melisso-Spazio Carla Fendi”, mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del C9 – il consiglio di cardinali istituito da Papa Francesco con il compito di aiutarlo nel governo della Chiesa universale – e Stefania Falasca giornalista del quotidiano “Avvenire”, converseranno sul tema della giornata con particolare riferimento alla preghiera in famiglia, a come diventare genitori consapevoli, alla fatica di crescere dei giovani, al ruolo importante dei nonni. Nella stessa fascia oraria è prevista una specifica animazione per i bambini. Alle 13 il pranzo in fraternità presso la Terrazza Frau. Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 16.30, gli adulti si suddivideranno in quattro laboratori (sale del Palazzo Arcivescovile), su ambiti specifici: Pregare in famiglia (coordina Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo); Genitori consapevoli si diventa (coordina Cristina Marini, mediatore familiare); Giovani, la fatica di crescere (coordina Luca Pipitone, docente); I nonni, radici e memorie di un popolo (coordina Giancarlo Penza della Comunità di S. Egidio). Nella stessa fascia per i più piccoli è sempre prevista specifica animazione. La giornata si concluderà alle 17.00 in Cattedrale con la celebrazione eucaristica presieduta dal card. Kevin Jospeh Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, e concelebrata dall’arcivescovo Boccardo e dai sacerdoti presenti.

Solidarietà: Opera San Francesco per i poveri, tornano anche quest’anno “Il pane di Osf” e “Impariamo a fare il pane”

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 13:49

Tornano anche quest’anno due iniziative organizzate da Opera San Francesco per i poveri (Osf) incentrate sulla solidarietà ai più bisognosi e sull’educazione ad evitare lo spreco. Per sabato 20 e domenica 21 maggio è in programma la nona edizione de “Il pane di Osf”, appuntamento di sensibilizzazione e raccolta fondi che si terrà nelle piazze di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Pavia, Varese e Novara, oltre che in alcuni punti vendita Esselunga. “I volontari di Osf – si legge in una nota – offriranno al pubblico una pagnotta di pane, a fronte di un’offerta libera che contribuirà a garantire un pasto completo alle persone bisognose e andrà a sostegno delle attività di Opera San Francesco, tra cui la ristrutturazione della nuova Mensa di piazzale Velasquez a Milano”. Nel fine settimana successivo, da venerdì 26 a domenica 28 maggio, a Milano si rinnoverà invece l’evento “Impariamo a fare il pane” con laboratori del pane per i bambini, organizzati da Opera San Francesco per i poveri in collaborazione con l’Associazione Panificatori di Milano e Province – Unione Confcommercio Milano e con Muba (Museo dei bambini) di Milano. “Si tratta di un percorso guidato da esperti maestri panettieri – prosegue la nota – per scoprire uno degli alimenti più comuni in tante diverse culture nel mondo”. “Un laboratorio divertente – aggiungono i promotori – ma allo stesso tempo educativo per i bambini, che fa scoprire il giusto valore di uno degli alimenti più conosciuti, all’insegna del non spreco”.

Diocesi: Mantova, sabato 13 maggio incontro con don Burgio su “non esistono ragazzi cattivi. Tra devianza, emarginazione e recupero”

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 13:17

Sarà don Claudio Burgio, cappellano dell’Istituto penale minorile “Cesare Beccaria” di Milano, ad affrontare, sabato 13 maggio a Mantova, il tema “Non esistono ragazzi cattivi. Tra devianza, emarginazione e recupero” nel corso di un incontro dedicato al mondo giovanile che si terrà alle 10 nell’aula magna del seminario vescovile. L’iniziativa, promossa dal centro Solidarietà Carcere di Mantova, partirà dalla considerazione che “quando vi sono comportamenti antisociali come furti, spaccio, violenze e perfino omicidi resta la brutalità del gesto che però non intacca l’uomo”. Don Burgio, si legge in una nota, “accanto all’attività pedagogica che lo vede impegnato quotidianamente con i ragazzi delle comunità, è autore di ‘Non esistono ragazzi cattivi’, racconto-testimonianza dei primi anni vissuti a fianco dei ragazzi del carcere minorile e delle comunità Kayròs”. “Da sempre interessato al mondo dello sport – prosegue la nota – fonda nel 2005, insieme ad altri preti, la ‘Selecao internazionale sacerdoti calcio’, iniziativa che coinvolge più di cento preti italiani e stranieri uniti dalla comune passione per lo sport e che promuove progetti di solidarietà su tutto il territorio nazionale”.

Austria: Vienna, Rennweg monastery celebrates its 300th anniversary. The enclosed monastery opens its doors for the celebrations

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 13:05

On Saturday, May 13th, the monastic Order of the Visitation of Holy Mary (or Visitation Sisters or Salesian Sisters), founded by St Francis de Sales, will be celebrating the 300th anniversary of the laying of the first stone of the Monastery of Rennweg, in Vienna. This is the oldest monastery in the Austrian capital, a place loved and respected by all of the population. The Visitation Sisters are en enclosed order and abide by the rules of silence and contemplation: for the first time in the last 50 years, they will be opening the doors of the monastery for a spiritual feast, with music and meditation trails that will plunge the pilgrims into the silence of Rennweg. The monastery is commonly known as the “twin sister”, since its first stone was laid on May 13th 1717, the day Maria Theresa, designated heiress to the Hapsburgs’ throne, was born. A girls’ educational and training centre was originally located in the monastery until 1927. The Order was founded in 1610 by St Francis de Sales and Jane Frances de Chantal, in France. Originally, it dealt with charity, as well as caring for and educating girls with its schools and colleges. Since 1615, it has been an enclosed order. The order has 150 communities all over the world, and all monasteries are independent and, gathered in geographical federations, they directly report to the Holy See. The German federation includes 10 monasteries in Germany (6), Austria (2), Croatia (1) and in the Czech Republic (1), with a total number of 120 sisters.

Austria: Vienna, monastero di Rennweg festeggia 300 anni. La clausura apre le porte per la festa

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 13:05

L’Ordine monastico della Visitazione di Santa Maria (o delle Visitandine o Suore Salesiane), fondato da san Francesco di Sales, celebra sabato 13 maggio i 300 anni dalla posa della prima pietra del Monastero di Rennweg, a Vienna. È questo il più antico tra i monasteri presenti nella capitale austriaca, ed è un luogo amato e rispettato da tutta la popolazione. Le Visitandine vivono in clausura, e rispettano la consegna del silenzio e della contemplazione: per la prima volta da 50 anni apriranno le porte del monastero per una festa spirituale, con musica e percorsi meditativi che permetteranno ai pellegrini di immergersi nel silenzio di Rennweg. Il monastero è familiarmente conosciuto come la “sorella gemella” in quanto la posa della prima pietra avvenne il 13 maggio 1717, giorno di nascita di Maria Teresa d’Austria, erede designata del trono degli Asburgo. Originariamente nel monastero si trovava anche un centro di formazione e studio per ragazze, che è esistito sino al 1927. L’Ordine è stato fondato nel 1610 da San Francesco di Sales e da Jane Frances di Chantal, in Francia. In origine si occupava di beneficenza e della cura ed educazione delle ragazze con scuole e collegi. Dal 1615 è un ordine di clausura. Nel mondo sono 150 le comunità dell’ordine, e tutti i monasteri sono autonomi, e, riuniti in federazioni geografiche, riferiscono direttamente alla Santa Sede. La Federazione tedesca è composta da 10 monasteri in Germania (6), Austria (2), Croazia (1) e Repubblica Ceca (1), per un totale di circa 120 suore.

Diocesi: Salerno, domenica 14 maggio la Festa dei popoli. Oggi un convegno sull’accoglienza

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 12:44

“Popoli in fiore”. È il tema dell’annuale Festa dei popoli della diocesi di Salerno giunta alla nona edizione e che si svolgerà domenica 14 maggio dalle ore 17. Anche quest’anno sarà numerosa e variegata la partecipazione delle comunità straniere presenti nel territorio di Salerno e provincia: dall’Europa (Georgia, Italia, Moldavia, Polonia, Romania e Ucraina); dall’Africa (Marocco, Senegal e Tunisia); dall’Asia (Bangladesh, Filippine, India, Siria e Sri Lanka); dall’America Latina (Colombia, Ecuador, Messico, Perù e Venezuela). Promotrice dell’iniziativa è l’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Cerno (Migrantes, Caritas e Centro Missionario), con la collaborazione dei Missionari Saveriani, il Laicato Saveriano e le comunità straniere partecipanti. Come ogni anno, la Festa sarà preceduta da un convegno che si terrà a Salerno oggi pomeriggio, 11 maggio, alle ore 17, nella Sala del Gonfalone del Palazzo di Città sul tema “InterAzione: futuro dell’accoglienza”. Il convegno, oltre che a presentare alla cittadinanza la Festa e dare simbolicamente il via al countdown per l’inizio dell’evento, permette di approfondire la conoscenza di realtà ed esperienze relative al variegato mondo dell’accoglienza e della cooperazione tra i popoli.

Fede: Enzo Bianchi, “credere non è un atto intellettuale ma un coinvolgimento con la vita di Gesù, nella libertà e per amore”

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 12:35

“Credere non è un atto intellettuale ma è un’adesione, un coinvolgimento con la vita di Gesù; e un coinvolgimento si può attuare solo nella libertà e per amore”. È quanto scrive Enzo Bianchi in un intervento pubblicato sull’ultimo numero del settimanale de “L’Osservatore Romano” nel quale commenta il Vangelo della sesta Domenica di Pasqua. “In tutte le vie religiose si ama Dio, ma lo si può amare come un idolo, soprattutto se è un dio da noi costruito e ‘ideato’”, osserva Bianchi, rilevando che “il nostro Dio vivente ha un volto preciso. Non è la deità, il divino: è un Dio che ha parlato esprimendo la sua volontà, e lo ama veramente solo chi cerca, seppur con fatica, di realizzare tale volontà”. “Mi pare che non affermiamo con sufficiente chiarezza e forza questa verità decisiva per la vita cristiana”, sottolinea Bianchi, aggiungendo che “amare Gesù significa non solo nutrirsi di un amore di desiderio, non solo dirgli che di lui ha sete la nostra anima, ma realizzare ciò che lui ci chiede, osservare il comandamento nuovo, cioè ultimo e definitivo, dell’amore reciproco”. “Gesù non ha detto: ‘Come io ho amato voi, così anche voi amate me’, ma ‘amatevi gli uni gli altri’”, precisa, “perché egli ci ama senza chiederci il contraccambio, ma chiedendoci che il suo amore che ci raggiunge si diffonda, si espanda come amore per gli altri, perché questa è la sua volontà d’amore”. “Amare, osservare i comandamenti – conclude – è la condizione affinché Gesù si manifesti, e nell’osservanza della volontà di Dio, attraverso l’amore fraterno, saremo amati da Dio e da Gesù. La vita di Dio è un flusso di amore nel quale, se accogliamo il suo dono, possiamo essere coinvolti”.

Politics: Justitia et pax Europe and Comece, debate on “transitional justice”

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 12:33

(Brussels) “Securing Democracy and Justice in Post-Communist Europe”: this topic will be the focus of an open debate in Brussels on 16 May organised by Justice and Peace Europe with the support of the Commission of the Bishops’ Conferences of the European Community (Comece). The starting point will be the concept of “transitional justice”, a series of pathways whose goal is to secure a fairer society even before seeking justice. This approach was behind the efforts to establish the truth as a path to reconciliation in contexts like that of the Rwandan genocide, or in the Middle East or even in the Balkans. At the seminar in Brussels – which will be held at the COMECE headquarters, Square de Meeus -, Slovenian Jesuit Peter Rozic, with expertise in democratisation and regime change in the former Soviet Union and East-Central Europe, will analyse the deadlock in the democratisation of this region of Europe by applying the concept of “transitional corruption”: in order to achieve real democratic development in former Yugoslavia, there must be reconciliation between the different ethnic groups by establishing the truth of the facts, asking for forgiveness, and giving the victims some sort of compensation. Studies suggest that wherever these processes occur, it is more difficult for the “social scourge” of corruption to spread. Stefan Lunte, Secretary General of Justice and Peace, will introduce the work; Fr. Rozic’s address will be followed by a debate.

Piccolo Missionario: domenica 14 maggio a Verona una festa per i 90 anni

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 12:17

In occasione dei 90 anni di vita di “PM – Piccolo Missionario”, la rivista mensile dei Missionari Comboniani dedicata ai più giovani, domenica 14 maggio, a Verona, si terrà un pomeriggio di festa. Dalle 14.30 alle 19, presso il parco Missionari Comboniani, spazio a laboratori di riciclo, clown, truccabimbi, giochi, musica, fumetti, merende dal mondo e visite gratuite al museo africano. “Tanti momenti – si legge in una nota – pensati per i più grandi e i più piccini per festeggiare questi 90 anni, insieme alla redazione e ai collaboratori del PM”. Per le 15.30 è in programma il laboratorio “Realizza un regalo per la Festa della mamma”, curato Alessandra Mantovani. Dopo la merenda dal mondo, alle 16.30 in sala Africa si terrà il laboratorio inedito di “Caricature e disegni” a cura di Claudio Bighignoli, insieme a Pablo Sartori. Alle 17.30, poi “la Banda PM con le sue amiche e amici – prosegue la nota – salgono sul palco per raccontare un po’ di novità”. Per i 90 anni del “PM” sono state realizzate anche due mostre. La prima, “Dritti sui diritti”, vuole essere un’occasione “per parlare dei diritti dell’infanzia, quelli che diamo per scontati perché fanno parte della nostra quotidianità, ma che non sono realtà in diverse parti del mondo, anche qui in Italia”. L’altra, “L’Africa e i suoi popoli tra le pagine del PM”, è “un percorso composito tra fumetti e storie, che verrà esposto alla Biblioteca Civica di Verona dal 2 ottobre al 6 novembre”.

Rogo camper rom: Sant’Egidio, questa sera veglia di preghiera per le tre sorelle uccise

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 11:59

Sarà mons. Paolo Lojudice, delegato Migrantes per il Lazio e membro della Commissione Cei per le migrazioni, a presiedere, questa sera, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, una veglia di preghiera promossa dalla Comunità di sant’Egidio dopo la morte di Francesca, Angela ed Elisabeth, le tre sorelle rom di 4, 8 e 20 anni, avvenuta ieri nell’incendio che ha distrutto il loro camper, nel parcheggio di un centro commerciale alla periferia di Roma. Alla veglia parteciperanno autorità cittadine, insieme a famiglie rom e abitanti della Capitale. Per la Migrantes il direttore di Roma e del Lazio, mons. Pierpaolo Felicolo. Ieri sera papa Francesco ha voluto far giungere il suo “conforto” alla famiglia attraverso l’Elemosiniere, mons. Krajewski, che si è recato in visita per portare “un saluto e un aiuto concreto ai genitori e agli otto fratelli”.

Papa Francesco: a Santa Marta, “il popolo di Dio è sempre in cammino” per approfondire “la fede e la morale”

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 11:41

Il Popolo di Dio è sempre in cammino per approfondire la fede. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia alla Messa mattutina a Casa Santa Marta, come riferisce “Radio Vaticana”. “La salvezza di Dio – ha detto il Papa – è in cammino verso la pienezza dei tempi”, un “cammino con santi e peccatori”. Il Signore “guida il suo popolo, con momenti buoni e momenti brutti, con libertà e schiavitù; ma guida il popolo verso la pienezza”. E anche la Chiesa, ha ribadito, “va avanti, così, con tanti santi e tanti peccatori; fra grazia e peccato, la Chiesa va avanti”. Questo cammino, ha affermato Bergoglio, è “per capire, per approfondire la persona di Gesù, per approfondire la fede” e anche per “capire la morale, i Comandamenti”. E una cosa che “un tempo sembrava normale, che non era peccato, oggi è peccato mortale”. Il Papa ha portato l’esempio della schiavitù, come pure quello delle “guerre di religione”.

“Il popolo di Dio –ha ripreso – è in cammino. Sempre. Quando il popolo di Dio si ferma, diventa prigioniero in una stalla, come un asinello, lì: non capisce, non va avanti, non approfondisce la fede, l’amore, non purifica l’anima”. “Ognuno di noi – ha aggiunto – è in cammino verso la pienezza del proprio tempo. Ognuno di noi arriverà al momento del tempo pieno e la vita finirà e dovrà trovare il Signore. E questo è il momento nostro. Personale”. “Gesù – ha annotato – ha inviato lo Spirito Santo perché noi possiamo andare in cammino” ed è proprio “lo Spirito che ci spinge a camminare: questa è la grande opera di misericordia di Dio”. Bisogna quindi domandarsi – si è interrogato il Papa – se crediamo che “la promessa di Dio era in cammino” e che ancora oggi la Chiesa “è in cammino”. E anche chiedersi quando ci confessiamo, se oltre alla vergogna per i nostri peccati, comprendiamo che “quel passo che io faccio è un passo nel cammino verso la pienezza dei tempi”.

Bullismo: sabato scorso i ragazzi di “Mabasta” da papa Francesco

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 11:38

I 14 ragazzi di “Mabasta”, studenti della classe 2ªA del “Galilei-Costa” di Lecce ideatori del “Movimento anti bullismo animato da studenti adolescenti”, hanno incontrato papa Francesco sabato scorso, in Vaticano, in occasione del “Meeting nazionale delle scuole per la pace”. I giovani – riporta una nota – “hanno avuto modo di dire al Papa chi erano, da dove venivano e cosa fosse il loro movimento anti bullismo”. “Non credevamo ai nostri occhi – commentano i ragazzi – abbiamo avuto papa Francesco a pochi centimetri e abbiamo potuto dirgli chi eravamo, cosa facevamo e perché eravamo lì. Il suo sorriso e il suo sguardo pieno di amore non lo scorderemo più per tutta la vita. Il Santo Padre ora è ufficialmente il nostro più importante ‘ambassador’ adulto, come c’è scritto sulla maglietta che gli abbiamo dato”.

Proprio a proposito del bullismo, allo Stadio Meazza di Milano, papa Francesco il 25 marzo aveva lanciato questo monito ai giovani: “Nella vostra scuola, nel vostro quartiere, c’è qualcuno o qualcuna al quale o alla quale voi fate beffa, voi prendete in giro perché ha quel difetto, perché è grosso, perché è magro, per questo, per l’altro? Questo si chiama bullying. Per favore, fate la promessa al Signore di mai fare questo e mai permettere che si faccia nel vostro collegio, nella vostra scuola, nel vostro quartiere. Capito?”.

L’incontro di sabato, organizzato in collaborazione con il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale della Santa Sede, si è svolto nell’Aula Paolo VI e ha segnato il culmine del Meeting nazionale delle scuole per la pace, la fraternità e il dialogo “Proteggiamo la nostra casa”.

Ue: previsioni economiche. Pil della Germania tiene, Regno Unito in frenata. Bene Romania. Italia fanalino di coda

Agensir.it - Thu, 2017-05-11 11:34

(Bruxelles) Le notevoli differenze del grado di crescita dei Paesi Ue, denunciati dalla Commissione con le previsioni di primavera, si comprendono a fondo analizzando i dati economici Paese per Paese. Gli squilibri principali si misurano con la disoccupazione (ai minimi storici in alcuni Stati, come in Germania, e a livelli fuori controllo in altri, specie nel sud e nell’est europeo) e con i bilanci pubblici (deficit e debito). Ma differenze sostanziali si riscontrano anche per investimenti e consumi privati. Comunque per il 2017 e 2018 nell’Unione nel suo insieme si prevede una crescita del Pil pari all’1,9%. La Germania segna 1,6% per quest’anno e 1,9 nel 2018. L’Italia (che registra una “modesta ripresa”) è il fanalino di coda fra i grandi Paesi Ue, con un modesto 0,9% quest’anno e 1,1 l’anno prossimo. Per la Francia la Commissione Ue indica, per il 2017 e 2018, rispettivamente 1,4 e 1,7%. Il Regno Unito segna 1,8% quest’anno e una discesa all’1,3% nel 2017 in relazione alle implicazioni dei negoziati per il Brexit e al clima di incertezza che si respira a Londra. La Polonia ha ottime performance; 3,5% quest’anno e 3,2 il prossimo anno. Meglio ancora Irlanda (4,0 e poi 3,6%) e Romania (4,3 nel 2017 e 3,7% nel 2018).

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie